option
Questions
ayuda
daypo
search.php

Strategia e governo d'azienda

COMMENTS STATISTICS RECORDS
TAKE THE TEST
Title of test:
Strategia e governo d'azienda

Description:
Lez. 1-20

Creation Date: 2026/06/18

Category: University

Number of questions: 117

Rating:(0)
Share the Test:
Nuevo ComentarioNuevo Comentario
New Comment
NO RECORDS
Content:

Nella struttura organizzativa plurifunzionale il lavoro è suddiviso, in senso orizzontale, per: Aree funzionali operativo-caratteristiche e aree ausiliarie Aree funzionali operativo-caratteristiche e aree ausiliarie. Direzione generale, direzione di divisione e direzione di funzione Direzione generale, direzione di divisione e direzione di funzione. Output, ovvero si segue il criterio della specializzazione per prodottoOutput, ovvero si segue il criterio della specializzazione per prodotto. Nessuno dei modi descritti alle precedenti alternativeNessuno dei modi descritti alle precedenti alternative.

Qual è il maggior svantaggio della struttura multidivisionale rispetto alla plurifunzionale ?. La scarsa efficacia. Nessuna delle suddette alternative è corretta. La scarsa efficienza. Lo scarso sovraccarico decisionale della direzione generale.

In quale struttura organizzativa si realizza il minore decentramento decisionale: Struttura consociativa. Struttura plurifunzionale. Struttura multi divisionale. Struttura padronale.

Gli organi che assolvono funzioni di supporto, assistenza e consulenza sia nei confronti dell’organo volitivo, sia nei confronti degli organi di direzione, pur se non assumono decisioni vincolanti per altri, ma solo pareri, vengono chiamati: Organi volitivi. Organi di staff. Organi esecutivi. Organi di line.

A parità di altre condizioni, qual è il maggior svantaggio della struttura plurifunzionale rispetto a quella multidivisionale: Nessuno delle affermazioni è esatta. L’efficacia. La leva operativa. L’efficienza.

Gli organi di line sono: Organi volitivi A. Organi direttivi B. Organi di staff D. Organi direttivi B.

Quale struttura organizzativa prevede una divisione verticale del lavoro in Direzione generale, Direzioni di funzioni ed Unità operative nonché la presenza eventuale di organi di staff: La Struttura plurifunzionale B. La Struttura a matrice D. La Struttura semplice A. La Struttura multi divisionale C.

Gli organi di staff sono: Organi volitivi. Organi direttivi. Organi esecutivi. Organi di consulenza e supporto.

Tra le seguenti qual è la struttura organizzativa che prevede il maggior numero di livelli gerarchici (più accentuata divisione verticale del lavoro): La Struttura di settore. La struttura semplice. La struttura plurifunzionale. La Struttura multidivisionale.

Nella struttura organizzativa multidivisionale il lavoro è suddiviso, in senso verticale, per: Direzione generale e direzione di funzione. input, ovvero si segue il criterio della specializzazione per risorse. Direzione generale, direzione di divisione e direzione di funzione. Nessuna delle altre affermazioni è esatta.

Il concetto di assetto istituzionale: Si identifica con quello di struttura organizzativa (di tipo plurifunzionale o multidivisionale). Si identifica con il domicilio legale della società. Si identifica con quello di stile di comando. Include tutto ciò che riguarda l’assetto proprietario e la corporate governance dell’impresa.

I concetti di assetto istituzionale e di corporate governance: Non sono coincidenti, più precisamente il concetto di assetto istituzionale è più ampio e comprende quello di corporate governance. Nessuna delle altre affermazioni è vera. Sono coincidenti. Non sono coincidenti, più precisamente il concetto di corporate governance è più ampio e comprende quello di assetto istituzionale.

L’assetto proprietario dell’azienda: Non ha nessun legame con il sistema di governo societario. È influenzato dal sistema di governo societario. Nessuna delle altre affermazioni è vera. Influenza il sistema di governo societario.

L’azienda tende a: Mantenere le condizioni di equilibrio preservando lo stesso assetto istituzionale. Trascurare l’assetto istituzionale. Divenire sempre più semplice poiché l’assetto istituzionale è solo una problematica iniziale. Divenire sempre più complessa poiché l’assetto istituzionale è da mutare al cambiare delle condizioni interne ed esterne all’azienda.

L’impresa è un: Sistema chiuso. Sistema aperto. Un sistema meccanicistico. Quasi-sistema.

L’azienda: Rallenta i mutamenti ambientali e il progresso tecnologico per rimanere in equilibrio. Nessuna delle altre affermazioni è vera. Contrasta i processi entropici e stimola al suo interno le reazioni ai mutamenti dell’ambiente esterno. Favorisce i processi entropici legati al deterioramento delle conoscenze.

Il principio dell’accountability consiste nel fatto che: Nessuna delle altre affermazioni è vera. i soggetti che gestiscono l’impresa rendono conto del proprio operato nei confronti degli altri stakeholders al fine di ridurre i costi, cosiddetti di agenzia, a cui questi ultimi vanno incontro. i soggetti che gestiscono l’impresa comunicano i loro curriculum e le loro remunerazioni agli altri stakeholders. garantire alle minoranze (azionarie) il potere di eleggere una parte dei membri degli organi di governance.

I costi d’agenzia esprimono gli oneri a cui l’impresa va incontro nel predisporre sistemi di controllo e di incentivo idonei ad evitare i cosiddetti comportamenti opportunistici (moral hazard): tenuti da parte del principale (che ha la proprietà del capitale conferito) e tesi ad incrementare la propria utilità personale a scapito di quella dell’agente (che gestisce l’impresa). tenuti da parte dell’agente (che ha la proprietà del capitale conferito) e tesi ad incrementare la propria utilità personale a scapito di quella del principale (che gestisce l’impresa). tenuti da parte dell’agente (che gestisce l’impresa) e tesi ad incrementare la propria utilità personale a scapito di quella del principale (che ha la proprietà del capitale conferito). tenuti da parte del principale (che gestisce l’impresa) e tesi ad incrementare la propria utilità personale a scapito di quella dell’agente (che ha la proprietà del capitale conferito).

Nel rapporto di “agenzia”, il principale è: Chi gestisce l’impresa. Chi stipula contratti in nome proprio e per conto dell’azienda. Il proprietario al 100 % del capitale di rischio conferito. Chi promuove i prodotti dell’azienda.

