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DIDATTICA GANERALE PT 3

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DIDATTICA GANERALE PT 3

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6 CFU GIULIANI

Creation Date: 2026/08/24

Category: University

Number of questions: 43

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Nei modelli di Student Team Learning l'apprendimento è generato: dalla competizione tra gruppi omogenei per abilità. dallo studio individuale della porzione di lavoro di gruppo di propria competenza. dall'interdipendenza positiva. dall'attivazione di pratiche di peer tutoring.

Nella tecnica collaborativa del Jigsaw, i "gruppi tecnici": raccolgono gli "esperti" che ogni gruppo ha individuato per un tema. supervisionano le attività dei gruppi. presentano il lavoro finale alla classe. raccolgono gli studenti che fanno parte di uno stesso gruppo.

Quale delle seguenti NON è una tecnica collaborativa dell'approccio strutturale?. Jigsaw. Numbered heads. Pair check. Think, pair, share.

Il modello matematico-informazionale della comunicazione è stato elaborato da: Cottini. Jakobson. Eco e Fabbri. Shannon e Weaver.

Nel modello della comunicazione di Jakobson: vengono riconosciute diverse funzioni del linguaggio. il focus è sulla fonte dell'informazione. viene introdotto il concetto di feedback tra chi comunica. viene posta importanza sulla fase di codifica del messaggio.

Si parla di stile comunicativo direttivo quando il docente: lascia spazio alle riflessioni degli studenti. cerca di imporsi a fatica nel rivolgersi agli studenti. gestisce gli scambi comunicativi in modo molto strutturato. privilegia comunicazioni unidirezionali.

In quale modello della comunicazione il processo comunicativo viene letto in modo unidirezionale?. Modello linguistico. Modello univoco. Modello matematico-informazionale. Modello semiotico-informazionale.

Nel modello della comunicazione di Eco e Fabbri emittente e destinatario: partecipano allo scambio comunicativo portando con sé propri codici e sotto-codici. devono impegnarsi per ridurre al minimo le fonti di "rumore". interpretano allo stesso modo il messaggio emesso e ricevuto. devono utilizzare uno stesso codice per poter comunicare.

Secondo il primo assioma della comunicazione: anche il silenzio ha valore di comunicazione. il rapporto tra chi comunica deve essere paritario. si possono distinguere comunicazione verbale e non verbale. si comunica esclusivamente con la parola.

Il sistema cinesico rientra tra le categorie di comunicazione: Non verbale. Paraverbale. Fisico. Verbale.

Nei processi educativi la tecnologia può amplificare le disuguaglianze comunicative: se non viene garantita interazione anche in presenza. se il docente supervisiona le attività a distanza. se non è accompagnata da una mediazione educativa attenta. se le tecnologie non sono abbastanza avanzate.

Nella prossemica si parla di "zona sociale" riferendosi alla zona accessibile a: conoscenti e interlocutori occasionali. familiari e amici. nessuna delle opzioni proposte. stretti familiari e/o partner.

Quale dei seguenti NON può essere considerato uno dei canali comunicativi?. Verbale. Prossemica. Non verbale. Paraverbale.

NON è una strategia utile per gestire la comunicazione paraverbale: Parlare rapidamente in modo da non annoiare l'uditorio. Modulare il tono della voce in modo differente durante un discorso. Adattare il volume della voce al contesto. Utilizzare una dizione corretta.

L'empatia fa parte delle dimensioni chiamate in gioco dalla prosocialità in quanto: è la capacità di riconoscere, comprendere e assumere il punto di vista dell’altro sul piano cognitivo ed emozionale. per attivare azioni in favore di altri è indispensabile saper leggere e interpretare il bisogno altrui. è la capacità di affermare e perseguire i propri obiettivi con modalità socialmente adeguate e rispettose dell’interlocutore. per arrivare condotte prosociali è indispensabile saper individuare la priorità nella scelta tra più azioni.

«Risposta fisiologica, cognitiva e comportamentale che contribuisce ad attivare la persona per raggiungere determinati obiettivi» è la definizione di: locus of control. engagement. motivazione. emozione.

Per sviluppare autocontrollo emozionale occorre: riconoscere che ogni emozione è accettabile ma che i comportamenti vanno filtrati. riconoscere che non tutte le emozioni e i comportamenti che ne consegue sono leciti. riconoscere che ogni emozione e ogni comportamento che ne consegue è lecito. distinguere tra emozioni accettabili e non accettabili nella società.

