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PRAGMATICA E LINGUISTICA TESTUALE

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PRAGMATICA E LINGUISTICA TESTUALE

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Esame da 6 CFU Prof.ssa Messina

Creation Date: 2026/08/24

Category: Literature

Number of questions: 252

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02. Chi viene comunemente considerato il padre della Linguistica moderna?. Zellig S. Harris. Noam Chomsky. Ferdinand de Saussure. Leonard Bloomfield.

03. La linguistica formale si è sviluppata. in ambito americano. in Australia. in Gran Bretagna. in Europa.

04. Saussure ha definito il segno linguistico. come una diade: significante, significato. come una diade: referente, significato. come una diade: referente, significante. come una triade: referente, significante, significato.

05. I livelli di analisi sono. fonetica, morfologia, sintassi, semantica e pragmatica. fonetica, morfologia, sintassi, semantica e lessicologia. fonetica e fonologia, sintassi, e pragmatica. fonologia, morfologia, sintassi, lessico.

06. Il repertorio include: solamente i dialetti e le lingue. dialetti, lingue, varietà. nessuna delle risposte fornite. solamente la varietà di una lingua.

07. Il registro dipende. dalla situazione comunicativa. dal mezzo espressivo. dal momento storico. dai parlanti.

08. La dimensione diafasica riguarda. la situazione comunicativa. il gruppo sociale. la fase storica di riferimento. la localizzazione geografica della lingua.

09. La dimensione diamesica riguarda. il canale comunicativo. la scansione mensile della comunicazione. il genere testuale. il gruppo sociale.

10. I sottocodici fanno parte della dimensione. diafasica. diatopica. diacronica. diastratica.

11. Le scienze del linguaggio. comprendono discipline numerose, con correnti di studio in continua evoluzione. sono state a lungo trascurate. sono il frutto di lunghe e costose elaborazioni. sono discipline di tipo evolutivo.

01. La linguistica testuale incrocia le seguenti discipline: linguistica generale e testualità. linguistica e filosofia. pragmatica e e testo. linguistica e testualità.

02. La pragmatica si occupa. del rapporto fra lingua e contesto. del rapporto fra utenti. del rapporto fra lingua e società. della competenza comunicativa dei parlanti.

03. La pragmatica eredita il modello di studio. della retorica classica. dell'analisi conversazionale. dello strutturalismo. della sociolinguistica.

04. La pragmatica è. una prospettiva di ricerca. una corrente. una teoria. un livello di analisi.

05. La pragmatica si occupa della relazione fra i segni e. la conversazione. il discorso. il testo. chi li usa.

06. La linguistica pragmatica viene chiamata anche. pragmatica del linguaggio, pragmalinguistica o pragmatica della lingua. pragmatica filosofica, pragmasofia o filosofia del linguaggio. filosofia del linguaggio, prammatica, pragmasofia. pragmatica linguistica, pragmalinguistica o pragmatica.

01. La retorica deliberativa è centrata attorno. al giusto e all'ingiusto. al lodare e biasimare. al bello e al brutto. all’utile e al dannoso.

02. Nel mondo classico i generi di retorica sono. deliberata, giudicante,. dannoso, ingiusto, biasimevole,. deliberativa, giudiziaria, epidittica. utile, giusto, lodevole.

03. L'aggettivo retorico applicato a un testo indica un discorso. vivace e fluido. ampolloso e stantio. ricco di figure retoriche. difficile e ostico.

04. La retorica giudiziaria è centrata attorno. all'utile e al dannoso. al lodare e biasimare. al bello e al brutto. al giusto e all'ingiusto.

05. Tra i filosofi che sono considerati centrali nella Pragmatica e Linguistica testuale ci sono: John Austin e Paul Grice. Charles Morris e Charles S. Peirce. Paul Grice e Charles Morris. John Austin e Charles Morris.

06. La retorica classica è divisa in. 5 parti. 6 parti. 8 parti. 3 parti.

07. I generi della retorica classica sono caratterizzati da. uno spazio, un tempo, un emittente e una meta. un luogo, un tempo, un ricevente e uno scopo. uno spazio, un'epoca, un emittente e un obiettivo. un luogo, un tempo, un destinatario e uno scopo.

08. La retorica epidittica è centrata attorno. al lodare e biasimare. all'utile e al dannoso. al giusto e all'ingiusto. al bello e al brutto.

01. Per comprendere un testo, il contesto. è essenziale. non è importante. è importante soltanto per i testi scritti. è importante soltanto per i testi orali.

02. Il contesto è. variabile e negoziabile. invariabile ma negoziabile. variabile e non negoziabile. dinamico ma non negoziabile.

03. Il contesto è. dinamico. invariabile e negoziabile. invariabile e non negoziabile. fisso e non negoziabile.

04. Il termine pragmatica si deve a. Charles W. Morris. Robertf Carnap. Stephen Levinson. Charles Senders Peirce.

05. Il termine pragmatica. deriva da una radice greca: pràgma. deriva da una radice anglofona. riguarda l'agire umano. deriva da una radice latina.

06. Hymes definisce la pragmatica. la scienza della competenza linguistica. lo studio degli aspetti comunicativi e sociali. la scienza della competenza comunicativa. lo studio degli aspetti formali della lingua.

07. La competenza comunicativa. è simile alla "competence". è diversa dalla "competence". è simile alla "parole". è diversa dalla "langue".

08. La tripartizione della semiotica come disciplina riguarda tre campi di studio. sintassi, morfologia, lessico. sintattica, fonetica, semantica. sintattica, pragmatica, semantica. sintassi, semantica, fonetica.

01. Il contesto può essere definito come. globale e locale. sociolinguistico e pragmatico. totale e parziale. interno ed esterno.

02. Il contesto può essere definito come. l’insieme di circostanze (linguistiche o extralinguistiche) in cui si verifica un atto comunicativo. l'insieme di elementi contestuali che interagiscono con il cotesto. unione di contesto e cotesto. l’insieme di circostanze in cui si verifica un atto comunicativo.

03. Il primo studioso che parlò di contesto di situazione fu. Bronislaw Malinowski. Rupert Firth. Dell Hymes. Roman Jakobson.

04. Il contesto interviene sul significato per. arricchirlo, disambiguarlo, precisarlo, completarlo. nessuna delle risposte. rinforzarlo, enfatizzarlo, livellarlo, adattarlo. arricchirlo, cancellarlo, precisarlo, corroborarlo.

05. La selezione degli elementi del contesto deriva. dagli scopi. dalla variabilità della lingua. nessuna delle risposte. dall'inferenza.

01. La frase "Quelli sono stupidi" contiene una. deissi empatica. anafora. anafora empatica. catafora.

02. La logodeissi indica. la deissi dello spazio. la deissi del testo. la deissi testuale o del discorso. la deissi anaforica.

