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Fisiologia umana e dello sport

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Fisiologia umana e dello sport

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Dom. 162-249

Creation Date: 2026/04/20

Category: Sport

Number of questions: 88

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L’invecchiamento: Anticipa l’inizio della sudorazione. Aumenta la sensibilità dei termocettori. Ritarda l’inizio della sudorazione. Permette di reintegrare più velocemente i liquidi.

Effettuare un “iperidratazione” prima di un esercizio in ambiente caldo: Migliora la digestione. Offre una maggiore protezione termoregolatoria. Causa decremento della forza muscolare. Non influisce sulla termoregolazione.

Il reintegro dei liquidi durante esercizio deve: Favorire la sudorazione. Favorire la termoregolazione. Favorire i processi di convenzione. Mirare al mantenimento del volume plasmatico.

Individui ben idratati producono: Piccoli volumi di urina. Una minima quantità di urina perché i liquidi vengono persi tramite intensa sudorazione. Urina di colore giallo scuro. Grandi volumi di urina.

Il sudore è: Una soluzione neutra. Ipertonico. Privo di sodio. Ipotonico.

Quali fattori non influisce sulla tolleranza al caldo?. Stato di allenamento. Pressione arteriosa. Acclimatazione. Composizione corporea.

Il processo di acclimatazione al caldo provoca: La produzione di sudore meno diluito. Un aumento della perdita di sali con la sudorazione. Riduzione della perdita di sodio dai reni. Aumento della perdita di sodio dai reni.

Le donne, rispetto agli uomini: Hanno minor numero di ghiandole sudoripare attivate dal calore per unità di superficie. Hanno una maggiore capacità di termoregolazione a parità di condizioni fisica e di carico di lavoro. Sarebbero maggiormente protette dal rischio di disidratazione durante esercizi in ambienti caldi. La produzione di sudore è superiore.

Durante una prolungata esposizione al freddo, viene favorito il consumo di: Lipidi. Proteine. Carboidrati. Vitamine.

Non sono sintomi dell’ipertermia: Difficoltà di equilibrio. Affaticamento e senso di d stordimento. Elevata produzione di urine. Disturbi visivi.

In presenza di colpo di calore, si può avere una temperatura interna centrale: Inferiore ai 41,5 °C. Superiore ai 38,5 °C. Superiore ai 47,5 °C. Superiore ai 41,5 °C.

Una perdita di fluidi superiore al 4% della massa corporea: Aumenta la capacità a compiere esercizio. Non influisce sulla capacità a compiere esercizio. Non compromette la funzione cardiovascolare. Riduce la dissipazione del calore.

A livello intestinale in un’ora possono essere assorbiti circa: 5cc di acqua. 100ml di acqua. 5L di acqua. 1L di acqua.

L’acqua possiede una conducibilità termica: Uguale all’aria ambiente. 25 volte superiore all’aria. Minore dell’aria ambiente. 2 volte superiore all’aria ambiente.

La comparsa di brividi: Non si ha in acqua. Permette di attenuare il calo della temperatura interna. È una risposta patologica. È una risposta di adattamento alle alte temperature.

L’uso dell’autorespiratore in immersione permette di mantenere all’interno dei polmoni: Una pressione uguale a quella idrostatica che agisce sulla gabbia toracica. Una pressione leggermente inferiore a quella dell’aria ambientale. Una pressione uguale all’aria ambientale. Una pressione inferiore a quella idrostatica che agisce sulla gabbia toracica.

Quale disturbo non è causato alle immersioni subacquee?. Pneumotorace. Sinusite. Broncopneumopatia cronico ostruttiva. Otite.

In ambienti caldi, con la disidratazione e la riduzione del volume plasmatico, il flusso ematico periferico: Aumenta. Diminuisce. Viene aumentato di circa il 50%. Rimane costante.

