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linguistica italiana

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Title of test:
linguistica italiana

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esame domande chiuse

Author:
AVATAR

Creation Date:
09/02/2021

Category:
Literature

Number of questions: 398
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Content:
Che l’italiano sia la lingua ufficiale d’Italia: è detto nello Statuto autonomico della Provincia di Bolzano è detto sia nella Costituzione che nella legge 1999/482 è detto espressamente nella Costituzione è detto nello Statuto autonomico della Provincia di Bolzano e nella legge 1999/482.
La variazione diafasica: indica la variazione della lingua condizionata dalla situazione comunicativa, in relazione allo spazio indica la variazione della lingua condizionata dalla situazione comunicativa attraverso il tempo indica la variazione della lingua condizionata dalla situazione comunicativa, dalla funzione del messaggio e dal contesto indica la variazione della lingua condizionata dalla situazione comunicativa e dall’appartenenza dei parlanti a diversi strati sociali.
La ‘Slavia veneta’ è: una regione di lingua slovena in Veneto una regione della ex-Iugoslavia in cui si parlava veneto una regione di lingua slovena in Friuli (provincia di Udine) una regione della Slovenia dove si parla veneto.
La legge n° 482 del 15 dicembre 1999, riconosce come lingue di minoranze: i dialetti italiani albanese, greco, sloveno, croato, tedesco, sardo, francoprovenzale, friulano, ladino, catalano, francese sardo, francoprovenzale, friulano, ladino, catalano, francese albanese, greco, sloveno, croato, tedesco, francese.
Una «varietà» di lingua è individuata: dalla presenza di specifici tratti linguistici correlabili con fattori extralinguistici dalla presenza di una grande variabilità di tratti linguistici al suo interno dalla presenza di specifici tratti linguistici dalla presenza di specifici tratti linguistici correlabili con l’area geografica e la classe sociale del parlante.
Alessandro Manzoni, nella versione definitiva dei I promessi sposi adottò: la lingua coeva della classe colta della città di Firenze la lingua coeva della classe colta della città di Milano il fiorentino vivo del secolo XVI, sul modello di Machiavelli il fiorentino del Trecento, sul modello di Bembo.
La maggiore regressione della dialettofonia si ebbe: nel secondo dopoguerra (anni Cinquanta e Sessanta del Novecento) durante il regime fascista subito dopo l’Unità d’Italia, nel 1861 subito dopo l’Unità d’Italia, nel 1945.
La lingua proposta dal Vocabolario degli Accademici della Crusca (1612) corrisponde: al fiorentino del Quattrocento al fiorentino del Cinquecento al fiorentino del Trecento al fiorentino del Seicento.
La base dell’italiano moderno è: nel fiorentino del Cinquecento nel fiorentino moderno nel fiorentino del secolo XVII nel fiorentino del secolo XIV.
La tesi proposta da Pietro Bembo prevedeva l’adozione: del fiorentino del secolo XVI della lingua in uso presso la corte papale di una lingua modellata sul greco e sul latino del fiorentino del Trecento.
Le componenti della lingua in cui l’italiano regionale si mostra maggiormente debitore nei confronti del dialetto sono: la fonologia e il lessico la fonologia e la sintassi la fonetica e la sintassi la fonetica e la fonologia.
Nella seconda metà del Novecento, la pratica del dialetto: è regredita soprattutto nell’Italia nord-orientale è regredita soprattutto nel Nord-Ovest rimane forte nel Nord-Ovest e nel Meridione è regredita soprattutto nelle zone economicamente più arretrate.
L’uso scritto dei dialetti: è venuto meno con la nascita di una letteratura dialettale riflessa era diffuso nel Medioevo ed è continuato fino all’unità d’Italia e anche oltre era diffuso nel Medioevo, ma è regredito a partire dal Cinquecento è rimasto vivo soprattutto a Roma fino alla seconda metà dell’Ottocento.
Dal XVI secolo in poi, il termine ‘dialetto’ assunse un valore: nettamente peggiorativo sostanzialmente uguale a quello dei secoli precedenti discriminatorio e riferito solo alle fasce di parlanti analfabeti nettamente migliorativo.
Per quale motivo – dal '500 al '900 – alcuni autori scelsero di scrivere in dialetto? per ragioni espressive perché era l’unica lingua a loro disposizione per ragioni di prestigio per poter meglio comunicare alle masse analfabete.
I dialetti: sono subordinati alle lingue nazionali per ragioni storico-sociali o culturali non possiedono quella precisa struttura grammaticale che predispone la lingua all’espressione scritta sono subordinati ad un varietà linguistica qualitativamente superiore, l’italiano standard sono costituzionalmente inferiori alle lingue nazionali.
Nel Principato di Monaco – indipendentemente dalla lingua nazionale – che lingua parla la maggioranza della popolazione autoctona? il monegasco (varietà ligure occidentale) il francese il piemontese l'italiano.
Quale tra i seguenti caratteri non è condiviso da tutti i dialetti italiani settentrionali? la perdita dell’opposizione di lunghezza consonantica la presenza di una doppia serie di pronomi soggetto l’indebolimento delle consonanti occlusive la presenza di vocali anteriori arrorondate.
Lungo una linea immaginaria che congiunge Massa a Senigallia: dialetti settentrionali si incontrano con il toscano a est e con i dialetti centro-meridionali a ovest i dialetti settentrionali si incontrano con il toscano a ovest e con i dialetti centro-meridionali a est il toscano si incontra con i dialetti settentrionali a ovest e con i dialetti centro-meridionali a est i dialetti settentrionali si incontrano con i dialetti centro-meridionali.
In Italia, è possibile individuare: tre aree dialettali principali: dialetti italiani settentrionali, toscani, centro-meridionali tre aree dialettali principali: dialetti italiani settentrionali, centro-meridionali, meridionali estremi tre aree dialettali principali: dialetti italiani settentrionali, gallo-italici, toscani, centro-meridionali quattro aree dialettali principali: dialetti italiani settentrionali, toscani, centro-meridionali, insulari.
Per isole linguistiche ‘altoitaliane’ (o ‘gallo-italiche’) si intendono: delle aree di alcune regioni meridionali (Sicilia, Basilicata e Campania) in cui si parlavano varietà di tipo settentrionale delle aree dell’Italia settentrionale in cui si parlavano varietà di tipo gallo-italico delle aree delle isole (Sicilia e Sardegna) in cui si parlavano varietà di tipo settentrionale delle aree della Sardegna e della Corsica in cui si parlavano varietà di tipo toscano.
Come si chiama il ramo della linguistica che si occupa specificamente della variazione interna della lingua in relazione alla categoria sociale del parlante? dialettologia linguistica diastratica psicolinguistica sociolinguistica.
Una «varietà di lingua»: è un insieme di tratti linguistici di un sistema linguistico che co-occorre con un certo insieme di tratti sociali o situazionali è un insieme di tratti sociali o situazionali di un sistema linguistico che co-occorre con un certo insieme di tratti sociali linguistici è un insieme di tratti linguistici di un sistema linguistico all'interno del repertorio linguistico di una comunità è un insieme di tratti linguistici di un sistema linguistico usato in particolari contesti comunicativi.
All’interno di una comunità linguistica si nota in genere la presenza: di una varietà alta, maggiormente dotata di prestigio, e di una varietà bassa, meno prestigiosa di una varietà alta, di una varietà bassa e di una serie ben definita di varietà intermedie di una varietà alta, di una varietà bassa e di una varietà media di una varietà alta, maggiormente stigmatizzata, e di una varietà bassa, meno stigmatizzata.
Nella prospettiva sociolinguistica, i principali fattori di differenziazione sociale sono: il reddito, la professione, il grado di istruzione il reddito, la professione e il sesso il reddito e la classe di età il reddito e la professione.
All’interno del repertorio linguistico italiano, la varietà diastraticamente più bassa è generalmente: l’italiano regionale l'italiano giovanile il dialetto l'italiano popolare.
L’italiano «colto»: è la lingua parlata dalle persone mediamente istruite è l’italiano usato dai parlanti di livello socioculturale medio coincide sostanzialmente con la norma cosiddetta «standard» è caratterizzato dalla presenza di tratti sociolinguisticamente marcati.
Quale di questi tratti linguistici non può essere considerato un tratto distintivo dell’italiano popolare? uso di «lui» con funzione di soggetto uso di malapropismi errori di ortografia periodo ipotetico col doppio condizionale.
Quale di questi tratti linguistici può essere considerato un tratto distintivo dell’italiano popolare? utilizzazione corretta dei segni paragrafematici nello scritto lessico ricercato sintassi complessa e corretta nelle concordanze uso del «che» polivalente.
Il linguaggio giovanile è una varietà di tipo: sia diastratico sia diacronico diastratico sia diastratico sia diafasico diafasico.
Nella variazione diamesica, con l’etichetta di «parlato-scritto» si indica: la lingua di testi che trascrivono o ricalcano più o meno fedelmente il parlato la lingua che si realizza in parte nell’oralità in parte nella comunicazione scritta la lingua che si realizza nell’oralità ma a partire da testi scritti la lingua che si realizza prevalentemente nell’oralità, ma contiene inserti di comunicazione scritta.
tratti che determinano la differenziazione tra i sottocodici sono prevalentemente: lessicali e morfologici lessicali e sintattici lessicali e semantici morfologici e sintattici.
Secondo Giovanni Nencioni, quali due varietà si collocherebbero agli estremi dell’asse diamesico? scritto-parlato e parlato-parlato parlato-parlato e parlato recitato scritto-scritto e parlato-recitato scritto-scritto e parlato-parlato.
La variazione diafasica: diversamente dalla variazione diastratica, non è legata univocamente al parlante come la variazione diastratica, è legata univocamente al parlante diversamente dalla variazione diastratica, è legata univocamente al parlante come la variazione diastratica, non è legata univocamente al parlante.
Quale di questi tratti non è caratteristico del registro formale? uso del lei come pronome allocutivo alta velocità di elocuzione ipotassi ricorso ad arcaismi.
Un neologimo è: una forma che viene creata ex novo attraverso le regole di formazione di parola dell’italiano forma che viene presa in prestito da lingue speciali straniere una forma di uso comune che viene usata con significato particolare, normalmente più ristretto di quello originale una forma specifica con cui vengono designati gli oggetti e i concetti fondamentali di un particolare ambito di attività.
Lo scopo delle grammatiche di oggi è quello: di descrivere e di spiegare la competenza nativa del parlante di indicare ciò che è conforme all’uso e ciò che non lo è di indicare ciò che è conforme alla norma e ciò che non lo è di descrivere la norma standard.
Nel fare una grammatica, cosa significa ‘descrivere la competenza nativa del parlante’? indicare cioè che è «grammaticale» e ciò che non lo è definire la qualità linguistica di un parlante descrivere foneticamente la lingua spontanea di un parlante stendere una lista delle capacità spontanee di un parlante prima della scuola.
Secondo Francesco Sabatini, l’italiano dell’uso medio è: la varietà di italiano usata dalla classe media la varietà di italiano che si colloca diastraticamente tra l’italiano colto e quello popolare una varietà della lingua nazionale ricettiva nei confronti delle varietà regionali una varietà di italiano in parte diversa dallo standard, usata nell’orale ma anche nello scritto.
La consonanti sonore sono: foni che prevedono l’attivazione di una fonte di rumore nel tratto fonatorio al di sopra della laringe, ma non l’attivazione della vibrazione laringea foni che risultano dall’attivazione della vibrazione laringea, senza che nel tratto fonatorio superiore si produca nessun’altra fonte di rumore foni prodotti senza vibrazione faringea e senza che nel tratto fonatorio superiore si produca nessun’altra fonte di rumore foni che prevedono l’attivazione di una fonte di rumore nel tratto fonatorio al di sopra della laringe, e anche l’attivazione della vibrazione laringea.
Le consonanti possono essere classificate: sia per luogo sia per modo di articolazione solo per luogo di articolazione solo per modo di articolazione né per luogo né per modo di articolazione.
La corrispondenza biunivoca tra foni e grafemi si ha: né nel sistema grafematico italiano, né nell’Alfabeto Fonetico Internazionale (IPA) nel sistema grafematico italiano nell’Alfabeto Fonetico Internazionale (IPA) sia nel sistema grafematico italiano, sia nell’Alfabeto Fonetico Internazionale (IPA).
Le consonanti /p b/ sono: occlusive bilabiali occlusive bilabiali sorde occlusive bilabiali sonore occlusive labiodentali.
Le vocali /ɔ/ /o/ e /u/ sono: centrali e arrotondate anteriori e arrotondate posteriori e non arrotondate posteriori e arrotondate.
Come di chiama la minima unità grafica di un sistema alfabetico? morfema grafema fonema fono.
In italiano, la lunghezza vocalica: non è predicibile dal contesto, dunque ha valore allofonico è predicibile dal contesto, dunque ha valore fonologico è predicibile dal contesto, dunque ha valore allofonico non è predicibile dal contesto, dunque ha valore fonologico.
