jkdhvuierIM
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![]() jkdhvuierIM Description: lektionen von 21 bis 27 |



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01. per contenuto dei granuli e funzione biologica i basofili sono simili a: macrofagi. mastociti. eosinofili. linfociti. 02. sulla superficie dei basofili si trovano recettori per: IgM. IgE. IgD. IgG. 03. i recettori per le IgE presenti sulla superficie dei basofili sono coinvolti in: nessuna delle opzioni proposte. reazioni allergiche. necrosi. apoptosi. 04. la degranulazione dei basofili avviene in risposta a: seconda esposizione all'allergene. infezione da elminti. prima esposizione all'allergene. vaccinazione. 05. hanno un ruolo importante nello shock analfilattico: istamina e leucotriene C. eparina e collagenasi. istaminasi e leucotriene C. istamina e istaminasi. 06. chimicamente il leucotriene C è: uno zucchero. una proteina. un lipide. un acido nucleico. 07. l'istamina è: un vasocostrittore. un vasodilatatore. un anticoagulante. nessuna delle opzioni proposte. 08. i basofili vengono rilasciati in circolo in forma: immatura perché termineranno il differenziamento in circolo. fenotipicamente matura. immatura perché termineranno il differenziamento nei linfonodi. immatura perché termineranno il differenziamento nelle placche di Peyer. 09. il leucotriene C: è un mediatore proinfiammatorio. un vasocostrittore. un anticoagulante. nessuna delle opzioni proposte. 10. a seguito della degranulazione dei basofili si può osservare: vasocostrizione. comparsa di edema. nessuna delle opzioni proposte. ipertensione. 11. lo shock analfilattico è caratterizzato da: violenta vasodilatazione e rapida caduta della pressione sanguigna. mancata coagulazione del sangue e ipertensione. violenta vasodilatazione e rapido aumento della pressione sanguigna. violenta vasocostrizione e rapida caduta della pressione sanguigna. 01. i macrofagi distruggono i patogeni usando: specie reattive dell'azoto. tutte le opzioni proposte. specie reattive dell'ossigeno. lisozima. 02. a seguito di infezione i monociti: rispondono più lentamente dei neutrofili. differenziano in macrofagi a livello dei connettivi. tutte le opzioni proposte. lasciano il circolo per diapedesi. 03. il CD14 è: un recettore che lavora in coppia con il TLR4. marcatore fenotipico dei monociti/macrofagi. tutte le opzioni proposte. corecettore per il lipopolisaccaride batterico. 04. i macrofagi del sistema nervoso centrale si chiamano: cellule alveolari. cellule di Kuppfer. cellule della microglia. cellule di Merckel. 05. nei lisosomi dei monociti macrofagi non si trovano: defensine. nessuna delle affermazioni proposte. lattoferrina. proteine cationiche. 06. i monociti circolanti rappresentano: 2-5% dei macrofagi circolanti. 3-8% dei linfociti totali. 2-5% dei leucociti totali. 3-8% dei leucociti totali. 07. i macrofagi tissutali: hanno emivita lunga. hanno emivita breve. vengono immediatamente eliminati. sono i precursori dei mastociti tissutali. 08. i monociti rimangono nel torrente circolatorio per: 1 mese. tempo indefinito. 24-72 ore. 1 settimana. 09. il processo di monocitopoiesi dura circa: 6 giorni. 2 settimane. 1 giorno. 1 mese. 10. i recettori per le IgE dei mastociti riconoscono: la regione cerniera dell'anticorpo. tutte le parti dell'anticorpo, indifferentemente. la frazione variabile dell'anticorpo. la frazione costante dell'anticorpo. 11. sulla superficie dei mastociti si trovano: recettori per le IgD. recettori per le IgM. recettori per le IgA. recettori per le IgE. 12. le defensine sono caratterizzate da: arginina e tirosina. glicina e prolina. cisteina e arginina. cisteina e triptofano. 