psicologia della disabilità e dell'integrazione (seconda parte)
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![]() psicologia della disabilità e dell'integrazione (seconda parte) Description: prof. Moretta Tania |



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Quale affermazione descrive meglio l’origine delle difficoltà specifiche di apprendimento?. Sono causate soprattutto da problemi di attenzione. Possono dipendere da più fattori cognitivi senza una sola causa specifica. Dipendono principalmente da difficoltà nella memoria. Derivano da difficoltà nel linguaggio orale. Nel definire i disturbi specifici dell’apprendimento secondo il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, quale formulazione è più accurata?. Difficoltà che emergono durante il percorso scolastico. Difficoltà nelle prestazioni scolastiche associate a basso rendimento. Difficoltà nell’apprendimento osservabili nei contesti educativi. Difficoltà persistenti nelle abilità scolastiche di base non spiegate da altre condizioni. In quale situazione una difficoltà di apprendimento può diventare più evidente?. Quando si riduce il tempo dedicato allo studio. Quando lo studente cambia insegnante. Quando vengono introdotte nuove materie. Quando aumentano la complessità e le richieste delle attività scolastiche. Quando si parla di difficoltà specifica di apprendimento, quale condizione deve essere esclusa?. La presenza di ansia o disagio emotivo. La presenza di difficoltà nella comprensione dei testi. Una disabilità intellettiva o una difficoltà sensoriale significativa. La presenza di difficoltà in più materie scolastiche. Uno studente ottiene risultati bassi ma solo dopo aver impiegato uno sforzo molto elevato. Cosa indica principalmente questa situazione?. Una difficoltà legata all’organizzazione del tempo. Una scarsa motivazione verso le attività scolastiche. Una mancanza di impegno nello studio. Una possibile discrepanza tra capacità e prestazione nelle attività scolastiche. Nel confronto tra interventi preventivi e interventi correttivi, quale distinzione è più precisa?. I primi agiscono sullo sviluppo, i secondi sulle abilità scolastiche. I primi sono rivolti a bambini a rischio, i secondi a chi presenta già una difficoltà evidente. I primi mirano a ridurre il rischio, i secondi a migliorare le prestazioni. I primi intervengono prima della diagnosi, i secondi dopo l’identificazione del problema. Nel definire un intervento efficace, quale caratteristica è più completa?. Strutturato in base alla gravità e ai sintomi presenti. Adattato alle caratteristiche del bambino e al contesto di intervento. Basato su evidenze scientifiche e capace di produrre miglioramenti duraturi. Organizzato secondo modalità e tempi definiti. Nel considerare gli interventi fonologico-linguistici, quale definizione è più accurata?. Interventi che favoriscono l’apprendimento della lettura. Interventi che migliorano la capacità di leggere e comprendere testi. Interventi che sviluppano le competenze linguistiche di base. Interventi che potenziano abilità come consapevolezza dei suoni, associazione lettere-suoni e comprensione. Nel considerare l’origine delle difficoltà specifiche di apprendimento, quale formulazione è più precisa?. Interazione tra fattori genetici e condizioni ambientali che influenzano lo sviluppo cerebrale. Presenza di una predisposizione genetica che incide sull’acquisizione delle abilità scolastiche. Coinvolgimento di fattori biologici nello sviluppo delle competenze. Influenza di condizioni ambientali che possono interferire con lo sviluppo. Nel ruolo dei fattori genetici, quale interpretazione è più accurata?. Interagiscono con altri fattori nello sviluppo del bambino. Sono associati a una maggiore probabilità di difficoltà di apprendimento. Contribuiscono alla vulnerabilità ma non determinano da soli la comparsa del disturbo. Influenzano in modo significativo lo sviluppo delle abilità scolastiche. Un bambino legge correttamente quasi tutte le parole ma molto lentamente. Cosa indica questa situazione?. Una difficoltà nella produzione linguistica. Una difficoltà nella memoria a lungo termine. Una difficoltà nella comprensione del testo. Una difficoltà nella fluidità e nell’automatizzazione della lettura. Un bambino che impara a leggere in una lingua con molte eccezioni impiega più tempo. Qual è la spiegazione più precisa?. Deve utilizzare strategie di studio più complesse. Deve apprendere sia le regole sia le numerose eccezioni nella conversione tra lettere e suoni. Deve memorizzare un numero maggiore di parole. Deve sviluppare più rapidamente le abilità di comprensione. Durante la