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filologia della letteratura italiana

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filologia della letteratura italiana

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filologia 22

Creation Date: 2026/01/03

Category: University

Number of questions: 391

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01. Perché il filologo ricorre alla filigrana?. Per autenticare un'opera. Per localizzare e datare in maniera approssimativa un manufatto. Per decorare l'opera. Per individuare il possessore di un manoscritto.

02. Cosa distingue le copie di un’opera rispetto alla percezione che abbiamo oggi di un testo stampato?. La supervisione diretta dell’autore. L'assenza del concetto di testo. Le diversità causate dalle innovazioni dei copisti. La fissità del testo.

03. Si definisce manoscritto composito: Un manoscritto che è stato prodotto dall'aggregazione di due o più codici precedentemente distinti. Un manoscritto che contiene più opere, anche dello stesso autore. Un manoscritto che contiene sia testo che illustrazioni. Un manoscritto realizzato con l'impiego di più supporti scrittori.

04. Perché bisogna essere cauti nell'usare le filigrane?. Perché i repertori online non sono sempre aggiornati. Perché col passare del tempo le filigrane cambiano forma. Perché le filigrane sono falsificate con facilità. Perché la carta può facilmente viaggiare o essere conservata a lungo.

05. Quale tra le seguenti opzioni descrive l’oggetto di studio della filologia?. L’esegesi critica dell'opera letteraria antica e moderna. Lo studio degli originali nel tempo. La riproduzione di copie fedeli di antigrafi sicuri. Lo studio della genesi e delle trasformazioni degli scritti volto alla pubblicazione di un testo affidabile.

07. L'incunabolo è: Un libro stampato entro l'anno 1500. Un volume anepigrafo. Un manoscritto di particolare pregio. Un libro stampato tra il 1501 e il 1600.

08. Cosa distingue la "filologia d'autore" e la "filologia della copia"?. La filologia d'autore si riferisce alla conservazione delle carte dell'autore, mentre la filologia della copia si applica quando ci si ferma alle copie. La filologia d'autore riguarda solo testi inediti, quella della copia testi sia pubblicati, sia inediti. La filologia d'autore si occupa di testi moderni, mentre quella della copia di testi antichi. La filologia d'autore mira a comprendere l'intenzione dell'autore, quella della copia a correggere gli errori dei copisti.

09. A cosa si riferisce, in ambito filologico, il termine codice?. Il libro stampato nei primi secoli. A un sinonimo di incunabolo. Il libro scritto a mano prima dell'invenzione della stampa. Qualsiasi volume antico, indipendentemente dal metodo di produzione.

06. Un palinsesto è: Un manoscritto la cui pergamena è stata riusata dopo essere stata lavata o abrasa. Un testo antico che è stato riscritto più volte. Un codice contenente opere di diversi autori, sostanzialmente sinonimo di miscellaneo. Un incunabolo realizzato con pergamena.

10. Secondo la 'legge di Gregory'. Si deve combinare il lato pelo della pergamena con il lato pelo del foglio successivo, e il lato carne con il lato carne. Si deve utilizzare esclusivamente il lato pelo per tutti i fogli recti del manoscritto. Si devono alternare i lati pelo e carne della pergamente per creare un effetto variegato. Si deve combinare sempre il lato carne della pergamena con il lato pelo del foglio successivo.

01. Qual è l’elemento che distingue l’approccio di Manuzio alla tipografia greca rispetto ai tentativi precedenti in Italia?. L’impiego sistematico di caratteri appositamente disegnati e di tecniche di composizione innovative. L’uso di inchiostri colorati per evidenziare le declinazioni. L’esclusiva stampa di testi religiosi in greco. L’inserimento di note musicali nei testi classici.

02. Quale fu l’impatto materiale e concettuale dell’uso del corsivo nell’edizione virgiliana del 1501?. Combinò innovazione estetica e ottimizzazione dei costi, segnando una svolta nella storia del libro moderno. Fu un espediente per ridurre i tempi di stampa. Fu utilizzato solo in appendice come elemento decorativo. Non ebbe alcun impatto duraturo sul design tipografico.

03. Chi era il 'grammaticus' nella Roma umanistica?. Si occupava esclusivamente dell’insegnamento delle lingue moderne. Era un funzionario papale dedito alla censura dei testi. Era un copista di testi antichi. Era un erudito impegnato nella trasmissione e interpretazione della cultura classica.

04. In che modo il contesto veneziano contribuì al successo iniziale di Aldo Manuzio?. Costituiva già un centro nevralgico per la stampa liturgica e scolastica, da cui Aldo poté partire per sviluppare progetti più ambiziosi. Permise l’uso esclusivo del latino come lingua franca editoriale. Offrì una rete consolidata di collezionisti e bibliofili greci. Favorì l’isolamento culturale necessario alla sperimentazione tipografica.

05. Perché l’introduzione del corsivo da parte di Aldo Manuzio può essere considerata rivoluzionaria nel panorama tipografico?. Tradusse la scrittura umanistica corsiva in un sistema tipografico stabile, con vantaggi sia estetici sia materiali. Fu il primo corsivo a essere usato nei titoli delle edizioni bibliche. Sostituì integralmente i caratteri romani nel libro a stampa. Fu una perfetta imitazione dei caratteri greci corsivi.

06. Quale funzione ebbe l’introduzione del formato in-ottavo nella politica editoriale di Aldo Manuzio?. Fu una scelta estetica destinata a imitare i codici medievali. Intese assecondare un pubblico aristocratico amante dei volumi monumentali. Fu introdotto per ridurre il numero di pagine per opera. Consentì di rispondere alle esigenze pratiche di lettori professionisti colti ma impegnati.

07. In che modo il privilegio richiesto da Aldo Manuzio nel 1495 riflette una strategia di mercato editoriale avanzata per l’epoca?. Impose a tutti gli stampatori veneziani di adottare i suoi caratteri greci. Fu uno strumento legale per garantire il monopolio commerciale. Fu un provvedimento simbolico, privo di effetti pratici. Permise la distribuzione gratuita delle sue opere in tutta Europa.

08. Qual è il significato storico-editoriale della pubblicazione da parte di Manuzio degli Erotemata di Lascaris nel 1494?. Fu una pubblicazione isolata, mai seguita da altre opere greche. Testimonia il declino della grammatica latina a favore del greco. Rappresenta il primo tentativo strutturato di Aldo di rispondere alla carenza di strumenti per lo studio del greco. Segna l’inizio della stampa greca in Francia.

09. In che misura la formazione culturale di Aldo Manuzio a Roma e Ferrara influenzò la sua visione editoriale?. Alimentò un orientamento pragmatico che lo distolse dagli autori greci. Costituì il fondamento del suo orientamento filologico e dell’interesse per i testi classici. Gli fornì competenze grammaticali che lo spinsero a diventare autore di manuali per la scuola. Lo portò a privilegiare l’uso esclusivo del latino nei testi stampati.

10. Quale implicazione comporta il silenzio autobiografico di Aldo Manuzio per gli studiosi moderni?. L’obbligo di ricorrere a resoconti posteriori del XVI secolo. La possibilità di ricostruire il suo pensiero esclusivamente tramite le sue prefazioni. La necessità di integrare l’analisi delle sue opere tipografiche con fonti epistolari e documentarie frammentarie. L'impossibilità di stabilire con certezza la sua identità.

11. Perché nella prassi filologica non è sufficiente utilizzare un solo esemplare per l’edizione critica di un testo a stampa?. Perché il testo a stampa è meno autorevole del manoscritto. Perché le edizioni sono spesso incomplete. Perché bisogna rilevare e interpretare eventuali varianti d’esemplare. Perché tutti gli esemplari sono identici.

12. Cosa distingue una emissione simultanea da una semplice ristampa?. L’adozione di nuove note critiche. L’intervento di un nuovo autore. La variazione del corpo tipografico. La stampa contestuale con frontespizi diversi.

13. Quale criterio guida la determinazione del formato di un libro antico?. Il numero di piegature dei fogli che lo compongono. Il valore commerciale del volume. ll numero di fogli totali. La quantità di testo per riga.

14. Qual è il compito specifico della cosiddetta 'textual bibliography'?. Lo studio degli esemplari di una stampa. L’analisi retorica dei testi classici. La descrizione paleografica dei codici medievali. L’edizione diplomatica dei manoscritti.

15. In che cosa consiste la vulgata in filologia?. La forma testuale diventata 'canonica' tramandata nel tempo. Una versione popolare dell’opera. Una traduzione del testo secondo il canone di Bembo. Una sintesi scolastica del testo originale.

01. Perché non è sempre possibile calcolare il tasso di perdita dei manoscritti?. Le opere erano tutte duplicate. I dati sono conservati solo oralmente. I manoscritti erano tutti archiviati in modo uniforme. Le variabili storiche e geografiche sono troppo eterogenee.

02. Che funzione ha la bibliografia nella descrizione di un manoscritto?. Riportare il valore del manoscritto. Annotare le varianti del testo. Segnalare studi precedenti sul codice. Fornire un elenco delle opere dell’autore.

03. Perché la Donazione di Costantino fu oggetto di critica da parte di Lorenzo Valla?. Perché lodava l’Impero ottomano. Perché era una novella letteraria che pretendeva di essere autentica. Perché era un falso. Perché conteneva troppi errori grammaticali.

04. Perché è utile studiare la diffusione geografica della tradizione di un’opera?. Per individuare le regioni dove l’opera fu censurata. Per capire se l’opera è mai stata pubblicata. Per conoscere le date esatte di composizione. Per ricostruire la circolazione culturale e la ricezione del testo.

05. Cosa comprende la descrizione interna di un manoscritto?. L’autore e il contenuto testuale. L’elenco dei proprietari. Le misure in millimetri o centimetri. Il tipo di miniatura.

06. Quale tipo di destinatari copiò o conservò l’opera di Valla sulla Donazione di Costantino nel XVI secolo?. Artisti rinascimentali. Solamente intellettuali italiani. Esclusivamente copisti monastici. Prelati di Curia e intellettuali d’Oltralpe legati alla Riforma.

07. Qual è una funzione specifica della “formula di collazione”?. Determinare la leggibilità del testo. Annotare le varianti linguistiche. Esplicitare la struttura dei fascicoli. Stimare il valore economico della stampa.

08. Perché la descrizione bibliografica di un manoscritto richiede competenze multidisciplinari?. Perché coinvolge anche la chimica dei materiali. Perché comprende aspetti di filologia, paleografia, codicologia. Perché include la trascrizione integrale dei testi. Perché è obbligatorio pubblicarle su riviste specializzate.

09. Quale fu una delle ragioni della committenza del De falso credita et ementita Costantini donatione a Lorenzo Valla?. Glorificare la Donazione di Costantino. Promuovere la censura ecclesiastica. Difendere la supremazia papale. Delegittimare le rivendicazioni curiali sul Regno di Napoli.

10. Quale dei seguenti è un elemento della descrizione esterna di un manoscritto?. Le opinioni del copista. L’incipit dell’opera. Il materiale scrittorio. La biografia dell’autore.

11. Perché i cataloghi di biblioteche e archivi sono fondamentali per lo studio dei manoscritti?. Aiutano nel reperimento e nella descrizione del materiale. Consentono l’accesso diretto a tutte le digitalizzazioni. Forniscono dati sulla produzione tipografica del Novecento. Offrono commenti critici sulle opere.

12. Perché è utile l’analisi delle prime edizioni a stampa, anche se successive ai manoscritti?. Perché includono sempre commentari originali. Perché offrono una base più moderna e attendibile. Perché sono sempre più corrette dei manoscritti. Perché possono derivare da testimoni manoscritti oggi perduti.

13. Cosa si intende per “testimoni” nella critica testuale?. I possessori originali dei codici. Le copie manoscritte o a stampa che trasmettono il testo. i commentatori antichi dell’opera. Gli editori moderni.

14. Cosa può indicare la presenza di stemmi su un manoscritto?. La storia dei possedimenti del codice. Il contenuto tematico. Il tipo di scrittura impiegata. L’origine geografica dell’opera.

01. Nella prospettiva della tradizione attiva, quale problema si pone in modo prioritario per il lavoro ecdotico?. L’impossibilità di datare il testimone. La mancanza di margini nel manoscritto. L’individuazione dell’editore originale. La difficoltà di distinguere le varianti intenzionali.

02. La distinzione tra tradizione diretta e indiretta è utile: Per classificare i diversi modi di trasmissione del testo. Per determinare il valore economico del codice. Solo in testi moderni. Per definire l’autenticità dell’autore.

03. Quale funzione svolge la tradizione indiretta dal punto di vista storico-documentario?. È priva di rilevanza se non è attestata da testimoni organici. Dimostra l’autenticità dei manoscritti. Serve solo a colmare lacune testuali. Contribuisce alla ricostruzione della fortuna e della ricezione dell’opera.

04. Qual è l’unico dato certo per la datazione della Vita nova?. La pubblicazione del Convivio. L’incontro tra Dante e Guido Cavalcanti. La morte di Beatrice, nel 1290. La morte di Dante.

05. Nella prospettiva della critica testuale, la distinzione tra tradizione diretta e indiretta non si limita a una classificazione cronologica o formale dei testimoni, ma implica una valutazione metodologica. In questo senso, quale tra le seguenti affermazioni descrive più correttamente l’utilizzo della tradizione indiretta in sede di edizione critica?. La tradizione indiretta è sempre subordinata e va esclusa dal processo editoriale. La tradizione indiretta serve esclusivamente a ricostruire la fortuna dell'opera. La tradizione indiretta può fornire lezioni più antiche di quelle reperibili nei testimoni diretti. La tradizione indiretta è rilevante solo se derivata da un autografo.

06. L'eventuale sopravvivenza di una poesia all'interno di un'opera organica, come nel caso della Vita nova, non esclude la sua precedente circolazione autonoma, testimoniata da copie isolate. In tale contesto, quale implicazione filologica emerge con maggiore rilevanza?. Le versioni estravaganti devono essere escluse a priori dal testo critico. L’esistenza di copie isolate è irrilevante se l’opera è giunta in forma unitaria. La tradizione estravagante compromette l’autenticità della composizione poetica. Le poesie trasmesse fuori dal contesto prosimetrico possono conservare lezioni indipendenti e forse più antiche.

