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Tecnica del colloquio psicologico (Bartoli)

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Tecnica del colloquio psicologico (Bartoli)

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Set domande e-campus paniere fino alla lezione 48

Creation Date: 2026/04/27

Category: University

Number of questions: 172

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Individua la risposta corretta: Lo scopo del dialogo socratico è gettare nel buio l’interlocutore mettendo in luce l’invalidità dei suoi argomenti. Il dialogo socratico non è orientato alla ricerca della verità. Il dialogo eristico è orientato alla ricerca della verità. Lo scopo del dialogo socratico è di persuadere l’interlocutore della propria tesi.

Individua la risposta corretta: L’approccio strategico è orientato alla ricerca della verità. L’approccio strategico è orientato dal passato al presente. L’approccio strategico si muove a partire dal concetto di causalità lineare. Il concetto di verità è molto lontano dal mondo strategico.

A chi si deve il primo progetto di studio sulla comunicazione e i suoi aspetti pragmatici?. Erickson. James. Goffman. Bateson.

A chi si deve la prima formulazione di approccio strategico alla psicoterapia e la sistematizzazione di tecniche di comunicazione suggestiva all’interno del dialogo terapeutico?. Goffman. Rogers. Erickson. Watzlawick.

Chi sviluppò e studiò approfonditamente le dinamiche dell’interazione strategica, ovvero come gli individui possono utilizzare consapevolmente tecniche dialogiche capaci di fargli raggiungere i loro scopi persuasori?. Freud. Mead. James. Goffman.

Chi diede inizio alla feconda tradizione di studi sistematici sul linguaggio e sull'interazione comunicativa, nota come pragmatismo?. Erickson. Goffman. James. Mead.

Nel setting psicanalitico: Il paziente deve adagiarsi su una poltrona mentre l'analista si posizione alle sue spalle. Il paziente deve adagiarsi su un lettino mentre l'analista si posiziona di fianco a lui. Il paziente deve adagiarsi su una poltrona mentre l'analista si posiziona di fronte a lui. Il paziente deve adagiarsi su un lettino mentre l'analista si posiziona alle sue spalle.

Il transfert psicanalitico nasce con: Mead. Jung. Klein. Freud.

Chi sosteneva che le parole, in origine, fossero magie?. Bacone. Erickson. Freud. Locke.

Chi sviluppò la logica del vero e falso e del terzo escluso?. Protagora. Socrate. Aristotele. Platone.

Protagora fu: Un sofista. Un giudeo. Colui che propose la maieutica. Il maestro di Platone.

Chi è considerato il padre dell’ipnosi indotta senza trance?. Klein. Nardone. Erickson. Freud.

L'approccio strategico: È orientato dal presente al passato. Si propone di utilizzare il linguaggio per far scoprire all’interlocutore una nuova prospettiva, più funzionale alla situazione. Si propone di far scoprire all’interlocutore una nuova prospettiva che è quella vera. Si muove a partire dal concetto di causalità lineare.

Di chi fu allievo Aristotele?. Platone. Socrate. Alcibiade. Protagora.

Chi è che, attraverso domande opportune, riesce a far sì che uno schiavo del tutto ignaro di geometria pervenga da sé alla dimostrazione del teorema di Pitagora?. Platone. Socrate. Aristotele. Protagora.

Dove vengono proposte le teorie della reminiscenza?. Le tre etiche. Bibbia. De oratore. Menone.

Chi formulò le teorie della reminiscenza?. Protagora. Platone. Antifonte. Aristotele.

In cosa consisteva la tecnica socratica?. Nel persuadere l’interlocutore della propria tesi. Nel mettere in via d’ipotesi le affermazioni dell’interlocutore e far vedere che esse non conducevano a nulla o a conseguenze assurde. Nell’evitare le formulazioni linguistiche negative. Nel sintonizzarsi con l’interlocutore a fini persuasori.

Chi ha proposto la maieutica?. Antifonte. Protagora. Socrate. Aristotele.

Chi fa uso del cosiddetto dialogo eristico?. Socrate. Platone. Aristotele. Protagora.

Chi fu il primo a trattare di dialogo in qualità di tecnica persuasoria?. Socrate. Platone. Protagora. Aristotele.

Nel dialogo eristico: Si fanno soprattutto affermazioni piuttosto che domande. Si cerca di mettere in luce l’invalidità degli argomenti dell’interlocutore. Si evita di contrastare le convinzioni dell’interlocutore. Si contrastano le convinzioni dell’interlocutore.

Individua la risposta corretta: Il dialogo eristico è orientato alla ricerca della verità. Scopo del dialogo eristico è di persuadere l’interlocutore della propria tesi. Il dialogo eristico è un’arte fondata soprattutto sul fare affermazioni. Scopo del dialogo eristico è gettare nel buio l’interlocutore mettendo in luce l’invalidità dei suoi argomenti.

Individua la risposta corretta: Il problem solving riguarda situazioni dove il singolo individuo manifesta una patologia specifica. Il coaching riguarda situazioni dove il singolo individuo manifesta una patologia specifica. Il problem solving, a differenza del coaching è una metodica elaborata per le situazioni non individuali ma organizzative. Il coaching, a differenza del problem solving, è una metodica elaborata per situazioni non individuali ma organizzative.

Cosa sono gli eventi casuali pianificati?. Eventi che appaiono casuali al sistema familiare del paziente ma sono pianificati dal terapeuta insieme al paziente. Eventi che appaiono come casuali agli occhi del terapeuta ma che in realtà sono pianificati dal paziente. Eventi che appaiono casuali sia agli occhi del terapeuta che del paziente ma sono pianificati dal sistema familiare del paziente. Eventi che appaiono come casuali agli occhi del paziente ma che in realtà sono pianificati dal terapeuta.

