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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE

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DIRITTO PROCESSUALE CIVILE

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MARCO CECCHI

Creation Date: 2026/04/30

Category: University

Number of questions: 239

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L.2.1. Le fonti del diritto processuale civile: Sono esterne all'ordinamento giuridico italiano. Sono sia interne, sia esterne all'ordinamento giuridico italiano. Sono interne all'ordinamento giuridico italiano. Sono emesse dall'Unione Europea.

L.2.2. I giudici speciali: Nell'ordinamento italiano non esistono giudici speciali. Non possono essere istituiti nuovi giudici speciali, al di fuori di quelli previsti dalla Costituzione. Possono essere istituiti, previo referendum costituzionale. Sono il giudice ordinario, amministrativo e contabile.

L.2.3. Quando è possibile proporre la ricusazione del giudice?. Quando vi è l'accordo delle parti. Quando il giudice avrebbe avuto l'obbligo di astenersi. Quando il giudice avrebbe avuto facoltà di astenersi. Quando il giudice vi acconsente.

L.2.4. Sull'istanza di ricusazione provvede: Il presidente della Corte di appello, se viene ricusato un giudice del tribunale. Il coordinatore del competente ufficio del giudice di pace, se viene ricusato un giudice di pace. Il collegio in ogni caso. Il presidente del tribunale, se viene ricusato un giudice di pace.

L.2.5. La ricusazione: Determina l'interruzione del processo. Determina la sospensione del processo. Determina l'estinzione del processo. Determina la cancellazione della causa dal ruolo.

L.4.1. La giurisdizione è un presupposto processuale che. Attiene al rito. Attiene all'oggetto della causa. Attiene alle parti. Attiene al giudice.

L.4.2. Le azioni costitutive. Sono tipiche. Sono possibili solo se hanno per oggetto un diritto disponibile. Sono possibili solo se hanno per oggetto un diritto indisponibile. Sono atipiche.

L.4.3. Oggetto di tutela attraverso l'azione di condanna sono. Gli interessi legittimi. I diritti personali di godimento. I diritti potestativi. I diritti soggettivi.

L.4.4. La proponibilità dell'azione di mero accertamento. E' imprescrittibile. E' imprescrittibile, tranne i casi previsti dalla legge. E' soggetta ad un termine di prescrizione ordinaria. E' soggetta ad un termine di prescrizione breve.

L.4.5. Le azioni di cognizione riguardano. La tutela di accertamento, la tutela costitutiva e la tutela di condanna. La tutela di accertamento, la tutela costitutiva e la tutela esecutiva. La tutela di accertamento, la tutela di condanna e la tutela esecutiva. La tutela di accertamento, la tutela costitutiva e la tutela di urgenza.

L.6.1. Il caso di convenuto straniero il difetto di giurisdizione. Può essere eccepito soltanto dalla parte convenuta. Può essere rilevato d'ufficio se la parte convenuta è contumace. Può essere sempre rilevato dalla parte attrice. Può essere sempre rilevato d'ufficio dal giudice.

L.6.2. Contro le decisioni del Consiglio di Stato e della Corte dei conti il ricorso in. non è ammeso. è ammesso soltanto per difetto assoluto di giurisdizione. è ammesso per i soli motivi inerenti alla giurisdizione. è ammesso solo da parte del ricorrente nel giudizio in cui è stata emessa la sentenza che si intende impugnare.

L.6.3. La giurisdizione e la competenza si determinano con riferimento. Allo stato di fatto esistente al momento della proposizione della domanda. Alla legge vigente e allo stato di fatto esistente alla data della prima udienza. Alla legge vigente e allo stato di fatto esistente al momento della proposizione della domanda. Allla legge scelta dalle parti.

L.6.4. Si intende per limite interno della giurisdizione. Quanto la controversia appartiene ad un giudice straniero oppure la posizione dedotta in giudizio non è tutelabile in sede giurisdizionale. La carenza di giurisdizione ordinaria perché la controversia rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo. Solo nei casi di improponibilità della domanda. Solo quando la controversia appartiene ad un giudice straniero.

L.6.5. Si ha difetto assoluto di giurisdizione. Quanto la controversia appartiene ad un giudice straniero oppure la posizione dedotta in giudizio non è tutelabile in sede giurisdizionale. La carenza di giurisdizione ordinaria perché la controversia rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo. Solo nei casi di improponibilità della domanda. Solo quando la controversia appartiene ad un giudice straniero.

L.8.1. Sino a quando è proponibile il regolamento di giurisdizione?. Sino alla pronuncia della sentenza definitiva. Sino alla pronuncia di una qualsiasi sentenza, anche non definitiva. Sino al provvedimento che dichiara la sospensione del processo. Sino al deposito delle memorie istruttorie.

L.8.2. Dinanzi a quale giudice si propone il regolamento di giurisdizione?. Al giudice della causa di merito e alle Sezioni Semplici della Corte di Cassazione. Alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione. Al giudice della causa di merito. Alle Sezioni Semplici della Corte di Cassazione.

L.8.3. Con quale atto si propone il regolamento di giurisdizione?. Con memoria difensiva. Con comparsa di risposta. Con atto di citazione. Con ricorso.

L.8.4. Chi può chiedere il regolamento di giurisdizione ex art. 41 c.p.c.?. Il convenuto. Ciascuna delle parti. L'attore. Il giudice.

L.8.5. Il regolamento di giurisdizione è. Un meccanismo per disciplinare l'attività processuale. Un mezzo di impugnazione. Uno strumento processuale per risolvere una questione di giurisdizione. Un presupposto di validità della domanda giudiziale.

L.10.1. L'eccezione di incompetenza per territorio, ove non contenga l'indicazione del giudice che la parte ritiene competente: viene integrata d'ufficio dal giudice. può essere integrata successivamente. si ha per non proposta. deve essere rigettata per infondatezza.

L.10.2. Per l'esecuzione degli obblighi di fare o di non fare è competente: il giudice del luogo in cui risiede il creditore. il giudice dell'esecuzione. il giudice del luogo in cui risiede il debitore. il giudice del luogo in cui l'obbligo deve essere adempiuto.

L.10.3. In tema di competenza per territorio, la decisione sulle cause di opposizione agli atti esecutivi spetta: al giudice del luogo ove è sorta l'obbligazione. al giudice davanti al quale si svolge l'esecuzione. al giudice del luogo in cui risiede il debitore. al giudice del luogo in cui risiede il creditore.

L.10.4. L'eccezione di incompetenza deve essere proposta dal convenuto nella propria comparsa di risposta tempestivamente depositata: a pena di decadenza. a pena di inefficacia. a pena di annullabilità. a pena di nullità.

L.10.5. Nelle cause relative a rapporti obbligatori, ove il convenuto sia una persona fisica, la competenza per territorio spetta: solo al giudice del luogo in cui l'obbligazione dedotta in giudizio deve essere eseguita. sia al giudice del luogo in cui l'attore ha la residenza, il domicilio o la dimora, sia al giudice del luogo in cui l'obbligazione è sorta o deve essere eseguita. solo al giudice del luogo in cui il convenuto ha la residenza, il domicilio o la dimora. sia al giudice del luogo in cui il convenuto ha la residenza, il domicilio o la dimora, sia al giudice del luogo in cui l'obbligazione è sorta o deve essere eseguita.

L.12.1. Il regolamento di competenza: è un mezzo di impugnazione ordinario. è uno strumento preventivo, come il regolamento di giurisdizione. è un mezzo di impugnazione ordinario o straordinario, a seconda del motivo di impugnazione. è un mezzo di impugnazione straordinario.

L.12.2. Chi può eccepire l'incompetenza per territorio derogabile?. l'attore. il consulente tecnico. il convenuto. il convenuto e il giudice.

L.12.3. Chi può eccepire l'incompetenza per territorio inderogabile?. il convenuto e il giudice. il giudice. l'attore. il convenuto.

L.12.4. Qual è il limite temporale per il rilievo d'ufficio dell'incompetenza per territorio inderogabile?. la prima udienza di trattazione. l'udienza di precisazione delle conclusioni. l'udienza di discussione. l'udienza di assunzione dei mezzi di prova.

L.12.5. In caso di competenza per territorio derogabile, se le altre parti aderiscono all'indicazione del giudice compiuta dal convenuto: il processo viene interrotto. il processo viene sospeso. il processo deve essere riassunto. il processo prosegue.

