psicologia della disabilità e dell'integrazione
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![]() psicologia della disabilità e dell'integrazione Description: prof. Moretta Tania |



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Che cosa studia l’epigenetica nel contesto del neurosviluppo?. I processi di selezione naturale applicati allo sviluppo cerebrale. I meccanismi attraverso cui fattori ambientali modulano l’espressione genica senza alterare la sequenza del DNA. La trasmissione esclusivamente ereditaria dei tratti comportamentali. Le mutazioni genetiche che modificano in modo permanente il codice genetico. Qual è uno degli effetti dimostrati della deprivazione sensoriale durante un periodo sensibile nello sviluppo del sistema visivo?. L’assenza di modificazioni corticali grazie alla compensazione genetica. Un aumento dell’acuità visiva dell’occhio deprivato. Lo spostamento della rappresentazione corticale verso l’occhio non deprivato con perdita della visione binoculare. Una riduzione transitoria senza conseguenze funzionali. Quale risultato è tipicamente associato all’arricchimento ambientale nei modelli animali?. Attivazione cronica dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene. Aumento della neurogenesi, della ramificazione dendritica e miglioramento di apprendimento e memoria. Peggioramento delle prestazioni cognitive per eccesso di stimolazione. Riduzione della plasticità sinaptica per stabilizzare i circuiti neurali. Quale affermazione descrive correttamente la plasticità cerebrale “in attesa dell’esperienza”?. È guidata esclusivamente da programmi genetici indipendenti dall’attività neuronale. È limitata all’età adulta e ai processi riabilitativi. Dipende unicamente dall’apprendimento volontario e dall’esercizio intenzionale. È basata su una predisposizione innata a rispondere a specifici stimoli ambientali. Quale processo è direttamente responsabile della formazione del sistema nervoso centrale a partire dall’ectoderma?. La potatura sinaptica postnatale. La mielinizzazione precoce degli assoni. La neurulazione con formazione del tubo neurale. La sinaptogenesi nelle aree corticali. Qual è la funzione principale della competizione per i fattori trofici nello sviluppo embrionale?. Garantire la sopravvivenza uniforme di tutte le cellule neuronali. Selezionare i neuroni che stabiliscono connessioni efficaci eliminando gli altri. Bloccare la morte cellulare programmata durante lo sviluppo. Stimolare la proliferazione indiscriminata di tutti i neuroni prodotti. Quale delle seguenti condizioni è correttamente associata a un’alterazione della migrazione neuronale?. Sviluppo precoce del corpo calloso. Esposizione fetale ad alcol o cocaina. Potenziamento dell’attività sinaptica durante l’infanzia. Aumento della mielinizzazione nelle aree corticali. Quale affermazione riflette correttamente il ruolo dell’esperienza nei periodi critici?. L’esperienza influisce solo sul sistema motorio e non su quello cognitivo. Gli effetti dell’esperienza sono reversibili in qualsiasi momento della vita. L’esperienza può modellare profondamente i circuiti neurali, con effetti sia adattivi sia disfunzionali. L’esperienza ha un ruolo marginale perché lo sviluppo è interamente genetico. Quale affermazione descrive correttamente la traiettoria di sviluppo del sistema nervoso?. Tutte le aree cerebrali maturano simultaneamente durante la gestazione. Lo sviluppo procede dal basso verso l’alto, con maturazione tardiva delle aree associative corticali. La corteccia raggiunge la maturità prima delle strutture sottocorticali. Lo sviluppo procede dall’alto verso il basso, con maturazione precoce delle aree associative. Quale affermazione riflette correttamente la concezione della disabilità nelle società antiche?. Era interpretata in termini scientifici. Era integrata nella società senza discriminazioni. Era considerata una condizione neutra priva di significato culturale. Era spesso interpretata come segno di colpa o punizione e associata a esclusione sociale. Quale cambiamento introduce il modello biopsicosociale dell’ICF?. La disabilità è una categoria fissa indipendente dal contesto. La disabilità è il risultato dell’interazione tra condizioni di salute, fattori personali e ambiente. La disabilità deriva esclusivamente da una menomazione biologica. La disabilità è il risultato dell’interazione tra condizioni di salute e fattori personali. Quale affermazione descrive correttamente il modello medico della disabilità?. Sostiene che la disabilità sia determinata principalmente da fattori culturali. Considera la disabilità come conseguenza di un deficit individuale da diagnosticare e trattare. Esclude completamente il ruolo della componente biologica. Interpreta la disabilità come risultato esclusivo di barriere sociali. Qual è il principale limite della classificazione ICIDH proposta dall’OMS?. Si basava esclusivamente su fattori ambientali. Negava l’esistenza della menomazione. Impostava una relazione lineare e deterministica tra menomazione, disabilità e handicap. Non distingueva tra aspetti biologici e sociali. Secondo il modello sociale della disabilità, quale elemento è centrale nella definizione di disabilità?. La gravità della patologia clinica. Le barriere ambientali e sociali che limitano la partecipazione. Il deficit biologico individuale. Il livello di compromissione organica. Quando è più appropriato ipotizzare la presenza di un disturbo in ambito educativo?. Quando il comportamento è occasionale ma percepito come insolito dall’insegnante. Quando il comportamento compare una sola volta ma è intenso. Quando il comportamento è persistente, interferisce con funzionamento e non