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METALLURGIA MECCANICA

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METALLURGIA MECCANICA

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ECAMPUS TEST

Creation Date: 2026/01/24

Category: University

Number of questions: 292

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La Metallurgia Meccanica: È la disciplina che studia comportamento dei materiali metallici sottoposti a sforzi meccanici. nessuna risposta corretta. È la disciplina che studia la struttura dei materiali metallici. Studia la produzione dei materiali metallici a partire dalle materie prime.

Un solido cristallino: è composto da particelle disposte in modo ordinato e ripetitivo in due direzioni dello spazio. è composto da particelle disposte in modo ordinato e ripetitivo in una direzione dello spazio. è composto da particelle disposte in modo disordinato e ripetitivo nelle tre direzioni dello spazio. è composto da particelle disposte in modo ordinato e ripetitivo nelle tre direzioni dello spazio.

Quanto vale il fattore di compattazione atomica di una struttura CFC?. 0.35. 0.74. 0.98. 0.68.

Quanto vale il fattore di compattazione atomica di una struttura EC?. 0.64. 0.98. 0.68. 0.74.

Quanto vale il fattore di compattazione atomica di una struttura CCC?. 0.68. 0.98. 0.74. 0.89.

Qual è il numero di coordinazione di una struttura esagonale compatta (EC)?. 10. 6. 12. 8.

Qual è il numero di coordinazione di una struttura cubica a corpo centrato (CCC)?. 8. 12. 6. 10.

Qual è il numero di coordinazione di una struttura cubica a facce centrate (CFC)?. 10. 6. 12. 8.

Un solido cristallino: è composto da particelle disposte in modo disordinato nelle tre direzioni dello spazio. è composto da particelle disposte in modo ordinato e ripetitivo in una direzione dello spazio. è composto da particelle disposte in modo ordinato e ripetitivo nelle tre direzioni dello spazio. è composto da particelle disposte in modo ordinato e ripetitivo in due direzioni dello spazio.

Quale tra questi sistemi cristallini non esiste: triangolare. cubico. tetragonale. esagonale.

Un solido amorfo: presenta proprietà fisiche costanti dipendenti dalla direzione analizzata. presenta proprietà fisiche costanti in ogni direzione analizzata. presenta proprietà fisiche caratteristiche della direzione analizzata. presenta proprietà fisiche variabili in ogni direzione analizzata.

I solidi cristallini: nessuna risposta corretta. presentano una disposizione ripetitiva nelle tre dimensioni dello spazio delle particelle che li compongono. possono presentare una disposizione ripetitiva e disordinata nelle tre dimensioni dello spazio delle particelle che li compongono. presentano una disposizione disordinata nelle tre dimensioni dello spazio delle particelle che li compongono.

Il piano tratteggiato ha i seguenti indici di Miller: (0 1 0). (1 1 1). (1 0 0). (1 1 0).

Il piano tratteggiato ha i seguenti indici di Miller: (1 0 0). (0 1 0). (1 1 0). (1 1 1).

Un solido amorfo: è generalmente isotropo per la disposizione spaziale casuale dei grani di cristalli che lo costituiscono. nessuna risposta corretta. presenta proprietà fisiche costanti in qualunque direzione esse vengano determinate. presenta proprietà fisiche costanti dipendenti dalla direzione in cui vengano determinate.

Quale di questi sistemi cristallini non esiste?. tetragonale. triangolare. esagonale. cubico.

I solidi amorfi: presentano una disposizione disordinata nelle tre dimensioni dello spazio delle particelle che li compongono. nessuna risposta corretta. possono presentare una disposizione ripetitiva e disordinata nelle tre dimensioni dello spazio delle particelle che li compongono. presentano una disposizione ripetitiva nelle tre dimensioni dello spazio delle particelle che li compongono.

QUANTO VALE IL FATTORE DI COMPATTAZIONE ATOMICO (FCA) IN UNA STRUTTURA CCC?. 0,98. 0,68. 0,35. 0,74.

QUANTO VALE IL FATTORE DI COMPATTAZIONE ATOMICO (FCA) IN UNA STRUTTURA CFC?. 0,74. 0,68. 0,35. 0,98.

NUMERO DI COORDINAZIONE PER UNA STRUTTURA CUBICA A FACCE CENTRATE (CFC). 12. 4. 6. 8.

Quale sequenza di impilamento rappresenta un reticolo EC?. ABC ABC ABC. BCA ABC CBA. EC AB EC. AB AB AB.

Quale sequenza di impilamento rappresenta un reticolo cubico semplice?. ABABABABAB. ABCCBA. ABCABCABC. AAAAAAA.

Quale sequenza di impilamento rappresenta un reticolo CCC?. BCAABCCBA. ABCABCABC. ABCCBAABC. ABABAB.

Quanti atomi sono contenuti in ogni reticolo cubico semplice?. 8. 4. 2. 1.

Quale sequenza di impilamento rappresenta un reticolo CFC?. CFC ABC CFC. ABC ABC ABC. BCA ABC CBA. AB AB AB.

Quanti atomi sono contenuti in ogni cella EC?. 9. 2. 10. 4.

Quanti atomi sono contenuti in ogni cella CCC?. 2. 4. 10. 9.

QUAL'E' IL PIANO DI IMPILAMENTO DI UNA STRUTTURA CFC. ABCDABCD. ABABAB. ABCABC. BCABCA.

il numero degli atomi del reticolo cubico semplice è: 4. 8. 2. 1.

Il numero degli atomi presenti nella cella c.c.c. è: 10. 9. 2. 4.

Il numero degli atomi presenti nella cella c.f.c. è: 2. 4. 8. 14.

il reticolo presente in figura è: tetraedico. multi cubico a facce centrate. esagonale compatto. tetragonale.

Il reticolo presente in figura è: cubico a facce centrate. cubico semplice. cubico a corpo centrato. triclino a corpo centrato.

Il reticolo presente in figura è: cubico semplice. esagonale a face centrate. cubico a corpo centrato. cubico a face centrate.

Quanti atomi sono contenuti in ogni cella CFC?. 4. 2. 8. 14.

In cosa consiste la diffusione. Nel trasporto di soluzioni solide. Nel trasporto di materia attraverso altra materia. Nel trasporto di atomi attraverso la materia. Nel trasporto di atomi attraverso atomi.

Gli atomi di soluto in una soluzione solida interstiziale. si sostituiscono agli atomi del solvente. hanno dimensioni comparabili con gli atomi di soluto. occupano posizioni interstiziali presenti nel reticolo del solvente. sono di norma più grandi degli atomi di soluto.

La diffusione allo stato solido è favorita quando avviene. al centro del grano. al bordo di grano. nel volume. nella massa.

COSA SI INTENDE PER DIFFUSIONE. TRASPORTO DI ATOMI ATTRAVERSO ATOMI. TRASPORTO DI SOLUZIONI SOLIDE. TRASPORTO DI MATERIA ATTRAVERSO ALTRA MATERIA. TRASPORTO DI ATOMI ATTRAVERSO LA MATERIA.

Le soluzioni solide possono essere: costituzionali e interstiziali. sostituzionali intersezionali. costituzionali o intersezionali. sostituzionali o interstiziali.

La resistenza meccanica teorica dei materiali metallici è: ≈ E/1000. più piccola della resistenza reale. uguale alla resistenza reale. ≈ E/10.

LA DIFFUSIONE ALLO STATO SOLIDO E' FAVORITA QUANDO AVVIENE. AL CUORE DEL GRANO. NELLA MASSA. A BORDO DI GRANO. IN VOLUME.

COSA SI INTENDE PER DIFFUSIONE. TRASPORTO DI SOLUZIONI SOLIDE. TRASPORTO DI ATOMI ATTRAVERSO ATOMI. TRASPORTO DI ATOMI ATTRAVERSO LA MATERIA. TRASPORTO DI MATERIA ATTRAVERSO ALTRA MATERIA.

LA DIFFUSIONE ALLO STATO SOLIDO E' FAVORITA QUANDO AVVIENE. IN VOLUME. AL CUORE DEL GRANO. A BORDO DI GRANO. NELLA MASSA.

