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Title of test:
Elettrotecnica

Description:
Ingegneria Energetica

Author:
AVATAR
Professore Infante Gennaro
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Creation Date: 13/03/2024

Category: Open University

Number of questions: 243
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Content:
LA FORZA DI COULOMB SI RIFERISCE A: LA FORZA CON CUI CARICHE DELLO STESSO SEGNO SI ATTRAGGONO LA FORZA CON CUI LE CARICHE ELETTRICHE INTERAGISCON UN ATOMO ELETTRICAMENTE NEUTRO LA FORZA CON CUI CARICHE DI SEGNO OPPOSTO SI RESPINGONO.
1 VOLT = 1 JOULE/ 1 COULOMB TENSIONE TRA DUE PUNTI POSTI AD UN METRO DI DISTANZA CORRENTE NELLA SUPERFICIE UNITARIA 1 COULOMB/1 JOULE.
LA CORRENTE SI MISURA IN VOLT OHM AMPERE WATT.
LA RESISTENZA SI MISURA IN VOLT WATT OHM AMPERE.
IL VALORE DELLA RESISTENZA AMPERE VOLT V*A OHM.
LA DIFFERENZA DI POTENZIALE TRA I PUNTI A E B -2 IN ALCUNI CASI DIPENDE DAL PERCORSO SEGUITO VALE SEMPRE ZERO E' INDIPENDENTE DAL PERCORSO SEGUITO DIPENDE DAL PERCORSO SEGUITO.
IN UN ATOMO IL NUMERO DEGLI ELETTRONI E' UGUALE AL NUMERO DEI NEUTRONI IL NUMERO DEGLI ELETTRONI E' UGUALE AL NUMERO DI PROTONI SOMMATO AL NUMERO DEI NEUTRONI IL NUMERO DEGLI ELETTRONI E' PARI A QUATTRO IL NUMERO DEGLI ELETTRONI E' UGUALE AL NUMERO DEI PROTONI.
LA DIFFERENZA DI POTENZIALE TRA I PUNTI A E B -1 DIPENDE DAL LAVORO COMPIUTO PER SPOSTARE UNA CARICA DA A IN B NON DIPENDE DAL LAVORO COMPITUTO PER SPOSTARE UNA CARICA DA A IN B DIPENDE DAL PERCORSO SEGUITO SE A E B COINCIDONO TALE VALORE E' MASSIMO.
UN POTENZIOMETRO E' UN RESISTORE CON RESISTENZA COSTANTE E' UN'APPARECCHIATURA ELETTRICA IN GRADO DI MANTENERE COSTANTE LA RESISTENZA AL VARIARE DELLA TEMPERATURA E' UN RESISTORE CON RESISTENZA VARIABILE E' UNA APPARECCHIATURA IN GRADO DI GENERARE POTENZA ELETTRICA.
LA RESISTIVITA' DI UN MATERIALE E' INDIPENDENTE DALLA TEMPERATURA E' INVERSAMENTE PROPORZIONALE ALLA TEMPERATURA E' DIRETTAMENTE PROPORZIONALE ALLA TEMPERATURA VARIA CON LA TEMPERATURA.
LA RESISTIVITÀ DI UN MATERIALE DIPENDE Dalla temperatura al quadrato e dalla composizione chimica del materiale Dalla sezione del materiale Dalla temperatura e dalla composizione chimica. Dalla lunghezza del materiale.
UN ATOMO DI RAME CONTIENE 8 ELETTRONI 4 ELETTRONI 26 ELETTRONI 29 ELETTRONI.
LA CORRENTE ELETTRICA E' L'INTEGRALE DELLA CARICA RISPETTO AL TEMPO E' LA DERIVATA DELLA CARICA RISPETTO AL TEMPO E' INVERSAMENTE PROPORZIONALE ALLA CARICA CHE ATTRAVERSA LA SUPERFICIE S E' INDIPENDENTE DALLA CARICA.
LA CARICA ELETTRICA E' LA DERIVATA DELLA CORRENTE NEL TEMPO E' L'INTEGRALE DELLA CORRENTE NEL TEMPO E' INDIPENDENTE DALLA CORRENTE E' INVERSAMENTE PROPORZIONALE ALLA CORRENTE CHE ATTRAVERSA LA SUPERFICIE S.
CHE COSA SI INTENDE PER QUADRIPOLO Un componente a quattro morsetti di cui un coppia costituisce la porta di ingresso e una coppia costituisce la porta di uscita. Due bipoli capacitivi con nessuno estremo in comune. Due bipoli collegati in modo da formare una maglia chiusa Due bipoli resistivi con un estremo in comune.
CHE COSA SI INTENDE PER MAGLIA Un percorso chiuso che contiene un insieme di elementi circuitali connessi tra di loro Un percorso chiuso con resistenze capacità e induttanze Un percorso chiuso con soli generatori di tensione e corrente Un percorso chiuso che contiene un insieme di resistenze connesse tra di loro.
BIPOLO CIRCUITO APERTO LA SUA RESISTENZA ASSUME VALORE COSTANTE E POSISTIVO LA SUA RESISTENZA PUO' ASSUMERE QUALSIASI VALORE LA SUA RESISTENZA VALE ZERO LA SUA RESISTENZA VALE INFINITO.
BIPOLO CORTO CIRCUITO -2 LA TENSIONE AI SUOI MORSETTI PUO' ASSUMERE QUALSIASI VALORE LA TENSIONE AI SUOI MORSETTI VALE INFINITO LA TENSIONE AI SUOI MORSETTI VALE ZERO NON E' POSSIBILE REALIZZARLO PRATICAMENTE.
DIODO IDEALE -1 E' UN COMPONENTE NON LINEARE E' UN COMPONENTE LINEARE LA SUA RESISTENZA E' SEMPRE MAGGIORE DI ZERO SI COMPORTA SEMPRE COME UN CORTO CIRCUITO.
DIODO IDEALE -2 SI COMPORTA SEMPRE COME UN CIRCUITO APERTO IL SUO COMPORTAMENTO NON DIPENDE DA COME E' POLARIZZATO SI COMPORTA SEMPRE COME UN CORTO CIRCUITO IL SUO COMPORTAMENTO DIPENDE DA COME E' POLARIZZATO.
DIODO REALE IL SUO COMPORTAMENTO NON DIPENDE DALLA TEMPERATURA IN CUI OPERA SI COMPORTA SEMPRE COME UN CORTO CIRCUITO SI COMPORTA SEMPRE COME UN CIRCUITO APERTO IL SUO COMPORTAMENTO DIPENDE DALLA TEMPERATURA IN CUI OPERA.
GENERATORE DI TENSIONE INDIPENDENTE LA SUA CARATTERISTICA NON E' UNA RETTA LA SUA CARATTERISTICA E' UNA SPEZZATA PASSANTE PER L'ORIGINE NON ESISTONO LA SUA CARATTERISTICA E' UNA RETTA.
RESISTORI LINEARI TEMPO VARIANTI LA SU CARATTERISTICA E' UNA RETTA PASSANTE PER L'ORIGINE CHE HA UNA PENDENZA CHE VARIA NEL TEMPO LA SUA CARATTERISTICA E' UNA RETTA PASSANTE PER L'ORIGINE CHE HA UNA PENDENZA CHE VARIA NEL TEMPO LA SUA CARATTERISTICA E' UNA QUALSIASI RETTA LA SUA CARATTERISTICA E' UNA RETTA NON PASSANTE PER L'ORIGINE CHE NON VARIA NEL TEMPO.
RESISTORI LINEARI TEMPO INVARIANTI -2 LA SUA CARATTERISTICA E' UNA RETTA PASSANTE PER L'ORIGINE CHE NON VARIA NEL TEMPO LA SUA CARATTERISTICA E' UNA RETTA NON PASSANTE PER L'ORIGINE CHE NON VARIA NEL TEMPO LA SUA CARATTERISTICA E' UNA RETTA PASSANTE PER L'ORIGINE CHE VARIA NEL TEMPO LA SUA CARATTERISTICA E' UNA QUALSIASI RETTA.
RESISTORI LINEARI TEMPO INVARIANTI -1 SONO COMPONENTI A DUE MORSETTI SONO COMPONENTI A TRE MORSETTI SONO COMPONENTI A QUATTRO MORSETTI SONO COMPONENTI AD N MORSETTI.
BIPOLO CORTO CIRCUITO -1 LA SUA RESISTENZA VALE ZERO LA SUA RESISTENZA PUO' ASSUMERE QUALSIASI VALORE LA SUA RESISTENZA ASSUME VALORE COSTANTE E POSISTIVO LA SUA RESISTENZA VALE INFINITO.
CHE COSA SI INTENDE PER BIPOLO NON LINEARE Un bipolo la cui caratteristica tensione-corrente è esprimibile solo sotto forma di esponenziale Un bipolo in cui la caratteristica tensione-corrente non è esprimibile sotto forma di funzione Un bipolo in cui la caratteristica tensione-corrente non è una retta Un bipolo la cui caratteristica tensione-corrente è una retta.
COSA SI INTENDE PER BIPOLO CIRCUITO APERTO Un bipolo con resistenza infinita Un bipolo con resistenza nulla Un bipolo con resistenza finita ma maggiore di 1000 ohm Un bipolo con resistenza finita ma minore di 1000 ohm.
IL VALORE DELLA CONDUTTANZA E' indipendente dal valore della resistenza. E' il reciproco del valore della resistenza E' l'opposto del valore della resistenza E' direttamente proporzionale al valore della resistenza.
LA CAPACITA' SI MISURA IN HENRY SECONDI OHM FARAD.
L'INDUTTANZA SI MISURA IN SECONDI FARAD HENRY OHM.
