ECOLOGIA-Docente: Migliore Luciana
|
|
Title of test:
![]() ECOLOGIA-Docente: Migliore Luciana Description: Organizzazione della materia vivente (Lez. 17-44) |



| New Comment |
|---|
NO RECORDS |
|
Quali sono le caratteristiche di una popolazione?. Curve di accrescimento e sopravvivenza. Distribuzione nello spazio e in classi d'età. Densità, Natalità e mortalità, Curve di accrescimento e sopravvivenza, Distribuzione nello spazio e in classi d'età. Distribuzione nello spazio e in classi d'età. Come si definisce una popolazione?. È un'associazione temporanea di organismi che si scambiano servizi. È un insieme di individui della stessa specie. È un'associazione temporanea di organismi che condividono caratteristiche genetiche e caratteristiche statistiche. È un insieme di individui della stessa specie che ha possibilità reale di essere interfecondi perché abitano una stessa area nello stesso tempo. Cos'è una popolazione?. l'insieme di tutti gli individui di una stessa specie. l'insieme degli individui di una stessa specie che vivono nella stessa area e quindi sono tra loro effettivamente interfecondi. il gruppo dei primi colonizzatori di un'area. l'insieme degli individui di specie simili che vivono nella stessa area. Cos'è la densità di una popolazione?. È la dimensione della popolazione riferita ad un'unità di spazio. Si può misurare come numero, biomassa o energia. E' la distanza tra due individui in rapporto all'ampiezza dell'areale. E' il numero di individui di una poplazione. Cos'è la densità di una popolazione?. La biomassa degli individui della popolazione. Il numero o la biomassa degli individui della popolazione. La dimensione della popolazione riferita all'unità di spazio. Il numero degli individui della popolazione. Come si misura la densità di una popolazione?. come numero di individui o biomassa per unità di spazio generico (densità specifica o ecologica). come numero di individui o biomassa per unità di spazio generico (densità aspecifica) oppure come numero di individui o biomassa per unità di spazio realmente utilizzabile (densità specifica o ecolologica). come numero di individui o biomassa per unità di spazio realmente utilizzato (densità aspecifica). La densità non si misura. Ci sono limiti alla densità di una popolazione?. la densità di una popolazione ha un limite superiore (determinato da flusso di energia, livello trofico, dimensione degli individui, velocità del metabolismo). la densità di una popolazione non ha limiti definiti. la densità di una popolazione ha un limite inferiore (non facilmente determinabile per il principio di Allee). Si, la densità ha un limite superiore e uno inferiore. Il limite superiore della densità dipende. dal livello trofico, con differenze a seconda del tipo di alimentazione. dalle dimensioni degli organismi, perché gli organismi più piccoli consumano più energia per unità di massa corporea di quelli grandi. Nessuna delle precedenti. dal livello trofico, con differenze a seconda del tipo di alimentazione e dalle dimensioni degli organismi. Cos'è la mortalità?. la misura dell'incremento della popolazione. La compensazione della natalità. E' la rimozione di individui dalla popolazione e si riferisce al numero degli individui che si sottraggono in un determinato intervallo di tempo. la quota di individui sottratti alla popolazione nel tempo, esclusa quella dovuta all'emigrazione. Cosa si intende per natalità. Si calcola come l'opposto della mortalità. Il numero di individui che vengono sottratti alla popolazione. La natalità massima di una popolazione è variabile, e rappresenta la produzione di nuovi individui in condizioni reali. La natalità ecologica, cioè l'aggiunta di nuovi individui in condizioni reali. L'accrescimento di una popolazione dipende. dal numero degli individui presenti. dall'integrazione del tasso di natalità e di mortalità. L'accrescimento ha una dinamica casuale. dalla durata di vita degli organismi. Cos'è la natalità?. La compensazione della mortalità. la quota di individui che si aggiungono alla popolazione nel tempo, esclusa quella dovuta all'immigrazione. E' la capacità intrinseca di una popolazione di accrescersi e si riferisce al numero degli