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Title of test:
Linguistica italiana lez.49/96

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Integrazione esame da 6cfu

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Raffaella G.
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Creation Date:
18/02/2022

Category: University

Number of questions: 198
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Il sistema fonologico del latino prevedeva: una doppia serie di vocali e consonanti lunghe e brevi una serie di vocali e consonanti brevi una serie di vocali brevi, e una serie di consonanti lunghe e brevi una serie di vocali lunghe e brevi, e una serie di consonanti brevi.
02. Quale di queste affermazioni è falsa? Non abbiamo testimonianze del proto-indoeuropeo Il latino fa parte delle lingue indoeuropee L’italiano è una lingua indoeuropea Le lingue italiche derivano dal latino.
03. Graziadio Isaia Ascoli riteneva: che le lingue romanze derivassero dalle lingue di sostrato che i dialetti italiani settentrionali derivassero da varietà celtiche che il fonema /y/ derivasse dal sostrato celtico che il fonema /y/ derivasse dal sostrato etrusco .
04. Quale di queste affermazioni è falsa? nella diatesi attiva, il latino non esprimeva l’aspetto compiuto mediante perifrasi verbali il latino non esprimeva il futuro con espressioni perifrastiche il latino non possedeva il condizionale il latino non aveva la diatesi passiva.
01. L’Appendix Probi: è un’opera grammaticale composta nell’abbazia di Bobbio verso il 700 d.C. è una grammatica del latino volgare è un’opera grammaticale scritta da Marco Valerio Probo è un testo grammaticale collocato alla fine di un’opera attribuita a Probo.
02. Il latino volgare era: la lingua scurrile usata dalle classi popolari nell’antica Roma il registro più basso del latino, usato solo dalle classi popolari il dialetto usato nell’interazione quotidiana dalle classi inferiori nell’antica Roma il registro più basso del latino, usato da tutte le classi sociali nella comunicazione quotidiana.
03. Tra le fonti più importanti del latino volgare si annoverano: le opere dei grammatici, le iscrizioni, le opere di Cicerone e Virgilio le opere dei grammatici, le iscrizioni, le opere dei poeti della tarda età imperiale le opere dei grammatici, i testi cristiani e le opere di Cicerone e Virgilio le opere dei grammatici, le iscrizioni, le lettere private e i testi cristiani.
Nella storia dell’italiano si distinguono abitualmente: due fasi: italiano antico e italiano postunitario tre fasi: fiorentino antico, fiorentino medio, italiano moderno due fasi: italiano antico e italiano moderno tre fasi: fiorentino antico, italiano moderno, italiano contemporaneo .
02. L’italiano: deriva dal fiorentino quattrocentesco deriva dal fiorentino cinquecentesco deriva dal vernacolo fiorentino deriva dal fiorentino trecentesco.
03. Tra i tratti che distinguono l’italiano moderno e il fiorentino antico dal fiorentino moderno ricordiamo: la presenza di pronomi soggetto clitici l’esito «-aio» da -ARIUM l'assenza della gorgia toscana la cosiddetta anafonesi.
04. Quale di queste affermazioni è falsa? il termine «dialetto» si diffonde nel Cinquecento all’inizio il fiorentino non è che uno dei volgari d’Italia i volgari italiani derivano dal fiorentino l’egemonia del fiorentino si impone nel secolo XVII.
05. Con il termine di «volgari» medievali si indica: la lingua letteraria che si imporrà nel Cinquecento le lingue parlate dal «vulgus» al tempo dell’Impero romano le lingue parlate dal popolo nel Medioevo, distinte dal latino le varietà di latino impiegate nella comunicazione quotidiana nell’antica Roma.
01. Di quante vocali toniche si compone il sistema fiorentino? sette tre cinque otto .
02. In fiorentino, il fenomeno del dittongamento spontaneo prevede che: le vocali medio-basse dittongano solo in sillaba aperta e tonica le vocali medio-basse dittongano solo in sillaba tonica le vocali medio-alte dittongano solo in sillaba aperta e tonica le vocali medio-alte dittongano solo in sillaba aperta .
03. Nel latino volgare: l’opposizione di timbro era stata sostituita da un’opposizione di lunghezza esisteva un’opposizione fonologica tra vocali lunghe e vocali brevi esisteva un’opposizione fonologica tra vocali medio-alte e vocali medio-basse la quantità vocalica aveva valore distintitivo .
04. Quale di queste affermazioni è falsa? In latino classico la lunghezza vocalica aveva carattere allofonico, la differenza di timbro carattere fonologico il sistema fonologico del latino classico aveva dieci fonemi vocalici In latino classico la lunghezza vocalica aveva carattere fonologico, la differenza di timbro carattere allofonico nel latino classico la quantità vocalica aveva valore distintivo.
05. Quale delle seguenti evoluzioni dal latino al fiorentino non è corretta? LĔGNUM > légno MĪLLE > mille SĔPTEM > sètte FLŌREM > fióre.
06. Rispetto al vocalismo del fiorentino, il vocalismo del siciliano: è privo delle vocali medie è privo delle vocali medio-alte è privo delle vocali medio-basse è privo delle vocali alte .
01. Quale delle seguenti affermazioni è falsa? La metatesi è l’alterazione dell’ordine originario di due segmenti L’inserzione è l’aggiunta di una vocale o di una consonante La lenizione è l’aumento del grado di forza articolatoria di un segmento vocalico o consonantico La cancellazione è l’eliminazione di uno o più segmenti vocalici o consonantici.
02. Il passaggio lat. «PAUCUM» > fior. «poco» è un caso di: monottongamento assimilazione dissimilazione cancellazione.
03. L’anafonesi è un fenomeno fonetico: che interessa le vocali toniche latine / ĭ ĕ ŭ ŏ/ solo in alcuni contesti che interessa le vocali toniche latine / ĭ ĕ ŭ ŏ/ in ogni contesto che interessa le vocali toniche latine / ĭ ē ŭ ō/ in ogni contesto che interessa le vocali toniche latine / ĭ ĕ ŭ ŏ/ solo in alcuni contesti .
04. Quale di queste affermazioni è falsa? la metafonesi vige in alcuni casi anche nei dialetti settentrionale la metafonesi è innescata dalla vocale finale atona la metafonesi è un fenomeno di assimilazione la metafonesi è un fenomeno solo dell’italiano antico.
05. In fiorentino, le vocali toniche in iato tendono a:abbassarsi per dissimilazione innalzarsi per assimilazione innalzarsi per dissimilazione abbassarsi per dissimilazione dileguare per dissimilazione.
06. L’anafonesi: distingue il fiorentino e i dialetti meridionali dai dialetti settentrionali distingue il fiorentino e l’italiano dai dialetti settentrionali e meridionali distingue il fiorentino dall’italiano e dai dialetti settentrionali e meridionali distingue il fiorentino e i dialetti settentrionali dai dialetti meridionali.