Dialogare strategicamente significa: Far sentire quello che stiamo dicendo. Far capire quello che stiamo dicendo. Convincere l’interlocutore. Manipolare l’interlocutore.

Qual è il costrutto centrale e comune a tutti i differenti approcci alla psicoterapia?. Sistema percettivo-reattivo. Tentata soluzione. Transfert. Esperienza emozionale correttiva.

L'orientamento strategico è orientato: Dal presente verso il passato. Dal passato verso il futuro. Dal passato verso il presente. Dal presente verso il futuro.

In cosa consiste il corax?. Nell’ascolto attivo dell’altro. Nel ricalcare lo stile percettivo e comunicativo dell’interlocutore al fine di persuaderlo. Nell’evitamento delle formulazioni linguistiche negative. Nel dire che una cosa non sia verosimile perché troppo verosimile.

Per comunicare in modo persuasorio è importante: Utilizzare una modalità dialogica orientata in negativo. Evitare formule linguistiche negative. Convincere l'altro che le sue argomentazioni sono deboli. Evitare la doppia negazione.

Cosa significa la parola manipolare?. Condurre soavemente a sé. Forzare qualcosa intervenendo direttamente su di essa, cambiandone gli elementi, le strutture o il funzionamento. Prevalere con i propri argomenti sulle posizioni altrui. Scontro d’intelligenze.

Quali sono gli obbiettivi del fare domande all’interno del dialogo in un’ottica strategica?. Ottenere informazioni rispetto alle cause che hanno generato il problema, dimostrare interesse in ciò che l’interlocutore ha da dire, abbassare le sue resistenze al cambiamento. Ottenere informazioni rispetto alle cause che hanno generato il problema. Ottenere informazioni rispetto alle modalità di persistenza del problema, dimostrare interesse in ciò che l’interlocutore ha da dire e abbassare le sue resistenze al cambiamento. Ottenere informazioni rispetto alle modalità di persistenza del problema.

Cosa significa la parola "persuasione"?. Condurre soavemente a sé. Prevalere con i propri argomenti sulle posizioni altrui. Scambio d'intelligenze. Forzare qualcosa intervenendo direttamente su di essa, cambiandone gli elementi, le strutture o il funzionamento.

Cosa significa etimologicamente il termine "sofisti"?. Abili consiglieri. Eccelsi sapienti. Abili persuasori. Eccelsi manipolatori.

Cosa significa la parola convincere?. Forzare qualcosa intervenendo direttamente su di essa, cambiandone gli elementi, le strutture o il funzionamento. Scontro di intelligenze. Condurre soavemente a sé. Prevalere con i propri argomenti sulle posizioni altrui.

La semnatica riguarda: Una tecnica comunicativa. Tutto ciò che si va a creare nell'altro attraverso la comunicazione. Il significato che si dà alle parole. La costruzione della frase, la scelta della sequenza delle parole e la loro unione.

La retroazione può essere: Neutra o Negativa. Forte o leggera. Neutra o Positiva. Negativa o positiva.

Individua la risposta corretta: Solo pochi comportamenti hanno un effetto pragmatico nell’altro. Ogni comportamento ha sempre un effetto pragmatico nell’altro. Quasi tutti i comportamenti hanno un effetto pragmatico nell’altro. Ogni comportamento non ha mai un effetto pragmatico nell’altro.

La pragmatica è: Il significato che si dà alle parole. Tutto ciò che si va a creare nell'altro attraverso la comunicazione. Una tecnica comunicativa. La costruzione della frase, la scelta della sequenza delle parole e la loro unione.

Watzlawick, Beavin e Jackson identificano tre settori nei quali è possibile dividere la comunicazione umana; quale tra le opzioni di risposta non è corretta?. Semantica. Persuasione. Sintassi. Pragmatica.

La sintassi è: Tutto ciò che si va a creare nell'altro attraverso la comunicazione. La costruzione della frase, la scelta della sequenza delle parole e la loro unione. Una tecnica comunicativa. Il significato che si dà alle parole.

La teoria dei sistemi: Presuppone un’interazione tra individuo e ambiente. Si basa sul concetto di causalità lineare. Parte dal presupposto che il comportamento dell’uomo sia identificabile dalle conseguenze di una ipotizzata azione reciproca di forze intrapsichiche che aderiscono strettamente a leggi fisiche, basate sui principi di conservazione di materia ed energia. Attribuisce un’importanza secondaria all’interazione con le forze esterne che entrano in contatto con un determinato sistema.

La contraddizione, il cambiare argomento, l’incoerenza o l’incompletezza, il fraintendimento sono strumenti che possono essere utilizzati per: Evitare la comunicazione. Rifiutare la comunicazione. squalificare la comunicazione. Accettare la comunicazione.

La metacomunicazione è data: Dagli schemi che non appartengono alla comunicazione ma che si utilizzano per decodificare la comunicazione stessa. Dal linguaggio non verbale e paraverbale. Dal linguaggio paraverbale. Dal linguaggio non verbale.

Individua la risposta corretta: Minore è la ripetizione osservata, maggiore sarà la difficoltà di comprensione. Minore è la ridondanza osservata, maggiore sarà la difficoltà di comprensione. Maggiore è la ripetizione osservata, maggiore sarà la difficoltà di comprensione. Maggiore è la ridondanza osservata, maggiore sarà la difficoltà di comprensione.

La pragmatica della comunicazione: Intende ricercare le cause nel passato responsabili dei problemi comunicativi del presente. Riguarda il significato che diamo alle parole. Intende trovare possibili soluzioni ai problemi comunicativi sul qui e ora. Riguarda la costruzione della frase, la scelta della sequenza delle parole e la loro unione.

