Glottodidattica, Microlingue e Ling. Educativa
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![]() Glottodidattica, Microlingue e Ling. Educativa Description: Glottodidattica, Microlingue e Ling. Educativa IF |



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Linguistica educativa ed educazione linguistica. la prima si occupa di apprendimento e la seconda di acquisizione. appartengono entrambe alle scienze del linguaggio. sono due ambiti differenziati di applicazione della linguistica teorica. sono due discipline che condividono e metodologie di ricerca. Le "Dieci Tesi per l'Educazione linguistica democratica". fanno parte dei documenti che sono nati in seno alla SLI (Società di Linguistica italiana). costituiscono il manifesto del GISCEL e sono state ideate da De Mauro. sono considerate il manifesto della glottodidattica moderna. sono state stese per andare incontro alle richieste degli insegnanti della scuola. Da quale movimento nasce in Italia l'educazione linguistica (EL)?. UNESCO. Consiglio d'Europa. Accademia della Crusca. GISCEL. Il termine glottodidattica designa. la disciplina che tratta dell'apprendimento/insegnamento di una lingua. il settore di studi che comprende la lingua madre. la disciplina che si occupa di indagare l'acquisizione delle lingue straniere. il settore di studi delle lingue classiche. Perché definire la glottodidattica come sinonimo di didattica delle lingue moderne è un'ipersemplificazione secondo Porcelli?. Perché esclude le lingue seconde. Perché l'educazione linguistica è integrata e include un ampio ventaglio di lingue. Perché riguarda solo l'italiano. Perché non tiene conto della linguistica teorica. Perché Balboni critica il termine "linguistica applicata"?. Perché può essere considerato un sinonimo di psicolinguistica. Perché è usato solo all'estero e non in Italia. Perché implica una semplice applicazione della linguistica teorica all'insegnamento. Perché risulta essere troppo recente e non ha solide basi teoriche. Secondo Balboni, qual è la principale caratteristica della scuola veneziana di glottodidattica?. L'impianto epistemologico interdisciplinare. La distinzione netta dalla linguistica educativa. La separazione da altre scienze cognitive. L'attenzione esclusiva alle lingue classiche. La didattica acquisizione si fonda sulla linguistica acquisizionale perché. Ne riproduce i modelli teorici in chiave didattica. Si concentra essenzialmente sullo studio della lingua madre. Si occupa di studiare la grammatica normativa delle lingue. Esclude l'interlingua dalle proprie ricerche sull'acquisizione. Qual è la differenza tra linguistica acquisizione (LA) e la didattica acqusizionale (DA) ?. La LA studia le lingue straniere e le fase di acquisizione, la DA si occupa della lingua seconda. La LA studia l'apprendimento spontaneo di una L2 e la DA applica in modo sperimentale le ricerche della LA. La LA mira a indagare le metodologie più efficaci per l'apprendimento, la DA individua le tecniche specifiche. La LA si occupa di studiare le fasi di apprendimento di una lingua in contesto guidato, la DA si occupa dell'acquisizione spontanea delle lingue. La Linguistica Educativa. è orientata soprattutto alla dimensione pedagogico-educativa. si occupa dello studio dell'acquisizione delle lingue in generale. studia l'aspetto semiotico delle lingue. è volta a individuare buone pratiche per lo sviluppo linguistico. Qual è l'oggetto di studio della Linguistica Educativa?. L'apprendimento e lo sviluppo della lingua. Lo sviluppo del plurilinguismo. Lo sviluppo cognitivo del linguaggio degli apprendenti una L1/L2. Lo sviluppo delle capacità semiotiche. L'Educational linguistics può essere associata. alla linguistica educativa. alla pedagogia delle lingue. alla didattica acquisizionale. alla psicolinguistica. In che cosa consiste principalmente l'innovazione del Glottokit?. nella rilevazione delle competenze linguistiche di allievi e allieve attraverso uno strumento questionario. nell'attenzione dedicata al profilo sociolinguistico degli apprendenti. nella considerazione del percorso di formazione linguistica delle\dei docenti. nell'analisi del rapporto tra lingua impiegata nel contesto didattico e quella propria degli studenti. Quali tra le seguenti sono le critiche che sono state mosse alle Dieci Tesi?. sull'uso dell'aggettivo democratico, sull'abbandono della grammatica. sul connettere la Costituzione con le Tesi. sull'abbandono della pedagogia tradizionale. sull'insegnamento degli articoli della Costituzione a scuola. Come viene definita la glottodidattica dagli studiosi del settore?. Una disciplina teorico-pratica con carattere interdisciplinare che trae i suoi risultati da settori come pedagogia, psicologia e linguistica. Una scienza esatta che non necessita del supporto di altre discipline per risolvere problemi didattici. Una disciplina teorica che studia le origini del linguaggio e le sue applicazioni. Una branca della medicina che si occupa in particolare di patologie del linguaggio e dai cui trae risultati. Cosa illustra la metafora del medico presa in prestito fa Robert Lado?. che l'insegnante di lingue, come il medico, deve conoscere diverse discipline (linguistica, psicologia, pedagogia) per operare correttamente nella propria professione. che l'apprendimento linguistico avviene in situazioni di emergenza e necessita di interventi mirati come quelli di un medico. che il docente deve concentrarsi sugli aspetti fisici della produzione sonora. che l'insegnamento delle lingue è una cura per le patologie cognitive. Secondo il modello Balboni (2012), dove rientrano la "formulazione di approcci" e "l'elaborazione di metodi"?. Nella fase di sperimentazione clinica. Nello spazio della ricerca della glottodidattica. Nello spazio dell'agire glottodidattico. Nella dimensione esterna della valutazione. Che cosa comprende la "dimensione interna" della glottodidattica secondo Chini e Bosisio?. le tecniche di verifica e valutazione in classe. la gestione fisica dello spazio scolastico. i modelli operativi come il curricolo e il sillabo. gli aspetti teorici, come gli studi sul bilinguismo e il dispositivo per l'acquisizione (LAD) di Chomsky. Quali di questi elementi fa parte della "dimensione esterna" (o spazio dell'azione) della glottodidattica?. la Grammatica Universale. le nozioni di 'tecnica', 'curricolo', 'sillabo' e 'unità didattica'. gli studi di neuroimmagine. i circuiti cerebrali studiati dalla psicologia fisiologica. Secondo Rastelli (2009), quale caratteristica fondamentale hanno le risposte fornite dalla glottodidattica?. Sono valide solo se approvate da una delle due scuole di glottodidattica. la provvisorietà, in quanto devono rispondere a problemi specifici legati a un determinato momento. sono puramente casuali e non pianificate. sono verità assolute e immutabili nel tempo. L'espressione Heritage language corrisponde. alla lingua madre. alla L1. alla LS. alla lingua etnica. Secondo Andorno el at. (2017), quale affermazione descrive correttamente la relazione tra nascita e competenza linguistica?. essere nati in una lingua garantisce automaticamente una competenza elevata. essere nati in una lingua non implica automaticamente una buona competenza; la competenza si sviluppa nel tempo. parlanti nativi si diventa, mentre la competenza è un fattore esclusivamente innato. solo i parlanti quasi-nativi possono raggiungere un livello elevato di competenza. Secondo Berruto (2003), chi è il "parlante ex-nativo"?. una persona che perde completamente la capacità di comprendere la lingua madre. una persona la cui competenza nella lingua madre regredisce a causa della ridotta esposizione. un parlante che sostituisce volontariamente la lingua madre con una lingua seconda. un individuo che ha appreso la lingua madre solo in età adulta. Qual è il fattore primario che determina la regressione linguistica in L1?. il mancato uso sistematico e la ridotta attivazione della lingua madre. la mancanza di motivazione alla studio formale della lingua madre. la scolarizzazione in più lingue creando "mescolanza" linguistica. errori frequenti nell'apprendimento della lingua seconda. Una persona che ha imparato la lingua dai genitori e si è trasferita in un paese in cui si parla un'altra lingua rispetto a quella che ha imparato, quando impara la lingua del paese essa è. lingua madre. lingua etnica. lingua straniera. lingua seconda. Dal punto di vista dell'osservazione a partire dal piano biografico di sviluppo di una lingua, la lingua seconda è. la lingua che non raggiunge gli stessi risultati della madrelingua. qualsiasi lingua appresa dopo il periodo dell'infanzia e in svariati contesti. la lingua che viene appresa nell'infanzia nelle fasi di socializzazione primaria. qualsiasi lingua che ha la stessa quantità di input della L1. L'adeguatezza di un repertorio linguistico è definita. tenendo conto delle norme grammaticali e della loro corretta applicazione. in senso assoluto poiché non deve essere contaminata dai contesti. in relazione ai compiti comunicativi, ai ruoli e alle pratiche linguistiche. sulla base della padronanza della varietà standard e neostandard. In una situazione di diglossia. La comunità rifiuta il bilinguismo di qualsiasi parlante. Una lingua è usata in contesti prestigiosi e l'altra in contesti informali. Le due lingue hanno esattamente funzioni intercambiabili. Le due lingue vengono usate indifferentemente in tutti i contesti. Secondo Berruto (1993) un repertorio è adeguato quando. include