01. La forma «per ischerzo» si spiega come un caso di: epitesi apentesi aferesi prostesi.
02. La forma toscana antica «portòe» si spiega come un caso di: epitesi epentesi aferesi prostesi .
03. In fiorentino, il vocalismo atono da quante vocali è composto? otto sette cinque tre.
04. In siciliano, il vocalismo atono da quante vocali è composto? tre otto cinque sette.
05. Nel latino, volgare le vocali atone /ĕ/ e /ĭ/ in iato: dileguano passano a /i/ passano alla semiconsonante /j/ si rafforzano per dissimilazione.
06. Il passaggio «mangiare bene → mangiar bene» è un caso di: sincope elisione aferesi apocope.
01. Il raddoppiamento fonosintattico «regolare» è innescato: da tutte le parole tronche da alcuni monosillabi atoni da alcune parole tronche da tutti i monosillabi atoni.
02. L’esito «lat. AD-RIPĀRE > it. arrivare» è un caso: di assimilazione anticipatoria di dissimilazione anticipatoria di assimilazione perseverativa di dissimilazione perseverativa .
03. Quale delle seguenti affermazioni è falsa? In latino classico la lunghezza vocalica ha valore distintivo In latino classico e in fiorentino la lunghezza consonantica ha valore distintivo In latino classico e in fiorentino la lunghezza vocalica ha valore distintivo In fiorentino la lunghezza vocalica ha valore allofonico.
Dal latino all’italiano le consonanti finali: si conservano in alcune parole polisillabiche cadono in genere nelle parole monosillabiche cadono in tutte le parole si conservano in genere nelle parole monosillabiche.
02. Il fenomeno della gorgia toscana prevede: la spirantizzazione delle occlusive in contesto intervocalico la spirantizzazione delle occlusive in contesto non-intervocalico la spirantizzazione delle fricative in contesto non-intervocalico la spirantizzazione delle fricative in contesto intervocalico.
03. Nelle varietà toscane, le occlusive sorde in posizione intervocalica: non si sonorizzano mai si sonorizzano sistematicamente e spesso dileguano si sonorizzano in alcune forme si sonorizzano sistematicamente .
04. Quale delle seguenti affermazioni è falsa? la neutralizzazione tra /v/ e /b/, detta betacismo il betacismo è tipico delle varietà centro-meridionali e toscane il latino non possedeva la consonante /v/ in latino volgare la /b/ intervocalica si spirantizza.
01. Nel passaggio dal latino «FACĬO» all’italiano «faccio» dobbiamo ipotizzare: un solo passaggio fonetico tre passaggi fonetici due passaggi fonetici quattro passaggi fonetici .
02. Nel passaggio «FACĬO > faccio» e «TACĔO > taccio», il nesso /kj/ del latino volgare diventa: un'affricata prepalatale sorda una fricativa prepalatale sonora una fricativa prepalatale sorda un’affricata prepalatale sonora.
03. Dal latino all’italiano, nei nessi «consonante + /l/»: la /l/ diventa una consonante la /l/ diventa una vocale la /l/ diventa una semiconsonante la /l/ rimane inalterata.
04. L’evoluzione «ARMARIUM > armadio», quale tipo di fenomeno consonantico implica? metatesi epentesi assimilazione dissimilazione.
05. Quale delle seguenti affermazioni è falsa? «raro» e «ferire» sono dei cultismi «manovale» deriva dal latino «MANŬALEM» «guastare» e «guado» sono parole di origine germanica «guerra» e «guanto» sono parole di origine germanica .
L’italiano «vizio» è: un cultismo un allomorfo di «vezzo» la regolare evoluzione del latino «VĬTĬU(M)» un’eccezione alla legge fonetica che prevede che /ĭ/ evolva in /e/ .
02. Nell’evoluzione «DĒBĒTIS > dovete» la /o/ è dovuta a un fenomeno: di dissimilazione di labializzazione di abbassamento dell’articolazione di innalzamento di vocale in iato .
03. L’italiano «specchio» è: la regolare evoluzione del latino «SPĔCŬLU(M)» un’eccezione alla legge fonetica del dittongamento un caso di raddoppiamento fonosintattico un cultismo .
01. Quale di queste forme non è dovuta all’analogia? essere mossi facete scrissi.
02. Alla base dell’italiano «cuore» si deve ipotizzare la forma: CŎRDE CŎR *CŎRE(M) *CŎRDE(M) .
03. Quali di queste forme si deve al livellamento analogico? muore moriamo cuoce cuociamo.
04. In italiano, il morfema «-o» della prima persona singolare dell’imperfetto indicativo: è dovuto a un processo analogico di livellamento è dovuto al processo analogico del quarto proporzionale è dovuto a un processo analogico di rianalisi è la regolare continuazione del morfema latino.
01. La forma italiana «lastrico»: è la regolare continuazione della forma latina «*ASTRĬCU(M)» è dovuta al processo analogico del quarto proporzionale è dovuta a un processo analogico di livellamento è dovuta a un processo analogico di rianalisi.
02. I processi di retroformazione sono innescati: dalla grammaticalizzazione dal cambiamento semantico dei suffissi presenti nella parola dal livellamento analogico dalla rianalisi.
03. Nell’italiano antico «tempora»: il morfema del plurale è «-ora», diversamente che in latino il morfema del plurale è «-a», come in latino il morfema del plurale è «-ora», come in latino il morfema del plurale è «-a», diversamente che in latin.
04. La forma italiana «usignolo»: è la regolare continuazione della forma latina «*LUSCINĬŎLU(M)» è dovuta a un processo analogico di livellamento è dovuta a un processo analogico di rianalisi è dovuta al processo analogico del quarto proporzionale .
05. Quale di queste affermazioni è falsa? Nella grammaticalizzazione una parola lessicale diventa un morfema grammaticale Lo sviluppo del suffisso avverbiale «-mente» è un caso di grammaticalizzazione La grammaticalizzazione è una conseguenza della rianalisi (o risegmentazione) La grammaticalizzazione consiste nella soppressione degli allomorfi.
01. Quale di queste affermazioni è errata? La IV e la V declinazione non proseguono in fiorentino antico In italiano, la gran parte dei nomi deriva dal nominativo latino Nell’evoluzione dal latino all’italiano i morfemi flessivi dei nomi hanno perduto la funzione casuale Il risultato dell’evoluzione del sistema nominale latino è, in fiorentino, la formazione di cinque classi di nomi .
Secondo l’ipotesi «morfologica», il morfema plurale «-e» del femminile (per es. «capre»): è la regolare continuazione del nominativo plurale della I declinazione latina non è spiegabile è di origine analogica è la regolare continuazione dell’accusativo plurale della I declinazione latina.
