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Letteratura Spagnola 2

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Title of test:
Letteratura Spagnola 2

Description:
domande lezione 2-96

Author:
aler
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Creation Date:
21/01/2022

Category:
Literature

Number of questions: 309
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Content:
La società spagnola medievale era divisa in: clero, nobiltà, borghesia, popolo clero, nobiltà, popolo clero, borghesia, popolo nobiltà, borghesia, popolo.
Quale di queste lingue non ha origine neolatina? catalano basco galego-portoghese castigliano.
La nascita della borghesia porta alla nascita della letteratura Picaresca Religiosa Satirica Cavalleresca.
In che lingua sono scritte le jarchas? Scritte in lingua araba classica, ma con caratteri latini Scritte in lingua romanza, con caratteri latini Scritte in lingua araba classica, mentre la moaxaja era scritta in arabo volgare Scritte in lingua romanza, ma con caratteri arabi.
In genere le jarchas sono poste in bocca: all'innamorato cui ci si rivolge nella moaxaja ad un poeta colto che commenta la moaxaja al poeta della moaxaja, per chiuderla con un distico moralizzante ad una innamorata che lamenta l'assenza del suo amato.
Le jarchas sono forme liriche in lingua neoromanza che chiudevano le moaxajas arabe o ebraiche poesie scritte in lingua araba ma con influenze latine le prime forme di lingua spagnola che noi conosciamo testi in lingua spagnola da cui deriveranno le cantigas de amigo.
Secondo Menéndez Pidal l'epica castigliana ha le sue origini dai poemi epici francesi dai poemi cavallereschi italiani dai poemi epici visigoti dalla storiografia latina.
I giullari che avevano maggior prestigio erano quelli che cantavano quali tematiche? la storia del regno in cui lavoravano gesta di eroi e vite di santi avventure mirabolanti di grandi eroi storie d'amore.
Il giullare si distingue dal trovatore perché i giullari recitano soltanto i loro testi, mentre i trovatori possono accompagnarli con musica i giullari sono artisti di strada, dediti spesso ad un'arte più popolare i giullari sono prevalentemente artisti di corte, dediti soprattutto a dilettare nobili e re nei loro castelli i giullari scrivono soltanto in versi regolari, mentre i trovatori hanno maggiore varietà metrica.
Quale di queste NON è una caratteristica dell'epica castigliana la precisione storico-geografica il linguaggio semplice ma espressivo la regolarità metrica la ripetizione di determinati epiteti.
Tra i valori tramandati dal Cantar de mio Cid spicca quello della nobiltà che è in grado di sconfiggere la Fortuna quello della nobiltà basata sulla discendenza da grandi eroi quello della nobiltà basata su valori e fedeltà al re quello della nobiltà basata sulla discendenza da grandi famiglie.
Il Cantar de mio Cid risale all'XI secolo al X secolo al XII secolo (forse inizi del XIII) al XIV secolo (forse inizi del XV).
Quale di questi NON è uno dei tre cantares che compongono il Cantar de mio Cid? Cantar del destierro Cantar de la conquista de Valencia Cantar de la afrenta de Corpes Cantar de las bodas.
La struttura metrica del Cantar de mio Cid è versi anisosillabici raggruppati in quartine monorime versi alessandrini con rima assonante nei versi dispari, raggruppati in strofe di lunghezza variabile versi alessandrini raggruppati in quartine monorime versi anisosillabici con rima assonante, raggruppati in strofe di lunghezza variabile.
La cuaderna vía è formata da cuartine di endecasillabi rimati ABAB cuartine di alessandrini con rima assonante nei versi pari alessandrini divisi in due emistichi da forte cesura al centro, raggruppati in strofe di lunghezza variabile cuartine monorime di alessandrini, divisi in due emistichi da forte cesura.
In che periodo si sviluppò il mester de clerecía? nel XV secolo, morendo definitivamente nel XVI nell'XI secolo nel X secolo nel XIII secolo, morendo definitivamente nella prima metà del XIV.
Il manifesto poetico del mester de clerecía lo troviamo nella seconda strofa della Vida de san Millán de la Cogolla del Libro de Alexandre del Poema de Fernán González del Libro de Apolonio.
Quale di questi testi NON fa parte del mester de clerecía Libro de Apolonio Milagros de Muestra Señora Auto de los Reyes Magos Libro de Alexandre.
Quanti sono i Milagros de Nuestra Señora? venticinque più un'introduzione allegorica trenta cinquanta più uno di dubbia attribuzione dieci più due di dubbia attribuzione.
Quale di queste opere NON è di Gonzalo de Berceo Martirio de san Lorenzo Milagros de Nuestra Señora Vida de santa Oria Libro de Alexandre.
Di quale di questi santi Berceo NON scrisse l'agiografia? Santa Oria San Lorenzo Santo Domingo de Silos San Millán de la Cogolla.
Quale di queste opere NON è attribuibile ad Alfonso X Libro de las Siete Partidas Cantigas de Santa María Loores de Nuestra Señora General e Grant Historia.
Chi fu l'autore delle Cantigas de Santa María? Alfonso X sono anonime Gonzalo de Berceo Juan Manuel.
Nel suo studium Alfonso X aveva il ruolo di copista, perché il re era appassionato di scrittura di autore, poi le sue opere venivano tradotte ad altre lingue da specialisti di traduttore, perché aveva studiato le principali lingue europee di regista, scegliendo le opere da tradurre e dettando come tradurle.
Molti testi medievali come il Poridat de poridades, il Calila e Dimna o il Sendebar hanno fonti Arabe Francesi Italiane Latine.
Chi è l'autore del Conde Lucanor? Gonzalo de Berceo Alfonso X Juan de Mena Juan Manuel.
Come è strutturato il Libro del conde Lucanor? cinquanta esempi più uno di dubbia attribuzione trenta esempi, organizzati secondo una sorta di calendario mensile cento esempi, su modello della Divina Commedia venticinque esempi più un'introduzione.
Il capolavoro di Juan Manuel è El libro del conde Lucanor Historia de España Libro de Buen Amor Milagros de Nuestra Señora.
La grande novità di Juan Manuel rispetto al resto della produzione medievale è l'uso di fonti latine per i suoi esempi la grande attenzione al suo ruolo di autore l'unione di prosa e versi nei suoi testi l'uso di fonti arabe per i suoi esempi.
Il Libro de Buen Amor è l'ultima opera ricollegabile alle jarchas al mester de clerecía all'epica spagnola al mester de juglaría.
Nel Libro de Buen Amor Trotaconventos è la donna che il protagonista cerca di sedurre, riuscendovi grazie all'intervento di doña Endrina una delle pastorelle che il protagonista cerca di sedurre sui monti la mezzana che il protagonista usa per le sue avventure amorose la donna che il protagonista cerca di sedurre, senza successo.
Il Libro de Buen Amor è il capolavoro di Gonzalo de Berceo Jorge Manrique Juan Manuel Juan Ruiz, Arcipreste de Hita.
Come si può definire dal punto di vista tematico la Danza de la muerte? è una sorta di dialogo tra la morte e alcuni tipi sociali finalizzato alla satira sociale è un poema allegorico simile alla Divina Commedia, ma con un finale macabro mostra la morte nella doppia faccia atea e cristiana mostra la morte come una bellissima ballerina, con cui tutti vorrebbero danzare.
Caratteristica del Corbacho dell'Arcipreste de Talavera è l'essere scritto in latino in un periodo in cui non si usava più per quel tipo di letteratura l'essere diviso in tre libri la fusione tra vecchio (tradizione moraleggiante) e nuovo (nuova coscienza della realtà) la satira antimaschilista in una società invece fortemente misogina.
Le nuove forme letterarie che si sviluppano in Spagna agli inizi del XV secolo, rispetto alla tradizione precedente, si specializzano soltanto su alcuni settori si affiancano e coesistono a quelle più tradizionali soppiantano totalmente le forme tradizionali, che cadranno nell'oblio si occuperanno esclusivamente di tematiche religiose.
Tra i meriti letterari del marchese di Santillana possiamo ricordare l'essere stato il primo ad usare in maniera sicuramente cosciente l'endecasillabo in Spagna l'aver introdotto il petrarchismo in Spagna l'essere stato il primo in assoluto ad usare l'endecasillabo in Spagna l'aver scritto la sua intera opera con metri italiani.
I 42 sonetti "fechos al itálico modo" sono opera di Garcilaso de la Vega di Juan Boscán di Francisco Imperial del marchese di Santillana.
I Refranes que dizen las viejas tras del fuego sono la prima raccolta paremiologica spagnola, ad opera dell'Arcipreste de Hita di Juan de Mena del marchese di Santillana di Fernando de Rojas.
Qual è la metrica in cui è scritto il Laberinto de Fortuna di Juan de Mena? in quartine di arte menor in quartine di alessandrini monorimi in ottave di endecasillabi in ottave di arte mayor.
Il capolavoro letterario di Juan de Mena è le Coplas por la muerte de su padre il Cantar de mio Cid la Celestina il Laberinto de Fortuna.
Il linguaggio usato da Juan de Mena nel Laberinto de Fortuna è colto e sonoro, in contrasto con le tematiche 'basse' trattate nel testo semplice ma estremamente musicale, senza mai forzare l'ordo naturalis della costruzione sintattica molto colto, vigoroso e artificiale, ricco di latinismi e perifrasi che evitano di dire la cosa in maniera troppo diretta semplice e quotidiano, a rispecchiare la situazione dei protagonisti.
Le Coplas por la muerte de su padre sono il capolavoro di il marchese di Santillana Juan de Mena Jorge Manrique nessun autore conosciuto, essendo anonime.
Nelle Coplas por la muerte de su padre manriqueñe, la morte vista come la fine di tutto, per cui suscita tristezza ed angoscia nel poeta è accettata serenamente, come la fine di tutte le sofferenze terrene è vista come minaccia ineludibile, contro cui è inutile qualsiasi lotta titanica dell'uomo è accettata serenamente e cristianamente, come porta verso la fama e la vita eterna.
Tra le ipotesi interpretative delle Coplas por la muerte de su padre, quale NON è stata proposta? na lettura bipartita, che prevede un primo blocco di natura più filosofica, ed un secondo di natura più elegiaca una lettura tripartita, che prevede un primo blocco parlare della morte, un secondo dei personaggi del passato ed un terzo di don Rodrigo una lettura unitaria, dove i temi principali si amalgamano e si intersecano tra loro lungo tutta l'opera una lettura bipartita, che prevede un primo blocco scritto dal poeta mentre il padre era ancora vivo, ed un secondo blocco aggiunto dopo la morte del padre del poeta.
I Claros varones de Castilla è un'opera molto importante di Alonso de Valencia Fernando del Pulgar Juan de Encina il cardinal Cisneros.
La prima Gramática castellana fu opera di Antonio de Nebrija Luis Vives il cardinal Cisneros Juan de Valdés.