la lingua standard senza influenze dei dialetti o delle varietà regionali. include almeno due lingue diverse tali da poter comunicare in svariate situazioni. permette la partecipazione sociale attraverso l'uso appropriato delle varietà nei diversi domini. coincide con la lingua della comunità di parlanti in cui la persona vive. Secondo lo schema di Berruto, le verità linguistiche si collocano. nel contesto formale delle lingue d'uso. in categorie adeguatamente separate. in un continuum con confini sfumati sovrapposti. soprattutto nelle dimensioni diatopica e diastratica. Secondo De Mauro, l'insegnamento delle lingue deve essere. basato principalmente su un uso consapevole della grammatica normativa. separato dal contesto d'uso e legato alla norma linguistica. dedicato alle lingue con status ufficiale. situato nel contesto reale degli usi linguistici. Che cosa rappresenta il repertorio linguistico di una comunità secondo la glottodidattica?. un parametro di valutazione della competenza linguistico-comunicativa. il contesto sociolinguistico in cui avviene l'insegnamento\apprendimento. un insieme di regole grammaticali che seguono la norma della lingua sia parlata che scritta. un corpus di campioni di lingua sia letteraria che comune. La dimensione diamesica si riferisce. al livello di formalità della comunicazione. al mezzo fisico attraverso cui si comunica. alla distribuzione sociale dei parlanti. alla variazione nel tempo della lingua. Per ridurre lo svantaggio linguistico, gli insegnanti devono. essere formati sulle varietà della lingua e sviluppare consapevolezza negli allievi. favorire la produzione scritta come ponte per il miglioramento linguistico. saper analizzare e comprendere i diversi dialetti regionali di una lingua. livellare le varietà linguistiche degli studenti nelle classi. Quale dei seguenti esempi descrive un repertorio adeguato?. evitare le varietà informali nella comunicazione istituzionale?. saper utilizzare dialetto e italiano standard o neostandard nei contesti appropriati. essere in grado di parlare in modo corretto e appropriato la lingua madre. usare la stessa varietà linguistica nelle svariate situazioni che si presentano al parlante. Quale tipo di motivazione è stata individuata nell'acquisizione di una L1?. motivazione legata alla necessità di interagire nella vita sociale. motivazione collegata a valutazioni e certificazioni. motivazione legata alla richiesta scolastica. motivazione esclusivamente strumentale. I tratti della personalità incidono in modo determinante. in tutti e due i processi. nell'acquisizione la L1. nell'apprendimento una L2. in nessuno dei due casi. Perché alcuni studiosi preferiscono parlare di "periodi sensibili" anziché di un "periodo critico" nell'apprendimento una L2?. perché l'input L2 è composto da maggiore intonazione, allungamenti sillabici e raggruppamento ritmico marcato. perché nelle classi di lingua può emergere ansia comunicativa che influenza la partecipazione. perché nella L2 l'apprendente dispone di sviluppo cognitivo maturo e conoscenza del mondo. perché nel caso L2 sono documentati apprendenti tardivi che hanno prodotto buoni risultati. Quali caratteristiche ha il parlato rivolto a bambini (child directed speech)?. è calibrato a livello di competenza della L2 dei bambini che apprendono la lingua. è prevalentemente di tipo testuale e soprattutto discontinuo. è più prosodicamente marcato e segmentato con intonazione maggiore, allungamento di sillabe e pause più nette ai confini di frase. è strutturato come la comunicazione in classe con focalizzazione sull'oggetto di studio. Le risorse cognitive e le esperienze del mondo. giocano un ruolo di primo piano nell'apprendimento una L2. non sono rilevanti nelle fasi iniziali di apprendimento. sono necessarie per il mantenimento dell'apprendimento di una L2. sono determinanti per un bambino che impara la lingua madre. Come potrebbe essere l'input nell'apprendimento della L2?. potrebbe essere costituito da scambio di oggetti e gesti condivisi in contesti domestici. potrebbe essere caratterizzato da maggiore intonazione e pause netti ai confini di frase. potrebbe essere limitato alla classe. potrebbe essere costituito da routine familiari condivise tra caregiver e bambino. Quale rischio deriva dall'interpretare le differenze linguistiche dei bilingui come deficit?. ridurre il loro vocabolario. diagnosticare erroneamente un disturbo del linguaggio. confondere gli insegnanti sul tipo di intervento didattico da effettuare. impedire loro di parlare due lingue. Perché gli insegnanti dovrebbero considerare positivamente il code-switching nei bambini?. perché è una tecnica per semplificare i testi scolastici. perché evita che i bambini commettano errori grammaticali. perché permette una rapida correzione degli errori lessicali. perché dimostra la gestione flessibile del repertorio linguistico. Perché il code mixing non dovrebbe essere interpretato come confusione?. perché è un errore momentaneo e fa parte dello sviluppo dell'interlingua. perché si verifica soprattutto negli adulti. perché può avvenire solo in contesti familiari. perché indica una competenza flessibile nell'uso delle risorse linguistiche. In che senso il bilinguismo favorisce la consapevolezza metalinguistica?. porta a riflettere spontaneamente sul funzionamento del linguaggio. aiuta a ridurre soprattutto gli errori di tipo ortografico. permette di memorizzare più regole grammaticali. aiuta innescare meccanismi di traduzione più velocemente. Quale implicazione educativa deriva dell'idea che il cervello mantenga plasticità anche in età adulta?. Che solo l'immersione totale permette l'acquisizione di una lingua. che l'apprendimento può avvenire efficacemente anche oltre l'infanzia con strategie diverse. che l'apprendimento linguistico dipende solo dall'età dell'apprendente. che gli adulti imparano le lingue allo stesso livello di competenza dei bambini. In che modo il concetto di repertorio linguistico individuale cambia la visione tradizionale del bilinguismo?. include tutte le risorse linguistiche attuabili in base ai contesti. considera solo le lingue ufficiali conosciute. si basa sul numero di lingue parlate perfettamente. esclude dialetti e varietà regionali. Perché l'idea del "bilingue perfetto" può risultare dannosa per chi parla più lingue?. perché favorisce il code-switching e aumenta la confusione e il mescolamento tra le lingue. perché confonde i bambini che devono imparare più lingue contemporaneamente. perché richiede che il livello della conoscenza grammaticale della lingua sia perfetto. perché crea aspettative irrealistiche rispetto alla natura dinamica del repertorio linguistico. Qual è il legame tra multilinguismo ed empatia cognitiva?. conoscere più lingue espone a più culture e fa fare esperienza di ambiguità interpretative. i bilingui riescono a provare emozioni più profonde e a nominarle. i bilingui per il fatto di poter parlare con più persone sviluppano una competenza sociale. l'empatia dipende dall'educazione della famiglia del singolo apprendente. Il repertorio plurilingue, secondo il QCER. implica la separazione dei sistemi linguistici per garantire stabilità di una o più lingue della comunità di parlanti. implica una rigida alternanza di più lingue in funzione del contesto. prevede un equilibrio perfettamente simmetrico tra le lingue di un parlante. prevede gestione flessibile e dinamica delle risorse da parte di un parlante. Il bilinguismo tardivo. garantisce un equilibrio naturale tra le lingue. produce sempre una competenza paragonabile a quella nativa. richiede un'esposizione minima e una stabilità garantita. riguarda l'acquisizione di un nuovo sistema linguistico quando la prima lingua è già consolidata. Il multilinguismo, secondo il QCER. è centrato sull'integrazione personale delle lingue. riguarda la presenza di più lingue in un determinato spazio sociale o istituzionale. è centrato sull'uso dinamico del repertorio individuale. mira alla mobilitazione strategica delle risorse della comunità di parlanti. Il plurilinguismo riguarda. tutte le varietà di lingue possedute a livello avanzato. l'insieme lingue e varietà disponibili nel repertorio personale. la semplice presenza di più lingue nel territorio. l'organizzazione istituzionale dell'offerta linguistica disponibile in una comunità di parlanti. La prospettiva plurilingue. incentiva la costruzione di competenze identiche ta le lingue del repertorio di un parlante bilingue. mira alla distinzione netta tra lingue forti e deboli all'interno di una comunità. valorizza competenze parziali e competenze avanzate come risorse complementari. mira alla riduzione della variabilità del repertorio all'interno di una comunità. Il plurilanguaging, secondo Piccardo, è un processo. lineare che usa esclusivamente la lingua più forte. stabile che privilegia una gestione monolingue. prevedibile che evita il mescolamento dei codici. dinamico che combina risorse eterogenee. Il translanguaging descrive. l'integrazione armonica e flessibile delle risorse. la rotazione fissa delle lingue a seconda del compito. la separazione rigorosa dei codici comunicativi. l'alternanza controllata tra sistemi distinti. Il pedagogical translanguaging. mira alla progressiva esclusione della lingua di origine nelle pratiche didattiche. introduce pratiche spontanee attraverso la mediazione dell'insegnante. prevede l'integrazione consapevole di più lingue nel percorsi di insegnamento. introduce la gestione parallela