Strategia e governo d'azienda
|
|
Title of test:
![]() Strategia e governo d'azienda Description: Lez. 24-37/69-73 |



| New Comment |
|---|
NO RECORDS |
|
Nell’ordinare i compiti di controllo svolti all’interno di una società per azioni di più grandi dimensioni (quotata), secondo il contenuto e i soggetti legittimati a effettuarli, è possibile distinguere “un controllo sulla legalità della gestione” che è svolto: Dalla società di revisione. Dal collegio sindacale. dal consiglio di amministrazione nel suo insieme. Nessuna delle affermazioni è esatta. Nell’ordinare i compiti di controllo svolti all’interno di una società per azioni di più grandi dimensioni (quotata), secondo il contenuto e i soggetti legittimati a effettuarli, è possibile distinguere “un controllo contabile” che è svolto: Nessuna delle affermazioni è esatta. dal consiglio di amministrazione nel suo insieme. Dal collegio sindacale. Dalla società di revisione. Nell’ordinare i compiti di controllo svolti all’interno di una società per azioni di più grandi dimensioni (quotata), secondo il contenuto e i soggetti legittimati a effettuarli, è possibile distinguere “un controllo di merito sulla gestione (business judgement)” che è svolto: dal consiglio di amministrazione nel suo insieme. Dalla società di revisione. Nessuna delle affermazioni è esatta. Dal collegio sindacale. L’organizzazione interna del consiglio di amministrazione prevede che il potere di gestione della società possa essere: Delegato anche a più soggetti che possono agire congiuntamente o disgiuntamente. Delegato anche a più soggetti che possono agire solo disgiuntamente. Nessuna delle affermazioni in elenco è esatta. Delegato anche a più soggetti che possono agire solo disgiuntamente. I membri del consiglio di amministrazione privi di deleghe: Assumono decisioni di gestione sotto la vigilanza e il controllo degli amministratori delegati che non possono gestire la società. Nessuna delle affermazioni è esatta. svolgono una funzione di controllo dell’operato degli amministratori delegati. Hanno individualmente il potere di gestire la società. Gli amministratori non esecutivi: Hanno individualmente il potere di gestire la società. svolgono una funzione di controllo dell’operato degli amministratori delegati. Assumono decisioni di gestione sotto la vigilanza e il controllo degli amministratori delegati che non possono gestire la società. Nessuna delle affermazioni è esatta. I membri del consiglio di sorveglianza: svolgono una funzione di controllo sull’operato del consiglio di gestione. Nessuna delle affermazioni è esatta. Assumono decisioni di gestione sotto la vigilanza e il controllo degli amministratori delegati che non possono gestire la società. Hanno individualmente il potere di gestire la società. Il consiglio di amministrazione nel suo insieme è investito: Nessuna delle affermazioni è esatta. Dell’approvazione del bilancio di esercizio. del potere di nomina e revoca degli amministratori delegati. Della nomina di tutti i membri del consiglio di amministrazione e quindi decide anche sulle sostituzioni dei membri stessi. Per il codice civile, il dovere di vigilare sul generale andamento della gestione ed eventualmente di intervenire per impedire il compimento di atti pregiudizievoli o eliminarne o attenuarne le conseguenze dannose spetta: Al consiglio di amministrazione. Ai soci anche singolarmente. Nessuna delle affermazioni è esatta. Alle organizzazioni sindacali. La critica secondo cui “controllori (gli amministratori) e controllati (i delegati) siedono nello stesso organo, ove i gestori -in quanto interni ed esecutivi- hanno normalmente preminenza e i controllori sono, per lo più (come anche recenti ricerche empiriche hanno confermato), poco motivati e acquiescenti” è una critica che si riferisce a quale tra i seguenti organi ?. Revisore esterno. Revisore esterno. Consiglio di amministrazione. Collegio sindacale. La critica secondo cui “controllori e controllati hanno esattamente la medesima legittimazione, derivando entrambi -direttamente o indirettamente- dalla maggioranza assembleare” è una critica che si riferisce a quale tra i seguenti organi ?. Revisore esterno. Collegio sindacale. Nessuna delle affermazioni è esatta. Consiglio di amministrazione. La critica secondo cui “la revoca dell’incarico di gestore provoca il paradossale effetto di trasformare il soggetto revocato in controllore della gestione” è una critica che si riferisce a quale tra i seguenti organi?. Revisore esterno. Consiglio di amministrazione. Nessuna delle affermazioni è esatta. Collegio sindacale. La funzione di controllo nasce proprio dall’esigenza che si verifichi che chi gestisce (agente) lo faccia correttamente e nell’interesse: Del mercato. Di nessuno di quelli elencati nelle altre alternative. del principale. Dell’agente. Il principale compito del consiglio di amministrazione risulta essere quello di controllo: sull’attività svolta dagli amministratori titolari di deleghe. Nessuna delle alternative riepilogate è esatta, poiché il CdA non svolge funzioni di controllo. sull’attività