03. I tipi principali di deissi sono: personale, sociale, testuale. gestuale, anaforica, simbolica. sociale, testuale, gestuale. personale, spaziale e temporale.

01. I tempi deittici anaforici sono: il passato prossimo, il passato remoto, il futuro semplice e il condizionale semplice. il trapassato prossimo, il trapassato remoto, il futuro anteriore e il condizionale composto. l'imperfetto, il trapassato remoto, il futuro anteriore . il trapassato prossimo, il futuro anteriore e l'infinito passato..

02. La deissi temporale grammaticalizza la relazione tra. il tempo della situazione che viene descritta, oppure a cui si fa riferimento, e il punto di riferimento spaziale. il tempo della storia e quello del discorso. il tempo e lo spazio. il tempo della situazione che viene descritta, oppure a cui si fa riferimento, e il punto zero temporale del contesto deittico, cioè il momento dell'enunciazione.

03. I tempi deittici nell’indicativo sono: il presente, l’imperfetto, il passato remoto, il futuro anteriore. il presente, il passato prossimo, l’imperfetto, il passato remoto, il futuro semplice. il presente, il trapassato prossimo, l’imperfetto, il trapassato remoto, il futuro semplice. il presente, l’imperfetto, il passato remoto, il futuro.

01. La frase rematica. ha una funzione tematica. ha una funzione sintattica. ha una funzione fatica. è difficile da realizzare.

02. Il referente nella memoria a breve termine può essere: accessibile, semiattivo, inaccessibile. passivo, attivabile, accessibile. attivo, inattivo o semiattivo, inaccessibile. attivo, accessibile o semiattivo, inaccessibile.

03. I concetti di dato e nuovo riguardano. la struttura informativa. la struttura in ruoli tematici. la struttura sintattica. la struttura della conoscenza.

04. Come si distribuisce l'informazione all'interno di un testo?. Attraverso la struttura di soggetto e predicato. Attraverso dato e rema, nuovo e tema, identificabilità e definitezza. Attraverso dato e nuovo, tema e rema, definito e indefinito. Attraverso l'alternanzi di struttura della conoscenza e struttura informativa.

01. La frase "I miei figli sono generosi" contiene. un referente specifico indefinito. un referente specifico definito. un referente specifico. un referente non specifico.

02. Riguardo la definitezza un referente può essere. definito e non definito (specifico oppure non specifico). specifico (definito oppure indefinito), non specifico. specifico, non specifico (definito o indefinito). generico e specifico (definito e indefinito).

03. La distribuzione dell'informazione si riferisce a: tema, dato e definitezza. soggetto e predicato. struttura della conoscenza, struttura sintattica. tema/rema; dato/nuovo; definito/indefinito.

01. La seguente frase: "È Lia che è in ritardo" presenta il seguente fenomeno di marcatezza: messa in evidenza del soggetto per anteposizione. pseudoscissa. passivazione. estrazione del soggetto attraverso la frase scissa.

02. I modi per mettere in evidenza il rema sono: frase scissa, passivazione e focalizzazione. anteposizione contrastiva, dislocazione a destra e a sinistra. frase preudoscissa, anteposizione del soggetto e dislocazione. anteposizione contrastiva, frase scissa e pseudoscissa.

03. La tematizzazione si realizza attraverso: passivazione. posposizione del soggetto. DS e DD dei diversi costituenti. anteposizione dell'oggetto.

04. I tipi principali di costruzioni marcate sono: tematiche e rematiche. dato e nuovo. tematizzanti e focalizzanti. DS e DD.

05. La seguente frase: "Quella che è in ritardo è Lia" presenta il seguente fenomeno di marcatezza: frase scissa. pseudoscissa. dislocazione a sinistra con anafora empatica. dislocazione a destra del soggetto.

06. La seguente frase: "Le arance le ho messe sul tavolo" presenta il seguente fenomeno di marcatezza: DS dell' oggetto senza ripresa anaforica. DD del complemento oggetto. DS dell'oggetto con ripresa anaforica. DD del soggetto.

01. Il pidgin è una lingua. che è la risultanza della scomparsa della lingua nativa in quella straniera. che è la risultanza della sovrapposizione della lingua nativa con termini stranieri. meticcia data dalla fusione della lingua di partenza con quella di arrivo. che è la risultanza della fusione della lingua nativa con termini stranieri.

02. Se il tema è facile da recuperare la ripresa è. pesante per il materiale fonetico impiegato. equilibrata in termini di materiale morfo-fonologico presente. leggera, riguardo al materiale fonico impiegato. leggera in termini di materiale sintattico necessario.

03. Le anafore marcate includono. topicalizzazione e focalizzazione. costruzioni tematizzanti e focalizzanti. anafora zero. DS e DD dell'oggetto.

01. "Promettere" è un verbo. performativo. imperativo. assertivo. constativo.

02. I performativi devono avere determinate condizioni dette. condizioni di falsità. condizionbi di felicità. condizioni di verità. condizioni di infelicità.

03. "Come fare cose con le parole" è. il libro che deriva dalle William James lectures tenute da Austin nel 1955. il libro che deriva dall'inseghnamento di Grice ad Oxford. una principio generale per spiegare gli atti linguistici. il libro che deriva dalle William James lectures tenute da Searle.

04. La dimensione locutoria corrisponde a. gli effetti del dire. nessuna di queste risposte. l'interpretazione. le intenzioni del parlante.

05. La dimensione illocutoria riguarda. nessuna di queste risposte. il semplice atto del dire qualcosa. gli effetti del dire. le intenzioni del parlante.

06. La dimensione perlocutoria riguarda. gli effetti del dire. nessuna di queste risposte. il semplice atto del dire qualcosa. le intenzioni del parlante.

07. La forma canonica del performativo è costuituita da. la presenza opzionale del sintagma avverbiale con ciò; la prima persona singolare; il verbo iall'imperativo presente. la presenza opzionale del sintagma avverbiale con ciò; la prima persona singolare; il verbo in forma attiva; l'indicativo presente. la presenza opzionale SA (di ciò) ; la prima persona singolare; il verbo in forma passiva; l'indicativo presente. la presenza opzionale SA (a ciò) ; la seconda persona singolare; il verbo in forma infinita.

08. Austin è noto per. la teoria degli atti linguistici e per la teoria dei performativi. la teoria degli aspeech acts. la teoria degli atti linguistici. la teoria dei performativi.

01. Gli atti linguistici sono. chiedere, ordinare, permettere. locutivi (o locutori), illocutivi (o illocutori), perlocutivi (o perlocutori). informare, chiedere, convincere. locuzione, allocuzione, conlocuzione.

02. Le condizioni appropriate per il constativo sono. di felicità/ infelicità. di verità/falsità. di formalità/informalità. di appropriatezza/inapprorpiatezza.