di due lingue dello stesso gruppo. Negli anni '60 i progetti del Consiglio d'Europa puntavano soprattutto. allo sviluppo della competenza linguistica sul piano formale. alla standardizzazione delle lingue delle comunità d'Europa. alla comunicazione reale e ai bisogni dell'apprendente. allo sviluppo della comunicazione formale e della lingua letteraria. Il Threshold Level nasce con l'obiettivo di. definire dei criteri di valutazione comuni alle lingue europee. creare metodi di insegnamento trasparenti e comuni in ambito europeo. stabilire obiettivi di apprendimento per una comunicazione autonoma. definire dei programmi uniformi per tutte le lingue europee. Nel compimento di un compito l'individuo mobilita. risorse linguistiche, cognitive e affettive. esclusivamente abilità comunicative. prevalentemente competenze linguistiche. competenze linguistiche e grammaticali. I compiti, secondo il QCER, possono riguardare. attività comunicative. domini diversi della vita quotidiana. esclusivamente il dominio educativo. attività linguistiche. Nel QCER il compito è definito principalmente come. una prova di valutazione delle competenze linguistico-comunicative. un'attività grammaticale guidata in relazione al livello di competenza. un'azione finalizzata al raggiungimento di un risultato. un esercizio linguistico strutturato e pedagogicamente calibrato. Parlare di compiti significa spostare l’attenzione. dall’insegnante all’apprendente. dalla grammatica al lessico. dall'attività linguistica al risultato dell'azione. dalla lingua scritta alla lingua orale. Nel Volume Complementare (2020) le attività linguistiche vengono organizzate in. ricezione, produzione, interazione, mediazione. studio, pratica, verifica, valutazione. grammatica, lessico, fonetica, ortografia. ascoltare, parlare, leggere, scrivere. Nel QCER il concetto di testo comprende. qualsiasi enunciato orale o scritto usato nella comunicazione. testi autentici scritti e orali. testi appartenenti alla letteratura. testi prodotti dagli apprendenti durante le esercitazioni linguistiche. L'uso delle strategie implica processi. spontanei e non consapevoli ma efficaci sul piano dei risultati. meccanici e ripetitivi utili alla fissazione di strutture. esclusivamente linguistici necessari allo sviluppo della competenza linguistica. metacognitivi come pianificazione, controllo e riparazione. Le strategie, secondo il QCER, servono a. evitare errori linguistici. attivare in modo equilibrato le risorse per portare a termine un compito. facilitare la memorizzazione delle strutture della lingua. semplificare la comunicazione in situazioni di difficoltà comunicativa. Quale tra questi è un esempio di compito non strettamente linguistico?. fare un riassunto. costruire un oggetto. partecipare a un dialogo. scrivere una mail. L'attività in cui per esempio uno studente guarda un video senza intervenire, essa rientra in. mediazione. interazione. ricezione. produzione. Perché la mediazione è considerata trasversale alle altre attività?. perché implica comprensione, produzione, interazione e riformulazione per altri. perché è una forma di interazione orale. perché sostituisce ricezione e produzione. perché riguarda la traduzione scritta che è trasversale ad altre abilità. La differenza principale tra produzione e interazione è che. la produzione coinvolge un solo parlante, l'interazione più partecipanti. la produzione è scritta, l'interazione è orale. la produzione è più complessa sul piano della formulazione linguistica. l'interazione si riferisce allo scambio comunicativo online. La riformulazione dei descrittori nel VC mira soprattutto a. rendere le competenze più osservabili in azioni concrete. ridurre il numero delle scale da essere più fruibile nella pianificazione didattica. rendere il QCER più teorico e adattabile a tutti i contesti di insegnamento e apprendimento. aumentare il lessico specialistico appartenente al settore della glottodidattica. I descrittori di competenza formulati con "can-do" sono importanti perché. permettono di descrivere ciò che l'apprendente sa fare in situazioni reali. aiutano gli apprendenti nella comprensione dei programmi dei corsi di lingua. elencano i contenuti grammaticali che devono essere esercitati per "saper fare". aiutano a misurare la correttezza linguistica. Le strategie di interazione (turni di parola, cooperazione, chiarimenti) servono a. comprendere testi complessi. gestire la costruzione condivisa del discorso. migliorare la correttezza grammaticale. scrivere testi più coesi e coerenti. Uno studente che spiega a un compagno un testo difficile sta svolgendo. mediazione. interazione orale. ricezione scritta. produzione scritta. Pianificazione, compensazione, controllo e riparazione sono strategie utili quando. si ascolta una conversazione. si produce un testo orale o scritto. si guarda un video. si traduce un testo. Il fatto che un descrittore debba essere indipendente significa che. deve contenere esempi isolati dal contesto a cui si riferisce. può essere compreso senza leggere altri descrittori. non deve essere collegato ai livelli. deve essere molto breve. Nel passaggio 2001-2020 la mediazione diventa. un'attività operativa con descrittori specifici. più importante rispetto alle altre attività. un concetto teorico particolarmente rilevante. parte della produzione scritta. L'idea che i livelli permettano il passaggio tra sistemi formativi diversi indica che essi. garantiscono confrontabilità e riconoscibilità internazionale. sono in grado di sostituire i programmi nazionali. servono per la valutazione finale degli apprendimenti. eliminano le differenze metodologiche dovute ai diversi approcci. Un descrittore efficace evita parole come "abbastanza" o "soddisfacente" perché. sono troppo lunghe. sono troppo tecniche. non sono corrette grammaticalmente. non sono osservabili in modo oggettivo. L'introduzione del Pre-A1 modifica il sistema dei livelli perché. crea un nuovo macrolivello. semplifica la valutazione finale. rende più continuo e descrivibile l'inizio del percorso di apprendimento. sostituisce l'A1 come livello iniziale. Il principio di "generalizzazione dei contesti" implica che i descrittori. non possano essere adattati a contesti diversi. siano riferibili a studenti adulti. debbano poter essere trasferibili tra contesti differenti. siano validi in qualsiasi livello scolastico (primaria, secondaria, università, CIPIA). Il principio di positività nei descrittori serve a. motivare gli studenti a impegnarsi maggiormente e a tenere alta la motivazione. evitare che gli apprendenti si focalizzino sulla complessità della lingua. essere comprensibili a tutti i destinatari del QCER. descrivere ciò che l'apprendente sa fare, non ciò che non sa fare. La funzione pedagogica del PEL consiste nel fatto che. aiuta a memorizzare in modo più motivante le strutture della lingua, il lessico ecc. aiuta il docente a progettare il percorso di apprendimento linguistico. raccoglie materiali prodotti in classe. rende trasparente il processo di apprendimento e sviluppa l'autovalutazione. Il dossier si distingue dalle altre parti perché. raccoglie prove concrete delle competenze e delle esperienze. raccoglie tutti i test in itinere di un percorso di formazione linguistica. contiene le produzioni scritte che lo studente ritiene siano migliori. viene compilato dall'allievo e poi controllato dall'insegnante. Il PEL favorisce l'autonomia dell'apprendente soprattutto perché. sostituisce le attività di verifica e autovalutazione degli apprendimenti. è un sistema che permette di registrare in modo trasparente i voti delle verifiche e delle certificazioni. contiene attività da svolgere in autoapprendimento. guida lo studente a riflettere su ciò che sa fare e su come migliorare. Dire che il PEL ha una funzione "di presentazione" significa che. è come un CV mirato ai risultati oggettivi dell'apprendimento linguistico. testimonia le competenze linguistiche del suo portatore. serve durante le lezioni per le presentazioni di progetti. grazie alla trasparenza dei suoi descrittori sostituisce i certificati ufficiali. Le sperimentazioni europee mostrano che il PEL aumenta la motivazione perché. rende visibili i progressi compiuti. elimina la valutazione. riduce il carico di studio. rende obbligatorie le attività. Una criticità del PEL riguarda il tempo perché. richiede momenti dedicati a riflessione e documentazione. è difficile da consultare. rallenta la spiegazione grammaticale. richiede lunghe spiegazioni teoriche. Qual è il rapporto tra didattica e pedagogia secondo Cerri (2007)?. La didattica è autonoma ma strettamente correlata alla pedagogia. sono due discipline completamente separate. la didattica è autonoma ma strettamente correlata alla pedagogia. la didattica è una branca minore della pedagogia. Secondo Berruto (2003), chi è il "parlante nativo continuo"?. una persona che ha imparato la lingua da adulta ma l'ha poi usata in modo costante. chi usa una lingua fin dall'infanzia e la mantiene come lingua della scolarizzazione. una persona che comprende una lingua ma non la parla fluentemente. chi è nato in una famiglia bilingue e alterna due lingue nei percorsi scolastici. Lo svantaggio linguistico, secondo Berruto, deriva. prevalentemente da una scarsa conoscenza dell'italiano scritto. dall'apprendimento precoce di più lingue nella fase di socializzazione. da una situazione di bilinguismo mancato. dall'uso di una varietà stigmatizzata e la disponibilità ridotta di varietà