LINGUISTICA II
|
|
Title of test:
![]() LINGUISTICA II Description: Longo Chiara |



| New Comment |
|---|
NO RECORDS |
|
01. Il clitico locativo ci può sostituire SP introdotti da quali preposizioni?. Solo [a + SN] animati. Solo [con + SN]. Solo [su + SN]. [a + SN], [su + SN], [con + SN]. 02. Quando un clitico dativo può sostituire un sintagma introdotto da "a + SN"?. Sempre, qualsiasi SP introdotto da "a". Solo quando indica un oggetto indiretto. Solo se il referente è inanimato. Solo se il verbo è copulativo. 03. Quale funzione svolge un clitico accusativo in una frase come "Dalla finestra le vedo"?. Indica il complemento di termine. Sostituisce l’oggetto diretto del verbo. Indica il complemento di luogo. Sostituisce il soggetto della frase. 04. Quale frase mostra un corretto uso del clitico partitivo-genitivo ne?. Ho parlato con Maria → Ne ho parlato. Sono andato al mercato → Ne sono andato. Ho comprato molto pane → Ne ho comprato molto. Ho comprato molto pane → Ci ho comprato molto. 01. In quali contesti i pronomi riflessivi sono sempre coreferenziali con il soggetto?. Solo quando preceduti da preposizione. Solo nei verbi transitivi. In tutti i contesti anaforici. Solo nei verbi intransitivi. 02. Qual è l’ordine corretto dei clitici quando si combinano più di uno?. Dativo → Riflessivo → Locativo → Ne → Si impersonale. Riflessivo → Locativo → Dativo → Si impersonale → Ne partitivo-genitivo. Locativo → Dativo → Riflessivo → Si impersonale → Ne partitivo-genitivo. Dativo → Locativo → Riflessivo/accusativo → Si impersonale → Ne partitivo-genitivo. 03. Quale dei seguenti verbi è considerato riflessivo lessicalizzato (improprio)?. Accorgersi. Pulirsi. Correggersi. Lavarsi. 04. Qual è la differenza principale tra pronomi riflessivi liberi e clitici alla terza persona?. I pronomi liberi usano sé, i clitici usano si. Entrambi coincidono sempre con i pronomi personali. Non c’è differenza. I pronomi clitici usano sé, i liberi usano si. 01. Nella frase Edimburgo? Ci sono stato l’estate scorsa, il clitico ci ha valore: Locativo. Partitivo. Accusativo. Dativo. 02. In I ragazzi si sono stancati molto, il pronome si indica: Un verbo inaccusativo pronominale. Un clitico dativo. Un riflessivo proprio. Un riflessivo reciproco. 03. In *C’è Paolo al telefono. Vuoi parlare a lui?, l’uso del pronome libero lui è scorretto perché: Il pronome deve sempre essere deittico. Il referente è già noto, quindi va usato il clitico. Il pronome libero deve essere sempre anaforico. Il pronome libero non può mai essere oggetto. 04. Nella frase A Mario non piace la cioccolata. Non gli piace nemmeno il gelato, l’uso del pronome gli è: Endoforico e cataforico. Esoforico e ostensivo. Endoforico e anaforico. Esoforico e deittico. 01. Quale delle seguenti frasi contiene una proposizione extranucleare?. È probabile che piova. Si è addormentato perché era stanco. Voglio che tu mi dica la verità. L’ho costretto a dirmi la verità. 02. Quale funzione svolge una proposizione nucleare all’interno della frase matrice?. Funzione attributiva su un sintagma nominale. Funzione esclamativa o interiezionale. Funzione argomentale centrale, come soggetto, oggetto diretto o argomento preposizionale. Funzione circostanziale di tempo o causa. 03. Qual è la differenza principale tra frase semplice e frase complessa?. La frase complessa non può avere più verbi. La frase complessa contiene solo verbi al congiuntivo. La frase semplice non può avere soggetto esplicito. Una frase complessa contiene almeno una proposizione subordinata, mentre la frase semplice è costituita solo da sintagmi. 04. Qual è la funzione delle proposizioni attributive?. Modificano un sintagma nominale, come le relative. Introducono interrogative indirette. Svolgono la funzione di soggetto della frase matrice. Indicano il complemento oggetto della frase principale. 01. Con i verbi di richiesta o comando, il controllore dell’infinito è di norma…. …il soggetto grammaticale. …l’oggetto diretto. …l’oggetto indiretto. …la proposizione subordinata stessa. 02. Il congiuntivo tematico si differenzia dagli altri tipi perché…. …non può essere introdotto da “che”. …indica un evento desiderato ma non realizzato. …ricorre solo in frasi indipendenti. …esprime un fatto presupposto come reale. 03. Nelle proposizioni all’infinito, il soggetto non espresso…. …è sempre diverso dal soggetto della principale. …può essere liberamente espresso nella subordinata. …deve essere coreferenziale con un costituente della frase reggente. …compare solo nelle frasi con complementatore “che”. 04. Una proprietà tipica dei verbi a ristrutturazione è…. …la selezione obbligatoria del modo congiuntivo. …la possibilità di risalita del clitico. …la presenza obbligatoria dell’ausiliare “avere”. …l’impossibilità di formare complessi verbali. 01. Il periodo ipotetico controfattuale esprime una condizione…. che il parlante sa già non essersi verificata. indipendente dall’esito dell’apodosi. probabile e realizzabile. futura e incerta. 02. Quale tra le seguenti frasi rappresenta un periodo ipotetico dell’irrealtà possibile?. Se studierai di più, prenderai voti migliori. Se studiassi di più, prenderesti voti migliori. Se avessi studiato, avresti preso voti migliori. Se studi, prendi voti migliori. 03. Nel periodo ipotetico della realtà, quale combinazione di modi verbali è corretta?. Indicativo nella protasi e indicativo nell’apodosi. Congiuntivo nella protasi e condizionale nell’apodosi. Condizionale nella protasi e indicativo nell’apodosi. Congiuntivo trapassato nella protasi e condizionale passato nell’apodosi. 04. Quale delle seguenti frasi contiene una proposizione temporale espressa da forma gerundiva?. Dopo che Mario si fu preparato, uscirono. Prima che tu arrivi, devo finire. Andando al lavoro, mi sono fermato a comprare il pane. Appena arrivato, ho ricevuto una telefonata. 