07. L’esistenza di una tradizione monotestimoniale, in cui un solo codice trasmette l’intera opera, comporta quali principali implicazioni per il lavoro filologico?. La possibilità di ricostruire lo stemma codicum. La certezza dell’autenticità del codice. L’assoluta fedeltà al dettato originario. L’impossibilità di emendare il testo in assenza di confronto.

08. Si consideri una situazione editoriale in cui coesistano testimoni, testimonianze indirette e stampe antiche: quale tra le seguenti strategie dovrebbe essere adottata dal filologo per una edizione critica rigorosa?. Prendere in esame esclusivamente il testimone più antico, anche se corrotto. Basarsi esclusivamente sulle edizioni a stampa più vicine all’autore. valutare comparativamente tutti i tipi di testimoni, attribuendo a ciascuno un diverso peso filologico. Escludere a priori la tradizione indiretta, ritenendola sempre meno attendibile.

09. La tradizione estravagante si configura come un fenomeno di trasmissione autonomo rispetto all’unità organica dell’opera, eppure ad essa strettamente collegato. In che modo il filologo dovrebbe rapportarsi a questa tipologia testuale nell’atto di ricostruzione critica?. Valutandone criticamente la genealogia e rapporto con la tradizione organica. Inserendola automaticamente nel testo base dell’edizione. Escludendola sistematicamente per evitare interpolazioni. Considerandola solo per valutazioni stilistiche.

10. Nel caso in cui un copista abbia lavorato sotto la diretta supervisione dell’autore, producendo un manoscritto fedele alle intenzioni dell’autore stesso, quale categoria definitoria si applica al manoscritto in questione?. Idiografo. Apografo. Copia interpolata. Codice diplomatico.

11. Qual è la posizione di Barbi riguardo all’inclusione della tradizione estravagante nell’edizione critica della Vita nova?. La esclude per evitare confusione tra diverse fasi redazionali. La include per completezza filologica. La esclude perché la considera di origine anonima. La include solo parzialmente, seguendo il criterio del valore.

12. Come sono trattate le liriche composte da Dante anteriormente alla Vita nova secondo De Robertis?. Sono escluse integralmente dall’edizione. Sono commentate senza trascrizione testuale. Sono incluse solo se presentano varianti significative. Sono pubblicate in appendice.

13. La tradizione mista comprende: Testimoni completi e frammentari. Sia tradizione diretta che indiretta. Manoscritti autografi e idiografi. Sia manoscritti che stampe.

14. L’antigrafo è: Il manoscritto rifiutato dall’autore. Un codice apocrifo. Il modello da cui deriva una copia. Una variante alternativa.

15. In quale dei seguenti casi è più opportuno utilizzare la tradizione indiretta?. Quando le stampe precedono i manoscritti. Quando non esistono notizie sul contenuto dell’opera. Quando risale a un ramo ignoto della tradizione diretta. Quando essa contraddice la tradizione diretta.

16. Una tradizione si dice monotestimoniale quando: L’opera è trasmessa da un solo testimone. Comprende più edizioni successive. Vi sono molte versioni divergenti. Esiste una sola edizione a stampa.

17. La traduzione in latino del Principe a opera di Agostino Nifo è rilevante: Per la sua natura di tradizione indiretta e la sua vicinanza cronologica al testo di Machiavelli. Perché Nifo fu allievo di Machiavelli. Come testimonianza di tradizione diretta. in quanto copia autorizzata da Machiavelli.

18. Quale tra le seguenti definizioni descrive correttamente una eventuale tradizione indiretta?. Una tradizione costituita solo da edizioni a stampa. L’insieme dei manoscritti autografi tramandati. Una versione dell’opera che integra contenuti apocrifi . La trasmissione dell’opera tramite citazioni, parodie o traduzioni.

19. La parola 'testimone', in ambito filologico, deriva: dal lessico medievale. dal linguaggio giudiziario. dal diritto romano. da un termine greco riferito ai martiri.

20. Quando si parla di tradizione diretta si intende. Le parafrasi e i commenti di altri autori. Le testimonianze materiali del testo nei manoscritti e nelle stampe. I frammenti conservati in opere altrui. Solo le edizioni a stampa autorizzate dall’autore.

21. Qual è una caratteristica peculiare della tradizione indiretta nella letteratura greca e latina?. È sempre trascurabile dal punto di vista ecdotico. È spesso l’unica fonte per opere altrimenti perdute. Ricopre un ruolo secondario rispetto a quella diretta. È sistematicamente ricostruita tramite autografi.

22. Una tradizione quiescente è tale quando: Il testo è riprodotto senza alterazioni. Il testimone è lacunoso. Il copista inserisce glosse. L’opera non viene più copiata.

23. Perché i Memoriali bolognesi sono ecdoticamente modesti?. Perché trasmettono solo traduzioni. Sono anteriori al testo originale. Perché non sono mai stati studiati. Perché i versi sono attestati anche da molti altri manoscritti.

Memoriali bolognesi rispetto al testo della Commedia di Dante costituiscono un esempio di. Tradizione indiretta. Tradizione attiva. Tradizione mista. Tradizione organica.

25. In quale categoria rientrano le invettive di Poggio Bracciolini contro Lorenzo Valla rispetto alla tradizione di alcuni scritti linguistici di Valla stesso?. Tradizione organica. Tradizione idiografa. Tradizione indiretta. Tradizione apocrifa.

26. Si definisce tradizione organica quella che. Tramanda l’opera nella sua interezza. Contiene esclusivamente materiale poetico. Circola solo tra autori coevi. Comprende solo traduzioni moderne.

27. La circolazione autonoma di porzioni di un’opera è detta. Quiescente. Estravagante. Attiva. Diretta.

28. Quale dei seguenti generi presenta più frequentemente tradizione estravagante?. Commentari esegetici. Romanzi in prosa. Prosimetri. Trattati scientifici.

29. La Vita nova può essere definita prosimetro perché. È composta da lettere e prose. È scritta interamente in prosa lirica. Alterna testo latino e volgare. Alterna sezioni in prosa e sezioni poetiche.

30. Per autografo si intende: Una stampa antica. Un manoscritto vergato dalla mano stessa dell’autore. Un documento firmato sotto sorveglianza dell’autore. Una copia trascritta da un copista fidato.

31. Per idiografo si intende: Una stampa anonima. L’originale da cui è tratta la stampa. Un manoscritto scritto da un copista sotto supervisione dell’autore. Un codice miniato.

32. Una tradizione si dice attiva quando: L’opera è oggetto di stampa. Il testo viene copiato fedelmente. L’autore ne approva la diffusione. La trascrizione avviene con modifiche consapevoli da parte del copista.

01. Cosa si intende per 'scriptio continua'?. Scrittura senza separazione tra le parole. Una forma di interpolazione. Uso sistematico di compendi. Un tipo di errore grammaticale.

02. Che valore ha, nella critica testuale, l’individuazione di un errore grave condiviso da più testimoni?. Nessun valore, poiché tali errori sono frequenti e irrilevanti. Dimostra che il copista è intervenuto consapevolmente sul testo. Consente di stabilire l’autenticità autografa del testimone. Indica una probabile discendenza da una fonte comune.

03. In cosa consiste la 'lectio facilior'? È. È una variante prodotta dal copista per motivi dottrinali. È la lezione ritenuta più facile da pronunciare e copiare. È una forma semplificata generata da incomprensione della lezione più ardua. la variante più attestata nei testimoni più autorevoli.

04. L’espressione 'errori monogenetici' indica: Errori commessi da un solo copista e facilmente emendabili. Errori prodotti dalla grafia complessa dell’antigrafo, ripetuti da più copisti. Errori introdotti casualmente da copisti diversi in momenti distinti della tradizione. Errori che derivano da una medesima fonte, rilevabili in testimoni tra loro imparentati.

05. Quale tra le seguenti affermazioni descrive correttamente la sequenza dell’atto di copia secondo Alphonse Dain?. lettura → dettatura → trascrizione → memorizzazione → verifica finale. Lettura → trascrizione → dettatura → memorizzazione → correzione. Memorizzazione → lettura → dettatura → trascrizione → confronto . Lettura → memorizzazione → dettatura mentale → trascrizione → ritorno al modello.

06. Come tende a comportarsi il copista davanti a parole poco comuni?. Le sostituisce con parole più note. Le conserva per rispetto dell’autore. Le elimina sistematicamente. Le evidenzia con segni grafici.

07. Quale delle seguenti non è una causa tipica degli errori di lettura?. Difficoltà nella lettura delle abbreviazioni. Scambi tra lettere simili. Scelte lessicali consapevoli. Interpretazione dei tituli.

08. In ambito filologico, gli errori monogenetici: Sono sempre legati a una lettura corretta del testo. Rivelano discendenza da un modello comune. Hanno scarso valore classificatorio. Dipendono da fenomeni linguistici spontanei.

09. Da cosa nasce solitamente una 'lectio facilior'?. Da una correzione consapevole. Da un confronto con altri manoscritti. Dall’incomprensione della lectio difficilior. Dalla conoscenza profonda del testo.

10. L’errore di copia può derivare, tra le altre cose, da. Una lettura distratta o poco accurata. Una corretta interpretazione grammaticale. Una ricezione orale collettiva. L’utilizzo di una fonte a stampa.

11. Che cosa si intende per 'errore monogenetico'?. Un errore che coinvolge la grammatica. Un errore autoriale. Un errore comune a più testimoni per caso. Un errore che implica una fonte comune.

12. In quale fase si colloca l’errore causato da una pronuncia alterata?. Trascrizione. Dettatura mentale. Memorizzazione. Lettura.

13. Secondo Dain, quale delle seguenti fasi non fa parte del processo di copia?. Lettura di una pericope. Dettatura mentale. Memorizzazione del testo. Confronto con testi paralleli.

14. Quale studioso ha descritto in modo sistematico le fasi dell’atto della copia manoscritta?. Franca Brambilla Ageno. Alphonse Dain. Vittore Branca. Alberto Varvaro.

15. La locuzione 'lectio facilior' designa: L’emendamento basato sulla critica testuale. L’ipotesi interpretativa più distante dal significato originario. La lezione che appare più semplice ma meno autentica. La versione più ricercata e complessa del testo.

16. Quale tipologia di errore si verifica per effetto di un fraintendimento derivante da grafemi simili?. Errore lessicale secondario. Errore ecdotico. Errore interpretativo. Errore paleografico.

17. Quale delle seguenti fasi non rientra nel processo di copia descritto da Alphonse Dain?. Traduzione simultanea. Trascrizione materiale. Lettura di una pericope. Dettatura mentale.

18. Cosa caratterizza un errore 'poligenetico'?. È sempre di origine lessicale. È legato a un solo manoscritto. Può essere stato commesso indipendentemente da più copisti. Deriva da scambi tra grafemi.

01. Un errore polare si verifica quando: Si ripete una parola già presente nel testo. Si sostituisce un termine con il suo opposto. Si omette una sillaba in sequenze simili. Si anticipa un segmento proveniente da un passo successivo.

02. Quando una lacuna può essere considerata significativa per la ricostruzione dello stemma?. Quando non è spiegabile come salto per omeoteleuto. Quando è presente solo nella tradizione a stampa. Quando è causata da normalizzazione linguistica. Quando riguarda parole ad alta frequenza d’uso.

03. In ambito filologico, un testo con basso gradiente di autorialità è: Un testo copiato da molti scribi simultaneamente. Un testo che presenta molte lacune non emendabili. Un testo percepito come riformulabile o adattabile da parte dei lettori. Un testo in cui l’autore è ignoto.

04. Le edizioni cinquecentesche sono particolarmente soggette a interpolazioni perché: Venivano redatte in forma di appunti scolastici. Venivano prodotte senza revisione. Erano stampate su pergamena usurata. Seguivano canoni di normalizzazione linguistica e stilistica.

05. Quale tra le seguenti definizioni descrive correttamente un errore di anticipo?. La sostituzione involontaria di un termine con un sinonimo più comune. La presenza della parola al suo posto e anche in un punto anteriore del testo. L’aggiunta marginale di una glossa nel corpo del testo. L’omissione di una parola a causa di un salto dallo stesso al medesimo.

06. Quale tra i seguenti è un esempio di dittografia?. filologia → filogia. libertade → libertà. se correrete → se correte. biologia → biolologia.

07. L’errore che comporta la perdita di una sillaba in parole contenenti sequenze simili è detto: Assimilazione. Interpolazione. Dittografia. Aplografia.

08. Perché un errore polare potrebbe risultare semplice da correggere? . I testimoni concordano nel proporre una sola variante. È causato da interferenze grafiche. Il copista può dedurre il senso corretto dal contesto. È sempre di natura grammaticale.

09. Quale tipo di errore si verifica quando la desinenza di una parola viene modificata per somiglianza a quella di una parola vicina?. Errore di assimilazione. Lacuna. Errore per anticipazione. Errore polare.

10. L’errore 'filologia' trascritto come 'filogia' è un esempio di: Errore nei nomi. Omeoteleuto. Aplografia. Interpolazione.

11. Quale delle seguenti tipologie di errore di trascrizione è considerata ripetibile indipendentemente da diversi copisti, e dunque non probante in una costruzione stemmatica?. L’errore polare. L’interpolazione. L’omissione per aplografia. L’errore banale o “meccanico”.

12. Nell’ambito della critica testuale, l’omissione accidentale di un segmento compreso tra due parole simili o identiche, quale fenomeno specifico rappresenta, e quale delle seguenti sue caratteristiche contribuisce in modo decisivo al suo riconoscimento? ;. Anticipazione; prossimità semantica tra i membri del costrutto sintattico. Omeoteleuto; identità grafica terminale dei segmenti omessi. Aplografia; ripetizione del medesimo fonema all’interno di parole contigue. Interpolazione; provenienza esogena del materiale trascritto.

13. In caso di una lacuna, quale tra le seguenti affermazioni è corretta secondo il testo?. Possiamo solo ipotizzare l’argomento del testo in caso di lacuna estesa. Il testo può essere ricostruito grazie al contesto. La lacuna è sempre causata da un errore di copista. La correzione è facile grazie alla congettura.

14. Quale tipo di errore può essere determinato da conoscenza mnemonica e serialità nella copiatura di un testo molto noto?. Errore nei numerali. Ripetizione. Dittografia. Lacuna.

15. L’errore 'Patrocolo' trascritto come 'Patricolo' nei manoscritti dell’Amorosa visione di Boccaccio è un esempio di: Interpolazione. Assimilazione. Omissione. Banalizzazione del nome.