funzionali. Qual è la relazione tra progettazione, azione e valutazione nella didattica?. è un ciclo che inizia sempre dal testo e si conclude con la valutazione. è un rapporto triadico circolare o a spirale. è un rapporto casuale e al tempo stesso strutturato. è una sequenza lineare che si ripete ogni anno. Secondo Cerri, qual è il nucleo fondamentale della didattica?. L'uso consapevole dei materiali didattici da parte del docente. la consapevolezza critica tra l'agire e la riflessione sull'agire. la valutazione attenta e oggettiva degli apprendenti. l'agire dell'insegnamento delle lingue. La progettazione didattica, nella glottodidattica, corrisponde. all'organizzazione delle attività extracurricolari. alla metodologia didattica. all'analisi dei contenuti linguistici. alla pianificazione curricolare. Il curricolo, secondo Freddi (1994) è. una guida per la selezione dei docenti. un metodo per la valutazione finale. una raccolta di esercizi e test. un progetto di insegnamento. Secondo Freddi quali fattori devono essere considerati nella pianificazione curricolare?. tecniche di insegnamento e risultati degli apprendenti. i contenuti e la valutazione. contesto, apprendenti, insegnante, contenuti e metodologia. calendario e durata del corso. L'età dell'apprendente influisce su. i bisogni individuali e le finalità del corso. le tecniche di valutazione. la scelta del contesto. la complessità delle strutture della lingua da insegnare. La competenza glottodidattica dell'insegnante si riferisce a. l'uso delle tecnologie nella prassi didattica. il livello di consapevolezza nell'insegnamento di una lingua. la capacità di creare prove di valutazione oggettive. la conoscenza di più lingue per mediare con alunni di diverse. Quale tra le seguenti caratteristiche è propria dei sillabi processuali?. Centralità del docente. Coinvolgimento attivo degli studenti nella costruzione del percorso. Focus esclusivo sulla grammatica. Sequenza fissa e immutabile dei contenuti. Quale tra le seguenti affermazioni rappresenta correttamente la differenza tra curricolo e sillabo secondo Nunan (1988)?. sillabo è un documento amministrativo, il curricolo è pedagogico. il curriculo si occupa dei contenuti, il sillabo degli strumenti. il curricolo comprende l'intera pianificazione educativa, mentre il sillabo si focalizza sulla selezione e sequenzazione dei contenuti. il sillabo riguarda le valutazioni degli apprendimenti, il curricolo l'organizzazione scolastica dell'intero ciclo formativo. Secondo Ciliberti (1994), che cosa caratterizza un sillabo inteso come "piano proposizionale"?. la centralità del ruolo dell'apprendente per la valutazione della dimensione linguistica. l'organizzazione e pianificazione basata su per funzioni comunicative. l'identificazione di conoscenze e capacità da acquisire come categorie definite. l'inclusione di task autentici. Qual è lo scopo principale della macroprogettazione in un percorso di apprendimento linguistico?. produrre la sequenza di materiali testuali da utilizzare nella pratica didattica. definire la scansione temporale delle lezioni. gestire dinamiche relazionali tra studenti. stabilire competenze, contenuti e materiali da utilizzare. In base alla definizione di Tardi (2025), come si può descrivere un sillabo?. come una traccia dinamica adattabile ai contesti e ai bisogni. come un documento scolastico amministrativo. come una struttura statica di riferimento. come un insieme di attività ed esercizi sequenziali. Che cosa distingue un sillabo ciclico da uno lineare?. la riproduzione degli stessi contenuti con complessità crescente. il riferimento a un unico livello di competenza. l'uso di schede grammaticali. l'assenza di progressione. Secondo Favaro (2010), che cosa non caratterizza un sillabo ibrido?. adattabilità a situazioni complesse. struttura casuale e improvvisata. riferimenti definiti. chiarezza delle finalità. Quale funzione svolge il sillabo in relazione alla valutazione. serve per l'organizzazione delle verifiche di fine anno del calendario scolastico. fornisce un riferimento per la costruzione di prove e criteri di valutazione. rende opzionali le verifiche intermedie. è una guida utile solo per il docente. Il livello grammaticale riguarda. le strutture morfosintattiche della lingua. le forme linguistiche usate nelle situazioni comunicative. il lessico verbale nella comunicazione accademica. le strategie di mediazione linguistica. A cosa si riferisce il livello globale dell'analisi dei bisogni?. alle strutture della lingua. alle situazioni comunicative e attività linguistiche reali. alla valutazione degli apprendenti. alla stesura di obbiettivi didattici. Quale tra queste domande fa parte della raccolta dati sui bisogni?. chi sono i nostri allievi?. quale dizionario usano?. quanti verbi irregolari conoscono?. quale sarà il voto finale?. Quali due aspetti principali guida l'analisi dei bisogni nella progettazione didattica?. individuazione degli errori e dei test diagnostici. progettazione degli esami e valutazione finale. scelta del libro di testo e durata delle lezioni. selezione del materiale linguistico e strategie didattiche e pedagogiche. Bisogni soggettivi ri riferiscono. alle competenze grammaticali. alle caratteristiche individuali e agli stili di apprendimento. alle richieste dell'insegnante. ai dati raccolti con i test di profitto. Quali sono i due tipi di bisogni individuati da Richterich (1973)?. sociali e accademici. individuali e collettivi. pratici e teorici. oggettivi e soggettivi. Quando nasce l'analisi dei bisogni come area autonoma di ricerca nell'ambito della didattica delle lingue?. negli anni 2000, con il QCER. negli anni 70, con il Consiglio d'Europa. Negli anni 50 con Maslow. Negli anni 90. Quale è il legame tra bisogni e contesto di vita dell'apprendente?. i bisogni sono indipendenti dal contesto ma connessi a tratti di personalità. il contesto ha una rilevanza ridotta nella progettazione curricolare. il contesto riguarda gli apprendimenti a scuola. i bisogni nascono dalle situazioni reali in cui la lingua viene usata. Perché la consapevolezza di un bisogno nasce da una "percezione di mancanza"?. perché il confronto con altri studenti mette a nudo le mancanze. perché gli studenti adolescenti o giovani adulti vivono un senso di insoddisfazione. perché manca la motivazione ad apprendere. perché si avverte la necessità di qualcosa che non si possiede ancora. Perché l'analisi dei bisogni non può essere svolta solo chiedendo direttamente agli studenti di cosa hanno bisogno?. perché non sanno esprimere in modo chiaro i loro bisogni. perché gli studenti tendono a rispondere in modo superficiale. perché non conoscono le metodologie didattiche. perché spesso non hanno consapevolezza dei propri bisogni linguistici reali. Secondo l'andragogia, perché l'esperienza dell'adulto è centrale nel processo di apprendimento?. perché richiede meno tempo dedicato alla spiegazione. perché sostituisce i contenuti del corso. perché rende la guida del docente non più necessaria. perché costituisce il punto di partenza per costruire nuovi apprendimenti. Quale cambiamento fondamentale avviene passando da un modello pedagogico a uno adragogico?. si privilegia la memorizzazione in quanto gli apprendenti hanno superato il periodo critico?. si semplificano i contenuti in quanto la lezione viene autogestita. l'insegnante diventa un facilitatore di apprendimento. si riduce l'uso delle regole nella relazione didattica. Perché l'età dell'apprendente incide sulle metodologie di insegnamento?. perché influisce sullo sviluppo cognitivo e sul tipo di relazione didattica. perché modifica il programma da seguire. perché cambia il livello linguistico di partenza. perché determina la durata della lezione in relazione al tempo di attenzione. Se un insegnante ignora lo apprendimento preferito dagli studenti, quale rischio didattico corre?. aumentare il carico di lavoro a casa per gli studenti. non riuscire a controllare la classe. diminuire il tempo a disposizione perché impegnato a gestire le tensioni in classe. rendere meno efficace l'apprendimento proposto. Qual è la funzione principale dell’analisi dei bisogni nella didattica delle lingue?. Individuare le principali abilità da insegnare. Garantire equità nella valutazione finale degli studenti. Allineare obiettivi, contenuti e metodologie ai bisogni degli apprendenti. Uniformare i materiali didattici nei sistemi educativi europei. Quale di questi è un dominio definito dal QCER?. Dominio professionale. Domini interculturali. Dominio grammaticale. Dominio linguistico. Secondo il PEFIL, di quali tipi di bisogni degli studenti deve tener conto l’insegnante?. Cognitivi e affettivi. Sociolinguistici e lessicali. Semantici e sintattici. Tecnologici e metodologici. La microprogettazione riguarda. le competenze generali. i dettagli operativi dell’insegnamento. le teorie di riferimento. i modelli epistemologici. Nella progettazione del curricolo, la risposta al “come” riguarda principalmente. i destinatari. i tempi della lezione. gli spazi scolastici. la metodologia didattica. Secondo Chini e Bosisio, per passare dalla macro alla microprogettazione è necessario prima. definire la prospettiva metodologica. scegliere i materiali per la didattica. stabilire la scansione oraria delle UD. organizzare le unità didattiche. L’approccio è definito come. la filosofia di fondo. un insieme di esercizi. una selezione di tecniche didattiche. un modello insegnamento. Il metodo rappresenta. le teorie