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Teorie e tecniche della comunicazione tra gruppi

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Title of test:
Teorie e tecniche della comunicazione tra gruppi

Description:
Facoltà di psicologia

Author:
leila
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Creation Date:
15/11/2022

Category:
Open University

Number of questions: 252
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Content:
La costruzione di norme di gruppo assolve a quattro funzioni: una di queste è definita come 'avanzamento del gruppo (group locomotion)'. Individui tra le seguenti definizioni quella corrispondente: lavanzamento del gruppo (group locomotion): cioè le norme permettono al gruppo di preservarsi in quanto tale; l'avanzamento del gruppo (group locomotion): nel senso che le norme permettono ai membri del gruppo di definire le proprie relazioni rispetto all'ambiente sociale più vasto, che è composto di gruppi, organizzazioni e istituzioni. l'avanzamento del gruppo (group locomotion): nel senso che le norme offrono sostegno alle opinioni dei vari membri per costruire attraverso il consenso una realtà condivisa, una realtà sociale. l'avanzamento del gruppo (group locomotion): cioè le norme servono al gruppo per raggiungere i propri obiettivi.
Thompson (2012) classifica alcuni risultati poco soddisfacenti (sub-ottimi) che si possono raggiungere con la negoziazione. Cosa si intende in particolare con "accontentarsi di poco o maledizione del vincitore"? sentirsi obbligati a raggiungere un accordo anche quando questo è oggettivamente peggio delle alternative che si avrebbero nel caso di non raggiungimento dell'accordo. rifiutare le proposte della controparte anche quando queste siano meglio di qualunque altra opzione. Si raggiunge questo risultato quando le parti non esplorano a sufficienza le possibilità di mutuo guadagno e le possibili opportunità vengono lasciate sul tavolo della trattativa Concedere troppo, magari per la fretta di raggiungere un accordo o per la mancanza di preparazione.
L'acronimo BATNA sta a indicare: la peggiore alternativa disponibile a un accordo negoziale L'impegno profuso dalle parti al fine di raggiungere un accordo di tipo win-win La migliore alternativa a un accordo negoziale L'impegno profuso da una parte al fine di raggiungere un accordo del tipo win-loss a suo favore.
Thompson (2012) classifica alcuni risultati poco soddisfacenti (sub-ottimi) che si possono raggiungere con la negoziazione. Cosa si intende in particolare con "abbandonare il tavolo della trattativa, detto hubris"? rifiutare le proposte della controparte anche quando queste siano meglio di qualunque altra opzione Si raggiunge questo risultato quando le parti non esplorano a sufficienza le possibilità di mutuo guadagno e le possibili opportunità vengono lasciate sul tavolo della trattativa Concedere troppo, magari per la fretta di raggiungere un accordo o per la mancanza di preparazione sentirsi obbligati a raggiungere un accordo anche quando questo è oggettivamente peggio delle alternative che si avrebbero nel caso di non raggiungimento dell'accordo.
Quale, tra le seguenti affermazioni, NON è una strategia utile per fare lievitare la torta: prendere in considerazione i contratti contingenti proporre offerte articolate l’imposizione di una soluzione da una terza parte il raffinamento degli accordi raggiunti.
Quale, tra le seguenti affermazioni, è una strategia inefficace e controproducenti all’intenzione di far lievitare la torta? Mantenere un atteggiamento competitivo Impegnarsi a trovare un accordo “win-lose” Tutte le affermazioni riguardano strategie inefficaci a far lievitare la torta Mantenere un atteggiamento cooperativo.
Alcune strategie sono inefficaci e controproducenti all’intenzione di far lievitare la torta. Quale affermazione NON è corretta: Impegnarsi a trovare un accordo “win-win Focalizzarsi sul mantenere una relazione proiettata nel futuro Impegnarsi a trovare un accordo “win-lose” Scendere a compromessi.
A proposito delle strategie utili a far lievitare la torta, quale affermazione è corretta per descrivere il brainstorming è un processo cognitivo che procede per libera associazione di idee e quindi non è disciplinato da alcuna regola Ha come obiettivo quello di trovare subito la soluzione migliore, solitamente proposta dal leader del gruppo. È il momento in cui si usa il pensiero divergente volto alla creazione e invenzione di nuove opzioni È il momento in cui si usa il pensiero convergente volto a valutare criticamente le varie opzioni al fine di scegliere la migliore.
A proposito delle strategie utili a far lievitare la torta, indica quale affermazione, riguardante il brainstorming, NON è corretta: Durante il brainstorming è consigliabile che i partecipanti si siedano fianco a fianco in modo da instaurare un clima propositivo e non conflittuale. All’inizio del processo di brainstorming è opportuno ricordare le regole riguardo a come si svolgerà, e in particolare il fatto che all’inizio non è permesso muovere critiche o fare valutazioni. È il momento in cui si usa il pensiero convergente volto a valutare criticamente le varie opzioni al fine di scegliere la migliore Lo scopo del brainstorming è aumentare le opzioni disponibili, occorre quindi non limitarsi a trovare un’unica soluzione ma tenere ben presenti le opzioni più promettenti.
A proposito delle strategie utili a far lievitare la torta, il BRAINSTORMING: è una strategia di problem solving in cui le idee vengono generate liberamente e senza inibizioni, evitando ogni giudizio critico immediato sul loro valore o fattibilità è un processo cognitivo che procede per libera associazione di idee e quindi non è disciplinato da alcuna regola È il momento in cui si usa il pensiero convergente volto a valutare criticamente le varie opzioni al fine di scegliere la migliore. Ha come obiettivo quello di trovare subito la soluzione migliore, solitamente proposta dal leader del gruppo.
L'acronimo MANN sta a indicare: L'impegno profuso dalle parti al fine di raggiungere un accordo di tipo win-win la peggiore alternativa disponibile a un accordo negoziale L'impegno profuso da una parte al fine di raggiungere un accordo del tipo win-loss a suo favore. la traduzione italiana di BATNA.
Quale, tra le seguenti affermazioni, NON è una strategia utile per fare lievitare la torta: il ritiro dalle trattative stabilire accordi preliminari identificare e scomporre gli aspetti scambiare informazioni su interessi e priorità.
A proposito di media-arbitrato e arbi-mediazione, quale affermazione è corretta: sono approcci ibridi che cercano di superare gli aspetti critici della mediazione e dell'arbitrato non esitono, sono termini inventati dal docente Nel media-arbitrato si parte con un tentativo di mediazione e, nel caso non sortisca gli effetti desiderati, diventa arbitrato L'arbi-mediazione prevede una fase di arbitrato e una fase di mediazione. Se dopo la seconda fase non giunge a un accordo interviene anche l'arbitro a imporre la decisione.
Thompson (2012) classifica alcuni risultati poco soddisfacenti (sub-ottimi) che si possono raggiungere con la negoziazione. Cosa si intende in particolare con "distorsione dell'accordo obbligato"? rifiutare le proposte della controparte anche quando queste siano meglio di qualunque altra opzione. sentirsi obbligati a raggiungere un accordo anche quando questo è oggettivamente peggio delle alternative che si avrebbero nel caso di non raggiungimento dell'accordo Concedere troppo, magari per la fretta di raggiungere un accordo o per la mancanza di preparazione Si raggiunge questo risultato quando le parti non esplorano a sufficienza le possibilità di mutuo guadagno e le possibili opportunità vengono lasciate sul tavolo della trattativa.
Merlone(2016) descrive alcuni aspetti che concorrono a rendere la negoziazione una competenza sempre più necessaria. A proposito della interdipendenza, quale affermrazione è corretta le forze economiche e gli aspetti dinamici dell'economia rendono necessario un continuo adattamento ai nuovi scenari che man mano si creano (si pensi ad esempio alle recenti crisi economiche, con l'aumento della disoccupazione in Europa e l'apertura in Cina e India). Il mondo degli affari è per sua natura in continua trasformazione, nuovi prodotti vengono immessi sui mercati e le opportunità si creano e si riducono continuamente. I recenti sviluppi della tecnologia hanno modificato il modo di interagire ma anchei confini che in passato erano stabiliti dalla compresenza fisica e dagli orari. Si pensi al fatto che siamo sempre pronti a reagire ai nuovi eventi e disponibili 24 ore su 24 , sette giorni su sette. I sistemi complessi sono caratterizzati dai collegamenti tra le parti che li compongono e ad aumentare la complessità contribuisce anche la crescente specializzazione che rende individui e organizzazioni sempre più inderdipendenti.
Merlone(2016) descrive alcuni aspetti che concorrono a rendere la negoziazione una competenza sempre più necessaria. A proposito dell'informatizzazione della società, quale affermazione è corretta Il mondo degli affari è per sua natura in continua trasformazione, nuovi prodotti vengono immessi sui mercati e le opportunità si creano e si riducono continuamente. I sistemi complessi sono caratterizzati dai collegamenti tra le parti che li compongono e ad aumentare la complessità contribuisce anche la crescente specializzazione che rende individui e organizzazioni sempre più inderdipendenti. I recenti sviluppi della tecnologia hanno modificato il modo di interagire ma anchei confini che in passato erano stabiliti dalla compresenza fisica e dagli orari. Si pensi al fatto che siamo sempre pronti a reagire ai nuovi eventi e disponibili 24 ore su 24 , sette giorni su sette. le forze economiche e gli aspetti dinamici dell'economia rendono necessario un continuo adattamento ai nuovi scenari che man mano si creano (si pensi ad esempio alle recenti crisi economiche, con l'aumento della disoccupazione in Europa e l'apertura in Cina e India).
Merlone(2016) descrive alcuni aspetti che concorrono a rendere la negoziazione una competenza sempre più necessaria. A proposito della dinamicità del mondo degli affari, quale affermazione è corretta I recenti sviluppi della tecnologia hanno modificato il modo di interagire ma anchei confini che in passato erano stabiliti dalla compresenza fisica e dagli orari. Si pensi al fatto che siamo sempre pronti a reagire ai nuovi eventi e disponibili 24 ore su 24 , sette giorni su sette. Il mondo degli affari è per sua natura in continua trasformazione, nuovi prodotti vengono immessi sui mercati e le opportunità si creano e si riducono continuamente I sistemi complessi sono caratterizzati dai collegamenti tra le parti che li compongono e ad aumentare la complessità contribuisce anche la crescente specializzazione che rende individui e organizzazioni sempre più inderdipendenti. le forze economiche e gli aspetti dinamici dell'economia rendono necessario un continuo adattamento ai nuovi scenari che man mano si creano (si pensi ad esempio alle recenti crisi economiche, con l'aumento della disoccupazione in Europa e l'apertura in Cina e India).
Merlone(2016) descrive alcuni aspetti che concorrono a rendere la negoziazione una competenza sempre più necessaria. A proposito dei mutamenti economici, quale affermazione è corretta I sistemi complessi sono caratterizzati dai collegamenti tra le parti che li compongono e ad aumentare la complessità contribuisce anche la crescente specializzazione che rende individui e organizzazioni sempre più inderdipendenti I recenti sviluppi della tecnologia hanno modificato il modo di interagire ma anchei confini che in passato erano stabiliti dalla compresenza fisica e dagli orari. Si pensi al fatto che siamo sempre pronti a reagire ai nuovi eventi e disponibili 24 ore su 24 , sette giorni su sette. le forze economiche e gli aspetti dinamici dell'economia rendono necessario un continuo adattamento ai nuovi scenari che man mano si creano (si pensi ad esempio alle recenti crisi economiche, con l'aumento della disoccupazione in Europa e l'apertura in Cina e India). Il mondo degli affari è per sua natura in continua trasformazione, nuovi prodotti vengono immessi sui mercati e le opportunità si creano e si riducono continuamente.
Quale, tra le seguenti affermazioni, NON è un falso mito sulla negoziazione: Il buon negoziatore sa rischiare Il buon negoziazione segue i suoi istinti. Negoziatori si nasce, non si diventa La negoziazione è un gioco a somma variabile.
Quale affermazione è CORRETTA a proposito della negoziazione Le ricerche hanno mostrato che, in generale, le persone non ottengono buoni risutlati con la negoziazione e non sono in grado di negoziare efficacemente Secondo alcuni esperimenti condotti in laboratorio più del 60% dei partecipanti ottiene esiti di tipo win-win in generale, le persone sono capaci di negoziazione efficacemente e possiedono gli skills per gestire un conflitto Recenti ricerche hanno mostrato che, in generale, le persone ottengono buoni risultati con la negoziazione.
Thompson (2012) classifica alcuni risultati poco soddisfacenti (sub-ottimi) che si possono raggiungere con la negoziazione. Cosa si intende in particolare con "dimenticare i soldi sul tavolo"? sentirsi obbligati a raggiungere un accordo anche quando questo è oggettivamente peggio delle alternative che si avrebbero nel caso di non raggiungimento dell'accordo. rifiutare le proposte della controparte anche quando queste siano meglio di qualunque altra opzione. Concedere troppo, magari per la fretta di raggiungere un accordo o per la mancanza di preparazione Si raggiunge questo risultato quando le parti non esplorano a sufficienza le possibilità di mutuo guadagno e le possibili opportunità vengono lasciate sul tavolo della trattativa.