UN GENERATORE E' CONTROLLATO QUANDO. Il valore del generatore dipende solo dal valore di una corrente generata Il valore del generatore dipende solo dal valore di una tensione generata. Il valore del generatore cambia al cambiare di una tensione generata da un altro generatore. Il valore del generatore dipende da un'altra tensione o corrente presente nel circuito e varia proporzionalmente ad essa.
QUAL'E' LA RELAZIONE TRA TENSIONE E CORRENTE AI CAPI DI UNA INDUTTANZA In una induttanza, la variazione della tensione è inversamente proporzionale al valore della corrente e all'induttanza. In una induttanza la variazione della corrente è direttamente proporzionale alla tensione. In una induttanza la variazione della corrente è direttamente proporzionale alla tensione e inversamente proporzionale al valore dell'induttanza stessa. In una induttanza, la variazione della tensione è direttamente proporzionale al valore della corrente e all'induttanza.
QUAL'E' LA RELAZIONE TRA TENSIONE E CORRENTE AI CAPI DI UN CONDENSATORE In un condensatore, la variazione della corrente e inversamente proporzionale alla tensione. In un condensatore, la variazione della corrente è direttamente proporzionale alla tensione In un condensatore, la variazione della tensione ai capi delle due armature, è direttamente proporzionale alla corrente. In un condensatore, la variazione della tensione ai capi delle due armature, è direttamente proporzionale alla corrente e inversamente proporzionale al valore della capacità stessa.
COSA SI INTENDE PER GENERATORE INDIPENDENTE DI CORRENTE O DI TENSIONE Un generatore il cui valore di corrente o di tensione non dipende dal tempo t. Un generatore in cui il valore della corrente o della tensione non dipende da nessun'altra grandezza elettrica del circuito. Un generatore il cui valore di corrente o di tensione non dipende dalla temperatura Un generatore il cui valore di corrente o di tensione son fra di loro indipendenti.
LA LEGGE DI KIRCHHOOFF DELLE TENSIONI NON SI APPLICA AI CIRCUITI NON LINEARI DICE CHE IN OGNI MAGLIA LA SOMMA DELLE CORRENTI E' NULLA DICE CHE IN OGNI NODO LA SOMMA DELLE TENSIONI E' NULLA LA SOMMA ALGEBRICA DELLE TENSIONI DEI LATI DI UNA MAGLIA E' NULLA.
Nel circuito in figura la tensione VAB: E’ uguale a V-VR1-VR3 Tutte vere È sempre positiva È uguale alla tensione VR ai morsetti della resistenza R.
Nel circuito in figura la corrente che attraversa la resistenza R5 (da A verso B) è: Sempre nulla Sempre negativa Sempre V/R5 Sempre positiva.
Nel circuito in figura la corrente che attraversa la resistenza R4 è: Sempre V/R4 Sempre positiva Sempre nulla Sempre negativa.
Nel circuito in figura la tensione tra i punti A e B: Dipende dal valore del generatore di tensione V Tutte vere Dipende dalla posizione del tasto T Dipende dal diodo.
LA LEGGE DI KIRCHHOOFF DELLE CORRENTI ESPRIME LA LEGGE DELLA CONSERVAZIONE DELLA CARICA DICE CHE IN OGNI NODO LA SOMMA DELLE TENSIONI E' NULLA NON SI APPLICA AI CIRCUITI NON LINEARI DICE CHE IN OGNI MAGLIA LA SOMMA DELLE CORRENTI E' NULLA.
APPLICANDO LA LEGGE DI KIRCHHOOFF DELLE CORRENTI TUTTI I TERMINI DELL'EQUAZIONE OTTENUTA POSSONO ESSERE TENSIONI TUTTI I TERMINI DELL'EQUAZIONE OTTENUTA DEVONO ESSERE CORRENTI TUTTI I TERMINI DELL'EQUAZIONE OTTENUTA POSSONO ESSERE CORRENTI TUTTI I TERMINI DELL'EQUAZIONE OTTENUTA DEVONO ESSERE TENSIONI.
Nel circuito in figura la corrente che circola in R3 dipende: Dal valore e da come sono collegati tra di loro tutti i bipoli Dal valore di tutti i bipoli Solo dal valore di R3 Solo dal valore dei due generato.
COLLEGAMENTO IN SERIE DI BIPOLI LA CORRENTE CHE LI ATTRAVERSA E' LA STESSA LA TENSIONE CHE LI ATTRAVERSA E' DIVERSA LA TENSIONE CHE LI ATTRAVERSA E' LA STESSA LA CORRENTE CHE LI ATTRAVERSA E' DIVERSA.
APPLICANDO LA LEGGE DI KIRCHHOOFF DELLE TENSIONI TUTTI I TERMINI DELL'EQUAZIONE OTTENUTA DEVONO ESSERE CORRENTI TUTTI I TERMINI DELL'EQUAZIONE OTTENUTA DEVONO ESSERE TENSIONI TUTTI I TERMINI DELL'EQUAZIONE OTTENUTA POSSONO ESSERE TENSIONI TUTTI I TERMINI DELL'EQUAZIONE OTTENUTA POSSONO ESSERE CORRENTI.
Nel circuito in figura la tensione ai morsetti della resistenza R2 vale: 0 V VDC E1 Non si può calcolare.
Nel circuito in figura sono presenti: Un nodo Tre nodi Quattro nodi Due nodi.
Nel circuito in figura la somma delle correnti che attraversano le resistenze R1 ed R2 è uguale a: J -J Tutte false V/(R1+R2).
Nel circuito in figura quante stelle di resistenze è possibile individuare: Nessuna Due Una Tre.
Nel circuito in figura sono presenti: Un triangolo di resistenze Tutte false Una stella di resistenze Una stella di resistenze ed un triangolo di resistenze.
Nel circuito in figura la tensione ai morsetti della resistenza R3 vale: V/R3 Tutte false V Zero.
Nel circuito in figura le tre resistenze R sono collegate: In parallelo A stella In serie A triangolo.
Nel circuito in figura la corrente che attraversa la resistenza RA vale: J1+(EA/RA) Tutte false Sempre zero EA/RA.
Nel circuito in figura la tensione VAB: Vale R4*(V/(R1+R2+R3)) Vale sempre zero Vale R3*(V/(R1+R2+R3)) Vale sempre V.
Nel circuito in figura le resistenze R1 ed R3 sono collegate: a stella Tutte false in serie in parallelo.
Nel circuito in figura, vista la presenza del generatore controllato, per calcolare la tensione tra i due nodi: Basta applicare la legge di Ohm Si può usare Millmann Non si può usare Millmann Tutte false.
Nel circuito in figura VAB vale: V1+V3 R2*(J1+J3) Tutte false Sempre zero.
Nel circuito in figura sono presenti: Tre maglie Due maglie Una maglia Tutte false.
Nel circuito in figura la corrente erogata dal generatore di tensione E1: E’ sempre nulla Tutte false È sempre positiva E’ sempre negativa.
Nel circuito in figura le tre resistenze R: Sono collegate a stella Sono collegate a triangolo Sono collegate in parallelo Sono collegate in serie.
Nel circuito in figura la tensione V: Può assumere qualsiasi valore È sempre positiva È sempre negativa È sempre uguale a zero.
Nel circuito in figura le resistenze R2 e R3: Sono collegate in parallelo Sono collegate a stella Tutte false Sono collegate in serie.
COLLEGAMENTO IN PARALLELO DI GENERATORI DI CORRENTE PER REALIZZARLO E' NECESSARIO CHE I GENERATORI ABBIANO TUTTI LA STESSA CORRENTE LA POTENZA DEL PARALLELO E' PARI ALLA MASSIMA POTENZA LA CORRENTE DEL PARALLELO E' PARI ALLA SOMMA ALGEBRICA DELLE CORRENTI DEI SINGOLI GENERATORI LA CORRENTE DEL PARALLELO E' SEMPRE MASSIMA.
COLLEGAMENTO IN SERIE DI GENERATORI DI TENSIONE PER REALIZZARLO E' NECESSARIO CHE I GENERATORI ABBIANO TUTTI LA STESSA TENSIONE LA CORRENTE DELLA SERIE E' PARI ALLA SOMMA ALGEBRICA DELLE CORRENTI DEI SINGOLI GENERATORI LA POTENZA DELLA SERIE E' PARI ALLA MASSIMA POTENZA LA TENSIONE DELLA SERIE E' PARI ALLA SOMMA ALGEBRICA DELLE TENSIONI DEI SINGOLI GENERATORI.
PARTITORE RESISTIVO DI CORRENTE LA TENSIONE SI SUDDIVIDE TRA LE RESISTENZE IN MANIERA PROPORZIONALE AL LORO VALORE LA TENSIONE SI SUDDIVIDE EQUAMENTE TRA LE RESISTENZE LA TENSIONE VALE SEMPRE ZERO AI CAPI DEL PARALLELO LA CORRENTE SI SUDDIVIDE TRA LE RESISTENZE IN MANIERA INVERSAMENTE PROPORZIONALE AL LORO VALORE.
COLLEGAMENTO IN PARALLELO DI BIPOLI SONO SOTTOPOSTI ALLA STESSA TENSIONE SONO SOTTOPOSTI A DIVERSA TENSIONE LA CORRENTE CHE LI ATTRAVERSA E' LA STESSA LA CORRENTE CHE LI ATTRAVERSA E' DIVERSA.
PARTITORE RESISTIVO DI TENSIONE LA TENSIONE VALE SEMPRE ZERO AI CAPI DELLA SERIE LA TENSIONE SI SUDDIVIDE TRA LE RESISTENZE IN MANIERA PROPORZIONALE AL LORO VALORE LA TENSIONE SI SUDDIVIDE TRA LE RESISTENZE IN MANIERA INVERSAMENTE PROPORZIONALE AL LORO VALORE LA TENSIONE SI SUDDIVIDE EQUAMENTE TRA LE RESISTENZE.
