Analisi di bilancio 1-7
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![]() Analisi di bilancio 1-7 Description: Quiz lezioni da 1 a 7 |



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02-01. Con riferimento alla redazione del bilancio, il Codice Civile: A. Fornisce indicazioni di dettaglio sui principi di redazione del bilancio ed è a cura dell’Organismo Italiano Contabilità. B. Detta tutte le norme di dettaglio per la redazione del bilancio, sulla base dei principi contabili nazionali ed internazionali. C. Detta i principi di fondo e i principi di redazione del bilancio. D. E’ il risultato del processo di armonizzazione contabile internazionale. 02-02. Un’azienda che ha Attività per un valore di 100.000 euro e Patrimonio Netto per un valore di 50.000 euro, avrà: A. Passività verso terzi per 100.000 euro. B. Sia il Totale Attivo che il Totale Passivo pari a 150.000 euro. C. Passività verso terzi per 150.000 euro. D. Passività verso terzi per 50.000 euro. 02-03. Quale dei seguenti NON è un effetto della armonizzazione contabile internazionale: A. La possibilità per gli investitori di valutare l’opportunità di investimento in aziende straniere. B. Fare in modo che tutte le aziende europee, di pari dimensioni, abbiano performance economico-finanziarie simili. C. La possibilità per le aziende di valutare le performance dei propri competitors a livello globale. D. La possibilità per le aziende di operare in diversi Paesi. 02-04. Nell’ambito dei principi di redazione del bilancio, la differenza sostanziale tra il Codice Civile ed i principi contabili nazionali è che. A. I principi contabili nazionali forniscono i principi di fondo, mentre il Codice Civile entra nel dettaglio su specifiche fattispecie. B. Il Codice Civile non entra nel merito dei principi di redazione del bilancio, a differenza dei principi contabili nazionali. C. Il Codice Civile fornisce i principi di fondo, mentre i principi contabili nazionali entrano nel dettaglio su specifiche fattispecie. D. Non c’è nessuna differenza. 02-05. Un’azienda che ha Attività per un valore di 30.000 euro e Passività verso terzi per 80.000 euro, avrà: A. Un deficit di Patrimonio Netto di 50.000 euro. B. Un Patrimonio Netto di 80.000 euro. C. Un Patrimonio Netto di 50.000 euro. D. Un Patrimonio Netto di 30.000 euro. 02-06. Qual è il fenomeno principale che ha portato all’armonizzazione contabile internazionale. A. La globalizzazione. B. L’inflazione. C. La competizione. D. La delocalizzazione. 02-07. I due elementi a cui fa riferimento il principio del duplice aspetto sono. A. L’attivo dello Stato Patrimoniale e l’utile del Conto Economico. B. I costi ed i ricavi. C. I costi e i debiti da un lato; i ricavi e i crediti dall’altro. D. L’attivo dello Stato Patrimoniale e la somma del Capitale di terzi + Patrimonio Netto. 02-08. Secondo il principio del duplice aspetto. A. Attività - Capitale di terzi = Patrimonio Netto. B. Ricavi + Costi = Utile. C. Attività + Passività = Pareggio di bilancio. D. Ricavi - Costi = Utile. 02-09. Cosa prevede il principio del duplice aspetto. A. Che il bilancio contiene due principali aspetti: quello economico (Conto Economico) e quello patrimoniale (Stato Patrimoniale). B. Che le attività dello Stato Patrimoniale corrispondono ai ricavi del Conto Economico. C. Che le scritture contabili devono essere composte da una sezione Dare e da una sezione Avere. D. Che le attività e le passività dello Stato Patrimoniali si eguagliano. 02-10. Attraverso quali strumenti si svolge il processo di armonizzazione contabile. A. Direttive Europee. B. Autonoma individuazione, da parte dei singoli Paesi, di nuovi criteri di valutazione. C. Iniziative autonome di confronto tra i singoli Paesi. D. Deroghe sul Codice Civile. 