Laboratorio di scrittura
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![]() Laboratorio di scrittura Description: aggiornato 2026 |



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Lezione 002 01. Le guide turistiche sono un esempio di testo. espressivo. regolativo. argomentativo. descrittivo. Lezione 002 02. I romanzi sono un esempio di testo. informativo. poetico. narrativo. argomentativo. Lezione 002 03. I diari sono un esempio di testo. argomentativo. regolativo. espressivo. descrittivo. Lezione 002 04. Un testo regolativo ha lo scopo di. esprimere emozioni. dare ordini o consigli. dimostrare una tesi. regolare sentimenti. Lezione 002 05. Un manuale universitario è un esempio di testo. regolativo. informativo. espressivo. narrativo. Lezione 002 06. Un testo espressivo ha lo scopo di. esprimere emozioni, sentimenti. esprimere opinioni argomentate. informare. dare consigli. Lezione 002 07. Un ricettario è un esempio di testo. argomentativo. regolativo. espressivo. narrativo. Lezione 002 08. Tra gli esempi di testo descrittivo possiamo trovare. cataloghi di mostre. novelle. diari. regolamenti. Lezione 002 09. Non è tra le caratteristiche del testo: comprensibilità. visione. coerenza. coesione. Lezione 003 01. Il tema scolastico è un testo prevalentemente. regolativo. poetico. narrativo. argomentativo. Lezione 003 02. La tesi di laurea può essere. di compilazione o di attribuzione. di compilazione o di ricerca. di ricerca o di rilievo. di preparazione o di ricerca. Lezione 003 03. Nella tesi di ricerca bisogna. evitare modi di dire abusati. proporre un avanzamento nella conoscenza dell'argomento scelto. dimostrare di avere un'ampia cultura generale. proporre una metodologia che il relatore non conosce. Lezione 004 01. Nell'antichità si sono occupati di retorica: Aristotele, Platone e Parmenide. Platone, Cicerone e Giovenale. Aristotele, Cicerone e Quintiliano. Cicerone, Marziale, Quintiliano. Lezione 004 02. Per Aristotele i generi della retorica sono: narrativo, giudiziario, propositivo. giudiziario, deliberativo. deliberativo, narrativo, epidittico. deliberativo, giudiziario, epidittico. Lezione 004 03. “Rem tene, verba sequentur” è un precetto attribuito a: Marco Tullio Cicerone. Marco Porcio Catone. Gaio Sallustio Crispo. Quinto Fabio Massimo. Lezione 004 04. Le cinque sezioni della retorica sono : inventio, ordo, dispositio, elocutio, actio. inventio, dispositio, elocutio, memoria, actio. inventio, elocutio, dispositio, memoria, actio. inventio, ordo, elocutio, actio, disputatio. Lezione 004 05. La dispositio è : trovare gli argomenti. disporre le figure retoriche nel testo. dare ordine ai contenuti. trovare gli esempi opportuni. Lezione 004 06. L’ inventio è : la stesura del testo. la ricerca degli argomenti. l’ordine delle idee. la dimostrazione della tesi. Lezione 004 07. L’ elocutio è : dare forma linguistica alle idee. dare ordine alle idee. trovare le idee. memorizzare le idee. Lezione 004 08. Per Cicerone le finalità dell’oratore sono : docere, delectare, movere. docere, movere, flectere. docere, docere, docere. docere, probare, delectare. Lezione 004 09. Nel Medioevo il trivium è costituito da : retorica, grammatica, dialettica. retorica, grammatica, musica. retorica, grammatica, aritmetica. grammatica, dialettica, musica. Lezione 005 01. Le fonti secondarie sono: i testi scritti sull’argomento oggetto di studio. le fonti dirette. le fonti indirette. i testi scritti nel XX e XXI secolo. Lezione 005 02. Il catalogo collettivo delle biblioteche del Servizio. Bibliotecario Nazionale è noto come:. OPAC SBN. Google Libri. Progetto Gutenberg. Lezione 005 03. La documentazione segue le seguenti