03. Le condizioni appropriate per il performativo sono. di felicità/ infelicità. di verità/ falsità. di appropriatezza/inapprorpiatezza. di formalità/informalità.

04. La teoria degli atti linguistici e il concetto del performativo si devono a. P.L. Austin. J.R. Searle. P.F. Strawson. H.P. Grice.

05. Se le condizioni di infelicità dei performativi non sono rispettate l'atto è. vacuo e abusato. nullo o vacuo. nullo o inappropriato. realizzato ma inefficace.

01. Deviare il discorso è una violazione della massima di. relazione. quantità. modo. qualità.

02. Per Grice le implicature rappresentano il riconoscimento. dell'impossibilità di ridurre la totalità del significato linguistico al binomio razionalità e conversazione. della possibilità di individuare il significato linguistico nelle condizioni di verità e nelle regole della conversazione. dell'impossibilità di ridurre la totalità del significato linguistico al binomio condizioni di verità e regole della conversazione. della necessità di aggiungere elementi teorici nuovi.

03. Parlare più del necessario è una violazione della massima di. modo. relazione. quantità. qualità.

04. "Sii pertinente" corrisponde alla massima di. relazione. modo. qualità. quantità.

05. L’implicatura conversazionale è. determinata. cancellabile. staccabile. convenzionale.

06. La parte implicita della comunicazione è detta da Grice. implicazione. discorso implicato. implicatura. discorso implicito.

07. Per Grice la conversazione è. un'impresa cooperativa. un'impresa razionale cooperativa. un'impresa irrazionale ma cooperativa. un'impresa.

01. Gli atti linguistici possono essere. diretti e indiretti. diretti e autonomi. diretti e prescrittivi. indiretti e performativi.

02. Le massime. funzionano come parametro per valutare ciò che è inteso. sono riconducibili ad un principio generale di razionalità e funzionano come parametro per valutare ciò che è inteso. sono riconducibili ad un principio generale di razionalità. sono un parametro per valutare ciò che è detto e ciò che è inteso.

03. "Mi passi il sale?" rappresenta. una richiesta orientata alla cortesia. una domanda diretta. un atto linguistico diretto. un atto linguistico indiretto.

04. Dalle massime scaturiscono delle inferenze, che Grice chiama. implicature conversazionali e convenzionali. implicature convenzionali. presupposizioni. implicature conversazionali.

05. Il principio di cooperazione è stato formulato da. Searle. Chomsky. Grice. Austin.

06. Il principio di cooperazione è importante per. la dimensione locutoria. la dimesione perlocutoria. le presupposizioni. le implicature.

01. L'implicatura conversazionale costituisce un impegno semantico aggiuntivo. per andare oltre il significato letterale di un enunciato aggiungendo il proprio contenuto semantico. per capire l'intenzione comunicativa dell'interlocutore. per andare oltre il significato letterale di un enunciato ed individuare e capire l'intenzione comunicativa del parlante. per limitare il significato letterale di un enunciato all'intenzione comunicativa del parlante.

02. Cancellabilità, non distaccabilità, calcolabilità, non convenzionalità sono. proprietà delle implicature convenzionali. proprietà dell'implicito. principi per riconoscere le implicature. proprietà delle implicature conversazionali.

03. Il principio di pertinenza di Sperber e Wilson. smentisce l'approccio di Grice. è completamente indipendente dall'approccio di Grice. approfondisce l'approcciio di Grice in chiave sociolinguistica. approfondisce l'approccio di Grice in direzione cognitiva.

04. Nella coppia di frasi "Vieni a teatro?" "Sono stanca". la risposta va interpretata alla luce del contesto e del cotesto. la risposta negativa è espressa indirettamente come implicatura convenzionale. la risposta negativa non è espressa direttamente ma può essere inferita come implicatura. costituisce una coppia domanda-risposta.

05. Per Goffman, la 'faccia' è. l'espressione della cortesia linguistica. l'immagine pubblica che un partecipante desidera proiettar. la logica evidente della conversazione. l'aspetto superficiale dell'interazione.

06. La cortesia linguistica. riguarda soltanto la deissi sociale. l'atteggiamento psicologico nei confronti dell'interlocutore. riguarda gli allocutivi. usa anche mezzi non linguisticamente codificati.

07. L'asimmetria nella comunicazione è collegata. alla ricchezza e al prestigio. alle intenzioni dei parlanti. alle implicature conversazionali. alla dominanza e al potere.

08. La logica della cortesia di R. Lakoff è ispirata. alla linguistica testuale. alle massime di Grice. non ha nessun precedente nella letteratura. al modello di Sperber e Wilson.

01. Che cos’è la langue?. è la lingua in senso artificiale. è l’aspetto sociale e astratto della lingua. è l'uso della lingua. è l’atto linguistico individuale.

02. Che cos’è la parole?. È la parte sociale della lingua. è la lingua come sistema. è l’atto linguistico individuale. È l’unione di concetto e immagine acustica.

03. Cosa studia la linguistica del testo?. Il testo e il discorso. Le caratteristiche della lingua parlata. L’aspetto sociale della lingua. Il testo.

01. Le grammatiche del testo hanno segnato un passo importante nella comprensione della testualità perché hanno dato importanza alle proprietà definitorie in termini fondamentalmente: sintattici. formali. morfo-fonologici. semantici.

02. I primissimi tentativi di definizione del testo si basavano su. criteri sintattico-lessicali e presenza di pro-forme. Criteri semantici e assenza di ripetizioni. criteri sintattico-semantici. Criteri pragmatici e presenza di pro-forme.

03. Secondo Van Dijk la coerenza. È una proprietà graduale. è una proprietà di tipo dicotomico: o c’è o non c’è. È una proprietà necessaria ai testi. è una delle possibili proprietà dei testi.

04. I primi studi di linguistica del testo hanno messo in evidenza che. la linguistica del testo non doveva porre al centro dei suoi modelli la forma superficiale del testo, quanto piuttosto fenomeni legati al suo significato. la linguistica del testo doveva porre al centro dei suoi modelli la forma superficiale del testo e concentrarsi su questo aspetto. la linguistica del testo avrebbe migliorato e integrato i metodi della linguistica generale. la linguistica del testo non doveva porre al centro dei suoi modelli la forma superficiale del testo, quanto piuttosto fenomeni legati a descrizioni formali della lingua.

01. L’interpretazione di un testo mette in gioco due operazioni fondamentali: La ccoerenza e la coesione. la decodifica e l’inferenza. La comprensione e l’interpretazione. La codifica e la decodifica.

02. I primi tentativi di definizione del testo si basano su criteri. morfo-sintattici. sintattico-lessicali. socio-pragmatici. semantico-sintattici.

03. Le ipotesi di testo a base semantica furono chiamate. grammatiche della frase. grammatiche del periodo. grammatiche generative. grammatiche del testo.

