Fisiologia umana e dello sport
|
|
Title of test:
![]() Fisiologia umana e dello sport Description: Dom. 332-412 |



| New Comment |
|---|
NO RECORDS |
|
Ciascuna fibra muscolare è innervata da un ramo proveniente da: Due motoneuroni. Un solo motoneurone. Tre motoneuroni. Placca motrice. Nella contrazione muscolare, l’acetilcolina: Chiude i canali ionici per il potassio. Chiude i canali ionici per il sodio. Viene rilasciata da un potenziale d’azione in un motoneurone. Ripolarizza la membrana della placca motrice. La contrazione muscolare comincia con: L’aumento della concentrazione citosolica di ioni calcio. L’aumento della concentrazione citosolica di potassio. La presenza di ATP. L’aumento della concentrazione citosolica di ossigeno. Il termine contrazione muscolare: Si riferisce all’apertura dei canali del calcio. Si riferisce all’avvio del ciclo dei ponti trasversi. Si riferisce all’apertura dei canali ionici per il potassio. È sinonimo di ripolarizzazione. L’aumento del reclutamento delle unità motorie: Inibisce l’apertura dei canali per il sodio. Aumenta la velocità con cui un muscolo sposta un determinato carico. Diminuisce la velocità di accorciamento muscolare. Definisce il grado di affaticamento. Il muscolo liscio: Si contrae alla stessa velocità muscolo striato. Si contrae a una velocità inferiore rispetto al muscolo striato. Si contrae a una velocità superiore rispetto al muscolo striato. Ha un alto ritmo di scissione dell’ATP. Seleziona l’affermazione corretta. Tutte le cellule muscolari lisce possono generare potenziali d’azione nella loro membrana plasmatica. Le due fonti degli ioni calcio citosoliche che avviano la contrazione del muscolo liscio sono il reticolo sarcoplasmatico e il calcio extracellulare. La muscolatura liscia non si contrae tramite un meccanismo di scorrimento dei filamenti. La fase crescente del potenziale d’azione del muscolo liscio è dovuta all’entrata di ioni sodio nella cellula. La deaminazione ossidativa: Crea proteine a partire dall’ammoniaca. È coinvolta nella sintesi lipidica. Rimuove i gruppi aminici. È coinvolta nella gluconeogenesi. I neuroni: Non inviano segnali alle cellule bersaglio. Nascono da cellule bersaglio. Si sviluppano da cellule staminali. Non si sviluppano da cellule staminali. La lunghezza ottimale di una fibra muscolare: Permette il legame tra i ponti trasversi e l’actina. Corrisponde alla sua lunghezza minima. Non permette ai ponti trasversi di legarsi con l’actina. Corrisponde a una sovrapposizione di due linee Z. La velocità di comparsa di fenomeni di fatica muscolare: Dipende dal tipo di fibra muscolare attivata. È indipendente dall’intensità dell’attività contrattile. Non dipende dal tipo di fibre muscolare attivata. È indipendente dalla durata dell’attività contrattile. La fatica muscolare acuta può essere indotta da: Aumento della concentrazione di ATP. Diminuzione della concentrazione di ADP. Diminuzione dei radicali liberi dell’ossigeno. Diminuzione della concentrazione di ATP. La fatica muscolare durante sforzi a bassa intensità ma di lunga durata dipende da: Cambiamenti nella regolazione dei canali recettori per la rianodina. Un aumento della disponibilità del glicogeno muscolare. L’ingresso del sodio nel reticolo sarcoplasmatico. L’ingresso del calcio nel reticolo sarcoplasmatico. Il neurone è: L’unità di base del sistema nervoso. Un insieme di cellule nervose. Un’unità motoria complessa. La parte distale del SNC. Un neurone: Presenta delle terminazioni assonali. Non possiede un corpo cellulare. Non presenta delle terminazioni assonali. Un insieme di cellule nervose. Sono elementi di un neurone: Placca motrice e canali ionici. La cellula bersaglio. Assoni, corpo cellulare e dendriti. La mielina. I neuroni afferenti: Trasmettono informazioni dal SNC ai recettori