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Title of test:
MCQ

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Author:
AVATAR

Creation Date:
22/06/2022

Category:
Literature

Number of questions: 225
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Content:
0201. La manutenzione di un macchinario è opportuna DUBBIA quando il tasso di guasto è costante quando il tasso di guasto è crescente quando il tasso di guasto è decrescente quando il tasso di guasto subisce una variazione improvvisa.
0202. Il tasso di guasto è, tipicamente: costante durante il rodaggio e costante nella vita utile di un prodotto decrescente durante il rodaggio e crescente nella vita utile di un prodotto crescente durante il rodaggio e costante nella vita utile di un prodotto decrescente durante il rodaggio e costante nella vita utile di un prodotto.
0203. Se il tasso di guasto è costante l'affidabilità decresce esponenzialmente l'affidabilità decresce esponenzialmente l'affidabilità è costante l'affidabilità cresce linearmente.
0204. All'aumentare dell'affidabilità di un prodotto crescono i costi di manutenzione e calano quelli di produzione crescono i costi di produzione e quelli di manutenzione crescono i costi di produzione e calano quelli di manutenzione calano i costi di produzione e quelli di manutenzione.
0205. L'affidabilità di un prodotto è la probabilità che esso funzioni per un certo tempo in determinate condizioni la percentuale di prodotti che superano il controllo di qualità in fine linea di produzione la percentuale di prodotti che non subiscono guasti durante la loro vita utile la probabilità che esso funzioni sempre in determinate condizioni.
0206. Il tasso di guasto è: la percentuale di prodotti che si guastano nel rodaggio e nella vita utile una misura della velocità di guasto la percentuale di prodotti che si guastano nel rodaggio la percentuale di prodotti che si guastano nella vita utile.
0207. La manutanzione preventiva produce il più alto tempo di non-disponibilità è basata su osservazioni statistiche dei guasti e viene effettuata a intervalli regolari ovvero dopo un tempo pari al tempo caratteristico di rottura (MTBF ) viene fatta su macchine economiche e semplici che operano in parallelo viene fatta solo quando è necessario monitorando una caratteristica della macchina (ad esempio il livello di vbrazione).
0208. Un prodotto è affidabile se soddisfa esigenze espresse o implicite di chi lo usa può essere facilmente riparato funziona per un certo tempo in determinate condizioni d'impiego soddisfa esigenze espresse di chi lo usa.
0301. La diagnostica ovvero la procedura per la determinazione dello stato di salute di un oggetto o di un suo componente comprende tre stadi: misura, riconoscimento del difetto, decisione tre stadi: misura, sogliatura, identificazione quattro stadi: misura, analisi dei dati, classificazione, sogliatura tre stadi: misura, classificazione, decisione.
0401. Un impulso è: Un segnale deterministico periodico Un segnale deterministico transitorio Un segnale casuale transitorio Un segnale casuale non stazionario.
0402. Il rumore bianco è un tipico segnale stazionario è un tipico segnale deterministico è un tipico segnale transitorio è un tipico segnale periodico.
0403. I segnali deterministici si possono descrivere tramite una equazione o formula matematica possono essere stazionari o non stazionari sono descritti da parametri statistici hanno un inizio e una fine.
0404. Il suono emesso da un diapason messo in vibrazione per accordare uno strumento musicale: Un segnale deterministico periodico Un segnale casuale transitorio Un segnale deterministico transitorio Un segnale casuale non stazionario.
0405. I segnali stazionari hanno un inizio e una fine hanno i parametri caratteristici costanti nel tempo si possono descrivere tramite una equazione o formula matematica variano costantentemente nel tempo.
0501. Se si campiona un segnale di frequenza 710 Hz con frequenza di campionamento di 100 Hz si leggerà: Un segnale alla frequenza di 10 Hz Un segnale alla frequenza di 100 Hz Un segnale alla frequenza di 90 Hz Un segnale alla frequenza di 710 Hz.
0601. La discretizzazione del segnale lungo l'asse dei livelli è detta quantizzazione ed è data dal prodotto del fondoscala del sistema di acquisizione con il numero di bit del convertitore analogico-digitale dal rapporto tra il fondoscala del sistema di acquisizione e il numero di bit del convertitore analogico-digitale dal rapporto tra il fondoscala del sistema di acquisizione e 2 elevato al numero di bit del convertitore analogico-digitale dal prodotto del fondoscala del sistema di acquisizione con 2 elevato al numero di bit del convertitore analogico-digitale.
0801. Il fattore di cresta di un segnale impulsivo è: Uguale a 1 Minore di 1 Uguale a 0 Maggiore di 1.
0802. Il valore RMS di un segnale sinusoidale di ampiezza A e frequenza f vale: Dipende dal tempo di acquisizione 0.71Af 0.64A 0.71A.
0901. Il momento centrale di ordine 2 di una distribuzione è: la deviazione standard della distribuzione il valore RMS della distribuzione la media della distribuzione la varianza della distribuzione.
0902. La skewness o fattore di simmetria di una distribuzione è: il momento centrale di ordine 4 della distribuzione il momento centrale di ordine 3 della distribuzione il momento centrale normalizzato di ordine 3 della distribuzione il momento centrale normalizzato di ordine 2 della distribuzione.
0903. Il Kurtosis o fattore di appiattimento di una distribuzione è: il momento centrale normalizzato di ordine 4 della distribuzione il momento centrale di ordine 4 della distribuzione il momento centrale normalizzato di ordine 2 della distribuzione il momento centrale normalizzato di ordine 3 della distribuzione.
1201. Un impulso di breve durata: ha un contenuto in frequenza costituito da tutte le frequenze multiple della fondamentale ha un alto contenuto in frequenza ha un basso contenuto in frequenza ha un contenuto in frequenza costituito da una sola frequenza data dall'inverso della sua durata.
1202. Un'onda quadra può essere rappresentata come: Somma di sinusoidi alle frequenze multiple della frequenza fondamentale Somma di sinusoidi alle frequenze multiple pari della frequenza fondamentale Somma di sinusoidi alle frequenze multiple dispari della frequenza fondamentale Somma di sinusoidi alle prime 100 frequenze multiple della frequenza fondamentale.
1301. La trasformata di Fourier double-sided di una funzione seno di ampiezza 1V e frequenza 10 Hz: ha parte reale nulla e parte immaginaria che assume valore 1 alla frequenza f ha parte reale nulla e parte immaginaria che assume valore -1/2 alla frequenza -f e 1/2 alla frequenza f ha parte immaginaria nulla e parte reale che assume valore 1/2 alle frequenze -f e f ha parte immaginaria nulla e parte reale che assume valore 1 alla frequenza f.
1302. La trasformata di Fourier di una funzione dispari è: una funzione pari e immaginaria una funzione pari e reale una funzione dispari e immaginaria una funzione dispari e reale.
1303. La trasformata di Fourier double-sided di una funzione coseno di ampiezza 1V e frequenza 10 Hz: ha parte reale nulla e parte immaginaria che assume valore 1 alla frequenza f ha parte reale nulla e parte immaginaria che assume valore 1/2 alle frequenze -f e f ha parte immaginaria nulla e parte reale che assume valore 1/2 alle frequenze -f e f ha parte immaginaria nulla e parte reale che assume valore 1 alla frequenza f.
1401. La risoluzione in frequenza è data: Dal prodotto tra frequenza di campionamento e numero di campioni acquisiti Dal prodotto tra il tempo di campionamento e il numero di campioni acquisiti Dal rapporto tra frequenza di campionamento e numero di campioni acquisiti Dal rapporto tra numero di campioni acquisiti e frequenza di campionamento.
1402. La Fast Fourier Trasform, per velocizzare il calcolo della trasformata di Fourier utilizza: un numero di campioni minore di 1000 un numero di campioni limitato un numero di campioni pari alla potenza di 2 un numero di campioni qualsiasi.
1403. Per ottenere la FFT single sided dopo aver applicato l'algoritmo di FFT occorre: moltiplicare per 2 tutti i campioni eccetto quello a frequenza 0 Hz, mantenere solo la metà dei campioni acquisiti e infine dividere per il numero di campioni moltiplicare per 2 tutti i campioni eccetto quello a frequenza 0 Hz mantenere solo la metà dei campioni acquisiti mantenere solo la metà dei campioni acquisiti e moltiplicare per 2 tutti i campioni eccetto quello a frequenza 0 Hz.
1501. L'errore di Leakage si ripercuote sullo spettro in quanto: l'energia del segnale non viene più associata ad una precisa componente armonica ma viene ripartita su più righe spettrali intorno a quella componente compaiono frequenze armoniche superiori della componente armonica del segnale l'energia del segnale viene distribuita in un ampio range di frequenze compaiono righe spettrali diverse dalla fondamentale.
1502. Per limitare l'influenza dell'errore di leakage si può: utilizzare alte frequenze di campionamento utilizzare filtri passa-basso moltiplicare il segnale per finestre diverse da quella rettangolare moltiplicare il segnale per una finestra rettangolare.
1503. La finestra di Hanning: ha un andamento di tipo cosinusoidale ha un andamento smussato agli estremi ha un andamento di tipo cosinusoidale con massimo al centro e valore nullo agli estremi ha un andamento di tipo sinusoidale.
1601. Se un segnale ha un alto contenuto in frequenza: La sua funzione di autocorrelazione è molto stretta La sua funzione di autocorrelazione è molto larga La sua funzione di autocorrelazione è piatta La sua funzione di autocorrelazione assume valori elevati.
1701. La Densità Spettrale di Potenza incrociata o Cross-Power Spectra Density (CPSD) è: il rapporto delle FFT di due segnali la trasformata di Fourier della funzione di auto-correlazione di due segnali il prodotto delle FFT di due segnali la trasformata di Fourier della funzione di cross-correlazione di due segnali.
1702. Individuare l'affermazione esatta: l'autospettro è una funzione reale mentre il crosspettro è una funzione immaginaria l'autospettro è una funzione complessa mentre il crosspettro è una funzione reale l'autospettro è una funzione immaginaria mentre il crosspettro è una funzione complessa l'autospettro è una funzione reale mentre il crosspettro è una funzione complessa.
1801. Un rapporto segnale rumore (SNR) pari a 3 dB indica che: il segnale è 1.41 volte maggiore del rumore il segnale è 3 volte maggiore del rumore il segnale è 6 volte maggiore del rumore il segnale è 100 volte maggiore del rumore .
1802. Il rapporto segnale rumore o Signal-to-Noise Ratio (SNR) è: il logaritmo in base 10, moltiplicato per 20, del rapporto tra il valore RMS del segnale e il valore RMS del rumore ed espresso in deciBell o dB il rapporto tra il valore RMS del rumore e il valore RMS del segnale ed espresso in deciBell o dB il rapporto tra il valore RMS del segnale e il valore RMS del rumore ed espresso in deciBell o dB il logaritmo naturale, moltiplicato per 20, del rapporto tra il valore RMS del segnale e il valore RMS del rumore ed espresso in deciBell o dB.
1803. Per effettuare linear averaging (medie nel dominio del tempo) occorre: campionare i segnali da mediare con alte frequenze di campionamento filtrare i segnali da mediare con filtri passa-basso sincronizzare i segnali da mediare (utilizzando un trigger comune) utilizzare un tempo di acquisizione comune ai segnali da mediare.
1804. In un processo di media in frequenza (power averaging) con sovrapposizione (overlap) del 50%, se si vogliono effettuare 10 medie: occorre acquisire 10 spezzoni di segnali consecutivi occorre acquisire il segnale per un tempo di acquisizione pari a 10 volte la durata di ogni spezzone di segnale che si andrà a mediare occorre acquisire il segnale per un tempo di acquisizione pari a 5 volte la durata di ogni spezzone di segnale che si andrà a mediare occorre acquisire il segnale per un tempo di acquisizione pari a 5.5 volte la durata di ogni spezzone di segnale che si andrà a mediare.