01. Quale delle seguenti proprietà distingue l’anteposizione contrastiva dalla dislocazione a sinistra?. L’elemento anteposto introduce il tema presupposto. L’elemento anteposto non può essere accompagnato da un clitico. L’elemento anteposto si accompagna sempre a una pausa marcata. L’anteposizione contrastiva richiede un costituente obbligatoriamente preposizionale. 02. Quale delle seguenti caratteristiche definisce un ordine delle parole sintatticamente non marcato?. Smentisce un’informazione precedente. Prevede la presenza obbligatoria di una pausa. Corrisponde alla struttura di base determinata dalle proprietà sintattiche della frase. Può essere utilizzato solo in contesti comunicativi specifici. 03. Quale delle seguenti affermazioni descrive correttamente una proprietà del tema sospeso?. La ripresa clitica è facoltativa. L’elemento anticipato deve sempre essere seguito da una preposizione. Il costituente non può mai comparire nella periferia sinistra. Il costituente iniziale perde le marche sintattiche della sua funzione. 04. Nella dislocazione a sinistra, quale funzione pragmatico-testuale svolge il costituente dislocato?. Inserire un’informazione completamente nuova. Segnalare un contrasto con un’informazione precedente. Esplicitare un ripensamento del parlante. Introdurre il tema della comunicazione. 01. La frase È a Marco che ho dato il libro è un esempio di: Dislocazione a sinistra. Dislocazione a destra. Frase scissa. Anteposizione contrastiva. 02. Nella frase Detesto che tu dica queste cose, quale funzione sintattica svolge la proposizione che tu dica queste cose?. Oggettiva. Interrogativa indiretta. Soggettiva. Sintagma preposizionale. 03. In Ti chiedo di parlare a bassa voce, chi funge da controllore della proposizione infinitiva?. Oggetto diretto. Clitico partitivo. Oggetto indiretto (ti). Soggetto della frase principale. 04. La frase relativa Ha chiamato di nuovo il medico che deve venire a fare il sopralluogo è: Restrittiva. Descrittiva. Soggettiva. Oggettiva. 01. Quale caratteristica distingue la deissi testuale da quella ordinaria?. Non può essere osservata nei testi letterari. Riguarda solo i dimostrativi spaziali. Dipende sempre dall’identità del parlante e dell’ascoltatore. Fa riferimento al punto del testo in cui ci si trova, anziché al contesto situazionale. 02. Quale delle seguenti affermazioni descrive correttamente la deissi lessicale?. È la deissi che dipende esclusivamente dal contesto testuale. È la deissi in cui alcune espressioni dipendono sempre dal contesto situazionale per essere comprese. Si riferisce all’uso di avverbi di tempo come ieri o domani in maniera anaforica. Non ha relazione con il contesto comunicativo. 03. Quale frase mostra un esempio di deissi spaziale?. Domani partirò per Roma. Non mi piace che tu faccia così. Vieni qui e prendi questa valigia. Io penso che sia giusto. 04. Quale delle seguenti affermazioni riguarda correttamente l’uso dei dimostrativi in italiano standard?. Questo indica vicinanza al parlante, quello indica lontananza. Codesto è comunemente usato nell’italiano contemporaneo standard. Questo indica sempre un momento lontano nel tempo, quello vicinanza. Quello si usa esclusivamente per riferirsi all’ascoltatore. 01. Qual è la principale caratteristica dell’italiano dell’uso medio o neo-standard?. È caratterizzata dall’uso obbligatorio di tutti i pronomi soggetto tradizionali come egli, ella, essi. È una varietà linguistica mediamente formalizzata, adatta sia al parlato sia allo scritto, con tratti diffusi su tutto il territorio nazionale. È una varietà regionale parlata solo in Toscana. È esclusivamente la lingua letteraria dei grandi autori del Trecento. 02. Quale fenomeno fonologico si riscontra nell’italiano dell’uso medio riguardo alle vocali medio-basse e medio-alte?. Alternanza obbligatoria tra vocali aperte e chiuse in sillabe toniche e atone. Mantiene intatte tutte le opposizioni vocaliche toscane. Neutralizzazione delle coppie /ɛ/ : /e/ e /ɔ/ : /o/ al di fuori della Toscana. Introduzione di nuove vocali toniche non presenti nel latino. 03. Cosa indica il declino della regola del dittongo mobile nell’italiano contemporaneo?. La regola è stata estesa a tutti i verbi irregolari. I dittonghi tonici vengono oggi evitati completamente. L’alternanza tra radici toniche dittongate e radici atone non-dittongate si è ridotta, con generalizzazione delle forme dittongate. La regola si applica solo ai nomi propri. 04. Quale cambiamento riguarda i deittici codesto, costì e costà nell’italiano contemporaneo?. Sono obbligatori nello scritto accademico moderno. Sono scomparsi o confinati all’uso burocratico, mentre la deissi standard si struttura su un sistema binario centrato sul parlante. Sono sostituiti sistematicamente dai pronomi personali. Sono diventati di uso comune nel parlato quotidiano in tutta Italia. 01. Quale clitico locativo si è affermato maggiormente nell’italiano parlato contemporaneo?. ci. vi. li. ne. 02. Quale forma interrogativa sta sostituendo progressivamente “che cosa” nelle varietà di uso medio?. che. cosa. chi. quale. 03. Quale fenomeno riguarda il participio passato retto da avere nelle frasi relative nell’italiano neo-standard?. Scomparsa dell’accordo con l’antecedente del relativo oggetto. Introduzione del congiuntivo. Rinforzo dell’accordo con il soggetto. Uso obbligatorio del femminile. 04. Quale procedimento di formazione lessicale è molto diffuso nell’italiano contemporaneo?. Solo prestiti stranieri. Giustapposizione e temi lessicali (prefissoidi e suffissoidi). Solo abbreviazioni. Solo neologismi letterari. 01. Quale delle seguenti affermazioni descrive correttamente i prestiti di lusso?. Sono prestiti adottati anche quando esistono già termini italiani equivalenti. Non si incontrano nell’italiano contemporaneo. Non riguardano parole straniere. Sono prestiti motivati dalla necessità di nominare concetti nuovi. 