03. Nel latino volgare, l’articolo definito: aveva valore soltanto esoforico (o extralinguistico) aveva valore endoforico (o testuale) e poteva designare una classe di elementi aveva valore sia endoforico (o testuale) che esoforico (o extralinguistico) aveva valore soltanto endoforico (o testuale).
04. Qual è la regolare evoluzione del latino «LIGNUM» (sing.), «LIGNA» (pl.)? il legno, i legni il legno, la legna il legno, le legna la legna, le legne.
01. Le forme singolari dei pronomi clitici italiani (mi, ti, lo, gli, la, le) derivano: dall’accusativo e dal genitivo dei pronomi personali latini e di «ĬLLE, ĬLLA, ĬLLUD» dal dativo e dall’accusativo dei pronomi personali latini e di «ĬLLE, ĬLLA, ĬLLUD» dal nominativo e dal dativo dei pronomi personali latini e di «ĬLLE, ĬLLA, ĬLLUD» dal nominativo e dall’accusativo dei pronomi personali latini e di «ĬLLE, ĬLLA, ĬLLUD» .
02. I pronomi liberi «lui» e «loro»: italiano moderno hanno soltanto funzione di soggetto in fiorentino antico raramente avevano funzione di soggetto in italiano moderno raramente hanno funzione di soggetto sia in fiorentino antico, sia in italiano moderno spesso hanno funzione di soggetto.
La forma italiana «quello» deriva da: «CU(M) ĬLLU(M)» «QUĒLLU(M)» «ECCU(M) ĬLLU(M)» «QUĬLLU(M)» .
04. Nella formazione dei composti, l’italiano: presenta l’ordine TESTA-MODIFICATORE, diversamente dal latino presenta l’ordine TESTA-MODIFICATORE, come il latino presenta l’ordine MODIFICATORE-TESTA, diversamente dal latino presenta l’ordine MODIFICATORE-TESTA, come il latino .
05. La forma italiana «questo» deriva da: «QUĬSTU(M)» «QUĒSTU(M)» «CU(M) ĬSTU(M)» «ECCU(M) ĬSTU(M)».
06. Nell’espressione della comparazione: il sistema di tipo sintetico latino si conserva in italiano il sistema di tipo analitico latino si conserva in italiano si passa da un sistema di tipo sintetico (latino) a uno di tipo analitico (italiano) si passa da un sistema di tipo analitico (latino) a uno di tipo sintetico (italiano) .
07. Quale di queste affermazioni non è corretta? «Loro» deriva dal genitivo «ĭllōrum» «Ella» deriva dal nominativo «ĭlla» «Noi» deriva dal nominativo/accusativo «nos» «Egli» deriva dal nominativo «ĭlle».
01. Quale di queste affermazioni è falsa? La forma «sei» del verbo «essere» è la regolare continuazione del latino «ĔS». La forma «siete» del verbo «essere» deriva da un ipotetico «*SĔTIS» Il morfema «-o» di «sono» (I pers. del verbo «essere») è analogico su quello delle coniugazioni regolari («am-o», «legg-o», ecc.) Il morfema «-no» di III plurale si è esteso da «essere» alle altre coniugazioni.
02. Le coniugazioni in italiano: sono tre come in latino sono quattro come in latino sono tre, mentre in latino erano quattro sono quattro, mentre in latino erano tre.
03. Il passaggio di un verbo da una coniugazione all’altra è detto: metalessi metatesi cataplasmo metaplasmo.
04. Il presente indicativo «vedo»: è la regolare continuazione del latino «vĭdo» è analogico su quella della IV coniugazione è la regolare continuazione del latino «vĭdeo» è analogico su quelle della I e della III coniugazione.
05. La desinenza di I plurale «-iamo»: proviene dal congiuntivo presente della II e IV coniugazione è la continuazione della desinenza del presente indicativo di IV coniugazione «-ĪMUS» è la regolare continuazione della desinenza del presente indicativo di I coniugazione «-ĀMUS» è la continuazione della desinenza del presente indicativo di II coniugazione «-ËMUS» .
01. Il congiuntivo imperfetto italiano: deriva dal congiuntivo imperfetto latino deriva dal congiuntivo piuccheperfetto latino deriva dall’indicativo piuccheperfetto latino deriva dal congiuntivo presente latino.
02. Il morferma «-a» del congiuntivo presente di «dare» e «stare»: è la regolare continuazione del congiuntivo latino di «DARE» e «STARE» è analogico su quello del congiuntivo presente della II-IV coniugazione è analogico su quello dell’indicativo presente della I coniugazione è analogico su quello del congiuntivo presente di «essere».
03. Quale di queste modalità di costruire il perfetto si continua solo sporadicamente in italiano? giunta di «-s-» tra la radice e la desinenza raddoppiamento della sillaba radicale cambiamento della vocale radicale aggiunta di «-u-» tra la radice e la desinenza.
01. Il futuro e il condizionale italiano sono diventati forme sintetiche a causa: di un processo di rianalisi e grammaticalizzazione di livellamento analogico di composizione e derivazione di coalescenza.
02. Il condizionale italiano: era in origine una forma sintetica formata dall’infinito del verbo e dal perfetto dell’ausiliare «avere» è la regolare continuazione del congiuntivo imperfetto latino è la regolare continuazione dell’indicativo piuccheperfetto latino era in origine una forma sintetica formata dall’imperfetto dell’ausiliare «avere» e dall’infinito del verbo.
03. Il perfetto indicativo latino: esprimeva un aspetto verbale sia aoristico sia compiuto esprimeva un aspetto verbale compiuto esprimeva un aspetto verbale aoristico o compiuto a seconda dei contesti esprimeva un aspetto verbale aoristico.
04. Il futuro italiano: è la regolare continuazione del futuro latino è la regolare continuazione dell’infinito latino era in origine una forma sintetica formata dall’infinito del verbo e dal presente dell’ausiliare «avere» era in origine una forma sintetica formata dal presente dell’ausiliare «avere» e dall’infinito del verbo.
05. Quale di queste affermazioni è falsa? il latino esprimeva il passivo soltanto attraverso forme sintetiche già nel latino volgare erano scomparsi i verbi deponenti il condizionale italiano era in origine un costrutto verbale analitico l’italiano esprime il passivo soltanto attraverso forme analitiche .
01. In italiano si ha la proclisi: con tutti i modi non-finiti del verbo con tutti i modi finiti del verbo con tutti i modi finiti del verbo tranne che coll’imperativo con tutti i modi non-finiti del verbo tranne che coll’infinito, che ammette anche l’enclisi.
02. Quale dei seguenti ordini è quello fondamentale in italiano? Aggettivo-Nome, diversamente che in latino Sintagma Nominale-Genitivo, come in latino Sintagma Nominale-Genitivo, diversamente che in latino Nome-Aggettivo, come in latino.
