LINGUAGGI ESPRESSIVI 4
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![]() LINGUAGGI ESPRESSIVI 4 Description: Linguaggi espressivi Vergallito |



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01. Secondo Freud il corpo è: Irrilevante nei processi psicoterapeutici. Parte integrante della comunicazione terapeutica non verbale. Separato dalla dimensione psichica. Limitato a funzioni biologiche automatiche. 02. Il sistema dei neuroni specchio si attiva maggiormente: In assenza totale di contesto sociale. Durante attività isolate prive di relazione. In contesti di interazione sociale significativa. Solo in compiti cognitivi individuali. 03. La regolazione tra mente e corpo è: Circolare e interdipendente. Gerarchica con dominio della mente. Limitata ai processi cognitivi superiori. Separata senza interazioni reciproche. 04. La memoria corporea implica: Riduzione delle risposte corporee alle emozioni. Elaborazione esclusivamente linguistica delle esperienze. Solo ricordi cognitivi espliciti e narrativi. Emergere di sensazioni e percezioni legate alle emozioni. 05. La DMT promuove sintonizzazione: Pre-verbale, corporea ed affettiva. Esclusivamente cognitiva e razionale. Limitata alla percezione visiva. Solo linguistica e simbolica. 06. Nella DMT la risonanza motoria favorisce: Isolamento nei contesti terapeutici. Connessione emotiva e relazionale tra individui. Riduzione della comunicazione corporea. Separazione tra emozione e movimento. 07. Le azioni complementari evocano: Inibizione dei movimenti osservati. Riduzione dell’interazione sociale. Risposte motorie coerenti nell’osservatore. Attivazione esclusivamente cognitiva. 08. Dove sono stati scoperti inizialmente i neuroni specchio?. Nella corteccia premotoria ventrale del macaco (area F5). Nella corteccia prefrontale dorsolaterale dell’uomo adulto. Nelle regioni temporali superiori coinvolte nel linguaggio. Nel sistema limbico associato alla regolazione emotiva. 09. Le azioni sociali producono: Maggiore eccitabilità corticospinale. Attivazione esclusivamente emotiva. Riduzione dell’attivazione motoria. Assenza di risposta neurofisiologica. 10. Le azioni che hanno un significato evocano: Nessuna differenza rispetto alle azioni prive di senso. Attivazione esclusivamente visiva. Minore attivazione rispetto alle azioni casuali. Maggiore attivazione neuronale rispetto a quelle neutre. 11. Il contesto dell’azione influenza: La memoria episodica senza effetti motori. I processi linguistici sintattici. Solo la percezione visiva dell’oggetto. L’attivazione dei neuroni specchio durante osservazione. 12. Le variabili sociali influenzano: Solo i processi cognitivi astratti. La memoria semantica a lungo termine. Le funzioni esecutive senza componente sociale. L’attivazione del sistema dei neuroni specchio. 13. I parametri top-down includono: Obiettivi e significato dell’azione osservata. Risposte fisiologiche indipendenti dal contesto. Stimoli sensoriali di base non interpretati. Attività motorie automatiche non intenzionali. 14. La risonanza motoria è influenzata da: Cinematica, prospettiva e significato dell’azione. Solo caratteristiche visive statiche dell’oggetto. Unicamente fattori linguistici e semantici. Processi esclusivamente inconsci non modulabili. 15. La risonanza motoria è specifica per: Tutti i muscoli indipendentemente dall’azione. Esclusivamente i movimenti automatici. Solo le aree cognitive superiori. I muscoli coinvolti nell’azione osservata. 16. Lo studio di Fadiga (1995) ha mostrato: Attivazione esclusivamente visiva durante osservazione. Riduzione dell’attività motoria osservando azioni. Facilitazione motoria durante osservazione di azioni. Assenza di correlazione tra osservazione e movimento. 17. Un aumento dell’eccitabilità corticospinale indica: Riduzione dell’attività neuronale complessiva. Inibizione dei processi motori volontari. Assenza di risposta muscolare osservabile. Maggiore attivazione del sistema motorio. 