02. Qual è la differenza fondamentale tra calco strutturale e calco semantico?. Il calco strutturale riguarda solo parole inglesi, il calco semantico solo parole francesi. Il calco strutturale si applica solo alla morfologia, il calco semantico solo alla sintassi. Non c’è differenza: sono sinonimi. Il calco strutturale riproduce la forma e l’ordine delle parole straniere, il calco semantico modifica il significato di parole già esistenti. 03. Quale tra i seguenti esempi è un composto tipico dell’italiano contemporaneo?. Teleromanzo. cassapanca. amicizia. Tavolo. 04. Qual è il principale aspetto considerato nella fase di integrazione di un prestito nella lingua d’arrivo?. Acclimatamento e adattamento fonologico o morfologico. Sostituzione del prestito con un calco. Eliminazione della parola originale. Traduzione letterale in italiano. 01. Perché le prime testimonianze scritte dei volgari romanzi compaiono tardi rispetto alla loro diffusione orale?. Per la lunga sopravvivenza del latino come lingua ufficiale della vita istituzionale, ecclesiastica e culturale. Perché la scrittura alfabetica era sconosciuta in Europa occidentale. Perché le lingue romanze si formarono solo dopo l’anno 1000. Perché i volgari erano vietati da leggi imperiali fino al XII secolo. 02. Qual è il contesto e la funzione del Placito capuano (960)?. Un testo interamente volgare prodotto dalla cancelleria carolingia. Una formula testimoniale in volgare inserita in un documento latino per permettere la deposizione di testimoni non latinofoni. Un trattato grammaticale volto a codificare il volgare di Roma. Un poema liturgico in volgare destinato alla predicazione popolare. 03. Quale caratteristica del graffito di Commodilla mostra chiaramente un tratto del volgare vicino all’italiano moderno?. La negazione dell’imperativo costruita con “non + infinito”. L’assenza sistematica di articoli determinativi. L’ordine verbo-oggetto tipico del latino classico. L’uso stabile del nominativo plurale latino. 04. Che cosa caratterizza, in generale, le testimonianze in volgare dall’XI secolo in poi?. Spariscono quasi del tutto, sostituite da un ritorno al latino parlato. Si limitano esclusivamente a testi poetici cortesi in area toscana. Sono tutte redatte in una koinè unica sovraregionale già stabile. Diventano meno sporadiche e documentano più regolarmente l’affermazione delle lingue romanze. 01. Quale scelta linguistica caratterizza in modo decisivo la Scuola Poetica Siciliana rispetto ai trovatori?. Scrivere in latino classico per imitare i modelli ecclesiastici. Scrivere in francese per omaggiare la dinastia angioina. Scrivere in volgare siciliano invece che in lingua d’oc. Scrivere in toscano per raggiungere un pubblico più ampio. 02. Perché il testo di Amore è uno desio che ven da’ core non ci è giunto nella forma linguistica originaria?. Perché venne riscritto in provenzale per circolare nelle corti francesi. Perché i copisti toscani lo trascrissero adattandolo alla propria grafia e fonetica. Perché fu tradotto in latino dai funzionari imperiali. Perché la tradizione manoscritta è esclusivamente orale e non scritta. 03. Qual è un tratto linguistico distintivo del siciliano evidenziato nel testo di Stefano Protonotaro?. La dittongazione sistematica di /ɛ/ e /ɔ/ in /jɛ/ e /wɔ/. La perdita totale delle vocali atone. L’uso obbligatorio del congiuntivo in tutte le subordinate. La presenza di /i/ e /u/ dove il toscano ha /e/ e /o/ (es. multu, taciri). 04. Quale processo culturale-linguistico descrive la nascita dei poeti “siculo-toscani”?. L’adozione del modello siciliano adattato al sistema fonologico toscano. La sostituzione della lirica cortese con testi esclusivamente religiosi. L’abbandono totale della tradizione siciliana in favore del latino. L’uso esclusivo della lingua d’oc per continuità con i trovatori. 01. Quale tratto caratterizza la prosa del Novellino?. Sintassi semplice e prevalenza della paratassi, spesso con polisindeto. Forte ipotassi modellata stabilmente sul latino classico. Lessico tecnicizzato e altamente specialistico. Periodi lunghi con subordinazione causale e finale molto fitta. 02. Nel sonetto di Cavalcanti (Chi è questa che vèn...), quale fenomeno sintattico è indicato come tipico dello stilnovo?. La proposizione consecutiva, usata per rendere gli effetti straordinari della donna. La relativa restrittiva introdotta da “il quale”. L’uso costante dell’infinito retto da “onde”. La scissione del focus con “è... che”. 03. Che cos’è la Vita nova dal punto di vista della forma compositiva?. Un trattato retorico in latino. Un poema epico in ottave. Un prosimetro che alterna parti in prosa e testi in versi. Una raccolta esclusivamente prosastica, priva di rime. 04. Secondo la presentazione dantesca nel Purgatorio (XXIV), in che cosa consiste la novità delle “nove rime” del dolce stil novo?. Nell’adozione sistematica di un lessico esclusivamente siciliano. Nel dire in poesia ciò che Amore ispira direttamente nell’animo, senza mediazioni retoriche. Nella rinuncia completa a latinismi e tecnicismi. Nel recupero integrale della retorica guittoniana. 01. Qual è l’obiettivo centrale del De vulgari eloquentia (DVE)?. Scrivere un trattato divulgativo in volgare per chi non conosce il latino. Stabilire che ogni dialetto municipale è già di per sé illustre. Elaborare un’arte poetica del volgare e individuare un “volgare illustre” adatto ai temi più alti. Dimostrare la superiorità assoluta del latino come unica lingua letteraria legittima. 02. In che modo il Convivio “inventa” una lingua della filosofia?. Adottando il provenzale (lingua d’oc) come modello principale per la scrittura filosofica. Limitandosi a commentare in prosa liriche d’amore senza finalità culturali più ampie. Elaborando un volgare capace di sostenere il discorso filosofico, con sintassi complessa e lessico tecnico di ascendenza latina. Rinunciando al volgare e scegliendo esclusivamente il latino per rendere i concetti più precisi. 