1901. Nella trasformata congiunta tempo-frequenza (Short Time Fourier Transform): la risoluzione nel tempo è uguale a quella in frequenza tanto maggiore è la risoluzione nel tempo tanto maggiore è la risoluzione in frequenza tanto maggiore è la risoluzione nel tempo tanto minore è la risoluzione in frequenza la risoluzione nel tempo è doppia della risoluzione in frequenza.
1902. Dato un segnale non stazionario costituito da una sinusoide a 30 Hz tra 0 e 1 secondo e da una sinusoide a 70 Hz tra 1 e 2 secondi: il suo spettrogramma presenta una linea orizzontale alla frequenza di 70 Hz tra 0 e 1 secondo e una linea orizzontale a 30 Hz tra 1 e 2 secondi il suo spettrogramma presenta una linea orizzontale alla frequenza di 30 Hz e una linea orizzontale a 70 Hz il suo spettrogramma presenta una linea orizzontale alla frequenza di 30 Hz tra 0 e 1 secondo e una linea orizzontale a 70 Hz tra 1 e 2 secondi nessuna delle altre.
1903. Lo spettrogramma è: un grafico in cui si ha il tempo sulle ascisse e la frequenza sulle ordinate, mentre la scala di colori rappresenta la parte reale della trasformata del segnale un grafico in cui si ha il tempo sulle ascisse e la frequenza sulle ordinate, mentre la scala di colori rappresenta l'ampiezza della trasformata del segnale un grafico in cui si ha il tempo sulle ascisse e l'ampiezza della trasformata del segnale sulle ordinate un grafico in cui si ha la frequenza sulle ascisse e l'ampiezza della trasformata del segnale sulle ordinate.
2101. Una famiglia di wavelets si ottiene dilatando o comprimendo e traslando la mother wavelet tramite: il parametro di traslazione nel tempo (b) e il parametro di dilatazione e compressione in frequenza (a) il parametro di traslazione in frequenza (b) e il parametro di dilatazione e compressione nel tempo (a) il parametro di traslazione in frequenza (b) e il parametro di dilatazione e compressione in frequenza (a) il parametro di traslazione nel tempo (b) e il parametro di dilatazione e compressione nel tempo (a).
2102. In una wavelet se si diminuisce la scala: si ottiene una wavelet con contenuto in frequenza più alto si ottiene una wavelet con un'ampiezza compressa si ottiene una wavelet con contenuto in frequenza più basso si ottiene una wavelet centrata in un istante di tempo minore.
2103. Le wavelets sono: delle particolari finestre che si moltiplicano al segnale per ridurre l'effetto di leakage delle particolari finestre-filtri con ampiezza variabile: ampiezza piccola laddove si vuole avere risoluzione in frequenza buona (in bassa frequenza) e ampiezza elevata laddove si vuole avere risoluzione in frequenza peggiore (in alta frequenza) delle particolari finestre-filtri con dimensione variabile: brevi intervalli laddove si vuole avere risoluzione in frequenza buona (in bassa frequenza) e intervalli lunghi laddove si vuole avere risoluzione in frequenza peggiore (in alta frequenza) delle particolari finestre-filtri con dimensione variabile: lunghi intervalli laddove si vuole avere risoluzione in frequenza buona (in bassa frequenza) e intervalli corti laddove si vuole avere risoluzione in frequenza peggiore (in alta frequenza).
2301. Dal cepstrum complesso, effettuando il processo inverso: è possibile ricostruire il segnale originale solo se si utilizza la fase della FFT del segnale non è possibile ricostruire il segnale originale poiché nell'operazione si è persa l'informazione della fase, avendo utilizzato solo l'ampiezza della FFT del segnale originale è possibile ricostruire il segnale originale è possibile ricostruire il segnale originale solo se si recupera la fase dalla FFT del segnale.
2302. Dal cepstrum di potenza o reale, effettuando il processo inverso: non è possibile ricostruire il segnale originale poiché nell'operazione si è persa l'informazione della fase, avendo utilizzato solo l'ampiezza della FFT del segnale originale è possibile ricostruire il segnale originale solo se si recupera la fase dalla FFT del segnale è possibile ricostruire il segnale originale è possibile ricostruire il segnale originale solo se si utilizza la fase della FFT del segnale.
2303. Il cepstrum complesso è la trasformata di Fourier inversa del logaritmo naturale della trasformata di Fourier del segnale originale, in forma complessa è la trasformata di Fourier inversa del logaritmo naturale dell'ampiezza della trasformata di Fourier del segnale originale la trasformata di Fourier inversa della trasformata di Fourier del segnale originale elevata al quadrato è la trasformata di Fourier inversa del logaritmo in base 10 della trasformata di Fourier del segnale originale, in forma complessa.
2304. Il cepstrum di potenza è: la trasformata di Fourier inversa del logaritmo naturale dell'ampiezza della trasformata di Fourier del segnale originale la trasformata di Fourier inversa della trasformata di Fourier del segnale originale elevata al quadrato la trasformata di Fourier inversa del logaritmo in base 10 della trasformata di Fourier del segnale originale il logaritmo in base 10 della trasformata di Fourier del segnale originale.
2401. Un segnale modulato in ampiezza nel dominio della frequenza: sarà composto da tre componenti, una alla frequenza portante, una alla frequenza portante meno la frequenza modulante e una alla frequenza portante più la frequenza modulante sarà composto da una serie di componenti alla frequenza portante, alla frequenza portante più e meno la frequenza modulante, alla frequenza portante più e meno 2 volte la frequenza modulante, alla frequenza portante più e meno 3 volte la frequenza modulante e così via sarà composto da due componenti una alla frequenza portante meno la frequenza modulante e una alla frequenza portante più la frequenza modulante sarà composto da due componenti una alla frequenza portante e una alla frequenza portante più la frequenza modulante.
2402. Un segnale modulato in frequenza nel dominio della frequenza: sarà composto da una serie di componenti alla frequenza portante più e meno la frequenza modulante, alla frequenza portante più e meno 2 volte la frequenza modulante, alla frequenza portante più e meno 3 volte la frequenza modulante e così via sarà composto da due componenti una alla frequenza portante e una alla frequenza portante meno la frequenza modulante sarà composto da tre componenti, una alla frequenza portante, una alla frequenza portante meno la frequenza modulante e una alla frequenza portante più la frequenza modulante sarà composto da una serie di componenti alla frequenza portante, alla frequenza portante più e meno la frequenza modulante, alla frequenza portante più e meno 2 volte la frequenza modulante, alla frequenza portante più e meno 3 volte la frequenza modulante e così via.
2501. L'inviluppo di un segnale si ottiene: effettuando la trasformata di Hilbert del segnale calcolando l'ampiezza del segnale analitico relativo la segnale originale demodulando il segnale in ampiezza demodulando il segnale in frequenza.
2502. Il segnale analitico di un segnale si ottiene: filtrando il segnale ed effettuando la trasformata di Hilbert come numero complesso la cui parte reale è la trasformata di Hilbert del segnale originale e la parte immaginaria è il segnale stesso effettuando la trasformata di Hilbert del segnale come numero complesso la cui parte reale è il segnale stesso e la parte immaginaria è la è la trasformata di Hilbert del segnale originale.
2601. Nei filtri FIR (Finite Impulse Response): l'uscita del filtro dipende solo dall'uscita l'uscita del filtro non dipende né dall'ingresso né dall'uscita l'uscita del filtro dipende dall'ingresso e dall'uscita l'uscita del filtro dipende solo dall'ingresso.
2602. Nel dominio del tempo i filtri vengono applicati: mediante convoluzione del segnale di input con la funzione di risposta all'impulso del filtro mediante moltiplicazione del segnale di input con la funzione di risposta del filtro mediante moltiplicazione del segnale di input con la funzione di risposta all'impulso del filtro mediante convoluzione del segnale di input con la funzione di risposta del filtro.
2603. Nei filtri IIR (Infinite Impulse Response): l'uscita del filtro non dipende né dall'ingresso né dall'uscita l'uscita del filtro dipende solo dall'uscita l'uscita del filtro dipende solo dall'ingresso l'uscita del filtro dipende dall'ingresso e dall'uscita.
2701. L'operazione di derivata: può essere sostituita da un filtro FIR a 6 coefficienti può essere sostituita da un filtro IIR a 6 coefficienti può essere sostituita da un filtro FIR a 2 coefficienti può essere sostituita da un filtro IIR a 2 coefficienti.
2801. I parametri che caratterizzano un sistema di illuminazione sono: intensità, colore (o lunghezza d'onda), collimazione, direzione intensità, colore (o lunghezza d'onda), direzione intensità, collimazione, direzione diffusività, colore (o lunghezza d'onda), collimazione, direzione.
3101. Un fascio di luce si definisce collimato se: i fronti d'onda sono perpendicolari alla superficie dell'oggetto illuminato la propagazione della luce è sferica i suoi raggi sono paralleli all'asse ottico e se ha un fronte d'onda planare i suoi raggi sono paralleli tra loro.
3102. L'illuminazione con luce collimata: migliora la risoluzione dell'immagine aumenta la definizione dell'immagine aumenta la luminosità dell'immagine riduce le riflessioni.
3103. L'illuminazione mediante illuminatori ad anello riduce le riflessioni è ideale per illuminare superfici che si trovano su un unico piano è ideale per illuminare superfici che si trovano su piani sfalzati aumenta la definizione dell'immagine.
3401. In un'immagine binaria ogni pixel contiene un valore binario, 0 o 255, dove 0 indica il nero (off) e il 255 indica il bianco (on) ogni pixel contiene un valore binario, 0 o 1, dove 0 indica il nero (off) e l'1 indica il bianco (on) ogni pixel contiene un valore binario, 0 o 1, dove 0 indica il bianco (off) e l'1 indica il nero (on) ogni pixel contiene un valore binario, 0 o 255, dove 0 indica il bianco (off) e il 255 indica il nero (on).
3402. Il formato immagine uint8 utilizza 256 livelli (da 1 a 256) utilizza 256 livelli (da 0 a 255) utilizza 256 livelli (da 0 a 256) utilizza 65536 livelli (da 0 a 65535).
3403. La definizione di un'immagine è data da 2 elevato al numero di bit utilizzato per codificare il valore di un pixel dipende dall'illuminazione utilizzata nella registrazione dell'immagine è data dal numero di bit utilizzato per codificare il valore di un pixel dipende dal suo numero di pixel disposti nelle righe e nelle colonne.
3404. La risoluzione spaziale di un'immagine è determinata dal suo numero di pixel disposti nelle righe e nelle colonne è determinata dalla dimensione caratteristica del singolo pixel è determinata dal prodotto del numero di pixel disposti nelle righe e nelle colonne è determinata dall'area del singolo pixel.
3405. Un'immagine a colori (true-color) è composta da 3 piani di pixel un piano di pixel pixel RGB 2 piani di pixel.
3501. Le trasformazioni lookup table si utilizzano per migliorare luminosità e contrasto delle regioni che contengono l'informazione desiderata si utilizzano per migliorare risoluzione e definizione delle regioni che contengono l'informazione desiderata si utilizzano per migliorare la risoluzione delle regioni che contengono l'informazione desiderata si utilizzano per migliorare la definizione delle regioni che contengono l'informazione desiderata.
3502. Il contrasto indica la luminosità complessiva dell'immagine la risoluzione dell'immagine la definizione dell'immagine la differenza di luminosità tra oggetti o regioni diverse.