Nel circuito in figura la resistenza R2: Non è attraversata da corrente E’ attraversata da una corrente pari a J2 Tutte false È attraversata da una corrente pari a J4-J5.
Nel circuito in figura le resistenze R4, R5 ed R6: Tutte false Sono collegate a stella Sono collegate in serie Sono collegate a triangolo.
RESISTENZE IN PARALLELO Un parallelo di resistenze può essere sostituito da una resistenza il cui valore è dato dalla somma delle resistenze del parallelo Possono essere collegate in parallelo solo resistenze aventi lo stesso valore La tensione totale viene suddivisa tra le resistenze, tutte le resistenze sono attraversate dalla stessa corrente La corrente totale viene suddivisa tra le resistenze, tutte le resistenze sono soggette alla stessa tensione.
RESISTENZE IN SERIE Una serie di resistenze si ha solo quando tutte le resistenze hanno lo stesso valore La corrente totale viene suddivisa tra le resistenze, tutte le resistenze sono soggette alla stessa tensione La tensione totale viene suddivisa tra le resistenze, tutte le resistenze sono attraversate dalla stessa corrente Una serie di resistenze implica una partizione della corrente su ogni resistenza.
Nel circuito in figura la tensione VAB vale: Tutte false VAB=0 VAB=R4*J VAB=R4/J.
QUANDO E' POSSIBILE CALCOLARE IL CIRCUITO EQUIVALENTE ALLA THEVENIN Dipende dal circuito che si vuole sostituire: deve avere solo generatori di uno stesso tipo Quando la resistenza equivalente ai morsetti ai quali si vuole calcolare il circuito equivalente è finita. Non ci sono limitazioni, occorre semplicemente poter calcolare la resistenza equivalente vista ai capi dei morsetti rispetto ai quali calcolare il circuito equivalente, una volta reso passivo il circuito su cui si lavora, e poi determinare la corrente misurata in corto circuito ai capi degli stessi morsetti, una volta che si è reso attivo il circuito stesso. Non ci sono limitazioni, occorre semplicemente poter calcolare la resistenza equivalente vista ai capi dei morsetti rispetto ai quali calcolare il circuito equivalent.
IL CIRCUITO EQUIVALENTE DI NORTON PUO' ESSERE VALUTATO SOLO PER RETI LINEARI PUO' ESSERE VALUTATO SEMPRE TRA I MORSETTI AB DI UNA RETE NON LINEARE PUO' ESSERE VALUTATO SOLO PER ALCUNI TITPI DI CIRCUITI LINEARI PUO' ESSERE VALUTATO ANCHE PER RETI NON LINEARI.
PER UNA RETE LINEARE COMPRESA TRA I MORSETTI AB IN GENERALE, O ESISTE IL CIRCUITO EQUIVALENTE DI THEVENIN OPPURE ESISTE IN CIRCUITO EQUIVALENTE DI NORTON I CIRCUITI EQUIVALENTI DI THEVENIN E DI NORTON ESISTONO SEMPRE IN GENERALE, E' POSSIBILE CALCOLARE SIA IL CIRCUITO EQUIVALENTE DI THEVENIN, SIA QUELLO DI NORTON SE CALCOLIAMO IL CIRCUITO EQUIVALENTE DI THEVENIN NON POSSIAMO CALCOLARE IL CIRCUITO EQUIVALENTE DI NORTON.
LA CORRENTE DEL GENERATORE DI CORRENTE EQUIVALENTE DI NORTON TRA I MORSETTI AB COINCIDE CON LA TENSIONE IN CORTO CIRCUITO TRA I MORSETTI AB COINCIDE CON LA TENSIONE IN CORTO CIRCUITO TRA I MORSETTI AB APERTI COINCIDE CON LA CORRENTE IN CORTOCIRCUITO TRA I MORSETTI AB COINCIDE CON LA CORRENTE A VUOTO TRA I MORSETTI AB.
LA TENSIONE DEL GENERATORE DI TENSIONE EQUIVALENTE DI THEVENIN TRA I MORSETTI AB COINCIDE CON LA TENSIONE IN CORTO CIRCUITO TRA I MORSETTI AB APERTI COINCIDE CON LA TENSIONE IN CORTO CIRCUITO TRA I MORSETTI AB COINCIDE CON LA CORRENTE A VUOTO TRA I MORSETTI AB COINCIDE CON LA TENSIONE A VUOTO TRA I MORSETTI AB.
AFFINCHE', AI MORSETTI AB, ESISTANO ENTRAMBI I CIRCUITI EQUIVALENTI DI THEVENIN E DI NORTON LA RESISTENZA EQUIVALENTE AI MORSETTI AB PUO' VALERE INFINITO LA RESISTENZA EQUIVALENTE AI MORSETTI AB PUO' ASSUMERE QUALSIASI VALORE LA RESISTENZA EQUIVALENTE AI MORSETTI AB PUO' VALERE ZERO LA RESISTENZA EQUIVALENTE AI MORSETTI AB DEVE ESSERE MAGGIORE DI ZERO E MINORE DI INFINITO.
PER RENDERE UNA RETE PASSIVA SI CORTOCIRCUITANO I GENERATORI DI TENSIONE E E SI APRONO I GENERATORI DI CORRENTE SI APRONONO I GENERATORI DI TENSIONE E SI APRONO I GENERATORI DI CORRENTE SI CORTOCIRCUITANO I GENERATORI DI TENSIONE E SI CORTOCIRCUITANO I GENERATORI DI CORRENTE SI CORTOCIRCUITANO I GENERATORI DI CORRENTE E SI APRONO I GENERATORI DI CORRENTE.
LE RESISTENZE EQUIVALENTI DI THEVENIN E DI NORTON HANNO VALORI DIPENDENTI DAI CIRCUITI E ,IN GENERALE, DIVERSI TRA DI LORO DIPENDONO SOLO DAI VALORI DELLE RESISTENZE PRESENTI NEL CIRCUITO POSSONO ESSERE VALUTATE SOLO SE IL CIRCUITO NON E' LINEARE SI CALCOLANO ALLO STESSO MODO.
PER CIRCUITO X EQUIVALENTE AL CIRCUITO Y INTENDIAMO CONTENGONO O SOLO GENERATORI DI CORRENTE O SOLO GENERATORI DI TENSIONI DUE CIRCUITI IDENTICI IL FATTO CHE X ED Y HANNO LO STESSO COMPORTAMENTO ELETTRICO IL FATTO CHE X ED Y HANNO LO STESSO NUMERO DI BIPOLI.
IL CIRCUITO EQUIVALENTE DI THEVENIN PUO' ESSERE VALUTATO SOLO PER ALCUNI TITPI DI CIRCUITI LINEARI PUO' ESSERE VALUTATO SOLO PER RETI LINEARI PUO' ESSERE VALUTATO ANCHE PER RETI NON LINEARI PUO' ESSERE VALUTATO SEMPRE TRA I MORSETTI AB DI UNA RETE NON LINEARE.
COSA SIGNIFICA CONSIDERARE IL CIRCUITO EQUIVALENTE ALLA THEVENIN E ALLA NORTON Significa sostituire il circuito con uno esattamente equivalente costituito sempre da un generatore di tensione e una resistenza in parallelo Significa sostituire il circuito con uno esattamente equivalente costituito sempre da un generatore di tensione in parallelo ad una resistenza Significa sostituire il circuito con uno equivalente dal punto di vista elettrico costituito da una sola resistenza e da un solo generatore di corrente (o di tensione) a seconda che si tratti del circuito equivalente di Norton o quello di Thevenin Significa sostituire il circuito con uno esattamente equivalente costituito sempre da un generatore di corrente e una resistenza in serie.
IL TEOREMA DI NORTON DICE CHE QUALSIASI RETE LINEARE COMPRESA TRA I MORSETTI A E B E' EQUIVALENTE AD UN CIRCUITO COSTITUITO DA UNA RESISTENZA IN SERIE AD UN GENERATORE DI CORRENTE QUALSIASI RETE LINEARE COMPRESA TRA I MORSETTI A E B E' EQUIVALENTE AD UN CIRCUITO COSTITUITO DA UNA RESISTENZA IN PARALLELO AD UN GENERATORE DI CORRENTE QUALSIASI RETE LINEARE COMPRESA TRA I MORSETTI A E B E' EQUIVALENTE AD UN CIRCUITO COSTITUITO DA UNA RESISTENZA COLLEGATA AD UN GENERATORE DI TENSIONE QUALSIASI RETE LINEARE COMPRESA TRA I MORSETTI A E B E' EQUIVALENTE AD UN CIRCUITO COSTITUITO DA UNA RESISTENZA IN PARALLELO AD UN GENERATORE DI TENSIONE.
IL TEOREMA DI THEVENIN DICE CHE QUALSIASI RETE LINEARE COMPRESA TRA I MORSETTI A E B E' EQUIVALENTE AD UN CIRCUITO COSTITUITO DA UNA RESISTENZA COLLEGATA AD UN GENERATORE DI TENSIONE QUALSIASI RETE LINEARE COMPRESA TRA I MORSETTI A E B E' EQUIVALENTE AD UN CIRCUITO COSTITUITO DA UNA RESISTENZA IN PARALLELO AD UN GENERATORE DI TENSIONE QUALSIASI RETE LINEARE COMPRESA TRA I MORSETTI A E B E' EQUIVALENTE AD UN CIRCUITO COSTITUITO DA UNA RESISTENZA IN SERIE AD UN GENERATORE DI TENSIONE QUALSIASI RETE LINEARE COMPRESA TRA I MORSETTI A E B E' EQUIVALENTE AD UN CIRCUITO COSTITUITO DA UNA RESISTENZA IN SERIE AD UN GENERATORE DI CORRENTE.
Nel circuito in figura, per calcolare la tensione ai morsetti della resistenza R: si deve usare il teorema di Thevenin si deve usare il teorema di Millmann tutte false si deve usare la sovrapposizione degli effetti.
