option
Questions
ayuda
daypo
search.php

LINGUAGGI ESPRESSIVI 3

COMMENTS STATISTICS RECORDS
TAKE THE TEST
Title of test:
LINGUAGGI ESPRESSIVI 3

Description:
Linguaggi espressivi Vergallito

Creation Date: 2026/09/04

Category: University

Number of questions: 123

Rating:(0)
Share the Test:
Nuevo ComentarioNuevo Comentario
New Comment
NO RECORDS
Content:

01. Il processo creativo consente: Di evitare il coinvolgimento emotivo. Di seguire regole fisse. Di riconoscere se stessi e promuovere cambiamento personale. Di ottenere risultati estetici.

02. Secondo Vygotskij, la creatività: È un processo puramente intuitivo senza base cognitiva. È separata dai processi di apprendimento. Permette di rielaborare esperienze per costruire nuovi comportamenti. Non ha relazione con il futuro.

03. Il rispecchiamento nelle artiterapie: È un processo esclusivamente cognitivo. Consiste nell’imitazione dei comportamenti. Serve a valutare la performance. Permette di rendere gli stati emotivi riconoscibili e regolabili.

04. L’arteterapeuta rappresenta: Un insegnante tecnico. Un valutatore esterno. Un osservatore passivo. Una base sicura per esplorazione e cambiamento.

05. Le artiterapie promuovono l’intelligenza emotiva perché: Facilitano riconoscimento, espressione e regolazione delle emozioni. Sostituiscono le relazioni sociali. Eliminano le emozioni negative. Si basano solo su abilità tecniche.

06. L’empatia è: La capacità di evitare relazioni. La capacità di controllare le emozioni altrui. Una forma di giudizio morale. La capacità di comprendere gli stati emotivi altrui.

07. Secondo Goleman, la consapevolezza di sé è: La capacità di controllare gli altri. Una competenza esclusivamente cognitiva. La capacità di riconoscere le proprie emozioni e il loro impatto. La riduzione delle emozioni.

08. La motivazione nell’intelligenza emotiva: È basata su ricompense esterne. Non influenza il comportamento. Utilizza le emozioni per sostenere obiettivi e perseveranza. È indipendente dalle emozioni.

09. Il linguaggio non verbale è rilevante perché: È utilizzato solo in contesti artistici. È sempre subordinato al linguaggio verbale. È immediato e meno controllabile, quindi informativo sugli stati emotivi. Non ha funzione comunicativa autonoma.

10. La fluidità nel pensiero creativo indica: La capacità di selezionare un’unica soluzione ottimale. La rigidità nell’elaborazione delle informazioni. La capacità di generare molte idee anche non immediatamente pertinenti. La tendenza a evitare soluzioni divergenti.

11. La creatività secondo Maslow: È una capacità presente in tutti alla nascita ma influenzata dal contesto. È indipendente dall’ambiente sociale. È una qualità riservata a individui eccezionali. È esclusivamente legata al talento artistico.

12. Il ruolo dell’arteterapeuta consiste principalmente nel: Valutare la qualità estetica delle produzioni. Fornire interpretazioni simboliche del prodotto artistico. Dirigere rigidamente il processo creativo. Mediare il processo creativo e favorire la rielaborazione dell’esperienza.

13. La finalità principale delle artiterapie è: Favorire la riflessione su di sé e la rielaborazione della propria esperienza. Addestrare competenze artistiche professionalizzanti. Sostituire completamente gli interventi psicoterapeutici tradizionali. Interpretare simbolicamente i contenuti prodotti dai partecipanti.

01. Come si distinguono i bisogni di stima secondo Maslow?. Bisogni interni e bisogni esclusivamente ambientali. Bisogni fisici e bisogni psicologici indipendenti. Autostima personale e riconoscimento sociale da parte degli altri. Bisogni cognitivi e bisogni emotivi separati.

02. Perché le persone possono resistere al cambiamento?. Preferiscono situazioni note anche se disfunzionali. Hanno sempre piena fiducia nelle proprie capacità. Sono motivate esclusivamente da fattori esterni. Non possiedono bisogni di autorealizzazione.

03. Secondo Maslow, quale condizione consente l’emergere dei bisogni superiori?. Il soddisfacimento progressivo dei bisogni di livello inferiore. La presenza simultanea di tutti i bisogni senza gerarchia. L’intervento esclusivo di fattori ambientali esterni. L’eliminazione completa dei bisogni fisiologici.