16. Il fenomeno per cui una parola viene erroneamente anticipata in una posizione del testo diversa da quella originaria è detto: Ripetizione. Interpolazione. Lacuna. Anticipazione.

17. L’omissione causata dalla presenza di due parole uguali a breve distanza nel testo è detta: Omeoarchia. Saut du même au même. Dittografia. Assimilazione.

18. Quale tra le seguenti tipologie di errore consiste nella sostituzione di una parola con un termine di significato opposto?. Omissione. Interpolazione. Aplografia. Errore polare.

19. Quando un copista inserisce inconsapevolmente una glossa marginale nel corpo del testo, si parla di: Omissione. Lacuna. Interpolazione. Anticipazione.

20. Nel caso dell’espressione 'poeta bonus' trascritta erroneamente come 'poeta bona', quale fenomeno si verifica?. Assimilazione. Dittografia. Lacuna. Anticipazione.

01. Il fenomeno della ‘ridistribuzione’ può essere considerato indizio di autorialità quando: La trasposizione è coerente e non casuale. L’operazione è lessicalmente arbitraria. È confermato da note marginali coeve. Si verifica in più testimoni indipendenti.

02. Quale delle seguenti affermazioni descrive correttamente il rapporto tra Leopardi e la censura?. Le Operette morali furono immediatamente accolte in maniera positiva dal pubblico cattolico. L’autore non subì mai interventi censorî. Leopardi pubblicò autonomamente le Operette morali a Parigi nel 1845. L’approvazione ecclesiastica fu ottenuta con l’inserimento di avvertenze.

03. Il nome di Machiavelli compare per la prima volta nell’Indice dei libri proibiti nel: 1559. 1527. 1616. 1789.

04. La cosiddetta 'autocensura': è esercitata esclusivamente da autorità civili. è una reazione dell’autore a pressioni esterne, pur senza coercizione diretta. implica la distruzione del manoscritto originale. è un atto spontaneo e privo di vincoli esterni.

05. Quale autore è il protagonista di un esempio di censura coatta nell’edizione del 1903 delle Fiale?. Corrado Govoni. Niccolò Machiavelli. Baldassarre Castiglione. Giacomo Leopardi.

06. Gli Indices librorum prohibitorum rappresentano: repertori della censura libraria cattolica. cataloghi editoriali dei testi a stampa. strumenti per la diffusione di testi eretici. raccolte liturgiche di età moderna.

07. Cosa si intende per lezione adiafora?. Una lezione semanticamente e sintatticamente equivalente ad altre. Una lezione contenente un errore ortografico evidente. Una variante che altera il senso in modo sostanziale. Una lezione trasmessa solo da testimoni secondari.

08. La validità del criterio delle ‘tendenze correttorie costanti’ per la valutazione delle varianti d'autore dipende dalla: p. capacità di ricostruire il profilo linguistico di copisti e curatori. quantità delle varianti presenti nei codici. possibilità di confrontare il testo con traduzioni coeve. conformità ai canoni retorici del tempo.

09. Quando si parla di diffrazione in presenza? Q. Quando la tradizione si è conservata in un solo codice autorevole. quando tutte le lezioni attestate derivano da interpolazioni recenti. Quando tra le varianti sopravvive quella originaria, cioè la più difficile. Quando è possibile risalire all’autografo.

10. Il criterio della 'ridistribuzione' si fonda sull’ipotesi che: L’autore corregga sempre i propri errori eliminando vocaboli superflui. Il curatore sostituisca termini difficili con equivalenti più semplici. L’autore possa espungere e poi reintrodurre consapevolmente una parola altrove. Il copista trascriva fedelmente ma modifichi la punteggiatura.

11. Secondo Scevola Mariotti, quale caratteristica distingue le corruzioni di copista dagli interventi autoriali?. Le corruzioni sono sempre riconoscibili come errori grammaticali. Le corruzioni restano prossime alla forma originale per grafia o fonetica. Le corruzioni tendono a sostituire termini arcaici con neologismi. Le corruzioni alterano la struttura sintattica in profondità.

12. In quale caso il criterio dell’usus scribendi risulta particolarmente utile nella selezione delle varianti?. Quando vi sono più lezioni equivalenti a livello sintattico. Quando si intende valutare la coerenza stilistica di una lezione con la lingua dell’autore. Quando il testimone è il più recente della tradizione. Quando si confrontano solo varianti formali.

13. Che cosa si intende, nel contesto filologico, con il termine diffrazione secondo la definizione di Gianfranco Contini?. L’inserzione volontaria di glosse da parte del copista. La moltiplicazione delle varianti causata dalla difficoltà originaria di una lezione. La disgregazione di una famiglia di testimoni in stadi indipendenti. L’alternanza di lezioni dovuta a errori fonetici simili.

14. Quale delle seguenti condizioni caratterizza una diffrazione in assenza?. L’impossibilità di individuare una lezione soddisfacente tra quelle trasmesse. L’assenza di errori significativi nei testimoni. L’esistenza di una lezione accettabile, ma non confermata dalla tradizione. La presenza simultanea di lezioni adiafore e sostanziali.

15. Quale delle seguenti affermazioni si può dedurre dallo studio delle varianti uhi, nui, lui in Purg. XVI, 64-66?. La scelta di nui sarebbe più fondata filologicamente, perché condivisa da più testimoni. Tutte le lezioni sono formalmente corrette, ma uhi si distingue per la sua difficoltà interpretativa. Le lezioni sono tutte errate e frutto di un’errata comprensione del testo. Nessuna delle lezioni è accettabile in sede di edizione critica.

16. Il fenomeno della diffrazione implica: L’esistenza di un archetipo ricostruibile con certezza. La presenza di almeno tre lezioni alternative generate da un’unica fonte difficile. L’assenza di interventi filologici nelle edizioni moderne. La trascrizione simultanea di varianti marginali.

17. Quale relazione lega il concetto di lectio difficilior al fenomeno della diffrazione?. Entrambi i fenomeni presuppongono l’intervento consapevole del filologo. La lectio difficilior è solitamente il risultato finale della diffrazione. La lectio difficilior è il punto di partenza da cui derivano varianti più semplici. Sono concetti antitetici e non interagiscono.

L’impossibilità di operare qualsiasi intervento testuale. La cautela nel preferire lezioni apparentemente più chiare. L’eliminazione sistematica di tutte le varianti formali. La necessità di scegliere sempre la lezione più attestata.

19. Quale delle seguenti caratteristiche rende plausibile l’attribuzione di una variante all’autore piuttosto che a un copista?. La presenza di una lezione apparentemente errata. L’inserzione di glosse marginali. L’ampiezza e la complessità dell’intervento testuale. La sostituzione di un termine arcaico con uno moderno.

20. Quale difficoltà metodologica si incontra più frequentemente in assenza di autografi nell’analisi delle varianti d’autore?. L’impossibilità di definire l’ambito linguistico del copista. La confusione tra errore materiale e intervento consapevole. La distinzione tra modifiche attribuibili all’autore e modifiche di tradizione. La ricostruzione delle fasi di copia successive all’editio princeps.

21. In presenza di un autografo, il filologo può osservare. Gli interventi dei copisti in modo più diretto. Il processo di scrittura e riscrittura dell’autore. La distanza tra tradizione e traduzione. Soltanto la versione finale dell’opera.

22. Quale criterio tra i seguenti può essere un indicatore di autorialità di una variante?. La frequente attestazione nei codici tardi. La consistenza e rilevanza strutturale della modifica. La presenza della variante anche in traduzioni coeve. L’appartenenza al registro linguistico colto.

23. La filologia d’autore differisce dalla filologia di tradizione soprattutto per: La preferenza per testimoni recenti. L’analisi comparata tra autografi e apografi. Il ruolo centrale del processo creativo dell’autore. L’uso esclusivo dell’apparato genetico.

01. Per quale motivo un’edizione non filologicamente fondata è considerata inadeguata dal punto di vista ecdotico?. Perché è destinata a un pubblico non specializzato. Perché si limita a riprodurre un testo disponibile senza verificarne la fondatezza. Perché non integra apparati critici in latino. Perché si basa esclusivamente su edizioni fotografiche.

02. In quale ambito trova applicazione prevalente l’edizione diplomatica?. Nello studio delle fonti storiche e documentarie. Nella pubblicazione di antologie letterarie. Nell’analisi di testi poetici moderni. Nell’editoria scolastica.

03. Quale tra le seguenti caratteristiche distingue un’edizione critica da una mera riproduzione testuale?. L’inserimento di note esplicative a margine del testo. L’esame comparativo dei testimoni e la trasparenza editoriale. L’esclusiva riproduzione del testimone più antico. L’adozione di una grafia moderna.

04. Qual è l’obiettivo primario dell’edizione diplomatica? Correggere gli errori presenti nel testimone. Rendere il testo accessibile al grande pubblico. Evidenziare le varianti d’autore nel testo. Riprodurre fedelmente le caratteristiche del testimone. Correggere gli errori presenti nel testimone.

05. Quale funzione specifica svolge l’edizione diplomatico-interpretativa?. Eliminare ogni ambiguità testuale attraverso emendamenti critici. Offrire un equilibrio tra fedeltà documentaria e leggibilità. Integrare varianti da più testimoni. Conservare la forma grafica originaria del testimone senza modifiche.

06. Quali interventi sono tipici di un’edizione diplomatico-interpretativa? L. Lo scioglimento delle abbreviazioni e l’introduzione della punteggiatura. L’aggiunta di commenti critici. La riscrittura del testo in lingua moderna. la soppressione delle lezioni minoritarie.

07. Quale tra le seguenti affermazioni è vera riguardo all’edizione interpretativa?. Essa evita ogni intervento editoriale sul testo. essa è riservata ai testi amministrativi. Essa si limita alla riproduzione fotografica del testimone. Essa implica una comprensione profonda del testo per applicare modifiche come la punteggiatura.

08. Quale funzione ha l’edizione critica rispetto alla vulgata?. Ripristina la forma originale dell’autografo dell’autore. Propone un testo già noto, privo di interventi critici. Riproduce fedelmente il testo tramandato dai codici più antichi. Ricostruisce un testo nuovo, fondato su indagine filologica sistematica.

09. Qual è la principale funzione della nota al testo in un’edizione critica?. Illustrare i fondamenti metodologici e rendere conto della tradizione. Esprimere il giudizio critico del curatore. Presentare una parafrasi moderna dell’opera. Offrire un riassunto dell’opera.

10. Cosa documenta l’apparato critico?. I giudizi critici moderni. Le innovazioni testuali escluse dalla lezione a testo. I soli interventi del curatore moderno. Le varianti grafiche dei testimoni.

01. Quale tra le seguenti affermazioni rappresenta correttamente il compito fondamentale della filologia ricostruttiva?. Produrre una trascrizione diplomatica fedele al manoscritto più autorevole. Annotare le interpolazioni moderne inserite nei testimoni. Eliminare errori e varianti non d’autore per restituire un testo il più vicino possibile all’originale. Conservare tutte le varianti d’autore in edizione.

02. Qual è l’obiettivo primario della filologia della copia?. Interpretare il significato dell’opera trasmessa. Documentare tutte le varianti presenti nei testimoni sopravvissuti. Ricostruire un originale perduto o il più antico testimone derivato da esso. Stabilire la datazione dei manoscritti più antichi.

03. Quale delle seguenti affermazioni sul contributo di Karl Lachmann all’ecdotica? E. Fu il primo a ideare il concetto di tradizione indiretta. elaborò il primo stemma codicum. Scrisse un manuale sistematico di ecdotica. Fornì una descrizione sommaria del metodo, senza redigere un prontuario organico.

04. Quale tra le seguenti evidenze è particolarmente significativa per dimostrare la dipendenza materiale di un testimone?. L’adozione di una sintassi più coerente nel testimone derivato. La presenza di un lessico arcaico. La riproduzione di anomalie grafiche e omissioni spiegabili solo tramite la configurazione dell’antigrafo. L’inserzione di interpolazioni esplicative.

05. In quale condizione si può affermare con certezza la dipendenza diretta di un testimone da un altro?. Quando condivide solo errori materiali con il codice presumibilmente copiato. quando riproduce tutti gli errori dell’antigrafo e contiene almeno un errore specifico proprio. Quando contiene varianti migliorative rispetto all’antigrafo. Quando mostra un testo identico agli altri.

06. Quale tra le seguenti denominazioni non è associata al metodo del Lachmann?. Metodo genealogico-ricostruttivo. Metodo delle interpolazioni. Metodo stemmatico. Metodo degli errori.

07. Quale aspetto rende il metodo lachmanniano una metodologia ‘scientifica’? ). L’attenzione alla ricezione storico-critica del testo. L’adozione di apparati digitali per la collazione. La valorizzazione delle letture marginali e spurie. L’uso di procedure rigorose per la ricostruzione dell’originale.

08. Qual è l’arco cronologico in cui le norme e le procedure del metodo lachmanniano vengono definite in maniera organica e sistematica?. Dalla seconda metà del XIX alla prima metà del XX secolo. dopo la pubblicazione del Convivio dantesco. Dal XVIII secolo all’età napoleonica. tra il Rinascimento e il Settecento.

09. In quale opera si trova la sistematizzazione teorica del metodo lachmanniano più influente del primo Novecento?. Critica testuale e metodo filologico di Alberto Varvaro. Introduction à la critique des textes di Alphonse Dain. Textkritik di Paul Maas. La critica del testo di Giorgio Pasquali.

10. Per quale motivo la stampa del 1532 dell’Antidotum in Facium viene esclusa dall’apparato dell’edizione critica?. Perché deriva direttamente da un testimone manoscritto superstite. Perché rappresenta una redazione successiva rielaborata dall'autore stesso. Perché contiene numerose interpolazioni e correzioni editoriali. Perché è una versione abbreviata e censurata del testo.

11. Per quale ragione il metodo del Lachmann è anche definito “metodo degli errori”?. Perché si applica esclusivamente a testi trasmessi con errori marginali. Perché è stato criticato per i suoi numerosi difetti metodologici. Perché si fonda sull’individuazione degli errori condivisi per stabilire la genealogia dei testimoni. Perché mira a correggere gli errori grammaticali del testo.