svolta dai sindaci. sull’attività svolta dai revisori. l’assemblea dei soci nomina: gli amministratori (che compongono il consiglio di amministrazione) i quali a loro volta nominano coloro che in concreto gestiranno la società (gli amministratori delegati). I membri del collegio sindacale, tale organo poi nella prima seduta deliberativa nominerà coloro che in concreto gestiranno la società (gli amministratori delegati). Nessuna delle affermazioni è esatta. coloro che in concreto gestiranno la società (gli amministratori delegati) i quali a loro volta nominano gli amministratori (che compongono il consiglio di amministrazione). È molto importante che vengano riconosciuti poteri anche individuali di ispezione e controllo. Ciò è fondamentale per verificare l’esistenza del requisito dell’indipendenza di chi svolge attività di controllo. Ciò è fondamentale per verificare l’esistenza del requisito dell’esistenza di sanzioni per chi svolge attività di controllo. Nessuna delle affermazioni è esatta. Ciò è fondamentale per verificare l’esistenza del requisito dei poteri di cognizione per chi svolge attività di controllo. L’efficacia di ogni attività di controllo dipende essenzialmente da tre fattori: L’indipendenza, la revocabilità e l’esistenza di sanzioni per chi è chiamato a svolgerlo. L’indipendenza, i poteri di cognizione e l’esistenza di sanzioni per chi è chiamato a svolgerlo. La revocabilità, i poteri di cognizione e l’esistenza di sanzioni per chi è chiamato a svolgerlo. I poteri di cognizione, l’esistenza di sanzioni e la revocabilità per chi è chiamato a svolgerlo. L’indipendenza è un requisito importante per consentire ad un soggetto di svolgere un’efficace attività: Di controllo. Di lavoro dipendente. Di gestione. Di specificazione delle strategie di business in strategie funzionali. I poteri di cognizione che sono riconosciuti ad un soggetto all’interno di una società quotata sono importanti per l’efficace svolgimento da parte del soggetto stesso di attività: Di controllo dei trend dei mercati di approvvigionamento. Nessuna delle affermazioni è esatta. Di controllo sulla gestione e sull’operato dei gestori. Di controllo dei trend dei mercati di sbocco. L’esistenza di sanzioni è un requisito importante per fare in modo che un soggetto svolga un’efficace attività: Di controllo sulla gestione e sull’operato dei gestori. Di controllo dei trend dei mercati di approvvigionamento. Nessuna delle affermazioni è esatta. Di controllo dei trend dei mercati di sbocco. prevenire e regolare le situazioni di conflitto di interessi, per evitare che l’attività posta in essere possa essere inquinata dal perseguimento di interessi diversi da quelli del principale o del soggetto nell’interesse del quale il controllo è predisposto. È fondamentale per verificare l’esistenza del requisito dell’indipendenza di chi svolge attività di controllo. È fondamentale per verificare l’esistenza del requisito dell’esistenza di sanzioni per chi svolge attività di controllo. Nessuna delle affermazioni è esatta. È fondamentale per verificare l’esistenza del requisito dei poteri di cognizione per chi svolge attività di controllo. l’esistenza di norme che in caso di mancato controllo espongano il controllore a responsabilità, civile prima che penale, per non aver compiuto bene il suo lavoro. È fondamentale per verificare l’esistenza del requisito dei poteri di cognizione per chi svolge attività di controllo. È fondamentale per verificare l’esistenza del requisito dell’indipendenza di chi svolge attività di controllo. È fondamentale per verificare l’esistenza del requisito dell’esistenza di sanzioni per chi svolge attività di controllo. Nessuna delle affermazioni è esatta. La nomina del collegio sindacale o di un revisore è facoltativa ed ai soci che non partecipano all’amministrazione spetta il «diritto di avere dagli amministratori notizie sullo svolgimento degli affari sociali e di consultare, anche tramite professionisti di loro fiducia, i libri sociali e i documenti relativi all’amministrazione» (art. 2476, comma 2). È previsto per tutte le società di capitali. È previsto per le società a responsabilità limitata di minori dimensioni. È previsto solo per le società di persone. Nessuna delle affermazioni in elenco è esatta. È prevista la distinzione obbligatoria fra controllo dell’amministrazione, affidato a un organo di controllo interno (come il collegio sindacale), e controllo contabile di competenza di un revisore esterno: Nelle società di capitali e di persone. Nessuna delle affermazioni è esatta. nelle società per azioni che ricorrono al mercato del capitale di rischio. In tutte le società di capitali. Agli amministratori di una SpA è imposto di dare notizia di ogni interesse che essi abbiano, anche per conto di terzi, in operazioni della società. Nessuna delle affermazioni è esatta. Comunque stabilisce l’amministratore quando incorre nell’obbligo. indipendentemente dall’esistenza di una situazione di conflitto e dall’esistenza di un possibile danno a carico della società. È comunque esonerato dall’obbligo informativo