18. La risonanza motoria nello studio dei neuroni specchio consiste in: Elaborazione simbolica indipendente dal corpo. Attivazione cognitiva senza coinvolgimento motorio. Modulazione dell’eccitabilità corticospinale osservando azioni. Riduzione dell’attività muscolare durante l’osservazione. 19. Nell’uomo il sistema dei neuroni specchio coinvolge: Solo la corteccia visiva primaria e secondaria. Esclusivamente le strutture sottocorticali limbiche. Unicamente le aree linguistiche frontali e temporali. Aree premotorie, motorie e regioni parietali inferiori. 20. I neuroni specchio si attivano quando: Si esegue un’azione o si osserva la stessa azione compiuta da un altro. Si attivano processi cognitivi indipendenti dal corpo. Si elaborano esclusivamente informazioni linguistiche. Si riflette su contenuti astratti senza azione motoria. 21. Wilhelm Reich sostiene: Esclusione del corpo dalla relazione terapeutica. Centralità esclusiva della dimensione cognitiva. Separazione netta tra dimensione psichica e corporea. Interconnessione tra mente e corpo nella psicoterapia. 01. Quale analogia usa Whitehouse per descrivere il movimento autentico?. Apprendimento osservazionale. Rinforzo positivo. Condizionamento operante. Sogni e associazioni libere. 02. Secondo Chace, la musica nel setting terapeutico serve principalmente a: Distrarre dall’esperienza emotiva. Sostituire la comunicazione corporea. Utilizzare un ritmo standardizzato ai pazienti. Riflettere e modulare l’umore del gruppo. 03. Nella tecnica di Whitehouse, cosa viene evitato?. L’uso del corpo. L’espressione emotiva. La relazione terapeutica. Il controllo volontario del movimento. 04. Nel modello di Chace, quale funzione ha il gruppo?. Chace predilige interventi individuali con pazienti nevrotici socialmente integrati. Ridurre la dipendenza dal terapeuta. Incrementare la competizione tra pazienti. Favorire la risocializzazione e l’espressione emotiva. 05. Qual è l’obiettivo principale del rispecchiamento secondo Marian Chace?. Correggere gli errori motori del paziente. Stimolare l’imitazione cognitiva volontaria. Rivelare accettazione attraverso la risposta empatica. Aumentare la precisione tecnica del movimento. 06. Secondo Schoop, quale funzione ha il movimento nei pazienti psicotici?. Ridurre l’attività motoria spontanea. Incrementare la performance tecnica. Favorire l’astrazione cognitiva. Ricostruire la consapevolezza del sé corporeo. 07. Qual è il problema centrale individuato da Schoop nei pazienti psicotici?. Eccessiva consapevolezza corporea. Deficit linguistico primario. Ridotta capacità mnemonica. Alterato rapporto con il proprio corpo. 08. Secondo Schoop, la danza si rivolge principalmente a: I processi cognitivi residui. La componente patologica dominante. La parte sana della persona. Le abilità motorie residue. 09. Il concetto di spazio transizionale nella DMT implica: Un ambiente protettivo che favorisce espressione. Una riduzione degli stimoli sensoriali. Un contesto di valutazione clinica. Un setting competitivo. 10. Qual è la differenza principale tra i pazienti di Schoop e Whitehouse?. Motori vs cognitivi. Adulti vs bambini. Psicotici vs nevrotici. Acuti vs cronici. 11. Quale cambiamento osserva Chace nei pazienti nel passaggio da soli al gruppo?. Da consapevolezza a disorganizzazione. Da agitazione a immobilità. Da passività a vitalità espressiva. Da cooperazione a isolamento. 12. Secondo Whitehouse, il movimento autentico è: Esercizio strutturato guidato. Espressione spontanea dell’inconscio. Tecnica di rilassamento muscolare. Sequenza motoria appresa. 13. Secondo Whitehouse, il focus si sposta principalmente su: Dinamiche interne individuali. Prestazione motoria. Interazioni di gruppo. Coordinazione tecnica. 14. Nella Laban Movement Analysis, cosa rappresenta l’Effort?. La coordinazione segmentaria. La sequenza motoria. La postura statica. L’impulso interno del movimento. 15. Quale dimensione dell’Effort riguarda la forza applicata?. Flusso. Tempo. Peso. Spazio. 