Nel rapporto di “agenzia”, l’agente è: Chi stipula contratti in nome proprio e per conto dell’azienda. Chi promuove i prodotti dell’azienda. Chi gestisce l’impresa. Il proprietario del capitale di rischio conferito.

Con il termine rapporto di agenzia si indica: Che soggetto giuridico dell’impresa è un’agente di commercio. Che il principale, cioè colui che gestisce l’impresa, non è il proprietario al 100 % del capitale di rischio conferito. Che l’agente, cioè colui che gestisce l’impresa, non è il proprietario al 100 % del capitale di rischio conferito. Che gli amministratori dell’impresa sono i suoi agenti di commercio.

Con il termine corporate disclosure: Si indica la sola comunicazione obbligatoria a contenuto finanziario, cioè quella inerente il bilancio di esercizio e i dati finanziari che richiede la Borsa. Si indicano le forme di comunicazione che comprendono la rendicontazione obbligatoria di tipo economico-finanziaria e quelle non obbligatorie come il bilancio sociale e il bilancio ambientale. Si indicano forme di comunicazione differenti da quelle qui citate. Si indica la sola comunicazione di informazioni che sono richieste dai soci nelle assemblee degli azionisti.

I costi di agenzia sono la somma delle seguenti tre componenti di costo: Costo primo, costo complessivo, costo economico tecnico. Costi fissi, costi variabili, costi speciali. Costi comuni, costi speciali, costi fissi speciali. Monitoring costs, bonding costs, residual loss.

Il fenomeno di moral hazard è rappresentato dalla possibilità che ha un soggetto: di non trasmettere importanti informazioni in proprio possesso, o trasmetterle distorte, al fine di aumentare la propria utilità. di stipulare contratti di lavoro senza riconoscere le garanzie di legge. Nessuna delle altre affermazioni è vera. di acquistare gli input a costo più basso perché non coperti da garanzia.

Le inefficienze legate ai rapporti di agenzia: Non interessano per fortuna le società italiane. Interessano le sole società a controllo precostituito. interesseranno le sole public company. Interessano sia le public company sia le società a controllo precostituito.

il modello interpretativo della corporate governance delle società a controllo precostituito evidenzia: Altro rispetto alle alternative elencate. il conflitto di interessi esistente tra i managers (outsiders) da un lato e tutti gli azionisti (insiders) dall’altro lato. il conflitto di interessi esistente tra azionisti di maggioranza (insiders) e azionisti di minoranza (outsiders). il conflitto di interessi esistente tra soggetto economico da un lato e soggetto giuridico dall’altro.

Non si avvertirebbe la necessità di elaborare un sistema di corporate governance se: Per ipotesi, fosse possibile, da parte degli stakeholder aziendali strategici, redigere dei contratti “perfetti”. Per ipotesi, fosse possibile regolare ogni scambio in contanti. Nessuna delle altre affermazioni è vera. Per ipotesi, fosse possibile attingere a finanziamenti di prestito.

Nel modello di corporate governance detto “stakeholder model”. L’Alta direzione tiene conto solo dei finanziatori di capitale di prestito. Nessuna delle altre affermazioni è vera. L’Alta direzione deve render conto delle proprie azioni agli azionisti, ai dipendenti, ai creditori, ai clienti e fornitori e alla comunità locale. L’Alta direzione deve render conto delle proprie azioni solo agli azionisti.

I cosiddetti “bonding costs” sono: Costi primi. La componente dei costi di agenzia che ha a che fare con il costo di tutte le attività intraprese dall’agente per convincere il principale che l’operato del primo è allineato agli interessi dello stesso principale;. La componente dei costi di agenzia che ha a che fare con il costo di tutte le attività intraprese dal principale al fine di misurare, valutare, regolamentare ed incentivare l’agente a tenere determinati comportamenti. Costi di finanziamento dell’impresa.

I cosiddetti “monitoring costs” sono: La componente dei costi di agenzia che ha a che fare con il costo di tutte le attività intraprese dall’agente per convincere il principale che l’operato del primo è allineato agli interessi dello stesso principale;. La componente dei costi di agenzia che ha a che fare con il costo di tutte le attività intraprese dal principale al fine di misurare, valutare, regolamentare ed incentivare l’agente a tenere determinati comportamenti. Costi primi. Costi di finanziamento dell’impresa.

la correttezza e la completezza delle informazioni comunicate da chi gestisce l’azienda (cosiddetti insiders) attenuano le problematiche legate ai comportamenti: di moral hazard degli stakeholder aziendali non coinvolti nella gestione (cosiddetti outsider) nei confronti degli insiders. di moral hazard degli insiders nei confronti degli stakeholder aziendali non coinvolti nella gestione (cosiddetti outsider). di privacy degli insiders. di privacy degli stakeholder aziendali non coinvolti nella gestione (cosiddetti outsider).

Non si avvertirebbe la necessità di elaborare un sistema di corporate governance se: Si potesse assumere la presenza tra i soggetti coinvolti dalla gestione aziendale di un’informazione imperfetta. Si potesse assumere l’assenza di occasioni di affari da parte dei soggetti coinvolti dalla gestione aziendale. Nessuna delle altre affermazioni è vera. Si potesse assumere l’assenza di opportunismo da parte dei soggetti coinvolti dalla gestione aziendale;.

L’asimmetria informativa esistente fra i soggetti coinvolti nella negoziazione. È all’origine sia dell’opportunismo pre-contrattuale sia dell’opportunismo post-contrattuale. È all’origine dell’opportunismo post-contrattuale e non dell’opportunismo pre-contrattuale. Nessuna delle altre affermazioni è vera. È all’origine dell’opportunismo pre-contrattuale e non dell’opportunismo post-contrattuale.

Il moral hazard è una tipologia di comportamenti opportunistici: Di un soggetto rispetto ad un altro precedente la stipula di un contratto che avverrà tra di loro. Di un soggetto rispetto ad un altro susseguente alla stipula di un contratto che è avvenuta tra di loro. Che sono diretti a internalizzare fasi produttive a monte o a valle per aumentare il rischio aziendale. Che sono diretti a esternalizzare fasi produttive a monte o a valle per ridurre il rischio aziendale.

il modello interpretativo della corporate governance delle public company evidenzia: Altro rispetto alle alternative elencate. il conflitto di interessi esistente tra azionisti di maggioranza (insiders) e azionisti di minoranza (outsiders). il conflitto di interessi esistente tra i managers (insiders) da un lato e gli azionisti (outsiders) dall’altro lato. il conflitto di interessi esistente tra soggetto economico da un lato e soggetto giuridico dall’altro.