esterne alla glottodidattica. la traduzione operativa dell’approccio. le scelte dei materiali. la valutazione degli apprendimenti. Il comportamentismo vede l’apprendimento come. Processo creativo. Costruzione attiva del sapere. Interazione sociale. Risposta a uno stimolo. Il metodo audio-orale si basa principalmente su. compiti autentici. ripetizione meccanica di schemi linguistici. lavori di gruppo. attività comunicative libere. Il costruttivismo considera l’apprendimento come. costruzione della memoria passiva. costruzione del sapere attraverso la ripetizione con rinforzo. risposta condizionata e costruttiva. processo costruttivo, attivo e interattivo. Nell’approccio strutturalista, la lingua è considerata. uno strumento di comunicazione autentica. una funzione sociale da interpretare. una forma di espressione artistica. una rete di strutture da memorizzare e ripetere. L'approccio formalistico si basa su un insegnamento. Naturale, incentrato sull’ascolto. Induttivo, che parte dall’uso. Comunicativo e situazionale. Deduttivo, che parte dalla regola. L’approccio naturale pone al centro. il rinforzo e l’apprendimento meccanico. l’oralità e l’apprendimento induttivo. l’abilità di lettura e traduzione. la competenza grammaticale. Nell’approccio naturale, l’ordine di acquisizione delle abilità è. parlato, scrittura, ascolto, lettura. lettura, scrittura, ascolto, parlato. ascolto, parlato, lettura, scrittura. scrittura, parlato, ascolto, lettura. Secondo lo schema di Ciliberti, la progressione dei contenuti negli approcci comunicativi è. a spirale, secondo i bisogni dell’apprendente. determinata da frequenza lessicale. lineare e sistematica. basata su sequenze grammaticali. L’approccio comunicativo privilegia. la correttezza grammaticale. la formalità delle strutture di comunicazione. l’interazione autentica e significativa. l’uso di modelli fissi e ripetizioni. Secondo il metodo dell’interazione strategica di Di Pietro, la comunicazione verbale è. Sempre grammaticale. Strategicamente e tatticamente connotata. Neutra e oggettiva. Basata sulla memorizzazione. Quale tra questi metodi appartiene alla glottodidattica umanistica?. Metodo audio‑orale. Metodo grammaticale‑traduttivo. Total Physical Response (TPR). Metodo nozional-funzionale. L’intercomprensione si basa sul lavoro tra. lingue antiche e corrispondenti lingue moderne. dialetti locali, parlate regionali e lingua nazionale. lingue non appartenenti alla stessa famiglia. lingue della stessa famiglia linguistica. Gli approcci plurali si contrappongono agli approcci. umanistici. strutturali. singolari. comunicativi. Il project work si fonda sul principio. del learning by doing. della ripetizione meccanica. della traduzione costante. della memorizzazione lessicale. Secondo Balboni, perché è difficile parlare di “approccio” umanistico‑affettivo?. Perché non propone metodi didattici concreti. Perché considera l’affettività come una dimensione relazionale e non didattica. Perché considera solo la dimensione grammaticale. Perché prende in esame solo la dimensione affettiva dell’apprendimento. Qual è l’elemento comune degli approcci umanistico‑affettivi?. L’apprendimento meccanico delle strutture linguistiche con l’utilizzo della musica in classe. L’attenzione all’introspezione emotiva nella didattica. L’attenzione alla dimensione emotiva e affettiva dell’apprendente. L’uso di testi autentici di narrativa in cui le emozioni sono al centro dell’attenzione. Nell’approccio comunicativo, la riflessione sulla lingua avviene. nella fase finale dell’ud a seguito dell’osservazione. durante la fase di traduzione. nella fase del testing. all'inizio della lezione. Nella riflessione sull’uso della lingua dell’UD, lo schema è. spiegato dei dettagli. vuoto e da completare dallo studente. assente dai libri di testo. pieno e viene dato dall’insegnante. Nella fase di globalità, il testo viene considerato come. lista di parole per lo sviluppo dell’expectancy grammar. input nelle sue varie forme. qualsiasi tipo di testo scritto. attività multimediali. La fase della motivazione si basa su. piacere, bisogno, interesse. sviluppo delle tecniche di memoria. sviluppo della metacognizione. attività di seriazione e inclusione. Perché la glottodidattica richiede modelli operativi?. Per modulare le UD nelle fasi. Per mettere in pratica le tecniche di memorizzazione più efficaci. Per avere delle tecniche operative di riferimento su cui basare la didattica. Per tradurre approcci e metodi in azioni concrete. La fase della sintesi prevede. il reimpiego della L1. il riutilizzo dei testi in L1. la rilettura e memorizzazione delle strutture dell’input. il riutilizzo di contenuti e strutture in modo creativo. La differenza principale tra “attività” ed “esercizio” è che. l’attività ha uno scopo comunicativo, l’esercizio no. l’esercizio è sempre orale. l’attività è più breve. l’esercizio è più motivante. Le tecniche di incastro sviluppano soprattutto la capacità di. riconoscimento fonetico. memorizzazione lessicale. produzione libera orale. ricostruzione logica (temporalità, causalità, coerenza). Perché l’Unità di acquisizione è definita da Balboni come “unità matematica”?. Perché misura in modo percepibile dall’allievo ciò che è stato acquisito. Perché segue una sequenza numerica fissa di attività. Perché richiede verifiche formali alla fine. Perché dura sempre lo stesso numero di minuti. Qual è la differenza sostanziale tra UdA e Unità Didattica tradizionale?. La centralità del docente nella gestione delle tecniche ludiche. presenza del libro di testo come input per la fase di globalità. La fase centrale dell’analisi. La centralità della percezione dell’apprendimento da parte dello studente. Nel modulo, l’autonomia implica che. non richiede verifica finale ma la verifica è all’interno delle UD del modulo. può essere svolto solo in sequenza preordinata. contiene una sola unità didattica. può essere fruito separatamente dal resto del curricolo. Nell’UDt di Vedovelli, il testo è. una fonte di lessico da memorizzare. uno strumento di verifica. il nucleo organizzativo di tutte le fasi didattiche. un pretesto per introdurre le strutture della lingua. Perché la verifica finale è generalmente associata alla valutazione sommativa?. Perché mira al miglioramento del processo. Perché serve a esprimere un giudizio complessivo. Perché supporta l’autovalutazione. Perché avviene durante il percorso. Quale affermazione riflette correttamente la distinzione tra valutazione formativa e sommativa secondo Porcelli?. La sommativa controlla i processi. La sommativa non prevede giudizi. La formativa riguarda solo i risultati finali. La formativa monitora i processi di apprendimento. Secondo Bachman e Palmer, la valutazione nel language testing è un processo che. esclude criteri e standard di costruzione della prova. integra misurazione, interpretazione e giudizio. deve essere indipendente dalla validità del test. si limita alla misurazione quantitativa. Quale elemento distingue in modo essenziale la valutazione dalla verifica?. La raccolta di dati osservabili. L’uso di prove strutturate. L’interpretazione dei risultati. La misurazione delle prestazioni. In che senso la verifica, secondo Porcelli, è definita come “processo conoscitivo e non interpretativo”?. Perché si basa su impressioni soggettive. Perché mira a certificare competenze. Perché raccoglie dati riducendo l’aleatorietà. Perché attribuisce giudizi di valore. Secondo Oller, perché strumenti come il cloze test sono considerati rappresentativi della competenza linguistica?. Perché richiedono l’integrazione di più abilità linguistiche. Perché permettono una correzione completamente oggettiva. Perché valutano esclusivamente la grammatica. Perché eliminano lo scarto dato dal ruolo giocato dal contesto. Quale limite principale dei discrete-point tests viene messo in evidenza dalle teorie degli anni ’70?. La difficoltà di rappresentare l’uso reale della lingua. L’incapacità di misurare singole strutture linguistiche. La mancanza di criteri di valutazione standardizzati. La scarsa oggettività degli item. In che cosa la certificazione linguistica si differenzia dalla valutazione scolastica?. Nell’avere una funzione istituzionale e sociale. Nell’uso di test non standardizzati. Nell’escludere criteri di riferimento comuni. Nell’essere legata al percorso di apprendimento. I test fattoriali risultano semplici da preparare perché. non richiedono criteri di valutazione. si basano su tecniche strutturate e standardizzate. valutano competenze globali. non necessitano di correzione. Nel language testing l’oggettività è ricercata perché. facilita l’uso di test a scelta multipla. riduce il ruolo dell’interpretazione personale del docente. consente di valutare in particolare le strutture della lingua. permette di velocizzare la correzione. Il placement test è utile soprattutto per. assegnare certificazioni linguistiche. valutare la produzione orale. misurare la competenza pragmatica. formare classi omogenee per livello. Nei test pragmatici, le sotto-competenze linguistiche sono considerate. indipendenti tra loro. secondarie rispetto alla grammatica. irrilevanti per la valutazione. interdipendenti e attivate dal contesto. Un cloze test viene considerato una prova integrata perché. richiede la comprensione globale del testo. si basa su frasi isolate non inserite in un contesto comunicativo. richiede l’uso di strumenti aggiuntivi. valuta il lessico e le strutture della lingua. La differenza principale tra