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Pschiatria (25-36)

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Pschiatria (25-36)

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Università e-Campus - Prof. Occhiali Vittorio

Creation Date: 2026/05/12

Category: University

Number of questions: 80

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01. I disturbi più frequentemente in comorbilità con la disabilità intellettiva sono: ADHD, disturbi di personalità, depressione. Disturbi dello spettro dell'autismo, ADHD, disturbo da sintomi somatici. Tutte le precedenti. Disturbi dello spettro dell'autismo, disturbi del movimento, ADHD.

02. Nel livello grave della disabilità intellettiva, in ambito sociale: Linguaggio parlato presente ma meno complesso e comunicativo rispetto ai coetanei. Vi è disartria. L'uso del linguaggio è limitato a singole parole. Vi è afasia.

01. Il disturbo fonetico-fonologico comporta: Un deficit nell'uso del linguaggio verbale e non verbale. Un'alterazione nella fluenza dell'eloquio. Un deficit nella capacità di modulare la comunicazione in base al contesto. Una difficoltà nella produzione del linguaggio.

02. Il disturbo della comunicazione sociale non comporta: Un deficit nella capacità di modulare la comunicazione in base al contesto. Un deficit nell'uso del linguaggio verbale e non verbale. Un deficit nella capacità di adeguare il linguaggio all'ascoltatore. Un'alterazione nella cadenza dell'eloquio.

03. Tipicamente nel disturbo dello spettro dell'autismo l'interazione sociale è caratterizzata da: Condivisione di interessi. Empatia. Nessuna delle precedenti. Sollecitudine nell'interazione sociale.

04. Tipicamente nel disturbo dello spettro dell'autismo l'interazione sociale non è caratterizzata da: Incapacità di rispondere alle interazioni sociali. Adattamento alla reciprocità della relazione. Ridotta condivisione di interessi. Tutte le precedenti.

05. La balbuzie comporta: Un deficit nell'uso del linguaggio verbale e non verbale. Un deficit nella capacità di modulare la comunicazione in base al contesto. Una difficoltà nella produzione del linguaggio. Un'alterazione nella cadenza dell'eloquio.

01. Tipicamente le femmine con ADHD presentano prevalente: Nessuna delle precedenti. Impulsività motoria. Disattenzione. Iperattività nel contesto scolastico.

02. Per fare diagnosi di ADHD è necessaria: Tutte le precedenti. La presenza di prevalente disattenzione. La presenza di impulsività e disattenzione. La presenza di disattenzione e iperattività.

03. Per fare diagnosi di ADHD i sintomi devono essere presenti: In associazione ad altri disturbi del neurosviluppo. In più contesti non solo in quello scolastico. In comorbilità con il DOC. In presenza di stereotipie motorie.

04. Per fare diagnosi di ADHD i sintomi devono insorgere: Nessuna delle precedenti. Prima dei 12 anni. Prima dei 10 anni. Prima dei 5 anni.

05. Entrano in diagnosi differenziale con il disturbo dello spettro dell'autismo: Il disturbo della comunicazione sociale. La fobia sociale. Nessuna delle precedenti. La depressione.

06. La prevalenza del disturbo dello spettro dell'autismo è maggiore: Nei gemelli omozigoti. Non ci sono differenze. Nelle femmine. Nei maschi.

01. Entra in diagnosi differenziale con l'ADHD: Fobia sociale. Disturbo di personalità. Disturbo esplosivo intermittente. Mutismo selettivo.

01. Entra in diagnosi differenziale con il disturbo da tic: Distonie. Tutte le precedenti. Stereotipie motorie in corso di schizofrenia. Compulsioni.

02. Entra in diagnosi differenziale con il disturbo da tic: Disturbo di personalità. Catatonia. Ossessioni. Tricotillomania.

01. Nel disturbo delirante sono presenti: Deliri da almeno quindici giorni. Deliri da almeno un mese. Tutte le precedenti. Deliri e agitazione psicomotoria.

02. Tipicamente i deliri nel disturbo delirante sono: Estesi, bizzarri, confusi. Estesi, organizzati, lucidi. Organizzati, a contenuto amoroso (di gelorsia o erotomanici), confusi. Tutte le precedenti.

03. Tipicamente nel disturbo delirante: Il funzionamento lavorativo non è compromesso. Il funzionamento psicologico non è compromesso. Il funzionamento lavorativo è compromesso e il comportamento disorganizzato. Il funzionamento sociale è compromesso.

01. Un paziente presenta un primo episodio di disturbo caratterizzato da deliri e allucinazioni per un periodo di 5 mesi, la diagnosi è: Nessuna delle precedenti. Disturbo psicotico breve. Schizofrenia. Disturbo schizofreniforme.