04. Quale funzione svolgono principalmente le artiterapie nei bisogni fisiologici?. Eliminare la necessità di soddisfare i bisogni di base. Promuovere una relazione consapevole e attiva con il proprio corpo. Garantire automaticamente il benessere fisico continuo. Sostituire completamente i bisogni biologici di base.

05. Nel modello di Maslow, cosa caratterizza i bisogni di sicurezza?. Il bisogno di sviluppare relazioni affettive profonde. La necessità di esprimere creatività artistica libera. L’esigenza di ottenere riconoscimento sociale immediato. Il desiderio di stabilità, protezione e prevedibilità dell’ambiente.

06. Nelle artiterapie, cosa rappresenta la “base sicura”?. Il rapporto di fiducia costruito con l’arteterapeuta. L’insieme delle tecniche artistiche utilizzate nel laboratorio. Il raggiungimento della completa autonomia del paziente. La presenza di regole rigide e strutturate nel setting.

07. Quale bisogno è associato al desiderio di appartenenza e relazioni?. Bisogni sociali legati all’affiliazione e ai legami interpersonali. Bisogni fisiologici legati alla sopravvivenza corporea. Bisogni di autorealizzazione legati alla crescita personale. Bisogni di sicurezza legati alla stabilità economica.

08. Quale effetto hanno le artiterapie sui bisogni sociali?. Eliminano la necessità di relazioni interpersonali esterne. Sostituiscono completamente i legami familiari esistenti. Favoriscono relazioni basate su accettazione e collaborazione reciproca. Riducono il bisogno di appartenenza ai gruppi sociali.

09. Quale obiettivo ha l’arteterapia rispetto alla motivazione?. Sostenere e promuovere il cambiamento personale nel tempo. Garantire risultati immediati e permanenti. Sostituire altri interventi terapeutici. Eliminare completamente le difficoltà emotive.

10. Quale relazione esiste tra emozioni e motivazione?. Le emozioni ostacolano sempre la motivazione. Le emozioni sono indipendenti dalle motivazioni. Le emozioni possono sostenere l’impegno e la perseveranza. Le emozioni sono indipendenti dal comportamento umano.

11. Cosa promuove il contesto delle artiterapie?. Un ambiente di fiducia che facilita il benessere e l’espressione. Un controllo continuo delle emozioni dei partecipanti. Un sistema di valutazione delle capacità artistiche. Una struttura rigida focalizzata sulla performance.

12. In che modo le artiterapie sostengono i bisogni di stima?. Permettendo alla persona di sentirsi accolta e riconosciuta. Imponendo standard estetici per migliorare la performance. Favorendo una competizione tra partecipanti al gruppo. Limitando l’espressione personale per evitare errori.

13. Quale funzione ha il gruppo nelle artiterapie?. Sostituire completamente il lavoro individuale. Favorire esperienze relazionali autentiche e non giudicanti. Imporre dinamiche competitive tra i partecipanti. Limitare l’espressione individuale.

14. Secondo Goleman, cosa rappresenta la motivazione?. Una risposta automatica agli stimoli ambientali. La capacità di orientare il comportamento verso obiettivi utilizzando le emozioni. Un bisogno fisiologico legato alla sopravvivenza. Un processo esclusivamente cognitivo privo di emozioni.

15. Come si definisce l’alleanza terapeutica?. Una relazione gerarchica basata sull’autorità del terapeuta. Un rapporto informale privo di obiettivi condivisi. Un legame collaborativo tra terapeuta e paziente orientato agli obiettivi. Una connessione limitata alla comunicazione verbale.

16. Quale elemento è fondamentale per la motivazione al cambiamento?. La dipendenza esclusiva dal gruppo terapeutico. La riduzione dell’autonomia del paziente. L’imposizione di regole rigide da parte del terapeuta. L’alleanza terapeutica basata su fiducia e obiettivi condivisi.

17. Cosa significa contenere le difficoltà del paziente?. Rispettare i tempi e le difese individuali senza forzature. Evitare completamente il confronto con le emozioni difficili. Intervenire solo con tecniche direttive strutturate. Ridurre la partecipazione attiva del paziente.

18. Qual è uno dei compiti dell’arteterapeuta?. Imporre obiettivi standardizzati a tutti i partecipanti. Sostenere la persona anche nei momenti di difficoltà emotiva. Valutare la qualità estetica delle produzioni artistiche. Dirigere rigidamente ogni fase del processo creativo.