Secondo la prospettiva sociobiologica, gli essere umani formano dei gruppi per: Soddisfare un bisogno innato e universale di aggregazione e di appartenenza, grazie al quale incrementare le possibilità di sopravvivenza degli individui Comprendere il mondo circostante, ad esempio facendo riferimento agli altri per crearsi delle credenze sulle proprie preferenze. Soddisfare il bisogno di appartenenza a gruppi primari e a gruppi secondari. Soddisfare i bisogni individuali sotto forma di scambi, che possono riguardare beni materiali oppure psicologici.
Secondo la prospettiva cognitiva, gli esseri umani formano dei gruppi per: Soddisfare il bisogno di appartenenza a gruppi primari e a gruppi secondari. Soddisfare i bisogni individuali sotto forma di scambi, che possono riguardare beni materiali oppure psicologici. Soddisfare un bisogno innato e universale di aggregazione e di appartenenza, grazie al quale incrementare le possibilità di sopravvivenza degli individui. Comprendere il mondo circostante, ad esempio facendo riferimento agli altri per crearsi delle credenze sulle proprie preferenze.
Il gruppo sociale è: Un insieme di individui che si trovano nello stesso luogo allo stesso momento, senza tuttavia condividere tra loro alcun preciso legame, come gli spettatori in una sala cinematografica Un insieme di persone la cui entità è diversa e non superiore rispetto all'insieme dei singoli individui che lo compongono. È un raggruppamento statistico di individui classificati nella stessa categoria in base ad una particolare caratteristica comune, come ad esempio i vegetariani. Costituito da un numero limitato di individui che interagiscono con regolarità, come la famiglia oppure un circolo sportivo.
Indica, con una crocetta, l'opzione che meglio completa la seguente affermazione. Secondo la prospettiva ______________ gli esseri umani formano dei gruppi per comprendere il mondo circostante, ad esempio facendo riferimento agli altri per crearsi delle credenze sulle proprie preferenze Cognitiva Sociobiologia. Dinamica. Utilitaristica.
La categoria sociale è: una entità sociale che sorge per rispondere alle esigenze e agli scopi delle organizzazioni più ampie. un raggruppamento opportunistico di invididui che persegue un obiettivo specifico ma transitorio. un raggruppamento statistico di individui classificati nella stessa categoria in base ad una particolare caratteristica comune. una entità sociale che nasce per perseguire obiettivi limitati e che presenta una struttura di relazioni interpersonali non ben definita o addirittura assente.
In relazione al concetto di ''team'' indichi quale, tra le seguenti affermazioni, è VERA: Nei team generalmente i compiti richiedono un limitato coordinamento e poca collaborazione tra i partecipanti. I team sono gruppi particolari, cioè vere e proprie squadre in cui i ruoli sono rigidamente definiti e le competenze coordinate secondo modalità fortemente cooperative I team si costituiscono per soddisfare obiettivi generici il cui raggiungimento segna la fine della vita del team. I team sono composti da membri per nulla differenziati fra loro.
Le organizzazioni sono aggregati di individui, definite e strutturate per il raggiungimento di determinati obiettivi. Cosa caratterizza primariamente le organizzazioni? L'individuazione di un responsabile e l'organizzazione in unità operative Una forte identificazione al team e all'azienda Gli obiettivi operativi e la mission I ruoli e la motivazione dei lavoratori.
Gli spettatori in una sala cinematografica sono un esempio di: Categoria sociale. Aggregato Gruppo istituzionale. Gruppo primario.
I gruppi secondari sono: Formati da un numero limitato di individui che interagiscono con regolarità, come la famiglia oppure un circolo sportivo. Un insieme di persone che interagiscono direttamente e sono legate da vincoli di natura emotiva. Un insieme di persone la cui entità è diversa e non superiore rispetto all'insieme dei singoli individui che lo compongono. Formati da persone che hanno rapporti più o meno frequenti ma di tipo prevalentemente impersonale, in quanto determinati esclusivamente da scopi pratici.
In psicologia sociale vengono distinte dal gruppo alcune forme di aggregazione umana (Mucchi Faina, 2002). Indica quale NON è una forma di aggregazione La massa La folla La banda La learship.
Le norme sociali: Riguardano un set di comportamenti e opinioni cui ci si aspetta che i membri si uniformino. Tutte le affermazioni precedenti sono vere. Non hanno lo stesso carattere di obbligatorietà per tutti i membri: le persone di status elevato sono più vincolate alle norme centrali. Costituiscono aspettative condivise rispetto a come dovrebbero comportarsi i membri del gruppo.
In riferimento alla coesione di gruppo, barrare tra le seguenti l'affermazione considerata FALSA Nei gruppi caratterizzati da alta coesione si riscontra una ridotta accettazione reciproca dei membri, una valutazione negativa del lavoro del gruppo e ridotto desiderio da parte dei membri di rimanere nel gruppo La coesione di gruppo è considerata un fattore importante per il suo funzionamento, dal momento che aiuta a tenere unito il gruppo e motiva i membri a compiere degli sforzi per esso. La coesione può essere associata a fattori quali la prossimità fisica, la frequenza di interazione, la somiglianza tra i membri, la fedeltà agli obiettivi. La coesione è la forza che lega i membri al gruppo e che li induce a rimanervi.
In riferimento ai ruoli all'interno di un gruppo, barrare tra le seguenti l'affermazione considerata FALSA: La differenziazione di ruoli all'interno del gruppo permette una vita di gruppo più complessa da gestire, caotica e imprevedibile I ruoli sono definiti dalla collocazione che i singoli membri occupano all'interno dei gruppi e possono essere formali o informali. la differenziazione di ruoli all'interno del gruppo è funzionale al raggiungimento degli obiettivi del gruppo grazie alla divisione del lavoro al suo interno I gruppi all'nterno delle organizzazioni sono per lo più strutturati attorno a ruoli formali (ad esempio il responsabile di tutta lattività del gruppo o di settori di attività).
Tuckman e Jensen hanno proposto un modello dell'evoluzione dei gruppi in cinque fasi: Forming; Storming; Norming; Performing; Adjourning. Quando ci riferiamo alla fase di storming, intendiamo che: I membri del gruppo resistono all'influenza. I membri del gruppo condividono uno scopo comune. I membri del gruppo iniziano a conoscersi. I membri del gruppo lavorano insieme per i propri obiettivi.
Tuckman e Jensen hanno proposto un modello dell'evoluzione dei gruppi in cinque fasi: Forming; Storming; Norming; Performing; Adjourning. Perché si ritiene che questo modello semplifichi eccessivamente la realtà? Indica la risposta NON corretta perché la fase di "norming" nella realtà non esiste perché è spesso impossibile stabilire in che fase si trovi un gruppo e l'assunto per cui i differenti stadi sono qualitativamente differenti tra loro è difficile da sostenere perché i gruppi possono a volte regredire a fase precedenti piuttosto che progredire verso quelle successive come assume il modello. perché alcuni gruppi potrebbero non avere alcuna fase conflittuale, mentre altri sono in perenne contrasto.
Quale delle seguenti affermazioni NON si riferisce al modello della socializzazione di gruppo di Moreland e Levine (1982): Secondo il modello, lo spostamento da una fase a quella successiva comporta una transizione di ruolo. Le transizioni di ruolo compaiono come risultato di processi di valutazione in cui individui e gruppi valutano la reciproca utilità, ovvero il grado in cui il gruppo soddisfa le necessità dei membri e i membri sono considerati di valore per il gruppo. Sono considerate transizioni di ruolo laccettazione (da nuovo membro a membro effettivo), la divergenza (da membro effettivo a marginale) e luscita (da membro marginale a ex membro). Secondo il modello, lo spostamento da una fase a quella successiva comporta un mantenimento di status e di ruolo.
Relativamente al concetto di ''status''quale tra le seguenti affermazioni NON é corretta Chi occupa uno status elevato tende a promuovere iniziative (idee e attività) che poi vengono continuate dal gruppo. Le persone di status elevato ricevono un maggior numero di comunicazioni da parte dei membri del gruppo. Le persone che occupano uno status elevato interagiscono più frequentemente con gli altri membri del gruppo e svolgono un maggior numero di interventi verbali. Le persone che occupano uno status elevato tendono ad adeguarsi alle decisioni prese dagli altri membri del gruppo e a non promuovere iniziative.
Relativamente al concetto di ''status''quale tra le seguenti affermazioni NON é corretta Le persone di status elevato ricevono un maggior numero di comunicazioni da parte dei membri del gruppo. Le persone che occupano uno status elevato interagiscono più frequentemente con gli altri membri del gruppo e svolgono un maggior numero di interventi verbali. Le persone che occupano uno status elevato tendono a criticare, comandare e interrompere di meno i loro interlocutori. Chi occupa uno status elevato tende a promuovere iniziative (idee e attività) che poi vengono continuate dal gruppo.
Nel merito della definizione di identità sociale, barrare quale delle seguenti affermazioni NON è corretta: Le persone possiedono più identità sociali, tante quanti sono i gruppi a cui appartengono. Le persone possiedono una identità sociale prevalente, le altre sono secondarie e di minore importanza L'identità sociale è quella parte dell'immagine di sé dell'individuo che deriva dalla sua consapevolezza di appartenere ad un gruppo sociale (o a più gruppi), unita al valore e al significato emotivo attribuito a tale appartenenza Rispetto alla consapevolezza di appartenere a un gruppo, è opportuno sottolineare che è possibile sia appartenere a un gruppo senza identificarsi con esso, sia identificarsi con un gruppo di cui oggettivamente non si fa parte.
I tratti più tipici di un leader, secondo una rassegna di Stodgill (1974), sono diversi. Quale, tra le seguenti affermazioni, NON è un tratto individuato da Stodgill? fiducia in sé e capacità di tollerare le frustrazioni. propensione alla responsabilità ed alla esecuzione del compito e tenacia nel perseguire gli obiettivi. originalità nell'affrontare i problemi e tendenza a prendere liniziativa. propensione allo stress e riduzione di commitment dovuti alle richieste elevate.
Nelle definizioni di leadership si parla di influenza e non di potere. Qual è la differenza? mentre la prima produce coercizione e acquiescenza pubblica, la seconda implica accettazione soggettiva e persuasione non esiste in realtà alcuna differenza. mentre la prima implica di imporre la propria volontà sugli altri ricorrendo alla forza legittima, la seconda agisce sugli atteggiamenti, percezioni e opinioni attraverso la costante pressione sui componenti del gruppo mentre la prima produce accettazione soggettiva e persuasione, la seconda implica coercizione e acquiescenza pubblica.
Uno tra gli esperimenti più famosi per valutare l'impatto degli stili di leadership sulla prestazione di un gruppo [esperimento conosciuto anche come ''leadership e vita di gruppo" è stato condotto da: Tajfel Moscovici De Cremer Lippit e White.
Relativamente alla leadership, barrare tra le seguenti affermazioni quella CORRETTA Tutte le affermazioni sono vere Quanto più il trattamento da parte del leader sarà equamente distribuito tanto più forte promuoverà il senso di appartenenza al gruppo e motiverà gli individui ad adottare comportamenti cooperativi L'equità del trattamento da parte del leader comunica un'importante informazione relazionale rispetto alla posizione di ciascuno all'interno del gruppo. La cooperazione da parte di componenti di un gruppo può essere incrementata se il leader viene percepito come leader carismatico.
Tra i diversi approcci teorici che hanno affrontato lo studio della leadership, l'approccio situazionista sostiene che: L'efficienza della leadership dipende dalla capacità del leader di sostenere le responsabilità legate al suo ruolo. Il leader deve assolvere diverse funzioni in situazioni che comportano compiti diversi: il contenuto e il contesto del compito determinano differenti richieste di comportamento al leader L'efficienza della leadership dipende dalla corrispondenza fra lo stile adottato dal leader e il controllo che questultimo possiede della situazione. Non sempre il leader occupa una posizione elevata, dipende dalla situazione e dall'obiettivo di gruppo da raggiungere.
Indica la risposta corretta. La comunicazione È un'attività sociale ed è alla base dell'interazione sociale e delle relazioni interpersonali. Comporta la condivisione di significati e di sistemi di segnalazione, quindi ha una matrice culturale e una natura convenzionale. Tutte le affermazioni sono corrette. E' connessa in modo intrinseco all’interazione e costituisce la sostanza delle relazioni interpersonali.
Indica quale affermazione è corretta. La comunicazione serve come un mezzo per influenzare i fattori strutturali (come la dimensione e la composizione del gruppo, le preferenze dei membri, il tipo di compito ecc.) e gli aspetti contestuali sulle interazioni del gruppo. è parte integrante di qualsiasi presa di decisione da parte di un gruppo. tutte le affermazioni sono corrette. entra di diritto nei processi di presa di decisione che spesso un gruppo di lavoro (o un gruppo informale) è invitato a prendere per raggiungere i propri obiettivi.
Nell'ambito delle modalità di comunicazione nei gruppi barrare quale, tra le seguenti affermazioni, NON è corretta Le reti di comunicazione consentono una rapida ed efficiente trasmissione delle informazioni e degli ordini, e favoriscono la condivisione degli obiettivi nei gruppi. Le informazioni all'interno dei gruppi e delle organizzazioni si trasmettono mediante canali più o meno strutturati e il tipo di complessità della struttura comunicazionale è un elemento costitutivo dei gruppi. Nei gruppi di piccole dimensioni esistono reti di comunicazioni molto strutturate ed efficienti, capaci di favorire gli scambi comunicativi. Nei gruppi più grandi, invece, le reti di comunicazione strutturate non sono necessarie poiché gli scambi comunicativi si strutturano da sé. E' possibile identificare tre correnti di studio sulle comunicazioni nei gruppi: 1) Bales e al. (1951); 2) Festinger (1950) e Schachter (1951); 3) Bavelas (1948) e Leavitt (1951).