migliora con interventi educativi. Quando il comportamento è raro anche se non interferisce con le attività quotidiane. Quale affermazione descrive correttamente la distinzione tra normalità e disturbo in età evolutiva?. È sempre definita da soglie universali valide per ogni età e cultura. È netta e dipende dalla presenza oggettiva del sintomo indipendentemente dal contesto. Non è netta e dipende da intensità, frequenza e impatto del comportamento sul funzionamento. È netta e si basa esclusivamente su criteri biologici e medici. Quale affermazione riflette correttamente il ruolo del contesto nella valutazione clinica?. Il contesto ha un ruolo secondario rispetto alla presenza del sintomo. Il contesto è rilevante solo nei casi di disturbi gravi. Il comportamento va interpretato in relazione a età, cultura e ambiente di riferimento. Il comportamento va valutato indipendentemente dal contesto per garantire oggettività. Quale affermazione descrive correttamente il concetto di sindrome?. Un singolo comportamento raro che indica automaticamente un disturbo. Una reazione temporanea che non ha relazione con altri segnali. Un comportamento isolato osservato occasionalmente nel bambino. Un insieme coerente e ricorrente di sintomi che, nel loro complesso, definiscono un quadro clinico. Secondo il criterio statistico, quando un comportamento può essere considerato anomalo?. Quando si manifesta in meno di circa il 2,5% della popolazione di riferimento. Quando si manifesta nella maggioranza della popolazione con alta frequenza. Quando si manifesta in qualsiasi percentuale purché sia osservabile. Quando si manifesta solo in presenza di altri disturbi diagnosticati. Quale affermazione descrive correttamente il concetto di disabilità secondo l’ICF?. È una condizione stabile determinata esclusivamente dalla presenza di una menomazione. È una conseguenza diretta e lineare della malattia. È una categoria clinica definita indipendentemente dalle condizioni ambientali. È una condizione variabile nel tempo legata alla limitazione della partecipazione in specifici contesti. Quale affermazione distingue correttamente l’ICIDH dall’ICF?. L’ICIDH integra fattori ambientali, mentre l’ICF si concentra sulle componenti biologiche. L’ICIDH descrive il funzionamento globale, mentre l’ICF si limita alla diagnosi. L’ICIDH elimina il concetto di menomazione, mentre l’ICF lo mantiene centrale. L’ICIDH propone una sequenza lineare, mentre l’ICF adotta un modello interattivo e multidimensionale. Nel modello ICF, quale elemento è centrale per comprendere le differenze tra individui con la stessa condizione di salute?. L’interazione tra contesto, risorse e condizioni personali. Il numero di sintomi osservabili. La gravità oggettiva della diagnosi clinica. Il tipo di menomazione anatomica. Quale affermazione descrive correttamente il concetto di partecipazione nell’ICF?. Indica esclusivamente le abilità cognitive dell’individuo. Coincide con il funzionamento delle strutture corporee. Riguarda il coinvolgimento attivo della persona nelle situazioni di vita reale. Si riferisce solo alle attività scolastiche. Quale affermazione riflette correttamente il cambiamento introdotto dal concetto di “accomodamenti ragionevoli”?. Adattare contesti e strumenti per permettere una partecipazione effettiva dell’individuo. Ridurre le richieste ambientali senza modificare le condizioni strutturali. Modificare esclusivamente le capacità della persona per adattarla all’ambiente. Applicare interventi standardizzati indipendenti dal contesto. Quale affermazione descrive correttamente la funzione della diagnosi funzionale?. Fornire una descrizione multidimensionale utile a guidare interventi educativi e riabilitativi. Identificare esclusivamente la presenza di deficit biologici. Definire una categoria diagnostica stabile utile alla classificazione clinica. Stabilire una diagnosi definitiva indipendente dal contesto. Quale affermazione descrive correttamente il ruolo dei qualificatori nell’ICF?. Permettono di graduare l’entità delle difficoltà e monitorarne l’evoluzione nel tempo. Sono utilizzati solo per descrivere le strutture corporee. Indicano principalmente la presenza o assenza di menomazione. Servono a classificare rigidamente le categorie diagnostiche. Quale affermazione descrive correttamente la raccolta dati nella diagnosi funzionale?. Integra le informazioni derivanti da test standardizzati indipendenti dal contesto. Si fonda esclusivamente su osservazioni cliniche del professionista. Integra osservazioni, test, interviste e analisi dei contesti per una valutazione completa. Utilizza un’unica metodologia per garantire oggettività. Quale affermazione descrive correttamente il rapporto tra intervento sul bambino e intervento sul contesto?. I due tipi di intervento sono alternativi e non integrabili. Devono essere integrati, agendo sia sulle abilità individuali sia sulle condizioni ambientali. L’intervento deve concentrarsi sul potenziamento individuale. L’intervento deve concentrarsi sulla modifica dell’ambiente. Quale affermazione descrive correttamente il ruolo della partecipazione nella diagnosi funzionale?. È un indicatore che coincide con le capacità cognitive dell'individuo. È un indicatore rilevante principalmente nel contesto scolastico. È un indicatore secondario degli esiti rispetto alle funzioni corporee. È un indicatore centrale degli esiti perché riflette il coinvolgimento reale nelle situazioni di vita. Quale affermazione descrive correttamente l’uso delle tecniche di neuromodulazione in età evolutiva?. Sono completamente prive di effetti collaterali e quindi ampiamente diffuse. Sono consolidate e rappresentano il principale