La fonetica di occupa: né del significato né del significante sia del significato sia del significante del significante del significato.
Segmenti dotati di carattere distitintivo sono detti: fonemi consonanti grafemi foni.
In una coppia minima (es. «cero» e «pero»), le due parole sono differenziate da un: lessema fonema morfema fono.
In italiano, se il fonema che forma la coda di una sillaba è uguale a quello che costituisce l’onset della sillaba seguente: la coda può essere occupata da qualunque tipo di consonante la coda può essere occupata solo da liquide o approssimanti la coda può essere occupata solo da sonoranti la coda può essere occupata solo da /n r l/.
La sillaba tonica priva di coda, come può essere altrimenti definita? sillaba senza attacco chiusa o impedita aperta o libera onset.
Quali tra questi sono fenomeni di cancellazione? epitesi epentesi e prostesi apocope e sincope aferesi e apocope aferesi apocope e sincope.
La metafonesi è un caso di: assimilazione perseverativa (o progressiva) dissimilazione perseverativa (o progressiva) assimilazione anticipatoria (o regressiva) dissimilazione anticipatoria (o regressiva).
Il fenomeno della «degeminazione» (cioè il passaggio da una consonante doppia a una scempia) è un fenomeno di: coalescenza (o fusione) rafforzamento metatesi indebolimento (o lenizione).
L’inserzione di [i] nel sintagma «per iscritto» è un caso di: epitesi prostesi aferesi epentesi.
Il fenomeno della «gorgia toscana» è un fenomeno di: coalescenza (o fusione) metatesi rafforzamento indebolimento (o lenizione).
Un morfema a cui corrispondono diverse realizzazioni in differenti contesti sintagmatici viene detto: fonema allotropo allofono allomorfo.
Il raddoppiamento fonosintattico ‘regolare’ è innescato: da tutte le parole tronche (monosillabiche e polisillabiche) uscenti in vocale solo dai monosillabi solo dai polisillabi da 11 monosillabi atoni e da 4 bisillabi piani.
Nel toscano, la consonante in fine di parola: è ammessa solo nei prestiti da lingue straniere è ammessa non è mai ammessa non è mai ammessa, ad eccezione che in con, in, non, per.
Il raddoppiamento fonosintattico prevede che: la consonante iniziale di una parola raddoppi dopo alcune parole uscenti in vocale la consonante iniziale di una parola raddoppi dopo alcune parole uscenti in consonante la vocale iniziale di una parola raddoppi dopo alcune parole uscenti in consonante la vocale iniziale di una parola raddoppi dopo alcune parole uscenti in vocale.
Davanti a «sci» si usa l’articolo «lo» perché: «sci» comincia con un nesso di due consonanti «sci» comincia con «s impura» «sci» comincia con una consonante doppia «sci» comincia con /s/.
Nelle forme «un altro» e «un’altra»: abbiamo due fenomeni diversi: nel primo caso l’elisione, nel secondo l’apocope abbiamo lo stesso fenomeno, l’elisione abbiamo due fenomeni diversi, nel primo caso l’apocope, nel secondo l’elisione abbiamo lo stesso fenomeno, l’apocope.
Nella parola «frattempo»: c’è stata prima l’univerbazione e poi l’assimilazione c’è stato prima l’univerbazione e poi il il raddoppiamento fonosintattico c’è stata prima l’assimilazione e poi l’univerbazione c’è stato prima il raddoppiamento fonosintattico e poi l’univerbazione.
Nel caso della parola «caposquadra», che tipo si processo morfologico si verifica? derivazione composizione flessione prefissazione.
L’alternanza radicale tra «siedo» e «sediamo» è un caso di: arizotonia monottongamento rizotonia allomorfia.
La derivazione è il processo morfologico che: prevede la formazione di una parola nuova tramite l’aggiunta di un suffisso a un morfema lessicale produce parole nuove a partire da due parole autonome preesistenti aggiunge alla parola di base informazioni relative alle categorie flessive prevede la formazione di una parola nuova tramite l’aggiunta di un affisso a un morfema lessicale.
Il morfema si definisce come: la più piccola unità linguistica la più piccola unità lessicale dotata di significato la più piccola unità linguistica non dotata di significato la più piccola unità linguistica dotata di significato.
In italiano: come in greco e in latino, esistono dei veri e propri infissi come in greco e in latino, non esistono infissi veri e propri diversamente che in greco e in latino, non esistono infissi veri e propri diversamente che in greco e in latino, esistono dei veri e propri infissi.
Le categorie lessicali sono: Nomi, aggettivi e verbi Nomi, aggettivi, verbi e preposizioni Nomi, articoli, aggettivi e verbi Nomi, aggettivi, verbi, preposizioni e avverbi.
Le parole complesse si suddividono in: derivazionali e flessive lessicali e grammaticali temi e radici derivate e composte.
Nella parola «canino», i morfemi «can-» e «-in-» hanno: entrambi significato grammaticale il primo significato grammaticale e il secondo significato lessicale entrambi significato lessicale il primo significato lessicale e il secondo significato grammaticale.
Come può essere definito il verbo «impastare»? derivato parasintetico composto alterato.
In italiano, i prefissi: sono usati sia nei processi derivazionali che in quelli flessivi esprimono solo valori flessivi e non sono usati nei processi derivazionali non sono usati né nei processi derivazionali né in quelli flessivi esprimono solo valori derivazionali e non sono usati nei processi flessivi.
Il suffisso «-oso»: si aggiunge a Nomi e forma Aggettivi si aggiunge a Nomi e forma Verbi si aggiunge ad Aggettivi e forma Nomi si aggiunge a Verbi e forma Aggettivi.
Si chiama «conversione» la formazione di parole derivate, ottenuta: senza aggiunta di suffisso derivazionale mediante l’aggiunta sia di prefissi che di suffissi mediante composizione mediante l’aggiunta di prefissi flessivi.
In genere, nella derivazione per alterazione (per es. «casa → casetta»): la categoria grammaticale della parola alterata resta la stessa della base, ma non il significato lessicale sia la categoria grammaticale che il significato lessicale della parola alterata restano gli stessi della base il significato lessicale della parola alterata resta lo stesso della base, ma non la categoria grammaticale sia la categoria grammaticale che il significato lessicale della parola alterata sono diversi da quelli della base.
Nel caso delle parole alterate, la differenza rispetto alla parola di origine consiste in una ‘aggiunta’ di tratti di significato. Che cosa possono interessare le seguenti 'aggiunte'? solo l’atteggiamento soggettivo del parlante nessuna di queste due categorie solo la dimensione del referente la dimensione del referente e l’atteggiamento soggettivo del parlante.
In quale di queste parole giustapposte il rapporto tra le due unità è di coordinazione? discorso fiume verde bottiglia aperitivo cena donna cannone.
La parola «democrazia» è una parola: derivata per prefissazione derivata per suffissazione derivata per parasintesi composta con temi lessicali.
«Camposanto» e «senzatetto» sono rispettivamente: il primo, un composto con la testa a sinistra, il secondo un composto con la testa a destra il primo, un composto con la testa a destra, il secondo un composto con la testa a sinistra due composti, entrambi con la testa a destra due composti, entrambi con la testa a sinistra.
In genere, nei plurali dei composti endocentrici (banconota, capostazione, ecc.) la testa si flette al plurale, solo se si trova in prima posizione la testa si flette al plurale, solo se si trova in seconda posizione la testa si flette al plurale, sia che si trovi in prima posizione sia che si trovi in seconda posizione non c’è flessione.
In quale di queste parole giustapposte il rapporto tra le due unità è di subordinazione? studente lavoratore diritto dovere verde chiaro parcheggio clienti.
«Addolcire» è: una parola derivata per suffissazione una parola derivata per parasintesi una parola derivata per prefissazione una parola derivata per conversione.
La parola «prosciugamenti» è formata: da due morfemi: prosciuga-menti da cinque morfemi: pro-sciug-a-ment-i da tre morfemi: prosciuga-ment-i da quattro morfemi: prosciug-a-ment-i.
I test per decidere se una sequenza di parole costituisce un sintagma sono: _spostamento, enunciabilità in isolamento, coordinabilità _spostamento, sostituibilità, enunciabilità in isolamento, compattezza semantica _spostamento, sostituibilità, enunciabilità in isolamento, coordinabilità _pronominalizzazione, sostituibilità, enunciabilità in isolamento, coordinabilità.
Nei ruoli tematici, l’attante coinvolto dall’evento verbale che non controlla l’azione si chiama: AGENTE OGGETTO o TEMA ESPERIENTE TERMINE o FINE.
Nella frase «Il meccanico darà le chiavi a Paolo»: il V è modificato da uno Specificatore (Soggetto) e ha due Complementi: Oggetto diretto e Oggetto indiretto il V è modificato da tre Specificatori: Soggetto, Oggetto diretto e Oggetto indiretto il V ha tre Complementi: Soggetto, Oggetto diretto e Oggetto indiretto il V è modificato da uno Specificatore (Oggetto diretto) e ha due Complementi: Soggetto e Oggetto indiretto.
Possono essere testa di un sintagma: tutte le parole con significato lessicale solo le categorie funzionali: articoli, pronomi e congiunzioni sia le categorie lessicali sia quelle funzionali: Nomi, aggettivi, verbi, preposizioni e avverbi, articoli, pronomi e congiunzioni solo le categorie lessicali: Nomi, aggettivi, verbi, preposizioni e avverbi.
Il tema della presentazione: è sempre costituito dal Soggetto è spesso costituito dal Soggetto, ma può essere costituito anche da Oggetto indiretto è spesso costituito dal Soggetto, ma può essere costituito anche da Oggetto diretto è spesso costituito dal Soggetto, ma può essere costituito anche da Oggetto indiretto e diretto.
Una frase composta solo del Verbo e dei suoi argomenti è detta: nucleare semplice minima argomentale.
Il Soggetto: è un argomento del Verbo che non fa parte del Sintagma Verbale è un argomento del Verbo che fa parte del Sintagma Verbale non è un argomento del Verbo e, dunque, non fa parte del Sintagma Verbale è un argomento interno della frase semplice.
Le frasi predicative: consistono nel solo tema consistono nel solo rema sono strutturate in tema e in rema sono strutturate in rema e tema.
Quale delle seguenti proprietà sintattiche non è caratteristica del Soggetto? rimane non espresso con le forme non finite del Verbo si accorda col Verbo ha sempre il ruolo di AGENTE se è un pronome, ha il caso Nominativo.
Quale delle seguenti proprietà sintattiche e semantiche non è caratteristica dell’Oggetto indiretto? può essere pronominalizzato con un clitico dativo può comparire nella frase come elemento extranucleare è un SP introdotto dalla preposizione «a» ha in genere il ruolo tematico di OGGETTO.
Quale delle seguenti proprietà sintattiche e semantiche non è caratteristica dell’Oggetto diretto? si accorda con il verbo in genere e numero non ha mai il ruolo semantico di AGENTE diventa soggetto nella costruzione passiva ha il caso accusativo nella serie dei pronomi clitici.
Quale delle seguenti affermazioni non è corretta? il ruolo di ESPERIENTE è più saliente di quello di LUOGO il ruolo di OGGETTO è più saliente di quello di LUOGO il ruolo di AGENTE è più saliente di quello di ESPERIENTE il ruolo di OGGETTO è più saliente di quello di ESPERIENTE.
Nella frase «La sorella di mio cognato regala una bambola nuova a Valeria», il SN Soggetto è: sorella La sorella di mio cognato La sorella sorella di mio cognato.
Nelle frasi «Marco ha subito un sopruso» e «Molte cose preoccupano Anna», i sintagmi con funzione di Oggetto diretto sono: Marco, Molte cose un sopruso, Anna un sopruso, Molte cose Marco, Anna.
Nella frase «La settimana scorsa il ragazzo col berretto ha rotto un vetro con una pallonata», quale dei seguenti sintagmi è nucleare? con una pallonata un vetro col berretto rosso la settimana scorsa.
Nella frase «L’ha ribadito il professore stesso», il tema: è tutta la frase «L’ha ribadito il professore stesso» è «L’ha ribadito» è «L(o)» è assente, perché si tratta di una frase eventivo-presentativa.
Si osservino le seguenti frasi e si indichi quale non contiene un verbo inaccusativo: Si sono pentiti tre terroristi (→ Se ne sono pentiti tre) Sono arrivati molti turisti (→ Ne sono arrivati molti) È stata venduta una cassa di bottiglie (→ Ne è stata venduta una cassa) Andrea guadagna molti soldi (→ Andrea ne guadagna molti).
Si indichi l’affermazione corretta: Le frasi con il V «essere» si suddividono in due tipi: copulative e di localizzazione Le frasi con il V «essere» si suddividono in tre tipi: copulative, predicative e di localizzazione Le frasi con il V «essere» si suddividono in due tipi: copulative e predicative Le frasi con il V «essere» si suddividono in due tipi: predicative e di localizzazione.