La contraddizione, il cambiare argomento, l’incoerenza o l’incompletezza, il fraintendimento sono strumenti che possono essere utilizzati per: Evitare la comunicazione. Rifiutare la comunicazione. squalificare la comunicazione. Accettare la comunicazione.

I cinque assiomi della comunicazione umana: Rappresentano le regole della comunicazione, sempre presenti in ogni atto comunicativo. Rappresentano le regole della comunicazione, presenti nella maggior parte degli atti comunicativi. Rappresentano le regole della comunicazione, presenti solo in alcuni specifici atti comunicativi. Riguardano le sfere della sintassi e della semantica.

Il dilemma degli schizofrenici spiega: Il secondo assioma della comunicazione. Il primo assioma della comunicazione. Il quinto assioma della comunicazione. Il terzo assioma della comunicazione.

Il primo assioma della comunicazione afferma che: Non si può non-comunicare. Gli esseri umani comunicano sia con il modulo numerico che con quello analogico. Ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e un aspetto di relazione. La natura di una relazione dipende dalla punteggiatura delle sequenze di comunicazione.

Il secondo assioma della comunicazione afferma che: Non si può non-comunicare. La natura di una relazione dipende dalla punteggiatura delle sequenze di comunicazione. Gli esseri umani comunicano sia con il modulo numerico che con quello analogico. Ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e un aspetto di relazione.

Contenuto e relazione sono concetti relativi al: Quarto assioma della comunicazione. Quinto assioma della comunicazione. Secondo assioma della comunicazione. Terzo assioma della comunicazione.

Individua la risposta corretta: L’aspetto di contenuto classifica quello relazionale. È il cosa comunichiamo che determina l’aspetto relazionale tra due o più soggetti. È il come comunichiamo che determina l’aspetto relazionale tra due o più soggetti. Il contenuto ma non la relazione è un aspetto che caratterizza la comunicazione.

Individua la risposta corretta: L’aspetto di contenuto classifica quello relazionale. Contenuto e relazione sono entrambi aspetti che caratterizzano la comunicazione. È il cosa comunichiamo che determina l’aspetto relazionale tra due o più soggetti. Il contenuto ma non la relazione è un aspetto che caratterizza la comunicazione.

Individua la risposta corretta: L’aspetto di contenuto classifica quello relazionale. L’aspetto di relazione classifica quello di contenuto. Contenuto e relazione non sono aspetti che caratterizzano la comunicazione. È il cosa comunichiamo che determina l’aspetto relazionale tra due o più soggetti.

L’elemento della punteggiatura della sequenza di eventi è relativo al: Quinto assioma della comunicazione. Secondo assioma della comunicazione. Terzo assioma della comunicazione. Quarto assioma della comunicazione.

L’elemento comune a tutte le discrepanze di punteggiatura nella sequenza di eventi è: La comunicazione assertiva. Il “dare la cosa per scontata”. La simmetria. La complementarietà.

Il conflitto di punteggiatura corrisponde: A un circolo vizioso che può essere infranto comunicando in modo assertivo. A un circolo vizioso che può essere infranto comunicando sulla dinamica comunicativa stessa. A un circolo vizioso che può essere infranto comunicando in modo persuasivo. A un circolo vizioso che può essere infranto assumendo una posizione one-down.

Il terzo assioma della comunicazione afferma che: Gli esseri umani comunicano sia con il modulo numerico che con quello analogico. Ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e un aspetto di relazione. La natura di una relazione dipende dalla punteggiatura delle sequenze di comunicazione. Non si può non-comunicare.

Il messaggio analogico: Presenta alcuni elementi come la sintassi e la morfologi. Si presta ad un'unica traduzione numerica. Manca di alcuni elementi come la sintassi e la morfologia. Può contenere la negazione e la congiunzione.

Il quarto assioma della comunicazione afferma che: La natura di una relazione dipende dalla punteggiatura delle sequenze di comunicazione. Gli esseri umani comunicano sia con il modulo numerico che con quello analogico. Non si può non-comunicare. Ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e un aspetto di relazione.

Modulo numerico e analogico sono concetti relativi al: Quinto assioma della comunicazione. Terzo assioma della comunicazione. Secondo assioma della comunicazione. Quarto assioma della comunicazione.

La dimensione numerica della comunicazione: Contraddistingue gli esseri umani dagli animali. Fa riferimento al modo con cui una parola viene detta. Non presenta alcuna equivalenza con l’elemento del discorso al quale si riferisce. Accoglie dentro di sé qualsiasi forma di comunicazione non verbale e paraverbale.

La dimensione analogica della comunicazione: Permette di esprimere la negazione. Pone le sue radici in un periodo molto recente dell’evoluzione umana. Fa riferimento al modo con cui una parola viene detta. Contraddistingue gli esseri umani dagli animali.

Nel materiale analogico: Sono assenti negazione, congiunzione, disgiunzione, implicazione ed equivalenza. Possono essere presenti negazione, congiunzione e disgiunzione ma sono assenti implicazione ed equivalenza. Possono essere presenti negazione, congiunzione, disgiunzione, implicazione ed equivalenza. Sono assenti negazione, congiunzione e disgiunzione ma possono essere presenti implicazione ed equivalenza.

Simmetria e complementarietà sono concetti relativi al: Quarto assioma della comunicazione. Quinto assioma della comunicazione. Secondo assioma della comunicazione. Terzo assioma della comunicazione.

