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DOCIMOLOGIA II

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secondo paniere - unipegaso

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Creation Date: 19/09/2023

Category: University

Number of questions: 150
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Si definiscono “saggi brevi”: Le composizioni di lunghezza variabile sollecitate per mezzo di stimoli idonei allo scopo di consentire al discente di manifestare particolari competenze in specifici campi disciplinari Le composizioni di lunghezza fissa sollecitate per mezzo di stimoli idonei allo scopo di consentire al discente di manifestare particolari competenze in tutti i campi disciplinari Le composizioni di lunghezza fissa sollecitate per mezzo di stimoli idonei allo scopo di consentire al discente di manifestare le conoscenze di base Le composizioni di lunghezza variabile sollecitate per mezzo di stimoli idonei allo scopo di consentire al discente di manifestare competenze cognitive in campi disciplinari di tipo scientifico.
Il saggio breve è una prova che meglio del tema riesce a rilevare: Specifiche abilità di livello elementare Specifiche abilità di livello elevato Specifiche abilità di livello intermedio Specifiche abilità di tipo mnemonico.
Indicare cosa rilevano i saggi brevi: Doti di improvvisazione nell'elaborazione di un testo Capacità rielaborative e organizzative dell'alunno Capacità di riassumere un testo Capacità di scrivere correttamente.
Si definisce “riassunto”: Una prova di comprensione e di riscrittura condensata di un testo in rapporto però a determinate chiavi di lettura e a vincoli di riscrittura Una prova di comprensione e di riscrittura condensata di un testo in rapporto però a determinate chiavi di lettura e senza vincoli di riscrittura indicati esplicitamente Una prova di comprensione e di riscrittura condensata di un testo lasciando all'alunno la scelta della chiave di lettura Una prova di comprensione e di riscrittura condensata di un testo lasciando all'alunno la scelta dei vincoli di riscrittura.
Nel “riassunto” si misura la capacità di lettura intesa come: Comprensione del significato del testo Capacità di memorizzazione del testo Capacità di scandagliare e manipolare il testo proposto Capacità di scandagliare e riscrivere il testo proposto.
Tra le seguenti tipologie di prove indicare in quali possono emergere maggiormente i cosiddetti “effetti di distorsione”: Saggi brevi Colloqui orali strutturati Interrogazioni orali Tema.
Indicare per quale di questi scopi non è necessario ricorrere ai colloqui strutturati: Appurare l'assimilazione delle conoscenze Cogliere il punto di vista dell'interlocutore Saggiare le specifiche competenze su una particolare questione Conoscere le strategie e i processi logici attivati per l'analisi e la soluzione di determinati problemi in contesti definiti.
Rispetto al tradizionale “tema”, il saggio breve consente di rilevare specifiche abilità di livello elevato con: Superiori margini di credibilità Margini analoghi di credibilità Inferiori margini di efficacia Margini analoghi di efficacia.
Indicare altre tipologie di prove semistrutturate: Prove oggettive e interrogazioni Relazioni di laboratorio; gaming simulation Prove a scelta multipla; interrogazioni Test; temi.
I “vincoli” nei riassunti costituiscono per l'allievo: Una vera e propria guida di lavoro Le abilità didattiche da apprendere Una vera e propria griglia per l'autocorrezione Le abilità didattiche da socializzare con gli altri.
Quali di queste affermazioni non si classifica come interpretazione estrema riguardo al merito? I risultati ottenuti dagli allievi dipendono dall'impegno profuso dagli insegnanti nel fare scuola I risultati ottenuti dagli allievi dipendono solamente dalle loro dalle attitudini I risultati ottenuti dagli allievi dipendono esclusivamente dai condizionamenti esterni I risultati ottenuti dagli allievi dipendono dal patrimonio intellettivo dei singoli.
Cosa si intende per “uguaglianza sostanziale” secondo l'interpretazione di Husen? Fissare le medesime condizioni di partenza per tutti gli alunni Che ogni allievo abbia raggiunto alla fine del percorso scolastico precisi traguardi Fissare traguardi minimi per gli alunni in difficoltà e traguardi di eccellenza per i più dotati Che ogni allievo abbia raggiunto alla fine del percorso scolastico un livello analitico di competenze.
Il successo nell'apprendimento scolastico è influenzato dalla famiglia? Sì la famiglia, secondo i dati statistici, ha un ruolo prioritario; No la famiglia ha solo un ruolo secondario No la famiglia non influisce nel successo agli studi Sì la famiglia ha un ruolo importante, ma non prioritario.
Secondo l'opinione di Husèn si può parlare di merito solo: In presenza di una uguaglianza iniziale Quando si azzerano le differenze sociali In presenza di una uguaglianza sostanziale Se l'uguaglianza è complessa.
L'idea di una scuola che abbia come fine proprio il detto “omnia omnibus” è di: Bruner Husèn Comenio Vertecchi.
Per variabile indipendente intendiamo: Le variabili che indicano il risultato formativo Le variabili che denotano come procede il lavoro didattico Le variabili che possiamo constatare all'inizio di un percosro formativo Le variabili prive di legami con le altre.
Per variabile dipendente intendiamo: Le variabili che possiedono legami con le altre Le variabili che possiamo osservare in uno stato iniziale Le variabili che possiamo osservare al termine di un percorso apprenditivo Quelle variabili che risultano assegnate.
Le due interpretazioni (estreme) illustrate dal prof. Vertecchi indicano: Che la scuola di casa nostra è molto vicina ad una cultura educativa ad impostazione sperimentale Che i docenti hanno una preparazione di tipo psicologico e non di tipo didattico Che la scuola di casa nostra è sostanzialmente lontana da una cultura educativa ad impostazione sperimentale Che i docenti hanno una preparazione di tipo sociologico e non di tipo didattico.
