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psicologia dinamica

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lezioni 41-72

Creation Date: 2026/08/05

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La psicologia dell’Io nasce con l’obiettivo di: Negare l’importanza dell’ambiente nello sviluppo psichico. Sostituire completamente il modello strutturale freudiano. Ampliare la prospettiva freudiana ponendo attenzione alle funzioni dell’Io e all’adattamento. Eliminare il concetto di inconscio.

Il concetto di neutralizzazione, secondo Hartmann, riguarda: La trasformazione dell’energia pulsionale eliminandone il carattere sessuale e aggressivo. L’eliminazione dell’energia psichica. La repressione totale delle pulsioni. La sublimazione diretta delle pulsioni in attività sociali.

La “sfera dell’Io libera da conflitti” indica che: Alcune funzioni dell’Io si sviluppano indipendentemente dai conflitti pulsionali. L’Io è sempre coinvolto in conflitti inconsci. Le funzioni dell’Io derivano esclusivamente dalle pulsioni. Il conflitto è eliminato dallo sviluppo psichico.

Secondo Heinz Hartmann, l’Io è: Una struttura esclusivamente inconscia. Un sistema indipendente dall’ambiente. Un prodotto diretto delle pulsioni. Un organo dell’adattamento alla realtà.

Anna Freud è considerata: Una delle principali fondatrici della psicoanalisi infantile. Una critica della psicoanalisi freudiana. Una teorica esclusivamente della psicologia comportamentale. Una studiosa delle sole dinamiche sociali adulte.

il profilo metapsicologico di Anna Freud serve a: Diagnosticare esclusivamente disturbi neurologici. Misurare l’intelligenza cognitiva. Analizzare esclusivamente le pulsioni dell’Es. Valutare il livello di armonia e disarmonia dello sviluppo del bambino.

Quale tra i seguenti è un meccanismo di difesa primitivo?. Scissione. Sublimazione. Intellettualizzazione. Razionalizzazione.

Secondo Anna Freud, le difese dell’Io servono a: Proteggere l’Io da pericoli interni ed esterni. Favorire l’espressione diretta delle pulsioni. Sostituire il Super-Io. Eliminare definitivamente le pulsioni.

La depressione anaclitica si manifesta: Dopo una separazione prolungata dalla madre dopo una relazione iniziale positiva. Alla nascita, indipendentemente dalle relazioni. In assenza totale di contatto fisico fin dalla nascita. Solo in età adolescenziale.

La sindrome da ospedalizzazione è caratterizzata da: Un aumento dell’autonomia emotiva. Un miglioramento delle capacità cognitive. Ritardo generale nello sviluppo dovuto alla deprivazione affettiva. Una maggiore socializzazione.

Secondo René Spitz, lo sviluppo psichico del bambino dipende in modo fondamentale: Dalla relazione affettiva con la figura materna. Dall’educazione scolastica precoce. Dalla maturazione cognitiva autonoma. Esclusivamente dai bisogni biologici.

Quale tra i seguenti è uno degli organizzatori dello sviluppo secondo Spitz?. Il transfert. La sublimazione. L’angoscia dell’estraneo. La rimozione.

La fase simbiotica normale è caratterizzata da: Una totale autonomia del bambino. Una completa differenziazione tra sé e altro. Una relazione di unità duale tra madre e bambino. L’assenza di relazione con la madre.

Secondo Mahler, lo sviluppo psicologico consiste principalmente nel: Sviluppo delle capacità cognitive. Passaggio dalla fusione con la madre alla costruzione di un’identità autonoma. Superamento del conflitto edipico. Controllo delle pulsioni aggressive.

La sottofase di riavvicinamento è caratterizzata da: Ambivalenza tra desiderio di autonomia e bisogno di vicinanza alla madre. Totale indipendenza emotiva. Rifiuto completo della madre. Assenza di conflitti.

Il concetto centrale della teoria di Mahler è: Il processo di separazione-individuazione. Il condizionamento operante. La teoria delle pulsioni. Il complesso edipico.

