Psichiatria (1-12)
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![]() Psichiatria (1-12) Description: Università e-Campus - Prof. Occhiali Vittorio |



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01. La psichiatria è: Una disciplina medica. Una branca della psicologia. Una disciplina umanistica. Tutte le precedenti. 02. Le malattie psichiatriche: Chi ha una malattia psichiatrica ha sempre una malattia fisica. Influiscono sul decorso e la prognosi delle malattie fisiche. Non influiscono sul decorso e la prognosi di malattie fisiche concomitanti. Chi ha una malattia psichiatrica non può avere una malattia fisica. 03. Storicamente la psichiatria: Nessuna delle precedenti. È sempre stata parte integrante della medicina. Pazienti psichiatrici o con malattie fisiche sono sempre stati curati nelle stesse istituzioni e ospedali. Non si è occupata degli emarginati dalla società. 04. La validità dei costrutti diagnostici psichiatrici è: Oggetto di dibattito. Paragonabile alla validità dei costrutti diagnostici di altre discipline mediche. Unanimemente riconosciuta. Affidata ad indicatori biologici di diagnosi. 05. Il modello attualmente prevalente di relazione medico paziente in psichiatria non è: Caratterizzato dal consenso informato. Improntato alla collaborazione. Condiviso. Paternalistico. 06. Lo psicoanalista è: È necessario che sia uno psicologo. Uno psicoterapeuta. Un laureato in medicina. È necessario che sia uno psichiatra. 07. Le malattie mentali sono caratterizzate da: Impatto trascurabile sul funzionamento personale e. interpersonale Emozioni negative fisiologiche. Reazioni di tristezza, ansia, rabbia, comprensibili e reattive ad eventi di vita. Impatto sul funzionamento personale e socio-lavorativo del paziente. 08. La psichiatria studia: Terapia. Nosografia. Clinica malattie mentali. Tutte le precedenti. 01. L'esame obiettivo psichiatrico consiste in: La raccolta di informazioni sull'infanzia del paziente. Una descrizione delle caratteristiche psicopatologiche precedenti al momento della valutazione. Una descrizione delle caratteristiche psicopatologiche relative al momento della valutazione. La descrizione della personalità premorbosa. 02. L'anamnesi patologica prossima riguarda: Nessuna delle precedenti. La raccolta delle informazioni sull'infanzia del paziente. L'esame obiettivo. La valutazione delle relazioni familiari. 03. L'anamnesi psichiatrica non comprende: La diagnosi. L'esame obiettivo. L'indagine sull'insight di malattia. L'anamnesi familiare. 04. L'anamnesi coincide con: La prognosi. La diagnosi. Nessuna delle precedenti. La terapia. 01. Il concetto di "normalità" in psichiatria non fa riferimento a: Tutte le precedenti. Norma di valore. Norma morale. Norma personale. 02. Non è un sintomo: Comportamento disorganizzato. Delirio. Ossessione. Umore flesso. 03. La psicopatologia studia: Segni e sintomi psichiatrici indipendentemente dal quadro nosografico di riferimento. I processi cognitivi abnormi. I comportamenti abnormi. La nosografia delle malattie psichiatriche. 04. Esempio di sintomo in medicina (e psichiatria): Manierismo. Compulsione comportamentale. Cefalea. Tic. 05. La coscienza coincide con: Vigilanza. Il sensorio. Campo di coscienza. Nessuna delle precedenti. 06. Per campo di coscienza si intende: L'insieme dei contenuti consci e inconsci. La consapevolezza di sé. Gli elementi dell'esperienza presenti nella coscienza in un dato momento. Tutte le precedenti. 07. In psichiatria il concetto di "coscienza" è definito in modo: Univoco. È un concetto definito e precisamente determinato. Nessuna delle precedenti. Vario, mutevole secondo i contesti. 08. Nella definizione di coscienza rientrano: La consapevolezza dell'ambiente. La consapevolezza nello stato di veglia. La consapevolezza di sé. Tutte le precedenti. 09. Per sindrome si intende: La compresenza di segni e sintomi. Un quadro clinico ad eziologia sempre funzionale. Un quadro clinico definibile in relazione ad una specifica eziologia. Un quadro clinico ad eziologia sempre organica. 10. È un segno: Delirio di grandezza. Idea prevalente. Tic. Timore dell'abbandono. 11. La vigilanza non è regolata da: Nessuna delle precedenti. Nucleo accumbens. Neuroni dopaminergici. Sostanza grigia periacqueduttale. 