didattica della geografia
|
|
Title of test:
![]() didattica della geografia Description: daypo didattica della geografia |



| New Comment |
|---|
NO RECORDS |
|
Qual è la funzione principale della lezione introduttiva in un corso di didattica della geografia?. Presentare finalità, struttura e criteri di lavoro del corso. Sostituire tutte le attività laboratoriali previste. Verificare esclusivamente le competenze matematiche degli studenti. Eliminare il riferimento ai nuclei tematici. Le competenze: implicano un certo grado di autonomia e responsabilità. implicano una chiara distinzione tra le discipline. essendo pratiche possono prescindere dalle conoscenze. sono la sintesi delle conoscenze e della abilità applicate in contesti noti. «apertura verso il contesto socio-economico mediante la valorizzazione e il trasferimento delle conoscenze, in una concezione più attuale che include oltre alle attività di valorizzazione economica della ricerca, anche iniziative dal valore socio-culturale ed educativo». Si tratta della definizione di "Terza Missione" proposta dall'ANVUR nel 2015. L’Associazione dei Geografi Italiani nel Manifesto per una public geography del 2018. Antonio Gramsci. Angelo Turco. “Percorso di formazione e apprendimento che ogni singola istituzione scolastica organizza per i propri allievi, orientandolo al raggiungimento di traguardi formativi e competenze adeguate agli standard del grado di istruzione per il quale viene formulato”. Questa è la definizione di: curricolo. unità di apprendimento. progettazione didattica. competenza. Chi è l’autore di Theoretical Geography e in quale anno viene pubblicato?. Claude Raffestein (1980). Oracio Capel (1970). Vidal de la Blache (1930). William Bunge (1962). Quale studioso ha sollecitato negli anni ’80 uno studio sui “meccanismi interni della cultura”?. Sapersi domandare dove si trova un luogo e cercare la risposta adeguata. Sapere dove si trova un posto. Saper calcolare scale cartografiche a mente. Saper citare gli autori principali della disciplina. Nella secondaria di primo grado, quali attenzioni sono spesso presenti nei testi recenti?. Eliminazione delle immagini. Esercizi per studenti con BES, mappe, audiosintesi per inclusione/recupero. Assenza di materiali digitali. Esclusione dell’attualità. 07. Quali temi d’attualità sono più frequenti nei manuali citati per la secondaria di primo grado?. Solo geopolitica militare. Solo geografia fisica classica. Biografie di esploratori. Riscaldamento climatico, inquinamento, migrazioni, disuguaglianze, Agenda 2030. Cosa sono le linee del reticolato (meridiani e paralleli)?. Sono linee reali (pur non materializzate sul terreno), non frutto di fantasia. Esistono solo sulle carte scolastiche. Non hanno alcuna realtà geografica. Sono “immaginarie” nel senso di inesistenti e fantasiose. In tema di definizioni cosa indichiamo con riguardo a “mappamondo”?. È sinonimo di globo geografico. È un tipo di proiezione cilindrica. Indica qualsiasi carta murale. È la rappresentazione cartografica (planisfero) dell’intera superficie terrestre; il globo è l’oggetto sferico. Nella secondaria di primo grado, quale tendenza editoriale recente viene evidenziata?. Maggiore libertà, investimento e integrazione con il digitale nella didattica. Ritorno ai soli atlanti cartacei. Eliminazione di attività graduate. Riduzione del digitale. Per un apprendimento significativo, il rapporto tra testo e immagini nei manuali di geografia dovrebbe essere: Sostituito da grafici senza spiegazioni. Casuale, per non distrarre lo studente. Coerente e proporzionato, con didascalie, titoli e legende adeguate. Minimo, privilegiando il testo scritto. Nella progettazione didattica, gli obiettivi servono soprattutto a: orientare contenuti, metodi e valutazione. sostituire le attività di valutazione. indicare unicamente il numero di pagine da studiare. definire solo la durata delle lezioni. Temi e contenuti da trattare in classe sono