12. Quale tra le seguenti sintetiche definizioni meglio descrive il metodo lachmanniano?. Metodo genealogico-ricostruttivo basato sulla classificazione degli errori. Metodo analitico-descrittivo fondato sull'esame stilistico. metodo documentario basato sulla comparazione delle fonti indirette. Metodo critico-interpretativo basato sulla ricezione del testo.

01. L’emendatio ope ingenii si rende necessaria quando: I I. L’intera tradizione presenta lo stesso errore. Sono presenti molte varianti discordanti. l testo è conservato in due redazioni. l codice più autorevole è illeggibile.

02. Qual è l’obiettivo principale della fase di emendatio nel processo ecdotico?. La correzione degli errori. L’eliminazione di tutte le varianti autoriali. La normalizzazione linguistica del testo. l’adattamento stilistico del testo al gusto moderno.

03. Perché l’emendatio ope codicum è considerata preferibile a quella ope ingenii?. Perché favorisce l’invenzione interpretativa del filologo. Perché attinge direttamente dalla tradizione. Perché è più rapida da applicare. Perché consente di ignorare lo stemma codicum.

04. In quale situazione si può applicare l’emendatio ope codicum?. Quando non si conosce l’autore del testo. Quando l’errore è condiviso da tutti i testimoni. Quando alcuni testimoni conservano una lezione corretta. Quando si possiede solo un manoscritto.

05. La congettura si fonda principalmente su: L’analisi diplomatica dei manoscritti. La ricostruzione del contesto storico. Le competenze del filologo e la sua conoscenza del testo. numero dei manoscritti disponibili.

06. Cosa si intende per cruces desperationis?. Croci poste nel testo a segnalare una corruzione irrecuperabile. Segni grafici utilizzati per separare i vari testimoni. Lezioni confermate da testimoni autorevoli. Lezioni particolarmente controverse.

07. Quale tra le seguenti affermazioni descrive correttamente la congettura?. È una proposta di correzione elaborata dall’editore. È un’operazione interamente soggettiva e non documentabile. È sempre da preferirsi rispetto all’emendatio ope codicum. È vietata nei testi trasmessi in più di un testimone.

08. In quali contesti le congetture diventano indispensabili?. Nelle tradizioni monotestimoniali corrotte. Nelle edizioni diplomatiche. Nei testi tradotti in più lingue. Nei testi scritti in volgare.

09. Quando è più prudente limitare al minimo l’intervento emendativo?. Quando la lezione è unica e comprensibile. Quando la tradizione è molto tarda. In tradizioni interpolate. Quando l’archetipo è considerato prossimo all’autore.

10. Secondo il metodo lachmanniano, quale criterio determina il valore ecdotico di un ramo nello stemma codicum?. La posizione genealogica del ramo, indipendente dal numero di testimoni. il numero assoluto di testimoni contenuti nel ramo. L’autenticità della lingua usata nei testimoni. La datazione più antica del manoscritto.

11. Qual è il comportamento editoriale richiesto quando la lacuna d’archetipo è troppo estesa per una ricostruzione sicura?. Segnalare esplicitamente l’assenza utilizzando segni convenzionali. Proporre una congettura dettagliata per riempire il vuoto. Eliminare la sezione lacunosa. Ignorare la lacuna.

01. Come si può definire, nel complesso, la critica di Bédier al metodo lachmanniano?. Una reazione fondata su osservazioni filologiche ed epistemologiche. Una difesa della tradizione orale. Una critica pratica priva di fondamenti teorici. Una critica meramente linguistica.

02. Come definisce Gianfranco Contini l’approccio editoriale di Bédier?. Un’edizione lachmanniana a fine selettivo del miglior manoscritto. Una semplificazione della filologia classica. Una degenerazione metodologica. Una forma di ecdotica positivista.

03. Secondo Bédier, quale sarebbe la funzione residua del metodo stemmatico?. Offrire una base per la trascrizione diplomatica. Servire alla selezione delle lezioni ottimali in apparato. Guidare la congettura nei casi di lacuna. Valere nella sola fase di recensio preliminare.

04. Quale criterio guidò Bédier nella la selezione del codice base nella sua prima edizione post-lachmanniana?. La sua vicinanza all’archetipo. L’antichità materiale del testimone. La funzionalità linguistica e la coerenza interna. La testimonianza di glosse coeve.

05. Qual è il vantaggio principale dell’adozione di un codice-base coerente dal punto di vista della resa formale?. La disponibilità di un parametro stabile e controllabile. La fedeltà all’usus scribendi dell’autore. L’allineamento al latino classico. La garanzia di autenticità morfologica.

06. Quale tipo di errore metodologico può condurre a una bipartizione infondata della tradizione?. la sovrastima di elementi non decisivi. L’eccessiva fedeltà al codice base. L’ignoranza del contesto. La mancata traduzione dei lemmi.

07. Qual è il principale paradosso del metodo lachmanniano, secondo la prospettiva di Bédier?. Elimina lo iudicium solo in teoria, ma lo richiede in pratica. Presuppone l’autenticità del codice base. Non consente la collazione simultanea. Si applica esclusivamente ai testi volgari.

08. Quale rischio comporta la costruzione di un testo critico per via lachmanniana, secondo Bédier?. La produzione di un testo senza riscontro storico reale. L’inclusione eccessiva di lacune. La confusione tra codici descripti e antigrafi. L’eliminazione di lezioni secondarie.

09. Secondo Bédier, quale illusione metodologica caratterizza l’approccio lachmanniano?. La scientificità solo apparente del procedimento. L’oggettività del bon manuscrit. L’infallibilità della collazione automatica. L’esattezza della trascrizione diplomatica.

10. Quale ambito disciplinare specifico influenzò la prospettiva critica di Joseph Bédier nei confronti del metodo lachmanniano?. Paleografia latina. Filologia classica. Filologia bizantina. Filologia romanza.

11. Quale elemento aggrava la discrepanza tra lingua d’autore e lingua trasmessa nei testi volgari?. La fluidità delle norme linguistiche fino al XVI secolo e oltre. L’introduzione precoce della stampa a caratteri mobili. L’estinzione dei volgari locali. La rigidità delle norme sintattiche.

01. Che valore riveste il trattato De regnandi peritia di Agostino Nifo per la tradizione del Principe di Machiavelli?. È un volgarizzamento secondario. È una testimonianza di tradizione indiretta significativa. È irrilevante a fini ecdotici. È una testimonianza di tradizione indiretta significativa.

02. La variante poligenetica. è una variante introdotta indipendentemente da più copisti. ha un'origine comune ad altre varianti. è una ottima congettura. è una revisione d'autore.

03. Come si può definire l'apparato di Inglese dell'edizione del Principe?. Una fascia con tutte le varianti d'autore. Un apparato di note di tipo critico, storico e politico. Una fascia con la varia lectio e una con tutte le varianti linguistiche. un apparato composto da una fascia per la varia lectio dei testimoni e note aggiuntive di tipo critico.

01. Quale cantica della Commedia può ritenersi conclusa dopo il 1309?. Paradiso. nessuna. Purgatorio. Inferno.

02. L’Epistola XIII di Dante è stata indirizzata a: Cangrande della Scala. Cino da Pistoia. Giovanni del Virgilio. Guido da Polenta.

03. Quale documento notarile bolognese fornisce la più antica allusione a versi dell’Inferno?. Memoriali fiorentini. Registri della Cancelleria veronese. Memoriali bolognesi. Le epistole di Jacopo Alighieri.

04. Secondo il Trattatello in laude di Dante, dopo la morte di Dante: I tredici ultimi canti del Paradiso non risultavano consegnati ad alcuno. Jacopo e Pietro distrussero i manoscritti incompleti. Il Paradiso era stato completato ma non divulgato. Solo l’Inferno era stato pubblicato.

05. Quale delle seguenti affermazioni è vera riguardo ai più antichi manoscritti della Commedia?. Risalgono al periodo immediatamente successivo al 1321. Risalgono a circa un decennio dopo la morte dell’autore. Furono redatti esclusivamente in ambito toscano. Sono tutti databili alla fine del Trecento.

06. L’ipotesi che Dante facesse circolare sezioni della Commedia durante la stesura si fonda su: La testimonianza di Benvenuto da Imola. L’invio dei primi canti del Paradiso a Cangrande. Un’allusione presente nel Purgatorio. Una lettera indirizzata a Boccaccio.

07. Per quale motivo il metodo lachmanniano risulta difficilmente applicabile alla tradizione della Commedia?. Per il numero e la contaminazione tra testimoni. Per la brevità dei frammenti superstiti. Per la coerenza eccessiva della tradizione. Per l’assenza di testimoni medievali.

08. Quale tra i seguenti manoscritti copiati da Boccaccio contiene anche la Vita Nova?. Riccardiano 1035. Chigiano L VI 213. Toledo 104 6. Laurenziano XXVI sin. 1.

09. Qual è la caratteristica distintiva dell’approccio di Boccaccio alla copia del testo dantesco?. Traduzione in latino dei passi oscuri. Fedeltà assoluta all’antigrafo. Eliminazione sistematica delle lezioni spurie. Attività congetturale ed editoriale.

10. Quale valore assume l’aggettivo 'divina' nell’edizione della Commedia di Gioliti del 1555?. Un semplice omaggio all’autorità poetica di Dante. Una scelta editoriale volta alla modernizzazione del titolo. Un richiamo alla tematica trascendente dell’opera. Un riferimento all’ispirazione biblica dell’autore.

11. Perché Witte ritenne irrealizzabile la costruzione di uno stemma codicum affidabile per la Commedia?. A causa dell’insufficienza dei dati paleografici disponibil. Per l’ampia diffusione di fenomeni di contaminazione fra i testimoni. Per la scarsità di manoscritti conservati in Germania a lui accessibili. Per la mancanza di un manoscritto autografo.

12. Dove si colloca il primo centro di irradiazione della Commedia?. Emilia-Romagna. Lombardia. Lazio. Toscana.

01. Quale limite del metodo dei loci critici venne sottolineato da Barbi a proposito dell'edizione della Commedia?. Mancanza di dati linguistici. inadeguatezza rispetto alla mole e complessità della tradizione. Impossibilità di distinguere i codici settentrionali. Eccessiva semplicità teorica.

02. Qual è la principale motivazione della scelta dell’Urbinate da parte di Sanguineti nella sua edizione della Commedia?. Proviene da un’area geografica quiescente sul piano della tradizione. Contiene postille dantesche. Ha una veste linguistica coerente. È l’unico codice completo.

03. Qual era l'obiettivo linguistico dell'edizione di Petrocchi?. Ricostruire la lingua originale di Dante. Fornire una mediazione tra italiano moderno e antico. Restituire un volgare fiorentino storicamente plausibile. Ricostruire il latino volgare.

04. Quale importante differenza distingue lo stemma di Petrocchi dal modello lachmanniano classico?. Non ammette dipendenze dirette ma solo prossimità tra testimoni. Utilizza solo manoscritti settentrionali. Non prevede alcun uso di codici recenti. Esclude i livelli inferiori dello stemma.

05. Qual è la funzione di O nello stemma di Petrocchi?. L’archetipo ricostruito tramite congettura. L’antica vulgata, obiettivo dell’edizione stessa. La Commedia nella sua ultima redazione. L’autografo di Dante.

06. Qual era la funzione della data del 1355 nel progetto di Petrocchi?. Rappresentava l’inizio dell’intervento di Boccaccio come editore. Indicava l’anno della prima stampa. Coincideva con la composizione del Paradiso. Corrispondeva alla morte di Dante.

07. Chi fu incaricato della nuova edizione critica della Commedia dopo la Seconda guerra mondiale?. Gianfranco Contini. Giuseppe Vandelli. Giorgio Petrocchi. Michele Barbi.

08. Quale criterio fu adottato per motivi pratici nello studio della tradizione manoscritta della Commedia?. Lectio facilior. Loci critici. Lectio brevior. Individuazione dell'archetipo.

09. Qual era l’obiettivo principale della Società Dantesca Italiana al momento della fondazione?. Promuovere la memoria dantesca e incentivare gli studi su Dante. Redigere una nuova biografia di Dante. Organizzare eventi commemorativi. Redigere una nuova traduzione in volgare.

01. Secondo la ricezione enciclopedico-medievale, il nome Cerbero: È un’invenzione dantesca. Significa 'divoratore di carne'. È un prestito etrusco reinterpretato. Deriva dal latino 'carber'.

02. Nell’opposizione tra «temesse» e «tremesse» al v. 48 del I canto dell’Inferno, quale principio guida Mendola nella scelta?. Il metodo di Bédier, basato sulla lezione del codice base. Il criterio della difficilior. La coerenza intertestuale con Cavalcanti. L’autorevolezza del codice Trivulziano.

03. Nel v. 4 dell’edizione della Commedia di Petrocchi leggiamo «esta selva selvaggia»: quale delle seguenti affermazioni è corretta a riguardo?. «Questa» è ritenuta una banalizzazione rispetto alla forma arcaica «esta». «Esta» è un’innovazione moderna adottata per chiarezza stilistica. «Esta» è una forma arcaica maggioritaria, ma preferita per ragioni di stile. Questa» è preferita da Petrocchi perché più diffusa nel volgare antico.

01. Quale tra le seguenti affermazioni esprime meglio la difficoltà di distinguere errore e intenzione d’autore nei testi umanistici?. La variabilità linguistica e culturale del periodo rende possibile che irregolarità formali siano volute. La presenza di errori fonetici rende il testo inaffidabile. I manoscritti umanistici sono privi di glosse e quindi indecifrabili. Gli autori umanistici non si curavano della correttezza grammaticale.

02. In che modo la nozione di ‘errore’ trasmissivo risulta problematica quando applicata alla filologia medievale e umanistica?. Perché nei testi medievali si riscontra un alto grado di corruzione linguistica dovuto a copisti ignoranti. Perché gli autori medievali non correggevano mai i propri testi. Perché la presenza di irregolarità non può essere sistematicamente attribuita a un processo di trasmissione. Perché i testi volgari erano regolati da grammatiche differenti.

03. Il concetto di ‘testo originario corretto’, centrale nella filologia lachmanniana, viene messo in crisi nei testi medievali e umanistici principalmente perché. Gli scarti rispetto alla norma classica possono derivare dall'autore stesso. Il latino medievale era troppo prossimo ai volgari per consentire una trasmissione ordinata. Gli autori erano analfabeti o privi di strumenti retorici. Le biblioteche medievali non conservavano copie affidabili.