I costi di agenzia rappresentano il costo della separazione tra proprietà e controllo, quindi i costi di agenzia sono dati: dalla differenza tra il valore che l’impresa avrebbe se posseduta al 100% dai suoi manager e quello effettivo che ha sul mercato in un dato momento. dalla differenza tra il valore che l’impresa avrebbe se avesse la forma di “impresa padronale” e quello effettivo che ha sul mercato in un dato momento. dalla differenza tra il valore che l’impresa avrebbe se avesse la forma della società quotata e quello effettivo che ha sul mercato in un dato momento. dalla differenza tra il valore che l’impresa avrebbe se avesse la forma di public company e quello effettivo che ha sul mercato in un dato momento.

Il moral hazard è: Una tipologia di decisioni che innalzano il rischio aziendale misurato dalla leva finanziaria. Una tipologia di decisioni che innalzano il rischio aziendale misurato dalla leva operativa. Una tipologia di decisioni che innalzano il rischio aziendale misurato dalle leve finanziaria e operativa. Una tipologia di comportamenti di tipo opportunistico tra soggetti che hanno un rapporto contrattuale tra di loro.

in un sistema caratterizzato da un ampio numero di public companies: gli investitori trovano la massima possibilità di diversificare il proprio portafoglio di impieghi e ciò riduce il costo del capitale per l’impresa. gli investitori trovano la massima possibilità di diversificare il proprio portafoglio di impieghi e ciò aumenta il costo del capitale per l’impresa. gli investitori trovano poche possibilità di diversificare il proprio portafoglio di impieghi e ciò aumenta il costo del capitale per l’impresa. gli investitori trovano poche possibilità di diversificare il proprio portafoglio di impieghi e ciò riduce il costo del capitale per l’impresa.

In una public company, gli azionisti: possiedono le abilità per gestirla. sono da ritenersi disorganizzati quasi per definizione e preferiscono vendere le azioni della società di cui non sono soddisfatti della gestione. Sono tanto organizzati tra di loro da svolgere un’efficace azione di controllo sull’operato dell’Alta direzione dell’impresa. Nessuna delle affermazioni è esatta.

In una public company, la dispersione dell’azionariato: rende il controllo diretto da parte degli azionisti sulla gestione facile ed estremamente conveniente. Nessuna delle affermazioni è vera. rende il controllo diretto da parte degli azionisti sulla gestione inutile poiché gli azionisti gestiscono l’impresa. rende il controllo diretto da parte degli azionisti sulla gestione difficile ed estremamente costoso.

Nella public company: la condizione di separazione fra proprietà e controllo conduce alla perfetta coincidenza fra rischio e direzione. la condizione di coincidenza fra proprietà e controllo conduce alla perfetta coincidenza fra rischio e direzione. la condizione di separazione fra proprietà e controllo conduce alla netta separazione fra rischio e direzione. la condizione di coincidenza fra proprietà e controllo conduce alla netta separazione fra rischio e direzione.

Quale tra le seguenti è un’affermazione vera: con il diminuire dell’ammontare di quote azionarie detenute dai soggetti che gestiscono l’impresa diminuisce il grado di separazione fra proprietà e controllo. con l’aumentare dell’ammontare di quote azionarie detenute dai soggetti che gestiscono l’impresa aumenta il grado di separazione fra proprietà e controllo. con il diminuire dell’ammontare di quote azionarie detenute dai soggetti che gestiscono l’impresa il top management sarà più incentivato a perseguire gli interessi degli azionisti. con il diminuire dell’ammontare di quote azionarie detenute dai soggetti che gestiscono l’impresa il top management sarà incentivato a perseguire i propri interessi.

I top managers della public company: Hanno frequentemente l’interesse a restituire agli azionisti sotto forma di dividendi le risorse che si generano piuttosto che investirle nella crescita delle dimensioni aziendali (più prodotti, più mercati, ecc). hanno frequentemente l’interesse a perseguire la riduzione della dimensione aziendale anche al di là di quanto sia utile secondo criteri di economicità aziendale. Nessuna delle affermazioni è esatta. hanno frequentemente l’interesse a perseguire l’aumento della dimensione aziendale anche al di là di quanto sia utile secondo criteri di economicità aziendale.

In una public company: Nessuna delle affermazioni elencate è vera. il management tende a contenere il livello di indebitamento al di sotto di quanto potrebbe corrispondere alla minimizzazione del costo del capitale,. Il management tende ad aumentare il livello di indebitamento al di sopra di quanto potrebbe corrispondere alla minimizzazione del costo del capitale,. Il management evita di avere a che fare con un capitale di rischio abbondante e frammentato tra una miriade di azionisti, piuttosto cerca di intrattenere rapporti con pochi finanziatori come sono tipicamente i grandi creditori.

In riferimento alla public company, Baumol W. afferma che il principale obiettivo aziendale perseguito dal top management è costituito da: la massimizzazione delle vendite (intese come ricavi totali di vendita), fermo restando il raggiungimento di un livello minimo di profitto tale da soddisfare le attese degli azionisti. Nessuna delle affermazioni elencate è esatta. la minimizzazione delle vendite (intese come ricavi totali di vendita) e del profitto. la massimizzazione del profitto, fermo restando il raggiungimento di un livello minimo di ricavi vendite (intese come ricavi totali di vendita) tale da soddisfare le attese dei clienti.

In una public company, gli alti dirigenti che di fatto governano l’impresa: Hanno la proprietà dell’intero capitale della società. sopportano sul proprio patrimonio personale una parte sostanziale degli effetti che le loro decisioni determinano sul valore generato dall’attività aziendale dell’impresa che gestiscono. non sopportano sul proprio patrimonio personale una parte sostanziale degli effetti che le loro decisioni determinano sul valore generato dall’attività aziendale dell’impresa che gestiscono. Nessuna delle affermazioni è esatta.

La soddisfazione dei cosiddetti bisogni di status, prestigio e potere del top manager : può essere causa di acquisizioni di altre imprese, sebbene questo possa non essere nell’interesse aziendale. Può essere causa di maggiori prestazioni di manutenzione sui prodotti venduti in garanzia. Nessuna delle affermazioni in elenco è esatta. Può essere causa di vendita di rami dell’impresa, sebbene questo possa non essere nell’interesse aziendale.

