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metodologia ricerca

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metodologia ricerca

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da 21 a 29

Creation Date: 2026/02/20

Category: Others

Number of questions: 84

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La provenienza geografica di un individuo rilevata analizzando le diverse province d'origine può essere considerata una variabile: nominale. ad intervalli. ordinale. a rapporti equivalenti.

Le variabili quantitative sono: Ordinali e a rapporti. Nominali e ad intervalli. Ad intervalli e a rapporti. Nominali e ordinali.

Le variabili ordinali e nominali assumono modalità: che hanno valore numerico. non appartengono al campione analizzato. che possono essere rappresentate secondo una scala ad intervalli. prive di valore numerico.

Una variabile è nominale quando: È presente uno zero assoluto. L'intervallo tra i livelli è costante. I suoi valori possono essere ordinabili. I suoi valori possono solo essere divisi in categorie discrete diverse.

Una variabile è ordinale quando: I suoi valori sono diversi ma non ordinabili. L'intervallo tra i livelli è costante. I suoi valori oltre ad essere diversi sono anche ordinabili. È presente uno zero assoluto.

La misurazione è: il processo che ci permette di capire quali sono gli strumenti migliori da utilizzare. l'associazione tra un oggetto e un evento in base a regole di corrispondenza. un processo che ci permette di comprendere la complessità della realtà. l'associazione tra una categoria e oggetti, eventi o individui in base a regole di corrispondenza.

Le variabili qualitative sono: Nominali e ordinali. Nominali e ad intervalli. Ad intervalli e a rapporti. Ordinali e a rapporti.

La terza fase del processo di ricerca prevede: la definizione del problema. la raccolta dei dati. l'analisi dei dati. la comunicazione dei risultati.

Una variabile è: il problema che viene analizzato nella ricerca. ciò a cui si applica la misurazione. ogni soggetto che partecipa alla ricerca. ogni caratteristica del soggetto che può assumere valori diversi.

Un caso può essere definito come: ciò a cui si applica la misurazione. le variazioni di una variabile. ogni caratteristica del soggetto che può assumere valori diversi. il problema che viene analizzato nella ricerca.

Una variabile a rapporti equivalenti: È caratterizzata da elementi che possono essere solo categorizzati. Prevede uno zero assoluto. È caratterizzata da elementi che possono essere numerati. È caratterizzata da elementi che possono essere solo ordinati.

In una variabile a intervalli: l'intervallo l'intervallo tra i livelli è costante. l'intervallo tra i livelli è discontinuo. non è presente nessun intervallo. non è possibile sapere a priori che caratteristiche assumerà.

Una variabile continua: Non può assumere nessun valore. Può assumere solo un numero finito di valori. Può assumere solo un valore. può assumere ogni valore in un intervallo di numeri reali.

Una variabile discreta: Può assumere un numero infinito di valori. Può assumere solo un valore. Può assumere solo un numero finito di valori. Non può assumere nessun valore.

Una variabile si dice indipendente quando: è l'unica variabile presa in esame all'interno della ricerca. non viene presa in considerazione all'interno del disegno sperimentale. influisce sulla variabile dipendente e ne viene a sua volta influenzata. influisce sulla variabile dipendente senza esserne influenzata.

Una variabile si dice dipendente quando: viene influenzata dalle caratteristiche del campione. influisce sulla variabile indipendente senza esserne influenzata. subisce l'influenza della variabile indipendente senza influenzarla a sua volta. risente dell'influenza dello sperimentatore.

La codifica dei dati prevede: la trasformazione dei dati raccolti in numeri. la definizione del problema. la trasformazione dei dati in materiale verbale. la compilazione dei questionari.

Nelle tabelle di contingenza vengono inserite: le frequenze con cui ogni combinazione di variabili si presenta. le mediane con cui ogni variabile si presenta. le deviazioni standard con cui ogni combinazione di variabili si presenta. le medie con cui ogni combinazione di variabili si presenta.

La quarta fase della ricerca prevede: la creazione delle ipotesi. l'analisi dei dati. la definizione del problema. la raccolta dei dati.

La statistica multivariata si applica all'analisi di: due variabili. tutte le alternative. molte variabili. una variabile.

La statistica bivariata si applica all'analisi di: due variabili. una variabile. tutte le alternative. molte variabili.

La statistica univariata si applica all'analisi di: due variabili. tutte le alternative. molte variabili. una variabile.

La statistica confermativa permette di: controllare se ci sono dati mancanti. verificare un modello di relazione tra dati. capire le relazioni tra dati per ipotizzare una teoria. tutte le alternative.