lettura, un bambino riconosce alcune parole più velocemente di altre perché già note. Cosa indica questo fenomeno?. Un problema nella memoria visiva delle parole. L’utilizzo esclusivo della conversione tra lettere e suoni. L’accesso diretto al lessico mentale per il riconoscimento delle parole. Una difficoltà nella decodifica analitica delle parole. In una lingua come l’italiano, quale aspetto diventa più utile per individuare difficoltà di lettura nel tempo?. La capacità di comprendere il significato del testo. La capacità di ricordare le parole lette. Il numero di errori nella lettura ad alta voce. La velocità e l’automatizzazione della lettura. Nel confronto tra lingue diverse, cosa rende più facile l’apprendimento della lettura in alcune lingue rispetto ad altre?. La regolarità delle corrispondenze tra lettere e suoni. La lunghezza media delle parole. La frequenza con cui le parole vengono utilizzate. La quantità di parole presenti nella lingua. Un bambino ha avuto difficoltà nel linguaggio in età prescolare. Cosa indica questo rispetto alla lettura?. Indica solo difficoltà nella comunicazione orale. Non ha alcuna relazione con la lettura. Può rappresentare un fattore di rischio per future difficoltà di lettura. Garantisce lo sviluppo di difficoltà di lettura. Un bambino con difficoltà di lettura legge correttamente ma molto lentamente, soprattutto parole lunghe. Cosa indica questo?. Una difficoltà nelle fasi iniziali di elaborazione del testo scritto. Un problema nei movimenti oculari generali. Una difficoltà nella memoria a lungo termine. Una difficoltà esclusiva nella comprensione del testo. In una lingua come l’italiano, perché è difficile distinguere sottotipi di difficoltà di lettura?. Le differenze tra bambini dipendono solo dall’età. Non emergono in modo stabile profili qualitativamente distinti tra diversi tipi di difficoltà. Le difficoltà di lettura sono sempre uguali in tutti i bambini. Le difficoltà riguardano esclusivamente la comprensione del testo. Alcuni bambini con difficoltà di lettura non mostrano problemi nelle abilità fonologiche. Cosa suggerisce questo?. Non esiste una relazione necessaria tra difficoltà fonologiche e difficoltà di lettura. Le abilità fonologiche non sono mai coinvolte nella lettura. Le difficoltà di lettura dipendono solo dall’ambiente. Tutti i bambini con difficoltà hanno deficit fonologici. Un bambino legge male le non-parole ma anche i lettori tipici fanno più errori su queste. Cosa indica questo dato?. Le non-parole sono irrilevanti per valutare la lettura. La lettura delle parole è più difficile di quella delle non-parole. La lettura delle non-parole è sempre compromessa nei bambini con difficoltà. La difficoltà nelle non-parole non è sufficiente da sola a indicare un deficit specifico. Nel problem solving matematico, quale fattore metacognitivo risulta più rilevante?. La quantità di esercizi svolti in precedenza. La velocità di calcolo nelle operazioni di base. La capacità di rappresentare il problema, pianificare e monitorare le strategie. La capacità di memorizzare formule. Uno studente crede di essere poco capace ma allo stesso tempo pensa di riuscire facilmente nei compiti senza impegnarsi. Cosa indica questa situazione?. Una incoerenza tra convinzioni su di sé e processi di controllo delle strategie. Una mancanza di conoscenze disciplinari. Una buona capacità di autovalutazione delle proprie competenze. Una difficoltà esclusiva nelle abilità cognitive di base. Uno studente si accorge di non capire un testo ma continua a leggere senza cambiare strategia. Cosa mostra questo comportamento?. Una mancanza di motivazione verso il compito. Una dissociazione tra consapevolezza del problema e capacità di autoregolazione. Una difficoltà generale nella lettura delle parole. Una difficoltà nella memoria a breve termine. Un bambino sovrastima spesso le proprie prestazioni anche dopo errori evidenti. Cosa suggerisce questo?. Una difficoltà nei processi di monitoraggio e aggiornamento delle proprie stime. Una mancanza di interesse verso il compito. Una difficoltà nella comprensione delle istruzioni. Una buona fiducia nelle proprie capacità cognitive. Uno studente ritiene che in matematica riescano solo alcune persone “portate”. Cosa indica questa convinzione?. Una credenza disfunzionale che può ridurre impegno e autoregolazione. Una corretta valutazione delle differenze individuali. Una mancanza di esperienza nei compiti matematici. Una difficoltà nella comprensione dei numeri. Perché la scrittura deve essere considerata un’abilità distinta dalla lettura?. È meno utilizzata nel contesto scolastico. Dipende principalmente