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Analisi strumentale e controllo del materiali - lezioni 33-48

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Analisi strumentale e controllo del materiali - lezioni 33-48

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Domande chiuse paniere eCampus

Creation Date: 2026/01/27

Category: University

Number of questions: 54

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Il chemical shift nel 13C-NMR aumenta. in presenza di alogenuri e ibridizzazioni sp2. al diminuire della presenza di atomi elettronegativi e al crescere dell'ibridizzazione. al crescere della presenza di atomi elettronegativi e al diminuire dell'ibridizzazione. in presenza di ibridizzazioni sp3 e alogenuri.

Nella scala ? che valore assume il gruppo carbossilico nello spettro1H-NMR?. 8-9 ppm. 10-12 ppm. 7-8 ppm. 9-10 ppm.

Cosa è l'effetto schermante?. la presenza di atomi elettronegativi che vibrano a frequenze più basse di quelle imposte. la presenza di grandi nuvole elettroniche che schermano l'effetto delle correnti indotte. la formazione di un campo magnetico interno, generato da correnti indotte, che scherma il nucleo opponendosi al campo magnetico esterno applicato. l'intorno atomico di un nucleo che vibra a frequenze differenti rispetto quella applicata.

Lo spettrometro NMR è costituito da. una spira che avvolge il campione che emette segnali di risonanza chearrivano al rivelatore. da un cristallo oscillatore, da un generatore di impulsi e da un amplificatore. un magnete superconduttore al cui interno c'è il campione che è in risonanza. un magnete al cui interno è posizionata una sonda con all'interno il campione che emette il segnale di risonanza amplificato e individuato dal rivelatore.

Nel CH3-O-CH-(CH3)2 il mutipletto con 7 picchi a 3,7 ppm è dovuto. al CH legato ai due gruppi metilici. al CH legato all'ossigeno e i picchi sono 7 per i 6H dei due gruppi metilici. al CH legato all'ossigeno e i picchi sono 7 per i 7H dei due gruppi metilici piùquello di CH. ai 7H dei due gruppi metilici più quello di CH.

La molteplicità di un segnale NMR. è uguale agli accoppiamenti di spin non equivalenti. è uguale agli accoppiamenti di spin più 1. è uguale al numero di idrogeni vicini ad una molecola più 1. è uguale al numero di idrogeni vicini ad una molecola.

L'analisi qualitativa di uno spettro NMR prevede. prima un'analisi IR e una spettrometria di massa e poi si valutano criteri particolari. l'impiego di un solvente o di un reattivo. di contare insaturazioni e picchi, valutare i diversi chemical shift per individuare i vari tipi di H, definire gli accoppiamenti spin-spin, gli effetti schermanti e non ed potizzare una possibile struttura molecolare. di contare insaturazioni, definire gli accoppiamenti spin-spin, gli effetti schermanti e non ed potizzare una possibile struttura molecolare.

Nello spettro NMR 2D COSY individua. correlazioni tra isotopi 13C riportate su uno spettro bidiensionale con una diagonale principale in cui sono contenuti i picchi dello spettro monodimensionale, le macchie al di fuori della diagonale sono relativi a due diverse frequenze e chemical shift (cross peak). correlazioni dipolari della stessa molecola riportate su uno spettro bidiensionale con una diagonale principale in cui sono contenuti i picchi dello spettro monodimensionale, le macchie al di fuori della diagonale sono relativi a due diverse frequenze e chemical shift (cross peak). correlazioni con frequenze differenti riportate su uno spettro bidiensionale con una diagonale principale in cui sono contenuti i picchi dello spettro monodimensionale, le macchie al di fuori della diagonale sono simmetriche e relativi a due diverse frequenze e chemical shift (cross peak). correlazioni con frequenze differenti riportate su uno spettro bidiensionale con una diagonale principale in cui sono contenuti i picchi dello spettro monodimensionale, le macchie al di fuori della diagonale sono in antifase e relativi a due diverse frequenze e chemical shift (cross peak).

I fattori che influenzano la fluorescenza sono. solvente, pH, concentrazione, matrice, temperatura, rilassamento. solvente, pH, matrice, concentrazione, temperatura, smorzamento. solvente, pH, energia, concentrazione, temperatura, smorzamento. solvente, pH, matrice, soluzione, temperatura, smorzamento.