Può essere considerato fattori di rischio per lo sviluppo di forme severe di Covid 19: Osteoporosi. Scarsa salute metabolica. Osteopenia. Aritmia cardiaca.

Il processo infiammatorio è caratterizzato da: Epistassi. Aumento della temperatura locale. Vasocostrizione e aumento dell’osmolarità del tessuto. Vasodilatazione e aumento della permeabilità vascolare alle proteine.

Sono classificati come organi linfoidi primari: Milza e tonsille. Fegato e linfonodi. Linfonodi. Midollo osseo e timo.

Le risposte immunitarie adattive sono mediate da: Linfonodi. Antigeni. Linfociti. Antibiotici e farmaci.

Le principali popolazioni dei linfociti sono: B, T e NK. A, B, C e K. A e Y. Alfa e beta.

Le immunoglobuline sono: Linfociti basofili. Anticorpi aspecifici. Anticorpi specifici. Linfociti eusinofili.

Identifica tra le seguenti affermazioni, quella che non corrisponde a una frase della risposta immunitaria adattiva: Il linfocita va incontro ad attivazione un ciclo di divisione cellulare e differenziamento. I linfociti stimolano la produzione delle proteine intracellulari che inibiscono la replicazione virale in maniera aspecifica. Un linfocita è programmato per riconoscere un antigene specifico al quale si lega attraverso recettori presenti sulla membrana plasmatica. I linfociti attivati iniziano un attacco in tutto l’organismo contro gli antigeni specifici che hanno stimolato la loro produzione.

La popolazione obesa è maggiormente vulnerabile al COVID-19 a causa di: Elevata carica vitale. Sistema linfatico compromesso. Ridotta espressione di ACE2. Elevata espressione di ACE2.

Individua l’affermazione errata: Le cellule del sistema immunitario sono collettivamente chiamate citochine. Le cellule del sistema immunitario secernono messaggeri proteici. I leucociti utilizzano il sangue come mezzo di trasporto, ma la loro funzione è svolta principalmente nei tessuti. Le cellule del sistema immunitario secernono messaggeri lipidici.

Può essere considerato un fattore di rischio che può portare a complicanze severe da COVID-19: Disfunzione endoteliale. Osteoporosi. Osteopenia. Insufficienza valvolare.

In soggetti diabetici o obesi, è possibile riscontrare alcuni fattori di rischio che possono aggravare i sintomi da COVID-19 come: Elevata capacità polmonare totale. Elevato VO2max. Elevata differenza artero-venosa. Alterata permeabilità vascolare polmonare.

In soggetti adeguatamente allenati: Si ha una generalmente ridotta risposta vaccinale. Sia una maggiore rischio di infezioni respiratorie acute. Si ha una maggiore incidenza di infezioni respiratorie acute. Si ha una minore incidenza di infezioni respiratorie acute.

Ipertensione e malattie cardiovascolari: Aumentano la gravità e la mortalità da COVID-19. Non influiscono sulla gravità e sulla mortalità da COVID-19. Sono, contrariamente a quanto immaginabile, fattori protettivi nei confronti della malattia da COVID-19. Diminuiscono la gravità e la mortalità da COVID-19.

Identifica i fattori non associati a una peggior prognosi di infezione da COVID-19: Obesità e sindrome metabolica. Diabete di tipo 2 e alterata risposta immunitaria. Osteopenia e osteoporosi. Disordine della coagulazione e età del soggetto.

Il principale determinante del grado di saturazione dell’emoglobina con l’ossigeno è: La pressione parziale di ossigeno. La temperatura del sangue. La pressione atmosferica dell’aria ambiente. La pressione parziale di CO2.

Gli interferoni: Stimolano la produzione delle proteine intracellulari che inibiscono la replicazione virale in maniera specifica. Svolgono il ruolo di macrofagi. Stimolano la produzione delle proteine extracellulari che inibiscono la replicazione virale in maniera specifica. Stimolano la produzione delle proteine intracellulari che inibiscono la replicazione virale in maniera aspecifica.