Nella frase «Il responsabile è Enrico»: «Il responsabile» è lo SPECIFICANDO, «Enrico» è lo SPECIFICATORE «Il responsabile» è il Soggetto, «Enrico» è il Complemento predicativo «Il responsabile» è il Complemento predicativo, «Enrico» è il Soggetto «Il responsabile» è lo SPECIFICATORE, «Enrico» è lo SPECIFICANDO.
Il Soggetto dei verbi inaccusativi: presenta delle proprietà comuni a quelle dell’Oggetto indiretto dei V transitivi presenta delle proprietà comuni a quelle dell’Oggetto diretto dei V transitivi presenta delle proprietà comuni a quelle del Soggetto dei V transitivi presenta delle proprietà comuni a quelle del Soggetto dei V intransitivi.
Quale delle seguenti frasi è una frase copulativa presentativa? L’uomo con il basco è mio fratello Giù da basso ci sono i tuoi amici Il responsabile è Enrico I tuoi amici sono giù da basso.
In quale delle seguenti frasi abbiamo un verbo bivalente che richiede un SP e un SN? Lucia ha detto molte cose a Lello A Luisa piace la musica Mario collabora con Denis a un progetto A Matteo dispiace del tuo comportamento.
Gli ausiliari del passivo sono: essere, andare, venire essere, avere, andare essere, avere, venire essere, andare, venire, parere.
Quale tra le seguenti affermazioni è falsa? la costruzione passiva è una costruzione inaccusativa il complemento d’agente non è un elemento nucleare la costruzione passiva può essere usata per porre l’AGENTE in posizione di rema nella costruzione passiva il Soggetto di un Verbo transitivo diventa l’Oggetto diretto della frase.
Nella frase «Paolo è intelligente» che tipo di aggettivo si trova? un aggettivo monovalente un aggettivo trivalente un aggettivo bivalente nessun tipo di aggettivo.
Quale di questi modi non può essere usato per esprimere un Soggetto indefinito? I persona plurale III persona plurale II persona singolare II persona plurale.
In quali delle seguenti frasi si trova un «ci» locativo (o esistenziale-locativo)? C’è Giovanni al telefono Mi dispiace, la mamma non c’è Fuori dal cancello ci sono i tuoi amici Ci vogliono nervi saldi.
In quali di queste frasi si trova un «si» passivo? Si è andati a vedere un film Ci si vede dopo In Trentino si producono molte mele I dettagli? Quelli li si controlla dopo.
In quale delle seguenti frasi si trova un «si» impersonale? Si sono scambiati gli auguri Lo si dice spesso Si lava spesso Si è portato a casa il lavoro.
Quale di queste frasi non contiene un verbo inaccusativo? Ho passeggiato a lungo, ieri sera Mi pento di ciò Paolo partirà domani Il ceppo è bruciato in pochi minuti.
Quale delle seguenti frasi è una frase copulativa specificativa? L’amministratore è il signor Ferrari Il papà è giù in garage Giovanni è il direttore della filiale Il signore coi baffi è lo zio di Mario.
In quale delle seguenti frasi si trova un «si» passivo? Ogni giorno, si mangiano una stecca di cioccolata Alla sera, si incontra spesso uno strano tipo che passeggia solitario In quell’ambulatorio, ogni giorno si assistono moltissimi malati Si pulisce continuamente gli occhiali.
Quale dei seguenti verbi presenta un participio passato irregolare? chiudere temere finire credere.
Nei passati remoti forti (per es. chiedere), la base tematica del passato remoto (BTp) viene usata: nella I e nella III singolare, e nella III plurale nella I-II plurale nella I-III singolare e nella III plurale nella II singolare e nella I-II plurale.
Quale delle seguenti affermazioni è falsa? se dalla radice verbale si sottrae la vocale tematica si ottiene la base tematica i temi derivati si formano aggiungendo un suffisso al tema primario se nel paradigma di un verbo sono presenti più basi tematiche si ha allomorfia tematica i verbi italiani si possono raggruppare in tre coniugazioni a seconda della vocale tematica.
Quale delle seguenti forme non è rizotonica? credo credono credete credi.
Quale delle seguenti frasi contiene un verbo all’aspetto perfettivo aoristico? Maria si è allenata duramente dall’inizio dell’anno Giovanni si è tuffato in piscina da alcuni minuti Nadia è andata a trovare sua madre due volte da lunedì Giovanni si tuffò in piscina.
Quale delle seguenti frasi contiene un verbo all’aspetto imperfettivo progressivo? Durante la lezione, Maria e Paola chiacchieravano I mongoli combattevano a cavallo Quel giorno andai al lavoro Quel giorno andavo al lavoro, quando mi tamponarono.
In quale di queste frasi il futuro ha valore epistemico? Non è ancora arrivato. Sarà ancora in viaggio Stasera tornerò tardi Ne parleremo al tuo ritorno Giovanni parlerà domani.
In quale delle seguenti frasi il tempo verbale del verbo sottolineato non ha valore deittico? Domani Luigi partirà per le vacanze Sono passato ieri alle cinque, ma era già uscito In questo momento Paolo dorme sul divano Nel 2010 vinsi un importante trofeo di tennis.
Si indichi in quale delle seguenti frasi, i tempi dei verbi in corsivo sono usati deitticamente: Petrarca nasce ad Arezzo nel 1304 Tra poco cominceremo a prepararci per uscire I tuoi saranno arrivati a quest’ora La stampa a caratteri mobili fu inventata nel 1455 e si diffonderà rapidamente nel secolo successivo.
Quale dei verbi in corsivo delle seguenti frasi esprime un aspetto perfettivo aoristico? Laura si preparava per le Olimpiadi Paolo comprò la Mercedes nel 2004 Laura si è preparata per le Olimpiadi Paolo ha comprato la Mercedes nel 2004.
Quale dei verbi in corsivo delle seguenti frasi esprime un aspetto imperfettivo progressivo? Quando lavorava in Belgio, Marco rientrava in Italia solo a Natale Mentre si radeva, Paolo udì un rumore provenire dalla strada Gli antichi sovrani si circondavano di poeti e di artisti Durante il concerto, il pubblico rumoreggiava.
Quale delle seguenti coppie di verbi presenta allomorfia tematica? suole : soliamo morirà : morrà temei : temetti visto : veduto.
Quale dei seguenti plurali indica una pluralità di elementi considerati separatamente? ginocchia fondamenti dita ossi.
Quale dei seguenti nomi è un nome massa? flotta farina stormo gruppo.
Quale delle seguenti affermazioni è falsa? i Nomi, come i Verbi, possono selezionare degli argomenti il sintagma nominale (= SN) ha come testa un nome (= N). i complementi del Nome sono sempre extranucleari la categoria funzionale dei DETERMINANTI può fungere da Specificatore del Nome.
In quale dei seguenti Sintagmi Nominali troviamo un genitivo oggettivo? Il rifiuto dell’invito da parte di Andrea La telefonata di Luca a Maria Il desiderio materno La partenza di Mario per l’India.
Quale delle seguenti affermazioni è falsa? L’Articolo indefinito si può suddividere in due tipi: specifico e non specifico L’uso dell’Articolo indefinito è limitato ai Nomi contabili o numerabili L’uso dell’Articolo partitivo è limitato ai Nomi massa L’Articolo partitivo è formato dalla Preposizione articolata ‘«di» + Articolo definito plurale’.
In quali categorie si possono suddividere i determinanti? articoli, dimostrativi, quantificatori articoli, dimostrativi, quantificatori, interrogativi ed esclamativi dimostrativi, quantificatori, interrogativi ed esclamativi articoli, dimostrativi, interrogativi ed esclamativi.
Quale delle seguenti affermazioni è falsa? I dimostrativi sono elementi deittici Gli indefiniti si possono dividere in due classi: intrinseci e non intriseci Gli indefiniti intrinseci possono essere usati solo al plurale I quantificatori si dividono in sue sottoclassi: numerali e indefiniti.
Quale delle seguenti affermazioni è falsa? I possessivi possono trovarsi anche in posizione postnominale Il possessivo non solo è incompatibile con gli articoli e con i dimostrativi Anche gli aggettivi qualificativi possono trovarsi nella posizione di Specificatore del Sintagma Nominale Il possessivo «proprio» può essere usato solo quando il possessore coincide con il soggetto della frase.
In quale delle seguenti frasi l’articolo definito viene usato con riferimento anaforico? Il sole sorge alle 6.30 Le gazze fanno dei nidi molto grandi Ho visto una bici bellissima. La bici è rossa e molto leggera Mi fanno male i piedi.
Quale delle seguenti frasi contiene un «avverbio verbale»? Paolo ha voluto fare di testa sua, perciò ho deciso di farmi da parte Giovanni mangia lentamente Domani passo a trovarti Probabilmente, Pietro a quest’ora sarà già arrivato.
Quale delle seguenti frasi contiene un «avverbio verbale»? Paolo ha voluto fare di testa sua, perciò ho deciso di farmi da parte Probabilmente, Pietro a quest’ora sarà già arrivato Domani passo a trovarti Carlo ha chiuso la porta lentamente.
Quale delle seguenti affermazioni è falsa? Gli Aggettivi prenominali hanno funzine descrittiva o appositiva Gli Aggettivi di relazione istituiscono una relazione tra il referente indicato dal SN e un altro referente Gli Aggettivi di Relazione non possono essere modificati da Avverbi Gli avverbi di quantità e grado non possono essere usati come Specificatori degli Aggettivi.
Quale delle seguenti affermazioni è falsa? L’avverbio è una categoria lessicale morfologicamente variabile Alcuni avverbi si formano a partire da un aggettivo Gli avverbi di quantità e grado e gli avverbi focalizzatori possono fungere da Specificatori di altri avverbi Alcuni avverbi hanno la stessa forma degli aggettivi corrispondenti.
In italiano, quale di questi aggettivi può esprimere il comparativo sia in modo analitico che sintetico? piccolo celebre facile misero.
In quale delle seguenti frasi si dà il fenomeno dell’estrazione del complemento? Le si è seduto dietro L’ho appeso sotto Siediti lì accanto Vengo dopo.
Quale delle seguenti affermazioni è falsa? Le preposizioni monosillabiche sono costituite da una sola sillaba e sono prive di accento Il complemento della preposizione è costituito in genere da un Sintagma Nominale Le preposizioni polisillabiche constano di due o più sillabe e sono portatrici di accento Le preposizioni polisillabiche possono unirsi all’articolo definito, formando le preposizioni articolate.
La preposizione monosillabiche sono: tutti i monosillabi monosillabi con accento non sono monosillabi monosillabi atoni.
Quale delle seguenti affermazioni è falsa? Il ricorso alla forma articolata è facoltativo con le preposizioni «tra», «fra» Le preposizioni monosillabiche non possono occorrere senza il complemento Il ricorso alla forma articolata è facoltativo con la preposizione «con» La formazione della P articolata è obbligatoria con le preposizioni «di, a, da, in, su».
Quale delle seguenti affermazioni è falsa? La preposizione «prima» regge obbligatoriamente un Sintagma Preposizionale La preposizione «dopo» regge obbligatoriamente un Sintagma Preposizionale La preposizione «sotto» può avere un uso avverbiale o intransitivo Le preposizione «dietro» richiede facoltativamente un Sintagma Preposizionale.
Quale delle seguenti frasi contiene un articolo definito con valore di indefinito specifico? Cerco un qualsiasi berretto di lana blu Cerco un berretto di lana blu. Domani farò un giro in centro Non ho mai incontrato una persona che non ti stimi Cerco un berretto di lana blu. Era qui sopra e ora non c’è.
In quale dei seguenti Sintagmi Nominali, non si può stabilire se il genitivo è soggettivo o oggettivo? L’arrivo di Anna Il rifiuto dell’invito da parte di Carlo La descrizione del bambino La partenza di Mario.
In quale delle seguenti frasi, l’articolo definito ha valore anaforico? Dal vagone scesero un vecchio e un bambino. Il bambino avrà avuto 8 anni Vedi? Il bambino con la maglia rossa è mio figlio I bambini stanno giocando in giardino In Italia, i bambini vanno a scuola a sei anni.
Quale dei seguenti sintagmi contiene un aggettivo attributivo con valore restrittivo (o denotativo)? Il grande amore La decisione rapida La decisione governativa L’amore paterno.
In quale di queste frasi il referente del pronome viene individuato mediante un rinvio cataforico? Mi hanno colpito le sue parole Non lo sopporto proprio, tuo fratello! Guarda! È lui il ragazzo di cui ti parlavo! È arrivata Maria, ma non sono riuscito a parlarle.
Quale delle seguenti affermazioni è falsa? Il pronome libero «egli» condivide alcune proprietà con i pronomi clitici in genere il pronome libero viene impiegato quando indica un referente inatteso nei pronomi liberi, si distingue tra forme al Nominativo, al Dativo e all’Accusativo i pronomi liberi occupano le stesse posizioni sintattiche dei Sintagmi Nominali.