Il quinto assioma della comunicazione afferma che: Gli esseri umani comunicano sia con il modulo numerico che con quello analogico. Ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e un aspetto di relazione. Gli scambi della comunicazione sono simmetrici o complementari. La natura di una relazione dipende dalla punteggiatura delle sequenze di comunicazione.

La relazione è complementare quando: È basata sulla differenza. Si assume la posizione one-down. È basata sull’uguaglianza. Si assume la posizione one-up.

La relazione è simmetrica quando: È basata sulla differenza. All’interno di una dinamica comunicativa una persona assume la posizione one-up e l’altra assume la posizione one-down. Entrambe le persone che comunicano assumono una posizione one-up. Si assume la posizione one-down.

La relazione è complementare quando: All’interno di una dinamica comunicativa una persona assume la posizione one-up e l’altra assume la posizione one-down. È basata sull’uguaglianza. Si assume la posizione one-up. Entrambe le persone che comunicano assumono una posizione one-down.

La comunicazione simmetrica: È sempre funzionale. È basata sulla differenza. È sempre disfunzionale. Può essere funzionale o disfunzionale a seconda del momento, del contesto, dell’interlocutore e dell’obiettivo che vogliamo raggiungere.

La comunicazione complementare: È sempre funzionale. Può essere funzionale o disfunzionale a seconda del momento, del contesto, dell’interlocutore e dell’obiettivo che vogliamo raggiungere. È basata sull’uguaglianza. È sempre disfunzionale.

Nella comunicazione, simmetria e complementarietà: Forniscono categorie essenziali per la classificazione di tutti gli scambi comunicativi. Sono intrinsecamente “cattive”. Sono intrinsecamente “anormali”. Sono intrinsecamente “buone”.

La relazione è simmetrica quando: È basata sull’uguaglianza. Si assume la posizione one-up. È basata sulla differenza. Si assume la posizione one-down.

Il modo più efficace ed efficiente per far sentire l’altro a suo agio e creare una relazione quando si è lontani, è quello di: Guardare l'interlocutore su tutto il corpo, dalla testa ai piedi. Guardare l’interlocutore su tutto il volto in modo fluttuante. Evitare il contatto oculare con l’interlocutore. Mantenere lo sguardo fisso negli occhi dell’interlocutore.

Da un punto di vista antropologico, la prima percezione della realtà intorno a noi proviene: Dal tatto. Dall'udito. Dall'olfatto. Dalla vista.

In caso di rapporto ravvicinato, il modo più efficace ed efficiente per far sentire l’altro a suo agio e creare una relazione è quello di: Mantenere lo sguardo fisso negli occhi dell’interlocutore. Guardare l’interlocutore su tutto il corpo. Guardare l’interlocutore su tutto il volto in modo fluttuante. Evitare il contatto oculare con l’interlocutore.

La prima impressione è: Quella sensazione che si instaura dopo almeno un giorno d’interazione con un altro soggetto. Quella sensazione che si instaura nei primi cinque minuti d’interazione con un altro soggetto. Quella sensazione che si instaura nei primi venti o trenta secondi d’interazione con un altro soggetto. Quella sensazione che si instaura nei primi venti o trenta secondi d’interazione con un altro soggetto.

Individua la risposta corretta: La prima impressione è determinante per il risultato finale in quanto rappresenta un elemento essenziale per rendere il tipo d’interazione più efficace ed efficiente. La prima impressione è una sensazione che influenza soltanto i soggetti più emotivi. La prima impressione non è determinante per il risultato finale ma è un aiuto estremamente funzionale per rendere il tipo d’interazione più efficace ed efficiente. La prima impressione non è determinante per il risultato finale in quanto non rappresenta un elemento che influisce nelle interazioni.

"Apparire" etimologicamente significa: Prevalere con i propri argomenti sulle posizioni altrui. Condurre soavemente a sé. Scambio d'intelligenze. Venire alla luce.

Nei processi d’interazione, soprattutto nelle prime battute, è fondamentale: Gestire il contenuto più che la forma di ciò che andremo a dire. Tenere nascosto il perturbante segreto. Gestire la forma più che il contenuto di ciò che andremo a dire. Dichiarare il perturbante segreto.

Quale non è una tipologia di prima impressione manipolatoria?. Il focalizzare l’attenzione. La manipolazione tramite immedesimazione. L'effetto primacy. L'effetto sorpresa.

I tratti soprasegmentali comprendono: L’intonazione con cui vengono pronunciate le parole, l’accento che viene utilizzato e il tempo che serve per esprimere tali parole. Le microespressioni facciali, la postura e i gesti. Le microespressioni facciali, la postura, i gesti e il tono della voce. Le microespressioni facciali e la postura.

Nell’intento di costruire una buona prima impressione: È importante evitare toni graffianti, striduli o roboanti. Bisogna evitare una voce suadente, soave, avvolgente. Bisogna valutare se alla situazione si adattano più toni graffianti, striduli o roboanti piuttosto che una voce suadente, soave, avvolgente. Bisogna ricalcare il tono di voce dell’interlocutore.

Individua la risposta corretta: La modulazione della voce è un aspetto secondario nei processi di prima impressione e non agisce alcuna influenza sul movimento prossemico. Modulazione della voce e movimento prossemico non sono interdipendenti tra loro. La modulazione della voce è uno degli aspetti fondamentali nei processi di prima impressione e non agisce alcuna influenza sul movimento prossemico. La modulazione della voce guida il movimento prossemico.

L’effetto prima impressione. Non è mediato da processi cognitivi coscienti. È mediato da processi cognitivi coscienti. Si instaura dopo almeno un giorno d’interazione con un altro soggetto. Si instaura nei primi 10 minuti d’interazione con un altro soggetto.