IL TEOREMA DI MILLMAN E' applicabile quando il numero di maglie è pari E' applicabile solo quando nel circuito ci sono due nodi e solo generatori di tensioni E' applicabile quando il numero di nodi del circuito è pari a tre ed uno si prende come riferimento E' applicabile quando il numero di nodi del circuito è pari a due.
Nel circuito in figura, per calcolare la tensione ai morsetti della resistenza R4: si può usare il teorema di Millmann tutte vere si deve usare la sovrapposizione degli effetti si deve usare il teorema di Thevenin.
Nel circuito in figura la potenza del generatore di corrente J è positiva (lo stesso eroga potenza): Sempre Solo se la tensione VBC è negativa Solo se la tensione VBC è positiva Mai.
LA POTENZA ATTIVA SI MISURA IN WATT VAR VA JOULE.
UN BIPOLO E' DETTO PASSIVO QUANDO PER OGNI t LA CARATTERISTICA E' O NEL I O NEL III QUADRANTE PUO' FORNIRE POTENZA ALL'ESTERNO LA POTENZA ASSORBITA E' COSTANTE FORNISCE SEMPRE POTENZA ALL'ESTERNO.
IL DIAGRAMMA DI CARICO RAPPRESENTA L'ANDAMENTO DELLA POTENZA IN FUNZIONE DELLA TENSIONE L'ENERGIA ASSORBITA DA UN CIRCUITO IN 24 ORE L'ANDAMENTO DELLA POTENZA IN FUNZIONE DEL TEMPO L'ANDAMENTO DELLA POTENZA IN FUNZIONE DELLA CORRENTE.
ENUNCIATO DEL TEOREMA DI TELLEGEN La somma dei prodotti delle tensioni al quadrato per le correnti di ogni lato deve essere nulla La somma dei prodotti delle tensioni per le correnti al quadrato di ogni lato, deve essere nulla La somma delle potenze al quadrato di ogni lato deve essere nulla La somma algebrica dei prodotti delle tensioni per le correnti di ogni lato deve essere nulla.
UN GENERATORE PUO' ASSORBIRE POTENZA MAI SEMPRE IN ALCUNI CASI PARTICOLARI SOLO SE COLLEGATO AD UN RESISTORE.
LA POTENZA DISSIPATA DA UNA RESISTENZA SI CALCOLA ESEGUENDO Il prodotto tra la corrente al quadrato e la resistenza stessa Il prodotto tra la corrente al quadrato e la tensione Il prodotto tra la resistenza al quadrato e la corrente Il prodotto tra la tensione al quadrato e la resistenza stessa.
PER UN GENERATORE REALE IL RENDIMENTO E' PARI A ZERO UNO RAPPORTO TRA POTENZA EROGATA ALL'ESTERNO E POTENZA DISSIPATA AL SUO INTERNO RAPPORTO TRA POTENZA EROGATA ALL'ESTERNO E POTENZA GENERATA.
LA POTENZA DISSIPATA PER EFFETTO JOULE E' INDIPENDENTE DALLA RESISTENZA SI HA OGNI VOLTA CHE UNA CORRENTE ATTRAVERSA UN CONDUTTORE E' INDIPENDENTE DALLA CORRENTE DIPENDE SOLO DAL VALORE DELLA CORRENTE CHE ATTRAVERSA IL CONDUTTORE.
LA POTENZA ELETTRICA PER UN DATO BIPOLO E' SOLO POSITIVA E' SEMPRE NULLA E' SOLO NEGATIVA PUO' ESSERE POSITIVA-NEGATIVA-NULLA.
L'ENERGIA ELETTRICA E' SEMPRE ZERO NELLE RESISTENZE E' LA DERIVATA DELLA POTENZA NEL TEMPO E' L'INTEGRALE DELLA POTENZA NEL TEMPO E' SEMPRE PARI ALLA POTENZA ISTANTE PER ISTANTE.
IL LEGAME ESISTENTE TRA POTENZA ED ENERGIA E' IL SEGUENTE La potenza è l'integrale dell'energia immagazzinata nel tempo L'energia è la derivata della potenza nel tempo L'energia è l'integrale della potenza nel tempo L'energia è il prodotto potenza per resistenza.
POTENZA ELETTRICA p(t)=v(t)i(t) è sempre positiva p(t)=Rv(t)i(t) p(t)=v(t)i(t) p(t)=v(t)i(t) è sempre negativa.
UN BIPOLO E' DETTO ATTIVO QUANDO FORNISCE SEMPRE POTENZA ALL'ESTERNO PER OGNI t LA CARATTERISTICA NON E' TUTTA O NEL I O NEL III QUADRANTE LA POTENZA ASSORBITA E' COSTANTE NON PUO' FORNIRE POTENZA ALL'ESTERNO.
Nel circuito in figura: Potrebbe essere V1=V2 Non è mai V1=V2 Tutte false È sempre V1=V2.
CHE COSA SI INTENDE PER PORTA Una coppia di morsetti in cui la corrente che entra in un morsetto è la metà di quella che esce dall'altro. Una coppia di morsetti in cui la corrente che entra in un morsetto è il doppio di quella che esce dall'altro. Una coppia di morsetti in cui la somma delle correnti (quella entrante in un morsetto e quella uscente nell'altro morsetto) è costante. Una coppia di morsetti in cui la somma delle correnti (quella entrante in un morsetto e quella uscente nell'altro morsetto) è nulla.
Nel circuito in figura: È sempre I1=I2 Potrebbe essere I1=I2 Tutte false Non è mai I1=I2.
Nel circuito in figura, per calcolare la corrente I si può: applicare il metodo grafico dopo di che applicare Thevenin ai morsetti del bipolo non lineare tutte false utilizzare la sovrapposizione degli effetti applicare Thevenin ai morsetti del bipolo non lineare dopo di che applicare il metodo grafico.
DATA LA GRANDEZZA SINUSOIDALE x(t)=XMsen(omegat+fi) il suo fasore è: X=v2Xej(fi) X=v2Xej(omegat) X=v2Xej(omegat+fi) X=Xej(fi).
LA FREQUENZA SI MISURA IN RAD/SEC CICLI/MIN SECONDI HZ.
f=50 Hz SIGNIFICA pulsazione=infinito rad/sec pulsazione=0 rad/sec la pulsazione non è definibile pulsazione=314 rad/sec.
X=Xej(fi) E' IL FASORE DELLA GRANDEZZA SINUSOIDALE x(t)=v2Xsen(fi) x(t)=v2Xsen(omegat+fi) x(t)=Xsen(omegat+fi) x(t)=Xsen(omegat).
L'IMPEDENZA SI MISURA IN VOLT OHM AMPERE WATT.
IN UNA RESISTENZA LA CORRENTE E' IN ANTICIPO DI 90° SULLA TENSIONE CORRENTE E TENSIONE SONO IN FASE CORRENTE E TENSIONE SONO IN OPPOSIZIONE DI FASE LA CORRENTE E' IN RITARDO DI 90° SULLA TENSIONE.
DATA L'IMPEDENZA Z=R+jXL : R=V/I R=Zcosfi R=Ztgfi R=Zsenfi.
PER UN INDUTTORE LINEARE E TEMPO INVARIANTE Corrente e tensione sono in fase La corrente è in anticipo di 90° sulla tensione La tensione è in anticipo di 90° sulla corrente V=LI.
TRE PARAMETRI DI UN'IMPEDENZA (R,X,Z) SI DEVONO RAPPRESENTARE TRAMITE UN TRIANGOLO RETTANGOLO NON POSSONO ESSERE RAPPRESENTATI TRAMITE UN TRIANGOLO RETTANGOLO POSSONO ESSERE RAPPRESENTATI TRAMITE UN TRIANGOLO POSSONO ESSERE RAPPRESENTATI SU UNA RETTA.
NELLE IMPEDENZE IN PARALLELO UN PARALLELO DI IMPEDENZE PUÒ ESSERE SOSTITUITO DA UNA IMPEDENZE IL CUI VALORE È DATO DALLA SOMMA DELLE IMPEDENZE COINVOLTE NEL PARALLELO LA TENSIONE TOTALE VIENE SUDDIVISA TRA LE IMPEDENZE, TUTTE LE IMPEDENZE SONO ATTRAVERSATE DALLA STESSA CORRENTE LA CORRENTE TOTALE VIENE SUDDIVISA TRA LE IMPEDENZE, TUTTE LE IMPEDENZE SONO SOGGETTE ALLA STESSA TENSIONE POSSONO ESSERE COLLEGATE IN PARALLELO SOLO IMPEDENZE AVENTI LO STESSO VALORE.
Nel circuito in figura il vettore corrente I, rispetto al vettore tensione V è: in fase tutte false in anticipo in ritardo.
Nel circuito in figura la caduta di tensione Ep-Ea: Tutte vere Dipende dal valore X Dipende dalla corrente Dipende dal valore R.
Nel circuito in figura: ci sono tre correnti tutte false c’è una corrente ci sono due correnti.
Nel circuito in figura i Vettori IC ed IR: Tutte false Sono in fase Sono sfasati di 90° con IC in anticipo Sono sfasati di 90° con IR in anticipo.
Nel circuito in figura le impedenze Z2 e Z3: Sono collegate in serie Tutte false Sono collegate in parallelo Sono collegate a stella.
LE POTENZE ATTIVA-REATTIVA-APPARENTE COMPLESSA POSSONO ESSERE RAPPRESENTATE SU UNA RETTA POSSONO ESSERE RAPPRESENTATE TRAMITE UN TRIANGOLO RETTANGOLO NON POSSONO ESSERE RAPPRESENTATE TRAMITE UN TRIANGOLO RETTANGOLO POSSONO ESSERE RAPPRESENTATE TRAMITE UN TRIANGOLO.
