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Linguistica

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Linguistica

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Longo Chiara

Creation Date: 2026/07/27

Category: University

Number of questions: 138

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01. Come viene definito l’insieme delle lingue e delle varietà linguistiche usate da un individuo o da una comunità?. Dizionario sociolinguistico. Atlante linguistico. Corpus linguistico. Repertorio linguistico.

02. Quale asse di variazione riguarda le differenze linguistiche legate al contesto comunicativo e ai registri?. Variazione diatopica. Variazione diafasica. Variazione diacronica. Variazione diamesica.

01. Quale evento favorì la diffusione dell’italiano tra ampie masse dialettofone nel Novecento?. La pubblicazione del Vocabolario degli Accademici della Crusca. La caduta dell’Impero romano d’Occidente. La Prima guerra mondiale. Il concilio di Trento.

02. Quale varietà linguistica rappresenta la base dell’italiano moderno?. Il latino classico. Il veneziano del Cinquecento. Il toscano contemporaneo. Il fiorentino trecentesco.

03. Secondo le stime storiche, quante persone parlavano italiano al momento dell’Unità d’Italia (1861)?. Circa il 25% della popolazione. Appena lo 0,5% della popolazione. Oltre il 50% della popolazione. Circa il 2,5-9,5% della popolazione.

04. Quale autore sostenne l’adozione del fiorentino trecentesco come lingua letteraria nel dibattito della Questione della lingua?. Niccolò Machiavelli. Baldesar Castiglione. Gian Giorgio Trissino. Pietro Bembo.

01. Quale fenomeno linguistico caratterizza l’italiano regionale secondo Pellegrini?. L’uso esclusivo di dialettismi nella comunicazione scritta. La lingua standard codificata dalla Treccani. La lingua dei testi letterari del Rinascimento. L’italiano parlato dagli ex dialettofoni che incorpora tratti fonetici, lessicali e morfosintattici dei dialetti locali.

02. Nel Cinquecento, quale significato assunse in Italia il termine “dialetto”?. Varietà linguistiche di pari dignità utilizzate in tutti i generi letterari. Sinonimo di italiano standard, usato in ambito colto. Qualsiasi lingua straniera parlata sul territorio italiano. Varietà subordinate rispetto al modello fiorentino trecentesco, percepite come inferiori dal punto di vista letterario.

03. Quale affermazione descrive correttamente l’origine dei dialetti italiani?. I dialetti derivano esclusivamente dal fiorentino letterario del XIV secolo. I dialetti nascono dall’influenza francese e spagnola sul territorio italiano. I dialetti derivano direttamente dal latino e non dall’italiano basato sul modello toscano. I dialetti sono varietà dell’italiano standard sviluppate nel Novecento.

04. Cosa descrive il concetto di diglossia in ambito sociolinguistico?. La convivenza di due varietà linguistiche geneticamente affini ma socialmente differenziate, con prestigio diverso. L’uso esclusivo del dialetto in contesti familiari. La sostituzione completa dei dialetti con l’italiano standard. L’adozione di lingue straniere nelle scuole italiane.

01. Quale affermazione descrive correttamente i dialetti italiani settentrionali?. Sono strutturalmente identici ai dialetti centro-meridionali. Coincidono con i dialetti toscani. Comprendono il gruppo gallo-italico e il gruppo veneto. Comprendono solo le varietà lombarde.

02. Quale tratto accomuna i dialetti italiani settentrionali?. L’uso del possessivo enclitico. La totale assenza di fenomeni di sonorizzazione. La perdita dell’opposizione fonologica tra consonanti doppie e scempie. La conservazione rigorosa delle geminate.

03. Qual è un tratto caratteristico dei dialetti centro-meridionali?. L’assenza totale di metafonesi. La caduta sistematica delle vocali finali. L’uso generalizzato delle vocali anteriori arrotondate /y/ e /ø/. La conservazione dell’opposizione tra geminate e scempie.

04. Che cosa si intende per “dialetto dislocato”?. Un dialetto derivato artificialmente dall’italiano standard. Un dialetto usato solo come lingua scritta. Una varietà dialettale parlata esclusivamente nelle isole italiane. Una varietà dialettale presente fuori dall’area originaria a causa di migrazioni o espansioni storiche.

01. Quale tra le seguenti affermazioni riflette correttamente l’idea di variabilità linguistica secondo la sociolinguistica?. Le varianti linguistiche sono sempre casuali e prive di legami con il contesto sociale. La lingua standard rappresenta l’unica forma corretta e tutte le altre sono errori. La lingua non è un sistema monolitico, ma presenta una varietà di usi legati a diversi fattori sociali. Le differenze linguistiche non possono essere oggetto di studio scientifico.

