Fisiologia umana e dello sport
|
|
Title of test:
![]() Fisiologia umana e dello sport Description: Dom. 1-80 |



| New Comment |
|---|
NO RECORDS |
|
Quale sostanza inizia il processo di digestione delle proteine nello stomaco?. Amilasi. Pepsina. Carbonato. Sali biliari. I sali biliari sono prodotti: Nella cistifellea. Nel fegato. Nel pancreas. Nello stomaco. Il pancreas: Digerisce macromolecole. Ha funzioni sia esocrine che endocrine. Secerne la bile. Produce principalmente bicarbonato. La parte esocrina del pancreas secerne: Pepsina. Insulina. Enzimi digestivi. Glucagone. Durante esercizio fisico il glucosio plasmatico aggiuntivo è fornito da: Fegato. Intestino. Depositi lipidici. Appositi extra cellulari. La digestione e l’assorbimento dei lipidi a carico di: Colon ascendente. Fegato. Intestino tenue. Stomaco. Durante esercizio fisico si verifica: Diminuzione della secrezione di insulina. Diminuzione della produzione epatica di glucosio. Diminuzione della secrezione del cortisolo. Diminuzione della secrezione di glucagone. La concentrazione di glucosio durante un esercizio fisico di breve durata e moderata intensità: Segue l’andamento della frequenza cardiaca. Cambia di poco. Raddoppia. Si azzera. La cellulosa: È un monosaccaride. È un polisaccaride. Viene digerita nello stomaco. Viene digerita nell’intestino tenue. Pepsina, tripsina e chimotripsina sono enzimi che catalizzano la digestione di: Proteine. Lipidi. Zuccheri. Glucosio. Villi e microvilli si trovano sulla superficie: Delle cellule epiteliali dell’intestino crasso. Delle cellule epiteliali dell’intestino tenue. Dello stomaco. Dello microciglia. Il cibo viene spostato verso lo stomaco attraverso l’esofago: Per osmosi. Da onde peristaltiche. Grazie alla forza di gravità. Dalle secrezioni mucose. Quale ormone agisce sui reni per aumentare la ritenzione idrica?. Dopamina. Vasopressina. Insulina. Adrenalina. La frequenza delle onde peristaltiche gastriche è determinata da: Ritmo di chiusura della glottide. Quantità di cibo introdotto. Attività enzimatica della pepsina. Cicli di depolarizzazione della membrana. La vena porta epatica: Porta sangue ossigenato ai polmoni. Porta sangue venoso all’intestino. Porta sangue venoso dal fegato al cuore. Porta sangue venoso al fegato. A seconda della struttura lamellare dell’osso possiamo distinguere: Osso compatto e osso spongioso. Osso spongioso e osso trabecolare. Ossa piatte e ossa lunghe. Ossa brevi e osso spongioso. La motilità è una caratteristica: Del muscolo cardiaco. La fibra muscolare. Dell’apparato gastrointestinale. Del sistema nervoso centrale. Una diartrosi è: Sinonimo di sinartrosi. Un tipo di articolazione. Una patologia scheletrica. La patologia delle articolazioni. Il rachitismo è una patologia collegata a un inadeguato apporto o assorbimento di: Calcio. Vitamina B. Vitamina D. Potassio. Identifica la formazione errata: L’osteoporosi è caratterizzata dalla compromissione della resistenza dell’osso. Una frattura aumenta il rischio di osteoporosi. L’osteoporosi predispone un soggetto a un aumento del rischio di fratture. Esistono osteoporosi primarie e secondarie. La mineralizzazione del tessuto osseo si caratterizza da: Cristallizzazione. Calcificazione e cristallizzazione. Calcificazione. Calcificazione e plasticità. I costituenti fondamentali dell’osso sono: Il minerale e parte inorganica. Matrice e parte organica non cellulare. Parte organica cellulare e collagene. Parte organica cellulare e non cellulare e parte inorganica. Non è una funzione del sistema scheletrico: Protettiva. Meccanica. Vaso pressoria. Metabolica. L’osso è formato da: Tessuto connettivo e midollo osseo. Tessuto connettivo e cartilagineo. Solo tessuto cartilagineo. Solo tessuto connettivo. L’osteoporosi è una perdita di densità ossea che: Comporta una perdita di matrice ossea e minerali. Comporta la stimolazione di produzione di vitamina D. Non può essere prevenuta con l’esercizio fisico. Si verifica solo in caso di ipertiroidismo. Il tessuto osseo contiene: Circa il 99% del sodio totale presente nell’organismo. Il 70% dell’acqua presente nell’organismo. 