dalla memoria a lungo termine. Coinvolge processi cognitivi e motori specifici non sovrapponibili alla lettura. Richiede più tempo per essere appresa rispetto alla lettura. Un bambino scrive correttamente le parole ma commette errori negli omofoni come “a” e “ha”. Cosa indica questo?. Una difficoltà nell’accesso al lessico ortografico e nell’uso del contesto. Una difficoltà nella memoria di lavoro. Una difficoltà nella conversione tra suoni e lettere. Una difficoltà nella produzione del linguaggio orale. Durante un dettato di non-parole un bambino commette molti errori. Cosa suggerisce questo risultato?. Una difficoltà nella comprensione del testo. Una difficoltà nella conversione tra suoni e grafemi. Una difficoltà nella memoria visiva delle parole. Una difficoltà nella produzione motoria della scrittura. Uno studente scrive in modo leggibile ma molto lentamente. Qual è l’aspetto più critico?. La capacità di comprendere il testo. La qualità del contenuto scritto. La fluenza, perché la lentezza interferisce con le richieste scolastiche. La correttezza ortografica generale. Uno studente produce testi poco organizzati anche se conosce le regole ortografiche. Cosa indica questo?. Una difficoltà nella memoria visiva. Una difficoltà nella coordinazione motoria. Una difficoltà nei processi di pianificazione e controllo del testo. Una difficoltà nella scrittura delle singole parole. Nel definire una difficoltà nel sistema dei numeri e del calcolo, quale descrizione è più precisa?. Prestazioni inferiori nelle abilità numeriche rispetto a età e istruzione con impatto sulla vita quotidiana. Difficoltà nel risolvere esercizi matematici complessi. Difficoltà nell’apprendere formule e procedure scolastiche. Difficoltà legate alla mancanza di esercizio. Uno studente commette errori nella lettura e scrittura dei numeri complessi. Qual è l’aspetto più coinvolto?. La capacità di leggere velocemente. La transcodifica tra formato verbale e formato numerico. La comprensione del significato delle parole. La memoria visiva delle cifre. Un bambino utilizza sempre il conteggio da uno anche per semplici addizioni. Cosa suggerisce questo comportamento?. Una difficoltà nella scrittura dei numeri. Uso rigido di strategie poco efficienti che ostacolano l’automatizzazione. Una buona capacità di controllo delle strategie. Una difficoltà nella comprensione del linguaggio. Nel modello del triplo codice, quale elemento è più rilevante?. La necessità di collegare rappresentazioni numeriche visive, verbali e quantitative. La capacità di risolvere problemi complessi. L’uso esclusivo del linguaggio nel calcolo. L’importanza della memoria a lungo termine. Uno studente fatica a ricordare risultati di semplici operazioni come le tabelline. Cosa indica principalmente?. Una difficoltà nella coordinazione motoria. Una difficoltà nella produzione scritta. Una difficoltà nella memorizzazione dei fatti aritmetici. Una difficoltà nella comprensione del testo. Nel processo diagnostico delle difficoltà nel calcolo, quale criterio è più rilevante?. Osservazione generale delle difficoltà scolastiche. Valutazione standardizzata di correttezza e rapidità con scostamento significativo dai valori attesi. Confronto tra rendimento e impegno dello studente. Valutazione basata sulle impressioni degli insegnanti. Perché è importante distinguere tra sistema dei numeri e sistema del calcolo?. Perché il calcolo è sempre più complesso del sistema dei numeri. Perché il calcolo non dipende dai numeri. Perché il sistema dei numeri si sviluppa dopo il calcolo. Perché difficoltà nel processamento numerico possono influenzare o mascherare il calcolo. Nella valutazione approfondita, quale abilità è considerata prioritaria?. La capacità di memorizzare formule. La capacità di risolvere problemi complessi. La capacità di leggere e scrivere numeri passando tra codice verbale e simbolico. La velocità nella scrittura dei numeri. Uno studente commette molti errori nei calcoli scritti ma conosce le procedure. Cosa è utile fare nella valutazione?. Valutare solo la correttezza finale. Aumentare la difficoltà dei problemi. Ridurre il carico dei calcoli elementari per osservare le procedure. Eliminare le prove scritte. Nel progettare un intervento efficace, quale principio è più completo?. Concentrarsi solo sugli errori. Applicare un programma standard per tutti gli studenti. Utilizzare solo strumenti tecnologici. Definire obiettivi e strategie in base al profilo del bambino e al contesto. Nel corso dello sviluppo, quale cambiamento è più tipico?. Scomparsa completa dei sintomi. Riduzione dell’iperattività ma persistenza della disattenzione. Trasformazione