3503. L'istogramma di un'immagine sottoesposta: mostra che il numero massimo di pixel è distribuito as alti livelli di scala di grigio, ovvero attorno a 1 mostra che il numero massimo di pixel è distribuito a bassi livelli di scala di grigio, ovvero attorno allo 0 mostra che il numero massimo di pixel è distribuito as alti livelli di scala di grigio, ovvero attorno allo 0 mostra che il numero massimo di pixel è distribuito a bassi livelli di scala di grigio, ovvero attorno a 1.
3701. L'operazione morfologica di opening: rimuove oggetti piccoli (artefatti) senza cambiare forma e dimensione degli oggetti grandi evidenzia i bordi di oggetti piccoli smussa i bordi di oggetti piccoli connette oggetti vicini cioè riempie i buchi e addolcisce i bordi.
3702. Quale di queste affermazioni è vera: Nella erosione al centro, o pixel attivo, della regione neighborhood viene dato il valore massimo che si ha nella regione stessa (1 o bianco) Nella dilatazione al centro, o pixel attivo, della regione neighborhood viene dato il valore minimo che si ha nella regione stessa (0 o nero Nella dilatazione al centro, o pixel attivo, della regione neighborhood viene dato il valore massimo che si ha nella regione stessa (1 o bianco) Nella dilatazione al centro, o pixel attivo, della regione neighborhood viene dato il valore medio che si ha nella regione stessa.
3801. Per applicare un filtro ad un'immagine viene effettuata una moltiplicazione tra l'immagine input e l'impulse response del filtro viene effettuata una moltiplicazione tra l'immagine input e il kernel bidimensionale del filtro viene effettuata una convoluzione bidimensionale tra l'immagine input e l'impulse response del filtro viene effettuata una convoluzione bidimensionale tra l'immagine input e il kernel bidimensionale del filtro.
3802. Il filtro di Sobel è un filtro gaussiano che riduce il rumore è un filtro derivativo che esalta i bordi orizzontali è un filtro derivativo che esalta i bordi è un filtro derivativo che esalta i bordi verticali.
3901. I fenomeni autoeccitati generano instabilità a frequenze asincrone cioè non armoniche della frequenza di rotazione dell'organo rotante generano vibrazioni casuali a largo spettro generano instabilità a frequenze armoniche della frequenza di rotazione dell'organo rotante generano impulsi al passaggio dei difetti.
3902. In un motore elettrico con p poli i difetti si manifestano con una vibrazione alla frequenza pari a p/2*fn con fn la frequenza di rete o di alimentazione una vibrazione alla frequenza pari a p*fn con fn la frequenza di rete o di alimentazione una vibrazione alla frequenza di rete o di alimentazione una vibrazione alla frequenza pari a 2*p*fn con fn la frequenza di rete o di alimentazione.
3903. L'instabilità che si genera quando l'albero ha un contatto con attrito coulombiano (dry friction) con la sua sede è un fenomeno con orbita ellittica che si può osservare facendo una misura di orbita dell'albero stesso fenomeno di precessione dell'albero con la stessa direzione della rotazione dell'albero fenomeno con orbita circolare che si può osservare facendo una misura di orbita dell'albero stesso fenomeno di precessione dell'albero con direzione opposta alla rotazione dell'albero.
3904. L'instabilità che si genera quando tra l'albero e statore è presente un cuscino di fluido (per esempio di olio) è un fenomeno con orbita ellittica che si può osservare facendo una misura di orbita dell'albero stesso fenomeno con orbita circolare che si può osservare facendo una misura di orbita dell'albero stesso fenomeno di precessione dell'albero con direzione opposta alla rotazione dell'albero fenomeno di precessione dell'albero concorde con la direzione della rotazione dell'albero.
3905. Accoppiamenti laschi, dovuti, per esempio, ad allentamento di bulloni producono strisciamenti e pertanto impulsi nel segnale di vibrazione producono impatti nel segnale producono segnali a distribuzione casuale producono strisciamenti e pertanto appiattimento della forma d'onda.
3906. La vibrazioni che si generano negli accoppiamenti laschi sono tipicamente di natura impulsiva transitoria non lineare casuale.
3907. Il disallineamento dell'albero di una macchina rotante provoca una vibrazione assiale alla frequenza di rotazione dell'albero e una vibrazione radiale alla seconda armonica (frequenza doppia) della rotazione una vibrazione radiale alla frequenza di rotazione dell'albero e una vibrazione assiale alla seconda armonica (frequenza doppia) della rotazione una vibrazione alla frequenza di rotazione dell'albero e alle armoniche superiori una vibrazione radiale alla frequenza di rotazione dell'albero.
3908. La firma vibrazionale di una macchina è in genere identificata con l'andamento del valore di picco del segnale di vibrazione misurato sulla macchina stessa il valore rms del segnale di vibrazione misurato sulla macchina stessa lo spettro del segnale di vibrazione misurato sulla macchina stessa la storia temporale del segnale di vibrazione misurato sulla macchina stessa.
3909. Lo sbilanciamento è definito come disomogeneità di massa del rotore disassamento dell'asse dell'albero distribuzione eccentrica della massa del rotore distribuzione asimmetrica della massa del rotore.
3910. Lo sbilanciamento si presenta con un picco di ampiezza molto elevata alla seconda armonica della rotazione del rotore picchi di ampiezza molto elevata alla prima e seconda armonica della rotazione del rotore un picco di ampiezza molto elevata alla prima armonica della rotazione del rotore un picco di ampiezza molto elevata alla frequenza di rotazione del rotore.
3911. Negli accoppiamenti laschi, dovuti, per esempio, ad allentamento di bulloni, se la vibrazione sinusoidale la vibrazione si trasforma in sinusoide appiattita, simile ad un'onda quadra e il suo spettro conterrà tutte le armoniche della frequenza fondamentale la vibrazione si trasforma in una serie di impatti casualmente distribuiti nel tempo la vibrazione si trasforma in sinusoide appiattita, simile ad un'onda quadra e il suo spettro conterrà solo le armoniche pari della frequenza fondamentale la vibrazione si trasforma in sinusoide appiattita, simile ad un segnale casuale e il suo spettro conterrà tutte le frequenze.
4001. La frequenza di ingranamento (meshing frequency) rappresenta DUBBIA la frequenza di passaggio di un difetto quante volte un difetto sul pignone impatta su un dente della condotta il numero di contatti tra i denti la frequenza con cui un difetto su un dente del pignone incontra un difetto su un dente della ruota condotta.
4002. In un rotismo ordinario si definisce rapporto di trasmissione del rotismo il rapporto tra la velocità angolare in ingresso ?1 e la velocità angolare in uscita ?2 o il rapporto tra il numero di denti delle due ruote dentate z2 e z1. il rapporto tra la velocità angolare in uscita ?2 e la velocità angolare in ingresso ?1 o il rapporto tra il numero di denti delle due ruote dentate z2 e z1. il rapporto tra la velocità angolare in uscita ?2 e la velocità angolare in ingresso ?1 o il rapporto tra il numero di denti delle due ruote dentate z1 e z2. il rapporto tra la velocità angolare in ingresso ?1 e la velocità angolare in uscita ?2 o il rapporto tra il numero di denti delle due ruote dentate z1 e z2.
4003. La frequenza di ingranamento (meshing frequency) è data dal rapporto tra la frequenza di rotazione del pignone e il numero dei suoi denti dal rapporto tra la velocità della ruota lenta diviso il numero dei denti del pignone dal prodotto della velocità della ruota lenta e il numero dei denti del pignone dal prodotto della frequenza di rotazione del pignone per il numero dei suoi denti.
4004. Nei rotismi ordinari ad assi fissi le frequenze a cui si generano le vibrazioni sono la frequenza di rotazione del pignone; la frequenza di rotazione della ruota condotta; la frequenza di ingranamento (meshing frequency) la frequenza di ingranamento (meshing frequency); la frequenza di coincidenza (toot repeat frequency) la frequenza di rotazione del pignone; la frequenza di rotazione della ruota condotta la frequenza di rotazione del pignone; la frequenza di rotazione della ruota condotta; la frequenza di ingranamento (meshing frequency); la frequenza di coincidenza (toot repeat frequency).
4101. Nelle turbomacchine centrifughe la VPF (Vane Passing Frequency) o BPF (Blade Passing Frequency) è il periodo di rotazione dell'albero per il numero di vani esistenti fra le palette della girante (o il numero delle palette stesse, fisse o mobili) la frequenza con cui ruota l'albero diviso il numero di vani esistenti fra le palette della girante (o il numero delle palette stesse, fisse o mobili) il periodo di rotazione dell'albero diviso il numero di vani esistenti fra le palette della girante (o il numero delle palette stesse, fisse o mobili) la frequenza con cui ruota l'albero per il numero di vani esistenti fra le palette della girante (o il numero delle palette stesse, fisse o mobili).
4102. Nelle turbomacchine centrifughe si generano vibrazioni ad armoniche superiori della VPF (Vane Passing Frequency) o BPF (Blade Passing Frequency) a causa di disassamenti del rotore deformazioni o difetti sul corpo statorico deformazioni o difetti sulle palette difetti sul mozzo.
4103. Nelle turbomacchine centrifughe le frequenze di vibrazione tipiche sono: la frequenza di rotazione dell'albero e le sue armoniche superiori; la VPF (Vane Passing Frequency) o BPF (Blade Passing Frequency) e le sue armoniche superiori la frequenza di rotazione dell'albero; la VPF (Vane Passing Frequency) o BPF (Blade Passing Frequency) la frequenza di rotazione dell'albero e le sue armoniche superiori la VPF (Vane Passing Frequency) o BPF (Blade Passing Frequency) e le sue armoniche superiori.
4201. Nei cuscinetti volventi la frequenza fondamentale del treno di impulsi che si generano al contatto degli elementi volventi con le piste, detta Fundamental Train Frequency (FTF), nel caso in cui l'anello esterno del cuscinetto è stazionario, è data da fi*(1-d/Dp)/2; dove fi è la frequenza di rotazione dell'albero, d è il diametro degli elementi volventi e Dp è il diametro primitivo del cuscinetto fi*(1+d/Dp*cos(alfa))/2; dove fi è la frequenza di rotazione dell'albero, d è il diametro degli elementi volventi, Dp è il diametro primitivo del cuscinetto e alfa è l'angolo di contatto degli elementi volventi fi*(1-d/Dp*cos(alfa))/2; dove fi è la frequenza di rotazione dell'albero, d è il diametro degli elementi volventi, Dp è il diametro primitivo del cuscinetto e alfa è l'angolo di contatto degli elementi volventi fi*(1-d*cos(alfa))/2; dove fi è la frequenza di rotazione dell'albero, d è il diametro degli elementi volventi e alfa è l'angolo di contatto degli elementi volventi.
4202. Nei cuscinetti volventi la frequenza di passaggio delle sfere sulla pista interna, o Ball Passing Frequency on the Inner race (BPFI), nel caso in cui l'anello esterno del cuscinetto è stazionario, è data da -Z*fi*(1+d/Dp*cos(alfa))/2; dove Z è il numero degli elementi volventi, fi è la frequenza di rotazione dell'albero, d è il diametro degli elementi volventi, Dp è il diametro primitivo del cuscinetto e alfa è l'angolo di contatto degli elementi volventi da -fi*(1-d/Dp*cos(alfa))/2; dove fi è la frequenza di rotazione dell'albero, d è il diametro degli elementi volventi, Dp è il diametro primitivo del cuscinetto e alfa è l'angolo di contatto degli elementi volventi da -Z*(1-d/Dp*cos(alfa))/2; dove Z è il numero degli elementi volventi, d è il diametro degli elementi volventi, Dp è il diametro primitivo del cuscinetto e alfa è l'angolo di contatto degli elementi volventi da -Z*fi*(1-d/Dp*cos(alfa))/2; dove Z è il numero degli elementi volventi, fi è la frequenza di rotazione dell'albero, d è il diametro degli elementi volventi, Dp è il diametro primitivo del cuscinetto e alfa è l'angolo di contatto degli elementi volventi.