l’amministratore che sia portatore di un interesse non concretamente in conflitto con quello della società. Agli amministratori delegati è fatto obbligo di astenersi dal compiere un’operazione, investendone l’organo collegiale (cioè l’intero consiglio di amministrazione): Quando l’amministratore stabilisce che incorre nell’obbligo. Quando essi sono portatori di un interesse nell’operazione medesima, indipendentemente dall’esistenza di una situazione di conflitto e dall’esistenza di un possibile danno a carico della società. Nessuna delle affermazioni è esatta. Quando essi sono portatori di un interesse nell’operazione medesima, ma solo se tale interesse è concretamente in conflitto con quello della società. I membri non esecutivi del consiglio di amministrazione. Hanno poteri anche individuali di ispezione e controllo ed hanno il diritto di usufruire all’occorrenza di consulenti, a spese della società, per poter verificare le operazioni poste in essere dai delegati. Non hanno poteri individuali di ispezione e controllo e non hanno il diritto di usufruire all’occorrenza di consulenti, a spese della società, per poter verificare le operazioni poste in essere dai delegati. Nessuna delle affermazioni è esatta. Sono coloro che hanno deleghe di gestione. Principio fondamentale dell’intero sistema dei controlli delineato dalla Riforma del diritto societario è quello di: controlli obbligatori che crescono in proporzione all’esposizione della società verso l’esterno e all’importanza che essa assume nel mercato. controlli obbligatori che diminuiscono in proporzione all’esposizione della società verso l’esterno e all’importanza che essa assume nel mercato. Nessuna delle affermazioni è esatta. controlli obbligatori che si mantengono costanti rispetto all’esposizione della società verso l’esterno e all’importanza che essa assume nel mercato. La nomina del collegio sindacale è obbligatoria per: Le società di persone e le società di capitali. Nessuna delle affermazioni è esatta. Per le sole società quotate. le società a responsabilità limitata di maggiori dimensioni e per le società per azioni. La legge italiana prevede: la possibilità per i sindaci di SpA di potersi avvalere «nell’espletamento di specifiche operazioni di ispezione e di controllo» di ausiliari, tuttavia “a spese” dei sindaci stessi. nessuna possibilità per i sindaci di SpA di potersi avvalere «nell’espletamento di specifiche operazioni di ispezione e di controllo» di ausiliari. la possibilità per i sindaci di SpA di potersi avvalere «nell’espletamento di specifiche operazioni di ispezione e di controllo» di ausiliari “a spese” della SpA stessa. Nessuna delle affermazioni è corretta. Con riguardo all’efficacia del controllo che è chiamato a svolgere il collegio sindacale, la legge italiana: Con il D. Lgs. n. 58 del 1998 ha reso obbligatoria, per tutte le società di capitali, la costituzione di un’apposita struttura, ma senza definirne composizione, ambiti e funzioni. Prevede che il collegio sindacale possa essere coadiuvato da un vero e proprio ufficio di auditing interno che obbligatoriamente va costituito in ogni società per azioni. Non prevede che il collegio sindacale venga coadiuvato da un vero e proprio ufficio di auditing interno né che venga obbligatoriamente costituito un ufficio di auditing interno per ogni società per azioni. Nessuna delle affermazioni in elenco è esatta. Quale tra le seguenti affermazioni risulta vera per il sistema dualistico italiano di corporate governance: La “cogestione” che consente la rappresentanza degli stakeholders nell’organo di controllo è prevista dalla legge in Italia ma non in Germania. La “cogestione” che consente la rappresentanza degli stakeholders nell’organo di controllo non è prevista dalla legge né in Italia né in Germania. La “cogestione” che consente la rappresentanza degli stakeholders nell’organo di controllo è prevista dalla legge sia in Italia sia in Germania. La “cogestione” che consente la rappresentanza degli stakeholders nell’organo di controllo è prevista dalla legge in Germania ma non in Italia. Per quanto concerne il sistema dualistico esiste: Per tutelare l’indipendenza dei gestori dal consiglio di sorveglianza questo ultimo può revocare l’incarico ai gestori solo in presenza di giusta causa. Nessuna delle affermazioni è esatta. il potere di revoca esercitabile dai membri del consiglio di sorveglianza nei confronti dei gestori che possono essere revocati anche in assenza di giusta causa, ciò fa sì che si ponga un problema di indipendenza degli amministratori dal consiglio di sorveglianza. I gestori una volta nominati possono essere revocati solo dall’assemblea dei soci, in questo modo al consiglio di sorveglianza è riservato il controlla sulla gestione e non può essere ritenuto in grado di influenzare le decisioni sulla gestione. Esiste la possibilità per i sindaci di SpA di potersi avvalere «nell’espletamento di specifiche operazioni di ispezione e di controllo» di ausiliari: Nessuna delle affermazioni è esatta. a tali ausiliari e dipendenti dei sindaci gli amministratori non possono