13. i macrofagi del fegato si chiamano. cellule di Langerhans. microglia. cellule di Merkel. cellule di Kuppfer. 14. i mastociti si attivano: tutte le opzioni proposte. a seguito di stimoli ambientali. nello shock anafilattico. nelle reazioni allergiche. 15. l'acido arachidonico è precursore di: acido folico. istamina. eparina. nessuna delle affermazioni proposte. 16. per il loro contenuto i granuli specifici dei mastociti sono simili a: eosinofili. basofili. neutrofili. macrofagi. 17. nel citoplasma dei mastociti sono presenti anche depositi di: acido ascorbico. acido lipoico. acido folico. acido arachidonico. 18. l'acido arachidonico è precursore di: leucotrieni. trombossani. prostaglandine. tutte le opzioni proposte. 19. il preucrsore dei mastociti è: lo stesso dei neutrofili. lo stesso delle cellule NK. nessuna delle opzioni proposte. lo stesso dei linfociti. 20. i mastociti vengono rilasciati nel circolo sanguigno: in forma immatura perché ultimeranno la maturazione in circolo. in forma fenotipicamente matura. in forma immatura perchè termineranno la maturazione nei tessuti connettivi. in forma immatura perché terminano la maturazione nel timo. 21. nei tessuti connettivi i mastociti si localizzano: addossati ai depositi lipidici. non hanno una localizzazione preferenziale. vicino ai vasi sanguigni. lontano dai vasi sanguigni. 22. i mastociti sono coinvolti in: emofilia. infezioni parassitarie. infezioni da elminti. reazioni allergiche. 01. i linfociti T heper coinvolti nelle risposte di ipersensibilità ritardata producono: interleuchina 1. interferone gamma. eparina. nessuna delle opzioni proposte. 02. le reazioni di ipersensibilità di tipo IV coinvolgono. solo neutrofili. solo anticorpi. solo linfociti. linfociti e macrofagi. 03. nelle reazioni di ipersensibilità ritardata il danno tissutale è mediato da: plasmacellule. macrofagi attivati. neutrofili. mastociti. 04. la desensibilizzazione consiste in: somministrare basse dosi di allergene per indurre la produzione di anticorpi IgE. somministrare basse dosi di allergene per indurre la produzione di anticorpi IgA. somministrare basse dosi di allergene per indurre la produzione di anticorpi IgG. somministrare basse dosi di allergene per indurre la produzione di anticorpi IgM. 05. le allergie alimentari hanno come manifestazione fisica: aumento della peristalsi. tutte le opzioni proposte. asma. rinite. 06. nei soggetti allergici l'esposizione agli allergeni determina la produzione principalmente di anticorpi della classe: IgD. IgG. IgE. IgM. 07. sono detti anticorpi anafiliattici quelli appartenenti alle classi: IgE. IgA. IgM. IgD. 08. le reazioni di ipersensibilità di tipo IV non coinvolgono: linfociti. nessuna delle opzioni proposte. anticorpi. macrofagi. 09. le reazioni di ipersensibilità di tipo II coinvolgono: immunocomplessi. recettori per le IgD. linfociti. anticorpi. 10. la formazione degli immunocomplessi nesse reazioni di ipersensibilità di tipo III scatena: apoptosi. attivazione del complemento. richiamo dei linfociti. richiamo dei mastociti. 11. le reazioni di ipersensibilità di tipo II hanno come effettore ultimo: sistema del complemento. linfociti. macrofagi. mastociti. 12. gli anticorpi coinvolti nelle reazioni di ipersensibilità di tipo II appartengono alle classi: IgD e IgA. IgA e IgE. IgM e IgG. IgE. 13. le reazioni di ipersensibilità di tipo I coinvolgono prevalentemente: cellule NK e reticolociti. linfociti e macrofagi. mastociti e basofili. neutrofili e monociti. 