prove discrete e prove integrate riguarda. il tempo necessario per la somministrazione. il numero di studenti coinvolti nelle pratiche di testing. il formato scritto o orale della prova. il numero di elementi linguistici valutati contemporaneamente. Secondo Porcelli, la validità di un test dipende da. la quantità di esercizi presenti. il rispetto rigido di tutti i criteri PACE. la prevalenza della pertinenza sugli altri criteri. un equilibrio ragionevole tra i diversi requisiti. Il test diagnostico si colloca in un momento in cui l’obiettivo principale è. verificare i progressi finali di un corso di lingua. conoscere il profilo linguistico iniziale dell’apprendente. confrontare studenti di classi diverse. attribuire un punteggio alle singole abilità. Una prova è definita soggettiva quando. richiede la scelta tra più opzioni tutte finalizzate a testare le strutture della lingua. la valutazione dipende dall’interpretazione dell’esaminatore rispetto agli obiettivi della verifica. è costruita con item a scelta multipla che possono avere da 3 a 4 uscite. prevede una sola risposta corretta e nessuna altra variabile. Il cloze test si distingue dagli altri completamenti perché. richiede la produzione libera di testo. si basa su sinonimi tra gli item inseriti. prevede opzioni multiple di risposta. elimina sistematicamente una parola ogni N parole. Le tecniche di abbinamento e riordino sono spesso definite. tecniche di editing. tecniche di incastro. tecniche performative. tecniche strutturaliste. Un test performativo verifica la comprensione quando lo studente. completa frasi con parole mancanti una ogni 7. deve scegliere una sola tra le alternative proposte. esegue istruzioni dimostrando la comprensione del testo. risponde a domande aperte dimostrando comprensione profonda. Secondo Bachman e Palmer, l’utilità di un test dipende dall’equilibrio tra. oggettività e soggettività dei criteri di costruzione del test. numero di item e tempo di somministrazione. validità, affidabilità, autenticità, interattività, impatto e praticità. difficoltà e lunghezza delle singole prove. L’affidabilità di un test riguarda principalmente. la motivazione dello studente nello svolgimento della prova. la somiglianza della prova rispetto a situazioni reali. il contenuto di ciascun item all’interno della prova. la coerenza dei punteggi nel tempo e in contesti diversi. I testi tecnico-scientifici. sono rivolti a un pubblico generico. sono accessibili alla maggior parte della popolazione con un elevato livello di istruzione. sono caratterizzati dall’uso di una terminologia imprecisa. Sono specifici per un pubblico di esperti del settore. I linguaggi settoriali/microlingue ecc. sono considerati. un derivato della lingua. un registro. un sottocodice. un tecnicismo collaterale. Tra le caratteristiche del linguaggio settoriale/microlingua ci sono. l’uso di frasi attive. La monoreferenzialità del lessico. la personalizzazione del discorso. la presenza di subordinazione. Usare il termine ‘linguaggio’ implica. Considerare solo il codice non verbale. Considerare le formule matematiche. Comprendere codice non verbale e verbale. Includere esclusivamente il codice verbale. Il lessico dei linguaggi settoriali tende a essere. Espressivo con forte carica emotiva e personale. Narrativo con prevalenza di esempi descrittivi. Figurato per favorire interpretazioni multiple. Monosemico per garantire precisione terminologica. Deagentificazione significa. Inserimento esplicito del soggetto agente nella frase. Impiego di verbi di percezione con soggetto animato. Omissione dell’agente tramite strutture passive o impersonali. Spostamento dell’agente al centro della rappresentazione. La forte coesione testuale dei linguaggi specialistici si realizza tramite. Accumulo di frasi prive di connessioni logiche. Ripetizioni libere senza legami sintattici. Elementi anaforici e cataforici che collegano le parti del testo. Sequenze narrative prive di relazioni interne. Campo, tenore e modo descrivono secondo Halliday. Le funzioni descrittive della lingua. I parametri che determinano il tipo di varietà diafasica. I livelli geografici di variazione linguistica. Le caratteristiche del linguaggio della medicina. Nei testi molto vincolanti delle discipline tecnico-scientifiche, i tecnicismi servono principalmente a. denominare i fenomeni in modo univoco e senza sinonimi. facilitare la lettura ai non esperti. a rendere leggibile un testo. rendere il testo più autorevole. Nei testi poco vincolanti, come quelli letterari, la coesione può dipendere. dalla prosodia e da scelte stilistiche libere. dalla struttura argomentativa. dall’uso frequente di parentesi. dalla terminologia tecnica. Nel modello di classificazione di Francesco Sabatini, ciò che determina la tipologia di un testo è soprattutto. l’argomento affrontato. la disciplina di appartenenza. il numero di tecnicismi presenti. il vincolo interpretativo imposto al lettore. La distinzione tra testi divulgativi e testi tecnico-scientifici dipende principalmente. dalla lunghezza e dalla complessità del testo. dal tipo di pubblico a cui sono destinati. dalla presenza di immagini o grafici. dal tema trattato. La “dimensione verticale” riguarda soprattutto. la differenza tra testi scritti e orali. l’uso della punteggiatura. la distinzione tra lingue antiche e moderne. il modo in cui il testo si adatta a destinatari con diversa competenza. La “dimensione orizzontale” delle lingue speciali riguarda. il grado di difficoltà del testo. il rapporto tra autore e lettore. la varietà dei contenuti legata ai diversi ambiti disciplinari. il livello di rigidità interpretativa. Nel linguaggio specialistico l’acronimo funziona come. Variante informale ad uso giovanile. Sinonimo del termine esteso. Espediente tecnico per ritmo e suono. Codice d’accesso alla comunità professionale. I tecnicismi collaterali realizzano. Stabilità terminologica invariabile nel tempo. Creazione di nomenclature scientifiche univoche. Introduzione obbligatoria di nuovi concetti. Innalzamento di registro. I tecnicismi specifici indicano. Parole tecniche con speciale effetto stilistico. Espressioni retoriche di carattere creativo. Metafore impiegate nella comunicazione scientifica. Termini che denotano concetti tecnici precisi. La rideterminazione semantica consiste in. Eliminazione del significato originario di un lemma. Nuovo significato attribuito a una parola comune. Sostituzione completa di un termine tecnico. Sintesi di due lingue diverse in un unico codice. Secondo Cortelazzo (1994) ciò che distingue le lingue speciali dalla lingua comune è. La diffusione di prestiti dialettali. La risposta a bisogni lessicali specifici. La prevalenza di frasi ellittiche. L’uso frequente di metafore narrative. Il lessico delle lingue speciali si sviluppa per rispondere a. Mutamenti morfosintattici del parlato informale. Bisogni comunicativi legati ai settori professionali. Fenomeni fonetici della lingua d’uso quotidiano. Evoluzioni letterarie del linguaggio poetico. trasferimento di parole tra discipline è definito. Prestito intersettoriale. Neoformazione poetica. Derivazione espressiva. Metafora dialogica. Per insegnare una lingua in ambito accademico è utile comprendere. Come cambiano i registri colloquiali nei dialetti. Come si formalizzano le relazioni tra i partecipanti ad una comunicazione. Come nascono e si distribuiscono le parole settoriali. Come si sviluppano i testi a livello diatopico. Qual è la funzione del tradizionalismo nei linguaggi specialistici?. Usare lingue classiche per rendere i testi più precisi. Adottare neologismi provenienti dai dialetti regionali. Integrare espressioni poetiche nella terminologia tecnica. Favorire la comprensione attraverso espressioni popolari. In cosa consiste la ridondanza nel linguaggio giuridico?. Accostamento di termini con significati opposti. Ripetizione di nomi propri per ogni articolo di legge. Uso di espressioni figurate con valore legale. Formule composte da termini sinonimici affiancati. Qual è lo scopo principale della precisione terminologica?. Dimostrare la ricchezza del vocabolario tecnico. Evitare ambiguità e favorire la chiarezza. Permettere una maggiore libertà interpretativa. Rendere il testo più creativo e stilisticamente vario. La sinteticità del lessico specialistico si manifesta quando. Si ripetono più volte i termini per rafforzare il significato. Si eliminano le abbreviazioni per chiarezza espositiva. Si preferisce una sola parola per esprimere un concetto complesso. Si usano metafore per abbreviare il contenuto tecnico. Che cosa si intende per deagentivizzazione?. Riduzione dei verbi modali. Uso esclusivo del passivo. Eliminazione dei complementi. Tendenza a omettere il soggetto o il complemento d’agente. Il concetto di condensazione è collegato principalmente a. Uso di frasi subordinate. Economia espressiva e alta densità informativa. Ripetizione dei concetti. Semplificazione del lessico. I verbi supporto sono caratterizzati da. Forte contenuto semantico. Debole valore semantico combinato con nomi “forti”. Uso esclusivo al passivo. Uso raro nella lingua comune. La nominalizzazione contribuisce soprattutto a. Allungare le frasi. Esplicitare i soggetti. Ridurre il numero di verbi finiti. Aumentare l’uso dei pronomi. Quale frase mostra la focalizzazione sull’oggetto di interesse?. “Il tecnico controlla”. “Viene verificato l’impianto”. “Noi verifichiamo l’impianto”. “Il tecnico verifica l’impianto”. Secondo Cortelazzo, quale parametro