Quale delle seguenti affermazioni è falsa? i pronomi clitici sono sempre contigui al verbo nei pronomi clitici non c’è il caso nominativo abbiamo enclisi quando il pronome clitico è in posizione preverbale i pronomi clitici non possono essere usati in isolamento.
Nell’espressione: «Chi hai visto»? «Lui», in che contesto è usato il pronome? in caso di isolamento in caso di contrasto in caso di focalizzazione all’interno di un SP.
Quale delle seguenti affermazioni è falsa? Il clitico dativo corrisponde a un Sintagma Preposizionale con funzione di Oggetto indiretto Tutti i Sintagmi Preposizionali [a + SN] possono essere resi con i clitici dativi I Sintagmi Preposizionali [a + SN] selezionati da verbi come «pensare» possono essere pronominalizzati col clitico locativo «ci/vi» I pronomi clitici dativi corrispondono a dei Sintagmi Preposizionali del tipo [a + SN].
Quale delle seguenti affermazioni è falsa? Il clitico genitivo-partitivo «ne» presenta un valore equivalente a quello di un pronome personale «Ne» può pronominalizzare Sintagmi Preposizionali con valore di genitivo Il comportamento sintattico dell’avverbio di luogo «ci/vi» è analogo a quello di un pronome personale clitico «Ne» può pronominalizzare Sintagmi Preposizionali con valore di dativo.
Quale delle seguenti affermazioni è falsa? Il clitico «lo» può sostituire un complemento predicativo I clitici accusativi corrispondono a sintagmi nominali con la funzione di Oggetto diretto Il clitico accusativo presenta tre forme: il maschile «lo», il femminile «la», il plurale «loro» I clitici accusativi possono corrispondere a proposizioni oggettive.
Nella frase «Ci si sta bene» abbiamo la sequenza di due clitici: il primo locativo, il secondo riflessivo il primo dativo, il secondo impersonale il primo dativo, il secondo riflessivo il primo locativo, il secondo impersonale.
Quale di questi verbi riflessivi appartiene alla categoria degli «inaccusativi pronominali»? correggersi lavarsi pulirsi accorgersi.
Nella frase «La mamma ha chiesto a Marta di pettinarsi i capelli», il riflessivo si riferisce: al Soggetto della frase principale (o matrice) all’Oggetto diretto della frase principale (o matrice) al Soggetto non espresso della proposizione dipendente all’Oggetto diretto della proposizione dipendente.
Nella frase «Mi ci ha accompagnato» abbiamo la sequenza di due clitici: il primo dativo, il secondo accusativo il primo accusativo, il secondo dativo il primo accusativo, il secondo locativo il primo dativo, il secondo locativo.
Quale delle seguenti affermazioni è falsa? i pronomi riflessivi sono uguali ai corrispondenti pronomi personali i pronomi riflessivi liberi hanno solo funzione di caso Obliquo i pronomi riflessivi presentano una doppia serie di forme: libere e una clitiche i clitici riflessivi hanno valore accusativo o dativo.
In quale delle seguenti frasi si trova un verbo inaccusativo pronominale? Marina si elogia più di quanto dovrebbe Quei due si detestano Anna si è pentita dell’acquisto Marco si è comprato una bicicletta nuova.
Nella frase «Filippo decise di interrompere il lavoro. *Lui era troppo stanco per continuare», l’uso del pronome «lui» è sbagliato ; perché «lui» non può essere usato in posizione pre-verbale perché «lui» non può avere funzione di Nominativo perché il referente «lui» è stato introdotto nella frase precedente e non è inatteso perché «lui» non può essere usato in isolamento.
In quale di queste frasi il pronome in corsivo è usato deitticamente? Non la posso proprio accettare, questa situazione A Mario non piace la cioccolata. Non gli piace nemmeno il gelato Guarda dritto dall’altra parte della strada: sono loro i miei vicini di casa Non penso che mi biasimerai, se dico questo.
In quale delle seguenti frasi compare un clitico con funzione di Accusativo? Edimburgo? Ci sono stato l’estate scorsa I bambini sono affamati. Puoi preparagli il pranzo, per favore? È un maleducato: non ci ha nemmeno salutate Che cosa ti hanno regalato per Natale?.
Quale tra le seguenti frasi contiene una proposizione nucleare? Dopo essere arrivato, mi ha telefonato È probabile che piova Passami l’incartamento che ti riguarda Si è addormentato perché era stanco.
La frase in cui tutti i costituenti sono dei sintagmi prende nome di: frase nucleare frase complessa frase matrice frase semplice.
Quale di queste frase contiene un Complemento predicativo dell’Oggetto? Piero sembra bravo Piero è ingegnere Silvia crede Tobia innocente Piero sembra una brava persona.
Quale di queste affermazioni è falsa? L’intera struttura frasale che contiene tra i suoi costituenti una proposizione è detta «frase complessa» Ogni singola frase che contiene una proposizione è detta «matrice» Una frase matrice che non è subordinata a un’altra frase è detta frase «semplice» Una frase che svolge all’interno di un’altra frase il ruolo che svolgerebbe un sintagma è detta «proposizione».
In quale delle seguenti frasi li verbo a ristrutturazione forma con l’infinito che regge un complesso verbale? Non devi trattarla male Intendo assolutamente comprarlo Voglio assolutamente comprarlo Lo voglio assolutamente comprare.
In quale delle seguenti frasi complesse, il controllore della proposizione infinitiva è il Soggetto della frase matrice? Paolo pensa di uscire con Marta A Paolo piace molto uscire con Marta Mi occorre del tempo per terminare il lavoro Paolo ha invitato Marta a uscire con lui.
Quale delle seguenti frasi complesse contiene una proposizione con un congiuntivo volitivo? Mi rallegra che tu stia bene Preferisco che tu esca Suppongo che a quest’ora sia già arrivato Credo che tu abbia ragione.
Quale delle seguenti frasi presenta la costruzione dell’anteposizione contrastiva? È a Marco che hanno dato il premio A Marco, gli hanno dato il premio A Marco, hanno dato in premio, non a Mario Hanno dato un premio a Marco.
Quale delle seguenti frasi complesse contiene una proposizione extranucleare temporale? Andando al lavoro, mi sono fermato a comprare il pane Ha piovuto talmente tanto che il fiume è straripato Paolo è stato richiamato perché è arrivato tardi Qualunque cosa tu dica, non mi interessa.
Quale delle seguenti frasi complesse contiene una proposizione extranucleare consecutiva? Qualunque cosa tu dica, non mi interessa Andando al lavoro, mi sono fermato a comprare il pane Ha piovuto talmente tanto che il fiume è straripato Paolo è stato richiamato perché è arrivato tardi.
Quale delle seguenti frasi complesse contiene una frase interrogativa indiretta? Non so se sia partito È evidente che non dici la verità L’ho costretto a dirmi la verità Voglio che tu mi dica la verità.
Quale delle seguenti frasi complesse contiene una proposizione relativa descrittiva (o appositiva)? Luigi, che ho salutato prima, è il capitano della squadra Il ragazzo che ho salutato prima è il capitano della squadra Non conosco la località dove andremo in vacanza Non conosco il ragazzo che ti ha salutato.
Quale dei seguenti periodi ipotetici è di tipo controfattuale? Se hai fame, c’è un bar aperto dietro l’angolo Se Mauro venisse entro le nove, lo accompagnerei al treno Se Mauro fosse venuto entro le nove, lo avrei accompagnato al treno Se Mauro viene entro le nove, lo accompagno al treno.
Quale delle seguenti affermazioni è falsa? Nel caso della dislocazione dell’Oggetto indiretto, la ripresa del clitico è obbligatoria Nella costruzione del tema sospeso, la ripresa del clitico è obbligatoria Nella dislocazione a destra, gli elementi dislocati possono essere considerati dei «ripensamenti» I costituenti dislocati a sinistra introducono il tema della comunicazione.
Quale delle seguenti frasi complesse contiene una proposizione nucleare oggettiva? Aspira a raggiungere una posizione di rilievo Non è conveniente comprare casa adesso Detesto che tu dica queste cose Non mi piace che tu ti comporti così.
Quale delle seguenti frasi presenta la costruzione della dislocazione a sinistra? Marco, gli ho dato il libro Ne ho comprata molta, di pasta È a Marco che ho dato il libro La spesa, di solito la fa mio marito.
Quale di queste affermazione è falsa? I dimostrativi «questo» e «quello» richiedono un’interpretazione deittica soltanto spaziale Il toscano possiede anche degli avverbi di luogo orientati sull’ascoltatore Il toscano il sistema dei dimostrativi è ternario Il italiano il sistema dei dimostrativi è binario.
Quale dei seguenti elementi rientrano nella deissi personale? qui ieri amiamo questo.
Quale tra le seguenti espressioni è «contestualmente» deittica? allora domani io subito.
Quale di queste affermazioni è falsa? Nell’italiano dell’uso medio il raddoppiamento fonosintattico è limitato ad alcune aree del centro Italia (specialmente Firenze e la Toscana) Nell’italiano dell’uso medio si tende alla neutralizzazione dell’opposizione tra le vocali medio basse e medio-alte Nell’italiano dell’uso medio si tende alla neutralizzazione dell’opposizione tra /s/ e /z/ in contesto intervocalico Nell’italiano dell’uso medio è molto abbondante il ricorso alle varianti eufoniche del tipo «ed» o «ad».
Nell’italiano standard, il fenomeno del raddoppiamento fonosintattico: è presente solo al Nord Italia è limitato a poche forme nel fiorentino e in Toscana è del tutto assente è comune.
Nell’italiano standard, le funzioni dell pronome clitico dativo maschile «gli»: sono rimaste invariate sono aumentate non sono attestate altre funzioni sono diminuite.
Come si definisce una varietà di lingua soggetta a codificazione normativa e che vale come modello di riferimento per la correttezza? lingua grammaticale lingua dell'uso medio lingua substandard lingua standard.
Quale dei seguenti tratti non è caratteristico dell’italiano dell’uso medio? Scomparsa dei deittici «codesto, costì, costà» Uso di «questo, quello» con referenza generica Declino della regola del «dittongo mobile» Declino delle forme aferetiche «‘sto, ‘sta».
Dei seguenti costrutti, quale non è usato nell’italiano dell’uso medio con valore impersonale? l’uso del verbo alla III plurale l’uso dell’indefinito «qualcuno» con funzione pronominale l’uso del verbo alla II singolare l’uso dell’indefinito «uno» con funzione pronominale.
Quale di queste forme non è usata frequentemente nell’italiano dell’uso medio? «Che cosa hai fatto?» «Cosa hai fatto?» «Che hai fatto?» «Che accidenti hai fatto?».
Nell’italiano standard, l’uso di frasi marcate: è abbondante è solo dell'uso meridionale è presente solo nello scritto e non nel parlato è del tutto assente.
A quale categoria appertiene il calco «non c’è di che»? calchi di composizione calchi sintagmatici calchi fraseologici calchi di derivazione.
Quale dei seguenti calchi è un calco strutturale? banconota pacchetto realizzare bambola.
A quale categoria appartiene il calco «guerra fredda»? calchi di derivazione calchi di composizione calchi sintagmatici calchi fraseologici.
A che tipo di prestito corrisponde la parola «brindisi»? prestiti adattati morfologicamente prestiti adattati fonologicamente prestiti non adattati non è un prestito.
Quale delle seguenti affermazioni è falsa? il prestito è la riproduzione di un elemento linguistico alloglotto nel duplice aspetto del significato e del significante il cambiamento semantico è la creazione di una parola nuova attraverso i processi morfologici della lingua il calco linguistico è la riproduzione di un elemento linguistico alloglotto nel solo aspetto del significato Il lessico contemporaneo conta un numero piuttosto elevato di parole prefissate.
Quale di questi prestiti è adattato sia fonologicamente che morfologicamente? brindisi smog guerra sciuscià.
Il sistema fonologico del latino prevedeva: una doppia serie di vocali e consonanti lunghe e brevi una serie di vocali e consonanti brevi una serie di vocali brevi, e una serie di consonanti lunghe e brevi una serie di vocali lunghe e brevi, e una serie di consonanti brevi.
Quale di queste affermazioni è falsa? Non abbiamo testimonianze del proto-indoeuropeo Il latino fa parte delle lingue indoeuropee Le lingue italiche derivano dal latino L’italiano è una lingua indoeuropea.
Graziadio Isaia Ascoli riteneva: che le lingue romanze derivassero dalle lingue di sostrato che i dialetti italiani settentrionali derivassero da varietà celtiche che il fonema /y/ derivasse dal sostrato celtico che il fonema /y/ derivasse dal sostrato etrusco.
Quale di queste affermazioni è falsa? nella diatesi attiva, il latino non esprimeva l’aspetto compiuto mediante perifrasi verbali il latino non esprimeva il futuro con espressioni perifrastiche il latino non possedeva il condizionale Il latino non aveva la diatesi passiva.