Le interpretazioni estreme esaminate del merito indicano: La presenza di un formalismo contrario al progresso dell'educazione La presenza di un determinismo contrario al progresso dell'attività didattica Che la scuola di casa nostra è priva o quasi di corsi di formazione di tipo pedagogico-didattico Che la scuola di casa nostra è lontana da una cultura pedagogica di tipo storico.
Nella scuola è sensato parlare di merito se: Tutti gli allievi sono aiutati ad esprimere al meglio i propri talenti Tutti gli allievi sono messi nelle condizioni, mediante il fare didattico, di poter affrontare il percorso formativo Ogni allievo si impegna al massimo delle sue possibilità Tutti gli allievi raggiungono un grado motivazionale elevato grazie all'intervento della famiglia.
Quale tra questi significati “limitati” di valutazione, secondo Vertecchi, è in uso nella scuola italiana? Apprezzamento finale delle conoscenze acquisite e del comportamento dell'alunno Il risultato finale di un percorso individualizzato dell'alunno Un elemento fondamentale del tentativo della scuola di colmare deficit attitudinali Il risultato finale di una prassi didattica che nasce dalla ricerca pedagogica.
La motivazione all'impegno scolastico è stato a lungo sorretta dal: Desiderio di apprendere Beneficio che si sarebbe tratto dall'istruzione Aspetto competitivo nel gruppo dei pari Desiderio di eccellere.
La variabilità dei risultati secondo una interpretazione di senso comune è spiegata facendo ricorso: Ad una relazione lineare tra caratteristiche proprie degli allievi ed il prodotto formativo Alla qualità della didattica All'impossibilità di determinare l'uguaglianza in uscita Alle differenze tra i diversi contesti scolastici.
La scuola italiana ha avuto, a partire dagli anni '70: Un arresto nella crescita Una contrazione nella crescita Una crescita rapidissima Una crescita lenta.
Individuare e spiegare i cambiamenti in atto nel sistema educativo è compito: Della politica Della ricerca pedagogica Di commissioni ministeriali Degli stessi insegnanti.
Insieme alla crescita quantitativa della scuola – a partire dagli anni Sessanta – non vi è stata: Una revisione delle conoscenze psicologiche dei docenti Un'attenzione nei confronti degli allievi diversamente abili Un'attenzione nei confronti della dirigenza scolastica Una revisione dei modelli interpretativi della formazione.
La tenuità della ricerca sulla scuola nel nostro paese ha indotto gli operatori scolastici a: Sperimentare nelle proprie classi modelli nuovi di lavoro Sperimentare quotidianamente modalità alternative di fare scuola Assumere modelli di lavoro elaborati in altri contesti Assumere modelli di lavoro provenienti dal mondo economico.
Il rinnovamento del fare scuola quotidiano – a partire dagli anni Sessanta – avrebbe richiesto Ricerca psico-sociologica Maggiori investimenti per la formazione Maggiori competenze dei docenti Ricerca pedagogico-didattica.
Vi sono due modalità per interpretare le variabili discusse dal prof. Vertecchi nella riflessione sull'INVALSI: Uno sincronico e l'altro didattico Uno sincronico e l'altro diacronico Sono entrambi sincronici Sono entrambi forme di ricerca sperimentale.
Nella riflessione sull'INVALSI il prof. Vertecchi distingue due modalità di trattare i dati raccolti: Una è la misurazione, l'altra la valutazione Una è la ricerca, l'altra la valutazione Una è la ricerca, l'altra l'analisi dei dati Una è la misurazione, l'altra la diffusione dei dati.
Le argomentazioni promosse a favore o meno delle rilevazioni nazionali sui livelli di apprendimento sono: Abbastanza recenti Recentissime Per nulla recenti Desuete.
L'orientamento a favore delle rilevazioni sull'intera popolazione riteneva che: Molte famiglie avrebbero potuto scegliere le scuole migliori per i propri figli Molte famiglie avrebbero valutato gli stessi insegnanti Le scuole avrebbero potuto tranquillamente selezionare i docenti migliori I dirigenti scolastici avrebbero premiato gli alunni più bravi.
L'orientamento a favore delle rilevazioni su base campionaria riteneva che: Le rilevazioni sull'intera popolazione non avrebbero permesso di raccogliere dati completi Le famiglie avrebbero creato problemi alla scuola Le rilevazioni sull'intera popolazione avrebbero creato atteggiamenti di diffidenza I docenti avrebbero sabotato le rilevazioni.
Fare rilevazioni su base campionaria voleva dire: Poter lavorare, poi, sulle scuole migliori Essere più spesso disponibili alla ricerca didattica Poter lavorare, poi, sulle scuole con maggiori difficoltà Essere disponibili più spesso al cambiamento.
Ad orientamenti politici conservatori, in genere, corrisponde: Un'attività valutativa più macchinosa Un'attività valutativa più duttile Un'attività valutativa condotta su campioni Un'attività valutativa condotta sull'universo.
Rispetto alla Francia ed al Regno Unito il nostro paese: Difettava di un'organizzazione scolastica autonoma Era privo di un'organizzazione capace di promuovere ricerca accademica Era privo di un'organizzazione capace di promuovere la ricerca educativa Difettava di un'organizzazione scolastica evoluta.
L'espressione teaching to the test significa: Insegnare con l'intento di consentire agli allievi di testare il loro apprendimento Insegnare con l'intento di consentire agli allievi di rispondere bene ai test Utilizzare soprattutto test nell'ambito della didattica Utilizzare test durante gli esami.
Dall'articolo del prof. Vertecchi emerge che valutare il profitto degli allievi: È utile per ottimizzare la qualità è necessaria per implementare la didattica È utile per ottimizzare le interazioni nella scuola È necessaria per implementare la didattica È necessaria per implementare la professionalità docente.
In Inghilterra l'Ofsted si occupava principalmente: Di ispezionare le scuole Di somministrare questionari per la ricerca educativa Di ispezionare il prodotto formativo Di svolgere ricerche di tipo qualitativo.