16. Quale dimensione dell’Effort riguarda l’urgenza?. Spazio. Flusso. Tempo. Peso. 17. Quale dimensione dell’Effort riguarda la direzione?. Tempo. Spazio. Peso. Flusso. 18. Quale dimensione dell’Effort riguarda il controllo?. Flusso. Peso. Spazio. Tempo. 19. Secondo Laban, il movimento riflette: Solo capacità motorie. Stati interni ed emozioni. Condizioni ambientali. Livello di allenamento. 20. L’analisi qualitativa del movimento permette di osservare: Solo la velocità. Solo la forza muscolare. Solo la postura. Schemi motori e uso dello spazio. 21. Quale elemento NON appartiene alle dimensioni dell’Effort?. Forma. Peso. Flusso. Tempo. 01. La rielaborazione nella DMT può avvenire tramite: Verbalizzazione o disegno. Solo movimento corporeo. Test standardizzati. Solo discussione verbale. 02. Quale funzione svolge la fiaba nella DMT?. Metodo di osservazione comportamentale. Tecnica di rilassamento muscolare. Strumento di valutazione cognitiva. Contenitore simbolico dell’esperienza. 03. Il rispecchiamento nella DMT implica: Imitazione rigida dei gesti. Controllo del comportamento. Correzione tecnica del movimento. Sintonizzazione corporea con l’altro. 04. La funzione principale del setting nella DMT è: Stimolare competizione. Creare uno spazio protetto e definito. Ridurre il coinvolgimento. Aumentare la difficoltà motoria. 05. Nel lavoro DMT con bambini, si possono usare: Materiali espressivi semplici. Solo musica strutturata. Dispositivi elettronici complessi. Strumenti tecnici avanzati. 06. Nel setting DMT, gli oggetti servono a: Standardizzare gli esercizi. Supportare attività specifiche. Decorare lo spazio. Limitare il movimento. 07. Le verifiche periodiche nella DMT servono a: Ridurre la durata del trattamento. Valutare la performance fisica. Modificare il setting casualmente. Monitorare il raggiungimento degli obiettivi. 08. Il cerchio finale nella DMT serve a: Condividere e integrare l’esperienza. Ridurre l’interazione. Valutare le prestazioni. Separare i partecipanti. 09. La fase di rielaborazione nella DMT avviene: All’inizio dell’attività. Prima della definizione degli obiettivi. Durante il riscaldamento. Alla fine della sessione. 10. Le istruzioni nella DMT possono essere: Solo verbali. Solo rigide e definite. Solo improvvisate. Strutturate o aperte. 11. La distanza simbolica nella fiabazione consente: Riduzione dell’espressione emotiva. Evitamento dell’esperienza corporea. Esplorazione emotiva mediata. Controllo razionale delle emozioni. 12. In ambito non clinico, gli obiettivi della DMT sono: Diagnostici e valutativi. Espressivi e creativi. Farmacologici indiretti. Riabilitativi specifici. 13. La definizione degli obiettivi nella DMT avviene: Solo dai partecipanti. Solo dal terapeuta. In modo casuale. Con il committente o l’équipe. 14. Il rito di chiusura nella DMT ha la funzione di: Interrompere bruscamente l’attività. Valutare le prestazioni fisiche. Separare i partecipanti. Consolidare l’esperienza vissuta. 15. Il rito iniziale nella DMT serve a: Ridurre il coinvolgimento emotivo. Stabilire gerarchie nel gruppo. Delimitare lo spazio esperienziale. Valutare le abilità motorie. 16. La fiabazione in ambito terapeutico è riservata a: Educatori scolastici. Professionisti sanitari. Animatori sociali. Insegnanti di educazione fisica. 17. Il movimento nella fiabazione consente: Sostituzione del linguaggio simbolico. Integrazione tra corpo, emozione e cognizione. Riduzione dell’attivazione emotiva. Separazione tra esperienza corporea e mentale. 18. Gli archetipi nella fiabazione permettono: Standardizzazione delle risposte. Riduzione dell’attività immaginativa. Apprendimento motorio strutturato. Accesso a contenuti universali profondi. 19. Il conduttore nella DMT deve prestare attenzione a: Prestazione motoria. Transfert e controtransfert corporeo. Livello cognitivo. Solo linguaggio verbale. 20. La fiabazione si distingue dal teatro perché: Richiede un copione strutturato. Non mira alla rappresentazione ma all’incarnazione simbolica. Prevede ruoli fissi per i partecipanti. Utilizza solo il linguaggio verbale. 