19. Cosa sono i meccanismi di difesa?. Strategie automatiche per proteggersi da emozioni difficili. Modalità di apprendimento intenzionale delle abilità artistiche. Strumenti per aumentare la produttività nel gruppo. Tecniche consapevoli utilizzate per migliorare la creatività.

20. Quale difficoltà può emergere nel percorso arteterapeutico?. Una totale assenza di conflitti interni. Una riduzione completa delle emozioni negative. Un aumento costante della motivazione senza ostacoli. Momenti di blocco emotivo o comportamentale durante il processo.

21. Quale caratteristica favorisce il flow nelle artiterapie?. L’assenza di giudizio durante il processo creativo. L’uso esclusivo di tecniche artistiche semplici. La presenza di valutazioni costanti da parte del terapeuta. L’uso esclusivo di tecniche artistiche complesse.

22. Quale ruolo svolgono le artiterapie nell’autorealizzazione?. Sostituiscono i percorsi educativi e formativi tradizionali. Limitano l’espressione creativa a tecniche specifiche. Facilitano la scoperta e l’utilizzo delle risorse personali. Garantiscono automaticamente il successo personale.

23. Cosa caratterizza il bisogno di autorealizzazione?. La necessità di ricevere approvazione sociale costante. La ricerca di sviluppo personale e realizzazione delle proprie potenzialità. Il desiderio di ottenere sicurezza economica stabile. Il bisogno di soddisfare esclusivamente bisogni primari.

24. Che cosa si intende per “flow” nelle artiterapie?. Un processo di valutazione esterna delle prestazioni. Uno stato di coinvolgimento totale e benessere durante l’attività. Una fase iniziale di apprendimento tecnico delle abilità artistiche. Un momento di riflessione critica sui propri errori.

01. La risonanza affettiva è alla base di: Memoria procedurale automatizzata. Empatia e connessione sociale tra individui. Processi linguistici sintattici. Attenzione selettiva visiva.

02. Il processo creativo coinvolge principalmente: Un unico sistema cognitivo specializzato e autonomo. Esclusivamente aree corticali legate al linguaggio. Sistemi e network cerebrali multipli integrati tra loro. Solo circuiti motori indipendenti dai processi cognitivi.

03. La risonanza affettiva implica: Attivazione emotiva automatica osservando altri. Riduzione dell’empatia interpersonale. Controllo volontario delle emozioni altrui. Comprensione cognitiva priva di emozione.

04. La risonanza motoria aumenta quando: L’attenzione è ridotta o assente. L’azione è completamente nuova per il soggetto. L’osservatore ha maggiore competenza nell’azione. L’azione è priva di significato motorio.

05. L’integrazione tra canali verbali e non verbali consente: Attivazione esclusiva delle aree cognitive frontali. Separazione tra esperienza emotiva e descrizione linguistica. Connessione tra processi linguistici ed elaborazione emotiva. Riduzione dell’accesso ai contenuti affettivi profondi.

06. Il default mode network è associato a: Attività motorie automatiche e riflessi comportamentali. Esecuzione di compiti cognitivi strutturati e complessi. Introspezione, autoriflessione e pensiero creativo spontaneo. Elaborazione linguistica intenzionale e controllata.

07. I neuroni specchio si attivano quando: Si elaborano informazioni linguistiche complesse. Si riflette su contenuti astratti senza azione. Si compie o si osserva la stessa azione fatta da un altro. Si inibiscono risposte motorie automatiche.

08. I neuroni specchio sono coinvolti in: Elaborazione percettiva visiva statica. Regolazione endocrina e risposta allo stress. Empatia, imitazione e apprendimento per osservazione. Memoria semantica e processi attentivi selettivi.

09. I canali non verbali permettono l’accesso a: Memorie esplicite dichiarative e autobiografiche. Memorie implicite procedurali non consapevoli. Memorie semantiche strutturate linguisticamente. Memorie a breve termine visuo-spaziali.

10. Secondo Freud il prodotto artistico è: Un risultato estetico privo di valore clinico. Una forma di espressione esclusivamente consapevole. Un mezzo educativo per l’apprendimento sociale. Uno strumento per accedere ai contenuti inconsci.

11. I meccanismi di difesa sono: Comportamenti appresi esclusivamente socialmente. Strategie consapevoli di gestione razionale. Risposte intenzionali a stimoli cognitivi. Processi automatici e spesso inconsci.

