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![]() esercitazione Description: esercitazione esame |



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Nel colloquio con l'adolescente chi formula richiesta di aiuto?. Unicamente insegnanti, in quanto figure istituzionali di riferimento. Può giungere dai genitori, indirettamente da altri adulti o da parte dell'adolescente stesso. Può essere formulata da adolescente esclusivamente, senza il coinvolgimento di adulti di riferimento. Viene sempre espressa da servizi sociali o sanitari. Secondo Ferradini quando i genitori chiedono aiuto per un figlio con un disagio, cercando soluzioni immediate, quale atteggiamento sarebbe più favorevole per il clinico?. Sottolineare incapacità genitoriale nel gestire e chiedere il totale intervento del clinico. Accogliere direttamente la richiesta dei genitori e intervenire direttamente sul figlio, risolvere la situazione. Concordare altri colloqui con i genitori per comprendere meglio, aiutare a comunicare la richiesta d'aiuto, favorendo la riflessione sui possibili significati della situazione. Fornire al genitore consigli pratici e indicazioni comportamentali, senza entrare nella dinamica profonda. Secondo Calvo, durante il colloquio, nell'economia della relazione, la riformulazione assolve a quali funzioni: Genera fiducia e sicurezza. Ha una funzione di convalidazione empatica. Impoverisce il messaggio. Nessuna delle precedenti. Cosa è lo "spazio potenziale" nel linguaggio del clinico, citato da Winnicott?. L'intervallo di silenzio che il clinico deve mantenere per far parlare il paziente. La stanza fisica dove avviene il colloquio. Il tempo di attesa tra un appuntamento e un altro. Uno spazio creato da una "comunicazione silenziosa" per comprendere al di là delle parole. Secondo la letteratura clinica, quale caratteristica distingue in modo specifico la fase della preadolescenza, rispetto all'infanzia e all'adolescenza?. Un'intensa espressività emotiva che accompagna il cambiamento del mondo interno. Una piena appartenenza al mondo dei coetanei e un netto distacco dalla famiglia. Assenza di conflitti interni grazie alla stabilità affettiva tipica di questa fase evolutiva. Una posizione di attesa e un'apparente "tregua" con l'ambiente esterno, dieto cui si cela inquietudine legata ai cambiamenti evolutivi in atto. Perché la stesura del colloquio avviene in modo più appropriato dopo l'uscita del paziente dalla stanza?. Per evitare inferenze con la memoria immediata dei contenuti verbali del paziente. Per garantire maggiore oggettività scientifica grazie al distacco emotivo del clinico. Per consentire al clinico di riportare integralmente quanto detto durante il colloquio. Perché la scrittura, legata all'assenza, consente di trasformare l'esperienza relazionale in pensiero e parola. A cosa fa riferimento Senise con il termine "processi di individuazione"?. Al periodo in cui matura il pensiero autoriflessivo e autocosciente. All'acquisizione progressiva di competenze cognitive formali, come il pensiero logico-deduttivo, tipiche dell’adolescenza. Alla definizione dei ruoli sociali e normativi dell'individuo all'interno del gruppo di appartenenza. A processi endopsichici che consentono la costruzione e la conservazione dell'identità che sfociano nel possesso di una immagine intesa della propria persona compresa nella sua totalità. La caratteristica determinante del disegno di ricerca qualitativa è: La numerosità del campione. Il campione di controllo. La ricorsività e circolarità dei dati. Il report finale. Secondo Semi, quando nell'adulto prevalgono in modo marcato dinamiche narcisistiche su quelle libidico-oggettuali: Il soggetto è incapace di investimenti libidici su oggetto in modo definitivo. Il narcisismo è una condizione patologica solo permanente. Il soggetto ha raggiunto equilibrio stabile che non richiede intervento. L'equilibrio narcisistico della persona è a rischio o compromesso. Secondo la letteratura psicodinamica come viene definita la genitorialità?. Una competenza innata e stabile dell'individuo, indipendentemente dalle relazioni e dal contesto. Un insieme di tecniche educative finalizzate esclusivamente dalla gestione del comportamento del bambino. Un solido sociale