21. Nella DMT, la fiabazione ha principalmente la funzione di: Rappresentare fedelmente una storia teatrale. Attivare contenuti simbolici attraverso il corpo. Allenare la memoria narrativa. Sviluppare competenze linguistiche. 01. Le abilità psicosociali sviluppate nella DMT includono: Empatia e collaborazione. Isolamento e autonomia. Rigidità e controllo. Competizione e dominanza. 02. In ambito sociosanitario, la DMT favorisce: Riduzione del movimento. Prestazione fisica. Apprendimento tecnico. Autostima e consapevolezza. 03. Le strategie di coping nella DMT sono: Procedure diagnostiche. Esercizi cognitivi strutturati. Tecniche motorie avanzate. Modalità di gestione dello stress. 04. In ambito socioassistenziale, la DMT è usata per: Allenamento sportivo. Valutazione clinica. Benessere degli anziani. Diagnosi neurologica. 05. Nei contesti residenziali, la DMT promuove: Isolamento sociale. Espressività emotiva e relazionale. Standardizzazione comportamentale. Riduzione dell’attività motoria. 06. In ambito ospedaliero, la DMT supporta: Prestazione atletica. Valutazione diagnostica. Recupero funzionale. Apprendimento scolastico. 07. Nel contesto oncologico pediatrico, la DMT aiuta a: Sostenere le risorse individuali. Standardizzare il comportamento. Isolare il paziente. Ridurre l’attività corporea. 08. Se il terapeuta non è un operatore sanitario, deve: Limitarsi all’osservazione. Evitare il contesto clinico. Operare autonomamente. Lavorare in équipe. 09. In ambito clinico, la DMT richiede: Formazione sanitaria specifica. Nessuna formazione specifica. Solo esperienza artistica. Solo competenze motorie. 10. Nel contesto scolastico, la DMT può aiutare a: Aumentare il carico didattico. Ridurre le attività sociali. Standardizzare i comportamenti. Prevenire la dispersione scolastica. 11. La DMT può essere integrata con: Solo attività sportive. Psicoterapia. Solo fisioterapia. Solo farmacoterapia. 12. Nel contesto clinico, la DMT permette: Osservazione dei processi inconsci. Standardizzazione cognitiva. Valutazione motoria tecnica. Riduzione della simbolizzazione. 13. La relazione con il corpo nella DMT è: Irrilevante. Limitata al movimento. Centrale e trasformativa. Secondaria. 14. Gli interventi DMT sono: Creativi e gratificanti. Tecnici e prestativi. Standardizzati e rigidi. Competitivi. 15. La DMT migliora: Velocità di reazione. Relazioni con sé e con gli altri. Capacità mnemoniche. Prestazioni sportive. 16. Uno scopo della DMT è: Ridurre l’autonomia. Promuovere benessere globale. Aumentare la competitività. Standardizzare le emozioni. 17. La regolazione emotiva nella DMT è: Un effetto secondario irrilevante. Un ostacolo al processo. Un obiettivo centrale. Limitata al contesto clinico. Limitata al contesto clinico. 18. La partecipazione attiva nella DMT favorisce: Coinvolgimento nel processo terapeutico. Riduzione della motivazione. Dipendenza dal terapeuta. Isolamento sociale. 19. In ambito educativo, la DMT favorisce: Solo apprendimento cognitivo. Riduzione dell’interazione. Solo abilità motorie. Sviluppo psicologico e corporeo. 20. Uno degli obiettivi della DMT è: Aumentare la performance sportiva. Integrare componenti fisiche ed emotive. Standardizzare il comportamento motorio. Ridurre l’espressività corporea. 21. La DMT si caratterizza per l’applicabilità a: Solo bambini. Solo pazienti psichiatrici. Popolazioni eterogenee. Solo adulti sani. 22. La DMT promuove principalmente: Uniformità comportamentale. Risorse personali e competenze. Controllo cognitivo rigido. Competizione tra individui. 01. Che cosa riconosce la World Federation of Music Therapy nel 1999?. Diversi modelli internazionali di musicoterapia. La maggior efficacia della musica classica come mediatore. Un metodo universale di fare musicoterapia. Le linee guida per svolgere musicoterapia. 02. Quando si usa la musicoterapia recettiva?. Solo con bambini piccoli. Solo con musicisti. Con utenti con capacità verbali preservate. Solo in gruppo. 