04. I discorsi sono entità molto complesse e possono essere analizzate a partire da tre domini principali: il dominio fonetico, il dominio morfologico ed il dominio sintattico. il dominio grammaticale, il dominio morfo-sintattico e il dominio testuale. il dominio grammaticale, il dominio contestuale e il dominio testuale. il dominio fonologico, il dominio sintattico ed il dominio testuale.

05. Il dominio grammaticale riguarda. fattori paralinguistici ed extralinguistici;. la costruzione linguistica delle frasi che compongono il discorso. i modi in cui le unità del discorso si intrecciano sia dal punto di vista del significato che da quello della forma linguistica. fenomeni di accordo e di sintassi.

06. Il dominio contestuale tiene conto di. fattori paralinguistici ed extralinguistici. fattori linguistici e sociali. fattori testuali e grammaticali. fattori semantici e pragmatici.

01. Quando si scrive un testo, si mettono in opera. costruzione grammaticale e costruzione funzionale. due sistemi: grammatica della frase e grammatica del testo. due sistemi costruttivi: costruzione grammaticale e costruzione frasale. due sistemi costruttivi: costruzione grammaticale della frase e costruzione del testo.

02. Rispetto agli altri livelli dell’analisi linguistica (fonologico, morfologico e sintattico) quello testuale: va oltre la frase, di cui analizza il contenuto formale facendo attenzione al contesto. coincide con la frase, riguarda il significato e la forma, e non tiene conto di fenomeni extralinguistici. va al di là della frase, riguarda il significato e non la forma, e tiene conto di cotesto e deissi fantasmatica. va al di là della frase, riguarda il significato e non la forma, e tiene conto di fenomeni extralinguistici.

03. Quali sono le proprietà semantiche fondamentali di un testo?. Unitarietà, continuità, progressione. Unitarietà, referenzialità, progressione. Linearità, progressione e tematizzazione. Univocità, consecutività, progressione.

04. Il dominio testuale riguarda. i modi in cui le unità del discorso si intrecciano sia dal punto di vista del significato che da quello della forma linguistica. la capacità delle unità del discorso di dare forma al flusso di coscienza. i modi in cui le unità del discorso si intrecciano. i modi in cui le unità del discorso si combinano sul piano semantico.

01. Le tipologie di testi sono date dai seguenti criteri classificatori. • funzione pragmatica • funzione interpretativa) • capacità metacognitive. • testi informativi, argomentativi, prescrittivi) • testi molto vincolanti, poco vincolanti) • capacità sperimentali. • funzione illocutiva (testi informativi, argomentativi, prescrittivi) • grado di costrizione/libertà interpretativa imposta al destinatario (testi molto vincolanti, poco vincolanti) • capacità cognitive. • funzione illocutiva • grado di costrizione/libertà interpretativa imposta al destinatario • capacità enciclopedica.

02. Al variare di un testo e della sua destinazione la lingua può. mantenersi costante. regolare la comunicazione. variare. mantenere un equilibrio.

03. Le unità del testo appartengono a. • il piano argomentativo; • il piano tematico; • il piano semantico. • il piano cognitivo; • il piano testuale; • il piano conversazionale. • il piano logico; • il piano referenziale; • il piano enunciativo. • il piano etico; • il piano semantico; • il piano testuale.

01. Le unità del testo sono. le unità comunicative, e informative,gli enunciati. le unità di sfondo, le unità in primo piano, i movimenti testuali. le unità informative di sfondo, le unità informative nucleo, i movimenti testuali. le unità comunicative, le unità informative, i movimenti testuali.

02. Nello scambio tra A e B: Usciresti con Giovanni? B Ha una Mercedes. La risposta di B. non risponde direttamente alla domanda di A e klascia intendere chele Mercedes siano macchine da evitare. Prevede un contenuto esplicito da cui si può inferire che B non uscirebbe mai con A. Prevede un contenuto implicito da cui si può inferire che B uscirebbe con A. non risponde direttamente alla domanda di A: perché essa sia pertinente, A deve costruire un significato implicito.

03. Le unità informative possono essere. presenti o assenti. nuclei e satelliti. di nucleo in primo piano. in primo piano e sullo sfondo.

01. Nel seguente scambio: A Come va con tua mamma? B Come sai, è in età avanzata. La risposta di B: Comunica ad A le informazioni enciclopediche secondo le quali i rapporti sono difficili e si litiga spesso. Comunica ad A che c'è un guadagno cognitivo. Se presa letteralmente, offre ad A guadagno di conoscenze. Comunica ad A che non va molto bene, lasciando intendere che vecchiaia è un'età complessa.

02. Le unità informative di sfondo. non hanno un riempimento sintattico-semantico predefinito. hanno un riempimento sintattico-semantico predefinito. non hanno un riempimento sintattico-semantico. hanno un riempimento sintattico-semantico obbligato.

03. Nel seguente scambio: A Come va con tua figlia Amalia? B Come sai, è in piena pubertà. La risposta di B: Comunica ad A che non va molto bene, i rapporti sono difficili. Se presa letteralmente, offre ad A guadagno di conoscenze. Comunica ad A le informazioni enciclopediche secondo le quali nell’adolescenza le relazioni sono facili. Comunica ad A che va molto bene, i rapporti sono sereni.

01. Il movimento testuale è. tipicamente costituito da una sequenza di enunciati globalmente unitaria e provvista di un’organizzazione gerarchica interna. tipicamente costituito da un unico enunciato ma aperto alla possibilità di essere composto da più enunciati. tipicamente costituito da una sequenza di enunciati sprovvista di un’organizzazione gerarchica interna. costituito da una sequenza di enunciati organizzati e numerati.

02. Le unità comunicative si riuniscono tipicamente in. paragrafi unitari dal punto di vista logico-argomentativo, tematico ed enunciativo. paragrafi e capoversi, cioè sequenze unitariee coese. movimenti testuali, cioè sequenze unitarie dal punto di vista logico, tematico ed enunciativo. movimenti testuali, cioè sequenze unitarie dal punto di vista logico-argomentativo, tematico o enunciativo.

01. Gli incapsulatori sono. particolari SA che riprendono una sequenza di SN più complessi. particolari SN che riprendono un semplice referente. particolari SV che riprendono non un semplice referente, ma una sequenza di contenuti più complessi. particolari SN che riprendono non un semplice referente, ma una sequenza di contenuti più complessi.

02. Le implicature possono essere. convenzionali e conversazionali. di attacco e di riparazione. di significante e di significato. di prevenzione e di riparazione.

01. L’unità comunicativa svolge al tempo stesso due funzioni: una funzione illocutiva (asserzione, domanda ecc) ed una funzione di composizione testuale che si definisce rispetto al cotesto. una funzione enunciativa ed una funzione di composizione testuale che si definisce rispetto al cotesto. una funzione illocutiva (asserzione, domanda ecc) ed una funzione di cperformativa (promessa). una funzione locutiva ed una funzione di composizione testuale che si definisce rispetto al cotesto.