L.14.1. L'incompetenza per valore: può essere rilevata d'ufficio non oltre l'udienza di precisazione delle conclusioni. va eccepita dal convenuto entro la prima udienza di trattazione. può essere rilevata d'ufficio non oltre la prima udienza di trattazione. va eccepita dal convenuto non oltre l'udienza di precisazione delle conclusioni.

L.14.2. Quando si verifica la litispendenza ex art. 39, comma 1, c.p.c.?. quando tra due cause c'è identità di petitum. quando la stessa domanda è proposta davanti a giudici diversi. quando c'è contrasto di giudicati. quando tra due cause c'è identità di soggetti.

L.14.3. Come si determina la prevenzione?. dalla data dell'udienza di prima comparizione. dalla data di notifica della citazione o del deposito del ricorso. dalla data di deposito del ricorso. dalla data di notifica della citazione.

L.14.4. Con quale provvedimento si dichiara la litispendenza?. decreto. sentenza non definitiva. sentenza definitiva. ordinanza.

L.14.5. Quando si determina la continenza?. quando due cause hanno oggetto parzialmente diverso. quando c'è contrasto di giudicati. quando due cause hanno lo stesso oggetto. quando due cause hanno gli stessi soggetti.

L.16.1. Quando il sindaco ha la rappresentanza legale dell'ente?. solo per gli atti di straordinaria amministrazione. sempre. solo per gli atti di ordinaria amministrazione. mai.

L.16.2. La capacità processuale è un presupposto che attiene. all'oggetto del processo. al giudice. alle parti. al rito.

L.16.3. Il difetto di legittimazione ad agire è rilevabile. solo in appello. solo in primo grado. in ogni stato del processo. in ogni stato e grado del processo.

L.16.4. Sussiste la responsabilità aggravata per lite temeraria, ai sensi dell'art. 96, comma 1 c.p.c.: se il giudice accerta che la domanda dell'attore è infondata. per il convenuto che non si sia costituito in giudizio. Sussiste la responsabilità aggravata per lite temeraria, ai sensi dell'art. 96, comma 1 c.p.c.:. se l'attore ha adito il giudice incompetente.

L.16.5. L'interesse ad agire deve sussistere. sino alla fase istruttoria. in tutti i gradi del giudizio. solo al momento della proposizione della domanda. sino alla pronuncia della sentenza.

L.18.1. La domanda giudiziale. Ha effetto sospensivo della decadenza. Nessuna delle precedenti affermazioni è corretta. Ha effetto interruttivo della prescrizione e della decadenza. Ha effetto interruttivo della prescrizione, solo nel caso in cui sia proposta con atto di citazione.

L.18.2. L'intervento del pubblico ministero nel processo civile: è obbligatorio esclusivamente nelle cause riguardanti lo stato e la capacità delle persone. è obbligatorio nelle cause matrimoniali. è sempre facoltativo. è facoltativo nei giudizi dinanzi alla Corte di cassazione.

18.3.Il pubblico ministero può essere ricusato dalle parti?. solo se il giudice del processo in corso acconsente. no. si. solo nei casi di incompatibiltà per sussistenza di un rapporto di parentela.

L.18.4. Quale forma può rivestire la procura alle liti?. atto pubblico o scrittura privata autenticata. atto pubblico o scrittura privata. atto pubblico. scrittura privata.

L.18.5. La legittimazione all'impugnativa di un contratto nullo ex art. 1421 c.c. a chi spetta?. all'attore. a chiunque vi abbia interesse. al giudice. al convenuto.

L.20.1. Quale tra le seguenti affermazioni non è corretta: l'ordinanza viene resa senza contraddittorio tra le parti. l'ordinanza deve essere succintamente motivata. l'ordinanza è, di regola, revocabile o modificabile. l'ordinanza ha contenuto ordinatorio.

L.20.2. Quale forma rivestono i provvedimenti del giudice?. sentenza, ordinanza o decreto. sentenza e ordinanza. sentenza e decreto. decreto e ordinanza.

L.20.3. Si ha cumulo soggettivo quando: è possibile proporre più domande contro la stessa parte. è possibile convenire in un un unico processo più soggetti quando tra le domande che si intende proporre vi sia. la domanda riconvenzionale proposta dal convenuto dipende dallo stesso titolo dedotto in giudizio dall'attore. nelle controversie matrimoniali.

L.20.4. Nei casi di litisconsorzio facoltativo improprio. le domande sono connesse per oggetto o per titolo. le domande dipendono dalla risoluzione di identiche questioni. la domanda riconvenzionale è improponibile. non è possibile separare le cause.

L.20.5. Il decreto necessita di motivazione?. no. solo su richiesta delle parti. si. no, salvo i casi stabiliti dalla legge.

L.22.1.Quando si verifica l'intervento volontario c.d. principale del terzo ex art. 105, comma 1, c.p.c.?. quando una parte chiama nel processo un terzo al quale pretende di essere garantita. quando una parte chiama nel processo un terzo al quale ritiene la causa comune. quando un terzo interviene nel processo per far valere un proprio diritto. quando il giudice ordina la chiamata del terzo.

L.22.2. Se il giudice si accorge che il processo non è stato instaurato nei confronti di tutti i litisconsorti necessari: ordina alle parti l'integrazione del contraddittorio in un termine perentorio da lui stabilito. sospende il processo fino a quando i litisconsorti pretermessi vengono meno per morte o altra causa. dichiara l'estinzione immediata del processo. investe della questione la Corte di cassazione.

L.22.3. L'ordine di integrazione del contraddittorio ex art. 102 c.p.c., costituisce per il giudice: un dovere. un onere. un potere. una facoltà.

L.22.4. A quale tra i seguenti obiettivi non risponde la ratio del litisconsorzio facoltativo?. il conflitto di giudicati. economia processuale. duplicazione dell'attività istruttoria. divieto del ne bis in idem.

L.22.5. In caso di intervento volontario principale il terzo: fa valere in nome proprio un diritto altrui. fa valere un diritto autonomo e incompatibile con quello già dedotto in giudizio. è un litisconsorte necessario. fa valere un diritto assumendo una posizione compatibile a quella di una delle altre parti.

L.24.1. Si intende per estromissione: il ritardo nella iscrizione della causa a ruolo da parte dell'attore. la perdita della qualità di parte in senso processuale. la mancata comparizione in udienza delle parti costituite. la decisione della causa da parte di un giudice precedentemente ricusato.

L.24.2. L'articolo 110 c.p.c., in tema di successione a titolo universale, parla di morte o "altra causa". Questa ultima espressione fa riferimento: si riferisce allìipotesi in cui la persona fisica si sia trasferita in uno Stato estero. si riferisce alla sopravvenuta infermità mentale della persona fisica. si riferisce alle persone giuridiche. nessuna delle precedenti risposte è corretta.

L.24.3. L'intervento in causa da parte del subconduttore è una ipotesi di intervento di terzo. il subconduttore può intervenire solo per ordine del giudice. principale. adesivo dipendente. litisconsortile.

L.24.4. Se, nel corso del processo, una parte viene meno per morte o per altra causa. il giudice deve pronunziare sentenza e decidere la causa in modo favorevole all'altra parte. il processo è proseguito dal legatario. il processo è proseguito dal successore univerale o in suo confronto. il processo si estingue immediatamente.

L.24.5. il convenuto che intenda chiamare in causa un terzo deve farlo, a pena di decadenza: nella comparsa di risposta tempestivamente depositata. nella seconda memoria integrativa, ex art. 171-ter c.p.c. prima che la causa sia iscritta a ruolo. alla prima udienza.

L.26.1. DOMANDA 3 Il successore a titolo particolare può impugnare la sentenza emessa nel processo tra il suo dante causa e l'altra parte?. sì, con l'opposizione di terzo. no, salvo che le parti vi consentano. no. si, con l'appello.

L.26.2. La sentenza pronunciata nel corso del processo ha effetto nei confronti del successore a titolo particolare nel caso in cui questi non intervenga o non sia chiamato a partecipare al processo?. sì, se la domanda originaria aveva ad oggetto diritti reali. si. no. sì, se di accoglimento della domanda proposta dal dante causa.

L.26.3. Le nullità formali sono tassative?. si. no. si, a meno che il giudice non lo escluda. si, a meno che la legge non disponga diversamente.