03. Che cosa si intende, secondo Contini, quando si parla di “plurilinguismo” della Commedia?. La sostituzione sistematica del volgare con il latino in tutte le parti del poema. L’alternanza casuale di lingue per puro gusto ornamentale, senza funzione espressiva. La capacità di integrare registri e varietà linguistiche diverse in un unico progetto poetico coerente. L’uso esclusivo del fiorentino trecentesco senza interferenze esterne. 04. Nel passo del Purgatorio XXVI, quale funzione ha il discorso in provenzale?. Mostrare concretamente il plurilinguismo della Commedia attraverso la voce di Arnaut Daniel nel suo “parlar materno”. Tradurre in lingua d’oc i versi di Dante per renderli più comprensibili. Dimostrare che il provenzale è l’unica lingua adatta alla teologia. Sostituire il fiorentino perché Dante non lo ritiene più adeguato alla poesia. 01. Quale tratto sintattico distingue maggiormente la prosa alta del Proemio del Decameron?. La costruzione di lunghi periodi ipotattici di modello latino. L’uso sistematico del discorso diretto. La prevalenza di frasi brevi e coordinate. La semplificazione sintattica a fini comunicativi. 02. Quale caratteristica definisce in modo più appropriato la lingua del Decameron?. Una prosa esclusivamente latineggiante e solenne. Un fiorentino di livello medio-alto, equilibrato tra aulico e popolare. Una lingua fortemente dialettale e regionalizzata. Un volgare sperimentale privo di modelli precedenti. 03. Nel sonetto Erano i capei d’oro, quale funzione svolge il latinismo aura?. Serve a rendere più realistico il contesto narrativo. Nobilita il lessico e crea un gioco fonico con il nome Laura. Sostituisce un termine volgare considerato troppo popolare. Introduce un riferimento mitologico estraneo allo Stilnovo. 04. Qual è la principale differenza tra il linguaggio poetico di Petrarca e quello di Dante secondo la critica linguistica?. Petrarca mescola sistematicamente latino e volgare nello stesso testo. Petrarca privilegia il realismo linguistico e la varietà dialettale. Petrarca adotta un monolinguismo fondato su un lessico selezionato e uniforme. Petrarca utilizza un plurilinguismo con forti contrasti di registro. 01. Quale fu l’atteggiamento prevalente dell’Umanesimo latino nei confronti del volgare fino agli anni Quaranta del Quattrocento?. Il volgare fu imposto come lingua ufficiale delle cancellerie. Il volgare fu promosso come lingua principale della letteratura. Il volgare fu equiparato al latino classico in ogni ambito. Il volgare fu considerato inadatto alla cultura alta e relegato a usi pratici o popolari. 02. Quale obiettivo culturale caratterizzò l’Umanesimo volgare promosso da Lorenzo il Magnifico?. Valorizzare il volgare fiorentino come lingua di cultura accanto al latino. Uniformare tutti i dialetti italiani. Eliminare i modelli letterari trecenteschi. Ripristinare l’uso esclusivo del latino classico. 03. Qual è il contributo principale di Angelo Poliziano alla cultura letteraria del Quattrocento?. La diffusione del volgare popolare non letterario. L’elevazione del volgare a lingua letteraria di alto prestigio formale. La codificazione normativa del fiorentino parlato. L’abbandono del volgare a favore del solo latino. 04. Quale fu la principale innovazione teorica proposta da Biondo Flavio sull’origine dell’italiano?. L’italiano deriva dal latino parlato, il latino vulgaris. L’italiano è il risultato di un’invenzione umanistica. L’italiano nasce da una lingua completamente distinta dal latino. L’italiano discende esclusivamente dal latino letterario. 01. Quale esigenza favorì nel Quattrocento la diffusione delle lingue di koiné nelle cancellerie dell’Italia settentrionale?. Il rifiuto ideologico della tradizione classica. La necessità di comunicare con un pubblico più ampio non competente in latino. L’imposizione di una norma grammaticale unitaria. La volontà di imitare esclusivamente il fiorentino letterario. 02. Quale opera di Matteo Maria Boiardo presenta una lingua fortemente influenzata dalla koiné settentrionale?. Le Rime. Orlando innamorato. Le Egloghe. Amorum libri. 03. Qual è la caratteristica principale della lingua dell’Hypnerotomachia Poliphili?. L’estrema saturazione di latinismi grafici, fonetici e lessicali. L’uso esclusivo del volgare fiorentino parlato. La semplificazione sintattica a fini divulgativi. L’assenza di modelli letterari precedenti. 04. Quale obiettivo guida il lungo lavoro di revisione linguistica dell’Arcadia di Iacopo Sannazaro?. La sperimentazione di una lingua mista latino-volgare. La semplificazione stilistica a fini narrativi. L’adesione sempre più rigorosa al modello petrarchesco e boccacciano. Il recupero del volgare napoletano parlato. 01. Quale scelta definisce in modo centrale la proposta linguistica di Pietro Bembo nella Questione della lingua?. Stabilire il fiorentino vivo del Cinquecento come norma primaria della scrittura letteraria. Assumere il volgare trecentesco (Petrarca e Boccaccio, e in misura minore Dante) come modello della lingua letteraria. Legittimare una pluralità di modelli regionali, senza un canone unitario. Promuovere una koinè sovraregionale contemporanea fondata sull’uso delle corti italiane. 02. Quale coppia di interventi di revisione tra 1521 e 1532 mostra chiaramente la tendenza toscaneggiante dell’Ariosto?. Correzione di dippartiva in dipartiva e sostituzione di suspetto con sospetto. Eliminazione di motto e primiero perché considerati toscanismi. Introduzione di dippartiva e sostituzione di sospetto con suspetto. Sostituzione di destrier con caval e introduzione di de al posto di d’. 