03. Quale delle seguenti affermazioni è falsa? La preposizione italiana «da» deriva dalla fusione delle preposizioni latine «DE» e «AB» In latino c'erano preposizioni che potevano reggere due casi diversi La preposizione latina «AD» introduceva l’Oggetto indiretto Il latino esprimeva alcune funzioni sintattiche sia attraverso i casi, sia attraverso le preposizioni .
04. In italiano antico la proclisi si verifica: quando il verbo è in posizione iniziale di frase quando il verbo è al modo imperativo quando il verbo è preceduto dalle congiunzioni «e, ma, o» quando il verbo non è in posizione iniziale.
01. Quale di queste affermazioni è falsa? in latino «BUCCA» significava «guancia», analogamente a «GENA» in latino «CABALLUS» significava «ronzino» abbiamo cambiamento semantico quando il significato di un lessema muta da uno stato all’altro di una lingua In latino «DOMUS» significava «padrone».
02. Il passaggio dal lat. «HOMO» ‘essere umano’ all’it. «uomo» ‘essere umano di sesso maschile’ deriva: da un’associazione per contiguità tra i significati da un’associazione per similarità tra i referenti da un’associazione per similarità tra i significati da un’associazione per similarità tra i significanti (le parole).
03. Il cambiamento semantico dal lat. «COXA» ‘anca’ all’it. «coscia» deriva: da un’associazione per contiguità tra i significanti (le parole) da un’associazione per contiguità tra i referenti da un’associazione per similarità tra i significanti (le parole) da un’associazione per similarità tra i referenti.
04. Il cambiamento semantico si attua attraverso tre passaggi: associazione, innovazione, lessicalizzazione associazione, innovazione, neoformazione associazione, neoformazione, lessicalizzazione associazione, innovazione, polisemia .
01. Quale delle seguenti affermazioni è falsa? il lessico ereditario è stato trasmesso per via orale i cultismi sono stati introdotti nella lingua dai dotti i cultismi si sono evoluti secondo le leggi fonetiche i cultismi non fanno parte del lessico ereditario.
Quale delle seguenti affermazioni è falsa? la /i/ di «il» deriva da un fenomeno di prostesi l’articolo definito «lo» deriva dalla seconda sillaba del dimostrativo latino «ĬLLUM» la forma più arcaica dell’articolo in fiorentino è «lo» l’articolo definito «il» deriva dalla prima sillaba del dimostrativo latino «ĬLLUM» .
01. Nella frase del Decameron «a cena l’arostisse e governassela», la legge Tobler-Mussafia: non è mai rispettata è sempre rispettata è rispettata solo dalla forma «governassela» è rispettata solo dalla forma «l’arostisse».
02. La forma «isperate» nel verso dantesco «non isperate mai veder lo cielo» è un caso di: prostesi di /i/ aferesi di /i/ epitesi di /i/ epentesi di /i/.
03. La forma «venir» nel verso dantesco «Ed ecco verso noi venir per nave» è un caso di: troncamento aferesi sincope elisione.
L’Indovinello veronese: è un testo che presenta una patina volgare solo a un livello superficiale è il primo documento del volgare italiano è il primo documento del volgare veronese è un testo latino risalente all’VIII secolo.
02. Il Graffito della Catacomba di Commodilla: si trova a Viterbo e risale al IX secolo d.C. si trova a Viterbo e risale all’VIII secolo d.C. si trova a Roma e risale all’VIII secolo d.C. si trova a Roma e risale al IX secolo d.C. .
03. Tra le più antiche testimonianze letterarie profane in volgare italiano si annoverano: il Ritmo bellunese e l’iscrizione nella basilica inferiore di S. Clemente il Ritmo laurenziano e il Ritmo cassinese il Ritmo laurenziano e l’iscrizione della tomba di Giratto il Ritmo bellunese e la canzone «Quando eu stava en le tu cadhene».
04. Nella frase del Placito di Capua «kelle terre, [...] trenta anni le possette» si ha un caso di: dislocazione a sinistra dislocazione a destra tema libero anteposizione contrastiva.
05. La forma «a bboce» del Graffito della Catacomba di Commodilla si presenta come un caso di: betacismo betacismo e assimilazione del neutro pl. in «-a» alla declinazione femminile raddoppiamento fonosintattico betacismo e raddoppiamento fonosintattico.
01. La veste linguistica originale di «Pir meu cori alligrari» di Stefano Protonotaro ci è stata conservata: dal «libro siciliano» composto da Gianmaria Barbieri da uno dei tre grandi canzonieri duecenteschi P, L e V da un manoscritto copiato nell’Italia settentrionale da un trattato cinquecentesco di Gianmaria Barbieri.
02. I poeti «siculo-toscani» usarono: il siciliano letterario il siciliano letterario e il provenzale una lingua di base toscana in cui convivono sicilianismi, provenzalismi ed elementi locali una lingua di base fiorentina in cui convivono sicilianismi, provenzalismi ed elementi locali.
03. Lo stile di Guittone d’Arezzo: è sciatto e trascurato fino a divenire banale si rifà alla tradizione siciliana è ispirato alla semplicità e alla cantabilità si rifà alla tradizione provenzale del «trobar clus».
04. I poeti della scuola siciliana scrissero: nel siciliano di Palermo, la sede della corte di Federico II in un volgare genericamente meridionale in una lingua recante una patina grafico-linguistica già toscanizzata in un siciliano illustre, privo di tratti dialettali locali.
05. I poeti della Scuola poetica siciliana: imitarono la poesia trobadorica, ma scrissero in volgare siciliano imitarono la poesia trobadorica, ma scrissero in toscano imitarono la poesia trobadorica e usarono la lingua d’oc imitarono la poesia trobadorica e usarono la lingua francese .
06. Quale di queste affermazioni è falsa? in siciliano le vocali latine ĕ (e breve) e ŏ (o breve) evolvono rispettivamente in /e/ e /o/ il sistema fonologico del siciliano ha tre vocali atone ill sistema fonologico del siciliano ha cinque vocali toniche in siciliano le vocali latine ĕ (e breve) e ŏ (o breve) non dittongano .
01. Il vero protagonista della svolta stilnovistica fu: Dante Alighieri Guido Cavalcanti Guido Guinizzelli Bonagiunta Orbicciani da Lucca .
02. La definizione di «dolce stil novo» viene formulata da Dante: nel «Convivio» nella «Vita nova» nel «Purgatorio» nel «De vulgari eloquentia» .
03. Quale di questi elementi caratterizza la lingua di «Tanto gentile e tanto onesta pare» di Dante Alighieri? l’abbondanza di sicilianismi il ricorso al linguaggio della filosofia e della medicina del tempo l’abbondanza di provenzalismi il ricorso a numerosi latinismi.
04. Quale di queste caratteristiche non appare tipica della prosa delle origini? polisindeto abbondanza di sicilianismi paratassi ricchezza lessicale.