02. Che cosa si intende in sociolinguistica per “varietà di lingua”?. Un insieme di regole grammaticali rigide e immutabili. Un insieme di tratti linguistici che si associa sistematicamente a un determinato profilo sociale o situazionale. Un modo individuale e idiosincratico di parlare di ogni singola persona. Una forma linguistica completamente separata dal resto del sistema.

03. Quale variabile sociale è considerata centrale negli studi sociolinguistici?. Lo strato o gruppo sociale. Il genere, in quanto unico determinante del comportamento linguistico. La nazionalità dei parlanti come unica dimensione rilevante. La professione come unico indicatore della variazione.

04. Che cosa si intende per “continuum sociolinguistico”?. Un sistema rigido in cui le varietà linguistiche sono gerarchicamente separate e non si influenzano. Una serie di varietà linguistiche che sfumano progressivamente l’una nell’altra senza confini netti. Una classificazione che distingue solo lingua standard e lingua popolare, senza varietà intermedie. L’insieme delle lingue parlate in più continenti.

01. L’italiano giovanile è caratterizzato da: Mancanza di influssi dialettali. Una varietà sia diastratica sia diafasica. Una varietà esclusivamente colta. Errori ortografici sistematici.

02. Quale varietà diastratica dell’italiano è definita principalmente per assenza di tratti substandard?. Italiano popolare. Italiano neostandard. Italiano giovanile. Italiano colto.

03. Quale fenomeno è tipico della grafia dell’italiano popolare?. Separazione sempre accurata delle parole. Punteggiatura regolare. Uso corretto dei digrammi e trigrammi. Omissione della ‹h› (anno visto, ance per anche).

04. Qual è la posizione sociale dei dialetti nel repertorio linguistico italiano?. Parità con l’italiano standard. Gradino più basso della gerarchia sociolinguistica. Superiore all’italiano popolare. Considerata lingua nazionale.

01. Qual è il tratto distintivo principale della variazione diamesica?. La presenza di tecnicismi settoriali. Il rapporto tra parlante e interlocutore. La differenza tra lingua parlata e lingua scritta. Il livello di istruzione dei parlanti.

02. Che cosa definisce principalmente il registro linguistico?. L’area geografica in cui avviene la comunicazione. Il grado di formalità della situazione comunicativa e il rapporto tra interlocutori. La presenza di tecnicismi settoriali. L’età dei parlanti.

03. Che cosa caratterizza maggiormente la variazione di sottocodice?. La scelta degli allocutivi. Il grado di formalità dell'interazione. La rapidità dell’eloquio. La presenza di tecnicismi legati all’ambito tematico o specialistico.

04. Qual è la principale differenza tra variazione diastratica e variazione diafasica?. La variazione diastratica riguarda il canale, mentre la diafasica riguarda il mezzo. La variazione diafasica è sempre associata a dialetti regionali. La variazione diafasica è legata alla classe sociale, mentre la diastratica al registro. La variazione diastratica è legata stabilmente al parlante, mentre la diafasica dipende dalla situazione comunicativa.

01. Secondo Sabatini e Berruto, quale concetto si avvicina maggiormente all’italiano dell’uso medio?. Italiano aulico. Italiano neo-standard. Italiano regionale colto. Dialetto italianizzato.

02. Quale varietà linguistica, secondo Sabatini, è largamente diffusa nella comunicazione quotidiana e nei contesti di media formalità?. Italiano standard. Italiano regionale delle classi popolari. Italiano dell’uso medio. Dialetto locale.

03. Secondo Sabatini, l’italiano dell’uso medio si distingue dallo standard principalmente per: La ricettività dei tratti generali del parlato. L’adozione di forme dialettali locali. L’uso esclusivo nella comunicazione scritta formale. L’assenza di tratti panitaliani.

04. Quale fenomeno linguistico si può considerare sostanzialmente completato tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80 del Novecento?. L’emergere dell’italiano tecnologico secondo Pasolini. Il processo di unificazione linguistica in Italia. La diffusione dei dialetti locali. La codifica dell’italiano regionale.

01. Quante vocali toniche presenta l’italiano standard?. Cinque. Sette. Otto. Sei.

02. Qual è la funzione principale dell’Alfabeto Fonetico Internazionale (IPA)?. Rappresentare le lettere dell’alfabeto latino. Eliminare ambiguità tra grafema e fono. Segnalare sillabe accentate. Rendere più semplice la scrittura italiana.