Alla fondazione dell'Università di Alcalá contribuì in maniera decisiva Alfonso de Cartagine Miguel de Cervantes il cardinal Cisneros Antonio de Nebrija.
Di uno stesso romance a volte abbiamo versioni differenti perché venivano costantemente aggiornati in base a nuove informazioni acquisite su quel tema ogni giullare doveva, di norma, variare sul tema per dimostrare la sua bravura la trasmissione orale tende a modificare i testi finché questi non vengono fissati in forma scritta il diritto d'autore impediva ai giullari di recitare le forme originali senza il permesso dell'autore.
I romances artísticos che nascono intorno alla seconda metà del XVI secolo si differenziano dai precedenti per avere una lunghezza prestabilita di versi (sempre multipli di dieci) per l'uso della rima consonante anziché quella assonante per l'uso dell'endecasillabo al posto dell'ottonario per le nuove tematiche trattate (bucolica, religiosa, burlesca).
I romances de frontera sono quelli che trattavano fatti legati alla battaglia di Lepanto fatti legati alla guerra in Italia fatti legati alla guerra contro la Francia fatti legati alla guerra di Granada.
Il 'boom' del romanzo sentimentale è circoscrivibile a quale periodo? alla fine del '500 all'inizio del '400 al periodo dei Re Cattolici ai primi anni del regno di Carlo V.
Il labile filo conduttore che caratterizza il romanzo sentimentale in genere è quello di un cavaliere che ama una dama, ma questa non lo corrisponde, gettandolo nello sconforto è quello di un cavaliere che ama una dama, ma il loro amore viene ostacolato da impedimenti esterni è quello di una dama che si innamora di un cavaliere che non conosce e mai vedrà realmente è quello di un cavaliere che si innamora di una dama ideale, cui dedica le sue avventure.
Diego de San Pedro è uno dei principali autori di romanzi bucolici poemi epici libri di cavalleria romanzi sentimentali.
Il capostipite dei libri di cavalleria in Spagna è il Don Quijote l'Abencerraje l'Amadís de Gaula il Cantar de mio Cid.
Il messaggio centrale dell'Amadís de Gaula è un modello di cortigiano, dedito ai piaceri della vita un modello di soldato eroico che non si ritira mai dalla battaglia nessuno in particolare, essendo dichiaratamente una semplice lettura di svago un modello di perfetto cavaliere e principe rinascimentale.
L'autore dell'Amadís de Gaula è Garci Rodríguez de Montalvo Miguel de Cervantes anonimo Diego de San Pedro.
Le tappe della scrittura della Celestina sono Cota scrisse il primo atto, Mena la prima versione (Comedia) e infine Rojas scrisse la versione che conosciamo oggi (Tragicomedia) un primo autore anonimo, che scrive solo una parte dell'opera, poi completata da Rojas (Comedia), che successivamente la amplia con ulteriori cinque atti (Tragicomedia) Rojas scrisse una prima versione (Comedia), che successivamente ampliò (Tragicomedia) Cota scrisse il primo atto, poi Rojas completò l'opera (Comedia) e successivamente l'ampliò (Tragicomedia).
Tra le fonti italiane, quella più citata da Rojas nella Celestina è Boccaccio Dante Sannazaro Petrarca.
Di quanti atti è composta la Celestina? quindici nella prima versione (Comedia) e ventidue nella seconda (Tragicomedia) sedici nella prima versione (Comedia), ventuno nella seconda (Tragicomedia) tre nella prima versione (Comedia) e cinque nella seconda (Tragicomedia) dieci nella prima versione (Comedia) e venti nella seconda (Tragicomedia).
Gli unici personaggi all'interno della Celestina di cui conosciamo il passato sono Pármeno e Sempronio Calisto e Melibea Celestina e Pármeno Calisto e Celestina.
Perché è interessante sapere se Melibea è vittima o meno dei sortilegi di Celestina? perché se così non fosse non avrebbe nessun senso il fatto che Calista abbia pagato Celestina perché se così fosse sarebbe giustificata la censura che l'opera subì perché se così non fosse non avrebbe senso il suo cedere a Calisto perché se così fosse non sarebbe da ritenere colpevole per aver ceduto a Calisto.
Di chi è il lungo monologo che chiude la Celestina? Tristán Melibea Pleberio Celestina.
Nella Celestina Tristán e Sosia sono due servi di Celestina la prima coppia di servi di Calisto una coppia di servi della casa di Melibea la seconda coppia di servi di Calisto.
Caratteristica linguistica della Celestina è il fatto che non si rispetti le tradizionali divisioni linguistiche in base alla classe sociale di chi parla il fatto che tanto i nobili quanto i personaggi del popolo usino un linguaggio colto e altamente metaforico il fatto che le donne usino spesso un linguaggio rozzo e scurrile, mentre gli uomini usano sempre il cliché dell'amor cortese il fatto che tanto i nobili quanto i personaggi del popolo usino un linguaggio estremamente rozzo e volgare.
Nella Celestina sentenze e proverbi sono ben distinti dal punto di vista funzionale (moralizzanti le prime, comici i secondi) coesistono, anche se il primo autore preferiva le prime, Rojas i secondi sono scarsamente usati, e le sentenze si distinguono perché ne viene sempre citata la fonte sono ben distinti dal punti di vista funzionale (comiche le prime, moralizzanti i secondi).
La "pazzia d'amore" nella Celestina veniva collegata dal pubblico ai sortilegi di Celestina è giustificata, in quanto all'epoca era considerata una malattia derivante da un'infiammazione cerebrale coglieva di sorpresa il pubblico, che non capiva a cosa fosse dovuta era un espediente comune del teatro dell'epoca, ma solo se l'opera aveva tematica erotica.
Rispetto alle egloghe salmantine, Encina aggiunge in quelle del periodo romano il tema bucolico - amoroso storico bellico satirico.
Il sayagués è un dialetto realmente esistente, usato da Encina per caratterizzare i suoi pastori un dialetto inventato da Encina per caratterizzare i suoi pastori la lingua del regno di Sayago, una zona dell'attuale regione andalusa una lingua di origine francese, usata da Encina per deridere i poeti transpirenaici.
I protagonisti delle egloghe di Juan de Encina sono pastori nella fase salmantina, nobili cavalieri nella fase romana rozzi pastori nella fase salmantina, chierici innamorati nella fase romana rozzi pastori, tra le cui caratteristiche spicca l'uso di un particolare dialetto (sayagués) pastori idealizzati, molto simili a quelli dell'Arcadia di Sannazaro.
Le 'tappe' in cui viene generalmente suddivisa l'opera di Juan del Encina sono due, una salmantina, seguita da una romana due, una madrilena e una romana due, una romana seguita da una salmantina tre, una salmantina, una madrilena e una romana.
Nelle egloghe religiose Fernández coincide con Encina nel prevedere sempre almeno una rapida comparsa di Cristo come personaggio usare la prosa anziché i versi non inscenare mai il personaggio di Cristo (anche se non si può escludere che nella realtà venisse fatto) eliminare la figura dei pastori, ritenuti indegni per questo tipo di tematiche.
I protagonisti delle egloghe di Lucas Fernández sono pastori idealizzati, seguendo l'esempio dell'Arcadia di Sannazaro nobili cavalieri, seguendo l'esempio dei libri di cavalleria studenti universitari, personaggio tipico del teatro dell'epoca i pastori, seguendo il modello di Encina.
L'Auto de la Pasión è il capolavoro teatrale di Juan del Encina Lucas Fernández nessun autore conosciuto, essendo anonimo Francisco de Rojas.
Il Prohemio alla Propalladia contiene le interessanti teorie teatrali di Juan del Encina Lope de Vega Gil Vicente Bartolomé de Torres Naharro.
La Trilogía das Barcas è una delle opere teatrali più riuscite di Tirso de Molina Bartolomé de Torres Naharro Gil Vicente Lucas Fernández.
Nella sua teoria drammatica, quali tipi di commedia distingue Torres Naharro? 'nacionales' (ambientate in Spagna) e 'extranjeras' (ambientate nel resto d'Europa) 'dialécticas' (basate soprattutto sulla parola) e 'de movimiento' (basate soprattutto sui gesti) 'a fantasia' (temi inventati, anche inverosimili) e 'agiográficas' (sulle vite dei santi) 'a fantasia' (tema inventato, pur verosimile) e 'a noticia' (riferimenti a fatti reali).
Caratteristica dell'arte rinascimentale sarà l'equilibrio e la bellezza delle forme un forte gusto per l'eccesso un forte impegno didattico un forte dogmatismo legato alla religione.
A differenza del Medioevo, il Cinquecento mette 'al centro del mondo' Il fato l'uomo il principe Dio.
Caratteristica del Rinascimento spagnolo rispetto a quello europeo sarà la totale continuità con il passato, tanto da respingere le innovazioni formali provenienti dal'Italia la non totale rottura con il passato, che soprattutto a livello formale continuerà a convivere con le innovazioni italianeggianti la totale rottura con il passato, per cui, ad esempio, le forme italianeggianti soppianteranno completamente quelle autoctone la totale continuità con il passato dal punto di vista formale, cui fa da contraltare una totale rottura dal punto di vista tematico.
Quale di questi autori NON è collegato all'erasmismo in Spagna? Juan de Valdés Luis Vives Antonio de Nebrija Alfonso de Valdés.
Caratteristiche delle opere di Luis Vives sono l'uso del castigliano per le opere filosofiche e del latino per quelle satiriche, soprattutto contro la Chiesa l'uso costante del latino e la costante presenza dell'elemento pratico, fondato su una filosofia incentrata sull'educazione dell'uomo l'uso del castigliano e la diffusione di una filosofia eccessivamente metafisica, molto poco pratica l'uso costante del latino e i violenti attacchi alla Chiesa cattolica.
Nel suo Diálogo de Mercurio y Carón Alfonso de Valdés fa un'aspra satira sociale contro molte categorie, usando un linguaggio a volte eccessivo nei toni dimostra una certa pietà per le anime destinate all'Inferno, satirizzando poi su quelle destinate al Paradiso in base a falsi ideali fa dialogare i due protagonisti (Mercurio e Caronte) sulla situazione nel mondo, ma senza apportare esempi concreti presenta prima dodici anime condannate (spunto per satira sociale), poi sei anime elette (spunto per riflessioni moraleggianti).
el suo Diálogo de las cosas ocurridas en Roma Alfonso de Valdés cerca di dimostrare l'estraneità di Carlo V rispetto al sacco di Roma, cui dà un velo di fatalità (castigo divino) tratta dell'incoronazione a imperatore di Carlo V, avvenuta a Roma attacca senza mezze misure il sacco di Roma voluto da Carlo V, prendendo le difese del Papa cerca di giustificare l'operato di Carlo V, che attuò il sacco di Roma come misura punitiva nei confronti del Papa.
Chi è l'autore del Diálogo de la lengua? Garcilaso de la Vega Luis Vives Juan de Mena Juan de Valdés.