Nell'articolo del prof. Vertecchi emerge che la valutazione è considerata uno strumento: Di selezione Con funzione sommativa Con funzione formativa Utile per assumere decisioni.
Con l'avvento della scolarizzazione di massa inizia a svilupparsi il dibattito scientifico: sulla metavalutazione sulla cognizione sulla valutazione sulla metacognizione.
Per "Scuola di massa" si intende: una scuola incentrata sui mass media una scuola aperta a tutti un liceo aperto a tutti una scuola media aperta al confronto.
La scuola media unica istituita nel 1962 consolida: il processo di scolarizzazione di massa la progettualità nella scuola dell'obbligo la valorizzazione dell'iter formativo l'impiego dei mass media nella didattica quotidiana.
Il corpo docenti nella scuola media unica appena creata, continuava ad operare secondo il modello didattico gentiliano che: favoriva comunque l'esclusione degli allievi non ritenuti meritevoli si premurava di tener sempre conto delle condizioni iniziali degli allievi voltò pagina rispetto al retaggio della precedente generazione promosse un'innovazione didattico docimologica senza precedenti.
La nuova scuola media unica presentava un problema di continuità con la scuola elementare al quale si cerco di porre rimedio: mediante interventi didattico-docimologici ad hoc affinché i discenti raggiungessero risultati omogenei ribattendo sull'importanza del criterio meritocratico gentiliano al fine di motivare l'abbandono scolastico, considerato quindi come fisiologico attraverso una nuova normativa che decretasse con maggior analiticità protocolli e procedure da seguire durante la transizione da una scuola all'altra promuovendo una maggiore collaborazione e un interscambio di idee, di esperienze e di informazioni tra il corpo docente e il personale direttivo.
Il condizionamento sociale è prevalente in ambiente formativo che segue un impianto elitaristico. Quale dei seguenti ambienti formativi può essere considerato tale: montessoriano deweyano gentiliano bloomiano.
Cosa si intende per scolarizzazione nominale: il fenomeno della dispersione scolastica sempre in costante crescita un percorso di studi che non rispecchia uno sviluppo di repertori conoscitivi proprio del titolo acquisito una metodologia didattica che prevede la categorizzazione degli apprendimenti per facilitare l'operazionalizzazione degli obiettivi didattici si può anche definire illetteratismo, ossia quel fenomeno che si riscontra in coloro i quali hanno frequentato la scuola dell'obbligo e che, nonostante ciò, sono prive delle necessarie capacità di lettura e scrittura.
Gli atteggiamenti a-valutativi rappresentano la strada vincente al fine di garantire a tutti l'uguaglianza delle opportunità educative e arginare la dispersione scolastica: no, poiché la dispersione scolastica per essere arginata necessiterebbe di un modello valutativo in cui la valutazione sia considerata parte integrante dell'itinerario formativo no, assolutamente sì, sebbene tale pratica, impiegata a partire dai docenti della scuola media unica, non stia dando i frutti sperati sì, assolutamente.
A Nation At Risk: the Imperative for Educational Reform è il titolo della famosa relazione: Dewey Bloom Gardner Spearman.
Dalla famosa relazione dal titolo A Nation At Risk: the Imperative for Educational Reform emerse, oltre al preoccupante fenomeno dell'illetteratismo, che: la classe sociale di appartenenza condizionava gli esiti scolastici degli allievi la meritocrazia non era presente fra le mura delle scuole americane il sistema scolastico americano garantiva l'uguaglianza delle opportunità educative a tutti veniva impiegato un approccio a-valutativo per limitare la dispersione scolastica.
L'innovazione didattica trova difficile applicazione perché: il dibattito scientifico non ha dato certezze in merito all'utilità della metavalutazione e' molto diffusa la convinzione che ad insegnare 'si sia sempre fatto così' siamo all'apice del processo di scolarizzazione di massa l'impiego dei mass media nella didattica quotidiana non soddisfa pienamente le sfide della scuola contemporanea.
L'innovazione didattica, laddove è presente, risulta: a-valutativa complessa progettuale frammentata.
Per nuovismo si intende: una metodologia didattica che prevede la categorizzazione degli apprendimenti per facilitare l'operazionalizzazione degli obiettivi didattici un'ideologia nuova fondata sul concetto di meritocrazia di Abravanel un atteggiamento le cui ricadute non vanno oltre l'imbellettamento l'impiego dei mass media nella didattica quotidiana.
Per messianismo tecnologico si intende: una metodologia didattica che prevede la categorizzazione degli apprendimenti per facilitare l'operazionalizzazione degli obiettivi didattici l'impiego dei mass media nella didattica quotidiana Promosse un'innovazione didattico docimologica senza precedenti una particolare forma di nuovismo che attribuisce un alone salvifico alla tecnologia slegare tutti i curricula dalle componenti soggette a Obsolescenza.
La 'didattica per competenze' presenta molte forme di prescrittivismo pedagogico didattico. Ci stiamo riferendo: ad itinerari di lavoro predefiniti e rassicuranti ad interventi didattico-docimologici ad hoc affinché i discenti raggiungessero risultati omogenei ad una metodologia didattica che prevede la categorizzazione degli apprendimenti per facilitare l'operazionalizzazione degli obiettivi didattici ad un percorso di studi che non rispecchia uno sviluppo di repertori conoscitivi proprio del titolo acquisito.
L'EBE, Evidence Based Education, ha permesso di smentire alcuni assunti propri: dell'ideologia delle doti e del dibattito sull'intelligenza della pedagogia di Bruner dell'individualizzazione didattica e del Mastery Learning della teoria delle intelligenze multiple di Gardner.
La qualità del risultato formativo discende dalle caratteristiche iniziali degli allievi. Nella didattica consueta si fa riferimento per giustificare la precedente affermazione al: naturalismo educativo nuovismo tecnologico socio-costruttivismo comportamentismo.