fasi: rintracciare, studiare, valutare, sintetizzare le fonti primarie e secondarie. rintracciare, studiare e valutare le fonti primarie. studiare e valutare le fonti secondarie. rintracciare, studiare e sintetizzare le fonti primarie e secondarie. Lezione 005 04. Per Umberto Eco lo studioso deve avere un atteggiamento di “umiltà scientifica”, cioè: bisogna rispettare tutti allo stesso modo. comportarsi umilmente con gli intellettuali contemporanei. bisogna avere rispetto delle fonti più autorevoli. non bisogna disprezzare nessuna fonte. Lezione 005 05. Tradizionalmente l’ordine degli argomenti poteva seguire tre modelli: crescente, decrescente, inverso. crescente, inverso, nestoriano. crescente, decrescente, nestoriano. crescente, nestoriano, omerico. Lezione 006 01. Il frontespizio. riproduce l’impaginazione della copertina. contiene soltanto i titoli dei capitoli. contiene i titoli di capitoli, paragrafi e sottoparagrafi. prevede una numerazione decrescente delle varie sezioni. Lezione 006 02. Nel frontespizio di una tesi di laurea l’abbreviazione “Chiar.mo” sta per: notissimo. illustre. degno di venerazione. egregio. Lezione 006 03. È consigliabile collocare l’indice: all’inizio della tesi di laurea. al termine della tesi di laurea. l’indice non è necessario in una tesi di laurea. prima del frontespizio. Lezione 006 04. Nell’introduzione: l’autore presenta in sintesi i contenuti della tesi di laurea. l’autore presenta esclusivamente la motivazione che lo ha portato a scrivere la tesi di laurea. in una tesi di laurea non è presente l’introduzione. il relatore presenta il candidato. Lezione 007 01. Il riassunto serve a: selezionare argomenti e idee principali dalle fonti bibliografiche. selezionare le fonti primarie. selezionare e sintetizzare le fonti secondarie. mettere ordine nelle fonti. Lezione 007 02. Quali di queste affermazioni non è corretta: in un riassunto bisogna sostituire la terza persona con la prima persona. in un riassunto il discorso diretto va trasformato in indiretto. in un riassunto non bisogna inserire commenti personali. in un riassunto bisogna mantenere la coerenza dei tempi verbali. Lezione 008 01. Nel modello di Roman Jakobson a mittente e destinatario. corrispondono la funzione emotiva e la funzione conativa. corrispondono la funzione metalinguistica e la funzione fatica. corrispondono la funzione fatica e la funzione referenziale. corrispondono la funzione poetica e la funzione emotiva. Lezione 008 02. La funzione fàtica. è comunemente chiamata emotiva. si fonda sul canale. si fonda sul referente. si fonda sul destinatario. Lezione 008 03. La funzione poetica prevale. nei testi poetici e nei messaggi pubblicitari. nei testi narrativi. nei testi saggistici. nei manuali scolastici. Lezione 008 04. La funzione referenziale prevale. nei verbali, nelle cronache, nelle agenzie di stampa. nei ricettari. nei diari e nelle lettere agli amici. nei comizi e nei messaggi pubblicitari. Lezione 008 05. La funzione metalinguistica prevale. nei comizi. nei diari personali. nelle guide turistiche. nei vocabolari. Lezione 009 01. La coerenza di un testo è. l’organizzazione consequenziale di tutte le sue parti in un insieme unitario. l’ordine sequenziale di tutte le idee. l’invenzione di tutti gli argomenti a sostegno della tesi. l’organizzazione della scaletta in un ordine puntuale. Lezione 009 02. La coerenza di un testo può essere. tematica, espressiva, logica e semiotica. tematica, semantica, fàtica e semiotica. tematica, semantica, logica e stilistica. tematica, semiotica, logica e descrittiva. Lezione 009 03. I connettivi che si usano per esprimere un rapporto di concessione sono: sebbene, benché, nonostante. ma, però, tuttavia. affinché, perché. perché, poiché, giacché. Lezione 009 04. I connettivi che si usano per esprimere un rapporto di causa/effetto sono: cioè, ossia, per questo, per esempio. ma, però, tuttavia. affinché, perché. perché, poiché, giacché. Lezione 009 05. La coerenza semantica si attua: con la presenza di determinati campi semantici e parole chiave. con la presenza di sinonimi e antonimi. con la presenza di parole-semi sparse nel testo. con la presenza di iponimi e iperonimi. Lezione 009 06. La coesione di un testo è. l’organizzazione consequenziale del lessico. l’ordine sequenziale degli argomenti. la corretta connessione morfosintattica e lessicale tra tutte le parti. il rispetto di tutte le connessioni sintattiche. Lezione 009 07. La coesione morfosintattica è raggiunta mediante: concordanza, connettivi, sostituenti, punteggiatura. connettivi, punteggiatura, sinonimi. connettivi, sostituenti, sinonimi, antonimi. concordanza, punteggiatura. Lezione 009 08. I sostituenti sono: parole che sostituiscono nomi utilizzati almeno due volte in precedenza. argomenti che sostituiscono idee citate in precedenza. argomenti che sostituiscono temi utilizzati precedentemente. parole che sostituiscono nomi utilizzati precedentemente. Lezione 010 01. Il punto fermo si usa: come il punto e virgola. nelle abbreviazioni. in sostituzione dei due punti. sempre meno nell’italiano neo-standard. Lezione 010 02. La virgola va sempre usata: per isolare il complemento di vocazione. per separare soggetto e predicato. per isolare il predicato dal complemento oggetto. prima di un elenco. Lezione 010 03. La virgola non va mai usata: per separare sostantivi in un elenco. per separare soggetto e predicato. per isolare il complemento di vocazione. per isolare avverbi come sì, certo ;. Lezione 010 04. Il punto e virgola: è sempre meno utilizzato nell’italiano contemporaneo. è sempre più utilizzato nell’italiano contemporaneo. non è mai stato utilizzato nell’italiano standard. è scomparso nell’italiano contemporaneo. Lezione 011 01. Secondo il linguista De Mauro la lingua può essere pensata come: una grande sfera. un grammofono. un pallone aerostatico. una piramide tronca. Lezione 011 02. Il “vocabolario di base” di Tullio De Mauro comprende: vocaboli noti a chiunque abbia completato la scuola elementare. vocaboli noti a chiunque abbia completato la scuola media. vocaboli noti a chiunque abbia un diploma di maturità classica o scientifica. vocaboli noti a chiunque abbia una laurea triennale. Lezione 011 03. Il “Vocabolario di base della lingua italiana” di De Mauro fu pubblicato per. la prima volta:. nel 2001. nel 1980. nel 1989. Lezione 011 04. Nel “Vocabolario di base della lingua italiana” la dispersione: corregge distorsioni che potrebbero aversi guardando solo alla frequenza. corregge errori del lessico fondamentale. integra il lessico fondamentale con vocaboli del lessico comune. corregge errori dell’italiano standard. Lezione 011 05. I dizionari diacronici: testimoniano il lessico di una lingua in un determinato momento storico. presentano il lessico di una lingua nella sua evoluzione storico. si concentrano sull’origine delle parole. presentano il lessico di una lingua nelle sue varietà locali. Lezione 011 06. Il GRADIT è: il grande dizionario storico della lingua italiana diretto da Salvatore Battaglia. un grande dizionario diacronico. un grande dizionario etimologico. un dizionario descrittivo che comprende tutto il lessico della lingua italiana. Lezione 012 01. Non si scrivono con la lettera maiuscola: titoli di opere letterarie, artistiche, musicali. nomi che indicano periodi storico-culturali o avvenimenti di