La resistenza meccanica teorica dei materiali metallici è: uguale alla resistenza reale. ≈ E/10. ≈ E/1000. più piccola della resistenza reale.

Nelle soluzioni solide interstiziali, gli atomi di soluto: sono di norma più grandi degli atomi di soluto. Hanno dimensioni comparabili con gli atomi di soluto. si posizionano negli interstizi presenti nel reticolo del solvente. si sostituiscono agli atomi del solvente.

Le soluzioni solide sono: sostituzionali e intersezionali. costituzionali e intersezionali. costituzionali e interstiziali. sostituzionali e interstiziali.

Le dislocazioni appartengono ai: difetti lineari. difetti superficiali. difetti tridimensionali. difetti puntuali.

Le dislocazioni sono in grado di superare gli ostacoli localizzati: eliminando le sollecitazioni. con il contributo della sollecitazione oppure aumentando la temperatura. abbassando la temperatura. nessuna risposta corretta.

Le vacanze appartengo ai: difetti tridimensionali. difetti superficiali. difetti puntuali. difetti lineari.

Il numero di vacanze: aumenta all'aumentare della temperatura. è indipendente dalla temperatura. nessuna risposta corretta. diminuisce all'aumentare della temperatura.

Le dislocazioni sono principalmente di due tipi: a dado e a vite. nessuna risposta corretta. a spigolo e arrotondato. a spigolo e a vite.

Le dislocazioni se sollecitate a freddo: nessuna risposta corretta. si moltiplicano solo a caldo. rimangono ferme. si muovono e/o si moltiplicano.

Il meccanismo di Frank-Read descrive: il meccanismo di formazione dei grani cristallini. il modo con cui si moltiplicano le dislocazioni. la diffusione delle vancanze. il meccanismo di salto delle dislocazioni.

Quale tra questi non è un difetto cristallino: difetto di superficie. difetto di linea. difetto di punto. difetto di spazio.

Le vacanze sono esempi di: difetti superficiali. difetti puntuali. difetti lineari. difetti tridimensionali.

Le dislocazioni sono esempi di: difetti tridimensionali. difetti puntuali. difetti superficiali. difetti lineari.

Il numero delle vacanze presenti in un metallo: aumenta al diminuire della temperatura. aumenta all'aumentare della temperatura. si riduce all'aumentare della temperatura. è indipendente dalla temperatura.

Le dislocazioni sono principalmente di due tipi: a vite e miste. a spigolo e miste. a spirale e a gomito. a spigolo e a vite.

Sollecitando a freddo un materiale, le dislocazioni al suo interno. si eliminano. si muovono e/o si moltiplicano. si moltiplicano solo a caldo. rimangono ferme.

Frank-Read è il nome…. dei ricercatori che scoprirono la diffusione delle vancanze. di un meccanismo di salto delle dislocazioni. del meccanismo di formazione dei grani cristallini. di un meccanismo con cui si moltiplicano le dislocazioni.

Le dislocazioni possono superare ostacoli localizzati: per tempi di attesa sufficientemente lunghi. riducendo le sollecitazioni agenti. abbassando la temperatura. con il contributo della sollecitazione oppure aumentando la temperatura.

Qual è tra queste, non è un difetto cristallino: difetto di linea. difetto di punto. difetto di superficie. difetto di spazio.

I bordi di grano: rappresentano una regione di maggior addensamento atomico. sono naturalmente presenti nei materiali policristallini. rappresentano una regione di perfetto arrangiamento atomico tra grani adiacenti. sono naturalmente presenti nei materiali amorfi.

Le proprietà meccaniche dei materiali policristallini: non dipendono dalla dimensione dei grani a temperature basse. diminuiscono al diminuire della dimensione dei grani a temperature basse. aumentano al diminuire della dimensione dei grani a temperature basse. aumentano al diminuire della dimensione dei grani a temperature elevate.

I bordi di grano: sono sempre presenti nei materiali policristallini. rappresentano una regione di perfetto arrangiamento atomico tra grani adiacenti. sono sempre presenti nei materiali amorfi. rappresentano una regione di maggior addensamento atomico.

Le caratteristiche meccaniche dei materiali policristallini: diminuiscono al diminuire della dimensione dei grani a temperature basse. aumentano al diminuire della dimensione dei grani a temperature elevate. aumentano al diminuire della dimensione dei grani a temperature basse. non dipendono dalla dimensione dei grani a temperature basse.

La nucleazione è: la formazione delle prima gocce di liquido durante la fusione. l'aggregazione di un numero non molto elevato di atomi per formare nuclei di cristallo. la progressiva associazione di atomi con aumento della fase cristallina. nessuna risposta corretta.

La solidificazione di un metallo o di una lega si divide in: nucleazione e accrescimento. fissione e accrescimento. nessuna risposta corretta. formazione di nuclei e rifusione degli stessi.

La solidificazione di un metallo o di una lega metallica consiste: in una fase di nucleazione seguita da una di accrescimento. nella formazione di nuclei e successiva rifusione degli stessi. in una fase di accrescimento prima, e di nucleazione poi. in una fase di fissione ed accrescimento.

La nucleazione è: la formazione delle prime parti di solido durante la condensazione. la progressiva associazione di atomi con aumento della fase cristallina. la formazione delle prima gocce di liquido durante la fusione. l'aggregazione di un numero non molto elevato di atomi per formare nuclei di cristallo.

Qual è il tipo di calore che non viene rimosso con la solidificazione: nessuna risposta corretta. il calore specifico del liquido. il calore latente di evaporazione. il calore latente di fusione.

Qual è il tipo di calore che non viene rimosso con la solidificazione: il calore latente di fusione. il calore latente di sublimazione. il calore latente di evaporazione. il calore specifico del liquido.

Quale tra queste grandezze non è una misura della resistenza dei materiali: il carico di rottura. la durezza. il carico di snervamento. la lunghezza.

La deformazione elastica: nessuna risposta corretta. può essere sia reversibile che irreversibile. è una deformazione irreversibile. è una deformazione reversibile.

La deformazione plastica: nessuna risposta corretta. è una deformazione reversibile. è una deformazione irreversibile e permanente. presente solo nei materiali plastici.

Quale tra queste grandezze non caratterizza la resistenza del materiale: il carico di snervamento. la lunghezza. il carico di rottura. la durezza.

La deformazione plastica: è presente solo nei materiali plastici. è una deformazione reversibile nella direzione di sollecitazione. è una deformazione irreversibile e permanente. è una deformazione reversibile.

La deformazione elastica: è una deformazione reversibile. è una deformazione irreversibile nella direzione di sollecitazione. è una deformazione irreversibile. può essere sia reversibile che irreversibile.

Lo sforzo a trazione di un materiale metallico policristallino è: uguale a quello monocristallino. nessuna risposta corretta. nettamente inferiore a quello monocristallino. nettamente superiore a quello monocristallino.

Lo sforzo richiesto per provocare lo scorrimento in un metallo puro monocristallino non dipende: dalla struttura cristallina del metallo. dall'orientamento dei piani di scorrimento rispetto agli sforzi di taglio. nessuna risposta corretta. dalla temperatura.

Lo scorrimento nel metallo monocristallino inizia quando lo sforzo: è inferiore allo sforzo critico di taglio. raggiunge un determinato sforzo critico di taglio. nessuna risposta corretta. indipendentemente dal valore dello sforzo critico di taglio.

Lo sforzo necessario a provocare lo scorrimento in un metallo puro monocristallino è indipendente: dalla temperatura. dall'orientamento dei piani di scorrimento rispetto agli sforzi di taglio. dalla struttura cristallina del metallo. dalla lunghezza del campione.

Lo scorrimento in un monocristallo inizia quando la sollecitazione: raggiunge il valore critico dello sforzo di taglio. è inferiore allo sforzo critico di taglio. provoca una cricca sulla superficie del campione. indipendentemente dal valore dello sforzo critico di taglio.

La resistenza a trazione di un materiale metallico policristallino è: nettamente inferiore a quello monocristallino. nettamente superiore a quello monocristallino. nettamente inferiore a quello monocristallino a temperature elevate ma superiore per basse temperature. uguale a quello monocristallino.