12. L’umorismo è considerato: Una strategia cognitiva disfunzionale. Una forma di negazione inconsapevole. Una difesa immatura di evitamento totale. Una difesa matura che non distorce la realtà.

13. La risonanza motoria consiste in: Inibizione dei sistemi motori osservativi. Simulazione interna dell’azione osservata. Attivazione emotiva senza componente motoria. Elaborazione cognitiva simbolica dell’azione.

01. La comunicazione indiretta si realizza quando: Si utilizza esclusivamente il linguaggio verbale. Non avviene alcuna forma di comunicazione significativa. Il dialogo avviene direttamente tra terapeuta e utente. Il messaggio passa attraverso l’opera artistica.

02. L’opera come oggetto transizionale consente: La proiezione e la rielaborazione di parti di sé. La valutazione oggettiva delle competenze artistiche. La riduzione dell’espressione emotiva personale. La standardizzazione dei processi espressivi individuali.

03. Il setting tripolare comprende: Terapeuta, gruppo e contesto educativo. Utente, arteterapeuta e opera artistica. Utente, spazio fisico e strumenti artistici. Utente, famiglia e terapeuta.

04. L’arteterapeuta osserva: Stile, spazio, ritmo, materiali e linguaggi espressivi. Unicamente la scelta cromatica delle opere. Solo il prodotto finale dell’attività artistica. Esclusivamente il linguaggio verbale del paziente.

05. Secondo Belfiore, l’opera in arteterapia: È valutata esclusivamente in base alla qualità estetica. Ha un significato oggettivo definito dal terapeuta. Non ha un’interpretazione univoca e non è riducibile al linguaggio. Deve essere interpretata secondo schemi simbolici standardizzati.

06. L’atelier in arteterapia è definito come: Spazio neutro privo di implicazioni relazionali e simboliche. Ambiente tecnico dedicato esclusivamente alla produzione artistica. Aula didattica orientata all’insegnamento delle tecniche pittoriche. Spazio fisico e mentale che sostiene la relazione terapeutica.

07. Edith Kramer sostiene che il processo creativo: È terapeutico e utile alla risoluzione dei conflitti interni. Deve essere guidato rigidamente da tecniche strutturate. Ha valore solo se produce un risultato esteticamente valido. È secondario rispetto all’interpretazione del terapeuta.

08. Margaret Naumburg considera l’opera artistica come: Strumento educativo per lo sviluppo di abilità tecniche specifiche. Attività simbolica priva di rilevanza psicodinamica. Prodotto estetico valutabile secondo criteri oggettivi condivisi. Espressione dei contenuti profondi e inconsci dell’individuo.

09. Adamson è noto per aver creato: Un metodo diagnostico basato sull’analisi formale delle opere. Un approccio educativo centrato sulla tecnica pittorica. Un sistema di classificazione delle produzioni artistiche. Uno spazio contenitivo per l’espressione dell’angoscia dei pazienti.

10. Adrian Hill attribuisce all’arte una funzione: Cognitiva orientata allo sviluppo del ragionamento logico. Educativa finalizzata alla trasmissione di contenuti teorici. Esclusivamente estetica e priva di implicazioni terapeutiche. Occupazionale con valore di scarica emotiva e gestione del dolore.

11. Morgethaler nel 1921 propone che l’arte nei pazienti sia: Un tentativo di comunicazione e superamento del disordine interiore. Una manifestazione patologica priva di funzione adattiva. Un’attività ricreativa senza valore terapeutico specifico. Un comportamento automatico privo di intenzionalità espressiva.

12. La comunicazione avviene quando: Il terapeuta attribuisce significati in modo diretto. L’utente riconosce e accoglie i significati dell’opera. Si impone un’interpretazione condivisa esternamente. Si evita il confronto sui contenuti emersi.

13. Prima degli anni Venti del secolo scorso, le opere dei pazienti venivano interpretate come: Tentativi di conformarsi ai modelli estetici dominanti. Indicatori di distacco dalla realtà e orientamento al mondo interno. Produzioni simboliche prive di significato psicologico rilevante. Esempi di competenze artistiche emergenti in ambito clinico.

14. Lo spazio transizionale è: Un’area ponte tra realtà interna ed esterna dell’individuo. Uno spazio dedicato esclusivamente al gioco infantile. Uno spazio fisico rigidamente strutturato e controllato. Un ambiente educativo privo di dimensione simbolica.