L'induzione per conferma è: simile al sillogismo aristotelico una deduzione logico-matematica una risoluzione al problema una generalizzazione.
Cosa si intende quando si sostiene che i traguardi della scuola costituiscono il frutto di una volontà eteronoma: un atteggiamento le cui ricadute non vanno oltre l'imbellettamento un'ideologia nuova fondata sul concetto di meritocrazia di Abravanel interventi didattico-docimologici ad hoc affinché i discenti raggiungessero risultati omogenei le condizioni iniziali degli allievi determinano i traguardi formativi dell'istituzione scolastica.
Il naturalismo nella sua accezione religiosa assume valenza: di prevaricazione verso l'altro di stato di natura di riconquista dell'innocenza perduta nessuna delle altre risposte.
La premessa necessaria per poter avviare il processo decisionale: e' la delimitazione del contesto e' la focalizzazione sui traguardi da raggiungere e' l'individuazione di problemi reali e' un'autovalutazione critica del proprio operato.
Il fare scuola consueto impedisce: la circoscrizione del contesto di riferimento la focalizzazione sui traguardi da raggiungere il riproporsi delle condizioni iniziali degli allievi l'individuazione di problemi reali.
Il progresso della didattica è impedito: dalla stereotipia del fare scuola dalla libertà di insegnamento apparente dal prescrittivismo didattico dal nuovismo tecnologico.
L'individuazione di un problema accompagnata all'agire didattico consueto è una situazione che viene definita: problematizzazione non progettuale Nuovismo stereotipia del fare scuola di innovazione mista a tradizione didattica.
Avvertire un problema reale significa: definire una problematizzazione non progettuale provare disagio per una situazione circoscritta autovalutazione critica del proprio operato destrutturare il fare didattico consueto.
In ambito didattico per autonomia dei docenti si intende: una metodologia didattica che prevede la categorizzazione degli apprendimenti per facilitare l'operazionalizzazione degli obiettivi didattici formulare nuove prospettive di intervento al fine di risolvere il problema concretamente una problematizzazione non progettuale poter gestire efficacemente la prassi didattica.
Ipotizzare differenti prospettive di intervento al fine di risolvere un problema reale significa: superare la situazione di stasi, definita problematizzazione non progettuale operazionalizzare gli obiettivi didattici con l'ausilio delle tassonomie di Bloom o di Krathwohl autovalutare in maniera critica la stereotipia del fare scuola garantire a tutti l'uguaglianza delle opportunità educative.
Al fine di poter scegliere oculatamente l'ipotesi risolutiva che più si attaglia al contesto posto in essere è necessario: focalizzarsi sugli obiettivi da raggiungere e circoscrivere il campo di intervento superare la situazione di stasi, definita problematizzazione non progettuale raccogliere informazioni costantemente e far riferimento a itinerari didattici capitalizzati; operazionalizzare gli obiettivi didattici con l'ausilio delle tassonomie di Bloom o di Krathwohl.
La decisione è un atto di scelta di un corso particolare d'azione. Tale atto può essere compiuto in condizioni di: certezza o incertezza sicurezza o rischio sicurezza, rischio o incertezza certezza, rischio o incertezza.
È importante capovolgere l'impostazione tradizionale del fare scuola: per rendere la proposta didattica flessibile e adatta alle esigenze del singolo per raggiungere gli obiettivi prefissati per garantire equità e apprenditmento permanente per contrastare la dispersione scolastica e agevolare il contatto con il mondo del lavoro.
A Nation At Risk: the Imperative for Educational Reform è il titolo della famosa relazione: Dewey Gardner Bloom Spearman.
Dalla famosa relazione dal titolo A Nation At Risk: the Imperative for Educational Reform emerse, oltre al preoccupante fenomeno dell'illetteratismo, che: la meritocrazia non era presente fra le mura delle scuole americane la classe sociale di appartenenza condizionava gli esiti scolastici degli allievi il sistema scolastico americano garantiva l'uguaglianza delle opportunità educative a tutti veniva impiegato un approccio a-valutativo per limitare la dispersione scolastica.
La relazione dal titolo A Nation At Risk: the Imperative for Educational Reform: può essere considerata 'la pietra miliare' all'avvio intorno al dibattito sulla qualità del prodotto scolastico si può considerare il primo step per l'avvio della ricerca psicopedagogica negli Stati Uniti presenta diverse criticità sul piano cognitivo-comportamentale della maggior parte del campione analizzato presenta la scuola americana fra le migliori del mondo, sebbene sia stato riscontrato il preoccupante fenomeno dell'illetteratismo.
La scuola in quel periodo era considerata: un bene in sé che non abbisognasse di controlli un servizio scarsamente qualificato un bene che necessitasse controlli sistematici un servizio altamente qualificato ma sprovvisto di progettualità e investimenti idonei.
Tra i problemi che attanagliano la scuola (secondo la Relazione Gardner) ricordiamo in particolare: la problematizzazione non progettuale l'agire didattico consueto e i pochi investimenti nell'innovazione didattica il permanere delle diseguaglianze e il neo-analfabetismo la mancanza di una progettualità a lungo termine.
Lo studio che ha portato alla luce la relazione dal titolo A Nation At Risk: È durato 18 mesi È durato più di due anni riguarda la qualità degli edifici e delle strutture scolastiche riguarda la quantità a cui è garantita l'uguaglianza delle opportunità educative.
Dalla relazione dal titolo A Nation At Risk emerge che: 10 milioni di americani adulti sono risultati analfabeti funzionali il 20 % degli studenti americani è risultato analfabeta funzionale gli studenti americani nell'ambito letterario-umanistico danno risultati mediocri, ma nella media del decennio precedente gli studenti americani nell'ambito letterario-umanistico risultano agli ultimi posti.