03. Che cosa rappresenta l’edizione del 1532 dell’“Orlando furioso” nel quadro del modello bembiano?. Un rifiuto esplicito della norma bembiana a favore del plurilinguismo dantesco. Il tentativo più riuscito, nella prima metà del Cinquecento, di un autore settentrionale di avvicinarsi al toscano letterario trecentesco. Un’adozione sistematica del fiorentino contemporaneo parlato. Una scelta di ritorno alla koinè padana come lingua letteraria di prestigio. 04. Quale effetto linguistico è attribuito alla stampa a caratteri mobili nella prima età moderna?. Ridusse la circolazione dei testi e rafforzò la frammentazione dialettale. Impose l’uso esclusivo del latino nei libri a stampa. Eliminò la necessità di edizioni filologicamente controllate. Favorì la progressiva standardizzazione delle convenzioni grafiche e contribuì alla definizione di un modello linguistico comune. 01. Su quale elemento Niccolò Machiavelli fonda il primato del fiorentino come lingua letteraria?. Sulla diffusione geografica del volgare. Sull’autorità delle corti italiane. Sulla presenza di latinismi colti. Sulla struttura morfologica e sintattica della lingua. 02. Quale caratteristica distingue la lingua del Principe di Machiavelli?. L’eliminazione di ogni tratto popolare. L’uso esclusivo del registro aulico. L’adesione rigorosa al modello petrarchesco. L’alternanza tra latinismi tecnici e lessico comune. 03. Qual è il principio fondamentale della tesi cortigiana nella questione della lingua?. La lingua letteraria deve basarsi sull’uso colto delle corti italiane. La lingua letteraria deve coincidere con il parlato popolare regionale. La lingua deve rifarsi unicamente al latino classico. La lingua letteraria deve riprodurre esclusivamente il fiorentino trecentesco. 04. Quale funzione assume il dialetto nella commedia cinquecentesca di Ruzante?. Strumento anticlassicistico e di opposizione alla lingua letteraria. Variante regionale dell’italiano normativo. Lingua neutra priva di valore ideologico. Codice riservato esclusivamente alla narrazione epica. 01. Quale tratto linguistico, tra quelli segnalati, fu usato consapevolmente da Tasso per nobilitare lo stile della Gerusalemme liberata ed era oggetto di critica?. L’uso esclusivo di regionalismi fiorentini moderni. La totale assenza di figure retorico-sintattiche. I latinismi (es. aurea, egro, licor, peregrino). La sistematica eliminazione di inversioni sintattiche. 02. Quale tra i seguenti elementi rientra tra le critiche linguistiche e stilistiche rivolte alla Gerusalemme liberata nella polemica cruscante?. La sintassi è lineare e priva di inversioni. Il poema è eccessivamente semplice e privo di solennità. Il lessico mescola voci latine, straniere, lombarde e nuove. L’opera evita sistematicamente qualsiasi latinismo. 03. Quale caratteristica distingue l’Accademia della Crusca dall’Accademia Fiorentina?. Fu istituzione pubblica patrocinata dal duca di Toscana. Nacque come sodalizio privato sostenuto dalle risorse dei membri. Ebbe come scopo principale l’insegnamento universitario della grammatica. Fu fondata a Padova per diffondere le teorie bembiane. 04. Quale opera del 1525 risponde all’esigenza di fornire un modello normativo tramite una trattazione in forma di grammatica dialogica?. Il De la lingua che si parla et scrive in Firenze di Pierfrancesco Giambullari. Le Regole grammaticali della volgar lingua di Giovan Francesco Fortunio. Il terzo libro delle Prose della volgar lingua di Pietro Bembo. Le Osservazioni nella volgar lingua di Ludovico Dolce. 01. Per quale motivo Galileo Galilei scelse di scrivere molte opere scientifiche in volgare?. Per adeguarsi alle prescrizioni dell’università. Per rispettare la tradizione umanistica accademica. Per favorire la diffusione internazionale delle sue teorie. Per rivolgersi anche a tecnici e artigiani coinvolti nella pratica sperimentale. 02. Quale valore linguistico assume l’uso del volgare nel Cantico delle creature di Francesco d’Assisi?. Segna il definitivo abbandono del latino nella liturgia. Introduce un modello poetico mutuato dal provenzale. Uniforma il volgare umbro al toscano letterario. Rende accessibile il messaggio religioso anche ai fedeli privi di conoscenza del latino. 03. Quale caratteristica distingue il lessico scientifico di Galileo?. L’uso esclusivo del latino nei testi teorici. L’attribuzione di significati tecnici precisi a parole dell’uso comune. L’eliminazione di ogni forma colloquiale. Il ricorso sistematico a neologismi greco-latini. 04. Quale fu una delle principali conseguenze linguistiche dell’Indice dei libri proibiti del 1558?. L’adozione ufficiale del tedesco come lingua teologica. Il mancato ruolo unificante del testo biblico nella lingua italiana. La soppressione dei sermoni in volgare. La diffusione obbligatoria del latino nella predicazione. 01. Quale fu l’obiettivo principale del Vocabolario degli Accademici della Crusca nella sua prima edizione del 1612?. Sostituire il latino come lingua della cultura europea. Promuovere esclusivamente la lingua scientifica moderna. Documentare tutte le varietà regionali dell’italiano. Offrire un repertorio della lingua fiorentina trecentesca basato sul canone salviatiano. 02. Quale posizione linguistica caratterizza la critica di Paolo Beni al Vocabolario della Crusca?. L’esclusione delle parlate locali dalla lingua letteraria. Il rifiuto totale di Torquato Tasso come modello linguistico. La valorizzazione degli autori del Cinquecento e della lingua cortigiana. La difesa integrale del canone trecentesco fiorentino. 03. Qual è il tratto stilistico centrale della poesia barocca marinista?. La riduzione del lessico poetico a forme semplici e quotidiane. Il ritorno rigoroso ai modelli classici rinascimentali. L’eliminazione di ogni riferimento alla scienza. L’uso sistematico della metafora come strumento di meraviglia. 