Quali tra le seguenti non è una cellula del sistema immunitario prodotta dall’osso: Leucociti eusinofili. Plasmacellule. Leucociti basofili. Macrofagi.

L’assorbimento di azoto a livello tissutale: Dipende dalla saturazione dell’emoglobina. Dipende dalla perfusione tissutale e dal coefficiente di solubilità. Dipende concentrazioni di ioni idrogeno. È indipendente dalla temperatura.

L’esposizione alla microgravità provoca: Aumento del volume polmonare residuo. Riduzione del volume polmonare residuo. Aumento della ventilazione totale. Aumento della capacità funzionale residua a livello polmonare.

Nella malattia da decompressione le bolle si formano principalmente: Nelle cavità cardiache. Letto vascolare venoso e arterioso. Sul parenchima polmonare. Nei polmoni.

L’ispirazione di una miscela di gas con una pressione parziale di ossigeno superiore alle 5ata: Permette di aumentare la profondità di immersioni in apnea. Favorisce l’eliminazione del biossido di carbonio. Permette di aumentare il tempo di apnea. Può provocare alterazioni al sistema nervoso.

Il bed rest è: La fase di rientro da un volo suborbitale. Il metabolismo basale a riposo. Una metodica di sperimentazione per studiare gli effetti della microgravità sull’uomo. La fase di recupero post esercizio.

Una breve esposizione ad una condizione di microgravità provoca: Ispessimento del muscolo cardiaco in particolare a carico del ventricolo sinistro. Diminuzione della gittata cardiaca. Aumento della gittata cardiaca. Diminuzione della frequenza cardiaca.

L’esposizione ad una condizione di microgravità provoca: Nessuna conseguenza a livello cardiocircolatorio. Atrofia cardiaca. Ipertrofia cardiaca. Aumento del volume ventricolare sinistro.

L’esposizione alla microgravità provoca: Aumento della capacità di diffusione della membrana alveolare. Diminuzione della capacità di diffusione della membrana alveolare. Aumento della ventilazione alveolare. Aumento del rilascio di CO2.

L’esposizione alla microgravità, a livello polmonare, provoca: Diminuzione della ventilazione alveolare. Aumento della ventilazione alveolare. Diminuzione della frequenza respiratoria. Riduzione del volume corrente.

I leucociti utilizzano come principale sistema di trasporto: Il sistema linfatico. La mioglobina. Il sangue. L’acetilcolina.

In seguito ad un’esposizione alla microgravità, si verifica: Aumento dei livelli di colesterolo. Diminuzione del cortisolo. Una riduzione del glucosio plasmatico. Aumento della produzione di insulina.

In seguito ad un’esposizione alla microgravità, si verifica: Aumento del volume urinario. Aumento significativo del ricambio di ferro. Aumento della produzione di insulina. Riduzione del volume urinario.

Tra i principali effetti di una missione spaziale sull’organismo umano non troviamo: Ridotta forza muscolare. Aumentata suscettibilità alla fatica. Riduzione del volume degli arti. Aumentata densità ossea.

Tra i principali effetti di una breve missione spaziale sull’organismo umano non troviamo: Perdite di peso nell’ordine di qualche punto percentuale. Spostamento del centro di massa corporea verso gli arti inferiori. Lieve aumento della statura. Riduzione del volume corporeo totale.

Gli effetti della micro gravità durante le missioni spaziali: Possono essere contrastati con esercizio di resistenza e forza muscolare. Non possono essere contrastati. Non possono essere riprodotti con nessun modello sperimentale sulla terra. Si manifestano solo nelle prime ore di volo.

Sono tra le principali cellule del sistema immunitario: Serotonina e cortisolo. Globuli bianchi e rossi. Mioglobuline e actina. Leucociti, macrofagi, cellule dendritiche e i mastociti.