05. La «Vita nova» di Dante: è un romanzo autobiografico in versi è un trattato in prosa, contenente al suo interno testi poetici è una raccolta di rime introdotte e seguite da parti in prosa è un canzoniere di rime amorose.
01. Il «Convivio» di Dante: è un trattato in latino che fu scritto nei primi anni dell’esilio è un trattato in latino che fu scritto poco prima dell’esilio è un trattato in volgare che fu scritto nei primi anni dell’esilio è un trattato in volgare che fu scritto poco prima dell’esilio.
02. La lingua della «Commedia» di Dante: è il «volgare illustre» teorizzato nel «De vulgari eloquentia» è un idioma artificiale, in cui si mescolano diverse varietà è basata sul fiorentino di fine Duecento e di inizio Trecento è abbondantemente modellato sulla prosa latina.
03. Nel canto XXVI del Purgatorio, Dante incontra: Arnaut Daniel e Guittone d’Arezzo Guido Guinizzelli e Bonagiunta Orbicciani da Lucca Guido Guinizzelli e Arnaut Daniel Arnaut Daniel e Bonagiunta Orbicciani da Lucca .
04. Secondo Dante, il volgare ideale è «illustre» perché: è il più celebre dei volgari italiani è il più nobile tra i volgari italiani è degno di illustrare le gesta dei grandi personaggi perché diffonde luce e risplende chiaro su tutti.
05. L’obiettivo che Dante persegue nel «De vulgari eloquentia» è quello: di tratteggiare la storia della poesia volgare, dai provenzali ai suoi giorni di rivendicare la dignità del volgare nell’uso colto di creare una lingua adatta al discorso filosofico di creare un’«arte poetica» del volgare.
01. Quale di questi motivi non figura nel sonetto petrarchesco «Erano i capei d’oro a l’aura sparsi»? l’inestinguibile passione del poeta la labilità delle cose il saluto della donna l’apparizione della donna.
uale di queste affermazioni è falsa? il «Canzoniere» di Petrarca è il testo chiave per la storia dell’italiano letterario al centro del «Canzoniere» c’è il concreto e tormentato io individuale il titolo originale del «Canzoniere» è «Rerum vulgarium fragmenta» per Petrarca l’amore è uno strumento di conoscenza intellettuale e di elevazione spirituale.
03. Nella novella di «Chichibio», l’autore inserisce delle brevi frasi: in dialetto veneziano in vernacolo fiorentino nel fiorentino «rustico» di Certaldo in dialetto bolognese.
04. La lingua del «Decameron» si presenta: maggiormente polimorfica di quella della coeva poesia meno polimorfica di quella della coeva poesia meno polimorfica di quella della coeva poesia, ma solo nelle ballate che concludono le giornate altrettanto polimorfica di quella della coeva poesia .
05. La lingua usata nel Proemio del «Decameron» e nella cornice introduttiva alle giornate è caratterizzata: dall’uso abbondante di ordini sintattici marcati: dislocazioni a sinistra e a destra, tema libero ecc. dall’impiego di forme tipiche delle varietà «basse» di fiorentino dall’uso abbondante del «che» polivalente dall’impiego di periodi lunghi, ricchi di subordinate.
06. Nelle prime righe del Proemio del «Decameron» l’autore afferma: di aver trovato sollievo alle sue sofferenze amorose nella lettura dei classici latini di aver trovato sollievo alle sue sofferenze amorose nella scrittura di novelle di aver trovato sollievo alle sue sofferenze amorose nella fede di aver trovato sollievo alle sue sofferenze amorose nel dialogo con qualche amico.
07. La forma «aura» del primo verso del sonetto petrarchesco «Erano i capei d’oro a l’aura sparsi» è un: latinismo sicilianismo provenzalismo francesismo.
Nel verso petrarchesco «vo mesurando a passi tardi e lenti», nel sintagma «tardi e lenti» che procedimento retorico troviamo? polisindeto anafora consonanza dittologia sinonimica.
10.01. Quale di queste affermazioni è falsa? con l’Umanesimo il latino diventa il principale strumento espressivo in ogni campo della cultura con l’Umanesimo si diffonde l’idea della superiorità della cultura moderna su quella antica nel Quattrocento il volgare viene usato solo nelle scritture pratiche e nei generi letterari popolari nel Quattrocento il volgare attraversa una fase di crisi.
10.02. La lingua dei poeti dell’Umanesimo volgare fiorentino: è la lingua dei grandi autori del Due- e del Trecento (Dante, Petrarca e Boccaccio) è la lingua dei grandi autori del Due- e del Trecento, aperta agli influssi del fiorentino contemporaneo è il fiorentino del Quattrocento (detto anche «argenteo») è la lingua dei grandi autori del Trecento, in particolare di Petrarca e Boccaccio.
10.03. Quale delle seguenti affermazioni è falsa? La lettera che funge da prefazione alla Raccolta Aragonese fu firmata da Angelo Poliziano La Raccolta Aragonese è un’antologia dei primi secoli della poesia toscana Gli autori della Raccolta Aragonese vogliono proporre ai contemporanei un modello linguistico La Raccolta Aragonese fu inviata da Lorenzo de’ Medici a Federico d’Aragona .
10.04. Quale dei seguenti tratti non è caratteristico del fiorentino del Quattrocento? la desinenza di III pl. «-on(o)» invece di «-ano» l’apocope di /e o/ dopo /l n r/ l’articolo definito maschile singolare «el» l’articolo definito maschile plurale «e».
10.05. Il tema del latino parlato a Roma fu oggetto di uno scambio epistolare tra due importanti umanisti: Biondo Flavio e Poggio Bracciolini Poggio Bracciolini e Cristoforo Landino Cristoforo Landino e Leonardo Bruni Biondo Flavio e Leonardo Bruni.
10.06. Tra le opere di Poliziano ricordiamo: La «Favola di Orfeo» e i «Canti carnascialeschi» Le «Stanze per la giostra» e i «Canti carnascialeschi» Le «Stanze per la giostra» e la«Favola di Orfeo» Le «Stanze per la giostra» e il «Commento alla Commedia».
10.07. La grammatica di Leon Battista Alberti è: una grammatica del fiorentino Trecentesco una grammatica del fiorentino contemporaneo una grammatica della lingua degli scrittori più autorevoli della tradizione una grammatica del fiorentino di Dante, Petrarca e Boccaccio.
01. L’imporsi del modello petrarchesco alla fine del Quattrocento è dimostrato: dagli «Amorum libri» e dall’«Orlando innamorato» di Boiardo dall’«Arcadia» e dalle «Rime» di Sannazaro, e dalle «Stanze per la giostra» di Poliziano dall’«Arcadia» e dalle «Rime» di Sannazaro, e dall’«Orlando innamorato» di Boiardo dall’«Arcadia» e dalle «Rime» di Sannazaro, e dagli «Amorum libri» di Boiardo.