L’Appendix Probi: è un’opera grammaticale composta nell’abbazia di Bobbio verso il 700 d.C. è una grammatica del latino volgare è un’opera grammaticale scritta da Marco Valerio Probo è un testo grammaticale collocato alla fine di un’opera attribuita a Probo.
Il latino volgare era: la lingua scurrile usata dalle classi popolari nell’antica Roma il registro più basso del latino, usato solo dalle classi popolari il dialetto usato nell’interazione quotidiana dalle classi inferiori nell’antica Roma il registro più basso del latino, usato da tutte le classi sociali nella comunicazione quotidiana.
Tra le fonti più importanti del latino volgare si annoverano: le opere dei grammatici, le iscrizioni, le opere di Cicerone e Virgilio le opere dei grammatici, le iscrizioni, le opere dei poeti della tarda età imperiale le opere dei grammatici, i testi cristiani e le opere di Cicerone e Virgilio le opere dei grammatici, le iscrizioni, le lettere private e i testi cristiani.
Nella storia dell’italiano si distinguono abitualmente: due fasi: italiano antico e italiano postunitario tre fasi: fiorentino antico, fiorentino medio, italiano moderno due fasi: italiano antico e italiano moderno tre fasi: fiorentino antico, italiano moderno, italiano contemporaneo.
L’italiano: deriva dal fiorentino quattrocentesco deriva dal fiorentino trecentesco deriva dal fiorentino cinquecentesco deriva dal vernacolo fiorentino.
Tra i tratti che distinguono l’italiano moderno e il fiorentino antico dal fiorentino moderno ricordiamo: la presenza di pronomi soggetto clitici l’assenza della gorgia toscana l’esito «-aio» da -ARIUM la cosiddetta anafonesi.
Quale di queste affermazioni è falsa? il termine «dialetto» si diffonde nel Cinquecento all’inizio il fiorentino non è che uno dei volgari d’Italia i volgari italiani derivano dal fiorentino l’egemonia del fiorentino si impone nel secolo XVII.
Con il termine di «volgari» medievali si indica: la lingua letteraria che si imporrà nel Cinquecento le lingue parlate dal «vulgus» al tempo dell’Impero romano le lingue parlate dal popolo nel Medioevo, distinte dal latino le varietà di latino impiegate nella comunicazione quotidiana nell’antica Roma.
Di quante vocali toniche si compone il sistema fiorentino? sette tre cinque otto.
In fiorentino, il fenomeno del dittongamento spontaneo prevede che: le vocali medio-basse dittongano solo in sillaba aperta e tonica le vocali medio-basse dittongano solo in sillaba tonica le vocali medio-alte dittongano solo in sillaba aperta e tonica le vocali medio-alte dittongano solo in sillaba aperta.
Nel latino volgare: l’opposizione di timbro era stata sostituita da un’opposizione di lunghezza esisteva un’opposizione fonologica tra vocali lunghe e vocali brevi esisteva un’opposizione fonologica tra vocali medio-alte e vocali medio-basse la quantità vocalica aveva valore distintitivo.
Quale di queste affermazioni è falsa? In latino classico la lunghezza vocalica aveva carattere allofonico, la differenza di timbro carattere fonologico il sistema fonologico del latino classico aveva dieci fonemi vocalici In latino classico la lunghezza vocalica aveva carattere fonologico, la differenza di timbro carattere allofonico nel latino classico la quantità vocalica aveva valore distintivo.
Quale delle seguenti evoluzioni dal latino al fiorentino non è corretta? LĔGNUM > légno MĪLLE > mille SĔPTEM > sètte FLŌREM > fióre.
Rispetto al vocalismo del fiorentino, il vocalismo del siciliano: è privo delle vocali medie è privo delle vocali medio-alte è privo delle vocali medio-basse è privo delle vocali alte.
Quale delle seguenti affermazioni è falsa? La metatesi è l’alterazione dell’ordine originario di due segmenti L’inserzione è l’aggiunta di una vocale o di una consonante La lenizione è l’aumento del grado di forza articolatoria di un segmento vocalico o consonantico La cancellazione è l’eliminazione di uno o più segmenti vocalici o consonantici.
Il passaggio lat. «PAUCUM» > fior. «poco» è un caso di: monottongamento assimilazione dissimilazione cancellazione.
L’anafonesi è un fenomeno fonetico: che interessa le vocali toniche latine / ĭ ē ŭ ō/ solo in alcuni contesti che interessa le vocali toniche latine / ĭ ĕ ŭ ŏ/ in ogni contesto che interessa le vocali toniche latine / ĭ ē ŭ ō/ in ogni contesto che interessa le vocali toniche latine / ĭ ĕ ŭ ŏ/ solo in alcuni contesti.
Quale di queste affermazioni è falsa? la metafonesi vige in alcuni casi anche nei dialetti settentrionale la metafonesi è innescata dalla vocale finale atona la metafonesi è un fenomeno di assimilazione la metafonesi è un fenomeno solo dell’italiano antico.
In fiorentino, le vocali toniche in iato tendono a:abbassarsi per dissimilazione innalzarsi per assimilazione innalzarsi per dissimilazione abbassarsi per dissimilazione dileguare per dissimilazione.
L’anafonesi: distingue il fiorentino e i dialetti meridionali dai dialetti settentrionali distingue il fiorentino e l’italiano dai dialetti settentrionali e meridionali distingue il fiorentino dall’italiano e dai dialetti settentrionali e meridionali distingue il fiorentino e i dialetti settentrionali dai dialetti meridionali.
La forma «per ischerzo» si spiega come un caso di: epitesi apentesi aferesi prostesi.
La forma toscana antica «portòe» si spiega come un caso di: epitesi epentesi aferesi prostesi.
In fiorentino, il vocalismo atono da quante vocali è composto? otto sette cinque tre.
In siciliano, il vocalismo atono da quante vocali è composto? tre otto cinque sette.
Nel latino, volgare le vocali atone /ĕ/ e /ĭ/ in iato: dileguano passano a /i/ passano alla semiconsonante /j/ si rafforzano per dissimilazione.
Il passaggio «mangiare bene → mangiar bene» è un caso di: sincope elisione aferesi apocope.
Il raddoppiamento fonosintattico «regolare» è innescato: da alcuni monosillabi atoni da alcune parole tronche da tutti i monosillabi atoni da tutte le parole tronche.
L’esito «lat. AD-RIPĀRE > it. arrivare» è un caso: di assimilazione anticipatoria di dissimilazione anticipatoria di assimilazione perseverativa di dissimilazione perseverativa.
Quale delle seguenti affermazioni è falsa? In latino classico la lunghezza vocalica ha valore distintivo In latino classico e in fiorentino la lunghezza consonantica ha valore distintivo In latino classico e in fiorentino la lunghezza vocalica ha valore distintivo In fiorentino la lunghezza vocalica ha valore allofonico.
Dal latino all’italiano le consonanti finali: si conservano in alcune parole polisillabiche cadono in genere nelle parole monosillabiche cadono in tutte le parole si conservano in genere nelle parole monosillabiche.
Il fenomeno della gorgia toscana prevede: la spirantizzazione delle occlusive in contesto intervocalico la spirantizzazione delle occlusive in contesto non-intervocalico la spirantizzazione delle fricative in contesto non-intervocalico la spirantizzazione delle fricative in contesto intervocalico.
Nelle varietà toscane, le occlusive sorde in posizione intervocalica: non si sonorizzano mai si sonorizzano sistematicamente e spesso dileguano si sonorizzano in alcune forme si sonorizzano sistematicamente.
Quale delle seguenti affermazioni è falsa? il betacismo è tipico delle varietà centro-meridionali e toscane la neutralizzazione tra /v/ e /b/, detta betacismo il latino non possedeva la consonante /v/ in latino volgare la /b/ intervocalica si spirantizza.
Nel passaggio dal latino «FACĬO» all’italiano «faccio» dobbiamo ipotizzare: un solo passaggio fonetico tre passaggi fonetici due passaggi fonetici quattro passaggi fonetici.
Nel passaggio «FACĬO > faccio» e «TACĔO > taccio», il nesso /kj/ del latino volgare diventa: un’affricata prepalatale sorda una fricativa prepalatale sonora una fricativa prepalatale sorda un’affricata prepalatale sonora.
Dal latino all’italiano, nei nessi «consonante + /l/»: la /l/ diventa una consonante la /l/ diventa una vocale la /l/ diventa una semiconsonante la /l/ rimane inalterata.
L’evoluzione «ARMARIUM > armadio», quale tipo di fenomeno consonantico implica? metatesi epentesi assimilazione dissimilazione.
Quale delle seguenti affermazioni è falsa? «raro» e «ferire» sono dei cultismi «manovale» deriva dal latino «MANŬALEM» «guastare» e «guado» sono parole di origine germanica «guerra» e «guanto» sono parole di origine germanica.
L’italiano «vizio» è: un cultismo un allomorfo di «vezzo» la regolare evoluzione del latino «VĬTĬU(M)» un’eccezione alla legge fonetica che prevede che /ĭ/ evolva in /e/.
Nell’evoluzione «DĒBĒTIS > dovete» la /o/ è dovuta a un fenomeno: di dissimilazione di labializzazione di abbassamento dell’articolazione di innalzamento di vocale in iato.
L’italiano «specchio» è: la regolare evoluzione del latino «SPĔCŬLU(M)» un’eccezione alla legge fonetica del dittongamento un caso di raddoppiamento fonosintattico un cultismo.
Quale di queste forme non è dovuta all’analogia? essere mossi facete scrissi.
Alla base dell’italiano «cuore» si deve ipotizzare la forma: CŎRDE *CŎRE(M) CŎR *CŎRDE(M).
Quali di queste forme si deve al livellamento analogico? muore moriamo cuoce cuociamo.
In italiano, il morfema «-o» della prima persona singolare dell’imperfetto indicativo: è dovuto a un processo analogico di livellamento è dovuto al processo analogico del quarto proporzionale è dovuto a un processo analogico di rianalisi è la regolare continuazione del morfema latino.
La forma italiana «lastrico»: è la regolare continuazione della forma latina «*ASTRĬCU(M)» è dovuta al processo analogico del quarto proporzionale è dovuta a un processo analogico di livellamento è dovuta a un processo analogico di rianalisi.
I processi di retroformazione sono innescati: dalla grammaticalizzazione dal cambiamento semantico dei suffissi presenti nella parola dal livellamento analogico dalla rianalisi.
Nell’italiano antico «tempora»: il morfema del plurale è «-ora», diversamente che in latino il morfema del plurale è «-a», come in latino il morfema del plurale è «-ora», come in latino il morfema del plurale è «-a», diversamente che in latino.
La forma italiana «usignolo»: è la regolare continuazione della forma latina «*LUSCINĬŎLU(M)» è dovuta a un processo analogico di livellamento è dovuta al processo analogico del quarto proporzionale è dovuta a un processo analogico di rianalisi.
Quale di queste affermazioni è falsa? Nella grammaticalizzazione una parola lessicale diventa un morfema grammaticale Lo sviluppo del suffisso avverbiale «-mente» è un caso di grammaticalizzazione La grammaticalizzazione è una conseguenza della rianalisi (o risegmentazione) La grammaticalizzazione consiste nella soppressione degli allomorfi.
Quale di queste affermazioni è errata? La IV e la V declinazione non proseguono in fiorentino antico In italiano, la gran parte dei nomi deriva dal nominativo latino Nell’evoluzione dal latino all’italiano i morfemi flessivi dei nomi hanno perduto la funzione casuale Il risultato dell’evoluzione del sistema nominale latino è, in fiorentino, la formazione di cinque classi di nomi.
Secondo l’ipotesi «morfologica», il morfema plurale «-e» del femminile (per es. «capre»): è la regolare continuazione del nominativo plurale della I declinazione latina non è spiegabile è di origine analogica è la regolare continuazione dell’accusativo plurale della I declinazione latina.
Nel latino volgare, l’articolo definito: aveva valore soltanto esoforico (o extralinguistico) aveva valore endoforico (o testuale) e poteva designare una classe di elementi aveva valore sia endoforico (o testuale) che esoforico (o extralinguistico) aveva valore soltanto endoforico (o testuale).
Qual è la regolare evoluzione del latino «LIGNUM» (sing.), «LIGNA» (pl.)? il legno, i legni il legno, la legna il legno, le legna la legna, le legne.
Le forme singolari dei pronomi clitici italiani (mi, ti, lo, gli, la, le) derivano: dall’accusativo e dal genitivo dei pronomi personali latini e di «ĬLLE, ĬLLA, ĬLLUD» dal dativo e dall’accusativo dei pronomi personali latini e di «ĬLLE, ĬLLA, ĬLLUD» dal nominativo e dal dativo dei pronomi personali latini e di «ĬLLE, ĬLLA, ĬLLUD» dal nominativo e dall’accusativo dei pronomi personali latini e di «ĬLLE, ĬLLA, ĬLLUD».