02. Un paziente presenta un primo episodio di disturbo caratterizzato da deliri e allucinazioni per un periodo di 8 mesi, la diagnosi è: Schizofrenia. Disturbo schizoaffettivo. Disturbo schizofreniforme. Disturbo delirante.

01. La schizofrenia è caratterizzata da: Una riduzione delle dimensioni della corteccia prefrontale non associata ad una sua compromissione funzionale. Una riduzione delle dimnesioni della corteccia prefrontale associata ad una sua compromissione funzionale. Una riduzione delle dimensioni della corteccia prefrontale e occipitale. Una riduzione delle dimensioni della corteccia occipitale associata ad una sua compromissione funzionale.

02. I sintomi presenti nella schizofrenia sono: Patognomonici se persistono più di 6 mesi. Aspecifici. Patognomonici del disturbo. Patognomonici se persistono dai 3 ai 6 mesi.

03. Il termine "schizofrenia" viene coniato da: Breuer. Bleuler. Schnider. Kraepelin.

04. Secondo il DSM-5 non è un criterio diagnostico per la schizofrenia: Allucinazioni olfattive ed eloquio disorganizzato. I deliri devono essere bizzarri. Assenza di episodi depressivi o maniacali nella fase attiva della malattia. Deliri persecutori e comportamento disorganizzato.

05. Il DSM-5 riconosce i seguenti sottotipi di schizofrenia: Tutte le precedenti. Paranoide. Disorganizzata. Nessuna delle precedenti.

06. La schizofrenia è più frequente: Tra gli immigrati. Tutte le precedenti. Nella fascia di età 18-25 anni. Nelle classi sociali più disagiate.

07. Risulta frequentemente in comorbilità con la schizofrenia: Condizioni mediche. Tutte le precedenti. Disturbo ossessivo-compulsivo. Disturbo da uso di sostanze.

08. I prodromi della schizofrenia possono durare: Da mesi ad anni. Alcune ore. Nessuna delle precedenti. Alcuni giorni.

09. Vissuto tipico nella schizofrenia è: La non comunicabilità di quanto esperito. Il ridotto senso di agency. Tutte le precedenti. Osservazione del mondo da una prospettiva in terza persona.

10. Non è un sintomo motorio della schizofrenia: Obbedienza automatica. Tic. Stupore catatonico. Negativismo.

11. Nella schizofrenia uno scarso funzionamento premorboso è: Un esordio tardivo del disturbo. Correlato allo sviluppo di deliri e allucinazioni. Correlato allo sviluppo di comportamento disorganizzato. Aspecifico.

12. Nella schizofrenia il passaggio dalla fase prodromica alla fase psicotica è favorito da: È spesso difficile cogliere un evento in grado di favorire tale transizione. Uso di sostanze. Eventi di vita. Tutte le precedenti.

13. Nella schizofrenia è alterata: L'attenzione sostenuta. Tutte le precedenti. La working memory. La cognizione sociale.

14. Lo studio della genetica della schizofrenia: Si concentra sugli endofenotipi. Ha identificato specifici geni direttamente implicati nello sviluppo della malattia. Il contributo genetico alla genesi del disturbo è scarso. Ha dimostrato che l'eredità della schizofrenia è monogenica.

01. Tipicamente durante un episodio maniacale: Il funzionamento socio-lavorativo è conservato. È presente insonnia. Nessuna delle precedenti. È richiesta l'ospedalizzazione.

02. La mania confusa: È caratterizzata da insonnia. È tipica dell'anziano. È tipicamente caratterizzata da deliri di grandezza. È caratterizzata da irritabilità e rabbia agita.

03. Risulta importante distinguere una depressione bipolare da una depressione unipolare per il seguente motivo: Nessuna delle precedenti. Non è un aspetto essenziale. Il rischio suicidario nei due tipi di depressione è sovrapponibile. Instaurare precocemente una terapia con antidepressivi nel caso di depressione bipolare.

04. Rispetto alla depressione unipolare la depressione bipolare è caratterizzata da: Sintomi atipici. Sintomi ansiosi. Somatizzazioni. Insonnia terminale.

05. Nella mania euforica: Il sensorio e lo stato di coscienza sono alterati. Il paziente ha uno stato di esaltato benessere. Prevale l'agitazione psicomotoria. È caratterizzata da sintomi psicotici.

06. Nel disturbo bipolare i deliri sono: Sono sempre deliri olotimici. Sono sempre deliri di grandezza. Sempre presenti. Nessuna delle precedenti.

07. Nel disturbo bipolare tipo 1 sono prevalenti gli episodi di: Mania e ciclotimia. Mania. Depressione. Ipomania.

08. Pazienti che hanno parenti di primo grado con disturbo bipolare hanno una probabilità di sviluppare il disturbo aumentata di: 12-15 volte. 2 volte. 22 volte. 5-10 volte.