rifiutare l’accesso a informazioni riservate. a tali ausiliari e dipendenti dei sindaci gli amministratori non possono rifiutare l’accesso a informazioni riservate se acconsentono i soci con almeno l’1% delle azioni. a tali ausiliari e dipendenti dei sindaci gli amministratori possono rifiutare l’accesso a informazioni riservate. Il sistema dualistico previsto in Italia. Non coincide con quello tedesco perché non garantisce la partecipazione dei lavoratori dipendenti nel consiglio di sorveglianza anche se impone che in tale consiglio siedano gli azionisti di minoranza. Nessuna delle affermazioni in elenco è esatta. Coincide con quello tedesco sia perché garantisce la partecipazione dei lavoratori dipendenti nel consiglio di sorveglianza, sia perché impone che in tale consiglio siedano gli azionisti di minoranza. Non coincide con quello tedesco perché non garantisce la partecipazione dei lavoratori dipendenti nel consiglio di sorveglianza, né impone che in tale consiglio siedano gli azionisti di minoranza. Per il sistema dualistico previsto in Italia, il consiglio di sorveglianza: esercita tutte le funzioni del collegio sindacale ed esercita, altresì, alcuni compiti di amministrazione spettanti all’assemblea. Nessuna delle alternative proposte è esatta. Esercita tutte le funzioni spettanti ad un consiglio di amministrazione. Esercita tutte le funzioni che esercita il collegio sindacale nel sistema tradizionale di amministrazione e controllo, quindi vi è perfetta sovrapponibilità di funzioni tra i due organi. Rispetto al riferimento costituito dal sistema tradizionale dell’amministrazione e controllo, nel sistema dualistico all’assemblea sono sottratte in favore del consiglio di sorveglianza le delibere di. Nessuna delle affermazioni in elenco è esatta. Approvazione del bilancio, ma non di nomina e revoca dei gestori che rimangono di competenza dell’assemblea. nomina e revoca dei gestori, ma non di approvazione del bilancio che rimane di competenza dell’assemblea. nomina e revoca dei gestori, nonché di approvazione del bilancio. Il modello dualistico tedesco prevede espressamente: Nessuna delle affermazioni elencate è esatta. che lo statuto debba stabilire quali atti di gestione debbano essere autorizzati dal consiglio di sorveglianza prima di poter essere posti in essere dal consiglio di gestione. Che ai soci finanziari è vietato l’accesso al ruolo di consigliere di sorveglianza. nessun atto di gestione può essere subordinato all’autorizzazione del consiglio di sorveglianza prima di poter essere posto in essere dal consiglio di gestione. il Cadbury Committee, incaricato di elaborare un codice di norme di autodisciplina idonee ad aumentare gli standard di corporate governance e il livello di affidabilità dei documenti finanziari delle società e delle relazioni dei loro auditor nasce: In Germania. In Gran Bretagna. In Giappone. Negli U.S.A. Per rendere più efficace l’azione di controllo esercitata dai no-executive directors, il Cadbury Report suggerisce che il consiglio di amministrazione comprenda no-executive directors: Nessuna delle alternative è esatta. Che coincidano almeno con l’amministratore delegato e il presidente. dipendenti e di fiducia del management. indipendenti ed effettivamente affrancati da qualsiasi legame con il management. il Cadbury Report si basa sulla presenza di: executive directors, che sono gli amministratori dotati di deleghe, e no-executive directors, che sono gli amministratori senza poteri gestori delegati. A questi ultimi viene attribuito il controllo costante sull’attività del consiglio e degli amministratori delegati nonché l’assunzione della gestione della società nei soli casi di conflitto tra l’interesse sociale e il diverso interesse perseguito dai managers. Nessuna delle affermazioni è esatta. executive directors, che sono gli amministratori senza poteri gestori delegati, e no-executive directors, che sono gli amministratori dotati di deleghe. A questi ultimi viene attribuito il controllo costante sull’attività del consiglio e degli amministratori delegati nonché l’assunzione della gestione della società nei soli casi di conflitto tra l’interesse sociale e il diverso interesse perseguito dai managers. soli executive directors. La principale caratteristica di un codice autodisciplina: È la rigidità che obbliga ciascuna società ad applicarne le norme senza alcuna deroga. è la flessibilità che essa preserva a favore di ciascuna società. Nessuna delle affermazioni è esatta. È la necessità di adottare il codice stesso quando la società è in ristrutturazione. L’applicazione di un codice di autodisciplina da parte di una società quotate. Nessuna delle affermazioni è esatta. è solo volontaria. È obbligatoria. È volontaria, ma se sceglie per l’applicazione deve sottostare a tutte le norme contenute nel codice nessuna deroga è ammessa. Si rende conveniente per la singola società quotata implementare un codice di autodisciplina, visto che esso identifica le best practice del mercato. Nessuna delle affermazioni è esatta. Allora i titoli delle società che si conformano ad esso