02. Sannazaro sottopose l’«Arcadia» a lungo processo di revisione: avvicinarne la lingua sempre più al modello petrarchesco, boccacciano e dantesco avvicinarne la lingua sempre più al toscano quattocentesco per avvicinarne la lingua sempre più al modello petrarchesco e boccacciano avvicinarne la lingua sempre più ai modelli proposti da Bembo .
03. Le «lingue di koiné»: sono lingue usate nelle corti dell’Italia settentrionale sono lingue elaborate nelle cancellerie signorili e comunali, soprattutto nell’Italia meridionale sono lingue elaborate nelle cancellerie signorili e comunali, soprattutto nell’Italia settentrionale e meridionale sono le lingue «cortigiane» in uso presso le corti d’Italia nei secoli XV e XVI .
04. Il maccheronico è: un volgare settentrionale infarcito di termini latini e di latinismi un volgare infarcito di termini latini e di latinismi un latino infarcito di elementi lessicali volgari, spesso dialettali un volgare «saturato» di latinismi.
Per evitare le forma dialettali, le «lingue di koiné» elaborate nelle cancellerie del Quattrocento fanno in genere ricorso: a latinismi ad arcaismi a neologismi a toscanismi.
01. La teoria linguistica di Bembo: venne espressa organicamente nelle «Prose della volgar lingua», pubblicate nel 1515 era ispirata ai principi del classicismo cinquecentesco teneva conto anche – seppur cautamente – del fiorentino vivo si fondava sull’idea dell’indipendenza della lingua dalla letteratura .
02. Quali sono le date delle tre edizioni dell’«Orlando furioso» di Ludovico Ariosto? 1521, 1525, 1532 1516, 1525, 1532 1516, 1521, 1525 1516, 1521, 1532.
03. Quale di queste affermazioni è falsa? il lavoro nella tipografia aldina permise a Bambo di rivedere in senso toscaneggiante molti testi in vista della pubblicazione l’edizione di Petrarca del 1501 assicurò a Bembo la possibilità di fissare un testo di riferimento, da cui ricavare una norma grammaticale l’avvento della stampa ebbe dei riflessi molto rilevanti in campo linguistico perché favorì la diffusione della norma bembiana nell 1501 e nel 1502 Bembo pubblicò a Venezia presso Aldo Manuzio le edizioni a stampa di Petrarca e di Boccaccio.
04. Nel verso «che tutto n’arde e non ritrova loco» dell’«Orlando furioso» (I 18 8), la forma «loco»: è settentrionalismo sopravvissuto alla revisione linguistica è un ispanismo è un latinismo sopravvissuto alla revisione linguistica è un sicilianismo.
01. L’uso del dialetto nella commedia del Cinquecento: deriva solo dall’esigenza di dar voce alle istanze degli umili e dei diseredati prosegue la tradizione delle lingue di koiné deriva da un rifiuto del classicismo bembiano prosegue la tradizione dei volgari medievali.
02. La lingua della «Mandragola» di Machiavelli: fonde latinismi di origine cancelleresca con parole comuni e quotidiane è un limpido esempio di fiorentino vivo è modellata fondamentalmente sul fiorentino letterario del Trecento è un efficace compromesso tra lingua letteraria e lingua viva.
03. Quale autore cercò di conciliare la tesi «fiorentinista», che proponeva come modello il fiorentino parlato, con la tesi di Bembo, che proponeva come modello la lingua dei grandi autori dei Trecento? Claudio Tolomei Pier Francesco Giambullari Benedetto Varchi Niccolò Machiavelli.
04. La teoria cortigiana fu sostenuta per la prima volta: da Vincenzo Colli detto il Calmeta da Mario Equicola da Gian Giorgio Trissino da Baldassarre Castiglione .
01. Quale di queste forme contenute nelle prime tre ottave della «Gerusalemme liberata» è un latinismo? fanciul aurea scogli petto.
02. Lionardo Salviati trasformò la teoria di Bembo: prendendo in considerazione anche la lingua di Dante prendendo in considerazione anche la lingua del Duecento prendendo in considerazione anche il fiorentino vivo ampliando il canone anche ad autori minori del Trecento.
03. La grammatica di Pierfrancesco Giambullari: prende come punto di riferimento la lingua delle «Tre Corone», privilegiando Dante prende come punto di riferimento la lingua letteraria prende come punto di riferimento il fiorentino vivo prende come punto di riferimento il fiorentino trecentesco .
04. La prima grammatica dell’italiano, dopo quella di Leon Battista Alberti, si deve a: Pierfrancesco Giambullari Pietro Bembo Lionardo Salviati Giovan Francesco Fortunio.
05. Quale di questi elementi non fu criticato dagli Accademici della Crusca nella «Gerusalemme liberata»? stile oscuro finalità encomiastiche uso di latinismi sintassi complessa e artificiosa .
01. Il «Cantico di frate sole»: è il più famoso dei testi di s. Francesco scritti in volgare è l'unico testo di Francesco scritto in volgare è scritto parte in latino, parte in volgare umbro è il primo testo religioso italiano in volgare.
02. La lingua delle opere volgari di Galileo: è agile, ma sciatta e trascurata è caratterizzata da un tono severo e magniloquente di registro medio, ma non manca di eleganza è fredda e impersonale.
03. Il Concilio di Trento: propugnò il principio del libero esame delle scritture favorì la traduzione in volgare della Bibbia vietò il possesso di Bibbie volgari contribuì all’unificazione linguistica d’Italia.
04. A quale di questi autori si deve una delle più importanti raccolte di prediche medievali? Poliziano Bernardino da Siena Iacopone da Todi Garzo.
05. L’uso del volgare da parte di Galileo dipende, tra l’altro, dalla volontà: di dare valore letterario alle sue opere scientifiche di competere con gli altri scienziati europei che avevano abbandonato il latino di rivolgersi ai membri dell’aristocrazia fiorentina di staccarsi polemicamente dalla tradizione degli accademici di esprimersi in latino.
01. I più importanti oppositori della Crusca nel Seicento furono: Paolo Beni, Alessandro Tassoni, Carlo Maria Maggi Paolo Beni, Alessandro Tassoni, Daniello Bartoli Paolo Beni, Daniello Bartoli, Carlo Maria Maggi Alessandro Tassoni, Daniello Bartoli, Carlo Maria Maggi .
02. Quale di queste affermazioni è falsa? il più importante esponente del classicismo barocco è Giambattista Marino nella poesia barocca, un importante serbatoio di parole «nuove» è rappresentato dal lessico scientifico la parola d’ordine della poesia barocca è la «meraviglia» la poesia classicista barocca riafferma l’autorità del modello petrarchesco.