09. Per fare diagnosi di disturbo bipolare tipo 1 è necessaria la presenza di: Devono alternarsi necessariamente un episodio maniacale o ipomaniacale e uno depressivo. Un episodio maniacale. Un episodio depressivo e uno ipomaniacale. Devono alternarsi necessariamente un episodio maniacale e uno depressivo.

10. Tipicamente durante un episodio maniacale: Il paziente mantiene il funzionamento lavorativo ma non quello interpersonale. È presente insonnia. Il disturbo è correlato all'uso di sostanze. Nessuna delle precedenti.

11. Tipicamente durante un episodio maniacale: Tutte le precedenti. È presente fuga delle idee. Sono presenti sintomi psicotici. È presente distraibilità.

01. Per fare diagnosi di disturbo bipolare tipo 2 è necessaria: La presenza in anamnesi di un episodio maniacale e uno depressivo. La presenza in anamnesi di un episodio ipomaniacale e un episodio depressivo. La presenza in anamnesi di un episodio maniacale e un episodio ipomaniacale. La presenza in anamnesi di un episodio ipomaniacale.

02. Generalmente il paziente con disturbo bipolare tipo 2 si presenta alla'ttenzione dello psichiatra: Indifferentemente dalla fase. In fase depressiva. In fase ipomaniacale. In fase eutimica.

03. In fase ipomaniacale l'esperienza soggettiva del paziente è di: Nessuna delle precedenti. Vi è turbamento riguardo al proprio comportamento. Vi è marcata sofferenza soggettiva. Benessere.

04. Durante una fase ipomaniacale possono essere presenti: Marcata alterazione del funzionamento socio-lavorativo. Sintomi psicotici. Sintomi maniacali. Sintomi depressivi.

05. La depressione bipolare rispetto a quella unipolare è caratterizzata da: Reattività del tono dell'umore, ipersonnia, iperfagia. Insonnia, umore non reattivo, anoressia. Insonnia, anoressia, umore non reattivo. Ipersonnia, umore non reattivo, variazione diurna dell'umore.

06. L'età d'esordio della depressione bipolare rispetto a quella unipolare è: È intorno ai 40-50 anni. Più precoce. Nessuna delle precedenti. Più tardiva.

07. Nel disturbo bipolare correlano con una peggior prognosi: Prococità dell'esordio. Disturbo bipolare tipo 1. Episodi depressivi brevi. Iniziale episodio maniacale.

08. Nel disturbo bipolare correlano con una miglior prognosi prognosi: Precocità dell'esordio. Disturbo bipolare tipo 2. Iniziale episodio maniacale. Episodi depressivi persistenti.

09. Nella maggioranza dei casi l'esordio del disturbo bipolare avviene con un episodio: Maniacale. Ipomaniacale. Depressivo. Misto.

10. Nel distubo bipolare tipo 2 prevalgono gli episodi: Depressivi. Maniacali. Nessuna delle precedenti. Maniacali psicottici.

11. Il disturbo bipolare a cicli rapidi è caratterizzato da: 4 episodi di alterazione dell'umore negli ultimi 12 mesi. 4 episodi depressivi negli ultimi 12 mesi. 4 episodi ipomaniacali negli utlimi 12 mesi. 4 episodi di cui necessariamente 2 depressivi e 2 ipomaniacali.

12. La rapida ciclicità è più frequente nel disturbo bipolare: 2. Nella ciclotimia. 1. Non c'è prevalenza.

13. Tipicamente il distubo bipolare tipo 2 presenta: Maggior frequenza di sintomi psicotici. Minor comorbilità con altre condizioni psichiatriche. Minor comorbilità con l'uso di sostanze. Un numero di episodi maggiore rispetto al disturbo bipolare tipo 1.

14. Il disturbo bipolare tipo 2 è frequentemente: Sottodiagnosticato. Confuso con il disturbo bipolare tipo 1. Confuso con la depressione unipolare. Sovradiagnosticato.

15. L'ipomania è caratterizzata da: Mantenimento del funzionamento socio-lavorativo. Necessità di ospedalizzazione. Agitazione psicomotoria tale da richiedere sempre l'intervento farmacologico. Nessuna delle precedenti.

16. L'ipomania è caratterizzata da: Presenza di sintomi psicotici. Insonnia terminale. Nessuna delle precedenti. Marcata alterazione del funzionamento socio-lavorativo.

01. Possono essere utilizzati nel trattamento della mania acuta: Antidepressivi triciclici, antipsicotici, litio. Olanzapina, fluoxetina, litio. Paroxetina, litio, antipsicotici. Antipsicotici, carbamazepina, benzodiazepine.