03-01. Secondo il principio della misurazione monetaria: A. L’unità di misura dei costi e dei ricavi è il denaro, mentre l’unità di misura delle attività e delle passività è il credito o il debito. B. L’unità di misura delle attività è il denaro, mentre l’unità di misura delle passività è il numero di conferimenti dei soci. C. L’unità di misura delle poste del bilancio non può e non deve essere omogenea. D. L’unità di misura di tutte le poste del bilancio deve essere omogenea. 03-02. Uno dei limiti della contabilità, che si evince dal principio della misurazione monetaria, è: A. L’incapacità di misurare valori di bilancio stimati. B. L’incapacità di misurare il capitale proprio. C. L’incapacità di misurare il capitale di terzi. D. L’incapacità di misurare valori di bilancio intangibili. 03-03. Dal principio della misurazione monetaria consegue che: A. La contabilità è in grado di rappresentare soltanto valori esprimibili in termini monetari. B. La contabilità non è in grado di rappresentare i valori esprimibili in termini monetari. C. La contabilità è in grado di rappresentare tutti i valori, anche quelli intangibili, non esprimibili in termini monetari. D. La contabilità può rappresentare solo valori intangibili. 03-04. Il principio della misurazione monetaria è detto anche principio di: A. Duplice aspetto. B. Eterogeneità. C. Intangibilità. D. Omogeneità. 03-05. Il principio dell’identità giuridica distinta, stabilisce che: A. Un’azienda ha una propria identità giuridica che coincide con quella delle persone che la amministrano. B. L’azienda ha una propria identità giuridica, distinta da quella delle persone che la amministrano. C. Un’azienda ha identità giuridica solo se non vi sono persone al suo interno. D. Ogni persona che opera in una azienda ha due identità giuridiche: una propria e una aziendale. 03-06. In virtù del principio dell’identità giuridica distinta, se il proprietario di un’azienda preleva dalla cassa aziendale 1.000 euro: A. Ha ridotto il proprio patrimonio personale. B. Ha aumentato il proprio patrimonio personale ma ha ridotto quello dell’azienda. C. Ha aumentato il patrimonio dell’azienda. D. Ha aumentato il patrimonio dell’azienda ma ha ridotto quello personale. 03-07. In virtù del principio dell’identità giuridica distinta: A. Nessuna delle altre risposte. B. Il patrimonio del proprietario e quello aziendale sono considerati appartenenti alla medesima entità. C. Il patrimonio del proprietario e quello aziendale sono considerati appartenenti a due entità distinte. D. Il patrimonio del proprietario e quello aziendale sono esattamente identici. 03-08. Secondo il principio dell’identità giuridica distinta: A. La contabilizzazione dei prelevamenti effettuati dal proprietario dalla cassa aziendale è superflua. B. E’ necessario contabilizzare i prelevamenti effettuati dal proprietario dalla cassa aziendale, per non compromettere la verità del bilancio. C. I prelevamenti effettuati dal proprietario dalla cassa aziendale devono essere contabilizzati solo se ritenuto necessario dai soci. D. Non occorre contabilizzare i prelevamenti effettuati dal proprietario dalla cassa aziendale, in quanto il patrimonio dell’azienda e quello del proprietario sono coincidenti. 03-09. Il principio dell’identità giuridica distinta si applica: A. Solo alle società quotate. B. A tutte le aziende, qualunque sia la forma giuridica. C. Solo alle società di capitale. D. Solo alle società di persone. 03-10. Cosa garantisce il principio della misurazione monetaria: A. Nessuna delle altre risposte. B. Che i costi ed i ricavi siano sempre misurati da una movimentazione di moneta. C. Che l’utile sia espressione delle movimentazioni di denaro che si sono avute nel corso dell’esercizio. D. Che le poste di bilancio siano espresse con la stessa unità di misura. 04-01. Cosa si intende per “valutazione al fair value”: A. Valutazione per cassa. B. Valutazione al costo di mercato. C. Valutazione al valore di mercato. D. Valutazione al costo di acquisto. 