04. Quale innovazione fondamentale caratterizza la nascita del melodramma seicentesco?. La rinuncia al canto in favore della recitazione. L’eliminazione totale della parola poetica. L’adozione della monodia al posto della polifonia. L’uso esclusivo del dialetto nelle rappresentazioni. 01. Quale ruolo attribuisce Giambattista Vico alla poesia nella storia dell’umanità?. Un prodotto esclusivo dell’età della ragione. Una forma originaria di conoscenza legata alla fantasia e al sentimento. Un’espressione artistica secondaria rispetto alla filosofia. Un semplice strumento retorico. 02. Quale principio guida la riflessione linguistica di Melchiorre Cesarotti nel Saggio sulla filosofia delle lingue?. L’immutabilità strutturale e lessicale delle lingue. La necessità di conciliare libertà dell’uso e continuità della tradizione. Il primato assoluto del parlato popolare sulla lingua scritta. La superiorità naturale dell’italiano su tutte le lingue moderne. 03. Quale fattore contribuì in modo decisivo all’affermazione del francese come lingua della cultura europea nel Settecento?. L’imposizione politica diretta della Francia sugli Stati europei. La diffusione delle idee illuministiche attraverso opere filosofiche e scientifiche. La semplicità morfologica del sistema verbale francese. La maggiore antichità del francese rispetto alle altre lingue romanze. 04. Quale fu uno dei principali motivi della polemica illuminista contro l’Accademia della Crusca?. L’assenza di riferimenti alla grammatica latina. L’eccessiva apertura ai forestierismi. Il rifiuto della lingua parlata come oggetto di studio. L’uso esclusivo di un canone letterario tre-cinquecentesco considerato ormai superato. 01. Qual era l’obiettivo principale della poetica arcadica rispetto al marinismo?. Ricondurre la poesia a semplicità, naturalezza e misura, contrastando gli eccessi barocchi. Sostituire la lirica con la prosa d’argomento politico. Rafforzare il gusto per la meraviglia e l’iperbole tipici del barocco. Promuovere un lessico esclusivamente tecnico-scientifico. 02. Quale fu una delle finalità centrali della riforma del melodramma nel primo Settecento?. Sostituire l’italiano con il francese come lingua del melodramma. Eliminare del tutto i temi tragici per privilegiare l’intrattenimento comico. Restituire autonomia poetica e dignità letteraria al libretto, non più subordinato alla musica. Abolire arie e duetti per adottare solo recitativi. 03. Quale scelta linguistica è coerente con l’italiano “teatrale” elaborato da Goldoni per la conversazione realistica?. Uso sistematico di ipotassi complessa e periodi lunghi di impronta aulica. Ricorso esclusivo al lessico petrarchesco e a inversioni solenni. Esclusione di qualunque regionalismo o tratto colloquiale. Preferenza per paratassi e asindeto, con strutture tipiche dell’oralità (dislocazioni, frase scissa). 04. Quale fenomeno sintattico è riconoscibile in sequenze come “Sono sei mesi che…” nella prosa dialogica goldoniana?. Periodo ipotetico controfattuale. Frase scissa. Infinito retto da preposizione. Participio assoluto. 01. Qual è l’obiettivo principale della scelta linguistica di Vittorio Alfieri nelle tragedie in versi?. Avvicinare la lingua tragica al parlato quotidiano, riducendo latinismi e arcaismi. Riprodurre il fiorentino vivo come modello di lingua teatrale. Adottare uno stile arcadico semplice e “cantabile”. Elaborare un italiano colto e arcaizzante, distanziandosi dal melodramma e dalla tragedia francese contemporanea. 02. Quale tratto caratterizza in modo marcato la traduzione dell’Iliade di Vincenzo Monti?. La scelta di una lingua “neutra” priva di memoria letteraria e di riferimenti mitologici. L’adozione di un registro informale con riduzione delle figure sintattiche. Un tono aulico ottenuto con arcaismi, latinismi, grecismi e una sintassi modellata sul latino (inversioni, iperbati). L’uso dominante di dialetto come strategia espressiva. 03. In che modo la poesia di Ugo Foscolo, pur nel solco neoclassico, anticipa sensibilità romantiche?. Eliminando troncamenti, latinismi e perifrasi dotte per avvicinarsi al parlato. Sostituendo il lessico aulico con forme esclusivamente tecniche e settoriali. Unendo nostalgia e idealizzazione del mondo antico a un tono emotivo e a temi già proiettati verso il nuovo secolo. Rinunciando alle inversioni e agli iperbati per una sintassi rigidamente lineare. 04. Quale combinazione descrive meglio il classicismo linguistico di Giuseppe Parini nel Neoclassicismo?. Dialettalismi diffusi + sintassi lineare + eliminazione sistematica dei troncamenti. Lessico colloquiale + paratassi + riduzione di perifrasi e riferimenti mitologici. Uso esclusivo del fiorentino vivo con costruzioni sintattiche semplificate. Lessico aulico e arcaizzante + latinismi + sintassi complessa con inversioni e iperbati di ascendenza latina. 01. Nello Zibaldone, quale idea collega Leopardi all’eleganza dello scrivere?. L’eleganza coincide con la massima adesione alla lingua parlata contemporanea. L’eleganza deriva dalla totale assenza di tradizione letteraria nella scelta lessicale. L’eleganza dipende esclusivamente dall’eliminazione di latinismi e arcaismi. Una parola o frase tende a essere elegante se si discosta in qualche misura dall’uso quotidiano, senza perdere chiarezza. 02. Qual è il tratto caratterizzante del Purismo linguistico nei primi decenni dell’Ottocento?. La promozione sistematica dei neologismi scientifici e tecnici. Il rifiuto dei forestierismi (specie francesi) e il ritorno ai modelli trecenteschi. L’adozione dell’italiano parlato come unico modello normativo. La difesa del bilinguismo italiano-francese come ideale culturale. 