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Letteratura Italiana C. Description: 9cfu completo Author: senzaS Other tests from this author Creation Date: 09/03/2025 Category: Literature Number of questions: 328 |
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Studiare la letteratura partendo dalla "fondazione": Significa aderire agli standard di Francesco De Sanctis Significa tentare di cambiare la prospettiva, perché non è detto che "nascita" e "fondazione" della letteratura italiana coincidano Significa tentare di cambiare la prospettiva, perché si rifiuta la prospettiva storica Significa aderire agli standard di Benedetto Croce. Andrea Battistini: In linea con il suo maestro Ezio Raimondi, nella collana da lui diretta problematizza i principali elementi della storia della letteratura Diversamente dal suo maestro Ezio Raimondi, nella collana da lui diretta problematizza i principali elementi della storia della letteratura È uno scienziato che si è occupato anche del rapporto tra letteratura e scienza Nella collana da lui diretta accoglie la periodizzazione desanctisiana senza problematizzarla. La periodizzazione: È antonimo di "canone" È sinonimo di "canone" È il primo dei problemi che si pone uno storico della letteratura e un interprete della nostra tradizione letteraria È uno strumento della storia della letteratura messo a punto per la prima volta da De Sanctis. Giovanni Barberi Squarotti e Laura Gatti: Nel volume Didattica della letteratura italiana affermano che la periodizzazione è uno strumento innaturale e inefficace Nel volume Didattica della letteratura italiana affermano che la periodizzazione è uno strumento naturale ma inefficace Nel volume Didattica della letteratura italiana affermano che la periodizzazione è uno strumento naturale per organizzare il tempo storico e raccontare la letteratura nelle storie letterarie Nel volume Didattica della letteratura italiana affermano che la periodizzazione è uno strumento naturale per raccontare la sola letteratura sciolta dal fattore storico. Francesco De Sanctis: Nella sua Storia della letteratura italiana, pubblicata nel biennio 1970-1971, fornisce una tripartizione tra Medioevo, Rinascimento ed Età moderna Nella sua Storia della letteratura italiana, organizza la materia letteraria in epoche Nella sua Storia della letteratura italiana, organizza la materia letteraria in "passaggi" Nella sua Storia della letteratura italiana, pubblicata nel biennio 1870-1871, fornisce una tripartizione tra Medioevo, Rinascimento ed Età moderna. Tra le storie della letteratura che si distaccano dal modello desanctisiano: Vi sono tutte le storie della letteratura che si strutturano per età Vi è la storia della letteratura di Ceserani-De Federicis nella sola versione pubblicata quindici anni dopo Vi è la storia della letteratura di Ceserani-De Federicis del 1979 Vi è la letteratura di Cecchi-Sapegno. Nella sua "Storia della letteratura italiana" Giulio Ferroni: Impiega grandi divisioni di lunga durata, dette Epoche Adotta la stessa divisione di Foscolo nella storia della lingua italiana Si basa sui "passaggi" rimandando al libro di Walter Benjamin Rifiuta completamente la prospettiva storica. Gian Mario Anselmi: Già nel 1979 proponeva una storia della letteratura in forma di cronologia, ma ispirata a De Sanctis Più recentemente, propone una cronologia ragionata della letteratura italiana, che evoca nel titolo i I "Passages" di Parigi di Walter Benjamin Più recentemente, propone una cronologia ragionata della letteratura italiana, che evoca nel titolo la Storia della letteratura italiana di Francesco De Sanctis Già nel 1979 proponeva il totale rifiuto della prospettiva storica per la letteratura precedente all'Illuminismo. Per quanto riguarda il rapporto tra identità nazionale e tradizione letteraria: Certamente la tradizione letteraria non ha avuto un ruolo determinante per l'identità nazionale Secondo Carducci, la tradizione letteraria non ha avuto un ruolo determinante per l'identità nazionale Secondo Ferroni, il rapporto tra tradizione letteraria e identità nazionale non è più attuale Secondo Ferroni, la questione del rapporto fra letteratura e identità italiana è all'ordine del giorno. La questione del canone: Non è connessa all'idea che il "classico" in quanto "canonizzato", sia per definizione lontano In quanto portatrice di modelli, è stata anche vista da alcuni come atto di esclusione Non è connessa alla storia della letteratura italiana È oggi stata definitivamente sciolta. Geografia e storia della letteratura italiana: È il titolo di un'importante saggio all'interno dell'Atlante della letteratura italiana diretto da Sergio Luzzatto e Gabriele Pedullà È il titolo di un'importante saggio all'interno della Letteratura italiana diretta da Alberto Asor Rosa È il titolo di un'importante Prolusione di Carlo Dionisotti, poi pubblicata sotto forma di saggio nel 1967 È il titolo di un'importante saggio di Carlo Dionisotti, poi pronunciato sotto forma di Prolusione nel 1967. Carlo Dionisotti: Ha svolto una carriera accademica prettamente entro i confini italiani Aderisce a un concetto di "classico" tipico della scuola risorgimentale Non vedrà in vita le ricadute della Prolusione Geografia e storia della letteratura italiana Ha inaugurato una riflessione sul rapporto fra storia della letteratura e geografia di enorme importanza tanto da diventare, appunto, un classico sull'argomento e un vero e proprio "metodo". In "Geografia e storia della letteratura italiana", Dionisotti: Non voleva negare un'idea di tradizione e di linea del tempo ma, contestualmente, riteneva assolutamente necessario guardare anche alla complessa e variegata "geografia" del nostro paese Voleva negare un'idea di tradizione e di linea del tempo e, contestualmente, riteneva superfluo guardare alla complessa e variegata "geografia" del nostro paese Negava l'idea di tradizione e di linea del tempo tipica degli studi storicistici per guardare unicamente alla complessa e variegata "geografia" del nostro paese Negava l'ingerenza della prospettiva geografica nel panorama dei complessi e variegati studi storicisti della letteratura nel nostro paese. Per Bersani: Anteporre il termine "geografia" a quello di "storia" significava per Dionisotti partire dal fatto che l'Italia era stata per molto tempo unita politicamente Anteporre il termine "geografia" a quello di "storia" significava per Dionisotti che l'Italia era stata per molto tempo solo un'espressione geografica Anteporre il termine "geografia" a quello di "storia" significava per Dionisotti partire dal fatto che l'Italia era stata per molto tempo una geografia prima di avere una storia Anteporre il termine "geografia" a quello di "storia" significava per Dionisotti partire dal fatto che l'Italia non poteva essere unita, oggi come ieri, sotto un'unica letteratura nazionale. L'opera "Letteratura italiana": È il titolo di un'importante saggio all'interno dell'Atlante della letteratura italiana diretto da Sergio Luzzatto e Gabriele Pedullà È il titolo di un'importante storia letteraria diretta da Alberto Asor Rosa È il titolo di un'importante storia letteraria diretta da Dionisotti È il titolo di un'importante saggio di Carlo Dionisotti, poi pronunciato sotto forma di Prolusione nel 1967. Nella "Letteratura italiana", Alberto Asor Rosa: Intitola i volumi VII e VIII "Storia e geografia della letteratura italiana" con una chiara derivazione da Dionisotti Intitola i volumi VII e VIII "Storia e geografia della letteratura italiana" chiaramente in antitesi con Dionisotti Intitola i volumi VII e VIII "Storia e geografia della letteratura italiana" con una chiara derivazione da Luzzatto e Pedullà Intitola i volumi VII e VIII "Storia e geografia della letteratura italiana" chiaramente in antitesi con Luzzatto e Pedullà. Tra le istanze recepite dalla "Letteratura italiana" di Alberto Asor Rosa, si ha: La necessità di revisione dell'impianto cementificato da De Sanctis con la sua storia che vedeva un disegno da sempre unitario e lineare dello sviluppo della nostra tradizione letteraria La necessità di porsi in antitesi con la prospettiva dionisottiana La necessità di revisione dell'impianto cementificato da De Sanctis con la sua storia che vedeva un disegno del tutto non unitario e non lineare dello sviluppo della nostra tradizione letteraria La necessità di porsi in antitesi con la prospettiva risorgimentale. Nel 1997 Alberto Asor Rosa: Pubblica l'Atlante della letteratura italiana Pubblica Geografia e storia della letteratura italiana Ripubblica in un unico volume molti paragrafi e voci della Letteratura italiana con il titolo di Atlante della letteratura italiana Ripubblica in un unico volume molti paragrafi e voci della Letteratura italiana con il titolo di Genus italicum. L'opera "Atlante della letteratura italiana": È il titolo di un'importante saggio all'interno della Geografia e storia della letteratura italiana diretta da Sergio Luzzatto e Gabriele Pedullà È il titolo di un'importante storia letteraria diretta da Alberto Asor Rosa È il titolo di un'importante storia letteraria diretta da Sergio Luzzatto e Gabriele Pedullà È il titolo di un'importante saggio di Carlo Dionisotti, poi pronunciato sotto forma di Prolusione nel 1967. L' "Atlante della letteratura italiana": Riporta la prospettiva a una critica storiografica estranea all'elemento geografico Incrocia i tradizionali strumenti della critica e della storiografia con gli attrezzi della geografia Incrocia i tradizionali strumenti della critica e della storiografia con gli attrezzi dell'astronomia Riporta la prospettiva a una critica geografica estranea all'elemento storico. Tra i motivi per cui il rapporto tra lingua e letteratura italiana è un unicum eccezionale, vi è: Il fatto che la letteratura in lingua italiana si manifesta molto più tardi rispetto alle altre letterature europee e che il processo di abbandono del latino non è repentino Il solo fatto che la letteratura in lingua italiana si manifesta molto più tardi rispetto alle altre letterature europee Il solo fatto che il processo di abbandono del latino non è repentino Il fatto che la letteratura in lingua italiana si manifesta molto più tardi rispetto alle altre letterature europee e che il processo di abbandono del latino è stato molto repentino. Come nasce la lingua italiana Per fusione con il latino Come lingua letteraria a partire dal fiorentino trecentesco così come decodificata da Bembo nel 1525 Come lingua letteraria a partire dal fiorentino trecentesco così come decodificata da Bembo nel 1110 Per fusione con il provenzale. Rispetto alle opere di Dante, Petrarca e Boccaccio, l'italiano moderno: È totalmente cambiato È del tutto coincidente È in gran parte uguale ma alcune parole hanno cambiato nel tempo il loro significato primario Ha lo stesso rapporto che hanno le lingue europee con i propri classici antichi. Secondo Giuseppe Patota, la bellezza della lingua italiana: È qualcosa di elitario che dovrebbe essere fruito dai veri conoscitori di Dante, Petrarca e Boccaccio È qualcosa di elitario che dovrebbe essere fruito solo dagli italianisti e, in generale, dagli italofoni È qualcosa di cui tutti dovrebbero godere, motivo per il quale ha scritto il libro La grande bellezza dell'italiano. Dante, Petrarca, Boccaccio alla fine dell'Ottocento È qualcosa di cui tutti dovrebbero godere, motivo per il quale ha scritto il libro La grande bellezza dell'italiano. Dante, Petrarca, Boccaccio nel 2015. Secondo Patota, l'associazione fra la categoria estetica della bellezza e una lingua: È qualcosa di connaturato all'essenza linguistica Nasce già con Dante, nel Convivio Nasce solo nel XXI secolo È applicabile solo nel contesto scolastico. Il rapporto tra Dante e la lingua: È di assoluta rigidità È di grande flessibilità, motivo per il quale è possibile dire che usa "la lingua come un elastico" È di assoluta rigidità e verrà poi ammorbidito da Petrarca È di grande flessibilità solo nell'utilizzo del 'vocabolario da taverna'. Annalisa Andreoni: Porta avanti il tema della bellezza dell'italiano con il libro Ama l'italiano. Segreti e meraviglie della lingua più bella edito nel 2017 Porta avanti il tema della bellezza dell'italiano con il libro Ama l'italiano. Segreti e meraviglie della lingua più bella edito agli inizi del Novecento Ripudia il tema della bellezza di una lingua attraverso il libro Ama l'italiano. Segreti e meraviglie della lingua più bella edito nel 2017 Ripudia il tema della bellezza di una lingua attraverso il libro Ama l'italiano. Segreti e meraviglie della lingua più bella edito agli inizi del Novecento. Quali sono le considerazioni di Annalisa Andreoni sul tema della Bellezza dell'italiano L'italiano è svincolato dalla bellezza paesaggistica e culturale italiana poiché la sua bellezza è prevalentemente fonetica L'italiano è legato alla bellezza dell'Italia tutta ma il problema è la cattiva reputazione di cui il sistema organizzativo italiano gode L'italiano è legato alla bellezza dell'Italia tutta ma il problema è trasformare la buona reputazione in capacità attrattiva culturale ed economica insieme L'italiano è svincolato dalla bellezza paesaggistica e culturale italiana poiché la sua bellezza