04-02. Per quale delle seguenti attività è possibile ottenere un valore immediato e oggettivo al 31/12. A. Impianti. B. Macchinari. C. Fabbricati. D. Banca c/c. 04-03. In genere, applicando il criterio del costo: A. Si ottiene una rappresentazione di bilancio più prudenziale rispetto al criterio del valore di mercato. B. Si ottiene una rappresentazione di bilancio meno fedele alla realtà. C. Si ottiene una rappresentazione di bilancio meno prudenziale rispetto al criterio del valore di mercato. D. Si ottiene una rappresentazione di bilancio troppo soggettiva. 04-04. L’azienda Alfa ha presentato una istanza per la dichiarazione di fallimento. In questo caso: A. La valutazione delle poste di bilancio sarà effettuata al valore di mercato. B. La valutazione delle poste di bilancio non può essere effettuata. C. La valutazione delle poste di bilancio sarà effettuata secondo il principio della going concern. D. L’istanza di fallimento non comporta modifiche sui criteri di valutazione delle poste di bilancio. 04-05. Per quale delle seguenti attività è possibile ottenere un valore immediato e oggettivo al 31/12. A. Macchinari. B. Impianti. C. Titoli. D. Fabbricati. 04-06. Cosa prevede il principio della Going Concern: A. Che nel redigere il bilancio occorre ipotizzare che l'azienda continuerà ad operare per un tempo illimitato. B. Che nel redigere il bilancio occorre ipotizzare che l'azienda consegua una perdita d'esercizio. C. Che nel redigere il bilancio occorre ipotizzare che l'azienda possa fallire da un momento all'altro. D. Che nel redigere il bilancio occorre ipotizzare che l'azienda possa operare per un tempo limitato. 04-07. I beni che non sono destinati alla vendita, secondo quale criterio sarebbe opportuno che venissero valutati: A. Secondo criteri specifici, come quelli del bilancio di liquidazione. B. Al ricavo. C. Al costo. D. Al fair value. 04-08. La valutazione al costo o al fair value: A. Determina in ogni caso valori di bilancio poco affidabili. B. Determina in ogni caso valori di bilancio troppo soggettivi. C. Determina valori di bilancio anche molto differenti tra loro. D. Determina in ogni caso gli stessi valori di bilancio. 04-09. Valutare tutti i beni al fair value: E' costoso e inaffidabile. E' più costoso ma anche più affidabile. E' poco costoso e anche affidabile. Dà luogo a delle stime oggettive. 04-10. La valutazione al fair value di un macchinario usato, in possesso di una azienda, quale problema solleva: A. La valutazione, pur tenendo conto degli ammortamenti, non terrebbe conto delle rivalutazioni. B. La valutazione non terrebbe conto degli ammortamenti. C. La valutazione non sarebbe univoca. D. La valutazione non terrebbe conto degli anni di vita del bene. 06-01. Secondo la normativa italiana, per essere inserita tra le attività patrimoniali una attività deve essere: A. Presa in affitto. B. Controllata dall'azienda. C. Ammortizzata. D. Venduta. 06-02. Secondo la normativa italiana il requisito della controllabilità di una attività patrimoniale prevede che: A. L'azienda sia in possesso dell'attività in questione. B. L'azienda possa controllare che il valore dell'attività sia coerente con quello di mercato. C. L'azienda possa controllare che l'attività in questione stia producendo utili. D. L'azienda possa controllare i costi che genera l'attività. 06-03. Una delle condizioni per iscrivere una risorsa tra le attività patrimoniali è che: A. Abbia valore economico. B. Sia stata ammortizzata almeno in parte. C. Sia stata pagata per intero. D. Sia stata valutata al valore di mercato (fair value). 06-04. Le rimanenze di merci per le quali non è più possibile determinare un valore: A. Se sono risorse controllabili devono essere inserite in bilancio al loro costo di acquisto. B. Vanno inserite in bilancio con segno negativo. C. Non vanno inserite in bilancio come attività. D. Devono comunque essere inserite in bilancio, ma con un valore simbolico molto basso. 06-05. Una delle condizioni per iscrivere una risorsa tra le attività patrimoniali è la misurabilità, ossia: A. La possibilità di controllare la risorsa. B. La possibilità di esprimere la misura del costo della risorsa. C. La possibilità determinare se la risorsa produrrà utili (o perdite). D. La possibilità di determinare le dimensioni dei cespiti inseriti nell'attivo. 