PER UNA INDUTTANZA SI HA: P =0, Q diversa da 0, A=Q P diversa da 0, Q = 0, A=P P =0, Q diversa da 0, A=P P diversa da 0, Q diversa da 0, A=Q.
IN UN CIRCUITO: La somma delle potenze attive assorbite è uguale alla somma delle potenze attive generate La somma delle potenze reattive generate è pari a zero La potenza attiva generata è nulla La somma delle potenze attive assorbite è pari a zero.
PER UN CIRCUITO LA POTENZA APPARENTE COMPLESSA TOTALE A PUO' ESSERE OTTENUTA: Sommando aritmeticamente le Ai di tutti i bipoli Come A=VI Sommando algebricamente le Ai di tutti i bipoli Sommando vettorialmente le Ai di tutti i bipoli.
L'ENERGIA ATTIVA SI MISURA IN VA VAR OHM Wh.
LA POTENZA APPARENTE COMPLESSA A=P+jQ PUO' ESSERE CALCOLATA COME: (*= complesso coniugato) A=V*I A=v(P2+Q2) A=VI* A=VI.
LA POTENZA REATTIVA SI MISURA IN VAR VA WATT JOULE.
PER UNA CAPACITA' SI HA: P diversa da 0, Q diversa da 0, A=Q P =0, Q diversa da 0, A=Q P =0, Q diversa da 0, A=P P diversa da 0, Q = 0, A=P.
Nel circuito in figura il generatore: Genera solo potenza reattiva Genera potenza apparente complessa Tutte false Genera solo potenza attiva.
PER UNA RESISTENZA SI HA: P diversa da 0, Q = 0, A=P P =0, Q diversa da 0, A=Q P diversa da 0, Q diversa da 0, A=Q P =0, Q diversa da 0, A=P.
PER RIFASARE A cos fi=1 UN CARICO OHMICO INDUTTIVO CHE ASSORBE Q E' NECESSARIA UNA POTENZA REATTIVA QC: QC=P QC=Q TUTTE FALSE QC=RI2.
PER RIFASARE A cos fi=1 UN CARICO OHMICO CAPACITIVO CHE ASSORBE Q E' NECESSARIA UNA POTENZA REATTIVA QL : TUTTE FALSE QL=P QL=R*I2 QL=Q.
LA TRASFORMAZIONE TRIANGOLO-STELLA DI IMPEDENZE PUO' ESSERE ESEGUITA PER QUALSIASI VALORE DELLE IMPEDENZE A TRIANGOLO NON PUO' ESSERE ESEGUITA PER QUALSIASI VALORE DELLE IMPEDENZE A TRIANGOLO NON PUO' ESSERE MAI ESEGUITA PUO' ESSERE ESEGUITA SOLO SE LE IMPEDENZE A TRIANGOLO SONO IDENTICHE.
CORRENTE SUL NEUTRO PER UN SISTEMA SIMMETRICO ED EQUILIBRATO A STELLA CON NEUTRO Coincide con la somma delle correnti di linea moltiplicata per sqrt(3) Vale zero in ogni istante di tempo Coincide con una delle correnti di linea Coincide con la somma delle correnti di linea diviso per sqrt(3).
LA TRASFORMAZIONE STELLA-TRIANGOLO DI IMPEDENZE PUO' ESSERE ESEGUITA PER QUALSIASI VALORE DELLE IMPEDENZE A STELLA NON PUO' ESSERE ESEGUITA PER QUALSIASI VALORE DELLE IMPEDENZE A STELLA PUO' ESSERE ESEGUITA SOLO SE LE IMPEDENZE A STELLA SONO IDENTICHE NON PUO' ESSERE MAI ESEGUITA.
TERNA DELLE TENSIONI STELLATE E1,E2, E3 PER UN SISTEMA SIMMETRICO ED EQUILIBRATO La loro somma in ogni istante di tempo vale zero Le tre tensioni sono sfasate tra di loro di 120 gradi Le tre tensioni hanno lo stesso modulo Tutte le altre tre.
Nel circuito in figura, in ogni istante di tempo, la somma delle correnti è: uguale a zero tutte vere maggiore di zero minore di zero.
Nel circuito in figura, supponendo le tre impedenze identiche e la terna delle tensioni simmetrica, la corrente sul neutro IN: Dipende dal valore del modulo delle impedenze è sempre uguale a zero Dipende dal modulo delle tensioni è sempre diversa da zero.
Nel circuito in figura, con terna delle tensioni simmetrica: Tutte vere I moduli delle tre correnti sono uguali I moduli delle tre correnti sono diversi I moduli delle tre correnti non dipendono dal valore di ZL.
TERNA DELLE CORRENTI DI FASE PER UN SISTEMA SIMMETRICO ED EQUILIBRATO A STELLA Le tre correnti hanno lo stesso modulo e la stessa fase Coincide con la terna delle correnti di linea Coincide con la terna delle correnti di linea divisa per sqrt(3) Coincide con la terna delle correnti di linea moltiplicata per sqrt(3).
POTENZIALE DEL CENTRO STELLA PER UN SISTEMA SIMMETRICO E SQUILIBRATO A STELLA SENZA NEUTRO E' diverso da zero Coincide con la somma delle tensioni di linea Coincide con la somma delle tensioni di linea diviso l'impedenza di fase Vale zero in ogni istante di tempo.
NEI SISTEMI A STELLA SQUILIBRATI SENZA NEUTRO LA TENSIONE DEL CENTRO STELLA REALE PUO' ESSERE VALUTATA AGEVOLMENTE TRAMITE MILLMANN NORTON SOVRAPPOSIZIONE DEGLI EFFETTI THEVENIN.
CORRENTE SUL NEUTRO PER UN SISTEMA SIMMETRICO E SQUILIBRATO A STELLA CON NEUTRO Coincide con la terna delle tensioni concatenate Nessuna delle altre tre Coincide con la somma delle correnti di fase diviso per sqrt(3) Coincide con la somma delle correnti di linea diviso per sqrt(3).
TERNA DELLE CORRENTI DI FASE PER UN SISTEMA SIMMETRICO ED EQUILIBRATO A TRIANGOLO Coincide con la terna delle correnti di linea moltiplicata per sqrt(3) Coincide con la terna delle correnti di linea Coincide con la terna delle correnti di linea divisa per sqrt(3) Le tre correnti hanno lo stesso modulo e la stessa fase.
Nel circuito in figura, con terna delle tensioni simmetrica: I moduli delle tre correnti di linea sono diversi I moduli delle tre correnti di linea sono uguali Tutte vere I moduli delle tre correnti di linea non dipendono dal valore dell’impedenza dell’utilizzatore.
TERNA DELLE CORRENTI DI LINEA PER UN SISTEMA SIMMETRICO E SQUILIBRATO A TRIANGOLO In ogni istante di tempo la loro somma è diversa da zero Coincide con la terna delle correnti di fase moltiplicata per sqrt(3) In ogni istante di tempo la loro somma vale zero Le tre correnti hanno lo stesso modulo e la stessa fase.
PER UN SISTEMA TRIFASE SIMMETRICO ED EQUILIBRATO -2 Q= sqrt(3)EIsenfi Q = sqrt(3)VIsenfi P diversa da 0, Q diversa da 0, A=Q P diversa da 0, Q = 0, A=Q.
PER UN SISTEMA TRIFASE SIMMETRICO ED EQUILIBRATO -1 P = sqrt(3)EIcosfi P diversa da 0, Q = 0, A=Q P = sqrt(3)VIcosfi P diversa da 0, Q diversa da 0, A=Q.
NEI SISTEMI TRIFASE IL TEOREMA DI BOUQUEROT HA VALIDITA' SOLO SE IL SITEMA E' SIMMETRICO ED EQUILIBRATO IL TEOREMA DI BOUQUEROT HA SEMPRE VALIDITA' IL TEOREMA DI BOUQUEROT HA VALIDITA' SOLO PER LE POTENZE ATTIVE IL TEOREMA DI BOUQUEROT NON HA MAI VALIDITA'.
INSERZIONE ARON DI DUE WATTMETRI NON CONSENTE DI MISURARE LA POTENZA ATTIVA DI SISTEMI TRIFASE A TRE CONDUTTORI CONSENTE DI MISURARE LA POTENZA ATTIVA DI SISTEMI TRIFASE A QUATTRO CONDUTTORI CONSENTE DI MISURARE LA POTENZA ATTIVA DI SISTEMI TRIFASE A TRE CONDUTTORI CONSENTE DI MISURARE LA POTENZA APPARENTE DI SISTEMI TRIFASE A TRE CONDUTTORI.
Nel circuito in figura: è possibile considerare il circuito equivalente monofase tutte vere non è possibile considerare il circuito equivalente monofase il circuito è simmetrico e squilibrato.
Nel circuito in figura, supponendo l’utilizzatore di natura ohmmico-induttiva: con il tasto T chiuso non si può rifasare il carico con il tasto T chiuso si può rifasare il carico con il tasto T aperto si può rifasare il carico tutte false.
PER RIFASARE A cos fi=1 UN CARICO OHMICO-CAPACITIVO TRIFASE CHE ASSORBE UNA POTENZA REATTIVA Q E' NECESSARIA UNA POTENZA REATTIVA QL QL=R+I QL=P TUTTE FALSE QL=Q.
PER RIFASARE A cos fi=1 UN CARICO OHMICO INDUTTIVO TRIFASE CHE ASSORBE UNA POTENZA REATTIVA Q E' NECESSARIA UNA POTENZA REATTIVA QC QC=Q QC=P TUTTE FALSE QC=R+I.