Il comportamento meccanico di un materiale è influenzato da: resistenza, durezza, colabilità, rigidezza. resistenza, durezza, duttilità, rigidezza. resistenza elettrica, durezza, duttilità, rigidezza. resistenza, durezza, duttilità, permeabilità magnetica.

Il comportamento meccanico è dato da un insieme di proprietà, tra i quali: resistenza, durezza, colabilità, rigidezza. resistenza elettrica, durezza, duttilità, rigidezza. resistenza, durezza, duttilità, rigidezza. resistenza, durezza, duttilità, permeabilità magnetica.

Lo sforzo nominale nella prova di trazione è: il rapporto tra l'allungamento medio lungo l'asse e l'area della sezione iniziale. il rapporto tra la forza media lungo l'asse e l'area della sezione istantanea. il rapporto tra la forza media lungo l'asse e l'area della sezione iniziale. il rapporto tra la forza iniziale lungo l'asse e l'area della sezione iniziale.

L'unità di misura dello sforzo nominale è: addimensionale. MPa. N. MPa/mm.

La deformazione nominale nella prova di trazione è: il prodotto fra l'allungamento del provino e la sua lunghezza inziale. il rapporto fra l'allungamento del provino e l'area della sezione iniziale del provino. il rapporto fra l'allungamento del provino e la sua lunghezza iniziale. il rapporto fra la lunghezza finale del provino e la sua lunghezza iniziale.

Per convenzione il carico di snervamento si determina in corrispondenza dello sforzo che, una volta rilasciato il carico, lascia una deformazione plastica residua pari a: 0,02%. 0,002%. 0,2%. 2%.

Un materiale ricotto presenta rispetto ad un materiale incrudito: maggior carico a rottura e minore duttilità. maggior carico a rottura e maggiore duttilità. minor carico a rottura e minore duttilità. minor carico a rottura e maggiore duttilità.

Il carico di snervamento: corrisponde al valore di picco dello sforzo nella curva di trazione. rappresenta il limite tra la strizione e la rottura nella curva di trazione. rappresenta il valore dello sforzo a rottura nella curva di trazione. individua il limite tra la regione a comportamento elastico e quella a comportamento plastico.

Il modulo di Young indica: la rigidezza del materiale. la colabilità del materiale. la tenacità del materiale. la duttilità del materiale.

Rispetto ad un materiale incrudito, in un materiale ricotto si ha: un carico a rottura superiore e maggiore duttilità. minor carico a rottura e minore duttilità. maggior carico a rottura e minore duttilità. un carico a rottura inferiore e maggiore duttilità.

La legge di Hooke è valida: dopo lo snervamento del campione. per deformazioni inferiori al 2%. solo per campioni cilindrici. fino allo snervamento del campione.

In una curva di trazione, nella regione a comportamento elastico: esiste una relazione esponenziale tra σ e ε. esiste una relazione lineare tra σ e ε. esiste una relazione logaritmica tra σ e ε. esiste una relazione di potenza tra σ e ε.

In una prova di trazione la deformazione nominale è definita come: il rapporto fra la lunghezza finale del provino e la sua lunghezza iniziale. il rapporto fra l'allungamento del provino e l'area della sezione iniziale del provino. il rapporto fra l'allungamento del provino e la sua lunghezza iniziale. il prodotto fra l'allungamento del provino e la sua lunghezza inziale.

L'unità di misura dello sforzo nominale è: MPa. Pa/mm^3. MPa/mm. N.

Il modulo di Young dell'acciaio E=210GPa e quello dell'alluminio è E=75GPa: l'acciaio è più elastico dell'alluminio a parità di carico applicato. l'acciaio è più elastico dell'alluminio per carichi applicati elevati. l'acciaio ha rigidezza maggiore dell'alluminio. l'alluminio ha rigidezza maggiore dell'acciaio.

In una prova di trazione lo sforzo nominale è definito come il rapporto tra: la forza media lungo l'asse e l'area della sezione istantanea. l'allungamento medio lungo l'asse e l'area della sezione iniziale. la forza iniziale lungo l'asse e l'area della sezione iniziale. il carico medio applicato lungo l'asse e l'area della sezione iniziale.

La strizione: è un restringimento localizzato della sezione originale del provino. avviene sempre nel campo elastico. è il valore massimo di attrito lungo il provino. nessuna risposta corretta.

Il carico di rottura o resistenza a trazione: è uguale sempre al carico di snervamento. è il massimo valore della resistenza raggiunto nel diagramma σ-ε. è il massimo valore della resistenza raggiunto nel campo elastico del diagramma σ-ε. è il valore della resistenza raggiunto a rottura nel diagramma σ-ε.

Il carico di snervamento si determina convenzionalmente in corrispondenza dello sforzo che, una volta rilasciato il carico, lascia una deformazione plastica residua pari a: 0,002%. 0,2%. 0,02%. 2%.

Il carico di snervamento: rappresenta il limite tra la strizione e la rottura nella curva di trazione. rappresenta il limite tra la regione a comportamento elastico e quella a comportamento plastico. rappresenta il valore dello sforzo più alto nella curva di trazione. rappresenta il valore dello sforzo a rottura nella curva di trazione.

Il modulo di Young dell'acciaio E=210GPa e quello dell'alluminio è E=75GPa: l'acciaio è più elastico dell'alluminio a parità di carico applicato. nessuna risposta corretta. l'acciaio è più rigido dell'alluminio. l'alluminio è più rigido dell'acciaio.

Il modulo di Young o modulo di elasticità indica: la colabilità del materiale. la rigidezza del materiale. la duttilità del materiale. la tenacità del materiale.

La legge di Hooke è valida : nel campo plastico. nel campo elastico. a rottura del campione. solo per campioni cilindrici.

Nella regione a comportamento elastico, nella curva di trazione: esiste una relazione logaritmica tra σ e ε. esiste una relazione esponenziale tra σ e ε. esiste una relazione di potenza tra σ e ε. esiste una relazione lineare tra σ e ε.

Cos'è la strizione?. Un restringimento localizzato della sezione originale del provino. Una deformazione che avviene per sollecitazioni fino allo snervamento. Una deformazione che avviene sempre nel campo elastico. Il valore massimo di attrito lungo il provino.

Il carico di rottura a trazione: è il valore della resistenza raggiunto a rottura nel diagramma σ-ε. è il massimo valore di resistenza nel diagramma σ-ε. è il massimo valore della resistenza raggiunto nel campo elastico del diagramma σ-ε. è inferiore al carico di snervamento.

L'aumento della temperatura: generalmente causa un aumento della resistenza meccanica del materiale. generalmente causa un aumento della duttilità del materiale. generalmente causa un aumento del modulo di elasticità del materiale. generalmente causa una riduzione della duttilità del materiale.

Lo sforzo nominale è legato allo sforzo reale mediante la relazione: σt=(ε+1). σt=σ. σt=σ(ε+1). σt=ln(ε+1).

La deformazione nominale è legata alla deformazione reale mediante la relazione: εt=ln(σ+ε). εt=σ*ln(1+ε). εt=(1+ε). εt=ln(1+ε).

Generalmente, aumentando la temperatura di un metallo: si ha una riduzione della duttilità del materiale. si ha un aumento del modulo di elasticità del materiale. si ha un aumento della resistenza meccanica del materiale. si ha un aumento della duttilità del materiale.

La relazione che lega o sforzo nominale allo sforzo reale è: σt=σ. σt=ln(ε+1). σt=σ(ε+1). σt=(ε+1).

La relazione che lega la deformazione nominale alla deformazione reale è: εt=σ*ln(1+ε). εt=ln(1+ε). εt=(1+ε). εt=ln(σ+ε).

La durezza: è l'energia assorbita dal materiale sottoposto a urto duro. nessuna risposta corretta. è la resistenza che un materiale oppone alla scalfittura e alla penetrazione. è la capacità di allungamento del campione nel campo elastico.

Quale tra le seguenti è una prova di durezza: Rockwell. Hooke. Charpy. Rock&Roll.