L’angoscia persecutoria deriva: Dalla rimozione delle pulsioni sessuali. Dalla proiezione dell’aggressività sugli oggetti. Dalla mancanza di stimoli cognitivi. Dall’apprendimento sociale.

Le teorie delle relazioni oggettuali pongono al centro: Il comportamento osservabile. Le sole pulsioni biologiche. I processi cognitivi superiori. Le relazioni tra il soggetto e le persone significative.

Nel linguaggio psicoanalitico, il termine “oggetto” indica: Un comportamento osservabile. Un simbolo culturale. Un oggetto materiale concreto. Una persona verso cui sono dirette pulsioni e affetti.

Secondo Melanie Klein, gli oggetti interni sono: Oggetti reali presenti nell’ambiente. Costrutti cognitivi razionali. Rappresentazioni mentali delle relazioni con le persone significative. Stimoli sensoriali isolati.

L’angoscia depressiva è legata: Alla paura di distruggere l’oggetto amato. Alla paura di essere puniti dall’esterno. Alla mancanza di stimoli ambientali. Alla perdita delle capacità cognitive.

Nella teoria di Melanie Klein, il termine “posizione” indica: Una configurazione dinamica di angosce, relazioni oggettuali e difese. Una fase evolutiva rigida e definitiva. Un comportamento osservabile. Uno stadio cognitivo.

Le posizioni, secondo Klein: Dipendono solo dall’ambiente. Sono superate definitivamente nello sviluppo. Possono riattivarsi durante tutta la vita. Coincidono con gli stadi freudiani.

La posizione schizoparanoide è caratterizzata da: Integrazione dell’Io. Scissione dell’oggetto e angosce persecutorie. Percezione dell’oggetto intero. Assenza di Percezione dell’oggetto.

La disputa tra Anna Freud e Melanie Klein riguarda principalmente: Metodi educativi scolastici. Differenze biologiche nello sviluppo. Approcci comportamentali all’apprendimento. Differenze teoriche e metodologiche nella psicoanalisi infantile.

Secondo Melanie Klein, il gioco del bambino è: Un’espressione diretta dell’inconscio. Un’attività puramente ludica. Un comportamento da controllare. Un’attività priva di significato simbolico.

Secondo Anna Freud, l’analisi dei bambini piccoli: Richiede una fase preparatoria. È immediatamente possibile senza condizioni. Non è mai possibile. Deve avvenire solo in gruppo.

Una differenza tra Freud e Klein riguarda: L’importanza del gioco. L’origine del conflitto psichico, precoce per Klein e più tardivo per Freud. L’uso dei test psicologici. Il ruolo dell’ambiente educativo.

Quale fu il principale contributo teorico del Middle Group?. L’elaborazione della teoria pulsionale classica. L’introduzione del comportamentismo in psicoanalisi. L’eliminazione del concetto di inconscio. L’attenzione allo sviluppo infantile e al ruolo delle influenze ambientali.

Chi erano gli “indipendenti” nella psicoanalisi britannica?. Un gruppo totalmente aderente alla teoria kleiniana. Un gruppo di autori che non si riconosceva né nella tradizione freudiana classica né in quella kleiniana. Un gruppo di psicologi comportamentisti. Un gruppo esclusivamente freudiano ortodosso.

Cosa caratterizzò le Controversial Discussions (1941–1945)?. L’abbandono della psicoanalisi infantile. Il confronto tra kleiniani e annafreudiani sulla natura dello sviluppo psichico. L’unificazione completa delle teorie psicoanalitiche. L’introduzione della psicologia cognitiva.

Quale cambiamento teorico è promosso dagli indipendenti?. Il passaggio dalla teoria pulsionale alla centralità della relazione con l’oggetto. Il ritorno al modello medico-biologico. L’eliminazione del concetto di Sé. Il rifiuto delle relazioni interpersonali nello sviluppo.