L.26.4. La nullità di un atto, anche in manca di un requisito previsto a pena di nullità dalla legge, non può essere dichiarata: se l'atto ha raggiunto lo scopo al quale era destinato. se l'oggetto dell'atto risulta chiaramente dalla sua intestazione. se, trattandosi di una sentenza, questa è stata già pubblicata. se l'atto reca la sottoscrizione del difensore della parte.

L.26.5. Se nel corso del giudizio il diritto controverso viene trasferito a titolo particolare per atto tra vivi, il processo: prosegue tra le parti originarie. prosegue tra la parte originaria e il successore a titolo particolare. si conclude con una sentenza che dichiara la cessazione della materia del contendere. si estingue.

L.28.1. La mancanza di sottoscrizione della sentenza ne comporta: l'inesistenza. la inefficacia. la nullità. la irregolarità.

L.28.2. Le nullità degli atti processuali, di regola: sono rilevabili sia su istanza di parte, sia d'ufficio dal giudice. sono rilevabili dal giudice d'ufficio. non possono essere rilevate su istanza di parte. non possono essere rilevate d'ufficio dal giudice.

L.28.3. La nullià formale di una parte dell'atto: non incide sull'altra parte che ne sia indipendente. la nullità formale non può riguardare solo parti dell'atto, ma l'atto nel suo complesso. determina l'inesistenza dell'intero atto. incide su tutte le altre parti dell'atto.

L.28.4. Se la nullità dell'atto impedisce che questo produca gli effetti tipici del suo modello legale: non è possibile la conversione dell'atto, ancorché l'atto sia a tal fine astrattamente idoneo. l'atto può produrre gli effetti di un altro atto, se la Corte di Cassazione acconsente. nessuna delle precedenti risposte è corretta. l'atto può tuttavia produrre gli effetti dell'atto del quale possegga i requisiti.

L.28.5. La nullità fornmale di un atto si estende: agli atti antecedenti all'atto nullo. a tutti gli atti successivi all'atto nullo. agli atti successivi e a quelli antecedenti all'atto nullo. agli atti successivi e dipendenti dall'atto nullo.

L.30.1. La nullità della citazione per un vizio della editio actionis: è sanabile solo mediante rinnovazione o integrazione della citazione. determina la nullità del processo. incide solo sulla valida instaurazione del contraddittorio. è automaticamente sanata dalla costituzione del convenuto.

L.30.2. La sanatoria della nullità della citazione per un vizio della editio actionis: opera con efficacia irretroattiva. dipende dal fatto che il convenuto si sia o no costituito. opera con efficacia retroattiva. dipende dall'oggetto del processo.

L.30.3. L'atto di citazione: è sufficiente che venga depositato telematicamente in giudizio. deve essere prima notificato al convenuto e poi depositato. deve essere prima depositato e poi notificato. è sufficiente che venga notificato al convenuto, purché mediante posta elettronica certificata.

L.30.4. Quale parte dell'atto di citazione è finalizzata alla instaurazione del contraddittorio con la controparte?. la sottoscrizione del difensore. la editio actionis. la vocatio in ius. l'intestazione.

L.30.5. La indicazione della data dell'udienza è un elemento necessario a pena di nullità dell'atto di citazione?. sì, se si tratta di giudizio di appello. si. no. dipende dall'oggetto della lite.

L.32.1. Se, in pendenza del giudizio, il diritto controverso si trasferisce a titolo particolare a causa di morte: il processo è proseguito dal successore universale o in suo confronto. il processo prosegue tra le parti originarie. il processo viene sospeso. il processo si estingue.

L.32.2. Il giudice istruttore ha la funzione di: provvedere alle comunicazioni di cancelleria. istruire e preparare la causa per la decisione. decidere la causa, dopo che questa sia stata istruita dal collegio. provvedere esclusivamente alle verifiche preliminari.

L.32.3. I provvedimenti del giudice istruttore, di regola, hanno forma di: decreto. ordinanza. sentenza. sentenza non definitiva.

L.32.4. Quale tra le seguenti attività non è richiesta a pena di decadenza nella comparsa di risposta: la chiamata in causa di un terzo. la proposizione di domande riconvenzionali. l'indicazione dei mezzi di prova dei quali il convenuto intende avvalersi e dei documenti che offre in comunicazione. la proposizione di eccezioni in senso stretto.

L.32.5. Nel procedimento ordinario di cognizione dinanzi al tribunale, l'attore: deve costituirsi in giudizio entro venti giorni successivi alla notificazione della citazione al convenuto. deve costituirsi in giudizio entro trenta giorni successivi alla notificazione della citazione al convenuto. deve costituirsi in giudizio entro quaranta giorni successivi alla notificazione della citazione al convenuto. deve costituirsi in giudizio entro dieci giorni successivi alla notificazione della citazione al convenuto.

L.34.1. Il giudice, quando ritiene opportuna la trattazione di una questione rilevata d'ufficio: la rimette alla Corte Costituzionale. la sottopone alle parti, affinché possano prendervi posizione. la sottopone al collegio, affinchè possa essere discussa con gli altri magistrati dell'ufficio. la decide con sentenza immediatamente ricorribile per Cassazione.

L.34.2. Nell'udienza di trattazione le parti possono modificare le domande?. si. solo se è una conseguenza delle difese dell'avversario. no. solo se la modifica varia l'oggetto del processo.

L.34.3. In caso di mancata costituzione del convenuto il giudice deve pronunciare sentenza di accoglimento della domanda dell'attore?. si, se la domanda concerne diritti disponibili. si, se l'attore produce prove documentali a sostegno della domanda. no, la contumacia non equivale a non contestazione. si, sempre.

L.34.4. La parte non costituita in giudizio è definita: assente. contumace. inesistente. estromessa.

L.34.5. Quale tra i seguenti non rientra tra i provvedimenti che il giudice può pronunciare in seguito alle verifiche preliminari ex art. 171-bis c.p.c.?. l'ordine di sanatoria del difetto di rappresentanza, assistenza, autorizzazione o della procura al difensore. l'ordine, nei confronti dell'attore, di allegazione di prove precostituite. l'ordine di integrazione del contraddittorio. l'ordine di rinnovazione dell'atto di citazione affetto da nullità.

L.36.1. Una norma giuridica può essere oggetto di prova?. no. si, se la norma è controversa. si. no, salvo che manchi una interpretazione autentica del legislatore.

L.36.2. In quale momento del processo si collocano le memorie integrative, ex art. 171-ter c.p.c.?. Successivamente ail deposito gli atti introduttivi, ma prima della prima udienza. Dopo la pronuncia della sentenza, ma prima che questa venga comunicata a cura della canceelleria. Prima che la causa sia rimessa in decisione, ma in seguito alla chiusura della fase istruttoria. Successivamente alla prima udienza e prima della apertura della fase iistruttoria.

L.36.3. In caso di mancata costituzione del convenuto, qual è la prima verifica che il giudice è tenuto a fare?. Accertare la regolarità della notifica dell'atto introduttivo. Non deve compiere alcuna verifica. Può pronunciare direttamente sentenza a favore dell'attore. Cancellare la causa dal ruolo. Ordinare alla cancelleria di procedere alla ricerca del convenuto.

L.36.4. Il processo può svolgersi senza che una delle parti si costituisca?. No. Si, ma solo in primo grado. Si, ma solo nelle cause relative a diritti disponibili. Si.

L.36.5. Nell'udienza di trattazione le parti possono mutare la domanda originaria?. no. solo se la legge lo consente. solo se è una conseguenza delle difese dell'avversario. si.

L.38.1. L'ordinanza di accoglimento della domanda ex art. 183-ter c.p.c. può essere emanata: quando la domanda risulti provata sulla base di prove costituende. quando i fatti costitutivi siano provati e le difese della controparte non risultino basate su prova documentale. quando i fatti costitutivi siano provati e le difese della controparte appaiano manifestamente infondate. quando i fatti impeditivi siano provati e le domande della controparte risultino manifestamente infondate.

L.38.2. Il contumace può essere rimesso in termini?. Sì, qualora dimostri di non aver potuto costituirsi tempestivamente per nullità della citazione o della sua notificazione o per altra causa a lui non imputabile. No, mai. Sì, solo ove dimostri mediante testimoni di non aver potuto costiuirsi tempestivamente per causa a lui non imputabile. Sì, ma soltanto se l'attore lo consente.

L.38.3. L'onere della prova dei fatti impeditivi, modificativi o estintivi: è indicato dal convenuto. è indicato dall'attore. è indicato dal giudice. è indicato dalla legge.