4203. Nei cuscinetti volventi la frequenza di rotazione degli elementi volventi intorno al proprio asse, o Ball Spinning Frequency (BSF), nel caso in cui l'anello esterno del cuscinetto è stazionario, è data da -Z*fi*(1+d/Dp*cos(alfa))/2; dove Z è il numero degli elementi volventi, fi è la frequenza di rotazione dell'albero, d è il diametro degli elementi volventi, Dp è il diametro primitivo del cuscinetto e alfa è l'angolo di contatto degli elementi volventi da -Z*fi*(1-d/Dp*cos(alfa))/2; dove Z è il numero degli elementi volventi, fi è la frequenza di rotazione dell'albero, d è il diametro degli elementi volventi, Dp è il diametro primitivo del cuscinetto e alfa è l'angolo di contatto degli elementi volventi da -fi*Dp/d*((1+(d/Dp*cos(alfa))^2)/2; dove Z è il numero degli elementi volventi, fi è la frequenza di rotazione dell'albero, d è il diametro degli elementi volventi, Dp è il diametro primitivo del cuscinetto e alfa è l'angolo di contatto degli elementi volventi da -fi*(1-d/Dp*cos(alfa))/2; dove fi è la frequenza di rotazione dell'albero, d è il diametro degli elementi volventi, Dp è il diametro primitivo del cuscinetto e alfa è l'angolo di contatto degli elementi volventi.
4204. Nei cuscinetti volventi la frequenza di passaggio delle sfere sulla pista esterna, o Ball Passing Frequency on the Outer race (BPFO), nel caso in cui l'anello esterno del cuscinetto è stazionario, è data da -Z*fi*(1+d/Dp*cos(alfa))/2; dove Z è il numero degli elementi volventi, fi è la frequenza di rotazione dell'albero, d è il diametro degli elementi volventi, Dp è il diametro primitivo del cuscinetto e alfa è l'angolo di contatto degli elementi volventi da -Z*(1-d/Dp*cos(alfa))/2; dove Z è il numero degli elementi volventi, d è il diametro degli elementi volventi, Dp è il diametro primitivo del cuscinetto e alfa è l'angolo di contatto degli elementi volventi da -Z*fi*(1-d/Dp*cos(alfa))/2; dove Z è il numero degli elementi volventi, fi è la frequenza di rotazione dell'albero, d è il diametro degli elementi volventi, Dp è il diametro primitivo del cuscinetto e alfa è l'angolo di contatto degli elementi volventi da -fi*(1-d/Dp*cos(alfa))/2; dove fi è la frequenza di rotazione dell'albero, d è il diametro degli elementi volventi, Dp è il diametro primitivo del cuscinetto e alfa è l'angolo di contatto degli elementi volventi.
4301. In un cuscinetto se il difetto è incipiente il segnale di vbrazione ha un fattore di cresta e kurtosis alti e RMS basso il segnale di vbrazione ha un fattore di cresta e kurtosis bassi e RMS alto il segnale di vbrazione ha un fattore di cresta, kurtosis e RMS bassi il segnale di vbrazione ha un fattore di cresta, kurtosis e RMS alti.
4302. Il procedimento dell'analisi di inviluppo è: 1. Acquisizione del segnale nel dominio del tempo, 2. passaggio nel dominio della frequenza (tramite FFT), 3. Filtraggio del segnale con filtro passa-banda, 4. Ritorno nel dominio del tempo (mediante IFFT), 5. calcolo dell'inviluppo del segnale nel dominio del tempo, 6. calcolo dello spettro dell'inviluppo (tramite FFT) 1. Acquisizione del segnale nel dominio del tempo, 2. passaggio nel dominio della frequenza (tramite FFT), 3. calcolo dell'inviluppo del segnale, 4. calcolo dello spettro dell'inviluppo (tramite FFT) 1. Acquisizione del segnale nel dominio del tempo, 2. passaggio nel dominio della frequenza (tramite FFT), 3. Filtraggio del segnale con filtro passa-banda, 4. calcolo dell'inviluppo del segnale nel dominio del tempo, 5. calcolo dello spettro dell'inviluppo (tramite FFT) 1. Acquisizione del segnale nel dominio del tempo, 2. passaggio nel dominio della frequenza (tramite FFT), 3. Filtraggio del segnale con filtro passa-banda, 4. calcolo dell'inviluppo del segnale, 4. calcolo dello spettro dell'inviluppo (tramite FFT).
4303. Le tecniche usate per la diagnostica della difettosità nei cuscinetti sono: tecniche di analisi di inviluppo; tecniche nel dominio tempo-frequenza; tecniche wavelet tecniche nel dominio del tempo, che sfruttano tecniche di filtraggio in alta frequenza; tecniche di analisi di inviluppo; tecniche nel dominio tempo-frequenza tecniche nel dominio del tempo, che sfruttano tecniche di filtraggio in alta frequenza; tecniche di analisi di inviluppo; tecniche wavelet tecniche nel dominio del tempo, che sfruttano tecniche di filtraggio in alta frequenza; tecniche di analisi di inviluppo; tecniche nel dominio tempo-frequenza; tecniche.
4304. In un cuscinetto se il difetto è sviluppato il segnale di vbrazione ha un fattore di cresta e kurtosis modesti e RMS alto il segnale di vbrazione ha un fattore di cresta e kurtosis alti e RMS basso il segnale di vbrazione ha un fattore di cresta, kurtosis e RMS bassi il segnale di vbrazione ha un fattore di cresta, kurtosis e RMS alti.
4305. Le tecniche nel dominio del tempo usate per la diagnostica della difettosità nei cuscinetti si basano sull'analisi di parametri legati al segnale di vibrazione che indicano la sua impulsività, come il fattore di cresta e il kurtosis sull'analisi di parametri legati al segnale di vibrazione che indicano la sua casualità come il fattore rms sull'analisi di parametri legati al segnale di vibrazione che indicano la sua impulsività, come l'rms e il kurtosis sull'analisi di parametri legati al segnale di vibrazione che indicano la sua impulsività, come il fattore di cresta e l'rms.
4401. Nell'analisi degli ordini nelle mappe in "cascata" (waterfall) all'aumentare delle velocità di rotazione i picchi di vibrazione che si hanno alla frequenza di rotazione e alle sue armoniche: secondo rette parallele all'asse della frequenza secondo rette parallele all'asse dei tempi si dispongono secondo rette a ventaglio secondo rette parallele all'asse della velocità.
4402. Nelle macchine rotanti la frequenza critica indica: il numero dell'armonica della frequenza di rotazione che coincide con una risonanza del sistema la frequenza di risonanza dell'albero rotante la frequenza di rotazione che coincide con una risonanza del sistema l'ordine della frequenza di rotazione che coincide con una risonanza del sistema.
4403. Nelle macchine rotanti gli ordini sono: le armoniche della frequenza di rotazione la frequenza di rotazione e i suoi multipli interi nessuna delle altre le armoniche della frequenza di rotazione normalizzate rispetto alla frequenza di rotazione (la fondamentale).
4404. Nelle macchine rotanti il sistema entra in risonanza: quando la macchina raggiunge la velocità di rotazione che coincide con la frequenza critica quando la macchina raggiunge la velocità di rotazione per cui un suo multiplo coincide con la frequenza critica quando la macchina inizia a vibrare alla frequenza critica quando la macchina inizia a vibrare alla frequenza di risonanza di uno dei suoi componenti.
4405. Nell'analisi degli ordini le mappe in "cascata" (waterfall) rappresentano: lo spettro dell'ampiezza o della fase del segnale di vibrazione viene rappresentato come mappa 2D in funzione della frequenza lo spettro dell'ampiezza o della fase del segnale di vibrazione viene rappresentato come mappa 2D in funzione della velocità di rotazione lo spettro dell'ampiezza o della fase del segnale di vibrazione viene rappresentato come mappa 3D in funzione del tempo e della velocità di rotazione lo spettro dell'ampiezza o della fase del segnale di vibrazione viene rappresentato come mappa 3D in funzione della frequenza e della velocità di rotazione.
4501. Nel ricampionamento in base angolo, che si effettua per l'analisi degli ordini nelle macchine rotanti all'aumentare della velocità dell'albero aumenta il tempo di campionamento al diminuire della velocità dell'albero diminuisce il tempo di campionamento all'aumentare della velocità dell'albero aumenta la frequenza di campionamento all'aumentare della velocità dell'albero diminuisce la frequenza di campionamento.
4502. Se si ha un albero che accelera, cioè la sua frequenza di rotazione ? aumenta, e si campiona a intervalli di tempo costante gli intervalli tra i campioni adiacenti diventano via via più lontani in termini di rotazione gli intervalli tra i campioni adiacenti diventano via via più lontani in termini angolari gli intervalli tra i campioni adiacenti diventano via via più lontani gli intervalli tra i campioni adiacenti diventano via via più lontani in termini di frequenza.
4503. Se si ha un albero che decelera, cioè la sua frequenza di rotazione ? diminuisce, e si campiona a intervalli di tempo costante DUBBIA gli intervalli tra i campioni adiacenti diventano via via più vicini in termini di rotazione gli intervalli tra i campioni adiacenti diventano via via più vicini gli intervalli tra i campioni adiacenti diventano via via più vicini in termini di frequenza gli intervalli tra i campioni adiacenti diventano via via più vicini in termini angolari.
4504. Qual è la definizione appropriata di un sensore tachometrico? I sensori tachometrici misurano la rotazione di un albero rotante I sensori tachometrici generano impulsi ad una velocità proporzionale alla velocità di rotazione I sensori tachometrici generano segnali sincornizzati con la velocità di rotazione I sensori tachometrici misurano la vibrazione di un albero rotante.
4505. Nell'analisi degli ordini il campionamento avviene a intervalli di rotazione costanti a intervalli di frequenza costanti a intervalli di tempo costanti a intervalli di tempo e frequenza costanti.
4506. Nell'analisi degli ordini gli ordini sono periodici nell'angolo di rotazione nel tempo nel tempo e in frequenza in frequenza.
4507. Nell'analisi degli ordini si effettua sempre un ricampionamento DUBBIA in base angolo e cioè si mette lo stesso numero di campioni ogni giro nel dominio della frequenza che è proporzionale alla rotazione per aumentare la risoluzione e misurare gli ordini con precisione nel dominio del tempo.
4508. Il ricampionamento di un segnale per via software avviene: filtrando il segnale con un filtro passa-alto interpolando il segnale con zero-padding interpolando il segnale con zero-padding e filtrando con un filtro passa-alto interpolando il segnale con zero-padding e filtrando con un filtro passa-basso.
4509. Per avere un ricampionamento accurato per l'analisi degli ordini la frequenza di campionamento della tacho deve essere almeno 4 volte maggiore di quella del segnale di vibrazione che si dovrà ricampionare in base angolo la frequenza di campionamento della tacho deve essere almeno 2 volte maggiore di quella del segnale di vibrazione che si dovrà ricampionare in base angolo la frequenza di campionamento della tacho deve essere uguale a quella del segnale di vibrazione che si dovrà ricampionare in base angolo la frequenza di campionamento della tacho deve essere almeno 2.56 volte maggiore di quella del segnale di vibrazione che si dovrà ricampionare in base angolo.