Quale tra le seguenti non è una prova di durezza: Hooke. Knoop. Vickers. Brinell.

La durezza: è la capacità di allungamento del campione nel campo elastico. è l'energia assorbita dal materiale sottoposto a urto duro. è la resistenza alla scalfittura e alla penetrazione. nessuna risposta corretta.

Quale tra le seguenti non è una prova di durezza: Vickers. Knoop. Hooke. Brinell.

Quale tra le seguenti è una prova di durezza: Rockwell. Charpy. Wohler. Hooke.

Nella prova di torsione a caldo: è possibile impartire grandi deformazioni senza strizione o barilottatura. la deformazione è limitata a causa della strizione. la deformazione è limitata a causa della barilottatura. nessuna risposta corretta.

Nella prova di torsione a caldo: è possibile impartire grandi deformazioni senza strizione o barilottatura. la deformazione è limitata a causa della strizione. è possibile impartire grandi deformazioni in quanto la strizione bilancia la barilottatura. la deformazione è limitata a causa della barilottatura.

La prova di torsione a caldo: Non risente di strizione e barilottatura anche ad elevate deformazioni. Non risente di strizione o barilottatura solo a basse deformazioni. Risente di strizione o barilottatura. Risente di strizione o barilottatura solo ad elevate deformazioni.

La prova di torsione: permette di determinare il carico di snervamento torsionale. permette di determinare il modulo di elasticità tangenziale. permette di determinare il modulo di elasticità tangenziale ed il carico di snervamento torsionale. è caratterizzata da grandi variazione di dimensioni del provino.

Per minimizzare le tensioni longitudinali in una prova di torsione si può: lasciare che uno degli estremi del provino sia libero di muoversi trasversalmente. bloccare entrambi gli estremi del provino assialmente. lasciare che gli estremi del provino siano liberi di muoversi trasversalmente. lasciare che uno degli estremi del provino sia libero di muoversi longitudinalmente.

In una prova di torsione: la sollecitazione è massima al centro del campione e nulla sulla superficie. la sollecitazione è uniforme sulla sezione e crescente in prossimità degli afferraggi. la sollecitazione è costante in ogni sezione. la sollecitazione è nulla al centro del campione e massima sulla superficie.

La tensione di flusso plastico a caldo: aumenta con la deformazione a causa dell'incrudimento. è indipendente dalla velocità di deformazione. aumenta all'aumentare della velocità di deformazione. diminuisce all'aumentare della velocità di deformazione.

La tenacità di un materiale metallico: è l'area sottesa dalla curva σ-ε nel solo campo elastico. è l'area sottesa dalla curva σ-ε fino alla strizione. è l'area sottesa dalla curva σ-ε a partire dalla strizione. è l'area sottesa dalla curva σ-ε fino alla rottura.

La tensione di flusso plastico a caldo: è inversamente proporzionale alla velocità di deformazione. aumenta con la deformazione a causa dell'incrudimento. è proporzionale alla velocità di deformazione. è indipendente dalla velocità di deformazione.

La tenacità di un materiale metallico è l'area sottesa dalla curva σ-ε…. nel solo campo elastico. fino alla rottura. fino alla strizione. a partire dalla strizione.

La tenacità si determina mediante la prova: Torsione. Charpy. Flessione rotante. Compressione.

La temperatura di transizione duttile-fragile nelle leghe dipende: dalla temperatura di solidificazione. durezza del materiale. duttilità a temperatura ambiente. dalla microstruttura.

La tenacità si determina mediante la prova: Durezza. Torsione. Compressione. Charpy.

Un materiale elastico lineare presenta: n=∞. 0. n=0. n=1.

Il valore del coefficiente di incrudimento è: maggiore di 1. proporzionale all'allungamento percentuale. sempre maggiore di 0,5. compreso tra 0 e 0,5.

Dalla pendenza della curva σ-ε in campo plastico in un diagramma logaritmico si risale al: coefficiente di incrudimento. grado di plasticizzazione. modulo di Young. valore di deformazione percentuale accumulata.

Il coefficiente di incrudimento rappresenta: la pendenza della curva σ-ε in campo plastico in un diagramma logaritmico. la pendenza del tratto elastico della curva σ-ε in un diagramma logaritmico. la deformazione reale in corrispondenza del valore di resistenza attrazione. la pendenza della curva σ-ε in campo plastico su scala lineare.

Nelle leghe metalliche la temperatura di transizione duttile-fragile dipende: dalla duttilità a temperatura ambiente della lega. dalla durezza del materiale. dalla microstruttura della lega. dalla temperatura di solidificazione della lega.

Le prove di resilienza permettono di determinare. la resistenza a snervamento di un materiale. se un materiale è più tenace. la resistenza ad usura di un materiale. se un materiale presenta la transizione duttile-fragile.

Nella prova Charpy: si sfrutta l'energia potenziale per valutare il grado di intaglio. si sfrutta l'energia potenziale per valutare la tenacità. si sfrutta l'energia cinetica per valutare la deformabilità. si sfrutta l'energia cinetica per valutare la tenacità.

Con la prova di Charpy si può valutare: la strizione. la tenacità. l'allungamento. la durezza.

Per un materiale elastico lineare: n=0. n=1. 0<n<1. n=∞.

Per un materiale rigido plastico ideale: n=0. n>0. n=0,5. n=1.

Il valore del coefficiente di incrudimento è: nessuna risposta corretta. maggiore di 1. sempre maggiore di 0,5. compreso tra 0 e 0,5.

Il coefficiente di incrudimento rappresenta: la pendenza del tratto elastico della curva σ-ε in un diagramma logaritmico. la deformazione reale in corrispondenza del valore di resistenza attrazione. la pendenza della curva σ-ε in campo plastico in un diagramma logaritmico. la pendenza della curva σ-ε in campo plastico su scala lineare.

Un materiale rigido plastico ideale presenta: n=0,5. n>0. n=0. n=1.

La relazione di Hall-Petch: correla la dimensione del grano e la duttilità. correla la dimensione del grano e il carico di snervamento. correla la densità delle dislocazioni e il carico di snervamento. correla il carico di snervamento e la duttilità del material.

La resistenza meccanica aumenta se: il grano cristallino è molto grande. si riduce la mobilità delle dislocazioni. il materiale è ricristilizzato. aumenta la mobilità delle dislocazioni.

Aumentando la mobilità delle dislocazioni: si diminuisce la duttilità di un materiale. si aumenta la durezza di un materiale. si aumenta la resistenza meccanica di materiale. si diminuisce la resistenza meccanica di un materiale.

Quale tra i seguenti non è un meccanismo di rafforzamento dei materiali metallici: l'affinamento del grano. l'invecchiamento. la ricottura. l'alligazione.

La relazione di Hall-Petch: mette in relazione la densità delle dislocazioni e il carico di snervamento. mette in relazione la dimensione del grano e il carico di snervamento. mette in relazione il carico di snervamento e la duttilità del materiale. mette in relazione la dimensione del grano e la duttilità.

Come è possibile aumentare la resistenza meccanica di un metallo?. con un grano cristallino molto grande. aumentando la mobilità delle dislocazioni. ricristallizzando il materiale. riducendo la mobilità delle dislocazioni.

Favorendo la mobilità delle dislocazioni: aumenta la resistenza meccanica di materiale. aumenta la durezza di un materiale. aumenta la duttilità di un materiale. si riduce la duttilità di materiale.

Quale tra i seguenti non è un meccanismo di rafforzamento dei materiali metallici: l'affinamento del grano. l'alligazione. l'invecchiamento. la ricottura.

Durante l'incrudimento: si riduce la densità di dislocazioni con la deformazione plastica. aumenta la distanza media tra le dislocazioni. si riduce lo sforzo per deformare un metallo. la presenza di altre dislocazioni ostacola il loro movimento.

Durante l'incrudimento: la distanza media tra le dislocazioni diminuisce. lo sforzo per deformare un metallo diminuisce. la densità di dislocazioni diminuisce con la deformazione. il movimento delle dislocazioni viene favorito per l'assenza di altre dislocazioni.