in difficoltà linguistiche. Aumento progressivo dell’iperattività. Secondo i criteri diagnostici attuali, quale elemento è corretto?. I sintomi devono comparire prima dei sette anni. La diagnosi si basa solo sull’osservazione scolastica. I sintomi devono essere presenti prima dei dodici anni e raggiungere una soglia minima definita. È sufficiente la presenza di pochi sintomi. Nel considerare le cause del disturbo, quale interpretazione è più accurata?. Dipende da uno stile familiare inadeguato. È dovuto a mancanza di motivazione. Deriva dall’interazione di fattori genetici e ambientali con base neurobiologica. È causato principalmente da fattori educativi. Nel considerare le comorbidità, quale affermazione è più precisa?. La presenza di altri disturbi è frequente e contribuisce a rendere il quadro eterogeneo. I disturbi associati sono rari. Le difficoltà riguardano solo l’attenzione. Le comorbidità non influenzano il funzionamento. Nel descrivere il disturbo da deficit di attenzione e iperattività, quale caratteristica è più centrale?. Difficoltà nella coordinazione motoria. Difficoltà nella memoria a lungo termine. Difficoltà di autoregolazione del comportamento rispetto a tempo, obiettivi e richieste ambientali. Difficoltà nella comprensione del linguaggio. Nel descrivere le basi neurobiologiche, quale interpretazione è più completa?. Le basi neurobiologiche non sono rilevanti. Le differenze riguardano solo la memoria. Sono coinvolte più aree cerebrali e circuiti legati a attenzione, controllo e regolazione emotiva. È coinvolta una sola area cerebrale specifica. Qual è il ruolo del sistema dopaminergico nel disturbo?. Non ha relazione con il disturbo. È coinvolto nella regolazione di attenzione e comportamento attraverso specifici geni e circuiti. È coinvolto solo nei processi motori. È responsabile esclusivamente delle emozioni. Nel considerare i fattori ambientali, quale elemento è più rilevante?. I fattori ambientali agiscono solo in età adulta. Solo l’ambiente scolastico influisce sul disturbo. I fattori ambientali hanno un ruolo marginale. Fattori precoci e individuali possono influenzare lo sviluppo e modulare il rischio. Nel considerare la componente genetica, quale affermazione è più precisa?. Il disturbo dipende da un solo gene principale. Il disturbo è considerato poligenico, legato all’effetto combinato di più geni. Il disturbo è trasmesso sempre in modo diretto dai genitori. Il disturbo è indipendente dalla genetica. Nel descrivere l’origine del disturbo da deficit di attenzione e iperattività, quale interpretazione è più accurata?. Deriva dall’interazione tra fattori genetici e ambientali che influenzano lo sviluppo. Dipende esclusivamente dall’ambiente familiare. È causato principalmente da fattori genetici isolati. È determinato da un singolo fattore biologico. Nel processo diagnostico, quale affermazione è più corretta?. La diagnosi può essere fatta solo con test neuropsicologici. La diagnosi richiede informazioni da più contesti e fonti e non si basa su un singolo test. La diagnosi si basa solo sul rendimento scolastico. È sufficiente l’osservazione in ambulatorio. Nel funzionamento della memoria di lavoro, quale aspetto è più critico?. Il problema riguarda solo il ricordo di parole. La memoria visiva non è coinvolta. La memoria di lavoro è sempre preservata. La difficoltà aumenta con l’aumento del carico cognitivo e coinvolge l’esecutivo centrale. Uno studente perde rapidamente interesse durante un compito lungo. Qual è il meccanismo più coinvolto?. Una difficoltà nella coordinazione motoria. Un deficit di vigilanza e attenzione sostenuta. Una difficoltà nella memoria a lungo termine. Una difficoltà nella comprensione del linguaggio. Nel descrivere il funzionamento cognitivo nel disturbo da deficit di attenzione e iperattività, quale affermazione è più precisa?. I deficit sono uguali in tutti i bambini. Le difficoltà riguardano solo il controllo motorio. I deficit riguardano più domini come attenzione, memoria di lavoro e funzioni esecutive in modo eterogeneo. Il disturbo coinvolge esclusivamente l’attenzione sostenuta. Nel descrivere le funzioni esecutive, quale definizione è più completa?. Capacità di comprendere il linguaggio. Processi che permettono di pianificare, controllare e adattare il comportamento verso un obiettivo. Capacità di memorizzare informazioni a lungo termine. Abilità di eseguire movimenti coordinati. Nel ruolo del trattamento farmacologico, quale affermazione è più precisa?. Agisce principalmente sulle competenze sociali. Risolva completamente tutte le difficoltà del bambino. Non ha effetti sui sintomi