individuati dai docenti facendo riferimento a: Programmi ministeriali. Curricolo d’istituto. Progettazione didattica. Indicazioni nazionali e linee guida. Qual è uno degli esiti attesi della geografia in tutti i gradi di scuola?. La capacità di leggere l’Italia solo in chiave fisico-naturale. L’abbandono dei riferimenti internazionali a favore di quelli locali. Una conoscenza dell’Italia come sistema chiuso e autosufficiente. Una conoscenza dell’Italia in relazione ai contesti fisici, culturali, economici, sociali e geopolitici del pianeta. A cosa serve presentare il paesaggio come esperienza vissuta in cui cultura e natura si fondono?. A memorizzare più toponimi. A distinguere paesaggio naturale da quello culturale. A favorire il legame di appartenenza e l’inclusione sociale. A eliminare l’uso delle carte geografiche. In didattica della geografia, il riferimento alla transcalarità indica la capacità di: collegare fenomeni locali, regionali, nazionali e globali. eliminare il rapporto tra territorio e società. studiare solo fenomeni fisici alla scala planetaria. usare esclusivamente carte topografiche. Che cosa qualifica la competenza localizzativa. Memorizzare lunghi elenchi di capitali. Ripetere definizioni cartografiche a memoria. Interrogarsi su posizione relativa e assoluta e migliorare la propria “carta mentale”, anche in uno spazio topologico aperto a metriche diverse (topos/chora). Disegnare carte con proiezioni conformi. Qual è il passaggio formativo del percorso locale-globale?. Dalla scala globale a quella locale. Dall’egocentrismo all’allargamento del punto di vista su spazi, idee e collettività diverse. Dalla cittadinanza attiva all’educazione ambientale. Dalla geografia fisica alla geografia economica. Al termine della classe quinta primaria, quale competenza NON è esplicitamente elencata tra quelle attese?. Descrivere il pianeta e le sue regioni. Esplorare l’ambiente con curiosità. Pianificare politiche urbane complesse. Leggere e interpretare il paesaggio. La Carta internazionale dell’educazione geografica richiama soprattutto: l’uso della geografia solo come memorizzazione di capitali. l’esclusione della geografia dai curricoli scolastici. la sostituzione della geografia con la sola storia. il valore formativo della geografia per comprendere il mondo e agire responsabilmente. L’introduzione alla carta geografica nella primaria dovrebbe essere: Basata solo su coordinate. Evitata fino alla secondaria. Immediata e tecnica. Progressiva e “morbida”, verso la zenitalità aprospettica. Per i testi della primaria, quali vincoli ministeriali incidono sulla qualità del prodotto editoriale?. Solo il numero di immagini. Formato, numero pagine, illustrazioni, caratteri, forma di stampa e prezzo di copertina. Solo l’indice dei contenuti. Nessuno. In “Didattica della geografia”, qual è il primo problema dei testi scolastici di geografia?. L’assenza di glossari. La scarsità di immagini. Il rapido invecchiamento dei contenuti. L’eccesso di grafici. Quale relazione testo-immagini viene raccomandata per un apprendimento significativo?. Sostituire il testo con fotografie. Coerenza e proporzione, con didascalie, titoli e legende adeguate. Predominanza assoluta del testo. Eliminazione delle didascalie. Quale rischio si corre quando si vuole superare l’elenco enciclopedico di luoghi?. Svalutare la storia a vantaggio della geografia. Sostituire i testi con giochi digitali. Dimenticare l’importanza della competenza localizzativa come prerequisito. Eliminare del tutto la cartografia. Secondo Ratzel, che ruolo gioca l’ambiente nella formazione delle società?. È plasmato dalla cultura. Agisce come selettore naturale. È neutro rispetto all’azione umana. È un prodotto della storia. L’uso dei numeri e dei grafici nei libri di geografia serve soprattutto a: Evitare la lettura del testo. Visualizzare fenomeni e collegare dato numerico e fatto geografico. Far memorizzare cifre esatte agli studenti. Sostituire le