02. L'unità comunicativa. è costituita al suo interno da più UC. è l’unità fondamentale del testo, necessaria e sufficiente perché il testo sussista. è costituita da più parole. è l’unità principale del testo, necessaria ma non sufficiente perché il testo sussista.

03. L'enunciato è. il corrispettivo linguistico di una unità comunicativa veicolata esplicitamente. il corrispettivo linguistico di una unità informativa veicolata esplicitamente. nella maggior parte dei casi coincide con una unità comunicativa. il corrispettivo linguistico di una unità informativa.

01. La segnalazione linguistica dell’enunciato può avvenire tramite. la morfologia, la sintassi e le pause. la punteggiatura, la sintassi e gli incisi. la prosodia, la punteggiatura, le pause. la punteggiatura, la prosodia e gli incisi.

02. Le connessioni riguardano i seguenti piani: semantico. pPragmatico, , testuale. logico, tematico, rematico. dei connettivi, dei referenti, del discorso. logico, referenziale, enunciativo.

03. La punteggiatura «forte» comprende: punto, due punti, punto e virgola. il punto, i due punti, le parentesi e i trattini lunghi. il punto esclamativo ed il punto interrogativo, i due punti ed i trattini lunghi. il punto e la virgola, le parentesi e i trattini.

04. La struttura sintattica di un enunciato è. lineare. subordinata. circolare. gerarchica.

05. La referenza testuale può essere. accessibile, inaccessibile, semiaccessibile o passiva. Attiva, passiva, semiattiva. Attiva, inattiva, semiattiva. Attiva, attivata, attivabile.

01. Le principali relazioni testuali sono. logiche, referenziali, enunciative. logico-argomentative, tematiche e prosodiche. pragmatiche, sintattiche, morfologiche3. anaforiche, cataforiche, deittiche.

02. Le relazioni di composizione testuale rientrano tra le. relazioni logiche. relazioni enunciative. relazioni tra eventi. relazioni tematiche.

03. I referenti testuali sono. l’entità astratta che diventa un «oggetto» del discorso». l’entità o evento che entra a far parte del discorso in atto e che quindi diventa un «oggetto» del discorso. ambienti e personaggi che entrano a far parte del discorso in atto e che quindi diventano un «oggetto». gli «oggetti» del discorso.

01. Il «topic» è. il referente testuale su cui converge la proposizione e attorno al quale la proposizione veicola l’informazione comunicativamente pertinente. il referente umano su cui verte la proposizione, quello attorno al quale la proposizione veicola l’informazione saliente. quel referente testuale su cui verte l'unità informativa. il referente attorno al quale la proposizione veicola la conoscenza.

02. Le relazioni logiche sono. di composizione testuale, performative, tra i processi (detti anche eventi) evocati dal discorso. di composizione testuale, locutive, tra processi o eventi. di processo, illocutive, tra eventi evocati dal testo. di composizione testuale, illocutive, tra i processi (detti anche eventi) evocati dal testo.

03. Le relazioni referenziali consentono. la topicalizzazione del referente e la progressione del topic. l'attivazione del referente e le catafore. l'attivazione del referente e il mantenimento del topic. la cancellazione del referente e del topic.

04. Le relazioni enunciative riguardano. le voci del piano logico. la referenza del testo. l'enunciazione come intesa da E. Benveniste. le voci del testo.

01. Il principio di pertinenza fa interagire. la coerenza e la coesione di un testo o discorso. i risultati della decodifica linguistica con semplici operazioni di inferenza contestuale. i risultati della decodifica linguistica con importanti operazioni di inferenza contestuale. il contesto ed il contesto, lper stabilire quali siano i fattori preminenti in un testo o discorso.

02. L'inferenza è un meccanismo. mentale. linguistico. psicologico. cognitivo.

03. La coerenza è. è la proprietà che definisce il testo come unità fondamentale della comunicazione linguistica. è la proprietà che insieme alla coesione serve per definire il testo come unità fondamentale della comunicazione. è l'unità fondamentale della comunicazione linguistica. è la proprietà del testo fondamentale secondo la concezione di Beaugrande e Dressler.

04. La coerenza è. una caratteristica che riguarda l’organizzazione enunciativa interna del testo. una caratteristica che riguarda l’organizzazione logica interna del testo. una caratteristica che riguarda l’organizzazione semantica interna del testo. una caratteristica che riguarda l’organizzazione referenziale interna del testo.

05. La coerenza. non è sufficiente affinché il testo soddisfi il suo obiettivo comunicativo. è indispensabile per la natura di un testo. non è definibile in lingue a soggetto nullo. è sufficiente affinché il testo soddisfi il suo obiettivo comunicativo.

06. Rispetto alla coerenza, l'ambiguità è. rara. una proprietà del segno. esclusa. sempre possibile.

07. La coerenza è. una proprietà scalare, con una componente oggettiva. una proprietà lineare, con una componente soggettiva. una proprietà graduale, con una componente soggettiva. una proprietà graduale, con una componente oggettiva.

08. La coerenza è. un principio accessorio nell'economia del discorso. un principio guida dell'interpretazione del discorso. un insieme di regole dell'interpretazione del discorso. una proprietà indispensabile alla superficie linguistica.

09. L'inferenza si basa. sul pensiero. sulle forme linguistiche. sulla coesione. sul ragionamento.

10. Ambiguità e vaghezza sono. parte inalienabile di qualunque operazione di interpretazione che combini decodifica linguistica e processi inferenziali di natura contestuale. parte inalienabile dell' operazione di interpretazione che obbliga l'uso di decodifica linguistica e processi inferenziali di natura contestuale. date da decodifica linguistica e processi inferenziali di natura contestuale. parte accessoria dell'interpretazione.

11. Nel processo comunicativo, la coerenza è. un fattore di importanza primaria. un principio di base della linguistica generale. una proprietà delle lingue. un fattore di importanza secondaria.

01. La coesione si serve. delle anafore e dei connettivi. delle strutture marcate. del soggetto nullo. dellla punteggiatura.

02. La proprietà della coesione riguarda. la grammaticalità di un testo. la superficie semantica di un testo. la superficie grammaticale di un testo. la manifestazione linguistica superficiale di un testo.

03. La coesione è la proprietà che si manifesta principalmente nella forma. di un sistema sintatticoi e di reti di connettivi tra le frasi. di un sistema grammaticale di collegamenti tra le frasi. delle dipendenze fra le unità che costituiscono il testo. di un sistema di dispositivi linguistici e di reti di collegamenti linguistici tra le frasi.