03. Quale tratto sintattico prevale nella prima sezione descrittiva del testo (vv. 1–24), secondo l’analisi linguistica?. Una paratassi fitta e lineare, con molti verbi principali coordinati spesso in asindeto. Una ipotassi complessa, con subordinate a catena e incisi frequenti. Una sintassi ellittica costante, priva di verbi finiti. Un periodare fortemente latineggiante, basato su iperbati estesi e inversioni continue. 04. Quale affermazione riassume il nucleo concettuale espresso nella seconda parte della lirica La quiete dopo la tempesta?. Il piacere è una condizione stabile e indipendente dalle esperienze negative. Il piacere si realizza soprattutto nell’azione eroica e nell’impresa collettiva. Il piacere nasce come sollievo dall’affanno: è “figlio” del dolore appena cessato. Il piacere coincide con la piena armonia della natura con i desideri umani. 01. Qual era l’obiettivo principale della relazione Dell’unità della lingua e dei mezzi di diffonderla?. Codificare una lingua letteraria basata sui classici. Proporre il fiorentino dell’uso colto come modello linguistico nazionale. Difendere il pluralismo dialettale come fondamento dell’italiano. Uniformare esclusivamente la lingua amministrativa. 02. Quale tendenza caratterizza in modo sistematico il passaggio dalla ventisettana alla quarantana nel capitolo primo dei Promessi sposi?. La sostituzione di forme arcaiche con espressioni dell’uso linguistico vivo. L’aumento delle forme poetiche tradizionali. L’introduzione di un lessico tecnico-specialistico. Il rafforzamento dei latinismi sintattici. 03. Quali furono i due temi centrali del dibattito linguistico e letterario legato al Romanticismo italiano?. Il recupero esclusivo dei modelli classici e la difesa dei dialetti locali. L’abolizione della lingua letteraria e l’adozione dei dialetti regionali. La contrapposizione tra poesia e teatro e la codificazione dell’italiano burocratico. La necessità di una letteratura rivolta a un pubblico borghese e il legame tra lingua e nazione. 04. Quale modello linguistico Manzoni individuò come base per la revisione definitiva dei Promessi sposi dopo il 1827?. Un italiano medio costruito combinando varietà regionali. La lingua parlata lombarda adattata alla scrittura. Il fiorentino dell’uso colto, vivo e depurato dai tratti dialettali. Il toscano letterario ricavato esclusivamente dai testi trecenteschi. 01. Quale funzione viene attribuita ai dialetti dalla poesia dialettale dell’Ottocento?. Esprimere dall’interno la realtà e la voce del popolo. Riprodurre modelli poetici classici in forma locale. Sostituire l’italiano come lingua nazionale. Offrire una variante stilistica della lingua letteraria. 02. Quale aspetto della lingua manzoniana fu maggiormente frainteso dagli scrittori post-manzoniani?. Il ricorso al toscanismo come tratto distintivo della prosa. L’equilibrio tra chiarezza ed eleganza. La ricerca di una lingua media e uniforme. La semplificazione della sintassi. 03. Quale fattore contribuì in modo decisivo alla prima diffusione dell’italiano parlato dopo l’Unità d’Italia?. La pubblicazione dei vocabolari manzoniani. L’adozione dell’italiano come lingua ufficiale del Parlamento. La sostituzione dei dialetti con il fiorentino. L’istituzione della scuola primaria gratuita e obbligatoria. 04. Qual è il punto centrale della critica di Graziadio Isaia Ascoli alle teorie linguistiche manzoniane?. Il fiorentino letterario trecentesco è l’unica base possibile per la lingua nazionale. L’unificazione linguistica non può essere imposta dall’alto, ma deve risultare dallo sviluppo sociale e culturale della nazione. La lingua poetica deve prevalere su quella d’uso. I dialetti devono essere eliminati immediatamente. 01. Quale caratteristica distingue l’uso della lingua nei Promessi sposi rispetto alla narrativa realistica successiva?. L’adozione di una lingua regionale lombarda. L’alternanza sistematica tra italiano e dialetto. L’assenza di dialetti e il rigoroso monolinguismo fiorentino. L’uso esteso del discorso indiretto libero. 02. Quale principio poetico accomuna Naturalismo francese e Verismo italiano?. L’impersonalità della rappresentazione narrativa. L’uso sistematico del dialetto. La centralità del narratore onnisciente. L’impegno politico diretto dell’autore. 03. Quale strategia narrativa consente nei Malavoglia di fondere la voce del narratore con quella dei personaggi?. Il commento metanarrativo. Il monologo interiore. Il dialogo diretto. Il discorso indiretto libero. 04. Quale soluzione linguistica adotta Verga per rappresentare l’oralità popolare senza ricorrere al dialetto?. Un’alternanza di registri alti e bassi. L’uso esteso del dialetto siciliano. Una lingua letteraria fortemente toscanizzata. Una lingua italiana con sintassi e strutture del parlato. 01. Qual è l’elemento innovativo della lingua poetica di Giovanni Pascoli rispetto alla tradizione ottocentesca?. La sostituzione totale dei versi con prosa poetica. La predilezione per periodi complessi e ipotattici. L’avvicinamento della poesia alla lingua quotidiana e l’uso di oggetti umili come soggetti poetici. L’uso esclusivo di latinismi e arcaicismi per nobilitare il linguaggio. 02. Quale caratteristica sintattica contraddistingue la poesia di Pascoli, come in L’assiuolo?. Predilezione per l’enclisi e l’anastrofe. Struttura rigidamente metrica e sempre regolare. Frasi brevi coordinate senza gerarchie, spesso collegate per asindeto. Periodi complessi e subordinati tipici della tradizione ottocentesca. 03. Qual è la funzione principale delle onomatopee nella poesia pascoliana?. Rendere la poesia più lunga e articolata. Semplificare la pronuncia dei versi. Creare una musicalità simbolica che evoca emozioni e sensazioni misteriose. Sostituire completamente il lessico comune. 