Juan de Valdés critica la Celestina perché non rispetta la divisione in atti del teatro classico greco e latino a volte usa latinismi anche laddove non sarebbero affatto necessari il linguaggio è eccessivamente affettato personaggi non sono affatto verosimili, ad eccezione di alcuni di quelli secondari.
Quanti sono i personaggi che intervengono nel Diálogo de la lengua di Juan de Valdés? due, uno spagnolo (Valdés) e un italiano quattro, due spagnoli (tra cui lo stesso Valdés) e due italiani due, uno spagnolo ed un italiano, con Valdés che fa da narratore onniscente sei, due spagnoli (tra cui Valdés), due italiani e due francesi (rappresentanti delle maggiori culture del periodo).
L'endecasillabo entra in Spagna con Francisco Imperial il quale, di origine italiana, aveva studiato per anni accanto a Petrarca con il Marchese di Santillana, il cui esempio fu poi seguito da altri poeti, fino ad arrivare a Garcilaso solo nel XVI secolo con Garcilaso de la Vega con Francisco Imperial (ma fu Santillana il primo ad usarlo coscientemente, e Garcilaso a renderlo il metro della poesia italianizzante).
Tra i capolavori di Juan Boscán possiamo ricordare soprattutto i suoi romances artísticos, da cui prenderanno spunto i grandi poeti del Seicento il panegirico con cui giustifica l'uso di versi italiani in Spagna il sonetto scritto per celebrare il matrimonio di Garcilaso de la Vega la traduzione del Cortegiano di Baltasar Castiglione.
La moglie di Juan Boscán pubblicò solo le opere di Garcilaso de la Vega, perché Boscán aveva fatto bruciare le proprie due volumi, uno delle opere del marito, uno di quelle di Garcilaso de la Vega quattro volumi di opere del marito, contenenti però solo quelle con metrica tradizionale quattro volumi, includendo le opere tradizionali del marito, quelle italianeggianti e quelle di Garcilaso de la Vega.
L'Ode ad florem Gnidi è la canzone più famosa di Garcilaso de la Vega Juan de Mena Juan Boscán Jorge Manrique.
Rispetto a Petrarca, Garcilaso de la Vega parla raramente di temi amorosi, privilegiando quelli bellici, essendo egli un soldato rimane molto più freddo e distaccato nella descrizione della dama, quasi sempre idealizzata predilige l'uso del settenario piuttosto che dell'endecasillabo riflette nelle sue opere le sue esperienze di vita personali.
Nelle tre egloghe di Garcilaso, i protagonisti sono in genere nobili travestiti da pastori, di cui Garcilaso canta le lodi sono in genere rozzi pastori che ricordano in tutto e per tutto quelli di Encina sono in genere nobili cavalieri che ricordano le dame amate, da cui sono lontani sono in genere pastori, che in qualche modo riflettono la sua situazione sentimentale.
Caratteristica di Pero Mexía dal punto di vista delle fonti storiche è il suo totale rifiuto a usare quelle di derivazione castigliana Il suo rigore nell'attenersi alla realtà attraverso un uso corretto delle stesse il suo usare esclusivamente quelle in versi, ignorando invece quelle in prosa il suo totale disinteresse alla realtà storica, pur di esaltare le gesta dell'impero.
La Silva de varia lección è un'opera di Fernando del Pulgar Antonio de Guevara Pero Mexía Antonio de Nebrija.
La storiografia spagnola del Cinquecento si distingue per essere basata esclusivamente su fonti orali per quanto riguarda gli avvenimenti delle Americhe essere estremamente rigorosa e basata solo su fonti certe e concrete avere confini piuttosto labili tra narrazione storica e fantasia o impegno didattico essere estremamente poco affidabile, in quanto dedita ad esaltare l'impero spagnolo.
Quale di queste opere NON è di Antonio de Guevara? Reloj de Príncipes Libro áureo del emperador Marco Aurelio Silva de varia lección Menosprecio de corte y alabanza de Aldea.
Caratteristica di Antonio de Guevara come storico è quella di mescolare fonti concrete a fatti di pura fantasia, per sottolineare il fine didattico delle sue opere quella di scrivere i suoi testi in latino, perché indirizzati esclusivamente ai personaggi di corte quella di usare esclusivamente fonti moderne, anche in opere che trattano del periodo classico quella di scrivere tutti i suoi testi esclusivamente in versi, rifacendosi agli autori classici.
Le Epístolas familiares di Antonio de Guevara sono una sorta di lunghissimo saggio politico, presentato (appunto) sotto forma di epistole sono epistole inventate, in cui l'autore dà libero sfogo alla sua fantasia per discutere di argo sono lettere effettivamente scritte da Guevara alla sua famiglia, che ci permettono di conoscere la vita dell'autore sono una raccolta estremamente eterogenea di lettere (sue o di personaggi famosi), alcune inventate, altre reali.
Garcilaso de la Vega "el Inca" fu un poeta spagnolo che dedicò buona parte della sua opera a denunciare la situazione degli Incas uno storiografo delle Indie, terra in cui nacque e crebbe uno storiografo delle Indie, dove però non mise mai piede, basandosi sui racconti altrui uno storiografo che raccontò la rivolta delle Indie contro l'impero spagnolo.
Nella sua Guerra de Granada, Diego Hurtado de Mendoza descrive la ribellione dei moriscos del 1568-1571, dimostrando anche pietà e comprensione nei confronti di questi descrive la conquista di Granada, cui dà un valore punitivo nei confronti degli arabi descrive la conquista di Granada da parte di Re Cattolici descrive la ribellione dei moriscos del 1568-1571, esaltando le gesta degli spagnoli.
Il mito del buon selvaggio nasce grazie all'opera storiografica di Bartoomé de Las Casas Diego Hurtado de Mendoza Cristoforo Colombo Hernán Cortés.
Qual è il capolavoro letterario di Francisco Delicado? La lozana andalusa Viaje a Turquía La Celestina Lazarillo de Tormes.
La lozana andalusa è ambientata a Siviglia a Roma a Madrid a Granada a Granada.
La lozana andalusa è il capolavoro letterario di Juan de Mena Fernando de Rojas Francisco Delicado fray Luis de Granada.
A quale genere letterario possiamo ascrivere il Viaje de Turquía? ai libri di cavalleria che trattavano delle crociate ai resoconti di viaggio dalle Americhe alla letteratura cosiddetta alternativa alle raccolte di satire contro i Paesi europe.
Il Lazarillo de Tormes inaugura in Spagna il filone della narrativa picaresca dei libri di cavalleria del romanzo sentimentale della narrativa moresca.
Che rapporto c'è tra autore e voce narrante nel Lazarillo de Tormes? sono la stessa persona, l'autore è infatti Lázaro de Tormes, personaggio veramente esistito non è affatto chiaro, nel testo non ci sono elementi sufficienti per definirlo nessuna, l'anonimo autore è ben diverso dal Lázaro cui da voce nell'opera autore e voce narrante sono due persone distinte, ma sicuramente l'autore era un pícaro come Lázaro.
La chiave di lettura per comprendere la vera finalità del Lazarillo de Tormes la troviamo nel primo capitolo dell'opera, dove Lázaro spiega il motivo della sua autobiografia nell'ultimo capitolo dell'opera, attraverso l'intervento 'fuori scena' dell'autore nell'ultimo capitolo dell'opera, quando Lázaro getta la maschera e dichiara chi è nel prologo dell'opera, che in realtà è parte integrante di essa, presentandone il destinatario.
Quanti sono i padroni su cui il Lazarillo de Tormes si sofferma in particolare? cinque, ma gli ultimi due sono datori di lavoro, più che veri e propri padroni dieci, perché nell'opera tutti i padroni sono trattati alla stessa maniera tre, in realtà gli unici padroni che Lázaro ha avuto tre, quelli che in qualche modo lo hanno formato.
me si presenta Lázaro all'inizio dell'opera? ci racconta i suoi natali, ma con un linguaggio ed un rigore che ricordano le cronache degli eroi si presenta già adulto, facendo solo qualche fugace riferimento al suo passato ci racconta i suoi natali, ma fingendo di essere nato nobile e poi caduto in miseria a causa del padre inizia il racconto da quando il cieco lo prende a servizio.
I tre principali padroni di Lázaro in qualche modo simboleggiano nulla di particolare, sono completamente il frutto della fantasia dell'autore Il degrado della società spagnola di quel tempo, di cui i tre sono i rappresentanti degradati (popolo, clero, nobiltà) le tre tappe dell'educazione di qualsiasi persona (infanzia, pubertà, età adulta) i tre principali problemi della Spagna di quel periodo (fame, carestia, guerre).
Rispetto agli altri due padroni di Lázaro de Tormes, lo scudiero è l'unico a non avere una fissa dimora ad essere povero ad abbandonare Lázaro ad essere una sorta di personificazione degradata di una classe sociale.
Quale dei tre padroni Lázaro ammira perché gli sta insegnando l'arte del sopravvivere? il curato di Maqueda lo scudiero il cieco nessuno dei tre, Lázaro la imparerà con l'esperienza.
Perché a Lázaro è particolarmente odioso il curato di Maqueda? in realtà non è il curato ad essere odioso a Lázaro, bensì lo scudiero per la sua ipocrisia, dal momento che lo maltratta anche se non ce ne sarebbe ragione per la sua irascibilità, che più di una volta lo porta a percuotere Lázaro perché lo fa lavorare continuamente, senza riconoscergli nessuna ricompensa.
Introducción al símbolo de la fe è l'opera più famosa di san Juan de la Cruz fray Luis de León santa Teresa de Ávila fray Luis de Granada.
Quale di queste NON è una caratteristica della mistica spagnola uno spiccato individualismo l'unione tra contemplazione passiva e fervido attivismo il cercare Dio in fondo all'anima, e non in elementi esterni lo scrivere le loro opere esclusivamente in latino.
Rispetto all'ascetica, la mistica aggiunge la fase inventiva illuminativa unitiva purgativa.
Quale di queste opere NON è di fray Luis de León? La perfecta casada la traduzione del Cantico dei Cantici Introducción al símbolo de la fe De los nombres de Cristo.
Lo stile poetico di fray Luis de León è caratterizzato da un perfetto equilibrio tra forma e contenuto, e una grande sobrietà nell'espressione una particolare attenzione alla forma, anche a scapito della coerenza del contenuto uno stile particolarmente contorto e ricco di cultismi un uso quasi esclusivo di metri autoctoni, rifiutandosi di usare la metrica italiana, che da poco era stata introdotta in Spagna.
De los nombres de Cristo è forse l'opera più importante di fray Luis de Granada san Juan de la Cruz fray Luis de León Pedro de Urdemalas.
Nel Libro de las moradas (o Castillo interior) il castello simboleggia l'anima, e le stanze sono i vari passaggi che essa dovrà attraversare per arrivare all'unione con Dio la casa madre cui erano collegati spiritualmente tutti i conventi fondati o riformati da santa Teresa gli ostacoli che l'anima deve superare per raggiungere l'unione mistica con Dio la perseveranza dell'uomo nel cercare Dio, anche quando ogni speranza sembra perduta.