04. La coesione si serve. della deissi. delle catafore. delle anafore. delle strutture marcate.

01. I complementatori sono. i connettivi che introducono oggettive e soggettive. le congiunzioni subordinanti. gli introduttori delle subordinate soggettive e oggettive. elementi congiuntivi per la complementazione.

02. Tra i connettivi ci sono. le locuzioni congiuntive subordinanti. le preposizioni come dopo. i pronomi relativi. i complementatori.

03. I connettivi sono. elementi di coesione referenziale del testo. i dispositivi di coesione logica del testo più rappresentativi. elementi di collegamento argomentale del testo. i dispositivi di coesione logica del testo più usati.

01. Le relazioni logiche tra eventi riguardano. la forma in cui si collegano gli eventi nel mondo reale. la forma del collegamento di frasi nel nel mondo reale. il modo in cui si collegano i processi in mondi fittizi. il modo in cui si collegano gli eventi o processi nel mondo reale o in mondi supposti.

02. I connettivi indicano forme linguistiche. variabili. invariabili. composizionali. avverbi.

03. I connettivi indicano le relazioni logiche che vigono. tra eventi o processi. tra unità di composizione testuale. tra i processi e tra unità di composizione testuale. tra i processi.

01. I connettivi possono essere. Preposizioni, interiezioni ecc. Locuzioni e sintagmi preposizionali. congiunzioni, locuzioni, ecc. complementatori e pronomi relativi.

02. Che relazione logica puoi individuare nel seguente testo: “[Micòl] Mi guardò senza dissimulare un moto di sorpresa, meravigliata forse che trovassi la forza di passare al contrattacco, anche se, tutto sommato, con così poca convinzione.” (Giorgio Bassani, Il giardino dei Finzi-Contini). di composizione testuale. relazione logica tra eventi: fine. relazione logica tra eventi: tempo. relazione logica tra eventi: concessione.

03. Il seguente testo “Bhe… insomma…ecco io volevo chiederti… se tu ritieni necessario – informare gli inquirenti della circostanza… non so… non so … tu che pensi?” (dal film Indagine su un cittadino aldisopra di ogni sospetto) contiene una relazione logica. di composizione testuale, di tipo causale. tra eventi, di tipo concessivo. tra eventi, di tipo consecutivo. tra eventi, di tipo condizionale.

01. Non ho visto lo scalino e sono cadura. può essere interpretata sia come relazione causale che temporale. è una relazione di aggiunta. è una relazione espressa in modo ricco. è una relazione tra processi.

02. Individua la relazione logica dell’unità di sfondo della frase: // Questo scritto risale ad alcuni secoli prima di Cristo. //E1 / E, / proprio perché antichissimo, /UIsfondo può trovare una nuova vita interpretativa. /UInucleo //E2. motivazione. rettifica. aggiunta. esemplificazione.

03. "Sono uscita ed ho incontrato Giuseppe". è una relazione di aggiunta. esprime una relazione temporale. riguarda una relazione causale. manifesta una relazione consecutiva.

01. Nella frase "Mi ha riparato il computer. Nulla di grave: è bastato sbloccare la tastiera" è presente. un'anafora associativa. un referente non attivo. una catafora. una referenza diretta.

02. Le anafore associative sono chiamate anche. dirette o esplicite. dirette o immediate. indirette o di referenza implicita. referenziali o esplicite.

03. Nella frase "Nel cofano c'era un gatto" è presente un'espressione. anaforica diretta. anaforica sostitutiva. anaforica parziale. anaforica associativa.

04. Le catene anaforiche hanno origine nell'elemento. seguente. precedente. sorgente. antecedente.

05. Le catene cataforiche hanno origine nell'elemento. precedente. sorgente o susseguente. antecedente. seguente.

06. L'individuazione dell'antecedente può essere mediata da informazioni. fonetiche, fonologiche. pragmatiche. morfologiche, semantiche, pragmatiche. morfo-sintattiche.

07. Una catafora può essere. attiva o non attiva. ampia o stretta. estesa o ridotta. diretta o indiretta.

01. La concezione ristretta della catafora si realizza attraverso. sintagma nominale, sintagma aggettivale, sintagma verbale. soggetto sottinteso, pronome, sintagma nominale con contenuto generico. soggetto espresso, pronome, indefiniti. pronome, articolo, aggettivo.

02. In una catafora ampia un referente viene. precisato e arricchito nel contesto. precisato e arricchito nel cotesto seguente. aggiunto e arricchito nel cotesto successivo. precisato e arricchito nel cotesto precedente.

03. Le conoscenze enciclopediche su cui si basa l’associazione referenziale veicolata da un testo. non devono necessariamente essere note già all'interlocutore. non devono necessariamente essere ignorate dall'interlocutore. devono essere necessariamente note al destinatario. devono essere note già all’interlocutore.

01. La relazione tra anafora e catafora consente di dire che. non sono fenomeni speculari e la catafora è più marcata. sono fenomeni speculari dal punto di vista del rinvio testuale. sono fenomeni inversi e l'anafora è più marcata. non sono fenomeni speculari e l'anafora è marcata.

02. Gli incapsulatori anaforici sono sintagmi che in determinate circostanze assumono il ruolo testuale di incapsulare una porzione del co-testo precedente. Che tipo di sintagmi sono?. sintagmi verbali. sintagmi nominali. sintagmi aggettivali. sintagmi avverbiali.

03. L'anafora è. un fenomeno basico ma raro e poco diffuso della costruzione testuale. un fenomeno della costruzione testuale frequente ma con forti restrizioni. un fenomeno basico, normale e universale della costruzione testuale. un fenomeno possibile, frequente e onnipresente della costruzione testuale.

01. Ci sono casi di ripetizione codificati dalla tradizione, come. la ripetizione referenziale a inizio frase che crea un netto parallelismo all’interno del testo. la ripetizione referenziale a metò frase che crea un'armonia all’interno del testo. la ripetizione referenziale a fine frase che crea un effetto eco all’interno del testo. la ripetizione referenziale è un modulo estraneo alla tradizione.

02. Analizza l’incipit di Memorie di un italiano: "Ecco la morale della mia vita . E siccome questa morale non fui io ma i tempi che l’hanno fatta." In questo esempio il periodo iniziale viene. condensato e ripreso attraverso un deittico anaforico. condensato attraverso un incapsulatore anaforico e duplicato inutilmente:. condensato e ripreso attraverso un incapsulatore anaforico e poi ampliato mediante l’uso della ripetizione:. isolato attraverso un incapsulatore anaforico.

03. Nella frase: "la iettatura la porti tu a noi….sei tu lo iettatore…" (A. Moravia Racconti Romani) la messa in evidenza è realizzata. dalla combinazione della ripetizione con una rematizzazione. dalla ripetizione. dalla combinazione della ripetizione con una tematizzazione. dalla tematizzazione.