NEI SISTEMI SIMMETRICI CON TERNE ALLA SEQUENZA DIRETTA LA TERNA DELLE TENSIONI CONCATENATE E' IN ANTICIPO DI UN ANGOLO DIPENDENTE DAL CARICO SULLA TERNA DELLE TENSIONI STELLATE LA TERNA DELLE TENSIONI CONCATENATE NON E' IN ANTICIPO DI 30° SULLA TERNA DELLE TENSIONI STELLATE LA TERNA DELLE TENSIONI CONCATENATE E' IN RITARDO DI 30° SULLA TERNA DELLE TENSIONI STELLATE LA TERNA DELLE TENSIONI CONCATENATE E' IN ANTICIPO DI 30° SULLA TERNA DELLE TENSIONI STELLATE.
DATA UNA TERNA GENERICA DI VETTORI ESSA PUO' ESSERE SEMPRE OTTENUTA SOMMANDO TRE TERNE ALLE SEQUENZE DIRETTA, INVERSA E OMOPOLARE NON PUO' ESSERE SEMPRE OTTENUTA SOMMANDO TRE TERNE ALLE SEQUENZE DIRETTA, INVERSA E OMOPOLARE PUO' ESSERE SEMPRE OTTENUTA SOMMANDO DUE TERNE ALLE SEQUENZE DIRETTA E INVERSA PUO' ESSERE SEMPRE OTTENUTA SOMMANDO TRE TERNE ALLE SEQUENZE DIRETTA.
LE TERNE ALLA SEQUENZA OMOPOLARE NON ESISTONO IN PRATICA HANNO I TRE VETTORI CON STESSA FASE E DIVERSO MODULO HANNO I TRE VETTORI IDENTICI HANNO I TRE VETTORI CON STESSO MODULO E DIVERSA FASE.
IL CIRCUITO EQUIVALENTE DI THEVENIN PER I SISTEMI TRIFASE PUÒ ESSERE CALCOLATO SOLO PER CARICHI R-C NON PUÒ ESSERE MAI CALCOLATO PUÒ ESSERE CALCOLATO UTILIZZANDO LE REGOLE VISTE PER LA CONTINUA E LA MONOFASE PUÒ ESSERE CALCOLATO SOLO PER CARICHI R-L.
UN CIRCUITO RLC PARALLELO E' IN RISONANZA QUANDO: LA PARTE IMMAGINARIA DELL'AMMETTENZA E' DIVERSA DA ZERO LA PARTE IMMAGINARIA DELL'AMMETTENZA E' NULLA IN NESSUN CASO NESSUNA DELLE ALTRE.
IN UN CIRCUITO R-L-C PARALLEO IN CONDIZIONI DI RISONANZA, A PARITA' DI CORRENTE L'IMPEDENZA E' MASSIMA NESSUNA DELLE ALTRE LA TENSIONE E' MASSIMA LA CORRENTE E' MASSIMA.
IN UN CIRCUITO R-L-C SERIE IN CONDIZIONI DI RISONANZA, A PARITA' DI TENSIONE NESSUNA DELLE ALTRE L'IMPEDENZA E' MASSIMA LA TENSIONE E' MASSIMA LA CORRENTE E' MASSIMA.
IN UN CIRCUITO R-L-C PARALLELO PER VALORI DI PULSAZIONE OMEGA MAGGIORI DELLA PULSAZIONE DI RISONANZA ALL'AUMENTARE DELLA FREQUENZA AUMENTA LA TENSIONE ALL'AUMENTARE DELLA FREQUENZA DIMINUISCE LA TENSIONE NESSUNA DELLE ALTRE ALL'AUMENTARE DELLA FREQUENZA LA TENSIONE RIMANE COSTANTE.
LA RISONANZA DI UN CIRCUITO R-L-C SERIE SI PUO' OTTENERE IN NESSUN CASO NESSUNA DELLE ALTRE VARIANDO LA FREQUENZA DI ALIMENTAZIONE VARIANDO LA TENSIONE DI ALIMENTAZIONE.
LA RISONANZA DI UN CIRCUITO R-L-C PARALLELO SI PUO' OTTENERE VARIANDO LA TENSIONE DI ALIMENTAZIONE NESSUNA DELLE ALTRE VARIANDO LA FREQUENZA DI ALIMENTAZIONE IN NESSUN CASO.
IN UN CIRCUITO R-L-C SERIE PER VALORI DI PULSAZIONE OMEGA MAGGIORI DELLA PULSAZIONE DI RISONANZA NESSUNA DELLE ALTRE IL CIRCUITO E' PURAMENTE OHMICO IL CIRCUITO E' OHMICO-INDUTTIVO IL CIRCUITO E' OHMICO-CAPACITIVO.
IN UN CIRCUITO R-L-C SERIE ALL'AUMENTARE DELLA FREQUENZA DIMINUISCE LA CORRENTE NESSUNA DELLE ALTRE ALL'AUMENTARE DELLA FREQUENZA LA CORRENTE RIMANE COSTANTE ALL'AUMENTARE DELLA FREQUENZA AUMENTA LA CORRENTE.
Il FUNZIONAMENTO DEL TRANSITORIO RC E' DESCRIVIBILE TRAMITE Un'equazione differenziale del primo ordine omogenea a coefficienti costanti Un'equazione differenziale del primo ordine non omogenea a coefficienti costanti Un'equazione algebrica di primo grado Un'equazione differenziale del secondo ordine.
IL TRANSITORIO E' Una particolare condizione di funzionamento a regime del circuito Cinque volte Tau L'intervallo di tempo in cui la tensione ai morsetti del condensatore passa da 0 ad E L'intervallo di tempo in cui il circuito passa da una condizione di funzionamento A ad una condizione di funzionamento B.
LA SOLUZIONE DI UNA EQUAZIONE DIFFERENZIALE LINEARE DEL PRIMO ORDINE A COEFFICIENTI COSTANTI E' una soluzione ottenuta considerando lo stato iniziale del sistema E' sempre nulla Si ottiene sommando alla soluzione generale una soluzione particolare Si ottiene risolvendo l'equazione omogenea associata.
DURANTE IL TRANSITORIO Vale solo la legge di Kirchhoff alle maglie Valgono tutte le leggi dell'elettrotecnica Vale solo la legge di Ohm ai morsetti del componente Vale solo la legge di Kirchhoff ai nodi.
LA COSTANTE DI TEMPO DEL CIRCUITO RC SI MISURA IN -1 Secondi Farad Ohm E' adimensionale.
DURANTE LA FASE DI SCARICA DI UN CONDENSATORE La tensione ai suoi morsetti cresce La corrente nel circuito vale zero La tensione ai suoi morsetti rimane costante La tensione ai suoi morsetti decresce.
LA COSTANTE DI TEMPO DI UN CIRCUITO RC SI MISURA IN -2 R*C OHM SEC V*A.
TRANSITORIO ESAURITO UN CONDENSATORE La tensione ai suoi morsetti rimane costante La corrente nel circuito vale zero La tensione ai suoi morsetti cresce La tensione ai suoi morsetti decresce.
LA COSTANTE DI TEMPO DI UN CIRCUITO RL FORNISCE INDICAZIONE RIGUARDO La rapidità con cui il transitorio si esaurisce Tutte vere Il tempo impiegato dall'induttore per scaricarsi Il tempo impiegato dall'induttore per caricarsi.
Nel circuito in figura, in cui il tasto T è aperto da moltissimo tempo la corrente iL(t): È sempre negativa Vale zero Vale V1/R4 Vale V1/(R1+R2).
Nel circuito in figura, in cui il tasto T è chiuso da moltissimo tempo: I(t)=0 Tutte false I(t) non e valutabile I(t) è negativa.
LA COSTANTE DI TEMPO DI UN CIRCUITO RL SI MISURA IN R*C V*A SEC OHM.
A TRANSITORIO ESAURITO UN INDUTTORE E' attraversato dalla corrente di corto circuito Si comporta come un circuito aperto Ha sempre una tensione nulla ai suoi morsetti Si comporta come un corto circuito.
LE PERDITE PER CORRENTI PARASSITE IN UN MATERIALE FERROMAGNETICO -2 Sono indipendenti dallo spessore Sono proporzionali al quadrato dello spessore Dipendono solo dalla frequenza Variano linearmente con lo spessore.
LA PERMEABILITA' MAGNETICA ASSOLUTA SI MISURA IN WEBER HENRY*METRO ADIMENSIONALE HENRY/METRO.
LE PERDITE PER ISTERESI Sono direttamente proporzionali alla frequenza Non dipendono dal materiale Sono inversamente proporzionali all'area del ciclo di isteresi Non dipendono dalla frequenza.
L'INDUZIONE MAGNETICA B SI MISURA IN WEBER WEBER*M WATT TESLA.
NEI MATERIALI FERROMAGNETICI CONSIDERANDO LA CURVA DI MAGNETIZZAZIONE B=f(H) NOTIAMO CHE: La permeabilità magnetica dei materiali non è costante Per i materiali ferromagnetici non è possibile determinare la curva di magnetizzazione Non esiste alcun legame tra B ed H La permeabilità magnetica dei materiali è costante.
L'INDUZIONE MAGNETICA B E' La densità del flusso magnetico Una grandezza adimensionale Il flusso magnetico per la sezione Indipendente dall'intensità del campo magnetico.
LA PERMEABILITA' MAGNETICA RELATIVA SI MISURA IN ADIMENSIONALE WEBER HENRY/METRO HENRY*METRO.
IL FLUSSO MAGNETICO FI SI MISURA IN TESLA WEBER*M WATT WEBER.
PER UN CONDUTTORE RETTILINEO ATTRAVERSATO DA UNA CORRENTE I, L'INTENSITA' DEL CAMPO MAGNETICO Decresce man mano che ci allontaniamo dal conduttore Cresce man mano che ci allontaniamo dal conduttore E' sempre nulla Rimane costante ed indipendente dalla distanza dal conduttore.
ALL'INTERNO DI UN SOLENOIDE COSTITUITO DA N SPIRE ATTRAVERSATE DA UNA CORRENTE I , AVENTE LUNGHEZZA L L'INTENSITA' DEL CAMPO MAGNETICO H VALE: Non si può determinare a priori H=N*I/L H=N*I H=N*L/I.