principali. Riduce soprattutto disattenzione e iperattività ma non agisce su tutti gli aspetti del funzionamento. Nel teacher training, quale elemento è più rilevante?. Delegare l’intervento al clinico. Strutturare il contesto e utilizzare strategie educative come rinforzi e organizzazione delle attività. Ridurre il numero di attività proposte. Concentrarsi solo sulla valutazione delle prestazioni. Nel parent training, quale obiettivo è più centrale?. Ridurre esclusivamente i sintomi cognitivi. Aumentare le prestazioni scolastiche. Migliorare le strategie educative dei genitori per favorire l’autoregolazione del bambino. Sostituire l’intervento scolastico. Nel trattamento del disturbo da deficit di attenzione e iperattività, quale approccio è considerato più efficace?. Un intervento multimodale che coinvolge bambino, famiglia e scuola. Un intervento centrato esclusivamente sul bambino. Un intervento focalizzato solo sugli aspetti cognitivi. Un intervento limitato al contesto scolastico. Nel confronto tra trattamento farmacologico e combinato, quale risultato è più accurato?. Non vi sono differenze tra i diversi trattamenti. Il trattamento combinato produce benefici più ampi anche su aspetti relazionali e contestuali. Il trattamento psicologico è più efficace del farmacologico sui sintomi principali. Il trattamento farmacologico è sempre sufficiente da solo. Nel primo dominio diagnostico, quale aspetto è centrale?. Le difficoltà nella lettura. Le difficoltà nella reciprocità sociale, nella comunicazione non verbale e nelle relazioni. Le difficoltà nella coordinazione motoria. Le difficoltà nella memoria a lungo termine. Nel passaggio ai criteri diagnostici più recenti, quale cambiamento è più rilevante?. Eliminazione dei comportamenti ripetitivi dai criteri. Passaggio da tre aree separate a due domini principali integrati. Introduzione di criteri basati solo sul linguaggio. Aumento del numero di categorie diagnostiche. Nel definire il disturbo dello spettro dell’autismo, quale descrizione è più precisa?. Disturbo caratterizzato solo da difficoltà linguistiche. Condizione uniforme con sintomi uguali in tutti i casi. Condizione eterogenea con difficoltà nella comunicazione sociale e comportamenti ripetitivi. Disturbo che riguarda esclusivamente le relazioni sociali. Nel secondo dominio diagnostico, quale elemento è più rappresentativo?. La difficoltà nella memoria visiva. La difficoltà nella comprensione del linguaggio. La difficoltà nella produzione scritta. La presenza di comportamenti ripetitivi, rigidità e interessi ristretti. Nel considerare l’eziologia, quale interpretazione è più corretta?. Non ha basi biologiche. Dipende esclusivamente da fattori ambientali. È causato da un singolo gene. Deriva da interazione tra fattori genetici e ambientali precoci. Nel modello dominio-specifico, quale abilità è maggiormente coinvolta?. La capacità di scrivere testi. La capacità di memorizzare informazioni. La capacità di comprendere stati mentali propri e altrui. La capacità di eseguire calcoli matematici. Nel modello della debole coerenza centrale, quale caratteristica è più tipica?. Tendenza a focalizzarsi sui dettagli piuttosto che sull’insieme. Difficoltà nella memoria a lungo termine. Difficoltà nella produzione linguistica. Ridotta capacità di apprendere nuove informazioni. Nel modello della disfunzione esecutiva, quale difficoltà è più rilevante?. Difficoltà nella comprensione delle parole. Problemi nella pianificazione, flessibilità e controllo del comportamento. Difficoltà nella scrittura. Difficoltà nella percezione visiva. Un bambino fatica a interpretare le emozioni e le intenzioni degli altri. Quale processo è più coinvolto?. La memoria a lungo termine. La coordinazione motoria. La percezione visiva di base. La cognizione sociale e la teoria della mente. Nel considerare le spiegazioni neuropsicologiche dell’autismo, quale interpretazione è più precisa?. Esiste un unico modello che spiega completamente il disturbo. Le difficoltà riguardano solo il linguaggio. Non esiste un unico modello esplicativo ma più approcci che descrivono diversi aspetti del funzionamento. Le difficoltà dipendono esclusivamente dall’ambiente. Nel modello dei deficit multipli, quale affermazione è più precisa?. Le diverse difficoltà derivano da compromissioni cognitive distinte e relativamente indipendenti. Le difficoltà dipendono esclusivamente dai geni. Le difficoltà riguardano solo la comunicazione. Tutte le difficoltà hanno la stessa origine. Nel confronto tra i modelli neuropsicologici dell’autismo, quale interpretazione è più accurata?. Un unico modello spiega tutte le caratteristiche