è unicamente poetica. Stefano Jossa: Porta avanti il tema della bellezza dell'italiano con il libro La più bella del mondo. Perché amare la lingua italiana edito nel 2018 Porta avanti il tema della bellezza dell'italiano con il libro La più bella del mondo. Perché amare la lingua italiana edito nel secondo Novecento Ripudia il tema della bellezza di una lingua attraverso il libro a più bella del mondo. Perché amare la lingua italiana edito nel 2018 Ripudia il tema della bellezza di una lingua attraverso il libro a più bella del mondo. Perché amare la lingua italiana edito nel secondo Novecento. Quali sono le considerazioni di Stefano Jossa sul tema della Bellezza dell'italiano La lingua è tanto più bella quanto più è vicina al latino anziché al volgare La lingua è tanto più bella quanto più è poetica anziché musicale La lingua è tanto più bella quanto più restringe i suoi spazi anziché aprirli La lingua è tanto più bella quanto più apre i suoi spazi anziché restringerli. I Giuramenti di Strasburgo: Rappresentano l'atto di nascita del volgare italiano Rappresentano l'atto di nascita delle lingue proto-francese e alto-tedesco Sono stati pronunciati da Nitardo Risalgono al 960 d.C. Il Placito Capuano: È un documento giuridico istitutivo del diritto longobardo di usucapione È una liberatoria per il trasferimento delle proprietà terriere dall'aristocrazia longobarda alla Chiesa È un documento giuridico scritto in latino recante una formula per le testimonianze, ripetuta tre volte, scritta nel volgare dell'Italia mediana È un documento giuridico scritto in latino recante una formula per le testimonianze, ripetuta tre volte, scritta nel volgare dell'Italia settentrionale. La Postilla amiatina: È una nota di poche righe, dal significato non del tutto noto, che reca elementi di commistione con il volgare, come la tendenza alla chiusura delle 'o' finali in 'u' È un documento giuridico scritto in latino recante una formula per le testimonianze, ripetuta tre volte, scritta nel volgare dell'Italia mediana Sono due note apposte scherzosamente da un copista su una carta di un codice di origine spagnola, oggi conservato nella Biblioteca Capitolare di Verona, il quale commenta la sua attività di scrittura È un graffito inciso sullo stucco della cornice di un affresco che esorta al silenzio durante le orazioni segrete della messa. L'indovinello veronese: È una nota di poche righe, dal significato non del tutto noto, che reca elementi di commistione con il volgare, come la tendenza alla chiusura delle 'o' finali in 'u' È un documento giuridico scritto in latino recante una formula per le testimonianze, ripetuta tre volte, scritta nel volgare dell'Italia mediana Sono due note apposte scherzosamente da un copista su una carta di un codice di origine spagnola, oggi conservato nella Biblioteca Capitolare di Verona, il quale commenta la sua attività di scrittura È un graffito inciso sullo stucco della cornice di un affresco che esorta al silenzio durante le orazioni segrete della messa. L'interpretazione di Valerio Magrelli dell'Indovinello veronese: È basata solo sull'indagine critica e filologica a partire dal testo dell'Indovinello veronese Parte dall'interpretazione dell'Indovinello veronese fatta da Petrarca È stata rinvenuta da Luigi Schiaparelli nel 1924 È frutto di un interesse critico ma anche esistenziale che sfocia in una rielaborazione poetica. La poesia di Valerio Magrelli: Risulta essere fortemente legata all'immagine tramandata dall'indovinello veronese, soprattutto in riferimento alla similitudine dell'aratro per lo scrivere Risulta essere fortemente legata all'immagine tramandata dall'indovinello veronese, soprattutto in riferimento alla similitudine della selva per il peccato Risulta essere piuttosto distante dalle immagini tramandate dall'indovinello veronese, soprattutto per motivi di distanza cronologica Risulta essere piuttosto distante dalle immagini tramandate dall'indovinello veronese, soprattutto perché vicina ai topoi petrarcheschi. La testimonianza della catacomba di Commodilla: È una nota di poche righe, dal significato non del tutto noto, che reca elementi di commistione con il volgare, come la tendenza alla chiusura delle 'o' finali in 'u' È un documento giuridico scritto in latino recante una formula per le testimonianze, ripetuta tre volte, scritta nel volgare dell'Italia mediana Sono due note apposte scherzosamente da un copista su una carta di un codice di origine spagnola, oggi conservato nella Biblioteca Capitolare di Verona, il quale commenta la sua attività di scrittura È un graffito inciso sullo stucco della cornice di un affresco che esorta al silenzio durante le orazioni segrete della messa. L'iscrizione nella basilica di San Clemente: È una nota di poche righe, dal significato non del tutto noto, che reca elementi di commistione con il volgare, come la tendenza alla chiusura delle 'o' finali in 'u' È un documento giuridico scritto in latino recante una formula per le testimonianze, ripetuta tre volte, scritta nel volgare dell'Italia mediana Accosta espressioni dalla matrice volgare con didascalie in latino, sottolineando la diglossia tipica dell'epoca È un graffito inciso sullo stucco della cornice di un affresco che esorta al silenzio durante le orazioni segrete della messa. Quali tra i seguenti possono annoverarsi tra i motivi del ritardo nell'avvio della letteratura italiana L'influenza della letteratura francese e tedesca Il nascere di una letteratura latina amorosa di XIII secolo Il rapporto tra latino e volgare in Italia e la frammentazione politica italiana Il rapporto tra latino e volgare in Francia e la frammentazione politica spagnola. Cosa si intende per 'ritmi' L'accompagnamento melodico delle prime testimonianze letterarie in volgare italiano Componimenti delle Origini in lingua volgare, spesso di argomento religioso, la cui metrica non segue più gli schemi classici ma, pur essendo caratterizzata da anisosillabismo, si basa sugli accenti tonici secondo gli usi moderni Componimenti delle Origini in lingua volgare, spesso di argomento religioso, la cui metrica non segue più gli schemi classici ma, nonostante l'assenza di anisosillabismo, si basa sugli accenti tonici secondo gli usi moderni L'andamento degli accenti tonici rispetto alla disposizione del testo nella carta di pergamena. Tra il VII e l'VIII secolo: L'espansione islamica comporta la sconfitta cristiana nella Battaglia di Poitiers del 732 L'espansione islamica rappresentò una seria minaccia per l'Europa I conflitti militari con il mondo islamico impediscono gli scambi culturali Si ha l'incoronazione di Carlo Magno che, con il suo regno improntato alla renovatio imperii, segna un punto di svolta. Nell'800 d.C.: Si ha l'incoronazione di Carlo Magno che, con il suo regno improntato alla renovatio imperii, segna un punto di svolta L'espansione islamica rappresentò una seria minaccia per l'Europa Si ha l'incoronazione di Carlo Magno che, con il suo regno improntato alla renovatio imperii, segna la sconfitta cristiana nella Battaglia di Poitiers Avviene la centralizzazione del potere nelle mani del governo comunale e l'adozione dell'islamismo. L'amore cortese: È un codice di comportamento che esalta lo scambio tra la cultura islamica e quella cristiana È un codice di comportamento che esalta la componente cristiana della poesia agiografica È un codice di comportamento che esalta l'idealizzazione della donna e la cortesia cavalleresca È un codice di comportamento che esalta la misoginia e l'assenza della donna nelle corti. La chanson de geste: Al contrario della restante produzione letteraria, non vede una pluralità di lingue, versioni e autori Narra le 'gesta' di Carlo Magno e dei suoi paladini contro gli infedeli ed è scritta maggiormente in lingua d'oc È prevalentemente sono di ambito agiografico, come per la fortunatissima vita di Sant'Alessio Narra le 'gesta' di Carlo Magno e dei suoi paladini contro gli infedeli ed è scritta prevalentemente in lingua d'oïl. La Chanson de Roland: È un esempio di poesia provenzale Rappresenta il più famoso esempio di chanson de geste, rimanendo però confinata nel territorio francese Narra le gesta del paladino Orlando e avrà particolare fortuna in Italia, come dimostrano gli esempi dell'Inamoramento de Orlando e dell'Orlando Furioso È stata scritta da Carlo Magno e per questo egli è evocato quasi come figura mitica. Secondo Santagata, la chanson de geste: È estranea al meccanismo di suspance e curiosità che caratterizza la lettura moderna È vicina dal meccanismo di suspance e curiosità che caratterizza la lettura moderna La morte di Orlando è anticipata dalle Sacre scritture La Chanson de Roland rappresenta un unicuum rispetto alla chanson de geste che, invece, è caratterizzata dal meccanismo di sorpresa. La lirica provenzale: È un codice di comportamento che esalta la componente cristiana della poesia agiografica Narra le 'gesta' di Carlo Magno e dei suoi paladini contro gli infedeli ed è scritta prevalentemente in lingua d'oïl Si esprime in lingua d'oc ed è imperniata nell'ambiente della corte È vicina dal meccanismo di suspance e curiosità che caratterizza la lettura moderna. I lauzengiers: Sono i 'malparlieri' ai quali l'amore deve essere nascosto Sono i mariti delle donne amate ('midonz') Sono gli inventori del senhal della donna amata Sono i cantori della fin' amor. L'amor de lonh: È la tipologia di amore dei lauzengiers È il titolo di un roman di Sebastiano Vassalli Ė l''Amor di lontano' e sarà uno dei tipi più duraturi maggiormente ereditati dalla letteratura italiana Rappresenta il ciclo di narrazioni che riguardano il paladino Jaufré Rudel. Che ruolo aveva la musica nella poesia provenzale Era assente, come nel caso della poesia della Scuola Siciliana Contribuiva a determinare la presenza di elementi metrici utili alla memorizzazione, come le coblas capfindas Contribuiva a determinare la presenza di elementi metrici utili alla memorizzazione, come la fin' amor Interviene solo nella forma scritta dei componimenti e non nella sfera dell'oralità. Qual è la definizione sintetica che meglio identifica il De amore Un trattato latino in tre libri, in parte strutturato come dialogo, che effettua la più compiuta teorizzazione della riflessione sull'amore cortese. Un trattato volgare in tre libri, in parte strutturato come dialogo, che effettua la più compiuta teorizzazione della riflessione sull'amore cortese. Un trattato latino in due libri, in parte strutturato come dialogo, che effettua la più compiuta teorizzazione della riflessione sull'amore cortese. Un trattato volgare in tre libri, in parte strutturato come dialogo, che effettua la più compiuta teorizzazione della riflessione sull'Ars amatoria di Ovidio. Chi era Andrea Cappellano Certamente Andrea di Luyères, cappellano della contessa Maria di Champagne Probabilmente Andrea di Luyères, cappellano della contessa Maria di Champagne Certamente il Ciambellano del re Sicuramente non il Ciambellano del re. Che cos'è il "libro di Gualtieri" È il nome con il quale è conosciuto in maniera alternativa il Canto V dell'Inferno È il nome con il quale è conosciuto in maniera alternativa il libro galeotto di Paolo e Francesca È il nome con il quale è conosciuto in maniera alternativa il De amore di Cappellano È il nome con il quale è conosciuta in maniera alternativa l'opera di Aurelio Roncaglia. Il termine passione: Non è utilizzato nel trattato di Andrea Cappellano È l'unico elemento di contrasto che di ritrova nel De amore nei confronti della Chiesa cattolica Dal latino patior, definisce l'elemento positivo della cogitatione Dal latino patior, racchiude in sé sia l'elemento positivo, sia quello del 'patire'. Il terzo libro del De amore: In linea con i precedenti libri, si focalizza su questioni comuni a diverse tipologie di amore, centrali nella riflessione lirica sull'amore cortese. In linea con i precedenti, presenta dodici scenari gerarchici attraverso i quali l'amore può essere declinato. In netto contrasto con i precedenti, assume una posizione di condanna dell'amore extraconiugale In netto contrasto con i precedenti, assume una posizione di condanna della dottrina ecclesiastica. Nella definizione di amore di Cappellano, 'passio innata': Enfatizza l'impatto immediato della vista e il coinvolgimento profondo della riflessione Enfatizza l'incontrollabilità e l'ineluttabilità dell'amore, presentandolo come una forza di natura Chiarisce l'oggetto del desiderio amoroso, ossia l'aspetto dell'altro sesso Riporta alla dimensione religiosa. Nella definizione di amore di Cappellano, 'Procedens ex visione et immoderata cogitatione': Enfatizza l'impatto immediato della vista e il coinvolgimento profondo della riflessione Enfatizza l'incontrollabilità e l'ineluttabilità dell'amore, presentandolo come una forza di natura Chiarisce l'oggetto del desiderio amoroso, ossia l'aspetto dell'altro sesso Riporta alla dimensione religiosa. Nella definizione di amore di Cappellano, 'Formae alterius sexus': Enfatizza l'impatto immediato della vista e il coinvolgimento profondo della riflessione Enfatizza l'incontrollabilità e l'ineluttabilità dell'amore, presentandolo come una forza di natura Chiarisce l'oggetto del desiderio amoroso, ossia