Quale struttura dell’Io emerge nella fase transizionale dello sviluppo secondo Fairbairn?. Io libidico, Io antilibidico e Io centrale. Io cosciente e inconscio. Io reale e Io ideale. Es, Io e Super-Io.

Qual è il principale fattore terapeutico secondo Fairbairn?. L’interpretazione del transfert. L’analisi dei sogni. La neutralità dell’analista. La relazione reale tra paziente e analista.

Come viene concepita la libido nella teoria di Fairbairn?. Orientata alla relazione con l’oggetto. Identica al modello freudiano classico. Indipendente dalle relazioni interpersonali. Finalizzata esclusivamente alla scarica della tensione.

Secondo Fairbairn, qual è la motivazione fondamentale dell’essere umano?. L’adattamento sociale. L’evitamento del conflitto intrapsichico. La ricerca dell’oggetto, cioè della relazione con l’altro. La ricerca del piacere e della scarica della tensione.

Qual è la differenza tra non integrazione e dissociazione secondo Winnicott?. La non integrazione è uno stato normale e creativo, mentre la dissociazione è una difesa patologica. Sono due concetti equivalenti. La dissociazione è uno stato normale, la non integrazione patologica. Entrambe indicano sempre patologia grave.

Che cosa si intende per “holding” nella teoria di Winnicott?. La funzione di contenimento materno che sostiene l’integrazione del bambino. La funzione difensiva dell’Io. La capacità del bambino di stare da solo. La separazione precoce tra madre e bambino.

Quando si sviluppa il falso Sé?. Quando il bambino raggiunge l’indipendenza. Quando la madre non riconosce i bisogni del bambino e impone un adattamento precoce. Quando il bambino riceve cure adeguate. Quando l’Io è completamente integrato.

Qual è il principale contributo teorico di Winnicott?. Lo spostamento dalla pulsione al bisogno e al ruolo dell’ambiente. Il ritorno alla teoria pulsionale classica. L’introduzione del comportamentismo. L’eliminazione del ruolo della madre nello sviluppo.

Qual è il principale fattore all’origine della psicopatologia secondo Winnicott?. La genetica. L’eccesso di pulsioni libidiche. Il fallimento dell’ambiente di cura. Il conflitto tra Es e Super-Io.

Come viene definito l’oggetto transizionale da Winnicott?. Un possesso “non-me” che è contemporaneamente interno ed esterno. Un oggetto esclusivamente fantasioso. Un oggetto completamente interno. Un oggetto reale privo di significato simbolico.

Come interpreta Winnicott le condotte antisociali?. Come espressione di deprivazione e segnale di un bisogno non soddisfatto. Come segno di sviluppo sano. Come comportamento da punire rigidamente. Come pura aggressività innata.

Qual è la funzione principale dell’oggetto transizionale?. Favorire una separazione graduale e tollerabile dalla madre. Rafforzare il Super-Io. Eliminare l’angoscia in modo permanente. Sostituire definitivamente la figura materna.

Qual è la funzione del falso Sé nel caso clinico presentato?. Proteggere il soggetto dal crollo psichico ma impedire l’accesso a una vita autentica. Eliminare completamente il conflitto interno. Sostituire il vero Sé in modo definitivo e funzionale. Favorire l’espressione spontanea del Sé.

Qual è uno dei principali limiti del modello winnicottiano secondo le ricerche contemporanee?. L’eccessiva enfasi sul ruolo dell’ambiente a discapito dei fattori genetici. L’assenza del concetto di Sé. L’eccessiva attenzione ai fattori biologici. La centralità del Super-Io.

Quale aspetto della teoria di Winnicott è stato confermato dalle ricerche empiriche?. L’importanza della relazione madre-bambino nello sviluppo. La totale dipendenza dalle pulsioni. L’irrilevanza dell’ambiente nello sviluppo. L’assenza di differenziazione tra Sé e ambiente.