intervento nei disturbi del neurosviluppo. Sono promettenti ma ancora limitate da evidenze insufficienti e uso prevalentemente sperimentale. Sono utilizzate esclusivamente per aumentare l’attività neuronale in modo stabile. Quale affermazione descrive correttamente il paradigma dell’intervento precoce?. Un insieme di interventi precoci focalizzati sulla riabilitazione motoria. Un insieme di interventi precoci standardizzati indipendenti dal contesto familiare. Un insieme di interventi precoci finalizzati principalmente alla diagnosi clinica del disturbo. Un insieme di interventi tempestivi, multidisciplinari e centrati sulla famiglia per promuovere lo sviluppo. Quale affermazione descrive correttamente il ruolo dell’ambiente arricchito?. Favorisce lo sviluppo attraverso stimoli ripetitivi focalizzati su una singola abilità. Favorisce lo sviluppo attraverso stimoli multipli che agiscono su più domini, come il motorio, il cognitivo e il sociale. Favorisce lo sviluppo riducendo la quantità di stimoli per evitare sovraccarico. Favorisce lo sviluppo agendo esclusivamente sul piano cognitivo. Quale affermazione descrive correttamente i programmi come NIDCAP o COPE?. Interventi centrati sulla famiglia che mirano a ridurre lo stress e migliorare la relazione genitore-bambino. Interventi che agiscono unicamente sulle funzioni biologiche del neonato. Interventi clinici focalizzati esclusivamente sul trattamento medico del neonato. Interventi standardizzati indipendenti dalle caratteristiche del bambino. Quale affermazione descrive correttamente il contributo dell’interazione genitore-bambino?. Influenza lo sviluppo attraverso scambi regolati e sensibili che sostengono attaccamento e regolazione emozionale. Influenza lo sviluppo principalmente attraverso la quantità di stimoli forniti al bambino. Influenza lo sviluppo solo in presenza di condizioni patologiche. Influenza lo sviluppo solo nei primi mesi senza effetti a lungo termine. Quale affermazione descrive correttamente il cambiamento introdotto dal DSM-5 nella disabilità intellettiva?. La diagnosi si basa sul QI ma con soglie più flessibili. La diagnosi si basa anche sul funzionamento adattivo e non solo sul QI. La diagnosi si basa solo su osservazioni cliniche indipendenti dai test. La diagnosi si basa esclusivamente sul funzionamento intellettivo misurato dal QI. Quale affermazione descrive correttamente la gravità nella disabilità intellettiva secondo il DSM-5?. È determinata dall’età di insorgenza del disturbo. È determinata dal livello di compromissione del funzionamento adattivo. È determinata dalla presenza di una causa genetica. È determinata dal punteggio di QI con soglie numeriche validate. Quale affermazione descrive correttamente il funzionamento adattivo?. Include abilità concettuali, sociali e pratiche necessarie per la vita quotidiana. Include abilità cognitive e motorie ma non sociali. Include principalmente abilità scolastiche e accademiche. Include principalmente abilità cognitive misurate con test standardizzati. Quale affermazione descrive correttamente l’eziologia della disabilità intellettiva?. È esclusivamente legata a fattori acquisiti dopo la nascita. È multifattoriale e può includere cause genetiche, ambientali o ignote. È sempre identificabile con certezza attraverso test diagnostici. È prevalentemente genetica e raramente ambientale. Quale affermazione descrive correttamente il passaggio terminologico da “ritardo mentale” a “disabilità intellettiva”?. Riflette un aggiornamento terminologico senza cambiamenti concettuali. Riflette una modifica introdotta per motivi statistici. Riflette un cambiamento culturale che considera la persona oltre il deficit. Riflette un cambiamento limitato alla classificazione clinica. Quale affermazione descrive correttamente il ruolo della valutazione nel progetto di vita?. Serve primariamente a definire una categoria diagnostica stabile. Ha una funzione limitata alla fase iniziale senza monitoraggio nel tempo. È indipendente dalla definizione degli obiettivi educativi. Trasforma la diagnosi in un piano operativo personalizzato e verificabile nel tempo. Quale affermazione descrive correttamente il funzionamento adattivo?. Riguarda la capacità di affrontare richieste quotidiane in relazione a età, cultura e contesto. Riguarda principalmente le competenze scolastiche formali. Riguarda esclusivamente le abilità cognitive misurate nei test. Riguarda esclusivamente l’autonomia motoria. Quale affermazione descrive correttamente le scale Wechsler (es. WISC-IV)?. Forniscono misure limitate alle abilità linguistiche. Forniscono un punteggio globale senza indici specifici. Forniscono un indice globale e indici specifici relativi a diverse funzioni cognitive. Forniscono una valutazione qualitativa senza misurazioni quantitative. Quale affermazione descrive correttamente la teoria CHC dell’intelligenza?. Concepisce l’intelligenza come un insieme di abilità scolastiche acquisite. Concepisce l’intelligenza come un’unica abilità generale stabile nel tempo. Concepisce l’intelligenza come un sistema gerarchico di abilità ampie e ristrette. Concepisce l’intelligenza come indipendente dalle funzioni cognitive specifiche. Quale affermazione descrive correttamente il ruolo del QI nella valutazione psicologica?. È una misura sintetica influenzata da test, contesto ed esperienze e va interpretata criticamente. È una misura che rappresenta esclusivamente le abilità innate. È una misura stabile che non dipende dal contesto di somministrazione. È una misura oggettiva stabile che riflette direttamente l’intelligenza della persona. Quale affermazione descrive correttamente il concetto di qualità della vita nella