In riferimento alle funzioni svolte dalla comunicazione, indicare l'affermazione NON è corretta La comunicazione svolge due funzioni, interdipendenti tra loro: funzione proposizionale e funzione relazionale. L’efficacia relazionale della comunicazione dipende dalla connessione tra interazione e relazione. La comunicazione svolge una funzione essenziale anche nell'estinzione di una relazione, che si contraddistingue proprio per la riduzione e interruzione dei contatti e degli scambi comunicativi La funzione proposizione della comunicazione è più importante della funzione relazionale perchè riguarda lo scambio di informazioni tra due o più persone.
Barrare quale, tra le seguenti, si può considerare una caratteristica importante della comunicazione (Anolli, 2002): La comunicazione si fonda su una relazione stretta tra realtà pensabile e realtà comunicabile, quindi è un'attività cognitiva. La comunicazione è un'attività sociale. Tutte le risposte sono corrette La comunicazione comporta la condivisione di significati e di sistemi di segnalazione.
La comunicazione svolge due importanti funzioni Interdisciplinare e proporzionale Relazionale e inferenziale Proposizionale e relazionale Relazionale e disposizionale.
Uno dei primi studiosi che si è occupato degli effetti delle reti di comunicazione sull'attività dei gruppi è: Tajfel Lewin Bavelas Leavit.
Nell'ambito delle diverse reti di comunicazione descritte da Leavitt (1951), barrare quale delle seguenti affermazioni è VERA: La struttura comunicazionale rappresentata da una sequenza lineare mette in evidenza il fatto che ogni partecipante può comunicare soltanto con chi lo precede e lo segue, mentre coloro che occupano i due estremi possono comunicare soltanto con chi gli precede. La struttura comunicazionale a croce evidenzia il fatto che tutte le comunicazioni passano attraverso un singolo individuo che si colloca al centro della rete, cosicché ogni altro individuo per comunicare con gli altri componenti del gruppo dovrà necessariamente interagire con il nodo centrale della struttura. Tutte le affermazioni sono corrette. La rete rappresentata come una Y evidenzia il ruolo privilegiato del partecipante che occupa la giuntura dei bracci della Y rispetto agli altri e che il membro più svantaggiato è quello che occupa la posizione alla base della Y.
Tra le diverse reti di comunicazione descritte da Leavitt (1951), in quale le comunicazioni passano attraverso un singolo individuo che si colloca al centro della rete? Pentagonale. A zeta. A sequenza lineare. A croce.
Tra le diverse reti di comunicazione descritte da Leavitt (1951), in quale configurazione ogni partecipante può comunicare soltanto con chi lo precede e lo segue, mentre coloro che occupano i due estremi possono comunicare soltanto con chi gli precede? A croce. Pentagonale. A sequenza lineare A zeta.
Nell'ambito dell'influenza sociale, barrare quale tra le seguenti affermazioni è CORRETTA gli effetti dell'influenza sociale all'interno di un gruppo non sono stati mai osservati sperimentalmente. rappresenta un dispositivo parziale perché la semplice presenza di altri non sempre esercita una serie di effetti che facilitano oppure inibiscono lazione del soggetto. gli effetti dellinfluenza sociale allinterno di un gruppo non sono stati mai osservati sperimentalmente. si distingue tra divulgativa e normativa. è intesa come modalità di base per orientare e dirigere in modo reciproco il sistema delle credenze positive e negative, dei desideri, degli atteggiamenti, degli scopi e dei processi decisionali dei membri del gruppo.
Indica con una crocetta l'opzione che meglio completa la seguente affermazione. L'_______________________ induce il singolo individuo a conformarsi alle norme e agli standard vigenti nel gruppo. Chi non si adegua a questi standard è valutato come deviante Influenza sociale associativa. Influenza sociale normativa. Influenza sociale discriminativa. Influenza sociale informativa.
a proposito dell'influenza sociale informativa, indica la risposta corretta Induce il singolo individuo a conformarsi alle norme e agli standard vigenti nel gruppo. Induce il singolo individuo a ribellarsi alle norme e agli standard vigenti nel gruppo. Riguarda la disposizione ad accettare una informazione proveniente da un altri come vera e serve a ridurre l'ambiguità nella valutazione di una certa situazione. Riguarda la disposizione a chiedere costantemente chiarimenti rispetto all'informazione ricevuta dall'interlocutore.
Nell'ambito della comunicazione persuasiva, quale affermazione riguardo il modello euristico-sistematico di Esagly e Chaiken (1984) NON è corretta nel modello è prevista la possibilità che le due modalità di elaborazione, approfondita o superficiale, non si escludano a vicenda. in questo modello, la motivazione e le capacità cognitive sono fattori fondamentali. in questo modello, il ricevente di un messaggio persuasivo procede sempre con una analisi superficiale dei contenuti (percorso periferico) per poi passare a una elaborazione più approfondita (percorso centrale). prevede due processi di natura diversa attraverso i quali un individuo può arrivare alla conclusione di accettare o meno la tesi veicolata in una comunicazione persuasiva.
Nell'ambito della comunicazione persuasiva, in riferimento al modello della probabilità di elaborazione (ELM) di Petty e Cacioppo (1981) barrare quale tra le seguenti affermazioni NON è corretta Il percorso periferico è un processo basato su elementi che non hanno direttamente a che vedere con le argomentazioni utilizzate per sostenere una certa posizione, quanto piuttosto il modo in cui esse sono presentate Il percorso centrale è un processo di elaborazione parziale sulle argomentazioni e informazioni contenute nel messaggio. Questo richiede una limitata quantità di risorse cognitive Il modello prevede che, esposto a un messaggio persuasivo, il ricevente attivi un processo cognitivo fra due possibili: il percorso centrale e il percorso periferico. cambiamenti che risultano soprattutto dall'elaborazione degli argomenti (percorso centrale) sono più persistenti dal punto di vista temporale, hanno maggiore capacità predittiva del comportamento e mostrano una maggiore resistenza alla contro persuasione rispetto ai cambiamenti che risultano da segnali periferici.
Nell'ambito della comunicazione persuasiva, il modello classico elaborato da Petty e Cacioppo (1981) è definito: Modello unimodale. Modello cognitivo - emotivo. Modello di probabilità di elaborazione. Modello euristico – sistematico.
Nell'ambito dei processi di decisione di gruppo, quale tra le seguenti affermazioni descrive l'effetto di polarizzazione Le risposte di gruppo in una prova di giudizio tendono ad estremizzarsi verso un polo specifico, verso a cui già tendeva la media dei giudizi dati individualmente. Le risposte di gruppo in una prova di giudizio tendono a concentrarsi indifferentemente verso l'uno o l'altro polo. Le risposte di gruppo in una prova di giudizio tendono a concentrarsi attorno al giudizio di un singolo individuo (solitamente il capro espiatorio). Le risposte di gruppo in una prova di giudizio tendono a concentrarsi attorno al giudizio di un singolo individuo (solitamente il leader).
Nell'ambito dei processi di decisione di gruppo, quale tra le seguenti affermazioni descrive l'effetto di normalizzazione: Le risposte di gruppo in una prova di giudizio tendono a concentrarsi attorno alla media dei giudizi individuali Le risposte di un gruppo in una prova di giudizio tendono seguire una norma ben precisa stabilita dal gruppo prima di iniziare a interagire. Quando i componenti di un gruppo si incontrano non fanno altro che soppesare i vantaggi e gli inconvenienti di ogni soluzione, tentano cioè di trovare quella più conveniente per il singolo a scapito degli altri. Le risposte di gruppo in una prova di giudizio tendono ad estremizzarsi verso un polo specifico.
A proposito dei gruppi virtuali, indica quale fra le seguenti affermazioni NON è corretta: I gruppi virtuali sembrano essere in grado di sviluppare elevati livelli di coesione se c'è tempo sufficiente a disposizione, ma ciò può essere accelerato grazie all'uso di sistemi di videoconferenza I gruppi virtuali hanno maggiore difficoltà a stabilire e consolidare norme e relazioni sociali. Talvolta, nei gruppi virtuali, l'utilizzo del mezzo di comunicazione riduce o impedisce la conversazione/discussione tra i membri del gruppo. I gruppi virtuali di lavoro corrispondono a quei gruppi in cui l'interazione è basata esclusivamente sulle relazioni faccia a faccia.
In riferimento alla CMC (Comunicazione Mediata da Computer), indica la risposta corretta Tutte le affermazioni sono corrette Spesso porta alla spersonalizzazione dei partecipanti. Si può ritenere che consenta meno influenza e minor controllo di chi nel gruppo potrebbe assumere il ruolo di leader. Sembra produrre effetti differenziati sulla efficienza del gruppo a seconda del tipo particolare di mezzo utilizzato per la gestione della comunicazione.
In riferimento alla comunicazione mediata da computer (CMC), segnare quale tra le seguenti affermazioni è CORRETTA: Tutte le affermazioni sono corrette può sfruttare l'adattabilità dei testi scritti. talvolta sfrutta l'efficienza dovuta alla simultaneità. sfrutta l'efficienza dovuta alla velocità.
Indica la risposta corretta. La coesione di gruppo avviene quando gli individui di un gruppo sviluppano un minor impegno per raggiungere un obiettivo quando svolgono un'attività in gruppo rispetto a quando lavorano da soli. E' di ostacolo al buon funzionamento del gruppo in quanto impedisce la creazione di relazioni diadiche funzionali tra i membri del gruppo. si riferisce alla forza con cui gli individui stanno in relazione tra loro in un gruppo Tutte le risposte sono corrette.
In riferimento al concetto di ''groupthink'' (pensiero di gruppo), barrare quale tra le seguenti affermazioni NON è corretta Si manifesta in uno sforzo collettivo volto alla ricerca di virtuale unanimità che annulla la motivazione dei singoli membri a valutare realisticamente le alternative attuali o potenziali La precondizione alla “sindrome group-think” è la competizione intragrupo La precondizione alla “sindrome group-think” è la coesione di gruppo. è considerabile responsabile di una sorta di deterioramento dell'efficienza mentale, della valutazione della realtà e del giudizio morale e di una tendenza a ignorare le informazioni esterne incongruenti con il corso di azioni favorito.
Gli stereotipi Possono essere positivi e negativi. Comprendono molteplici caratteristiche. Tutte le affermazioni precedenti sono corrette Possono essere accurati o inaccurati.
Il groupthink è responsabile di una sorta di deterioramento dell'efficienza mentale, della valutazione della realtà e del giudizio morale e di una tendenza a ignorare le informazioni esterne incongruenti con il corso di azioni favorito. Tale deterioramento si manifesta attraverso (indica la risposta NON corretta): L'illusione di unanimità. L'illusione di invulnerabilità. L'autocensura. La polarizzazione.
Il rancore è una causa di conflitto che ha come dimensione temporale di riferimento: Il futuro. Sia il presente, sia il futuro. Il passato Il presente.
Le principali cause di un conflitto sono: Opacità relazionale, rabbia e atteggiamento di sottomissione. Questioni unicamente di tipo emotivo. Divergenza di interessi, rancore e risorse scarse L'ambiguità di potere e le motivazioni implicite a non voler risolvere il conflitto.
La divergenza di interessi è una causa di conflitto che ha come dimensione temporale di riferimento Il futuro Il presente. La divergenza di interessi non ha dimensione temporale di riferimento. Il passato.
In riferimento al DUAL CONCERN MODEL (modello dei due interessi) di Pruitt e Rubin (1986),quale delle seguenti affermazioni è FALSA: Alla base di questo modello vi è l'assunzione che le strategie che il negoziatore deciderà di adottare sono determinate dal combinato delle motivazioni che in lui albergano nelle diverse fasi della trattativa. Le motivazioni fondamentali che muovono un negoziatore sono riconducibili a due: la motivazione a ottenere il più elevato rendimento per sé e la motivazione ad aiutare la controparte a massimizzare i propri rendimenti Stando al modello, un negoziatore è mosso da due interessi: quello attuale e quello futuro. Ad eccezione del ritirarsi dal conflitto, le restanti strategie per affrontare un conflitto possono essere spiegate alla luce del modello proposto da Pruitt e Rubin.
Indica la risposta corretta. Lo "schema del conflitto" è La raccolta di informazioni iniziali circa il conflitto dalle parti coinvolte (interessi in campo, risorse scarse contese, il BATNA eccetera) La rappresentazione mentale della situazione conflittuale La pianificazione oggettiva e puntuale della situazione negoziale (indicazione dei tempi e del luogo di svolgimento della negoziazione) L'elenco delle risorse scarse contese dalle parti in conflitto.
Secondo Pinkley (1990), sono tre le dimensioni principali attraverso cui gli individui costruiscono la propria rappresentazione del conflitto. Quale, tra le seguenti, NON è una di queste tre dimensioni compito versus relazione cooperazione versus competizione vittoria versus compromesso intelletto versus emozione.