Come viene interpretata oggi la relazione tra bambino e genitore?. Come una co-costruzione reciproca in cui anche il bambino influenza il genitore. Come un processo unidirezionale dal genitore al bambino. Come priva di influenza sullo sviluppo. Come determinata esclusivamente dai fattori genetici.

Secondo Melanie Klein, il gioco del bambino rappresenta: Un comportamento da correggere. Un’attività puramente ludica senza significato simbolico. Un’attività priva di contenuti inconsci. L’equivalente del sogno nell’adulto.

L’Infant Observation si caratterizza per: L’assenza di supervisione del materiale osservato. L’analisi retrospettiva dell’adulto. L’uso esclusivo di test standardizzati. L’osservazione continuativa del bambino nel contesto familiare.

L’osservazione del bambino in ambito psicoanalitico serve principalmente a: Sostituire l’analisi degli adulti. Misurare le capacità cognitive del bambino. Valutare esclusivamente il comportamento manifesto. Comprendere i processi psichici precoci e le dinamiche relazionali.

Una caratteristica dell’osservazione psicoanalitica è: La selezione preventiva dei comportamenti da osservare. L’uso esclusivo di strumenti tecnologici. L’attenzione globale senza selezione predeterminata degli aspetti osservati. L’assenza di coinvolgimento dell’osservatore.

Secondo i modelli integrati contemporanei, la psicopatologia deriva da: Solo traumi reali. Interazione tra conflitti intrapsichici e deficit evolutivi. Solo fattori genetici. Solo conflitti inconsci.

Il modello del conflitto inconscio sostiene che il sintomo è: Un effetto esclusivo dell’ambiente. Il risultato di un deficit evolutivo. Una semplice risposta comportamentale appresa. Un compromesso tra forze psichiche opposte.

Secondo la prospettiva psicoanalitica, la psicopatologia è: Un processo dinamico influenzato da storia individuale e processi psicologici. Una classificazione rigida basata su categorie diagnostiche. Un fenomeno esclusivamente biologico. Una condizione separata dalla normalità.

In psicoanalisi, la diagnosi si caratterizza principalmente come: Un processo relazionale che emerge nella relazione terapeutica. Una diagnosi esclusivamente medica. Una misurazione quantitativa dei comportamenti. Una classificazione standardizzata dei sintomi.

Nel panorama della psicologia dinamica contemporanea, la psicopatologia è considerata: Il risultato di una pluralità di modelli teorici. Una categoria diagnostica fissa. Una realtà spiegabile da un unico modello. Un fenomeno esclusivamente biologico.

Nel modello strutturale, la sequenza che porta alla formazione del sintomo è: Rimozione → angoscia → conflitto → sintomo. Conflitto → angoscia → rimozione → formazione di compromesso. Difesa → conflitto → rimozione → adattamento. Angoscia → conflitto → difesa → consapevolezza.

Nel modello kleiniano-bioniano, la difesa principale è: L’identificazione proiettiva. La rimozione. La sublimazione. La negazione.

Nel modello delle relazioni oggettuali inglese, la psicopatologia deriva principalmente da: Pulsioni biologiche innate. Conflitti legati alla dipendenza e alle relazioni precoci interiorizzate. Eventi traumatici isolati. Meccanismi cognitivi disfunzionali.

Secondo la Psicologia del Sé, la psicopatologia deriva principalmente da: Un conflitto tra Es e Super-Io. Un arresto dello sviluppo legato a fallimenti empatici delle figure genitoriali. Un trauma biologico precoce. Un apprendimento disfunzionale.

Nel modello dell’Infant Research dinamica, la psicopatologia è: Una reazione comportamentale appresa. Un disturbo esclusivamente genetico. Una patologia della relazione madre-bambino. Un conflitto intrapsichico inconscio.

Nel modello della Psicologia del Sé, il narcisismo è considerato: Una funzione strutturante e necessaria nello sviluppo del Sé. Un sintomo nevrotico. Un meccanismo di difesa secondario. Sempre patologico.