individui aggiunti alla popolazione in un determinato intervallo di tempo. la misura del decremento della popolazione. Le curve di accrescimento di una popolazione. Sono determinate dal tasso di natalità e non da quello di mortalità. hanno due modelli, uno esponenziale e uno sigmoide; modello di accrescimento sigmoide tiene conto della "resistenza ambientale". Sono spesso correlate alla distribuzione in classi d'età della popolazione. hanno due modelli, uno esponenziale e uno sigmoide; il modello di accresimento esponenziale non è realistico. Il tasso di accrescimento di una popolazione è. correlato a: dimensione della popolazione. correlato a: dimensione della popolazione, rapporto sessi e distribuzione in classi d'età. correlato a: rapporto sessi e distribuzione in classi d'età. correlato a: distribuzione in classi d'età. Cosa si intende per K nell'ecologia di popolazione?. la quantificazione delle risorse presenti in un ambiente. la capacità portante di un ecosistema, cioè il numero massimo di organismi supportato dal sistema oltre il quale avviene un crollo drastico. la peculiare caratteristica di accrescimento della popolazione in esame. il limite massimo di densità di una popolazione determinato dal tasso di natalità e non da quello di di mortalità. Il potenziale biotico, r. quantifica la capacità riproduttiva di una specie e dipende dalla distribuzione in classi d'età della popolazione e dalla velocità riproduttiva delle singole classi d'età. dipende dalla distribuzione in classi d'età della specie. è minimo nel caso di distribuzione in classi d'età "stabile" e non quantifica la capacità riproduttiva di una specie. dipende dalla velocità riproduttiva delle singole classi d'età di una popolazione. Le curve di sopravvivenza di una specie. rappresentano la probabilità di morire degli individui alle diverse classi d'età. sono convesse se la mortalità è massima durante le prime fasi della vita. sono concave se la mortalità è massima alla massima longevità. sono poco importanti perché la mortalità èsempre la stessa a tutte le età. La curva di accrescimento a S (sigmoide) di una popolazione. non tiene conto della disponibilità delle risorse. è descritta dall'equazione dN/dt = rN. è indipendente dai fattori limitanti. è descritta dall'equazione dN/dt = rN(k-N)/K. La curva di accrescimento a J (esponenziale) di una popolazione. è descritta dall'equazione dN/dt = rN. dipende dai fattori limitanti. tiene conto della disponibilità delle risorse. è descritta dall'equazione dN/dt = rN(k-N)/K. Modello di accrescimento delle popolazioni è. irregolare, non ci sono modelli di accrescimento. esponenziale (curva a J) o sigmoide (curva a S). esponenziale (curva a J). sigmoide (curva a S). La distribuzione in classi d'età. influenza natalità/mortalità ma non dà indicazioni sulla capacità riproduttiva futura. è un importante dato demografico. non influenza natalità/mortalità ma dà indicazioni sulla capacità riproduttiva futura. influenza natalità/mortalità e dà indicazioni sulla capacità riproduttiva futura. Causa del tipo di distribuzione degli organismi nello spazio sono. i modelli di dispersione o di comportamento sociale nella distribuzione aggregata, la presenza di interazioni competitive forti in quella uniforme. l'assenza di interazioni tra gli individui e i fattori ambientali abiotici. i modelli di dispersione o di comportamento sociale nella distribuzione uniforme, la presenza di interazioni competitive forti in quella aggregata. i fattori ambientali abiotici. La distribuzione nello spazio. può essere aggregata quando gli organismi si trovano in gruppi, casuale quando gli organismi non hanno un modello di spaziatura o uniforme quando gli organismi sono distanziati regolarmente. è quasi sempre casuale. può essere casuale quando gli organismi si trovano in gruppi, aggregata quando gli organismi non hanno un modello di spaziatura o uniforme quando gli organismi sono distanziati regolarmente. può essere aggregata quando gli organismi sono distanziati regolarmente, uniforme quando gli organismi si trovano in gruppi, casuale quando gli organismi non hanno un modello di spaziatura o. Le ipotesi classiche di regolazione delle