Capitolo 15 - L’Italia dalla preistoria agli Etruschi
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Come si presentava l’Italia preromana?. Un territorio arido e scarsamente popolato, con insediamenti concentrati esclusivamente sulle alture appenniniche per difesa. Un ambiente dominato da foreste e fiumi, abitato da un mosaico di genti diverse dedite a caccia, pesca e raccolta. Una penisola già urbanizzata e caratterizzata da una lingua comune di derivazione indoeuropea fin dalle origini. Una regione prevalentemente agricola, dove le prime popolazioni evitavano i fiumi a causa delle inondazioni. Quando ebbe inizio il Neolitico in Italia?. Tra l’VIII e il VII millennio a.C., con un ritardo di circa 1000-2000 anni rispetto al Vicino Oriente. Contemporaneamente al Vicino Oriente, intorno al IX millennio a.C., diffondendosi rapidamente dalla Lombardia. Intorno al 3000 a.C., data che segna sia l'avvio del Neolitico che l'inizio dell'età del ferro in tutta la penisola. Nel 1000 a.C., quando le prime pratiche di allevamento sostituirono definitivamente la caccia e la raccolta. Da chi era abitata la penisola nell’età del bronzo?. Esclusivamente dai Celti e dai Greci, che introdussero la civiltà delle palafitte nelle regioni del Sud Italia. Dalle popolazioni indoeuropee del gruppo villanoviano, che vivevano in villaggi di pietra detti nuraghes. Da diverse genti tra cui Liguri, Sardi e Siculi, con civiltà peculiari come quella terramaricola e appenninica. Dai Lucani e dai Sanniti, che svilupparono la cultura delle terramare nelle zone paludose della Sardegna. Quali popolazioni arrivarono nella penisola durante l’età del ferro?. Prevalentemente genti dell'Egeo settentrionale che fondarono immediatamente la cultura villanoviana a Bologna. Genti indoeuropee (Umbri, Sanniti), Veneti dall'Illiria, Greci, Fenici e infine i Celti nella pianura padana. I Liguri e gli Enotri, che scesero dall'area danubiana per fondare le città della Magna Grecia nel IV secolo a.C. Esclusivamente popolazioni di lingua non indoeuropea che occuparono stabilmente l'Appennino centro-meridionale. Quali furono le origini della civiltà etrusca?. C'è incertezza: una tesi sostiene la provenienza dall'Egeo, l'altra la discendenza autoctona dai Villanoviani. Furono una popolazione indoeuropea che migrò dall'alto Lazio verso la Toscana per diffondere l'alfabeto greco. Derivarono esclusivamente dai Celti della pianura padana, da cui ereditarono una lingua di difficile decifrazione. Nacquero dall'unione tra i Greci della Magna Grecia e i Fenici sbarcati in Sardegna nel IX secolo a.C. Com’era organizzata la società degli Etruschi?. In un impero centralizzato guidato da un unico lucumone che deteneva il controllo assoluto su tutta l'Etruria. Attraverso città-Stato governate da un re affiancato da aristocratici, con un ruolo di rilievo per sacerdoti e donne. Una società egualitaria dove mercanti e contadini partecipavano al Consiglio per limitare il potere dei religiosi. In leghe militari guidate da donne aristocratiche, che esercitavano i poteri giudiziario e religioso al posto del re. Su che cosa si basava l’economia etrusca?. Sull'agricoltura di sussistenza, poiché la mancanza di risorse minerarie impedì loro di competere con i Greci. Principalmente sullo sfruttamento dei boschi e sulla pesca, data l'assenza di scambi commerciali esterni. Sullo sfruttamento minerario (ferro, rame, argento) e sul commercio, fattori che permisero l'espansione territoriale. Sull'esportazione di manufatti in stagno prodotti esclusivamente nelle città di Perugia e Arezzo dopo il V secolo a.C. Com’era la religione degli Etruschi?. Era una forma di monoteismo primitivo basata sull'interpretazione del volo degli uccelli senza vita ultraterrena. Una religione civile priva di libri sacri, dove il destino era deciso esclusivamente dal Consiglio dei lucumoni. Politeista e rivelata, basata sui precetti del dio-bambino Tages e sull'arte della divinazione (aruspicina). Prevalentemente naturalistica, incentrata sul culto del dio Tages che proibiva l'ispezione delle viscere animali. |