10 g di osteoblasti. Circa il 99% del calcio totale presente nell’organismo. La crescita ossea non è influenzata da: Testosterone. Glucosio. Ormone della crescita. Insulina. Svolgono una funzione fondamentale nella crescita ossea: Osteoblasti. Adrenalina e cortisolo. L’epifisi. L’ipofisi. Un aumentato catabolismo dei trigliceridi del tessuto riposo può essere favorito da: Dopamina. Insulina. Adrenalina. Dopamina. La simulazione del catabolismo proteico a livello di osso e muscoli può essere un effetto di: Dopamina. Cortisolo. Insulina. Aldosterone. Un aumento della frequenza cardiaca, della ventilazione e della forza di pompaggio del cuore può essere un effetto: Dell’insulina. Dell’eritropoietina. Dell’ormone della crescita. Dell’adrenalina. La distensione dell’esofago innesca una peristalsi secondaria: In nessuna occasione. Se il cibo non raggiunge lo stomaco con la prima onda peristaltica. In seguito alla chiusura della glottide. In risposta alla chiusura dello sfintere esofageo. Il metabolismo a riposo si misura in posizione: Supina. Seduta. Prona. Ortostatica. La bilirubina: Viene secreta dal pancreas. È amplificata nella digestione delle proteine. Viene prodotta nello stomaco. Deriva dalla rottura dell’emoglobina. La calorimetria indiretta può essere utile per: Valutare l’attività degli enzimi digestivi. Stimare il costo energetico di un’attività. Misurare la temperatura durante il sonno. Misurare la velocità di spostamento. Dopo un esercizio fisico, il consumo di ossigeno durante il recupero è: Più basso del valore di riposo. Uguale al valore di riposo. La metà del basale. Sempre più elevato del valore di riposo. Il declino nel consumo di ossigeno al termine di un esercizio fisico, durante la fase di riposo: Segue un andamento esponenziale. È indipendente dalla modalità con cui si svolge la fase di recupero. Ha un andamento lineare. Segue l’andamento del quoziente respiratorio. Il termine EPOC identifica: Un consumo di ossigeno più elevato rispetto al basale nella fase di recupero. Un eccesso di produzione di lattato post esercizio. Un aumento della temperatura. Un eccesso di consumo di ossigeno durante un esercizio lattacido. Identifica l’affermazione errata: Il consumo di ossigeno, a seguito di un esercizio, rimane elevato al di sopra del livello di riposo. Il consumo di ossigeno nel recupero riflette la domanda metabolica dell’esercizio. Un’attività fisica moderata svolta a seguito di un esercizio intenso non facilita il recupero, rispetto ai processi passivi. Il debito di ossigeno definisce la differenza tra la richiesta di ossigeno dell’esercizio e l’ossigeno consumato durante l’esercizio stesso. Un consumo di ossigeno in stato stazionario rappresenta un equilibrio tra: Le richieste energetiche da parte dei muscoli attivi e la risintesi aerobica di ATP. La sintesi di glicogeno muscolare e la produzione del lattato. Produzione di CO2 e smaltimento di lattato. La sintesi di glicogeno muscolare e la produzione di ATP. La calorimetria indiretta misura: La temperatura interna. La ventilazione. Il consumo di ossigeno. La perfusione polmonare. Il quoziente respiratorio dei carboidrati corrisponde a: 1. 1.5. 0.8. 0.7. Le fibre muscolari di tipo I sono: Presenti solo nel muscolo scheletrico. A contrazione rapida. A contrazione lenta. Presenti solo nel muscolo liscio. Il quoziente respiratorio dei lipidi corrisponde a: 2.5. 0,8 mL. 0.7. 0,7 ml/kg. Tra i principali fattori che determinano la spesa energetica giornaliera non troviamo: Metabolismo basale. Il dispendio energetico dovuto all’attività fisica e al recupero. Il catabolismo del tessuto osseo. L’azione termologica degli alimenti. La corteccia surrenale produce: Il cortisolo. Glucagone. Melatonina. Dopamina. Per un soggetto in condizioni di vita normali, il metabolismo basale rappresenta quale percentuale del dispendio energetico giornaliero?. 15-30%. 99%. 