saranno, a parità di altre condizioni, preferiti dagli investitori nelle proprie scelte di acquisto, con evidenti ripercussioni positive sul prezzo dei titoli stessi. Allora la società otterrà profitti più elevati. Allora la società riceverà dei contributi finanziari da Borsa Italiana e dal Ministero dell’Economia. Per corporate strategy si intendono: le scelte che riguardano i settori in cui competere. Le scelte del come competere con la concorrenza all'interno di singoli settori. Le scelte riguardanti lo stile di comando. Le scelte inerenti le diverse aree funzionali dell’azienda, cioè la produzione, R&S, marketing,. Per strategie funzionali si intende: le scelte che riguardano i settori in cui competere. Le scelte del come competere con la concorrenza all'interno di singoli settori. Le scelte riguardanti lo stile di comando. Le scelte inerenti le diverse aree funzionali dell’azienda, cioè la produzione, R&S, marketing. Per business strategy si intende: Le scelte riguardanti lo stile di comando. Le scelte del come competere con la concorrenza all'interno di singoli settori. Le scelte inerenti le diverse aree funzionali dell’azienda, cioè la produzione, R&S, marketing,. le scelte che riguardano i settori in cui competere. Anthony, agli inizi degli anni ’60, propone uno schema teorico in cui l’attività di pianificazione e controllo viene articolata in tre parti distinte, quale tra le seguenti non è una di queste tre parti: operational control. Earnings management. strategic planning,. management control. Nello schema di Anthony, il momento della pianificazione che è focalizzato sulla definizione di obiettivi, intenti e scopi e di politiche generali e piani per raggiungere detti scopi, è detto: Pianificazione strategica. Pianificazione deliberata. Pianificazione emergente. pianificazione operativa o programmazione. Nello schema di Antony, il momento della pianificazione che è centrato sugli aspetti di gestione operativa e che si propone, nel breve termine, di guidare il management e i dirigenti, ai diversi livelli dell’organizzazione, verso l’assunzione di decisioni funzionali al conseguimento di obiettivi specifici, è detto: Pianificazione emergente. Pianificazione deliberata. pianificazione operativa o programmazione. Pianificazione strategica. Com’è chiamata “L’attività svolta dall’Alta direzione e dai managers ai livelli inferiori, con la quale si tiene conto degli obiettivi stabiliti in sede di pianificazione strategica, assunti come dati e vincolanti, e si procede alla stesura del programma dettagliato degli obiettivi operativi da raggiungere per ciascun livello di responsabilità in un arco temporale di breve periodo, tenendo conto delle risorse a disposizione e quindi della loro allocazione più efficace ed efficiente”. Pianificazione deliberata. Pianificazione strategica. Pianificazione emergente. pianificazione operativa o programmazione. Lo svolgimento di un’attività di verifica volta a misurare i risultati di fatto conseguiti, a confrontare quest’ultimi con gli obiettivi programmati e, nel caso di scostamento, a decidere le azioni correttive più opportune per eliminare la causa degli scostamenti stessi è alla base del: Controllo just in time nel modello di Antony. Di earnings management nel modello di Antony. Controllo direzionale nel modello di Antony. Di strategic planning nel modello di Antony. L’attitudine di un’azione a raggiungere l’obiettivo desiderato rappresenta: La leva operativa. L’efficacia. L’efficienza. La leva finanziaria. Il rapporto tra il risultato di un’attività e le risorse impiegate per realizzare l’attività stessa è: La leva finanziaria. L’efficienza. La leva operativa. L’efficacia. Quale tra le seguenti affermazioni risulta vera, in riferimento alla distinzione tra strategie deliberate e strategie emergenti proposta da Mintzberg: Sia le strategie deliberate, sia le strategie emergenti provengono dal basso (bottom-up). Le strategie deliberate provengono dal basso (bottom-up) mentre le strategie emergenti scendono dall'alto (top-down). Sia le strategie deliberate, sia le strategie emergenti scendono dall'alto (top-down). Le strategie deliberate scendono dall'alto verso il basso (top-down) mentre le strategie emergenti provengono dal basso (bottom-up). La strategia effettivamente implementata che è solo in parte correlata a quella deliberata si chiama: Strategia emergente. Nessuna delle affermazioni è esatta. Strategia deliberata. Strategia realizzata. Mintzberg chiama la parte della strategia deliberata che viene effettivamente a realizzarsi: Nessuna delle affermazioni è esatta. Strategia emergente. Sempre strategia deliberata. Strategia realizzata. Mintzberg chiama il modo in cui i manager interpretano e adattano la strategia deliberata: Sempre strategia deliberata. Strategia realizzata. Strategia emergente. Nessuna delle affermazioni è esatta. La strategia che è concepita dal gruppo dirigente di vertice nella classificazione che propone Mintzberg è detta: Nessuna delle affermazioni è esatta. Strategia emergente. Strategia deliberata. Strategia realizzata. ciò che