03. Quale modo di articolazione implica il completo blocco del flusso d’aria seguito dal rilascio?. Fricative. Occlusive. Affricate. Nasali.

04. Come vengono definiti i foni prodotti con vibrazione delle corde vocali?. Foni sordi. Foni sonori. Consonanti. Vocali.

01. Quale tratto soprasegmentale distingue le parole àncora e ancòra?. La posizione della coda sillabica. Il fonema iniziale. La lunghezza della vocale. L’accento tonico.

02. Qual è il nucleo della sillaba in italiano?. La consonante iniziale. La consonante finale. La semivocale. La vocale.

03. Cosa sono gli allofoni?. Segni grafemici privi di fonologia. Fonemi distintivi di una lingua. Varianti fonetiche di uno stesso fonema che non distinguono significato. Foni inventati non presenti nella lingua.

04. Qual è la differenza fondamentale tra fono e fonema?. Il fonema e il fono sono sinonimi. Il fono è la realizzazione concreta del suono, il fonema è l’unità astratta che distingue significati. Il fono ha valore fonologico, il fonema solo fonetico. Il fonema è un suono reale, il fono è mentale.

01. Quale tratto distintivo permette di distinguere le vocali /i/ e /u/ in italiano?. Frequenza. Arrotondamento. Intensità. Lunghezza.

02. Qual è il concetto introdotto da Jakobson, Halle e Fant per descrivere i fonemi come combinazioni di proprietà articolatorie e acustiche?. Sillabe toniche. Tratti distintivi. Fonotassi. Allofoni.

03. Quale fenomeno fonologico consiste nel fatto che un segmento fonico assume i tratti di un segmento adiacente?. Dissimillazione. Assimilazione. Epentesi. Metatesi.

04. Quale tipo di inserzione riguarda l’aggiunta di un segmento all’interno di una parola per facilitare la pronuncia?. Prostesi. Epentesi. Epitesi. Apocope.

01. Perché l’allomorfo lo si utilizza davanti a consonanti geminate iniziali come /ʦ/ e /ʃ/?. Per enfatizzare il significato della parola successiva. Perché il è vietato davanti a tutte le consonanti. Per permettere una risillabificazione che rispetti i vincoli dell’attacco sillabico italiano. Per motivi puramente storici, senza effetto fonologico.

02. Quale delle seguenti affermazioni descrive correttamente la distribuzione degli allomorfi dell’articolo definito maschile singolare in italiano?. L’ si usa davanti a consonante geminata, il davanti a vocale. Il e lo sono intercambiabili in tutti i contesti. Lo si usa davanti a tutte le consonanti, il davanti a vocale iniziale. Il si usa davanti ad attacchi consonantici regolari, lo davanti ad attacchi irregolari, l’ davanti a vocale iniziale.

03. Qual è la funzione principale del raddoppiamento fonosintattico regolare in italiano?. Geminare consonanti in qualsiasi posizione della parola. Riequilibrare la leggerezza della sillaba tonica finale delle parole tronche rendendola pesante. Eliminare vocali finali atone. Segnalare l’accento tonico delle parole piane.

04. Qual è il ruolo dell’epitesi vocale nelle varietà toscane e centro-meridionali?. Indicare un pluralizzante morfologico. Segnalare vocali lunghe in parole sdrucciole. Trasformare parole tronche in sillabe pesanti per rispettare la regolarità prosodica. Sostituire consonanti iniziali irregolari con vocali.

01. Perché scriviamo un’altra con l’apostrofo ma un altro senza?. Perché l’italiano standard non consente la sequenza /n/ + vocale. Perché un’ deriva da un processo di elisione, mentre un deriva da un processo di apocope. Perché l’apostrofo indica sempre un fonema geminato. Perché altro è una parola tronca e altra no.

02. Qual è lo scopo principale della trascrizione fonetica di una frase?. Trascrivere la grafia corretta della frase. Identificare i fonemi di una lingua astratta. Studiare la morfologia delle parole. Rappresentare graficamente i suoni così come vengono effettivamente pronunciati.

03. Qual è la principale differenza tra trascrizione fonetica e trascrizione fonemica?. La trascrizione fonetica rappresenta solo le vocali, quella fonemica solo le consonanti. La trascrizione fonetica è sempre più breve di quella fonemica. La trascrizione fonemica rappresenta i fonemi, unità astratte dotate di funzione distintiva, mentre quella fonetica rappresenta i suoni reali. La trascrizione fonemica include fenomeni di raddoppiamento fonosintattico, quella fonetica no.