dell’autismo. I modelli riguardano solo il comportamento sociale. Nessun singolo modello spiega completamente il disturbo e ogni approccio descrive aspetti diversi. I modelli spiegano solo le abilità cognitive generali. Nel concetto di triade dell’autismo, quale elemento è corretto?. Le tre componenti sono sempre presenti insieme in modo identico. Le tre componenti riguardano solo il linguaggio. Le tre componenti dipendono da un’unica causa certa. Le tre componenti possono essere parzialmente indipendenti tra loro. Nel modello del deficit cognitivo primario, quale idea è centrale?. Non esiste alcuna relazione tra i sintomi. Ogni difficoltà è indipendente dalle altre. Un unico deficit produce a cascata tutte le difficoltà osservate. Le difficoltà dipendono solo dall’ambiente. Nel rapporto tra funzioni esecutive e teoria della mente, quale interpretazione è più accurata?. Non esiste alcuna relazione tra le due. Le due abilità sono completamente indipendenti. Le funzioni esecutive possono influenzare lo sviluppo della capacità di comprendere gli stati mentali. La teoria della mente determina sempre le funzioni esecutive. Nel trattamento farmacologico dell’autismo, quale affermazione è più accurata?. I farmaci sono utilizzati per sintomi associati e non per il trattamento diretto del disturbo. I farmaci sostituiscono gli interventi educativi. I farmaci sono sempre necessari. I farmaci curano direttamente l’autismo. Nel ruolo dell’ambiente, quale elemento è più rilevante?. La strutturazione e la prevedibilità dell’ambiente riducono lo stress e migliorano il comportamento. L’ambiente influisce solo sulle competenze cognitive. Solo l’ambiente scolastico è rilevante. L’ambiente non influisce sul comportamento. Nel confronto tra approcci comportamentali e naturalistici, quale interpretazione è più corretta?. Entrambi possono essere efficaci ma devono essere adattati al profilo individuale. Solo gli approcci comportamentali sono efficaci. I due approcci non possono essere integrati. Solo gli approcci naturalistici sono utili. Nel ruolo degli interventi educativi, quale affermazione è più precisa?. Si concentrano esclusivamente sulla comunicazione. Sono secondari rispetto al trattamento farmacologico. Costituiscono il nucleo centrale del trattamento e mirano a migliorare autonomie e comportamento. Servono solo a migliorare le competenze scolastiche. Nel progettare un intervento terapeutico nell’autismo, quale principio è più corretto?. Deve essere deciso esclusivamente dal clinico. Deve seguire un protocollo standard uguale per tutti. Deve concentrarsi solo sui sintomi principali. Deve essere individualizzato sulla base del profilo funzionale del bambino. L’inclusione educativa è definita come. una strategia temporanea per studenti in difficoltà. un insieme di servizi di supporto aggiuntivi. un intervento limitato alla scuola primaria. una dimensione strutturale della qualità dei contesti educativi. Il modello medico della disabilità considera la disabilità come. una risorsa educativa. un prodotto dell’ambiente sociale. una condizione patologica interna alla persona. una costruzione culturale. Nel modello sociale della disabilità il problema principale è. l’assenza di insegnanti specializzati. la mancanza di diagnosi. le barriere presenti nel contesto. le caratteristiche individuali della persona. L’ICF pone al centro il concetto di. invalidità. diagnosi clinica. funzionamento. normalità. Secondo l’ICF la disabilità deriva da. solo da fattori sociali. solo da fattori biologici. interazione tra condizioni di salute e fattori ambientali e personali. solo da fattori psicologici. Nel distinguere capacità e performance, quale affermazione è corretta?. La performance è indipendente dall’ambiente. Capacità e performance coincidono sempre. La performance può migliorare grazie a mediatori come strumenti e adattamenti. La capacità dipende solo dal contesto. Nel definire i Bisogni Educativi Speciali, quale elemento è più centrale?. Coincidono sempre con una certificazione clinica. Riguardano solo studenti con disabilità. Sono definiti esclusivamente da criteri medici. Non coincidono con una diagnosi ma con una difficoltà di funzionamento educativo. Nel distinguere integrazione e inclusione, quale affermazione è più corretta?. L’inclusione riguarda tutti gli studenti e agisce principalmente sul contesto. L’integrazione elimina la necessità di adattamenti. L’inclusione riguarda solo studenti certificati. Sono concetti equivalenti. Nel considerare il concetto di funzionamento educativo, quale affermazione è più precisa?. Dipende dall’intreccio tra risorse personali, ambiente e opportunità