04. Perché la presenza di errori condivisi da tutti i testimoni può non rimandare a un archetipo corrotto?. Perché l’archetipo era considerato irrilevante nel Medioevo. Perché i copisti ricopiavano sempre lo stesso codice. Perché la trasmissione dei testi medievali era esclusivamente orale. Perché potrebbero risalire a un originale imperfetto.

05. Cosa mostra il caso del manoscritto Hamilton 90 in merito al concetto di autografo?. Che l’autografo va sempre corretto alla luce della grammatica. Che un autografo garantisce sempre l’autenticità assoluta del testo. Che l’autografo può contenere errori e non coincide con la volontà ultima dell’autore. Che l’autografo è utile solo se redatto in scrittura umanistica.

06. Quale errore metodologico si rischia se si assume acriticamente l’autografo come versione definitiva del testo?. Escludere l’influenza dei mecenati sul contenuto del testo. Sottovalutare l’importanza dei glossemi. Trascurare la dimensione autentica dei testi. Scambiare per volontà autoriale elementi che possono essere provvisori o errati.

01. Per quale motivo il soggiorno di Valla alla corte aragonese fu particolarmente favorevole alla sua produzione intellettuale?. Per il clima di libertà ideologica favorito dalle posizioni antipapali di Alfonso. Per la posizione centrale del Regno di Napoli nei circuiti culturali europei. Per l’ambiente marginale e poco esigente sul piano culturale. Per la tolleranza religiosa promossa da Alfonso nei confronti degli umanisti.

02. In quale modo l’edizione critica di Besomi dei Gesta Ferdinandi regis Aragonum di Lorenzo Valla si confronta con la presenza dell’autografo?. Adotta un criterio puramente genetico, escludendo lo stemma. Collaziona l’intera tradizione, riconoscendo che l’autografo non esaurisce le problematiche testuali. Considera superflua la tradizione a stampa, data l’esistenza dell’autografo. Assume l’autografo come unica fonte, evitando la collazione.

03. In che senso la trasmissione orizzontale delle lezioni in ambito autoriale mina le premesse fondamentali del metodo stemmatico?. Perché elimina la possibilità di errori comuni tra i testimoni. Perché rende indistinguibile la lezione d’autore da quella del copista. Perché introduce una pluralità di originali che sfugge alla logica dell’albero genealogico. Perché presuppone l’esistenza di una lezione arcaica non contaminata.

04. L’assimilazione della stratificazione redazionale a un fenomeno di contaminazione è giustificata principalmente da: L. Una distribuzione sistematica di errori meccanici. la perdita dei codici principali da cui deriva la tradizione. Una trasmissione verticale compromessa da interpolazioni. Una diffusione simultanea di lezioni da più esemplari d’autore.

05. In quali circostanze un’edizione può legittimamente privilegiare una redazione anteriore?. Solo quando l’autore ha sconfessato la redazione successiva. Quando le redazioni sono troppo divergenti per essere comparate. Quando si vuole documentare una fase diversa della progettualità autoriale. Quando manca una tradizione diretta.

06. Quale delle seguenti affermazioni riflette la posizione teorica implicita nel lavoro di Besomi sull’autografo dei Gesta?. Il concetto di testo definitivo d’autore è problematico anche in presenza dell’autografo. La presenza dell’autografo annulla la necessità della critica del testo. L’autografo garantisce l’autenticità definitiva del testo. Le varianti marginali vanno considerate tutte interpolazioni.

07. Qual è il ruolo dell’editore nella gestione di testi caratterizzati da stratificazione autoriale?. Stabilire un testo medio condiviso dalla tradizione. Operare una scelta critica consapevole, che rifletta la complessità genetica dell’opera. Applicare rigidamente i criteri del metodo stemmatico. Ricostruire la versione più coerente e corretta del testo.

01. Qual è una conseguenza diretta dell’intervento attivo degli scribi nella trasmissione del testo?. Si rende più semplice la distinzione tra varianti secondarie e originali. Si garantisce l’autenticità del testo trasmesso. Si erode la catena di trasmissione degli errori, complicando la ricostruzione genealogica. Si elimina ogni possibilità di ricostruzione filologica.

02. Quale delle seguenti affermazioni esprime correttamente una difficoltà metodologica nella ricostruzione stemmatica in testi medievali?. La contiguità culturale tra autore e copista riduce la presenza di errori utili per distinguere i rami stemmatici. L’assenza di errori separativi facilita l’individuazione di rami distinti. Gli scribi medievali erano sempre in grado di replicare con precisione lo stile dell’autore. Gli interventi degli scribi non influenzano la trasmissione degli errori.

03. In quali circostanze è più difficile individuare innovazioni spurie introdotte dagli scribi?. Quando autore e copista appartengono a contesti cronologicamente e culturalmente vicini. Quando si analizzano testi di ampie dimensioni. Quando il copista è culturalmente lontano dall’autore. Quando sono presenti numerosi errori separativi.

04. Perché le tradizioni volgari pongono particolari problemi all’applicazione del metodo stemmatico basato sugli errori?. Per la scarsità dei manoscritti. Per la complessità dei sistemi metrici volgari. Per la presenza di note marginali che confondono il testo. Per la somiglianza linguistica tra autore e scriba, che riduce gli errori separativi.

01. Qual è l’implicazione più profonda dell’affermazione secondo cui “interpuntare equivale a interpretare”?. L’atto di interpunzione comporta scelte ermeneutiche. L’interpunzione può sostituire l’apparato critico. La punteggiatura assume un valore secondario rispetto al lessico. L’interpunzione può essere applicata solo retrospettivamente.

02. La posizione di Perosa si differenzia da quella di Terzaghi per quale principio metodologico fondamentale? L I. ’eliminazione dell’apparato critico. Il riconoscimento della storicità linguistica. L’accettazione della polisemia semantica. l rifiuto della critica delle fonti.

03. La critica di Terzaghi all’uso del dativo amori nell’edizione della Xandra di Landino curata da Perosa sottende quale principio teorico?. L’autonomia creativa dell’autore rispetto alla sintassi latina. La rilevanza della ricezione volgare nel determinare le varianti. L’adesione assoluta alla costruzione sintattica classica. L’accettazione della varia lectio come dato semantico.

04. Perosa giustifica la lezione amori nell’edizione della Xandra di Landino contro il parere di Terzaghi richiamando quale prospettiva linguistica?. L’influenza del volgare sul latino umanistico. Il principio dell’economia espressiva umanistica. La pressione dell’uso del latino classico. La correzione automatica degli scribi medievali.

05. L’idea di Perosa che il latino umanistico costituisca un “sistema in evoluzione” comporta che: Le forme linguistiche debbano essere interpretate storicamente. Ogni deviazione dalla norma classica sia da emendare. Le edizioni umanistiche non possano fondarsi su archetipi. Le varianti siano imputabili solo agli errori degli amanuensi.

06. L’autonomia metodologica della filologia medievale e umanistica si fonda su: L’accettazione della varietà linguistica rispetto alla norma classica. Il ritorno a una grammatica precettiva. il rifiuto delle tecniche ecdotiche moderne. La sostituzione delle fonti manoscritte con quelle stampate.

01. Perché Filippo Beroaldo collega “collimatis oculis” all’espressione “limis ocellis” nel suo commento ad Apuleio?. Perché intende giustificare l’uso del verbo “collimare” con il significato di “osservare con precisione”. Perché ne fornisce un’interpretazione astronomica legata agli strumenti di misurazione. Perché ritiene che “collimatis” derivi dall’aggettivo “limus” e indichi il “guardare di traverso”. Perché utilizza l’espressione per spiegare un proverbio di Plauto.

02. Quale delle seguenti affermazioni spiega meglio perché è difficile distinguere tra lapsus e errori dovuti a fonti difettose nei testi medievali e umanistici?. Perché non esistono edizioni critiche dei testi antichi. Perché le citazioni antiche erano vietate. Perché spesso lo stesso errore può derivare da distrazione dell’autore o da informazioni difettose nelle fonti che usa. Perché i manoscritti medievali sono rari e frammentari.

03. In quale contesto si colloca l’origine del verbo ‘collimare’?. Nella tradizione manoscritta medievale e umanistica, a causa di errori di lettura paleografici. Nella trasmissione orale del latino tardo-antico. Nei processi di volgarizzazione medievale delle cronache latine. Nei glossari medievali prodotti nelle scuole carolingie.

04. L’incompiutezza di alcune citazioni nel testo delle Elegantie di Lorenzo Valla (anche nel manoscritto da lui rivisto) può essere interpretata come: Il segno di una revisione incompleta o di una distrazione, nonostante la lunga lavorazione sul testo. Un tentativo dell’autore di lasciare spazi per future aggiunte volontarie. Un artificio retorico per sottolineare l’importanza della fonte. Una volontà dell’autore di stimolare i lettori a completare le citazioni.

05. Quale principio guida la decisione di correggere o conservare un errore nei testi di autori medievali e umanistici?. Conservare l’errore se riflette la cultura dell’autore, ma correggere se è un lapsus evidente. Correggere solo ciò che risulta culturalmente inaccettabile per i lettori moderni. Conservare sempre tutto per evitare modifiche arbitrarie. Correggere tutto ciò che non segue la grammatica classica.

06. La lezione tràdita va difesa: Mai, perché ogni errore deve essere corretto per rendere il testo leggibile. In ogni caso, anche quando è un evidente lapsus calami. Fino a quando è difendibile come specchio della psicologia e cultura dell’autore. Solo se rispetta i canoni di eleganza classica.

07. In filologia, la contaminazione si manifesta quando: I manoscritti aggiungono glosse marginali al testo. Un testimone include lezioni e varianti tipiche di altre famiglie di manoscritti. Un editore moderno inserisce note a piè di pagina. Valla inserisce citazioni di autori contemporanei.

08. Citando Livio, nelle Elegantie Lorenzo Valla confonde Maharbal con Adherbal; ciò rappresenta un caso in cui: L’autore ha deliberatamente cambiato il nome per motivi retorici. L'autore cita a memoria, generando un errore difficile da attribuire a distrazione o a fonti difettose. L’errore dipende unicamente da una trascrizione sbagliata del copista. È necessario correggere il nome in ogni caso, rifiutando la lezione tràdita.

01. Quando la trasmissione del testo avviene solo attraverso copie, quale criterio diventa cruciale per l’attribuzione delle varianti all’autore?. La disponibilità di argomenti interni ed esterni che ne giustifichino l’attribuzione. La corrispondenza con la versione della editio princeps. La presenza di un codice redazionale concordato. La frequenza con cui la lezione ricorre nei testimoni più antichi.

02. Cosa, in generale, distingue in modo fondamentale l’intervento d’autore da quello del copista, anche quando entrambi appaiono formalmente accettabili?. L’autore modifica insieme forma e senso, mentre il copista tende a restare vicino all’originale. Il copista tende a conservare la metrica originale. Il copista mira alla chiarezza, l’autore alla varietas. L’autore preferisce l’uso di arcaismi, il copista di neologismi.

03. In che modo la presenza di varianti macroscopiche nel testo può suggerire un intervento autoriale piuttosto che un errore di copista?. Perché tali varianti richiedono una competenza e un’intenzionalità incompatibili con l’attività meccanica della copia. Perché sono generalmente indicate da glosse a margine. Perché alterano la sintassi più di quanto farebbe un normale copista. Perché coinvolgono il contenuto e non la grafia del testo.

04. Quale rischio si corre se si applica meccanicamente il cosiddetto criterio di Mariotti per l’individuazione delle varianti d’autore?. Attribuire erroneamente a un copista l’elaborazione concettuale. Sottovalutare la capacità dell’autore di giocare sulle assonanze. Confondere glosse marginali con interpolazioni. Escludere la possibilità di redazioni multiple.

05. Secondo il cosiddetto criterio di Mariotti, quali sono gli indizi che distinguono una corruzione da un intervento d’autore?. Le varianti di copia seguono una logica narrativa. Le corruzioni si allontanano dal significato, ma rimangono simili per suono o grafia. Le corruzioni mantengono una coerenza tematica interna. Le varianti autoriali sono sempre più sintetiche.

06. Quale rischio metodologico si corre se si adotta un atteggiamento eccessivamente prudente nell’attribuire varianti d’autore in assenza di autografi?. Si rischia di confondere gli errori con le lezioni corrette. Si rischia di impoverire la comprensione del lavoro creativo dell’autore. Si rischia di trascurare l’importanza della struttura metrica originaria. Si rischia di sopravvalutare il ruolo dei copisti nella diffusione del testo.

01. Qual è il valore critico del manoscritto Marc. lat. XIII 70 nella tradizione dei Familiares di Petrarca?. Conserva esclusivamente minute autografe private. Tramanda numerose lettere nella loro fase precanonica, contribuendo alla ricostruzione del processo redazionale. È una copia interpolata tardiva redatta da un copista umanista. Contiene la redazione definitiva delle lettere inviate.

02. L’impostazione editoriale seguita da Rossi per le Familiares di Petrarca e adottata anche da Zippel per la Dialectica di Valla: Consente di fornire al lettore una visione stratificata e dinamica della genesi testuale. È utile esclusivamente in sede di lettura paleografica. Serve a separare le lettere autentiche da quelle spurie. Riduce la complessità della lettura.

03. La prassi di sostituire nella rubrica “in dativo” con “ad + accusativo” nelle Familiares di Petrarca riflette: Un modello mutuato dall’epistolografia antica. Un’esigenza di chiarezza sintattica per il lettore moderno. Un’abitudine dei copisti trecenteschi. Una modifica operata dagli editori cinquecenteschi.

04. L’eliminazione di riferimenti troppo concreti nelle revisioni petrarchesche delle sue lettere riflette: Una strategia di adeguamento al pubblico coevo. Un’operazione di controllo dello stile e della propria immagine in direzione classicheggiante. La necessità di conformarsi alle richieste dei lettori. Una mera esigenza di riduzione della lunghezza del testo.

05. La tripartizione γ, β, α delle redazioni delle Familiares permette di: Analizzare la stratificazione delle intenzioni autoriali nel tempo. Distinguere le lettere autentiche da quelle spurie. Separare lettere poetiche da quelle politiche. Ordinare le lettere in senso cronologico stretto.