La società a controllo precostituito può cogliere nuove opportunità, acquisendo i capitali a titolo di debito, nel far ciò essa andrà incontro: ad un minor rischio finanziario e un minore costo del capitale. ad un maggior rischio finanziario e un minore costo del capitale. ad un maggior rischio finanziario e un più alto costo del capitale. ad un minor rischio finanziario e un più alto costo del capitale.

Secondo Williamson l’attitudine dell’Alta direzione nei confronti dei costi: È sempre a favore dei creditori. È sempre di tipo neutrale. È spesso favorevole ad alcune categorie di spesa sostenute dall’impresa che influenzano positivamente l’utilità dei membri dell’Alta direzione. Non è mai favorevole alle categorie di spesa sostenute dall’impresa che influenzano positivamente l’utilità dei membri dell’Alta direzione.

Talune categorie di spesa sostenute dall’impresa influenzano positivamente l’utilità (che è funzione della remunerazione monetaria e di parametri non monetari quali la sicurezza, il potere, ed il prestigio) dei membri dell’Alta direzione. In particolare, Williamson si riferisce: ai costi relativi all’incremento dello staff dei dirigenti. Alle componenti di costo che rientrano nella configurazione del costo primo. Nessuna delle affermazioni in elenco è esatta. alle spese per i cosiddetti “emolumenti” a titolo di premio di produttività per il personale esecutivo.

Talune categorie di spesa sostenute dall’impresa influenzano positivamente l’utilità (che è funzione della remunerazione monetaria e di parametri non monetari quali la sicurezza, il potere, ed il prestigio) dei membri dell’Alta direzione. In particolare, Williamson si riferisce: Nessuna delle affermazioni in elenco è esatta. alle spese per gli importi corrisposti a titolo di premio di produttività per il personale esecutivo. Alle componenti di costo che rientrano nella configurazione del costo primo. alle spese per i cosiddetti “emolumenti”, i quali sono definiti come la frazione della remunerazione (monetaria e non monetaria) del top management che è discrezionale.

I fornitori di capitale di prestito chiedono un tasso di interesse superiore, a parità di altre condizioni, all’impresa il cui azionista: Nessuna delle affermazioni è esatta. si trova ad avere un patrimonio poco diversificato e concentrato sostanzialmente su un’impresa. si trova ad avere un grande patrimonio. si trova ad avere un patrimonio molto diversificato e frazionato tra diverse imprese.

Talune categorie di spesa sostenute dall’impresa influenzano positivamente l’utilità (che è funzione della remunerazione monetaria e di parametri non monetari quali la sicurezza, il potere, ed il prestigio) dei membri dell’Alta direzione. In particolare, Williamson si riferisce. alle risorse disponibili per investimenti discrezionali, nel senso che dipendono fondamentalmente dalla volontà dell’Alta direzione. Alle componenti di costo che rientrano nella configurazione del costo primo. alle spese per gli importi corrisposti a titolo di premio di produttività per il personale esecutivo. Nessuna delle affermazioni in elenco è esatta.

In una società a controllo precostituito, quando l’azionista di controllo sottoscrive pro-quota un aumento di capitale. aumenta ulteriormente il grado di diversificazione del proprio portafoglio patrimoniale e a ciò fa seguito un rischio più elevato e, dunque, un aumento del costo del capitale. riduce ulteriormente il grado di diversificazione del proprio portafoglio patrimoniale e a ciò fa seguito un rischio più basso e, dunque, un più basso costo del capitale. aumenta ulteriormente il grado di diversificazione del proprio portafoglio patrimoniale e a ciò fa seguito un rischio più basso e, dunque, un più basso costo del costo del capitale. riduce ulteriormente il grado di diversificazione del proprio portafoglio patrimoniale e a ciò fa seguito un rischio più elevato e, dunque, un aumento del costo del capitale.

La società a controllo precostituito è un tipo di società in cui: La proprietà delle azioni è suddivisa tra una moltitudine di piccoli azionisti. È presente un azionista che dispone del controllo, o un insieme di azionisti che si alleano per esercitarlo. Nessuna delle affermazioni in elenco è esatta. La proprietà delle azioni è molto instabile.

Il buon sistema di corporate governance di una società a controllo precostituito deve prefiggersi : Di tutelare il management dal forte potere di condizionamento esercitabile dall’azionista di controllo. Di tutelare gli interessi degli azionisti cosiddetti insiders rispetto agli azionisti cosiddetti outsiders. Nessuna delle affermazioni in elenco è esatta. di tutelare gli azionisti outsiders dal forte potere di condizionamento esercitabile dall’azionista di controllo.

Il buon sistema di corporate governance di una public company dovrebbe prefiggersi: Di tutelare gli interessi degli azionisti cosiddetti insiders rispetto agli azionisti cosiddetti outsiders. di tutelare gli azionisti outsiders dal forte potere di condizionamento esercitabile dall’azionista di controllo. Di tutelare il management dal forte potere di condizionamento esercitabile dal collegio sindacale. Nessuna delle affermazioni in elenco è esatta.

La circostanza di esercitare il controllo sul governo di una società pur detenendo non tutto ma solo una frazione del capitale può indurre il gestore-azionista a ricercare soluzioni: Di buon senso a favore della moltitudine di piccoli azionisti tipica di questo tipo di società. Nessuna delle affermazioni in elenco è esatta. Di breve periodo che vanno a detrimento delle performance di lungo periodo. tese ad incrementare la propria utilità personale, perseguendo i benefici tipici spettanti a chi può decidere le spese discrezionali a disposizione degli organi massimi di governo economico.

I gruppi di imprese: Nessuna delle affermazioni è esatta. Sono gerarchici oppure associativi. Sono solo gerarchici e le società che vi fanno parte hanno sempre reciproci collegamenti tra di loro. Sono tali perché tali vengono definiti in un atto costituitivo.

La presenza di una società holding al vertice del gruppo. Nessuna delle affermazioni è esatta. Caratterizza i “gruppi gerarchici”. Caratterizza i gruppi aziendali giapponesi. Caratterizza i “gruppi associativi”.

Un insieme di imprese connesse da una serie di possessi azionari reciproci. Nessuna delle affermazioni è esatta. Caratterizza i “gruppi gerarchici”. Caratterizza i “gruppi associativi”. Caratterizza i gruppi aziendali italiani.