04. In Nella belletta, quale elemento contribuisce maggiormente all’unità e alla musicalità del testo?. L’assonanza e la ripetizione di parole chiave come “morte”. La presenza di troncamenti e latinismi frequenti. L’uso esclusivo della sintassi ipotattica. La scelta di versi liberi senza rime. 01. Quale principio educativo viene ribadito nella decima tesi del Manifesto GISCEL?. La grammatica tradizionale deve essere l’unico strumento di insegnamento. L’istruzione e l’educazione linguistica sono diritti fondamentali e strumenti di uguaglianza sociale. La scuola deve concentrarsi esclusivamente sull’ortografia e sui latinismi. La lingua colta deve rimanere esclusiva della classe dirigente. 02. Quale fattore contribuì in modo significativo alla diffusione dell’italiano nella prima metà del Novecento?. La riduzione della stampa periodica e dei giornali. La scolarizzazione estesa e le riforme legislative come la legge Orlando, Daneo-Credaro e Gentile. L’uso esclusivo del dialetto nelle scuole. La totale assenza di migrazione interna. 03. Quale fu la principale caratteristica dell’italiano emerso negli anni Cinquanta e Sessanta secondo Pasolini?. Dialetto locale standardizzato senza modifiche. Italiano fortemente letterario e colto, legato esclusivamente alla tradizione universitaria. Italiano tecnologico, semplificato, con riduzione dei latinismi e predominanza di influenze industriali. Italiano puramente poetico e privo di semplificazioni. 04. Qual è la differenza principale tra italiano popolare e italiano dell’uso medio?. L’italiano popolare è più letterario; l’italiano dell’uso medio è colloquiale e poco standardizzato. L’italiano popolare deriva dai media; l’italiano dell’uso medio è esclusivamente scolastico. L’italiano popolare è universale; l’italiano dell’uso medio è regionale. L’italiano popolare è influenzato dal dialetto e da competenze limitate; l’italiano dell’uso medio è una varietà più vicina alla norma standard, accettata in contesti di media formalità. 01. Quale funzione aveva il linguaggio politico di Benito Mussolini?. Utilizzare un linguaggio aziendale e burocratico. Tradurre termini tecnici in forme comprensibili al pubblico. Persuadere la folla attraverso enfasi, metafore e ripetizione di slogan. Garantire precisione terminologica nei documenti ufficiali. 02. In quale contesto è nato l’aziendalese italiano?. Nei comizi politici di massa del primo Novecento. Nei giornali satirici come linguaggio di livello medio. Negli uffici delle multinazionali a partire dagli anni Ottanta. Nella pubblica amministrazione italiana del Novecento. 03. Quale ruolo ha avuto la televisione nel processo di italianizzazione?. Ha imposto la lingua lombarda come modello standard. Ha sostituito completamente la radio nella diffusione dell’italiano. Ha contribuito a diffondere un italiano intermedio tra lingua scritta e parlata. Ha promosso esclusivamente la romanizzazione della lingua nazionale. 04. Quale delle seguenti caratteristiche distingue il linguaggio tecnico-scientifico del Novecento?. Utilizzo esclusivo di parole di origine dialettale. Uso di neologismi tratti dal greco e dal latino e diffusione di sigle come DNA o HIV. Stile aulico con latinismi per comunicazioni di massa. Predominanza di espressioni metaforiche e retoriche. 01. Quale scopo perseguito da Gadda caratterizza la sua mescolanza linguistica?. Creare uno stile neutro, simile all’italiano medio. Esprimere caos ed esplosività del reale, più che mimesi della realtà. Uniformare tutti i dialetti italiani in un linguaggio unico. Riprodurre fedelmente il parlato quotidiano. 02. In che modo Calvino utilizza l’italiano di livello medio nella sua narrativa?. Per imitare esclusivamente il parlato dei bambini. Per ottenere chiarezza e precisione, consentendo variazione sintattica e lessicale. Per adottare uno stile aulico e desueto. Per semplificare e ridurre la complessità dei contenuti letterari. 03. Qual è la principale funzione stilistica delle imperfezioni grammaticali nell’italiano di Svevo?. Uniformarsi al linguaggio popolare triestino. Rendere la lingua privata, spontanea e funzionale all’esplorazione psicologica dei personaggi. Semplificare la comprensione del testo per un pubblico ampio. Indicare la scarsa conoscenza dell’italiano da parte dell’autore. 04. Quale caratteristica distingue la prosa narrativa di Pirandello?. Oscillazione tra lingua letteraria e linguaggio orale nei dialoghi e nelle parti narrative. Costante aderenza allo stile della poesia lirica. Predilezione per un registro altamente aulico e classicheggiante. Uso esclusivo della lingua parlata senza influenze letterarie. 01. La caratteristica principale del linguaggio poetico crepuscolare è: L’uso esclusivo di linguaggio elevato e aulico. La totale eliminazione della metrica tradizionale e dell’uso della punteggiatura. La compresenza di elementi lirici con toni e temi prosaici, detta “cozzo dell’aulico col prosaico”. La sperimentazione fonosimbolica radicale come nei futuristi. 02. Nella prima fase della poesia di Eugenio Montale, la tecnica del correlativo oggettivo consiste in: Evocare concetti e sensazioni attraverso oggetti o situazioni concrete. Eliminare la punteggiatura per dare maggiore immediatezza al verso. Semplificare la sintassi e frammentare il verso. Accostare elementi lirici a toni prosaici. 03. Qual è la principale innovazione linguistica apportata da Giuseppe Ungaretti nella raccolta L’Allegria?. Ricorso al verso lungo e alla metrica tradizionale. Accostamento di linguaggio quotidiano a citazioni letterarie con tono ironico. Semplificazione della sintassi, eliminazione dell’aggettivazione connotativa e soppressione della punteggiatura. Uso esclusivo di latinismi e aulicismi derivati da Dante. 04. Qual è l’aspetto originale del linguaggio poetico di Umberto Saba?. Introduce ironia e distacco come in Montale, seconda fase. Scarnifica completamente la lingua come in Ungaretti. Dialoga armonicamente tra il linguaggio comune e i moduli della lirica tradizionale. Rifiuta completamente la tradizione e privilegia la lingua media. |