rilevanza storica. nomi dei corpi celesti. nomi dei giorni della settimana. Lezione 012 02. Nella lingua italiana la maiuscola si usa all’interno di una parola soltanto: nel caso di una maiuscola reverenziale. per indicare oggetti di culto. in caso di omonimia. per indicare autorità particolarmente prestigiose. Lezione 012 03. Il corsivo può essere chiamato anche: Italic. Bold. Latino. Garamond. Lezione 012 04. Per indicare nomi di quotidiani o riviste si usano: le parentesi tonde. il corsivo. le virgolette alte. gli incisi. Lezione 012 05. Nelle tesi di laurea il grassetto si usa: per indicare titoli di capitoli e paragrafi. per indicare titoli e parole chiave. per evidenziare titoli di libri. per evidenziare concetti particolarmente significativi. Lezione 013 01. La citazione testuale è diretta: quando la fonte è citata variando le parole del testo. quando la fonte è citata riportando le stesse parole del testo. quando la fonte viene parafrasata. quando la fonte viene sintetizzata. Lezione 013 02. La bibliografia sintetica: è diffusa soprattutto in ambito scientifico. è diffusa soprattutto in ambito umanistico. non viene più utilizzata dal secondo Novecento. ha ormai sostituito ovunque la bibliografia analitica. Lezione 013 03. La bibliografia analitica: è diffusa soprattutto in ambito scientifico e giuridico. non viene più utilizzata dagli anni Ottanta del Novecento. è diffusa soprattutto in ambito umanistico. è l’unica utilizzata nel XXI secolo. Lezione 013 04. Le citazioni dirette possono essere inserite: nel corpo del testo oppure in un paragrafo con rientro e in corpo minore. unicamente in un paragrafo con rientro e in corpo minore. solo in una nota a piè di pagina. in nota a piè di pagina o in nota al termine del testo. Lezione 014 01. Per una tesi di laurea è consigliabile usare: un’interlinea singola. un’interlinea 1,5. un’interlinea 2. un’interlinea dimezzata. Lezione 014 02. I testi per la stampa presentano un margine maggiore: a destra. a sinistra. in alto. in basso. Lezione 014 03. Per le note delle tesi di laurea si utilizza abitualmente il corpo: 10. 12. 13. 14. Lezione 014 04. I font sans-serif sono i caratteri che: non sono estremamente arrotondati alla base. non hanno abbellimenti alle estremità delle lettere. sono aggraziati. non hanno decorazioni nelle consonanti. Lezione 014 05. La marginatura è: l’interlinea. lo spazio bianco tra il testo e il bordo della pagina. la giustificazione di un testo. lo spazio ai margini di una tabella. Lezione 014 06. Nella revisione formale del testo rientra: la revisione grammaticale, lessicale, della sintassi, della punteggiatura. la revisione lessicale e contenutistica. la revisione grammaticale e della sintassi. la revisione della sintassi, dell’argomentazione e della punteggiatura. Lezione 014 07. Durante la revisione formale le ripetizioni: vanno sempre eliminate. vanno eliminate quando sono distanziate da meno di tre parole. vanno eliminate solo quando sono la conseguenza di una prima stesura poco attenta al lato formale. non vanno mai eliminate. Lezione 015 01. Quando si scrive un’e-mail, l’oggetto deve: essere chiaro, completo e sintetico. contenere il nome e cognome di chi invia l’e-mail. contenere almeno il cognome di chi invia l’e-mail. essere chiaro, sintetico e ironico. Lezione 015 02. Il modello europeo per il curriculum: si chiama Eurobond. non è mai stato introdotto. si chiama Europass. è stato introdotto negli anni Ottanta del XX secolo. Lezione 015 03. Nel modello per il curriculum Europass la prima sezione: contiene le esperienze formative. contiene i dati anagrafici. contiene le esperienze professionali. contiene le competenze personali. |