è particolarmente sensibile per distinguere lingua comune e lingua speciale?. Il lessico settoriale. La morfosintassi e l'organizzazione testuale. La lunghezza delle frasi. La pronuncia. Perché l’insegnamento delle microlingue richiede una solida consapevolezza teorica da parte del docente?. Per integrare dimensione linguistica, disciplinare e comunicativa. Per semplificare i contenuti disciplinari. Per evitare l’uso della lingua quotidiana. Per spiegare meglio il lessico tecnico. Perché la lingua della scolarizzazione è essenziale per il pensiero critico?. Perché è il mezzo attraverso cui si costruisce il pensiero. Perché è la lingua dei manuali. Perché è più complessa della lingua quotidiana. Perché permette di comunicare con i docenti. La lingua di scolarizzazione viene definita come lingua di “funzionamento” perché. È più corretta grammaticalmente. È usata solo dagli insegnanti nelle spiegazioni. È usata solo nei testi scritti. Permette di svolgere tutte le attività scolastiche. La lingua accademica si distingue dalla lingua di scolarizzazione perché. È più specializzata, astratta e legata ai generi scientifici. È una lingua che si trova solo nei testi scritti. È usata solo all’università. È una lingua più formale e più complessa sul piano delle strutture morfosintattiche. Senza un sostegno linguistico esplicito secondo Beacco e collaboratori quali studenti rischiano maggiormente l’insuccesso?. Gli studenti più giovani. Gli studenti con difficoltà matematiche. Tutti allo stesso modo. Gli studenti plurilingui o in situazione di svantaggio. Considerare la lingua di scolarizzazione sia come oggetto di studio sia come mezzo trasversale implica che. Si riduce l’uso di testi disciplinari complessi. Ogni disciplina deve rendere visibili le proprie richieste linguistiche. Solo il docente di italiano se ne occupa esplicitamente. La lingua viene insegnata separatamente dalle materie. La funzione di “mediazione” del linguaggio permette di. Evitare l’uso della negoziazione e della discussione in classe. Trasporre diversi linguaggi semiotici attraverso la verbalizzazione. Sostituire il testo scritto con immagini. Facilitare la fase della presa di appunti durante le lezioni. Favorire l’esperienza di situazioni differenziate di esposizione alla lingua serve a. Abituare gli studenti a riconoscere e usare diversi generi discorsivi. Facilitare l’intervento dell’insegnante grazie all’esposizione di diversi input. Migliorare l’abilità a memorizzare i testi disciplinari. Aumentare la quantità di studio domestico. L’apprendimento efficace avviene quando si combina. Studio individuale e verifica orale. Alta sfida cognitiva e alto supporto. Alta difficoltà e basso supporto. Bassa difficoltà e alto supporto. Conoscere il modello di una relazione di esperimento aiuta lo studente a. Scrivere più velocemente ed efficacemente. Aderire alle convenzioni del genere testuale. Evitare errori ortografici più frequenti. Usare le parole adeguate al contesto situazionale. Dire che i generi testuali sono le “unità operative” dell’insegnamento implica che. I tipi testuali rappresentano categorie teoriche utili ma non sufficienti per la didattica disciplinare. I generi servono principalmente a classificare i testi letti. I generi coincidono con i contenuti disciplinari da apprendere. Ogni attività didattica debba partire da un’analisi grammaticale del testo. La distinzione tra tipi di testo e generi testuali è didatticamente rilevante perché. Aiuta a selezionare i testi più semplici per gli studenti. Rende possibile una classificazione rigida dei testi disciplinari. Consente di ridurre la complessità dei testi scolastici. Permette di passare da funzioni comunicative generali a pratiche discorsive situate. La “tipologia basica e universale” (narrare, descrivere, argomentare) permette di. Standardizzare l’insegnamento delle lingue. Evitare un lavoro esplicito sui testi disciplinari. Spiegare le differenze tra le discipline. Utilizzare strutture testuali già interiorizzate dagli studenti come base per nuovi apprendimenti. Nei testi scientifici la forte organizzazione in fasi (scopo, materiali, procedura…) serve a. Riprodurre linguisticamente il metodo con cui si costruisce la conoscenza scientifica. Suddividere il testo in parti facilmente memorizzabili. Rispettare una convenzione editoriale tipica dei manuali. Offrire allo studente una scaletta per scrivere più velocemente. Nella matematica l’integrazione tra linguaggio naturale e simbolico indica che. Il linguaggio simbolico sostituisce progressivamente quello naturale. Il testo verbale ha funzione accessoria rispetto ai simboli. Il linguaggio naturale serve solo a introdurre il problema. La comprensione richiede il coordinamento di codici espressivi differenti. Parlare di “testi misti” significa riconoscere che. I generi testuali sono difficili da classificare in modo esclusivo. I testi disciplinari presentano la predominanza di un tipo pur integrando caratteristiche di altri. I testi scolastici sono misti in quanto non sono riconducibili a categorie testuali. I tipi testuali sono solo teorici ma non sono messi in pratica. La “matrice cognitiva” indica. L’operazione mentale richiesta per comprendere e produrre quel tipo di testo. Il livello di difficoltà del testo. La struttura logica del discorso. La complessità concettuale del contenuto. La literacy disciplinare si sviluppa quando lo studente. Migliora le competenze di lettura e scrittura. Partecipa alle pratiche discorsive tipiche delle discipline. Conosce il lessico specialistico. Comprende i contenuti spiegati dall’insegnante. La literacy scientifica non riguarda solo conoscenze ma anche. Abilità nel comprendere testi espositivi. Competenze di studio autonome. Disposizioni critiche e partecipazione consapevole al discorso scientifico. Capacità di applicare formule e procedure. Gli studenti provenienti da contesti svantaggiati incontrano difficoltà perché. Non possiedono adeguate strategie di studio. Faticano a comprendere i testi complessi. Non hanno familiarità con il lessico specialistico. Non dispongono inizialmente delle competenze cognitivo-linguistiche dalle pratiche disciplinari. Qual è il valore aggiunto dell’approccio CLIL rispetto a un insegnamento tradizionale di lingua straniera e contenuti separati?. Sostituisce completamente l’insegnamento della lingua. Rende le lezioni più facili per gli studenti in difficoltà. Permette di insegnare più argomenti in meno tempo. Integra apprendimento linguistico e disciplinare in modo significativo. Perché il CLIL viene definito da molti studiosi come un “ambiente di apprendimento” e non un metodo?. Perché è una tecnica da applicare solo nei corsi di lingua di livello base (A1 e A2). Perché non ha regole fisse e si basa sugli approcci grammaticali traduttivi. Perché favorisce l’apprendimento tramite l’interazione tra vari elementi (lingua, contenuto, cultura, cognizione). Perché si evolve in base all’evoluzione della società. Qual è il principale scopo delle strategie language sensitive e language enhanced nel CLIL?. Supportare l’apprendimento linguistico nei percorsi disciplinari. Semplificare i contenuti disciplinari. Evitare l’uso della L1 in classe. Tradurre i materiali per gli studenti con difficoltà. In che modo il CLIL favorisce lo sviluppo di abilità cognitive complesse?. Offrendo compiti che richiedono riflessione, analisi, sintesi e valutazione in L2. Introducendo attività di traduzione dei testi. Sostituendo i contenuti disciplinari con giochi linguistici. Utilizzando solo materiali autentici in lingua madre. Secondo il documento europeo citato, il docente CLIL deve dimostrare. Esperienza di insegnamento della disciplina all’estero. Solo competenza linguistica. Solo competenza disciplinare. Competenza disciplinare e linguistica certificabile. La differenza principale tra CLIL e ITALStudio riguarda. Il contesto e la finalità dell’intervento didattico. Il tipo di testi usati. Gli obiettivi linguistici. Le metodologie utilizzate. Per literacy disciplinare si intende. Conoscere il lessico tecnico. Comprendere i meccanismi discorsivi e retorici dei testi disciplinari. Saper leggere testi specialistici fluentemente. Tradurre in autonomia testi specialistici. Nel modello Non-CLIL orientato alla lingua, i testi disciplinari servono a. Semplificare il programma. Insegnare la disciplina. Insegnare la lingua specialistica. Valutare i contenuti. Perché il CLIL è descritto come una “sfida” nell’insegnamento delle discipline?. Perché richiede più tempo rispetto alla didattica tradizionale. Perché si usa solo la lingua straniera per spiegare le strutture della lingua. Perché lingua e contenuto devono avere pari importanza ed essere bilanciati. Perché semplifica i contenuti disciplinari. Perché nel testo si afferma che il CLIL non può essere considerato un “metodo”?. Perché dipende esclusivamente dalla lingua veicolare. Perché non propone procedure standardizzate ma un insieme di strategie. Perché gli obiettivi riguardano i contenuti della disciplina STEM. Perché è applicabile solo alle discipline STEM. Perché PBL, Cooperative Learning e TBL sono coerenti con il CLIL?. Perché riducono l’uso della lingua veicolare. Perché favoriscono l’autonomia dello studente e un apprendimento attivo. Perché semplificano i contenuti disciplinari. Perché permettono lezioni frontali più efficaci. Nel Cooperative Learning, la responsabilità dell’apprendimento è. Esclusivamente dell’insegnante. Sia individuale che collettiva. Solo