L.38.4. Le ordinanze di accoglimento e di rigetto della domanda ex artt. 183-ter e 183-quater c.p.c. acquistano efficacia di giudicato?. No, ma se non vengono appellate o l'appello è respinto definiscono il giudizio e non sono ulteriormente impugnabili. Sì, ma solo ove la domanda abbia avuto ad oggetto di diritti disponibili. Si. No, ma se non vengono reclamate o il reclamo è respinto definiscono il giudizio e non possono essere più impugnate.

L.38.5. La mancata costituzione in giudizio: non equivale a non contestazione. equivale a confessione stragiudiziale. equivale a non contestazione, solo in presenza di fatti relativi a diritti disponibili. equivale a non contestazione, quindi i fatti dedotti dalla comtroparte saranno da ritenersi provati.

L.40.1. E' possibile che l'udienza per la escussione dei testimoni si tenga mediante collegamenti audiovisivi, ex art. 127-bis?. Sì, può essere disposta dal giudice d'ufficio in caso di impossibilità del testimone a comparire in udienza. No. No, salvo che la causa verta in materia di famiglia. Sì, in presenza dell'accordo delle parti.

L.40.2. Qual è il significato del principio iura novit curia?. che le norme giuridiche non sono oggetto di prova. che le norme giuridiche sono oggetto di prova. ùche le norme giuridiche vanno provate quando le parti non concordano. che le norme giuridiche vanno provate quando sono dubbie.

L.40.3. Cosa significa prova legale?. che si tratta di una prova prevista dalla legge. che si tratta di una prova dotata di efficacia probatoria massima. che si tratta di una prova liberamente valutabile dal giudice. che si tratta di una prova prevista dal giudice.

L.40.4. Le prove precostituite sono: quelle allegate dal convenuto. quelle allegate dall'attore. quelle acquisite d'ufficio dal giudice. quelle preesistenti al processo.

L.40.5. Salvi i casi previsti dalla legge, il giudice deve porre a fondamento della decisione anche i fatti non specificamente contestati?. no, deve porre a fondamento della decisione solo le prove proposte dal pubblico ministero. si, ma solo se non specificamente contestati dalla parte costituita. no, deve porre a fondamento della decisione solo le prove proposte dalle parti. si, ma solo su specifica istanza scritta della parte interessata.

L.42.1. La produzione in giudizio di una prova documentale è subordinata alla previa verifica di ammissibilità e rilevanza della stessa da parte nel giudice?. No, salvo che si tratti di scrittura privata non autenticata. No, la prova documentale può essere semplicemente prodotta in giudizio e solo in seguito il giudice ne valuterà la ammissibilità e la rilevanza ai fini della decisione. Si, salvo che si tratti di un atto pubblico. Si, sempre.

L.42.2. Quale tra i seguenti mezzi di prova può essere disposto dal giudice d'ufficio: la confessione. il giuramento suppletorio. la testimonianza, senza limiti di legge. il giuramento decisorio.

L.42.3. Nel procedimento dinanzi al tribunale, quali atti devono essere notificati personalmente al contumace?. la relazione di consulenza tecnica d'ufficio. la comparsa conclusionale. le memorie di cui all'art. 183, comma 6, c.p.c. l'ordinanza ammissiva dell'interrogatorio formale della parte contumace.

L.42.4. Gli argomenti di prova: tre argomenti di prova relativi allo stesso fatto costitutivo formano una prova libera. utilizzati dal giudice soltanto per integrare o corroborare le prove rimesse al. hanno efficacia di prova legale nelle cause relative a diritti disponibili. nessuna delle precedenti risposte è corretta.

L.42.5. Le presunzioni legali si dividono in: semplici e relative. giudiziali e stragiudiziali. assolute e relative. assolute e semplici.

L.44.1. La confessione giudiziale può essere: solo spontanea. solo provocata mediante interrogatorio formale. spontanea o provocata mediante interrogatorio formale. contenuta in scritture stragiudiziali.

L.44.2. Quale efficacia probatoria ha il giuramento?. di prova libera. di prova piena. di prova indiziaria. di prova semipiena.

L.44.3. La confessione ha per oggetto: fatti sfavorevoli al dichiarante e favorevoli all'avversario. fatti sfavorevoli al dichiarante e all'avversario. fatti favorevoli al dichiarante e sfavorevoli all'avversario. fatti favorevoli al dichiarante e all'avversario.

L.44.4. Nel nostro ordinamento, la testimonianza scritta: è ammissibile e può essere disposta solo su accordo delle parti. è inammissibile. è ammissibile e può essere disposta d'ufficio dal giudice. è ammissibile e può essere disposta solo su accordo delle parti e tenuto conto della natura della causa e di ogni altra circostanza.

L.44.5. Per decidere il valore della cosa domandata in giudizio: può essere ordinata l'esibizione della fattura di acquisto. può essere deferito il giuramento estimatorio. può essere deferito il giuramento decisorio. può essere deferito il giuramento suppletorio.

L.46.1. Qual è la forma del provvedimento con cui il giudice decide una questione pregiudiziale o preliminare, senza definire l'intero giudizio?. verbale di udienza. ordinanza. sentenza non definitiva. decreto.

L.46.2. La consulenza tecnica con funzione c.d. deducente è: una prova indiziaria. un mezzo di prova. un mezzo istruttorio. un argomento di prova.

L.46.3. Quale soggetto rende la testimonianza?. Un terzo. il giudice. il convenuto. l'attore.

L.46.4. Il provvedimento ex art. 186-quater c.p.c.: costituisce titolo per l'iscrizione di ipoteca giudiziale. costituisce titolo esecutivo. è sempre privo di efficacia esecutiva. costituisce titolo esecutivo e titolo per l'iscrizione di ipoteca giudiziale.

L.46.5. In relazione all'estrinseco, quale efficacia probatoria ha l'atto pubblico?. quella di prova legale. quella di prova presuntiva. quella di prova libera. quella di prova indiziaria.

L.48.1. La sentenza di condanna generica può essere utilizzata come titolo esecutivo?. si. no. si, se la prestazione ha ad oggetto un facere infungibile. si, per crediti di valore superiore a 1.000,00 euro.

L.48.2. La sentenza parzialmente definitiva: ha ad oggetto una tra più questioni cumulate nello stresso processo. è considerata una sentenza definitiva. ha ad oggetto una tra più domande cumulate nello stesso processo. è una sentenza non definitiva, immediatamente ricorribile per Cassazione.

L.48.3. L'interrogatorio libero è: una prova libera. una prova legale. una prova presuntiva. un argomento di prova.

L.48.4. Le sentenze di merito pronunciate nel corso di un processo estinto: mantengono la loro efficacia anche dopo l'estinzione del processo. qualora la domanda venga successivamente riproposta, possono essere valutate dal giudice alla stregua di argomenti di prova. hanno efficacia meramente endoprocessuale e, dunque, qualora la domanda venga riproposta, non vincolano alcun altro giudice. mantengono la loro efficacia solo se si tratta di sentenze rese dalla Corte di cassazione.

L.48.5. La sentenza di condanna generica ha natura: dichiarativa. costitutiva. dipende dalla natura del diritto oggetto della domanda. di condanna.

L.50.1. L'inibitoria: consente di ottenere la sospensione dell'efficacia esecutiva della sentenza impugnata. consente di ottenere la declaratoria di provvisoria esecutività della sentenza di primo grado. Si, solo relativamente al pagamento di somme di denaro. Si, solo relativamente all'adempimento di obblighi di fare e non fare.

L.50.2. La sentenza di condanna di primo grado è provvisoriamente esecutiva?. si. per decorrenza dei termini per impugnare. quando manca il presupposto della giurisdizione del giudice adito. no.

L.50.3. In base alla fattispecie che dà luogo alla sospensione si distinguono la. legale e necessaria. legale e discrezionale. necessaria e automatica. sospensione legale e giudiziale.

L.50.4. La sospensione concordata è un caso di sospensione: discrezionale. legale. automatica. necessaria.

L.50.5. La sospensione ex art 48 c.p.c., in caso di proposizione di regolamento di comeptenza è una ipotesi di sospensione: discrezionale. concordata. automatica. giudiziale.

L.52.1. La rinuncia agli atti del giudizio determina l'estinzione del processo: sempre. quando è accettata dalle parti costituite che potrebbero avere interesse alla prosecuzione del giudizio. in nessun caso. quando è accettata da tutte le parti, anche se contumaci.