06-06. La cassa: A. Rientra tra le passività consolidate. B. Rientra tra le passività correnti. C. Rientra tra le attività correnti. D. Rientra tra le attività immobilizzate. 06-07. I diritti di brevetto: A. Rientrano tra le passività consolidate. B. Rientrano tra le attività immobilizzate. C. Rientrano tra le attività correnti. D. Rientrano tra le passività correnti. 06-08. I crediti verso clienti: A. Si trasformano in liquidità entro l'anno. B. Si trasformano in liquidità oltre l'anno. C. Nessuna delle altre risposte. D. Si trasformano in passività entro l'anno. 06-09. Le fonti di finanziamento: A. Coincidono con il capitale proprio. B. Sono composte dal capitale proprio, dal capitale di terzi, dai costi e dai ricavi. C. Coincidono con il capitale di terzi. D. Sono composte dal capitale proprio e dal capitale di terzi. 06-10. Secondo i principi contabili internazionali IAS/IFRS, per poter inserire una risorsa tra le attività patrimoniali del bilancio: A. Occorre che l'azienda sia una società di capitali. B. Occorre che l'azienda ne sia proprietaria. C. Occorre che la risorsa sia di una azienda partner. D. Non occorre che l'azienda ne sia proprietaria. 07-01. Le riserve di utili non distribuiti rappresentano: A. Una attività immobilizzata. B. Un credito. C. Un debito. D. Una fonte di finanziamento. 07-02. Il patrimonio netto o capitale proprio è costituito dall'insieme delle fonti di finanziamento che rappresentano: A. Diritti vantabili dai clienti. B. Diritti vantabili dai fornitori. C. Diritti vantabili dalle banche e da altri finanziatori. D. Diritti vantabili dalla proprietà. 07-04. Le riserve di utili non distribuiti corrispondono a: A. Rappresentano finanziamenti effettuati dai soci. B. Rappresentano attività correnti o immobilizzate, a seconda dell'arco temporale che coprono. C. Rappresentano esuberi di liquidità. D. Rappresentano profitti che non sono stati distribuiti agli azionisti. 07-04. Le riserve di utili non distribuiti corrispondono a: A. Eccedenze di attività, correnti o immobilizzate. B. Depositi bancari. C. Nessuna delle precedenti. D. Esuberi di liquidità. 07-05. Un'azienda che ha attività correnti pari a 10.000 euro e passività correnti pari a 50.000 euro: A. Presenta un certo rischio di insolvenza. B. Ha un indice di disponibilità pari a 5. C. Ha una eccellente capacità di far fronte ai propri obblighi finanziari di breve periodo. D. Ha una eccellente capacità di far fronte ai propri obblighi finanziari di medio e lungo periodo. 07-06. Il rapporto tra attività correnti e passività correnti fornisce indicazioni in merito: A. Alla solidità dell'azienda. B. Alla redditività dell'azienda. C. Alla liquidità dell'azienda. D. Alla produttività dell'azienda. 07-07. Il rapporto tra attività correnti e passività correnti misura: A. La remunerazione delle attività. B. La capacità dell'azienda di remunerare il capitale investito. C. La capacità dell'azienda di far fronte agli impegni finanziari. D. La capacità dell'azienda di generare utili. 07-08. Quale tra le seguenti situazioni è quella potenzialmente più rischiosa: A. Azienda con indice di disponibilità pari a 2. B. Azienda con indice di disponibilità pari a 3. C. Azienda con indice di disponibilità pari a 1. D. Azienda con indice di disponibilità pari a 0,5. 07-09. Quale tra le seguenti situazioni è quella potenzialmente meno rischiosa: A. Azienda con indice di disponibilità pari a 1. B. Azienda con indice di disponibilità pari a 2. C. Azienda con indice di disponibilità pari a 0,5. D. Azienda con indice di disponibilità pari a 3. 07-10. Le riserve di utili non distribuiti danno una misura: A. Della capacità dell'azienda di accumulare denaro. B. Del rischio di insolvenza. C. Nessuna delle precedenti. D. Dell'autofinanziamento dell'azienda. |