Quale di queste opere NON è di santa Teresa de Jesús Libro de las Fundaciones El castillo interior Vida Subida al monte Carmelo.
Lo stile di santa Teresa de Jesús è caratterizzato l'uso di metafore colte e ricercate, che complicano notevolmente la comprensione dei suoi testi dall'uso di metafore semplici e quotidiane, facilmente comprensibili l'uso di un linguaggio estremamente criptico, molto difficile da capire l'uso di un castigliano sempre corretto ed estremamente pulito.
Quale di queste opere NON è di s. Juan de la Cruz? Llama de amor viva Noche oscura Cántico espiritual Las siete moradas.
l linguaggio poetico di san Juan de la Cruz risulta estremamente prosaico, perché san Juan (come tutti i mistici) trova difficoltà nell'esprimere il momento unitivo molto colloquiale, perché a san Juan premeva l'essere compreso da chi leggeva i suoi testi fortemente espressivo, anche perché san Juan spesso scrive per giustapposizione di elementi poetici fortemente espressivo, grazie all'uso di metafore e figure retoriche a volte anche particolarmente oscure e difficili.
Per quale dei suoi poemi maggiori san Juan scrisse due commenti, entrambi rimasti incompleti? per Noche oscura per nessuno dei tre testi, che hanno ognuno un solo commento per Llama de amor viva per Cántico espiritual.
Quali caratteristiche differenziano la scuola salmantina da quella sivigliana nel Cinquecento? la scuola salmantina predilige l'equilibrio classico tra forma e contenuto, la sivigliana predilige la forma e la ricercatezza stilistica la scuola salmantina predilige i versi lunghi di matrice italiana, la sivigliana invece i versi brevi di matrice autoctona la scuola sivigliana predilige strofe di matrice italiana (sonetti, terzine?), quella salmantina strofe di matrice autoctona (redondillas, quintillas?) la scuola sivigliana predilige l'equilibrio classico tra forma e contenuto, la salmantina una forte prosaicità con scopi didattici.
Hernando de Acuña e Francisco de Aldana vengono generalmente relazionati uno con la scuola salmantina (Acuña), l'altro alla sivigliana (Aldana) a nessuna delle due grandi scuole poetiche che seguirono il modello di Garcilaso con la scuola sivigliana che ruotava attorno a Fernando de Herrera con la cosiddetta scuola salmantina, il cui poeta di spicco era fray Luis de León.
Chi sono i massimi esponenti, rispettivamente, della scuola salmantina e della scuola sivigliana che seguirono il modello di Garcilaso? fray Luis de Granada e santa Teresa de Jesús Fernando de Herrera e fray Luis de León fray Luis de León e Fernando de Herrera fray Luis de León e Luis de Góngora.
Fernando de Herrera, per la sua rottura con gli schemi classici, è considerato il precursore della poesia di Francisco de Quevedo Luis de Góngora Lope de Vega Miguel de Cervantes.
Da quali elementi è caratterizzata la poesia di Fernando de Herrera? dall'uso di cultismi (sia lessicali che sintattici) e dalla nota di colore dall'uso di un linguaggio quotidiano e di forme poetiche autoctone dall'uso di metafore quotidiane e riferimenti paesaggistici dall'uso di cultismi (soprattutto lessicali) uniti però a strutture sintattiche semplici.
Dove Fernando de Herrera espose una sorta di vero e proprio trattato poetico? in nessun testo concreto, ma possiamo ricostruire la sua poetica dall'analisi della sua opera nel prologo che scrisse per l'edizione delle sue Obras completas in un trattatello in versi intitolato Poética nelle sue Anotaciones alle opere di Garcilaso de la Vega.
quale scuola poetica apparteneva Francisco de Medina? alla salmantina, pur distinguendosi per alcune caratteristiche dalla poesia di fray Luis d alla sivigliana, pur essendo in aperto contrasto con Herrera sulle critiche a Garcilaso è l'esponente della scuola madrilena, una sorta di 'terzo polo' della poesia tardo-cinquecentesca alla sivigliana che seguiva i dettami di Herrera.
Nella seconda metà del Cinquecento, le forme poetiche spagnole classiche conobbero comunque un grande successo, come testimoniano le numerose raccolte di romances e altre forme poetiche tradizionali ebbero un periodo di forte crisi, tanto che dovettero essere recuperati quasi dal nulla dalla poesia barocca sopravvissero, ma solo grazie alla loro ampia diffusione orale vennero salvate solo in parte, esclusivamente grazie alle vueltas a lo divino.
Caratteristica della produzione poetica di Baltasar del Alcázar è un aspro attacco alle innovazioni poetiche di Herrera, che conobbe a Siviglia un linguaggio spesso eccessivo nei toni, tanto nella poesia satirica quanto in quella patriottica un totale rifiuto delle innovazioni poetiche portate in Spagna da Garcilaso un sobrio umorismo che pervade un po' tutta la sua opera, ad eccezione dei sonetti spirituali e di quelli amorosi.
In cosa la Araucana di Ercilla si distingue dagli altri poemi narrativi? per non avere un protagonista centrale, e nell'ammirazione che l'autore prova per gli indios per narrare di un fatto verosimile ma totalmente inventato per avere lunghe digressioni in prosa nel momento delle descrizioni delle battaglie per il feroce attacco che l'autore fa nei confronti della corona spagnola, accusata di avidità e crudeltà.
La Austríada di Juan Rufo narra le vicende di Carlo V per farsi incoronare anche imperatore d'Austria di Juan de Austria nella battaglia di Lepanto e nella guerra delle Alpujarras della Reconquista che gli spagnoli portarono avanti contro gli arabi nella penisola iberica della campagna degli spagnoli a metà del '500 per conquistare l'impero austriaco.
Quale di questi autori segue il modello di Tasso e non quello dell'Ariosto nel suo poema narrativo? Luis Barahona de Soto in Las lágrimas de Angélica Bernardo de Balbuena in El Bernardo Alonso de Ercilla in La Araucana Cristóbal de Mesa in Las Navas de Tolosa.
Nei Siete libros de la Diana di Montemayor i protagonisti sono nobili cavalieri che si divertono a traverstirsi da pastori per raccontare le loro vicende amorose pastori estremamente idealizzati, in un paesaggio ameno, sul modello dell'Arcadia di Sannazaro pastori estremamente rozzi, per cui abbiamo una sorta di parodia dei romanzi sentimentali pastori rozzi, sul modello quelli di Encina, ma che trattano di tematiche amorose, su modello dell'Arcadia di Sannazaro.
Il primo continuatore / imitatore della Diana di Montemayor in Spagna fu Miguel de Cervantes con la sua Galatea Gaspar Gil Polo con la sua Diana enamorada Alonso Pérez con la sua Segunda parte Luis de Góngora con le sue Soledades.
Qual è il capostipite del romanzo pastorale in Spagna? La hermosura de Angélica di Lope de Vega la Diana enamorada di Gil Polo la Diana di Montemayor La Galatea di Cervantes.
Come anche la Diana di Montemayor, la Diana enamorada di Gil Polo è ambientata in un paesaggio spagnolo (che in Gil Polo richiama la sua Valencia) in un ambiente che ricorda Napoli, una sorta di omaggio a Sannazaro e Garcilaso in un paesaggio indefinito, dal momento che il contesto paesaggistico non ha molta importanza nella mitica Arcadia, come già l'opera di Sannazaro che i due autori hanno a modello.
Rispetto alla Diana di Montemayor, la Diana enamorada di Gil Polo si caratterizza per una prosa più armoniosa, ma le è inferiore dal punto di vista degli inserti poetici ha come protagonisti dei cavalieri travestiti da pastori, anziché pastori veri e propri rifiuta completamente l'intervento della magia, trovando un'altra soluzione all'intricata situazione amorosa ha come protagonisti pastori piuttosto rozzi anziché pastori idealizzati.
Chi è l'autore della Diana enamorada? Antonio Pérez Miguel de Cervantes Gaspar Gil Polo Jorge de Montemayor.
Qual è il capostipite del romanzo moresco in Spagna? Guerras civiles de Granada El Abencerraje Los tratos de Argel El Bernardo.
Nell'Abencerraje il messaggio che l'autore vuol dare è la possibilità di una pacifica convivenza tra cristiani e moriscos in Spagna l'esaltazione delle origini arabe del popolo andaluso la dimostrazione che gli arabi apportarono anche aspetti benefici alla cultura spagnola la dimostrazione della supremazia dei cristiani sugli arabi.
ispetto al romanzo cavalleresco, il romanzo bizantino presenta l'intersezione di parti in versi, soprattutto in scene dallo sfondo sentimentale un'esaltazione delle avventure dell'eroe, lasciando in secondo piano le vicende della dama un'ambientazione geografica ben più ristretta e riconoscibile una maggiore verosimiglianza degli eventi e la spiritualizzazione dell'amore.
A quale genere letterario appartengono le Guerras civiles de Granada di Pérez de Hita? romanzo cavalleresco romanzo moresco poema epico storiografia delle Americhe.
Romanzo picaresco sui generis può essere considerato il Guzmán de Alfarache, che pur volendo imitare il Lazarillo de Tormes, condivide con esso ben pochi aspetti El libro de entretenimiento de la pícara Justina, in quanto, a dispetto del titolo, le vicende della protagonista non hanno nulla di picaresco il Don Quijote cervantino, perché l'autore vuole qui fare una parodia dei romanzi picareschi El Buscón di Quevedo, in quanto all'autore interessano più i giochi linguistici che le vicende del protagonista.
l genere picaresco nasce con il Lazarillo de Tormes ma i suoi canoni si fissano con l'anonimo Guzmán de Alfarache l'Abencerraje di Pérez de Hita il Buscón di Francisco de Quevedo il Guzmán de Alfarache di Mateo Alemán.
Rispetto a Lázaro de Tormes, Guzmán de Alfarache alla fine dell'opera si mostra pentito della vita che ha fatto, ma non riesce a capire quali errori abbia commesso è ben felice delle scelte fatte nella sua vita, perché gli hanno permesso di divertirsi alle spalle della gente non ha imparato la lezione della vita, per cui le sue sono solo vuote reminiscenze di fatti passati si mostra pentito della vita che ha fatto, tanto da scrivere la sua autobiografia con scopi didattici.
Un'importante novità del Guzmán de Alfarache rispetto al Lazarillo de Tormes è il fatto che Guzmán non entra a servizio di vari padroni, ma ne avrà soltanto uno per tutto il corso dell'opera l'introduzione di riflessioni moraleggianti, che danno anche un taglio didattico all'opera il fatto che Guzmán sia figlio di una nobile famiglia, che sceglie volutamente la vita del pícaro l'introduzione di frammenti in versi, per richiamare il romanzo pastorale che tanto successo stava avendo.