Su quali competenze lavora l'approccio SEL (Social and Emotional Learning)?. consapevolezza sociale, conoscenza emotiva, capacità di prendere decisioni responsabili. consapevolezza emotiva e sociale, autoregolazione emotiva, gestione delle relazioni sociali. consapevolezza emotiva, autoregolazione emotiva, gestione degli stati cognitivi. autoregolazione emotiva, capacità di prendere decisioni responsabili, gestione degli stati cognitivi.

Un docente orientato a promuovere un clima di classe positivo: dovrebbe essere direttivo e autorevole. dovrebbe incentivare lo spirito competitivo degli studenti. dovrebbe proporre attività didattiche molto strutturate. dovrebbe essere esperto di comunicazione.

Nel modello STEP (Fedeli, 2013), si parla di "elaborare le emozioni" quando: si comprende un'emozione considerando le modifiche percepite su se stessi e le si sa dare un nome. si mantiene una buona regolazione anche in presenza di emozioni intense e si tollerano situazioni frustranti. c'è un comportamento sempre più regolato di fronte a un’emozione e non ci si lascia travolgere da essa. c'è capacità di verbalizzare a analizzare un’emozione provata e di collegare le emozioni ad eventi scatenanti.

Può essere considerato uno strumento autentico di didattica delle emozioni: il teatro. il circle time. il cooperative learning. l'Universal Design for Learning.

Perché le emozioni possono essere considerate un elemento strutturale della conoscenza?. Perché rendono più facile ricordare le informazioni. Perché orientano, motivano e danno profondità all’apprendimento. Perché sono indipendenti dai processi cognitivi. Perché rendono l'apprendimento piacevole, dando un contorno affettivo.

Quale elemento distingue una didattica delle emozioni efficace?. Spiega le emozioni. Coinvolge l’esperienza vissuta. Usa test psicologici. La connessione con materie artistico-espressive.

Qual è il ruolo principale del teatro nella didattica delle emozioni?. Migliorare la memoria. Ridurre i conflitti tra pari. Favorire riflessione e apprendimento esperienziale. Trasmettere contenuti.

Qual è l’idea centrale della trasposizione didattica?. Il sapere disciplinare deve essere trasformato per diventare insegnabile e accessibile agli studenti. La trasposizione è un processo curricolare, privo di scelte epistemologiche. La trasposizione consiste nel sostituire contenuti difficili con contenuti più semplici. Il sapere va trasmesso nella sua forma originaria per non perdere rigore.

Secondo Calvani, qual è il compito principale dell’ "insegnante mediatore"?. Orchestrare condizioni, strumenti e mediatori per rendere accessibili i contenuti di apprendimento. Trasmette contenuti in modo lineare. Ridurre al minimo la complessità dei saperi disciplinari. Lasciare che gli studenti costruiscano da soli i loro percorsi di apprendimento.

"Sistema di comportamenti attesi che regolano l’interazione tra insegnante e allievo all’interno della situazione didattica" è la definizione di: Regolamento di istituto. Contratto didattico. Bilancio sociale. Patto educativo di corresponsabilità.

Quale tra quelle che seguono NON è una forma possibile di trasposizione nei processi educativi?. Trasposizione curricolare. Trasposizione didattica. Trasposizione cognitiva. Trasposizione mediativa.

Nel classroom management perché è importante prestare attenzione anche alla gestione degli aspetti sociali?. Perché favorisce l'educazione alla cittadinanza. Perché elimina la necessità di richiamare troppo spesso le regole condivise. Perché consente di svolgere attività di peer tutoring più facilmente. Perché limita la necessità di punire pubblicamente gli studenti.

Quale tra le seguenti è una delle tre competenze fondamentali del docente nel classroom management?. Competenza comunicativa. Competenza digitale avanzata. Competenza normativa. Competenza cognitiva.

Che ruolo svolgono le routine nella gestione della classe?. Aiutano a sostituire le regole di classe. Riducono l’incertezza e prevengono dispersioni nei tempi didattici. Rendono le lezioni più rigide e ripetitive. Permettono all’insegnante di evitare progettazioni sistematiche.