l'aspetto dell'altro sesso Riporta alla dimensione religiosa. Aurelio Roncaglia: Ha composto il De amore In Poesia dell'età cortese analizza i caratteri della concezione amorosa della società cortese-cavalleresca, a partire dalle teorizzazioni di Andrea Cappellano In Poesia dell'età cortese analizza i caratteri della concezione amorosa della società cortese-cavalleresca, a partire dalle teorizzazioni di Enrico Malato Ha tradotto la Teseida di Boccaccio. Il legame tra cristianesimo e poesia: È in origine assente ma nel Duecento diventa molto stretto È in origine presente ma nel Duecento diventa via via più raro È molto forte, come dimostrano i Salmi e il fatto che la poesia dei trovatori, verosimilmente, fosse stata influenzata dal canto liturgico È molto forte, come dimostrano i trovatori che scrissero alcuni Salmi della Bibbia. Il "Cantico delle creature": È stato composto da San Francesco secondo il modello dei Salmi È stato composto da Iacopone da Todi secondo il modello dei Salmi È stato composto da Guittone d'Arezzo secondo il modello dei Salmi È stato composto da San Francesco secondo il modello della poesia siciliana. Per Enrico Malato, l'episodio di Paolo e Francesca: Potrebbe immaginarsi che la maggior colpa di Francesca sia stata la piena e acritica adesione ai principi erronei di Andrea Cappellano È estraneo all'adesione ai principi erronei di Andrea Cappellano È utilizzato da Dante per evidenziare la colpevolezza della Chiesa nei confronti dei principi erronei di Andrea Cappellano Non è stato connesso con il trattato di Andrea Cappellano perché non in linea con la dottrina cattolica. "Donna de Paradiso" È una lauda di San Francesco che rappresenta il momento più alto della sua produzione di tema religioso È una lauda di Iacopone da Todi che rappresenta il momento più alto della sua produzione di tema religioso È un inno di Iacopone da Todi che rappresenta il momento più alto della sua produzione di tema religioso È una lauda anonima rielaborata da Iacopone da Todi sul tema dell'invettiva politica. Rispetto ai trovatori, i poeti siciliani: Utilizzano solo argomenti politici per le proprie liriche Hanno uno spiccato interesse per la fenomenologia amorosa Utilizzano solo modalità dialogiche di poetare Utilizzano solo la forma metrica del sonetto, inventato da Giacomo da Lentini. Giacomo da Lentini: Ha probabilmente inventato la canzone Fu il successore di Federico II alla guida dei funzionari della Magna curia Ha probabilmente inventato il sonetto Fu un influente poeta della Scuola siciliana, ma non tanto quanto Pier della Vigna. La tenzone: È stata ereditata dalla Scuola Siciliana a partire dai trovatori e trova l'esempio più famoso nella tenzone tra Giacomo da Lentini, Iacopo Mostacci e Pier della Vigna È una forma innovativa inventata verosimilmente da Giacomo da Lentini Sarà percorsa dai poeti siculo-toscani a partire dalla forma del sonetto siciliano Fu introdotta da Folchetto da Marsiglia nel 1233 durante un soggiorno nella Magna curia. L'esperienza poetica della Scuola Siciliana: Si diffuse solo in Toscana e a Bologna Passò nel continente per il trasferimento a Firenze di Giacomo da Lentini Si diffuse in breve in tutta la Penisola Si diffonde in tutta la Penisola, ma il processo di diffusione durò secoli. Guittone d'Arezzo: È elogiato da Dante Ha un ruolo di modello per diversi aspetti della poesia dantesca, anche se Dante esprime spesso su di lui giudizi negativi Ha un ruolo di modello per diversi aspetti della poesia dantesca, per questo Dante esprime su di lui giudizi positivi È denigrato da Dante nella Commedia ma elogiato nella Vita nova. I temi della poesia di Guittone d'Arezzo: Sono solo politici Sono solo amorosi Sono anche politici, come dimostra la canzone Ahi lasso, scritta in occasione della battaglia di Montaperti (1260) Sono esclusivamente comici. La poesia di Cecco Angiolieri: È dominata da una tendenza autobiografica È un esempio eloquente del rapporto tra poesia comico-realistica e poesia aulica È focalizzata solo sul tema dell'amore cortese Rappresenta una delle due tipologie della poesia del Duecento e Trecento in Italia, ossia quella aulica e amorosa. La definizione di Stilnovo: Deriva da un verso di un componimento di Bonagiunta Orbicciani Deriva da un passo del Purgatorio di Dante, recante il discorso di Bonagiunta Orbicciani Deriva da un verso di un componimento di Guittone d'Arezzo Si legge in Inferno, V, 22-24. Guinizzelli: Nasce a Bologna da una famiglia di orientamento ghibellino È individuato come il padre del sonetto È d'accordo con Bonagiunta Orbicciani nel considerare la 'vecchia maniera' migliore È definito da Dante "primo de li miei amici". Cavalcanti: Nasce a Bologna da una famiglia di orientamento ghibellino Appoggia i Donati negli scontri cittadini e per questo viene esiliato È definito dalle fonti più antiche come filosofo, forse per via di Donna me prega Muore probabilmente dopo Dante. La presenza giovanile di Dante a Bologna: È attestata dal sonetto Non mi poriano già mai fare ammenda È attestata dal sonetto A ciascun'alma presa e gentil core È narrata da alcune leggende ma non attestata È certamente dovuta a motivi di studio del giovane Dante. L'amicizia tra Dante e Guido: È narrata da alcune leggende ma non attestata Produce frutti durevoli ed evidenti nell'opera di Dante, ma giunge a un certo punto a una rottura o un raffreddamento Serve ad evitare che Guido sia mandato in esilio in qualità di capofazione dei Cerchi Nasce solo in età avanzata, dopo l'esilio di Dante. Perché Dante decide di far "parte per sé stesso" Perché nel 1304 tenta da solo la via del patteggiamento con i Neri Perché nel 1304 i Bianchi decidono di scendere a patti con i Neri Perché nel 1304 i Bianchi tentano la via delle armi per il rientro a Firenze ma Dante si oppone Perché nel 1304 i Bianchi decidono di scendere a patti con Bonifacio VIII. La forma del prosimetro: Non era mai stata utilizzata prima di Dante Permette alla prosa di ricoprire la funzione di collegare le liriche, narrando le occasioni in cui sono composte e commentandole È determinata dall'utilizzo della sola prosa, ma con parole liriche e ritmate Essendo una modalità già utilizzata in precedenza, non contribuisce a rendere la Vita nova un'opera senza precedenti. La raccolta delle Rime dantesche: Coincide con la Vita nova È stata organizzata in canzoniere dallo stesso Dante Si legge oggi in edizione moderna secondo le scelte che i curatori effettuano in riferimento alla selezione e all'ordinamento Coincide con il Convivio. Le 'rime petrose': Sono state isolate dai critici ex post poiché non sono chiaramente definibili Rappresentano un nucleo a sé, ben definito tematicamente e linguisticamente Contrariamente al loro nome, hanno un linguaggio dolce e piano Sono una traduzione delle rime di Arnaut Daniel. Rispetto alla Vita nova, il Convivio: Riprende gli stessi temi ma non usa il prosimetro Utilizza la modalità del prosimetro come nella Vita nova, ma ne prende le distanze, pur rivendicando la continuità d'esperienza Non ha finalità didascaliche Non reca contenuti filosofici. Per Dante, il volgare: Rappresenta uno strumento da utilizzare per la divulgazione del sapere e per la formazione etica e culturale della nuova classe dirigente Non rappresenta uno strumento da utilizzare per la divulgazione del sapere e per la formazione etica e culturale della nuova classe dirigente È in contrasto con le teoriche aristoteliche Avrebbe portato beneficio a pochi, mentre il latino può portarlo a molti. Secondo quanto riferito nel Convivio, Dante si avvicinò alla filosofia: Prima della morte di Beatrice Sin da bambino, apprendendo le arti del Trivio Partecipando alle disputazioni filosofiche e attraverso l'ambiente religioso A Verona, presso la corte di Cangrande della Scala. Il De vulgari eloquentia: Si configura come opera non del tutto originale, trovandosi modelli precedenti in Cicerone e in Orazio Si caratterizza per l'assoluta originalità È una traduzione in volgare del De inventione di Cicerone, dove si tratta il tema dell'eloquenza È una traduzione in volgare dell'Ars poetica di Orazio, dove si tratta il tema dell'eloquenza. Quale delle seguenti affermazioni sintetizza il rapporto, secondo Dante, tra volgare e latino? Il volgare è più nobile del latino Il latino è più nobile del volgare Il latino è utile per la divulgazione scientifica, il volgare per la divulgazione filosofica Il volgare è utile per la divulgazione scientifica, il latino per la divulgazione filosofica. Nel canone della poesia volgare italiana, Dante inserisce: Guittone e Cino da Pistoia Sé stesso e Bonagiunta Orbicciani Sé stesso e Guittone d'Arezzo Sé stesso e Cino da Pistoia. La Monarchia: È il titolo errato del trattato di Dante, che invece è stato tramandato dalla tradizione manoscritta come De Monarchia Riguarda il rapporto fra il potere della Chiesa e quello dell'Impero Riguarda il rapporto fra il potere dell'Impero e quello di Firenze Come gli altri trattati danteschi, non è stata portata a compimento. Qual è la lingua che utilizza Dante per la Monarchia Il latino, poiché è un'opera basata sulla formula della questioe tratta di argomenti filosofico-politici Il volgare, poiché è un'opera basata sulla formula della questioe tratta di argomenti filosofico-politici Il latino per la prosa e il volgare per la poesia Il volgare per la prosa e il latino per la poesia. Che influenza ha il presente sulla Monarchia È l'unico elemento che ricopra una notevole importanza Al contrario delle Epistole, ha una notevole influenza Al contrario delle Epistole, non ha influenza alcuna Il presente dei fatti storici influisce, ma Dante affronta la questione come una discussione di tipo teorico. La datazione della Monarchia: È certamente assegnabile al 1310 Non è certa, alcuni studiosi la assegnano agli anni 1310-1313, altri al 1313-1318 circa Non è certa, alcuni studiosi la assegnano agli anni in cui visse a Firenze, altri agli anni dell'esilio È certamente assegnabile al 1318. Di cosa trattano i tre libri della Monarchia Nel libro primo si sostiene la necessità della ragione per l'esperienza amorosa; nel secondo si analizza se spetti al popolo romano l'unico esempio di monarchia universale; nel terzo si affronta il rapporto tra imperatore e pontefice Nel libro primo si sostiene la necessità della Chiesa per il benessere di Firenze; nel secondo si analizza se spetti al popolo romano l'unico esempio di monarchia universale; nel terzo si affronta il rapporto tra imperatore e pontefice Nel libro primo si sostiene la necessità dell'Impero per il benessere dell'umanità; nel secondo si analizza se spetti al popolo romano l'unico esempio di monarchia universale; nel terzo si affronta il rapporto tra imperatore e pontefice Nel libro primo si sostiene la necessità del volgare per l'educazione della classe dirigente; nel secondo si analizza se spetti al popolo romano l'unico esempio di monarchia universale; nel terzo si affronta il rapporto tra imperatore e pontefice. Come si può sintetizzare la figura della 'reverenza' introdotta da Dante nella Monarchia Il papa deve mostrare verso l'impero e verso l'imperatore quella reverenza che il suddito ha verso il sovrano Il papa deve mostrare verso l'impero e verso l'imperatore quella reverenza che il figlio maggiore ha verso il padre L'imperatore deve mostrare verso la Chiesa e verso il pontefice quella reverenza che il figlio maggiore ha verso il padre L'imperatore deve mostrare verso la Chiesa e verso il pontefice quella reverenza che il suddito ha verso il sovrano. I canti VI delle cantiche della Commedia: Sono tutti dedicati a temi politici Sono tutti dedicati all'invettiva contro Firenze Sono tutti dedicati all'analisi della situazione politica italiana Sono tutti incentrati sull'Impero. La fortuna della Monarchia: È stata minima all'indomani della morte di Dante, per aumentare nel Settecento È stata minima all'indomani della morte di Dante, per aumentare nel Quattrocento È stata immediata dopo la morte di Dante, con una grande diffusione È stata immediata dopo la morte di Dante, ma solo all'estero. Nel Trattatello in laude di Dante, Boccaccio: Ci informa che, dopo l'incoronazione, a Roma, di Ludovico il Bavaro (1328) i sostenitori dell'autorità imperiale contro il papa Giovanni XXII utilizzarono il trattato a difesa delle loro tesi Ci informa che, dopo l'incoronazione, a Roma, di Ludovico il Bavaro (1328) i sostenitori dell'autorità ecclesiastica contro il papa Giovanni XXII utilizzarono il trattato a difesa delle loro tesi Ci informa che, dopo l'incoronazione, a Roma, di Ludovico il Bavaro (1328) i sostenitori della democrazia utilizzarono il trattato a difesa delle loro tesi Ci informa che, dopo l'incoronazione, a Roma, di Ludovico il Bavaro (1328) i sostenitori della dittatura utilizzarono il trattato a difesa delle loro tesi. Il volgarizzamento di Marsilio Ficino del 1468: È un caso isolato in un secolo dalla fortuna molto scarsa per il trattato Rappresenta il più famoso dei volgarizzamenti che si tentarono di effettuare nel Quattrocento Rappresenta il più famoso dei volgarizzamenti che si tentarono di effettuare nel Settecento È andato perduto a causa della censura papale. Dante: Sistemò le sue