Per nuotatori e subacquee, la perdita di acqua avviene: Per convenzione. Attraverso un incremento di produzione di urina. Tramite la sudorazione. Per irraggiamento.

L’esercizio moderato per un’ora in condizioni ambientali normali produce una perdita di sudore di circa: 2 °C. 5,5 litri. 0,5-1,0 litri. 0,1 litri.

Il dispendio calorico giornaliero medio di un adulto di corporatura media è indicativamente di: 2500kCal/h. 0,5 kCal. 2500kCal. 700kCal.

Generalmente, mantenendo la stessa velocità di corsa, è meno dispendioso dal punto di vista energetico: Abbassare la frequenza del passo. Accorciare il passo. Alzare il centro di massa. Allungare il passo.

Il costo energetico di una corsa a navetta, rispetto alla corsa in linea è: Uguale. Minore. Più elevato. Indipendente dal peso del soggetto.

Nella marcia competitiva, il costo energetico aumenta: Aumentando la lunghezza del passo. Diminuendo la lunghezza del passo. Allargando la base di appoggio. Modificando il ritmo respiratorio.

Lunghezza e frequenza del passo: Dipendono dal costo energetico. Non influiscono sul costo energetico della marcia competitiva. Non influiscono sul costo energetico della corsa. Influiscono sul costo energetico della corsa.

A parità di velocità di corsa, un soggetto alienato, rispetto a un non allenato, ha: Minor costo energetico. Maggior consumo di ossigeno. Maggiore frequenza cardiaca. Minor consumo di ossigeno.

Il dispendio energetico si distingue in: Totale e netto. Lattacido e alattacido. Aerobico e anaerobico. Basale e a riposo.

L’efficienza di un gesto atletico: È indipendente dalla resistenza all’avanzamento. Può essere superiore al 80%. Si esprime in ml/kg/min. Può essere inferiore al 20%.

L’abbigliamento nella corsa: È una variabile trascurabile nei corridoi di élite. Modifica il consumo di ossigeno. Influisce sulla frequenza del passo. Influisce sulla resistenza all’avanzamento.

Uno dei fattori biomeccanici primari che determinano il costo energetico della corsa in relazione alla velocità è: Proprietà di elasticità del sistema muscolo-tendine. Capacità polmonare totale. Capacità glicolitica. VO2max.

L’effetto scia si ottiene: Sono in assenza di vento. Anche nella corsa. Solo in acqua. Ad altitudini superiori al 2400 m.

Il costo energetico della marcia: Non varia con l’età. È superiore negli adulti rispetto ai bambini. È indipendente dalla massa corporea. È superiore nei bambini rispetto agli adulti.

La resistenza dell’aria, in assenza di vento, influisce sul costo energetico della marcia per il: 39%. 0,10%. 99%. 3-9%.

La combinazione più economica di lunghezza e frequenza del passo: Si ottiene solo correndo. Viene scelta inconsciamente. Può essere determinata in base alla lunghezza delle leve corporee. Prevede una frequenza del passo di 2Hz.

Nel nuoto, rispetto alla corsa: È presente un’elevata resistenza all’avanzamento. Il costo energetico è più basso. L’efficienza meccanica è più alta. Non sia effetto scia.

Non sono fattori che influenzano la resistenza all’avanzamento di un nuotatore: Resistenza viscosa. Resistenza della cute. Resistenza d’onda. Temperatura cutanea.

Una persona che pesa 60 kg, per percorrere una maratona ha bisogno di circa: 1000-5000 kCal in base alla velocità di corsa. 150-200 kCal. 10.000 kCal. 2500-2700 kCal nette.

Il costo energetico per km nella corsa: Aumenta proporzionalmente con l’aumento del peso corporeo. Dipende esclusivamente dalla massa magra del soggetto. Varia significativamente in relazione alla velocità di corsa. Non varia in base al peso corporeo.