Secondo i modelli contemporanei integrati, il sintomo può essere inteso come: Espressione di conflitto, deficit evolutivo o distorsione relazionale. Solo manifestazione di conflitto inconscio. Solo esito di trauma reale. Solo comportamento appreso.

Nel funzionamento gruppale secondo Bion, l’assunto di base di attacco-fuga si caratterizza per: La cooperazione consapevole. La produzione di pensiero simbolico. La presenza di un nemico da combattere o evitare. La dipendenza dal leader.

Secondo Bion, il pensiero nasce come: Esito di un processo di elaborazione di stati emotivi primitivi. Prodotto della coscienza razionale. Funzione innata della mente. Risultato dell’apprendimento cognitivo.

Gli elementi beta sono: Pensieri razionali. Esperienze sensoriali ed emotive grezze non ancora pensabili. Rappresentazioni inconsce elaborate. Contenuti simbolizzati e organizzati.

Nel modello di Bion, la funzione alfa consente di: Rafforzare le difese dell’Io. Bloccare le emozioni primitive. Trasformare elementi beta in contenuti pensabili. Eliminare i contenuti inconsci.

I modelli operativi interni sono: Strutture biologiche innate. Rappresentazioni mentali di sé e dell’altro derivate dalle esperienze relazionali. Schemi cognitivi appresi a scuola. Meccanismi di difesa inconsci.

Secondo Bowlby, l’attaccamento è: Un pattern comportamentale finalizzato alla ricerca di vicinanza e protezione. Un meccanismo difensivo. Una risposta secondaria ai bisogni fisiologici. Un comportamento appreso socialmente.

Secondo Bowlby, la qualità dell’attaccamento influenza principalmente: La strutturazione delle difese dell’Io rispetto ai conflitti intrapsichici. La costruzione dei modelli operativi interni che guidano le relazioni future. L’organizzazione delle pulsioni inconsce nelle fasi dello sviluppo psicosessuale. L’acquisizione di competenze cognitive indipendenti dalle relazioni precoci.

Nella teoria di Bowlby, l’attaccamento è considerato: Un effetto dell’apprendimento. Un comportamento secondario. Una motivazione primaria autonoma. Una derivazione della libido.

La Strange Situation è: Una procedura sperimentale per valutare l’attaccamento nel bambino. Un test di intelligenza infantile. Un modello teorico psicoanalitico. Una tecnica terapeutica per adulti.

Gli stili di attaccamento identificati attraverso la Strange Situation includono: Sicuro, ansioso e depresso. Sicuro, evitante, ambivalente e disorganizzato. Evitante, ossessivo e fobico. Sicuro, insicuro e psicotico.

La sensibilità materna si riferisce a: La capacità di percepire e rispondere adeguatamente ai segnali del bambino. La rigidità educativa. L’intensità delle emozioni della madre. La dipendenza affettiva dal bambino.

Secondo Fonagy, la funzione riflessiva consiste in: Rafforzare le difese dell’Io. Controllare i comportamenti impulsivi. Comprendere e rappresentare gli stati mentali propri e altrui. Eliminare i conflitti inconsci.

Nel modello dell’infant research, la relazione terapeutica è: Basata esclusivamente sull’interpretazione verbale. Indipendente dalle relazioni precoci. Co-costruita e coinvolge attivamente anche l’analista. Un processo neutrale e unidirezionale.

Nel modello dell’infant research, la mente è considerata: Una struttura innata e autonoma. Una costruzione interattiva che nasce nella relazione. Una funzione esclusivamente cognitiva. Un sistema chiuso intrapsichico.

La psicopatologia, secondo l’infant research, è: Il risultato dell’interiorizzazione di modelli relazionali disfunzionali. Un trauma isolato. Un deficit biologico. Un conflitto tra Es e Super-Io.

Il modello dell’infant research si fonda principalmente su: Un approccio empirico, osservativo e relazionale. Una teoria esclusivamente intrapsichica. Un approccio esclusivamente clinico. Un modello centrato sulle pulsioni.