lettere in una raccolta come Petrarca Sistemò le sue lettere in una raccolta al contrario di Petrarca A differenza di quanto faranno Petrarca, sul modello ciceroniano, e gli umanisti, Dante non mise insieme le sue lettere in un corpus epistolare A differenza di quanto faranno Petrarca, sul modello ciceroniano, e gli umanisti, Dante raccolse organicamente le sue lettere in un corpus epistolare. Le lettere dantesche: Sono giunte a noi nel numero di 13 e sono scritte in latino Sono giunte a noi nel numero di 13 e sono scritte in volgare Sono giunte a noi nel numero di 130 e sono scritte in volgare Sono giunte a noi nel numero di 130 e sono scritte in latino. Tematicamente, le epistole: Fino alla 3 possono essere suddivise in dodici gruppi principali Fino alla 12 possono essere suddivise in tre gruppi principali Non sono omogenee Trattano solo di politica. Le epistole politiche: Non sono attribuite certamente a Dante Sono state raccolte da Dante a parte rispetto alle restanti Rappresentano la sezione minoritaria dell'epistolario dantesco, sia per estensione materiale, sia per numero Rappresentano la sezione più ampia dell'epistolario dantesco, sia per estensione materiale, sia per numero. Lo stile delle epistole: È molto sostenuto e testimonia di una fine perizia nell'uso delle regole dell'ars dictaminum o dictandi È molto leggero e testimonia di una fine perizia nell'uso delle regole dell'ars dictaminum o dictandi Non è omogeneo Muta per le epistole di argomento politico. Nell'epistola II per la morte di Alessandro Guidi conte di Romena: Dante fa riferimento al suo ritorno a Firenze attraverso una via che non faccia venire meno la sua integrità morale Dante fa riferimento alla sua triste condizione di exul inmeritus, alludendo al proprio stato di povertà e sottendendo forse una richiesta di protezione e di aiuto economico Dante si rivolge ai cardinali italiani chiusi in conclave Dante scrive per conto dei fuoriusciti Bianchi. Il tema autobiografico dell'esilio: Non è presente nel Convivio, al contrario delle Epistole Non è presente nelle Epistole, al contrario del Convivio È presente solo nelle Epistole È presente anche nel Convivio oltre che nelle Epistole. La lettera a Cangrande della Scala: Affronta questioni che riguardano la materia, la struttura, lo stile, il fine e l'interpretazione della Commedia Fa riferimento alla sua triste condizione di exul inmeritus di Dante, alludendo al proprio stato di povertà e sottendendo forse una richiesta di protezione e di aiuto economico Fa riferimento al ritorno a Firenze di Dante attraverso una via che non faccia venire meno la sua integrità morale È rivolta ai cardinali italiani chiusi in conclave. Quali sono i quattro 'sensi' della scrittura, per Dante? I quattro sensi della scrittura sono quello della lettera, quello allegorico, quello morale e quello anagogico I quattro sensi della scrittura sono quello della lettera, quello allegorico, quello metaforico e quello metonimico I quattro sensi della scrittura sono quello ossimorico, quello allegorico, quello metaforico e quello anagogico I quattro sensi della scrittura sono tutti riconducibili al senso della lettera. Nella tradizione medievale, la lettera: Non era considerata uno strumento di semplice comunicazione in ambito personale, bensì un vero e proprio genere letterario Era considerata uno strumento di semplice comunicazione in ambito personale, non un vero e proprio genere letterario, come sarà invece per Dante Era considerata uno strumento di semplice comunicazione in ambito personale, non un vero e proprio genere letterario, come sarà invece per Manzoni Non era codificata. Circa i tempi di composizione della Commedia: Non sono uguali per ogni cantica, ma sono certi poiché indicati da Boccaccio nel Trattatello Non risulta attendibile il racconto di Boccaccio secondo cui i primi sette canti dell'Inferno sarebbero stati composti a Firenze prima dell'esilio Risulta sufficientemente attendibile il racconto di Boccaccio secondo cui i primi sette canti dell'Inferno sarebbero stati composti a Firenze prima dell'esilio Inferno e Purgatorio sono stati composti in esilio, al contrario del Paradiso. Il titolo Divina Commedia: Si deve a Ludovico Dolce che lo scelse per l'edizione del 1555 Si deve a Ludovico Dolce che lo scelse per l'edizione del 1755 Si deve a Dante stesso che lo cita nell'Inferno Si deve a Petrarca che lo cita nel Canzoniere. Il simbolismo legato al numero 3: È presente solo nella Commedia Richiama la fondamentale simbologia cristiana della Trinità È presente solo nella Vita nova Non è legato a elementi cristiani. Dove e come immagina l'Inferno Dante Su una montagna che si erge ai piedi della città di Gerusalemme Sotto la città di Gerusalemme, a forma di cono rovesciato Ai piedi della Città di Dite, custodito da Flegiàs Al centro del Cocìto, a forma di cono rovesciato. Nel quinto cerchio: Sono puniti i violenti contro il prossimo Sono puniti i lussuriosi Sono puniti gli eretici, tra i quali anche gli epicurei Sono puniti gli iracondi e gli accidiosi. Nel sesto cerchio: Sono puniti i violenti contro il prossimo Sono puniti i lussuriosi Sono puniti gli eretici, tra i quali anche gli epicurei Sono puniti i golosi. L'invocazione alle Muse: Si legge nel canto I dell'Inferno, perché è un'invocazione proemiale Si legge nel canto V ed è finalizzata a supportare Dante nell'ascolto dello straziante racconto di Francesca Si legge nel canto II che funge da prologo al regno infernale Si legge in chiusura della cantica, come ringraziamento per l'opera compiuta. Virgilio: Si è mosso dal Limbo in aiuto di Dante poiché esortato da Beatrice Si è mosso dal limbo in aiuto di Beatrice poiché esortato da Dante Si è mosso dal Paradiso in aiuto di Dante poiché esortato da Beatrice Si è mosso dal Paradiso in aiuto di Beatrice poiché esortato da Dante. Gli ignavi: Sono puniti nell'Antinferno, insieme agli angeli che al momento della ribellione di Lucifero non seppero schierarsi né a favore né contro Dio Sono puniti nell'Antinferno, insieme ai non battezzati Non sono puniti, poiché non del tutto peccatori, bensì vivono nell'assenza della grazia divina Non sono puniti, poiché non considerati da Dante. Il limbo: Ospita i lussuriosi Ospita i violenti contro Dio Ospita gli ignavi e agli angeli che al momento della ribellione di Lucifero non seppero schierarsi né a favore né contro Dio Ospita i bambini morti prima di aver ricevuto il battesimo e gli «spiriti magni» dell'antichità. La presenza degli «spiriti magni» nel Limbo: Deriva da una tradizione consolidata di rappresentazione dell'aldilà cristiano Deriva da una tradizione consolidata di rappresentazione dell'aldilà pagano Rappresenta un'operazione rischiosa sul piano dell'ortodossia dottrinale Rappresenta l'adesione alla tradizione popolare. La geografia fisica dell'Inferno: Corrisponde a un preciso ordine morale che si svolge con una gradualità che Dante attinge dall'Etica nicomachea di Aristotele Corrisponde a un preciso ordine morale che si svolge con una gradualità che Dante attinge dall'Eneide di Virgilio Non corrisponde a un ordine morale preciso, bensì si rifà liberamente all'Etica nicomachea di Aristotele Non corrisponde a un ordine morale preciso, come invece avverrà per il Purgatorio. Beatrice: È l'unica guida di Dante nella Commedia Perde totalmente la dimensione di donna amata e vagheggiata in giovinezza È colei che costringe il poeta a una profonda revisione della sua vita e gli mostra la lunga via della redenzione Appare fisicamente nel primo canto dell'Inferno. Francesca: Non parla mai nell'Inferno Parla come una donna istruita, che ha familiarità con i romanzi della tradizione cortese e cavalleresca Non è l'unica donna che rivolge la parola a Dante nella Commedia Parla come una donna non istruita, benché abbia familiarità con i romanzi della tradizione cortese e cavalleresca. Generalmente le similitudini nella Commedia: Sono assenti Sono presenti solo nel Paradiso Sono assimilate alle allitterazioni Sono divise in due terzine: la prima con la figura, la seconda con il figurato. Cosa rappresentano i seguenti versi? «Per me si va ne la città dolente, / per me si va ne l'etterno dolore, / per me si va tra la perduta gente» Una similitudine Un'allitterazione Un'anafora Una metafora. Quale personaggio incontra Dante nel VI canto dell'Inferno Il fiorentino Ciacco Farinata degli Uberti Cavalcante de' Cavalcanti ll bolognese Ciaco. Il canto VI, rispetto ai versi precedenti: Non vede differenze particolari, se non nella materia trattata, essendo il primo canto dei violenti che si incontra nella Commedia Vede uno stacco rispetto alla solennità del Limbo e della «bella scola», nonché rispetto all’epicità tragica del canto di Francesca e di Paolo, perché il peccato che incontrano i due poeti è piuttosto miserabile e basso Vede uno stacco rispetto alla solennità del Limbo e della «bella scola», nonché rispetto all’epicità tragica del canto di Francesca e di Paolo, perché per la prima volta Dante incontra un compatriota fiorentino Non vede differenze particolari, perché in linea con i precedenti per stile e temi. Lo stile del canto VI: Ė piatto e privo di suspance e di parole basse Ė vivace, molto realistico e concreto, in contrasto con tutti gli altri canti dell'Inferno Ė vivace, molto realistico e concreto, perché Dante vuole adeguare il suo linguaggio alla situazione e al genere 'comico' Non è mai stato oggetto della critica dantesca. Nel canto VI dell'Inferno, Dante si riferisce: A Milano A Roma A Firenze A Monaco. Ciacco: profetizza una prima vittoria dei Guelfi Bianchi, seguita dalla cacciata di questi nel giro di tre mesi Profetizza a Dante il suo ritorno a Firenze Profetizza a Dante le sventure dell'esilio di Cavalcanti Non si ferma a parlare con Dante. Nel canto X dell'Inferno, chi incontra Dante Il fiorentino Ciacco Solo Farinata degli Uberti Solo Cavalcante de' Cavalcanti Sia Farinata che Cavalcante. Farinata e Cavalcante sono puniti: Tra i golosi Tra gli iracondi Tra gli eretici Tra i violenti. Dopo l'interruzione di Cavalcante, Farinata: Profetizza a Dante l'esilio e che non sarebbe più tornato a Firenze Inizia una zuffa con Cavalcante Si rivolge direttamente a Virgilio Si rivolge direttamente a Cavalcante. Quale personaggio incontra Dante nel XV canto dell'Inferno Il fiorentino Ciacco Farinata degli Uberti Cavalcante de' Cavalcanti Brunetto Latini. Brunetto Latini è punito: Tra i golosi Tra gli iracondi Tra gli eretici Tra i violenti. Circa il peccato di frode: È tanto più grave a seconda che sia stato compiuto ai danni di chi non si fida o di chi si fida È di gravità indifferente nel caso in cui sia stato sia stato compiuto ai danni di chi non si fida o di chi si fida È più grave se compiuto ai danni di chi non si fida È punito nel V canto dell'Inferno. Circa i simoniaci e i barattieri: Sono puniti nel V canto dell'Inferno Per i barattieri, Dante avrebbe dovuto addirittura condividere lo stesso peccato Per i simoniaci, Dante avrebbe dovuto addirittura condividere lo stesso peccato Hanno commesso una pena meno grave rispetto ai lussuriosi. Tra le ipotesi della critica sull'interpretazione del cano dei simoniaci e barattieri, vi è: Un eccesso di coinvolgimento biografico lo ha portato a stemperare quella pena così violenta con la presenza dei diavoli che hanno meno le fattezze drammatiche e spaventose della tradizione precedente e assumono molto spesso un tono grottesco Un eccesso di coinvolgimento biografico lo ha portato a rendere più tragici i toni con cui è narrata la pena così violenta L'accusa di baratteria era stata effettuata a partire da un reato istituito formalmente per Dante L'atmosfera comica, dissacrante e grottesca è stata scelta in parallelo al canto V dell'Inferno. Il nome Malebolge: Nome inventato da Guido Cavalcanti e accolto da Dante per indicare le dieci bolge di cui consta l'VIII cerchio Nome inventato da Brunetto Latini e accolto da Dante per indicare le dieci bolge di cui consta l'VIII cerchio Nome composto con il criterio retorico dell'enjambement per indicare le dieci bolge di cui consta l'VIII cerchio Nome composto con il criterio retorico dell'ipallage per indicare le dieci bolge di cui consta l'VIII cerchio. I nomi dei diavoli: Sono ripresi dalla tradizione scritturale cristiana Sono tutti ripresi da Dante da nomi di fiorentini illustri con i quali il poeta era in conflitto Sono creati mediante la giustapposizione di due parole, sostantivo e aggettivo o verbo e oggetto o, ancora, attraverso l'uso di particolari suffissi spregiativi Sono creati solo mediante la giustapposizione di due parole, sostantivo e aggettivo. Secondo Luigi Pirandello: Le scelte stilistiche e retoriche dantesche nelle Malebolge non sono connesse all'ordinamento morale dell'Inferno Dante utilizza un determinato lessico per dare voce alla «cruda ripugnanza» di fronte alla bassezza morale e alla spregevole degradazione degli ospiti di Malebolge L'aggettivazione utilizzata nelle Malebolge è solo frutto di neologismi danteschi Nelle Malebolge, dannati e diavoli non sono accumunati da uno stesso destino di punizione eterna. Quale personaggio illustre incontra Dante nel canto XXVI dell'Inferno? Ulisse Didone Brunetto Latini Farinata degli Uberti. Ulisse: È l'unico peccatore a condividere la lingua di fuoco nella quale è arso in eterno con un altro dannato, Diomede È l'unico peccatore a condividere la lingua di fuoco nella quale è arso in eterno con un altro dannato, Didone È condannato tra i lussuriosi È condannato per la sua superbia, la sua hybris. Nell'episodio di Ulisse: È particolarmente evidente il coinvolgimento intellettuale ed emotivo di Dante, al contrario di Francesca, Farinata e Cavalcante È particolarmente evidente il coinvolgimento intellettuale ed emotivo di Dante, come per Francesca, Farinata e Cavalcante Non è evidente un particolare coinvolgimento intellettuale ed emotivo, come nei versi 19-22 Dante si dimostra piuttosto indifferente e intransigente rispetto alle colpe commesse da Ulisse. Perché Ulisse viene punito Per aver scoperto l'America Per la sua superbia, la sua hybris Perché ha messo la sua intelligenza al servizio del male, dell'inganno Per aver ucciso Ettore di Troia. Il canto XXVII dell'Inferno: È dedicato ad Ulisse È dedicato alla figura del conte Guido da Montefeltro È dedicato a Paolo e Francesca È dedicato a Diomede. Nel canto XXVIII particolarmente rilevante per la critica è la figura di: Maometto Ulisse Paolo Diomede. Nembrot: Siede al fianco di Lucifero Non è colpevole perché è stato indotto alla confusione dalla gente È colpevole della confusione delle lingue con la costruzione della torre di Babele Aiuta Dante a volare sulla Ripa Scoscesa. Il tema dell'ineffabilità: Sarà tipico dell'Inferno, ma si ritrova anche raramente nel Paradiso È esclusivo dell'Inferno È esclusivo del Purgatorio Sarà tipico del Paradiso, ma si ritrova anche nell'inferno. Ugolino della Gherardesca È uno dei figli del conte punito all'inferno È conte di Donoratico e guelfo pisano È citato nel canto VI della Commedia Non è punito nell'Inferno perché non ha commesso colpe. Come Francesca, Ugolino: Si cela e non vuole parlare È vittima di un inganno amoroso Accetta di parlare, ma solo con Virgilio e mai direttamente con Dante Accetta di parlare e raccontare, anche se sa quanto sia doloroso tornare alla radice del dolore e al momento in cui si era ancora felici. Il finale dell'episodio di Ugolino: Resta volutamente ambiguo Resta ambiguo perché Dante non ha saputo trovare le parole È molto esplicito e si riaggancia al finale del canto V dell'Inferno È molto esplicito ma viene pronunciato in un girone diverso. Nella Giudecca: Sono condannati gli avari e i prodighi Sono condannati a stare in eterno quelli puniti per aver tradito i propri benefattori Sono condannati i lussuriosi Sono condannati i consiglieri di frode. La posizione di Lucifero: È un'invenzione cosmologica di Dante È un'invenzione cosmologica di Virgilio È ripresa dalla tradizione cristiana È ripresa dalla tradizione pagana. L'espressione 'a riveder le stelle': È usata per la prima volta da Petrarca È usata per la prima volta da Boccaccio Significa che Dante e Virgilio sono usciti dall'inferno Significa che Dante e Virgilio incontra nell'Inferno un cielo stellato. Nella costruzione dantesca, perché si è formata la montagna del Purgatorio Si è formata per il ritrarsi della Terra inorridita dalla caduta di Lucifero Si è formata per il ritirarsi di Lucifero inorridito dal contatto con la Terra Si è formata per volere divino su intercessione della Madonna Si è formata per esplicito volere di Lucifero per purificare i propri diavoli. Nel Purgatorio, i peccati: Vanno dal più grave al meno grave, a causa di un errore di Dante nell'interpretazione delle scritture Vanno dal più grave al meno grave, configurando un'ideale ascesa verso il bene Sono ordinati in maniera identica all'Inferno, quindi dal meno grave al più grave Sono posti tutti sullo stesso piano, mescolati e ripetuti in ciascuna cornice. Il Paradiso terrestre: Fa parte già del Paradiso ma è descritto nel Purgatorio Non è una configurazione geografica accolta da Dante nella sua costruzione dei regni È collocato sulla cima della montagna del Purgatorio È collocato ai piedi della montagna del Purgatorio. L'idea che ci fosse un terzo regno intermedio fra quello infernale e quello paradisiaco: È frutto dell'inventiva dantesca C'era già prima di Dante Non c'era prima di Dante È frutto dell'inventiva virgiliana. Il problema del Purgatorio: Era già stato affrontato dalla tradizione patristica e scolastica È stato affrontato per la prima volta da Dante È stato affrontato per la prima volta da Virgilio Era già stato affrontato dalla tradizione classica. Il Purgatorio: Non verrà mai riconosciuto ufficialmente dalla Chiesa cattolica come argomento di fede Viene riconosciuto ufficialmente dalla Chiesa cattolica come argomento di fede nel Concilio di Trento (1545-1563) Viene riconosciuto ufficialmente dalla Chiesa cattolica come argomento di fede nel Concilio di Lione del 1274 Viene riconosciuto ufficialmente dalla Chiesa cattolica come argomento di fede nel Concilio di Firenze (1439). Marco Porcio Catone: Viene incontrato da Dante e Virgilio nel I canto del Paradiso Non viene fisicamente incontrato da Dante e Virgilio, ma è presente nei discorsi di Virgilio nel canto I del Paradiso Non viene fisicamente incontrato da Dante e Virgilio, ma è presente nei discorsi di Virgilio nel canto I del Purgatorio Viene incontrato da Dante e Virgilio nel I canto del Purgatorio. Perché Dante pone a guardia del Purgatorio Catone, un suicida Perché Catone ha la funzione di porre l'accento sulla tematica dell'autolesionismo Perché Catone ha la funzione di porre l'accento sulla tematica della libertà Perché Catone era citato nelle Sacre Scritture Perché Catone era citato nell'Eneide. Casella: È un musico amico di Dante, incontrato nel canto II del Purgatorio È un musico amico di Dante, incontrato nel canto II del Paradiso Intona la canzone dantesca Al cor gentil rempaira sempre amore Intona la canzone dantesca Tre donne intorno al cor mi son venute. Il salmo «In exitu Israël de Aegypto» intonato dalle anime: Non è comprensibile a Virgilio perché recitato in una lingua a lui sconosciuta Rimanda alla dimensione di scomunica delle anime È segno evidente di come la liberazione sia anche allegoria della liberazione dai suoni e lamenti che pervadono l'inferno È segno evidente di come la liberazione sia anche allegoria della liberazione dal peccato. Manfredi: È nato nel 1232 come figlio illegittimo di Federico II di Svevia È nato nel 1432 come figlio illegittimo di Federico II di Svevia Diventa re di Sicilia diciotto anni dopo la morte del padre Non è mai diventato re di Sicilia. Perché Manfredi si trova nel Purgatorio Perché Dante inventa l'ipotesi di una sua conversione in punto di morte Perché Dante accoglie l'ipotesi di una sua conversione in punto di morte, di cui esisteva una nutrita tradizione orale Perché secondo Dante era stato scomunicato ingiustamente Perché secondo Virgilio era stato scomunicato ingiustamente. Cosa chiede Manfredi a Dante Di pregare per lui in quel momento Di avvisare la figlia Costanza della sua dannazione come anima Di rassicurare la figlia Costanza circa il suo stato di salute Di rassicurare la figlia Costanza circa la sua salvezza come anima. Quando le anime si accorgono che Dante è vivo: Continuano a cantare spaventate il Miserere Vogliono parlare con lui, quasi con un accenno nostalgico Vogliono parlare con lui, per esprimere la loro rabbia Scappano spaventate. Qual è la prima anima della schiera dei morti violenti con la quale Dante parla Jacopo del Cassero Bonconte Pia de' Tolomei Sordello da Goito. Qual è la seconda anima della schiera dei morti violenti con la quale Dante parla Jacopo del Cassero Bonconte Pia de' Tolomei Sordello da Goito. L'episodio della morte di Bonconte: Produce un'interruzione nella narrazione del canto Riporta il canto a un'atmosfera infernale, con lo stesso stile basso della selva dei suicidi Introduce il tema centrale nel canto della misericordia divina e della sorte del corpo Introduce il tema centrale del canto dell'invettiva politica. Pia de' Tolomei: Come Francesca, predice la dannazione eterna per chi la uccise Come Francesca, usa toni che esprimono un desiderio di vendetta Al contrario di Francesca, usa toni che esprimono un desiderio di vendetta Al contrario di Francesca, non predice la dannazione eterna per chi la uccise. Pia de' Tolomei: È la madre di Dante Ha per Dante una sollecitudine quasi materna nel raccomandargli un po' di riposo al termine del suo lungo viaggio Rappresenta la grazia della Vergine È alter ego di Beatrice. Sordello da Goito: Abbraccia Virgilio perché lo riconosce come compatriota mantovano Abbraccia Dante perché lo riconosce come compatriota mantovano Abbraccia Virgilio perché lo riconosce come compatriota fiorentino Abbraccia Dante perché lo riconosce come compatriota fiorentino. L'abbraccio tra Sordello e Virgilio: Suscita in Dante affetto, per cui si unisce all'abbraccio Suscita in Dante invidia, poiché lui, essendo vivo, non ha potuto abbracciare Casella Scatena l'orrore di Dante, non abituato a tali costumi Scatena l'indignazione di Dante verso l'Italia che è albergo di dolore e di lotte fratricide. Chi era Sordello da Goito Un trovatore italiano che componeva in lingua provenzale Un trovatore provenzale che componeva in lingua italiana Un politico fiorentino Un politico mantovano. Come è costruita l'invettiva del VI canto I versi sono costruiti tutti attraverso un chiasmo I versi sono costruiti tutti attraverso enjambement I versi sono suddivisi in tre parti, individuando i "colpevoli" e poi le soluzioni I versi sono suddivisi in due parti, individuando i "colpevoli" e poi le soluzioni. Il Purgatorio: È un'invenzione cattolica Nei termini in cui lo concepisce Dante, è l'invenzione più straordinaria della geografia dantesca È ripreso da Dante dall'Eneide È ripreso da Dante da Cicerone. Secondo Roberto Antonelli: Si deve guardare all'opera di Dante come a un'opera che, pur parlando di un aldilà che si spinge fino all'indicibile di Dio, è alla Terra che si rivolge e agli uomini Non si deve interpretare l'opera dantesca nel suo complesso Si deve guardare all'opera di Dante come a un'opera che, pur parlando di un aldilà che si spinge fino all'indicibile di Dio, si rivolge al divino e al sacro Solo la cantica del Paradiso parla di un aldilà che si spinge fino all'indicibile di Dio e si rivolge contestualmente alla Terra e agli uomini. Il termine purgatorium: Non è mai esistito È sempre esistito non esiste come sostantivo fino alla seconda metà del XII secolo non esiste come sostantivo fino alla seconda metà del XX secolo. Il trascorrere del tempo nel Purgatorio: È diverso da quello terreno È come quello terreno Non è desumibile e non è esplicitato da Dante È solo notturno. Nella valletta dei principi: Dante non è mai giunto Per contrappasso, sono presenti i poveri e gli schiavi Non vengono espiati i peccati Viene espiata la negligenza. L'immagine del tramonto nel canto VIII del Purgatorio: Rimanda a un sentimento di trapasso e di terza età Rimanda a un sentimento di nostalgia sia per gli espianti, sia per Dante Rimanda a un sentimento di nostalgia solo per gli espianti Rimanda a un sentimento di nostalgia solo per Dante. Quella dei 'navicanti' che apre il canto VIII è: perifrasi enjambement metonimia ossimoro. La numerologia nella Commedia: È presente solo nell'Inferno È presente in tutta l'opera tranne che nell'Inferno Continua anche nel Purgatorio È presente solo nel Purgatorio. Come si compie la purgazione nel Purgatorio? Con una pena temporale articolata in tre fasi: castigo materiale, exempla e preghiera Con una pena temporale articolata in due fasi: castigo materiale e preghiera Con una pena temporale articolata in quattro fasi: castigo materiale, exempla, preghiera e redenzione Con una pena temporale articolata in un'unica fase comprendente preghiera e redenzione. I principi negligenti: Espiano le proprie colpe nell'Inferno Non espiano colpe in virtù del proprio lignaggio Espiano le proprie colpe nella 'valletta dei principi' Espiano le proprie colpe perpetuamente. Rispetto alla poesia, Dante: Si qualifica come poeta fin dall'incontro con Virgilio, all'inizio del poema Si qualifica come poeta solo arrivato nel Purgatorio Si qualifica come poeta solo arrivato nel Paradiso Non si qualifica mai come poeta. Bonagiunta Orbicciani da Lucca: È celebrato da Dante come l'inventore del nuovo stile di poetare Riconosce in Dante «colui che fore / trasse le nove rime» con la composizione della canzone Donne ch'avete intelletto d'amore ispirata al tema della lode di Beatrice È celebrato da Virgilio come l'inventore del nuovo stile di poetare Riconosce in Virgilio «colui che fore / trasse le nove rime» con la composizione della canzone Donne ch'avete intelletto d'amore ispirata al tema della lode di Beatrice. Guido Guinizzelli: È celebrato da Dante come l'inventore del nuovo stile di poetare Riconosce in Dante «colui che fore / trasse le nove rime» con la composizione della canzone Donne ch'avete intelletto d'amore ispirata al tema della lode di Beatrice È celebrato da Virgilio come l'inventore del nuovo stile di poetare Riconosce in Virgilio «colui che fore / trasse le nove rime» con la composizione della canzone Donne ch'avete intelletto d'amore ispirata al tema