l'azienda vuole diventare o dove cerca di andare è rappresentato da: visione. missione. valori. la strategia funzionale. Il Valore aggiunto è uguale: Ricavi delle vendite degli output a cui vanno sottratti i costi del lavoro (salari e stipendi). Ricavi delle vendite degli output a cui vanno sottratti i costi degli input materiali (fondamentalmente le materie prime). Ricavi delle vendite degli output a cui vanno sottratti tutti i costi della gestione caratteristica. Ricavi delle vendite degli output a cui vanno sottratti tutti i costi. Il reddito economico, come misura di performance: Non coincide con il profitto contabile. Coincide con il return on equity. coincide con il profitto contabile. Coincide con il reddito della gestione caratteristica. Un metodo molto diffuso per la misurazione del reddito economico è: Entrate-uscite. l’EVA (economic value added). Break even point. La leva finanziaria. Il rendimento totale per l’azionista di una grande azienda quotata: È pari al solo profitto contabile. È pari ai soli dividendi. È pari ai dividendi più la variazione di valore di mercato delle azioni. È pari alla leva azionaria. Il valore di un’impresa per gli azionisti. È pari ai soli dividendi. È pari alla leva azionaria. È pari al solo profitto contabile. è pari al valore attuale netto (VAN) dei flussi di cassa che loro ricaveranno (a vario titolo). il profitto che riporta il conto economico. utilizza la formula matematica dell’attualizzazione su tutti i flussi di entrate (ricavi) ed uscite (costi) futuri,. è una misura di performance immediata (di breve periodo). È una misura di performance di lungo periodo. Nessuna delle affermazioni è esatta. Valori, Visione e Missione: ne è raccomandata la comunicazione agli stakeholders per il co dice di autodisciplina delle società quotate. sono concetti differenti. sono necessari ma solo per una public company. sono nomi diversi che si usano per identificare lo stesso concetto. Il valore aggiunto è definito come: nessuna tra le alternative proposte è esatta. il valore che l'impresa aggiunge a tutte le risorse ottenute dall'esterno. il valore che l'impresa aggiunge a quello delle sole risorse materiali periodicamente ottenute dall'esterno. la differenza tra i ricavi e i costi variabili aziendali. Il valore aggiunto è: la somma dei compensi che vengono assegnati ai titolari dei fattori produttivi interni. la somma dei compensi per la remunerazione del capitale conferito, per la retribuzione dell'imprenditore e per gli oneri figurativi. nessuna tra le alternative proposte è esatta. la somma dei compensi dei titolari di tutti i fattori produttivi impiegati dall'azienda. Nello " Stakeholder approach": il valore creato dalle imprese viene distribuito: nessuna tra le alternative proposte è esatta. tra i vari portatori di interessi critici per l'azienda. solo tra i finanziatori. solo tra gli azionisti. Hanno a che fare sul come l'azienda interpreta il profitto: sindaci. valori. missione. visione. I valori: Hanno a che fare sul come l'azienda interpreta il profitto. sono ciò che individua lo scopo dell'azienda e l'area di business nella quale competere. sono ciò che l'azienda vuole diventare o dove cerca di andare. coincidono con la strategia funzionale. La missione: coincide con la strategia funzionale. Ha a che fare sul come l'azienda interpreta il profitto. è ciò che l'azienda vuole diventare o dove cerca di andare. è ciò che individua lo scopo dell'azienda e l'area di business nella quale competere. La visione: è ciò che individua lo scopo dell'azienda e l'area di business nella quale competere. coincide con la strategia funzionale. è ciò che l'azienda vuole diventare o dove cerca di andare. Ha a che fare sul come l'azienda interpreta il profitto. La massimizzazione del valore dell'impresa si ottiene con: La massimizzazione dei ricavi. La massimizzazione del profitto nel breve periodo. La massimizzazione del profitto nel lungo periodo. nessuna tra le alternative proposte è esatta. Il valore economico dell'azienda è: Il valore attuale dei suoi redditi futuri. il reddito attuale. Il valore nominale dei sui redditi futuri. nessuna tra le alternative proposte è esatta. redditi alti nell'immediato a discapito dei redditi di lungo periodo: possono influenzare negativamente il valore economico dell'azienda. possono influenzare positivamente il valore economico dell'azienda. nessuna tra le alternative proposte è esatta. non hanno influenza sul valore economico dell'azienda. il Capitale di funzionamento. è formato dal complesso dei mezzi conferiti dal titolare o dai soci nel momento in cui si dà avvio ad una attività. nessuna tra le alternative proposte è esatta. è teoricamente il valore di cessione dell'azienda che è determinato tenendo conto del valore attribuibile all'impresa intesa come complesso economico funzionante (e, quindi, considerando l'entità e la composizione delle attività e passività nonché le capacità di reddito future). è la configurazione di capitale che si rileva nel bilancio di esercizio di un'impresa in funzionamento. il Capitale economico. nessuna tra