Nell'incrudimento: si riduce progressivamente lo sforzo per deformare un metallo. viene favorito il movimento delle dislocazioni. la densità di dislocazioni aumenta per effetto della deformazione plastica. la densità di dislocazione diminuisce per effetto della deformazione plastica.

Mediante il fenomeno dell'incrudimento un materiale: aumenta la propria durezza in seguito ad una deformazione plastica a caldo. diminuisce la propria durezza in seguito ad una deformazione plastica a freddo. aumenta la propria duttilità in seguito ad una deformazione plastica a freddo. aumenta la propria durezza in seguito ad una deformazione plastica a freddo.

Aggiungendo in soluzione solida nel reticolo cristallino atomi di soluto più piccoli si generano: sforzi di compressione. sforzi di torsione. sforzi di attrazione. nessuna risposta corretta.

Aggiungendo in soluzione solida nel reticolo cristallino atomi di soluto più grandi si generano: sollecitazioni di compressione. sollecitazioni di comprensione. sollecitazioni di trazione. sollecitazioni di torsione.

Aggiungendo in soluzione solida nel reticolo cristallino atomi di soluto più piccoli si generano: sollecitazioni di trazione. sollecitazioni di torsione. sollecitazioni di compressione. sollecitazioni di attrazione.

Il rafforzamento per soluzione solida: permette di diminuire la deformazione elastica. permette di aumentare il limite di snervamento. permette di aumentare la duttilità. permette di diminuire il carico a rottura.

Il rafforzamento per soluzione solida: aumenta la resistenza dei materiali metallici mediante l'aggiunta di un sale nel metallo liquido. aumenta la resistenza dei materiali metallici mediante alligazione con atomi estranei. consiste nel riscaldare il metallo solido fino allo stato liquido. aumenta la resistenza dei materiali metallici mediante l'aggiunta di particelle solide nel metallo liquido.

In una soluzione solida, gli atomi di soluto più piccoli inducono nel reticolo cristallino: nessuna risposta corretta. sforzi di compressione. sforzi di torsione. sforzi di attrazione.

Durante l'incrudimento: la distanza media tra le dislocazioni aumenta. il movimento delle dislocazioni viene impedito dalla presenza di altre dislocazioni. la densità di dislocazioni diminuisce con la deformazione plastica. lo sforzo per deformare un metallo diminuisce.

Durante l'incrudimento: la densità di dislocazione diminuisce con la deformazione plastica. la densità di dislocazione cresce con la deformazione plastica. il movimento delle dislocazioni viene favorito. lo sforzo per deformare un metallo diminuisce.

L'incrudimento è il fenomeno per cui un materiale: diminuisce la propria durezza in seguito ad una deformazione plastica a freddo. aumenta la propria duttilità in seguito ad una deformazione plastica a freddo. aumenta la propria durezza in seguito ad una deformazione plastica a caldo. aumenta la propria durezza in seguito ad una deformazione plastica a freddo.

Durante l'incrudimento: si riduce la densità di dislocazioni con la deformazione. viene facilitato il movimento delle dislocazioni per l'assenza di altre dislocazioni. si riduce la distanza media tra le dislocazioni. si riduce lo sforzo per deformare un metallo.

In una soluzione solida, atomi di soluto più grandi inducono nel reticolo cristallino: sforzi di torsione. sforzi di trazione. sforzi di comprensione. sforzi di compressione.

In una soluzione solida, atomi di soluto più piccoli inducono nel reticolo cristallino: sforzi di compressione. sforzi di torsione. sforzi di attrazione. sforzi di trazione.

Il rafforzamento per soluzione solida: porta a diminuire la deformazione elastica. porta ad aumentare il limite di snervamento. porta a diminuire il carico a rottura. porta ad aumentare la duttilità.

Il metodo di rafforzamento per soluzione solida: consiste nel riscaldare il metallo solido fino allo stato liquido. consiste nel rafforzamento dei materiali metallici mediante l'aggiunta di particelle solide nel metallo liquido. consiste nel rafforzamento dei materiali metallici mediante l'aggiunta di un sale nel metallo liquido. consiste nel rafforzamento dei materiali metallici mediante alligazione con atomi estranei.

Il rafforzamento per precipitazione di una fase coerente si chiama: riassetto. invecchiamento. ricottura. incrudimento.

L'invecchiamento artificiale è un trattamento termico dato da: ricottura e raffreddamento in forno fino a temperatura ambiente. tempra di solubilizzazione e riscaldamento a una temperatura superiore a quella di solubilizzazione per un determinato tempo. tempra di solubilizzazione e riscaldamento a una temperatura inferiore a quella di solubilizzazione per un determinato tempo. tempra di solubilizzazione e permanenza a temperatura ambiente per un determinato tempo.

Mediante il bypass di Orowan le dislocazioni superano le particelle di precipitato: se la temperatura del metallo è elevata. se le particelle sono fini e ravvicinate. se le particelle sono grandi e distanziate. se le particelle sono coerenti con la matrice.

Il trattamento termico di invecchiamento naturale è composto da: tempra di solubilizzazione e permanenza per un tempo lungo a temperatura ambiente. tempra di solubilizzazione e permanenza per un tempo breve a elevate temperature. solubilizzazione e raffreddamento lentissimo in forno. tempra di solubilizzazione e permanenza per un tempo lungo a elevate temperature.

Nello scorrimento, una dislocazione può oltrepassare delle particelle di precipitato tagliandole quando: la densità di particelle di precipitato è sufficientemente contenuta. queste particelle di precipitato sono grossolane e vicine tra loro. queste particelle di precipitato sono fini e coerenti. queste particelle di precipitato sono grossolane ed incoerenti.

Le dislocazioni superano le particelle di precipitato con il meccanismo di Orowan: nessuna risposta corretta. se le particelle sono fini e molto prossime. se le particelle sono coerenti con la matrice. se le particelle sono accresciute e distanziate.

L'invecchiamento naturale è un trattamento termico dato da: tempra di solubilizzazione e permanenza per un tempo breve a elevate temperature. tempra di solubilizzazione e mantenimento a temperatura ambiente per un tempo sufficientemente lungo. solubilizzazione e raffreddamento estremamente lento in forno. tempra di solubilizzazione e permanenza per un tempo lungo a elevate temperature.

Il trattamento termico di invecchiamento artificiale è composto da: tempra di solubilizzazione e riscaldamento a una temperatura superiore a quella di solubilizzazione per un determinato tempo. ricottura e raffreddamento in forno fino a temperatura ambiente. tempra di solubilizzazione e riscaldamento a una temperatura inferiore a quella di solubilizzazione per un determinato tempo. tempra di solubilizzazione e permanenza a temperatura ambiente per un determinato tempo.

Le dislocazioni tagliano le particelle di precipitato quando: le particelle di precipitato sono fini e coerenti. le particelle di precipitato sono grossolane ed incoerenti. le particelle di precipitato sono grossolane e vicine tra loro. nessuna risposta corretta.

Come viene chiamato il rafforzamento per precipitazione di una fase coerente?. invecchiamento. ricottura. incrudimento. riassetto.

Il rafforzamento per dispersione di ossidi è più vantaggioso a caldo rispetto agli altri meccanismi di rafforzamento: perchè si forma uno strato di ossido a caldo. perchè le particelle di ossido sono stabili alle alte temperature. perchè i precipitati di fasi secondarie sono stabili alle alte temperature. perchè le dislocazioni si bloccano a vicenda più facilmente a caldo.

Il meccanismo di rafforzamento per dispersione di ossidi si basa: sulla precipitazione di particelle mediante un trattamento termico. sull'esposizione alle alte temperature del materiale in un ambiente ricco di ossigeno. nessuna risposta corretta. sull'aggiunta di particelle di ossido durante il processo di fabbricazione.

Il rafforzamento per dispersione di ossidi è: più efficace rispetto al processo di ossidazione a temperatura ambiente. più efficace rispetto al processo di invecchiamento. meno efficace rispetto al processo di ossidazione a temperatura ambiente. meno efficace rispetto al processo di invecchiamento.