Il coordinamento delle attività non è esercitato da una holding, ma è ottenuto mediante vari meccanismi di tipo formale e informale, diversi da caso a caso. Caratterizza i “gruppi gerarchici”. Caratterizza i gruppi aziendali italiani. Nessuna delle affermazioni è esatta. Caratterizza i “gruppi associativi”.

La proprietà diretta nella società “A” è: la quota azionaria detenuta in una società che è estranea a “gruppi aziendali”. la quota posseduta di un azionista nella società “A” appartenente ad un dato gruppo aziendale. Nessuna delle affermazioni è esatta. la quota azionaria detenuta attraverso le partecipazioni azionarie che legano le società del gruppo alla società “A”.

La proprietà indiretta nella società “A” è: Nessuna delle affermazioni è esatta. la quota azionaria detenuta in una società che è estranea a “gruppi aziendali”. la quota azionaria detenuta attraverso le partecipazioni azionarie che legano le società del gruppo alla società A. la quota posseduta di un azionista nella società “A” appartenente ad un dato gruppo aziendale.

La circostanza di esercitare il controllo sul governo di una società pur detenendo non tutto ma solo una frazione del capitale può indurre il gestore-azionista a ricercare soluzioni. tese ad incrementare la propria utilità personale, perseguendo i benefici tipici spettanti a chi può decidere le politiche remunerative e di stock option. Nessuna delle affermazioni in elenco è esatta. Di buon senso a favore della moltitudine di piccoli azionisti tipica di questo tipo di società. Di breve periodo che vanno a detrimento delle performance di lungo periodo.

i costi di agenzia interessano: Sia le public company, sia le società a controllo precostituito. solo le public company. Solo le società a controllo precostituito. Nessuna delle affermazioni in elenco è esatta.

Quale tra le seguenti affermazioni risulta vera. la mancata contendibilità del controllo del capitale azionario di una società a “controllo precostituito” impedisce agli azionisti di minoranza di cogliere l’opportunità di vedere crescere il valore delle loro azioni a seguito di offerte e sollecitazioni pubbliche di acquisto di azioni fatte da scalatori ostili. la mancata contendibilità del controllo del capitale azionario di una public company impedisce agli azionisti di minoranza di cogliere l’opportunità di vedere crescere il valore delle loro azioni a seguito di offerte e sollecitazioni pubbliche di acquisto di azioni fatte da scalatori ostili. la contendibilità del controllo del capitale azionario di una società a “controllo precostituito” consente agli azionisti di minoranza di cogliere l’opportunità di vedere crescere il valore delle loro azioni a seguito di offerte e sollecitazioni pubbliche di acquisto di azioni fatte da scalatori ostili. Nei mercati in cui sono presenti le public company non è consentito a scalatori ostili di fare offerte e sollecitazioni pubbliche di acquisto.

L’impossibilità, da parte dell’azionista di minoranza, di rimuovere e sostituire il gestore azionista, anche se questi ha dato prova di scarsa capacità manageriale, è all’origine del cosiddetto fenomeno dello: Premio di minoranza. Premio di maggioranza. Sconto di maggioranza. sconto di minoranza.

La percentuale della creazione o distruzione di ricchezza, legata ad un progetto di investi¬mento, che competerebbe all’azionista di controllo ultimo in un gruppo piramidale: equivale al 100%. Nessuna delle affermazioni è esatta. Equivale alla quota di proprietà integrata. Equivale alla percentuale di underinvestment.

Cosa si intende per “sconto di minoranza”: Nessuna delle affermazioni elencate è esatta. Lo stesso concetto sotteso dal termine “premio di controllo”. L’aumento di valore subito da una singola azione a causa della mancanza di benefici conseguenti al non detenere il controllo di un’impresa. la diminuzione di valore subita da una singola azione a causa della mancanza di benefici conseguenti al non detenere il controllo di un’impresa.

Lo sconto di minoranza: È fisso indipendentemente dai comportamenti dell’azionista di controllo. è direttamente proporzionale alla propensione con cui l’azionista di controllo dà prova, e ha dato prova in passato, di tenere in considerazione i punti di vista degli azionisti di minoranza. è inversamente proporzionale alla propensione con cui l’azionista di controllo dà prova, e ha dato prova in passato, di tenere in considerazione i punti di vista degli azionisti di minoranza. Nessuna delle affermazioni in elenco è esatta.

Il valore economico (W) e il valore di mercato (Wm) del capitale: Nessuna delle affermazioni è esatta. Coincidono solo se l’informazione aziendale è disponibile in modo simmetrico per tutti i protagonisti e se la struttura societaria è quella della public company. Coincidono solo se l’informazione aziendale è disponibile in modo simmetrico per tutti i protagonisti e se la società è a controllo precostituito. Coincidono sempre.

Con l’aumentare dell’ammontare di quote azionarie detenute dai soggetti che gestiscono l’impresa: aumenta la possibilità che le decisioni siano informate a criteri e finalità in parte estranei a quelli della massimizzazione del valore economico dell’impresa. aumentano gli incentivi ad adottare la struttura organizzativa plurifunzionale. diminuisce la possibilità che le decisioni siano informate a criteri e finalità in parte estranei a quelli della massimizzazione del valore economico dell’impresa. le decisioni aziendali vengono sempre più orientate al breve periodo.

Con il diminuire dell’ammontare di quote azionarie detenute dai soggetti che gestiscono l’impresa: diminuisce la possibilità che le decisioni siano informate a criteri e finalità in parte estranei a quelli della massimizzazione del valore economico dell’impresa. cresce la possibilità che le decisioni siano informate a criteri e finalità in parte estranei a quelli della massimizzazione del valore economico dell’impresa. le decisioni aziendali vengono sempre più orientate al lungo periodo. aumentano gli incentivi ad adottare la struttura organizzativa plurifunzionale.

il rischio di finanziare progetti e acquisizioni a Van (Valore attuale netto) negativo è presente: Non è mai possibile che il “gestore” assuma decisioni simili. in tutte quelle circostanze dove c’è coincidenza fra proprietà e controllo. nella public company, ma anche in società controllate da catene piramidali. Nessuna delle affermazioni è esatta.