Quale non è una tipologia di prima impressione manipolatoria?. Il focalizzare l’attenzione. L’effetto sorpresa. L’effetto pupilla dilatata. L’evidenziare per poi distrarre.

Quale non è una tipologia di prima impressione manipolatoria?. Il far sì che l'ambiente parli per noi. L'effetto alone. L'effetto sorpresa. Il focalizzare l’attenzione.

Quale non è una tipologia di prima impressione manipolatoria?. Il far sì che l'ambiente parli per noi. Il focalizzare l’attenzione. L'inganno delle aspettative. L'effetto sorpresa.

Il focalizzare l'attenzione è: Una tipologia di prima impressione manipolatoria. Una tecnica persuasoria. La cosa da evitare se si vuole aumentare la concentrazione. Una tecnica per aumentare la concentrazione.

Il far sì che l’ambiente parli per noi è: Una tecnica di Problem Solving Strategico. Una tipologia di prima impressione manipolatoria. Uno stratagemma terapeutico. Una tecnica persuasoria.

L’evidenziare per poi distrarre è: Una tecnica persuasoria. Una tipologia di prima impressione manipolatoria. Uno stratagemma terapeutico. Una tecnica di Problem Solving Strategico.

Il modello configurazionale di Asch: Dimostra che la cognizione si unisce allo stato affettivo per formare le impressioni sugli altri. Ritiene che i dati percepiti si influenzino vicendevolmente e che i processi cognitivi siano in grado di delineare un’impressione totale maggiore della somma delle singole parti. Considera la formazione dell’impressione come una media dei valori assegnati ai singoli tratti personali specifici. Ritiene che gli esseri umani sentano il bisogno di cercare e attribuire delle cause specifiche agli eventi e ai comportamenti degli altri, per poter poi considerare il mondo intorno a loro come un luogo, con un preciso significato, in cui agire e interagire.

Il modello algebrico di Anderson: Ritiene che i dati percepiti si influenzino vicendevolmente e che i processi cognitivi siano in grado di delineare un’impressione totale maggiore della somma delle singole parti. Dimostra che la cognizione si unisce allo stato affettivo per formare le impressioni sugli altri. Considera la formazione dell’impressione come una media dei valori assegnati ai singoli tratti personali specifici. Ritiene che gli esseri umani sentano il bisogno di cercare e attribuire delle cause specifiche agli eventi e ai comportamenti degli altri, per poter poi considerare il mondo intorno a loro come un luogo, con un preciso significato, in cui agire e interagire.

Il modello dello scienziato ingenuo: Ritiene che i dati percepiti si influenzino vicendevolmente e che i processi cognitivi siano in grado di delineare un’impressione totale maggiore della somma delle singole parti. Considera la formazione dell’impressione come una media dei valori assegnati ai singoli tratti personali specifici. Dimostra che la cognizione si unisce allo stato affettivo per formare le impressioni sugli altri. Ritiene che gli esseri umani sentano il bisogno di cercare e attribuire delle cause specifiche agli eventi e ai comportamenti degli altri, per poter poi considerare il mondo intorno a loro come un luogo, con un preciso significato, in cui agire e interagire.

Il modello dell’infusione dell’affetto: Ritiene che gli esseri umani sentano il bisogno di cercare e attribuire delle cause specifiche agli eventi e ai comportamenti degli altri, per poter poi considerare il mondo intorno a loro come un luogo, con un preciso significato, in cui agire e interagire. Dimostra che la cognizione si unisce allo stato affettivo per formare le impressioni sugli altri. Ritiene che i dati percepiti si influenzino vicendevolmente e che i processi cognitivi siano in grado di delineare un’impressione totale maggiore della somma delle singole parti. Considera la formazione dell’impressione come una media dei valori assegnati ai singoli tratti personali specifici.

La prima impressione è: È una percezione immediata che, non coinvolgendo la ragione, ci porta a evitare di costruire un giudizio implicito. È una percezione immediata che, coinvolgendo la ragione, ci porta a costruire rapidamente un giudizio implicito. È una percezione immediata che, non coinvolgendo la ragione, ci porta a costruire rapidamente un giudizio implicito. È una percezione immediata che, coinvolgendo la ragione, ci porta a evitare di costruire un giudizio implicito.

Mentire a noi stessi è: Inutile. Inevitabile. Sbagliato. Impossibile.

Chi ha coniato l’espressione “profezia che si autodetermina”?. Merton. Watzlawick. Goffman. Freud.

L’effetto alone: È la tendenza ad attribuire a un altro le nostre percezioni e convinzioni e aspettarci in lui le nostre stesse azioni e reazioni. Consiste nel fatto che i soggetti ricordano maggiormente le informazioni dette all'inizio di una lista. È un particolare pregiudizio che ci spinge a estendere l’impressione da un tratto personale percepito ad altre caratteristiche della persona che stiamo osservando. È dato dall'insieme delle variazioni di un fenomeno, o di un comportamento, che si verificano per effetto della presenza di osservatori, ma che non durano nel tempo.

Il pregiudizio è: Un’opinione basata sulle nostre convinzioni personali che non ha tuttavia il potere di condizionare l’idea che ci faremo in futuro di una data persona o di un determinato fatto. Un’opinione basata sulle nostre convinzioni personali, a favore o contro un atteggiamento, una caratteristica, un pensiero o un comportamento di una persona. Un’opinione basata sulle nostre convinzioni personali che si struttura prima o dopo la conoscenza di persone o fatti. Un’opinione basata sulle nostre convinzioni personali che si struttura solo dopo la conoscenza di persone o fatti.