I fenomeni di fotoluminescenza sono dovuti. all'azione di un campo elettrico che eccita le sostanze che emetteranno radiazioni elettromagnetiche. a reazioni chimiche che attivano specie chimiche o biochimiche rilasciando energia luminosa. a radiazione energetica emessa da una molecola eccitata per tornare da un livello energetico superiore ad una inferiore. a transizioni elettroniche della sostanza emettitrice da uno stato eccitato ad uno stato fondamentale.

La fosforescenza è. una transizione con emissione di energia dallo stato di tripletto eccitato a quello fondamentale in tempi lunghi. una transizione con emissione di energia dallo stato di singoletto eccitato a quello fondamentale in tempi brevi. una transizione con emissione di energia dallo stato di singoletto eccitato a quello fondamentale in tempi lunghi. una transizione con emissione di energia dallo stato di tripletto eccitato a quello fondamentale in tempi brevi.

La conversione intersistema avviene quando. l'elettrone eccitato passa dal livello energetico più basso dello stato di singoletto a quello di tripletto perché la molecola ha due elettroni con spin paralleli ma in orbitali differenti. l'elettrone eccitato passa dal livello energetico più alto a quello più basso dello stato di singoletto. l'elettrone eccitato passa dal livello energetico più alto dello stato di singoletto a quello fondamentale con emissione radiattiva di fosforescenza. l'elettrone eccitato passa dallo stato di singoletto a quello di tripletto perché la molecola ha due elettroni con spin paralleli opposti.

Lo spettro di eccitazione corretto in fluorimetria è. dato dal rapporto tra il segnale fluorescente proveniente dal campione ad una lunghezza d'onda fissa e da quello proveniente dal riferimento ottenendo uno spettro uguale a quello di assorbimento. dato dal rapporto tra il segnale proveniente dal campione e da quello proveniente dal riferimento ottenendo uno spettro uguale a quello di assorbimento. dato dal rapporto tra il segnale proveniente dal campione e da quello proveniente dalla sorgente ottenendo uno spettro uguale a quello di assorbimento. dato dal rapporto tra il segnale proveniente dal campione e da quello proveniente dal riferimento ottenendo uno spettro uguale a quello di emissione.

Il rivelatore principale in un fluorimetro. si trova ortogonalmente al rivelatore di riferimento per registrare lo spettro di fluorescenza. si trova ortogonalmente alla sorgente per eliminare le interferenze e le riflessioni all'interno della cuvetta. si trova parallelamente al rivelatore di riferimento per registrare lo spettro di emissione. si trova sulla stessa linea d'asse della sorgente per eliminare le interferenze e le riflessioni all'interno della cuvetta.

L'analisi quantitativa nella fluorimetria permette di calcolare l'intensità della radiazione fluorescente con la legge. F = S · ? · I0 · (1 - 10A). F = S · ? · I0 · (1 - 10-A). F = S · ? · I0 · c · (1 - 10-A). F = S · c · I0 · (1 - 10-A).

Lo spettro sincrono si ottiene. variando la lunghezza d'onda della radiazione eccitante e della radiazione emessa, possono essere rappresentati dalle sezioni trasversali di uno spettro trimensionale. variando l'intensità della radiazione eccitante e della radiazione emessa, possono essere rappresentati dalle sezioni trasversali di uno spettro trimensionale. variando la lunghezza d'onda della radiazione eccitante, possono essere rappresentati dalle sezioni trasversali di uno spettro trimensionale. variando la lunghezza d'onda del monocromatore di eccitazione; possono essere rappresentati dalle sezioni trasversali di uno spettro trimensionale.

La spettroscopia Raman di risonanza permette. di analizzare campioni lungo lo spessore senza tagliarli e fino a 10 micron di superficie valutandone i moti vibrazionali e rotazionali delle molecole. di analizzare campioni lungo lo spessore senza tagliarli e fino a 1 micron di superficie valutandone i moti vibrazionali e rotazionali delle molecole quando vengono colpite da radiazioni incidente di uguale frequenza di quelle emesse. di analizzare campioni lungo lo spessore sezionandoli e fino a 1 micron di superficie valutandone i moti vibrazionali e rotazionali delle molecole. di analizzare campioni lungo lo spessore senza tagliarli e fino a 1 micron di superficie valutandone i moti vibrazionali e rotazionali delle molecole.