Vi è un trasferimento di ricchezza infragruppo associato all’espropriazione degli azionisti di minoranza di una società a valle a beneficio degli azionisti della holding del gruppo, nella circostanza di: cessioni di imprese non quotate o rami di impresa di società che stanno più a monte nel gruppo piramidale fatte a società che stanno più a valle nel gruppo gerarchico a prezzi favorevoli per la società a valle. Nessuna delle affermazioni è esatta. cessioni di imprese non quotate o rami di impresa di società che stanno più a valle nel gruppo piramidale fatte a società che stanno più a monte nel gruppo gerarchico a prezzi favorevoli per la società a valle. cessioni di imprese non quotate o rami di impresa di società che stanno più a monte nel gruppo piramidale fatte a società che stanno più a valle nel gruppo gerarchico a prezzi favorevoli per la società a monte.

Vi è un trasferimento di ricchezza infragruppo associato all’espropriazione degli azionisti di minoranza di una società a valle a beneficio degli azionisti della holding del gruppo, nella circostanza di: Nessuna delle affermazioni è esatta. Esistenti rapporti commerciali infragruppo che risultano particolarmente favorevoli per la società che è più a “valle” nel gruppo gerarchico rispetto a quelle che sta più a monte. Esistenti rapporti commerciali infragruppo che risultano particolarmente favorevoli per la società che sta più a “monte” rispetto a quella che è più a valle nel gruppo gerarchico. Esistenti rapporti commerciali tra società collegate da partecipazioni incrociate all’interno di un gruppo associativo.

Gli investitori istituzionali: Sono gli azionisti di controllo delle holding. acquistano e detengono le azioni delle grandi imprese per conto di una famiglia svolgendo il ruolo di “cassaforte” della medesima famiglia. acquistano e detengono le azioni delle grandi imprese per conto dei singoli risparmiatori-investitori e, pertanto, sono tenuti a gestire tale portafoglio di azioni in modo da perseguire l’interesse di questi ultimi. Nessuna delle affermazioni è esatta.

Quale tra le seguenti affermazioni è vera, parlando dei rapporti tra singoli risparmiatori e gli investitori istituzionali che acquistano e detengono le azioni delle grandi imprese per conto degli stessi singoli risparmiatori ?. Una possibile fonte di inefficienze e di costi di agenzia è quella afferente i rapporti tra l’intermediario (investitore professionale) e i suoi azionisti. Nessuna delle affermazioni è esatta. rispetto ai proprietari ultimi dell’impresa (i risparmiatori) non esistono possibili fonti di inefficienze alla base dei costi di agenzia. rispetto ai proprietari ultimi dell’impresa (i risparmiatori) esiste la possibilità di stipulare contratti perfetti.

Quando emerge il fenomeno del free-riding ?. Ogni volta che a causa di notizie intenzionalmente divulgate al mercato di Borsa si ottiene un ingiusto guadagno. Nessuna delle affermazioni è esatta. Ogni volta che si lucra una differenza positiva tra il prezzo di cessione delle azioni e il loro prezzo di acquisto. Ogni volta che più soggetti beneficiano dello svolgimento di un’attività di cui, però, solo uno (o alcuni) di loro ne sostiene il costo.

Una politica di intervento nella gestione di una società da parte del singolo investitore istituzionale comporta per quest’ultimo: il dover sopportare dei costi senza avere garanzia che riuscirà ad appropriarsi in via esclusiva dei benefici derivanti dalla politica di intervento medesima. il dover sopportare dei costi con la garanzia legale che riuscirà ad appropriarsi in via esclusiva dei benefici derivanti dalla politica di intervento medesima. Mai dei costi, ma solo il conseguimento di maggior ricavi. Nessuna delle affermazioni è esatta.

gli investitori istituzionali tendono ad essere incentivati a: costruire dei portafogli di investimento che permettano di ridurre il rischio specifico di una singola impresa attraverso la diversificazione ed a mantenere bassi i propri costi di gestione. costruire dei portafogli di investimento che permettano di aumenatre il rischio specifico di una singola impresa attraverso la diversificazione ed a mantenere bassi i propri costi di gestione. costruire dei portafogli di investimento che permettano di ridurre il rischio specifico di una singola impresa attraverso la diversificazione ed a mantenere alti i propri costi di gestione. costruire dei portafogli di investimento che permettano di aumentare il rischio specifico di una singola impresa attraverso la diversificazione ed a mantenere alti i propri costi di gestione.

Il coinvolgimento attivo degli investitori nella gestione delle imprese in cui investono comporterebbe: un aumento dei costi (nel breve termine intervenire è evidentemente più costoso che vendere) ed una necessità di frazionare il proprio investimento su un numero maggiore di imprese (al fine di poterne effettivamente analizzare la gestione in maniera più attiva). nessuna tra le alternative proposte è esatta. una diminuzione dei costi (nel breve termine intervenire è evidentemente più costoso che vendere) ed una necessità di concentrare il proprio investimento su un numero minore di imprese (al fine di poterne effettivamente analizzare la gestione in maniera più attiva). un aumento dei costi (nel breve termine intervenire è evidentemente più costoso che vendere) ed una necessità di concentrare il proprio investimento su un numero minore di imprese (al fine di poterne effettivamente analizzare la gestione in maniera più attiva).

Quale tra le seguenti affermazioni sugli “investitori istituzionali” è vera: Nessuna delle altre affermazioni è esatta. gli investitori istituzionali sono organizzazioni complesse con finalità proprie, talvolta trascendenti quelle dei mandanti-beneficiari. gli investitori istituzionali esercitano le prerogative spettanti ai proprietari d’impresa con modalità più efficienti rispetto agli azionisti individuali, non avendo interessi propri agiscono solo nell’interesse dei risparmiatori-investitori che gli affidano i loro risparmi. i fondi comuni di investimento non hanno alcun legame o rapporto di affare con le banche come evidenziato anche dalla CONSOB.

si fonda sul ruolo delle forze di mercato (market for corporate control) di risolvere la dialettica che contrappone gli azionisti-proprietari ai managers: Lo schema dell’outsider system. Nessuna delle affermazioni è esatta. Lo schema dell’insider system. Lo schema della SpA.

Il modello di corporate governance incentrato sullo schema outsider system si è affermato soprattutto: In Italia. In U.S.A. e Gran Bretagna. In Giappone. In Germania.

Lo schema dell’outsider system: Si fonda sulla ricerca per vie “interne” all’organizzazione aziendale di un compromesso di interessi nella più vasta cerchia degli stakeholders,. vieta le compravendite di titoli azionari allo “scoperto”. Nessuna delle affermazioni è esatta. è fondato sull’idea che il mercato dei capitali sia il meccanismo più efficiente per regolare il conflitto di interessi tra azionisti e management.