Dalla relazione dal titolo A Nation At Risk emerge che: gli studenti americani nell'ambito scientifico-matematico risultano agli ultimi posti 23 milioni di americani adulti sono risultati analfabeti funzionali il 30 % degli studenti americani è risultato analfabeta funzionale gli studenti americani nell'ambito scientifico-matematico danno risultati mediocri, ma nella media del decennio precedente.
Secondo Paul Copperman: È allarmante il 'crescente abisso tra una piccola élite scientifica e tecnologica e una cittadinanza male informata, in verità disinformata, su argomenti di natura scientifica' 'il sistema scolastico americano garantiva l'uguaglianza delle opportunità educative a tutti' 'per la prima volta (…) le abilità educative di una generazione non supereranno, non eguaglieranno né si avvicineranno a quelle dei loro genitori' 'l'illetteratismo è quel fenomeno che si riscontra in coloro i quali hanno frequentato la scuola dell'obbligo e che, nonostante ciò, sono prive delle necessarie capacità di lettura e scrittura'.
Secondo John Slaughter: È allarmante il 'crescente abisso tra una piccola élite scientifica e tecnologica e una cittadinanza male informata, in verità disinformata, su argomenti di natura scientifica' 'per la prima volta (…) le abilità educative di una generazione non supereranno, non eguaglieranno né si avvicineranno a quelle dei loro genitori' 'la classe sociale di appartenenza condizionava gli esiti scolastici degli allievi e la meritocrazia non era presente fra le mura delle scuole americane' 'l'illetteratismo è quel fenomeno che si riscontra in coloro i quali hanno frequentato la scuola dell'obbligo e che, nonostante ciò, sono prive delle necessarie capacità di lettura e scrittura'.
A seguito del clamore che suscitò "A Nation at Risk" si iniziò a reagire nel modo seguente: servirsi della ricerca empirica per promuovere l'innovazione servirsi della ricerca teorica per promuovere l'innovazione elaborare politiche a sfondo pedagogico in alcune nazioni elaborare politiche per implementare la professionalità psicologica del docente.
In seguito alla pubblicazione della relazione "A Nation At RIsk" si notò che la scuola: elaborava da sola molta conoscenza didattica dimostrava di essere poco trasparente circa la qualità del proprio lavoro dimostrava di essere eccessivamente attenta agli aspetti affettivi piuttosto che didattici elaborava poca conoscenza pisco-pedagogica.
A seguito della Relazione Gardner si avvertì il bisogno di elaborare a livello internazionale: politiche basate su ricerche psicologiche relative all'apprendimento politiche comuni da parte di stati particolarmente arretrati indicatori relativi alla preparazione dei docenti e al ruolo pedagogico delle figure genitoriali indicatori internazionali sui sistemi scolastici.
A seguito della Relazione Gardner si è riscontrato che la politica di casa nostra agiva nel modo seguente: assumeva decisioni a prescindere dal parere del corpo docente assumeva decisioni a prescindere dalla ricerca educativa cambiava troppo spesso le leggi sulla scuola non aveva un disegno politico unitario per il sistema scolastico.
Le valutazioni dell'intero sistema scolastico videro come pionieri: Bloom e Dewey Mialaret e Piaget Bloom e Husén Mialaret e Dewey.
L'indagine PISA del 2000 si distinse in quanto: fornì dati e informazioni attendibili nonché comparabili sui sistemi scolastici fornì dati e informazioni attendibili sebbene non comparabili sui sistemi scolastici delineò un'immagine positiva del nostro sistema scolastico delineò un sistema di indicatori da fornire alle singole scuole.
S'è riscontrato che le sperimentazioni in ambito scolastico nel nostro paese: non seguono i criteri deontologici della ricerca empirica precedono l'assunzione di decisioni sulla scuola non precedono l'assunzione di decisioni sulla scuola seguono i criteri epistemologici della ricerca empirica.
Per migliorare la qualità della scuola è necessario che vi sia un'interazione tra: ricerca empirica e mediazione sindacale ricerca empirica e decisione politica decisione politica e impegno economico impegno economico e impegno sindacale.
Nel nostro paese è stato riscontrato che sulla scuola: circola poca ricerca empirica si spende poco o nulla c'è molta ricerca empirica, ma è il più delle volte ignorata dai decisori politici non si dialoga tra decisori politici e decisori sindacali.
A seguito dei risultato dell'indagine PISA del 2000 il nostro paese: adottò provvedimenti soprattutto nell'ambito della didattica adottò provvedimenti nei confronti della formazione dei docenti restò sostanzialmente indifferente manifestò insofferenza e agì per migliorare la situazione.
Avete letto nella dispensa che i problemi che riguardano l'educazione: riscuotono interesse tra l'opinione pubblica non riscuotono interesse tra l'opinione pubblica sono discussi soprattutto in ambito privato sono discussi soprattutto in ambito specialistico.
Le tematiche che riguardano l'educativo spesso: vengono prese in considerazione in maniera semplicistica vengono prese in considerazione solo dagli ambienti che se ne occupano direttamente sono oggetto di discussione soprattutto dai docenti sono oggetto di discussione soprattutto da parte degli psicopedagogisti.
È auspicabile che le discussioni relative all'educazione: ricevano l'attenzione che meritano ricevano il più grande interesse possibile vengano promosse da persone consapevoli dei limiti delle loro conoscenze educative vengano promosse da persone consapevoli delle difficoltà epistemologiche che le caratterizzano.
In ambito docimologico assistiamo spesso a: dibattiti promossi dalle parrocchie dibattiti ospitati dalle trasmissioni televisive discussioni monopolizzate dalla religione discussioni imbevute di ideologia.
I dibattiti sull'insegnamento, anche da parte di intellettuali: si focalizzano in particolare sui contenuti da trasmettere si focalizzano in particolare su come i contenuti debbano essere trasmessi mirano a offrire spunti di riflessione sulle problematiche pedagogiche dell'insegnamento mirano a offrire spunti di riflessione sulle problematiche psicologiche dell'ìinsegnamento.