I pasos di Lope de Rueda sono in prosa o in versi? sono in versi, ma l'uso dell'ottosillabo permette un discorso agile e divertente sono misti, con la parte narrativa in versi, e i dialoghi in prosa sono in prosa, il che favorisce il loro realismo e comicità sono alcuni in prosa (quelli di tema comico), altri in versi (quelli di tema religioso).
A quale festività religiosa è legata la nascita dell'auto sacramental? alla Pasqua all'Epifania al Natale al Corpus Domini.
Lope de Rueda è famoso soprattutto per quale forma teatrale? le loas i pasos gli entremeses le zarzuelas.
Qual è la prima opera pubblicata da Cervantes? Il Quijote il Persiles y Segismunda La Galatea le Novelas ejemplares.
In quale città Cervantes trascorse cinque anni di prigionia? Roma Tunisi Algeri Madrid.
In quale città Cervantes rimase cinque anni prigioniero, e fu poi inserita in alcune delle sue opere? Roma Lisbona Algeri Tunisi.
A quale grande evento bellico prese parte Cervantes, rimanendovi anche ferito? alla soppressione della rivolta delle Alpujarras alla battaglia de Las Navas de Tolosa alla battaglia di Lepanto alla sconfitta della cosiddetta Invencible Armada.
Quando entra in scena Sancho Panza? nella seconda avventura di don Quijote nella terza avventura di don Quijote sin dalla prima avventura di don Quijote solo nelle avventure narrate nella seconda parte del Don Quijote.
Quale scena importante abbiamo nel capitolo VI della prima parte del Quijote? la prima avventura di don Quijote come cavaliere andante la famosa battaglia contro i mulini a vento/giganti lo spoglio della biblioteca di don Quijote, con la condanna al fuoco della maggior parte dei libri la vestizione di don Quijote nella locanda/castello ad opera dell'oste/castellano.
Alla fine della prima parte, chi riporta a casa don Quijote? nessuno in particolare, è lui stesso a decidere di tornare perché non trova più avventure degne del suo rango Sancho, il curato ed il barbiere alla fine della seconda avventura Sansón Carrasco, che lo sconfigge a duello e chiede come premio che don Quijote torni a casa Sancho, che lo inganna facendogli credere di portarlo nel regno della bella Dulcinea.
Chi è Alonso Fernández de Avellaneda? è il nome dietro cui si nascose l'autore della seconda parte apocrifa del Don Quijote è il nome dell'amico di don Quijote che lo riporterà definitivamente a casa alla fine dell'opera è il personaggio cui don Quijote chiede di smentire pubblicamente l'autore del Quijote apocrifo è il nobile che ospita don Quijote e Sancho nella seconda parte del romanzo.
Dove è ambientata l'ultima parte del Quijote, prima del ritorno a casa del protagonista? a Madrid, per distinguersi dal Quijote apocrifo, ambientato invece a Zaragoza a Barcellona, esattamente come lo era anche il Quijote apocrifo a Zaragoza, esattamente come lo era anche il Quijote apocrifo a Barcellona, per distinguersi dal Quijote apocrifo, ambientato invece a Zaragoza.
Riguardo ai libri di cavalleria, Cervantes in realtà condanna gli ideali cavallereschi, ma è attratto dal modo in cui questi vengono descritti nei libri di cavalleria condanna l'uso smodato e la scarsa qualità dei libri, rimpiangendo però gli ideali cavallereschi condanna soprattutto l'Amadís de Gaula per la sua inverosimiglianza, ma non è così severo con gli altri condanna tanto la lettura dei libri di cavalleria quanto gli stessi ideali cavallereschi.
Cosa fa Cervantes nella seconda parte del romanzo per riappropriarsi della paternità del suo personaggio? fa certificare a Cide Hamete Benengeli di non aver dato il suo manoscritto ad Avellaneda fa leggere a voce alta e smentire da don Quijote alcuni passi del testo apocrifo fa certificare ad uno dei personaggi del Quijote apocrifo che i personaggi reali sono quelli cervantini fa entrare in scena lo stesso Avellaneda, che confessa che i suoi personaggi non sono quelli reali.
Sansón Carrasco sfida don Quijote proponendogli un tema che non può rifiutare, vale a dire la gloria della propria patria l'amore di Dulcinea la ricchezza della propria amata la bellezza della propria amata.
Inizialmente, il linguaggio del Don Quijote era inteso come parodia del linguaggio dei libri di cavalleria supina imitazione del linguaggio del romanzo sentimentale parodia del linguaggio del romanzo bucolico imitazione del linguaggio della Celestina.
I proverbi (refranes) caratterizzano Sancho in quanto era comune collegare l'uso di proverbi alla parlata della gente umile dimostrano la saggezza di Sancho, di natura letteraria non possono essere usati da don Quijote senza che il personaggio perda di credibilità è l'unico personaggio ad usarli lungo tutta l'opera.
Il linguaggio del Don Quijote risulta essere estremamente arcaico, con differenziazione tra i personaggi, ma poco credibile estremamente stilizzato, per cui ogni personaggio ha un suo linguaggio, ma rimane piatto estremamente attuale ed adeguato al personaggio e alla situazione concreta estremamente piatto e monotono, senza alcuna differenziazione tra personaggi.
Le Novelas ejemplares sono così definite da Cervantes perché sono le prime del genere, e quindi fungono da esempio a chi volesse scrivere testi di quel tipo sono ognuna di esse 'esemplari' unici del loro genere da esse il lettore può trarre utili esempi sono romanzi (= novelas) scritti con chiaro intento pedagogico.
Qual è il titolo del romanzo pastorale scritto da Cervantes? Viaje del Parnaso La Galatea Arcadia Segunda parte de la Diana.
Che tipo di testo sono Rinconete y Cortadillo e El coloquio de los perros? sono due delle Novelas ejemplares il primo è una delle Novelas ejemplares, il secondo è una commedia sono un romanzo picaresco e uno pastorale sono due entremeses.
Tra i difetti delle commedie cervantine possiamo trovare il non adeguarsi ai canoni del teatro classico l'essere scritte esclusivamente in versi il fatto di essere scritte più per la lettura che per le scene, soprattutto paragonate a quelle di Lope l'uso di un linguaggio eccessivamente colto e una sintassi latineggiante.
Tra le opere cervantine, El retablo de las maravillas è la più famosa di quale gruppo? dei romances satirici degli entremeses delle commedie delle Novelas ejemplares.
A quale genere letterario appartiene il Persiles y Segismunda? romanzo picaresco romanzo pastorale romanzo moresco romanzo bizantino.
Il genere per eccellenza del Barocco sarà la poesia amorosa il teatro la prosa didattica la narrativa di evasione.
La risposta della letteratura alla crisi sociale ed economica della Spagna del Seicento è un linguaggio semplice e lineare, in contrasto con il mondo esterno piatto ed incolore, come se la letteratura non sia stata in grado di reagire ai cambiamenti che guarda incessantemente ai modelli italiani e francesi, rinnegando qualsiasi forma autoctona retorico ed oscuro, carico di eccessi, in linea con il mondo esterno.
Dal punto di vista artistico il Seicento è il secolo del Umanesimo Barocco Rinascimento Romanticismo.
Il gracioso nel teatro spagnolo del Seicento è l'alter ego del galán, normalmente con funzione moralizzante è un personaggio secondario, che raramente influisce sullo sviluppo dell'opera è un servo del padre della protagonista, con il compito di proteggere la reputazione della dama è l'alter ego del galán, normalmente con funzione comica.
Le novità del teatro barocco sono dovute probabilmente ad un cambiamento del sentire degli autori a forti influenze venute dal teatro giacobino ed elisabettiano ad un cambiamento nel gusto del pubblico, cui gli autori si adeguano al fatto che ora fosse rivolto soprattutto alla nobiltà, quasi escludendo le masse.
Innovatore del teatro barocco in Spagna fu Tirso de Molina Calderón de la Barca Lope de Vega Leandro Fernández de Moratín.
Le due grandi figure della poesia spagnola del Seicento sono Garcilaso de la Vega e Juan Boscán Luis de Góngora e Francisco de Quevedo Luis de Góngora e Juan Meléndez Valdés Lope de Vega e Calderón de la Barca.
Nel Seicento le forme poetiche spagnole tradizionali sopravvissero solo quelle non usate da Góngora, con cui gli altri poeti erano in polemica ripresero definitivamente il sopravvento sulle forme di importazione francese ed italiana continuarono a sopravvivere, aggiungendo anche nuove strutture e nuove tematiche vennero quasi totalmente abbandonate a favore dei modelli italiani.
Quale di questi NON fu un polo poetico importante nel Seicento? Andalusia Salamanca Aragona Madrid.
Grande innovatore della lirica seicentesca in Spagna fu Miguel de Cervantes Francisco de Quevedo Luis de Góngora Lope de Vega.
Caratteristica della prosa barocca spagnola sarà la ricerca del meraviglioso attraverso il nuovo, il diverso, il bizzarro il totale disinteresse al mondo circostante un ritorno alla mimesis classica la ricerca del meraviglioso attraverso l'uso però di immagini semplici e quotidiane.
Tema "forte" del Barocco in Spagna è quello del carpe diem del beatus ille dell'ubi sunt? del disinganno.
Il tipo di letteratura che si sviluppa nel Seicento spagnolo predilige forme lunghe e complesse, ad eccezione della trattatistica forme brevi (e quindi l'eventuale frammentazione dei generi più lunghi) e tematiche astratte forme lunghe e complesse, che intrattengano il lettore distogliendolo dai problemi della realtà forme brevi (e quindi l'eventuale frammentazione dei generi più lunghi) ed una certa esemplarità (positiva o negativa).
La produzione letteraria di Lope de Vega non è particolarmente vasta, ma comprende sia opere in versi, sia opere in prosa è incredibilmente vasta, toccando praticamente tutti i generi del periodo è incredibilmente vasta, ma curiosamente non scrisse poesia di nessun genere è piuttosto vasta, ma si limita alle opere teatrali.
Dove espose Lope de Vega la sua teoria drammatica? in una lettera indirizzata al suo mecenate in un lungo trattato intitolato, appunto, Nueva poética dramática nel trattatello Arte nuevo de hacer comedias nel prologo alla prima raccolta delle sue commedie.
A quale evento bellico partecipò Lope de Vega? alla repressione della rivolta delle Alpujarras alla spedizione dell'Invencible Armada alla battaglia di Lepanto alla battaglia de Las Navas de Tolosa.
Da quale opera di Tirso de Molina nasce il mito del don Giovanni? Don Juan Tenorio Don Gil de las calzas verdes El burlador de Sevilla El condenado por desconfiado.
l burlador de Sevilla è il capolavoro teatrale di José Alarcon Lope de Vega José Zorrilla Tirso de Molina.
Tema che accomuna El burlador de Sevilla e El condenado por desconfiado di Tirso de Molina è quello della difesa dell'onore quello dell'impossibilità di un matrimonio tra classi differenti quello della salvezza quello del rispetto delle convenzioni sociali.