I pronomi liberi «lui» e «loro»: in italiano moderno hanno soltanto funzione di soggetto in fiorentino antico raramente avevano funzione di soggetto in italiano moderno raramente hanno funzione di soggetto sia in fiorentino antico, sia in italiano moderno spesso hanno funzione di soggetto.
La forma italiana «quello» deriva da: «CU(M) ĬLLU(M)» «ECCU(M) ĬLLU(M)» «QUĒLLU(M)» «QUĬLLU(M)».
Nella formazione dei composti, l’italiano: presenta l’ordine TESTA-MODIFICATORE, diversamente dal latino presenta l’ordine TESTA-MODIFICATORE, come il latino presenta l’ordine MODIFICATORE-TESTA, diversamente dal latino presenta l’ordine MODIFICATORE-TESTA, come il latino.
La forma italiana «questo» deriva da: «QUĬSTU(M)» «ECCU(M) ĬSTU(M)» «QUĒSTU(M)» «CU(M) ĬSTU(M)».
Nell’espressione della comparazione: il sistema di tipo sintetico latino si conserva in italiano il sistema di tipo analitico latino si conserva in italiano si passa da un sistema di tipo sintetico (latino) a uno di tipo analitico (italiano) si passa da un sistema di tipo analitico (latino) a uno di tipo sintetico (italiano).
Quale di queste affermazioni non è corretta? «Loro» deriva dal genitivo «ĭllōrum» «Ella» deriva dal nominativo «ĭlla» «Noi» deriva dal nominativo/accusativo «nos» «Egli» deriva dal nominativo «ĭlle».
Quale di queste affermazioni è falsa? La forma «sei» del verbo «essere» è la regolare continuazione del latino «ĔS». La forma «siete» del verbo «essere» deriva da un ipotetico «*SĔTIS» Il morfema «-o» di «sono» (I pers. del verbo «essere») è analogico su quello delle coniugazioni regolari («am-o», «legg-o», ecc.) Il morfema «-no» di III plurale si è esteso da «essere» alle altre coniugazioni.
Le coniugazioni in italiano: sono tre come in latino sono quattro come in latino sono tre, mentre in latino erano quattro sono quattro, mentre in latino erano tre.
Il passaggio di un verbo da una coniugazione all’altra è detto: metalessi metatesi cataplasmo metaplasmo.
Il presente indicativo «vedo»: è la regolare continuazione del latino «vĭdo» è analogico su quella della IV coniugazione è la regolare continuazione del latino «vĭdeo» è analogico su quelle della I e della III coniugazione.
La desinenza di I plurale «-iamo»: proviene dal congiuntivo presente della II e IV coniugazione è la continuazione della desinenza del presente indicativo di IV coniugazione «-ĪMUS» è la regolare continuazione della desinenza del presente indicativo di I coniugazione «-ĀMUS» è la continuazione della desinenza del presente indicativo di II coniugazione «-ËMUS».
Il congiuntivo imperfetto italiano: deriva dal congiuntivo imperfetto latino deriva dal congiuntivo piuccheperfetto latino deriva dall’indicativo piuccheperfetto latino deriva dal congiuntivo presente latino.
Il morferma «-a» del congiuntivo presente di «dare» e «stare»: è la regolare continuazione del congiuntivo latino di «DARE» e «STARE» è analogico su quello del congiuntivo presente della II-IV coniugazione è analogico su quello dell’indicativo presente della I coniugazione è analogico su quello del congiuntivo presente di «essere».
Quale di queste modalità di costruire il perfetto si continua solo sporadicamente in italiano? aggiunta di «-s-» tra la radice e la desinenza raddoppiamento della sillaba radicale cambiamento della vocale radicale aggiunta di «-u-» tra la radice e la desinenza.
Il futuro e il condizionale italiano sono diventati forme sintetiche a causa: di un processo di rianalisi e grammaticalizzazione di livellamento analogico di composizione e derivazione di coalescenza.
Il condizionale italiano: è la regolare continuazione del congiuntivo imperfetto latino era in origine una forma sintetica formata dall’infinito del verbo e dal perfetto dell’ausiliare «avere» è la regolare continuazione dell’indicativo piuccheperfetto latino era in origine una forma sintetica formata dall’imperfetto dell’ausiliare «avere» e dall’infinito del verbo.
Il perfetto indicativo latino: esprimeva un aspetto verbale sia aoristico sia compiuto esprimeva un aspetto verbale compiuto esprimeva un aspetto verbale aoristico o compiuto a seconda dei contesti esprimeva un aspetto verbale aoristico.
Il futuro italiano: è la regolare continuazione del futuro latino è la regolare continuazione dell’infinito latino era in origine una forma sintetica formata dall’infinito del verbo e dal presente dell’ausiliare «avere» era in origine una forma sintetica formata dal presente dell’ausiliare «avere» e dall’infinito del verbo.
Quale di queste affermazioni è falsa? il latino esprimeva il passivo soltanto attraverso forme sintetiche già nel latino volgare erano scomparsi i verbi deponenti il condizionale italiano era in origine un costrutto verbale analitico l’italiano esprime il passivo soltanto attraverso forme analitiche.
In italiano si ha la proclisi: con tutti i modi non-finiti del verbo con tutti i modi finiti del verbo con tutti i modi finiti del verbo tranne che coll’imperativo con tutti i modi non-finiti del verbo tranne che coll’infinito, che ammette anche l’enclisi.
Quale dei seguenti ordini è quello fondamentale in italiano? Aggettivo-Nome, diversamente che in latino Sintagma Nominale-Genitivo, diversamente che in latino Sintagma Nominale-Genitivo, come in latino Nome-Aggettivo, come in latino.
Quale delle seguenti affermazioni è falsa? La preposizione italiana «da» deriva dalla fusione delle preposizioni latine «DE» e «AB» In latino c'erano preposizioni che potevano reggere due casi diversi La preposizione latina «AD» introduceva l’Oggetto indiretto Il latino esprimeva alcune funzioni sintattiche sia attraverso i casi, sia attraverso le preposizioni.
In italiano antico la proclisi si verifica: quando il verbo è in posizione iniziale di frase quando il verbo è al modo imperativo quando il verbo è preceduto dalle congiunzioni «e, ma, o» quando il verbo non è in posizione iniziale.
Quale di queste affermazioni è falsa? in latino «BUCCA» significava «guancia», analogamente a «GENA» in latino «CABALLUS» significava «ronzino» abbiamo cambiamento semantico quando il significato di un lessema muta da uno stato all’altro di una lingua In latino «DOMUS» significava «padrone».
Il passaggio dal lat. «HOMO» ‘essere umano’ all’it. «uomo» ‘essere umano di sesso maschile’ deriva: da un’associazione per contiguità tra i significati da un’associazione per similarità tra i referenti da un’associazione per similarità tra i significati da un’associazione per similarità tra i significanti (le parole).
Il cambiamento semantico dal lat. «COXA» ‘anca’ all’it. «coscia» deriva: da un’associazione per contiguità tra i significanti (le parole) da un’associazione per contiguità tra i referenti da un’associazione per similarità tra i significanti (le parole da un’associazione per similarità tra i referenti.
Il cambiamento semantico si attua attraverso tre passaggi: associazione, innovazione, lessicalizzazione associazione, innovazione, neoformazione associazione, neoformazione, lessicalizzazione associazione, innovazione, polisemia.
Quale delle seguenti affermazioni è falsa? il lessico ereditario è stato trasmesso per via orale i cultismi sono stati introdotti nella lingua dai dotti i cultismi si sono evoluti secondo le leggi fonetiche i cultismi non fanno parte del lessico ereditario.
Quale delle seguenti affermazioni è falsa? la /i/ di «il» deriva da un fenomeno di prostesi l’articolo definito «lo» deriva dalla seconda sillaba del dimostrativo latino «ĬLLUM» la forma più arcaica dell’articolo in fiorentino è «lo» l’articolo definito «il» deriva dalla prima sillaba del dimostrativo latino «ĬLLUM».
Nella frase del Decameron «a cena l’arostisse e governassela», la legge Tobler-Mussafia: non è mai rispettata è sempre rispettata è rispettata solo dalla forma «governassela» è rispettata solo dalla forma «l’arostisse».
La forma «isperate» nel verso dantesco «non isperate mai veder lo cielo» è un caso di: prostesi di /i/ aferesi di /i/ epitesi di /i/ epentesi di /i/.
La forma «venir» nel verso dantesco «Ed ecco verso noi venir per nave» è un caso di: aferesi troncamento sincope elisione.
L’Indovinello veronese: è un testo che presenta una patina volgare solo a un livello superficiale è il primo documento del volgare italiano è il primo documento del volgare veronese è un testo latino risalente all’VIII secolo.
Il Graffito della Catacomba di Commodilla: si trova a Viterbo e risale al IX secolo d.C. si trova a Viterbo e risale all’VIII secolo d.C. si trova a Roma e risale all’VIII secolo d.C. sii trova a Roma e risale al IX secolo d.C.
Tra le più antiche testimonianze letterarie profane in volgare italiano si annoverano: il Ritmo bellunese e l’iscrizione nella basilica inferiore di S. Clemente il Ritmo laurenziano e il Ritmo cassinese il Ritmo laurenziano e l’iscrizione della tomba di Giratto il Ritmo bellunese e la canzone «Quando eu stava en le tu cadhene».
Nella frase del Placito di Capua «kelle terre, [...] trenta anni le possette» si ha un caso di: dislocazione a sinistra dislocazione a destra tema libero anteposizione contrastiva.
La forma «a bboce» del Graffito della Catacomba di Commodilla si presenta come un caso di: betacismo betacismo e assimilazione del neutro pl. in «-a» alla declinazione femminile raddoppiamento fonosintattico betacismo e raddoppiamento fonosintattico.
La veste linguistica originale di «Pir meu cori alligrari» di Stefano Protonotaro ci è stata conservata: dal «libro siciliano» composto da Gianmaria Barbieri da un trattato cinquecentesco di Gianmaria Barbieri da uno dei tre grandi canzonieri duecenteschi P, L e V da un manoscritto copiato nell’Italia settentrionale.
I poeti «siculo-toscani» usarono: il siciliano letterario il siciliano letterario e il provenzale una lingua di base toscana in cui convivono sicilianismi, provenzalismi ed elementi locali una lingua di base fiorentina in cui convivono sicilianismi, provenzalismi ed elementi locali.
Lo stile di Guittone d’Arezzo: è sciatto e trascurato fino a divenire banale si rifà alla tradizione siciliana è ispirato alla semplicità e alla cantabilità si rifà alla tradizione provenzale del «trobar clus».
I poeti della scuola siciliana scrissero: nel siciliano di Palermo, la sede della corte di Federico II in un volgare genericamente meridionale in una lingua recante una patina grafico-linguistica già toscanizzata in un siciliano illustre, privo di tratti dialettali locali.
I poeti della Scuola poetica siciliana: imitarono la poesia trobadorica, ma scrissero in volgare siciliano imitarono la poesia trobadorica, ma scrissero in toscano imitarono la poesia trobadorica e usarono la lingua d’oc imitarono la poesia trobadorica e usarono la lingua francese.
Quale di queste affermazioni è falsa? in siciliano le vocali latine ĕ (e breve) e ŏ (o breve) evolvono rispettivamente in /e/ e /o/ il sistema fonologico del siciliano ha tre vocali atone ill sistema fonologico del siciliano ha cinque vocali toniche in siciliano le vocali latine ĕ (e breve) e ŏ (o breve) non dittongano.
Il vero protagonista della svolta stilnovistica fu: Dante Alighieri Guido Cavalcanti Guido Guinizzelli Bonagiunta Orbicciani da Lucca.
La definizione di «dolce stil novo» viene formulata da Dante: nel «Convivio» nella «Vita nova» nel «De vulgari eloquentia» nel «Purgatorio».
Quale di questi elementi caratterizza la lingua di «Tanto gentile e tanto onesta pare» di Dante Alighieri? l’abbondanza di sicilianismi il ricorso al linguaggio della filosofia e della medicina del tempo l’abbondanza di provenzalismi il ricorso a numerosi latinismi.
Quale di queste caratteristiche non appare tipica della prosa delle origini? polisindeto abbondanza di sicilianismi paratassi ricchezza lessicale.
La «Vita nova» di Dante: è un romanzo autobiografico in versi è un trattato in prosa, contenente al suo interno testi poetici è una raccolta di rime introdotte e seguite da parti in prosa è un canzoniere di rime amorose.
Il «Convivio» di Dante: è un trattato in latino che fu scritto nei primi anni dell’esilio è un trattato in latino che fu scritto poco prima dell’esilio è un trattato in volgare che fu scritto nei primi anni dell’esilio è un trattato in volgare che fu scritto poco prima dell’esilio.