In riferimento all'approccio GRIT (Graduated and Reciprocated Initiatives in Tension reduction) o tecnica della «plateale iniziativa conciliatoria», barrare quale tra le seguenti affermazioni è da considerarsi FALSA: Lapproccio rischia di perdere molta della sua efficacia se non è accompagnato da una strategia comunicativa che persuada la controparte della forza delle intenzioni cooperative di colui che lo implementa Questo approccio prende avvio con l'iniziativa della parte più intraprendente e coraggiosa (e possibilmente la più potente) di interrompere la spirale delle ostilità compiendo un significativo gesto di riconciliazione . Nell'approccio GRIT non si deve mai dichiarare apertamente ed esplicitamente la propria intenzione ad agire cooperativamente (messaggio che appare inutile reiterare e parafrasare più volte durante l'interazione). Il valore delle strategie comunicative a potenziamento della GRIT è quello di arginare il fenomeno, non raro nelle arene conflittuali, che anche i gesti compiuti con le migliori intenzioni possano venire interpretati come affronti o comunque come gesti mossi da una volontà ostile.
Il conflitto si intensifica quando la competizione sociale (relazionale) prende il posto della competizione materiale (il vero oggetto del contendere). Alcune dinamiche comunicative e di interazione possono aumentare l'intensità del conflitto. Quali non lo sono? Polarizzazioni di gruppo. Comunicazioni difficoltose con l'outgroup. Reciprocità delle minacce e formazione di coalizioni. Le concessioni riservate alla controparte.
In merito all'argomento ''escalation del conflitto''barrare, tra le seguenti affermazioni, quella considerata ERRATA Molto spesso in un conflitto nessun attacco di ciascuna delle parti è motivato dal desiderio di produrre un escalation del conflitto. Nonostante questo, il conflitto imbocca l'escalation in quanto nessuna della parti è disposta a rinunciare all'attacco successivo finché sente che la controparte avanza ancora un «ultimo colpo». Nel 1997 Mikolic, Paker e Pruitt hanno realizzato un esperimento per rilevare la reazione a un sopruso persistente, dimostrando il processo dell'escalation del conflitto. Le spirali del conflitto avvengono quando le parti sono legate da una reciprocità negativa; rispondono al comportamento di sfida con una sfida, all'attacco verbale con un attacco verbale e via dicendo. In base allo Script (copione) dell'escalation, dopo due attacchi di sfida, ai quali la controparte risponde con altrettanti attacchi, di solito la parte emotivamente più compentente si ritira e non risponde più con un attacco.
In merito all'escalation del conflitto, quale tra le seguenti affermazioni NON è corretta La spirale di intensificazione del conflitto si interrompe se una delle due parti iniziare a fare concessioni, anziché continuare a rispondere con delle minacce. La reciprocità delle minacce favorisce l'intensificarsi del conflitto. L'intensificarsi del conflitto segue una sequenza di comportamenti che gli autori hanno descritto come un vero e proprio script (copione) dell'escalation. A seguito dell'intensificarsi del conflitto, le comunicazioni intergruppo sono dinamiche, positive e costruttive.
La strategia per affrontare un conflitto denominata CONTESA (contending) è caratterizzata da: dichiarazioni di irremovibilità o impossibilità e formulazioni di accuse e critiche personali. tutte le risposte sono corrette e descrivono la contesa argomentazioni e suggestioni con finalità persuasive e manipolative ed espressione di minacce. battute di spirito con toni antagonistici e provocatori e domande aggressive.
Tra le sei strategie individuate da Pruitt e Carnevale (1993) per affrontare il conflitto, prevale la CONTESA quando È alta la motivazione a massimizzare i propri benefici ed è bassa la motivazione a contribuire ai rendimenti della controparte È bassa la motivazione a massimizzare i propri rendimenti ed è alta la motivazione a favorire il raggiungimento dei migliori risultati per la controparte. I negoziatori si limitano a sospendere il loro impegno nella trattative. È bassa sia la motivazione a massimizzare i propri rendimenti, sia la motivazione a favorire il raggiungimento dei migliori risultati per la controparte.
Nell'ambito delle strategie per affrontare un conflitto, quale delle seguenti affermazioni, riferite alla strategia INAZIONE O EVITAMENTO (avoiding), è da considerarsi FALSA Quando entrambe le parti adottano questo stile si può determinare l'«effetto congelamento», con le controparti che diventano sempre più fredde e rinunciatarie. Adottando questa strategia i negoziatori si limitano a sospendere il loro impegno nella trattative. È caratterizzata da formulazioni dirette e precise In alcuni casi la strategia dellevitamento può essere usata per facilitare la soluzione del conflitto. Infatti, una sorta di ‘pausa di decompressione o di raffreddamento può risultare funzionale per promuovere la transizione da un conflitto di tipo emotivo a uno di tipo cognitivo.
La situazione tipica analizzata dai teorici dei giochi è quella che viene definita «gioco a somma zero» (Rapaport, 1989). Indichi quale tra le seguenti affermazioni è FALSA: Il comportamento non cooperativo del singolo giocatore, nel gioco del pollo, è una strategia potenzialmente perdente, ma diventa vincente se viene adottata anche dall'avversario In un'asta un individuo può trovarsi nella infelice condizione di vincere sì, ma avendo pagato un prezzo carissimo. Naturalmente molto dipende dal valore (o dall'interesse) assegnato al bene messo all'asta: se questo fosse molto basso il solo fatto di accettare di parteciparvi potrebbe essere fatale. Alla fine, quell'individuo potrebbe ritrovarsi ad essere proprio lui lo «sfortunato vincitore». Da un punto di vista teorico, la soluzione del gioco dell'ultimatum dovrebbe essere che, qualsiasi sia l'offerta fatta da una parte, essa dovrebbe essere comunque accettata dall'altra perché è sempre meglio ricevere qualcosa piuttosto che nulla. In queste situazioni qualsiasi sia lesito del gioco i pay-off (premio, risultato, ricompensa) dei partecipanti danno sempre somma zero, poiché nella dinamica negoziale ciò che viene guadagnato da una parte viene perduto dallaltra.
Tra le sei strategie individuate da Pruitt e Carnevale (1993) per affrontare il conflitto, prevale la CONCESSIONE quando È alta la motivazione a massimizzare i propri benefici ed è bassa la motivazione a contribuire ai rendimenti della controparte. È alta sia la motivazione a massimizzare i propri benefici, sia la motivazione a contribuire ai rendimenti della controparte. I negoziatori si limitano a sospendere il loro impegno nella trattativa. È bassa la motivazione a massimizzare i propri rendimenti ed è alta la motivazione a favorire il raggiungimento dei migliori risultati per la controparte.
Nell'ambito delle strategie per affrontare un conflitto, quale delle seguenti affermazioni, riferite alla strategia PROBLEM SOLVING, è da considerarsi FALSA: Questa strategia prevale quando è bassa sia la motivazione a massimizzare i propri rendimenti che la motivazione ad aiutare la controparte a ottenere il più possibile dalla trattativa Lo stile comunicativo integrativo è caratterizzato da comunicazioni analitiche e conciliative. Si tratta di una strategia integrativa (integrating) dove i negoziatori si impegnano a cercare creativamente nuove opzioni o nuove configurazioni di accordo sulle varie questioni in discussione puntando a massimizzare la mutua soddisfazione attraverso unattività di problem solving. I negoziatori integrativi sono percepiti come massimamente competenti, efficaci e appropriati.
Quali sono alcuni effetti positivi della sollecitazione del conflitto? Indica la risposta ERRATA Stimolare allinterno del gruppo processi creativi e innovativi intrapresi soprattutto dai membri più competitivi. Favorisce la competizione all'interno del gruppo, favorendo l'espressività creatività dei membri effettivamente validi Contribuire a dare un senso di identità al gruppo e nel definire la sua struttura interna. Favorire la cooperazione all'interno del gruppo, limitare i franchi tiratori e spronare i membri a lavorare con più impegno.
Quali sono alcune conseguenze negative alla soppressione del conflitto? Indica la risposta ERRATA La riduzione di fenomeni di escalation conflittuali l'emergenza del fenomeno del «group-think». un'influenza negativa sulle relazioni interpersonali. la riduzione della creatività e dellinnovazione.
Nell'ambito degli studi sulle differenze individuali nella gestione dei conflitti, quale tra le seguenti affermazioni NON è corretta Tutte le affermazioni sono corrette. Tenere conto del sistema di credenze di una persona può aiutare a capire le differenze individuali sulla modalità di interpretare e gestire i conflitti. Gli stili di attaccamento possono influenzare la modalità attraverso la quale una persona gestisce un conflitto. Non sono emerse differenze di genere, quindi maschi e femmine affrontano i conflitti allo stesso modo.
In merito al conflitto, quale tra le seguenti affermazioni è CORRETTA Tenendo conto del genere, maschi e femmine affrontano i conflitti allo stesso modo. Tenere conto del sistema di credenze di una persona può aiutare a capire le differenze individuali sulla modalità di interpretare e gestire i conflitti Le affermazioni sono tutte corrette. Gli stili di attaccamento non influenzano la modalità attraverso la quale una persona gestisce un conflitto.
Alcuni autori hanno condotto una ricerca proprio per individuare le caratteristiche di personalità associate alle principali strategie di gestione dei conflitti. In particolare a proposito del problem solving è correlato con diverse caratteristiche di personalità quali l'orientamento ai risultati, la capacità di resistenza, la tendenza a prendersi cura degli altri, il desiderio di piacere agli altri, l'assenza della necessità di difendersi è adottato da individui con bisogno di autonomia, necessità di evitare danni e fastidi, scarsa propensione a soccorrere e sa prendersi cura degli altri, e limitati bisogni di affiliazione è associato alla propensione all'aggressione, al bisogno di esibizione, al disinteresse a evitare danni e fastidi, all'orientamento ai risultati e al bisogno di comprendere e controllare è associato al bisogno di riconoscimento sociale, alla scarsa impulsività, allo scarso piacere del gioco e della sfida, ai limitati bisogni di comprendere l'altro, di ricercare l'autonomia e di promuovere il cambiamento.
Diversi autori hanno cercato di spiegare le differenze individuali nella gestione dei conflitti basandosi sull'analisi dei sistemi di credenze. Quale, tra le seguenti affermazioni, si può ricondurre al concetto di 'sistema di credenze' È un modello di relazione appreso nella prima infanzia attraverso il rapporto con la madre. Vi è una tendenza a supporre che per ogni soggetto che si arricchisce vi debba essere sempre uno che si impoverisce (mentalità della scarsità), o che l'essere umano sia fondamentalmente buono e degno di fiducia, o che la vittoria comune paghi nel lungo periodo più della vittoria personale Una stessa persona può utilizzare diversi stili a seconda dell'importanza che attribuisce alla persona che ha di fronte. Lo stile negoziale maschile e femminile non è da imputarsi meramente a una differenza ormonale o genetica ma a un orientamento di ruolo acquisito nelle fasi di socializzazione primaria.
Indichi quale delle seguenti affermazioni, riferite allo stile negoziale maschile e femminile, NON è corretta Gli autori hanno individuato le tendenze distintive del negoziatore con orientamento maschile e di quello con orientamento femminile. Nella socializzazione al ruolo maschile giocano un forte effetto distorsivo la pregnanza e la generalizzazione nei diversi contesti della mentalità dello sport, dove la sfida è sempre episodica (‘one-shot'), gli altri sono avversari e può esserci solo un vincitore. Lo stile negoziale femminile non può essere appreso e impiegato con efficacia anche da negoziatori maschi Lo stile negoziale maschile e femminile non è da imputarsi meramente a una differenza ormonale o genetica ma a un orientamento di ruolo acquisito nelle fasi di socializzazione primaria.
Alcuni autori hanno condotto una ricerca proprio per individuare le caratteristiche di personalità associate alle principali strategie di gestione dei conflitti. In particolare a proposito la strategia del compromesso è correlata con diverse caratteristiche di personalità quali l'orientamento ai risultati, la capacità di resistenza, la tendenza a prendersi cura degli altri, il desiderio di piacere agli altri, l'assenza della necessità di difendersi correlata con la pazienza e la resistenza, la tendenza a prendersi cura degli altri, la sensibilità, il disinteresse verso il riconoscimento sociale, il bisogno di affiliazione è adottata da individui con bisogno di autonomia, necessità di evitare danni e fastidi, scarsa propensione a soccorrere e sa prendersi cura degli altri, e limitati bisogni di affiliazione è associata al bisogno di riconoscimento sociale, alla scarsa impulsività, allo scarso piacere del gioco e della sfida, ai limitati bisogni di comprendere l'altro, di ricercare l'autonomia e di promuovere il cambiamento.
Alcuni autori hanno condotto una ricerca proprio per individuare le caratteristiche di personalità associate alle principali strategie di gestione dei conflitti. In particolare a proposito tendenza a fare concessioni (yelding): è associato al bisogno di riconoscimento sociale, alla scarsa impulsività, allo scarso piacere del gioco e della sfida, ai limitati bisogni di comprendere l'altro, di ricercare l'autonomia e di promuovere il cambiamento è adottato da individui con bisogno di autonomia, necessità di evitare danni e fastidi, scarsa propensione a soccorrere e sa prendersi cura degli altri, e limitati bisogni di affiliazione è correlato con diverse caratteristiche di personalità quali l'orientamento ai risultati, la capacità di resistenza, la tendenza a prendersi cura degli altri, il desiderio di piacere agli altri, l'assenza della necessità di difendersi è associato alla propensione all'aggressione, al bisogno di esibizione, al disinteresse a evitare danni e fastidi, all'orientamento ai risultati e al bisogno di comprendere e controllare.