L.52.2. La sospensione giudiziale può essere: vincolata o legale. legale o concordata. discrezionale o vincolata. facoltativa o discrezionale.

L.52.3. L'estinzione del processo non consente la riproposizione della domanda: falso, salvo che si tratti di azioni di condanna. vero, ma è sempre possibile riproporre domande aventi ad oggetto diritti di credito. vero. falso, l'estinzione del processo non estingue l'azione.

L.52.4. A seguito del verificarsi di un evento che determina l'interruzione automatica del processo la ripresa dello stesso tramite riassunzione o prosecuzione deve avvenire entro il termine perentorio di: dodici mesi. tre mesi. sei mesi. nove mesi.

L.52.5. Quale mezzo di impugnazione è ammissibile avverso il provvedimento di sospensione necessaria del processo ex art. 295 c.p.c.?. il ricorso per cassazione. il regolamento necessario di competenza. l'appello. il reclamo al collegio.

L.54.1. Qualora, in corso di causa, deceda una parte costituita personalmente in giudizio: si verifica la sospensione del processo. si determina l'estinzione del giudizio. il giudizio prosegue e la parte viene dichiarata contumace nella prima udienza utile. opera l'interruzione automatica del giudizio.

L.54.2. Qual è la differenza tra la soccombenza pratica e quella teorica?. la prima ha riguardo a domande, la seconda a questioni. nessuna delle precedenti risposte è corretta. la prima ha riguardo a sentenze definitive, la seconda a sentenze parzialmente definitive. la prima ha riguardo a domande, la seconda a eccezioni in senso stretto.

L.54.3. Si intende per soccombenza: l'interesse ad impugnare la sentenza. l'interesse a costituirsi nel giudizio di appello promosso dalla controparte. la legittimazione alla proposizione di nuove domande in appello. la legittimazione al ricorso per Cassazione.

L.54.4. Di regola, il giudicato sostanziale tra chi non fa stato?. tra gli aventi causa. tra le parti. tra i terzi. tra gli eredi.

L.54.5. Cosa si intende per soccombenza parziale?. quando la sentenza contenga più capi, alcuni favorevoli ed altri sfavoreli alla stessa parte. quando la parte è soccombente relativamente ad una sentenza di condanna generica. quando, in presenza di domande di carattere pecuniario, sia stata accolta quella relativa all'an, ma non quella relativa al quantum. quando, in un processo con più litisconsorti necessari, la sentenza sia favorevole solo ad alcuni.

L.56.1. Il giudice, ove siano proposte più impugnazioni relative alla stessa sentenza: dichiara inammissibile l'impugnazione proposta per ultima. rimette la questione al capo dell'Ufficio giudiziario adito. le riunisce in un solo processo. dichiara improcedibile l'impugnazione proposta per ultima.

L.56.2. Il termine c.d. breve per impugnare la sentenza decorre: dalla notificazione della sentenza ad opera della parte. dalla comunicazione della sentenza ad opera della cancelleria. dalla pubblicazione della sentenza in cancelleria. dalla notificazione della sentenza in formula esecutiva.

L.56.3. Quale tra le seguenti può dare luogo a cause scindibili in sede di impugnazione, ex art. 332 c.p.c.: connessione per pregiudizialità ex art. 34 c.p.c. morte della parte alla quale succedono più eredi. litisconosorzio necessario ex art. 102 c.p.c. chiamata in garanzia.

L.56.4. Il giudicato interno: opera solo nei riguardi della parte vittoriosa. opera solo per le questioni già decise in caso di mancata impugnazione. opera solo nei riguardi della parte soccombente. opera solo per le questioni non ancora decise.

L.56.5. Si ha soccombenza parziale o reciproca: qualora la sentenza abbia deciso in modo sfavorevole alla parte una questione pregiudiziale o preliminare. qualora le istanze istruttore di parte attrice siano state accolte solo in parte. qualora la sentenza contenga più capi, alcuni favorevoli e altri sfavorevoli alla stessa parte oppure un unico capo che abbia accolto solo parzialmente la domanda. nessuna delle precedenti risposte è corretta.

L.58.1.L'articolo 336 c.p.c. in materia di effetto espansivo interno ed esterno si applica: provvedimenti di carattere decisorio, istruttorio e di esecuzione. in via tassativa, ai sequestri, ai provvedimenti decisori e alle ordinanze della Corte di Cassazione. in via tassativa, alle sentenze non definitive, ai provvedimenti istruttori e di esecuzione. ai provvedimenti di carattere cautelare ed esecutivi.

L.58.2. Si intende per impugnazione incidentale: l'impugnazione proposta successivamente alla proposizione della prima impugnazione. l'impugnazione avverso alla decisione sugli accertamenti incidentali, ex art. 34 c.p.c. l'impugnazione proposta per prima. l'impugnazione del contumace in primo grado.

L.58.3. In applicazione dell'effetto espansivo interno ex art. 336, comma 1 c.p.c.: La riforma o la cassazione parziale della sentenza ha effetto anche sulle parti della sentenza dipendenti dalla parte riformata o cassata. La riforma o la cassazione della sentenza estende i suoi effetti a tutti gli atti emanati successivamente alla pronuncia della sentenza. La riforma o la cassazione della sentenza estende i suoi effetti ai provvedimenti e. La riforma o la cassazione della sentenza estende i suoi effetti a tutti gli atti emanati antecedentemente rispetto alla pronuncia della sentenza.

L.58.4. L'impugnazione incidentale tardiva: è proposta nel termine per la costituzione dell'appellato, ma dopo la scadenza del termine di impugnazione della sentenza. è proposta oltre la scadenza del termine per la costituzione dell'appellato, ma entro la scadenza del termine per impugnare la sentenza. nessuna delle precedenti risposte è corretta. è proposta entro il termine per impugnare la sentenza e entro il termine di costituzione del convenuto.

L.58.5. L'impugnazione incidentale deve essere proposta: con controricorso. con la prima memoria ex art. 171-ter c.p.c. con la comparsa di costituzione e risposta. con istanza.

L.60.1. Nel giudizio d'appello l'inibitoria della sentenza di primo grado può essere concessa: quando l'appello appare infondato e sussistono gravi e fondati motivi. quando l'appello appare fondato e sussistono gravi e fondati motivi. quando l'appello appare fondato e la causa necessita di una rinnovazione della fase probatoria. quando l'appello appare fondato ma la causa non è ancora matura per la decisione.

L.60.2. Nel giudizio d'appello sono ammessi nuovi mezzi di prova?. solo se si tratta di documenti. solo se si tratta di prove incolpevolmente omesse. solo se si tratta di prove costituende. solo se si tratta di una scrittura privata.

L.60.3. Per proporre impugnazione incidentale occorre: la soccombenza reciproca. la mera soccombenza. la soccombenza parziale. la soccombenza reciproca e parziale.

L.60.4. L'appello incidentale: può essere proposto solo se l'appello principale è inammissibile. può essere proposto solo se l'appello principale è adeguatamente motivato. deve essere proposto, a pena di decadenza, entro venti giorni dalla notificazione dell'appello principale. deve essere proposto nella comparsa di risposta nei termini di cui all'art. 166 c.p.c.

L.60.5. La riserva facoltativa d'appello consiste: nella possibilità di svolgere un appello tardivo. nella possibilità di svolgere impugnazioni incidentali. nella possibilità di differire l'appello qualora la parte soccombente ne faccia espressa riserva. nella possibilità di subordinare l'appello a determinate condizioni.

L.62.1. L'appellato deve costituirsi: all'udienza di trattazione. entro venti giorni da quando riceve la notifica dell'impugnazione. almeno venti giorni prima dell'udienza di comparizione. all'udienza di precisazione delle conclusioni.

L.62.2. L'appello è un mezzo di impugnazione: straordinario, a critica vincolata. straordinario, a critica libera. ordinario, a critica libera. ordinario, a critica vincolata.

L.62.3. L'appellante deve costituirsi: entro venti giorni dalla notifica dell'atto introduttivo. entro dieci giorni dal deposito dell'atto introduttivo. entro trenta giorni dal deposito dell'atto introduttivo. entro dieci giorni dalla notifica dell'atto introduttivo.

L.62.4. L'estinzione del giudizio di appello determina il passaggio in giudicato della sentenza impugnata?. sì, salvo che fosse stata chiesta ed ottenuta l'inibitoria. mai. sempre. sì, salvo che ne siano stati modificati gli effetti con provvedimenti proinunciati nel corso del processo.