Una delle strutture tipiche per rafforzare gli acciai al carbonio è: la perlite grossolana. l'austenite grossolana. la ferrite fine. la ferrite grossolana.

I whiskers: sono dei filamenti costituiti da policristalli esenti da difetti. sono dei filamenti utili per l'alimentazione dei felini esenti da difetti. sono dei filamenti costituiti da monocristalli con elevata percentuale di difetti. sono dei filamenti costituiti da monocristalli esenti da difetti.

Una delle strutture tipiche per rafforzare gli acciai al carbonio è: l'austenite grossolana. la perlite fine. la perlite grossolana. la ferrite grossolana.

Qual è la struttura che rafforza mggiormente un acciaio al carbonio?. la perlite. l'austenite. la martensite. la ferrite.

Cosa sono i whiskers?. filamenti utili per l'alimentazione dei felini esenti da difetti. filamenti costituiti da policristalli esenti da difetti. filamenti costituiti da monocristalli esenti da difetti. filamenti costituiti da monocristalli con elevata percentuale di difetti.

Rispetto ad altri meccanismi di rafforzamento, il rafforzamento per dispersione di ossidi a caldo è vantaggioso perchè: i precipitati di fasi secondarie sono stabili alle alte temperature. le particelle di ossido sono stabili alle alte temperature. le dislocazioni si bloccano a vicenda più facilmente a caldo. si forma uno strato di ossido a caldo.

Il rafforzamento per dispersione di ossidi è: più efficace rispetto al processo di invecchiamento. più efficace rispetto al processo di ossidazione a temperatura ambiente. meno efficace rispetto al processo di ossidazione a temperatura ambiente. meno efficace del processo di invecchiamento.

Qual è una delle strutture tipiche che rafforzano gli acciai al carbonio?. l'austenite grossolana. la ferrite grossolana. la perlite grossolana. la ferrite fine.

Il rafforzamento per dispersione di ossidi si basa: nessuna risposta corretta. sulla precipitazione di particelle mediante trattamento termico. sull'aggiunta di particelle di ossido durante il processo di fabbricazione. sull'esposizione alle alte temperature del materiale in un ambiente ricco di ossigeno.

Una delle strutture tipiche per rafforzare di più l'acciaio al carbonio è: la martensite. la ferrite. l'austenite. la perlite.

Cosa si ottiene mediante il meccanismo di addolcimento dei metalli?. un aumento della durezza. un aumento della resistenza a trazione. un aumento della duttilità. un aumento del carico di snervamento.

La fase di ricristallizzazione avviene: a temperatura più bassa rispetto al recupero. a temperatura più bassa rispetto all'incrudimento. a temperatura ambiente. a temperatura più alta rispetto al recupero.

Il meccanismo di addolcimento produce nei materiali metallici: un aumento della durezza. un aumento del carico di snervamento. un aumento della duttilità. un aumento della resistenza a trazione.

L'ingrossamento del grano cristallino produce: una riduzione della duttilità. una riduzione della durezza. un aumento del numero dei grani. una riduzione della resistenza meccanica.

Nel recupero si verifica: il riarrangiamento delle dislocazioni in una configurazione a minore energia. la moltiplicazione delle dislocazioni. la crescita del grano. l'aumento delle tensioni interne dovuto al riscaldamento.

Cosa si ottiene in un materiale dopo un completo recupero?. minore energia di deformazione rispetto al materiale incrudito. maggiore resistenza rispetto al materiale incrudito. un peggioramento della conduttività elettrica rispetto al materiale incrudito. maggiore energia di deformazione rispetto al materiale incrudito.

A che temperatura si effettua la fase di ricristallizzazione?. a temperatura più bassa rispetto all'incrudimento. a temperatura ambiente. a temperatura superiore a quella a cui avviene il recupero. a temperatura più bassa rispetto al recupero.

Quali sono i fattori principali che influiscono sulla ricristallizzazione dei metalli?. la temperatura, il tempo, la dimensione finale del grano e l'entità di incrudimento. la temperatura, lo spazio, la dimensione iniziale del grano e l'entità di incrudimento. la temperatura, il tempo, la dimensione iniziale del grano e l'entità di incrudimento. la pressione atmosferica, il tempo, la dimensione iniziale del grano e l'entità di incrudimento.

Selezionare l'affermazione non è corretta: più grande è la dimensione iniziale del grano, maggiore è l'aumento di deformazione richiesto per avere equivalente temperatura di ricristallizzazione. maggiore è la deformazione, minore è la temperatura di ricristallizzazione e minore è la dimensione del grano ricristallizzato. maggiore è la deformazione, minore è la temperatura di ricristallizzazione e maggiore è la dimensione del grano ricristallizzato. la temperatura di ricristallizzazione diminuisce con l'aumento della purezza del metallo.

Quali sono le condizioni per cui un materiale non incrudisce?. a caldo quando le operazioni di deformazioni sono condotte al di sopra della temperatura di ricristallizzazione. mai a qualsiasi temperatura avvengono le operazioni di deformazione. a freddo quando le operazioni di deformazioni sono condotte al di sotto della temperatura di ricristallizzazione. a caldo quando le operazioni di deformazioni sono condotte al di sotto della temperatura di ricristallizzazione.

L'accrescimento del grano cristallino provoca: un aumento del numero dei grani. una riduzione della resistenza meccanica. una riduzione della durezza. una riduzione della duttilità.

Quale tra i seguenti non è un processo di addolcimento: la ricristalizzazione. l'accrescimento del grano. il recupero. l'incrudimento.

Nella fase di recupero si ha: il riassetto delle dislocazioni in una configurazione a minore energia. la crescita del grano. la moltiplicazione delle dislocazioni. l'aumento delle tensioni interne dovuto al riscaldamento.

In un materiale, dopo un completo recupero si ha: maggiore energia di deformazione rispetto al materiale incrudito. maggiore resistenza rispetto al materiale incrudito. un peggioramento della conduttività elettrica rispetto al materiale incrudito. minore energia di deformazione rispetto al materiale incrudito.

Quale delle seguenti non è un metodo di addolcimento?. ricristalizzazione. recupero. incrudimento. accrescimento del grano.

I fattori principali che influiscono sulla ricristallizzazione dei metalli sono: la pressione atmosferica, il tempo, la dimensione iniziale del grano e l'entità di incrudimento. la temperatura, il tempo, la dimensione finale del grano e l'entità di incrudimento. la temperatura, il tempo, la dimensione iniziale del grano e l'entità di incrudimento. la temperatura, lo spazio, la dimensione iniziale del grano e l'entità di incrudimento.

Quale tra le seguenti affermazioni non è corretta: più grande è la dimensione iniziale del grano, maggiore è l'aumento di deformazione richiesto per avere equivalente temperatura di ricristallizzazione. maggiore è la deformazione, minore è la temperatura di ricristallizzazione e maggiore è la dimensione del grano ricristallizzato. maggiore è la deformazione, minore è la temperatura di ricristallizzazione e minore è la dimensione del grano ricristallizzato. la temperatura di ricristallizzazione diminuisce con l'aumento della purezza del metallo.

Il materiale non incrudisce: a caldo quando le operazioni di deformazioni sono condotte al di sotto della temperatura di ricristallizzazione. a freddo quando le operazioni di deformazioni sono condotte al di sotto della temperatura di ricristallizzazione. mai a qualsiasi temperatura avvengono le operazioni di deformazione. a caldo quando le operazioni di deformazioni sono condotte al di sopra della temperatura di ricristallizzazione.

Le deformazioni coinvolgono le variazioni di: temperatura. colore. composizione chimica. volume.

Le deformazioni coinvolgono le variazioni di: nessuna risposta corretta. colore. composizione chimica. volume.

Il tensore delle tensioni è scomponibile in: una componente idrostatica e una componente deviatorica. una componente metallostatica e una componente derivativa. una componente idrostatica e una componente derivativa. una componente metallostatica e una componente deviatorica.

La componente deviatorica del tensore delle tensioni: non influenza la deformazione plastica. produce solo variazioni elastiche di volume. coinvolge solo le tensioni normali. è importante nelle deformazioni plastiche.