della lode di Beatrice. A chi Dante farà indicare la famosa definizione dello «stil novo» Virgilio Guido Guinizzelli Bonagiunta Orbicciani Guido Cavalcanti. Guido Guinizzelli viene individuato da Dante come: figlio antagonista avo maestro. Nel Paradiso terrestre Dante incontra: Guinizzelli Bonagiunta Orbicciani Santa Lucia Matelda. Il fiume Lete: Produce l'espiazione dei peccati per le anime che vi si immergono Produce l'oblio del male compiuto per le anime che vi si immergono Produce la memoria del bene compiuto per le anime che vi si immergono Produce la velocizzazione della permanenza nel Purgatorio per le anime che vi si immergono. Il fiume Eunoè: Produce l'espiazione dei peccati per le anime che vi si immergono Produce l'oblio del male compiuto per le anime che vi si immergono Produce la memoria del bene compiuto per le anime che vi si immergono Produce la velocizzazione della permanenza nel Purgatorio per le anime che vi si immergono. L'arrivo di Beatrice: È preannunciato più volte nel corso del viaggio dantesco Giunge inaspettato per Dante e per il lettore Giunge inaspettato solo per Dante Viene intuito da tutti tranne che da Dante. Beatrice: Accoglie Dante con un fare materno Accoglie Dante con un fare fraterno Appella Dante con il suo nome, unica attestazione in tutta la Commedia Appella Dante con il suo nome, come fanno tutti i personaggi della Commedia. Il Paradiso: Ha la stessa dimensione temporale della Terra È ubicato in un luogo preciso Non ha luogo e non ha tempo Ha la stessa dimensione temporale della Terra ma non ha un luogo definito. Nella Commedia, Dante: Assume certamente un'attitudine profetica, come si evince anche dalle sue numerose profezie Certamente non assume un'attitudine profetica, come si desume dal fatto che tutte le profezie sono post eventum Assume solo un'attitudine poetica, come si evince dai numerosi episodi in cui rifiuta di essere investito della funzione profetica Assume solo un'attitudine profetica, come si evince dai numerosi episodi in cui rifiuta di essere investito della funzione poetica. Per Dante, la Commedia: Ha solo un valore di fictio letteraria Ha solo un valore di visio spirituale-profetica Non ha né valore di fictio letteraria, né valore di visio spirituale-profetica Ha sia valore di fictio letteraria ma anche di visio sporituale-profetica. Le anime del Paradiso: Dimorano più o meno vicine Dio a seconda del grado di beatitudine Pur avendo tutte dimora nell'Empireo, sono più o meno vicine Dio a seconda del grado di beatitudine Pur avendo tutte dimora presso Dio, sono più o meno vicine all'Empireo a seconda del grado di beatitudine Dimorano più o meno vicine all'Empireo a seconda del grado di beatitudine. Piccarda Donati: Viene nominata nel Purgatorio dal fratello Forese Donati È già stata incontrata da Dante nel Purgatorio Viene nominata nel Purgatorio dal fratello Sordello da Goito È già stata incontrata da Dante nell'Inferno. La figura femminile di Piccarda Donati: È in relazione solo con Pia È in relazione solo con Francesca È in relazione con Francesca e con Pia Non è in relazione con le precedenti figure femminili incontrate da Dante. Costanza d'Altavilla: È introdotta a Dante da Giustiniano È introdotta a Dante da Beatrice È introdotta a Dante da Cacciaguida È introdotta a Dante da Piccarda Donati. Il canto VI del Paradiso: Come gli altri canti VI della Commedia, è dedicato a temi politici Al contrario degli altri canti VI della Commedia, è dedicato a temi politici Al contrario degli altri canti VI della Commedia, non è dedicato a temi politici Come gli altri canti VI della Commedia, non è dedicato a temi politici. L'idea dantesca di un mondo governato da «due soli»: Viene espressa nella Monarchia ma confutata nel Convivio Si dimostrerà irrealizzabile, poiché era ormai definitivamente tramontata l'età dell'universalismo, soppiantata dalla realtà degli Stati nazionali Si dimostrerà irrealizzabile, perché si era ormai definitivamente imposto il sistema democratico moderno Viene espressa nella Monarchia ma confutata nella Commedia. Nel Paradiso, i latinismi: Divengono più frequenti poiché assistiamo a un innalzamento stilistico Divengono più frequenti poiché Dante ritiene che l'argomento divino sia utile solo ai dotti Divengono meno frequenti poiché assistiamo a un innalzamento stilistico Divengono meno frequenti poiché Dante abbandona le idee linguistiche precedenti. Cunizza: Viene presentata a Dante da Piccarda Donati Viene presentata a Dante da Giustiniano Viene incontrata da Dante nel cielo di Venere, tra le anime che sottomisero la ragione ai piaceri carnali Viene incontrata da Dante nel cielo di Venere, tra le anime che vissero nel vortice dei piaceri mondani e successivamente nello slancio d'amore verso il vero bene. Nella trilogia dei canti XV-XVII: Il protagonista è Cacciaguida, padre di Dante Il protagonista è Giustiniano Il protagonista è Cacciaguida, avo di Dante Il protagonista è Forese Donati. Nel discorso di Cacciaguida, l'uso dei latinismi: È ampio, tant'è che Cacciaguida esordisce con una citazione in latino tratta dall'Eneide È ampio, tant'è che Cacciaguida esordisce con una citazione in latino tratta dal De amicizia di Cicerone Non è presente, poiché Dante vuole rendere la profezia comprensibile a tutti Non è presente, poiché Dante vuole dipingere il suo avo come non erudito. Su quale elemento della Commedia pone l'accento Auerbach Sul realismo figurale Sul realismo magico Sull'agiografia Sulla lessicografia. Cercare di superare i confini imposti da Dio, per Dante: È considerato un atto folle e superbo, come simboleggia l'Ulisse del canto XXVI del Purgatorio È considerato un atto folle e superbo, come simboleggia l'Ulisse del canto XXVI dell'Inferno È considerato naturale e doveroso È considerato doveroso ma innaturale. Le guide dantesche: Non sono scelte secondo un ordine logico Sono scelte secondo un ordine casuale Sono scelte secondo un ordine gerarchico Non sono scelte secondo un ordine gerarchico. Beatrice: È sostituita da Virgilio come guida di Dante Viene redarguita da Dante, ora abbandonato dalla donna Scompare senza congedarsi È sostituita da San Bernardo come guida di Dante. Quando Beatrice si congeda, Dante: Le rivolge parole d'amore, celebrando la lode ultima e suprema della donna Le rivolge parole d'odio, poiché arrabbiato per essere stato abbandonato Le rivolge parole di indifferenza, poiché ormai giunto alla visione dei santi Le rivolge parole d'amore, celebrando l'unione carnale che li lega. Il modello agiografico: Non è presente nella Commedia È presente nella Commedia, ma solo nell'Inferno È presente nella Commedia, ma solo nel Paradiso È presente nella Commedia, non soltanto nella terza cantica. In cosa consiste l'uso autoagiografico che si riscontra nella Commedia Quando Dante utilizza l'agiografia come spunto per riflessioni biografiche Quando a parlare sono gli stessi santi protagonisti della storia Quando a parlare dei santi è Virgilio Quando a parlare dei santi è Beatrice. Le gru: Sono utilizzate da Dante per descrivere Ulisse e Diomede Sono utilizzate da Dante per descrivere Paolo e Francesca Sono presenti nel paragone delle anime peccatrici dei lussuriosi Sono utilizzate da Dante in ogni canto dell'Inferno in cui vi sono due dannati per mano. Le colombe: Sono utilizzate da Dante per descrivere Ulisse e Diomede Sono utilizzate da Dante per descrivere Paolo e Francesca Sono presenti nel paragone delle anime peccatrici dei lussuriosi Sono utilizzate da Dante in ogni canto dell'Inferno in cui vi sono due dannati per mano. Le aquile: Sono particolarmente importanti in tutta l'opera di Dante Sono utilizzate solo nel Paradiso Non compaiono nella Commedia, contrariamente al Convivio Non compaiono nella Commedia, contrariamente al De vulgari eloquentia. La 'cattività avignonese': Sarà uno dei punti cardine dell'impegno politico di Petrarca Sarà uno dei punti cardine nell'impegno politico della gioventù di Petrarca, per poi essere rinnegato in vecchiaia Sarà uno dei punti cardine nell'impegno politico della vecchiaia di Petrarca, mentre era stato rinnegato in gioventù Non verrà presa in considerazione negli interventi politici di Petrarca. Quali sono gli eventi traumatici che sconvolgono la vita di Petrarca nel 1343? La morte di Laura e la morte di Roberto d'Angiò La morte di Roberto d'Angiò e l'ingresso del fratello Gherardo nell'ordine dei certosini La morte di Laura e l'ingresso del Fratello Gherardo nell'ordine dei certosini La morte di Roberto d'Angiò e la morte del fratello Gherardo. L'ispirazione per le Familiares: Venne a Petrarca dal De remediis utriusque fortunae Venne a Petrarca dalle Seniles Venne a Petrarca dalla scoperta dell'epistolario di Cicerone Venne a Petrarca dalla scoperta della donazione di Costantino. Il codice degli abbozzi: Rappresenta la forma definitiva del Canzoniere È un codice di uso privato utile per ricostruire la genesi del Canzoniere È il primo codice reso pubblico del Canzoniere È il codice che tramanda la redazione del Canzoniere copiata da Boccaccio. La concezione dell'amore nel Canzoniere: Parte dall'interrogativo, destinato a rimanere senza risposta, se l'esperienza dell'amore terreno sia di ostacolo o faccia da tramite all'amore divino Parte dall'interrogativo se l'esperienza dell'amore terreno sia di ostacolo o faccia da tramite all'amore divino, rispondendo che è un ostacolo Parte dall'interrogativo se l'esperienza dell'amore terreno sia di ostacolo o faccia da tramite all'amore divino, rispondendo che fa da tramite Non prende in considerazione il rapporto tra l'amore e il divino. Perché Petrarca utilizza il volgare per il Canzoniere Perché conosceva il latino, ma non lo padroneggiava perfettamente Perché lo riteneva l'unica lingua nella quale avesse senso scrivere opere letterarie Perché era l'altra componente fondamentale che consente la ricomposizione che è condizione necessaria alla tenuta del racconto Perché temeva che, scrivendo in latino, il libro non sarebbe stato compreso dal pubblico. L'Elegia di madonna Fiammetta: È il primo romanzo in prosa di tutta la tradizione occidentale in cui una donna narra la propria storia in prima persona È il primo romanzo in prosa di tutta la tradizione occidentale in cui si parla di una donna È realizzata a Firenze, quindi non risente del clima napoletano È realizzata a Napoli quindi non risente del clima fiorentino. La peste: Arrivò a firenze nella primavera del 1390 Avviò a Firenze processi di disgregazione politico-economica, sociale e delle convinzioni religiose Arrivò in Europa nel 1347, ma lasciò Firenze piuttosto indenne Arrivò prima a Firenze nel 1347, diffondendosi l'anno dopo in tutta Europa. L'influenza di Petrarca: Determina in Boccaccio l'abbandono dell'influenza di Dante Non determina un cambiamento nella produzione letteraria di Boccaccio Determina il precisarsi di un nuovo progetto letterario da parte di Boccaccio Determina la produzione di opere letterarie utilizzando la sola lingua volgare. Nel Decameron la peste: Assume un ruolo decisivo poiché alla base della scelta delle sette giovani donne e dei tre giovani uomini di lasciare Firenze e recarsi in campagna Assume un ruolo decisivo poiché alla base della scelta dei sette giovani uomini e delle tre giovani donne di lasciare Firenze e recarsi in campagna Non assume un ruolo decisivo, poiché l'intento dell'opera è di evasione dalla catastrofe dell'epidemia e, dunque, il tema viene evitato il più possibile Assume un ruolo decisivo solo nella datazione dell'opera. Nel Decameron l'autore: Resta nascosto ed anonimo Esercita una forte regia, riservandosi tre spazi per interloquire con il lettore: il Proemio, l'Introduzione della IV giornata e la Conclusione Esercita una forte regia, riservandosi due spazi per interloquire con il lettore: il Proemio e la Conclusione Esercita una forte regia, riservandosi quattro spazi per interloquire con il lettore: il Proemio, l'Introduzione della IV giornata, l'introduzione alla VI giornata e la Conclusione. Nel Decameron Firenze: Occupa un ruolo importante tanto quanto Napoli: infatti, Firenze e Napoli sono le due città principali nella biografia dell'autore Occupa un ruolo importante: vi si ambientano solo due delle cento novelle ma la città stabilisce l'orizzonte culturale, etico e ideologico che dà senso alla narrativa Occupa un ruolo importante: vi si ambienta quasi un quarto delle novelle e stabilisce l'orizzonte culturale, etico e ideologico che dà senso alla narrativa Non occupa un ruolo fondamentale, restando oscurata dalla bellezza e l'eleganza del contado. In Italia, il topos del cuore mangiato: Non è presente È presente solo in Dante È presente solo in Boccaccio È molto presente e con diverse varianti. In quale opera a Dante appare in sogno Amore con in mano il suo cuore che arde da dare in pasto a Beatrice? Vita nova Decameron Monarchia Commedia. Quale autore in Italia si dimostra più sensibile al tema del "cuore mangiato" Dante Boccaccio Bembo Ariosto. La novella di Messer Guiglielmo Rossiglione: Ripete unicamente il racconto della vida provenzale di Guillem de Cabestaing Segue da vicino il racconto della vida provenzale di Guillem de Cabestaing, ma ha delle innovazioni Non segue affatto il racconto