disabilità intellettiva?. È un costrutto che dipende esclusivamente dalle risorse ambientali. È un costrutto multidimensionale che emerge dall’interazione tra fattori personali e ambientali. È un costrutto che coincide con il livello di funzionamento cognitivo. È un costrutto definito principalmente dalle condizioni cliniche. Quale affermazione descrive correttamente l’autovalutazione nella qualità della vita?. È utilizzabile solo in contesti clinici strutturati. È poco rilevante perché le persone con disabilità intellettiva non possono fornire informazioni utili. È centrale perché dà voce alla persona, ma può essere influenzata da bias specifici. È sempre più affidabile dell’eterovalutazione in ogni caso. Quale affermazione descrive correttamente il passaggio a un modello “person-centered”?. Gli interventi si basano su programmi standardizzati indipendenti dalla persona. Gli interventi si orientano ai risultati significativi per la persona e ai suoi obiettivi di vita. Gli interventi si focalizzano esclusivamente sugli aspetti clinici. Gli interventi si orientano principalmente alla riduzione dei deficit cognitivi. Quale affermazione descrive correttamente il rapporto tra indicatori oggettivi e soggettivi?. Possono essere solo parzialmente correlati e devono essere considerati entrambi. Gli indicatori oggettivi sono sempre più affidabili di quelli soggettivi. Gli indicatori soggettivi sono sempre più accurati di quelli oggettivi. Sono sempre fortemente correlati e sovrapponibili. Quale affermazione descrive correttamente il modello di Schalock e Verdugo?. Identifica domini esclusivamente legati alla salute fisica. Identifica più domini della qualità della vita, tra cui autodeterminazione, efficienza e progettazione. Identifica un unico dominio generale basato sul funzionamento adattivo. Identifica più domini della qualità della vita, tra cui autodeterminazione, relazioni e benessere. Quale affermazione descrive correttamente le pratiche efficaci di orientamento?. Interventi centrati esclusivamente sulla valutazione delle abilità cognitive. Interventi informativi basati principalmente su colloqui individuali. Interventi standardizzati uguali per tutti gli studenti. Interventi integrati che includono esperienze concrete, tutoraggio e co-progettazione. Quale affermazione descrive correttamente un fattore associato a esiti positivi nella transizione?. Capacità di immaginare il proprio futuro e conoscenza realistica delle opportunità. Riduzione delle richieste ambientali per evitare difficoltà. Centralità esclusiva del supporto familiare senza coinvolgimento di altri attori. Presenza di interventi standardizzati indipendenti dal contesto. Quale affermazione descrive correttamente il concetto di transizione all’età adulta?. È un cambiamento legato esclusivamente all’ingresso nel mondo del lavoro. È un passaggio definito esclusivamente dal termine del percorso scolastico. È un evento puntuale indipendente dalla percezione soggettiva. È un processo che implica cambiamenti di ruoli, contesti e rappresentazioni di sé. Quale affermazione descrive correttamente la distinzione tra competenze orientative generali e specifiche?. Le generali riguardano compiti scolastici, le specifiche la crescita personale. Le generali riguardano solo l’infanzia, le specifiche solo l’età adulta. Le generali e le specifiche coincidono e non sono distinguibili. Le generali riguardano la capacità di orientarsi nella vita, le specifiche compiti scolastici e lavorativi. Quale affermazione descrive correttamente il concetto di orientamento nella prospettiva attuale?. È un processo centrato sulla trasmissione di informazioni sulle opportunità. È un processo finalizzato principalmente al passaggio tra scuola e lavoro. È un processo continuo finalizzato allo sviluppo di identità, autonomia e progettualità. È un processo limitato alla scelta scolastica in momenti specifici. Quale affermazione descrive meglio una strategia didattica coerente con il profilo cognitivo della sindrome di Down?. Alternare compiti nuovi e rapidi per aumentare flessibilità e velocità di risposta. Privilegiare consegne verbali lunghe per rinforzare la memoria fonologica nel compito. Presentare consegne brevi, supporti visivi e passaggi sequenziali monitorati con checklist. Ridurre i supporti esterni per favorire da subito l’autonomia del compito. Quale affermazione descrive meglio il profilo cognitivo tipico della sindrome di Down?. Le abilità verbali risultano in genere più efficienti delle competenze visuospaziali. Le abilità linguistiche e non verbali tendono a presentare uno sviluppo sostanzialmente omogeneo. Le abilità non verbali possono risultare relativamente più solide rispetto a quelle linguistiche. Il profilo cognitivo dipende soprattutto dal livello scolastico raggiunto. 58. Quale affermazione descrive meglio la memoria di lavoro nella sindrome di Down?. La difficoltà principale riguarda la memoria a lungo termine, mentre la memoria di lavoro è meno coinvolta. La memoria di lavoro risulta compromessa soprattutto quando il materiale è organizzato in sequenze spaziali. La componente verbale è più fragile e rende difficile mantenere ed elaborare materiale fonologico. La componente verbale e quella visuospaziale mostrano in genere lo stesso livello di efficienza. Quale affermazione descrive meglio la relazione tra linguaggio e memoria fonologica?. Il linguaggio migliora soprattutto quando si lavora su abilità visive, anche senza interventi sul piano fonologico. Le difficoltà linguistiche derivano soprattutto da problemi articolatori, con minore coinvolgimento dei processi di memoria. Una debole codifica fonologica rende più difficile apprendere