La componente idrostatica del tensore delle tensioni: non produce variazioni elastiche di volume. è importante nelle deformazioni plastiche. coinvolge solo tensioni normali. coinvolge solo tensioni tangenziali.

La deformazione vera totale: è pari alla somma delle deformazioni incrementali. è pari alla tangente della somma delle deformazioni incrementali. è pari al logaritmo della somma delle deformazioni incrementali. è pari al valore dell'ultima deformazione effettuata.

Le deformazioni coinvolgono le variazioni di: colore. forma. nessuna risposta corretta. composizione chimica.

Il tensore delle tensioni è costituito da: una componente idrostatica e una componente derivativa. una componente idrostatica e una componente deviatorica. una componente metallostatica e una componente derivativa. una componente metallostatica e una componente deviatorica.

Le deformazioni coinvolgono le variazioni di: composizione chimica. legame chimico. colore. nessuna risposta corretta.

La componente deviatorica del tensore delle tensioni: è importante nelle deformazioni plastiche. produce solo variazioni elastiche di volume. non influenza la deformazione plastica. coinvolge solo le tensioni normali.

La componente idrostatica del tensore delle tensioni: coinvolge solo tensioni normali. coinvolge solo tensioni tangenziali. è importante nelle deformazioni plastiche. non produce variazioni elastiche di volume.

La deformazione vera totale: è pari alla tangente della somma delle deformazioni incrementali. è pari al logaritmo della somma delle deformazioni incrementali. è pari al valore dell'ultima deformazione effettuata. è pari alla somma delle deformazioni incrementali.

Le deformazioni comportano variazioni di: forma. temperatura. composizione chimica. colore.

Le deformazioni coinvolgono le variazioni di: legame chimico. nessuna risposta corretta. colore. composizione chimica.

Per il criterio di Tresca: inizia lo scorrimento quando la massima delle tensioni tangenziali principali raggiunge un valore K. inizia lo scorrimento quando il primo variante del deviatore delle tensioni supera un valore critico K. inizia lo scorrimento quando il secondo variante del deviatore delle tensioni supera un valore critico K. inizia lo scorrimento quando la massima delle tensioni normali principali raggiunge un valore K.

Per il criterio di Von Mises: inizia lo scorrimento quando il primo variante del deviatore delle tensioni supera un valore critico K. inizia lo scorrimento quando la massima delle tensioni normali principalii raggiunge un valore critico K. inizia lo scorrimento quando la massima delle tensioni tangenziali principalii raggiunge un valore critico K. inizia lo scorrimento quando il secondo variante del deviatore delle tensioni supera un valore critico K.

Quando inizia lo scorrimento per il criterio di Tresca?. quando la massima delle tensioni tangenziali principali raggiunge un valore K. quando il primo variante del deviatore delle tensioni supera un valore critico K. quando il secondo variante del deviatore delle tensioni supera un valore critico K. quando la massima delle tensioni normali principali raggiunge un valore K.

Quando inizia lo scorrimento per il criterio di Von Mises?. quando il primo variante del deviatore delle tensioni supera un valore critico K. quando la massima delle tensioni tangenziali principalii raggiunge un valore critico K. quando il secondo variante del deviatore delle tensioni supera un valore critico K. quando la massima delle tensioni normali principalii raggiunge un valore critico K.

La frattura è: un processo di degradazione chimica irreversibile. un processo di degradazione chimica reversibile. un processo di degradazione termodinamica irreversibile. un processo di degradazione termodinamica reversibile.

Cos'è la frattura?. un processo di degradazione chimica reversibile. un processo di degradazione termodinamica reversibile. un processo di degradazione chimica irreversibile. un processo di degradazione termodinamica irreversibile.

Quale meccanismo di danneggiamento presenta una frattura transgranulare?. fatica. corrosione sotto sforzo. creep. tenso-corrosione.

La curva di Wohler: correla l'allungamento a trazione e il logaritmo della deformazione plastica. correla l'ampiezza della sollecitazione S e il logaritmo della deformazione plastica. correla l'ampiezza della sollecitazione S e il logaritmo del numero di cicli N. correla il carico a trazione e il logaritmo della deformazione plastica.

Quando si verifica la rottura per fatica?. quando un componente viene sollecitato con un carico superiore a quello di rottura. quando un componente non viene sottoposto a sollecitazioni meccaniche ma solamente termiche. quando un componente viene sottoposto a carico costante alle alte temperature. quando un componente viene sollecitato con carichi ripetuti.

Quale tra le seguenti affermazioni non è vera: dal punto di visto microscopico, l'aspetto geometrico della frattura viene usualmente definito intergranulare o transgranulare. dal punto di visto macroscopico, l'aspetto geometrico della frattura viene usualmente definito rottura obliqua o normale. la morfologia globale della frattura viene usualmente definita frattura duttile o frattura fragile. la morfologia globale della frattura viene usualmente definita frattura elastica o plastica.

La frattura transgranulare avviene per: fatica. corrosione sotto sforzo. formazione di seconda fase. creep.

La frattura intergranulare avviene per: fatica. creep. fatica per clivaggio. coalescenza di microvuoti.

La rottura per fatica avviene: quando un componente non viene sottoposto a sollecitazioni meccaniche. quando un componente viene sollecitato con un carico superiore a quello di rottura. quando un componente viene sottoposto a carico costante alle alte temperature. quando sollecitazioni ripetute sono applicate ad un componente.

La curva di Wohler: mette in relazione l'allungamento a trazione e il logaritmo della deformazione plastica. mette in relazione l'ampiezza della sollecitazione S e il logaritmo della deformazione plastica. mette in relazione l'ampiezza della sollecitazione S e il logaritmo del numero di cicli N. mette in relazione il carico a trazione e il logaritmo della deformazione plastica.

Quale tra le seguenti affermazioni non è vera: la morfologia globale della frattura viene usualmente definita frattura duttile o frattura fragile. la morfologia globale della frattura viene usualmente definita frattura elastica o plastica. dal punto di visto microscopico, l'aspetto geometrico della frattura viene usualmente definito intergranulare o transgranulare. dal punto di visto macroscopico, l'aspetto geometrico della frattura viene usualmente definito rottura obliqua o normale.

Quale meccanismo di danneggiamento presenta una frattura intergranulare?. coalescenza di microvuoti. creep. fatica. fatica per clivaggio.

Le cricche per fatica: possono venire prodotte solo quando la sollecitazione è più alta del carico di snervamento. possono venire prodotte solo quando la sollecitazione è più bassa del carico di snervamento. possono venire prodotte anche quando la sollecitazione è più bassa del carico di snervamento. possono venire prodotte solo quando la sollecitazione è più alta del carico di rottura.

La frattura nell'immagine è una frattura: per coalescenza di microvuoti. per clivaggio. per creep. per fatica.

La frattura per fatica è tipicamente caratterizzata dalla presenza di: piani di clivaggio. microvuoti. nessuna risposta corretta. striature.

La figura rappresenta una superficie di frattura causata da: coalescenza di microvuoti. piani di clivaggio. fatica ad alto numero di cicli. fatica a basso numero di cicli.

Le cricche per fatica: possono generarsi anche quando la sollecitazione è più bassa del carico di snervamento. possono generarsi solo quando la sollecitazione è più bassa del carico di snervamento. possono generarsi solo quando la sollecitazione è più alta del carico di snervamento. possono generarsi solo quando la sollecitazione è più alta del carico di rottura.

Quali sono gli elementi caratteristici con cui si contraddistingue una frattura per fatica?. nessuna risposta corretta. striature. microvuoti. piani di clivaggio.

Indicare il tipo di frattura rappresentata nella figura: frattura duttile. frattura fragile intergranulare. frattura per fatica. frattura fragile per crivaggio.

La frattura fragile per clivaggio viene innescata generalmente in corrispondenza di: un difetto superficiale. un carico ciclico variabile nel tempo. una cattiva verniciatura. bordi di grano.

La presenza di Chevron Marks è un segno identificativo della: frattura superduttile. frattura fragile per clivaggio. frattura duttile. frattura fragile intergranulare.