04. Qual è la ragione della presenza della consonante geminata in parole come dappertutto e cosicché?. Derivano da sequenze di più parole in cui il raddoppiamento fonosintattico ha geminato la consonante iniziale. La geminazione è un fenomeno casuale senza regola. Si tratta di un errore di ortografia storica. Sono influenze di prestiti stranieri.

01. Cosa indica il suffisso derivazionale in una parola come amministratore?. La funzione agentiva. La persona grammaticale. La vocale tematica. Il genere.

02. Che cos’è un morfema?. La più piccola unità linguistica dotata di significato. L’unità minima di suono senza significato. Una desinenza flessiva. Una parola composta da più sillabe.

03. Quale dei seguenti è un esempio di morfema legato?. virtù. sport. bar. -tor- in amministratore.

04. Qual è il componente della grammatica che comprende il lessico e le regole morfologiche?. Componente lessicale. Sintassi. Pragmatica. Componente fonologico.

01. Quale dei seguenti morfemi esprime significato lessicale?. Tutti e tre i morfemi. can- in canino. -o in canino. -in- in canino.

02. In italiano moderno, quale affisso si considera un interfisso?. -tor- in giocatore. -ol- in topolino. -e in giocatore. -ale in nazionale.

03. Quali delle seguenti categorie grammaticali contengono parole lessicali?. Nomi, Aggettivi, Verbi, Avverbi, Preposizioni polisillabiche. Articoli, Pronomi clitici, Complementatori. Pronomi atoni, Verbi ausiliari, Articoli. Congiunzioni, Interiezioni, Articoli.

04. Quale unità costituisce la base del lessico mentale del parlante?. Infissi. Morfemi grammaticali. Parole semplici. Suffissi derivazionali.

01. Quale delle seguenti affermazioni descrive correttamente l’alterazione come processo derivazionale?. Non può interessare aggettivi o verbi. Modifica il valore semantico senza cambiare categoria grammaticale. Genera soltanto forme peggiorative. Produce necessariamente un cambio di categoria.

02. Quale delle seguenti affermazioni descrive correttamente una proprietà generale dei prefissi in italiano?. Non possono unirsi a basi verbali. Mantengono invariata la categoria grammaticale della base. Determinano la categoria grammaticale della parola derivata. Sono più produttivi dei suffissi.

03. Qual è la funzione principale del suffisso in un processo di suffissazione?. Eliminare il ruolo della base nel significato finale. Sostituire un prefisso nella derivazione. Determinare la categoria lessicale della parola derivata. Rendere opaco il significato della base.

04. Che cosa caratterizza un verbo parasintetico?. Il riutilizzo di un verbo già esistente in forma ridotta. La presenza di un suffisso senza prefisso. La derivazione simultanea tramite prefissazione e conversione. L’aggiunta sequenziale di due prefissi.

01. Qual è una caratteristica tipica dei temi lessicali (o prefissoidi/suffissoidi)? Sono sempre parole autonome. Non sono parole autonome ma hanno valore semantico e combinatorio. Si usano esclusivamente nell’italiano popolare. Sono sempre parole autonome. Sono sempre parole autonome.

02. Quale dei seguenti composti è esocentrico?. Mezzaluna. Pellerossa. Capostazione. Pescespada.

03. Quando un composto è definito endocentrico?. Quando non esiste una testa riconoscibile. Quando appartiene alla stessa categoria della testa e ne rappresenta una specificazione. Quando presenta una struttura coordinativa. Quando la testa è un verbo.

04. Qual è la caratteristica principale della composizione in italiano?. Produce sempre verbi. Agisce principalmente sulle categorie funzionali. Produce parole solo tramite suffissi. Produce lessemi complessi unendo due parole autonome.

01. Quale tra i seguenti morfemi è un suffisso avverbiale nella parola amichevolmente?. -mente. -evol(e). amic(h)-. -bil(e).

02. Qual è la sequenza corretta dei processi derivativi che porta alla formazione della parola amichevolmente?. N + -evole → A; A + -mente → Avv. A + -mente → Avv.; Avv. + -evole → A. N + -ità → A; A + -mente → Avv. N + -mente → Avv. direttamente.

03. Perché pettirosso è considerato un composto esocentrico?. Perché il significato del composto non è una specificazione del significato della testa “petto”. Perché il composto è invariabile al plurale. Perché entrambi i costituenti sono aggettivi. Perché il composto contiene una preposizione come primo elemento.