Alcuni autori hanno condotto una ricerca proprio per individuare le caratteristiche di personalità associate alle principali strategie di gestione dei conflitti. In particolare a proposito l'evitamento è adottato da individui con bisogno di autonomia, necessità di evitare danni e fastidi, scarsa propensione a soccorrere e sa prendersi cura degli altri, e limitati bisogni di affiliazione è associato alla propensione all'aggressione, al bisogno di esibizione, al disinteresse a evitare danni e fastidi, all'orientamento ai risultati e al bisogno di comprendere e controllare è associato al bisogno di riconoscimento sociale, alla scarsa impulsività, allo scarso piacere del gioco e della sfida, ai limitati bisogni di comprendere l'altro, di ricercare l'autonomia e di promuovere il cambiamento è correlato con diverse caratteristiche di personalità quali l'orientamento ai risultati, la capacità di resistenza, la tendenza a prendersi cura degli altri, il desiderio di piacere agli altri, l'assenza della necessità di difendersi.
Alcuni autori hanno condotto una ricerca proprio per individuare le caratteristiche di personalità associate alle principali strategie di gestione dei conflitti. In particolare a proposito la tendenza alla contesa e al dominio (contending): è associata al bisogno di riconoscimento sociale, alla scarsa impulsività, allo scarso piacere del gioco e della sfida, ai limitati bisogni di comprendere l'altro, di ricercare l'autonomia e di promuovere il cambiamento è adottata da individui con bisogno di autonomia, necessità di evitare danni e fastidi, scarsa propensione a soccorrere e sa prendersi cura degli altri, e limitati bisogni di affiliazione è associata alla propensione all'aggressione, al bisogno di esibizione, al disinteresse a evitare danni e fastidi, all'orientamento ai risultati e al bisogno di comprendere e controllare è correlata con diverse caratteristiche di personalità quali l'orientamento ai risultati, la capacità di resistenza, la tendenza a prendersi cura degli altri, il desiderio di piacere agli altri, l'assenza della necessità di difendersi.
Indichi quale delle seguenti affermazioni, riferite alle ''decisioni in situazioni di incertezza''è VERA Il decisore razionale deve scegliere la strategia che minimizzi il più elevato grado di dispiacere possibile. Tutte le affermazioni precedenti sono corrette. Le decisioni che vengono prese interattivamente dalle parti in vista della soluzione di un conflitto fanno parte di un gioco che può concludersi con esiti diversi a seconda delle strategie adottate.Tutte le affermazioni precedenti sono corrette La scelta dovrebbe essere guidata dal principio della massimizzazione dell'utilità attesa.
Seleziona al risposta che meglio completa la seguente affermazione. Il/La ____________________ innesca una dinamica negoziale in cui ciò che viene guadagnato da una parte viene perduto dall’altra. Queste situazioni conflittuali sono strettamente competitive proprio poiché chi guadagna lo fa a spese dell’altro La maledizione del vincitore Il gioco a somma zero Il gioco del pollo Il gioco dell'ultimatum.
Seleziona al risposta che meglio completa la seguente affermazione. Il ____________________ rappresenta una tipica situazione conflittuale in cui il comportamento competitivo di uno dei due giocatori è quello che garantisce l’esito più elevato se l’altro cede. Si tratta infatti di una strategia potenzialmente vincente, ma diventa perdente se viene adottata anche dall’avversario Il gioco a somma variabile Il gioco a somma zero Il gioco dell'ultimatum Il gioco del pollo.
La configurazione degli interessi di ciascuna parte, le utilità che esse associano a tutti i possibili esiti negoziali. La gamma dei possibili guadagni ottenibili da ognuna delle parti. La configurazione degli interessi di ciascuna parte, le utilità che esse associano a tutti i possibili esiti negoziali. Ogni attore (individuale o collettivo), portatore di una distinta configurazione di interessi circa la modalità di distribuzione delle risorse scarse oggetto del conflitto Nessuna delle affermazioni è corretta.
Quale, tra le seguenti, NON è uno dei quattro elementi costitutivi che caratterizzano la struttura di ogni arena negoziale La struttura dei rendimenti. Le parti negoziali. L'orientamento ai risultati Lo spazio di utilità condivisa .
Raiffa (1982) ha identificato 13 caratteristiche della negoziazione che aiutano a comprenderne la complessità, tra cui La richiesta di ratifica. Le minacce. Tutte le risposte precedenti sono corrette. Il numero delle parti.
Raiffa (1982) ha identificato delle tipologie di stile negoziale. Quale risposta è ERRATA cooperativi creativi totalmente cooperativi antagonisti cooperativi antagonisti stridenti.
I negoziatori più esperti sono d'accordo su un punto: la chiave di successo di una trattativa sta nella sua Improvvisazione. Pianificazione. Preparazione e pianificazione Preparazione.
La pianificazione rappresenta un momento fondamentale affinchè il negoziatore abbia successo durante una trattativa. Essa è caratterizzata da due atteggiamenti che il negoziatore può assumere. Quali? Il pensiero incrementale e il pensiero strategico. Il pensiero attitudinale e il pensiero programmatico. Il pensiero positivo e il pensiero programmatico Il pensiero emozionale e il pensiero intelligente.
A proposito dei metodi utili a prepararsi a trattare, indica quale affermazione NON è corretta In una negoziazione, per prepararsi a ''trattare'' bisogna prima utilizzare l'approccio del "markeing intelligence" e solo dopo la regola delle cinque W: WHO («Chi»); WHAT («Che cosa»); WHEN («Quando»); WHERE («Dove»); WHY («Perché») In una negoziazione, per prepararsi a ''trattare''bisogna utilizzare l'approccio del «marketing intelligence». In una negoziazione, per prepararsi a ''trattare''bisogna utilizzare l'approccio giornalistico, ovvero la regola delle cinque W: WHO («Chi»); WHAT («Che cosa»); WHEN («Quando»); WHERE («Dove»); WHY («Perché») In una negoziazione, per prepararsi a ''trattare''bisogna utilizzare sia l'approccio del "markeing intelligence" sia la regola delle cinque W: WHO («Chi»); WHAT («Che cosa»); WHEN («Quando»); WHERE («Dove»); WHY («Perché») .
Nella negoziazione integrativa Si tratta di un gioco a somma variabile dove si cerca di far 'lievitare la torta', massimizzando gli interessi di entrambe le parti I miei guadagni sono le tue perdite, e le tue perdite sono i miei guadagni, si tratta di un gioco a somma zero. Si tende ad evitare di alzare troppo la posta in gioco al fine di preservare la relazione tra le parti. Si tende sempre ad abbandonare il negoziato non appena una delle due parti ha percepito di essere perdente.
Nella negoziazione distributiva Si tratta di un gioco a somma variabile dove si cerca di far 'lievitare la torta', massimizzando gli interessi di entrambe le parti. Si tende sempre ad abbandonare il negoziato non appena una delle due parti ha percepito di essere perdente. I miei guadagni sono le tue perdite, e le tue perdite sono i miei guadagni, si tratta di un gioco a somma zero. Si ottiene il massimo risultato negoziale con la totale soddisfazione di entrambe le parti.
Pruitt e Carnevale (1993) hanno individuato delle strategie generali attuabili nel corso di una negoziazione distributiva. Quale, tra le seguenti, NON è una strategia distributiva Non agire. Concedere e abbandonare il negoziato. Trovare un compromesso Richiedere.
Quali sono gli effetti NEGATIVI dell'utilizzo di tattiche distributive? Indica la risposta NON corretta Ad esempio quando un negoziatore si accorge che l'altro fa uso sistematico di tattiche distributive, tende a chiudersi difensivamente per il timore di venire manipolato e ciò danneggia la qualità della comunicazione tra le parti. L'utilizzo di tattiche integrative spesso produce accordi negoziali con una limitata «utilità comune» e rende più probabile la rottura del negoziato Un effetto negativo è un uso esplicito e consistente di tattiche distributive deteriora la credibilità e il livello di fiducia reciproco innescando un clima competitivo. L'utilizzo di tattiche distributive spesso produce accordi negoziali con una limitata «utilità comune» e rende più probabile la rottura del negoziato.
In riferimento alle strategie della negoziazione distributiva, la posizione irremovibile deve essere percepita come credibile. Come costruire tale credibilità? Entrambe le risposte sono corrette. La parte irremovibile fa appello a norme e principi di giustizia distributiva di cui ne esige il rispetto. Entrambe le risposte sono errate. Convincendo la controparte che ogni ulteriore concessione avrebbe per la propria parte un costo insostenibile.
Indica quale affermazione NON è corretta. Le tattiche distributive sono utilmente impiegabili nella misura in cui: Si è abili a impiegarle al solo scopo di promuovere e/o salvaguardare la relazione con la l'altra parte Non si è interessati al benessere e allo sviluppo della controparte. Si è abili a impiegarle senza farle intravedere, e non si è interessati a una relazione di lungo periodo con la controparte. Si è sufficientemente flessibili da non farsi la reputazione di chi usa sistematicamente certi di tipi di stratagemmi.
L'adozione di un atteggiamento cooperativo è fondamentale se l'intenzione è far decollare una negoziazione di tipo Interattivo. Distributivo. Coercitivo. Integrativo.
Secondo Grandori (1995) sono tre le tipologie di approccio attraverso cui verranno discusse dalle parti tutte le questioni in gioco. Parlando in particolare dell'approccio item per item si intende: una trattazione simultanea di tutte le questioni in gioco. la possibilità di accorpare il più possibile gli item della discussione tenendo contro delle emozioni provate dalle parti. trattare sequenzialmente i diversi punti della trattativa, cercando di trovare un accordo su ciascuna questione prima di passare a discutere la successiva la possibilità di trattare congiuntamente gruppi di questioni, con l'alleggerimento cognitivo dato dal non dover considerare tute le materie simultaneamente.
In riferimento alla strategia del ''problem solving'', durante una negoziazione quali delle seguenti procedure riguardano la fase di arricchimento del tavolo negoziale: il bridging. le strategie di allargamento orizzontale e verticale della questione. le compensazioni specifiche e aspecifiche. tutte le risposte sono corrette.
Quale, tra le seguenti risposte, NON è un passaggio che contraddistingue un processo efficace di problem solving individuato da Hick (2000). elencare a ruota libera le possibili soluzioni senza commentarle e valutare le opzioni. identificare e definire esattamente il problema e comprendere gli interessi di ciascuno. comprendere qual è l'interesse dominante tra le due parti e dare priorità alle esigenze manifestate dalla parte più in difficoltà scegliere l'opzione o le opzioni migliori, fare un piano scritto di applicazione e verificare l'attuazione del piano.
La negoziazione integrativa richiede al negoziatore lo sforzo di accettare il rischio di allargare questa interdipendenza al fine di trovare la migliore soluzione mutualmente vantaggiosa. mediamente più tempo rispetto a quella distributiva. tutte le risposte precedenti sono corrette al negoziatore lo sforzo di superare la frustrazione di non disporre del potere per risolvere il problema in completa indipendenza.
Quali sono i vantaggi della collaborazione e della negoziazione integrativa rispetto ad altre modalità di coordinamento? La negoziazione integrativa può consentire la scoperta di soluzioni creative che nessuna delle parti singolarmente avrebbe potuto immaginare. La collaborazione assicura a ciascuna parte negoziale che i propri interessi e punti di vista verranno ascoltati e presi in considerazione. Le negoziazioni gestite in modalità cooperativa hanno minore probabilità di arenarsi o rompersi. Tutte le risposte precedenti sono corrette.
Nella realtà quotidiana, la maggior parte delle negoziazioni sono di tipo: integrativo competitivo misto distributivo.
A proposito di negoziazione integrativa e distributiva, quale, tra le seguenti affermazioni, è VERA: Nella realtà, la maggior parte delle dispute negoziali sono soprattutto integrative, in quanto tende sempre a prevalere lo spirito cooperativo delle persone. Nella realtà, la maggior parte delle dispute negoziali sono soprattutto distributive, in quanto tende sempre a prevalere lo spirito competitivo delle persone. Nella realtà, la maggior parte delle dispute negoziali non sono né perfettamente integrative né perfettamente distributive, sono di tipo misto, e presentano sia caratteristiche integrative, sia caratteristiche distributive. Nella realtà è difficile comprendere se una negoziazione è integrativa o distributiva. Tale valutazione può essere fatta solamente una figura esterna al conflitto che osserva le parti durante la negoziazione.
Tra le trappole cognitive che possono impedire il raggiungimento di un buon accordo negoziale, il ragionamento controfattuale consiste: nel modo in cui gli individui strutturano le situazioni negoziali o gli esiti delle loro decisioni e può orientare la decisione in un senso piuttosto che in un altro. nella prontezza con cui i negoziatori riescono a ricordare uninformazione cruciale o gli esiti di un particolare negoziato, come indizio per giudicare la probabilità con cui un certo esito potrà nuovamente verificarsi in una simulazione mentale attraverso la quale è possibile rappresentare e confrontare ciò che sarebbe potuto accadere con quanto effettivamente è successo in realtà. nel fare in modo che le emozioni influenzino le scelte future.