01. Il paziente con torpore: Non responsivo alle stimolazioni sensoriali. Responsivo solamente agli stimoli dolorosi. Necessita di stimolazioni sensoriali per rimanere sveglio. Necessita di stimolazioni sensoriali energiche per rimanere sveglio. 02. I disturbi quantitativi della coscienza coincidono con: I disturbi della strutturazione della coscienza. Alterazioni nella strutturazione della coscienza. I disturbi dell'inconscio. I disturbi della vigilanza. 03. Nell'obnubilamento il paziente è: Sempre non risvegliabile. Sempre sonnolento. Nessuna delle precedenti. Sempre agitato. 04. Il disorientamento nello spazio viene perso: Più precocemente rispetto al disorientamento temporale. Solamente in pazienti con intossicazione da sostanze. Più tardivamente rispetto al disorientamento temporale. Solamente in pazienti con demenza. 05. Un paziente con un punteggio alla Glasgow Coma Scale di 5 ha una compromissione della coscienza: Minore. Nessuna delle precedenti. Moderata. Grave. 06. Nello stupor: Il paziente è stupito da quanto gli stiamo. chiedendo Il paziente è sonnolento. Il paziente non è accessibile alla valutazione dello stato di coscienza. Il paziente è agitato e non valutabile. 07. Nella diagnosi differenziale del disorientamento rientrano: Disturbi della forma del pensiero. Disturbi d'ansia. Disturbi di personalità. Nessuna delle precedenti. 08. Presupposti dell'orientamento sono: Tutte le precedenti. Vigilanza. Attenzione. Sensorio integro. 01. Il fenomeno del doppio o Döppelganger rientra fra: L'alterazione dei confini del sé. I disturbi dell'attività dell'io. I disturbi della coerenza dell'io. I disturbi del senso di esistere o della vitalità dell'io. 02. Il senso di agency rientra fra: I. disturbi della coerenza dell'io. Disturbi dei confini del sé. Nessuna delle precedenti. I disturbi del senso di esistere o della vitalità dell'io. 03. Nella depersonalizzazione: È una forma di allucinazione cenestesica. Il paziente è consapevole di percepire sé stesso in maniera anomala. Il paziente non ha insight rispetto al fatto di sentirsi irreale. Il paziente percepisce la trasformazione di parti del corpo. 04. La prosopoagnosia consiste in: Incapacità di riconoscere metà del corpo. Nessuna delle precedenti. Incapacità di articolare le parole. Incapacità di riconoscere un deficit neurologico. 05. Il delirio nichilistico rientra fra: I disturbi della consapevolezza della propria unicità o della coerenza dell'io. Tra i fenomeni di autoscopia. Nessuna delle precedenti. I disturbi dell'attività. 06. La negazione del senso di sé si può osservare: Nelle psicosi affettive. Nei gravi disturbi d'ansia. Nei disturbi deliranti. Nessuna delle precedenti. 07. Il senso di continuità del sé riguarda: Nessuna delle precedenti. L'alterazione dei confini del sé. I fenomeni di possessione. Il senso di agentività. 08. Il fenomeno della depersonalizzazione: È raro nella popolazione generale. È parafisiologico. Se presente è indice di un disturbo d'ansia. È sempre patologico. 09. Fanno parte dei fenomeni di perdita dei confini del sé: Tutte le precedenti. Eco del pensiero. Furto del pensiero. Diffusione del pensiero. 01. Le allucinazioni: Si verificano in concomitanza di percezioni reali. Non sono influenzabili dalla volontà. Sono dotate di concretezza. Tutte le precedenti. 02. Disturbi dell'attenzione sono caratteristicamente presenti: Nello stato maniacale. In condizioni di stanchezza. Nei disturbi della coscienza e della vigilanza. Tutte le precedenti. 03. Nelle distorsioni sensoriali: L'oggetto percepito non è presente. Non è una percezione reale. L'oggetto è percepito solamente dal paziente. L'oggetto percepito è realmente presente. 04. Nelle illusioni da completamento: Nessuna delle precedenti. Il soggetto tende a completare le informazioni ambigue arbitrariamente. Il soggetto tende a completare le lacune informative in maniera allucinatoria. Il soggetto tende a completare le lacune informative sulla base dell'abitudine e le preferenze culturali. 05. Non rientrano tra le distorsioni sensoriali. Allucinazioni uditive. Tutte le precedenti. Voci dialoganti. Allucinazioni parafasiche. 06. La presenza di allucinazioni orienta la diagnosi verso: Un grave disturbo d'ansia. La ciclotimia. Un disturbo psicotico. Un disturbo delirante. 07. Rispetto alle proprie allucinazioni il paziente: Talvolta è in grado di distinguerle dai percetti reali. Nessuna delle precedenti. Non è mai in grado di distinguerle dai percetti reali. È in grado di distinguerle dai percetti reali solamente grazie all'aiuto esterno. 