posti alle loro estremità periferiche. Trasmettono informazioni dalle SNP alle SNC. Trasmette informazioni alle SNC da recettori posti alle loro estremità periferiche. Trasmettono informazioni tra neuroni dello stesso tipo. I neuroni efferenti: Trasmettono informazioni dalle SNC a cellule effettrici. Trasmettono informazioni dalle cellule effettrici al SNC. Trasmettono informazioni al SNC da recettori posti alle loro estremità periferiche. Trasmette informazioni dalle cellule effettrici al SNP. I neurotrasmettitori: Non si combinano con recettori proteici. Sono rilasciati da un neurone presinaptico. Sono rilasciati da un neurone postsinaptico. Si combinano con recettori lipidici. I neuroni periferici danneggiati: Possono far crescere di nuovo l’assone verso l’organo bersaglio. Non possono far crescere di nuovo l’assone verso l’organo bersaglio. Si trasformano da via efferente a via afferente. Vanno generalmente incontro a rigenerazione funzionale. La lunghezza alla quale la fibra muscolare sviluppa la maggiore tensione isometrica attiva è detta: Lunghezza ottimale. Lunghezza massima. Lunghezza minima. Lunghezza neutra. I potenziali di membrana: Si verificano solo in condizioni di riposo. Sono generati principalmente dalla diffusione di ioni. Sono generati da gradienti pressori. Non sono implicati nella contrazione muscolare. I potenziali di membrana: Inibisce la pompa sodio-potassio. Sono determinati dalle differenze di concentrazione ionica transmembrana. Non sono determinati dalla permeabilità relativa della membrana a ioni differenti. Si riferiscono alla capacità dell’acqua di oltrepassare una barriera proteica. La differenza di potenziale tra l’interno e l’esterno della cellula è definito come: Potenziale di membrana. Potenziale di equilibrio. Potenziale sinaptico. Potenziale graduato. La differenza di voltaggio tra due punti è definita come: Differenza di potenziale. Potenziale sinaptico. Potenziale soglia. Potenziale graduato. Un potenziale graduato: Ha soglia e periodo refrattario. È una breve depolarizzazione del tipo tutto o nulla. Non ha soglia o periodo refrattario. È di durata costante. Un potenziale d’azione: È una breve depolarizzazione del tipo tutto o nulla. Non ha soglia. Non ha periodo refrattario. Viene condotto con un decremento di segnale. Il potenziale d’azione, rispetto a un potenziale graduato: Non ha periodo refrattario. Non può essere sommato. Può essere sommato. Ha un’ampiezza variabile. Seleziona l’affermazione errata: Una membrana è refrattaria per un breve periodo in seguito a un potenziale d’azione. Nelle fibre nervose mieliniche, i potenziali d’azione manifestano una conduzione saltatoria. Un potenziale d’azione può essere sommato ad un altro potenziale d’azione. Un potenziale d’azione si innesca solo quando il potenziale di membrana supera il potenziale soglia. Il potenziale d’azione è: Un cambiamento rapido del potenziale di membrana durante il quale la membrana si depolarizzare e ripolarizza velocemente. È sempre di tipo inibitorio. Un cambiamento lento del potenziale di membrana durante il quale la membrana si depolarizzare e ripolarizza lentamente. Sinonimo di potenziale graduato. Il potenziale graduato: Può essere sommato. È di durata costante indipendentemente dalle condizioni che lo hanno scatenato. Ha un periodo refrattario molto lungo. Ha una soglia di attivazione. La relazione fra la lunghezza della fibra e la sua capacità di sviluppare tensioni attiva durante la contrazione: Non dipende dal meccanismo di scorrimento dei filamenti. Dipende dal meccanismo di scorrimento dei filamenti. Dalla lunghezza del muscolo stesso. Dalla lunghezza del sarcomero. La tensione passiva in una fibra muscolare rilassata aumenta a causa: Dell’allungamento dei filamenti di titina. Dell’accorciamento dei