L’inganno delle aspettative: È un particolare pregiudizio che ci spinge a estendere l’impressione da un tratto personale percepito ad altre caratteristiche della persona che stiamo osservando. È una tipologia di prima impressione manipolatoria. È dato dall'insieme delle variazioni di un fenomeno, o di un comportamento, che si verificano per effetto della presenza di osservatori, ma che non durano nel tempo. È la tendenza ad attribuire a un altro le nostre percezioni e convinzioni e aspettarci in lui le nostre stesse azioni e reazioni.

Individua la risposta corretta: Lo studio e la ripetizione dell’arte della persuasione non servono a incrementare il proprio carisma se, di base, non si è carismatici. Il carisma è un dono ricevuto sul quale non abbiamo nessun poter d’azione. La persona carismatica viene percepita come una persona banale, che non ha nulla di speciale. Uno degli aspetti centrali del carisma è la persuasione.

Imparare l’arte dell’accoglienza significa: Pensare di aver già capito tutto. Allenarsi a essere aperti, cordiali e flessibili. Allenarsi a essere buoni con tutti e a non giudicare nessuno. Allenarsi ad accettare il punto di vista dell’interlocutore per poi poterlo convincere che è quello sbagliato.

Quali sono i fattori che, secondo Cialdini, guidano il giudizio che le persone hanno di noi?. La bellezza, l’intelligenza, la somiglianza. La bellezza, la somiglianza, l’essere associati. L’intelligenza, la somiglianza, l’essere associati. La bellezza, l’intelligenza, l’essere associati.

Individua la risposta corretta: Linguaggio non verbale e paraverbale sono la stessa cosa. Il ruolo del linguaggio non verbale non varia a seconda che la comunicazione avvenga dal vivo o in un setting digitale. Durante una comunicazione dal vivo il linguaggio non verbale assume un ruolo centrale. Durante la comunicazione in ambito digitale il linguaggio non verbale assume un ruolo centrale.

Il brand positioning, nella sua struttura pragmatica e strategica è: È un particolare pregiudizio che ci spinge a estendere l’impressione da un tratto personale percepito ad altre caratteristiche della persona che stiamo osservando. La creazione di un'immagine ben dettagliata che incorpora vari livelli di strategia (comunicativa, organizzativa, grafica) e che determina il primo impatto che l’azienda ha nei confronti di un potenziale cliente. Una tipologia di prima impressione manipolatoria. La tendenza ad attribuire a un altro le nostre percezioni e convinzioni e aspettarci in lui le nostre stesse azioni e reazioni.

La tecnica della scarsità è: Una prescrizione terapeutica. Una tecnica di Problem Solving Strategico. Una tecnica persuasiva all’interno del marketing. Una tipologia di prima impressione manipolatoria.

La tecnica dell’autorità è: Una tipologia di prima impressione manipolatoria. Una prescrizione terapeutica. Una tecnica di Problem Solving Strategico. Una tecnica persuasiva all’interno del marketing.

La riprova sociale è: Una prescrizione terapeutica. Una tipologia di prima impressione manipolatoria. Una tecnica persuasiva all’interno del marketing. Una tecnica di Problem Solving Strategico.

Il linguaggio può essere suddiviso in due grandi categorie: Performativo e indicativo. Performativo e ingiuntivo. Analogico e ingiuntivo. Evocativo e ingiuntivo.

È possibile ottenere un potente effetto persuasorio. Utilizzando solo il linguaggio indicativo. Combinando linguaggio performativo e indicativo. Utilizzando solo il linguaggio performativo. Utilizzando solo il linguaggio ingiuntivo.

«La realtà è il frutto del linguaggio che usiamo per descriverla» è una citazione di: H. von Foerster. S. Freud. P. Watzlawick. L. Wittgenstein.

Il linguaggio indicativo: Fa parte del linguaggio performativo. È un tipo di comunicazione che prevede l’evocare sensazioni. È un esempio di manipolazione diretta. È un tipo di comunicazione che prevede spiegazioni su ciò di cui si sta parlando.

Il linguaggio evocativo si caratterizza per l’utilizzo di: Aforismi. Analaogie e immagini. Tutte le risposte sono corrette. Metafore.

Il linguaggio analogico: Non fa parte del linguaggio performativo. Viene utilizzato per evocare sensazioni. Si esprime attraverso il canale non verbale e paraverbale ma non attraverso quello verbale. È un esempio di manipolazione diretta.

«Bisogna mettersi nei panni di coloro che devono ascoltarci e saggiare sul proprio cuore l’effetto che farà il giro che si darà al discorso, per vedere se l’uno è fatto per l’altro e se si può stare certi che l’uditore sarà come forzato ad arrendersi» è una citazione di: Platone. Oscar Wilde. Protagora. Pascal.

Il linguaggio performativo: Si esprime attraverso il canale non verbale e paraverbale ma non attraverso quello verbale. Fa parte del linguaggio indicativo. È uno dei cinque tipi di linguaggio formalizzati da Nardone. Fa riferimento alla comunicazione intesa nel suo aspetto pratico.

Cosa è stato evidenziato dagli studiosi della Scuola di Palo Alto rispetto all’atto del comunicare?. Consiste in uno scambio di informazioni in cui le persone si influenzano a vicenda. Consiste in uno scambio di informazioni in cui le persone cercano di convincere l’altro. Consiste in uno scambio di informazioni in cui le persone non è detto che influenzino il comportamento altrui. Consiste in uno scambio di informazioni in cui le persone cercano di manipolare l’altro.

Relativamente agli effetti dell’utilizzo di un tipo di linguaggio performativo si può parlare di: Autoinganni percettivi. Manipolazione diretta. Ipnosi con induzione di trance. Convincimento razionale.