06. Perché l’edizione separata delle redazioni è considerata inevitabile in presenza di riscritture che modificano profondamente l’intera configurazione dell’opera?. Perché le redazioni diventano testi distinti anche dal punto di vista storico-filologico. Per obblighi imposti dagli editori accademici. Per ragioni puramente editoriali legate ai costi. Per facilitare la lettura di un pubblico non specialista.

07. Nel caso delle Familiares di Francesco Petrarca, la pratica di distinguere le minute dalle versioni finali nelle edizioni critiche si fonda su quale logica editoriale?. Offrire un confronto tra il latino medievale e quello umanistico. Documentare il processo compositivo dell’autore attraverso le fasi redazionali. Evidenziare esclusivamente le varianti di copia. Evitare la ripetizione di informazioni tra diverse lettere.

01. Che ruolo ha il Sermo di Pier Paolo Vergerio nella ricostruzione ecdotica della Posteritati di Petrarca?. Prova l’esistenza di materiali originali oggi perduti. È una testimonianza indipendente ma imprecisa. È una fonte per l’edizione critica della Senili. È un documento d’autenticazione dell’autografo.

02. Quale aspetto ha ostacolato una lettura della Posteritati ecdoticamente corretta fino a tempi recenti?. L’assenza di autografi sicuri. L’erronea percezione della sua compiutezza. La difficoltà lessicale del latino petrarchesco. Il rifiuto del genere epistolare autobiografico.

03. Cosa suggerisce la presenza di incongruenze nella sezione biografica della Posteritati di Petrarca?. La non definitiva sistemazione dell’opera. L’assenza di un intento memoriale. Una ricezione instabile del testo. L’adesione a un genere letterario ibrido.

01. In che modo la stampa ha influenzato la concezione della “volontà d’autore”?. Ha favorito la circolazione di più autografi. Ha garantito la piena fedeltà all’intenzione autoriale. Ha sancito la separazione tra autore e testo. Ha reso più fluido il processo di revisione testuale.

02. Secondo la filologia d’autore, cosa si intende per 'originale in movimento'? ). Una successione di redazioni d’autore significative. Il codice finale approvato per la stampa. Il manoscritto che circola tra i copisti medievali. L’archetipo ideale privo di errori.

03. Cosa distingue l’archetipo nel senso strettamente lachmanniano? i. È l’esemplare perduto che presenta errori condivisi. È un codice realizzato per la stampa. È il testimone più vicino alla volontà dell’autore. È sempre autografo e perfetto.

04. Come definisce Gianfranco Contini la “critica delle varianti”?. Lo studio dinamico del testo attraverso le sue trasformazioni. L’esclusione della volontà autoriale dalle edizioni. L’analisi dei refusi introdotti dai copisti. La trascrizione integrale di tutte le versioni.

05. Qual è il titolo dell’opera maggiore di Giorgio Pasquali?. Storia della tradizione e critica del testo. La genesi del metodo del Lachmann. Edizioni originali e varianti d’autore. Textkritik.

06. In che modo si giustifica teoricamente l’esistenza di più originali?. Per via della diffusione a stampa su larga scala. Attraverso successive fasi di revisione da parte dell’autore. Per le diverse lingue in cui il testo fu tradotto. Attraverso la pluralità di copisti contemporanei.

07. Chi fu autore della Textkritik, pubblicata nel 1927? S. Hermann Fraenkel. Giorgio Pasquali. Paul Maas. ebastiano Timpanaro.

08. Secondo Pasquali, la possibilità di varianti d’autore nei testi antichi è legittimata anche da: L’assenza di errori guida. L’analogia con testi italiani e romanzi a tradizione contemporanea. La loro diffusione nei manoscritti medievali. La presenza di stemmi aperti.

01. Quale fu la principale finalità della revisione dell’Orlando Furioso del 1532?. L’aggiunta di una cornice narrativa completamente nuova. La semplificazione della struttura episodica del poema. La completa sostituzione dei primi canti con nuove storie cavalleresche. L’ampliamento del testo e la sua riformulazione linguistica secondo i precetti bembiani.

02. Qual è la tecnica narrativa che garantisce l’unità del poema ariostesco nonostante la pluralità di trame?. Metanarrazione esplicita. Flashback e prolessi. Anacronismo e digressione. Entrelacement.

03. Che tipo di modifiche testuali si riscontrano in modo più diffuso nella redazione C dell’Orlando furioso?. Principalmente interpolazioni e nuove conclusioni. Solo cassature e riformulazioni linguistiche. Aggiunte, spostamenti e in misura minore cassature. Aggiunte poetiche di carattere encomiastico.

04. In che modo Ariosto intervenne sulle redazioni precedenti nell’edizione del 1532? . Mantenendo intatta la struttura narrativa, ma rivedendo solo la lingua. Riducendo il numero dei canti e sopprimendo alcuni episodi secondari. Operando una revisione strutturale che coinvolse anche i legami narrativi tra episodi. Giustapponendo i nuovi materiali ai vecchi.

01. Qual è l’errore strutturale presente nel frammento Ambrosiano H 55 inf. del Furioso?. La numerazione dei canti è mancante. Le ottave sono attribuite a un autore errato. Le stanze sono trascritte in ordine inverso rispetto alla sequenza corretta. Il canto XXXIII è omesso del tutto.

02. Per quanto tempo i manoscritti del Furioso rimasero in possesso della famiglia Ariosto?. Due secoli. Circa cinquant’anni. Fino al Settecento inoltrato. Un secolo.

03. Chi riferisce di aver visto i quaderni autografi dell’Ariosto nel 1556?. Cornelio Pigna. Giovan Battista Pigna. Girolamo Ruscelli. Virginio Ariosto.

04. Dove viene collocata, secondo Debenedetti, la “gran follia” nella struttura del Furioso nell’ultima redazione?. Al termine del poema. All’inizio del libro. Tra i canti XXI e XXII. Tra i canti XXIII e XXIV.

05. Quale fu lo scopo strutturale dell’inserimento dei nuovi episodi nell’ultima redazione del Furioso secondo Debenedetti?. Rinforzare la centralità dell’episodio della follia di Orlando. Aumentare la lunghezza dell’opera per ragioni editoriali. Celebrare personaggi minori. Riempire lacune narrative del poema.

06. Quanti nuovi episodi, secondo Debenedetti, Ariosto inserì nell’ultima redazione del Furioso?. Due. Quattro. Cinque. Sei.

07. Quanti canti comprende la versione finale dell’Orlando Furioso?. 46. 40. 56. 36.

08. Per quale motivo Debenedetti rifiuta la trascrizione diplomatica delle carte autografe del Furioso?. Perché le pagine risultano spesso quasi illeggibili a causa delle correzioni. Perché gli autografi non erano accessibili. Perché non disponeva dei mezzi tecnici. Perché ritiene i testi falsificati.

09. Cosa distingue le varianti dei manoscritti di Ariosto da quelle delle edizioni a stampa del Furioso, secondo Debenedetti?. Le seconde sono più ricche di correzioni. Le prime non ebbero mai riconoscimento testuale pubblico. Le seconde derivano da testimoni indiretti. Le prime sono meno poetiche.

01. In che anno fu stampato il volume dei Frammenti autografi di Debenedetti?. Nel dicembre 1937. Nel novembre 1939. Nell’ottobre 1936. Nel settembre 1938.

02. Contini interpreta il lavoro ariostesco come: ). Rigidamente pianificato e schematico. Tendente all’armonia attraverso il riassorbimento poetico. Frammentario e incompiuto per scelta artistica. Guidato da un’istanza metrica superiore all’ispirazione.

03. La “critica genetica” francese è stata in qualche modo anticipata: Dall’edizione di Debenedetti dei Frammenti autografi. Dallo studio di Benveniste sull’ispirazione poetica. Dall’analisi di Segre sull’Orlando Furioso. Dall’edizione di Contini dei Frammenti autografi.

04. Il 'metodo' di Debenedetti nello studio delle varianti, secondo Segre, si caratterizza per: la focalizzazione sul movimento interno del testo. L’interesse per le tecniche narrative e il punto di vista. L’attenzione alla sintassi periodale ariostesca. L’elaborazione sistematica delle varianti d’autore.

05. In linguistica l’opposizione tra enunciato ed enunciazione è concettualizzata da: Gianfranco Contini. Paul Ricoeur. Émile Benveniste. Cesare Segre.

06. Secondo Contini, qual è il valore principale della variante d’autore?. Il suo inserimento in un sistema complessivo del processo creativo. La sua capacità di documentare una fase creativa autonoma. La sua pertinenza semantica rispetto al contesto narrativo. La sua funzione metrica.

07. Come definisce Segre la differenza fondamentale tra l’approccio di Debenedetti e quello di Contini alle varianti d’autore?. Enunciazione vs. enunciato. Variantistica atomistica vs. ecdotica strutturale. Interpretazione linguistica vs. interpretazione storica. Filologia materiale vs. critica testuale.

01. In che senso la filologia d’autore implica una “concezione dinamica del testo”? Il. Il testo è storicamente situato e soggetto a evoluzione. Il testo è inteso come un insieme di interpretazioni critiche. Il testo è visto come un’entità chiusa e definitiva. testo è creato dal lettore attraverso la ricezione e.

02. In un’edizione fondata su materiali autografi, l’apparato è tipicamente: Diacronico. Sincronico. Paratestuale. Interpretativo.

03. Quale tra le seguenti affermazioni sull’emendatio in filologia d’autore è corretta? i. È ammessa solo in presenza di errori materiali. Si applica a tutte le varianti testual. Coincide con la prima redazione. Rende superfluo l’apparato critico.

04. Nella filologia d’autore, la relazione tra testo e apparato è: Espressiva della successione cronologica delle varianti. Rigidamente gerarchica e selettiva. Determinata dal codice di stampa. Inesistente.

05. L’uso della maiuscola a inizio verso nella copia di Petrarca dei Rerum vulgarium fragmenta si spiega come: Convenzione grafica trecentesca. Modernizzazione di un editore. Decisione poetica personale. Influenza della stampa.

06. Nell’edizione dei Canti di Leopardi, l’uso delle maiuscole all’inizio del verso è considerato: Un refuso tipografico. Una pratica inconsapevole. Un errore materiale. Una scelta consapevole dell’autore.

07. La disposizione grafica dei sonetti nei manoscritti trecenteschi di Petrarca prevede che i versi siano: In formato prosastico. Disposti liberamente. In coppia sullo stesso rigo. In colonna.

08. In un apparato evolutivo si documentano: Le varianti successive alla redazione di base. Le grafie alternative. Le traduzioni indirette. Solo le redazioni intermedie.

01. In quale contesto è attestata per la prima volta in Italia una rappresentazione del testo fondata sul confronto con le varianti, assimilabile alla cosiddetta impostazione “tedesca”?. Nella pubblicazione del Furioso secondo il manoscritto C. Nell’edizione in colonna dei Canti leopardiani di Francesco Moroncini. Nell’edizione dei Documenti d’Amore di Francesco da Barberino. Nell’edizione dei Frammenti ariosteschi di Debenedetti.

02. Perché l’esigenza di conservare ogni fenomeno grafico si è fatta meno urgente con l’avvento della stampa?. Perché la standardizzazione ha ridotto la varietà grafica. Perché la stampa ha eliminato le varianti. perché i lettori non leggono più in originale. Perché le edizioni a stampa sono sempre affidabili.

03. L’edizione diplomatica delle stampe del Furioso di Ariosto da parte di Ferdinando Ermini fu giustificata da: L’esigenza di rendere accessibili testimoni rari. La necessità di correggere le edizioni precedenti. Il recupero dell’originale manoscritto. Un intento didattico.

04. Quale tra le seguenti affermazioni descrive correttamente la posizione dell’avantesto nell’edizione genetica secondo l’impostazione italiana?. È presentato separatamente e in posizione subordinata rispetto al testo definitivo. È escluso dall’edizione, in quanto materiale preliminare non significativo. È prioritario rispetto al testo, poiché testimonia la genesi autoriale. Ha lo stesso statuto del testo e viene presentato in forma fusa.

01. In ambito di filologia d’autore, quando due o più varianti insistono sul medesimo segmento testuale, è fondamentale: Verificare l’appartenenza delle varianti a uno stesso strato organico. determinare il grado di accettabilità formale della variante più recente s. stabilire con certezza la datazione assoluta di ciascuna variante. Confrontare il contenuto semantico delle varianti con le fonti indirette.

02. Quale dei seguenti elementi non è considerato un indizio materiale utile per il riconoscimento di uno strato nella valutazione delle varianti d’autore?. Presenza di varianti sostanziali. Posizione nella pagina. Colore dell’inchiostro. Tipo di scrittura.

03. L’espressione “campagna di correzioni” designa: Un insieme sistematico di varianti riconducibili a uno stesso progetto creativo. Un’azione editoriale postuma sul manoscritto autografo. Una serie di modifiche formali a fini grafici o fonetici. L’intervento di un copista autorizzato in fase di ricopiatura.

04. In presenza di modifiche grafiche poste al di sopra del testo cancellato, la variante è da considerarsi: Tardiva, salvo controprove contestuali. Necessariamente alternativa. Sempre immediata. Non classificabile in alcun modo.

05. La classificazione in varianti formali e sostanziali consente di: Alleggerire e razionalizzare l’apparato critico. Sopprimere le varianti alternative. Attribuire le varianti ai lettori coevi. Eliminare l’apparato critico.

06. La collocazione di una nuova formulazione nella stessa linea del testo cancellato costituisce generalmente un indizio di: Variante intertestuale. Variante fonetica. Variante alternativa. Variante immediata.

01. In che cosa consiste la cosiddetta seconda minuta del romanzo manzoniano?. Nell’autografo destinato alla pubblicazione della Ventisettana. Nell’edizione popolare stampata da Treves nel 1845. nella redazione rivista per la stampa francese del 1830. Nella riscrittura parziale dell’autografo del Fermo e Lucia.

02. Quale delle seguenti affermazioni definisce correttamente la Ventisettana?. È l'edizione del 1840-42 corredata da illustrazioni di Gonin. È la prima trasposizione teatrale autorizzata da Manzoni. È l’edizione in tre tomi pubblicata tra 1825 e 1827. È l’autografo intermedio conservato alla Biblioteca Nazionale Braidense.

03. Come si caratterizza la ricezione critica iniziale della Ventisettana?. Prevalentemente ideologica e poco fondata sul testo. Di matrice formalista, con attenzione alla poetica del vero. Analitica e strutturalmente orientata sulla sintassi narrativa. Sorprendentemente negativa sia in Italia che all’estero.