04. A quale categoria morfologica appartiene la parola canticchiare?. Derivata per prefissazione. Derivata per alterazione. Derivata per conversione. Parola composta.

01. Che cosa sono gli argomenti del verbo?. I sintagmi selezionati dal verbo e indispensabili per completare il significato dell’evento. Le parole che precedono il verbo in ogni frase. Tutti gli elementi facoltativi che espandono il significato della frase. I complementi indiretti introdotti da una preposizione.

02. Quale delle seguenti opzioni descrive correttamente la struttura canonica del Sintagma Verbale (SV)?. Uno specificatore (Soggetto), una testa verbale e un complemento (Oggetto). Una testa nominale seguita da due avverbi. Due specificatori, una testa verbale e un aggettivo. Una testa verbale senza possibilità di modificatori.

03. Da che cosa è determinata la categoria grammaticale di un sintagma?. Dalla testa, ovvero l’elemento centrale che ne definisce le proprietà sintattiche. Dalla posizione del sintagma all’interno dell’enunciato. Dalla presenza di almeno due complementi. Dal primo modificatore che appare nella frase.

04. Quale tra le seguenti definizioni descrive meglio il concetto di sintagma?. Una sequenza di parole che si comporta come un’unità funzionale all’interno della frase. Una sequenza di parole separata da pause obbligatorie. Una parola complessa formata da più morfemi. Una frase che contiene almeno due verbi.

01. In una frase predicativa, come si definisce il rapporto tra tema e rema?. Il tema è il punto di partenza informativo, il rema è ciò che si dice del tema. Il tema coincide sempre con l’oggetto diretto. Il tema corrisponde sempre al soggetto grammaticale. Il rema precede sempre il tema.

02. Qual è la struttura sintattica di base della frase nucleare in italiano?. SP + SV. SN + SV. SV + SN. SN + SA + SV.

03. Quali elementi costituiscono il nucleo della frase?. I modificatori del sintagma verbale. Il verbo e i suoi argomenti. Gli attributi appositivi. I circostanziali.

04. In quale posizione si colloca normalmente il tema della frase?. Tra verbo e oggetto. In posizione iniziale dell’enunciato. Alla fine della frase. Dopo gli elementi extranucleari.

01. Quale delle seguenti proprietà caratterizza il soggetto dal punto di vista sintattico?. Concorda morfologicamente con il verbo almeno in numero e persona. Non può essere realizzato da un pronome personale. È sempre espresso e mai omissibile. Si trova sempre dopo il verbo.

02. In base alla gerarchia di salienza tematica, quale ruolo occupa tipicamente il soggetto?. Il ruolo di Oggetto tematico in tutti i contesti. Il ruolo di Meta in modo obbligatorio. Il ruolo più saliente tra quelli selezionati dal verbo. Il ruolo meno saliente, come Luogo o Origine.

03. Qual è la forma clitica tipica dell’Oggetto indiretto introdotto da “a”?. L’accusativo (lo/la). Il riflessivo (si). Il dativo (gli/le). Il partitivo (ne).

04. Quale tra le seguenti frasi mostra correttamente la pronominalizzazione dell’Oggetto diretto?. Ugo presta il libro a Maria → Ugo lo presta a Maria. Ugo presta il libro a Maria → Ugo gli presta il libro. Ugo presta il libro a Maria → Ugo le presta a Maria. Ugo presta il libro a Maria → Ugo ci presta il libro.

01. Nella frase “Mi interessano molto le tue idee”, quale elemento rappresenta il tema?. Molto. Interessano molto. Mi. Le tue idee.

02. Quale criterio è utile per identificare il soggetto in italiano?. Lunghezza del sintagma. Accordo morfo-sintattico tra soggetto e verbo. Posizione del sintagma all’inizio della frase. Significato semantico di chi compie l’azione.

03. Quali elementi nella frase “La settimana scorsa il ragazzo col berretto ha rotto un vetro con una pallonata” sono considerati nucleari?. Il ragazzo col berretto, ha rotto, un vetro. Tutti gli elementi della frase. Con una pallonata, ha rotto. La settimana scorsa, il ragazzo col berretto.

04. Quale dei seguenti sintagmi rappresenta correttamente il soggetto della frase “La sorella di mio cognato regala una bambola nuova a Valeria”?. La sorella di mio cognato. Una bambola nuova. A Valeria. Regala una bambola nuova.