della vida provenzale di Guillem de Cabestaing Segue il racconto della vida provenzale di Guillem de Cabestaing solo nella prima parte. Le versioni del motivo del "cuore mangiato": Hanno tante varianti, ma solo nel Trecento Hanno tante varianti, ma solo fino al Quattrocento Avranno grande fortuna nella letteratura italiana nei secoli Non avranno grande fortuna nella letteratura italiana nei secoli. La novella di Federigo degli Alberighi: Si colloca nella terza cantica Si colloca nella giornata quinta, dedicata alle narrazioni di amori che finiscono bene Si colloca nella giornata quinta, dedicata alle narrazioni di amori che finiscono tragicamente È una delle meno famose della giornata quinta. Rispetto alla novella di Nastagio degli Onesti, la novella di Federigo degli Alberighi: Diverge totalmente Ne è un riassunto È in parte simile Coincide totalmente. Nella novella di Federigo degli Alberighi: Come in quella di Nastagio degli Onesti, i valori della cortesia devono essere compensati da quelli dell'etica mercantile e borghese Al contrario di quella di Nastagio degli Onesti, i valori della cortesia devono essere compensati da quelli dell'etica mercantile e borghese Come in quella di Nastagio degli Onesti, i valori della cortesia devono essere compensati da quelli dell'etica teologica Al contrario di quella di Nastagio degli Onesti, i valori della cortesia devono essere compensati da quelli dell'etica teologica. Perché la novella di Madonna Oretta può essere definita come novella-manifesto Perché ebbe molte raffigurazioni Perché, trattando il saper narrare, il Decameron si interroga attraverso la storia di madonna Oretta Spina su se stesso Perché è la novella che Boccaccio utilizzò per motivi pubblicitari Perché è l'unica della raccolta a non essere di mano di Boccaccio. Nel Decameron, Boccaccio: Si ferma a discutere di questioni legate alle tecniche narrative solo nella novella di Madonna Oretta Non si ferma mai a discutere di questioni legate alle tecniche narrative Si ferma a discutere di questioni legate alle tecniche narrative solo nella novella di Nastagio degli Onesti Si ferma a discutere di questioni legate alle tecniche narrative in vari luoghi, come nell'introduzione alla quarta giornata, oppure nella Conclusione dell'opera. Nella letteratura del Trecento, Firenze: Ricopre un ruolo centrale, direttamente o indirettamente Ricopre un ruolo centrale fintanto che rimane in vita Dante Ricopre un ruolo centrale fintanto che rimane in vita Petrarca Ricopre un ruolo centrale fintanto che rimane in vita Boccaccio. La formazione di Petrarca: È condotta a Firenze È condotta condotta lontano da Firenze, ad Avignone È condotta condotta lontano da Firenze, a Napoli È condotta condotta lontano da Firenze, a Roma. Cosa si intende con "Tre Corone" Le opere dei poeti Dante, Petrarca e Boccaccio I poeti Dante, Petrarca e Boccaccio I seguaci dei poeti Dante, Petrarca e Boccaccio Le corone d'alloro poste sui capi dei poeti Dante, Petrarca e Boccaccio. L'immagine della corona di alloro: È strettamente legata alla definizione dello status di poeta, intellettuale, uomo colto, uomo illustre e del suo ruolo sociale È strettamente legata alla definizione dello status di poeta, ma non del suo ruolo nella società È stata inventata nel Medioevo Non apparteneva al mondo antico. Rispetto alla tradizione cristiana, la corona poetica: Non si pone in relazione Si sostituisce in antitesi alla corona-aureola cristiana Assume e ingloba la corona-aureola cristiana Si pone in relazione solo nella letteratura religiosa. Per Petrarca, l'alloro: Aveva un significato connesso solo al Canzoniere Aveva un significato solo al di fuori del Canzoniere Non faceva parte dei temi di riflessione nelle sue opere Aveva un significato connesso sia alle opere dedicate alla cerimonia del 1341, sia al Canzoniere. La codificazione petrarchesca della laurea poetica: È uguale a quella di Dante È uguale a quella che Boccaccio ne fa di Dante Diversamente da quella di Dante, è volta a dare un valore sacrale al ruolo stesso del poeta Diversamente da quella di Dante, non è volta a dare un valore sacrale al ruolo stesso del poeta. Rispetto a Dante e Petrarca, Boccaccio: Ravviserà sempre il ruolo di praeceptor in Petrarca, ma dovrà costantemente "misurarsi" con il suo primo maestro, Dante Ravviserà sempre il ruolo di praeceptor in Dante, ma dovrà costantemente "misurarsi" con il suo primo maestro, Petrarca All'inizio ravviserà il ruolo di praeceptor in Petrarca, ma poi tornerà a misurarsi solo con il suo primo maestro, Dante All'inizio ravviserà il ruolo di praeceptor in Dante, ma poi tornerà a misurarsi solo con il suo primo maestro, Petrarca. Chi si attribuisce il ruolo di creare una idea di "tradizione"partendo da una idea di rinnovamento culturale Boccaccio Alighieri Petrarca Bembo. Il sodalizio tra Boccaccio e Petrarca: Si avvia solo negli anni Settanta del Trecento Si avvia solo negli anni Ottanta del Trecento Si costruisce già dai primissimi anni Cinquanta del Trecento Non è attestato da fonti certe. A partire dal 1350, Boccaccio: Abbandona il magistero petrarchesco per spostarsi più verso Dante Abbandona il magistero dantesco per spostarsi più verso Petrarca Si muove contemporaneamente nella direzione di Petrarca e in quella di Dante Non si interessa al suo rapporto con Petrarca e con Dante. l'epistola in esametri Ytalie iam certus honos: È indirizzata da Dante a Petrarca in accompagno di una copia della Commedia È indirizzata da Petrarca a Boccaccio in accompagno di una copia della Commedia È indirizzata da Petrarca a Dante in accompagno di una copia della Commedia È indirizzata da Boccaccio a Petrarca in accompagno di una copia della Commedia. Nella selva dei suicidi: Dante incontra Pier delle Vigne Dante incontra Federico II Dante incontra Paolo e Francesca Dante incontra Nastagio degli Onesti. Cosa intende Dante con "rami toschi" toscani velenosi oscuri secchi. Perché Dante spezza il ramo nella selva dei suicidi È spinto da Beatrice È spinto da Pier delle Vigne È spinto da Virgilio È spinto da Boccaccio. Le parole di Pier delle Vigne: Sono volte a rendere il senso di beatitudine nel quale si trova Sono comprensive nei confronti dell'inconsapevolezza di Dante Sono cariche di odio per Virgilio Sono volte a rendere il senso di ingiustizia che lo pervade. La novella di Nastagio degli Onesti: È inserita nella quarta giornata, che narra degli amori che non hanno lieto fine È inserita nella quinta giornata, che narra degli amori che non hanno lieto fine È inserita nella quinta giornata, che narra di storie d'amore che hanno avuto una fine felice È inserita nella quinta quarta, che narra di storie d'amore che hanno avuto una fine felice. La storia di Nastagio degli Onesti: È ambientata tra Ravenna e Cattolica È ambientata tra Ravenna e la Pineta di Classe È ambientata nella selva dei suicidi È ambientata tra Roma e la selva dei suicidi. Nella novella di Nastagio degli Onesti: Sono presenti molti richiami al Canzoniere di Petrarca Sono presenti molti richiami al Canzoniere di Guido degli Anastagi Sono presenti molti richiami alle poesie di Pier delle Vigne Sono presenti molti richiami alla Commedia di Dante. Per Dante, Boccaccio: Ha un'ammirazione, ma è inferiore a quella per Petrarca Ha instaurato un vero e proprio culto, che ha fatto sviluppare l'immagine delle "Tre Corone" insieme a Petrarca Ha instaurato un vero e proprio culto, che ha fatto sviluppare l'immagine delle "Tre Corone" insieme a Pier delle Vigne Ha un'ammirevole amicizia, che è pari solo a quella con Petrarca. Tra le opere di Boccaccio con focus su Dante, vi è: Il Trattatello in laude di Petrarca Le Genealogie deorum gentilium Esposizioni sopra la Comedia Esposizioni sopra il Trattatello. Con Boccaccio: Prende avvio la filologia dantesca Prende avvio l'editoria dantesca Prende avvio l'insegnamento di Dante a scuola Prende avvio l'analisi della Commedia. Qual è l'intento primario delle raccolte di lettere di Petrarca Dare ai posteri, la propria esperienza autobiografica come un modello esemplare Difendersi dalle accuse di invidia nei confronti di Dante Difendersi dalle accuse di invidia nei confronti di Boccaccio Cercare un modello per la propria autobiografia tra i classici. L'anno 1348: Petrarca completò il Canzoniere Fu il più tragico della peste e spinse Petrarca a un bilancio esistenziale Fu il più tragico della peste e spinse Boccaccio a un bilancio esistenziale Boccaccio completò il Decameron. Su chi sceglie di proiettare la propria esperienza di esule Petrarca Petrarca sceglie di proiettare su Ulisse la propria esperienza di "esule", soprattutto per marcarne le analogie Petrarca sceglie di proiettare su Dante la propria esperienza di "esule", soprattutto per marcarne le analogie Petrarca sceglie di proiettare su Dante la propria esperienza di "esule", soprattutto per marcarne le differenze Petrarca sceglie di proiettare su Ulisse la propria esperienza di "esule", soprattutto per marcarne le differenze. Verosimilmente, Petrarca quando matura l'idea di raccogliere le proprie lettere Dopo l'esilio di Dante Dopo il colloquio con Boccaccio del 1350 Dopo aver scoperto e copiato, a Verona, nel 1345, i sedici libri delle epistole di Cicerone ad Attico Dopo aver scoperto e copiato, a Verona, nel 1345, i sedici libri delle epistole di Dante a Arrigo VII. L'epistola familiare XXI: Verosimilmente, è di poco successiva alla visita che Boccaccio aveva fatto a Petrarca nel 1359 Verosimilmente, è di poco successiva alla visita che Boccaccio aveva fatto a Petrarca nel 1459 Verosimilmente, è di poco successiva alla visita che Dante aveva fatto a Petrarca nel 1359 Verosimilmente, è di poco successiva alla visita che Dante aveva fatto a Petrarca nel 1459. L'ansia dell'influenza: Secondo Bloom, è quella che coglie uno scrittore davanti alla pagina bianca Secondo Bloom, è quella che coglie uno scrittore davanti a un modello di eccellenza Secondo Todorov, è quella che coglie uno scrittore davanti a un modello di eccellenza Secondo Todorov, è quella che coglie uno scrittore davanti alla pagina bianca. Rispetto all'esilio di Dante, Petrarca: Sottolinea le analogie, dovute al fatto che entrambi si considerarono un peregrinus ubique Sottolinea le analogie, dovute al fatto che entrambi si considerarono un exul inmeritus Sottolinea le differenze: il proprio esilio era legato alla sua inclinazione di inquieta esistenza, quello di Dante era coatto Sottolinea le differenze: il proprio esilio era coatto, quello di Dante era legato alla sua inclinazione di inquieta esistenza. Petrarca: Dichiara di non aver mai letto Dante, e che mai lo leggerà, per non farsi influenzare Dichiara di non aver mai letto la Commedia, e che mai la leggerà, perché scritta in volgare Dichiara di avere ignorato Dante nei suoi anni di formazione, ma confessa che ora lo legge Dichiara di avere ignorato Dante nei suoi anni senili ma confessa di averlo letto in gioventù. Petrarca riconosce in Dante: Il più grande autore della sua generazione Il più grande autore in volgare e in latino Il più grande autore in latino Il più grande autore in volgare. In conclusione, Petrarca: Riconosce il valore di Dante ma vuole anche segnare una svolta rispetto a quello "scomodo" predecessore Non riconosce il valore di Dante perché vuole segnare una svolta rispetto a quello "scomodo" predecessore Riconosce il valore di Boccaccio ma vuole anche segnare una svolta rispetto a quello "scomodo" predecessore Non riconosce il valore di Boccaccio perché vuole segnare una svolta rispetto a quello "scomodo" predecessore. Il grande modello della Commedia: È rappresentato dall'Eneide di Virgilio È rappresentato dall'Eneide di Ovidio È rappresentato dall'Odissea, che conosce direttamente È rappresentato dalle Bucoliche di Virgilio. L'aldilà virgiliano: È tutto in superficie È tutto in sotterraneo È tutto in acquatico È tutto in cielo. L'incidenza della tradizione biblico-evangelica nella costruzione dell'aldilà dantesco: Non è presente Non è influente È senz'altro determinante nella formazione e nella maturazione poetica e intellettuale di Dante È senz'altro non determinante nella formazione e nella maturazione poetica e intellettuale di Dante. L'incidenza della letteratura visionaria nella costruzione dell'aldilà dantesco: Non è presente Non è influente Costituisce un enorme contenitore poiché vi si racconta di viaggi e visioni avvenuti in uno o più regni ultramondani Non è ampia, nonostante vi si racconti di viaggi e visioni avvenuti in uno o più regni ultramondani. Nel canto II dell'Inferno, Dante: Accomuna il percorso che si accinge a compiere al viaggio compiuto da Ulisse Accomuna il percorso che si accinge a compiere al viaggio compiuto da Beatrice Accomuna il percorso che si accinge a compiere al viaggio compiuto da Virgilio Accomuna il percorso che si accinge a compiere al viaggio compiuto da san Paolo. Nella Commedia il regno dei morti: Al contrario della concezione classica, si colloca nel sottosuolo Come nella concezione classica, si colloca nel sottosuolo Al contrario della concezione cristiana, si colloca nel sottosuolo Al contrario dell'Eneide, si colloca nel sottosuolo. Quale figura retorica utilizza Dante descrivendo la "selva selvaggia"? La