03. La prima edizione del Vocabolario degli Accademici della Crusca uscì nel: 1691 1623 1612 1582 .
04. Il melodramma: viene teorizzato all’interno della fiorentina Camerata dei Bardi vede la luce con il «Pastor fido» di Battista Guarini vede la luce con l’«Aminta» di Tasso vede la luce con l’«Orfeo» di Claudio Monteverdi .
01. Quale di queste idee non rientra tra quelle avanzate da Melchiorre Cesarotti nel «Saggio sulla filosofia delle lingue»? l’idea di redigere un Nuovo vocabolario italiano ricco di termini delle arti e delle scienze l’idea di redigere un Nuovo vocabolario italiano privo di termini regionali l’idea di istituire un «Consiglio nazionale» della lingua al posto della Crusca l’idea di redigere un Nuovo vocabolario italiano privo di arcaismi.
02. Per Giambattista Vico il linguaggio: è uno strumento di progresso e un veicolo di diffusione della cultura è il puro prodotto di una convenzione sociale è un veicolo di espressione e di conoscenza è uno strumento sociale, che permette la comunicazione tra gli uomini.
03. La sintassi della «Scienza nuova» di Giambattista Vico è: abbondantemente ipotattica, sebbene non ispirata al modello boccacciano lineare e limpida, come quella dei suoi contemporanei abbondantemente ipotattica, perché ispirata al modello boccacciano lineare e limpida, diversamente da quella dei suoi contemporanei .
04. Nella «Rinunzia avanti notaio al Vocabolario della Crusca» di Alessandro Verri si afferma: che nel Settecento la lingua italiana è giunta al suo massimo livello di perfezione che ogni parlante ha il diritto di inventarsi una sua lingua personale che per arricchire una lingua è necessario ricorrere a prestiti da altre lingue che ogni lingua moderna necessita di una precisa codificazione grammaticale.
05. Nel «Saggio sulla filosofia delle lingue» di Melchiorre Cesarotti si afferma che: la lingua scritta deve conformarsi ai ai modelli letterari di un determinato secolo la lingua scritta deve rifarsi alla varietà parlata dal popolo, aspirando a un livello medio la lingua parlata serve deve essere impiegata dai dotti per l’attività intellettuale la lingua media deve conciliare l’uso vivo e la lingua della tradizione.
06. Quale di questi elementi non fu caratteristico del periodo dell’Illuminismo: diffusione della cultura nei ceti medi polemica nei confronti dell’autorità ridimensionamento del potere spirituale della Chiesa fiducia nel progresso dell’umanità.
07. Nel Settecento, il francese venne considerato «lingua della ragione»: perché era la lingua degli illuministi perché ammetteva ordini marcati diversi da quello «diretto» perché ammetteva solo un ordine dei costituenti della frase perché era stato descritto in diverse «grammatiche ragionate» .
01. Sul piano della lingua, l’Accademia dell’Arcadia propone: il ritorno al modello petrarchesco il ritorno al modello della poesia barocca il ritorno al modello petrarchesco e boccacciano il ritorno al classicismo barocco.
02. Quale di questi procedimenti non è tra quelli che l’Arcadia recupera dal linguaggio lirico tradizionale? il ricorso al troncamento l'uso di neologismi il ricorso a forme monottongate l’uso dell’enclisi coi verbi di modo finito.
03. La lingua delle commedie di Goldoni è caratterizzata: dalla presenza di venetismi, settentrionalismi e francesismi da una sintassi semplificata, ispirata al modello arcadico da una sintassi abbondantemente ipotattica dalla presenza di latinismi, aulicismi e arcaismi .
04. La riforma del melodramma attuata dai letterati dell’Arcadia si ispirava, tra le altre cose, all’esigenza di: ridare dignità letteraria e autonomia poetica all’accompagnamento musicale immettere nel testo teatrale temi comici ed eroici trasformare il testo poetico in un testo teatrale (il cosiddetto «libretto») ridare dignità letteraria e autonomia poetica al testo poetico.
05. Per la lingua delle sue commedie, Carlo Goldoni: riproduce la lingua della conversazione quotidiana in uso in Toscana ai suoi tempi riproduce la lingua della conversazione quotidiana dei suoi tempi riproduce l’italiano di conversazione borghese e popolare dei suoi tempi inventa una lingua di conversazione, attingendo prevalentemente da fonti scritte.
01. Ugo Foscolo: coniuga un linguaggio poetico tipicamente neoclassico con una sensibilità illuministica coniuga un linguaggio poetico tipicamente neoclassico con una sensibilità romantica coniuga un linguaggio poetico tipicamente illuministica con una sensibilità neoclassica coniuga un linguaggio poetico tipicamente romantico con una sensibilità neoclassica.
Il «Giorno» di Giuseppe Parini: è un dramma satirico è un poema epico è un poema didascalisco è un romanzo satirico .
03. Nel verso dell’Iliade di Monti «molte anzi tempo all’Orco / generose travolse alme d’eroi», quale dei seguenti procedimenti si riscontra? iperbato verbo alla fine della frase inversione (o anastrofe) latinismo.
04. Quale di questi procedimenti non appare caratteristico della poesia neoclassica? uso di francesismi uso di riferimenti mitologici uso di latinismi e grecismi uso di perifrasi dotte.
05. Le scelte linguistiche di Vittorio Alfieri sono orientate a: recuperare il modello petrarchesco avvicinare la lingua delle sue tragedie all’uso vivo allontanare la lingua delle sue tragedie da quella dei contemporanei recuperare il modello arcadico.
01. La sintassi della «Quiete dopo la tempesta» di Leopardi è caratterizzata: dalla paratassi e dal polisindeto dall’ipotassi e dall’asindeto dalla paratassi e dall'asindeto dall’ipotassi e dal polisindeto .
02. Nel sintagma «sgombrasi» del v. 6 della «Quiete dopo la tempesta» abbiamo un: arcaismo fonetico arcaismo sintattico arcaismo morfologico arcaismo lessicale .
03. Il ricorso agli arcaismi da parte di Leopardi dipende dalla sua volontà di: conferire alla lingua poetica la dignità letteraria delle lingue classiche allontanare il linguaggio poetico dall’uso quotidiano imitare la grande poesia della tradizione letteraria italiana del Trecento e del Cinquecento riportare il linguaggio poetico alla dignità dell’antica lingua letteraria.
01. Quale di queste idee non rispecchia le idee di Manzoni espresse nella relazione «Dell’unità della lingua e dei mezzi di diffonderla»? l’unificazione linguistica doveva procedere «sostituendo» a ciascun dialetto la lingua fiorentina ai parlanti e agli scriventi non toscani doveva essere proposto come modello Il fiorentino «dell’uso colto» l’unificazione linguistica non poteva essere raggiunta proponendo agli italiani una lingua già esistente e omogenea la diffusione del fiorentino vivo doveva avvenire tramite l’invio di insegnanti elementari toscani.