04. Qual è il contributo principale dell’edizione critica dei Promessi sposi curata da Dante Isella alla filologia d’autore?. La possibilità di consultare comparativamente tutte le redazioni del romanzo. La ricostruzione del romanzo in base alla sola edizione Quarantana. L'elaborazione di un apparato tematico su base iconografica. L'integrazione di varianti orali tramandate nelle lettere private.

05. Qual era lo scopo dell’edizione progettata da Alfonso Della Valle di Casanova nel 1871 del romanzo di Manzoni?. Mettere a confronto le due principali redazioni del romanzo. Trasporre il testo in dialetto lombardo. Annotare le fonti storiche utilizzate da Manzoni. Offrire una riduzione scolastica ad uso didattico.

06. A quale figura del primo Novecento si deve l'edizione critica dei Canti leopardiani, divenuta riferimento per la filologia d’autore?. Francesco Moroncini. Gianfranco Contini. Giovanni Getto. Emilio Bigi.

07. In quale ambito si collocano prevalentemente le varianti d’autore nella Quarantana?. Lessico, morfosintassi e interpunzione. Aggiunta di interi capitoli. Revisione ideologica. Struttura narrativa e trama.

08. In cosa consiste una “variante di stato”?. In un errore di stampa corretto a mano. In una modifica apportata dall’autore prima della stampa. In una modifica operata dallo stampatore per censura. In una variante intervenuta durante la stampa di uno stesso stato tipografico.

09. Quale criterio materiale impiegò Barbi per determinare la posteriorità di un foglio nello studio delle varianti della Quarantana? . Il numero di illustrazioni. La presenza di glosse. La diminuzione delle mende tipografiche. La firma del compositore.

01. La lingua dei Promessi sposi post-1840 mostra: Un impiego più marcato di tratti fiorentini. L’esclusione delle innovazioni ortografiche. L’influenza della Crusca settecentesca. Un ritorno al milanese.

02. La stabilità del testo della Ventisettana si evince dal fatto che: Le correzioni di Manzoni non sono documentabili. È nota un’unica errata corrige. Solo due copie su 68 presentano due varianti di stato. Presenta decine di varianti di stato.

03. Quale delle seguenti affermazioni è vera riguardo la cronologia della Ventisettana? Il I. Il terzo tomo, datato 1826, fu stampato nel 1830. il primo tomo fu sottoposto alla censura nel 1825. ll primo tomo fu sottoposto alla censura nel 1824. I tre tomi uscirono tutti nel 1825.

04. La ‘deletterarizzazione’ nella Quarantana è: Una concretizzazione positiva dell’aspirazione a una lingua parlata. Un ritorno allo stile della Ventisettana. Un’operazione regressiva. Una semplificazione popolare.

05. Il Vocabolario della Crusca utilizzata da Manzoni era: Integrata con voci lombarde. La quarta edizione a cura di Cesari. Una copia anastatica ottocentesca. La prima edizione seicentesca.

01. Cosa testimonia il rallentamento della stampa del romanzo manzoniano tra 1824 e 1827?. Un’insoddisfazione dell’autore verso la propria scrittura. La censura austriaca. L’intervento della Chiesa. Una crisi editoriale.

02. Qual è la data che apre l’autografo del Fermo e Lucia?. 24 aprile 1821. 3 aprile 1822. 1 maggio 1821. 17 settembre 1823.

03. In quale biblioteca è conservato il manoscritto del Fermo e Lucia?. Biblioteca Ambrosiana. Biblioteca Nazionale Braidense. Biblioteca Vaticana. Biblioteca Marciana.

04. Il titolo I promessi sposi può essere propriamente attribuito a: I. Solo la seconda minuta. l manoscritto autografo. Le edizioni a stampa. Il primo tomo.

05. Quanti capitoli contiene la cosiddetta prima minuta del romanzo manzoniano?. 37. 34. 27. 40.

06. Quale editore si occupa della stampa dei Promessi sposi nel 1824?. Ferrario. Ricordi. Reale Stamperia. Stella.

01. Come cambia la rappresentazione dell’Innominato nella Seconda minuta?. Rimane invariato rispetto alla Prima minuta. È descritto come un uomo politico. È rielaborato in chiave provvidenziale e misteriosa. Diventa un personaggio secondario.

02. Cosa sono i ‘fogli trasposti’ nell’ambito dell’ecdotica manzoniana?. Pagine della Prima minuta riutilizzate nella Seconda minuta. Appendici storiografiche. Annotazioni linguistiche marginali. Glosse redatte da Fauriel.

03. Qual è il significato di copia censura a proposito del romanzo manzoniano?. Una trascrizione definitiva a uso della censura. Il manoscritto originario riscritto a mano da Manzoni. Un riassunto per uso scolastico. Una sintesi della traduzione francese.

04. Quale cambiamento strutturale investe la fabula nella Seconda minuta del romanzo manzoniano?. L’adozione di un intreccio a incastro tra le vicende dei protagonisti. L’aggiunta di un quarto protagonista. La suddivisione in cinque tomi. L’eliminazione del personaggio di Lucia.

01. Quale delle seguenti poesie leopardiane fu pubblicata postuma?. Il pensiero dominante. La ginestra. A Silvia. All’Italia.

02. In quale anno prende forma l’opera organica dei Canti di Leopardi?. 1829. 1824. 1831. 1835.

03. Gli autografi leopardiani indicati con la sigla Av si trovano: Nella Biblioteca Medicea Laurenziana. Presso il Comune di Visso. Ad Ascoli Piceno. Alla Biblioteca Angelica.

04. Il libro dei Canti di Leopardi è: Una raccolta strutturata nata nel 1831. Un progetto editoriale sorto postumo. Una silloge poetica priva di struttura unitaria. Un’operazione filologica di Antonio Ranieri.

05. In quale fase poetica Leopardi sembra progressivamente abbandonare il lavoro da filologo?. Durante la stesura delle canzoni del 1820. Dopo la pubblicazione della Crestomazia italiana. In seguito alla polemica con gli eruditi toscani. A partire dagli idilli e dai canti pisano-recanatesi.

06. L’edizione dei Canti del 1831 rappresenta: La prima raccolta organica dell’opera poetica leopardiana. Una semplice ristampa delle poesie già pubblicate. Un’edizione contraffatta pubblicata a Milano. Un’antologia scolastica ottocentesca.

07. La possibilità di ricostruire la storia dei singoli componimenti dei Canti di Leopardi dipende: Dalla documentazione disponibile, manoscritta o a stampa. Dalla quantità di citazioni nei carteggi. Dalla loro ricezione nel Novecento. Dalla mole di materiali esegetici.

08. Prima del 1831, i componimenti poetici di Leopardi erano: Solo trascritti in prosa. Pubblicati in antologie scolastiche. isolati e non raccolti organicamente. Tutti editi con un titolo collettivo.

01. Qual è la peculiarità della copia siglata Nc rispetto all’edizione N pubblicata da Starita nel 1835 dei Canti di Leopardi?. Presenta varianti inedite dettate da Ranieri e correzioni manoscritte autoriali. Contiene solo l’errata-corrige integrata. Costituisce la prima redazione manoscritta dei Canti. È l’unica copia sopravvissuta della stampa N.

02. Qual è una delle problematicità filologiche principali della copia siglata Nc nella tradizione dei Canti di Giacomo Leopardi?. Non riporta nessuna indicazione cronologica. È una redazione in versi sciolti, priva di punteggiatura. Presenta discrepanze tipografiche rispetto a N. Non contiene traccia dell’errata-corrige.

03. Quale funzione assume la copia siglata Nc all’interno della tradizione testuale dei Canti di Giacomo Leopardi?. Una sorta di testamento editoriale dell’autore per numerosi componimenti. Testimonianza della prima intenzione autoriale. Revisione censoriale operata da Starita. Redazione definitiva non destinata alla pubblicazione.

04. Dove è custodita oggi la copia personale di Leopardi dell’edizione del 1835 dei Canti?. Biblioteca Nazionale Centrale di Roma. Biblioteca Palatina di Parma. Biblioteca dell’Accademia della Crusca. Biblioteca Nazionale di Napoli.

05. In quale modo il manoscritto autografo di A Silvia di Giacomo Leopardi documenta le fasi del processo creativo?. Contiene varianti stratificate, cancellature e riscritture. Riporta solo le versioni definitive scelte dall’autore. È privo di cancellature e interventi successivi. Conserva un’unica stesura “in pulito”.

06. Quale fra le seguenti affermazioni è vera in riferimento al primo verso autografo di A Silvia di Giacomo Leopardi? “. L’autografo riporta solo “rammenti”, poi coretto in “rimembri”. Esistono tre redazioni successive: “sovvienti”, “rammenti” e “rimembri”. Il testo definitivo “rimembri” è già presente nella prima stesura. Sovvienti” è una variante marginale non registrata nell’autografo.

01. L’inserimento delle Operette morali nell’Indice dei libri proibiti si basava principalmente su: La lingua volgare inadatta a trattare temi filosofici. L’accusa di plagio da parte di altri autori. L’incompatibilità dell’impianto filosofico con il pensiero cristiano. Il contenuto erotico di alcuni dialoghi.

02. In che senso la censura può essere intesa come un meccanismo di “filtraggio” della memoria culturale?. Perché elimina ogni forma di dissenso dal dibattito pubblico. Perché stimola la creazione di nuove opere per reazione. Perché seleziona quali testi possono entrare nel canone. Perché impone un’unica interpretazione critica dei testi.

03. Nel caso del Cortegiano del 1584, la censura fu esercitata: In parte con il consenso degli ambienti vicini all’autore, ma su impulso delle autorità romane. Da ambienti universitari contrari alla mondanità del testo. Su richiesta degli stessi lettori, turbati dai contenuti etici. In modo unilaterale dal papa, senza consultazione dell’autore.

04. In che misura la censura coatta d’autore differisce dalla censura redazionale o editoriale?. Coinvolge un intervento postumo sull'opera da parte di un'autorità religiosa. È esercitata in modo palese da istituzioni statali o ecclesiastiche. Si limita all’omissione di passi giudicati inopportuni dall’autore stesso. Comporta una riformulazione del testo operata dall’autore sotto costrizione esterna.

01. Quale proposta ha avanzato Arnaldo Bruni in relazione al testo delle Grazie di Foscolo?. Ridurre l’opera a una sintesi tematica dell’intera produzione foscoliana. Restaurare l’unità originaria tra Le Grazie e I Sepolcri. Escludere tutti i testi non pubblicati da Foscolo in vita, confinandoli in apparato. Attribuire l’intero carme alla giovinezza dell’autore.

02. Quale delle seguenti affermazioni descrive correttamente l’incompiutezza sintagmatica?. È una forma di interruzione che tuttavia lascia un testo strutturalmente fruibile. È caratterizzata dalla presenza di soluzioni alternative in più punti del testo. È propria dei testi che non possono essere pubblicati per assenza di coerenza. La difficoltà di determinarne il destinatario e l’interpretazione semantica.

03. Che tipo di problema teorico pongono le scritture private, come lettere o appunti, nella prospettiva della filologia d’autore?. La mancanza di una volontà di pubblicazione, che rende incerta la forma definitiva. L’impossibilità di individuarne l’autenticità autografa. Sono complesse da decifrare paleograficamente. La frammentarietà materiale dovuta alla dispersione dei manoscritti.

04. Perché L’inamoramento de Orlando è considerato un esempio di incompiutezza sintagmatica?. Perché esiste solo in forma di appunti autografi. Perché l’autore lasciò numerose varianti non sciolte nel terzo libro. perché la struttura ciclica del genere cavalleresco conferiva un'apparente compiutezza al testo, nonostante l'interruzione. Perché l’opera non fu mai pubblicata durante la vita dell’autore.

05. Qual è il principale ostacolo filologico nella ricostruzione dei Triumphi di Petrarca?. La sovrapposizione di varianti in molteplici passaggi e la mancanza di una redazione finale. . La totale mancanza di manoscritti anteriori al Quattrocento. L’assenza di un titolo originario e di suddivisioni interne nel testo. La presenza di glosse marginali non riconducibili all’autore.

06. L’allestimento sinottico proposto per il Triumphus Cupidinis di Francesco Petrarca da Francesco Bausi implica: L’edizione critica su tre colonne parallele che mostrano le diverse redazioni. Una selezione della variante più plausibile con apparato negativo. La pubblicazione delle tre versioni alternative in successione verticale. L’eliminazione di tutte le varianti non confermate da testimoni coevi.

07. Per quale motivo il testo dei Triumphi si è tradizionalmente letto secondo la vulgata di Bembo?. Perché la sua edizione del 1501, che si basava su una selezione di codici autorevoli, pur non autografi, ebbe ambio successo. Perché era l’unica versione disponibile nel Quattrocento. Perché Bembo dispose di un manoscritto autografo donato dal Petrarca. Perché Bembo era il copista diretto dell’autore.

08. Qual è la funzione del cosiddetto 'codice degli abbozzi' per l’edizione dei Triumphi di Petrarca? T. Contiene redazioni multiple di alcuni testi, come il finale del Triumphus Cupidinis. testimonia l’unica versione ufficiale approvata da Petrarca. È il codice su cui Bembo basò la vulgata. È un apografo anonimo di dubbia datazione.

09. Quale tra le seguenti affermazioni definisce correttamente il progetto poetico di Foscolo alla base delle Grazie, per come ricostruibile dai frammenti superstiti?. Un’esaltazione dell’arte come forza civilizzatrice contro il disordine storico. un manifesto politico a sostegno della nazione italiana risorgimentale. Una celebrazione mitologica della bellezza femminile in senso neoplatonico. Un’allegoria della virtù eroica incarnata nel mito romano.

10. Quale sezione del progetto poetico delle Grazie di Foscolo è considerata dagli studiosi il nucleo più organico, pur se difficile da riordinare?. Il Quaderno milanese. Il Frammento londinese. Le Grazie parigine. Le Grazie fiorentine.

11. Quale tra le seguenti problematiche rende particolarmente ardua l’edizione delle Grazie?. La molteplicità di redazioni frammentarie e la loro incoerenza strutturale. L’unicità dei testimoni conservati. L’esistenza di una sola versione autorizzata pubblicata in vita. L’assenza di una tradizione manoscritta.