01. Perché nelle frasi specificative lo non può pronominalizzare lo SPECIFICATORE?. Perché lo è ammesso solo con verbi transitivi. Perché lo SPECIFICATORE coincide con il soggetto tematico. Perché lo SPECIFICATORE è sempre un aggettivo. Perché lo SPECIFICATORE è esterno al Sintagma Verbale.

02. In una frase copulativa predicativa, quale ruolo svolge il costituente postverbale?. Funziona come Oggetto diretto del verbo essere. Identifica un referente alternativo. Introduce sempre una localizzazione. Esprime una proprietà del soggetto.

03. Quale proprietà distingue il soggetto delle costruzioni inaccusative?. Non può mai essere posposto. Non può essere espresso tramite un SN. Richiede obbligatoriamente il clitico ci. Può essere pronominalizzato con ne come l’Oggetto diretto.

04. Qual è la caratteristica strutturale fondamentale dei verbi inaccusativi?. Il verbo richiede sempre un argomento animato. Il soggetto occupa una posizione interna al Sintagma Verbale (SV). Il soggetto non può mai essere posposto. Il verbo seleziona obbligatoriamente un Oggetto diretto.

01. Nella costruzione passiva, che cosa accade all’oggetto diretto dell’attiva?. Viene sempre eliminato. Rimane oggetto, ma preceduto da da. Diventa soggetto della frase passiva. Si trasforma in un complemento di termine.

02. Quale delle seguenti caratteristiche distingue i verbi inaccusativi dai verbi non-inaccusativi?. Si costruiscono necessariamente con due argomenti. Richiedono l’ausiliare essere nei tempi composti. Non possono avere soggetto postverbo. Ammettono sempre un oggetto diretto.

03. Gli aggettivi monovalenti nelle frasi copulative richiedono: Due argomenti, entrambi SP. Un solo argomento, realizzato come SN o come proposizione soggettiva. Tre argomenti, di cui uno obbligatoriamente proposizionale. Due argomenti, uno SN soggetto e uno SP complemento.

04. L’ausiliare venire nella forma passiva: Si usa in tutti i tempi ed esprime valore stativo. Esprime un valore di necessità. Si usa solo nei tempi semplici e ha sempre valore d’azione. È alternabile con essere in qualunque tempo.

01. Nella costruzione del si passivo, che cosa avviene all’oggetto diretto del verbo transitivo?. Rimane oggetto diretto ma viene anticipato da ne. Può essere eliminato senza modificare la struttura sintattica. Viene sempre sostituito da un pronome clitico. Diventa soggetto della frase e determina l’accordo del verbo.

02. Quale delle seguenti caratteristiche distingue il si impersonale dal si riflessivo-reciproco?. Il si impersonale si usa solo con la terza persona singolare del verbo. Il si impersonale concorda sempre al plurale con il soggetto espresso. Il si impersonale richiede l’ausiliare avere nei tempi composti. Il si impersonale può essere usato solo con verbi transitivi.

03. Quale delle seguenti frasi contiene una seconda persona singolare con valore genericamente impersonale?. Hanno investito Paolo sulle strisce pedonali. A Milano ti devi abituare allo smog. Alla radio dicono che domani pioverà. Nel mio paese produciamo dell’ottima confettura.

04. Quale caratteristica identifica il ci presentativo nelle costruzioni con esserci e volerci?. Il clitico ci funziona come marcatore grammaticale e non come avverbio di luogo. Il verbo resta invariabile indipendentemente dal soggetto postverbale. Il soggetto può essere liberamente anteposto anche negli usi presentativi. Il clitico ci si combina solo con verbi transitivi.

01. Quale proprietà consente di riconoscere una costruzione inaccusativa con verbo non transitivo?. L’uso obbligatorio del clitico riflessivo. La selezione dell’ausiliare essere nei tempi composti. La posizione preverbale del soggetto. La possibilità di reggere un oggetto diretto.

02. Quale configurazione argomentale corrisponde a un verbo trivalente come donare?. oggetto + Sintagma preposizionale facoltativo. Soggetto senza argomenti interni. Soggetto + Oggetto diretto + Oggetto indiretto. Soggetto + Oggetto diretto.

03. In una frase copulativa identificativa, quale caratteristica è sempre presente?. Il costituente postverbale esprime una proprietà. Il complemento predicativo è pronominalizzabile con lo. Il verbo essere è accompagnato dal clitico ci. Entrambi i costituenti sono referenziali.