03. Su cosa si basa la musicoterapia creativa?. Analisi teorica. Ascolto passivo. Improvvisazione musicale attiva. Scrittura musicale. 04. Che cosa caratterizza la musicoterapia attiva?. Studio teorico della musica. Ascolto passivo. Uso dell’improvvisazione musicale. Ripetizione di esercizi scritti. 05. Quali sono le due tecniche principali della musicoterapia?. Attiva e recettiva. Verbale e non verbale. Individuale e collettiva. Teorica e pratica. 06. Che cosa consente la musicoterapia nelle disabilità?. Aumentare il QI. Sintonizzarsi con le abilità comunicative residue. Sostituire completamente il linguaggio. Eliminare i deficit cognitivi. 07. Che cosa riguarda il livello paraverbale?. Tono, timbro e intensità della voce. Postura corporea. Movimenti delle mani. Espressioni facciali. 08. Che cosa permette la musica nel contesto terapeutico?. Allenare la memoria visiva. Memorizzare informazioni complesse. Accedere a vissuti emotivi difficili da verbalizzare. Migliorare le capacità logiche. 09. Su cosa si basa la musicoterapia comportamentale?. Condizionamento stimolo-risposta. Interpretazione psicoanalitica. Improvvisazione libera. Analisi simbolica. 10. Quale attività NON è tipica della musicoterapia?. Studio teorico della musica. Improvvisazione. Ascolto guidato. Canto. 11. Che cosa caratterizza la musicoterapia recettiva?. Uso esclusivo di strumenti. Improvvisazione continua. Ascolto della musica selezionata dal terapeuta. Attività scritte. 12. Chi è associato ai primi studi sulla musicoterapia?. Richard Brockiesby. Carl Rogers. Sigmund Freud. Jean Piaget. 13. In quale contesto la musicoterapia è particolarmente efficace?. Solo in contesti scolastici. Quando le persone sono esperte di musica. Solo in ambito artistico. Quando il linguaggio verbale è limitato o compromesso. 01. Cosa include l’ISE rispetto all’ISO?. Anche esperienze sensoriali non musicali. Aspetti cognitivi. Solo suoni complessi. Elementi culturali. 02. Qual è una fase della musicoterapia analitica?. Allenamento vocale. Test scritto. Improvvisazione. Studio teorico. 03. Chi ha sviluppato la musicoterapia analitica?. Rolando Benenzon. Helen Bonny. Mary Priestley. Clifford Madsen. 04. Qual è una fase del metodo Bonny?. Test musicale. Valutazione scritta. Allenamento fisico. Rilassamento. 05. Che tipo di musicoterapia è quella di Bonny?. Attiva. Comportamentale. Recettiva. Analitica. 06. Come è la comunicazione nel modello Benenzon?. Valutativa. Asimmetrica. Direttiva. Orizzontale. 07. Qual è un esempio di ISE universale?. Regole culturali. Battito cardiaco. Abitudini sociali. Lingua parlata. 08. Che cos’è l’ISO?. Indicatore sociale oggettivo. Sistema di osservazione musicale. Identità sonora della persona. Indice di sviluppo operativo. 01. Quale NON è un criterio generale rispetto al suono?. Sensibilità al suono. Capacità di modulare i suoni. Produzione spontanea di sequenze sonore. Capacità di leggere spartiti complessi. 02. Qual è un elemento chiave dei colloqui con il supervisore in musicoterapia?. Selezionare gli strumenti musicali. Valutare la fattibilità dell’intervento sulla base delle caratteristiche individuali. Organizzare il calendario degli incontri. Stabilire il repertorio musicale. 03. Quale capacità viene considerata nella fase di valutazione in musicoterapia?. Capacità di scrivere testi musicali. Capacità di memorizzare melodie. Capacità di leggere la musica. Capacità di restare in relazione. 04. Perché sono importanti i colloqui con la struttura nella musicoterapia?. Selezionare il modello terapeutico. Garantire coerenza con il progetto educativo dell’utente. Valutare le capacità musicali dell’utente. Definire gli obiettivi teorici. 05. Quale elemento riguarda il setting in musicoterapia?. Strumenti e organizzazione degli incontri. Test cognitivi. Diagnosi clinica. Storia familiare. 06. Qual è lo scopo della fase di valutazione in musicoterapia?. Verificare le condizioni per avviare l’intervento. Misurare i risultati finali. Erogare direttamente il trattamento. Definire la diagnosi clinica. 