15. L’arteterapeuta deve: Correggere gli errori nella produzione artistica. Rispettare tempi e difese senza anticipare significati. Guidare rigidamente il processo creativo dell’utente. Interpretare immediatamente ogni produzione artistica.

01. Il prodotto artistico nell'arteterapia permette: Riduzione dell’esperienza soggettiva. Visualizzazione e rielaborazione delle difficoltà personali. Valutazione oggettiva delle capacità cognitive. Eliminazione dei contenuti inconsci.

02. L’arteterapia in azienda promuove: Riduzione dell’interazione sociale. Competizione individuale tra lavoratori. Isolamento nei processi decisionali. Collaborazione e senso di appartenenza.

03. Il coinvolgimento del personale sanitario nelle sessioni di arteterapia serve a: Ridurre il coinvolgimento emotivo degli operatori. Separare le relazioni terapeutiche da quelle quotidiane. Favorire sintonizzazione profonda con i pazienti. Standardizzare le relazioni assistenziali.

04. Nel lavoro con disabilità è importante: Ridurre la libertà espressiva individuale. Applicare tecniche uniformi per tutti gli utenti. Controllare rigidamente il comportamento creativo. Privilegiare attività spontanee e personalizzate.

05. Il ruolo dell’arteterapeuta in riabilitazione è: Imporre modelli espressivi standardizzati. Guidare ogni produzione creativa. Valutare le competenze artistiche residue. Facilitare relazioni e processi espressivi senza giudizio.

06. In ambito aziendale l’arteterapia serve a: Promuovere creatività e innovazione nei gruppi. Standardizzare i processi decisionali. Limitare il pensiero divergente. Ridurre la variabilità delle idee.

07. Il pensiero divergente è: Ripetizione di strategie già apprese. Applicazione rigida di regole logiche. Ricerca della soluzione unica corretta. Generazione di molteplici soluzioni originali.

08. Negli anziani con patologie degenerative l’arteterapia: Valorizza abilità residue motorie e cognitive. Uniforma le capacità cognitive tra i pazienti. Riduce l’attivazione delle capacità residue. Sostituisce la terapia farmacologica.

09. Il pensiero convergente è: Espressione spontanea non strutturata. Ricerca della soluzione più adeguata tramite regole logiche. Produzione libera di idee senza vincoli. Associazione libera di contenuti emotivi.

10. L’arteterapia consente di: Eliminare le componenti emotive dell’esperienza. Standardizzare le risposte comportamentali. Rielaborare difficoltà attraverso esperienza sensoriale e simbolica. Analizzare problemi esclusivamente in modo razionale.

11. La rievocazione di esperienze positive negli anziani: Riduce la consapevolezza della propria storia. Induce confusione cognitiva e disorientamento. Rinforza identità e coerenza narrativa. Limita la costruzione del sé.

12. Qual è la funzione generale dell’arteterapia negli ambiti applicativi?. Favorire conoscenza di sé attraverso espressione e rielaborazione creativa. Sostituire interventi psicologici basati sul linguaggio verbale. Incrementare competenze artistiche tecniche in contesti strutturati. Valutare abilità cognitive mediante produzioni artistiche standardizzate.

13. Il processo creativo nelle vittime di violenza favorisce: Trasformazione da passività a maggiore consapevolezza e agentività. Evitamento delle emozioni negative profonde. Mantenimento della posizione di dipendenza emotiva. Riduzione della capacità di espressione simbolica.

14. Il linguaggio non verbale consente: Accesso a contenuti traumatici difficilmente verbalizzabili. Eliminazione dei contenuti emotivi inconsci. Traduzione immediata del trauma in linguaggio razionale. Riduzione della complessità simbolica dell’esperienza.

15. In ambito sanitario con vittime di violenza l’arteterapia: Riduce la consapevolezza del vissuto traumatico. Permette elaborazione del trauma in modo non invasivo. Evita il contatto con le esperienze emotive dolorose. Impone una rielaborazione immediata e diretta del trauma.

16. Il coinvolgimento degli insegnanti serve a: Valutare le produzioni artistiche degli alunni. Valorizzare risorse e migliorare la relazione educativa. Sostituire il ruolo dell’arteterapeuta. Controllare il comportamento degli studenti.

17. Le attività artistiche in ambito scolastico promuovono: Dipendenza da modelli comportamentali esterni. Memorizzazione meccanica di contenuti scolastici. Concentrazione, coordinazione e autoregolazione. Riduzione dell’autonomia personale.