14. le reazioni di ipersensibilità di tipo I sono mediate da: immunocomplessi. recettori per le IgE. anticorpi. linfociti. 15. nelle reazioni di iperssnsibilità ritardata, l'effetto diventa visibile dopo: minuti o ore. settimane. 24-72 ore. secondi o al massimo minuti. 01. l'abbondanza relativa dei linfociti B corrisponde a: 5-15% dei linfociti circolanti. 3-8% dei linfociti totali. 60-80% dei linfociiti circolanti. 7-15% dei leucociti totali. 02. i linfociti cirolanti sono: pre-attivati. quiescenti. attivati. fenotipicamente immaturi. 03. i linfociti B sono responsabili di: tutti i tipi di risposta immunitraria. risposte immunitarie innate. risposte immunitarie umorali. risposte immunitarie cellulo-mediate. 04. l'abbondanza relativa dei linfociti T corrisponde a: meno dell'1% dei linfociti residenti nei tessuti linfoidi. 5-15% dei linfociti circolanti. 60-80% dei linfociti circolanti. 5-15% dei leucociti circolanti. 05. i linfociti T sono responsabili di: risposte immunitarie innate. tutti i tipi di risposta immunitraria. risposte immunitarie umorali. risposte immunitarie cellulo-mediate. 06. le cellule NK sono responsabili di: risposte immunitarie umorali. risposte immunitarie cellulo-mediate. risposte immunitarie innate. tutti i tipi di risposta immunitraria. 07. l'incontro tra i linfociti e gli antigeni specifici avviene a livello di: solo a livello di milza. solo a livello di linfa. tessuti linfoidi secondari. circolo sanguigno. 08. fanno parte dei tessuti linfoidi secondari: tonsille. linfonodi. tutte le opzioni proposte. milza. 09. i linfociti vanno incontro a: selezione negativa. attivazione da parte di antigeni speifici. tutte le opzioni proposte. espansione clonale. 10. dal punto di vista morfologico i linfociti hanno: elevato rapporto citoplasma/nucleo. citoplasma ricco di granulazioni specifiche. nucleo reniforme. elevato rapporto nucleo/citoplasma. 01. il complesso maggiore di istocompatibilità di classe II: è tipico dei globuli rossi. tutte le affermazioni proposte. è tipico delle cellule presentanti l'antigene. nessuna delle opzioni proposte. 02. a seguito della selezione antigene-dipendente i linfociti B originano: plasmacellule e cellule memoria. linfociti autoreattivi. solo plasmacellule. solo cellule memoria. 03. il riconoscimento dell'antigene da parte dei linfociti T coinvolge anche: cellule epiteliali. cellule presentanti l'antigene. globuli rossi. cellule staminali. 04. per riconoscere un antigene i lifociti T hanno bisogno che questo sia associato a: extracellular traps. DNA esogeno. complesso maggiore di istocompatibilità. DNA endogeno. 05. il marcatore fenotipico dei linfociti T citotossici è: CD8. CD68. CD44. CD4. 06. la funzione dei linfociti T helper è quella di: assicurare la memoria immunologica. uccidere direttamente il bersaglio. coordinare le risposte immunitarie. produrre anticorpi. 07. il marcatore fenotipico dei linfociti T helper è: CD4. CD8. CD68. CD44. 08. i recettori per l'antigene dei linfociti T vengono prodotti per: trascrizione di geni diversi (uno per antigene). tutte le affermazioni proposte. riarrangiamento genico casuale. modifica di recettori pre-esistenti. 09. il complesso CD3 è di natura: lipidica. zuccherina. glicolipidica. proteica. 10. la selezione che permette di eliminare i linfociti B autoreattvi avviene a livello di: placche di Peyer. milza. timo. midollo osseo. 11. l'espansione clonale dei linfociti B avviene: dopo il contatto con l'antigene nel timo. nel midollo osseo. nel circolo sanguigno, a seguito di incontro con l'antigene. dopo il contatto con l'antigene nei tessuti linfoidi secondari. 