07. Attraverso quali modalità si raccolgono le informazioni nella fase di conoscenza in musicoterapia?. Test psicometrici standardizzati. Analisi musicale delle performance. Somministrazione di questionari online. Osservazione diretta e confronto con figure di riferimento. 08. Qual è l’obiettivo principale della fase di conoscenza in musicoterapia?. Raccogliere informazioni sulla storia personale e sonora dell’utente. Valutare l’efficacia dell’intervento. Definire gli strumenti musicali da utilizzare. Stabilire la durata delle sedute. 09. Qual è la prima fase di un intervento di musicoterapia?. Fase di verifica degli esiti clinici. Fase della conoscenza dell’utente e del suo contesto. Fase di intervento diretto con attività musicali. Fase di standardizzazione delle tecniche. 10. Cosa caratterizza la fase di intervento diretto in musicoterapia?. Valutazione preliminare. Definizione degli obiettivi specifici e del setting. Raccolta delle informazioni iniziali. Discussione con il supervisore. 11. Che cosa deve essere coerente con gli obiettivi in musicoterapia?. Solo la relazione terapeutica. Solo la durata delle sedute. Setting e organizzazione dell’intervento. Solo la musica scelta. 12. Che ruolo hanno i criteri di inclusione nella fase di valutazione in musicoterapia?. Definiscono la durata delle sedute. Orientano la decisione di avviare l’intervento. Stabiliscono il tipo di musica. Determinano la diagnosi clinica. 13. Chi è maggiormente a rischio di burnout?. Atleti. Operatori delle professioni d’aiuto. Musicisti professionisti. Studenti universitari. 14. Qual è un obiettivo della musicoterapia in psichiatria?. Promuovere espressione di sé e regolazione emotiva. Aumentare abilità cognitive. Insegnare teoria musicale. Ridurre la creatività. 15. Che cos’è il burnout?. Forma di depressione clinica. Condizione di esaurimento psicofisico da stress lavorativo. Disturbo neurologico. Disturbo della memoria. 16. Perché la musicoterapia è utile in hospice?. Stimola la memoria logica. Incrementa le funzioni esecutive. Agisce anche in assenza di elaborazione cognitiva consapevole. Favorisce il ragionamento astratto. 17. Perché la musicoterapia è utile in hospice?. Riduce la necessità di cure mediche. Permette espressione anche con limitazioni cognitive. Aumenta le capacità cognitive. Stimola la memoria a lungo termine. 18. Qual è l’obiettivo delle cure palliative?. Migliorare la qualità della vita nelle patologie croniche. Ridurre solo i sintomi fisici. Aumentare la durata della vita. Guarire completamente la malattia. 19. Quale elemento è utile nella terapia intensiva neonatale?. Stimolazione visiva intensa. Voce della madre. Musica ad alto volume. Rumori ambientali casuali. 20. Quale fattore influisce negativamente nei neonati prematuri?. Contatto fisico costante. Deprivazione dell’esperienza vibro-acustica intrauterina. Eccesso di stimolazione musicale. Presenza continua della madre. 21. Qual è un beneficio della musicoterapia?. Sviluppo di competenze tecniche musicali. Riduzione dello stress e del dolore percepito. Miglioramento della memoria visiva. Aumento delle abilità matematiche. 22. In quali condizioni può essere applicata la musicoterapia?. Anche senza partecipazione attiva o consapevole. Solo con partecipazione attiva. Solo in contesti educativi. Solo con soggetti consapevoli. 23. Qual è un effetto della musica sul piano biologico?. Aumento costante della pressione arteriosa. Produzione di endorfine. Riduzione permanente della frequenza cardiaca. Eliminazione completa del dolore cronico. 24. Che effetto ha la musica a livello cerebrale?. Attiva solo il linguaggio. Stimola solo la memoria. Coinvolge network corticali e sottocorticali. Attiva solo il sistema motorio. 25. Qual è un effetto della musicoterapia sul burnout?. Aumento della produttività. Riduzione dello stress e dell’esaurimento emotivo. Miglioramento della memoria. Riduzione del carico lavorativo. |