La lingua della «Commedia» di Dante: è il «volgare illustre» teorizzato nel «De vulgari eloquentia» è un idioma artificiale, in cui si mescolano diverse varietà è basata sul fiorentino di fine Duecento e di inizio Trecento è abbondantemente modellato sulla prosa latina.
Nel canto XXVI del Purgatorio, Dante incontra: Arnaut Daniel e Guittone d’Arezzo Guido Guinizzelli e Bonagiunta Orbicciani da Lucca Guido Guinizzelli e Arnaut Daniel Arnaut Daniel e Bonagiunta Orbicciani da Lucca.
Secondo Dante, il volgare ideale è «illustre» perché: è il più celebre dei volgari italiani è il più nobile tra i volgari italiani è degno di illustrare le gesta dei grandi personaggi perché diffonde luce e risplende chiaro su tutti.
L’obiettivo che Dante persegue nel «De vulgari eloquentia» è quello: di tratteggiare la storia della poesia volgare, dai provenzali ai suoi giorni di rivendicare la dignità del volgare nell’uso colto di creare un’«arte poetica» del volgare di creare una lingua adatta al discorso filosofico.
Quale di questi motivi non figura nel sonetto petrarchesco «Erano i capei d’oro a l’aura sparsi»? l’inestinguibile passione del poeta la labilità delle cose il saluto della donna l’apparizione della donna.
Quale di queste affermazioni è falsa? ill «Canzoniere» di Petrarca è il testo chiave per la storia dell’italiano letterario al centro del «Canzoniere» c’è il concreto e tormentato io individuale ill titolo originale del «Canzoniere» è «Rerum vulgarium fragmenta» per Petrarca l’amore è uno strumento di conoscenza intellettuale e di elevazione spirituale.
Nella novella di «Chichibio», l’autore inserisce delle brevi frasi: in dialetto veneziano in vernacolo fiorentino nel fiorentino «rustico» di Certaldo in dialetto bolognese.
La lingua del «Decameron» si presenta: maggiormente polimorfica di quella della coeva poesia meno polimorfica di quella della coeva poesia meno polimorfica di quella della coeva poesia, ma solo nelle ballate che concludono le giornate altrettanto polimorfica di quella della coeva poesia.
La lingua usata nel Proemio del «Decameron» e nella cornice introduttiva alle giornate è caratterizzata: dall’uso abbondante di ordini sintattici marcati: dislocazioni a sinistra e a destra, tema libero ecc. dall’impiego di forme tipiche delle varietà «basse» di fiorentino dall’uso abbondante del «che» polivalente dall’impiego di periodi lunghi, ricchi di subordinate.
Nelle prime righe del Proemio del «Decameron» l’autore afferma: di aver trovato sollievo alle sue sofferenze amorose nella lettura dei classici latini di aver trovato sollievo alle sue sofferenze amorose nella scrittura di novelle di aver trovato sollievo alle sue sofferenze amorose nella fede di aver trovato sollievo alle sue sofferenze amorose nel dialogo con qualche amico.
La forma «aura» del primo verso del sonetto petrarchesco «Erano i capei d’oro a l’aura sparsi» è un: latinismo sicilianismo provenzalismo francesismo.
Nel verso petrarchesco «vo mesurando a passi tardi e lenti», nel sintagma «tardi e lenti» che procedimento retorico troviamo? dittologia sinonimica polisindeto anafora consonanza.
Quale di queste affermazioni è falsa? con l’Umanesimo il latino diventa il principale strumento espressivo in ogni campo della cultura con l’Umanesimo si diffonde l’idea della superiorità della cultura moderna su quella antica nel Quattrocento il volgare viene usato solo nelle scritture pratiche e nei generi letterari popolari nel Quattrocento il volgare attraversa una fase di crisi.
La lingua dei poeti dell’Umanesimo volgare fiorentino: è la lingua dei grandi autori del Due- e del Trecento (Dante, Petrarca e Boccaccio) è la lingua dei grandi autori del Due- e del Trecento, aperta agli influssi del fiorentino contemporaneo è il fiorentino del Quattrocento (detto anche «argenteo») è la lingua dei grandi autori del Trecento, in particolare di Petrarca e Boccaccio.
Quale delle seguenti affermazioni è falsa? La lettera che funge da prefazione alla Raccolta Aragonese fu firmata da Angelo Poliziano La Raccolta Aragonese è un’antologia dei primi secoli della poesia toscana Gli autori della Raccolta Aragonese vogliono proporre ai contemporanei un modello linguistico La Raccolta Aragonese fu inviata da Lorenzo de’ Medici a Federico d’Aragona.
Quale dei seguenti tratti non è caratteristico del fiorentino del Quattrocento? la desinenza di III pl. «-on(o)» invece di «-ano» l’apocope di /e o/ dopo /l n r/ l’articolo definito maschile singolare «el» l’articolo definito maschile plurale «e».
Il tema del latino parlato a Roma fu oggetto di uno scambio epistolare tra due importanti umanisti: Biondo Flavio e Poggio Bracciolini Poggio Bracciolini e Cristoforo Landino Cristoforo Landino e Leonardo Bruni Biondo Flavio e Leonardo Bruni.
Tra le opere di Poliziano ricordiamo: La «Favola di Orfeo» e i «Canti carnascialeschi» Le «Stanze per la giostra» e i «Canti carnascialeschi» Le «Stanze per la giostra» e la «Favola di Orfeo» Le «Stanze per la giostra» e il «Commento alla Commedia».
La grammatica di Leon Battista Alberti è: una grammatica del fiorentino Trecentesco una grammatica del fiorentino contemporaneo una grammatica della lingua degli scrittori più autorevoli della tradizione una grammatica del fiorentino di Dante, Petrarca e Boccaccio.
L’imporsi del modello petrarchesco alla fine del Quattrocento è dimostrato: dall’«Arcadia» e dalle «Rime» di Sannazaro, e dagli «Amorum libri» di Boiardo dagli «Amorum libri» e dall’«Orlando innamorato» di Boiardo dall’«Arcadia» e dalle «Rime» di Sannazaro, e dall’«Orlando innamorato» di Boiardo dall’«Arcadia» e dalle «Rime» di Sannazaro, e dalle «Stanze per la giostra» di Poliziano.
Sannazaro sottopose l’«Arcadia» a lungo processo di revisione: avvicinarne la lingua sempre più al modello petrarchesco, boccacciano e dantesco avvicinarne la lingua sempre più al toscano quattocentesco per avvicinarne la lingua sempre più al modello petrarchesco e boccacciano avvicinarne la lingua sempre più ai modelli proposti da Bembo.
Le «lingue di koiné»: sono lingue usate nelle corti dell’Italia settentrionale sono lingue elaborate nelle cancellerie signorili e comunali, soprattutto nell’Italia meridionale sono le lingue «cortigiane» in uso presso le corti d’Italia nei secoli XV e XVI sono lingue elaborate nelle cancellerie signorili e comunali, soprattutto nell’Italia settentrionale e meridionale.
Il maccheronico è: un volgare settentrionale infarcito di termini latini e di latinismi un volgare infarcito di termini latini e di latinismi un latino infarcito di elementi lessicali volgari, spesso dialettali un volgare «saturato» di latinismi.
Per evitare le forma dialettali, le «lingue di koiné» elaborate nelle cancellerie del Quattrocento fanno in genere ricorso: ad arcaismi a neologismi a latinismi a toscanismi.
La teoria linguistica di Bembo: venne espressa organicamente nelle «Prose della volgar lingua», pubblicate nel 1515 era ispirata ai principi del classicismo cinquecentesco teneva conto anche – seppur cautamente – del fiorentino vivo si fondava sull’idea dell’indipendenza della lingua dalla letteratura.
Quali sono le date delle tre edizioni dell’«Orlando furioso» di Ludovico Ariosto? 1521, 1525, 1532 1516, 1525, 1532 1516, 1521, 1525 1516, 1521, 1532.
Quale di queste affermazioni è falsa? nell 1501 e nel 1502 Bembo pubblicò a Venezia presso Aldo Manuzio le edizioni a stampa di Petrarca e di Boccaccio il lavoro nella tipografia aldina permise a Bambo di rivedere in senso toscaneggiante molti testi in vista della pubblicazione l’edizione di Petrarca del 1501 assicurò a Bembo la possibilità di fissare un testo di riferimento, da cui ricavare una norma grammaticale l’avvento della stampa ebbe dei riflessi molto rilevanti in campo linguistico perché favorì la diffusione della norma bembiana.
Nel verso «che tutto n’arde e non ritrova loco» dell’«Orlando furioso» (I 18 8), la forma «loco»: è settentrionalismo sopravvissuto alla revisione linguistica è un ispanismo è un latinismo sopravvissuto alla revisione linguistica è un sicilianismo.
L’uso del dialetto nella commedia del Cinquecento: deriva solo dall’esigenza di dar voce alle istanze degli umili e dei diseredati deriva da un rifiuto del classicismo bembiano prosegue la tradizione delle lingue di koiné prosegue la tradizione dei volgari medievali.
La lingua della «Mandragola» di Machiavelli: fonde latinismi di origine cancelleresca con parole comuni e quotidiane è modellata fondamentalmente sul fiorentino letterario del Trecento è un limpido esempio di fiorentino vivo è un efficace compromesso tra lingua letteraria e lingua viva.
Quale autore cercò di conciliare la tesi «fiorentinista», che proponeva come modello il fiorentino parlato, con la tesi di Bembo, che proponeva come modello la lingua dei grandi autori dei Trecento? Claudio Tolomei Pier Francesco Giambullari Benedetto Varchi Niccolò Machiavelli.
La teoria cortigiana fu sostenuta per la prima volta: da Vincenzo Colli detto il Calmeta da Mario Equicola da Gian Giorgio Trissino da Baldassarre Castiglione.
Quale di queste forme contenute nelle prime tre ottave della «Gerusalemme liberata» è un latinismo? fanciul aurea scogli petto.
Lionardo Salviati trasformò la teoria di Bembo: prendendo in considerazione anche la lingua di Dante ampliando il canone anche ad autori minori del Trecento prendendo in considerazione anche la lingua del Duecento prendendo in considerazione anche il fiorentino vivo.
La grammatica di Pierfrancesco Giambullari: prende come punto di riferimento la lingua delle «Tre Corone», privilegiando Dante prende come punto di riferimento la lingua letteraria prende come punto di riferimento il fiorentino trecentesco prende come punto di riferimento il fiorentino vivo.
La prima grammatica dell’italiano, dopo quella di Leon Battista Alberti, si deve a: Pierfrancesco Giambullari Pietro Bembo Lionardo Salviati Giovan Francesco Fortunio.
Quale di questi elementi non fu criticato dagli Accademici della Crusca nella «Gerusalemme liberata»? stile oscuro finalità encomiastiche uso di latinismi sintassi complessa e artificiosa.
Il «Cantico di frate sole»: è il più famoso dei testi di s. Francesco scritti in volgare è l’unico testo di s. Francesco scritto in volgare è scritto parte in latino, parte in volgare umbro è il primo testo religioso italiano in volgare.
La lingua delle opere volgari di Galileo: è agile, ma sciatta e trascurata è caratterizzata da un tono severo e magniloquente è di registro medio, ma non manca di eleganza è fredda e impersonale.
Il Concilio di Trento: propugnò il principio del libero esame delle scritture favorì la traduzione in volgare della Bibbia vietò il possesso di Bibbie volgari contribuì all’unificazione linguistica d’Italia.
A quale di questi autori si deve una delle più importanti raccolte di prediche medievali? Bernardino da Siena Poliziano Iacopone da Todi Garzo.
L’uso del volgare da parte di Galileo dipende, tra l’altro, dalla volontà: di dare valore letterario alle sue opere scientifiche di competere con gli altri scienziati europei che avevano abbandonato il latino di rivolgersi ai membri dell’aristocrazia fiorentina di staccarsi polemicamente dalla tradizione degli accademici di esprimersi in latino.
I più importanti oppositori della Crusca nel Seicento furono: Paolo Beni, Alessandro Tassoni, Carlo Maria Maggi Paolo Beni, Daniello Bartoli, Carlo Maria Maggi Alessandro Tassoni, Daniello Bartoli, Carlo Maria Maggi Paolo Beni, Alessandro Tassoni, Daniello Bartoli.
Quale di queste affermazioni è falsa? il più importante esponente del classicismo barocco è Giambattista Marino nella poesia barocca, un importante serbatoio di parole «nuove» è rappresentato dal lessico scientifico la parola d’ordine della poesia barocca è la «meraviglia» la poesia classicista barocca riafferma l’autorità del modello petrarchesco.
La prima edizione del Vocabolario degli Accademici della Crusca uscì nel: 1691 1623 1612 1582.
Il melodramma: viene teorizzato all’interno della fiorentina Camerata dei Bardi vede la luce con il «Pastor fido» di Battista Guarini vede la luce con l’«Aminta» di Tasso vede la luce con l’«Orfeo» di Claudio Monteverdi.