parole nuove e comprendere frasi complesse. Il lessico e la memoria fonologica si influenzano poco, perché seguono traiettorie distinte. Quale affermazione descrive meglio un punto di forza nell’apprendimento a lungo termine nella sindrome di Down?. Il materiale verbale astratto viene in genere ricordato meglio di quello visuospaziale. Le informazioni visive hanno lo stesso rendimento mnestico indipendentemente da struttura e organizzazione. Le sequenze spaziali organizzate possono essere apprese meglio di pattern visivi complessi e poco strutturati. Il richiamo migliora soprattutto quando gli stimoli vengono presentati in modo rapido e non guidato. Quale affermazione descrive meglio l’uso di sistemi aumentativi e alternativi?. Favoriscono l’associazione tra significato e parola sostenendo lo sviluppo linguistico. Rappresentano un canale comunicativo separato che non incide sul linguaggio verbale. Vengono utilizzati quando il linguaggio verbale non è previsto come obiettivo. Sono utili soprattutto nelle fasi iniziali, con effetti limitati sullo sviluppo successivo. Quale affermazione descrive meglio il profilo linguistico nella sindrome di Down?. Le difficoltà linguistiche riflettono in modo proporzionale il livello cognitivo generale. Le difficoltà linguistiche emergono soprattutto sul piano pragmatico, con minori implicazioni morfosintattiche. Le difficoltà riguardano in modo particolare morfosintassi e fonologia, oltre al ritardo globale. Il linguaggio presenta uno sviluppo rallentato ma senza differenze qualitative rilevanti. Quale affermazione descrive meglio l’evoluzione emotivo-comportamentale nella sindrome di Down?. Dipende soprattutto dal livello cognitivo generale. Può modificarsi nel tempo, con pattern diversi tra infanzia e età adulta. È determinata principalmente da caratteristiche biologiche precoci. Rimane relativamente stabile nel tempo indipendentemente dai contesti. Quale affermazione descrive meglio il ruolo del gesto nella comunicazione?. Si sviluppa in modo indipendente dal linguaggio e ha un ruolo secondario nella comunicazione. È utilizzato principalmente per compensare difficoltà motorie piuttosto che linguistiche. Può facilitare l’accesso al significato quando la rappresentazione fonologica è fragile. Interviene soprattutto nella fase iniziale e tende poi a scomparire con lo sviluppo linguistico. Quale affermazione descrive meglio la comprensione linguistica nella sindrome di Down?. Diventa più complessa quando aumentano relazioni grammaticali e richieste di integrazione. Migliora in modo lineare con l’età senza particolari variazioni qualitative. Risulta simile allo sviluppo tipico se si considerano frasi di pari lunghezza. Dipende soprattutto dalla familiarità del contenuto più che dalla struttura linguistica. Quale affermazione descrive meglio le implicazioni diagnostiche?. Si basa prevalentemente sull’osservazione del comportamento in contesti educativi. Richiede integrazione tra dati genetici e valutazione funzionale multidimensionale. Dipende principalmente dall’identificazione di caratteristiche fisiche tipiche. Si fonda soprattutto sulla misurazione del quoziente intellettivo. Quale affermazione descrive meglio il meccanismo biologico della sindrome dell’X fragile?. La mutazione incide principalmente su processi metabolici periferici con effetti indiretti sul cervello. La mutazione genetica determina un aumento della produzione proteica con effetti sul sistema nervoso. L’espansione delle triplette CGG con metilazione riduce la produzione di FMRP influenzando il sistema nervoso. L’alterazione genetica riguarda la regolazione dei neurotrasmettitori senza modificare l’espressione proteica. Quale affermazione descrive meglio la variabilità del funzionamento cognitivo?. È spiegata soprattutto dalla presenza o assenza di comorbilità psichiatriche. È determinata in modo uniforme dalla mutazione genetica senza differenze individuali rilevanti. È influenzata sia dal livello di FMRP sia dal sesso e da fenomeni come il mosaicismo. Dipende principalmente dall’ambiente educativo e dalle opportunità di apprendimento. Quale affermazione descrive meglio il profilo delle funzioni esecutive?. Risultano preservate rispetto ad altre funzioni cognitive. Mostrano difficoltà solo nei compiti linguistici complessi. Possono risultare compromesse anche indipendentemente dal livello di QI. Riflettono direttamente il livello cognitivo generale senza specificità. Quale affermazione descrive meglio il profilo comportamentale?. Include frequentemente ansia, difficoltà attentive e pattern di evitamento sociale. È caratterizzato principalmente da comportamenti oppositivi senza componenti emotive rilevanti. Si manifesta con difficoltà comportamentali limitate ai contesti strutturati. È definito soprattutto da problemi legati alla regolazione motoria. Durante un compito di apprendimento verbale, un bambino acquisisce poche informazioni ma ricorda correttamente quelle apprese. Questo pattern suggerisce: Una difficoltà legata esclusivamente alla comprensione linguistica. Un deficit nella memoria di lavoro senza implicazioni sulla memoria a lungo termine. Una difficoltà nella fase di codifica più che nel recupero. Una compromissione generalizzata della memoria a lungo termine. Nel caso di esposizione prenatale all’alcol, quale fattore contribuisce maggiormente alla variabilità del quadro clinico?. Presenza di comorbilità neurologiche postnatali. Livello di stimolazione cognitiva nei primi anni di vita. Quantità, momento e durata dell’esposizione durante la gravidanza. Tipo di alimentazione nel periodo neonatale. Un bambino mostra difficoltà nel pianificare una sequenza di azioni e nel