che emerge solo dopo la nascita del figlio. Una funzione complessa tra bisogni, protezioni e accudimento dell'altro riconoscendone la soggettività. Secondo Nicolini, riprendendo il contributo di Sullivan, dove hanno luogo i processi e i mutamenti che diventano oggetto di studio nel colloquio psicologico?. Principalmente nel soggetto osservato, attraverso l'emergere delle sue tendenze spontanee. Nell'osservatore, grazie all'applicazione neutrale dei propri strumenti di osservazione. Nel contesto teorico di riferimento, che organizza e interpreta i dati clinici. Nella situazione che si crea tra osservatore e soggetto, come prodotto della loro relazione. Nella ricerca qualitativa, attendibilità e validità sono espresse attraverso: Coefficiente di correlazione. Popolazione campione e controllo. Contestualismo. Contesto e comparazione campionaria. Quali dimensioni differenziano colloquio dal questionario?. Livello, risorse umane, ciclicità. Strutturazione, conduzione, materiale, setting, disegno. Motivazione, applicabilità, centratura, strutturazione. Centratura, polo, comunicazione, livello sociale. Il colloquio di ricerca può essere strutturato con: Domande libere per costruire clinica. Domande aperte per indagare una serie di aree prefissate. Tavole di contingenza. Domande per costruire versioni differenti di somministrazioni. Secondo la visione dinamica, in ogni intervista esiste un vettore che sposta la situazione motivazionale, da estrinseca ad intrinseca. Questo comporta: Utilizzo di materiali specifici. Centratura della relazione. Direttività. Attenzione al contenuto. Nel contesto del primo colloqui con l'adolescente, il clinico dovrebbe: Anticipare gli obiettivi di percorso. Cogliere il modello della realtà psichica dell'adolescente. Chiarire con linguaggio scientifico i contenuti. Trovare la sintomatologia completa. Da Benedetti e Gaddini descrivono come dovrebbe essere delineato un setting clinico in un colloquio d'infanzia ad hoc per i bambini: Deve avere esclusivo accesso a strumenti standardizzati per la valutazione diagnostica. Strutturato per favorire il colloquio verbale, limitando uso giochi per evitare distrazioni. Deve contenere un tavolino e delle piccole sedie, qualche gioco rappresentativo e materiale da disegno. Deve essere ambiente molto stimolante. Secondo Semi qual è la regola del linguaggio che il clinico dovrebbe seguire?. Usare linguaggio scientifico e tecnico per dimostrare competenza. Parlare il meno possibile e lasciare che il paziente parli per la maggior parte del tempo. Correggere il linguaggio del paziente quando usa termini errati. Adottare il linguaggio del paziente evitando esibizioni intellettualistiche e usando parole semplici e quotidiane. Fanno parte delle tecniche della domanda: Intervista, questionario, analisi. Colloquio, focus group, analisi statistica. Colloquio, intervista, trascrizione. Colloquio, intervista, questionario. Secondo Nicolini, il linguaggio del condutture in ambito clinico dovrebbe: Utilizzare quanto piu possibile termini tecnici e scientifici. Cercare di avere sempre la risposta a ciò che paziente dice. Cercare di interpretare sin dall'inizio le risposte del paziente. Adeguarsi al linguaggio clinico del paziente. Qual è differenza fondamentale tra intervista strutturata e colloquio clinico?. Intervista si usa solo con adulto, intervista solo con bambini. Non esiste alcuna differenza, sono sinonimi. Intervista è più lunga, colloquio più breve. Intervista ottiene informazioni standard su un oggetto d'indagine, il colloquio punta al processo di scambio e interazione. Lebovici inserisce due aree di approfondimento del colloquio con la genitorialità che riguardano: Filiazione e affiliazione. Relazione di coppia civile. Storia del programma sanitario-clinico. Cooperative love learning. A partire da quale età il colloquio clinico diventa lo strumento principale per la consultazione psicologica?. A partire dai 5 anni, con ingresso nella scuola primaria. A partire dai 7, sviluppo competenze verbali, cognitive e affetto-sociali. Solo durante adolescenza, quando pensiero astratto è pienamente conscio. A partire dai 3 anni, quando linguaggio verbale è strutturato. Secondo Nicolini, ne colloquio con paziente narcisista, il