02. La revisione che porta dalla Ventisettana alla Quarantana comporta sistematicamente la sostituzione: di forme arcaiche e letterarie con espressioni dell’uso vivo di forme arcaiche e letterarie con cultismi di forme del fiorentino popolare con espressioni del fiorentino dell’uso colto di forme genericamente toscane con espressioni tipicamente fiorentine .
03. La lingua del «Fermo e Lucia» è caratterizzata: da un fondo di lombardo e da vari elementi toscani e francesi da un fondo di fiorentino contemporaneo e da vari elementi lombardi e francesi da un fondo di italiano parlato e da vari elementi lombardi e francesi da un fondo di toscano letterario e da vari elementi lombardi e francesi.
04. Le scelte linguistiche operate da Manzoni nella prima edizione dei «Promessi sposi» sono determinate dalla volontà di: avvicinarsi il più possibile alla lingua dell’uso medio avvicinarsi il più possibile all’uso toscano contemporaneo avvicinarsi il più possibile alla lingua parlata avvicinarsi il più possibile alla lingua letteraria di base toscana .
05. Nell’edizione finale dei «Promessi sposi» Manzoni si orientò: verso una lingua genericamente toscana verso il fiorentino dell’uso colto verso il fiorentino delle classi popolari verso la lingua letteraria.
01. Il Romanticismo: pose l’accento sul legame tra lingua e popolo e rivalutò i dialetti promosse la compilazione di dizionari dialettali per facilitare la diffusione della lingua nazionale pose l’accento sul problema dell’unificazione linguistica nazionale e condannò i dialetti promosse la compilazione di dizionari dialettali ma disprezzò la letteratura dialettale.
02. Il «Dizionario della lingua italiana» di Tommaseo-Bellini: ha come modello il fiorentino vivo, diversamente dal Giorgini-Broglio, ha come modello sia il toscano parlato che la lingua letteraria, diversamente dal Giorgini-Broglio ha come modello il fiorentino vivo, come il Giorgini-Broglio ha come modello sia il toscano parlato che la lingua letteraria, come il Giorgini-Broglio.
03. Secondo Graziadio Isaia Ascoli, l’unificazione linguistica: doveva essere raggiunta attraverso un intervento pilotato dalle istituzioni doveva essere raggiunta attraverso il sistema scolastico doveva essere raggiunta attraverso la diffusione della lingua letteraria di base fiorentina dipendeva da fattori extralinguistici.
04. Nei loro romanzi, gli scrittori Carlo Dossi, Giovanni Faldella e Vittorio Imbriani: usarono prevalentemente la lingua letteraria, lasciando spazio al dialetto nei dialoghi usarono una italiano di tipo popolare, ricco di termini regionali e dialettali usarono uno stile fortemente espressivo, ricco, tra l’altro, di regionalismi usarono il dialetto sia nelle parti narrative che in quelle dialogiche.
01. Quale di questi procedimenti è tra quelli impiegati da Verga per produrre l’impressione di una «oralità popolare»? la dislocazione a destra e a sinistra il discorso indiretto libero il ricorso a sicilianismi morfologici e fonetici il ricorso a sicilianismi lessicali.
02. La lingua del romanzo «I Malavoglia»: è un siciliano caratterizzato da vari tratti tipici del parlato è un italiano ricco di termini dialettali siciliani, e caratterizzato da vari tratti tipici del parlato è un italiano caratterizzato da vari tratti tipici del parlato è un italiano di tipo fiorentino, caratterizzato da vari tratti tipici del parlato .
03. I testi veristi di Giovanni Verga si incardinano su due procedimenti fondamentali: l’impegno politico e la scientificità della letteratura l’impersonalità e la regressione del narratore l’impegno politico e l’impersonalità la scientificità della letteratura e la regressione del narratore.
01. Nella sua opera, Giovanni Pascoli: si attiene alla distinzione classica che separava gli argomenti sublimi da quelli umili riprende tematiche e motivi tipici del Positivismo europeo cerca di avvicinare la lingua della poesia alla lingua parlata canta esclusivamente realtà umili e dimesse.
02. Quale procedimento sintattico appare dominante nella lirica pascoliana «L’assiuolo»? asindeto anastrofe enclisi pronominale iperbato.
03. La forma «pèrsica» che si incontra nella lirica dannunziana «Nella belletta» è un: una variante dialettale di «pèsca» allofono di «pèsca» allomorfo di «pèsca» allotropo di «pèsca».
04. La lirica dannunziana «Nella belletta» presenta già nel titolo una citazione di un testo di: Dante Petrarca Orazio Virgilio.
05. Il progetto linguistico di D’Annunzio è quello: di allontanare la lingua della poesia da quella quotidiana, ritornando al linguaggio lirico di tradizione petrarchesca di allontanare la lingua della poesia da quella quotidiana, ritornando alla lingua letteraria tradizionale di avvicinare la lingua poetica a quella parlata, recuperando forme dalla lingua quotidiana di allontanare la lingua della poesia da quella quotidiana, recuperando forme medievali e classiche direttamente dalle fonti.
06. La poesia di Pascoli è stata definita 'postgrammaticale' perché fa ricorso a: procedimenti fonosimbolici onomatopee termini specifici attinti dai lessici speciali figure di suono .
Quale di queste misure di politica linguistica fu intrapresa dal regime fascista? il sostegno dell’attività lessicografica della Crusca il rifiuto delle parole straniere la promozione e la valorizzazione dei dialetti la difesa delle minoranze linguistiche.
02. Don Lorenzo Milani contestava: gli errori concettuali compiuti dagli insegnanti nella correzione degli elaborati il ruolo avuto dalla classe dominante nell’annosa questione della lingua la mancanza di specifiche conoscenze tecniche da parte degli insegnanti il modello linguistico proposto dalla scuola, anacronistico e letterario.
03. Quale di questi eventi non ebbe effetti significativi sulla diffusione dell’italiano nella prima metà del Novecento? la mobilitazione delle masse popolari l’innalzamento dell’obbligo scolastico la Grande guerra (1915-1918) il regime fascista.
01. Quale di queste caratteristiche è tipica dell’«italiano aziendale»? precisione e univocità dei termini uso di lessico tecnico-scientifico uso di tecnicismi collaterali uso di lessico prevalentemente denotativo.
01. Quale autore sfruttò al massimo le potenzialità della lingua in senso espressionista? Carlo Emilio Gadda Italo Svevo Italo Calvino Umberto Saba.
02. Quale di queste affermazioni è falsa? un elemento che distingue la lingua di Montale da quella dei contemporanei è la sua evidente letterarietà in Saba, aulicismi e lingua quotidiana convivono armonicamente in un tono medio Ungaretti persegue l’isolamento della parola al fine di recuperarne la «purezza originaria» il linguaggio poetico dei futuristi appare caratterizzato dal «cozzo dell’aulico col prosaico».
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