L.62.5. Le domande non accolte nella sentenza di primo grado e non espressamente riproposte in appello: sono improponibili ex lege. si intendono tacitamente riproposte in sede di impugnazione. si intendono rinunciate. vanno dichiarate improcedibili.

L.64.1. Nel procedimento ordinario a cognizione piena ed esauriente il giudizio di appello si introduce con: atto di citazione. libello introduttivo. ricorso. reclamo.

L.64.2. Il ricorso per cassazione è un mezzo di impugnazione: a critica mista. a critica vincolata. dipende dall'oggetto del giudizio. a critica libera.

L.64.3. Il ricorso per cassazione si propone: con ricorso. con memoria difensiva. con comparsa di risposta. con citazione.

L.64.4. La Corte di cassazione è composta da: sezioni. uffici. divisioni. reparti.

L.64.5. Nei casi di rimessione della causa al primo giudice ai sensi dell'art. 354 c.p.c. le parti devono riassumere il processo entro il termine di: tre mesi dalla notificazione della sentenza. sei mesi dalla notificazione della sentenza. tre mesi dalla pronuncia in udienza della sentenzatre mesi dalla pronuncia in udienza della sentenza. un anno dalla pubblicazione della sentenza.

L.66.1. La revocazione si propone: 60 giorni dalla notificazione della sentenza di appello. 60 giorni dal deposito della sentenza di appello. 90 giorni dalla notificazione della sentenza di appello. 30 giorni dalla notificazione della sentenza di appello.

L.66.2. Quale tra i seguenti non è un motivo di ricorso per Cassazione, ex art. 360 c.p.c.: errori di fatto o materiali della sentenza. violazione delle norme sulla competenza. nullità della sentenza o del procedimento. violazione o falsa applicazione di norme di diritto e dei contratti o accordi collettivi nazionali di lavoro.

L.66.3. Quando la Corte di cassazione può decidere nel merito?. solo quando deve garantire l'uniforme interpretazione della legge. solo quando sono necessari ulteriori accertamenti di fatto. solo quando non sono necessari ulteriori accertamenti di fatto. solo quando cassa con rinvio.

L.66.4. La procedura di decisione così detta accelerata in Cassazione può avere ad oggetto i ricordi: inammissibili, improcedibili o manifestamente infonfati. improcedibili, manifestamente fondati o infondati. inammissibili, improponibili, per saltum. inammissibili, improcedibili o manifestamente fondati.

L.66.5. Quale tra le seguenti è una ipotesi di inammissibilità del ricorso per Cassazione ex art. 360-bis c.p.c.?. il caso in cui il provvedimento impugnato sia stato emesso all'esito di un giudizio contumaciale. il caso in cui il provvedimento impugnato abbia deciso la controversia in base a sole prove costituende. il caso in cui sia manifestamente infondata la censura relativa alla. il caso in cui il provvedimento impugnato abbia deciso la controversia in modo conforme all'orientamento maggioritario della Cassazione.

L.68.1. Quale tra i seguenti non costituisce motivo di ricorso per cassazione?. violazione di norme sulla competenza. violazione di norme di diritto. contrasto di giudicati. nullità della sentenza.

L.68.2. Quale, tra le seguenti, non costituisce una ipotesi di decisione in camera di consiglio della Corte di cassazione: la decisione di un regolamento di competenza. la decisione sulla violazione di norme di diritto. la dichiarazione di estinzione del processo in ogni caso diverso dalla rinuncia. la decisione di un regolamento di giurisdizione.

L.68.3. Dinanzi a quale giudice può essere proposto il rinvio pregiudiziale?. dinanzi alla Corte di giustizia dell'Unione Europea. dinanzi alla Corte Costituzionale. dinanzi alla Corte Europea dei diritti dell'uomo. dinanzi alla Corte di Cassazione.

L.68.4. Quale tra le seguenti ipotesi non dà luogo a cassazione senza rinvio: improseguibilità della causa. difetto assoluto di giurisdizione. difetto assoluto di competenza. improponibilità della causa.

L.68.5. La proposizione del rinvio pregiudiziale comporta la sospensione del giudizio di merito pendente dinanzi al giudice che solleva la questione?. si, nel caso in cui il giudice dinanzi al quale pende il giudizio di merito sia la Corte di Appello. si, solo in caso di concorde richiesta delle parti. no, mai. si, sempre.

L.70.1. Quale tra le seguenti è una ipotesi di revocazione ordinaria?. quando la sentenza è effetto del dolo del giudice. se dopo la sentenza sono stati trovati documenti decisivi che la parte non aveva potuto produrre in giudizio. quando la sentenza è stata emessa in base a prove poi riconosciute o comunque dichiarate false. quando la sentenza è contraria ad altra precedente avente efficacia di giudicato tra le parti.

L.70.2. Qual è il termine lungo per la proposizione della revocazione straordinaria, ex art. 395, nn. 1, 2, 3, 6 c.p.c.?. sei mesi dalla pubblicazione della sentenza revocanda. tre mesi dalla comunicazione della sentenza revocanda. la revocazione straordinaria non è soggetta a termine lungo di impugnazione. nessuna delle precedenti risposte è corretta.

L.70.3. La proposizione della revocazione ha efficacia automaticamente sospensiva del termine per proporre ricorso per Cassazione avverso alla medesima sentenza?. No, è necessario l'accordo delle parti. Sì. No, ma la sospensione può essere disposta dalla Corte di Cassazione in caso di manifesta fondatezza della revocazione. No, ma la sospensione può essere disposta dal giudice della revocazione ove ritenga quest'ultima non manifestamente infondata.

L.70.4. Il termine breve per impugnare la sentenza con la revocazione ordinaria è pari a: 30 giorni dalla conoscenza del motivo che legittima la proposizione della revocazione o 6 mesi dalla pubblicazione della sentenza. 6 mesi dalla pubblicazione della sentenza. 60 giorni dalla conoscenza del motivo che legittima la proposizione della revocazione o 6 mesi dalla pubblicazione della sentenza. 30 giorni dalla conoscenza del motivo che legittima la proposizione della revocazione.

L.70.5. Possono essere impugnate per revocazione: Sì, sia con l'opposizione di terzo semplice, sia con l'opposizione di terzo revocatoria. Sì, con l'opposizione di terzo semplice. sentenze di appello, sentenze di unico grado, sentenze di Cassazione. Sì, con l'opposizione di terzo revocatoria.

L.72.1. Con quale atto di propone la revocazione per contrarietà alla Convenzione Europea dei diritti dell'uomo ex art. 391-quater c.p.c.?. con memoria difensiva. con comparsa di risposta. con atto di citazione. con ricorso.

L.72.2. La pronuncia emessa dalla Corte di Cassazione può essere oggetto di: revocazione e opposizione di terzo. correzione, revocazione e opposizione di terzo semplice. correzione, revocazione e opposizione di terzo. correzione, revocazione e opposizione di terzo revocatoria.

L.72.3. Quale tra le seguenti non è una delle condizioni necessarie ai fini della proponibilità del rinvio pregiudiziale ex art. 363-bis c.p.c.?. la questione è necessaria alla definizione anche parziale del giudizio e non è ancora stata risolta dalla Corte di Cassazione. la questione è suscettibile di porsi in numerosi giudizi. la questione è relativa al rispetto del giusto processo ex art. 111 Cost. la questione presenta gravi difficoltà interpretative.

L.72.4. Dinanzi a quale giudice può essere proposta la revocazione per contrarietà alla Convenzione Europea dei diritti dell'uomo ex art. 391-quater c.p.c.?. dinanzi alla Corte di Cassazione. dinanzi alla Corte Internazionale di Giustizia. dinanzi alla Corte Europea dei diritti dell'uomo. dinanzi alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea.

L.74.1. Il procedimento semplificato di cognizione è un procedimento a cognizione: piena. sommaria. semplificata. superficiale.

L.74.2. Colui che sarebbe legittimato a spiegare intervento adesivo dipendente nel processo può impugnare la sentenza con l'opposizione di terzo: revocatoria. sia con quella revocatoria, sia con quella ordinaria. ordinaria. colui il quale sia titolare di una posizione adesiva-dipendente non è legittimato alla opposizione di terzo.

L.74.3. Il contumace può iumpugnare la sentenza con l'opposizione di terzo?. si, se è scaduto il termine per l'appello. si. no. si, se l'appello è stato rigettato.