cambiare strategia quando un compito diventa più complesso. Questo quadro è maggiormente associato a: Deficit primari nella memoria a lungo termine. Alterazioni delle abilità motorie fini. Difficoltà linguistiche legate alla produzione verbale. Compromissione delle funzioni esecutive legata ai circuiti fronto-sottocorticali. Un alunno fatica a comprendere consegne articolate ma riesce a produrre frasi semplici in modo adeguato. Questo profilo indica principalmente: Una difficoltà specifica nella pianificazione motoria del linguaggio. Una compromissione legata esclusivamente al lessico. Una maggiore compromissione della comprensione rispetto alla produzione linguistica. Una difficoltà globale del linguaggio senza differenze tra comprensione e produzione. Un bambino manifesta difficoltà nel riconoscere emozioni dagli sguardi e interpreta in modo inadeguato le situazioni sociali. Questo è più coerente con: Difficoltà legate alla memoria episodica. Deficit esclusivo delle abilità linguistiche pragmatiche. Alterazioni delle competenze motorie fini. Compromissione del funzionamento adattivo nel dominio sociale. In un contesto educativo, un intervento efficace nella minorazione visiva dovrebbe: Concentrarsi sulla ripetizione di informazioni verbali. Ridurre la complessità degli stimoli per facilitare l’apprendimento. Sostituire la vista con l’uso sistematico di un unico canale sensoriale. Integrare più canali sensoriali per costruire rappresentazioni e significati. Nel descrivere la minorazione visiva in una prospettiva attuale, quale interpretazione è più coerente?. Condizione che emerge dall’interazione tra deficit visivo, contesto e opportunità di esperienza. Condizione definita dalla riduzione della funzione visiva indipendentemente dal contesto. Condizione identificata sulla base della misurazione clinica della vista. Condizione che coincide con la presenza di un danno alle strutture oculari. Due persone con la stessa diagnosi visiva mostrano prestazioni molto diverse nelle attività quotidiane. Quale spiegazione è più adeguata?. Differenze nei fattori ambientali, cognitivi e adattivi influenzano l’esperienza visiva. Differenze nel tipo di test utilizzati durante la valutazione clinica. Differenze nella struttura anatomica dell’occhio non rilevate inizialmente. Differenze nella motivazione durante l’esecuzione dei compiti. Durante la valutazione, un soggetto presenta un buon visus ma fatica a orientarsi nello spazio senza muovere la testa. Quale aspetto risulta maggiormente coinvolto?. Messa a fuoco, in relazione alla regolazione del cristallino. Acuità visiva, in relazione alla capacità di distinguere dettagli. Trasmissione nervosa, in relazione al nervo ottico. Campo visivo, in relazione all’ampiezza dello spazio percepito. Un individuo presenta occhi strutturalmente integri ma non riesce a interpretare gli stimoli visivi. Quale ipotesi è più coerente?. Alterazione a livello delle aree corticali deputate all’elaborazione visiva. Alterazione della trasparenza del cristallino. Alterazione della pressione intraoculare. Alterazione della rifrazione dovuta alla curvatura corneale. Nel considerare la disabilità visiva in chiave contemporanea, quale interpretazione risulta più coerente?. Fenomeno che si definisce attraverso criteri clinici e classificazioni diagnostiche. Fenomeno che coinvolge dimensioni biologiche, culturali e sociali nella costruzione dell’esperienza. Fenomeno che dipende dalle caratteristiche individuali e dalle capacità residue. Fenomeno che deriva da una compromissione sensoriale e dalle sue conseguenze funzionali. Nel passaggio storico dall’assistenzialismo all’inclusione, quale elemento risulta centrale?. Sviluppo di strumenti compensativi per migliorare le prestazioni quotidiane. Riconoscimento dei diritti e valorizzazione delle potenzialità individuali nei diversi contesti. Introduzione di criteri normativi per l’accesso ai servizi sociali. Definizione di categorie funzionali utili all’organizzazione dei servizi. Nel descrivere la prospettiva di Vygotskij sulla disabilità sensoriale, quale interpretazione è più adeguata?. Le abilità emergono in relazione alle esperienze mediate dall’ambiente. Le competenze si sviluppano attraverso l’adattamento alle limitazioni percettive. Le forme culturali possono essere riorganizzate attraverso canali alternativi equivalenti. Le modalità di accesso alla conoscenza dipendono dalla funzione sensoriale prevalente. Nel considerare le rappresentazioni sociali della cecità, quale interpretazione coglie meglio la criticità?. Oscillano tra visioni opposte che semplificano l’esperienza reale della persona. Si costruiscono attraverso esperienze condivise all’interno della società. Riflettono solamente atteggiamenti che derivano da una conoscenza limitata della condizione. Dipendono da modelli culturali che influenzano le relazioni sociali. Nel progettare interventi inclusivi per persone non vedenti, quale impostazione risulta più adeguata?. Sviluppare competenze funzionali attraverso percorsi educativi strutturati. Favorire l’autonomia mediante l’uso di strumenti e strategie specifiche. Promuovere l’integrazione attraverso interventi coordinati tra servizi. Costruire una rete integrata che tenga conto di contesti, relazioni e progetto di vita. Nel contesto delle relazioni tra pari, quale difficoltà è più direttamente collegata alla disabilità visiva?. La limitata accessibilità alla comunicazione non verbale. La ridotta partecipazione alle attività di gruppo. La difficoltà nel comprendere le regole sociali implicite. La scarsa iniziativa nelle interazioni spontanee. Nel primo sviluppo del bambino con disabilità visiva, quale dinamica risulta più