popolazioni. ipotizzano meccanismi endogeni che riducono o aumentano la natalità e la mortalità. sostengono che le popolazioni sono regolate da fattori ambientali e che sono indipendenti dalla densità di popolazione. includono tra i fattori di regolazione i fattori densità-dipendenti, quelli densità indipendenti e i meccanismi endogeni di regolazione. sostengono che le popolazioni sono regolate da fattori densità-dipendenti. I meccanismi di regolazione di una popolazione sono. densità-indipendenti se l'effetto è funzione della dimensione della popolazione, densità-dipendenti se l'effetto è indipendente della densità. densità-dipendenti perché l'effetto è funzione della densità. densità-indipendenti perché l'effetto è indipendente dalle dimensioni della popolazione. densità-indipendenti se l'effetto è indipendente dalle dimensioni della popolazione, densità-dipendenti se l'effetto è funzione della densità. La regolazione di una popolazione è. la tendenza della popolazione a diminuire la sua dimensione. è impossibile, le popolazioni non sono in grado di regolare la propria dimensione. la tendenza della popolazione a diminuire la sua dimensione se è al di sopra di un certo livello, oppure di aumentarla se è al di sotto. la tendenza della popolazione a aumentare la sua dimensione. Quali sono le caratteristiche di una comunità?. La Struttura temporale, che dipende dai cicli giornalieri, stagionali, di marea, ... dei fattori ambientali. La Fisiognomia, cioè la forma e la struttura di una comunità che determina il modo in cui essa appare ed è riconoscibile. Struttura verticale, la sua stratificazione, e struttura orizzontale, che dipende dalla disposizione degli individui di ciascuna popolazione. La fisiognomia, e la struttura verticale, orizzontale e temporale. Cosa si intende per diversità di specie?. E' definita come la presenza di specie dominanti e rare nell'ambiente in esame. Nessuna delle precedenti. E' la Gamma-diversità, cioè è la diversità regionale, la ricchezza in specie di un'area in cui si trovano più comunità. È il rapporto tra la diversità alfa e beta. Come si identifica una comunità?. con la lista di specie che definisce la comunità da un punto di vista qualitativo. con la lista di specie che definisce la comunità sia da un punto di vista qualitativo sia da uno quantitativo. con la lista di specie che definisce la comunità da un punto di vista quantitativo. Con la lista di specie. Quali sono le specie dominanti di una comunità. quelle presenti comunemente. quelle che determinano la diversità nel sistema. quelle attraverso cui passa la gran parte dell'energia del sistema. non ci sono specie dominanti nei sistemi ecologici. Cos'è la diversità di specie?. E' una caratteristica naturale di difficile valutazione. È il numero di specie diverse presenti in una data comunità e si misura con la componente evenness (uniformità). È il numero di specie diverse presenti in una data comunità e si misura su due componenti: ricchezza in specie e evenness (uniformità). È il numero di specie diverse presenti in una data comunità e si misura con la componente ricchezza in specie. Quali sono i tipi di diversità che si misurano. Sono tanti e diversificati. sono due: diversità alfa - locale e diversità gamma - regionale. sono tre: diversità alfa - locale, diversità beta - delle aree di transizione, e diversità gamma - regionale. sono due: diversità alfa - locale e diversità beta - delle aree di transizione. Da cosa è prodotta la diversità di specie?. Dal rapporto tra la diversità alfa e beta. Dalla Gamma-diversità, cioè è la diversità regionale, la ricchezza in specie di un'area in cui si trovano più comunità. Nessuna delle precedenti. Dalla presenza di specie dominanti e rare nell'ambiente in esame. Come si definisce la comunità. E' definita dalla lista di specie, che definisce quantitativamente la comunità. La comunità è costituita da tutte le popolazioni che si susseguono in un intervallo di tempo. Insieme delle popolazioni di specie diverse che vivono nella stessa area/volume, persistono per un tempo compatibile e sono tra loro interconnessi tramite trasferimenti di energia e materiali. La comunità è l'insieme degli individui in un