PER UN CONDUTTORE RETTILINEO ATTRAVERSATO DA UNA CORRENTE I, IL VERSO DEL CAMPO MAGNETICO Può essere individuato usando la regola della mano destra Non si può determinare a priori Può essere individuato usando la regola della mano sinistra E' concorde al verso della corrente.
LA LEGGE DELL'INDUZIONE ELETTROMAGNETICA DICE CHE La forza elettromotrice indotta non dipende dalla variazione di flusso nel tempo La forza elettromotrice indotta dipende dalla variazione di flusso nel tempo La forza elettromotrice indotta non si oppone alla causa che l'ha generata La forza elettromotrice indotta è sempre sinusoidale.
I MATERIALI FERROMAGNETICI HANNO UNA PERMEABILITA' MAGNETICA RELATIVA Uguale ad uno Sempre pari a quella del vuoto Molto minore di uno Molto maggiore di uno.
LE PERDITE PER CORRENTI PARASSITE IN UN MATERIALE FERROMAGNETICO -1 Sono proporzionali al quadrato della frequenza Sono indipendenti dalla frequenza Dipendono solo dallo spessore Variano linearmente con la frequenza.
FORZA DI LORENTZ: SU UN CONDUTTORE DI LUNGHEZZA L ATTRAVERSATO DA UNA CORRENTE I ,IMMERSO IN UN CAMPO MAGNETICO DI INDUZIONE B (PERPENDICOLARE ALLA CORRENTE), AGISCE UNA FORZA F=I*B/L Che è sempre nulla F=I*B*L F=B*L/I.
Nel circuito in figura il flusso fi2 (quello sul tronco di destra) Dipende dalla corrente I1 Dipende dal materiale con cui è realizzato il circuito magnetico Tutte vere Dipende dalla corrente I2.
IN OGNI NODO DI UN CIRCUITO MAGNETICO La somma dei flussi è sempre positiva La somma dei flussi non è quantificabile La somma dei flussi è sempre negativa La somma dei flussi è nulla.
LA RILUTTANZA DI UN MATERIALE MAGNETICO E' indipendente dalla lunghezza E' direttamente proporzionale alla lunghezza Coincide con quella del vuoto E' direttamente proporzionale alla sezione.
NELLA DUALITA' TRA CIRCUITI ELETTRICI E CIRCUITI MAGNETICI La resistenza coincide con il flusso La corrente coincide con la forza magneto-motrice La tensione coincide con N*I (forza magneto-motrice) Non ci sono corrispondenze tra grandezze elettriche e grandezze magnetiche.
IL COEFFICIENTE DI MUTUA INDUZIONE M TRA DUE BOBINE 1 E 2 È sempre M= M12*M21 E' sempre M12=M21 E' sempre nullo M12=M21=M.
IL COEFFICIENTE DI MUTUA INDUZIONE M SI MISURA IN HENRY SECONDI FARAD OHM.
Nel circuito in figura la corrente che circola nella maglia: Dipende solo dal valore della resistenza R Dipende solo dalla velocità v(t) con cui si muove il lato mobile Tutte false Non dipende solo dalla velocità v(t) con cui si muove il lato mobile.
IL COEFFICIENTE DI AUTO INDUZIONE L Non dipende dalle caratteristiche fisiche del circuito magnetico Si misura in Henry/metro Dipende dalle caratteristiche fisiche del circuito magnetico E' direttamente proporzionale alla riluttanza del circuito.
Nel circuito in figura supponendo la B(t) costante: Circola sempre una corrente positiva Circola sempre una corrente negativa Non circola corrente Circola una corrente dipendente dal valore della resistenza R.
IL COEFFICIENTE DI MUTUA INDUZIONE Vale zero per circuiti magneticamente disaccoppiati Vale zero per circuiti perfettamente accoppiati E' indipendente dai valori dei coefficienti di auto induzione E' sempre nullo.
LA CIFRA DI PERDITA DELLE LAMIERE A CRISTALLI ORIENTATI VALE INTORNO A 50 WATT/KG VALE INTORNO A 0,5 WATT/KG VALE INTORNO A 100 WATT/KG E' PRATICAMENTE PARI A ZERO WATT/KG.
IN UN TRASFORMATORE IDEALE -2 (K=N1/N2) k=I1/I2 k=E1/E2 K=E1/E2=I1/I2 k=1.
IN UN TRASFORMATORE IDEALE A1=0 A1>A2 A1 A1=A2.
IN UN TRASFORMATORE MONOFASE IL VALORE EFFICACE DELLA FORZA ELETTROMOTRICE INDOTTA SECONDARIA VALE E2=4,44 N2 f FIMAX E' SEMPRE PARI A V2 E2=4,44 N1 f FIMAX E2=-4,44 N2 f FIMAX.
IN UN TRASFORMATORE IDEALE SOTTO CARICO IL RENDIMENTO NON E' QUANTIFICABILE IL RENDIMENTO E' MINORE DI UNO IL RENDIMENTO MASSIMO SI HA IN CORRISPONDENZA DEL CARICO PARI AL 75% DEL CARICO NOMINALE IL RENDIMENTO E' PARI AD UNO.
IL RAPPORTO DI TRASFORMAZIONE SI MISURA IN ADIMENSIONALE SPIRE AMPERE VOLT.
IN UN TRASFORMATORE REALE SOTTO CARICO I1=k*I0 (VETTORI) I1'=I0+I2 (MODULI) I1=I0+I1' (VETTORI) I1'=I0+I2 (VETTORI).
IL BILANCIO ENERGETICO DEL TRASFORMATORE REALE SOTTO CARICO SI ESPRIME COME: (P1 POTENZA ASSORBITA,P2 POTENZA EROGATA, PJ PERDITE NEL RAME, PFE PERDITE NEL FERRO) TUTTE FALSE P1=P2+PJ+PFE PFE+PJ=P2-P1 P1=0.
LA TENSIONE DI CORTO CIRCUITO DEL TRASFORMATORE -1 DIPENDE DALLA CORRENTE ASSORBITA DAL CARICO E' DELL'ORDINE DEL 4%-7% DELLA TENSIONE NOMINALE NON E' POSSIBILE QUANTIFICARLA E' DELL'ORDINE DEL 30% DELLA TENSIONE NOMINALE.
DIREMO CHE DUE TRASFORMATORI FORMANO UN PARALLELO PERFETTO QUANDO: OGNUNO FORNISCE META' DELLA POTENZA ASSORBITA DAL CARICO OGNUNO FORNISCE AL CARICO UNA POTENZA PROPORZIONALE ALLA SUA POTENZA NOMINALE OGNUNO FORNISCE AL CARICO UNA TENSIONE PROPORZIONALE ALLA SUA IMPEDENZA DI CORTO CIRCUITO NON E' POSSIBILE REALIZZARE UN PARALLELO PERFETTO.
LA TENSIONE DI CORTO CIRCUITO DEL TRASFORMATORE -2 E' LA TENSIONE DA APPLICARE AD UN AVVOLGIMENTO, CON L'ALTRO AVVOLGIMENTO IN CORTO CIRCUITO, IN GRADO DI FAR CIRCOLARE LE CORRENTI NOMINALI E' LA TENSIONE NOMINALE DELLA MACCHINA CHE FA CIRCOLARE LE CORRENTI NOMINALI E' LA TENSIONE NOMINALE DELLA MACCHINA CHE FA CIRCOLARE LE CORRENTI NOMINALI VALE SEMPRE ZERO.
I TRASFORMATORI DI MISURA VOLTMETRICI GENERALMENTE SONO ELEVATORI DI TENSIONE DEVONO AVERE RAPPORTO DI TRASFORMAZIONE PARI AD UNO NEL NORMALE FUNZIONAMENTO DEVONO AVERE CORRENTI TRASCURABILI PER LIMITARE LE CADUTE DI TENSIONE NEL NORMALE FUNZIONAMENTO DEVONO AVERE CORRENTI ELEVATE PER AVERE ELEVATE CADUTE DI TENSIONE.
LA PROVA A VUOTO DI UN TRASFORMATORE DEVE ESSERE ESEGUITA ALIMENTANDO DA UN LATO ALLA TENSIONE DI CORTO CIRCUITO E MANTENENDO APERTO L'ALTRO LATO ALIMENTANDO DA ENTRAMBI I LATI ALLA TENSIONE NOMINALE ALIMENTANDO DA UN LATO ALLA TENSIONE NOMINALE E MANTENENDO APERTO L'ALTRO LATO ALIMENTANDO DA UN LATO ALLA TENSIONE NOMINALE E MANTENENDO IN CORTO CIRCUITO L'ALTRO LATO.
IN UN TRASFORMATORE TRIFASE CON LE FASI PRIMARIE A STELLA E LE FASI SECONDARIE A STELLA IL RAPPORTO DI TRASFORMAZIONE COINCIDE CON IL RAPPORTO SPIRE DIVISO RADICE QUADRATA DI TRE IL RAPPORTO DI TRASFORMAZIONE COINCIDE CON IL RAPPORTO SPIRE MOLTIPLICATO RADICE QUADRATA DI TRE NON E' QUANTIFICABILE A PRIORI IL RAPPORTO DI TRASFORMAZIONE COINCIDE CON IL RAPPORTO SPIRE.
L'APPARTENENZA DI UN TRASFORMATORE AL GRUPPO ZERO SIGNIFICA: LE TERNE DELLE TENSIONI PRIMARIA E SECONDARIA SONO SFASATE DI 30' LE TERNE DELLE TENSIONI PRIMARIA E SECONDARIA SONO IN FASE LE TERNE DELLE TENSIONI PRIMARIA E SECONDARIA SONO IN OPPOSIZIONE DI FASE TENSIONE E CORRENTE SONO A 90 GRADI.