di apprendimento. Dipende solo dall’impegno dello studente. Coincide con il livello di intelligenza. È indipendente dal contesto. Nel modello ICF applicato ai BES, quale interpretazione è più accurata?. Il funzionamento deriva dall’interazione tra fattori personali e ambientali. Riguarda solo le capacità cognitive. È determinato esclusivamente dalla diagnosi. Dipende solo dalle funzioni corporee. Nel descrivere lo stigma nella disabilità, quale affermazione è più corretta?. Dipende esclusivamente dalla mancanza di servizi. È limitato a contesti economici svantaggiati. Non riguarda solo fattori materiali ma anche dinamiche culturali e psicologiche. Non incide sulle relazioni sociali. Nel definire il pregiudizio in psicologia sociale, quale elemento è centrale?. È sempre consapevole e intenzionale. È sempre basato su ignoranza totale. Richiede esperienza diretta con il gruppo. È una valutazione negativa associata a un gruppo sociale. Nel distinguere atteggiamenti espliciti e impliciti, quale affermazione è più accurata?. Gli atteggiamenti impliciti sono sempre consapevoli. Gli atteggiamenti impliciti coincidono con quelli espliciti. Gli atteggiamenti impliciti possono essere negativi anche in presenza di valori espliciti positivi. Gli atteggiamenti espliciti sono sempre negativi. Nel considerare l’ambivalenza comportamentale, quale interpretazione è più corretta?. Il comportamento può risultare incoerente tra intenzioni dichiarate e segnali non verbali. Le interazioni sono sempre chiare e univoche. Le intenzioni coincidono sempre con gli effetti. La comunicazione non verbale non ha impatto. Nel descrivere il pregiudizio riluttante, quale affermazione è più precisa?. Non produce effetti nelle relazioni. È assente nei contesti inclusivi. Si manifesta come disagio nel contatto nonostante valori inclusivi dichiarati. Coincide con atteggiamenti apertamente discriminatori. Nel contatto vicario e mediatico, quale funzione è più rilevante?. Mostrare interazioni positive rende la relazione percepita come possibile e sicura. Rafforzare stereotipi esistenti. Sostituire completamente il contatto reale. Evitare ogni forma di identificazione. Nel considerare gli interventi contro il pregiudizio, quale affermazione è più corretta?. Il pregiudizio si riduce automaticamente nel tempo. Il contatto spontaneo è sempre sufficiente. Le informazioni teoriche bastano a cambiare atteggiamenti. L’inclusione richiede strategie intenzionali e non può essere lasciata al caso. Nel contatto diretto, quale condizione è più rilevante per l’efficacia?. La competizione tra gruppi. L’assenza di regole istituzionali. La semplice vicinanza fisica. La presenza di cooperazione e obiettivi condivisi tra i gruppi. Nel descrivere i meccanismi del cambiamento, quale elemento è più centrale?. L’evitamento del contatto. La distanza emotiva tra gruppi. L’accumulo di informazioni teoriche. La riduzione dell’ansia e l’aumento dell’empatia facilitano atteggiamenti inclusivi. Nel contatto immaginato, quale interpretazione è più corretta?. Non ha effetti sui comportamenti reali. La simulazione mentale riduce l’ansia e prepara a interazioni reali più positive. Serve solo a trasmettere informazioni. È utile solo per intrattenimento. Nel considerare la plasticità cerebrale adulta, quale interpretazione è più precisa?. È identica a quella dello sviluppo infantile. È completamente assente. Non ha rilevanza clinica. Può essere modulata e sfruttata per favorire recuperi funzionali. Nel definire i disturbi del neurosviluppo, quale elemento è più centrale?. Riguardano solo deficit motori. L’esordio avviene durante fasi di maturazione del sistema nervoso. Si manifestano solo in età adulta. Dipendono esclusivamente da fattori ambientali. Nel nuovo paradigma sulla plasticità, quale affermazione è più corretta?. Il cervello adulto non può cambiare. I deficit sono sempre immutabili dopo lo sviluppo. Alcuni deficit possono essere sostenuti da meccanismi ancora modificabili anche in età adulta. La plasticità esiste solo nell’infanzia. Nella visione tradizionale, quale caratteristica è più rilevante?. I deficit sono considerati esiti stabili di uno sviluppo cerebrale atipico. I deficit dipendono solo dall’ambiente adulto. I deficit sono completamente reversibili. I deficit sono sempre temporanei. Nel considerare le cause dei disturbi del neurosviluppo, quale interpretazione è più accurata?. Dipendono esclusivamente da traumi postnatali. Sono causati solo da mutazioni genetiche. Derivano dall’interazione tra fattori genetici e ambientali. Sono determinati solo da fattori psicologici. Nel descrivere la genitorialità nella disabilità, quale