carte con diagrammi. Le Indicazioni nazionali per il curricolo orientano la didattica perché: sostituiscono ogni forma di valutazione. impongono un unico libro di testo nazionale. definiscono traguardi, competenze e obiettivi di apprendimento. eliminano l’autonomia progettuale dei docenti. La storia del pensiero geografico è utile nella formazione docente perché consente di: comprendere l’evoluzione di concetti, metodi e finalità della disciplina. evitare il confronto con le trasformazioni contemporanee. ridurre la geografia a un elenco di nomi di esploratori. separare completamente geografia fisica e geografia umana. L’AIIG è rilevante per la didattica della geografia perché: si occupa esclusivamente di meteorologia operativa. sostituisce il Ministero nella valutazione degli studenti. definisce i confini amministrativi dei comuni italiani. promuove ricerca, formazione e innovazione nell’insegnamento geografico. Nel linguaggio geografico, spazio e tempo sono importanti perché: riguardano soltanto la cartografia antica. servono solo a misurare distanze astronomiche. sono categorie estranee allo studio dei luoghi. permettono di collocare e interpretare fenomeni e relazioni territoriali. Una carta geografica è: una fotografia sempre esatta e priva di interpretazione. un testo letterario senza valore spaziale. un insieme casuale di immagini senza scala. una rappresentazione ridotta, simbolica e approssimata della superficie terrestre. Il reticolato geografico serve principalmente a: individuare la posizione dei luoghi tramite coordinate geografiche. rappresentare solo i confini politici contemporanei. calcolare il numero degli abitanti di una regione. eliminare meridiani e paralleli dalle carte. Tra gli elementi fondamentali di una carta geografica rientrano: temperatura corporea e pressione atmosferica. indice analitico e note musicali. titolo del romanzo, autore e trama. scala, legenda, orientamento e simboli. Dire che una carta è approssimata significa che: riproduce la realtà senza alcuna perdita di informazione. non può contenere simboli o scala. traduce una superficie curva su un piano con inevitabili deformazioni. è sempre inutilizzabile in ambito scolastico. La carta di quartiere è particolarmente utile nella didattica perché: serve solo per studiare i deserti. sostituisce ogni attività sul territorio. favorisce osservazione, orientamento e conoscenza dello spazio vicino. impedisce agli studenti di lavorare sul vissuto spaziale. I toponimi in geografia sono: linee che indicano esclusivamente la profondità marina. nomi di luoghi che conservano informazioni storiche, culturali e territoriali. simboli matematici privi di riferimento spaziale. strumenti per misurare la temperatura. Il GIS è uno strumento che consente di: gestire, analizzare e rappresentare dati georeferenziati. scrivere esclusivamente testi narrativi. misurare solo la velocità del vento. sostituire ogni interpretazione critica dello spazio. Decostruire una carta significa soprattutto: eliminare ogni riferimento alla storia della cartografia. interrogare scelte, omissioni, poteri e punti di vista incorporati nella rappresentazione. considerarla una copia neutrale e definitiva del mondo. usarla soltanto per colorare regioni e confini. La globalizzazione può essere intesa come: chiusura completa dei territori a ogni scambio. fenomeno esclusivamente naturale e climatico. intensificazione delle relazioni economiche, culturali e sociali su scala mondiale. scomparsa di ogni relazione tra locale e globale. Il concetto di glocale indica: l’intreccio tra dinamiche globali e specificità locali. la cancellazione di ogni identità territoriale. la separazione assoluta tra città e campagna. un metodo per calcolare solo le distanze lineari. Le migrazioni, in prospettiva geografica, riguardano: fenomeni esclusivamente individuali privi di contesto. solo movimenti di merci senza persone. spostamenti di persone con cause, traiettorie ed effetti