18. Nei disturbi dell’apprendimento e neuroevolutivi l’arteterapia: Favorisce comunicazione e socializzazione attraverso canali non verbali. Sostituisce completamente gli interventi educativi tradizionali. Standardizza le modalità comunicative degli utenti. Riduce le capacità espressive individuali.

19. Nella scuola l’arteterapia aiuta a: Uniformare i comportamenti emotivi degli alunni. Ridurre l’interazione sociale tra gli studenti. Esplorare e comunicare emozioni difficili da verbalizzare. Incrementare la performance accademica.

20. In ambito scolastico l’arteterapia può agire su: Discrepanza tra abilità cognitive elevate e abilità emotive fragili. Riduzione delle capacità cognitive logico-matematiche. Bisogno di standardizzazione dei percorsi educativi. Mancanza di competenze artistiche tecniche negli studenti.

21. La mediazione artistica consente di: Ridurre la complessità emotiva tramite schemi cognitivi rigidi. Trasformare i contenuti inconsci in linguaggio logico strutturato. Proiettare vissuti interni sul prodotto artistico in forma simbolica. Analizzare razionalmente i contenuti emotivi senza espressione.

22. L’arteterapia negli anziani aiuta a: Limitare l’espressione emotiva personale. Incrementare le capacità motorie. Ridurre la memoria autobiografica. Alleviare sintomi ansiosi e depressivi.

01. Lo spazio condiviso di movimento è: Uno spazio fisico delimitato rigidamente. Un contesto relazionale di co-costruzione di significati. Un ambiente per esercizi individuali. Un setting esclusivamente motorio.

02. L’azione nella DMT è: Simbolica e rappresentativa di contenuti interiori. Vincolata a regole tecniche. Puramente meccanica e automatica. Limitata al movimento osservabile.

03. La proiezione consiste in: Attribuire all’esterno contenuti propri. Interiorizzare emozioni altrui. Regolare le emozioni attraverso il corpo. Bloccare impulsi inconsci.

04. Il controtransfert è: Risposta emotiva del terapeuta al paziente. Proiezione del terapeuta sul paziente. Un comportamento osservabile. Un errore metodologico da evitare sempre.

05. Il transfert è: Controllo consapevole delle emozioni. Riattualizzazione di vissuti su un’altra persona. Processo cognitivo razionale. Tecnica terapeutica specifica.

06. Il corpo in DMT è: Elemento secondario rispetto al linguaggio. Oggetto da correggere tecnicamente. Sistema biologico isolato. Strumento di espressione e conoscenza.

07. La relazione terapeutica in DMT è: Limitata alla verbalizzazione. Basata su istruzioni tecniche. Solo cognitiva e riflessiva. Corporea e vissuta direttamente.

08. Il terapeuta nella DMT deve: Evitare il coinvolgimento emotivo. Correggere il paziente quando compie errori di movimento. Guidare il movimento in modo che sia corretto. Accogliere senza giudizio i vissuti emergenti.

09. Il movimento nella DMT permette di: Migliorare la postura fisica. Eliminare le emozioni. Rappresentare il mondo interiore. Aumentare la velocità motoria.

10. Il linguaggio della DMT è: Non verbale e corporeo. Tecnico e codificato. Verbale e simbolico. Matematico e strutturato.

11. Secondo Bordin, l’alleanza terapeutica include: Obiettivi, compiti condivisi e legame emotivo. Solo empatia e ascolto. Valutazione e diagnosi. Tecniche e strumenti operativi.

12. L’alleanza terapeutica nella DMT si basa su: Valutazione comportamentale standard. Tecniche cognitive strutturate. Solo comunicazione verbale esplicita. Relazione corporea oltre che verbale.

13. Nella DMT sono richieste competenze tecniche di danza?. No, il focus è sull’espressione e consapevolezza. Sì, sono fondamentali per il percorso terapeutico. Solo per alcune tipologie di utenti. Dipende dall’età del partecipante.

14. Il controtransfert corporeo indica: Una tecnica di rilassamento guidato. Il paziente interpreta le emozioni del terapeuta. Un metodo di osservazione cognitiva. Il terapeuta percepisce nel proprio corpo i vissuti dell’altro.

15. La qualità della presenza del terapeuta implica: Valutazione tecnica delle performance. Attenzione corporea e ascolto non giudicante. Direzione attiva e controllo dei movimenti. Uso prevalente del linguaggio verbale.