4510. Per avere un ricampionamento accurato per l'analisi degli ordini La frequenza di campionamento nell'acquisizione deve essere almeno maggiore di 2.56 x (massimo ordine che si vuole osservare) x (massima velocità di rotazione) La frequenza di campionamento nell'acquisizione deve essere almeno maggiore di 2.56 x (massima velocità di rotazione in rpm)/60 La frequenza di campionamento nell'acquisizione deve essere almeno maggiore di 2.56 x (massima velocità di rotazione in rpm) La frequenza di campionamento nell'acquisizione deve essere almeno maggiore di 2.56 x (massimo ordine che si vuole osservare) x (massima velocità di rotazione in rpm)/60.
4511. L'interpolazione zero-padding consiste nell'inserire uno zero tra un campione e l'altro del segnale nel dominio del tempo nell'inserire uno zero tra un campione e l'altro del segnale indifferentemente nel dominio del tempo o della frequenza nell'inserire uno zero tra un campione e l'altro del segnale nel dominio della frequenza nell'aggiungere zeri alla fine dello spettro del segnale.
4601. Nei raggi X i raggi Duri hanno una minore frequenza rispetto ai raggi Molli i raggi Duri hanno una minore lunghezza d'onda rispetto ai raggi Molli i raggi Duri e i raggi Molli hanno una lunghezza d'onda comparabile i raggi Duri hanno una maggiore lunghezza d'onda rispetto ai raggi Molli.
4602. Nei raggi X il coefficiente di attenuazione lineare è dato dal rapporto del numero di atomi presenti in un cm3 di materiale attraversato dai raggi X e da una costante di proporzionalità che definisce la probabilità che un fotone venga scatterato o assorbito dal materiale stesso dal prodotto del numero di atomi presenti nel materiale attraversato dai raggi X e da una costante di proporzionalità che definisce la probabilità che un fotone venga scatterato o assorbito dal materiale stesso dal prodotto del numero di atomi presenti in un cm3 di materiale attraversato dai raggi X e da una costante di proporzionalità che definisce la probabilità che un fotone venga scatterato o assorbito dal materiale stesso dal prodotto del numero di atomi presenti in un cm3 di materiale attraversato dai raggi X e da una costante di proporzionalità che definisce la probabilità che un fotone venga trasmesso attraverso il materiale stesso.
4603. Nei tubi radiogeni, utilizzati per i controlli non distruttivi a raggi X più alta è la tensione tra anodo e catodo più si generano raggi duri più alta è la tensione tra anodo e catodo più si generano raggi molli più bassa è la tensione tra anodo e catodo più si generano raggi duri si generano sempre raggi duri qualsiasi sia la tensione tra anodo e catodo.
4604. Nei raggi X lo spessore di materiale in corrispondenza del quale si ha un'emissione del 50% viene chiamato Half Value Layer (HVL) lo spessore di materiale in corrispondenza del quale si ha una trasmissione del 50% viene chiamato Half Value Layer (HVL) lo spessore di materiale in corrispondenza del quale si ha un assorbimento del 50% viene chiamato Half Value Layer (HVL) lo spessore di materiale in corrispondenza del quale si ha un'attenuazione del 50% viene chiamato Half Value Layer (HVL).
4605. Nei tubi radiogeni, utilizzati per i controlli non distruttivi a raggi X il catodo è formato da un filo di materiale a alto numero atomico che, bombardato con ioni, emette elettroni il catodo è formato da un filo di materiale a alto numero atomico che, sottoposto a una variazione di tensione, emette elettroni il catodo è formato da un filo di materiale a basso numero atomico che, riscaldato, emette elettroni il catodo è formato da un filo di materiale a alto numero atomico che, riscaldato, emette elettroni.
4606. Nei raggi X i raggi Duri hanno un maggior grado di penetrazione rispetto ai raggi Molli i raggi Duri hanno un maggior grado di attenuazione rispetto ai raggi Molli i raggi Molli hanno un maggior grado di penetrazione rispetto ai raggi Duri i raggi Molli hanno un maggior grado di assorbimento rispetto ai raggi Duri.
4607. Nei tubi radiogeni, utilizzati per i controlli non distruttivi a raggi X Il filamento del catodo viene riscaldato da una corrente ed inizia ad emettere elettroni per effetto termoionico Il filamento del catodo viene riscaldato da una corrente ed inizia ad emettere elettroni per effetto Seebeck Il filamento del catodo viene riscaldato da una corrente ed inizia ad emettere elettroni per effetto termoelettrico Il filamento dell'anodo viene riscaldato da una corrente ed inizia ad emettere elettroni per effetto termoionico.
4701. Quale delle seguenti affermazioni è appropriata? La sensibilità radiografica è una misura della qualità dell'immagine radiografica in termini di dimensioni minime del dettaglio o della discontinuità che possono essere rilevati attraverso un'indagine radiografica. La sensibilità radiografica è una misura della qualità dell'immagine radiografica in termini di dimensioni minime del dettaglio o del contrato che possono essere rilevati attraverso un'indagine radiografica. La sensibilità radiografica è una misura della qualità dell'immagine radiografica in termini di dimensioni minime dei pixel o delle discontinuità che possono essere rilevate attraverso un'indagine radiografica. La sensibilità radiografica è una misura della qualità dell'immagine radiografica in termini luminosità e contrasto.
4702. Nei metodi radiografici gli indicatori normati IQI o Image Quality Indicators servono per identificare il grado di qualità dell'ispezione radiografica gli indicatori normati IQI o Image Quality Indicators servono per quantificare la risoluzione in un'immagine radiografica gli indicatori normati IQI o Image Quality Indicators servono per tarare il metodo radiografico gli indicatori normati IQI o Image Quality Indicators servono per identificare il grado di qualità dell'immagine radiografica.
4703. Il contrasto radiografico è definito come il grado di differenza, in termini di intensità, di due aree in un'immagine radiografica. le discontinuità che possono essere rilevate attraverso un'indagine radiografica. il grado di differenza, in termini di trasmissibilità di radiazioni, di due aree in un'immagine radiografica. le dimensioni minime del dettaglio che possono essere rilevate attraverso un'indagine radiografica.
4704. Quale delle seguenti affermazioni è appropriata? La densità radiografica è una misura della densità di radiazione emessa da un materiale quando questo viene attraversato dai raggi X. La densità radiografica è una misura della densità di radiazione assorbita della pellicola radiografica quando questa viene esposta ai raggi X. La densità radiografica è una misura della densità di radiazione trasmessa da un materiale quando questo viene attraversato dai raggi X. La densità radiografica è una misura del grado di annerimento della pellicola radiografica quando questa viene esposta ai raggi X.
4801. Per i materiali diamagnetici la permeabilità magnetica assume valori molto minori di 1 molto maggiori di 1 minori di 0 circa uguali a 1.
4802. In un materiale ferromagnetico disomogeneo le linee forza si addensano maggiormente dove trovano un materiale più denso le linee forza si addensano maggiormente dove trovano un materiale più permeabile le linee forza si addensano maggiormente dove trovano un materiale meno permeabile le linee forza si addensano maggiormente dove trovano un materiale meno denso.
4803. Nella magnetoscopia un difetto parallelo al flusso è di difficile identificaizone un difetto parallelo al flusso è di più facile identificaizone difetti paralleli o perpendicolari al flusso vengono identificati indifferentemente un difetto perpendicolare al flusso è di difficile identificaizone.
4804. Nella magnetoscopia il giogo magnetico è usato per la magnetizzazione longitudinale la magnetizzazione trasversale la magnetizzazione circonferenziale la magnetizzazione superficiale.
4805. Nella magnetizzazione di un solenoide la regola della mano destra permette di determinare la direzione della corrente all'interno della bobina (o solenoide) permette di determinare la direzione e il verso delle linee di forza all'interno della bobina (o solenoide) permette di determinare la direzione e il verso della corrente all'interno della bobina (o solenoide) permette di determinare la direzione delle linee di forza all'interno della bobina (o solenoide).
4806. La magnetizzazione su una barretta magnetica è di tipo longitudinale quando le linee di campo magnetico attorno alla barretta percorrono in maniera circolare la barretta per poi uscire nell'aria da un polo (polo nord per esempio) e rientrare nell'altro (polo sud). le linee di campo magnetico attorno alla barretta percorrono in maniera circonferenziale la barretta per poi uscire nell'aria da un polo (polo nord per esempio) e rientrare nell'altro (polo sud). le linee di campo magnetico attorno alla barretta percorrono in maniera lineare l'asse della barretta per poi uscire nell'aria da un polo (polo nord per esempio) e rientrare nell'altro (polo sud). le linee di campo magnetico attorno alla barretta percorrono in maniera elicoidale la barretta per poi uscire nell'aria da un polo (polo nord per esempio) e rientrare nell'altro (polo sud).
4807. Per i materiali ferromagnetici la permeabilità magnetica assume valori molto minori di 1 molto maggiori di 1 circa uguali a 1 minori di 0.
4808. Quale delle seguenti affermazioni è appropriata? L'esame magnetoscopico è un metodo di esame che permette la rivelazione di difetti superficiali e sub-superficiali solo in materiali metallici L'esame magnetoscopico è un metodo di esame che permette la rivelazione di difetti superficiali e sub-superficiali solo in materiali conduttivi L'esame magnetoscopico è un metodo di esame che permette la rivelazione di difetti superficiali e sub-superficiali solo in materiali ad elevata conducibilità elettrica L'esame magnetoscopico è un metodo di esame che permette la rivelazione di difetti superficiali e sub-superficiali solo in materiali ferromagnetici.
4809. Per i materiali paramagnetici la permeabilità magnetica assume valori molto minori di 1 circa uguali a 1 minori di 0 molto maggiori di 1.
4901. Quale delle seguenti affermazioni è appropriata? Il metodo dei liquidi penetranti si basa sulle proprietà bagnanti di particolari liquidi, capaci di penetrare per capillarità all'interno di difetti affioranti in superficie Il metodo dei liquidi penetranti si basa sulle proprietà di permeabilità di particolari liquidi, capaci di penetrare all'interno di difetti affioranti in superficie Il metodo dei liquidi penetranti si basa sulle proprietà bagnanti di particolari liquidi, capaci di penetrare per capillarità all'interno di difetti presenti su materiali metallici e non Il metodo dei liquidi penetranti si basa sulle proprietà bagnanti di particolari liquidi, capaci di infiltrarsi all'interno di difetti presenti su materiali metallici e non.
4902. Nel metodo non distruttivo con i liquidi penetranti, la rilevazione del difetto avviene per contrasto tra il colore del penetrante e quello del substrato per contrasto tra il colore del penetrante e quello dello sviluppatore sfruttando il fenomeno della fluorescenza per contrasto tra il colore del penetrante e quello del materiale in indagine.
4903. Le principali caratteristiche che devono contraddistinguere un liquido penetrante sono: capillarità, viscosità e potere bagnante capillarità, viscosità e tensione superficiale capillarità, viscosità, tensione superficiale e potere bagnante conducibilità, viscosità, tensione superficiale e potere bagnante.
4904. Nei metodi diagnostici non distruttivi con liquidi penetranti si usa illuminazione con luce bianca di intensità massimo 1000 Lux per il metodo con penetranti fluorescenti luce ultravioletta con intensità minimo 1000 microWatt/cm2 per i penetranti rossi con luce bianca di intensità massimo 20 Lux per il metodo con penetranti rossi con luce bianca di intensità minimo 1000 Lux per il metodo con penetranti rossi.
4905. La procedura diagnostica con il metodo dei liquidi penetranti è costituita dalle seguenti fasi: 1. pulizia preliminare; 2. applicazione del penetrante; 3. asciugatura; 4. applicazione dello sviluppatore; 5. ispezione 1. pulizia preliminare; 2. applicazione del penetrante; 3. rimozione del penetrante; 4. asciugatura; 5. applicazione dello sviluppatore; 6. ispezione 1. pulizia preliminare; 2. applicazione del penetrante; 3. rimozione del penetrante; 4. applicazione dell'emulsionante 5. applicazione dello sviluppatore; 6. ispezione 1. applicazione del penetrante; 2. rimozione del penetrante; 3. asciugatura; 4. applicazione dello sviluppatore; 5. ispezione.