Quale di queste idee non rientra tra quelle avanzate da Melchiorre Cesarotti nel «Saggio sulla filosofia delle lingue»? l’idea di redigere un Nuovo vocabolario italiano ricco di termini delle arti e delle scienze l’idea di istituire un «Consiglio nazionale» della lingua al posto della Crusca l’idea di redigere un Nuovo vocabolario italiano privo di termini regionali l’idea di redigere un Nuovo vocabolario italiano privo di arcaismi.
Per Giambattista Vico il linguaggio: è uno strumento di progresso e un veicolo di diffusione della cultura è il puro prodotto di una convenzione sociale è un veicolo di espressione e di conoscenza è uno strumento sociale, che permette la comunicazione tra gli uomini.
La sintassi della «Scienza nuova» di Giambattista Vico è: abbondantemente ipotattica, sebbene non ispirata al modello boccacciano lineare e limpida, come quella dei suoi contemporanei abbondantemente ipotattica, perché ispirata al modello boccacciano lineare e limpida, diversamente da quella dei suoi contemporanei.
Nella «Rinunzia avanti notaio al Vocabolario della Crusca» di Alessandro Verri si afferma: che per arricchire una lingua è necessario ricorrere a prestiti da altre lingue che nel Settecento la lingua italiana è giunta al suo massimo livello di perfezione che ogni parlante ha il diritto di inventarsi una sua lingua personale che ogni lingua moderna necessita di una precisa codificazione grammaticale.
Nel «Saggio sulla filosofia delle lingue» di Melchiorre Cesarotti si afferma che: la lingua scritta deve conformarsi ai ai modelli letterari di un determinato secolo la lingua media deve conciliare l’uso vivo e la lingua della tradizione la lingua scritta deve rifarsi alla varietà parlata dal popolo, aspirando a un livello medio la lingua parlata serve deve essere impiegata dai dotti per l’attività intellettuale.
Quale di questi elementi non fu caratteristico del periodo dell’Illuminismo: diffusione della cultura nei ceti medi polemica nei confronti dell’autorità ridimensionamento del potere spirituale della Chiesa fiducia nel progresso dell’umanità.
Nel Settecento, il francese venne considerato «lingua della ragione»: perché era la lingua degli illuministi perché ammetteva ordini marcati diversi da quello «diretto» perché ammetteva solo un ordine dei costituenti della frase perché era stato descritto in diverse «grammatiche ragionate».
Sul piano della lingua, l’Accademia dell’Arcadia propone: il ritorno al modello petrarchesco il ritorno al modello della poesia barocca il ritorno al modello petrarchesco e boccacciano il ritorno al classicismo barocco.
Quale di questi procedimenti non è tra quelli che l’Arcadia recupera dal linguaggio lirico tradizionale? il ricorso al troncamento l’uso di neologismi il ricorso a forme monottongate l’uso dell’enclisi coi verbi di modo finito.
La lingua delle commedie di Goldoni è caratterizzata: dalla presenza di venetismi, settentrionalismi e francesismi da una sintassi semplificata, ispirata al modello arcadico da una sintassi abbondantemente ipotattica dalla presenza di latinismi, aulicismi e arcaismi.
La riforma del melodramma attuata dai letterati dell’Arcadia si ispirava, tra le altre cose, all’esigenza di: ridare dignità letteraria e autonomia poetica all’accompagnamento musicale immettere nel testo teatrale temi comici ed eroici trasformare il testo poetico in un testo teatrale (il cosiddetto «libretto») ridare dignità letteraria e autonomia poetica al testo poetico.
Per la lingua delle sue commedie, Carlo Goldoni: riproduce la lingua della conversazione quotidiana in uso in Toscana ai suoi tempi riproduce la lingua della conversazione quotidiana dei suoi tempi riproduce l’italiano di conversazione borghese e popolare dei suoi tempi inventa una lingua di conversazione, attingendo prevalentemente da fonti scritte.
Ugo Foscolo: coniuga un linguaggio poetico tipicamente neoclassico con una sensibilità romantica coniuga un linguaggio poetico tipicamente neoclassico con una sensibilità illuministica coniuga un linguaggio poetico tipicamente illuministica con una sensibilità neoclassica coniuga un linguaggio poetico tipicamente romantico con una sensibilità neoclassica.
Il «Giorno» di Giuseppe Parini: è un dramma satirico è un poema epico è un romanzo satirico è un poema didascalico.
Nel verso dell’Iliade di Monti «molte anzi tempo all’Orco / generose travolse alme d’eroi», quale dei seguenti procedimenti si riscontra? iperbato verbo alla fine della frase inversione (o anastrofe) latinismo.
Quale di questi procedimenti non appare caratteristico della poesia neoclassica? uso di francesismi uso di riferimenti mitologici uso di latinismi e grecismi uso di perifrasi dotte.
Le scelte linguistiche di Vittorio Alfieri sono orientate a: recuperare il modello petrarchesco avvicinare la lingua delle sue tragedie all’uso vivo allontanare la lingua delle sue tragedie da quella dei contemporanei recuperare il modello arcadico.
La sintassi della «Quiete dopo la tempesta» di Leopardi è caratterizzata: dalla paratassi e dal polisindeto dall’ipotassi e dall’asindeto dalla paratassi e dall’asindeto dall’ipotassi e dal polisindeto.
Nel sintagma «sgombrasi» del v. 6 della «Quiete dopo la tempesta» abbiamo un: arcaismo fonetico arcaismo lessicale arcaismo sintattico arcaismo morfologico.
Il ricorso agli arcaismi da parte di Leopardi dipende dalla sua volontà di: conferire alla lingua poetica la dignità letteraria delle lingue classiche riportare il linguaggio poetico alla dignità dell’antica lingua letteraria allontanare il linguaggio poetico dall’uso quotidiano imitare la grande poesia della tradizione letteraria italiana del Trecento e del Cinquecento.
Quale di queste idee non rispecchia le idee di Manzoni espresse nella relazione «Dell’unità della lingua e dei mezzi di diffonderla»? l’unificazione linguistica non poteva essere raggiunta proponendo agli italiani una lingua già esistente e omogenea l’unificazione linguistica doveva procedere «sostituendo» a ciascun dialetto la lingua fiorentina ai parlanti e agli scriventi non toscani doveva essere proposto come modello Il fiorentino «dell’uso colto» la diffusione del fiorentino vivo doveva avvenire tramite l’invio di insegnanti elementari toscan.
La revisione che porta dalla Ventisettana alla Quarantana comporta sistematicamente la sostituzione: di forme arcaiche e letterarie con espressioni dell’uso vivo di forme arcaiche e letterarie con cultismi di forme del fiorentino popolare con espressioni del fiorentino dell’uso colto di forme genericamente toscane con espressioni tipicamente fiorentine.
La lingua del «Fermo e Lucia» è caratterizzata: da un fondo di lombardo e da vari elementi toscani e francesi da un fondo di toscano letterario e da vari elementi lombardi e francesi da un fondo di fiorentino contemporaneo e da vari elementi lombardi e francesi da un fondo di italiano parlato e da vari elementi lombardi e francesi.
Le scelte linguistiche operate da Manzoni nella prima edizione dei «Promessi sposi» sono determinate dalla volontà di: avvicinarsi il più possibile alla lingua dell’uso medio avvicinarsi il più possibile all’uso toscano contemporaneo avvicinarsi il più possibile alla lingua parlata avvicinarsi il più possibile alla lingua letteraria di base toscana.
Nell’edizione finale dei «Promessi sposi» Manzoni si orientò: verso una lingua genericamente toscana verso il fiorentino dell’uso colto verso il fiorentino delle classi popolari verso la lingua letteraria.
Il Romanticismo: pose l’accento sul legame tra lingua e popolo e rivalutò i dialetti promosse la compilazione di dizionari dialettali per facilitare la diffusione della lingua nazionale pose l’accento sul problema dell’unificazione linguistica nazionale e condannò i dialetti promosse la compilazione di dizionari dialettali ma disprezzò la letteratura dialettale.
Il «Dizionario della lingua italiana» di Tommaseo-Bellini: ha come modello il fiorentino vivo, diversamente dal Giorgini-Broglio, ha come modello sia il toscano parlato che la lingua letteraria, diversamente dal Giorgini-Broglio ha come modello il fiorentino vivo, come il Giorgini-Broglio ha come modello sia il toscano parlato che la lingua letteraria, come il Giorgini-Broglio.
Secondo Graziadio Isaia Ascoli, l’unificazione linguistica: doveva essere raggiunta attraverso un intervento pilotato dalle istituzioni doveva essere raggiunta attraverso il sistema scolastico doveva essere raggiunta attraverso la diffusione della lingua letteraria di base fiorentina dipendeva da fattori extralinguistici.
Nei loro romanzi, gli scrittori Carlo Dossi, Giovanni Faldella e Vittorio Imbriani: usarono prevalentemente la lingua letteraria, lasciando spazio al dialetto nei dialoghi usarono una italiano di tipo popolare, ricco di termini regionali e dialettali usarono uno stile fortemente espressivo, ricco, tra l’altro, di regionalismi usarono il dialetto sia nelle parti narrative che in quelle dialogiche.
Quale di questi procedimenti è tra quelli impiegati da Verga per produrre l’impressione di una «oralità popolare»? il discorso indiretto libero la dislocazione e destra e a sinistra il ricorso a sicilianismi morfologici e fonetici il ricorso a sicilianismi lessicali.
La lingua del romanzo «I Malavoglia»: è un siciliano caratterizzato da vari tratti tipici del parlato è un italiano ricco di termini dialettali siciliani, e caratterizzato da vari tratti tipici del parlato è un italiano caratterizzato da vari tratti tipici del parlato è un italiano di tipo fiorentino, caratterizzato da vari tratti tipici del parlato.
I testi veristi di Giovanni Verga si incardinano su due procedimenti fondamentali: l’impegno politico e la scientificità della letteratura l’impersonalità e la regressione del narratore l’impegno politico e l’impersonalità la scientificità della letteratura e la regressione del narratore.
Nella sua opera, Giovanni Pascoli: si attiene alla distinzione classica che separava gli argomenti sublimi da quelli umili riprende tematiche e motivi tipici del Positivismo europeo cerca di avvicinare la lingua della poesia alla lingua parlata canta esclusivamente realtà umili e dimesse.
Quale procedimento sintattico appare dominante nella lirica pascoliana «L’assiuolo»? asindeto anastrofe enclisi pronominale iperbato.
La forma «pèrsica» che si incontra nella lirica dannunziana «Nella belletta» è un: una variante dialettale di «pèsca» allofono di «pèsca» allomorfo di «pèsca» allotropo di «pèsca».
La lirica dannunziana «Nella belletta» presenta già nel titolo una citazione di un testo di: Dante Petrarca Orazio Virgilio.
Il progetto linguistico di D’Annunzio è quello: di allontanare la lingua della poesia da quella quotidiana, ritornando al linguaggio lirico di tradizione petrarchesca di allontanare la lingua della poesia da quella quotidiana, ritornando alla lingua letteraria tradizionale di avvicinare la lingua poetica a quella parlata, recuperando forme dalla lingua quotidiana di allontanare la lingua della poesia da quella quotidiana, recuperando forme medievali e classiche direttamente dalle fonti.
La poesia di Pascoli è stata definita 'postgrammaticale' perché fa ricorso a: procedimenti fonosimbolici onomatopee termini specifici attinti dai lessici speciali figure di suono.
Quale di queste misure di politica linguistica fu intrapresa dal regime fascista? il sostegno dell’attività lessicografica della Crusca il rifiuto delle parole straniere la promozione e la valorizzazione dei dialetti la difesa delle minoranze linguistiche.
Don Lorenzo Milani contestava: gli errori concettuali compiuti dagli insegnanti nella correzione degli elaborati il ruolo avuto dalla classe dominante nell’annosa questione della lingua la mancanza di specifiche conoscenze tecniche da parte degli insegnanti il modello linguistico proposto dalla scuola, anacronistico e letterario.
Quale di questi eventi non ebbe effetti significativi sulla diffusione dell’italiano nella prima metà del Novecento? la mobilitazione delle masse popolari l’innalzamento dell’obbligo scolastico la Grande guerra (1915-1918) il regime fascista.
Quale di queste caratteristiche è tipica dell’«italiano aziendale»? precisione e univocità dei termini uso di lessico tecnico-scientifico uso di tecnicismi collaterali uso di lessico prevalentemente denotativo.
Quale autore sfruttò al massimo le potenzialità della lingua in senso espressionista? Carlo Emilio Gadda Italo Svevo Italo Calvino Umberto Saba.
Quale di queste affermazioni è falsa? un elemento che distingue la lingua di Montale da quella dei contemporanei è la sua evidente letterarietà il linguaggio poetico dei futuristi appare caratterizzato dal «cozzo dell’aulico col prosaico» in Saba, aulicismi e lingua quotidiana convivono armonicamente in un tono medio Ungaretti persegue l’isolamento della parola al fine di recuperarne la «purezza originaria».
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