filamenti di titina. Degli spostamenti attivi dei ponti trasversi. Dell’aumentata concentrazione di calcio extracellulare. Il muscolo cardiaco: Combina caratteristiche della muscolatura scheletrica e di quella liscia. Non contiene filamenti sottili di troponina. Possiede cellule con più nuclei. Non è striato. Il muscolo cardiaco: Possiede delle striature e dei sarcomeri. Non possiede gap junctions. Non possiede delle striature e dei sarcomeri. Può raggiungere una contrazione tetanica. I muscoli lisci: Non possono generare potenziali d’azione spontaneamente. Hanno una placca motrice specializzata. Non possono essere classificati come muscoli unitari. Possono generare potenziali d’azione spontaneamente. Nel muscolo cardiaco: Troponina e tropomiosina sono situate sul filamento spesso. Non troviamo la tropomiosina. Non troviamo la troponina. Troponina e tropomiosina hanno la stessa funzione che possiedono nel muscolo scheletrico. Nei dischi intercalari del muscolo cardiaco troviamo: Gap junctions. I ribosomi. Il calcio disciolto e libero. Il citoscheletro. La contrazione delle cellule muscolari cardiache avviene: In risposta a un processo osmotico. Indipendentemente dall’arrivo di un potenziale d’azione. In risposta a potenziale d’azione di membrana che si propaga attraverso i tubuli L. In risposta a un potenziale d’azione di membrana che si propaga attraverso i tubuli T. Ormoni e neurotrasmettitori provenienti dal sistema nervoso autonomo: Non permettono di variare la forza espressa dalle cellule cardiache. Modulano la quantità di Ca2+ liberato durante la accoppiamento eccitazione-contrazione. Modulano la quantità di sodio liberato durante l’accoppiamento eccitazione-contrazione. Possono provocare una contrazione tetanica del muscolo cardiaco. La refrattarietà della membrana plasmatica del cuore: Provoca una contrazione tetanica cardiaca. Permette al muscolo cardiaco di lavorare in maniera intermittente alternando rilassamento e contrazione. Permette di alternare una contrazione atriale e una ventricolare. Permette l’invio di potenziali d’azione multipli durante una singola contrazione. Nel muscolo cardiaco: Un potenziale d’azione avviato da una cellula pacemaker si propaga rapidamente in tutto il cuore. Un potenziale d’azione non è sufficiente a stimolare le cellule limitrofe. Un potenziale d’azione avviato da una cellula pacemaker viene inibito da un gap junction. Non ci sono potenziali d’azione che nascono spontaneamente. Nel muscolo cardiaco il potenziale d’azione: Ha una durata uguale a quella del muscolo scheletrico. Ha una durata relativamente lunga rispetto al muscolo scheletrico. Viene inibito da una gap junction. Ha una durata inferiore a quella del muscolo scheletrico. La contrazione cardiaca dipende dallo spostamento: Del calcio extracellulare nel sarcolemma. Nel citosol del sodio extracellulare. Del calcio dal reticolo sarcoplasmatico allo spazio extracellulare. Nel citosol del Ca2+ extracellulare. Il muscolo scheletrico: Possiede filamenti spessi e sottili. Produce spontaneamentempotenziali d’azione. Non viene eccitato dalla stimolazione nervosa. Non possiede tubuli trasversi. Il muscolo liscio: Ha una struttura striata. Non è influenzato da ormoni o neurotrasmettitori. Possiede i tubuli trasversi. Può essere unitario o multiunitario. La maggior parte delle proprietà elastiche passive delle fibre muscolari rilassate dipende: Dai filamenti spessi. Dalla concentrazione di ioni calcio. Dalla titina. Dai filamenti di actina. Durante contrazioni isotoniche, la velocità di accorciamento delle singole fibre: È indipendente dal carico. Aumenta all’aumentare del carico. È sempre costante. Diminuisce all’aumentare del carico. Durante contrazioni isotoniche, il tempo trascorso dalla stimolazione all’inizio dell’accorciamento: È sempre