4906. Nel metodo non distruttivo con i liquidi penetranti fluorescenti, la rilevazione del difetto avviene per contrasto tra il colore del penetrante e quello dello sviluppatore per contrasto tra il colore del penetrante e quello del materiale in indagine sfruttando il fenomeno della fluorescenza per contrasto tra il colore del penetrante e quello del substrato.
4907. Nei metodi diagnostici non distruttivi con liquidi penetranti la funzione dello sviluppatore è quella di assorbire ed attirare verso la superficie il penetrante rimasto nelle discontinuità dopo il lavaggio e di espanderlo in superficie con conseguente aumento del contrasto assorbire ed attirare verso la superficie il penetrante rimasto nelle discontinuità dopo il lavaggio e di espanderlo in superficie con conseguente ingrandimento anche delle indicazioni relative a piccolissime discontinuità cambiare le proprietà del penetrante rimasto nelle discontinuità dopo il lavaggio e di espanderlo in superficie con conseguente aumento del contrasto cambiare le proprietà del penetrante rimasto nelle discontinuità dopo il lavaggio e di espanderlo in superficie con conseguente ingrandimento anche delle indicazioni relative a piccolissime discontinuità.
4908. Nei metodi diagnostici non distruttivi con liquidi penetranti il rilevatore o sviluppatore è è un liquido son alto potere bagnante una polvere finemente suddivisa e impalpabile costituita da particelle di talco e di silice amorfa è un liquido a base di olio (lipofilico) o a base d'acqua (idrofilico) una polvere finemente suddivisa e impalpabile costituita da pigmenti visibili alla luce naturale.
4909. La capillarità è un fenomeno dovuto al fatto che le molecole di liquido sono attratte mediante forze elettro-magnetiche dalle molecole delle pareti di un tubo dovuto al fatto che le molecole di liquido sono attratte da quelle della parete con maggior o minor forza di quelle che legano le une alle altre all'interno di un tubo dovuto al fatto che le molecole di liquido sono attratte elettricamente dalle molecole delle pareti di un tubo dovuto al fatto che le molecole di liquido sono attratte magneticamente dalle molecole delle pareti di un tubo.
4910. Il potere bagnante di un liquido penetrante è elevato se l'angolo di contatto è minore di 90° l'angolo di contatto è maggiore di 189° l'angolo di contatto è maggiore di 90° l'angolo di contatto è maggiore di 45°.
5001. Negli ultrasuoni, nella propagazione per mezzo di onde trasversali le onde si propagano solo nei solidi aventi uno spessore comparabile con la lunghezza d'onda e i suoi sottomultipli la direzione di oscillazione delle particelle del materiale coincide con la direzione di propagazione del fronte d'onda la direzione di oscillazione delle particelle del materiale è perpendicolare alla direzione di propagazione del fronte d'onda la direzione di oscillazione delle particelle del materiale varia con continuità, da parallela a perpendicolare alla direzione di propagazione secondo un'orbita ellittica.
5002. Negli ultrasuoni, nella propagazione per mezzo di onde di Lamb le onde si propagano solo nei solidi aventi uno spessore comparabile con la lunghezza d'onda e i suoi sottomultipli la direzione di oscillazione delle particelle del materiale varia con continuità, da parallela a perpendicolare alla direzione di propagazione secondo un'orbita ellittica la direzione di oscillazione delle particelle del materiale coincide con la direzione di propagazione del fronte d'onda la direzione di oscillazione delle particelle del materiale è perpendicolare alla direzione di propagazione del fronte d'onda.
5003. Negli ultrasuoni, nella propagazione per mezzo di onde superficiali la direzione di oscillazione delle particelle del materiale coincide con la direzione di propagazione del fronte d'onda la direzione di oscillazione delle particelle del materiale è perpendicolare alla direzione di propagazione del fronte d'onda le onde si propagano solo nei solidi aventi uno spessore comparabile con la lunghezza d'onda e i suoi sottomultipli la direzione di oscillazione delle particelle del materiale varia con continuità, da parallela a perpendicolare alla direzione di propagazione secondo un'orbita ellittica.
5004. La lunghezza d'onda di un'onda ultrasonora è data dal prodotto tra la velocità di propagazione degli ultrasuoni nel materiale e la frequenza dell'onda dal rapporto tra la velocità di propagazione degli ultrasuoni nel materiale e l'impedenza del materiale dal rapporto tra la velocità di propagazione degli ultrasuoni nel materiale e il periodo dell'onda dal rapporto tra la velocità di propagazione degli ultrasuoni nel materiale e la frequenza dell'onda.
5005. La velocità di propagazione di un'onda ultrasonora trasversale dipende dal modulo di taglio e dalla densità del materiale in cui si propaga dal modulo di Young, dalla densità e dal coefficiente di Poisson del materiale in cui si propaga dal modulo di taglio e dal coefficiente di Poisson del materiale in cui si propaga dal modulo di Young e dalla densità del materiale in cui si propaga.
5006. L'impedenza acustica di un materiale in cui si propaga un'onda ultrasonora è il prodotto tra la densità del materiale in cui si propaga l'onda e la velocità di propagazione del suono nel materiale stesso è il prodotto tra pressione esercitata dalla oscillazione acustica e la velocità di spostamento intorno alla posizione di equilibrio è il rapporto tra pressione esercitata dalla oscillazione acustica e la velocità di spostamento intorno alla posizione di equilibrio è il rapporto tra pressione esercitata dalla oscillazione acustica e la densità del materiale in cui si propaga l'onda.
5007. La velocità di propagazione di un'onda ultrasonora longitudinale dipende dal modulo di Young, dalla densità e dal coefficiente di Poisson del materiale in cui si propaga dal modulo di taglio e dalla densità del materiale in cui si propaga dal modulo di Young e dalla densità del materiale in cui si propaga dal modulo di taglio e dal coefficiente di Poisson del materiale in cui si propaga.
5008. Negli ultrasuoni, nella propagazione per mezzo di onde longitudinali la direzione di oscillazione delle particelle del materiale è perpendicolare alla direzione di propagazione del fronte d'onda la direzione di oscillazione delle particelle del materiale coincide con la direzione di propagazione del fronte d'onda la direzione di oscillazione delle particelle del materialevaria con continuità, da parallela a perpendicolare alla direzione di propagazione secondo un'orbita ellittica le onde si propagano solo nei solidi aventi uno spessore comparabile con la lunghezza d'onda e i suoi sottomultipli.
5009. Quale delle seguenti affermazioni è appropriata? La velocità di propagazione di un'onda ultrasonora in un materiale dipende dal modo di propagazione oltre che dalla densità del materiale La velocità di propagazione di un'onda ultrasonora in un materiale dipende dal modo di propagazione oltre che dalle caratteristiche meccaniche del materiale La velocità di propagazione di un'onda ultrasonora in un materiale dipende solo dal modo di propagazione La velocità di propagazione di un'onda ultrasonora in un materiale dipende solo dalle caratteristiche del materiale.
5010. Il metodo di ispezione pulse/eco è un metodo in trasmissione che utilizza un emettitore di impulsi elettrici ad alto voltaggio che alimenta una sonda ad ultrasuoni che funziona da emettitore e da ricevitore è un metodo in trasmissione che utilizza un emettitore di impulsi elettrici ad alto voltaggio che alimenta una sonda ad ultrasuoni che funziona da emettitore e una sonda che funziona da ricevitore è un metodo a riflessione che utilizza un emettitore di impulsi elettrici ad alto voltaggio che alimenta una sonda ad ultrasuoni che funziona da emettitore e da ricevitore è un metodo a riflessione che utilizza un emettitore di impulsi elettrici ad alto voltaggio che alimenta una sonda ad ultrasuoni che funziona da emettitore e una sonda che funziona da ricevitore.
5011. Quale delle seguenti affermazioni è appropriata? Il metodo ad ultrasuoni utilizzato nei controlli non distruttivi si basa sul fenomeno dell'abbattimento che un'onda acustica subisce quando, viaggiando all'interno di un materiale, incontra un ostacolo alla sua propagazione. Il metodo ad ultrasuoni utilizzato nei controlli non distruttivi si basa sul fenomeno della diffusione che un'onda acustica subisce quando, viaggiando all'interno di un materiale, incontra un ostacolo alla sua propagazione. Il metodo ad ultrasuoni utilizzato nei controlli non distruttivi si basa sul fenomeno della attenuazione che un'onda acustica subisce quando, viaggiando all'interno di un materiale, incontra un ostacolo alla sua propagazione. Il metodo ad ultrasuoni utilizzato nei controlli non distruttivi si basa sul fenomeno della riflessione che un'onda acustica subisce quando, viaggiando all'interno di un materiale, incontra un ostacolo alla sua propagazione.
5012. Le onde ultrasonore hanno un contenuto in frequenza maggiore di 25 MHz maggiore di 20 kHz maggiore di 20 Hz intorno a 20 kHz.
5101. Nelle leggi della trasmissione e della riflessione di onde ultrasonore all'interfaccia tra due materiali di diversa impedenza il primo angolo limite di incidenza è quell'angolo al di sopra del quale l'onda longitudinale incidente non si propaga più attraverso il secondo mezzo ma solo lungo la superficie dell'interfaccia mediante onde trasversali quell'angolo al di sopra del quale l'onda longitudinale incidente si propaga nel secondo mezzo solo tramite onde longitudinali quell'angolo al di sopra del quale l'onda longitudinale incidente si propaga nel secondo mezzo solo tramite onde trasversali quell'angolo al di sopra del quale l'onda longitudinale incidente non si propaga più attraverso il secondo mezzo ma solo lungo la superficie dell'interfaccia mediante onde superficiali.
5102. La legge di Snell che descrive la rifrazione delle onde ultrasonore nel passaggio attraverso due materiali di impedenza diversa dice che il prodotto tra il seno dell'angolo di incidenza e la lunghezza d'onda dell'onda incidente􏿽è uguale al prodotto tra il seno dell'angolo di rifrazione e la lunghezza d'onda dell'onda rifratta il rapporto tra il seno dell'angolo di incidenza e la velocità dell'onda incidente􏿽è uguale al rapporto tra il seno dell'angolo di rifrazione e la velocità dell'onda rifratta il rapporto tra il seno dell'angolo di incidenza e la lunghezza d'onda dell'onda incidente􏿽è uguale al rapporto tra il seno dell'angolo di rifrazione e la lunghezza d'onda dell'onda rifratta il prodotto tra il seno dell'angolo di incidenza e la velocità dell'onda incidente􏿽è uguale al prodotto tra il seno dell'angolo di rifrazione e la velocità dell'onda rifratta.
5103. Nella propagazione delle onde ultrasonora la legge di Snell descrive il fenomeno della diffusione delle onde descrive il fenomeno dello scattering delle onde delle onde descrive il fenomeno della rifrazione delle onde descrive il fenomeno della riflessione delle onde.
5104. In un trasduttore ultrasonoro la lunghezza del campo prossimo è funzione della lunghezza d'onda dell'onda ultrasonora e del diametro del trasduttore alla quarta potenza dellavelocità di propagazione dell'onda ultrasonora e del diametro del trasduttore alla quarta potenza della lunghezza d'onda dell'onda ultrasonora e del diametro del trasduttore della lunghezza d'onda dell'onda ultrasonora e del diametro del trasduttore al quadrato.