L.74.4. Dinanzi a quale giudice si propone l'opposizione di terzo?. dinanzi al tribunale. dinanzi allo stesso giudice che ha pronunciato la sentenza impugnata. dinanzi alla corte di appello. dinanzi al giudice di pace.

L.74.5. L'atto introduttivo del procedimento semplificato di cognizione è: la comparsa di risposta. l'atto di citazione. la memoria difensiva. il ricorso.

L.76.1. Nel procedimento semplificato di cognizione il convenuto si costituisce in giudizio con: memoria difensiva. comparsa di risposta. controricorso. memoria in opposizione.

L.76.2. Il decreto ingiutivo: è un titolo esecutivo giudiziale. sentenza non impugnabile. è un titolo esecutivo stragiudiziale, ex art. 474, n. 2. non ha efficacia di titolo esecutivo.

L.76.3. Nel caso in cui, una volta ottenuto il decreto ingiuntivo, il creditore non provveda alla tempestiva notifica dello stesso al debitore: il creditore sarà condannato al pagamento di una sanzione pecuniaria. il decreto ingiuntivo acquista efficacia esecutiva. il decreto ingiuntivo diviene inefficace. il decreto ingiuntivo passa in giudicato.

L.76.4. Qual è il termine entro il quale il debitore ingiunto deve proporre opposizione al decreto ingiuntivo?. entro quaranta giorni dalla notificazione del decreto ingiuntivo e del riicorso monitorio. entro venti giorni dalla notificazione del decreto ingiuntivo e del riicorso monitorio. entro venti giorni dalla lettura in udienza del decreto ingiuntivo. entro quaranta giorni dal deposito del decreto ingiuntivo.

L.76.5. Il procedimento per decreto ingiuntivo: è un procedimento sommario e alternativo al rito ordinario a cognizione piena. è obbligatorio in presenza di diritti di credito. è un procedimento a cognizione piena, ma semplificato. è un procedimento a cognizione piena e alternativo al rito ordinario a cognizione piena.

L.78.1. Dinanzi a quale giudice può essere proposta la domanda finalizzata alla pronuncia di un provvedimento cautelare?. dinanzi al giudice che sarebbe competente per la causa di merito. dinanzi alla corte di appello. dinanzi al tribunale. dinanzi al giudice di pace.

L.78.2. Qual è l'atto introduttivo del procedimento cautelare uniforme?. l'istanza in forma libera. il ricorso. l'atto di citazione. la memoria difensiva.

L.78.3. La decisione emessa all'esito del giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo ha forma di: sentenza ricorribile per Cassazione. sentenza appellabile. ordinanza. decreto.

L.78.4. I provvedimenti cautelari conservativi perdono efficacia nel caso in cui la domanda giudiziale per la causa di merito non sia proposta entro: 30 giorni dalla pronuncia in udienza della misura cautelare. 60 giorni dalla notificazione della misura cautelare. 60 giorni dalla dalla pronuncia in udienza o dalla comunicazione della misura. 30 giorni dalla pronuncia in udienza o dalla comunicazione della misura.

L.78.5. Quale giudice è competente per il giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo?. il giudice di pace. lo stesso giudice che ha pronunciato il decreto ingiuntivo opposto. il tribunale. la corte di appello.

L.80.1. La competenza per la revoca o modifica del provvedimento cautelare, di regola, spetta a quale giudice: alla corte di appello. alla Corte di Cassazione. al giudice che ha emanato la misura cautelare. al tribunale.

L.80.2. E' possibile impugnare con reclamo, ex art. 669-terdecies c.p.c., il provvedimento di rigetto della domanda cautelare?. sì, nel caso in cui fosse stata chiesta la pronuncia di un provvedimento d'urgenza. si. si, nel caso in cui fosse stata chiesta la pronuncia di un sequestro conservativo. no.

L.80.3. La proposizione del reclamo comporta la sospensione della efficacia della misura cautelare impugnata?. No, ma il reclamante può chiederla ove possa derivarne un danno grave e irreparabile. Sì, automaticamente. Sì, ma solo nel caso in cui il provvedimento impugnato sia un sequestro. No, ma può essere disposta dal giudice d'ufficio.

L.80.4. Il sequestro può essere: anticipatorio, giudiziale, liberatorio. anticipatorio, stragiudiziale, liberatorio. conservativo, stragiudiziale, liberatorio. conservativo, giudiziale, liberatorio.

L.80.5. ll provvedimento di urgenza, ex art. 700 c.p.c., è una misura cautelare: anticipatoria, residuale e tipica. anticipatoria, residuale e atipica. conservativa, residuale e tipica. conservativa, residuale e atipica.

L.82.1. La tutela esecutiva è finalizzata: alla condanna all'adempimento del diritto violato. al ripristino del diritto violato. all'accertamento di un diritto. alla soddisfazione in via coattiva di un diritto.

L.82.2. L'atto introduttivo delle azioni possessorie è: la comparsa di risposta. il ricorso. l'atto di citazione. la memoria difensiva.

L.82.3. Il giudice dell'esecuzione è un giudice: monocratico. monocratico solo quando l'azione è proposta davanti al giudice di pace. collegiale o monocratico a seconda del valore della causa. collegiale.

L.82.4. L'esecuzione forzata può essere iniziata in virtù: gli atti ricevuti da notaio o da altro pubblico ufficiale. le scritture private autenticate. le scritture private. le cambiali.

L.82.5. Quale tra i seguenti non costituisce titolo esecutivo: di una fattura. di un titolo esecutivo per un credito certo liquido ed esigibile. di una perizia di parte. di una consulenza tecnica d'ufficio.

L.84.1. Di regola, l'espropriazione forzata ha inizio: con la notificazione del titolo esecutivo e del precetto. con la notificazione dell'atto di precetto. con il pignoramento. con la notificazione del titolo esecutivo.

L.84.2. L'esecuzione forzata deve essere preceduta: dalla notificazione della sentenza. dalla notificazione del precetto. dalla notificazione del titolo esecutivo e del precetto. dalla notificazione del titolo esecutivo.

L.84.3. Il pignoramento consiste: in una sentenza. in un decreto. in una ingiunzione. in una ordinanza.

L.84.4. L'esecuzione per rilascio d'immobile ha formalmente inizio: con la notificazione del preavviso di rilascio. con la notificazione dell'atto di precetto. con l'accesso sul luogo da parte dell'ufficiale giudiziario. con la notificazione del titolo esecutivo.

L.84.5. Il debitore può chiedere la conversione del pignoramento: prima della distribuzione del ricato. prima che venga proposta opposizione agli atti esecutivi. prima che venga proposta opposizione all'esecuzione. prima che sia disposta l'assegnazione o la vendita forzata.

L.86.1. In base all'art. 498 c.p.c. devono essere avvisati del pignoramento: i creditori titolari di pegno sui beni del debitore. i creditori in possesso di una sentenza di condanna nei confronti del debitore. i creditori in possesso di un titolo esecutivo giudiziale utilizzabile nei confronti del debitore. i creditori titolari di ipoteca sui beni del debitore.

L.86.2. Il pignoramento successivo: è autonomo e indipendente dal primo pignoramento, ove sia promosso da creditore privilegiato. è autonomo e indipendente dal primo pignoramento. è autonomo e indipendente dal primo pignoramento, ove sia promosso da creditore in possesso di titolo esecutivo stragiudiziale. è dipendente dal primo pignoramento.

L.86.3. Quale tipologia di esecuzione forzata è possibile intraprendere sulla base di un titolo esecutivo giudiziale, ex art. 474 n. 1 c.p.c.?. esecuzione forzata in forma specifica per obblighi di fare o non fare, esecuzione forzata in forma specifica per consegna o rilascio di beni mobili o immobili. espropriazione forzata di crediti. espropriazione forzata di crediti, esecuzione forzata in forma specifica per obblighi di fare o non fare. espropriazione forzata di crediti, esecuzione forzata in forma specifica per obblighi di fare o non fare, esecuzione forzata in forma specifica per consegna o rilascio di beni mobili o immobili.

L.86.4. Per intervenire nell'esecuzione è necessario essere muniti di un titolo esecutivo?. è necessario essere munito di una sentenza di condanna. si, serve un titolo esecutivo giudiziale. no. si, serve un titolo stragiudiziale.