16. Il rispecchiamento corporeo serve a: Restituire significato alle espressioni motorie dell’utente. Valutare la postura in modo oggettivo. Imitare in modo identico i movimenti. Correggere gli errori motori del paziente.

17. La sintonizzazione ritmica consiste in: Ripetizione costante di movimenti standardizzati. Uso della musica come guida principale. Allineamento temporale e dinamico con l’altro. Controllo volontario del ritmo respiratorio.

01. La relazione corpo-mente nella DMT implica: Una predominanza del corpo sulla mente. Un’interazione reciproca tra stati corporei e mentali. Una separazione netta tra corpo e mente. Una predominanza della mente sul corpo.

02. L’uso di strumenti comporta: L’estensione dello schema corporeo come prolungamento del corpo. La riduzione della percezione corporea. La separazione tra corpo e ambiente. L’attivazione esclusiva del sistema visivo.

03. Lo schema corporeo è: Un sistema cognitivo astratto indipendente dal movimento. Una rappresentazione sensomotoria usata per pianificare e compiere azioni. Una rappresentazione visiva stabile del corpo. Una memoria delle esperienze corporee passate.

04. Lo schema corporeo è definito plastico perché: È determinato geneticamente e immutabile. Si modifica in base all’esperienza e all’interazione con l’ambiente. Rimane stabile nel tempo per garantire coerenza. Dipende solo dalla percezione visiva.

05. Lo spazio extrapersonale è: Lo spazio oltre la portata immediata dell’azione. Lo spazio interno al corpo. Lo spazio multisensoriale vicino. Lo spazio esclusivamente motorio.

06. Lo spazio peripersonale è: Un’area esclusivamente uditiva. Lo spazio vicino al corpo in cui si possono compiere azioni. Lo spazio lontano percepito visivamente. Uno spazio mentale indipendente dal corpo.

07. Modulare il proprio spazio in DMT consente: Dipendenza dall’ambiente esterno. Riduzione della consapevolezza corporea. Isolamento relazionale. Maggiore senso di controllo su corpo e ambiente.

08. A livello neurale lo spazio peripersonale è supportato da: Strutture limbiche emotive. Circuiti motori spinali. Un network fronto-parietale multisensoriale. Aree visive occipitali.

09. I neuroni coinvolti nello spazio peripersonale sono: Solo visivi. Bimodali e rispondono a stimoli tattili e visivi. Solo motori. Solo sensoriali tattili.

10. L’azione è importante perché: È separata dai processi percettivi. Modula la rappresentazione del corpo e dello spazio. È indipendente dalla percezione. Non influenza la rappresentazione mentale.

11. L’uso di strumenti come un rastrello comporta: La separazione tra corpo e ambiente. L’estensione dello spazio peripersonale. La riduzione dello spazio percepito. Nessuna modifica della rappresentazione spaziale.

12. La valenza affettiva degli oggetti: Modifica la percezione dello spazio peripersonale. È irrilevante per l’azione. Agisce solo sul sistema visivo. Non influenza la percezione spaziale.

13. Il senso di agency è: Un processo percettivo visivo. Una funzione motoria riflessa. Una risposta emotiva automatica. La percezione di controllo sulle proprie azioni.

14. La claustrofobia è associata a: Solo alterazioni cognitive. Uno spazio peripersonale più ampio. Uno spazio peripersonale ridotto. Nessuna modifica dello spazio.

15. Nella schizofrenia: Si modifica solo la memoria. Lo spazio resta invariato. La rappresentazione dello spazio peripersonale può essere alterata. Si altera solo la visione.

16. Negli anziani la rappresentazione dello spazio peripersonale è: Meno efficiente. Più precisa. Dipende solo dall’esperienza motoria. Non cambia.

17. Lo spazio peripersonale ed extrapersonale: Sono separati rigidamente. Non sono entità statiche ma dinamiche e flessibili. Non si influenzano tra loro. Sono invariabili nel tempo.

18. Il movimento in DMT permette: Di aumentare la velocità motoria. Di costruire una narrazione incarnata del Sé. Di ridurre le emozioni. Di migliorare la coordinazione.

19. La facilità di presa di un oggetto: Non ha effetti sulla percezione spaziale. Influenza la percezione della sua raggiungibilità. Dipende solo dalla dimensione dell’oggetto. È rilevante solo per la memoria.

Report abuse