5105. Nelle leggi della trasmissione e della riflessione di onde ultrasonore all'interfaccia tra due materiali di diversa impedenza il second angolo limite di incidenza è quell'angolo al di sopra del quale l'onda longitudinale incidente non si propaga più attraverso il secondo mezzo ma solo lungo la superficie dell'interfaccia mediante onde trasversali quell'angolo al di sopra del quale l'onda longitudinale incidente si propaga nel secondo mezzo solo tramite onde trasversali quell'angolo al di sopra del quale l'onda longitudinale incidente si propaga nel secondo mezzo solo tramite onde longitudinali quell'angolo al di sopra del quale l'onda longitudinale incidente non si propaga più attraverso il secondo mezzo ma solo lungo la superficie dell'interfaccia mediante onde superficiali.
5106. Nei trasduttori a ultrasuoni la zona di Fresnel è la zona in campo lontano in cui il fascio ultrasonoro è uniforme è la zona in campo vicino alla sorgente dove si ha una fluttuazione dell'intensità dell'onda ultrasonora è la zona in campo vicino alla sorgente dove il fascio ultrasonoro è uniforme è la zona in campo lontano in cui si ha una fluttuazione dell'intensità dell'onda ultrasonora.
5107. In un trasduttore ultrasonoro non focalizzato il fuoco naturale è la zona di transizione tra campo vicino e lontano la zona di massimo contrasto il punto in cui si forma l'immagine la zona di massima sensibilità.
5108. Nei trasduttori a ultrasuoni la zona di Fraunofer è la zona in campo lontano in cui il fascio ultrasonoro è uniforme è la zona in campo lontano in cui si ha una fluttuazione dell'intensità dell'onda ultrasonora è la zona in campo vicino alla sorgente dove il fascio ultrasonoro è uniforme è la zona in campo vicino alla sorgente dove si ha una fluttuazione dell'intensità dell'onda ultrasonora.
5109. In un trasduttore ultrasonoro l'angolo di divergenza del fascio ultrasonoro emesso DUBBIA è direttamente proporzionale alla lunghezza d'onda dell'onda ultrasonora e inversamente proporzionale al diametro del trasduttore è inversamente proporzionale alla lunghezza d'onda dell'onda ultrasonora e direttamente proporzionale al diametro del trasduttore è dato dal rapporto tra la lunghezza d'onda dell'onda ultrasonora e il diametro del trasduttore è dato dal prodotto della lunghezza d'onda dell'onda ultrasonora e del diametro del trasduttore.
5201. Un'apparecchiatura per controlli non distruttivi a ultrasuoni è costituita da: 1. un trasduttore ultrasonoro atto all'emissione/ricezione dell'onda ultrasonora; 2. un sistema di eccitazione del trasduttore emittore; 3. un elaboratore del segnale captato dal trasduttore; 4. un sistema di presentazione dei segnali di misura 1. un trasduttore ultrasonoro atto all'emissione/ricezione dell'onda ultrasonora; 2. un sistema di rilevazione dell'onda ultrasonora; 3. un sistema di presentazione dei segnali di misura 1. un trasduttore ultrasonoro atto all'emissione/ricezione dell'onda ultrasonora; 2. un sistema di eccitazione del trasduttore emittore; 3. un amplificatore ed elaboratore del segnale captato dal trasduttore; 4. un sistema di presentazione dei segnali di misura 1. un trasduttore ultrasonoro atto all'emissione/ricezione dell'onda ultrasonora; 2. un sistema di rilevazione dell'onda ultrasonora; 3. un amplificatore ed elaboratore del segnale captato dal trasduttore; 4. un sistema di presentazione dei segnali di misura.
5202. I generatori usati nelle apparecchiature ultrasonore per la generazione dell'onda ultrasonora sono generatori di impulsi con frequenza di ripetizione tra 20-20000 Hz che vengono inviati sia al trasduttore sia al sistema di acquisizione generatori di impulsi con frequenza di ripetizione tra 200-1000 Hz che vengono inviati al trasduttore generatori di impulsi con frequenza di ripetizione tra 200-1000 Hz che vengono inviati sia al trasduttore sia al sistema di acquisizione generatori di segnali random nel range di frequenza tra 200-1000 Hz che vengono inviati sia al trasduttore sia al sistema di acquisizione.
5203. Nella tecnica di esame con ultrasuoni, nella rappresentazione C-scan è possibile visualizzare il difetto come lo si può osservare lungo una sezione trasversale del pezzo in esame. E' quindi possibile stabilire con una certa precisione una delle due dimensioni del riflettore (larghezza o lunghezza) e la sua posizione in profondità Il riflettore (o difetto che riflette il segnale ultrasonoro) viene rappresentato sullo schermo dell'oscilloscopio da un picco, chiamato eco, la cui distanza dallo zero della scala sull'asse dei tempi è proporzionale al percorso che il fascio effettua prima di incidere sul riflettore stesso e quindi alla profondità del riflettore rispetto alla superficie di controllo. L'altezza del picco è proporzionale all'intensità di onda ultrasonora riflessa dal riflettore il difetto o riflettore viene visto come se fosse proiettato su un piano parallelo alla superficie di controllo, per cui è possibile valutare l'estensione del difetto nelle due direzioni dello spazio (larghezza e lunghezza). Nessun dato però viene fornito circa la profondità del difetto rispetto alla superficie di controllo nessuna delle altre.
5204. Le sonde a ultrasuoni per immersione ad acqua possono essere: focalizzate o piane focalizzate o a fascio angolato a fascio normale o angolato focalizzate o a fascio normale.
5205. Nella tecnica di esame con ultrasuoni, nella rappresentazione B-scan Il riflettore (o difetto che riflette il segnale ultrasonoro) viene rappresentato sullo schermo dell'oscilloscopio da un picco, chiamato eco, la cui distanza dallo zero della scala sull'asse dei tempi è proporzionale al percorso che il fascio effettua prima di incidere sul riflettore stesso e quindi alla profondità del riflettore rispetto alla superficie di controllo. L'altezza del picco è proporzionale all'intensità di onda ultrasonora riflessa dal riflettore nessuna delle altre il difetto o riflettore viene visto come se fosse proiettato su un piano parallelo alla superficie di controllo, per cui è possibile valutare l'estensione del difetto nelle due direzioni dello spazio (larghezza e lunghezza). Nessun dato però viene fornito circa la profondità del difetto rispetto alla superficie di controllo è possibile visualizzare il difetto come lo si può osservare lungo una sezione trasversale del pezzo in esame. E' quindi possibile stabilire con una certa precisione una delle due dimensioni del riflettore (larghezza o lunghezza) e la sua posizione in profondità.
5206. Nella tecnica di esame con ultrasuoni, nella rappresentazione A-scan il difetto o riflettore viene visto come se fosse proiettato su un piano parallelo alla superficie di controllo, per cui è possibile valutare l'estensione del difetto nelle due direzioni dello spazio (larghezza e lunghezza). Nessun dato però viene fornito circa la profondità del difetto rispetto alla superficie di controllo Il riflettore (o difetto che riflette il segnale ultrasonoro) viene rappresentato sullo schermo dell'oscilloscopio da un picco, chiamato eco, la cui distanza dallo zero della scala sull'asse dei tempi è proporzionale al percorso che il fascio effettua prima di incidere sul riflettore stesso e quindi alla profondità del riflettore rispetto alla superficie di controllo. L'altezza del picco è proporzionale all'intensità di onda ultrasonora riflessa dal riflettore nessuna delle altre è possibile visualizzare il difetto come lo si può osservare lungo una sezione trasversale del pezzo in esame. E' quindi possibile stabilire con una certa precisione una delle due dimensioni del riflettore (larghezza o lunghezza) e la sua posizione in profondità.
5301. La legge di Stefan-Boltzmann descrive l'energia totale irradiata da un corpo nero (o emissione globale emisferica) in funzione della lunghezza d'onda l'energia totale irradiata da un corpo grigio in funzione della lunghezza d'onda l'energia totale irradiata da un corpo nero (o emissione globale emisferica) l'energia totale irradiata da un corpo nero (o emissione globale emisferica) in funzione della temperatura.
5302. Quale di questa affermazione è vera: Con l'aumento della temperatura il massimo della radiazione spettrale specifica si sposta verso lunghezze d'onda maggiori, verso il campo delle microonde. Con l'aumento della temperatura il massimo della radiazione spettrale specifica si sposta verso lunghezze d'onda minori, verso il campo visibile. Con l'aumento della temperatura il massimo della radiazione spettrale specifica si sposta verso lunghezze d'onda minori, verso il campo delle microonde. Con l'aumento della temperatura il massimo della radiazione spettrale specifica si sposta verso lunghezze d'onda maggiori, verso il campo visibile.
5303. Il corpo nero è un oggetto ideale i cui coefficienti di riflettanza e di assorbimento sono pari a uno è un oggetto ideale i cui coefficienti di trasmittanza e di emissività sono pari a uno è un oggetto ideale i cui coefficienti di trasmittanza e di assorbimento sono pari a uno è un oggetto ideale i cui coefficienti di assorbimento e di emissività sono pari a uno.
5304. La legge di Planck descrive l'intensità di radiazione spettrale emisferica del corpo nero alla lunghezza d'onda lambda l'intensità di radiazione spettrale specifica emisferica del corpo nero alla lunghezza d'onda lambda e alla temperatura T l'intensità di radiazione specifica emisferica del corpo nero alla temperatura T l'intensità di radiazione spettrale emisferica del corpo nero.
5305. Quale dei seguenti sensori è senza contatto? Termometri ad irraggiamento Termocoppia Termoresistenza Termistore.
5306. La banda dell'infrarosso è di circa 0.75 - 1000 micrometri 6 - 1000 micrometri 0.75 - 3 micrometri 3 - 6 micrometri.
5401. I bolometri sono sensori quantici o fotonici sensori termici sensori bolometrici sensori fotoelettrici.
5402. Nei sensori fotonici ad irraggiamento la temperatura dell'elemento sensibile varia a causa dell'assorbimento della radiazione elettromagnetica la temperatura dell'elemento sensibile varia a causa dell'emessività del materiale di cui è costituito il sensore si misura l'emissione di fotoni della radiazione infrarossa che colpisce l'elemento sensibile si misura il flusso di fotoni della radiazione infrarossa che colpisce l'elemento sensibile.
5403. Le termopile sono particolari termoresistenze particolari bolometri particolari termistori particolari termocoppie.
5404. Nei sensori termici ad irraggiamento la temperatura dell'elemento sensibile varia a causa dell'assorbimento della radiazione elettromagnetica si misura il flusso di fotoni della radiazione infrarossa che colpisce l'elemento sensibile si misura l'emissione di fotoni della radiazione infrarossa che colpisce l'elemento sensibile la temperatura dell'elemento sensibile varia a causa dell'emessività del materiale di cui è costituito il sensore.
5405. I sensori piroelettrici sono sensori quantici o fotonici sensori termici termopile sensori fotoelettrici.
5406. Un sensore ad irraggiamento è costituito da: una lente che focalizza la radiazione sull'elemento sensibile del sensore, il sensore che rileva la radiazione e la trasforma in un segnale elettrico proporzionale, un'elettronica di amplificazione e di processamento digitale che trasforma il segnale elettrico in segnale in temperatura, un sistema di taratura, un display una lente che focalizza la radiazione sull'elemento sensibile del sensore, il sensore che rileva la radiazione e la trasforma in un segnale termico proporzionale, un display una lente che focalizza la radiazione sull'elemento sensibile del sensore, il sensore che rileva la radiazione e la trasforma in un segnale elettrico proporzionale, un'elettronica di amplificazione e di processamento digitale che trasforma il segnale elettrico in segnale in temperatura, un display il sensore che rileva la radiazione e la trasforma in un segnale elettrico proporzionale, un'elettronica di amplificazione e di processamento digitale che trasforma il segnale elettrico in segnale in temperatura, un display.