L'APPARTENENZA AL GRUPPO DI UN TRASFORMATORE 12 SI OTTIENE: NEI COLLEGAMENTI STELLA-STELLA OPPURE TRIANGOLO-TRIANGOLO CON AVVOLGIMENTI AVVOLTI IN VERSO OPPOSTO IL GRUPPO 12 NON ESISTE NEI COLLEGAMENTI STELLA-STELLA OPPURE TRIANGOLO-TRIANGOLO CON AVVOLGIMENTI AVVOLTI NELLO STESSO VERSO NEI COLLEGAMENTI STELLA-TRIANGOLO OPPURE TRIANGOLO-STELLA CON AVVOLGIMENTI AVVOLTI IN VERSO OPPOSTO.
I MOTORI ASINCRONI A ROTORE NON AVVOLTO POSSONO ESSERE O A GABBIA OPPURE A DOPPIA GABBIA NON POSSONO ESSERE A GABBIA MA SOLO A DOPPIA GABBIA NON ESISTONO POSSONO ESSERE A GABBIA MA NON A DOPPIA GABBIA.
ALL'INTERNO DEL MOTORE ASINCRONO TRIFASE ESISTE UN'UNICA RAPPRESENTAZIONE PER UN CAMPO MAGNETICO ALTERNATIVO TRE BOBINE DISPOSTE A 120 GRADI E ATTRAVERATE DA TRE CORRENTI SFASATE DI 120 GRADI PRODUCONO UN CAMPO MAGNETICO ALTERNATIVO CAMPI MAGNETICI ALTERNATIVI POSSONO ESSERE CREATI SOLO IN LABORATORIO UN CAMPO MAGNETICO ALTERNATIVO PUO' ESSERE OTTENUTO SOVRAPPONENDO DUE CAMPI MAGNETICI ROTANTI.
LA VELOCITA' DI ROTAZIONE DEL CAMPO MAGNETICO ROTANTE n1 VALE n1=60*f/p n1=60*scorrimento/p n1=60*f/scorrimento n1=costante=3.000 giri/min.
IN UN MOTORE ASINCRONO LO SCORRIMENTO s PUO' ASSUMERE I SEGUENTI VALORI s>0 SEMPRE -1<=s<=1 MAI 0<=s<=1 s<1 SEMPRE.
LO SCORRIMENTO s E' LA FRAZIONE DI GIRO PERSA DALLO STATORE PER OGNI GIRO DEL ROTORE E' LA FRAZIONE DI GIRO PERSA DALLO STATORE PER OGNI GIRO DEL CAMPO MAGNETICO ROTANTE IN ITALIA VALE SEMPRE 3000 GIRI/MINUTO E' LA FRAZIONE DI GIRO PERSA DAL ROTORE PER OGNI GIRO DEL CAMPO MAGNETICO ROTANTE.
LA FREQUENZA DELLE GRANDEZZE ROTORICHE NON COINCIDE MAI CON LA FREQUENZA DELLE GRANDEZZE STATORICHE NON DIPENDE DAL VALORE DELLO SCORRIMENTO DIPENDE DAL VALORE DELLO SCORRIMENTO COINCIDE SEMPRE CON LA FREQUENZA DELLE GRANDEZZE STATORICHE.
FREQUENZA DI ALIMENTAZIONE f1 E FREQUENZA DELLE GRANDEZZE ROTORICHE f2 f2(s)=s f2 f1(s)=s f2 f2(s) È INDIPENDENTE DA f1 (DIPENDE SOLO DALLA VELOCITA' DI ROTAZIONE DEL ROTORE) f2(s)=s f1.
NEI MOTORI ASINCRONI CON ROTORE A DOPPIA GABBIA LE DUE SBARRE HANNO SEMPRE LA STESSA SEZIONE LA SBARRA ESTERNA HA SEZIONE MAGGIORE RISPETTO A QUELLA INTERNA ESISTONO SOLO MOTORI A GABBIA SINGOLA MA NON A DOPPIA GABBIA LA SBARRA ESTERNA HA SEZIONE MINORE RISPETTO A QUELLA INTERNA.
LO SCORRIMENTO SI MISURA IN CICLI AL SECONDO ADIMENSIONALE GIRI/MIN RAD/SEC.
LA REGOLAZIONE DELLA VELOCITA' DI ROTAZIONE DEI MOTORI ASINCRONI TRIFASE NON E' POSSIBILE PUO' ESSERE OTTENUTA SOLAMENTE VARIANDO LE COPPIE POLARI PUO' ESSERE OTTENUTA VARIANDO LA FREQUENZA DI ALIMENTAZIONE E LE COPPIE POLARI PUO' ESSERE OTTENUTA SOLAMENTE VARIANDO LA FREQUENZA DI ALIMENTAZIONE.
ROTORE BLOCCATO E FORZE ELETTROMOTRICI LA CONDIZIONE DI FUNZIONAMENTO A ROTORE BLOCCATO NON SI REALIZZA MAI A ROTORE BLOCCATO LE FORZE ELETTROMOTRICI ROTORICHE SONO NULLE A ROTORE BLOCCATO IL ROTORE COMPIE 3000 GIRI/MINUTO (SE f=50 Hz) A ROTORE BLOCCATO LE FORZE ELETTROMOTRICI ROTORICHE SONO MASSIME.
IN CONDIZIONI NORMALI ALLO SPUNTO LA COPPIA MOTRICE E' NULLA LA COPPIA MOTRICE E' MASSIMA LA COPPIA MOTRICE NON PUO' ESSERE MODIFICATA LA COPPIA MOTRICE NON E' MASSIMA.
L'AVVIAMENTO REOSTATICO SI OTTIENE INSERENDO UN REOSTATO TRIFASE IN PARALLELO ALLE FASI ROTORICHE INSERENDO UN REOSTATO TRIFASE IN SERIE ALLE FASI ROTORICHE INSERENDO UN REOSTATO TRIFASE IN SERIE ALLE FASI STATORICHE INSERENDO UN REOSTATO TRIFASE IN PARALLELO ALLE FASI STATORICHE.
L'AVVIAMENTO STELLA-TRIANGOLO E' UTILIZZATO PER AUMENTARE LA CORRENTE NECESSARIA ALLO SPUNTO NON PUO' ESSERE REALIZZATO PRATICAMENTE AUMENTARE LA POTENZA NECESSARIA ALLO SPUNTO RIDURRE LA CORRENTE ASSORBITA ALLO SPUNTO.
IL RENDIMENTO SI MISURA IN CICLI AL SECONDO VA ADIMENSIONALE WATT.
LA COPPIA MASSIMA PUO' ESSERE TRASLATA SULL'ASSE DELLO SCORRIMENTO TRAMITE L'USO DI RESISTENZE ROTORICHE SI HA QUANDO s=1 SI HA QUANDO s=0 NON PUO' ESSERE TRASLATA SULL'ASSE DELLO SCORRIMENTO TRAMITE USO DI RESISTENZE ROTORICHE.
LA COPPIA MASSIMA E' PROPORZIONALE AL QUADRATO DELLA TENSIONE DI ALIMENTAZIONE SI HA SEMPRE AL SINCRONISMO ( s=0 ) E' INDIPENDENTE DAL VALORE DELLA TENSIONE DI ALIMENTAZIONE SI HA SEMPRE ALLO SPUNTO ( s=1 ).
DEFINIAMO ZONA DI FUNZIONAMENTO STABILE QUELLA IN CUI AD UN AUMENTO DELLA COPPIA RESISTENTE CORRISPONDE UN AUMENTO DELLA COPPIA MOTRICE ED UN AUMENTO DELLA VELOCITA' PER I MOTORI ASINCRONI NON E' DEFINIBILE IL MOTORE FUNZIONERA' SEMPRE IN CONDIZIONI DI REGIME AD UN AUMENTO DELLA COPPIA RESISTENTE CORRISPONDE UN AUMENTO DELLA COPPIA MOTRICE ED UNA DIMINUZIONE DELLA VELOCITA'.
BILANCIO ENERGETICO (PA=POTENZA ASSORBITA, PCU PERDITE NEL RAME, PFE=PERDITER NEL FERRO, PM PERDITE MECCANICHE,PR POTENZA ALL'ASSE) PA+ PR=PCU+PFE+PM PA=PCU+PFE+PM PA=PCU+PFE+PM+PR PR=PCU+PFE+PM.
SINCRONISMO E ROTORE BLOCCATO (n1=VELOCITÀ DI ROTAZIONE c.m.r., n2=VELOCITÀ DI ROTAZIONE DEL ROTORE) n2=n1 E n2=0 n2=0 E n2= n1 SONO CONDIZIONI DI FUNZIONAMENTO IRREALIZZABILI PUO' ESSERE REALIZZATO SOLO IL SINCRONISMO.
POTENZE IL MOTORE ASINCRONO RICEVE POTENZA ELETTRICA E RESTITUISCE POTENZA ELETTROMAGNETICA IL MOTORE ASINCRONO RICEVE POTENZA ELETTRICA E RESTITUISCE POTENZA ELETTRICA IL MOTORE ASINCRONO RICEVE POTENZA MECCANICA E RESTITUISCE POTENZA MECCANICA IL MOTORE ASINCRONO RICEVE POTENZA ELETTRICA E RESTITUISCE POTENZA MECCANICA.
LA REGOLAZIONE DELLA VELOCITA' DI ROTAZIONE DEI MOTORI ASINCRONI TRIFASE OTTENUTA VARIANDO IL NUMERO DI COPPIE POLARI E' POSSIBILE SOLO PER LE MACCHINE CON ROTORE A GABBIA NON E' POSSIBILE SI OTTIENE INSERENDO UN REOSTATO SULLE FASI ROTORICHE E' POSSIBILE SOLO PER LE MACCHINE CON ROTORE AVVOLTO.
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