Nella negoziazione, l'effetto dell'ancoraggio è credere erroneamente che che alla fine la controparte cederà alle nostre richieste, rischiando di farci perdere offerte migliori del nostro BATNA la tendenza a cercare solamente informazioni che supportino le nostre credenze scartando quelle che invece vi si contrappongono Si manifesta all'inizio della negoziazione, ovvero l'offerta iniziale può costituire un'àncora per la successiva discussione. consiste nel sopravvalutare il valore delle proprie alternative o la propria capacità di negoziare.
Scelga tra le seguenti l'affermazione CORRETTA in riferimento all'argomento ''trappole cognitive": Le trappole sono il risultato del modo con cui i processi cognitivi implicati nella selezione delle informazioni, nella loro valutazione e combinazione agiscono in vista della formulazione di un giudizio, di una stima e di una scelta. Ogni percorso decisionale, quindi anche quello di un negoziato, è disseminato da diverse trappole che possono impedire alle persone in generale, e alle parti di un negoziato in particolare, di raggiungere buoni accordi. Tutte le affermazioni precedenti sono corrette. La letteratura da anni evidenzia numerosi errori sistematici in cui cadono gli individui, esperti e non esperti, quando devono risolvere un dilemma decisionale.
Tra le trappole cognitive che possono impedire il raggiungimento di un buon accordo negoziale, l'incorniciamento delle scelte (FRAMING) consiste nel fare in modo che le emozioni influenzino le scelte future. utilizzare la prontezza con cui ricordiamo un'informazione cruciale, o gli esiti di un particolare negoziato, come indizio per giudicare la probabilità con cui un certo esito potrà nuovamente verificarsi. interpretare e rappresentare mentalmente la trattativa in termini positivi (volta a produrre profitto) oppure in termini negativi (volta a causare perdite o costi). ripensare a come le cose sarebbero andate diversamente se solo una delle due parti avesse agito diversamente.
Quale, tra le seguenti affermazioni, NON è una trappola cognitiva che può impedire il raggiungimento di un buon accordo negoziale L'incorniciamento delle scelte. Il ragionamento controfattuale. La profezia che si autoavvera. L'effetto della disponibilità delle informazioni.
Segna la risposta NON corretta. Il canale attraverso cui avviene la comunicazione tra le parti può essere: telefonico. mediato dal computer. faccia a faccia. solo faccia a faccia.
Nell'ambito delle strategie comunicative di tipo persuasivo, quale affermazione NON è corretta: i negoziatori eccellenti tendono a esprimere un numero superiore di argomentazioni logiche a sostegno delle proprie posizioni rispetto ai negoziatori mediocri. i negoziatori migliori tendono a prediligere lapproccio persuasivo di tipo esperienziale-narrativo mentre i negoziatori mediocri non si spingono oltre strategie persuasive di tipo logico-retorico. i negoziatori eccellenti tendono a esprimere un numero inferiore di argomentazioni logiche a sostegno delle proprie posizioni rispetto ai negoziatori mediocri. l'ipotesi che i negoziatori di successo tendano a preferire uno stile comunicativo più di tipo affettivo che uno squisitamente razionale trova sostegno nell'osservazione che essi con maggiore frequenza esprimono in trattativa impressioni e sentimenti rispetto ai negoziatori mediocri.
Nelle strategie comunicative generative quali sono le domande più «generative»? Tutte le precedenti risposte sono corrette. Scoprire gli interessi reali che la controparte intende realizzare. Scoprire le vere priorità della controparte. Verificare se l'accordo negoziale raggiunto è vantaggioso per entrambi.
In riferimento al concetto di ''ascolto attivo'' indicare quale, tra le seguenti affermazioni, è FALSA Lascolto attivo produce il doppio risultato di stimolare la quantità e la qualità della comunicazione e di migliorare la relazione con la controparte dal momento che essa si sente ascoltata e compresa. Se l'ascolto attivo viene condotto in modo troppo freddo esso può venire interpretato come un segnale di debolezza. Una strategia utile per mettere in pratica l'ascolto attivo e per riuscire a inferire valori e priorità della controparte senza sondarli direttamente è invitarla a preparare i documenti e l'agenda con l'ordine dei lavori dell'incontro negoziale. Ascoltare in maniera attiva significa impegnarsi in un ascolto attento, partecipato e non giudicante, durante il quale periodicamente si verifica la qualità della propria comprensione parafrasando («rispecchiando») quello che la controparte ha detto e chiedendone la conferma.
In riferimento al concetto di ''approccio empatico''si cita la comunicazione non verbale. Quali, tra i seguenti, sono segnali corporei riferiti alla CNV? Tutte le risposte precedenti sono corrette. Comportamento spaziale (contatto fisico, orientazione, postura) e movimenti del corpo e gesti. Aspetto esteriore (abbigliamento e altro) ed espressione del volto. Sguardo (e dilatazione delle pupille) e vocalizzazioni non verbali.
Nell'ambito delle strategie comunicative generative, barrare tra le seguenti l'affermazione ritenuta CORRETTA quando un'offerta è seguita da un commento umoristico la controparte tende a reciprocarla con controfferte più generose. una particolare strategia comunicativa utile a promuovere un clima informale e creativo consiste nel raccontare storielle umoristiche, freddure e barzellette. l'umore positivo facilita le intuizioni creative e stimola il problem solving, incoraggia il comportamento prosociale e incrementa i rendimenti comuni degli accordi raggiunti. tutte le precedenti affermazioni sono corrette.
Parlando di strategie comunicative generative, l'approccio empatico consiste in: impegnarsi nella comprensione e gestione dei propri stati emotivi al fine di non farli interferire con l'analisi oggettiva della situazione negoziale. impegnarsi al fine di vedere la situazione dal punto di vista della propria controparte, mettendosi nei suoi panni, così da cercare di intuirne aspirazioni e paure. rivolgere alla controparte delle domande mirate a sondare i suoi interessi e a far emergere le sue opinioni e i suoi dubbi in merito alle proposte che fino a quel momento gli abbiamo presentato. impegnarsi in un ascolto attento, partecipato e non giudicante, durante il quale periodicamente si verifica la qualità della propria comprensione parafrasando quello che la controparte ha detto e chiedendone la conferma.
Parlando di strategie comunicative generative, l'ascolto attivo consiste in: impegnarsi in un ascolto attento, partecipato e non giudicante, durante il quale periodicamente si verifica la qualità della propria comprensione parafrasando quello che la controparte ha detto e chiedendone la conferma. rivolgere alla controparte delle domande mirate a sondare i suoi interessi e a far emergere le sue opinioni e i suoi dubbi in merito alle proposte che fino a quel momento gli abbiamo presentato impegnarsi al fine di vedere la situazione dal punto di vista della propria controparte, mettendosi nei suoi panni, così da cercare di intuirne aspirazioni e paure. impegnarsi nella comprensione e gestione dei propri stati emotivi al fine di non farli interferire con l'analisi oggettiva della situazione negoziale.
Parlando di strategie comunicative generative, il porre domande consiste in: impegnarsi nella comprensione e gestione dei propri stati emotivi al fine di non farli interferire con l'analisi oggettiva della situazione negoziale. rivolgere alla controparte delle domande mirate a sondare i suoi interessi e a far emergere le sue opinioni e i suoi dubbi in merito alle proposte che fino a quel momento gli abbiamo presentato. impegnarsi in un ascolto attento, partecipato e non giudicante, durante il quale periodicamente si verifica la qualità della propria comprensione parafrasando quello che la controparte ha detto e chiedendone la conferma. impegnarsi al fine di vedere la situazione dal punto di vista della propria controparte, mettendosi nei suoi panni, così da cercare di intuirne aspirazioni e paure.
Parlando di strategie comunicative generative, la comunicazione persuasiva RETORICA si differenzia dalla comunicazione persuasiva narrativa per il fatto che: Mira a cambiare gli atteggiamenti attraverso considerazioni logiche e valutazioni di argomenti, anziché far apparire i fatti narrati simili a una reale esperienza vissuta dall'interlocutore Nessuna delle risposte precedenti è vera. Entrambe le risposte precedenti sono vere. Si sostanzia nel tentativo di sostenere e promuovere una certa idea attraverso le argomentazioni più forti, più logiche e più inattaccabili, anziché nel sostenere un'idea trasportando il ricevente all'interno di una storia capace di catturare la sua attenzione, stimolare il suo immaginario e accendere i suoi sentimenti.
L'approccio comunicativo econometrico: entrambe le affermazioni precedenti sono false. è basato su una definizione squisitamente monetaria delle questioni in gioco. entrambe le affermazioni precedenti sono vere tenta di neutralizzare la «sacralizzazione» dei temi di discussione e la loro paralizzante elevazione a questioni di principio.
A proposito di strategie comunicative in ambito negoziale, indica quale tra le seguenti frasi è CORRETTA Una componente fondamentale dei processi negoziali è la comunicazione. Tutte le precedenti affermazioni sono corrette Grazie a una efficace gestione delle strategie comunicative, le parti possono ridurre il rischio di cadere nella trappola del conflitto di tipo emotivo. Grazie a una efficace gestione delle strategie comunicative, le parti possono capitalizzare il potenziale generativo della gestione negoziale dei conflitti.
La sensibilità individuale alle minacce al sé: è una definizione insicura, instabile e incoerente del concetto di sé. potrebbe spingere gli individui ad affermare rigidamente la propria levatura etica sollevando questioni di principio. tutte le precedenti affermazioni sono corrette. è un ulteriore elemento che potrebbe spingere le parti ad arroccarsi su questioni di principio durante il conflitto.
Qual è la funzione della comunicazione non verbale? Tutte le risposte precedenti sono corrette. Esprimere emozioni. Sostenere, modificare, completare, sostituire il discorso. Comunicare gli atteggiamenti interpersonali e presentare se stessi (costruire la propria immagine).
In riferimento alla comunicazione persuasiva retorica, quale affermazione NON è corretta si sostanzia nel tentativo di sostenere e promuovere una certa idea attraverso le argomentazioni più deboli e più attaccabili. è mirata a stimolare la modalità di pensiero analitico-razionale caratterizzata da processi lenti, freddi, controllati, astratti e simbolici. si sostanzia nel sostenere un’idea trasportando il ricevente all’interno di una storia capace di catturare la sua attenzione, stimolare il suo immaginario e accendere i suoi sentimenti si sostanzia nel tentativo di sostenere e promuovere una certa idea attraverso le argomentazioni più forti, più logiche e più inattaccabili.
In riferimento alla comunicazione persuasiva di tipo narrativo, quale affermazione NON è corretta: mirata a stimolare la modalità di pensiero analogico-esperienziale che è caratterizzata da processi di pensiero veloci, automatici, analogici e affettivi basati su immagini, metafore ed esempi concreti si sostanzia nel tentativo di sostenere e promuovere una certa idea attraverso le argomentazioni più forti, più logiche e più inattaccabili. mira a far apparire i fatti narrati simili a una reale esperienza del ricevente e in questo modo a coinvolgerlo e a convincerlo. si sostanzia nel sostenere un’idea trasportando il ricevente all’interno di una storia capace di catturare la sua attenzione, stimolare il suo immaginario e accendere i suoi sentimenti.
Una terribile quanto illuminante frase di Stalin recita: «un milione di morti sono una statistica, un morto è una tragedia». Questa affermazione può far comprendere il primato suggestivo della… comunicazione logico-retorica su quella esperienziale-narrativa. comunicazione logica su quella esperienziale. comunicazione esperienziale-narrativa su quella logico-retorica. comunicazione retorica su quella narrativa.
Si consideri ora il rapporto tra comunicazione e relazione tra le parti. Indichi quali sono le tre norme identificate da Pruitt che una buona relazione deve rispettare per portare ai migliori esiti negoziali cooperativi, anche in assenza di un particolare affetto positivo tra le parti: La norma dellascolto passivo, la norma dellautopresentazione, la norma di trasparenza delle intenzioni. Nessuna delle risposte precedenti è corretta. La norma dell'incidenza, la norma della verità, la norma della profezia che si autoavvera. La norma del problem-solving, la norma della mutua disponibilità, la norma dell'onestà dei segnali.
Nell'ambito della promozione della comunicazione, quali delle seguenti frasi, riferite al concetto di 'maturità delle parti, è CORRETTA? quando le parti hanno raggiunto una prospettiva lungimirante e cooperativa si può parlare di «maturità» delle parti. entrambe le affermazioni precedenti sono corrette al fine di promuovere la maturità della parti appare più efficace prospettare agli individui, piuttosto che i potenziali benefici, gli scenari catastrofici che potrebbero determinarsi a fronte della degenerazione del conflitto. entrambe le affermazioni precedenti sono errate.
La comunicazione contribuisce nella creazione e mantenimento del rapporto tra le parti. Alcuni fattori determinano la positività o negatività della relazione tra le parti in conflitto. Parlando dell'aspetto di 'negatività', barrare quale tra le seguenti affermazioni è da ritenersi CORRETTA: Vengono notati più facilmente i comportamenti della controparte coerenti con l'idea che ci si è fatta di lei. Gli eventuali comportamenti cooperativi di una controparte ritenuta malevola vengono interpretati come circostanziali ed opportunistici, mentre i comportamenti competitivi vengono letti come espressione della natura intrinseca della controparte Tutte le precedenti affermazioni sono corrette La memoria selettiva rende più rievocabili le azioni che la controparte ha compiuto in coerenza con lo stereotipo.