habitat. Quali sono i tipi fisiognomici più importanti?. sono Tundra, Taiga, Steppa, Deserto, Savana, Foresta pluviale. sono Tundra, Taiga, Foresta temperata a latifoglie, Foresta e macchia a sclerofille, Steppa, Deserto, Savana, Foresta pluviale. sono quelli delle aree temperate e meridionali: Foresta e macchia a sclerofille, Steppa, Deserto, Savana, Foresta pluviale. sono quelli delle aree settentrionali: Tundra, Taiga, Foresta temperata a latifoglie. Cosa sono i biomi?. Sono ambienti con variazioni stagionali. L'insieme dei fattori biotici che insistono su un sistema. Sono gli habitat che variano latitudinalmente condizionati sia nel numero di individui sia nel numero di specie presenti dal complesso delle condizioni ambientali locali. Tipi di comunità, detti anche formazioni, riconoscibili per la loro fisiognomia. Cos'è un bioma?. La 'formazione' costituita da organismi animali. La 'formazione' costituita da organismi animali e vegetali. E' un definito tipo di comunità, riconoscibile dalla sua componente vegetale; è detto formazione se ci si riferisce alla sola fisiognomia. E' un definito tipo di comunità, riconoscibile dalla sua fisiognomia; è detto formazione se ci si riferisce alla sola componente vegetale. Cosa caratterizza la taiga?. la presenza di boschi di latifoglie; è il bioma terrestre più diffuso sulla Terra. la presenza di boschi di conifere, soprattutto pini, abeti e larici; è il bioma terrestre meno diffuso sulla Terra. la presenza di boschi di conifere, soprattutto pini, abeti e larici; è il bioma terrestre più diffuso sulla Terra. la presenza di specie stenoecie. Cosa caratterizza la tundra?. la distribuzione geografica. la fiorente crescita delle piante nelle brevi stagioni di crescita. la limitata crescita delle piante, determinata da basse temperature e brevi stagioni di crescita. la presenza di specie euriecie. Quali sono le Foreste e macchie a sclerofille. il Chaparral, il Matorral e il Fynbos. la Macchia mediterranea, il Chaparral, il Matorral e il Fynbos. la Macchia mediterranea e il Chaparral. la Macchia mediterranea e il Fynbos. Cosa caratterizza la macchia mediterranea?. la distribuzione geografica in aree a clima continentale mite. la capacità di vivere in aree a elevata disponibilità d'acqua. nessuna delle risposte è corretta. la vegetazione a sclerofille, dal greco a 'foglie dure'. Cosa sono le Foreste Temperate a Latifoglie?. sono boschi di pini e abeti. sono biomi che non mostrano andamenti stagionali. sono i biomi caratteristici di aree a clima continentale più mite. sono biomi caratterizzati dalla presenza di sclerofille. Cos'è la savana?. è un bioma povero. è un bioma a pascolo ininterrotto e ricco di erbe, senza copertura, nonostante l'elevata densità di alberi. non è un bioma. é uno strato erbaceo. Cos'è la steppa?. è un bioma a prati e arbusti senza alberi e generalmente caratterizzata da clima desertico. è un bioma a prati e arbusti senza alberi e generalmente caratterizzata da clima semi-arido e continentale. è un bioma diversificato, caratteristico di aree continentali. non è un bioma. Cos'è un deserto?. è una zona arida caratterizzata da basse precipitazioni e in cui le condizioni di vita sono ostili per piante ed animali. è una zona soggetta alla la cella tropicale (di Hadley). è una zona soggetta alla cella temperata (di Ferrel). è una zona arida completamente disabitata. Perché il deserto è arido pur trovandosi a una latitudine relativamente bassa?. perché le precipitazioni dipendono dai moti convettivi atmosferici e le zone desertiche si producono laddove le circolazioni determinano la carenza d'acqua: tra la cella temperata (Ferrel) e quella tropicale (Hadley). perché le precipitazioni dipendono dai moti convettivi atmosferici e le zone desertiche si producono laddove le circolazioni determinano la carenza d'acqua: all'interno della cella temperata (Ferrel). perché le precipitazioni dipendono dai moti convettivi atmosferici e le zone desertiche si producono laddove le circolazioni determinano la carenza d'acqua: all'interno della cella tropicale (Hadley). La latitudine non determina la disponibilità d'acqua. Cos'è la foresta pluviale?. dette anche i gioielli della Terra, sono