Il linguaggio ingiuntivo: Viene utilizzato per trasmettere informazioni. Non fa parte del linguaggio performativo. È un esempio di manipolazione diretta. Viene utilizzato per prescrivere dei comportamenti al paziente.

I protocolli di intervento sono: Tutte le risposte sono corrette. Autocorrettivi. Predittivi. Replicabili.

I protocolli di intervento: Sono linee guida che non possono essere modificate durante le varie fasi della terapia. Non si possono esportare oltre i confini geografici nei quali sono stati messi a punto. Sono linee guida teoriche difficilmente adattabili alla specificità di ogni singolo caso. Si possono esportare oltre i confini geografici nei quali sono stati messi a punto.

I protocolli di intervento sono: Replicabili e rigidi ma non autocorrettivi e predittivi. Replicabili, rigidi, autocorrettivi e predittivi. Replicabili, autocorrettivi e predittivi. Replicabili e autocorrettivi ma non rigidi e predittivi.

I protocolli di intervento sono: Linee guida che possono essere modificate durante le varie fasi della terapia. Linee guida teoriche difficilmente adattabili alla specificità di ogni singolo caso. Rigide gabbie operative. Linee guida che non possono essere modificate durante le varie fasi della terapia.

Il termine “ricerca-azione” sta a indicare una metodologia di ricerca che: Ci permette di intervenire sul problema solo dopo averne compreso il suo funzionamento. Ci permette di intervenire sul problema solo dopo averne compreso la causa che lo ha originato. Ci permette di conoscere il funzionamento del problema intervenendo su di esso. Ci permette di conoscere la causa del problema intervenendo su di esso.

Nell’approccio strategico, il tipo di diagnosi è: Operativa. Analogica. Preventiva. Descrittiva.

Nell’approccio strategico: È la soluzione a spiegare il funzionamento problema. È la conoscenza del problema che fa capire il tipo di soluzione da attuare. La causa all’origine del problema spiega il funzionamento problema. È la soluzione che permette di individuare la causa all’origine del problema.

L’atto di interagire: Non permette un tipo di osservazione pura e non modifica ciò che si osserva. Permette un tipo di osservazione pura e non modifica ciò che si osserva. Non permette un tipo di osservazione pura e modifica ciò che si osserva. Permette un tipo di interazione pura e modifica ciò che si osserva.

I protocolli di intervento non sono: Replicabili. Autocorrettivi. Predittivi. Rigidi.

Quale tra queste non è una fase del dialogo strategico?. Domande. Sono tutte fasi del dialogo strategico. Prescrizioni. Evocazioni.

Quale tra queste non è una fase del dialogo strategico?. Iperparafrasi. Immaginazione. Evocazioni. Parafrasi.

Nel dialogo strategico, domande, parafrasi ed evocazioni: Costituiscono una sequenza lineare per cui le domande precedono sempre le parafrasi che a loro volta precedono sempre le evocazioni. Non costituiscono una sequenza lineare ma vengono svolte durante tutto il dialogo. Rappresentano l’ultima fase del dialogo strategico. Rappresentano la prima fase del dialogo strategico.

Nel dialogo strategico, il riassumere per ridefinire e l’indicazione finale: Rappresentano le due fasi più importanti del dialogo. Costituiscono una sequenza lineare per cui il riassumere per ridefinire precede sempre la prescrizione. Non costituiscono una sequenza lineare. Costituiscono una sequenza lineare per cui la prescrizione precede sempre il riassumere per ridefinire.

La parafrasi serve: A entrare in sintonia con l’interlocutore e a verificare se la sua comprensione è corretta. A verificare se la comprensione dell’interlocutore è corretta. A entrare in sintonia con l’interlocutore. A verificare se la nostra comprensione è corretta e a entrare in sintonia con l’interlocutore.

Il dialogo strategico: Ha una struttura piramidale. È strutturato da un punto di vista di contenuto e non da un punto di vista di processo. Ha una struttura a imbuto. È composto da tre fasi.

Quante sono le fasi del dialogo strategico?. 3. 5. 4. 2.

Quale tra queste non è una fase del dialogo strategico?. Prescrizioni. Domande. Precisazioni. Evocazioni.

La parafrasi risponde alla logica del: Spegnere il fuoco aggiungendo legna. Fare un passo indietro per farne due avanti. Uccidere il serpente col suo stesso veleno. Se vuoi drizzare una cosa impara tutti i modi per storcerla di più.

Nell’approccio strategico le domande: Vengono formulate con quattro diverse opzioni di risposta. Vengono formulate con due opzioni di risposta equivalenti. Sono aperte. Vengono formulate con due opposte opzioni di risposta.

«Ricordati che gli uomini sono essi stessi artefici delle proprie disgrazie» è una citazione di: Pitagora. Kant. Wilde. Watzlawick.

L’approccio strategico si rifà: Al cognitivismo. Al positivismo. Al costruttivismo radicale. All’esistenzialismo.

Il dialogo strategico: Ha una struttura piramidale. È composto da tre fasi. È strutturato da un punto di vista di processo e non da un punto di vista di contenuto. È strutturato da un punto di vista di contenuto e non da un punto di vista di processo.

«La maggior parte dei problemi non deriva dalle risposte che ci diamo ma dalle domande che ci poniamo» è una citazione di: Wilde. Kant. Watzlawick. Pascal.

La parafrasi è uno strumento che serve: A fare congetture rispetto a quanto ci è stato detto. A interpretare le informazioni che ci vengono trasmesse. A fare deduzioni sulla base delle informazioni che abbiamo raccolto. Semplicemente a verificare se l’esposizione fatta fino a quel momento coincide con quello che abbiamo recepito.