Tra le condizioni che contribuiscono alla positività della relazione, indichi quale delle seguenti è FALSA Il ritenersi appartenenti allo stesso gruppo soprattutto se si è in competizione con un gruppo esterno. L'essere stati di aiuto alla controparte in passato. L'avere sperimentato un successo nelle collaborazioni passate o perfino l'aver sperimentato un insuccesso a patto che la scelta di collaborare sia stata percepita come del tutto volontaria La percezione di differenze negli atteggiamenti e nei valori.
Indica la risposta ERRATA: Per essere efficace, l'atto della conciliazione tra due parti dovrebbe essere dovrebbe venire sostenuto da una stabile motivazione a migliorare la relazione e dovrebbe essere intrapreso dalla parte che ha maggiore potere. Per essere efficace, l'atto della conciliazione tra due parti dovrebbe essere sostenuto da entrambe le parti e non dovrebbe essere intrapreso solo dalla parte che ha maggiore potere. Per essere efficace, l'atto della conciliazione tra due parti dovrebbe essere percepito come non opportunistico ed essere appariscente, sorprendente e rischioso per chi lo compie. Per essere efficace, l'atto della conciliazione tra due parti dovrebbe essereannunciato e irrevocabile.
Parlando del rapporto tra comunicazione e relazione, quali sono le tre norme principali identificate da Pruitt che una buona relazione deve rispettare per portare ai migliori esiti negoziali cooperativi anche in assenza di un particolare affetto positivo tra le parti: La norma della mutua disponibilità, della negazione e la norma del compromesso. La norma dellascolto attivo, la norma dellapproccio empatico e la norma del porre domande. La norma del problem-solving, la norma della mutua disponibilità, la norma dell'onestà dei segnali. La norma dell'ascolto reciproco, la norma dell'autopresentazione, la norma di trasparenza delle intenzioni.
La comunicazione contribuisce nella creazione e mantenimento del rapporto tra le parti. Alcuni fattori determinano la positività o negatività della relazione tra le parti in conflitto. Parlando dell'aspetto di 'positività', barrare quale tra le seguenti affermazioni è da ritenersi ERRATA: La positività della relazione può essere definita dall'intensità dei sentimenti piacevoli che le parti sperimentano quando stanno insieme e quindi da quanto ciascuna si interessa al benessere dell'altra. La positività tendenzialmente è univoca, ovvero se A piace B non è detto che anche B piace A. La positività tende ad essere biunivoca, ovvero se A piace B in genere anche B piace A. Al crescere della positività della relazione si registra una maggiore propensione a concedere e ad adottare un approccio problem-solving, un minore utilizzo di strategie di contesa e una maggiore tolleranza nel caso in cui la controparte occasionalmente tradisca la cooperazione.
Nell'ambito dell'argomento 'conflitto e comunicazione emotiva' barrare tra le seguenti affermazioni quella ritenuta FALSA il negoziatore che «comunica emozioni» rispetto a quello che «comunica numeri» è sottoposto con più attenzione a una valutazione di tipo personale e sociale. I vantaggi dell'adottare uno stile comunicativo prevalentemente emotivo sono numerosi: il negoziatore viene ritenuto più genuino, sincero e trasparente, la controparte percepisce le comunicazioni emotive sufficientemente informative da sentirsi chiamata a rispondere alimentando così il processo negoziale Il negoziatore che esprime affettività positiva ottiene più concessioni di chi comunica emozioni negative. il negoziatore che «comunica emozioni» rispetto a quello che «comunica numeri» è ritenuto meno capace di gestire un conflitto perché troppo attento agli aspetti emotivi e meno ai veri motivi del conflitto.
Che cosa NON è la mediazione (Castelli, 1996): Non è un arbitrato e non è una consulenza legale, finanziaria, psicopedagogica o comunque «tecnica». Non è un puro e semplice negoziato. Tutte le affermazioni sono corrette. Non è soluzione di conflitti e non ha a che fare con i sistemi giudiziari.
Quale, tra le seguenti definizioni, è corretta per descrivere l'AGENTE L'agente è un soggetto che appartiene all'organizzazione che sta conducendo la trattativa ed è fortemente motivato a compiacere il soggetto individuale o collettivo che rappresenta Nessuna delle affermazioni è corretta. Lagente si colloca sicuramente in una posizione «super partes» e ad esso viene riconosciuto il potere di decidere e di imporre una soluzione alla disputa, una volta che le parti hanno espresso le rispettive posizioni. Nel ruolo di terza parte atipica nella dinamica negoziale, l'agente può svolgere la funzione per qualcuno, per conto di qualcuno o come rappresentante di un committente.
Indichi con una crocetta l'opzione che meglio completa la seguente affermazione: __________________ è una figura, terza parte, che può essere chiamata a intervenire in una disputa tra due parti e ciò che lo caratterizza è il fatto di appartenere all'organizzazione che sta conducendo la trattativa. L'agente. L'arbitro. Il rappresentante Il mediatore.
Quale, tra le seguenti definizioni, è corretta per descrivere il RAPPRESENTANTE Nel ruolo di terza parte atipica nella dinamica negoziale, il rappresentante può svolgere la funzione per qualcuno, per conto di qualcuno o come rappresentante di un committente Il rappresentante si colloca in una posizione «super partes» e ad esso viene riconosciuto il potere di decidere e di imporre una soluzione alla disputa, una volta che le parti hanno espresso le rispettive posizioni Nessuna delle risposte è corretta. Il rappresentante è un soggetto che appartiene all'organizzazione che sta conducendo la trattativa ed è fortemente motivato a compiacere il soggetto individuale o collettivo che rappresenta.
Quale, tra le seguenti definizioni, è corretta per descrivere l'ARBITRO L'arbitro si colloca in una posizione «super partes» e ad esso viene riconosciuto il potere di decidere e di imporre una soluzione alla disputa, una volta che le parti hanno espresso le rispettive posizioni. Nel ruolo di terza parte atipica nella dinamica negoziale, l'arbitro può svolgere la funzione per qualcuno, per conto di qualcuno o come rappresentante di un committente. Larbitro è un soggetto che appartiene all'organizzazione che sta conducendo la trattativa ed è fortemente motivato a compiacere il soggetto individuale o collettivo che rappresenta Nessuna delle definizioni è corretta.
Tra le seguenti definizioni inerenti la mediazione individuare quella NON corretta La mediazione è un processo attraverso il quale due o più parti si rivolgono liberamente a un terzo neutrale, il mediatore, per ridurre gli effetti indesiderabili di un grave conflitto. la mediazione ha come esito finale l'imposizione di una soluzione alla disputa, una volta che le parti hanno espresso le rispettive posizioni la mediazione mira a ristabilire il dialogo tra le parti per poter raggiungere un obiettivo astratto: la realizzazione di un progetto di riorganizzazione delle relazioni che risulti il più possibile soddisfacente per tutti, seppur solo a livello teorico L'obiettivo finale della mediazione si realizza una volta che le parti si siano creativamente riappropriate, nell'interesse proprio e di tutti i soggetti coinvolti, della propria attiva e responsabile capacità decisionale.
Quale, tra le seguenti affermazioni, NON è ascrivibile alla funzione del mediatore imporre una soluzione alla disputa una volta che le parti hanno espresso le rispettive posizioni creare e mantenere dubbi e perplessità inducendo o sollecitando interrogativi sulle alternative e sulle implicazioni che i negoziatori possono non avere preso in considerazione o non avere totalmente apprezzato favorire lo sviluppo di un atteggiamento reciproco di fiducia tra le parti. porre domande piuttosto che fare affermazioni per sollecitare le parti a prendersi pienamente responsabilità del processo negoziale.
Durante la mediazione, il mediatore pone specifiche domande affinché le parti possano mettere a fuoco i loro punti di vista, riconoscendoli vicendevolmente. Tra le varie tipologie di domande esistenti, l'espressione ''Quale soluzione sarebbe per Lei la migliore? Mi spieghi.''costituisce un esempio di domanda: Aperta. Chiusa. A spirale A escalation.
Le domande a spirale ('Cioè? In che senso? Cosa intende?): servono per contenere implicitamente la risposta. Se ben escogitate servono soprattutto allo scopo di stimolare e provocare, magari per tonificare discussioni fiacche e svogliate sono quelle ampiamente più utilizzate e prevedono un'ampia varietà di risposte, consentendo a ciascuno di esprimere il proprio punto di vista con la massima libertà. aiutano le parti a vedere con maggior chiarezza dentro di sé e le motivazioni dell'altro. Tuttavia occorre limitarle per non far sentire la persona sotto accusa o perseguitato (e.g. interrogatorio poliziesco). sono molto suggestive.
Tra le strategie e tecniche di mediazione, la pressione consiste nel: Tentare di indurre le parti a un accordo attraverso ricompense aggiuntive. Tutte le affermazioni sono corrette. Tentare di riconciliare gli interessi divergenti delle parti pur garantendo loro elevati benefici congiunti. Tentare di ridurre i livelli di aspirazione delle parti in conflitto.
Tra le strategie e tecniche di mediazione, la compensazione consiste nel: Tentare di indurre le parti a un accordo attraverso ricompense aggiuntive Tutte le affermazioni sono corrette. Tentare di riconciliare gli interessi divergenti delle parti pur garantendo loro elevati benefici congiunti. Tentare di ridurre i livelli di aspirazione delle parti in conflitto.
Si consideri il seguente scambio comunicativo: Domanda del mediatore: ''Sarebbe disposto a cambiare residenza?”. Risposta della parte: ''Sì”. La domanda posta costituisce un esempio di domanda: A spirale. A escalation Chiusa. Aperta.
Quale azione deve cercare di EVITARE il mediatore? Concludere la riunione riassumendo i risultati cui si è pervenuti, mettendo a fuoco i punti su cui è stato raggiunto un consenso e quelli ancora da approfondire. Tenere la discussione entro le linee guida tracciate inizialmente, evitando dispersioni non pertinenti. Appoggiare, in maniera più o meno abile e nascosta, l'una o l'altra tesi. Aiutare le parti a ristabilire un canale comunicativo costruttivo.
Quali sono i compiti di tipo ''comunicativo''del mediatore? (Castelli, 1996). Indica la risposta NON corretta Far sì che la discussione si sviluppi in maniera ordinata. Ascolta le parti e impone la soluzione migliore al conflitto. Mantenere la discussione entro le linee guida tracciate. Aprire e concludere gli incontri di mediazione.
Le domande guidate servono per consentire a ciascuno di esprimere il proprio punto di vista con la massima libertà, permettendo l'emergere della maggior ricchezza creativa. aiutare le parti a vedere con maggior chiarezza dentro di sé e le motivazioni dell'altro. contenere implicitamente la risposta. Se ben escogitate servono soprattutto allo scopo di stimolare e provocare, magari per tonificare discussioni fiacche e svogliate. consentire al mediatore di non prendere alcun tipo di posizione, tenendosi fuori dalla contesa.
Durante il processo di mediazione, il mediatore è chiamato a intervenire su diversi aspetti o elementi che hanno impatto sulle parti in conflitto. Indica l'affermazione NON corretta: Lo stato d'animo e la paura di subire perdite materiali e sociali. La presenza di un clima collaborativo e cooperativo Il ricorso a meccanismi cognitivi distorsivi (bias). Il ricorso a strategie comunicative suggestive.
In riferimento alla tipologia del mediatore illuminante (la mente degerativa) indicare quale delle seguenti affermazioni è CORRETTA Tutte le affermazioni sono corrette. I sentimenti di avidità e ingordigia di cui gli esseri umani sono portatori, sono spesso il frutto di situazioni in cui non si percepisce alcun potere punitivo nei propriinterlocutori e pertanto si ritiene la predazione una condotta sensata e vantaggiosa. Il mediatore, pur promuovendo un clima positivo, non dovrebbe permettere nemmeno alla parte più forte di coltivare una sicurezza di sé e altezzosità sfrontata e rilassata. In mediazione non è infrequente il caso in cui entrambe le parti sarebbero pronte a mediare ma restano in attesa che sia l'altra a fare la prima apertura. Il mediatore dovrà quindi stimolare il senso di libertà e autonomia nelle scelte compiute dalle parti. La paura di subire perdite paralizza le parti e inibisce la generazione di valore in una trattativa. Il mediatore deve farsi promotore dello sviluppo di una prospettiva più ampia del conflitto, proiettata sulle potenziali conseguenze future, e maggiormente consapevole delle conseguenze relazionali di ciò che sta avvenendo.