Lo schema dell’insider system: Nessuna delle affermazioni è esatta. Si fonda sulla ricerca per vie “interne” all’organizzazione aziendale di un compromesso di interessi nella più vasta cerchia degli stakeholders,. vieta le compravendite di titoli azionari allo “scoperto”. è fondato sull’idea che il mercato dei capitali sia il meccanismo più efficiente per regolare il conflitto di interessi tra azionisti e management.

La minaccia di takeover può disciplinare le imprese con un management inefficiente e, in ogni caso, favorire la ricerca di un migliore assetto aziendale. Laddove vi sono mercati dei capitali evoluti e lo schema della corporate governance è quello dell’outsider system. Laddove vi sono mercati dei capitali imperfetti e lo schema della corporate governance è quello dell’insider system. Sempre, l’importante è che sia una società a controllo precostituito. Sempre, quando lo schema della corporate governance è quello dell’outsider system.

la composizione del comitato di sorveglianza è soggetta alla legge sulla “co-gestione”. In base a tale legge, il comitato di sorveglianza include una rappresentanza dei dipendenti in tutte le imprese tranne quelle più piccole: Ciò è quanto avviene in Italia. Ciò è quanto avviene in Inghilterra. Ciò è quanto avviene negli U.S.A. Ciò è quanto avviene in Germania.

In una public company: Nessuna delle altre affermazioni è esatta. il deprezzamento delle azioni quotate agevola il ricambio dei managers dell’azienda anche tramite meccanismi di takeover non voluti dall’azionista di controllo. il deprezzamento delle azioni quotate agevola il ricambio dei managers dell’azienda anche tramite meccanismi di takeover. il deprezzamento delle azioni quotate agevola il rafforzamento dell’azionista di controllo anche tramite meccanismi di takeover.

Quale tra le seguenti caratteristiche NON è alla base del modello della public company: concentrazione del potere (e della responsabilità) nell’azionista di controllo. azionisti frazionati/maggioranze non stabili. titoli quotati/prezzo come segnale di performance in un mercato dei capitali efficiente. disponibilità di formule finanziarie che rendono fattibili tentativi di takeover.

Teoricamente, se le ipotesi su cui regge fossero vere, il modello outsider system dovrebbe: Nessuna delle affermazioni è esatta. Garantire la costituzione di gruppi di azionisti di controllo. realizzare condizioni per equilibri “inefficienti”, in quanto i takeover trasferiscono il controllo da un management efficiente a uno inefficiente con l’allocazione non-ottimale delle risorse imprenditoriali e manageriali. consentire di creare le condizioni per equilibri “efficienti”, in quanto i takeover permettono di trasferire il controllo da un management inefficiente a uno efficiente con l’allocazione delle risorse imprenditoriali e manageriali secondo regole di mercato.

Una delle critiche maggiori sull’outsider system è che: L’ipotesi su cui regge l’outsider system della completa efficienza del mercato azionario non si può ritenere normalmente verificata. L’ipotesi su cui regge l’outsider system è la necessità del controllo precostituito per addivenire alla contendibilità delle società e all’efficienza del mercato azionario. non esistono contraddizioni poiché l’outsider system regge sulla completa efficienza del mercato azionario che è una condizione che si può ritenere sempre verificata nella realtà. L’ipotesi che il controllo precostituito delle società porta a valorizzare nelle quotazioni dei titoli le performance aziendali;.

Una delle critiche maggiori sull’outsider system è che: L’ipotesi su cui regge l’outsider system è la necessità del controllo precostituito per addivenire alla contendibilità delle società e all’efficienza del mercato azionario. non esistono contraddizioni poiché l’outsider system regge sulla completa efficienza del mercato azionario che è una condizione che si può ritenere sempre verificata nella realtà. anche nei contesti ambientali più evoluti non si può realisticamente immaginare una completa simmetria informativa: per definizione talune conoscenze rilevanti sono sempre inside. L’ipotesi che il controllo precostituito delle società porta a valorizzare nelle quotazioni dei titoli le performance aziendali.

Lo schema insider system, strettamente inteso, è quello su cui si fonda: Il sistema di governance delle imprese americane ed inglesi. Il sistema di governance delle imprese governate dallo schema dell’outsider system. il sistema di governance delle imprese tedesche e giapponesi. Il sistema di governance delle public company nei mercati regolamentati anglo-americani.

Lo schema dell’outsider system si caratterizza: Per la netta separazione tra gestione e proprietà e per il fatto che gli azionisti non hanno modo di condizionare o indirizzare l’operato del management. Per la netta separazione tra gestione e proprietà e per il fatto che gli azionisti condizionano e indirizzano l’operato del management. Per la coincidenza tra gestione e proprietà e per il fatto che gli azionisti non hanno modo di condizionare o indirizzare l’operato del management. Per la coincidenza tra gestione e proprietà e per il fatto che gli azionisti condizionano e indirizzano l’operato del management.

Il sistema di voto attraverso le deleghe è uno degli aspetti legislativi dell’ordinamento che rafforza sensibilmente la posizione delle banche nella governance delle aziende. Le banche agiscono come azionisti di rilievo nel sistema di corporate governance, poiché esercitano i diritti di voto non solo delle azioni di cui sono proprietarie, ma anche delle azioni che hanno in custodia poiché depositate presso di loro dai piccoli investitori. Questo è concesso dalle leggi in Germania. Questo è concesso dalle leggi anche in Italia. Questo è concesso dalle leggi di tutti i Paesi capitalistici. Questo è concesso dalle leggi in Inghilterra.

Nel sistema a due livelli renano: Il comitato di gestione è chiamato a prendere decisioni rapide e forti per un’efficace gestione dell’azienda ed è responsabile della tutela degli interessi degli azionisti, mentre il comitato di sorveglianza ha la funzione di garantire che gli interessi di tutti gli stakeholders siano tenuti in considerazione. Il comitato di gestione coincide con l’assemblea degli azionisti. Il comitato di sorveglianza è chiamato a prendere decisioni rapide e forti per un’efficace gestione dell’azienda ed è responsabile della tutela degli interessi degli azionisti, mentre il comitato di gestione ha la funzione di garantire che gli interessi di tutti gli stakeholders siano tenuti in considerazione. Il comitato di sorveglianza coincide con l’assemblea degli azionisti.