territoriali. processi non rappresentabili nello spazio. Studiare migrazioni e globalizzazione permette di comprendere: l’assenza di relazioni tra società e spazio. reti, mobilità, disuguaglianze e trasformazioni dei territori. solo la distribuzione dei rilievi montuosi. la fine di qualsiasi forma di mobilità umana. In geografia, il patrimonio è rilevante perché: è solo un elenco amministrativo di monumenti. coincide sempre con un oggetto naturale non trasformato. mette in relazione luoghi, memoria, identità e processi di valorizzazione. non ha alcun rapporto con le comunità locali. Letteratura, cinema, serie TV e sport possono essere usati in geografia perché: sostituiscono completamente l’osservazione geografica. producono immaginari, rappresentazioni e narrazioni dello spazio. riguardano solo l’intrattenimento senza dimensione culturale. impediscono ogni lettura territoriale. Il concetto di foodscape indica: l’insieme di pratiche, luoghi, rappresentazioni e relazioni legate al cibo. unicamente la produzione agricola industriale. una ricetta priva di rapporto con il territorio. la classificazione biologica degli alimenti. L’espressione “patriarcato, spazio e potere” richiama l’idea che: lo spazio sia sempre neutrale rispetto ai rapporti di genere. la geografia non possa studiare il potere. le relazioni di genere siano anche costruite e riprodotte negli spazi sociali. i luoghi non abbiano alcuna dimensione simbolica. La differenza tra tempo meteorologico e clima consiste nel fatto che: il clima cambia ogni ora mentre il tempo è fisso. il tempo riguarda condizioni atmosferiche di breve periodo, il clima medie e tendenze di lungo periodo. il tempo riguarda solo gli oceani e il clima solo le città. i due termini indicano sempre la stessa cosa. L’adattamento ai cambiamenti climatici consiste in: limitarsi a descrivere il tempo del giorno. aumentare volontariamente le emissioni climalteranti. negare l’esistenza dei cambiamenti climatici. azioni per ridurre la vulnerabilità di società e territori agli impatti climatici. Percepire i cambiamenti climatici è un tema didattico importante perché: sostituisce i dati scientifici con sole opinioni personali. aiuta a collegare conoscenze scientifiche, vissuti, rischi e comportamenti. impedisce agli studenti di discutere ambiente e società. riguarda esclusivamente la geologia profonda. L’Antropocene viene discusso in geografia perché: cancella il rapporto tra natura e cultura. mette in evidenza il ruolo delle società umane nelle trasformazioni planetarie. indica un’epoca priva di impatti umani. riguarda solo la storia dell’arte classica. Un dizionario dell’Antropocene è utile didatticamente perché: serve solo a memorizzare parole senza discuterle. aiuta a chiarire concetti chiave, parole e categorie dei problemi socio-ambientali. sostituisce ogni attività interdisciplinare. elimina la dimensione etica delle questioni ambientali. La riconnessione con la natura, in prospettiva educativa, mira a: negare ogni esperienza diretta dei luoghi. ridurre la natura a semplice sfondo decorativo. ricostruire relazioni consapevoli tra soggetti, ambienti e responsabilità ecologica. separare definitivamente società e ambiente. L’Agenda 2030 è rilevante per l’istruzione perché: si limita alla contabilità aziendale. esclude la scuola dai processi di sostenibilità. riguarda solo trattati militari internazionali. propone obiettivi di sviluppo sostenibile integrabili nei percorsi educativi. Laboratori pratici e outdoor education favoriscono: studio esclusivamente mnemonico e decontestualizzato. sostituzione della didattica con sola verifica scritta. eliminazione delle esperienze sul campo. apprendimento attivo, osservazione diretta e relazione con il territorio. La didattica laboratoriale si caratterizza per: assenza di valutazione e autovalutazione. rifiuto di strumenti e materiali didattici. lezione esclusivamente trasmissiva senza attività. partecipazione attiva, problem