individuale. Solo del gruppo. Nel CLIL la fase “prima della lettura/ascolto” è fondamentale perché. Riassume il testo. Riattiva preconoscenze e facilita la formulazione di ipotesi. Introduce il lessico nuovo. Permette di verificare subito la comprensione. Nel CLIL la fase “dopo la lettura/ascolto” ha lo scopo principale di. Tradurre il testo. Ripetere il testo. Rielaborare e consolidare i contenuti. Introdurre nuovi argomenti. Il “translanguaging” avviene soprattutto quando. Gli studenti ascoltano la spiegazione. Gli studenti leggono individualmente. Gli studenti memorizzano definizioni. Gli studenti collaborano per risolvere problemi usando la lingua. Le attività di espansione nel modello di unità didattica servono a. Rielaborare i contenuti in contesti differenti. Ripetere l’input iniziale. Tradurre i contenuti. Concludere la lezione più velocemente. La complessità valutativa nel CLIL deriva principalmente dal fatto che. le discipline non linguistiche non prevedono criteri osservabili. l'insegnamento integrato impone una ridefinizione dei costrutti valutativi. la lingua straniera richiede sempre certificazione esterna. le competenze disciplinari sono indipendenti da quelle linguistiche. In un percorso CLIL se la valutazione privilegia la correttezza formale della lingua rispetto alla comprensione disciplinare , quale affetti sistemico può generare?. Orientare lo studio cerso prestazioni linguistiche a scapito della costruzione concettuale. Rafforzare la competenza metalinguistica disciplinare. Favorire una maggiore integrazione tra lingua e contenuto. Stimolare l'uso spontaneo della lingua veicolare. La metodologia TBLT prevede le seguenti fasi di azione. Presentazione, Progetto, Produzione. Motivazione, Globalità, Analisi , Sintesi e Riflessione. task 1 e 2, task operativo, task debriefing. pre-task, task cycle, post-task. Il Focus on Form. si focalizza sulla funzione comunicativa. si basa sull'ipotesi della nota e focalizza l'attenzione sulla lingua. pone l'attenzione al task da realizzare. si basa sull'azione didattica dell'insegnante. Il task secondo Ellis (2003). non utilizza la lingua ma le azioni. si basa su azioni pratiche e concrete. fa uso della lingua nel modo reale. usa le strutture grammaticali della lingua. In una classe plurilingue e digitalmente connessa, il ruolo del docente di lingue si caratterizza principalmente come. Facilitatore dell’apprendimento e mediatore linguistico-culturale. Erogatore di contenuti linguistici secondo un curricolo prestabilito. Coordinatore organizzativo delle attività scolastiche. Supervisore dell’accuratezza formale e normativa. La formazione iniziale del docente mira principalmente a. Costruire un profilo professionale potenziale fondato su basi teoriche. Sviluppare competenze operative immediatamente spendibili in aula. Specializzare il docente in un unico approccio metodologico. Consolidare pratiche didattiche già sperimentate. L’area “lavorare con e nella società” implica che il docente. Adatti la programmazione al contesto socio-economico. Contribuisca alla formazione di cittadini consapevoli e inclusivi. Promuova competenze trasversali della sfera emotiva. Collabori con reti territoriali educative. La formazione continua è definita come. Una fase conclusiva dopo la stabilizzazione lavorativa. Un insieme di corsi obbligatori distribuiti nel tempo. Un aggiornamento episodico legato alle riforme. Un orientamento permanente all’apprendimento professionale. Il “Kelly Report” si configura principalmente come. Un manuale metodologico per la didattica quotidiana. Un quadro di riferimento per orientare la progettazione della formazione docente. Uno strumento operativo di autovalutazione individuale. Un sistema di certificazione delle competenze. L’inclusione della categoria “Valori” nel Kelly Report indica che. La professionalità docente implica responsabilità sociale e interculturale. I valori sostituiscono le competenze operative. La dimensione etica è marginale. L’insegnamento linguistico è neutrale. Rispetto al Kelly Report, il PEFIL si distingue perché. È uno strumento personale di riflessione e sviluppo. Fornisce linee guida per policy makers. Stabilisce livelli europei certificati. Definisce standard normativi per l’abilitazione. La presenza dei descrittori “can-do” nell’EPOSTL/PEFIL implica che la competenza docente venga concepita come. Insieme di conoscenze teoriche cumulative. Elenco statico di requisiti minimi. Struttura disciplinare gerarchica. Sistema osservabile di azioni professionali. Se si confrontano i due documenti, si può affermare che. Il Kelly Report è più applicativo. L’EPOSTL sostituisce il Kelly Report. Il Kelly Report è descrittivo-strutturale, l’EPOSTL è riflessivo-operativo. Entrambi sono strumenti di autovalutazione. La nozione di transfer tra lingue e discipline presuppone. Una separazione netta tra competenze. L’idea di compartimenti stagni. La traduzione. Un’interazione dinamica tra risorse cognitive e linguistiche. La trasversalità disciplinare implica che. Tutte le discipline riconoscano la dimensione linguistica dell’apprendimento. Solo i docenti di lingue lavorino sul plurilinguismo. Le lingue sostituiscano le altre discipline. Ogni disciplina ignori la dimensione linguistica. La competenza digitale nel DigComp è intesa nel documento come. Integrazione dinamica di conoscenze, abilità e atteggiamenti. Uso veloce delle tecnologie. Padronanza tecnica degli strumenti. Capacità di programmare software complessi. L’integrazione dell’IA nel framework del DigComp (e non come area autonoma) suggerisce che. L’IA sia esclusiva di esperti informatici. L’IA sia marginale. L’IA sia una competenza separata. L’IA attraversi trasversalmente le competenze digitali. La gestione dell’identità digitale nel DigComp rientra nell’area di. Comunicazione e collaborazione. Creazione contenuti. Problem solving. Sicurezza. Il DigComp 3.0 è definito “quadro orientativo” perché. Certifica automaticamente le competenze digitali. Impone standard obbligatori per tutti gli Stati membri. Stabilisce programmi formativi uniformi. Fornisce indicazioni flessibili per politiche e curricoli. Nel DigComp l’introduzione dei learning outcomes espliciti serve principalmente a. Semplificare il linguaggio del documento. Eliminare l’autovalutazione. Rendere osservabile e valutabile la progressione delle competenze. Ridurre il numero di competenze. Il whole-school approach suggerisce indicato nel RFCDC che. Il cambiamento sia guidato esclusivamente dalla dirigenza. L’innovazione riguardi solo la metodologia didattica. Le competenze democratiche siano responsabilità esclusiva dei docenti di educazione civica. L’intera comunità scolastica partecipi al cambiamento culturale e organizzativo. L’integrazione tra formazione linguistica e dimensione valoriale nel Reference Framework of Competences for Democratic Culture – Teacher Reflection Tool (RFCDC) implica che. Offre un sistema di certificazione delle competenze civiche. Impone linee guida obbligatorie per tutti gli Stati membri. Definisce nuovi standard disciplinari europei. È concepito come strumento di auto-riflessione professionale per i docenti. Il docente democratico è definito “professionista riflessivo” perché. Si occupa della trasmissione neutrale di contenuti. Analizza criticamente le proprie pratiche e i propri presupposti valoriali. Applica meccanicamente protocolli didattici. Evita di affrontare temi controversi per non disturbare le sensibilità degli studenti. Il Reference Framework of Competences for Democratic Culture – Teacher Reflection Tool si colloca principalmente. In una riforma linguistica per l’insegnamento delle lingue straniere. In una politica di standardizzazione curricolare europea. In un piano di valutazione comparativa dei sistemi scolastici. In una strategia di rafforzamento della cittadinanza democratica attraverso l’educazione. Secondo Fratter 2024 il rischio individuato rispetto ai descrittori di mediazione è che. Sostituiscano completamente le altre competenze. Non vengano applicati o vengano rigettati per timore del cambiamento metodologico. Vengano confusi con la valutazione grammaticale. Vengano applicati in modo eccessivamente rigido. Secondo l’articolo di Fratter (2024), uno dei motivi della difficoltà nell’applicazione dei descrittori è. La loro eccessiva semplicità che ne riducono la portata innovativa. L’assenza di esempi teorici. La scarsa coerenza con il QCER nella versione del 2001. La complessità progettuale e la non immediata evidenza delle sfumature. Secondo (Fratter 2024) la mediazione relazionale nel Mconcettuale è funzionale a. Ridurre il carico cognitivo. Valutare competenze linguistiche. Trasmettere informazioni specifiche. Stabilire le condizioni per un lavoro collaborativo efficace. La mediazione nel VC è definita come multidimensionale perché. Si applica soprattutto alla didattica universitaria in quanto gli apprendenti sono più autonomi. Integra dimensioni linguistiche, cognitive e relazionali. È legata alla negoziazione diplomatica e non alla didattica delle lingue. Coinvolge più lingue contemporaneamente. L’innovazione principale del Volume Complementare rispetto al QCER 2001 consiste nel. Aver ampliato e dettagliato la mediazione articolandola in macrocategorie con descrittori per livello. Aver eliminato il riferimento all’interazione. Aver trasformato la mediazione in una competenza esclusivamente interculturale. Aver introdotto per la prima volta il concetto di traduzione. |