L’insider system, detto anche modello renano: garantisce la ricerca di un compromesso di interessi, nella più vasta cerchia degli stakeholders (anche diversi dagli azionisti), per vie interne all’organizzazione aziendale attraverso la presenza all’interno degli organi di governo delle imprese di una rappresentanza dei vari gruppi di interessi che fanno capo agli stessi stakeholders. garantisce la ricerca di un compromesso di interessi, nella più vasta cerchia degli stakeholders (anche diversi dagli azionisti), per vie esterne all’organizzazione aziendale attraverso Autority di Borsa. garantisce il monitoraggio continuo del management da parte del mercato finanziario attraverso i meccanismi tipici del market for corporate control. garantisce la soddisfazione degli interessi degli azionisti attraverso i meccanismi del market for corporate control.

Gli executive director. Fanno parte del consiglio di amministrazione e non del top-management della società. Nessuna delle altre afferamzioni è esatta. Fanno parte solo del top-management della società e non del consiglio di amministrazione. Fanno parte del top-management della società e del consiglio di amministrazione.

Sono outside directors quei membri del consiglio di amministrazione: Che sono no-executive director non responsabili della gestione. Che sono executive director responsabili della gestione. Che sono executive director non responsabili della gestione. Che sono no-executive director responsabili della gestione.

Spetta il delicato compito di rappresentare in seno al consiglio di amministrazione le istan¬ze dei vari gruppi di stakeholders: A nessuno dei soggetti elencati. Agli azionisti di maggioranza. Agli executive director. Ai no-executive director.

L’amministratore privo di deleghe corrisponde: Al presidente quando allo stesso vengono attribuite deleghe. All’amministratore non-esecutivo. Nessuna delle affermazioni in elenco è esatta. All’amministratori esecutivo.

il consiglio di amministrazione in teoria può avocare a sé i poteri e agire direttamente in sostituzione degli amministratori delegati ?. Si, ma solo se è adottato il codice di autodisciplina. Nessuna delle affermazioni è vera. No, mai. Si, sempre.

Il consiglio di amministrazione può: Delegare tutte le sue funzioni eccetto alcune come ad esempio nominare o revocare gli amministratori delegati. Nessuna delle alternative è esatta. Delegare tutte le sue funzioni ad uno o più dei suoi amministratori. Votare in sostituzione dell’assemblea dei soci.

Quale tra le seguenti affermazioni è vera. Nessuna delle affermazioni è vera. il management deve saper sorvegliare la gestione aziendale svolta nel quotidiano dal consiglio di amministrazione. Non è necessario sorvegliare la gestione aziendale poiché per definizione è svolta sempre nell’interesse degli stakeholders. il consiglio di amministrazione deve saper sorvegliare la gestione aziendale svolta nel quotidiano dal management.

sono gli unici soggetti che partecipano all’impresa non avendo garantito contrattualmente né la remunerazione né il rimborso del capitale conferito: Nessuna delle affermazioni è esatta. I conferenti del capitale di rischio. I dipendenti. I prestatori di capitale.

La strategia a livello corporate. È altro rispetto a quanto detto nelle alternative elencate. È l’insieme delle idee, dei valori ai quali devono ispirarsi le innumerevoli decisioni che la conduzione dell’azienda comporta a tutti i livelli. Definisce le modalità di costruzione, difesa e miglioramento del vantaggio competitivo nei diversi settori di attività. Definisce la combinazione di prodotti; mercati e tecnologie con i quali e nei quali l’azienda intende competere.

L’orientamento strategico di fondo. È l’insieme delle idee, dei valori ai quali devono ispirarsi le innumerevoli decisioni che la conduzione dell’azienda comporta a tutti i livelli. Definisce le modalità di costruzione, difesa e miglioramento del vantaggio competitivo nei diversi settori di attività. È altro rispetto a quanto detto nelle alternative elencate. Definisce la combinazione di prodotti; mercati e tecnologie con i quali e nei quali l’azienda intende competere.

La strategia competitiva. Definisce la combinazione di prodotti; mercati e tecnologie con i quali e nei quali l’azienda intende competere. È altro rispetto a quanto detto nelle alternative elencate. Definisce le modalità di costruzione, difesa e miglioramento del vantaggio competitivo nei diversi settori di attività. È l’insieme delle idee, dei valori ai quali devono ispirarsi le innumerevoli decisioni che la conduzione dell’azienda comporta a tutti i livelli.

la vera peculiarità del capitalismo italiano è: Nessuna delle affermazioni è esatta. Il controllo sul management operato dal mercato dei capitali (market for corporate control). l’elevato frazionamento delle azioni, che sono detenute da una moltitudine di piccoli azionisti. l’elevata concentrazione azionaria che caratterizza le aziende quotate, le quali sono controllate da multinazionali estere, dallo Stato o da famiglie imprenditoriali.

L’elevata concentrazione della proprietà delle aziende quotate italiane determina l’esistenza e il funzionamento di un sistema di controllo sul management che è affidato: A Borsa Italiana SpA. Al mercato. al consiglio di amministrazione. Nessuna delle affermazioni è esatta.

L’organizzazione interna del consiglio di amministrazione prevede che il potere di gestione della società: venga delegato sempre e soltanto a un soggetto, cosiddetto amministratore unico. Nessuna delle risposte è corretta. venga delegato a uno o più soggetti, cosiddetto amministratore delegato o amministratori delegati. venga delegato sempre e soltanto a più soggetti, cosiddetti amministratori delegati.

Nelle società ad azionariato diffuso il consiglio di amministrazione viene considerato espressione: del management, poiché gli alti dirigenti della società sono anche componenti del consiglio di amministrazione. Del personale dipendente. Delle banche. diretta degli azionisti controllori, poiché i componenti del consiglio di amministrazione sono nominati e revocati dagli azionisti controllori.

Nelle società a controllo precostituito il consiglio di amministrazione viene considerato espressione: Del personale dipendente. Delle banche. del management, poiché gli alti dirigenti della società sono anche componenti del consiglio di amministrazione. diretta degli azionisti controllori, poiché i componenti del consiglio di amministrazione sono nominati e revocati dagli azionisti controllori.

L’esperienza mostra che le famiglie proprietarie italiane che controllano le società quotate alla Borsa: non assumono normalmente incarichi di governo (consigli di amministrazione) e di direzione dell’impresa. Sono raider che colgono ogni occasione possibile per porre in essere scalate ostili finalizzate a conseguire il controllo di altre società quotate. assumono normalmente incarichi di governo (consigli di amministrazione) e di direzione dell’impresa. Nessuna delle affermazioni è esatta.

Report abuse