solving e costruzione condivisa di conoscenze. Nello spiegare dati demografici, è opportuno: evitare grafici, carte e tabelle. ridurre la demografia a un esercizio di grammatica. collegare numeri, distribuzioni spaziali, cause e conseguenze territoriali. presentare solo cifre isolate senza interpretazione. Le geotecnologie nella didattica geografica servono a: esplorare, visualizzare e interpretare fenomeni spaziali. studiare soltanto fenomeni non localizzabili. impedire l’uso di carte e immagini satellitari. sostituire ogni attività di osservazione critica. L’approccio “Follow the things” consente di: eliminare il rapporto tra produzione e consumo. studiare solo la forma geometrica degli oggetti. ricostruire reti, filiere e relazioni territoriali degli oggetti di consumo. limitarsi alla descrizione estetica delle merci. La geografia della percezione studia: l’assenza di emozioni nei luoghi. il modo in cui individui e gruppi rappresentano, vivono e valutano gli spazi. solo la composizione chimica dei suoli. la forma amministrativa dei confini senza soggetti. La didattica geo-museale valorizza il museo come: spazio di apprendimento geografico, interpretazione e relazione con il patrimonio. deposito esclusivo di oggetti non interpretabili. luogo privo di connessioni con il territorio. alternativa alla scuola senza obiettivi didattici. Una UDA su inclusione, conoscenza di sé ed educazione al territorio dovrebbe: integrare obiettivi disciplinari, competenze trasversali e attività situate. escludere bisogni educativi e differenze degli studenti. separare completamente scuola e contesto territoriale. limitarsi a una verifica finale senza percorso. L’edutainment in geografia indica: l’eliminazione degli obiettivi formativi. la sostituzione della didattica con puro intrattenimento. l’uso intenzionale di elementi ludici e narrativi per sostenere l’apprendimento. un metodo valido solo per l’educazione fisica. Un’UDA interdisciplinare sull’Unione Europea può aiutare a comprendere: la totale assenza di dimensione geografica nell’UE. solo la posizione delle capitali senza contesto. istituzioni, cittadinanza, territori e relazioni tra scale diverse. unicamente le regole grammaticali delle lingue straniere. Un percorso su Lecco e Manzoni può connettere: esclusivamente cartografia nautica oceanica. geografia e territorio senza testi letterari. solo calcolo algebrico e formule astratte. letteratura, paesaggio, luoghi e identità territoriale. Il tema dei meridiani è utile per lavorare su: orientamento, longitudine e organizzazione del reticolato geografico. solo economia aziendale. educazione musicale senza spazio. classificazione degli animali. Un’UDA sul Mediterraneo permette di affrontare: la separazione assoluta tra popoli e luoghi. solo fenomeni privi di dimensione storica. relazioni storiche, culturali, ambientali e geopolitiche tra territori. unicamente il clima polare. L’Odissea può essere usata in chiave geografica perché: mette in scena viaggio, luoghi, rotte, alterità e immaginari spaziali. riguarda esclusivamente la chimica dei materiali. serve solo per esercizi di aritmetica. non contiene alcun riferimento a spazi e percorsi. Un’UDA su Calvino può valorizzare geograficamente: l’esclusione della letteratura dalla geografia. solo la memorizzazione di date biografiche. immaginari urbani, descrizioni di luoghi e relazioni tra spazio e narrazione. un approccio privo di interpretazione. Il Piccolo Principe può essere proposto in geografia per discutere: assenza di immaginazione spaziale. calcolo delle probabilità senza contesto. solo anatomia umana. viaggio, pianeti, punti di vista, alterità e relazione con i luoghi. Il teatro antico può dialogare con la geografia perché: costruisce spazi scenici, luoghi simbolici e rappresentazioni culturali del mondo. serve esclusivamente a studiare formule geometriche. elimina ogni dimensione narrativa e spaziale. non ha alcun rapporto con luoghi e società. |