figura retorica detta etimologica L'enjambement L'ossimoro L'analogia. Perché la selva è oscura? Perché produce cecità Perché non vi sono colori Perché non vi splende il sole, in quanto situata nel cono d'ombra prodotto da Lucifero Perché non vi splende il sole, e la luce, simbolo di bene, e sta altrove. La selva come topos di smarrimento: Si trova solo in Dante Non si trova più dopo Dante Si trova solo nel Trecento Attraversa la letteratura di tutti i tempi con connotazioni diverse. Nell'Orlando Furioso: Non vi sono selve Diversamente da quanto accade nella Commedia, lo smarrimento nella selva non comporta l 'idea di peccato Diversamente da quanto accade nella Commedia, nessuno si smarrisce nella selva La selva dantesca viene ridicolizzata. Circa l'opposizione della città di Firenze a Enrico VII: Dante nel marzo del 1311 scrive una durissima lettera contro Firenze, minacciando un inesorabile castigo per la città Dante dapprima comprende le ragioni dei fiorentini, per poi intervenire duramente contro di loro attraverso le epistole Il papa interviene a favore di Enrico VII fino alla morte dell'imperatore Dante si dimostra indifferente, poiché ormai in esilio e non più interessato alle sorti di Firenze. La morte di Enrico VII: Non fa svanire agli occhi di Dante il sogno di una pax augusta e la speranza di un prossimo ritorno a Firenze Fa svanire agli occhi di Dante il sogno di una pax augusta e la speranza di un prossimo ritorno a Firenze Avviene in battaglia a Firenze Fa sì che Dante individui un successore dell'imperatore sul quale riporre la fiducia per il suo ritorno a Firenze. Come risponde Dante al provvedimento di amnistia da parte di Firenze nel 1315 Dapprima accetta per poi rifiutare a malincuore Respinge duramente l'offerta perché non vuole più tornare a Firenze Respinge duramente l'offerta perché prevede la sottomissione a un rito umiliante Si dimostra indifferente. Petrarca si trasferisce ad Avignone: Nel 1312, seguendo il padre Nel 1312, seguendo Dante Alighieri Nel 1309, seguendo il padre Nel 1309, seguendo Dante Alighieri. Per Petrarca, Avignone: Resterà un punto di riferimento e verrà sempre elogiata nelle sue opere Diventerà un locus amoenus Resterà un punto di riferimento per lo più polemico Resterà indifferente. A chi è attribuita attualmente la frase Transalpina solitudo mea iocundissima sotto lo schizzo di Valchiusa Francesco Petrarca Giovanni Boccaccio Dante Alighieri Petracco di Parenzo. Dove scrive Petrarca le opere Africa e De viris illustribus Ad Avignone A Roma A Valchiusa A Napoli. Nel Canzoniere, Petrarca: Non si riferisce mai a Valchiusa Non si riferisce mai a Laura Si riferisce a Laura con il senhal 'Valchiusa' Dedica tre sonetti a Valchiusa. Per Petrarca, Roma: Vera sede della curia papale, simboleggia la spiritualità cristiana È descritta nella sua configurazione naturale e simbolica come "doppia" perché è anche il luogo di pianto per l'assenza e lontananza di Laura È descritta nella sua configurazione naturale e simbolica come "doppia" perché è anche il luogo della morte di Laura È designata col nome di Babilonia che nella Bibbia è città corrotta per antonomasia. Per Petrarca, Avignone: Vera sede della curia papale, simboleggia la spiritualità cristiana È designata col nome di Babilonia che nella Bibbia è città corrotta per antonomasia È descritta nella sua configurazione naturale e simbolica come "doppia" perché è anche il luogo di pianto per l'assenza e lontananza di Laura È descritta nella sua configurazione naturale e simbolica come "doppia" perché è anche il luogo della morte di Laura. Per Petrarca, Valchiusa: Vera sede della curia papale, simboleggia la spiritualità cristiana È designata col nome di Babilonia che nella Bibbia è città corrotta per antonomasia È descritta nella sua configurazione naturale e simbolica come "doppia" perché è anche il luogo di pianto per l'assenza e lontananza di Laura È descritta nella sua configurazione naturale e simbolica come "doppia" perché è anche il luogo della morte di Laura. La conformazione morfologica di Valchiusa: È pianeggiante È costiera È di una valle chiusa da rocce e incassata È di una valle chiusa da una diga. Per Petrarca, l'autobiografia: Diventa un campo di esperienze entro cui misurare la validità del sapere Non ha una reale importanza se non per la collocazione cronologia delle opere Ha importanza solo per la lettura e la comprensione del Canzoniere Ha importanza solo prima della morte di Laura. La lettera ai posteri: Fu cominciata da Petrarca pochi anni prima della morte e rimase incompiuta Viene iniziata da Petrarca intorno al 1350 ma viene ripresa fino al 1370-1372, a pochi anni dalla morte Venne completata nel 1350 Venne completata nel 1374. Come intende presentarsi Petrarca alla posterità: Come poeta fautore della lingua volgare Con un'immagine che ruota intorno al superamento della teologia Con un'immagine che ruota intorno al superamento della passione amorosa nutrita per Laura Come poeta anonimo, indifferente alla necessità di tramandare la propria biografia. Avignone: È sede della Curia pontificia dal 1309 È sede della Curia pontificia dal 1312 Sarà sede della Curia pontificia fino al 1309 Sarà sede della Curia pontificia fino al 1312. Dove e come avviene l'incontro di Laura con Petrarca Ad Avignone, salutandosi per strada insieme ad altre due donne, nel 1327 A Carpentras, salutandosi per strada insieme ad altre due donne, nel 1327 Ad Avignone, nella chiesa di Santa Chiara, nel 1327 A Carpentras, nella chiesa di Santa Chiara, nel 1327. Petrarca, nel 1330: Ritorna a vivere in Provenza, a Carpentras Entra al servizio di Giovanni Boccaccio in qualità di cappellano Si trasferisce a Roma, l' 'avara Babilonia' Entra al servizio del cardinale Giovanni Colonna in qualità di cappellano. Per Petrarca, Avignone: Vera sede della curia papale, simboleggia la spiritualità cristiana È designata col nome di Babilonia che nella Bibbia è città corrotta per antonomasia È descritta nella sua configurazione naturale e simbolica come "doppia" perché è anche il luogo della morte di Laura È descritta nella sua configurazione naturale e simbolica come "doppia" perché è anche il luogo di pianto per l'assenza e lontananza di Laura. Ad Avignone Petrarca contrappone: Solo Valchiusa Valchiusa e Roma Napoli e Roma Valchiusa e Napoli. Nel Canzoniere, Avignone: È presente solo nei sonetti 136, 137 e 138 È presente solo nei sonetti 116, 117 e 118 È presente anche in altri momenti oltre che nei sonetti 136, 137 e 138 È presente in ciascuno dei sonetti. Il trittico dei sonetti babilonesi: Non è connesso alla biografia e alla 'geografia petrarchesca' Segna lo stato d'animo del poeta alla decisione di trasferirsi ad Avignone Segna il definitivo congedo, morale ed esistenziale, del poeta da Avignone Non viene inserito da Petrarca nella redazione definitiva del Canzoniere. Come si strutturano i sonetti del trittico per Avignone Secondo il genere del vituperium Secondo il genere della tenzone Secondo i canoni della poesia comica Secondo i canoni della poesia d'amore. Nel trittico per Avignone, il lessico: È simile a quello utilizzato nella sezione in vita di Laura È insolitamente plurilinguistico ed espressivo È simile a quello utilizzato nell'Africa È insolitamente pacato e modesto. La parola nostalgia: È moderna, poiché nell'antichità era intesa solo con l'accezione di malattia È molto antica ma nell'accezione di malattia è parola moderna È del tutto antica È antica ma ripresa con un calco novecentesco in ambito medico. L'eroe Enea: Si pone in contrasto con l'Ulisse omerico Si pone in analogia con l'Ulisse omerico Non è relazionabile con l'Ulisse omerico È posto in analogia con Ulisse da Dante. Ulisse: Non partirà mai dalla patria nel ciclo epico troiano, quindi diventa archetipo del ritorno dell'eroe È il primo a tornare in patria nel ciclo epico troiano, quindi diventa archetipo del ritorno dell'eroe È l'ultimo a tornare in patria nel ciclo epico troiano, quindi diventa archetipo del ritorno dell'eroe Non tornerà mai in patria nel ciclo epico troiano, quindi diventa archetipo del ritorno dell'eroe. Per Dante, Ulisse: È un nemico da combattere È la causa della corruzione della Chiesa È un alter ego È un avo. Petrarca costruisce l'idea di Ulisse come eroe: Sulla base dell'Ulisse omerico Ripudiando l'Ulisse dantesco Sulla base dell'Ulisse dantesco Sulla base dell'Ulisse di Primo Levi. Cosa significa l'espressione peregrinus ubique "abitante di nessun luogo, straniero ovunque", ed è usata da Petrarca "abitante di nessun luogo, straniero ovunque", ed è usata da Dante Exul inmeritus Alter ego. Ungaretti: Non utilizza il sentimento della nostalgia nella sua poesia Reitera nella sua poesia di continuo termini legati all'esilio Ha caro il tema dell'esilio e della nostalgia ma evita nelle sue poesie l'uso di qualsiasi termine legato a questi concetti Non conosce Petrarca. Caproni: Dedica il titolo di una raccola a Ulisse, Il passaggio di Ulisse Dedica il titolo di una raccola a Dante, Il passaggio di Dante Dedica il titolo di una raccola a Petrarca, Il passaggio di Petrarca Dedica il titolo di una raccola a Enea, Il passaggio d'Enea. Il tema della nostalgia in Caproni: Trova il suo centro di irradiazione più riuscito nella preferenza accordata all'eroe omerico Odisseo Trova il suo centro di irradiazione più riuscito nella preferenza accordata all'eroe virgiliano Enea Trova il suo centro di irradiazione più riuscito nella preferenza accordata all'eroe dantesco Ulisse Trova il suo centro di irradiazione più riuscito nella preferenza accordata all'eroe ariostesco Orlando. Sulla preferenza accordata ad Enea, Caproni: Eluderà sempre qualsiasi domanda Lascerà ai critici il compito di effettuare supposizioni Lascerà solo scritti editi postumi Ne farà una materia che occuperà molti suoi scritti. Le Familiares: Sono una traduzione delle lettere di Cicerone ad Attico Sono una trasposizione in prosa del Canzoniere Sono una raccolta di epistole in prosa latina Sono una trasposizione in latino del Canzoniere. Petrarca matura l'idea di raccogliere le proprie lettere informa di libro: Soprattutto dopo aver scoperto e copiato, a Verona, nel 1345, i sedici libri delle epistole di Cicerone ad Attico Soprattutto dopo aver letto la raccolta delle epistole dantesche Soprattutto dopo aver condiviso con Giovanni Boccaccio l'idea del progetto Soprattutto dopo aver ricevuto varie richieste di interpretazione in prosa del Canzoniere. I temi delle Familiares: Sono esclusivamente filosofici e politici Sono esclusivamente letterari ed esistenziali Sono vari, tra cui letterari, esistenziali, psicologici, morali, filosofici, politici Sono vari, ma in prevalenza amorosi. La lettera al Ventoso: È stata scritta certamente nel 1336 È stata scritta certamente nel 1353 È stata scritta certamente dopo il 1348, probabilmente nel 1353 È stata scritta certamente dopo il 1348, probabilmente nel 1453. A chi è dedicata la lettera al monte Ventoso A Gherardo A Boccaccio A Sant'Agostino A Dionigi da Borgo Sepolcro. Chi aveva regalato a Petrarca un piccolo codice delle Confessiones Gherardo Boccaccio Sant'Agostino Dionigi da Borgo Sepolcro. Perché Petrarca retrodata la lettera al Ventoso Per un errore di trascrizione nel codice degli abbozzi Perché nel 1336 aveva circa trentadue anni e si avviava a quell'età che nella letteratura classica doveva segnare l'ingresso nella maturità Perché consigliato da Giovanni Boccaccio Perché consigliato da Gherardo. A quando Petrarca fa risalire la propria mutatio vitae A prima della scalata al Ventoso Al 1348, anno della peste e della morte di Laura Al 1348, anno della peste e della morte del padre Al 1448, anno della peste e della morte di Laura. Andrea Zanzotto: È uno dei più importanti critici petrarcheschi del Novecento È uno dei più importanti critici danteschi del Novecento È uno dei più importanti prosatori del Novecento È uno dei più importanti poeti del Novecento. Per Zanzotto l'arrampicata solitaria: Diviene una moderna salita penitenziale, purgatoriale, talora con un «oscuro senso di colpa» Diviene occasione per ritrovare la vena poetica perduta Diviene occasione per dimenticare l'amore inconsolabile per la donna amata morta Diviene una moderna salita espiatoria dopo essersi macchiato di un crimine. ? Nel quinto cerchio: Sono puniti i violenti contro il prossimo I violenti contro il prossimo sono puniti nel settimo cerchio Sono puniti i lussuriosi I lussuriosi sono puniti nel secondo cerchio. ? Nel sesto cerchio: I violenti contro il prossimo sono puniti nel settimo cerchio Sono puniti i lussuriosi I lussuriosi sono puniti nel secondo cerchio Sono puniti i violenti contro il prossimo. Dove e come immagina l'inferno Dante? Su una montagna che si erge ai piedi della città di Gerusalemme L'inferno, nella costruzione di Dante, è come una voragine a forma di cono rovesciato, collocata sotto la città di Gerusalemme, che degrada fino al centro della Terra Sotto la città di Gerusalemme, a forma di cono rovesciato L'inferno, nella costruzione di Dante, è appunto come una voragine a forma di cono rovesciato, collocata sotto la città di Gerusalemme, che degrada fino al centro della Terra. |
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