Il fattore tempo è discriminante nella fosforimetria per accelerarlo si può. portare il campone a basse T pari allo stato vetroso, inglobare il campione in matrici polimeriche, disciogliere un elemento pesante nel solvente. portare il campone a basse T pari allo stato vetroso, disciogliere un elemento pesante nel solvente. portare il campone a basse T pari allo stato gommoso, inglobare il campione in matrici polimeriche, disciogliere un elemento pesante nel solvente. portare il campone a basse T pari allo stato vetroso, inglobare il campione in matrici polimeriche, disciogliere un elemento a basso peso molecolare nel solvente.

Nella cromatografia a scambio ionico. la fase stazionaria è un solido con gruppi funzionali a cui le molecole di analita si legano, un'opportuna diluizione favorisce la rottura di tali legami recuperando dalla colonna le molecole di analita. la fase stazionaria è un solido poroso e le molecole dell'analita disciolte nella fase mobile penetrano nei pori mentre quelle più grandi escono dalla colonna in tempi brevi. la fase stazionaria è un solido con superficie adsorbente, i soluti tenderanno ad essre adsorbiti sulla fase stazione in funzione della polarità della fase mobile. la fase stazionaria è una resina con siti attivi bilanciati da controioni; gli anioni della fase mobile si sostituiscono ai controioni della resina; quando la concentrazione dei controioni della resina aumenta gli ioni della miscela vengono rimossi e eluiti.

Quali sono i meccanismi di separazione cromatografici?. Adsorbimento, ripartizione, scambio ionico, affinità, inclusione. Adsorbimento, ripartizione, scambio ionico, affinità. Adsorbimento, ripartizione, scambio ionico, affinità, esclusione. Adsorbimento, separazione, scambio ionico, affinità, esclusione.

Una colonna è. tanto più efficiente quanto minore è H, e quindi con un numero basso di piatti teorici, che da bande strette e ben distinte. tanto più efficiente quanto minore è H, e quindi con un numero elevato di piatti teorici, che da bande larghe e ben distinte. tanto più efficiente quanto minore è H, e quindi con un numero elevato di piatti teorici, che da bande strette e ben distinte. tanto più efficiente quanto maggiore è H, e quindi con un numero elevato di piatti teorici, che da bande strette e ben distinte.

Il fattore di ritenzione può essere determinato da due parametri. il tempo di ritenzione corretto e il numero di moli di analita nella fase stazionaria. il tempo di ritenzione corretto e il volume morto. il tempo di ritenzione corretto e il numero di moli di analita nella fase mobile. il tempo di ritenzione corretto e il tempo morto.

Il tempo di ritenzione è. pari al tempo di sostanza presente nella fase mobile. pari al tempo in cui ogni sostanza impiega per interagire con la fase stazionaria. pari al tempo necessario affinchè ogni componente della miscela eluisca dalla colonna. pari al tempo di sostanza non trattenuta dalla fase stazionaria.

Il volume morto è. il volume a disposizione della fase mobile. il volume di sostanza eluita. il volume a disposizione della fase stazionari. il volume della colonna non occupato da fase mobile e stazionaria.

L'equazione fondamentale della cromatografia è. VR = VS + KC VM. VR = VM + KM VS. VR = VM + KC VS. VR = VS + KM VM.

L'equazione di Van Deemter H = A + B/? + (CS + CM)? è funzione della velocità lineare media della fase mobile, dove. A è associato alla resistenza al trasferimento di massa, B è associato alla diffusione molecolare longitudinale e C è associato ai percorsi multipli e alla diffusione di flusso. A è associato ai percorsi multipli e alla diffusione di flusso, B è associato alla diffusione molecolare longitudinale e C è associato alla resistenza al trasferimento di massa. A è associato ai percorsi multipli e alla diffusione di flusso, B è associato alla resistenza al trasferimento di massa e C è associato alla diffusione molecolare longitudinale. A è associato alla diffusione molecolare longitudinale, B è associato ai percorsi multipli e alla diffusione di flusso e C è associato alla resistenza al trasferimento di massa.

La risoluzione R indica. il grado di separazione dei picchi cromatografici ed è funzione del tempo di ritenzione e della selettività (?). il grado di separazione dei picchi cromatografici ed è funzione dell'efficienza, della selettività (?) e del fattore di ritenzione (k) che variano con la T. il grado di separazione dei picchi cromatografici ed è funzione di N, delle larghezze alla base dei picchi e del fattore di ritenzione (k). il grado di separazione dei picchi cromatografici ed è funzione di N, della selettività (?) e del fattore di ritenzione (k) che variano con la T.