Il senso del Sé, secondo Stern, è: Una struttura cognitiva stabile. Un’esperienza soggettiva organizzante. Un meccanismo difensivo. Un prodotto del linguaggio.

Le RIG (Rappresentazioni di Interazioni Generalizzate) sono: Schemi derivati da esperienze relazionali ripetute. Meccanismi di difesa. Processi cognitivi astratti. Strutture innate del Sé.

Secondo Daniel Stern, il neonato è: In una fase di autismo normale. Un soggetto attivo fin dalla nascita, predisposto all’interazione. Dipendente esclusivamente dai bisogni biologici. Privo di capacità relazionali.

Il “momento presente” in psicoterapia è: Un contenuto simbolico inconscio. Un’esperienza intersoggettiva condivisa nel qui e ora che può produrre cambiamento. Un processo esclusivamente cognitivo. Un ricordo del passato rielaborato.

Il concetto di “matrice relazionale” introdotto da Mitchell indica: La separazione tra interno ed esterno. La superiorità delle relazioni oggettuali sull’intrapsichico. L’integrazione tra dimensione intrapsichica e relazionale. La centralità esclusiva del Sé.

La prospettiva relazionale in psicoanalisi nasce come tentativo di: Rafforzare il primato delle pulsioni nella vita psichica. Superare la dicotomia tra mondo intrapsichico e relazioni interpersonali. Escludere il ruolo dell’ambiente nello sviluppo. Sostituire completamente la teoria freudiana.

Secondo Ferenczi, il trauma ha origine: Nei conflitti tra Io e Super-Io. Nelle relazioni interpersonali realmente vissute. Nella struttura biologica dell’individuo. Esclusivamente in fantasie inconsce.

Nella prospettiva relazionale, la psicopatologia è intesa come: Limitazione della libertà esperienziale e della capacità di trasformazione. Esito della sola pulsione di morte. Deviazione da una norma universale. Disturbo esclusivamente biologico.

Nel modello contemporaneo, il processo analitico è concepito come: Uno spazio relazionale in cui si incontrano due soggettività. Un’applicazione tecnica neutrale e oggettiva. Un’analisi delle sole dinamiche inconsce individuali. Un processo centrato esclusivamente sul paziente.

Il “margine dell’intimità” indica: Il limite tra conscio e inconscio. Il confine tra transfert e controtransfert. Lo spazio relazionale tra analista e paziente in cui avviene il cambiamento. La distanza emotiva necessaria per l’analisi.

Nel modello relazionale, l’analista è considerato: Un osservatore esterno privo di influenza. Uno schermo opaco e neutrale. Un soggetto attivo che partecipa alla relazione analitica. Un tecnico che applica interpretazioni standard.

Nella prospettiva contemporanea, il transfert è considerato: Una distorsione esclusivamente intrapsichica. Un errore percettivo del paziente. Un meccanismo difensivo dell’analista. Un fenomeno co-costruito tra paziente e analista.

Il “terzo” è definito come: Un elemento che emerge dalla relazione tra due soggetti. Un contenuto inconscio individuale. Un fattore esterno indipendente dalla relazione. Una funzione esclusivamente biologica.

Secondo Ogden, il terzo analitico è: Un’esperienza co-costruita derivante dall’interazione tra gli inconsci di analista e paziente. Una struttura biologica della mente. Una funzione simbolica legata al linguaggio. Un elemento introdotto dalla madre nella diade.

Nella teoria freudiana, il terzo è associato principalmente: Alla relazione simbiotica madre-bambino. Al complesso edipico e alla funzione separativa del padre. Alla dimensione intersoggettiva. Alla regolazione emotiva primaria.

Il concetto di “terzo analitico” nasce come tentativo di: Eliminare la dimensione relazionale. Superare la tensione tra dimensione intrapersonale e interpersonale. Sostituire il modello edipico. Rafforzare la centralità delle pulsioni.