60-75%. 33%. Il metabolismo basale può essere espresso: In relazione al massimo consumo di ossigeno. In relazione alla frequenza cardiaca. In relazione alla superficie corporea. In relazione alla quantità di attività fisica regolare giornaliera. Il metabolismo basale è: Direttamente proporzionale alla superficie corporea. Inversamente proporzionale alla massa corporea. Inversamente proporzionale alla superficie corporea. Uguale alla superficie corporea. Le fibre di tipo II possono essere ulteriormente classificate in: Fibre di tipo 1 e 2. IIa e IIb. Fibre aerobiche e anaerobiche. Fibre glicolitiche e fibre slow twitch. Il VO2max rappresenta: Un indice di funzionalità della risposta di tutti i sistemi di supporto fisiologico. La velocità massimale. La potenza aerobica costante. La massima potenza anaerobica. L’assorbimento dell’acqua: Avviene nel colon. Avviene nell’intestino tenue. Avviene in bocca. Avviene nello stomaco. L’accumulo di lattato ematico è causato da: Una relativa ipossia tissutale. Un eccesso di CO2 nei tessuti. Una leggera ipossia a livello polmonare. Un eccesso di ossigeno nei tessuti. La digestione dei grassi: Avviene nell’intestino grazie all’azione della bile. È resa possibile dall’ambiente acido dello stomaco. Avviene nello stomaco. Avviene nell’intestino grazie all’azione della pepsina. La velocità di trasferimento di energia dai fosfati ad alta energia intramuscolari, rispetto a quello che si verifica facendo ricorso al metabolismo aerobico, è: 4-8 volte più rapida. 4-8 volte più lenta. 2 volte più rapida. 100 volte più rapida. I macro nutrienti all’interno dei liquidi e dei liquidi e dei depositi cellulari: Non possono ricaricare continuamente il pool disponibile dei fosfati ad alta energia per sostenere l’attività muscolare. Non sono di supporto i meccanismi energetici legati all’utilizzo della fosfocreatina. Possono ricaricare continuamente il pool disponibile dei fosfati ad alta energia per sostenere l’attività muscolare. Sono fondamentali per sostenere la produzione di lattato. 1 chilogrammo di muscolo scheletrico contiene circa: 3-8 mmol di ATP. 1 mmol di PCr. 155-165 mmol di ATP. 1 mmol di ATP. L’energia fosfagena di pronto utilizzo immagazzinata nei muscoli scheletrici è sufficiente per: Correre in una mezza maratona in 1h.30 min. Correre sopra soglia per 15 minuti. Svolgere uno sprint di 8 secondi. Sostenere un carico di lavoro al 50% del VO2max per un’ora. Il lattato ematico: È sempre costante (4mmol/L) indipendentemente dall’intensità dell’esercizio. Non viene ossidato dalle fibre muscolari con alta capacità ossidati. Non si accumula a qualsiasi intensità di esercizio. Si accumula a qualsiasi intensità di esercizio. Individua l’affermazione errata: Il lattato ematico si accumula qualsiasi intensità di esercizio. Durante un esercizio ma massimale che dura tra 60 e 180 secondi, nel sangue si verifica un rapido e grande accumulo di lattato. L’energia necessaria per fosforilare ADP durante un esercizio intenso, deriva principalmente dal glicogeno muscolare depositato. Per continuare un esercizio strenuo la risintesi dei fosfati ad alta energia deve procedere ad alta velocità. Un soggetto alienato, rispetto a uno non allenato, ha un debito di ossigeno: Minore. Maggiore. Uguale. Massimale. Quando l’ossidazione del lattato eguaglia la sua produzione: Il livello del lattato ematico aumenta. Il livello del lattato ematico diminuisce. Il soggetto ha raggiunto il suo VO2max. Il livello della lattato ematico rimane stabile. Nelle fibre muscolari fast twitch: Non si ha produzione di lattato. Il lattato viene direttamente trasformato in ATP. L’enzima lattato deidrogenasi favorirebbe la conversione del lattato in piruvato. L’enzima lattato deidrogenasi favorirebbe la conversione del piruvato a lattato. In uno sforzo a intensità costante e leggero-moderata, il consumo di ossigeno, durante i primi minuti: Diminuisce esponenzialmente. Rimane costante. Aumenta linearmente. Aumenta esponenzialmente. 65. . ,. |