coerente?. L’assenza della vista produce effetti limitati se il contesto è stimolante. L’assenza della vista determina uno sviluppo cognitivo ridotto rispetto ai coetanei vedenti. L’assenza della vista incide soprattutto sulle competenze linguistiche rispetto a quelle cognitive. L’assenza della vista modifica i tempi di costruzione delle rappresentazioni senza implicare un deficit cognitivo. Nel processo di costruzione dello schema corporeo, quale condizione può ostacolare maggiormente lo sviluppo?. Un ambiente povero di stimoli o caratterizzato da eccessiva protezione. Un ambiente ricco di stimoli ma poco strutturato sul piano educativo. Un ambiente che propone attività ripetitive e guidate. Un ambiente che privilegia esperienze motorie rispetto a quelle verbali. Nel descrivere il linguaggio nel bambino non vedente, quale interpretazione è più adeguata?. Può risultare formalmente ricco ma meno ancorato all’esperienza concreta. Può risultare influenzato principalmente dalle interazioni scolastiche. Può risultare ridotto sul piano lessicale rispetto ai coetanei vedenti. Può risultare più sviluppato nella comprensione rispetto alla produzione. Nel passaggio tra le fasi di adattamento psicologico, quale elemento assume un ruolo più rilevante?. La qualità delle relazioni educative e del contesto di crescita. La presenza di interventi riabilitativi specifici e continuativi. Il tipo di minorazione visiva e le sue caratteristiche cliniche. Il livello di autonomia raggiunto nelle attività quotidiane. Nel definire l’obiettivo dell’intervento educativo nella disabilità visiva, quale formulazione è più adeguata?. Favorire l’acquisizione di abilità utili nei diversi contesti di vita. Promuovere autonomia, partecipazione e identità attraverso strategie mirate. Sviluppare competenze funzionali attraverso attività strutturate e progressive. Potenziare le capacità individuali in relazione alle opportunità disponibili. Nel rapporto tra educazione e riabilitazione nella disabilità visiva, quale interpretazione risulta più coerente?. Processi coordinati che intervengono su competenze diverse. Processi paralleli che operano su ambiti differenti della persona. Processi collegati che contribuiscono alla crescita individuale. Processi distinti ma integrati che concorrono allo sviluppo globale della persona. Nel principio di individualizzazione dell’intervento educativo, quale elemento assume maggiore rilevanza?. La modulazione delle attività in relazione ai bisogni emergenti. L’adattamento alle caratteristiche specifiche della persona e del contesto. La scelta di strumenti adeguati alle competenze presenti. La definizione di obiettivi coerenti con il livello di sviluppo raggiunto. Nel percorso educativo della persona non vedente, quale definizione del sistema Braille è teoricamente più accurata?. È uno strumento che supporta la comunicazione in assenza del linguaggio verbale. È un supporto utile per sviluppare abilità scolastiche di base. È una tecnica utilizzata per facilitare l’acquisizione del linguaggio orale. È un sistema di lettura e scrittura tattile che rappresenta direttamente il codice alfabetico. Nel descrivere l’approccio riabilitativo multidimensionale, quale elemento risulta più centrale?. La combinazione di strategie orientate allo sviluppo delle competenze. L’integrazione tra interventi clinici, educativi e sociali orientati alla partecipazione. Il coordinamento tra figure professionali coinvolte nel percorso riabilitativo. L’articolazione di interventi mirati alle diverse aree di funzionamento. Nel distinguere tra ipoacusia e sordità, quale criterio risulta più preciso?. Il tipo di intervento riabilitativo richiesto. L’impatto sulle abilità scolastiche. Il grado di perdita uditiva, che può essere parziale o quasi totale. La capacità di utilizzare il linguaggio in contesti quotidiani. Nel classificare le cause della disabilità uditiva, quale distinzione è corretta?. Congenita e acquisita in base al momento di insorgenza. Centrale e periferica in base al sistema coinvolto. Trasmissiva, neurosensoriale e mista in base alla sede del danno. Lieve, media e grave in base alla perdita uditiva. Nel confronto tra sordità prelinguale e postlinguale, quale differenza è più rilevante?. Il contesto familiare in cui cresce il bambino. Il tipo di dispositivo tecnologico utilizzato. La presenza o meno di un modello linguistico già acquisito. Il grado di perdita uditiva misurato clinicamente. Nel considerare la valutazione della disabilità uditiva, quale approccio è più completo?. Valutare le capacità di percezione dei suoni in condizioni controllate. Utilizzare strumenti diagnostici standardizzati per misurare la soglia uditiva. Integrare dati clinici con analisi dell’uso funzionale dell’udito nella vita quotidiana. Analizzare la risposta del sistema nervoso agli stimoli sonori. Nel definire la disabilità uditiva in una prospettiva attuale, quale formulazione è più accurata?. Condizione identificata attraverso parametri clinici e soglie uditive standardizzate. Condizione descritta in base alla funzionalità dell’apparato uditivo. Condizione che coinvolge comunicazione, sviluppo e relazioni oltre alla semplice perdita sensoriale. Condizione legata alla riduzione della capacità di percepire i suoni in termini quantitativi. Nel primo sviluppo affettivo del bambino con sordità, quale elemento assume maggiore rilevanza?. La presenza di figure di riferimento stabili e disponibili. La continuità delle interazioni nel contesto familiare. La qualità della stimolazione ambientale nei primi mesi di vita. L’utilizzo di canali alternativi come sguardo, contatto e gesto per costruire la relazione. Nel confronto tra oralismo