gli ecosistemi più diversificati e ricchi, in cui milioni di specie di piante, insetti e microrganismi sono ancora da scoprire. la stragrande maggioranza delle specie delle foreste pluviali sono ancora da scoprire. Il 90-95% di tutte le specie sulla Terra sono indigene delle foreste pluviali. nessuna delle risposte è corretta. Quali sono le funzionalità dell'ecosistema?. Struttura trofica, circuiti energetici, diversità nello spazio e nel tempo, cicli della materia. quelle relative al flusso di energia e materiale. Nessuna delle risposte è corretta. quelle relative al ricircolo di materia e energia. Gli elementi caratterizzanti della struttura trofica degli ecosistemi sono. I batteri e i virus. la componente autotrofa, in cui prevale la fissazione dell'energia luminosa, e la componente eterotrofa, in cui prevale l'utilizzo, il riarrangiamento e la decomposizione di composti complessi (consumatori, decompositori). i produttori, la componente autotrofa in cui prevale la fissazione dell'energia luminosa, l'uso di sostanze inorganiche e la costruzione di composti complessi. consumatori e decompositori, la componente eterotrofa, in cui prevale l'utilizzo, il riarrangiamento e la decomposizione di composti complessi. Come si compone la struttura trofica in un ecosistema?. È caratterizzata da una componente autotrofa (consumatori, decompositori) e una eterotrofa (produttori) interconnesse. La struttura trofica di un ecosistema è composta dalle prede e dai predatori. Si compone della materia inorganica disponibile nell'ecosistema. E' formato da una componente autotrofa, in cui prevale la fissazione dell'energia luminosa, l'uso di sostanze inorganiche e la costruzione di composti complessi, ed una componente eterotrofa, in cui prevale l'utilizzo, il riarrangiamento e la decomposizione di composti complessi. Come si rappresenta la struttura trofica di un ecosistema?. Dipende dalle risorse limitanti. Si rappresenta come il rapporto tra la componente biotica e abiotica di un ecosistema. Può essere rappresentata come piramidi di Numero, Biomassa e Energia che possono essere diritte o capovolte. Si rappresenta con piramidi ecologiche, le reti trofiche, i comparti energetici. Quali sono le proprietà emergenti di un ecosistema?. Comunità e ambiente fisico di una determinata area interagiscono in modo da determinare la ciclizzazione dei nutrienti tra comparto abiotico e biotico. Comunità e ambiente fisico di una determinata area interagiscono in modo da determinare una definita struttura trofica in cui i nutrienti transitano tra comparto abiotico e biotico e la ciclizzazione di materia ed energia. Comunità e ambiente fisico di una determinata area interagiscono in modo da determinare una definita struttura trofica. Comunità e ambiente fisico di una determinata area interagiscono in modo da determinare una definita struttura trofica in cui fluisce materia ed energia, e la ciclizzazione dei nutrienti tra comparto abiotico e biotico. Come si studia un ecosistema?. Le funzionalità dell'ecosistema non possono essere studiate perché sono processi complessi e non facilmente identificabili. Le funzionalità dell'ecosistema devono essere studiate in relazione a: struttura trofica, circuiti energetici, diversità nello spazio e nel tempo, cicli della materia. Le funzionalità dell'ecosistema devono essere studiate in relazione alla diversità ecosistemica nello spazio e nel tempo. Le funzionalità dell'ecosistema devono essere studiate in relazione a: struttura trofica, circuiti energetici, cicli della materia. Come si definisce un ecosistema?. È l'unità che include la comunità che vive in una data area e interagisce con l'ambiente fisico. E' un concetto astratto. E' definito dal flusso di energia. È caratterizzato dalla sola presenza di una componente eterotrofa. Le strutture trofiche sono rappresentate. come piramidi di Numero, di Biomassa oppure di Energia, che possono essere dritte o capovolte. come piramidi di popolazioni. dalla misura in joule. come piramidi di Numero, Biomassa oppure di Energia, che non può essere mai capovolta. Il flusso di energia in un ecosistema. è limitato dall'efficienza con cui l'energia solare che arriva nel sito viene