La cromatografia su strato sottile (TLC) consiste. di un supporto solido in cui è fatto aderire il campione, mentre la fase stazionaria e la fase mobile scorrono per capillarità su di esso. di un supporto solido che funge da fase stazionaria e su di esso è depositato il campione, il tutto è immerso nella fase mobile. di un supporto solido che funge da fase stazionaria, sopra di esso si deposita il campione e si fa scorrere l'eluente scorre su di essi. di un supporto solido in cui è fatta aderire la fase stazionaria, al di sopra di essa si deposita il campione e l'eluente scorre su di essi per capillarità.

Cosa è il tailing di un picco cromatografico?. è una forma di asimmetria dei picchi cromatografici in cui il tracciato sale bruscamente per scendere lentamente. è una forma di asimmetria della larghezza di base della curva gaussiana. è una forma di asimmetria dei picchi cromatografici in cui il tracciato sale lentamente per scendere bruscamente. è una forma di asimmetria dell'altezza della curva gaussiana.

Le serie eulotropiche. ordinano i solventi, impiegati nella TLC, in ordine crescente di polarità, ma l'ordine può cambiare in funzione dell'adsorbente. ordinano i solventi, impiegati nella TLC, in ordine crescente di polarità, ma l'ordine può cambiare in funzione dei componenti della miscela. ordinano i solveti, impiegati nella TLC, in ordine decrescente di polarità, ma l'ordine può cambiare in funzione dell'adsorbente. ordinano i solventi, impiegati nella TLC, in ordine crescente di legami H, ma l'ordine può cambiare in funzione dell'adsorbente.

Il fattore di ritardo o di ritenzione è. il rapporto tra la distanza del centro della macchia e il fronte del solvente e la distanza tra una macchia di riferimento e la linea di semina. il rapporto tra la distanza del centro della macchia e la linea di semina e la distanza tra fronte del solvente e la linea di semina. il rapporto tra la distanza del centro della macchia e il fronte del solvente e la distanza tra fronte del solvente e la linea di semina. il rapporto tra la distanza del bordo della macchia e la linea di semina e la distanza tra il fronte del solvente e la linea di semina.

Efficienza e risoluzione delle macchie in TLC: la prima è l'attitudine del sistema a conservare compatte le macchie; la seconda è l'attitudine ad ottenere macchie ben distanziate. la prima è l'attitudine del sistema ad eluire rapidamente la macchia; la seconda è l'attitudine ad ottenere macchie ben distanziate. la prima è la quantità massima di sostanza che si semina; la seconda è l'attitudine ad ottenere macchie ben distanziate. la prima è l'attitudine del sistema a conservare compatta la macchia; la seconda è l'attitudine ad ottenere macchie circolari.

La cromatografia HPLC è. presenta colonne di lunghezze e diametri contenuti, compresi rispettivamente tra 3-50 cm e 1-5 cm. La fase stazionaria è impaccata con granulometria micrometrica tanto che per far fluire l'eluente serve una pompa da vuoto. presenta colonne di lunghezze e diametri contenuti, compresi rispettivamente tra 3-25 cm e 1-5 ?m. La fase stazionaria è impaccata con granulometria micrometrica tanto che per far fluire l'eluente si variano i parametri della fase mobile. presenta colonne di lunghezze e diametri contenuti, compresi rispettivamente tra 3-25 cm e 1-5 ?m. La fase stazionaria è impaccata con granulometria micrometrica tanto che per far fluire l'eluente serve una pompa da vuoto. presenta colonne di lunghezze e diametri contenuti, compresi rispettivamente tra 3-25 cm e 1-5 ?m. La fase stazionaria è impaccata con granulometria nanometrica tanto che per far fluire l'eluente serve una pompa da vuoto.

I rivelatori a MS nella Cromatografia Liquida permettono. di individuare le masse di ioni molecolari (m/z) in corrispondenza dei picchi. di misurare la corrente generata ad un elettrodo sul quale avviene una reazione redox che coinvolge l'analita. di individuare le sostanze che fluorescono. di individuare gli assorbimenti nel visibile delle sostanze che eluiscono dalla colonna.