Caratteristica del teatro di Juan Ruiz de Alarcón è che i personaggi virtuosi sono spesso quelli apparentemente meno simpatici che i protagonisti delle sue opere lo sono sempre loro malgrado, trovandosi in mezzo a situazioni che non hanno cercato di essere scritto prevalentemente in prosa, usando i versi solo in determinate circostanze che non si raggiunge mai un finale felice, nonostante gli sforzi dei personaggi.
l diablo cojuelo e Reinar después de la muerte sono due interessanti opere teatrali di Luis Vélez de Guevara Lope de Rueda Tirso de Molina Lope de Vega.
Centrale nell'opera di Juan Pérez de Montalbán è l'encomio, che caratterizza molti dei suoi testi teatrali il linguaggio, tanto che i personaggi a volte raccontano, più che agire la scenografia, senza la quale molte delle sue opere perderebbero molto del loro valore la gestualità, che a volte risulta preponderante rispetto a quanto detto dall'attore.
Quale di questi NON è un autore di teatro (inteso anche come generi minori) del Seicento? Antonio Mira de Amescua Luis Comella José de Valdivieso Luis Quiñones de Benavente.
La vida es sueño è il capolavoro teatrale dia Calderón de la Barca Lope de Rueda Tirso de Molina Lope de Vega.
Tra le novità apportate da Calderón de la Barca possiamo annoverare l'uso della polimetria l'uso di digressioni in versi poco funzionali alla trama, per aumentare la suspense l'introduzione a teatro del verso di matrice gongorina l'introduzione della figura del gracioso.
Quale genere teatrale 'minore' Calderón de la Barca portò alla perfezione? l'auto sacramental il gracioso il sainete la zarzuela.
Entre bobos anda el juego e Del rey abajo ninguno sono opere teatrali di Calderón de la Barca José Rojas Zorrilla Antonio Mira de Amescua Miguel de Cervantes.
Accusa spesso rivolta ad Agustín Moreto è quella di pessima fattura dei suoi versi, che appesantisce le sue opere scarsa capacità di gestione dei tempi drammatici scarsa capacità di caratterizzare i personaggi, che risultano eccessivamente piatti e monotoni scarsa originalità nella sua opera teatrale, a volte tendente al plagio.
Esclavo en grillos de oro e La piedra filosofal sono opere teatrali di Leandro Fernández de Moratín Agustín Moreto Francisco de Bances Candamo Pedro Calderón de la Barca.
Las firmezas de Isabela, opera teatrale gongorina, non ebbe particolare successo perché trattava un tema ormai completamente desueto Lope de Vega si oppose a che venisse messa sulle scene Góngora pretese di inscenarla davanti ad un pubblico colto, che però non ne capì il valore Góngora appesantì l'azione con un uso eccessivo e poco teatrale dei cultismi.
Polifemo y Galatea e Soledades sono le opere con cui Góngora ruppe con la tradizione poetica classica Góngora si presentò per la prima volta al grande pubblico Góngora omaggiò Filippo III per il suo compleanno Góngora tornò alla poesia tradizionale dopo il fallimento della sua riforma.
Góngora scriveva coscientemente per un pubblico ampio ed incolto, per cui la sua poesia cerca il più possibile la chiarezza e l'equilibrio formale abituato all'allegoria di derivazione italiana, e quindi usò molto questa figura colto e ristretto, capace di capire le chiavi di lettura dei suoi testi fortemente legato alla tradizione classica, per cui la sua riforma non toccò il rispetto dei canoni classici.
Famoso per usare le innovazioni gongorine in testi a sfondo anche erotico è fray Hortensio de Parravicino Baltasar del Alcázar Francisco de Trillo y Figueroa il Conte di Villamediana.
Chi fu il predicatore del XVII secolo famoso per usare uno stile fortemente gongorino nei suoi sermoni? Baltasar Gracián fray Luis de León Francisco Trillo y Figueroa fray Hortensio Paravicino.
Caratteristica della satira del Conte di Villamediana è l'essere indirizzata esclusivamente al basso popolo, senza osare toccare la classe nobiliare l'essere sempre equilibrata e velata di un fine scopo didattico l'essere particolarmente aspra e il non risparmiare nessuno l'essere molto aspra con le figure dei ceti bassi, più equilibrata con le figure di alto rango.
Chi sono, rispettivamente, i massimi esponenti di concettismo e culteranesimo? Quevedo (concettismo) e Góngora (culteranesimo) Quevedo (culteranesimo) e Góngora (concettismo) Gracián (concettismo) e Góngora (culteranesimo) Quevedo (concettismo) e Lope de Vega (culteranesimo).
La polemica sulla legittimità dell'oscurità nella poesia ha origine con le Soledades di Góngora, che per primo sollevò la questione già da Cicerone, che la prevedeva per dare maggior lustro all'oratoria con Ariosto, il quale sosteneva che fosse accettabile quando l'autore volesse nascondere un messaggio ad una parte del pubblico sin da Petrarca, che difendeva un'oscurità che avesse fondamenta intellettuali ed estetiche.
Cosa caratterizza il culteranesimo rispetto al concettismo? il culteranesimo predilige strutture metriche chiuse e schemi rimici italianeggianti il culteranesimo si basa sull'uso abbondante di latinismi (lessicali e sintattici), allusioni mitologiche e riferimenti eruditi il culteranesimo si sviluppa soprattutto nelle zone centrali della Spagna, il concettismo in quelle meridionali il culteranesimo si basa prevalentemente sui giochi di parole e sulle metafore.
Quale poeta classico veniva preso a modello tanto dai seguaci di Góngora quanto dai suoi detrattori? Cicerone Marziale Seneca Plauto.
Nella sua poesia amorosa Quevedo canta una donna che è idealizzata, non concreta (alla maniera di Petrarca) concreta, in quanto vi riflette le proprie vicende amorose concreta, essendo tutta dedicata alla moglie, pur velata dietro giochi concettisti idealizzata, ma è l'unico caso in cui non usa lo stile concettista.
l romanzo picaresco scritto da Francisco de Quevedo è il Guzmán de Alfarache il Buscón La hija de la Celestina El héroe.
Quale di queste opere NON è di Francisco de Quevedo? El héroe Sueños El Buscón Política de Dios.
Sueños di Quevedo sono un'allegoria in cui l'autore sogna di vivere in un mondo perfetto assieme ai suoi cari piccoli quadri satirici dove l'autore mette in mostra tutte le sue abilità dialettiche una sorta di nuova danza della morte, dove l'autore mette a nudo i vizi e gli inganni del mondo una feroce satira antigongorina un'allegoria in cui l'autore sogna di vivere in un mondo perfetto assieme ai suoi cari piccoli quadri satirici dove l'autore mette in mostra tutte le sue abilità dialettiche una sorta di nuova danza della morte, dove l'autore mette a nudo i vizi e gli inganni del mondo una feroce satira antigongorina.
Gli attacchi di Jáuregui a Góngora sono originali in quanto pur non condividendo le innovazioni del cordobese, Jáuregui lo difende dagli attacchi personali di Quevedo partono dall'opera del poeta cordobese per passare poi al piano personale vengono giustificati sul piano letterario e non si limitano al piano personale Jáuregui non era un poeta, ma un nobile cui piaceva leggere poesia.
I fratelli Argensola appartengono al gruppo poetico toledano granadino aragonese sivigliano.
L'Antídoto contra la pestilente poesía de las Soledades fu opera di Juan de Jáuregui Juan de Medina Francisco Cascales Francisco de Quevedo.
Quale di queste opere NON è di Baltasar Gracián El héroe Criticón Agudeza y arte de ingenio Poética.
Gracián offre un vero e proprio trattato dell'arte barocca nel suo Oráculo manual y arte de prudencia Agudeza y arte de ingenio El comulgatorio Criticó.
El Criticón di Gracián si presenta come un'allegoria della vita dell'uomo, con spunti presi dalla Divina Commedia dantesca un'allegoria della vita dell'uomo, con spunti presi dal romanzo pastorale e da quello moresco un'allegoria della vita dell'uomo, narrata con spunti presi dal romanzo picaresco e da quello bizantino un romanzo bizantino che vorrebbe descrivere la traiettoria poetica dello stesso autore.
Nella sua República literaria Saavedra Fajardo attacca il sapere in generale, ritenuto inutile perché sempre fine a sé stesso attacca il lavoro dei letterati, che avevano completamente perso il senso della realtà attacca il lavoro intellettuale (ad eccezione della politica) perché non porta a risultati concreti difende il lavoro dei letterati, gli unici a poter dilettare ed insegnare allo stesso momento.
Un testo di Saavedra Fajardo dall'evidente scopo didattico verso il principe è Corona gótica, castellana y austriaca República literaria El héroe Las empresas.
Elemento tipico della saggistica politico-militare spagnola del Seicento fu il concetto di prudenza, legato alla ragion di Stato, che prevale anche su chi governa il machiavellismo, con il prevalere dell'elemento pratico e politico su tutto il resto il concetto di impero, per cui si propugnavano azioni volte al recupero del prestigio spagnolo il concetto di equilibrio, per cui si cercò di propugnare la pace con le altre potenze europee.
Quale di queste NON è una forma della picaresca del Seicento? il racconto di un'esperienza realmente vissuta la picaresca al femminile il pícaro onesto il pícaro religioso.
Nel Seicento il romanzo picaresco decadde in quanto nelle imitazioni dei due modelli si perde la tensione vitale che li caratterizzava il genere venne vietato dalle autorità, che vi vedevano una sorta di istigazione al vagabondaggio gli autori che si dedicarono al genere non avevano le stesse capacità degli autori dei due modelli i romanzi appartenenti al genere non ne rispettavano in realtà le caratteristiche.
Quale di questi NON è un romanzo di picaresca al femminile? La ingeniosa Elena Desordenada codicia de los bienes ajenos Libro de entretenimiento de la pícara Justina La hija de la Celestina.
Quale di questi NON è un modo per causare meraviglia, elemento fondamentale della novela corta? l'intervento della magia per cambiare improvvisamente situazioni o scenari una sorpresa giunta al culmine di un sapiente gioco di attese l'eccezionalità dei sentimenti narrati una sorta di giocosa evasione ottenuta grazie agli ambienti descritti.
Nella novela corta il ruolo della corte è quello del potere che ristabilisce l'ordine turbato dalle vicende dei protagonisti è meramente quello di ambientazione delle vicende narrate è insignificante, in quanto molte di queste novelas non vi hanno nulla a che fare è quello di suggeritrice di ambienti e figure dell'opera.
Le Novelas ejemplares cervantine diedero nuovo impulso a quale genere letterario? al romanzo bizantino alle raccolte di exempla alla letteratura edificante di stampo religioso alla novela corta (o cortesana).
María de Zayas fu una delle più importanti autrici di novelas cortas romanzi sentimentali romanzi picareschi al femminile romanzi bucolici.