La statistica esplorativa ci permette di: capire le relazioni tra dati per ipotizzare una teoria. verificare un modello di relazione tra dati. controllare se ci sono dati mancanti. tutte le alternative.

Le affermazioni della statistica inferenziale possono essere: verifica delle ipotesi. entrambe. stime. nessuna delle alternative.

La statistica inferenziale permette di: descrivere, rappresentare e sintetizzare un insieme di dati. definire le ipotesi di ricerca. organizzare i dati da inserire nel dataset. generalizzare alla popolazione le informazioni ottenute.

La statistica descrittiva permette di: definire le ipotesi di ricerca. generalizzare alla popolazione le informazioni ottenute. descrivere, rappresentare e sintetizzare un insieme di dati. organizzare i dati da inserire nel dataset.

Nelle matrici di dati: vengono inserite delle descrizioni verbali di ogni soggetto. vengono inserite le mediane di ogni variabile. vengono inserite le frequenze di ogni variabile. vengono inseriti i dati di ogni soggetto per ogni variabile.

Le tabelle di contingenza: sono rappresentazioni grafiche come gli istogrammi. Sono tabella a singola entrata. Sono tabella a doppia entrata in cui le righe rappresentano i soggetti e le colonne le variabili. Sono tabella a doppia entrata in cui vengono incrociate due variabili.

Nella statistica descrittiva i dati vengono riportati usando: tabelle, grafici e indici di sintesi. Spss, jasp, excel. pubmed e web of science. resoconti verbali.

La competenza di un ricercatore viene valutata principalmente basandosi su: il numero e la qualità di articoli scientifici prodotti. gli encomi ricevuti. il numero di pazienti che ha visto. il numero e la quantità di tesi prodotte.

La quinta fase del processo di ricerca prevede: l'analisi dei dati. l'interpretazione dei dati. la definizione del problema. la raccolta dei dati.

La fase di interpretazione dei dati permette di: definire le ipotesi di ricerca. organizzare i dati in modo che vengano analizzati statisticamente. far conoscere ad altri i risultati del proprio lavoro. capire se i risultati sono in linea con l'ipotesi di partenza.

La sesta fase del processo di ricerca prevede: la definizione del problema. l'interpretazione dei dati. la raccolta dei dati. la comunicazione dei dati.

Quando interpretiamo i risultati di una ricerca: applichiamo le analisi statistiche previste. organizziamo i dati in un dataset. lo facciamo alla luce di una teoria di riferimento. procediamo alla pubblicazione di un articolo.

Tra le tipologie di articolo scientifico troviamo: l'articolo di giornale. l'articolo sperimentale. nessuna delle alternative. il post di un blog.

In un articolo l'abstract serve per: descrivere il disegno sperimentale. Elencare di tutti gli articoli citati. riassumere il contenuto. presentare il campo di indagine.

In un articolo la parte definita "metodi" serve per: riassumere il contenuto. descrivere il disegno sperimentale. presentare il campo di indagine. Elencare di tutti gli articoli citati.

In un articolo l'introduzione serve per: presentare il campo di indagine. descrivere il disegno sperimentale. Elencare di tutti gli articoli citati. riassumere il contenuto.

Il campionamento del tempo prevede di: distribuire le osservazioni in diversi periodi della giornata. tutte le alternative. compiere le osservazioni tutte nello stesso momento della giornata. non preoccuparsi di quando vengono svolte le osservazioni.

Le strategie di campionamento della situazione ci permettono di: entrambe le risposte sono corrette. osservare un minor numero di soggetti. osservare diverse sfaccettature dello stesso comportamento. nessuna delle alternative.

Le strategie di campionamento della situazione. richiedono che uno stesso comportamento venga osservato in più situazioni diverse. prevedono che il ricercatore fissi la durata dell'osservazione e distribuire questi intervalli casualmente durante la giornata. richiedono che uno stesso comportamento venga osservato in una sola situazione. permettono di fare inferenze causali.

Durante le procedure di campionamento dell'evento il ricercatore: non dovrà limitarsi ad osservare solo i comportamenti che confermano la sua ipotesi di partenza. dovrà osservare tutti i comportamenti che si verificano in un determinato lasso di tempo. non sa cosa vuole osservare. non dovrà osservare tutti i comportamenti che soddisfano una descrizione predefinita.

Le strategie di campionamento dell'evento si applicano quando: tutte le alternative. vogliamo osservare comportamenti ordinari e frequenti. si vogliono osservare eventi speciali o imprevedibili. il ricercatore non sa cosa vuole osservare.