12. la selezione che permette di eliminare i linfociti B autoreattivi è detta: selezione positiva. selezione negativa. selezione antigene-dipendente. selezione antigene-indipendente. 13. i linfociti B maturi espongono in membrana: IgD e IgG. IgA e IgE. IgM e IgD. IgM e IgE. 14. i geni codificanti per la porzione variabile e costante delle immunoglobuline. sono composti da un numero variabile di esoni. tutte le opzioni proposte. si localizzano su cromosomi diversi. si combinano in maniera casuale. 15. la vastitità del reprertorio anticorpale di un individuo deriva da: dalla presenza di numerosi geni codificanti per i recettori. tutte le opzioni proposte. dal fatto che ogni recettore può riconoscere più di un antigene. fenomeni di riarrangiamento genico. 16. il repertorio anticorpale è costituito da: numerosi antigeni diversi. numerosi cloni di linfociti B, ognuno dei quali riconosce un antigene specifico. linfociti NK. linfociti B che hanno subito una maturaizione antigene-indipendente. 17. per forma nativa di un antigene si intende: l'antigene opsonizzato. l'antigene frammentato. l'antigene non frammentato. nessuna delle opzioni proposte. 18. i recettori per gli antigeni presenti sulla superficie dei linfociti B sono in grado di riconoscere l'antigene: sia in forma intera che frammentata. solo se legato a molecole segnale. solo in forma frammentata. solo in forma nativa. 19. il complesso maggiore di istocompatibilità di classe I: è di natura glicoproteica. varia da individuo a individuo. è presente su tutte le cellule nucleate. tutte le affermazioni proposte. 20. le cellule presentanti l'antigene espongono sulla loro superficie: l'antigene completo associato a proteine. l'antigene completo associato a zuccheri. l'antigene completo. frammenti dell'antigene. 01. il meccanismo citotossico delle cellule NK: non necessita l'azione delle cellule presentanti l'antigene. necessita delle cellule presentanti l'antigene. necessita il coinvolgimento di cellulle di supporto. necessita il coinvolgimento dei linfociti T. 02. dal punto di vista morfologico le cellule NK: sono prive di nucleo. sono prive di organelli cellulari. hanno un citoplasma ricco di granuli specifici. hanno un citoplasma ricco di lisosomi. 03. il complesso CD56 è: un recettore per il capside virale. un marcatore fenotipico tipico dei batteri. una molecola di adesione. un recettore per il lipopolisaccaride. 04. tra le molecole presenti nei lisosomi delle cellule NK ci sono: zuccheri. perforine e granzimi. anticorpi. acidi nucleici. 05. tra i marcatori fenotipici delle cellule NK ci sono: CD3 e CD56. CD68 e CD44. CD16 e CD56. CD16 e CD3. 06. il complesso CD16 è improtante per il riconoscimento da parte delle cellule NK di: elementi opsonizzati. funghi. virus. batteri. 07. sono funzioni tipiche delle cellule NK: controllo infezioni virali. immunoregolazione. tutte le affermazioni proposte. controllo progressione tumorale. 08. le cellule NK che svolgono prevalentemente azione citotossica sono quelle che: esprimono alti livelli di CD56 e bassi livelli di CD16. solo il marcatore CD56. esprimono bassi livelli di CD56 e alti livelli di CD16. solo il marcatore CD16. 09. le cellule NK che svolgono prevalentemente azione di secrezione di citochine sono quelle che;. solo il marcatore CD16. esprimono alti livelli di CD56 e bassi livelli di CD16. esprimono bassi livelli di CD56 e alti livelli di CD16. solo il marcatore CD56. 10. i granzimi sono: proteasi che inducono la formazione di pori nella parete della cellula bersaglio. serin-proteasi che attivano le caspasi della cellula bersaglio. componenti del capside virale. recettori di superficie. |