trasformata e trasferita nel sistema, perché la quantità di luce che arriva sulla Terra è uguale dappertutto. dipende dal tempo e dallo spazio. dipende dagli organismi presenti. è limitato dalla quantità di energia solare che arriva in quel sito e dall'efficienza con cui viene trasformata e trasferita nel sistema, per questo la ricchezza degli ecosistemi naturali dipende dal tasso di irradiazione. Cos'è la produttività produttività netta della comunità?. è la misura della respirazione della comunità. è la capacità di produrre sostanza organica dell'intera comunità. è la velocità di immagazzinamento dell'energia, dopo che tutta la comunità ha respirato. è la quantità di sostanza organica necessaria alla respirazione di tutta la comunità. Cos'è la produttività secondaria?. è la quantità di energia chimica residua dopo la respirazione del consumatore. è la velocità di produzione della sostanza organica nei consumatori. è la quantità di energia chimica necessaria per la respirazione del consumatore. è la velocità di assimilazione dell'energia nei trasferimenti tra i consumatori. Cos'è la produttività primaria netta?. è la capacità fotosintetica del consumatore. è la quantità di energia chimica necessaria per la respirazione del produttore. è la velocità di fotosintesi, inclusa la quantità di energia chimica necessaria per la respirazione del produttore. è la velocità di fotosintesi, al netto della quantità di energia chimica necessaria per la respirazione del produttore. Cos'è la produttività primaria?. la somma di produttività primaria lorda e netta. è la velocità di trasformazione dell'energia radiante in sostanza organica. è la velocità di trasformazione dell'energia radiante in sostanza organica, esclusa la quantità di energia chimica necessaria per la respirazione del produttore. è la velocità di trasformazione dell'energia radiante in sostanza organica, inclusa la quantità di energia chimica necessaria per la respirazione del produttore. Le strutture trofiche costituiscono. strutture aleatorie che cambiano nel tempo e nello spazio. catene trofiche o catene alimentari, che permettono il trasferimento di alimento tra gli elementi di una comunità. reti trofiche che permettono la serie di interconnessioni alimentari che si stabiliscono tra gli elementi di una comunità. interconnessioni alimentari che si stabiliscono tra gli elementi di una comunità. Esiste un limite di produttività negli ecosistemi?. No, la limitazione alla produttività può essere risolta con la tecnologia. Si, e dipende dalla quantità di energia chimica trasformata e trasferita nel sistema. Si, e dipende dalla quantità di energia solare che arriva in quel sito e dall'efficienza con cui viene trasformata e trasferita nel sistema. No, non ci sono limitazioni alla produttività ecosistemica. Qual è il fattore ambientale che permette la produzione biologica sulla Terra. La fonte di energia della Terra è la luce solare. La fonte di energia della Terra è la fotosintesi. Nessuna delle risposte è corretta. La fonte di energia della Terra sono i combustibili fossili. Cosa si intende per produttivià?. Nessuna di queste. Si intende il ciclo dell'energia e della materia in una sistema. La produttività netta della comunità è la velocità di immagazzinamento dell'energia da parte dei produttori. Si intende la quantità di energia trasformata in biomassa nell'unità di tempo. Cos'è la produttività primaria lorda?. è la quantità di energia chimica necessaria per la respirazione del produttore. è la velocità di fotosintesi, esclusa la quantità di energia chimica necessaria per la respirazione del produttore. è la capacità fotosintetica del produttore. è la velocità di fotosintesi, inclusa la quantità di energia chimica necessaria per la respirazione del produttore. Come si definisce la successione ecologica?. Lo sviluppo di un ecosistema, processo ordinato di sviluppo delle comunità. Non dipende da modificazioni dell'ambiente fisico dovute alla comunità. Nel passaggio da comunità pioniere verso il clima le specie K-strategist vengono sostituite da r-strategist. È un processo ordinato e prevedibile che non implica variazioni nel tempo della struttura in specie e della funzionalità