Nella cromatografia ionica (IC). si ottiene la separazione di ioni e composti polari, in cui la fase mobile è una soluzione ionica acquosa e la fase stazionaria è una resina a scambio anionico o cationico. si ottiene la separazione di specie ad elevata massa molecolare, in cui la fase mobile è una soluzione diluita a base acida e la fase stazionaria è un polimero con bassa granulometria. si ottiene la separazione di specie ad elevata massa molecolare, in cui la fase mobile è una soluzione basica e la fase stazionaria è un polimero poroso. si ottiene la separazione di specie nuetre, in cui la fase mobile è una soluzione ionica acquosa e la fase stazionaria è una resina a scambio anionico o cationico.

Una risoluzione elevata dipende. da H e T bassi, aumentando la granulometria della fase stazionaria, aumentando il fattore di ritenzione. da H bassi e T ambiente o programmata, riducendo la granulometria della fase stazionaria, riducendo il fattore di ritenzione. da H alti e T ambiente o programmata, riducendo la granulometria della fase stazionaria, aumentando il fattore di ritenzione. da H bassi e T ambiente o programmata, riducendo la granulometria della fase stazionaria, aumentando il fattore di ritenzione.

Nella GC la fase mobile è. un gas che funge solo da carrier, mentre la fase stazionaria può essere solida o liquida, il composto da analizzare deve essere vaporizzabile a T>500°C. un gas che trasporta eluiti, mentre la fase stazionaria può essere solida o liquida, il composto da analizzare deve essere vaporizzabile a T>500°C. un gas che funge solo da carrier, mentre la fase stazionaria può essere solida o liquida, il composto da analizzare deve essere sufficientemente volatile e stabile termicamente. un gas, mentre la fase stazionaria può essere solida o liquida, il composto da analizzare deve essere stabile termicamente.

Il tempo di ritenzione corretto è. tR= t'R - tm. t'R= tR - tm. t'R= tm - tR. tR= tm - t'R.

L'efficienza e la selettività in GC: la prima dipende dal numero dei piatti teorici e per ottenere picchi stretti è necessario valori alti di H. La seconda è la capacità di eluire specie diverse in velocità differenti così da avere picchi separati. la prima dipende dal numero dei piatti teorici e per ottenere picchi stretti è necessario valori bassi di H. La seconda è la capacità di eluire specie diverse con velocità elavate (<1) così da avere picchi separati. la prima dalla velocità di eluizione in modo da avere picchi separati. La seconda dipende dai valori di H per ottenere picchi stretti. la prima dipende dal numero dei piatti teorici e per ottenere picchi stretti è necessario valori bassi di H. La seconda è la capacità di eluire specie diverse in velocità differenti così da avere picchi separati.

Le fasi stazionarie legate sono. fasi stazionarie solide legate chimicamente ai gruppi ossidrilici della silice del supporto o alle pareti della colonna, termicamente stabili. fasi stazionarie liquide legate chimicamente ai gruppi ossidrilici della silice del supporto o alle pareti della colonna,ma con difficoltà di spurgo. fasi stazionarie solide termicamente legate ai gruppi ossidrilici della silice del supporto o alle pareti della colonna. fasi stazionarie liquide legate chimicamente ai gruppi ossidrilici della silice del supporto o alle pareti della colonna, termicamente stabili.

L'efficienza di una colonna SCOT è. inferiore a quella di una PLOT e minore di una colonna impaccata. inferiore a quella di una WCOT, ma maggiore di una colonna impaccata. superiore a quella di una WCOT e maggiore di una colonna impaccata. inferiore a quella di una PLOT, ma maggiore di una colonna impaccata.

Nella GC se i picchi. tendono ad allargarsi ed abbassarsi per fenomeni diffusivi con lunghi tempi di ritenzione, allora si lavora con T programmata. sono asimmetrici occorre iniettare poco campione. tendono a crescere lentamente per poi diminuire repentinamente, allora si lavora con T programmata. presentano un effetto scodato per fenomeni diffusivi con lunghi tempi di ritenzione, allora si lavora con T programmata.

L'equazione di Van Deemter nelle colonne capillari non è presente il termine. B. CS. A. CM.

Nella camera termostatica le colonne. vanno mantenute a T piuttosto basse per facilitare la separazione. vanno mantenute a T elevate per facilitare la separazione. vanno mantenute a T costanti, pari alla media delle Tevap della miscela da separare e del gas. vanno mantenute a T costanti, pari alla media delle Teb della miscela da separare.