Nel nuoto, le donne rispetto agli uomini hanno: Minore isolamento termico. Migliore galleggiamento. Minore galleggiamento. Maggiore drag.

Nella performance sportiva, il rendimento meccanico viene espresso in: Calorie. ml/min. ml/kg/min. %.

La relazione lineare tra consumo di ossigeno e frequenza cardiaca può essere utilizzata: Per valutare la temperatura interna post esercizio. Per stimare il dispendio energetico di un’attività. Si può ottenere senza utilizzare la calorimetria indiretta. Per valutare la perfusione polmonare.

L’equivalente calorico per l’ossigeno è: 5 kcal per litro di ossigeno. 500 kcal per litro di ossi. 5 kcal per mL di ossigeno. 5 Joule.

Il costo energetico netto corrisponde a: Il metabolismo basale più il costo energetico dell’attività fisica. Costo energetico totale meno la spesa energetica a riposo (per quel periodo di tempo). Uguale al metabolismo basale. Il costo energetico delle attività fisiche giornaliere.

Il costo energetico netto: Si può misurare in corrispondenza del VO2max. È sempre inferiore al metabolismo basale. Non può essere misurata in condizioni di stato stazionario. Non comprende il metabolismo basale.

Il rendimento meccanico è: La somma del metabolismo basale e del rendimento netto. Uguale al quoziente respiratorio. Il rapporto tra il lavoro effettuato e l’energia spesa. Il rapporto tra il lavoro effettuato e la CO2 prodotta.

L’economia di un esercizio fisico è solitamente misurata: Durante esercizi incrementali. In base alla concentrazione di lattato ematico al termine dell’esercizio. Nel recupero post esercizio. Durante esercizi in stato stazionario.

Il rendimento meccanico nell’uomo durante un esercizio fisico, ad esempio durante la pedalata, è di circa: 0,10%. 82,00%. 20 ml/h. 20-25%.

Nella corsa in piano, il dispendio energetico è di circa: 100kCal/kg/km. 1kCal/kg/m. 100kCal/km/h. 1kCal/kg/km.

Per il calcolo del rendimento meccanico: È necessario conoscere la massa magra del soggetto. Non serve la misura del consumo di ossigeno. È necessario misurare il consumo di ossigeno durante l’attività che si vuole misurare. È necessario eseguire un test al treadmill.

Nella marcia, il rendimento è. Sempre costante. Uguale a 1. Dipendente dalla velocità di spostamento. Indipendente dalla velocità di spostamento.

Il costo energetico della marcia in discesa, rispetto a quello della marcia in salita è: Il doppia. Superiore. Uguale. Inferiore.

Il costo energetico della marcia: È uguale per tutti i soggetti. Può essere influenzato dal tipo di terreno su cui si cammina. Non è influenzato dal tipo di terreno su cui si cammina. È indipendente dalla pendenza del terreno su cui si cammina.

Nella marcia agonistica: Il costo energetico è minori rispetto alla camminata “normale”. I marciatori possono raggiungere un costo energetico molto più alto rispetto alla camminata normale. Non è possibile valutare l’economia del gesto. Il miglior costo energetico si ha intorno ai 22 km/h.

Identifica l’affermazione errata: Esiste una relazione lineare tra consumo di ossigeno e velocità di marcia per velocità fino a 8 km/h. Per velocità superiore a 18-19 km/h risulta più economico correre che marciare. Il costo energetico della marcia cambi in relazione alla velocità. Per velocità superiori a 8-9 km/h risulta più economico correre che marciare.

Identifica l’affermazione errata: I nuotatori di alto livello hanno un consumo di ossigeno inferiore, a parità di velocità, rispetto a nuotatori non allenati. La temperatura dell’acqua influisce sul costo energetico del nuoto. L’utilizzo delle pinne aumenta il costo energetico nel nuoto. A parità di velocità, lo stile libero è più efficiente dello stile farfalla.

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