04. Quale indizio sintattico permette di distinguere il si passivo dal si impersonale?. La concordanza del verbo con il sintagma nominale postverbale. La presenza di un avverbio di tempo. La possibilità di coniugare il verbo in tutte le persone. L’uso esclusivo della terza persona singolare.

01. Quale dei seguenti participi passati è considerato “forte”?. Amato. Chiesto. Temuto. Salito.

02. Quale dei seguenti verbi presenta una forma forte al passato remoto?. Salire → salì. Amare → amài. Temere → temètti. Chiedere → chiesi.

03. Cosa indica il termine “forma rizotonica” nel paradigma del presente?. L’accento cade sulla vocale tematica o sul morfema flessivo. L’accento è mobile e cambia tra le persone. La forma è sempre irregolare. L’accento cade sulla base tematica o radice verbale.

04. Quale caratteristica distingue un verbo regolare da uno irregolare?. Presenta sempre l’interfisso -isc-. Tutte le forme derivano regolarmente dal tema del presente. Ha più di una coniugazione. Non ha un paradigma verbale.

01. Quale delle seguenti frasi indica un evento anteriore al momento dell’enunciazione?. In questo momento Paolo dorme sul divano. Domani Luigi partirà per le vacanze. Nel 2010 vinsi un importante trofeo di tennis. Giovanni parlerà domani.

02. L’aspetto imperfettivo indica: La persona e il numero del soggetto. Solo il tempo in cui l’evento avviene. Il modo di formare il participio passato. Il modo in cui lo svolgimento di un evento viene presentato.

03. Quale frase esprime un aspetto perfettivo aoristico?. Giovanni andava al lavoro. Maria continuava a chiacchierare. Giovanni si tuffò in piscina. Giovanni stava tuffandosi in piscina.

04. Quale delle seguenti affermazioni sull’uso del presente indicativo è corretta?. Serve solo a indicare eventi passati. Non può sostituire il futuro. Può indicare simultaneità, posteriorità e avere uso narrativo. È esclusivamente un tempo perfettivo.

01. Quale tipo di aspetto imperfettivo è espresso dal verbo in corsivo nella frase: Mentre si radeva, Paolo udì un rumore?. Progressivo. Abituale. Continuo. Perfettivo.

02. Quale fenomeno morfologico è presente nella coppia di verbi suole : soliamo?. Allotropia tematica. Nessuna delle precedenti. Allomorfia tematica. Allotropia desinenziale.

03. Quale differenza di significato indica l’uso del passato remoto rispetto al passato prossimo in italiano standard?. Il passato remoto esclude che gli effetti dell’evento perdurino nel momento dell’enunciazione. Il passato remoto indica un’azione futura rispetto al momento dell’enunciazione. Il passato remoto è sempre deittico. Il passato remoto indica un evento abituale.

04. Nella frase Tra poco cominceremo a prepararci per uscire, il tempo verbale è usato in che modo?. Deittico. Epistemico. Narrativo. Retrospettivo.

01. Come si chiama il sintagma preposizionale che realizza la funzione del soggetto nel sintagma nominale derivato da un verbo transitivo?. Specificatore. Genitivo oggettivo. Genitivo soggettivo. Complemento extranucleare.

02. Qual è la funzione principale della testa all’interno di un sintagma nominale?. Inserire complementi postnominali. Mostrare l’aspetto verbale. Determinare il significato principale del sintagma. Indicare il numero e il genere.

03. Quando il genere di un nome indica il sesso biologico del referente, quale regola si applica di norma?. Nei nomi di massa, il genere indica pluralità. Nei nomi animati, soprattutto umani, il genere corrisponde al sesso. Nei nomi non animati, il genere è sempre maschile. Nei nomi animati, il genere è sempre femminile.

04. Quale classe di flessione nominale include nomi con singolare maschile in -o e plurale femminile in -a, come “cervello/cervella”?. Classe 6. Classe 1. Classe 3. Classe 4.

01. Quando si usa “proprio” rispetto a “suo” nei possessivi?. Solo con nomi di animali. Quando il possessore coincide con il soggetto della frase. Sempre al plurale. Quando il possessore è diverso dal soggetto della frase.

02. Quale distinzione principale si fa tra articoli indefiniti specifici e non specifici?. L’articolo specifico è usato solo con nomi di massa, quello non specifico solo con nomi contabili. Non esiste differenza tra specifico e non specifico. L’articolo specifico indica un referente noto al parlante ma non all’ascoltatore, quello non specifico un referente non noto a entrambi. L’articolo specifico è sempre plurale, quello non specifico sempre singolare.