Da un punto di vista relazionale, parafrasare significa: Assumere una posizione solo apparentemente one-down. Assumere una posizione effettivamente one-down. Assumere una posizione effettivamente one-up. Assumere una posizione solo apparentemente one-up.

Se la parafrasi proposta viene corretta dal paziente (o cliente): Significa che il paziente (o cliente) ci sta squalificando (resistenza al cambiamento). Andranno proposte altre domande senza dover poi procedere con una nuova parafrasi. Significa che il paziente (o cliente) vorrebbe collaborare ma non può (resistenza al cambiamento). Sarà necessario proporre altre domande per poi fare una nuova parafrasi.

“Sei come una pentola sul fuoco che ha finito l'acqua” è: Una massima. Una metafora. Un'analogia. Una spiegazione tecnica della situazione.

“Sei come una marionetta rotta con gli occhi rivolti verso se stessa” è: Una massima. Una metafora. Una spiegazione tecnica della situazione. Un'analogia.

«Prima di convincere l’intelletto occorre toccare e predisporre il cuore» è una citazione di: Sant'Agostino. Wilde. Pitagora. Pascal.

«Bene, adesso mettiamo la cornice al quadro» può essere un modo per introdurre quale tecnica?. La parafrasi. La domanda a illusione di alternativa. La ristrutturazione. Il riassumere per ridefinire.

«Siccome ho molta fretta, vado molto piano» è una citazione di: Paul Watzlawick. Napoleone Bonaparte. Oscar Wilde. Pitagora.

Nel riassumere per ridefinire: Ridondanza e ripetizione si equivalgono. Utilizzare la ridondanza risulta decisamente inefficace. Utilizzare la ridondanza risulta molto efficace. Utilizzare la ripetizione risulta molto efficace.

Il fornire indicazioni: Non è una fase del dialogo strategico. È l’ultima fase del dialogo strategico. È la fase più importante del dialogo strategico. Precede il riassumere per ridefinire.

Su quale antico stratagemma si basa la prescrizione della peggiore fantasia?. Solcare il mare all’insaputa del cielo. Spegnere il fuoco aggiungendo legna. Uccidere il serpente col suo stesso veleno. Se vuoi drizzare una cosa impara tutti i modi per storcerla di più.

La realtà di primo ordine sta a indicare. Il fatto in sé. L’attribuzione di significato che si dà al fatto in sé. La realtà più disfunzionale tra quelle possibili. La realtà più funzionale tra quelle possibili.

La realtà di secondo ordine sta a indicare. La realtà più funzionale tra quelle possibili. La realtà più disfunzionale tra quelle possibili. L’attribuzione di significato che si dà al fatto in sé. Il fatto in sé.

La moderna epistemologia costruttivista afferma che: Esistono tante realtà soggettive basate sul punto di vista di chi le adotta. Esistono tante realtà oggettive basate sul punto di vista di chi le adotta. Esiste un’unica realtà ontologicamente vera. Esiste un’unica realtà che non può essere né vera né falsa.

Quale tra questi non è un elemento che ha il potere di condurre il dialogo verso il fallimento?. Puntualizzare. Rinfacciare. Predicare. Nessuna delle risposte è corretta.

Quale tra questi non è un elemento che ha il potere di condurre il dialogo verso il fallimento?. Nessuna delle risposte è corretta. Recriminare. Puntualizzare. Predicare.

Quale tra queste non è una tipologia di sorriso?. A bocca aperta. A bocca aperta e labbra rivolte all’interno. A bocca chiusa. A bocca chiusa e labbra rivolte all’interno.

Gli strumenti tecnologici: Aumentano il potere ipnotico del gazing. Riducono l’effetto delle prescrizioni. Potenziano la suggestione. Riducono gli effetti dello sguardo.

La tecnica del biasimo è: Una critica diretta alla persona. Una sequenza nella quale all’inizio ci si complimenta con l’altro e successivamente si afferma che però avrebbe potuto fare di meglio. Utilizzata per ridurre le resistenze al cambiamento. Utilizzata per potenziare l'effetto suggestivo all'interno del colloquio clinico.

Quale non è un elemento di analisi logica del problema da indagare durante il colloquio?. Chi è coinvolto. Tutte le risposte sono corrette. Come si esprime. Perché avviene.

Quali sono gli elementi di analisi logica del problema da indagare durante il colloquio?. Come si esprime. Chi è coinvolto. Dove avviene. Tutte le risposte sono corrette.

Quali sono le caratteristiche che deve avere l’obiettivo concordato con il paziente (o cliente)?. Tempificabile. Concreto. Tutte le risposte sono corrette. Misurabile.

Quali sono le caratteristiche che deve avere l’obiettivo concordato con il paziente (o cliente)?. Concreto e misurabile. Concreto, misurabile, tempificabile e predittivo. Concreto, misurabile, tempificabile. Concreto, misurabile e predittivo.

Quale tra queste è una tecnica di Problem Solving Strategico?. Ritualizzare il rituale. Nessuna delle risposte è corretta. Peggiore fantasia. Diario di bordo.

Quale tra queste non è una tecnica del Problem Solving Strategico?. Scalatore. Come peggiorare. Peggiore fantasia. Scenario oltre il problema.

Quale tra queste non è una tecnica di Problem Solving Strategico?. Nessuna delle risposte è corretta. Come peggiorare. Scalatore. Diario di bordo.

Quale tra queste non è una tecnica di Problem Solving Strategico?. Piccoli passi. Scenario oltre il problema. Nessuna delle risposte è corretta. Ritualizzare il rituale.

Quale tra queste non è una tecnica di Problem Solving Strategico?. Nessuna delle risposte è corretta. Scalatore. Piccoli passi. Come peggiorare.

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