Mario Pirani ha scritto su "Repubblica" che la docimologia: ha inteso fornire strumenti di valutazione appropriati ai docenti ha inteso cancellare le interrogazioni ed i temi dalla scuola potrebbe migliorare la professionalità del personale della scuola dovrebbe essere affiancata dalla psicologia.
Mario Pirani ha scritto sempre su "Repubblica" che la docimologia: evidenzia quanto sia importante utilizzare una valutazione 'oggettiva' evidenzia quanto sia importante fare uso di una valutazione di tipo autentico obbligherebbe i docenti a rinunciare al proprio giudizio valutativo obbligherebbe i docenti a rinunciare alla programmazione dell'insegnamento.
Troppo spesso le tematiche affrontate dalle scienze dell'educazione sono: divulgate dai media mediante programmi ad hoc divulgate dai media solo raramente interpretate da una parte dell'opinione pubblica in modo semplicistico interpretate da una parte dell'opinione pubblica in maniera del tutto errata.
Le argomentazioni di Mario Pirani scritte su "Repubblica": potrebbero essere utilizzate per l'aggiornamento professionale degli insegnanti potrebbero essere utilizzate per far conoscere i problemi della scuola al grande pubblico dimostrano che il giornalista conosce i contenuti del sapere docimologico dimostrano che il giornalista non conosce i contenuti del sapere docimologico.
Le questioni educative riportate sui media il più delle volte appaiono: ridondanti abborracciate circoscritte esaustive.
Accountability in ambito educativo vuol dire: assumersi la responsabilità della qualità del proprio operato assumersi la responsabilità del proprio lavoro essere maggiormente responsabili dei voti attribuiti a scuola essere maggiormente responsabili dei giudizi attribuiti a scuola.
L'accountability è sinonimo di: professionalità trasparenza competenza miglioramento.
L'accountability nella scuola consente di superare: il controllo docimologico il controllo burocratico la dispersione la mancanza di professionalità.
La Riforma Education Reform Act va ricordata, tra l'altro, per: aver promosso la rilevazione degli apprendimenti finali nelle scuole aver promosso la rilevazione delle competenze professionali dei docenti aver richiesto alle scuole di servirsi di un curriculum locale aver richiesto alle scuole di valutare l'organizzazione del proprio operato.
Nell'ambito della Riforma Education Reform Act gli esiti delle prove standardizzate: favorirono un ripensamento delle politiche scolastiche favorirono un ripensamento del reclutamento dei docenti furono utilizzati per esprimere giudizi intorno all'efficacia psicopedagogica delle singole scuole furono utilizzati per esprimere giudizi intorno all'efficacia didattica delle singole scuole.
La prassi dell'accountability richiede che si promuovano: autovalutazioni e valutazioni trimestrali eterovalutazioni e valutazioni periodiche eterovalutazioni e valutazioni formative autovalutazioni ed eterovalutazioni.
Il programma ISIP dell'OCSE dovrà essere ricordato per: aver focalizzato l'attenzione sul macrosistema scolastico aver focalizzato l'attenzione sul microsistema scolastico aver favorito un ripensamento delle politiche scolastiche aver favorito una strategia innovativa per il reclutamento dei docenti.
Il programma ISIP dell'OCSE ha consentito lo sviluppo di tale consapevolezza: la formazione dei docenti dovrà essere soprattutto pedagogico-didattica il miglioramento della singola scuola deve partire da esperti esterni il miglioramento della singola scuola deve partire dall'interno la formazione dei docenti dovrà essere sistematica.
L'accountability richiede il potenziamento della ricerca empirica in quanto: il miglioramento della scuola necessita di conoscenza educativa solida il miglioramento della scuola necessita di un solido lavoro di squadra senza la ricerca empirica non si possono valutare i docenti senza la ricerca empirica non si possono predisporre corsi di aggiornamento professionale.
I dati che il processo di accountability consente di raccogliere potranno essere utili alla scuola se: le scuole impareranno a familiarizzare con la statistica le scuole promuoveranno corsi sistematici di aggiornamento si diffonde una cultura della ricerca empirica nell'educativo si diffonde una cultura della ricerca sociale nell'educativo.
Nel nostro paese la ricerca didattica: e' stata promossa dalle Università solo sul versante docimologico e' stata promossa dalle Università solo sul versante tecnologico non ha avuto l'attenzione che avrebbe meritato in ragione delle necessità della scuola non ha avuto l'attenzione che avrebbe meritato in ragione di un tumultuoso sviluppo sociale.
Occorre ricordare che nella seconda metà dell'Ottocento in Italia: s'era sviluppato un promettente dibattito culturale sui problemi della ricerca empirica e sperimentale s'era sviluppato un promettente dibattito culturale sui problemi della ricerca pedagogica tout court si erano raggiunti livelli elevati di scolarizzazione la scuola arrancava e non riusciva a fare presa tra la popolazione.
Nella seconda metà dell'Ottocento le scienze sperimentali in ambito educativo: non s'interessano ancora delle problematiche che la scuola deve risolvere non s'interessano ancora delle problematiche che la società deve risolvere s'adoprano per cercare di risolvere i problemi pedagogici della società s'adoprano per cercare di risolvere i problemi che i docenti affrontano nelle classi.
Nei decenni successivi all'Unità il sapere pedagogico: e' ricco di pubblicazioni di carattere psico-didattico e' ricco di pubblicazioni storico-educative adotta il modello proveniente dalle scienze naturali e dalla statistica e' ancora molto lontano dai modelli scientifici propri delle scienze naturali.
La cultura dell'idealismo in Italia: s'adopra per promuovere tra i docenti una formazione di tipo didattico-disciplinare adotta il modello proveniente dalle scienze naturali e dalla statistica arresta le opportunità che la ricerca empirico-sperimentale stava offrendo alla scuola implementa le opportunità che la ricerca empirico-sperimentale offre alla scuola.