le alternative proposte è esatta. è teoricamente il valore di cessione dell'azienda che è determinato tenendo conto del valore attribuibile all'impresa intesa come complesso economico funzionante (e, quindi, considerando l'entità e la composizione delle attività e passività nonché le capacità di reddito future). è la configurazione di capitale che si rileva nel bilancio di esercizio di un'impresa in funzionamento. è formato dal complesso dei mezzi conferiti dal titolare o dai soci nel momento in cui si dà avvio ad una attività. Il Capitale (patrimonio) di costituzione. nessuna tra le alternative proposte è esatta. è la configurazione di capitale che si rileva nel bilancio di esercizio di un'impresa in funzionamento. è formato dal complesso dei mezzi conferiti dal titolare o dai soci nel momento in cui si dà avvio ad una attività. è teoricamente il valore di cessione dell'azienda che è determinato tenendo conto del valore attribuibile all'impresa intesa come complesso economico funzionante (e, quindi, considerando l'entità e la composizione delle attività e passività nonché le capacità di reddito future). In caso di redditi futuri positivi per l'intera vita aziendale. il capitale economico si presenta maggiore del capitale di liquidazione. nulla si può dire riguardo a capitale economico e capitale di liquidazione. nessuna tra le alternative proposte è esatta. il capitale economico si presenta minore del capitale di liquidazione. In caso di redditi futuri negativi per l'intera vita aziendale. il capitale economico si presenta maggiore del capitale di liquidazione. nulla si può dire riguardo a capitale economico e capitale di liquidazione. il capitale economico si presenta minore del capitale di liquidazione. nessuna tra le alternative proposte è esatta. Cosa esprime compiutamente la variazione che subisce il valore del capitale in concomitanza non solo a investimenti in risorse immateriali, ma anche a possibili mutate prospettive reddituali o di rischio aziendale connesse alle operazioni di gestione dell'esercizio. la variazione di valore del capitale economico dell'azienda. nessuna tra le alternative proposte è esatta. la variazione di valore del capitale sociale dell'azienda stessa. la variazione di valore del capitale contabile dell'azienda stessa. La creazione di valore da parte di un'azienda può essere misurata: nessuna tra le alternative proposte è esatta. dalla variazione di valore del capitale contabile dell'azienda stessa. dalla variazione di valore del capitale economico dell'azienda. dalla variazione di valore del capitale sociale dell'azienda stessa. Il profitto contabile: può essere assunto come idoneo misuratore del valore aggiunto. può essere assunto come idoneo misuratore dell'economicità di lungo termine. può essere assunto come idoneo misuratore del break even point. non può essere assunto come idoneo misuratore dell'economicità di lungo termine. il Capitale di liquidazione. è formato dal complesso dei mezzi conferiti dal titolare o dai soci nel momento in cui si dà avvio ad una attività. è la configurazione di capitale che si rileva nel bilancio di esercizio di un'impresa in funzionamento. nessuna tra le alternative proposte è esatta. è la configurazione di capitale determinata nell'ipotesi che i processi produttivi siano destinati a cessare con la trasformazione in denaro liquido delle attività, l'estinzione delle passività ed il riparto dell'eventuale residuo tra gli aventi diritto. Nel modello di Porter, l'ingresso di nuove imprese in un settore non è agevole: nessuna tra le alternative proposte è esatta. per via dell'esistenza di fornitori e clienti con un potere contrattuale. quando sono basse le economie di scala che si possono sfruttare nella produzione. quando sono elevate le economie di scala che si possono sfruttare nella produzione. Nel modello di Porter, un settore che presenta un'alta redditività: Le minacce all'entrata non dipendono dalla redditività del settore. è più probabile che presenti maggiori minacce all'entrata di nuovi concorrenti rispetto ad altri che presentano una redditività inferiore. nessuna tra le alternative proposte è esatta. è meno probabile che presenti maggiori minacce all'entrata di nuovi concorrenti rispetto ad altri che presentano una redditività inferiore. L'intensità della concorrenza diretta (tra imprese direttamente concorrenti nel medesimo settore) può essere determinata: da condizioni di costo di produzione dei fornitori. da condizioni di costo di produzione dei clienti. nessuna tra le alternative proposte è esatta. da condizioni di costo (economie di scala) di produzione del prodotto realizzato dalle aziende del settore. Nel modello di Porter, la concorrenza dei prodotti sostitutivi comporta: una relativa insensibilità al prezzo da parte dei consumatori (domanda anelastica);. che le barriere all'entrata saranno più alte. una relativa sensibilità al prezzo da parte dei consumatori (domanda elastica);. nessuna tra le alternative proposte è esatta. Nel modello di Porter le forze competitive orizzontali sono: la concorrenza dei prodotti sostitutivi, la minaccia di nuove entrate e la rivalità tra i concorrenti affermati. nessuna tra le alternative proposte è esatta. solo la concorrenza dei prodotti sostitutivi e la rivalità tra i concorrenti affermati. solo la concorrenza dei prodotti sostitutivi e la minaccia di nuove entrate. Porter afferma che l'intensità della concorrenza è influenzata da: 5 forze competitive: 3 orizzontali, 2 verticali. 