Il rischio di utilizzare il terzo come regolatore della relazione consiste nel fatto che: Il paziente perde la capacità di transfert. L’analista può sottrarsi al coinvolgimento soggettivo nella relazione. Si rafforza eccessivamente la neutralità. Si elimina la dimensione inconscia.

Secondo Minolli, il terzo analitico deve essere inteso come: Un elemento esterno che regola la relazione. Una dimensione esperienziale legata all’autocoscienza. Una struttura inconscia autonoma. Una funzione esclusivamente linguistica.

Una delle principali criticità del concetto di terzo analitico è il rischio di: Trasformarlo in un’entità astratta che allontana dalla relazione concreta. Considerarlo solo come funzione simbolica. Ridurlo esclusivamente alla dimensione biologica. Eliminarne completamente il valore teorico.

Nel pensiero di Minolli, il terzo coincide con: L’inconscio relazionale. La funzione paterna simbolica. Il campo intersoggettivo condiviso. La capacità di autocoscienza del soggetto.

Come viene concepita la psicopatologia nella teoria di Kohut?. Come prodotto di fattori biologici. Come esito di deficit evolutivi legati a un ambiente non empatico. Come risultato di conflitti pulsionali inconsci. Come effetto esclusivo di traumi acuti.

Qual è l’origine principale dei disturbi secondo Kohut?. L’incapacità dell’ambiente di fornire adeguate funzioni di oggetto-Sé. il conflitto edipico. L’eccesso di pulsioni aggressive. La repressione inconscia.

Qual è l’angoscia centrale nei disturbi narcisistici secondo Kohut?. La paura della punizione. La frammentazione del Sé e la perdita di coesione. La paura di castrazione. La perdita dell’oggetto.

Qual è il principale obiettivo della terapia secondo Kohut?. Costruire un Sé stabile e coeso attraverso una relazione empatica. Eliminare i sintomi rapidamente. Interpretare i conflitti pulsionali. Rafforzare il Super-Io.

Nei modelli di relazione madre-bambino, un livello ottimale di coordinazione è: Intermedio, associato a un attaccamento sicuro. Assente, per evitare dipendenza. Minimo, per favorire l’autonomia. Massimo, per garantire la fusione.

Nella prospettiva relazionale, la relazione analitica è intesa come: Un processo co-costruito tra paziente e analista. Una tecnica di interpretazione standard. Un’analisi dei contenuti inconsci individuali. Un processo guidato esclusivamente dall’analista.

Nella prospettiva contemporanea, il preverbale è considerato: Una modalità autonoma di organizzazione dell’esperienza. Un contenuto rimosso dell’inconscio dinamico. Un errore nella simbolizzazione. Una fase preliminare destinata a scomparire.

Secondo la teoria del codice multiplo di Bucci, il codice sub-simbolico riguarda: Le componenti sensoriali, motorie e somatiche dell’esperienza. Le rappresentazioni simboliche verbali. I processi cognitivi astratti. I contenuti linguistici consapevoli.

Nella prospettiva relazionale, il corpo è considerato: Parte integrante dei processi relazionali e mentali. Un semplice strumento espressivo cosciente. Un supporto biologico separato dalla mente. Un elemento secondario rispetto alla psiche.

Nella dissociazione, il corpo: Esprime una sofferenza che non può essere elaborata mentalmente. Traduce simbolicamente i contenuti psichici. Si integra completamente con la mente. Rappresenta un’elaborazione cosciente del trauma.

Secondo la teoria del codice multiplo, i sintomi somatici emergono quando: Si interrompe la connessione tra livello sub-simbolico e simbolico. Il corpo è separato dalla relazione. Il linguaggio simbolico è eccessivamente sviluppato. L’esperienza emotiva è completamente consapevole.

Nel concetto di reverie di Bion, la funzione dell’analista è: Trasformare elementi grezzi e somatici in contenuti pensabili. Ridurre l’attivazione emotiva del paziente. Interpretare direttamente i contenuti inconsci. Mantenere una posizione neutrale e distaccata.