Nel campionamento del tempo, la selezione casuale prevede: tutte le alternative. di programmare degli intervalli di tempo durante tutta la giornata in cui verranno svolte le osservazioni. di fissare la durata dell'osservazione e distribuire questi intervalli casualmente durante la giornata. di organizzare di giorno in giorno le osservazioni in base alla disponibilità dei soggetti.

Nel campionamento del tempo, la selezione sistematica prevede: di programmare degli intervalli di tempo durante tutta la giornata in cui verranno svolte le osservazioni. di fissare la durata dell'osservazione e distribuire questi intervalli casualmente durante la giornata. di organizzare di giorno in giorno le osservazioni in base alla disponibilità dei soggetti. tutte le alternative.

Le strategie di campionamento del tempo sono: nessuna delle alternative. selezione sistematica. selezione casuale. entrambe.

Il campionamento del tempo non può essere applicato: quando il comportamento da osservare è raro. nessuna delle alternative. quando il comportamento da osservare è lungo. entrambe le alternative.

Le strategie di campionamento del comportamento comprendono: il campionamento dei soggetti e le procedure di assegnazione. il campionamento della validità interna ed esterna. il campionamento di tempo, eventi, situazioni e soggetti. tutte le alternative.

Fare inferenze circa il fenomeno che si sta osservando significa svolgere: un'osservazione ingenua. un'osservazione scientifica. entrambe le alternative. nessuna delle due alternative.

L'osservazione può essere: nessuna delle alternative. ingenua. scientifica. entrambe.

I metodi descrittivi sono usati per: nessuna delle alternative. condurre delle analisi preliminari. valutare la relazione causale tra due variabili. manipolare sperimentalmente le variabili.

Quando applichiamo i metodi descrittivi ad una ricerca: possiamo usare solamente procedure di assegnazione casuali. possiamo usare solamente procedure di assegnazione a blocchi. possiamo adottare procedure di assegnazione dei soggetti casuali. non possiamo adottare procedure di assegnazione casuali dei soggetti.

Un disegno di ricerca che adotta i metodi descrittivi permette: nessun controllo sulle variabili. un completo controllo di tutte le variabili. un parziale controllo delle variabili. di non analizzare delle variabili.

Un disegno di ricerca quasi sperimentale permette: un completo controllo di tutte le variabili. un parziale controllo delle variabili. nessun controllo sulle variabili. di non analizzare delle variabili.

Un disegno di ricerca sperimentale permette: un completo controllo di tutte le variabili. nessun controllo sulle variabili. un parziale controllo delle variabili. di non analizzare delle variabili.

Durante un'osservazione scientifica: sono i soggetti a definire le regole che il ricercatore deve seguire. devono essere seguite delle procedure rigide e devono essere create situazioni strutturate. non richiede che vengano seguite delle procedure rigide e che vengano create situazioni strutturate. si osserva senza usare strumenti di rilevazione precisi.

Uno dei problemi dell'osservazione naturalistica riguarda: non intrusività, non artificiosità e sistematicità delle osservazioni. il fatto che le tempistiche potrebbero essere molto brevi. il fatto che le tempistiche devono essere strutturate in maniera rigida. il fatto che le tempistiche potrebbero essere molto lunghe.

Gli aspetti positivi dell'osservazione naturalistica sono: bassa validità, intrusività e osservazioni ingenue. non intrusività, non artificiosità e sistematicità delle osservazioni. il fatto che le tempistiche potrebbero essere molto lunghe. non intrusività, alta artificiosità.

La registrazione digitale del comportamento osservato: va a disturbare il comportamento dei soggetti osservati. nessuna delle alternative. permette una maggiore accuratezza nella categorizzazione. non può essere applicata in concomitanza con tecniche carta e matita.

Durante un'osservazione naturalistica: la fase di osservazione e la fase di interpretazione devono coincidere. è importante mantenere separate la fase di osservazione dalla fase dell'interpretazione. non è necessario che chi osserva e chi interpreta sia la stessa persona. i comportamenti non devono essere interpretati.

L'osservazione naturalistica: non permette di raccogliere dati sul comportamento dei soggetti. nessuna delle alternative. permette di raccogliere dati sul comportamento dei soggetti senza interferire sul loro modo di comportarsi. permette di raccogliere dati sul comportamento dei soggetti andando ad interferire sul loro modo di comportarsi.

Grazie all'osservazione naturalistica: possiamo osservare fenomeni che si presentano in situazioni di laboratorio. entrambe le risposte sono corrette. nessuna delle alternative. possiamo osservare fenomeni che si presentano in situazioni di vita reale.

Quando dobbiamo rappresentare i comportamenti osservati possiamo usare le seguenti unità di misura: eventi, stati, eventi temporali e intervalli. eventi temporali, sequenze e intervalli. stati, modalità ed eventi. eventi, stati, intervalli.