L.86.5. Nel caso in cui il debitore sia rappresentato da un avvocato, la notificazione del titolo esecutivo e del precetto deve essere fatta: all'indirizzo di posta elettronica certificata dell'ufficiale giudiziario. presso la cancelleria del giudice dell'esecuzione. al debitore personalmente. nel domicilio eletto presso lo studio dell'avvocato.

L.88.1. L'opposizione di terzo all'esecuzione si propone: con atto di citazione o con ricorso, a seconda che l'esecuzione sia già iniziata o meno. con istanza formale al giudice competente per materia e valore. con ricorso al giudice dell'esecuzione. con atto di citazione al giudice dell'esecuzione.

L.88.2. Se, prima dell'aggiudicazione, il creditore pignorante e gli eventuali creditori intervenuti muniti di titolo esecutivo rinunciano agli atti: il processo esecutivo si estingue. il processo esecutivo si interrompe. il processo esecutivo prosegue sino alla distribuzione del ricavato. il processo esecutivo si sospende.

L.88.3. Il giudizio di opposizione agli atti esecutivi si conclude con: sentenza impugnabile. ordinanza impugnabile. sentenza non impugnabile. decreto non impugnabile.

L.88.4. L'azione di reintegrazione nel possesso, ex art. 1168 c.c., può essere proposta: entro un anno dallo spoglio violento. entro sei mesi dallo speglio violento o clandestino. entro un anno dallo spoglio violento o clandestino. entro nove mesi dallo spoglio violento o clandestino.

L.88.5. L'opposizione agli atti esecutivi può essere proposta: solo dal creditore procedente. solo dal debitore esecutato. da tutti i soggetti interessati al corretto svolgimento del processo esecutivo. solo dai creditori intervenuti nel processo esecutivo.

L.90.1. Nelle ipotesi di mediazione obbligatoria l'improcedibilità può essere rilevata dal giudice d'ufficio?. no, può essere eccepita soltanto dal convenuto. si, non oltre la prima udienza. si, tranne che nei casi di mediazione condominiale. si, fino al momento della precisazione delle conclusioni.

L.90.2. La domanda di mediazione: ha effetto interruttivo della decadenza e sospensivo della prescrizione. ha effetto interruttivo della prescrizione e sospensivo della decadenza. ha effetto interruttivo della prescrizione e della decadenza. ha effetto sospensivo della prescrizione e della decadenza.

L.90.3. Nella mediazione il terzo è titolare di un potere decisorio, equiparabile a quello dell'autorità giudiziaria?. si, nella mediazione obbligatoria. si, nella mediazione aggiudicativa. si, nella mediazione facilitativa. no.

L.90.4. La conciliazione giudiziale così detta preventiva, ex art. 322 c.p.c., è di competenza: del giudice di pace. del tribunale. del mediatore. del collegio arbitrale.

L.90.5. E' possibile risolvere tramite la mediazione controversie relative a diritti indisponibili?. no. si, con la partecipazione del pubblico ministero. sì, in caso di accordo tra le parti. sì, con la mediazione demandata dal giudice.

L.92.1. Quale tra i seguenti metodi alternativi di risoluzione delle controversie si svolge senza l'intervento del terzo?. l'arbitrato rituale. la negoziazione assistita. la mediazione obbligatoria. l'arbitrato irrituale.

L.92.2. Salvo che le parti abbiano diversamente disposto, gli arbitri devono pronunciare il lodo: entro 180 giorni dalla firma della convenzione arbitrale. entro 240 giorni dall'ultimo incontro tra gli arbitri e le parti. entro 180 giorni dalla accettazione della nomina. entro 240 giorni dalla accettazione della nomina.

L.92.3. Nel caso in cui siano proposte più domande di mediazione relative alla stessa controversia, l'organismo competente è: quello dinanzi al quale è stata proposta la prima domanda. quello dinanzi al quale è stata proposta la domanda di maggior valore. quello dinanzi al quale è stata proposta l'ultima domanda. ciascun organismo deciderà separatamente la domanda proposta.

L.92.4. Di regola, la mediazione non può avere durata superiore a: tre mesi, prorogabili per ulteriori tre mesi d'ufficio da parte del mediatore. sei mesi, prorogabili per ulteriori sei mesi su accordo delle parti. sei mesi, prorogabili per ulteriori sei mesi d'ufficio da parte del mediatore. tre mesi, prorogabili per ulteriori tre mesi su accordo delle parti.

L.92.5. Quale tipologia di esecuzione forzata è possibile intraprendere sulla base dell'accordo raggiunto all'esito della mediaizione?. espropriazione forzata di crediti, esecuzione forzata in forma specifica per obblighi di fare o non fare. espropriazione forzata di crediti, esecuzione forzata in forma specifica per obblighi di fare o non fare, esecuzione forzata in forma specifica per consegna o rilascio di beni mobili o immobili. espropriazione forzata di crediti. esecuzione forzata in forma specifica per obblighi di fare o non fare, esecuzione forzata in forma specifica per consegna o rilascio di beni mobili o immobili.

L.94.1. L'accordo raggiunto all'esito della negoziazione assistita è titolo esecutivo?. no. si, è titolo esecutivo giudiziale (al pari di un atto ricevuto da notaio). si, è titolo esecutivo stragiudiziale (al pari di una scrittura privata autenticata). si, è titolo esecutivo giudiziale (al pari di una sentenza di condanna).

L.94.2. La così detta eccezione di compromesso può essere eccepita dal convenuto, a pena di decadenza: nella comparsa di risposta. non oltre la prima udienza. fino alla precisazione delle conclusioni. fino al momento del deposito della sentenza.

L.94.3. In caso di connesione tra una causa di competenza degli arbitri e un'altra di competenza del giudice ordinario: la competenza arbitrale è esclusa e il giudice deciderà entrambe le domande. gli arbitri dovranno sottoporre la questione alla Corte di Cassazione. la competenza del giudice è esclusa e gli arbitri decideranno entrambe le domande. resta ferma la competenza degli arbitri per la causa pendente dinanzi a loro.

L.94.4. La morte di una delle parti durante la pendenza del procedimento arbitrale: determina l'automatica sospensione del procedimento per tre mesi. non determina l'automatica interruzione del procedimento, ma gli arbitri possono sospenderlo. determina l'automatica interruzione del procedimento. non determina l'automatica interruzione del procedimento, salva concorde richiesta delle parti.

L.94.5. Nel caso in cui il giudice o l'arbitro dichiari la propria incompetenza sulla domanda a favore dell'altro: sono fatti salvi gli effetti sostanziali della domanda, purché la causa sia rassunta entro tre mesi. sono fatti salvi gli effetti sostanziali della domanda, purché la causa sia rassunta entro sei mesi. sono fatti salvi gli effetti processuali della domanda, purché la causa sia rassunta entro sei mesi. non è possibile la translatio iudicii tra giudici e arbitri.

L.96.1. Il lodo arbitrale rituale è impugnabile per: nullità, revocazione ordinaria e revocazione straordinaria. nullità, revocazione ordinaria e opposizione di terzo revocatoria,. revocazione, opposizione di terzo semplice e opposizione di terzo revocatoria. nullità, revocazione straordinaria e opposizione di terzo.

L.96.2. Gli arbitri possono emanare misure cautelari?. si, nel caso di arbitrato sia rituale, sia irrituale. no, gli arbitri non possono emettere misure cautelari. si, nel caso di arbitrato rituale. si, nel caso di arbitrato irrituale.

L.96.3. E' possibile risolvere in via arbitrale controversie di lavoro?. no. si, in caso di accordo tra le parti. si, purché l'arbitrato sia previsto dalla legge o dai contratti o accordi collettivi di lavoro. si, previo tentativo obbligatorio di mediazione.

L.96.4. La così detta disclosure, nell'arbitrato: concerne l'obbligo per le parti di dichiarare l'esistenza di un rapporto di parentela o affiliazione con uno degli arbitri. concerne l'obbligo per le parti di dichiarare l'esistenza di altri procedimenti pendenti relativi alla controversia oggetto di arbitrato. concerne l'obbligo per l'arbitro di dichiarare, al momento del deposito del lodo, la motivazione posta alla base della decisione. concerne l'obbligo per l'arbitro di dichiarare, al momento di accettazione, ogni circostanza che potrebbe determinarne l'incompatibilità rispetto alla controversia.

L.96.5. Nell'arbitrato rituale è ammessa la chiamata in causa di un terzo?. si, con l'accordo del terzo, delle parti e con il consenso degli arbitri. si, eccezion fatta per la chiamata in garanzia. si, sempre. no, mai.

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