Quali sono i siti preferenziali di innesco di una frattura fragile per clivaggio?. superfici con cattiva verniciatura. bordi di grano. un difetto superficiale. un carico ciclico variabile nel tempo.

La presenza di Chevron Marks è tipica della: frattura fragile intergranulare. frattura duttile. frattura superduttile. frattura fragile per clivaggio.

Nell'immagine è rappresentata la frattura: fragile intergranulare. fragile transgranulare. duttile per formazione di microvuoti. fragile per clivaggio.

In quanti stadi può essere suddivisa la curva di Creep in base al suo andamento?. 2. 1. 3. 4.

Come si ricava la velocità minima di Creep?. dalla zona di Creep primario. dalla zona di Creep terziario. dalla zona di Creep secondario. come valore medio della velocità di deformazione su tutta la curva creep.

Il termine Creep significa in italiano: scorrimento acquoso. scorrimento strutturale. scorrimento viscoso. scorrimento granulare.

La velocità minima di Creep si calcola: nella zona di Creep secondario. nella zona di Creep terziario. come valore medio della velocità di deformazione su tutta la curva creep. nella zona di Creep primario.

Il Creep è un fenomeno che viene studiato tramite: prove a carico costante a temperatura ambiente. prove a carico variabile a temperatura ambiente. prove a carico variabile a temperatura criogenica. prove a carico costante ad elevata temperatura.

Il Creep è un fenomeno che si verifica in tutti i materiali metallici, e non, per temperature…. superiori al 30% della temperatura assoluta di fusione. inferiori al 30% della temperatura assoluta di fusione. inferiori al 30% della temperatura di fusione in gradi centigradi. superiori al 30% della temperatura di fusione in gradi centigradi.

Come si traduce in italiano il termine Creep?. scorrimento viscoso. scorrimento di crepe. scorrimento strutturale. scorrimento granulare delle cricche.

La curva di Creep evidenzia: l'andamento della deformazione nel tempo. l'andamento della velocità di deformazione nel tempo. l'andamento della tensione in funzione della deformazione. l'andamento della tensione in funzione della velocità di deformazione.

La curva di Creep in generale è suddivisa in: 4 diversi stadi. un unico stadio. tre diversi stadi. due diversi stadi.

Il fenomeno di Creep viene studiato effettuando: prove a temperatura ambiente a carico variabile. prove in temperatura a carico costante. prove a temperatura ambiente a carico costante. prove in temperatura a carico variabile.

Il Creep è un fenomeno tipico di tutti i metalli, purché la temperatura abbia: un valore inferiore al 30% della temperatura assoluta di fusione. un valore superiore al 30% della temperatura assoluta di fusione. un valore superiore al 30% della temperatura di fusione in gradi centigradi. un valore inferiore al 30% della temperatura di fusione in gradi centigradi.

La curva di Creep mostra: l'andamento della deformazione nel tempo. l'andamento della velocità di deformazione nel tempo. l'andamento della tensione in funzione della velocità di deformazione. l'andamento della tensione in funzione della deformazione.

La semplice analisi di una curva di Creep permette di identificare due parametri ingegneristici che consentono di valutare la risposta a Creep del materiale: La velocità della cricca e la velocità di nucleazione della stessa. La tensione reale e la deformazione reale. Il tempo a rottura tR e la velocità di deformazione nello stadio stazionario. La deformazione a rottura e la temperatura di deformazione.

Dalla curva di Creep è possibile ricavare due parametri ingegneristici, importanti per valutare la risposta a creep del materiale, che sono: La velocità della cricca e la velocità di nucleazione della stessa. Il tempo a rottura tR e la velocità di deformazione nello stadio stazionario. La deformazione a rottura e la temperatura di deformazione. La tensione reale e la deformazione reale.

la relazione di Monkman-Grant correla: il tempo a rottura alla velocità di deformazione nel secondario. il tempo a rottura e la temperatura. il tempo a rottura alla deformazione a rottura. la deformazione a rottura e il carico nel secondario.

L’approccio parametrico di Larson-Miller (LMP) mette in relazione: il tempo a rottura dalla velocità di deformazione nel secondario e dalla tensione. il tempo a rottura dalla velocità di deformazione. il tempo a rottura dalla temperatura e dalla tensione. il tempo a rottura dalla deformazione e dalla tensione.

Cosa mette correla la relazione Monkman-Grant?. il tempo a rottura e la temperatura. il tempo a rottura alla deformazione a rottura. il tempo a rottura alla velocità di deformazione nel secondario. la deformazione a rottura e il carico nel secondario.

Cosa correla l'approccio parametrico di Larson-Miller (LMP)?. il tempo a rottura dalla velocità di deformazione nel secondario e dalla tensione. il tempo a rottura dalla velocità di deformazione. il tempo a rottura dalla temperatura e dalla tensione. il tempo a rottura dalla deformazione e dalla tensione.

La frattura tipica per creep è: per clivaggio. transgranulare. intergranulare. per coalescenza di microvuoti.

Di quale regime è caratteristico il creep di Nabarro-Herring?. basse velocità di deformazione nel secondario. basse sollecitazioni. basse velocità di deformazione nel terziario. alte sollecitazioni.

Il creep nelle soluzioni solide è caratterizzato nell'aver ?. n=5. n=3. n=10. n=1.

Il creep nelle soluzioni solide è caratterizzato nell'aver ?. n=1. n=10. n=3. n=5.

Il creep di Nabarro-Herring è caratteristico del regime: basse velocità di deformazione nel terziario. basse sollecitazioni. basse velocità di deformazione nel secondario. alte sollecitazioni.

la Zona I nella figura rappresenta: il regime delle tensioni elevate. il regime intermedio. nessuna risposta corretta. il regime di basse tensioni.

Di che tipo è una frattura tipica per creep?. transgranulare. per clivaggio. per coalescenza di microvuoti. intergranulare.

La paletta per turbina con resistenza a creep di tipo "c" viene chiamata: paletta policristallina. paletta con grani a struttura colonnare. paletta monocristallina. paletta amorfa.

Come è posibile studiare il fenomeno della fatica?. sottoponendo dei campioni a deformazioni variabili nel tempo. sottoponendo dei campioni a sollecitazioni variabili nel tempo in maniera ciclica. sottoponendo dei campioni a deformazioni costanti nel tempo in maniera ciclica. sottoponendo dei campioni a sollecitazioni costanti nel tempo.

Il fenomeno della fatica viene normalmente studiato sottoponendo dei campioni: a deformazioni costanti nel tempo in maniera ciclica. a sollecitazioni variabili nel tempo in maniera ciclica. a deformazioni variabili nel tempo. a sollecitazioni costanti nel tempo.

La figura rappresenta un tipico materiale che subisce un: stabilità ciclica. indurimento ciclico. creep ciclico. addolcimento ciclico.

La figura rappresenta un tipico materiale che subisce un: addolcimento ciclico. indurimento ciclico. creep ciclico. stabilità ciclica.

La figura rappresenta un tipico materiale che subisce un: indurimento ciclico. addolcimento ciclico. creep ciclico. stabilità ciclica.

La figura rappresenta un tipico materiale che subisce un: stabilità ciclica. indurimento ciclico. creep ciclico. addolcimento ciclico.

Cos'è la superplasticità?. la capacità di un materiale policristallino di sopportare deformazioni altissime in trazione prima della rottura. la capacità di un materiale policristallino di sopportare deformazioni altissime in torsione prima della rottura. la capacità di un materiale policristallino di sopportare deformazioni altissime in compressione prima della rottura. la capacità di un materiale policristallino di sopportare deformazioni altissime in flessione prima della rottura.

La superplasticità è: la capacità di un materiale policristallino di sopportare deformazioni altissime in trazione prima della rottura. la capacità di un materiale policristallino di sopportare deformazioni altissime in flessione prima della rottura. la capacità di un materiale policristallino di sopportare deformazioni altissime in trazione prima della rottura. la capacità di un materiale policristallino di sopportare deformazioni altissime in compressione prima della rottura. la capacità di un materiale policristallino di sopportare deformazioni altissime in torsione prima della rottura.

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