5407. Le termopile sono sensori bolometrici sensori fotoelettrici sensori termici sensori quantici o fotonici.
5408. I bolometri sfruttano l'effetto termoelettrico dei materiali sfruttano l'effetto termoionico dei materiali sfruttano la dipendenza dalla temperatura della resistenza elettrica sfruttano l'effetto fotoelettrico dei materiali.
5409. Per misurare un fenomeno termico particolarmente veloce si usano sensori quantici o fotonici sensori termici termopile indifferentemente sesori fotonici o termici.
5601. Il pirometro con filamento incandescente a scomparsa è un pirometro bicromatico è un pirometro a radiazione totale è un pirometro monocromatico è un priometro a banda larga.
5602. Un pirometro monocromatico nessuna delle altre è uno strumento a spettro selettivo è uno strumento a banda medio larga è uno strumento a banda larga.
5701. La risoluzione di una termocamera a raggi infrarossi corrisponde all'area che è possibile inquandrare con la termocamera. è data dall'angolo solido che permette di proiettare le dimensioni di un pixel del sensore ad una certa distanza rappresenta la capacità di risolvere differenze di temperatura tra due punti adiacenti è data dalle dimensioni della matrice di detecotors (numero di pixel in x e numero di pixel in y).
5702. La risoluzione geometrica di una termocamera a raggi infrarossi rappresenta la capacità di risolvere differenze di temperatura tra due punti adiacenti corrisponde all'area che è possibile inquandrare con la termocamera. è data dalle dimensioni della matrice di detecotors (numero di pixel in x e numero di pixel in y) è data dall'angolo solido che permette di proiettare le dimensioni di un pixel del sensore ad una certa distanza.
5703. Il campo di vista istantaneo di una termocamera a raggi infrarossi corrisponde all'area che è possibile inquandrare con la termocamera. è dato dalle dimensioni della matrice di detecotors (numero di pixel in x e numero di pixel in y) è dato dall'angolo solido che permette di proiettare le dimensioni di un pixel del sensore ad una certa distanza rappresenta la capacità di risolvere differenze di temperatura tra due punti adiacenti.
5704. L'infrarosso estremo comprende le lunghezze d'onda tra 0.75 e 3 micrometri comprende le lunghezze d'onda tra 6 e 15 micrometri comprende le lunghezze d'onda tra 3 e 6 micrometri comprende le lunghezze d'onda tra 15 e 1000 micrometri.
5705. La termocamera è uno strumento che rileva la temperatura di un corpo rileva la temperatura nel range infrarosso di un corpo rileva l'intensità della radiazione all'infrarosso riflessa da un corpo rileva l'intensità della radiazione all'infrarosso di un corpo.
5706. Il campo di vista di una termocamera a raggi infrarossi è dato dall'angolo solido che permette di proiettare le dimensioni di un pixel del sensore ad una certa distanza è dato dalle dimensioni della matrice di detecotors (numero di pixel in x e numero di pixel in y) rappresenta la capacità di risolvere differenze di temperatura tra due punti adiacenti corrisponde all'area che è possibile inquandrare con la termocamera.
5707. Nelle termocamere all'infrarosso si utilizzano matrici di termocoppie matrici di termopile matrici di bolometri matrici di sensori piroelettrici.
5708. L'infrarosso vicino comprende le lunghezze d'onda tra 0.75 e 3 micrometri comprende le lunghezze d'onda tra 6 e 15 micrometri comprende le lunghezze d'onda tra 15 e 1000 micrometri comprende le lunghezze d'onda tra 3 e 6 micrometri.
5709. L'infrarosso medio comprende le lunghezze d'onda tra 15 e 1000 micrometri comprende le lunghezze d'onda tra 3 e 6 micrometri comprende le lunghezze d'onda tra 6 e 15 micrometri comprende le lunghezze d'onda tra 0.75 e 3 micrometri.
5710. L'infrarosso lontano comprende le lunghezze d'onda tra 6 e 15 micrometri comprende le lunghezze d'onda tra 3 e 6 micrometri comprende le lunghezze d'onda tra 15 e 1000 micrometri comprende le lunghezze d'onda tra 0.75 e 3 micrometri.
5801. Nella termografia attiva si monitora in tempo reale l'evoluzione delle variazioni di temperatura sulla superficie durante l'applicazione di una sollecitazione si monitora le variazioni di temperatura sulla superficie durante un ciclo termico naturale (per esempio dovuto alla variazione di temperatura durante un giorno di prova) si osserva il transitorio di raffreddamento fino al raggiungimento dell'equilibrio termico non è previsto l'uso di sorgenti di eccitazione termica esterne.
5802. Nella termografia passiva è previsto l'uso di sorgenti di eccitazione termica esterne è necessario fornire energia al campione in esame in modo da rilevare la presenza di eventuali anomalie si monitora in tempo reale l'evoluzione delle variazioni di temperatura sulla superficie durante l'applicazione di una sollecitazione si osserva il transitorio di raffreddamento fino al raggiungimento dell'equilibrio termico.
6201. Per misurare una vibrazione a 5 kHz è opportuno utilizzare: Uno strumento che misura accelerazione Uno strumento che misura velocità Uno strumento che misura spostamento E' indifferente utilizzare uno strumento che misura spostamento, velocità o deformazione.
6202. Se si misura una velocità di vibrazione di 120 dB significa che essa vale: 1 m/s 100 mm/s 1 mm/s 10 mm/s.
6301. L'operazione di derivazione comporta la sottrazione di 90 gradi alle fasi comporta l'aggiunta di 180 gradi alle fasi comporta la sottrazione di 180 gradi alle fasi comporta l'aggiunta di 90 gradi alle fasi.
6302. L'operazione di integrazione comporta la sottrazione di 90 gradi alle fasi comporta l'aggiunta di 180 gradi alle fasi comporta la sottrazione di 180 gradi alle fasi comporta l'aggiunta di 90 gradi alle fasi.
6303. Per ottenere un segnale in termini di spostamento da un segnale in accelerazione occorre operare una doppia integrazione del segnale una doppia derivazione del segnale una derivazione del segnale una integrazione del segnale.
6304. Per ottenere un segnale in termini di velocità da un segnale in spostamento occorre operare una doppia derivazione del segnale una integrazione del segnale una derivazione del segnale una doppia integrazione del segnale.
6305. Quale delle seguenti affermazioni è appropriata? nessuna delle altre Nelle misure di vibrazioni il range dinamico in spostamento è il più piatto pertanto si utilizza tutta la scala di ampiezza in tutto il range di frequenza Nelle misure di vibrazioni il range dinamico in accelerazione è il più piatto pertanto si utilizza tutta la scala di ampiezza in tutto il range di frequenza Nelle misure di vibrazioni il range dinamico in velocità è il più piatto pertanto si utilizza tutta la scala di ampiezza in tutto il range di frequenza.
6306. Il range dinamico di un segnale è definito come il prodotto􏿽tra il valore massimo e quello minimo di una grandezza variabile nessuna delle altre il􏿽rapporto􏿽tra il valore massimo e quello minimo di una grandezza variabile la differenza􏿽tra il valore massimo e quello minimo di una grandezza variabile.
6307. Per ottenere un segnale in termini di accelerazione da un segnale in velocità occorre operare una integrazione del segnale una doppia integrazione del segnale una doppia derivazione del segnale una derivazione del segnale.
6308. Per ottenere un segnale in termini di velocità da un segnale in accelerazione occorre operare una doppia integrazione del segnale una doppia derivazione del segnale una derivazione del segnale una integrazione del segnale.
6309. Per ottenere un segnale in termini di accelerazione da un segnale in spostamento occorre operare una derivazione del segnale una integrazione del segnale una doppia integrazione del segnale una doppia derivazione del segnale.
6310. Per ottenere un segnale in termini di spostamento da un segnale in velocità occorre operare una doppia integrazione del segnale una doppia derivazione del segnale una integrazione del segnale una derivazione del segnale.
6501. La risposta di un sistema sottosmorzato a un grado di libertà sottoposto a vibrazione libera è composta da una parte immaginaria che si smorza col tempo in modo esponenziale e non ha parte reale è composta da una parte reale che si smorza col tempo in modo esponenziale e non ha parte immaginaria è composta da una parte immaginaria oscillatoria, cioè sinusoidale, di frequenza pari alla frequenza naturale smorzata e una parte reale di decadimento esponenziale è composta da una parte reale oscillatoria, cioè sinusoidale di frequenza pari alla frequenza naturale smorzata e una parte immaginaria di decadimento esponenziale.
6601. Il diagramma di Nyquist è il grafico dell'FRF su un sistema di assi cartesiani sulle cui ordinate è posto il logaritmo dell'ampiezza e sulle cui ascisse è posta la frequenza è il grafico dell'FRF su un sistema di assi cartesiani sulle cui ordinate è posta la parte immaginaria e sulle cui ascisse è posta la parte reale è il grafico dell'FRF in termini di ampiezza e fase in funzione della frequenza è il grafico dell'FRF in termini di parte reale e parte immaginari in funzione della frequenza.
6602. L'FRF data in termini di spostamento e graficata in un diagramma log-log a frequenze minori della risonanza può essere approssimata da una retta inclinata con pendenza positiva detta linea di massa a frequenze minori della risonanza può essere approssimata da una retta parallela all'asse delle ascisse detta linea di rigidezza a frequenze minori della risonanza può essere approssimata da una retta inclinata con pendenza positiva detta linea di rigidezza a frequenze minori della risonanza può essere approssimata da una retta parallela all'asse delle ascisse detta linea di massa.
6603. L'FRF data in termini di spostamento e graficata in un diagramma log-log a frequenze maggiori della risonanza può essere approssimata da una retta inclinata con pendenza negativa detta linea di massa a frequenze maggiori della risonanza può essere approssimata da una retta parallela all'asse delle ascisse detta linea di rigidezza a frequenze maggiori della risonanza può essere approssimata da una retta parallela all'asse delle ascisse detta linea di massa a frequenze maggiori della risonanza può essere approssimata da una retta inclinata con pendenza positiva detta linea di rigidezza.
6604. La receptance è una funzione complessa data dal rapporto tra nessuna delle altre la risposta armonica del sistema in termini di velocità e la forzante armonica la risposta armonica del sistema in termini di spostamento e la forzante armonica la risposta armonica del sistema in termini di accelerazione e la forzante armonica.
6701. La funzione inversa della receptance o FRF in termini di spostamento è detta massa mobile rigidezza dinamica massa apparente impedenza meccanica.
6702. La funzione inversa della mobility o FRF in termini di velocità è detta impedenza meccanica rigidezza dinamica massa mobile massa apparente.
6703. La funzione inversa dell'inertance o FRF in termini di accelerazione è detta rigidezza dinamica massa apparente massa mobile impedenza meccanica.
6704. La mobility è una funzione complessa data dal rapporto tra nessuna delle altre la risposta armonica del sistema in termini di velocità e la forzante armonica la risposta armonica del sistema in termini di accelerazione e la forzante armonica la risposta armonica del sistema in termini di spostamento e la forzante armonica.
6705. L'inertance è una funzione complessa data dal rapporto tra la risposta armonica del sistema in termini di velocità e la forzante armonica la risposta armonica del sistema in termini di accelerazione e la forzante armonica la risposta armonica del sistema in termini di spostamento e la forzante armonica nessuna delle altre.
7001. Nelle misure di vibrazioni lo shaker elettrodinamico permette di generare una forza casuale generare una forza transitoria generare una forza continua generare una forza impulsiva.
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