formulazione è più corretta?. È una risposta emotiva transitoria legata solo al momento della diagnosi. È un’esperienza definibile in modo uniforme per tutte le famiglie. È una situazione spiegabile soltanto in termini di sofferenza psicologica. È una condizione complessa e dinamica in cui fatica e significato possono coesistere. Nel descrivere la letteratura sulla salute mentale dei genitori, quale affermazione è più precisa?. Le difficoltà psicologiche riguardano solo i padri perché più isolati. Padri e madri mostrano sempre lo stesso profilo psicologico. Le madri risultano più frequentemente esposte a sintomi depressivi, ansiosi e disturbi del sonno. I disturbi del sonno non hanno rilievo nella ricerca sulle famiglie. Nel ricostruire le determinanti dello stress genitoriale, quale interpretazione è più adeguata?. Lo stress deriva unicamente dalla scarsità economica. Lo stress emerge dall’interazione tra caratteristiche del figlio, risorse familiari, contesto e supporti. Lo stress dipende quasi esclusivamente dalla diagnosi del bambino. Lo stress è spiegato soprattutto dal livello culturale dei genitori. Nel valutare l’impatto dello stress cronico, quale affermazione è più accurata?. Può alterare i sistemi fisiologici di regolazione e aumentare la vulnerabilità psicologica. Coinvolge il benessere fisico ma non quello emotivo. Produce soltanto stanchezza temporanea senza effetti più ampi. Ha effetti solo se la disabilità è clinicamente molto grave. Nel considerare la natura dello stress genitoriale, quale elemento è più centrale?. La sua persistenza nel tempo lo rende un fattore di rischio rilevante per la salute. La sua intensità iniziale conta più della sua durata. Riguarda soprattutto la percezione soggettiva e non il funzionamento corporeo. Si manifesta in modo episodico e non cronico. Nel descrivere la disabilità in chiave contemporanea, quale affermazione è più corretta?. La limitazione è spesso amplificata da barriere sociali e ambientali. La disabilità coincide sempre con la patologia. Riguarda solo condizioni congenite. Dipende esclusivamente da fattori biologici. Nel modello sociale della disabilità, quale elemento è centrale?. L’intervento deve essere solo medico. La disabilità è un problema esclusivamente individuale. Le barriere ambientali e sociali sono la principale fonte di limitazione. L’adattamento riguarda solo la persona. Nel considerare l’impatto della diagnosi, quale elemento è più centrale?. Non modifica il progetto di vita. Può rappresentare una rottura nelle aspettative di vita e richiedere una rinegoziazione identitaria. Ha effetti solo sul piano medico. Produce sempre adattamento immediato. Nel considerare il ruolo dello stigma, quale affermazione è più precisa?. Può generare stress cronico e influenzare l’immagine di sé. Riguarda solo alcune disabilità visibili. Non incide sul comportamento sociale. Ha effetti solo temporanei. Nel descrivere l’impatto psicologico della disabilità, quale interpretazione è più accurata?. È indipendente dal contesto sociale. Dipende dall’interazione tra fattori personali, sociali ed economici. Dipende solo dalla gravità clinica. È determinato esclusivamente dall’ambiente. Nel considerare il principale limite alla diffusione della psicologia positiva nella disabilità, quale elemento è più rilevante?. La riduzione delle risorse economiche. La mancanza di strumenti teorici. L’assenza di interventi clinici. La persistenza del paradigma patologico nella cultura e nella società. Nel rapporto tra psicologia positiva e disabilità, quale affermazione è più accurata?. Si passa da una logica centrata sul deficit a una centrata sulle risorse e sul funzionamento. Si considera solo il benessere senza contesto. Si mantiene un approccio esclusivamente clinico. Si elimina completamente il concetto di difficoltà. Nel modello ICF, quale affermazione è corretta?. La disabilità dipende solo da fattori psicologici. La disabilità è solo un problema biologico. La disabilità coincide con la malattia. La disabilità deriva dall’interazione tra persona e ambiente. Nel passaggio ai modelli contemporanei, quale cambiamento è più rilevante?. Si elimina il ruolo dell’ambiente. Si rafforza la segregazione istituzionale. Si riducono i diritti civili. Si afferma il diritto alla partecipazione e alla vita nella comunità. Nel descrivere l’approccio storico alla disabilità, quale elemento è più centrale?. È sempre stata interpretata come costruzione sociale. È stata vista come una risorsa individuale. È stata considerata indipendente dai servizi. La disabilità è stata letta come deficit individuale con conseguente segregazione. |