costante. È indipendente dal carico. Aumenta con l’aumentare del carico. Diminuisce con l’aumentare del carico. La velocità di accorciamento di una fibra muscolare è massima: Con l’applicazione di un carico equivalente al 10% del massimale. Con l’applicazione di un carico equivalente al 50% del massimale. Quando non vi è applicato nessun carico. Quando il carico è uguale alla tensione isometrica massimale. La velocità di accorciamento di una fibra muscolare è nulla: Quando il carico corrisponde a 10% della tensione isometrica massimale. Quando il carico corrisponde al 50% della tensione isometrica massimale. Quando il carico corrisponde alla tensione isometrica massimale. Quando il carico corrisponde è inferiore alla tensione isometrica massimale. La velocità di accorciamento di una singola fibra muscolare in assenza di carico: È determinata dalla capacità del carico di entrare nel citosol. È determinata dalla velocità a cui i singoli ponti trasversi vanno incontro alla loro attività ciclica. Dipende dalla concentrazione di sodio nel citosol. Non è determinata dalla velocità di idrolisi dell’ATP. La velocità di accorciamento di una singola fibra muscolare in assenza di carico: È determinata dalla velocità di idrolisi dell’ATP. Dipendente dalla concentrazione di sodio del citoplasma. È determinata dalla capacità del calcio di entrare nel citosol. Non è determinata dalla velocità cui i singoli ponti trasversi vanno incontro alla loro attività ciclica. Durante le contrazioni isometrica di una fibra muscolare scheletrica: La tensione generata è la risposta a stimoli multipli. Il singolo potenziale d’azione dura 100 ms. La tensione generata è la risposta a stimoli singoli. La tensione generata e la risposta a stimoli accoppiati. Ogni litro di sangue arterioso sistemico contiene normalmente: 200 mL di anidride carbonica. 5mL di ossigeno. 0,1mL di ossigeno. 200mL di ossigeno. In una fibra muscolare scheletrica il tetano incompleto si verifica: Se vien applicato un carico sottomassimale. Ha elevate frequenze di stimolazione. Ogni qualvolta viene generato un potenziale d’azione. A basse frequenze di stimolazione. Per sommazione si intende: Una sequenza di potenziali d’azione. Una contrazione coordinata dei muscoli agonisti. Una contrazione coordinata dei muscoli antagonisti. Una sequenza di potenziali poste sinaptici. Il processo di diffusione semplice è caratterizzato: Sempre da un gradiente pressorio. Da una diffusione netta dalla regione a maggiore concentrazione a quella di minore concentrazione. Da una diffusione netta dalla regione a minore concentrazione a quella dei maggiore concentrazione. Da una diffusione dalla regione a minore pressione a quella di maggiore pressione. L’ingestione di notevoli quantità di vitamine idrosolubili: Provoca un accumulo di vitamine nel tessuto adiposo. Viene immagazzinata nel fegato. Ha effetti tossici. Porta a una loro rapida iscrizione nelle urine. Le sinapsi chimiche sono caratterizzate: Dall’assenza di una cellula pre sinaptica. Dall’assenza di una cellula post sinaptica. Dalla presenza di vescicole sinaptiche. Un flusso di corrente. Le risposte omeostatiche locali: Coinvolgono strutture cerebrali superiori. Sono confinate nella zona dello stimolo. Coinvolgono gli ormoni. Sono di tipo infiammatorio. La capacità individuale di rispondere a una particolare situazioni di stress ambientale: Non può venir migliorata dalla prolungata esposizione alla condizione di stress. Non è rigidamente predeterminata. Non è influenzata da parametri ereditari. È rigidamente predeterminata. I processi di acclimazione: Sono predeterminati ereditariamente. Sono mediati da una singola risposta cellulare. Sono solitamente reversibili. Sono solitamente irreversibili. I ritmi circadiani: Sono un processo ritmico di tipo