04. L’anafora per ripetizione lessicale è per tradizione un modulo linguistico antipatico alla scrittura italiana. con l’eccezione dei linguaggiburocratici. con l’eccezione dei linguaggi espositivi. con l’eccezione dei linguaggi artistici. con l’eccezione dei linguaggi tecnico-scientifici.

05. I sintagmi nominali e aggettivali usati anaforicamente sono empatici quando nella loro semantica è. esclusa, in modo universale, una componente oggettiva. consentita, in modo occasionale, una componente valutativa. inclusa, in modo completo o parziale, una componente valutativa. esclusa, in modo completo o parziale, una componente soggettiva.

01. Le espressioni cataforiche rinviano. ad un elemento antecedente. ad un elemento susseguente o sorgente. ad un elemento anaforico. ad una sorgente enunciativa.

02. Le catafore possono essere. pronomi, avverbi pronominali, soggetti sottintesi, aggettivi possessivi o modali, SN con significato generico. proforme, , avverbi pronominali, soggetti sottintesi, aggettivi possessivi o modali, SN. proforme, soggetto nullo, SA, SV, Savv, SN con significato generico. pronomi, avverbi , soggetti sottintesi, SA modali, SN con significato generico.

03. Le espressionbi cataforiche più diffuse sono. avverbi pronominali. SN con significato generico. soggetto sottinteso. i pronomi.

01. La struttura tematica riguarda. Syntactic sentence perspective. Functional clause perspective. Functional phrase perspective. Functional sentence perspective.

02. Ciò di cui si parla è il. predicato. tema. rema. soggetto sottinteso.

03. Le informazioni rematiche sono. le informazioni più predicibili, perché più pertinenti per l’obiettivo comunicativo,. le informazioni più dinamiche, le più pertinenti per l’obiettivo comunicativo. le informazioni meno dinamiche ma pertinenti per l’obiettivo comunicativo,. le informazioni meno pertinenti per l’obiettivo comunicativo.

01. I fenomeni attorno a cui ruota la dimensione enunciativa sono. i tipi di discorso riportato. la deissi e il punto di vista. il discorso riportato e la deissi. il discorso diretto e indiretto.

02. Nell'enbunciazione il discorso riportato riguarda. discorso indiretto libero o legato. discorso diretto e indiretto, libero o legato che sia. discorso diretto e indiretto. discorso diretto libero e legato.

03. Il discorso riportato riguarda. la citazione di dialogo. la presentazione di parole o pensiero del locutore. la citazione di parole o pensiero altrui. parole o pensiero in forma diretta.

01. La deissi testuale è legata. al grado di formalità del testo. all'ongoing discourse. a differenze di composizione testuale. al cotesto.

02. I pronomi "io e tu". sono sempre deittici. sono anaforici. sono a volte deittici. non sono mai deittici.

03. In italiano la deissi sociale si manifesta. attraverso l’impiego del pronome allocutivo tu che si oppone alle forme Lei, Ella, Voi, Loro. dando del voi secondo l'età del locutore in determinate aree geografiche. attraverso scarse differenze regionali e di registro. attraverso gli allocutivi io, noi.

04. Gli aggettivi dimostrativi. possono essere sia deittici, sia anaforici. sono sempre anaforici. sono sempre deittici. nessuna di queste risposte.

05. I dimostrativi possono codificare. tutt'e tre le risposte. la visibilità. la prossimità all'interlocutore. la distanza.

06. Un esempio di verbo deittico è. venire. non esistono verbi deittici. correre. promettere.

07. Per la deissi spaziale, l'origo coincide con. la posizione occupata dal parlante. il mittente del messaggio. la posizione occupata dall'ascoltatore. nessuna di queste risposte.

08. L'origo è. il centro del campo indicale. un avverbio deittico. una teoria pragmatica. l'origine della teoria di Buhler.

09. La deissi sociale. serve a identificare il rapporto socio- pragmatico tra i partecipanti alla comunicazione. identifica il rapporto sociale (paritario o gerarchico) che lega tra loro i partecipanti alla comunicazione. riguarda i rapporti sociolinguistici. serve a identificare il rapporto di potere che lega i partecipanti alla comunicazione.

10. "Qui comincia l'avvventura del signor Bonaventura": "Qui" è un. deittico spaziale. deittico testuale. deittico temporale. deittico personale.

01. I testi possono essere. parlati. prototipicamente scritti. scritti e parlati. fondamentalmente orali.

02. Le lingue. sono parlate per essere scritte. sono scritte e parlate. hano una tradizione scritta. sono innanzitutto parlate.

03. La forma più naturale di vita e circolazione di una lingua è. il parlato. lo scritto. il parlato scritto. il parlato mediato.

01. Secondo la tipologia funzionale-cognitiva i testi si suddividono in. descrittivi, narrativi, espositivi, argomentativi, istruzionali (o prescrittivi). descrittivi, narrativi, espositivi, vincolanti. giornalistici, narrativi, espositivi, argomentativi, prescrittivi. descrittivi, espositivi, argomentativi, normativi.

02. Secondo la tipologia di Sabatini i testi possono suddividersi in. testi con discorso vincolante, testi con discorso non vincolante, testi con discorso libero. testi con discorso molto vincolante, testi con discorso mediamente vincolante, testi con discorso poco vincolante. testi rigidi, testi mediamente morbidi, testi poco vincolanti. testi rigidi, testi fissi, testi morbidi.

03. I testi con discorso molto vincolante sono. scientifici, normativi, informativi. scientifici, normativi, tecnici. letterari, divulgativi, espositivi. espositivi, divulgativi, informativi.

01. I testi poco vincolanti sono. opere letterarie in prosa e poesia. opere divulgative. testi tecnici e scientifici. testi personali e soggettivi.

02. Nel repertorio linguistico sono disponibili. lingua orale. usi scritti e parlati della lingua. lingua trasmessa. lingua scritta e stampata.

03. I testi sono centrali. nella linguistica pragmatica. nei livelli di analisi. nella pedagogia linguistica tradizionale. nella didattica.

01. La catafora comporta. una sospensione dell'interpretazione del testo. nessuna delle risposte. l'uso abbondante della deissi. un valore enfatico sulla frase.

02. Quale elemento può contribuire all'espressione del disaccordo?. la deissi. la prosodia. l'anafora. la catafora.

03. L'unità fondamentale di un testo è. comunicativa. movimento testuale. informativa. descrittiva.

04. L'architettura di un testo si basa. su relazioni gerarchiche. su relazioni simmetriche. sui connettivi. su inferenze.

05. Il contenuto semantico di un testo proviene. dalla deferenza e dall'inferenza. dalla codifica e dall'inferenza. dall'interazione. dalla decodifica e dall'inferenza.