Solo in seguito alla scolarizzazione di massa, nel nostro paese: la scuola inizia a selezionare gli allievi inizia a ritrovare cittadinanza la cultura empirico-sperimentale inizia a ritrovare cittadinanza la cultura pedagogica di Maria Montessori la scuola inizia a combattere la dispersione.
Egle Becchi mette in evidenza che negli anni Settanta: inizia a ritrovare cittadinanza la cultura pedagogica di Maria Montessori la scuola inizia a combattere la dispersione la cultura educativa di matrice empirico-sperimentale arranca la cultura educativa di matrice empirico-sperimentale ha raggiunto livelli simili a quelli degli altri paesi europei.
Anche negli anni più recenti al posto di uno sviluppo solido della ricerca empirica di tipo educativo: abbiamo assistito ad una politica scolastica troppo incentrata sui bilanci abbiamo assistito ad una politica scolastica miope s'e' dato spazio alla sola riflessione teorica s'e' dato spazio, sostanzialmente, solo alla propaganda.
Negli anni più recenti al posto di uno sviluppo solido della ricerca empirica in ambito educativo: assistiamo ad in chiacchiericcio ben poco utile al fare scuola assistiamo a dibattiti politici e sindacali troppo legati al passato s'e' dato maggiormente spazio alla ricerca sociologica e psicologica abbiamo assistito ad una politica scolastica troppo incentrata sui bilanci.
L'insufficienza della ricerca empirica in ambito educativo: non consente al nostro paese di avere un sistema scolastico d'eccellenza non consente al nostro paese di avere un sistema scolastico al pari degli altri lascia la scuola priva di riferimenti necessari per assumere decisioni razionali lascia la scuola priva di supporti tecnologici mirati.
In Italia la ricerca empirico-sperimentale è stata considerata: marginale nonostante il bisogno reclamato dai docenti per la loro quotidianità didattica marginale nonostante il bisogno reclamato dai docenti per il benessere degli allievi utile - soprattutto da parte del mondo politico - per la formazione dei docenti utile - soprattutto da parte del mondo sindacale - per la formazione dei docenti.
Con l'espressione "problematizzazione non progettuale" abbiamo inteso: mettere in rilievo quanto i problemi della scuola, intesa come istituzione, siano difficili da superare mettere in rilievo quanto i progetti che si elaborano a scuola siano problematici sottolineare lo stallo che intercorre tra l'aver intercettato un problema e le soluzioni empiriche del problema stesso sottolineare lo stallo che intercorre tra l'identificazione di un problema e le soluzioni empiriche del problema stesso.
Il movimento culturale denominato evidence based education ha inteso: evidenziare il bisogno di educazione nella società odierna evidenziare quanto l'educazione sia poco evidente nelle molteplici agenzie educative diffondere una cultura dell'evidenza anche in ambito scolastico diffondere una cultura dell'evidenza anche in ambito medico.
Il movimento culturale denominato evidence based education ha inteso offrire ai docenti: una sorta di "stato dell'arte" al quale potersi riferire per progettare percorsi di aggiornamento professionale una sorta di "stato dell'arte" al quale potersi riferire per intraprendere le decisioni didattiche materiali didattici utili per elaborare progetti di didattica per competenze materiali utili per elaborare progettazioni didattiche legate all'innovazione.
Si è riscontrato che nel fare scuola quotidiano sia difficoltoso per un docente: motivare la scelta di una tipologia di programmazione piuttosto che di un'altra motivare la scelta di un format didattico piuttosto che di un altro predisporre una strategia di lavoro adatta per ogni singolo allievo predisporre una strategia di lavoro di tipo individualizzato.
Il prof. Antonio Calvani ha potuto mettere in rilievo che i docenti, in forma analoga ai medici, spesso arrivano a domandarsi: quale sia la strategia di lavoro adatta per coloro che dimostrano di avere bisogno quale sia la strategia di lavoro che, in un contesto preciso, "funzioni" meglio come risolvere problemi che si manifestano all'improvviso come risolvere problemi che si manifestano per la prima volta.
Il movimento culturale dell' evidence based education ha ribadito che la metodologia di ricerca più efficace in ambito educativo è: il questionario l'intervista l'esperimento il problem solving.
Chi, tra i seguenti, ha impostato un lavoro finalizzato a definire lo stato dell'arte delle metodologie e delle azioni didattiche efficaci: Antonio Calvani David H. Hargreaves Benedetto Vertecchi John Hattie.
Dagli studi sull'EBE è emerso che le variabili che maggiormente incidono sui risultati scolastici sono: la lezione dialogica il feedback bidirezionale la valutazione autentica il feedback semplice.
Dagli studi sull'EBE è emerso che le variabili che maggiormente incidono sui risultati scolastici sono: la programmazione educativa la lezione dialogica la valutazione formativa la valutazione autentica.
Agli studenti coinvolti nel forum proposto da un insegnamento di Docimologia è stato chiesto di raccontare: i limiti didattici dei docenti che hanno avuto alla scuola superiore i limiti didattici dei docenti che hanno avuto alla scuola elementare l'esperienza passata sulla valutazione l'esperienza che hanno avuto da studenti sulla valutazione.
Dalle storie raccontate è emerso che il giudizio di valutazione: generalmente è attribuito dopo un'opportuna riflessione generalmente è attribuito in maniera sommaria e' inficiato da elementi non solo di natura psicologica e' inficiato da elementi non solo di natura cognitiva.
Quando il giudizio di valutazione viene giudicato dagli allievi poco equo (perché non legato solo alla prestazione da loro fornita): si abbassa la fiducia nei confronti del docente si abbassa la fiducia nei confronti della scuola in generale i genitori tendono a lamentarsi con la dirigenza i genitori tendono a lamentarsi con il docente stesso.