08. Ordine di frequenza del contenuto delle allucinazioni uditive: Imperative, critiche, commentanti. Critiche, commentanti, minacciose. Imperative, commentanti, minacciose. Critiche, imperative, piacevoli. 09. Rispetto alle proprie allucinazioni il paziente ha un atteggiamento emotivo: È indifferente. Variabile. È sempre spaventato. È incuriosito. 10. Sono sintomi di primo rango secondo Schneider: Voci imperative. Voci commentanti. Tutte le precedenti. Voci dialoganti. 11. Nella maggioranza dei casi le allucinazioni uditive vengono riferite non provenire: Indifferentemente dall'interno o dall'esterno. Nessuna delle precedenti. Dall'interno del paziente. Dall'esterno. 12. Può favorire l'insorgenza di allucinazioni: Esperienze traumatiche. La presenza di un disturbo d'ansia. Nessuna delle precedenti. Un disturbo dell'attaccamento nell'infanzia. 01. Le allucinazioni cenestesiche. Sono frequenti nella schizofrenia. Riguardano alterazioni della sensibilità profonda. Possono essere accompagnate da elaborazioni deliranti. Tutte le precedenti. 02. Fenomeni allucinatori: Sono un fenomeno tutto o nulla. Sono molto frequenti nella popolazione generale. Possono essere presenti nella popolazione generale. Sono sempre suggestivi di patologia psichiatrica. 03. Paziente che non comprende la gravità della propria condizione patologica viene definito: Con buon insight. Nessuna delle precedenti. Compliante. Capace di critica. 04. Allucinazioni olfattive possono essere presenti: Nel disturbo ossessivo-compulsivo. Nella depressione psicotica. Nella ciclotimia. Nel dismorfismo corporeo. 05. Pazienti schizofrenici: Sono in grado di riconoscere la fonte dei propri pensieri e li attribuiscono ad una fonte esterna. Non sono in grado di riconoscere la fonte dei propri pensieri e non li attribuiscono ad una fonte esterna. Sono in grado di riconoscere la fonte dei propri pensieri e non li attribuiscono ad una fonte esterna. Non sono in grado di riconoscere la fonte dei propri pensieri e tendono ad attribuirli ad una fonte esterna. 01. Nella perseverazione: Il paziente è resistente a cambiare idea. Il paziente mantiene la stessa risposta anche se la domanda cambia. Il paziente cambia continuamente risposta. Il paziente cambia domanda. 02. Nella circostanzialità: Il soggetto si perde in dettagli inutili. L'interlocutore non riesce a riportare il paziente sul focus del discorso. È presente nel disturbo ossessivo-compulsivo di personalità. Tutte le precedenti. 03. Paziente con concretezza del pensiero: Nessuna delle precedenti. Coglie gli aspetti pratici e concreti del discorso. Non apprezza l'aspetto metaforico del discorso. Utilizza correttamente l'aspetto metaforico del discorso. 04. "Il tavolo lampada è consumato rosso stanotte" è un esempio di: Accelerazione ideica. Incoerenza. Deragliamento. Tangenzialità. 05. Nell'accelerazione ideica: Tutte le precedenti. Vi sono molte idee interferenti rispetto al concetto principale. Nelle forme gravi si definisce fuga delle idee. I nessi associativi tra le idee incrementano. 06. La tangenzialità: È un disturbo della ridondanza procedurale. È caratterizzata dalla riduzione del contenuto concettuale dell'eloquio. Il paziente è consapevole del proprio disturbo. Nessuna delle precedenti. 07. Il deragliamento: È un disturbo della finalizzazione del pensiero. È caratterizzato da un'alterazione dei nessi associativi. Il paziente non è consapevole del proprio disturbo. Tutte le precedenti. 08. Il paziente che esita nel fornire la risposta ad una domanda ha un eloquio: Con aumentata latenza di risposta. Reticente. Rallentato. Povero. 09. L'eloquio che manca di inflessioni e intonazione viene definito: Ipofonico. Povero. Rallentato. Aprosodico. 01. I deliri di negazione dell'esistenza di sé di un paziente depresso possono essere definiti: Disorganizzati. Estesi. Bizzarri. Olotimici. 02. Tipicamente il delirio dischiude al malato: Un significato che può essere messo in discussione da prove di realtà contrarie. Un significato nuovo sul mondo. Un significato condiviso. Un nuovo stato di coscienza. 03. L'idea prevalente è: Un pensiero intrusivo. Nessuna delle precedenti. Inverosimile. Analoga all'ossessione. 04. I deliri persecutori possono essere secondari a: Depressione. Tutte le precedenti. Deliri di grandezza. Deliri di colpa. 