06. La sostanza di un testo è primariamente. pragmatica. cognitiva. semantica. funzionale.

07. La catafora realizza un effetto di. attesa. straniamento. anticipazione. distanziamento.

08. Le ripetizioni sono utilizzabili come rinvii cataforici. mai. sempre. spesso. occasionalmente.

09. L'elemento anaforico_________il testo. precede. segue. enfatizza. sostituisce.

10. Un modo per gestire i dubbi metalinguistici è affidato. alla catafora. alla ripetizione. all'anafora. alla deissi.

11. L'elemento cataforico_________il testo. segue. enfatizza. sostituisce. precede.

12. La mancanza di ripetizioni. nessuna delle risposte. rischia di creare ambiguità. è un tratto tipico della tradizione anglosassone. è sempre da ricercare per ragioni stilistiche.

13. Le modalità diamesiche di realizzazione di un testo sono. parlato, scritto, trasmesso. parlato trasmesso. scritto e parlato. scritto e trasmesso.

14. Il livello di analisi testuale. si trova allineato al livello pragmatico. interseca il dominio grammaticale. costituisce un dominio sovraordinato che interagisce con gli altri. riguarda il piano semantico.

01. Testi e discorsi sono nozioni che si riferiscono. si riferiscono ai testi misti. il testo allo scritto, i discorsi al parlato. entrambi al parlato. entrambi allo scritto.

02. In italiano, quale delle seguenti coppie di frasi può essere usata per distinguere un referente identificabile e uno non identificabile: a) Oggi si mangiano gli spaghettib) Oggi si mangiano degli spaghetti. a) Gli insetti hanno sei zampe b) Degli insetti hanno sei zampe. a) Ho conosciuto la ballerina di flamenco b) Ho conosciuto una ballerina di flamenco. a) Non compro mai biscotti allo zenzerob) Non compro mai i biscotti allo zenzero.

04. Una marca dedicata ad esprimere la definitezza o non definitezza di un'espressione è in molte lingue tipicamente la classe degli specificatori dei sintagmi nominali: in italiano, come in molte lingue indeuropee, la classe comprende: I possessivi, i dimostrativi, i numerali, gli articoli determinativi e gli indeterminativi. I dimostrativi, gli articoli, i numerali, i possessivi, gli indefiniti. Gli articoli, i dimostrativi, i pronomi, i possessivi, i determinanti. Gli articoli, le preposizioni, i numerali, gli indeterminativi, gli indefiniti.

05. In italiano, quale delle seguenti frasi distingue un riferimento generico?. Ho conosciuto la ballerina di flamenco. Degli insetti hanno sei zamp. Ho conosciuto una ballerina di flamenco. Gli insetti hanno sei zampe.

06. I mezzi di ripresa anaforica, accessibilità e continuità referenziale di Givón sono: anafora zero > pronomi atoni o accordo > pronomi tonici > SN definiti > SN indefiniti. anafora zero > pronomi atoni > pronomi tonici > accordo > SN definiti > SN indefiniti. Referente più continuo l accessibileReferente più discontinuo l inaccessibile. Referente discontinuo e inaccessibileReferente più continuo ma inaccessibile.

08. La Linguistica testuale studia. testi esclusivamente scritti. testi parlati. sia testi scritti che parlati. testi prevalentemente scritti.

09. Ordinare dal livello micro al livello macro. proposizione>periodo>enunciato>testo>discorso. proposizione>enunciato>periodo>testo>discorso. proposizione>periodo>enunciato>discorso>testo. periodo>proposizione>enunciato>testo>discorso.

10. La Pragmatica studia. la lingua d'uso. gli usi parlati della lingua. gli usi scritti e parlati della lingua. la lingua letteraria.

11. La mancanza di ripetizioni rischia. poca chiarezza. di alleggerire la sintassi. di alleggerire la morfologia. molta chiarezza.

12. Il piano logico si basa. sul collegamento tra le parti. sulla referenza. sulla selezione dei contenuti. sul punto di vista.

13. Il piano referenziale si basa. sulla selezione dei contenuti. sui connettivi. sul collegamento tra le parti. sul punto di vista.

14. Il piano enunciativo si basa. sul tema e rema. sul collegamento tra le parti. sulla selezione contenutistica. sul punto di vista.

15. Le proprietà di un testo sono. unitarietà, continuità e progressione. unitarietà, inferenza e progressione. unitarietà, biplanarità, tridimensionalità. continuità, parzialità, reciprocità.

16. Gli elementi di un testo che si riferiscono allo stesso referente si chiamano. coreferenti. inferenti. deittici. codeferenti.

17. Dal punto di vista della struttura informativa, nella frase "L'artista ha venduto il quadro", "l'artista" è. il topic. il focus. l'agente. tetravalente.

18. I principi costitutivi di un testo sono. la coesione e la coerenza. l'efficacia e l'effettività. l'accettabilità e la situazionalità. l'intenzionalità e l'intertestualità.

19. Quale di queste caratteristiche rientra fra i prinicipi costitutivi di un testo?. La coesione. l'accettabilità. l'intenzionalità. nessuna di queste risposte.

20. Fra le pro-forme, in italiano, rientrano. pronomi personali, relativi, dimostrativi. congiunzioni e preposizioni. deittici personali. verbi monovalenti.

21. Il test per riconoscere una presupposizione è. la negazione. l'anafora. l'implicatura conversazionale. una domanda correlata.

23. Sono deittici. tutt'e tre le risposte. soltanto i pronomi dimostrativi. soltanto gli aggettivi dimostrativi. soltanto gli avverbi dimostrativi.

24. L'architettura di un testo si basa. su relazioni gerarchiche. su relazioni simmetriche. nessuna delle risposte. su inferenze.

25. Una marca dedicata ad esprimere la definitezza o non definitezza di un'espressione è in molte lingue tipicamente la classe degli specificatori dei sintagmi nominali: in italiano, come in molte lingue indeuropee, la classe comprende: I dimostrativi, gli articoli, i numerali, i possessivi, gli indefiniti. Gli articoli, i dimostrativi, i pronomi, i possessivi, i determinanti. Gli articoli, le preposizioni, i numerali, gli indeterminativi, gli indefiniti. I possessivi, i dimostrativi, i numerali, gli articoli determinativi e gli indeterminativi.

26. La testura è data. da coerenza e coesione. da proprietà e principi regolativi. dalla soggettività. da efficienza ed efficacia.

27. La sostanza di un testo è primariamente. cognitiva. funzionale. semantica. Tutte e tre le risposte.

28. Il contenuto semantico di un testo proviene. dalla decodifica e dall'inferenza. nessuna delle risposte. dalla codifica e dall'inferenza. dalla deferenza e dall'inferenza.

29. Per la Pragmatica e la Linguistica testuale. i testi e i discorsi sono centrali. la semantica è determinante. la sintassi è centrale. i livelli di analisi sono limitati.

30. L'unità fondamentale di un testo è. comunicativa. descrittiva. informativa. nessuna delle risposte.

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