4 forze competitive: 2 orizzontali, 2 verticali. nessuna tra le alternative proposte è esatta. 5 forze competitive: 2 orizzontali, 3 verticali. Analizzare il macroambiente significa: sostanzialmente analizzare il settore a cui appartiene un'impresa. sostanzialmente analizzare le risorse di un'azienda. sostanzialmente analizzare le condizioni che influenzano in maniera eguale tutte le aziende di una Nazione o comunque di un'area geografica. nessuna tra le alternative proposte è esatta. Nel modello di Porter, l'assenza dei prodotti sostitutivi comporta: una relativa sensibilità al prezzo da parte dei consumatori (domanda elastica);. nessuna tra le alternative proposte è esatta. che le barriere all'entrata saranno più alte. una relativa insensibilità al prezzo da parte dei consumatori (domanda anelastica);. Analizzare il microambiente significa: sostanzialmente analizzare il settore a cui appartiene un'impresa. nessuna tra le alternative proposte è esatta. sostanzialmente analizzare le risorse di un'azienda. sostanzialmente analizzare le condizioni che influenzano in maniera eguale tutte le aziende di una Nazione o comunque di un'area geografica. Le economie di scala consistono: Nel fatto che i costi medi unitari di prodotto si mantengono costanti all'aumentare dei volumi (scala) di produzione. nessuna tra le alternative proposte è esatta. Nell'aumento dei costi medi unitari di prodotto all'aumentare dei volumi (scala) di produzione. Nella diminuzione dei costi medi unitari di prodotto all'aumentare dei volumi (scala) di produzione. Le economie di scala possono avere origine: Solo all'esterno dell'azienda. nessuna tra le alternative proposte è esatta. Sia all'interno, sia all'esterno dell'azienda. Solo all'interno dell'azienda. L'intensità della concorrenza diretta (tra imprese direttamente concorrenti nel medesimo settore) può essere determinata: nessuna tra le alternative proposte è esatta. dalla capacità produttiva dei fornitori. da eccesso di capacità produttiva e barriere all'uscita. da insufficiente capacità produttiva. L'intensità della concorrenza diretta (tra imprese direttamente concorrenti nel medesimo settore) dipende: dalla differenziazione dei prodotti al momento realizzati dai potenziali nuovi entranti. nessuna tra le alternative proposte è esatta. dalla differenziazione del prodotto. dalla differenziazione delle materie acquistate dai fornitori. L'intensità della concorrenza diretta (tra imprese direttamente concorrenti nel medesimo settore) dipende: nessuna tra le alternative proposte è esatta. dalla concentrazione dei potenziali nuovi entranti. dalla concentrazione degli acquirenti dei prodotti sostitutivi. dalla concentrazione dei venditori cioè il numero e la dimensione delle imprese (espressa dal c.d. indice di concentrazione che rappresenta la quota di mercato occupata). Nel modello di Porter, l'ingresso di nuove imprese in un settore non è agevole: nessuna tra le alternative proposte è esatta. quando non esistono barriere istituzionali e legali ad entrare nel settore. per via dell'esistenza di fornitori e clienti con un potere contrattuale. quando esistono barriere istituzionali e legali ad entrare nel settore. Nel modello di Porter, l'ingresso di nuove imprese in un settore non è agevole: nessuna tra le alternative proposte è esatta. per via dell'esistenza di fornitori e clienti con un potere contrattuale. quando il fabbisogno di capitali, necessari per entrare, è basso. quando il fabbisogno di capitali, necessari per entrare, è elevato. Nel modello di Porter, l'ingresso di nuove imprese in un settore non è agevole: nessuna tra le alternative proposte è esatta. quando il settore in questione presenta costi fissi alti e non facilmente recuperabili. per via dell'esistenza di fornitori e clienti con un potere contrattuale. quando il settore in questione presenta costi fissi bassi e facilmente recuperabili. Nel modello di Porter, l'ingresso di nuove imprese in un settore non è agevole: nessuna tra le alternative proposte è esatta. per via dell'esistenza di barriere all'entrata. per via dell'esistenza di concorrenti diretti nel proprio settore. per via dell'esistenza di fornitori e clienti con un potere contrattuale. Nel modello di Porter, un settore che presenta una bassa redditività: nessuna tra le alternative proposte è esatta. è più probabile che presenti maggiori minacce all'entrata di nuovi concorrenti rispetto ad altri che presentano una redditività inferiore. è meno probabile che presenti maggiori minacce all'entrata di nuovi concorrenti rispetto ad altri che presentano una redditività inferiore. Le minacce all'entrata non dipendono dalla redditività del settore. |