02. Nel trattamento della mania non fa propendere per l'utilizzo dell'acido valproico piuttosto che il litio: Numerosi episodi precedenti di alterazione dell'umore. La presenza di sintomi contropolari. La presenza di mania euforica. La presenza di mania disforica.

03. Nella depressione bipolare gli antidepressivi: Non si devono mai usare. Nessuna delle precedenti. Vanno sempre associati agli stabilizzatori dell'umore. Sono da preferire gli antidepressivi triciclici.

01. Sintomi cardine della depressione sono: Anedonia e apatia. Umore flesso e anedonia. Umore flesso e tristezza. Anedonia e insonnia.

02. Caratterizzano la depressione melanconica: Senso di colpa eccessivo. Tutte le precedenti. Peggioramento dei sintomi al mattino. Rallentamento psicomotorio.

03. Caratterizza la depressione con caratteristiche miste: Rallentamento psicomotorio. La presenza di accelerazione del pensiero. Anoressia. Insonnia.

04. Caratterizza la depressione con caratteristiche atipiche: Umore non reattivo. Insensibilità al rifiuto interpersonale. Iperfagia. Insonnia.

05. Sono fattori protettivi per la depressione: Status di single, sesso maschile, buon livello socio-economico. Status di coniugato, sesso maschile, presenza di familiarità per disturbi dell'umore. Status di coniugato, sesso maschile, assenza di familiarità per disturbi dell'umore. Status di coniugato, sesso femminile, buon livello socio-economico.

06. Le alterazioni a carico dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene presenti nei pazienti depressi consistono in: Aumento del volume dell'ipofisi e della corteccia surrenale. Diminuita produzione di cortisolo dopo somministrazione di desametasone. Aumentata produzione di desametasone dopo infusione di cortisolo. Assenza della soppressione del picco mattutino nella produzione di cortisolo dopo somministrazione di desametasone.

07. Differenze tra depressione maggiore e lutto: Nel lutto l'autostima è in genere conservata. Nella depressione il vissuto prevalente è quello di vuoto. Nel lutto prevale la tristezza e ruminazioni relative al senso di fallimento. Nel lutto tipicamente l'ideazione sucidaria è presente ed ha come scopo il porre fine alla propria sofferenza.

08. Sono tipici della depressione psicotica: Deliri di colpa e di indegnità. Allucinazioni visive complesse. Allucinazioni uditive complesse. Deliri disorganizzati e bizzarri.

09. Marcata sensibilità interpersonale, iperfagia, ipersonnia caratterizzano: La depressione post-partum. Le depressione atipica. La depressione con disturbo alimentare. La depressione melanconica.

10. Perdita dell'appetito, perdita completa dell'interesse e piacere, rallentamento psicomotorio caratterizzano: La depressione post-partum. La depressione agitata. La depressione melanconica. La depressione atipica.

11. Per fare diagnosi di disturbo depressivo maggiore i sintomi devono essere presenti per almeno: 1 settimana. 1 mese. 20 giorni. 15 giorni.

12. Indicare l'affermazione corretta: La maggior parte dei pazienti che commette suicidio è depressa tuttavia la percentuale di depressi che mette in atto un suicidio è del 3-8%. La maggior parte dei pazienti che commmette suicidio è bipolare tuttavia la percentuale di bipolari che mette in atto un suicidio è del 12-19%. La maggior parte dei pazienti che commette suicidio è depressa infatti la percentuale di depressi che mette in atto un suicidio è del 52-67%. La maggior parte dei pazienti che commette suicidio è depressa tuttavia la percentuale di depressi che mette in atto un suicidio è del 12-19%.

13. Sono fattori di rischio per comportamento suicidario nei disturbi di personalità: Precedenti tentativi di suicidio, status civile di coniugato, buon livello socio-economico. Disturbo dipendente di personalità, alessitimia, ansia. Precedenti tentativi di suicidio stato civile di coniugato, hoplesness. Precedenti tentativi di suicidio, impulsività, hoplesness.

14. Il fenomeno dell'autolesionismo si presenta in: Nel 10% della popolazione clinica adulta. Nel 40-80% della popolazione non clinica adolescente. Nel 14-15% della popolazione non clinica adolescente. Nel 56% della popolazione clinica adulta.

15. Sono fattori di rischio per comportamento suicidario nel disturbo bipolare: Disturbo bipolare tipo 2, razza asiatica, presenza di un episodio depressivo. Disturbo bipolare tipo 1, episodio ipomaniacale, fuga delle idee. Precedenti tentativi di suicidio, disturbo bipolatre tipo 2, la presenza di uno stato misto. Precedenti tentativi di suicidio, tratti di personalità ossessivo-compulsivi, stato civile di coniugato.

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