Strategia, Organizzazione e Marketing - EXTRA 10
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Secondo il modello del "garbage can", i quattro flussi indipendenti sono: Problemi, decisioni, risorse, partecipanti. Problemi, soluzioni, partecipanti, opportunità di scelta. Soluzioni, obiettivi, processi, opportunità di scelta. Problemi, strategie, strutture organizzative, partecipanti. Secondo il modello del "garbage can" (cestino dei rifiuti) applicato ai processi decisionali, i quattro elementi che confluiscono nel "cestino" sono: Problemi, decisioni, risorse e partecipanti. Soluzioni, obiettivi, processi e opportunità di scelta. Problemi, strategie, strutture organizzative e partecipanti. Problemi, potenziali soluzioni, partecipanti e opportunità di scelta. Nella fase di problem setting del processo decisionale, le variabili endogene rappresentano: I fattori esterni all’organizzazione che influenzano il contesto decisionale. I risultati, ovvero gli effetti e le conseguenze, delle decisioni e delle variabili ambientali. Le alternative decisionali disponibili tra cui il decisore può scegliere. I risultati, ovvero gli effetti e le conseguenze, delle decisioni e delle variabili decisionali. Le teorie dei processi decisionali spiegano: Come le organizzazioni definiscono esclusivamente gli obiettivi strategici di lungo periodo indipendentemente dalle risorse disponibili. Come i manager applicano procedure standard senza considerare alternative o condizioni di incertezza. Come le persone, le unità organizzative e le organizzazioni intere prendono le decisioni, individuando alternative e selezionandone una in presenza di risorse scarse e incertezza. Come le decisioni vengono centralizzate al vertice aziendale eliminando il contributo delle unità operative. il requisito fondamentale per l’applicabilità e il successo dell’approccio decisionale "doing first" è: Una certa reversibilità delle decisioni, in modo che le conseguenze di un errore siano correggibili. La disponibilità di informazioni complete e perfette prima di prendere qualsiasi decisione. La centralizzazione delle decisioni al vertice per ridurre il rischio di errore. L’adozione di procedure standard rigide che impediscano modifiche successive. Nella fase di introduzione del ciclo di vita di un prodotto, l’obiettivo principale del marketing è quello di: Massimizzare immediatamente i profitti attraverso l’aumento dei prezzi. Ridurre i costi di produzione tramite economie di scala già consolidate. Far conoscere il nuovo prodotto al mercato e spingere i potenziali clienti alla prova o al primo acquisto. Difendere la quota di mercato dalla concorrenza diretta consolidata. Nella fase di crescita del ciclo di vita di un prodotto, l’obiettivo principale del marketing è: Aumentare la quota di mercato e differenziare il prodotto rispetto ai concorrenti. Ridurre progressivamente gli investimenti in comunicazione. Concentrarsi esclusivamente sulla riduzione dei costi. Eliminare le varianti di prodotto per semplificare l’offerta. Nella fase di maturità del ciclo di vita di un prodotto, l’obiettivo principale del marketing è: Difendere la quota di mercato e massimizzare la redditività. Far conoscere il prodotto al mercato. Sperimentare nuove tecnologie senza attenzione ai costi. Aumentare drasticamente i prezzi per selezionare la clientela. Nella fase di declino del ciclo di vita di un prodotto, l’obiettivo principale del marketing è: Ridurre i costi e decidere se mantenere, rilanciare o dismettere il prodotto. Investire massicciamente in promozione per aumentare la notorietà. Espandere la gamma di prodotti per conquistare nuovi segmenti. Incrementare la produzione per sfruttare economie di scala. |