estrinseco. Sono basati su un sistema feedback negativo. Non influiscono sulle concentrazioni ormonali nel sangue. Influiscono il ciclo sonno-veglia e la temperatura corporea. La temperatura corporea: Si innalza prima del risveglio. Non è influenzata dai ritmi circadiani. Si abbassa prima del risveglio. Si alza durante il sonno. Le informazioni ambientali: Non sono in grado di modificare “l’orologio interno“. Sono necessarie per regolare il ciclo sonno-veglia. Non sono necessari per regolare il ciclo sonno-veglia. Influiscono sulla funzionalità del nucleo soprachiasmatico. L’epifisi: Fa parte del sistema nervoso periferico. Non modifica la sua funzionalità in base alla luce solare. Secerne corticotropina. Secerne melatonina. I sistemi di controllo omeostatico: Minimizzano le variazioni dell’ambiente interno. Mantengono un’assoluta costanza dell’ambiente interno. Enfatizzano le variazioni dell’ambiente interno. Modificano la temperatura atmosferica. Una regolazione di tipo feedforward: Rallenta velocità delle risposte omeostatiche dell’organismo. Posticipa le modificazioni di un parametro fisiologico. Anticipa le modificazioni di un parametro fisiologico. Inibisce le risposte omeostatiche dell’organismo. I ritmi biologici: Non sono determinati da sistemi pacemaker posti nel cervello. Costituiscono una componente di tipo anticipatorio (feedforward) dei sistemi di controllo omeostatico. Costituiscono la componente di tipo feedback positivo dei sistemi di controllo omeostatico. Costituiscono una componente di tipo feedback negativo dei sistemi di controllo omeostatico. I ritmi biologici: Non sono modificabili. Sono determinati da sistemi pacemaker posti nel cervello. Non sono influenzati dalla luce ambientale. Sono indipendenti dalla presenza di segnali ambientali. La membrana plasmatica: È esterna alla membrana cellulare. È all’interno della cellula. Circonda la cellula. Circonda il nucleo cellulare. I neurotrasmettitori: Non si diffondono attraverso il liquido extracellulare. Sono prodotti e secreti dalle ghiandole endocrine. Viene rilasciato nel torrente circolatorio. Sono rilasciati dalle terminazioni nervose. Un organulo cellulare: È circondato dalla membrana cellulare. È sinonimo di cellula. Contiene il citoplasma. Svolge funzioni specifiche che contribuiscono. Una cellula è divisa in: Nucleo e citoscheletro. Citosol e citoplasma. Organuli cellulari e citosol. Due regioni, nucleo e citoplasma. Le cellule eucariote: Sono tipiche dei batteri. Non si trovano nel corpo umano. Sono uguali alle cellule procariotiche. Differiscono dalle cellule procariotiche in base alla loro struttura. Le membrane cellulari: Sono costituite da carboidrati. Bloccano il passaggio di tutte le molecole. Costituiscono la maggior parte degli elementi strutturati all’interno delle cellule. Non hanno funzione strutturale. Le membrane sono costituite da: Un doppio strato di proteine contenenti all’interno delle molecole lipidiche. Un singolo strato di proteine. Un singolo strato di molecole lipidiche. Un doppio strato di molecole lipidiche contenenti all’interno delle proteine. I fosfolipidi: Sono molecole anfipatiche. Nelle membrane cellulari sono organizzati in un singolo strato. Si trovano nel nucleo cellulare. Sono proteine. Il colesterolo: Si trova nel nucleo cellulare. Ha alte temperature, minimizza la riduzione della fluidità della membrana. Permette di mantenere un livello di fluidità intermedia della membrana. Non è inserito nel doppio strato fosfolipidico. I desmosomi: Si trovano nel nucleo cellulare. Non sono implicate nel mantenere unite le cellule adiacenti sottoposta a stimoli meccanici. Sono caratterizzati dall’accumulo di proteine che formano placche dense situate lungo la superficie citoplasmatica. Sono tipici delle cellule epiteliali. |