clinico dovrebbe: Prevedere dinamiche di passività per prevenire espressione dell'imprevisto. Creare condizioni di evitamento e fuga per una presa a carico del paziente. Tollerare effetti atteggiamento aggressivo e di insopportabilità della presenza dell'altro, provate dal paziente. Proporre tecnica attacco e distrazione. Qual è obiettivo principale di un colloquio con la genitorialità?. Considerare interazioni familiari parcellizzandole. Comprendere la costruzione e la qualità della funzione genitoriale focalizzandosi sulla qualità della relazione co-costruita con il bambino o adolescente. Valutare esclusivamente la personalità individuale dei genitori indipendentemente dal figlio. Fornire indicazioni valide per la maggior parte dei genitori. Secondo Nicolini, il setting: E’ costituito da elementi di essenza e qualità della relazione tra clinico e paziente. Corrisponde esclusivamente ad ambiente esterno. Fa riferimento alle esclusive scelte cognitive del clinico. Fa riferimento alla comunicazione para verbale. Secondo Nicolini quale rischio principale per lo psicologo psicoterapeuta quando di fronte a pazienti con problematiche narcisistiche adotta modalità di ascolto puramente accogliente e non interrogativa?. Favorisce eccessiva dipendenza del paziente dalla relazione clinica, compromettendo autonomia. Applicare in modo rigido costruzioni teoriche, perdendo di vista specificità caso clinico. Ridurre efficacia del trattamento a causa assenza di adeguato supporto. Trasformare il colloquio clinico in routine rassicurante che esclude il paziente dalla prospettiva del clinico. Nel modello del colloquio motivazionale di Miller & Rollnick, quali non è abilità OARS?. Opening question, domande aperte. Affirming, utilizzare affermazioni. Interpreting, Interpretare contenuti latenti. Refleting, riflettere. Quale tra le seguenti definizioni secondo Lieberman, descrive lo stile riflessivo di dialogo: Indipendenza, senza chiudere il discorso, con forte componente emotiva che si canalizza soprattutto con canale paraverbiale. Persona partecipante e distante che tende a risvegliare nel clinico sicurezza. Corrisponde alla persona d'azione, con messaggio verbale trasmesso per influire sulle decisioni dell’altro. Persona osservatrice e silenziosa. Si può porre domande sui temi che emergono. Secondo Carl Rogers quali sono le tre condizioni necessarie e sufficienti per il cambiamento terapeutico?. Interpretazione, confronto, chiarificazione. Congruenza, considerazione positiva e incondizionata, comprensione empatica. Neutralità, assenza, attenzione fluttuante. Alleanza terapeutica, motivazione al cambiamento, insight. Durante un colloquio clinico, il paziente racconta un evento traumatico e improvvisamente si blocca in silenzio. Quale intervento è generalmente considerato più appropriato in questa fase iniziale?. Cambiare immediatamente argomento per ridurre l'ansia. Rispettare il silenzio e attendere, eventualmente verbalizzando l'emozione percepita. Fare una domanda diretta su dettagli specifici del trauma. Offrire subito una rassicurazione ("Andrà tutto bene"). Nel colloquio di valutazione psicodiagnostica, l'esame dello stato mentale (Mental Status Examination) comprende tipicamente la valutazione di: Solo l'umore e l'affettività del paziente. Aspetto, comportamento, eloquio, umore, pensiero, percezione, cognizione e insight. Esclusivamente le funzioni cognitive superiori. Unicamente i sintomi psicotici manifesti. Nel processo diagnostico con l'adolescente, quale rischio viene evidenziato dagli autori (Charmet, 1990) se ci si concentra eccessivamente sui sintomi osservati?. Ignorare completamente il contesto familiare. Si consideri il significato simbolico o il contesto relazionale sottostante. Regalare all'adolescente un identità negativa che ostacoli altre possibili forme di identificazione. Favorire un rapido sviluppo dell'identità dell'adolescente. In ambito clinico, la restituzione nel colloquio ha l'obiettivo di: nessuna delle risposte. fare una sintesi del lavoro che clinico e paziente hanno fatto insieme. chiudere a prospettive dell'immagine stereotipata che il paziente aveva su se stesso. spostare la consapevolezza del paziente su alcuni aspetti di non cambiamento. |