Quali sono gli strumenti di valutazione che possono incentivare la competizione?: in modo particolare le prove strutturate di conoscenza gli strumenti di tipo tradizionale soprattutto le prove semistrutturate generalmente i compiti autentici.
Durante l'interrogazione può accadere che l'allievo: maturi un senso di rivalsa nei confronti del docente ricerchi, tra l'altro, il consenso affettivo del docente si distragga a causa dei compagni poco rispettosi maturi un senso di rivalsa nei confronti dei compagni.
Il problema dell'emotività in modo particolare durante l'interrogazione: viene spesso amplificato dai docenti viene spesso amplificato dai genitori tende ad essere ritenuto un affare privato dell'allievo tende ad essere ritenuto poco importante ai fini della prestazione.
Nella scuola talvolta per ridurre i problemi legati all'emotività si decide di: non valutare gli allievi valutare gli allievi solo in forma scritta adottare solo una strumentazione docimologica di tipo oggettivo adottare solo una strumentazione docimologica di tipo autentico.
L'atteggiamento più opportuno in ambito valutativo dovrebbe essere quello di: accogliere e controllare la dimensione emotiva accogliere e gestire al meglio la dimensione emotiva richiedere agli allievi di controllare la loro emotività richiedere agli allievi di imparare le regole che la scuola richiede.
Sono state raccolte in una dispensa le storie della vita scolastica dei docenti (quando cioè erano allievi): in quanto evidenziano con chiarezza le distorsioni valutative ancora presenti nella scuola in quanto evidenziano con chiarezza le distorsioni valutative presenti nella scuola del passato perché servono a conoscere meglio la vita della scuola perché servono a conoscere più da vicino i problemi riscontrati dai docenti quando erano allievi.
Dalle storie di vita scolastica dei docenti (quando cioè erano allievi) è emerso che talvolta: si creava un conflitto intergenerazionale si creavano difficoltà di relazione con i genitori i giudizi dei loro insegnanti risultavano inquinati dall'opinione che in itinere avevano maturato nei loro confronti i giudizi dei loro insegnanti risultavano inquinati dall'opinione che inizialmente avevano maturato nei loro confronti.
In Italia si concretizza l'idea che il tempo sia una risorsa fondamentale e assume dimensioni diverse a seconda delle attività didattiche con: la riforma Gentile la legge sull'autonomia la legge Casati l'istituzione della scuola media unica.
Con il termine individualizzazione si intende definire una modalità di insegnamento: simile al precettorato a misura d'allievo, attento ai tempi e alle modalità di apprendimento degli allievi improntato allo sviluppo dei talenti individuale per ciascun allievo che presentasse lacune all'inizio del percorso di apprendimento e collettivo per tutti gli altri.
La semplice traslocazione delle conoscenze risulta efficace in un contesto: di scolarizzazione ristretta e di omogeneità delle caratteristiche degli allievi di scolarizzazione di massa e di eterogeneità delle caratteristiche degli allievi di scolarizzazione ristretta e di eterogeneità delle caratteristiche degli allievi di scolarizzazione di massa e di omogeneità delle caratteristiche degli allievi.
Nella scuola di massa se l'agire didattico poggia sul senso comune anziché sulla ricerca scientifica il prodotto scolastico sarà: eterogeneo con una conseguente dispersione di intelligenze eterogeneo portando al fenomeno dell'illetteratismo omogeneo con una conseguente dispersione di intelligenze omogeneo portando al fenomeno dell'illetteratismo.
Il sistema Winnekta elaborato da Washburne proponeva la divisione del lavoro didattico in: due parti, il programma di recupero e il programma di potenziamento tre parti: la valutazione iniziale, il programma di recupero e il programma di potenziamento due parti, il programma minimo comune e il programma di sviluppo tre parti: la valutazione iniziale, il programma minimo comune e il programma di sviluppo.
Secondo il sistema Winnekta elaborato da Washburne: gli allievi conseguono i traguardi di apprendimento minimi secondo i propri tempi gli allievi conseguono i traguardi di apprendimento minimi secondo i tempi prestabiliti dalla didattica gli allievi adottano la propria modalità di apprendimento nello studio della disciplina gli allievi adottano la modalità di apprendimento disposta dal docente nello studio della disciplina.
Nel sistema Winnekta elaborato da Washburne: le discipline hanno carattere unitario, l'attività di valutazione è predisposta all'inizio e in itinere, infine sono predisposti dei momenti di recupero le discipline hanno carattere unitario, l'attività di valutazione è predisposta solamente in itinere, infine sono predisposti dei momenti di recupero le discipline sono suddivise in unità di lavoro secondo una difficoltà crescente, l'attività di valutazione è predisposta solamente in itinere, infine sono predisposti dei momenti di recupero le discipline sono suddivise in unità di lavoro secondo una difficoltà crescente, l'attività di valutazione è predisposta all'inizio e in itinere, infine sono predisposti dei momenti di recupero.
Il programma finalizzato allo sviluppo dei talenti del sistema Winnekta elaborato da Washburne: prevede che gli allievi possano scegliere le materie in cui cimentarsi non è obbligatorio, ma a discrezione dei singoli allievi e' obbligatorio, ma gli allievi possono scegliere le materie in cui cimentarsi prevede che le materie di studio sono indicate dal docente.
Secondo il metodo delle schede elaborato da Dottrens la diversificazione del materiale didattico è utile poiché così: gli allievi conseguono i traguardi di apprendimento minimi secondo i propri tempi gli allievi conseguono i traguardi di apprendimento minimi secondo i tempi prestabiliti dalla didattica gli allievi adottano la propria modalità di apprendimento nello studio della disciplina gli allievi adottano la modalità di apprendimento disposta dal docente nello studio della disciplina.
Quale metodo prevede la predisposizione di una verifica al termine della lezione collettiva per fornire materiale differenziato a seconda dei bisogni riscontrati: il metodo delle schede di Dottrens la strategia della Flipped Classroom il sistema Winnekta il metodo Montessori.
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