Rispetto a Salas Barbadillo, Castillo Solórzano si vantò di essere stato in grado di scrivere novelas anche in versi di aver avuto un maggior successo con le sue novelas di aver conosciuto personalmente Cervantes, da cui ebbe preziosi consigli per le sue novelas di non aver mai attinto a fonti italiane per le sue novelas.
Quale di questi NON è un autore di novelas cortas? Alonso Salas Barbadillo Tomás de Iriarte Alonso Castillo Solórzano María de Zayas.
Nel Settecento la Spagna è vista dagli altri Paesi europei come la patria del barocco, dell'arretratezza e dell'intolleranza il modello da cui ripartire per una ripresa culturale estremamente arretrata dal punto di vista politico, ma un modello dal punto di vista culturale un modello dal punto di vista politico, ma estremamente arretrata dal punto di vista culturale.
Quale ramo del sapere ebbe nuovo impulso nel Settecento dopo un lunghissimo periodo di oblio? la matematica la storiografia la medicina l'astronomia.
Chi sono i novatores? è il nome spregiativo che venne dato agli illuministi spagnoli da parte degli altri Paesi europei autori di novelas didattiche, tipiche della mentalità settecentesca un gruppo di intellettuali che anticipano l'Illuminismo grazie ad un nuovo concetto della scienza, vista ora come disciplina rigorosa un gruppo di intellettuali che tentò di rinnovare il mondo delle lettere.
Quale grande poeta del '600 fa da vate a Diego de Torres de Villarroel nel suo viaggio immaginario sopra Madrid, conosciuto anche come Sueños morales? Francisco de Quevedo Lope de Vega Garcilaso de la Vega Luis de Góngora.
Nella poesia di Torres Villarroel è evidente il magistero di Francesco Petrarca Garcilaso de la Vega Francisco de Quevedo Luis de Góngora.
Torres Villarroel è una sorta di ponte ideale tra Seicento e Settecento perché i suoi Sueños morales ricordano i Sueños di Quevedo, ma hanno uno spiccato fine didattico la sua Vida è una via di mezzo tra passato (romanzo picaresco) e presente (relazione di viaggio e osservazione di tipi e costumi) è evidente la sua difficoltà nell'usare forme narrative ormai completamente superate come quelle barocche nella sua opera usa temi evidentemente barocchi, ma li incastona in forme tipicamente settecentesche.
Nel Teatro Crítico Universal Feijoo si occupa anche di letteratura? no, nessuno dei discursos del Teatro si riferisce (direttamente o indirettamente) alla letteratura sì, ma solo dal punto di vista della storia della letteratura, senza dare veri e propri giudizi estetici sì, ma molto poco; resta però interessante il suo concetto di "no sé qué" per spiegare il concetto di bellezza sì, si occupa esclusivamente di letteratura, dando una lunga serie di esempi che spieghino il "no sé qué" del gusto soggettivo.
Il Teatro Crítico Universal è l'opera più importante di Francisco Isla Alonso Salas Barbadillo Benito Jerónimo Feijoo Diego de Torres Villarroel.
Caratteristica settecentesca dell'opera di Feijoo era il fatto di scrivere la sua opera didattica in prosa, visto che precedentemente si era sempre fatto in versi il fatto di dividere la sua opera in discursos, termine molto comune nelle opere didattiche settecentesche il fatto di cercare sempre una spiegazione razionale per gli argomenti di cui trattava (per la fede riteneva necessaria la rivelazione) il fatto di difendere i dogmi della Chiesa, mentre per gli altri argomenti si fondava sulle conoscenze pregresse.
Le Accademie poetiche nel Settecento scomparvero completamente, sostituite da quelle di iniziativa pubblica sopravvissero soprattutto a Madrid e Barcellona, ed avevano un concetto trascendentale della poesia vennero inglobate in Accademie di iniziativa pubblica, e avevano un concetto estremamente pragmatico della poesia sopravvissero, benché legate soprattutto a contesti provinciali, ed avevano un concetto ludico ed evasivo della poesia.
In quale secolo possiamo collocare la nascita delle Accademie pubbliche in Spagna? XIX XVIII XVI XX.
Che cos'è il Diccionario de Autoridades? è la prima ortografia pubblicata dalla Real Academia Española de la Lengua, per dimostrare la corretta grafia dei termini attraverso citazioni letterarie è la prima grammatica pubblicata dalla Real Academia Española de la lengua, con riferimenti ai grammatici antichi è il primo dizionario della lingua spagnola pubblicato dalla Real Accademia Española de la Lengua è il primo dizionario della lingua spagnola pubblicato dalla Real Academia Española de la Lengua, in sei volumi.
Nella Carta latina de Ignacio Philalethes, Luzán critica fortemente il concetto di bellezza esposto nel Teatro crítico universal di Feijoo analizza la rottura delle regole aristoteliche da parte di Lope e interpreta le metafore gongorine attacca duramente le novità poetiche apportate da Góngora, e ancor più i suoi epigoni smentisce le teorie drammatiche del Theatro de los theatros di Bances Candamo.
Buona parte della sua educazione Luzán la acquisì In Italia In Spagna In Inghilterra In Francia.
Chi fu l'autore della Poética nel Settecento? Nicolás Fernández de Moratín Francisce de Isla Ignacio Luzán Benito Feijoo.
Rispetto alla prima, la seconda versione della Poética di Luzán viene ampliata, e sembrano esserci correzioni non direttamente attribuibili a Luzán (almeno nella forma) viene ridotta, eliminando la parte sulla poesia drammatica viene ridotta, eliminando tutti gli esempi che erano stati messi nella prima per spiegare le teorie esposte viene ampliata, perché lo stesso Luzán decide di includere alcuni aspetti che aveva omesso nella prima versione.
Per quanto riguarda il rispetto delle regole aristoteliche a teatro, Luzán sosteneva che andassero rispettate (ma non negli autos sacramentales) sosteneva che non fosse necessario rispettarle, soprattutto l'unità di tempo sosteneva che erano ormai superate, per cui era giusto seguire l'innovazione di Lope sosteneva che non fosse necessario rispettarle, soprattutto l'unitò di spazio.
Quale di questi autori NON ebbe una chiara influenza sulla Poética di Luzán? Boileau Vico Locke Muratori.
Di quanti libri è composta la Poética di Luzán? cinque quattro sette dieci.
La stampa periodica ebbe un primo vero e proprio boom all'inizio del regno di Carlo IV (fine anni '80 del Settecento) all'inizio del regno di Carlo III (fine anni '50 del Settecento) all'inizio del Settecento (intorno agli anni '20) solo alla fine del Settecento (intorno alla metà degli anni '90).
La prima vera e propria rivista letteraria a carattere europeo in Spagna fu il Diario de los literatos de España la Revista literaria y erudita il Cajón de sastre il Mercurio noticioso.
Francisco Mariano Nipho può essere considerato il padre del giornalismo spagnolo inteso in senso moderno del giornalismo erudito e specializzato del realismo spagnolo nei romanzi del giornalismo saggistico di ascendenza inglese in Spagna.
Cosa sono le Socieades económicas de amigos del País? istituzioni private per discutere su argomenti vari, dall'agricoltura alla politica, ma anche delle innovazioni e dell'istruzione istituzioni pubbliche per cercare di risolvere i problemi economici che attanagliavano il Paese istituzioni pubbliche il cui scopo era quello di imporre le novità europee alla nazione una sorta di cooperative private di mutuo soccorso tra agricoltori ed industriali.
La lirica spagnola del Settecento è caratterizzata da forme ancora di chiara influenza barocca, cui però si unisce un certo didattismo da forme chiare e semplici ed un costante fine didattico da forme semplici e concise, dai contenuti spesso astratti da forme che richiamano quelle tradizionali autoctone, con tematiche esclusivamente nazionali.
Una critica molto comune mossa alla lirica spagnola settecentesca è quella di non rispettare i canoni poetici della lirica classica di essere eccessivamente pedante e didattica di asservimento a modelli ed ideali francesi di asservimento ai modelli ed ideali germanici.
La Fonda de San Sebastián fu un'importante gruppo di poeti baschi che ebbero un certo successo nel 700 un'importante battaglia in cui la Spagna ebbe ragione della Francia sui confini pirenaici un'importante tertulia letteraria in cui si incontrarono molte delle figure di spicco della poesia spagnola del 700 un'importante Sociedad de amigos del PAís, fatta chiudere da Carlos III per il notevole peso politico che aveva acquisito.
Tra le caratteristiche della Fonda de San Sebastián NON troviamo la poesia anacreontica l'imitazione della poesia di Garcilaso la favola la poesia patriottica.
Le Fábulas literarias di Iriarte hanno la caratteristica di essere scritte in prosa anziché in versi essere più una sorta di saggi di letteratura che non vere e proprie favole essere semplici traduzioni di favole francesi, italiane e classiche trattare solo temi legati alla letteratura (autori, critici).
Tomás de Iriarte e Félix María Samaniego sono i maggiori autori spagnoli di novelas cortas fábulas literarias raccolte di saggi critici commedie moraleggianti.
Nelle Fábulas morales Samaniego usa un linguaggio estremamente chiaro, allo scopo di far passare il messaggio didattico, tanto che i suoi versi non di rado risultano ridondanti estremamente oscuro, tanto da rendere il messaggio comprensibile solo ai più colti estremamente colto, in modo da essere accettato dagli ambienti di corte che vuole imitare in tutto e per tutto i modelli francesi e classici, al costo di non risultare chiaro.
Quale di queste opere NON è di José Cadalso? Cartas marruecas Los eruditos a la violeta La señorita malcriada Noches lúgubres.
Cadalso ebbe una grande influenza su un gruppo di poeti che conobbe a Barcellona Siviglia Lisbona Salamanca.
L'ideale inseguito da Cadalso nei suoi versi è quello di un ritorno ad un imperialismo eroico quello di una società industriosa e guerriera quello di una società pacifica e operosa quello di un'oraziano ritiro a vita pacifica ed oziosa.
Quanti sono i protagonisti delle Cartas marruecas? quattro (Nuño, Rodrigo, Ismael e Ben-Beley) tre (Nuño, Gazel e Ben-Beley) tre (Guzmán, Gazel e Cide Hamete Benengeli) due (Nuño e Ben-Beley).
Secondo Cadalso, la decadenza spagnola sarebbe da attribuire in buona parte alle guerre, alla pestilenza e all'eccessiva presenza di mussulmani in Spagna alla scarsa propensione al lavoro delle classi più basse, 'viziate' dalle classi alte al fatto che i Borboni, essendo di origine francese, non si erano adeguatamente curati della Spagna alle guerre, alle eccessive ricchezze americane e alla scarsa propensione al lavoro.
Qual è il rapporto tra le Cartas marruecas di Cadalso e le Lettres persannes di Montesquieu? Montesquieu imita abbastanza pedissequamente Cadalso Cadalso risponde nella Cartas alle accuse che Montesquieu aveva mosso alla Spagna nelle Lettres è un rapporto molto labile, di simile hanno solo il titolo e l'impianto generale l'opera di Cadalso è abbastanza indipendente, pur essendo evidente il debito nei confronti dell'opera di Montesquieu.