delle comunità. Come si classificano le successioni ecologiche?. Con i metodi di analisi delle comunità. Possono essere primarie o secondarie, e culminano in un ecosistema stabile, detto climax; le comunità intermedie sono dette stadi serali o sere. Possono essere stabili, dette climax, o intermedie, dette sere. E' molto difficile classificare le successioni per via delle loro molteplici variazioni nello spazio e nel tempo. Il concetto di successione ecologica si consolida nel XX secolo con le teorie di: Clemens e Gleason non si sono occupati di successioni ecologiche. Clemens e Gleason, il primo sosteneva che l'unità fosse un'entità organica, che come un organismo cresce, matura e muore; il secondo sosteneva che invece fosse un'associazione casuale, a malapena un'unità vegetazionale. Gleason e Clemens, il primo sosteneva che l'unità fosse un'entità organica, che come un organismo cresce, matura e muore; il secondo sosteneva che invece fosse un'associazione casuale, a malapena un'unità vegetazionale. Gleason e Clemens, che sostenevano entrambi come l'unità fosse un'entità organica che, come un organismo, cresce, matura e muore. Il climax edafico è. Lo stadio finale a cui arriva la comunità localmente in relazione alle condizioni microclimatiche, topografiche, geologiche e pedologiche del sito. Lo stadio finale della comunità determinato da latitudine, altitudine e continentalità. Uno degli stadi intermedi della successione. Lo stadio finale raggiunto in accordo con l'ipotesi del monoclimax fatta da Clements. La successione primaria. E' la sequenza che parte in uno spazio già colonizzato in precedenza che è stato sottoposto a perturbazione. E' la condizione primaria di un sito sottoposto a perturbazioni. E' quello che succede in un sito prima che si avvii una sucecssione. E' la serie di comunità che si susseguono in uno spazio mai colonizzato prima [substrato] da altri organismi, è caratterizzato da una lunga sequenza iniziale. Nel corso della successione il processo di facilitazione. E' quello per cui le specie precoci escludono i colonizzatori successivi per predazione, competizione, ecc. E' quello per cui le specie tardive risultano più efficienti di quelle precoci a livelli più bassi di risorse, finendo per escluderle competitivamente. E' quello per cui le specie precoci modificano le condizioni ambientali favorendo la colonizzazione delle specie tardive. Non si verifica quasi mai, viene rilevato solo in alcune specifiche condizioni ambientali. La successione autotrofa. E' quella successione che, in base agli aspetti produttivi, mostra una produzione maggiore della respirazione. Non esistono le successioni autotrofe, sono solo eterotrofe. E' quella in cui negli stadi iniziali la produttività netta della comunità è elevata. E' quella successione che, in base agli aspetti produttivi, mostra una respirazione maggiore della produzione. Cosa sono i cicli bio-geo-chimici?. E' il tempo necessario per la decomposizione di un organismo. Sono l'insieme delle reazioni biochimiche che esegue un organismo. Sono il continuo trasferimento di elementi chimici tra la componente biotica e quella abiotica, e viceversa, nell'ecosistema. Sono le reazioni che modificano la chimica di una sostanza. Nei cicli biogeochimici il pool di riserva. E' una componente di piccole dimensioni, responsabile degli scambi tra organismi e ambiente. E' un altro modo di chiamare il pool di scambio. E' la componente di maggiore dimensione, non biologica, con movimenti di materiale molto lenti. E' il sito dove si rilevano l'elemento di interesse in elevate quantità. I cicli si classificano come. I cicli non si classificano. Gassosi o Sedimentari, nel primo caso se il pool di riserva è localizzato nelle rocce, nel secondo se il pool di riserva è localizzato in atmosfera o negli oceani. Gassosi se il pool di riserva è localizzato nell'atmosfera oppure negli oceani. Gassosi se il pool di riserva è localizzato nella litosfera. La vita sulla Terra si è evoluta sulla base di. Una consistente disponibilità di energia e di elementi chimici. Una consistente disponibilità di elementi chimici e una quantità finita di energia. Una consistente disponibilità di energia