e approccio segnato, quale interpretazione è più corretta secondo la prospettiva attuale?. Il riconoscimento della lingua dei segni come lingua completa con valore linguistico e culturale. L’evoluzione delle pratiche educative verso approcci più inclusivi. Il superamento di modelli educativi centrati su un unico canale comunicativo. L’integrazione di diverse modalità comunicative nel percorso educativo. Nel considerare il bilinguismo nella sordità, quale definizione è più precisa?. Uso integrato della lingua dei segni e della lingua vocale per favorire sviluppo e partecipazione. Integrazione tra competenze linguistiche e contesti sociali. Presenza di due modalità comunicative utilizzate in contesti differenti. Possibilità di accedere a più sistemi linguistici nel corso dello sviluppo. Nel rapporto tra sordità e identità personale, quale formulazione è più adeguata?. Dinamica che si sviluppa attraverso l’interazione con gli altri. Costruzione influenzata dal riconoscimento della propria appartenenza linguistica e culturale. Percorso influenzato dalle opportunità educative e comunicative. Processo legato alle esperienze relazionali vissute nel contesto sociale. Nel descrivere la sordità in prospettiva pedagogica, quale formulazione è più accurata?. Esperienza che modifica il modo di interagire con l’ambiente sociale. Situazione che comporta una riorganizzazione delle modalità di apprendimento. Condizione sensoriale che incide sullo sviluppo del linguaggio e della comunicazione. Differenza comunicativa che richiede modalità alternative di accesso al linguaggio e alla relazione. Nel contesto educativo, quale obiettivo è più completo rispetto alla disabilità motoria?. Garantire partecipazione piena alle attività valorizzando capacità cognitive e relazionali. Promuovere lo sviluppo delle abilità motorie residue. Sostenere l’autonomia nelle attività quotidiane. Favorire l’accesso agli spazi e alle attività scolastiche. Nel considerare il ruolo delle tecnologie assistive, quale definizione è più accurata?. Tecnologie che compensano le difficoltà motorie. Strumenti che mediano l’autonomia e la partecipazione nella vita quotidiana. Supporti che migliorano le prestazioni funzionali. Dispositivi che facilitano l’esecuzione dei movimenti. Nel definire la disabilità motoria, quale formulazione è più precisa?. Condizione che limita il movimento incidendo su autonomia, relazione e sviluppo globale. Condizione che comporta una riduzione delle capacità fisiche. Condizione che deriva da alterazioni del sistema nervoso o muscolare. Condizione che riguarda la difficoltà nel controllo dei movimenti volontari. Nel considerare il ruolo del movimento nello sviluppo, quale interpretazione è più completa?. Abilità che facilita l’adattamento all’ambiente fisico. Funzione che permette l’interazione con lo spazio e con gli oggetti. Strumento attraverso cui la persona esplora, costruisce il sé e comunica con l’ambiente. Capacità che consente l’autonomia nelle attività quotidiane. Nel distinguere tra disabilità motoria congenita e acquisita, quale elemento è più rilevante?. Il tipo di intervento riabilitativo necessario. Il livello di autonomia raggiunto nel tempo. Il diverso processo di costruzione dell’identità corporea e dell’adattamento psicologico. Il momento in cui si manifesta la difficoltà di movimento. Nel distinguere tra integrazione e inclusione, quale differenza è più precisa?. L’inclusione amplia le strategie educative, mentre l’integrazione organizza i servizi. L’inclusione riguarda tutti gli studenti, mentre l’integrazione si concentra sulla disabilità. L’inclusione modifica l’ambiente, mentre l’integrazione richiede adattamento della persona. L’inclusione introduce nuovi strumenti, mentre l’integrazione utilizza quelli esistenti. Nel definire l’inclusione in senso profondo, quale formulazione è più accurata?. Processo organizzativo che facilita l’accesso ai servizi e alle opportunità. Insieme di strategie educative per favorire l’inserimento delle persone con disabilità. Cultura che riconosce la diversità e trasforma i contesti per garantire partecipazione a tutti. Modello educativo che promuove l’adattamento alle richieste del contesto. Nel passaggio dal modello medico al modello biopsicosociale, quale elemento è più centrale?. L’attenzione alle condizioni cliniche e funzionali della persona. La classificazione delle diverse tipologie di disabilità. L’interazione tra caratteristiche della persona e barriere o facilitatori ambientali. La definizione dei bisogni educativi individuali. Nel progettare ambienti educativi inclusivi, quale principio è più completo?. Personalizzazione e flessibilità per valorizzare le potenzialità di ogni studente. Adattamento delle attività in base alle difficoltà presenti. Utilizzo di strumenti specifici per facilitare l’apprendimento. Organizzazione di percorsi differenziati per rispondere ai bisogni. Nel considerare il concetto di autonomia nella prospettiva inclusiva, quale definizione è più accurata?. Possibilità di autodeterminarsi con supporti adeguati nelle diverse scelte di vita. Capacità di svolgere attività quotidiane senza aiuto. Livello di indipendenza raggiunto nelle funzioni personali. Abilità di gestire compiti in modo autonomo. Perché i periodi sensibili sono considerati cruciali per il neurosviluppo?. Perché il sistema nervoso centrale è completamente strutturato e stabile. Perché in queste finestre temporali la plasticità neuronale è massima e i circuiti sono particolarmente ricettivi agli stimoli. Perché coincidono con la fine dei processi di neurogenesi e sinaptogenesi. Perché l’influenza dell’ambiente è trascurabile rispetto a quella genetica. |