Meléndez Valdés fu il principale esponente della Fonda de San Sebastián della scuola salmantina settecentesca della scuola sivigliana settecentesca della scuola madrilena settecentesca.
Nella Carta de Jovino a sus amigos salmantinos Jovellanos propone ai salmantini di passare ad una poesia più impegnata ed utile, di stampo illuminista di tornare ad una poesia più bucolica e spensierata, di stampo classico di passare ad imitare forme e temi della poesia francese del periodo di dedicarsi ad una poesia patriottica o ad una spensierata.
Modello classico per molti poeti della scuola salmantina del Settecento fu Garcilaso de la Vega Fernando de Herrera fray Luis de León fray Luis de Granada.
Grazie al magistero di Cadalso, la scuola salmantina riporterà in auge la poesia bucolica l'epigramma il sonetto l'anacreontica.
Chi è l'autore delle due Sátira a Arnesto e di Contra los letrados? Juan Meléndez Valdés Francisco Isla José Cadalso Gaspar Melchor Jovellanos.
L'illuminista Jovellanos ruppe completamente con la tradizione autoctona? sì; Jovellanos rifiutò completamente la tradizione spagnola, dedicandosi solo alle innovazioni europee no; a differenza di Cadalso, Jovellanos rimase fortemente legato alle tradizioni spagnole no; come Cadalso, l'apertura alle innovazioni europee non significò l'abbandono delle tradizioni spagnole sì; a differenza di Cadalso, Jovellanos ruppe con la tradizione spagnola.
Caratteristica degli scritti di Jovellanos, rispetto a Cadalso, è che Jovellanos non solo espone i problemi della Spagna, ma ne cerca anche attivamente dei rimedi Jovellanos usa costantemente temi più astratti rispetto a Cadalso pur illuminista, Jovellanos non è affatto interessato ai problemi della Spagna la produzione poetica di Jovellanos è pressoché nulla, a confronto con quella ingente di Cadalso.
La "deformazione del reale" nelle sue anacreontiche è caratteristica di Leandro Fernández de Moratín José Cadalso Gaspar Melchor de Jovellanos Juan Meléndez Valdés.
In quante tappe è possibile dividere la traiettoria poetica di Meléndez Valdés? due, una illuminista e una preromantica quattro, una anacreontica, una impegnata, una preromantica e una romantica due, una anacreontica e una illuminista tre, una anacreontica, una amorosa e una illuminista.
Chi è N. Philoaletheias? è lo pseudonimo usato da Cienfuegos per pubblicare le sue opere di tematica amorosa è lo pseudonimo usato da Leandro Fernández de Moratín per pubblicare le sue prime commedie è l'autore dei Preceptos para una nueva poesía, manuale/antologia che rifletteva il gusto poetico degli ultimi anni del Settecento è l'autore delle Reflexiones sobre la poesía, sorta di precettistica della sensibilità poetica di fine Settecento.
Quale divisione si può riscontrare nella cosiddetta 'seconda scuola salmantina' nel Settecento? quella tra Cadalso e Moratín figlio da una parte, Jovellanos e Meléndez Valdés dall'altra quella tra Quintana (più conservatore) e Cienfuegos (più aperto alle novità) quella tra Meléndez Valdés da una parte, e Quintana e Cienfuegos dall'altra quella tra Moratín figlio da una parte, e Quintana e Cienfuegos dall'altra.
A quale scuola poetica appartenevano Quintana e Cienfuegos? alla prima scuola salmantina (Settecento) alla seconda scuola salmantina (Settecento) alla scuola sivigliana (Settecento) alla scuola salmantina (Cinquecento).
Qual era l'accusa rivolta da Moratín figlio alla seconda scuola salmantina? quello di usare tematiche troppo impegnate, mentre la poesia doveva servire soprattutto per diletto quella di non seguire gli insegnamenti di Jovellanos e Meléndez Valdés a livello formale e tematico quello di seguire esclusivamente modelli francesi, allontanandosi quindi dal sentire nazionale quella di usare metafore assurde e sconnesse, parole ridondanti e un'eccessiva libertà formale, quasi un secondo gongorismo.
La scuola poetica sivigliana seguì come modello poetico Fernando de Herrera Juan Meléndez Valdés Garcilaso de la Vega Luis de Góngora.
Autore della scuola sivigliana che sarà riconosciuto maestro dai romantici fu Juan Meléndez Valdés José María Blanco White José Marchena Alberto Lista.
La scuola poetica sivigliana del Settecento seguì come modello poetico Fernando de Herrera Juan Meléndez Valdés Garcilaso de la Vega Luis de Góngora.
A quale scuola poetica del Settecento vengono comunemente associati Blanco White e Marchena? alla prima scuola salmantina alla scuola madrilena alla scuola sivigliana alla seconda scuola salmantina.
Il Fray Gerundio de Campazas è il capolavoro letterario di Francisco de Isla José Cadalso Leandro Fernández de Moratín Juan Pablo Forner.
Juan Pablo Forner fu autore soprattutto di satire, spesso anche piuttosto aspre, come ad esempio El asno erudito commedie satiriche, gustose ma scarsamente teatrali, come El señorito mimado splendide anacreontiche, tanto da superare il suo modello, Meléndez Valdés opere storiche, come La verdadera historia de España, portate avanti con il nuovo metodo illuministico.
Il bersaglio della satira di Isla nel Fray Gerundio è gli ordini monastici ormai in piena decadenza, mera pratica per una vita agiata l'oratoria dell'epoca, vuota e pomposa, piena ancora di inutili orpelli culterani la politica filofrancese dello Stato, narrata attraverso gli occhi ingenui del fraticello le opere satiriche di Forner, che lo aveva attaccato in più di un'occasione.
Chi fu l'autore della Oración apologética por la España y su mérito literario? Juan Pablo Forner Francisco de Isla Gaspar Melchor de Jovellanos Leandro Fernández de Moratín.
Rispetto al romanzo seicentesco, quello del Settecento ne accetta in linea di massima forme e tematiche, ma adegua i personaggi alla nuova situazione sociale produce un totale ripensamento delle forme narrative e dei personaggi ne accetta in linea di massima personaggi e forme, aggiungendo però un fine chiaramente didascalico prevede forme narrative completamente nuove, ma a volte può recuperare personaggi significativi.
Un grosso lavoro dal punto di vista filologico e storiografico lo fecero nel Settecento i francescani gli agostiniani i domenicani i gesuiti.
Forma che ebbe grande vitalità nella Spagna del Settecento, soprattutto dal punto di vista divulgativo, fu l'articolo critico il saggio in versi il saggio breve le enciclopedie.
La tragedia Raquel di García de la Huerta è importante perché l'autore si allinea per la prima volta al gusto 'afrancesado', rinunciando a gracioso ed entremeses è la prima tragedia spagnola settecentesca scritta in latino rappresentata sulle scene è la prima tragedia spagnola neoclassica ad avere un successo strepitoso sulle scene l'autore ritorna con successo al gusto barocco, recuperando la figura del gracioso l'autore si allinea per la prima volta al gusto 'afrancesado', rinunciando a gracioso ed entremeses .
Luciano Francisco Comella fu autore soprattutto di tragedie neoclassiche commedie di satira sociale commedie sentimentali teatro comico.
Antonio Zamora e José Cañizares possono essere considerati due autori settecenteschi, ma ancora legati al modello calderoniano che prima di altri tentarono di rinnovare il teatro spagnolo nel Settecento che si dedicarono al teatro con lo scopo dichiarato di non lasciar morire il modello barocco 'afrancesados', in quanto abbandonarono tematiche e forme spagnole per usare quelle francesi.
L'aspetto particolare dell'opera di Ramón de la Cruz è la sua grande inventiva, data che nella sua opera ingente è molto difficile ritrovare scene o personaggi ripetuti in testi diversi il grande successo ottenuto nonostante la sua opera sia qualitativamente e quantitativamente di livello modesto il grande successo ottenuto nonostante la sua opera sia qualitativamente e quantitativamente di livello modesto il grande successo che riuscì ad ottenere, nonostante nella sua opera ad un certo punto iniziò a ripetere cliché ormai noti.
Le opere di Ramón de la Cruz spesso e volentieri sono ambientate in luoghi volutamente fantastici, per dare un senso generico ai suoi insegnamenti in luoghi difficilmente ricollegabili a luoghi reali, come i suoi personaggi in ambienti concreti che ricordano la sua Madrid in ambienti concreti che ricordano soprattutto Barcellona e Parigi.
Ramón de la Cruz è soprattutto grande autore di sainetes tragicommedie entremeses commedie 'afrancesadas'.
Quale di queste opere NON è di Leandro Fernández de Moratín El señorito mimado El viejo y la niña El sí de las niñas La derrota de los pedantes.
Nel suo Viaje de Italia Moratín si sofferma soprattutto nella descrizione e analisi della grande varietà linguistica e dei personaggi con cui venne a contatto nella descrizione e analisi di usi e costumi, istituzioni e stato sociale nella descrizione dei paesaggi, che lo affascinavano in quanto diversi da quelli spagnoli nella descrizione dei molti monumenti che poté vedere.
La commedia borghese moratiniana è caratterizzata da un fatto che avvenga in un luogo, ma lungo un arco di tempo importante, che permetta di seguire l'evolversi della personalità del protagonista da un fatto che avvenga in un luogo, tra persone comuni, con cui si mettano a ridicolo vizi ed errori della società da un fatto che avvenga in un luogo, tra persone comuni, ma che non abbia particolari legami con la realtà per evitare la censura da un fatto che avvenga in un luogo, tra persone di alto rango, con cui si diano esempi di comportamento sociale.
Elemento importante ed innovativo nella Comedia nueva moratiniana è l'uso della prosa in maniera funzionale, dato che l'autore se ne serve per caratterizzare i personaggi la mescolanza tra prosa (per i personaggi bassi ed incolti) e i versi (per i personaggi borghesi e colti) l'uso della prosa con valore polemico, visto che l'unico scopo è differenziarsi dalla commedia barocca in versi l'uso dei versi per dimostrare la propria perizia tecnica.
La comicità della Comedia nueva moratiniana nasce da situazioni e personaggi grotteschi, con fini evidentemente comici dalla presentazione di situazioni inaspettate, che suscitano ilarità nel pubblico soprattutto dal linguaggio, per cui è importante anche avere la giusta chiave di lettura per coglierla appieno da situazioni tipiche della commedia dell'arte, come scambi di personaggi e battute boccaccesche.
Scenografia ed azione nella Comedia nueva moratiniana sono estremamente semplici e quotidiane assolutamente ricercate e di chiara ascendenza barocca pedantemente classicheggianti la scenografia tendenzialmente astratta, e l'azione molto compassata, quasi meccanica.
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