e una quantità finita di elementi chimici. Una disponibilità limitata di energia e di elementi chimici. Il pool di riserva del ciclo del Carbonio. E' l'oceano, come previsto per i cicli gassosi. E' l'atmosfera, infatti è il cico del C è classificato come ciclo gassoso. E' la litosfera, in quanto il Carbonato di calcio è il componente principale di rocce come la dolomia. E' la litosfera, in quanto grandi quantità di carbonio sono stoccate nella crosta terrestre sotto forma di combustibili fossili e sedimenti organici. La fissazione del Carbonio nel ciclo biogeochimico. Il ciclo biogeochimico del Carbonio non include la fissazione. E' il processo di restituzione all'atmosfera della CO2 che si ottiene ossidando materia organica. Avviene attraverso il processo fotosintetico con cui gli autotrofi sono in grado di convertire l'energia luminosa proveniente dal Sole in energia chimica, utilizzando CO2 e acqua per fissarla in molecole di zucchero. E' generalmente chiamato respirazione e riguarda tutti gli organismi. Il leaching dell'Azoto. E' il processo per cui i sali solubili dell'Azoto vengono dilavati con la pioggia dagli ecosistemi terrestri, entrando in quelli acquatici, fino al mare, rappresentando uno dei maggiori responsabili dell'eutrofizzazione. Non si verifica perché l'azoto non è solubile. E' il processo per cui i sali solubili dell'Azoto vengono concentrati negli ecosistemi terrestri. Non è coinvolto nel processo dell'eutrofizzazione. La fissazione dell'Azoto nel ciclo biogeochimico. E' la produzione di nitrato dai composti 'biologicamente utili' che avviene nel suolo, in presenza di O2. E' un processo complesso perché l'azoto atmosferico è estremamente stabile, in cui N2 è ridotto ad ammoniaca, 'biologicamente utile' e incorporato in proteine, acidi nucleici, ecc. E' la transformazione effettuata dalle radici delle piante: è un processo efficiente, ma richiede molta energia (10 g glucose/g N). E' la trasformazione di nitrato in nitrito che avviene nel suolo, in presenza di O2. Il ciclo biogeochimico dell'Azoto. E' un ciclo gassoso in cui l'intervento di gruppi di batteri specializzati è sporadico. E' un ciclo gassoso piuttosto complesso e molto costoso in termini energetici in cui gruppi di batteri specializzati intervengono nella modifica dell'atomo di azoto. E' un ciclo gassoso che non prevede la modifica dello stato di ossidazione dell'atomo di azoto. E' un ciclo sedimentario piuttosto complesso e molto costoso in termini energetici in cui gruppi di batteri specializzati intervengono nella modifica dell'atomo di azoto. Il ciclo biogeochimico del fosforo. E' un ciclo sedimentario piuttosto semplice e ben regolato. E' un ciclo in cui i comparti terrestre ed acquatico hanno dinamiche completamente separate. E' un ciclo sedimentario piuttosto semplice, poco regolato perché ci sono perdite consistenti nei sedimenti profondi; l'aumento del fosforo nei mari contribuisce all'eutrofizzazione. E' un ciclo gassoso piuttosto semplice, poco regolato perché ci sono perdite consistenti nei sedimenti profondi; l'aumento del fosforo nei mari contribuisce all'eutrofizzazione. Il ciclo dell'acqua. E' diverso dai cicli biogeochimici degli elementi perchè l'acqua cambia solo solo il suo stato fisico. Nel ciclo dell'acqua solo l'ideogeno cambia stato di ossidazione. Nel ciclo dell'acqua sia l'ossigeno che l'ideogeno cambiano stato di ossidazione. Nel ciclo dell'acqua solo l'ossigeno cambia stato di ossidazione. Il ciclo biogeochimico dello zolfo. E' un ciclo in cui i comparti terrestre ed acquatico hanno dinamiche completamente separate. E' un ciclo sedimentario complesso, in cui gruppi di batteri specializzati intervengono nella modifica dell'atomo di zolfo; le emissioni con i combustibili fossili determinano l'aumento dello zolfo in atmosfera che si trasforma in deposizioni acide. E' un ciclo gassoso complesso, in cui gruppi di batteri specializzati intervengono nella modifica dell'atomo di zolfo; le emissioni con i combustibili fossili determinano l'aumento dello zolfo in atmosfera che si trasforma in deposizioni acide. E' un ciclo sedimentario che non prevede la modifica dello stato di ossidazione dell'atomo di fosforo. |