01. L’errore di impaginazione in Agostino di Moravia mostra che: Anche errori materiali possono alterare significativamente la struttura narrativa. Gli errori tipografici non hanno conseguenze interpretative. Le scelte editoriali si basano sempre su volontà autoriali. Le edizioni critiche non possono correggere errori redazionali.

02. Quale implicazione metodologica deriva dalla possibilità di accedere agli archivi editoriali del Novecento?. L’opportunità di storicizzare il testo in relazione al suo processo redazionale. La certezza di poter ricostruire l’autografo originale. La necessità di privilegiare la prima edizione come testimone privilegiato. Il superamento della filologia come disciplina autonoma.

03. La correzione da ‘diàspori’ a ‘diosperi’ nell’Elegia di Pio Farnese di Montale rivela: Una variante imposta da Bettarini. Una preferenza per il lessico poetico tradizionale. Un errore autoriale di natura culturale e semantica. Un errore sintattico.

04. La sostituzione del ‘voi’ con il ‘lei’ nei Racconti di Moravia costituisce un esempio di: Interpolazione redazionale. Correzione di errore grammaticale. Variante ideologicamente motivata e retroattiva. Refuso correttivo involontario.

01. Quale concetto di autorialità emerge dal caso delle Novelle rusticane?. A volte l’autore è un mediatore tra esigenze artistiche e contingenze materiali. L’autore deve subordinarsi alla funzione illustrativa. L’autore è legislatore assoluto del testo. L’autore ignora la responsabilità tipografica.

02. La mancata eliminazione delle immagini nella pubblicazione di Novelle rusticane da parte di Verga, nonostante il suo disappunto, fu dovuta: alla volontà di valorizzare l’opera con elementi simbolici. al peso economico già investito nell’apparato illustrativo. all’accordo con Capuana per promuovere Montalti. a motivazioni strettamente artistiche.

03. Il processo di produzione delle Novelle rusticane può essere considerato: una negoziazione tra progetto letterario e contesto editoriale. un’operazione estetica del tutto autonoma dai mezzi materiali. un esempio di conflitto irrisolvibile tra testo e immagine. un caso di imposizione dell’autore sull’editore.

04. La vicenda editoriale delle Novelle rusticane evidenzia: la vulnerabilità del testo letterario agli accidenti della stampa. l’influenza esclusiva dell’editore sulla struttura dell’opera. la priorità assoluta dell’estetica figurativa nel libro. l’indifferenza dell’autore verso la veste tipografica.

05. L’intervento di Luigi Capuana nel fornire fotografie all'illustratore delle Novelle rusticane di Verga suggerisce che: la ricerca di coerenza iconografica era una preoccupazione condivisa. Verga era disinteressato all'interpretazione figurativa del testo. l'estetica visiva era irrilevante per l'efficacia narrativa delle novelle. le fotografie erano destinate unicamente alla promozione editoriale.

06. Quale implicazione si può trarre dal comportamento di Verga rispetto all’introduzione forzata di modifiche nei suoi racconti?. Il compromesso editoriale era per lui incompatibile con la propria estetica. Verga dimostrava una concezione romantica dell’intangibilità del testo. Verga accettava una concezione pragmatica della scrittura. L’autore considerava l’opera conclusa e inattaccabile.

01. In che senso Alcyone può essere considerato un ‘romanzo lirico’?. Perché organizza le liriche in una sequenza simbolica e stagionale. Perché contiene personaggi ricorrenti e sviluppi psicologici. Perché alterna prosa e poesia in forma epistolare. Perché segue una trama narrativa continua.

02. Il concetto di 'estate alcionia' in riferimento all'opera di d'Annunzio allude soprattutto a: Una mitizzazione del tempo creativo, prolungato e trasfigurato. Un’esplicita adesione al calendario liturgico antico. Un periodo autobiografico segnato dal dolore e dalla perdita. Una stagione reale ben delimitata tra primavera e autunno.

03. L’apparato critico nell’edizione Gibellini delle Laudi di d’Annunzio consente: Di evidenziare le influenze metriche del Pascoli sul D’Annunzio. Di distinguere tra letture pubbliche e private di Alcyone. Di navigare bidirezionalmente tra testo pubblicato e materiali preparatori. Di ricostruire lo sviluppo compositivo dal testo alla fonte.

04. L’uso del termine avantesto nell’ambito della filologia d’autore indica: Le testimonianze intermedie tra ideazione e stesura finale. L’insieme delle fonti letterarie che influenzano la scrittura. I documenti manoscritti estranei all’opera pubblicata. testi pubblicati su rivista prima dell’edizione definitiva.

05. La scelta di Gibellini di limitare l’avantesto delle Laudi di d’Annunzio ai materiali “pertinenti” si fonda su: Il timore di smarrire la dimensione filologica nell’inclusione eccessiva di testimonianze. Una visione massimalista dell’intertestualità. L’indisponibilità dei testi annotati da D’Annunzio. L’esigenza di completezza archivistica.

06. Le varianti evolutive sono definite tali perché: Si presentano come riscritture marginali non autorizzate. Rappresentano modifiche successive e tardive. Mostrano un avanzamento nella costruzione del testo. Appartengono a un periodo postumo rispetto alla pubblicazione.

07. La strategia autoriale di circolazione dei propri manoscritti da parte di d’Annunzio riflette: La necessità di sfuggire alla censura postunitaria. Una consapevole operazione di autopromozione e costruzione simbolica. L’intenzione di anticipare la critica letteraria. Un’ingenuità nella gestione dei diritti editoriali.

08. La struttura ecdotica dell’edizione Gibellini delle Laudi di d’Annunzio riflette: Un metodo critico che privilegia la stratificazione redazionale. Un approccio genetico fondato sulla sola edizione del 1934. Una scelta interpretativa a favore delle edizioni periodiche. Una prassi meccanica di trascrizione diplomatica.

01. Secondo la nota di Ungaretti all’Allegria nella nuova edizione curata da Piccioni (1969), quale paradosso segna la sua volontà di revisione?. La perdita dell’originalità giovanile. L’impossibilità di sottrarsi alla tentazione del ritocco. L’incompatibilità tra forma e ispirazione. L’incompatibilità tra forma e ispirazione.

02. Quale aspetto rende l’edizione Vita d’un uomo di Ungaretti un unicum nella storia editoriale italiana del Novecento?. È la prima raccolta postuma dell’opera di Ungaretti. È la prima edizione critica integrale di un autore vivente. È la prima edizione critica ad applicare il metodo stemmatico a un autore moderno. È la prima edizione a integrare immagini e manoscritti autografi.

03. Quale criterio ha guidato De Robertis nella selezione dei testi per il terzo volume di Vita d’un uomo (1945)?. Il recupero integrale delle prime edizioni con apparato iconografico. L’esclusione dalle raccolte precedenti e la loro pubblicazione sparsa. La loro diffusione nelle riviste francesi. L’appartenenza tematica alla poesia della guerra.

04. In cosa consisteva, secondo Claudio Giunta, la principale ragione dell’ostilità crociana verso l’impresa di De Robertis?. Nell’associazione tra metodo variantistico e poetica simbolista-ermetica. Nella sopravvalutazione della poesia patriottica. Nell’attribuzione arbitraria di inediti. Nel mancato rispetto della metrica classica.

05. Perché si può parlare di una sorta di ‘contagio’ degli apparati di M sull’opera di Ungaretti, secondo alcuni studiosi?. Perché ne stimolarono e potenziarono l’inclinazione alla riscrittura continua. Perché ne condizionarono il pubblico di riferimento. Perché ne alterarono le scelte editoriali originarie. Perché ne determinarono la traduzione in altre lingue.

01. Il confronto tra l’autografo di Gadda di Eros e Priapo recentemente riemerso e l’edizione del 1967 mette in luce soprattutto: Una soppressione della dimensione violentemente satirica originaria. Una progressiva rimozione del nucleo ideologico. Una differenza di intenti tematici. Una radicalizzazione stilistica nella versione rivista.

02. In che modo l’itinerario editoriale di Eros e Priapo problematizza il concetto tradizionale di volontà d’autore?. Riconoscendo nell’intervento editoriale un mero adeguamento formale. Mostrando una divergenza strutturale tra intenzione originaria e revisione coatta. Legittimando l’edizione definitiva sulla base dell’autenticità del manoscritto. Riconducendo ogni intervento editoriale a una scelta pienamente consapevole dello scrittore.

03. Il rifiuto da parte di Gadda del contratto con Mondadori del 1946 fu principalmente dovuto a: Divergenze di natura estetica sul pamphlet. Il rifiuto di sottoporre il manoscritto alla censura preventiva. Il desiderio di pubblicare in riviste legate a Pasolini. Una clausola contrattuale di esclusiva non accettata.

04. La definizione di “edizione d’autore coatta” implica: Una totale contraffazione rispetto al testo originario. Una revisione condivisa. Una manipolazione fraudolenta da parte dell’editore. Un’adesione forzata dell’autore a scelte editoriali non condivise.

05. La nuova edizione del 2016 di Eros e Priapo di Gadda rappresenta: Un recupero mimetico della lingua barocca gaddiana. Un’interpretazione allegorica della ricezione critica. Una riedizione identica a quella del ’67. Una restituzione critica della versione pre-editoriale.

01. Quale affermazione rappresenta correttamente la posizione dei curatori, Bettarini e Contini, circa l’intervento di Montale nella costituzione dell’edizione dell’Opera in versi?. L’autore ha collaborato attivamente solo alla scelta degli inediti. L’autore ha definito i testi in modo ultimativo, orientando l’intero lavoro ecdotico. La voce dell’autore è stata considerata informativa, ma non normativa. L’intervento dell’autore è stato limitato a correzioni ortografiche e lessicali.

02. Quale rischio implicito comporta, secondo l’analisi critica, la raccolta unitaria di tutte le raccolte poetiche montaliane nell’Opera in versi?. L’occultamento della dimensione storico-editoriale e della progressione diacronica delle singole raccolte. L’omologazione stilistica dell’intera produzione poetica a un unico registro espressivo. La marginalizzazione delle prime opere giovanili rispetto alle raccolte più mature. L’impossibilità di distinguere le liriche d’invenzione da quelle di traduzione.

03. La disposizione fisica dell’apparato critico a distanza dai testi nel caso dell’Opera in versi di Montale ha quale conseguenza per l’esperienza del lettore?. Rende più agevole la consultazione delle fonti secondarie. Impone una lettura discontinua e complessa. Obbliga a seguire la cronologia biografica dell’autore. Favorisce una fruizione più lineare dei commenti.

04. Quale funzione specifica riveste la sezione Altri versi nell’architettura dell’Opera in versi di Montale?. Include liriche inedite successive al Quaderno di quattro anni. Raccoglie le poesie respinte da Montale nelle precedenti edizioni. Riunisce poesie di gioventù ritrovate in seguito. Contiene testi postumi selezionati dagli eredi.

05. L’inclusione degli autocommenti montaliani nell’apparato critico dell’Opera in versi solleva dubbi metodologici in quanto: Introduce materiali di natura esegetica in un contesto destinato a documentare la tradizione testuale. Viola il principio di autonomia del testo poetico moderno. Contraddice i principi della critica genetica. Sostituisce l’interpretazione del curatore con quella dell’autore.

01. Quale dei seguenti criteri dovrebbe essere applicato con particolare cautela quando si attribuisce un testo a un autore canonico del passato?. La dichiarazione esplicita della paternità nel colophon del manoscritto. La presenza di stilemi simili a quelli dell’autore maggiore. La datazione paleografica del testimone più antico. L’assenza di elementi estranei alla lingua d’autore.

02. Per quale motivo l’analisi linguistica interna a un testo risulta spesso più affidabile di una prova esterna nel contesto di una disputa attributiva?. Perché evita ogni interferenza della tradizione manoscritta. Perché riflette direttamente la prassi autoriale, senza mediazioni documentarie. Perché è sempre oggettiva. Perché è basata su giudizi storiografici consolidati.

03. In quale caso l'adozione di stilemi comuni tra il Fiore e la Commedia potrebbe sostenere plausibilmente la paternità dantesca?. Se tali stilemi sono rarissimi nella tradizione del tempo. Se il nome "Durante" compare con regolarità nel testo. se si dimostrasse che il Fiore è anteriore alla Commedia. Se il manoscritto del Fiore è databile al secolo precedente.

04. Perché la tecnica dei centoni rappresenta un elemento problematico nell'attribuzione del Fiore a Dante?. Perché produce testi difficili da leggere. Perché non si concilia con la poetica dantesca. Perché implica una forte consapevolezza retorica. Perché era praticata solo in ambiente francese.

05. Qual è il principale rischio nel basare un’attribuzione esclusivamente su prove esterne?. La possibilità che tali prove siano falsificate o inattendibili. Il pericolo di interpretazioni ideologiche. L’eccessiva complessità paleografica. La non corrispondenza con la sintassi originaria.

06. Perché l’approccio di Contini al Fiore può essere definito prevalentemente interno?. Perché basa l’attribuzione sull’analisi stilistica e ritmica del testo. Perché si fonda sullo studio dell’apparato critico. Perché considera la grafia come elemento probante. Perché analizza le fonti documentarie del manoscritto.

01. Che ruolo gioca la codifica XML/TEI nella trasformazione del concetto di testo nella filologia digitale?. Permette la creazione di edizioni stampabili a costi ridotti. Elimina la necessità della revisione umana nei progetti editoriali. Sostituisce la critica testuale con strumenti di impaginazione editoriale. Favorisce una rappresentazione semantica e multilivello del testo, orientata alla fruizione interrogabile.

02. In che modo la filologia digitale riformula il rapporto tra strumento e metodo nell’ambito ecdotico?. Delegando interamente alle reti neurali la ricostruzione dello stemma codicum. Affidando all’automazione la selezione delle varianti significative. Proponendo una neutralizzazione del giudizio filologico a favore della meccanizzazione dei processi. Integrando le risorse informatiche all’interno di una metodologia che mantiene centrale la funzione critica dell’editore.

03. Che implicazioni ha la costruzione di edizioni digitali multilivello per la teoria dell’edizione?. Favorisce l’eliminazione dell’apparato critico in favore del facsimile. Consente la coesistenza di livelli di lettura destinati a pubblici diversi, accogliendo la filologia del lettore. Sancisce la fine della distinzione tra testo base e apparato. Stabilisce un unico modello interpretativo valido per tutti gli utenti.

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