Durante l''osservazione indiretta possiamo prendere in considerazione: gli indizi fisici. entrambi. i documenti d'archivio. nessuna delle alternative.

Gli indizi d'uso che vengono considerati durante l'osservazione indiretta sono: prove fisiche dell'utilizzo di un oggetto. registrazioni del comportamento. i documenti d'archivio. artefatti che derivano dal comportamento.

Gli indizi fisici analizzati durante l''osservazione indiretta rappresentano: le tracce lasciate dal comportamento passato. i documenti d'archivio. entrambe. registrazioni digitali del comportamento.

I prodotti che vengono considerati durante l'osservazione indiretta sono: registrazioni del comportamento. i documenti d'archivio. prove fisiche dell'utilizzo di un oggetto. artefatti che derivano dal comportamento.

L'osservazione indiretta prevedere l'analisi: del comportamento dei confederati. degli esiti del comportamento. del comportamento diretto dei soggetti. del comportamento dello sperimentatore.

Durante l'osservazione strutturata: nessuna delle alternative. si osserva solo il comportamento naturale dei soggetti. è il ricercatore stesso che guida il comportamento dei soggetti. ci sono degli attori che guidano la situazione.

L'osservazione strutturata avviene: in entrambe le situazioni. in laboratorio. in ambiente naturale. nessuna delle alternative.

L'osservazione intrusiva fa parte dei metodi di osservazione: diretta. strutturata. indiretta. semi-strutturata.

L'osservazione intrusiva prevede: l'osservazione indiretta, partecipante e gli studi sul caso singolo. nessuna delle alternative. l'osservazione strutturata, la ricerca d'archivio e gli studi sul caso singolo. l'osservazione partecipante, strutturata e gli esperimenti sul campo.

L'osservazione intrusiva non permette: il controllo parziale delle variabili. il controllo totale delle variabili. nessun tipo di controllo. delle variabili nessuna delle precedenti.

Per un'osservazione strutturata: il ricercatore non interviene per modificare l'ambiente in cui svolgerà l'osservazione. il ricercatore cerca di strutturare l'ambiente in cui svolgerà l'osservazione. il ricercatore non modifica niente dell'ambiente in cui osserva. il ricercatore si limita a osservare quello che succede in un ambiente naturale.

Gli esperimenti sul campo prevedono: la manipolazione di una o più variabili indipendenti all'interno di una situazione naturale. l'assenza di variabili indipendenti all'interno di una situazione naturale. la manipolazione di una o più variabili dipendenti all'interno di una situazione naturale. l'impossibilità di manipolare una o più variabili indipendenti all'interno di una situazione naturale.

Quando si documenta il comportamento in maniera esaustiva: vengono riportati tutti i comportamenti specifici di una situazione. si analizzano gli indizi d'uso per comprendere i comportamenti. vengono riportati solo i comportamenti a cui il ricercatore è interessato. vengono evidenziati solo i comportamenti che non sono utili ai fini della ricerca.

Prima di iniziare l'attività di osservazione partecipante il ricercatore: non deve familiarizzare con il gruppo sociale nel quale è inserito. deve predisporre una serie di analisi statistiche che svolgerà dopo l'osservazione. deve creare i questionari che somministrerà durante l'osservazione. non deve strutturare il setting sperimentale in cui inserire il gruppo da osservare.

Nell'osservazione partecipante la teoria: viene modificata in base agli esiti dell'osservazione. entrambe le alternative. nessuna delle alternative. serve come presupposto.

L'osservazione partecipante si focalizza principalmente su: comportamenti che vengono elicitati in laboratorio. i prodotti del comportamento. le "everyday life situation". eventi rari o poco frequenti.

Il ricercatore si propone di assumere il punto di vista dell'«insider» quando mette in atto l'osservazione: indiretta. fattoriale. naturalistica. partecipante.

La ricerca partecipante richiede una strutturazione dell'ambiente: minima. lineare. assente. completa.

Durante l'osservazione partecipante il ricercatore: analizza i prodotti del comportamento. influenza le situazioni di vita quotidiana che sta osservando. partecipa ed osserva situazioni di vita quotidiana. raccoglie solo resoconti da chi ha partecipato alla situazione da indagare.

Quando si documenta il comportamento in maniera selezionata: vengono evidenziati solo i comportamenti che non sono utili ai fini della ricerca. vengono riportati solo i comportamenti a cui il ricercatore è interessato. vengono riportati tutti i comportamenti specifici di una situazione. si analizzano gli indizi d'uso per comprendere i comportamenti.

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