Secondo Bonaiuti, Calvani e Ranieri, qual è la concezione contemporanea di "classroom management"?. Un insieme di tecniche di controllo del comportamento. Un processo intenzionale e riflessivo che organizza l’ambiente di apprendimento come un sistema complesso. Un metodo per velocizzare spiegazioni e verifiche. Una funzione accessoria della didattica legata alla disciplina.

In che senso il docente, nella gestione della classe, dovrebbe agire come un "regolatore emotivo"?. Nel senso che dovrebbe prevenire qualsiasi forma di conflitto emotivo. Nel senso che dovrebbe impedire che le emozioni degli studenti emergano con troppo vigore in classe. Nel senso che dovrebbe orientare le proprie pratiche in modo che generino un clima di sicurezza e motivazione. Nel senso che dovrebbe concentrarsi sulla trasmissione dei contenuti, facendo in modo che le emozioni non interferiscano con le attività d'aula.

Le Tecnologie Educative: chiedono al docente di trasformare le proprie convinzioni e pratiche professionali. sono una dimensione diversa dalla progettazione didattica prevista dal docente. dovrebbero sostituire gli elementi della progettazione didattica previsti dal docente. dovrebbero integrare gli elementi della progettazione didattica previsti dal docente.

Utilizzare le Tecnologie Educative per fini di accesso e/o memorizzazione di contenuti significa lavorare: sulla dimensione metacognitiva. sulla dimensione cognitiva. sulla dimensione emozionale. sulla dimensione motivazionale.

Dal punto di vista di G. Vivanet: è impossibile confrontare didattica online e didattica in presenza. nel confronto tra didattica online e in presenza vince la prima. il confronto tra didattica online e in presenza non è sempre pertinente. nel confronto tra didattica online e in presenza vince la seconda.

Affinché una risorsa risponda al criterio dell'usabilità dovrebbe: sorprendere l'user nell'accedere ad alcune funzioni. avere un'interfaccia semplice senza elementi in evidenza. contenere elementi rilevanti e non rispetto all'obiettivo conoscitivo. contenere soltanto elementi rilevanti rispetto all'obiettivo conoscitivo.

L'utilizzo delle risorse digitali è utile soprattutto perché può facilitare: lo sviluppo di relazioni positive tra pari. l'accesso ai documenti fuori dalla scuola. la diversificazione dei percorsi di apprendimento. una risposta omogenea a più bisogni educativi.

Rossi sostiene che senza una regia educativa nell’uso dei media: il docente può contare sul supporto di tutorial già presenti online. le tecnologie rischiano di rimanere solo strumenti tecnici. si genera sovraccarico informativo. gli studenti non hanno modo di utilizzare le tecnologie.

Che cosa si intende per “sovraccarico informativo” nel contesto dell’apprendimento digitale?. L’esposizione a più informazioni di quante la memoria di lavoro possa elaborare. La difficoltà degli studenti a trovare materiali affidabili online. Il fatto che gli studenti online ricevono feedback troppo frequenti. L’uso di piattaforme che presentano contenuti in forma eccessivamente lineare.

Quale è un rischio derivante dall’uso eccessivo di strumenti che automatizzano operazioni cognitive?. L’eccessiva velocità con cui vengono acquisite competenze avanzate. La perdita di interesse per la tecnologia stessa. La disabilitazione cognitiva, con riduzione dell’autonomia mentale dello studente. Un aumento immotivato del livello di autostima e autoefficacia.

Quale condizione favorisce la sinergia cognitiva tra mente umana e tecnologia?. L’affidamento completo ai software di risposta automatica per velocizzare la produzione di conoscenza. La preferenza per strumenti che forniscono soluzioni immediatamente corrette per evitare errori. L’utilizzo di tecnologie che riducono al minimo l’intervento dell’utente, semplificando i processi decisionali. L’uso di strumenti che supportano il ragionamento senza sostituirlo, come mappe digitali e simulatori.

Quale è un principio strategico essenziale per integrare le tecnologie in modo efficace nella didattica?. La sostituzione graduale della mediazione del docente per sfruttare appieno le potenzialità dei dispositivi. L’aumento del numero di attività multimediali per potenziare la motivazione degli studenti. L’adozione delle tecnologie digitali più recenti, per mantenere elevata l’innovazione percepita. Una progettazione riflessiva che metta in relazione strumenti, obiettivi formativi e bisogni degli studenti.

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