Una differenza fondamentale tra tradizione europea e americana riguarda: L’idealismo teorico europeo e il pragmatismo americano. L’uso della clinica rispetto alla teoria. L’origine biologica della psicoanalisi. L’importanza del transfert.

Secondo la critica tradizionale, la psicoanalisi relazionale rischia di: Eliminare il concetto di inconscio dinamico. Ridurre il ruolo della relazione. Rafforzare il ruolo delle pulsioni. Integrare eccessivamente mente e corpo.

Nella prospettiva relazionale, l’inconscio è ridefinito come: Insieme di modelli relazionali impliciti e procedurali. Luogo dei contenuti rimossi. Struttura biologica della mente. Sistema cognitivo consapevole.

La sesta critica alla psicoanalisi relazionale riguarda il rischio di: Eccessiva simmetria nella relazione terapeutica. Eliminazione del controtransfert. Mancanza di interpretazione. Riduzione del transfert.

La psicoanalisi relazionale rispetto al postmodernismo: Difende il modello moderno. Elimina completamente il concetto di soggetto. Si basa esclusivamente sul linguaggio. Mantiene un sé esperienziale pur rifiutando il soggetto cartesiano.

Nella prospettiva relazionale, il sé è inteso come: Esperienza vissuta in relazione con l’altro. Costrutto puramente cognitivo. Struttura biologica. Entità autonoma e stabile.

Il postmodernismo si caratterizza per: Il rafforzamento della razionalità scientifica. La messa in discussione dell’oggettività e delle certezze assolute. La centralità delle pulsioni. La stabilità del soggetto.

Una differenza fondamentale tra postmodernismo e psicoanalisi relazionale è che: Il primo mantiene il soggetto stabile, la seconda lo elimina. Il primo opera su un piano teorico-astratto, la seconda sull’esperienza relazionale concreta. Il primo è clinico, la seconda teorica. Il primo valorizza la relazione, la seconda la nega.

Come viene concepita la struttura dell’Io secondo Fairbairn?. Come un sistema relazionale orientato alla ricerca dell’oggetto. Come struttura puramente difensiva. Come un’istanza separata dalle relazioni. Come equivalente all’Es.

Come viene interpretata l’aggressività nelle teorie delle relazioni oggettuali?. Come reazione alla frustrazione o a un ambiente non responsivo. Come segno di maturità psicologica. Come espressione del Super-Io. Come pulsione innata indipendente dall’ambiente.

Secondo le teorie delle relazioni oggettuali, qual è la motivazione primaria del bambino?. La ricerca dell’oggetto e della relazione. L’evitamento del dolore. L’adattamento sociale. La scarica della tensione pulsionale.

Qual è il principale cambiamento introdotto dalle teorie delle relazioni oggettuali rispetto alla psicoanalisi freudiana?. L’adozione del comportamentismo. Il passaggio dalla centralità delle pulsioni alla centralità della relazione. L’eliminazione del ruolo della madre. Il rifiuto dell’inconscio.

Come viene interpretato il complesso edipico da Kohut?. Come fase esclusivamente biologica. Come fenomeno irrilevante. Come esito di un fallimento empatico dell’ambiente. Come conflitto pulsionale universale.

Che cosa si intende per “frustrazione ottimale” nella teoria di Kohut?. Frustrazioni moderate che permettono l’interiorizzazione trasmutante. Assenza totale di frustrazione. Frustrazioni intense e traumatiche. Frustrazioni casuali senza effetto sullo sviluppo.

Qual è la funzione principale degli oggetti-Sé?. Sostenere lo sviluppo del Sé attraverso rispecchiamento e idealizzazione. Indurre conflitto intrapsichico. Sostituire completamente le figure genitoriali. Eliminare il narcisismo.

Qual è il concetto centrale della teoria di Kohut?. Il Sé come nucleo organizzatore dell’esperienza psichica. L’Es come struttura primaria. La pulsione di morte. Il Super-Io come origine dello sviluppo.

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