Negli iniettori splitless. lo split è chiuso durante l'iniezione della miscela, nella colonna a T basse così entra tutta la soluzione, anche un po' di solvente che a fine iniezione spurgherà. la valvola di spurgo è chiusa durante l'iniezione, e la miscela entra in colonna assieme al solvente, che verrà eliminato quando viene aperta la valvola di spurgo. la valvola di spurgo è aperta durante l'iniezione e si ha solo una piccola parte della miscela che entra in colonna. la valvola di spurgo è aperta durante l'iniezione, e la miscela entra in colonna assieme al solvente, che si ricondenserà con la miscela.

Gli inietttori PTV. iniettano la miscela con una siringa e poi si aumenta la T in modo da vaporizzare i composti che arriverranno in colonna in tempi rapidi e senza componnti bassobollenti. iniettano la miscela in un inserto freddo e tramite la valvola split i composti arriverranno in colonna in tempi rapidi. iniettano la miscela in un inserto freddo e poi si aumenta la T in modo da vaporizzare i composti che arriverranno in colonna in tempi rapidi e senza componenti bassobollenti. iniettano piccolissime quantità di miscela in un inserto freddo e poi si aumenta la T in modo da vaporizzare i composti che arriverranno in colonna in tempi rapidi.

I rivelatori a termoconducibilità al termine della colonna GC. sono costituiti da due resistenze a filo caldo lambite l'una dal carrier dentro la colonna e l'altra da quello in uscita; lo sbilanciamento termico provoca un variazione di T. sono costituiti da due resistenze a fascia lambite l'una dal carrier dentro la colonna e l'altra da quello in uscita a temperature elevate; lo sbilanciamento termico provoca un variazione di T. sono costituiti da un condensatore e una resistenza lambiti l'uno dall'eluato e l'altra dal carrier; lo sbilanciamento termico provoca un passaggio di corrente corrispondente alla concentrazione del componente. sono costituiti da due resistenze a filo caldo lambite l'una dal carrier e l'altra da quello in uscita dalla colonna; lo sbilanciamento termico provoca un passaggio di corrente corrispondente alla concentrazione del componente.

L'analisi quantitativa in GC è basata sulla misura dell'aree dei picchi cromatografici, se volessi conoscere la concentrazione di un solo componente impiego. il metodo della misura della concentrazione. la titolazione. un raffronto tra le pressioni in uscita del componente puro e quella della soluzione. un raffronto tra il volume di soluzione contente il componente puro eil volume della stessa soluzione diluita.

Lo spessore di un rivestimento può essere rilevato con. metodo coulometrico. il cross-cut test. il peel test. lo scratch test.

Se ottengo una durezza Barcol di una resina termoindurente pari a 32, posso affermare che. sottopolimerizzato. indurimento quasi completato. indurimento completo. in fase d'indurimento.

Il test di abrasione a tamburo rotante determina. la perdita di materiale tramite analisi spettrometrica UV_Vis. la perdita di materiale in funzione della pressione di abrasione. la differenza di peso di materiale prima e dopo il test. la profondità di materiale asportato tramite ingrandimenti ottici.

Il test di adesione mediante quadrettatura (ISO 2490) rileva il 25% di superficie distaccata. attribuisco un valore ISO 1. attribuisco un valore ISO 4. attribuisco un valore ISO 2. attribuisco un valore ISO 3.

Si può affermare che una superficie verniciata abbia un buon grado di gloss. se con angolo d'incidenza pari a 20° otteniamo valori >85. se con angolo d'incidenza pari a 20° otteniamo valori >90. se con angolo d'incidenza pari a 60° otteniamo valori >60. se con angolo d'incidenza pari a 85° otteniamo valori >20.

Le condizioni per le prove di invecchiamento in nebbia salina prevedono. che i campioni in camera stiano per 720 h a T=35°C con pH= 6,5-7,2 nebulizzando una soluzione di 5% di NaCl con 95% Rh. che i campioni in camera stiano per 720 h a T=35°C con pH= 6,5-7,2 nebulizzando una soluzione di 5% di NaCl con 85% Rh. che i campioni in camera stiano per 720 h a T=35°C con pH= 2,7 - 5,6 nebulizzando una soluzione di 5% di NaCl con 95% Rh. che i campioni in camera stiano per 30 gg a T=45°C con pH= 6,5-7,2 nebulizzando una soluzione di 5% di NaCl con 95% Rh.

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