05. I deliri persecutori non comprendono: Deliri nichilistici. Nessuna delle precedenti. Deliri di grandezza. Deliri di colpa. 06. Paziente che teme che un familiare stia raccogliendo prove che attestino la sua colpevolezza al fine di farlo imprigionare presenta: Deliri di colpa. Deliri di persecuzione. Deliri di rivendicazione. Deliri di riferimento. 07. Paziente che ritiene di essere controllato dalla polizia attraverso lo smartphone presenta: Deliri di nocumento. Deliri di influenzamento. Deliri di riferimento. Deliri persecutori. 08. Riguardo ai deliri di influenzamento: Il paziente che ritiene che i propri pensieri siano influenzati da forze esterne è consapevole che sta delirando. Non sono sintomi di primo rango secondo Schneider. Nessuna delle precedenti. Non riguardano la perdita dei confini del sé. 09. Paziente che ritiene che i propri pensieri siano stati inseriti nella sua testa da un'organizzazione criminale presenta: Non sta delirando. Ossessioni. Deliri persecutori. Deliri di influenzamento. 10. La percezione delirante: Dischiude al paziente un significato nuovo sul mondo. È un sintomo di primo rango secondo Schneider. Il paziente percepisce un dato di realtà esterno a cui viene attribuito un significato delirante. Tutte le precedenti. 11. I deliri di un paziente che ritiene di essere perseguitato sul lavoro, che la propria moglie lo stia controllando attraverso lo smartphone e che per questo verrà coinvolto in un'importante missione segreta si può definire: Olotimico. Bizzarro. Esteso. Ipertimico. 12. Un delirio per cui il paziente afferma che il diavolo controlla l'andamento della borsa valori è definibile: Bizzarro. Olotimico. Disorganizzato. Esteso. 13. La realtà delirante: Tutte le precedenti. Può affiancare la realtà comune in una sorta di doppio binario. Può costituire l'unica realtà in cui vive il paziente. Può convivere con la realtà comune. 14. Il delirio non è: Una credenza flessibile. Nessuna delle precedenti. Un'idea sempre condivisibile. Una verità condivisibile. 01. Paziente che riconosce il volto del proprio persecutore in quello di tutti i propri familiari presenta: Sindrome di Capgras. Sindrome di Fregoli. Sindrome di Cotard. Nessuna delle precedenti. 02. Tipicamente i deliri nel disturbo delirante sono: Disorganizzati, bizzarri,. illogici Estesi, bizzarri, confusi. Estesi, disorganizzati, confusi. Estesi, organizzati, lucidi. 01. Ipermnesia si può presentare: Nella depressione. Tutte le precedenti. In stati tossici. Nell'ipomania. 02. Per amnesia anterograda si intende: L'incapacità di registrare nuovi ricordi. Il dubbio rispetto alla capacità di ricordare correttamente gli eventi. L'incapacità di ricordare un evento traumatico. L'incapacità di ricordare eventi antecedenti. 03. Per umore si intende: Lo stato d'animo reattivo ad un evento. Stati d'animo duraturi ma transitori con cui l'individuo vive il proprio sé, il corpo, le relazioni. La consapevolezza dell'emozione che si sta provando. Nessuna delle precedenti. 04. L'umore influenza: Tutte le precedenti. I comportamenti. Le emozioni. I pensieri. 01. I ritmi cronobiologici vengono regolati da: Nucleo soprachiasmatico. Ipofisi. Nucleo soprachiasmatico ed epifisi. Nucleo sopraottico. 02. La melatonina influenza: Gli zeitgebers. Tutte le precedenti. Il fotoperiodo. I ritmi circadiani. 03. Livello energetico alto e valenza spiacevole caratterizzano: Nessuna delle precedenti. Ipomania. Ansia. Depressione. 04. Livello energetico basso e valenza spiacevole caratterizzano: Ipomania. Nessuna delle precedenti. Mania. Depressione. 05. Livello energetico alto e valenza piacevole caratterizzano: Distimia. Depressione. Irritabilità. Ipomania. 06. Sono emozioni primarie: Rabbia, ansia, colpa. Rabbia, ansia, tristezza. Ansia, tristezza, colpa. Ansia, gioia, vergogna. 07. Sono emozioni primarie. Gioia, gelosia, ansia. Ansia, rabbia, compassione. Nessuna delle precedenti. Colpa, vergogna, orgoglio. 08. La funzione dell'emozione del disgusto è: Seganla il raggiungimento di uno scopo. Innesca reazioni di attacco o fuga. Segnalare un pericolo. La difesa da un contaminante. 09. Un'emozione fisiologica è caratterizzata da: Lungo recupero post-emotivo. Congruità rispetto allo stimolo. Durata prolungata. Alto coinvolgimento. 10. L'epifisi produce: Dopamina. Serotonina. Nessuna delle precedenti. Noradrenalina. |