03. Qual è la funzione principale dell’articolo determinativo all’interno di un sintagma nominale?. Introdurre un referente nuovo nel discorso. Indicare che il referente è noto all’ascoltatore o individuabile dal contesto. Sostituire il nome in SN ellittici. Indicare quantità indefinita di referenti.

04. Qual è la funzione dei dimostrativi nel SN?. Introdurre un referente nuovo nel discorso. Situare il referente nello spazio e nel tempo. Sostituire l’articolo definito. Indicare quantità numeriche precise.

01. Quale tra i seguenti aggettivi non può essere modificato da un avverbio di grado?. Bello. Facile. Materno. Alto.

02. Quale delle seguenti affermazioni descrive correttamente la differenza tra le due classi principali di aggettivi in italiano?. La prima classe è invariabile, la seconda è variabile. La prima classe forma il comparativo sinteticamente e la seconda analiticamente. La prima classe presenta quattro desinenze (-o, -a, -i, -e), mentre la seconda ha una sola forma per il singolare (-e) e una per il plurale (-i). La prima classe riguarda solo aggettivi qualificativi, la seconda solo aggettivi relazionali.

03. Quali sono gli unici specificatori che possono precedere un aggettivo?. Gli aggettivi qualificativi. Gli avverbi. Le congiunzioni. I sintagmi preposizionali.

04. In quale dei seguenti esempi l’aggettivo svolge funzione non restrittiva?. Il gatto nero. Un grande uomo. La strada stretta. L’edificio storico.

01. Quale proprietà distingue più nettamente le preposizioni monosillabiche da quelle polisillabiche?. Le preposizioni polisillabiche formano preposizioni articolate. Le preposizioni monosillabiche possono sempre omettere il complemento. Le monosillabiche hanno sempre significato pieno e autonomo. Le preposizioni monosillabiche sono atone, mentre quelle polisillabiche sono toniche.

02. Quale delle seguenti preposizioni polisillabiche richiede obbligatoriamente un complemento introdotto da una preposizione monosillabica?. dopo. accanto. sopra. senza.

03. Quali preposizioni richiedono obbligatoriamente la formazione della preposizione articolata?. con, per, tra, fra. solo di e a. tutte le preposizioni monosillabiche. di, a, da, in, su.

04. In quale caso si verifica il fenomeno dell’estrazione del complemento?. Quando si forma una preposizione articolata. Quando una preposizione regge solo sintagmi nominali. Quando una preposizione polisillabica è usata avverbialmente. Quando il complemento di una preposizione polisillabica è pronominalizzato e spostato fuori dallo SP.

01. Nei nomi a struttura argomentale, quando il sintagma preposizionale introdotto da di realizza il ruolo di soggetto della frase di base?. Quando esprime un genitivo soggettivo. Quando il nome non deriva da un verbo. Quando il soggetto è espresso con da parte di. Quando esprime un genitivo oggettivo.

02. Quale tra questi è un aggettivo di relazione?. grande. rapida. bello. governativa.

03. In quale caso l'articolo indefinito ha valore non specifico?. Quando non può combinarsi con qualunque. Quando il referente è noto al parlante. Quando il parlante non ha in mente un referente preciso. Quando è pronominalizzabile solo con lo.

04. Nel sintagma “Il bambino con la maglia rossa”, perché l’articolo definito ha valore esoforico?. Perché si basa su conoscenze comuni. Perché indica una classe. Perché è già stato menzionato nel contesto. Perché l’identificazione avviene tramite ostensione.

01. Qual è la differenza principale tra pronomi liberi e pronomi clitici?. I pronomi liberi si riferiscono solo a persone, i clitici solo a cose. I pronomi liberi sono tonici e possono occupare varie posizioni nella frase, mentre i clitici sono atoni e hanno collocazione obbligata vicino al verbo. Non esiste differenza, sono intercambiabili. I pronomi clitici sono sempre isolati, i liberi mai.

02. In quale contesto un pronome libero può essere usato?. Solo come soggetto della frase. Solo come complemento di preposizione. Come risposta isolata a una domanda, es.: “– Chi è arrivato? – Io”. Solo per riferirsi a cose.

03. Quale dei seguenti pronomi liberi non può essere usato come oggetto diretto?. esso/essa. me/te. noi/voi. lui/lei.

04. Dove si collocano i pronomi clitici nella frase?. Solo alla fine della frase. Sempre a ridosso del verbo, in proclisi o enclisi a seconda della forma verbale. In posizione libera come i pronomi liberi. Solo all’inizio della frase.

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