In riferimento alla tipologia del mediatore suggestivo (la mente analogica) indicare quale delle seguenti affermazioni NON è corretta Esiste una tendenza degli individui a valutare in maniera differente le stesse opzioni descritte però in maniera più o meno dettagliata. Sapendo che gli individui tendono a scegliere l'opzione più dettagliata, il mediatore potrà sfruttare questa distorsione aumentano la propria abilità narrativa nel rappresentare in modo dettagliato le opzioni conciliative che ritiene utile promuovere a vantaggio delle parti. La promozione, da parte del mediatore, di soluzioni o proposte estreme, sebbene ciò possa apparire banale, può effettivamente favorire una soluzione della disputa o almeno una percezione di avanzamento di una trattativa che altrimenti rischierebbe di rimanere bloccata su posizioni apparentemente irremovibili. I frame, o cornici, o rappresentazioni delle situazioni, sono delle strutture mentali che in mediazione possono influenzare la gestione conflitto. Compito del mediatore è favorire lo sviluppo di frame positivi. Indagini sperimentali hanno evidenziato come gli individui siano più propensi a evitare gli estremi, in modo particolare quando le opzioni sono percepite come simili, ovvero quando ci si trova in una condizione di conflitto decisionale determinato dal fatto che le opzioni sul tavolo sono tutte ugualmente apprezzabili seppure per ragioni diverse.
In riferimento alla tipologia del mediatore correttivo (la mente distorsiva) indicare quale delle seguenti affermazioni NON è corretta: si è osservato che gli individui tendono ad affrontare le trattative per risolvere una divergenza adottando condotte e strategie già sperimentate con successo in situazioni passate. un aspetto che può avere un impatto particolare sulle decisioni che si prenderanno nel corso della mediazione è la tendenza distorcente degli individui a valutare come più improbabili gli eventi che vengono in mente più facilmente o più frequentemente. nell'euristica del falso consenso si spinge le parti a credere di volere le stesse cose, e a formulare ingiustificati giudizi di similarità tra i propri interessi e quelli della controparte. Il mediatore dovrà cercare di mettere in luce le possibili differenze nelle loro aspettative, propensioni e preferenze. gli individui tendono a cercare ostinatamente conferme delle proprie ipotesi e convinzioni. Tale tendenza spinge le persone a considerare in maniera selettiva e distorsiva ciò che contribuisce ad avvalorare quello che pensano essere vero.
Pietroni e Rumiati, nel loro testo del 2012, individuano quattro «tipologie» di mediatore, e le relative strategie da adottare ai fini del raggiungimento di un accordo tra le parti. Indicare tra le seguenti quella NON corretta: La mente degerativa: il mediatore illuminante. La mente distorsiva: il mediatore correttivo. La mente dialogica: il mediatore propositivo. La mente emotiva: il mediatore affettivo.
In riferimento alla tipologia del mediatore affettivo (la mente emotiva) indicare quale delle seguenti affermazioni è CORRETTA gli stati d'animo positivi influenzano anche il grado di fiducia, ovvero un'aspettativa positiva rispetto alla possibilità che la controparte prediliga un approccio cooperativo nei nostri confronti il mediatore può ricorrere a un rispettoso e calibrato senso dellumorismo al fine di mettere nellumore più produttivo i contendenti. tutte le affermazioni sono corrette. uno stato d'animo più funzionale favorisce il raggiungimento di una soluzione conciliativa mutuamente vantaggiosa.
Fra le seguenti affermazioni, indicare quella CORRETTA Tutte le affermazioni precedenti sono corrette. Mediazione e conciliazione sono due termini, usati talvolta come sinonimi, che si riferiscono al complesso di procedure riassumibili negli istituti predisposti per risolvere le dispute in sedi differenti dalle aule di tribunale. Sia nella mediazione che nella conciliazione si fa ricorso a un intermediario neutrale che agisce come facilitatore imparziale e indipendente, capace di mettere in atto specifiche abilità per giungere a una risoluzione della controversia che soddisfi le aspettative delle parti. Sebbene si possano individuare delle varianti nei modelli utilizzati nei differenti contesti in cui si è generata la controversia, la conciliazione e la mediazione condividono vari aspetti caratterizzanti.
Nell'ambito della formazione del mediatore, indicare quale tra le seguenti affermazioni è FALSA: È istituito, con decreto ministeriale, un elenco dei formatori per la mediazione (d.m. n. 180 del 18 ottobre 2010) e prevede che per poter essere inseriti negli organismi di mediazione occorre partecipare a un corso di formazione della durata non inferiore a 50 ore. Il mediatore è un professionista con requisiti di terzietà. Presta la sua opera in organismi specifici pubblici o privati iscritti in un registro la cui vigilanza spetta al Ministero degli Interni La formazione del mediatore deve riguardare sia corsi teorici su aspetti giuridici, tecniche comunicazionali e negoziali, sia corsi pratici in cui verranno effettuate simulazioni di mediazioni I partecipanti ai corsi di formazione dovranno sottoporsi a una valutazione della durata minima di quattro ore delle conoscenze apprese a livello teorico e pratico.
I campi della mediazione sono assai ampi. Ad esempio Scolastico, delle comunità e dell'uso del territorio. Delle dispute internazionali Psichiatrico o gerontologico. Tutte le affermazioni sono corrette.
Indichi quale, tra le seguenti affermazioni, è CORRETTA La legge n.69 del 2009 norma in modo puntuale la figura del mediatore scolastico e di comunità. La figura del mediatore familiare non è definita e regolata giuridicamente da una legge specifica, ma da statuti e linee guida promosse da diverse associazioni. La figura del mediatore familiare è definita e regolata giuridicamente nella legge Decreto Legislativo n. 28 del 4 marzo 2010. La figura del mediatore scolastico e di comunità è definita e regolata giuridicamente nella legge Decreto Legislativo n. 28 del 4 marzo 2010.
In riferimento alla mediazione familiare, indicare quale, tra le seguenti affermazioni, è NON è corretta: in una mediazione informale le regole sono più rigide flessibili, dal momento che il mediatore potrebbe essere una persona qualsiasi, che agisce magari di propria iniziativa, in maniera intuitiva e spontanea in qualunque situazione di conflitto. in una mediazione informale le regole sono più flessibili, dal momento che il mediatore potrebbe essere una persona qualsiasi, che agisce magari di propria iniziativa, in maniera intuitiva e spontanea in qualunque situazione di conflitto in una mediazione informale, le tecniche sono più scorrevoli e tipiche della comunicazione quotidiana fra le persone (ad esempio immedesimarsi, ascoltare, aiutare a cercare soluzioni). la differenza sostanziale tra una mediazione formale e una informale è riconducibile anzitutto a una disciplina, una strutturazione e una specificità dei procedimenti, delle regole e norme, dei tempi, delle tecniche e strumenti e delle finalità.
Quali frasi, tra le seguenti, sono ascrivibili alla definizione di mediatore familiare presente nello statuto dell'Associazione Italiana Mediatori Familiari (AIMEF): Tutte le risposte precedenti sono corrette. Obiettivo del mediatore familiare è di aiutare le parti in lite a raggiungere un accordo direttamente negoziato, rispondente ai bisogni e agli interessi delle parti e di tutte le persone coinvolte nellaccordo Il ruolo del mediatore familiare comporta il compito di assistere le parti nell'identificare le questioni, di incoraggiare la loro abilità nel risolvere i problemi ed esplorare accordi alternativi, sorvegliandone la correttezza legale, ma in autonomia dal circuito giuridico e nel rispetto della confidenzialità Il mediatore familiare è una terza persona imparziale, qualificata e con una formazione specifica, che agisce in modo tale da incoraggiare e facilitare la risoluzione di una disputa tra due o più persone in un processo informale e non basato sul piano antagonista vincitore-perdente.
I principi fondamentali della mediazione familiare sono: tutte le precedenti affermazioni sono corrette. le mediazione è un procedimento volontario. la mediazione è un procedimento riservato e confidenziale. il mediatore agisce in modo imparziale.
Secondo Haynes e Buzzi (2012), poiché le parti devono essere in condizione di negoziare, la mediazione familiare non è adatta nei casi di: Personalità disturbate o devianti (disonestà e/o incapacità di accettare le regole e le norme sociali, abuso su minori, ecc.). Uso di sostanze che interferiscano con le capacità cognitive. Disturbi e ritardi mentali. Tutte le risposte sono corrette.
Nel percorso di mediazione familiare assumono particolare importanza due concetti: quello di centralità e quello di pregiudizio o parzialità (bias). Indicarefra le seguenti l'affermazione FALSA: la centralità fa riferimento alla capacità del mediatore di collocarsi in una posizione centrale tra le parti. per quanto riguarda il pregiudizio, è possibile distinguere tra diversi tipi di bias: personale, situazionale e strutturale. la parzialità personale ha a che fare con una preferenza per una parte, che può spaziare da una semplice affinità culturale fino all'esistenza di passate esperienze comuni di vita o di lavoro la parzialità situazionale è strettamente correlata alla natura della mediazione, e perciò meno evitabile.
Nell'ambito della mediazione familiare, secondo il modello trasformativo I mediatori e disputanti esercitano un'influenza reciproca continua, attraverso il loro dialogo e il framing è considerato uno degli strumenti principali usati dai mediatori per aiutare i partecipanti a progredire verso un accordo. La mediazione è finalizzata alla ricerca di un accordo (settlement-seeking) e si basa sui principi della negoziazione ragionata, e si focalizza più sugli interessi piuttosto che sulle prese di posizione La mediazione mira alla crescita morale dell'uomo in due specifiche dimensioni: la forza del singolo e la relazione con l'altro. Nessuna affermazione è corretta.
Nell'ambito della mediazione familiare, secondo il modello narrativo La mediazione è finalizzata alla ricerca di un accordo (settlement-seeking) e si basa sui principi della negoziazione ragionata, e si focalizza più sugli interessi piuttosto che sulle prese di posizione Nessuna affermazione è corretta. I mediatori e disputanti esercitano un'influenza reciproca continua, attraverso il loro dialogo e il framing è considerato uno degli strumenti principali usati dai mediatori per aiutare i partecipanti a progredire verso un accordo. La mediazione mira alla crescita morale delluomo in due specifiche dimensioni: la forza del singolo e la relazione con laltro.
Nell'ambito della mediazione familiare, secondo il modello strutturato La mediazione è finalizzata alla ricerca di un accordo (settlement-seeking) e si basa sui principi della negoziazione ragionata, e si focalizza più sugli interessi piuttosto che sulle prese di posizione. Nessuna affermazione è corretta. La mediazione mira alla crescita morale delluomo in due specifiche dimensioni: la forza del singolo e la relazione con laltro. I mediatori e i disputanti esercitano un'influenza reciproca continua, attraverso il loro dialogo e il framing è considerato uno degli strumenti principali usati dai mediatori per aiutare i partecipanti a progredire verso un accordo.
Con l'espressione ''saper essere'' riferita al mediatore familiare, si intende la capacità di applicare le conoscenze teoriche acquisite. l'insieme di conoscenze tecniche organizzate che possiede. l’autoconsapevolezza di ciò che sa e può fare la capacità di adeguarsi alla società che evolve.
Secondo Parkison (2013) i mediatori familiari devono saper essere creativi nel trovare nuovi metodi e nuove idee. Infatti i mediatori ricoprono diversi ruoli, tra i quali possiamo identificare: Il catalizzatore: il mediatore inizia un dialogo fra i partecipanti. Spesso la comunicazione tra le parti si è interrotta e in alcuni casi i partecipanti non hanno avuto discussioni dirette per lungo tempo Il manager: il mediatore gestisce il processo di mediazione e fornisce una struttura per le negoziazioni Tutte le risposte sono corrette. L'arbitro: il mediatore stabilisce e fa rispettare le regole di base, fissando un tempo per parlare per ogni partecipante, controllando le interruzioni e il comportamento aggressivo.
Secondo Parkison (2013) i mediatori familiari ricoprono diversi ruoli, tra i quali possiamo identificare ''l'interprete”. Qual'è, tra le seguenti, la definizione corretta per questo ruolo? il mediatore gestisce il processo di mediazione e fornisce una struttura per le negoziazioni. il mediatore stabilisce e fa rispettare le regole di base, fissando un tempo per parlare per ogni partecipante, controllando le interruzioni e il comportamento aggressivo. il mediatore aiuta le coppie ad ascoltarsi a vicenda e a considerare i problemi esistenti in un modo nuovo, anche riformulando affermazioni negative sotto forma di obiettivi e preoccupazioni positive. il mediatore aiuta i partecipanti a comunicare meglio e a spiegare le loro preoccupazioni. La rabbia che viene espressa, a volte, è una copertura per il dolore e la paura.
Affinché il mediatore familiare sia capace di ascoltare, porre le giuste domande e fare ipotesi per aiutare le parti a negoziare, è necessario che egli sia prima di tutto curioso. La curiosità può essere entrambe le risposte sono corrette. disposizionale (si riferisce a una tendenza generale a sperimentare interessi o curiosità). entrambe le risposte sono sbagliate. situazionale (sentimento transitorio di curiosità che nasce in particolari situazioni).
Cigoli (2006) distingue in quattro quadranti i contesti mediabili e non mediabili nell'ambito della mediazione familiare. In particolare, nei contesti di bassa capacità di negoziare e legame forte e di bassa capacità di negoziare e legame debole: l'intervento di mediazione è sconsigliabile. entrambe le risposte sono corrette. entrambe le risposte sono sbagliate. sono più indicati quali possibili interventi la consulenza psicologica individuale, lintervento clinico sotto tutela del tribunale o la partecipazione a gruppi terapeutici.
Secondo Cigoli (2006), i criteri di non idoneità della coppia al percorso di mediazione familiare sono: Tutte le risposte sono corrette. La coppia non è separata. C'è un invio coatto da parte di un magistrato. Dopo la separazione i coniugi abitano ancora sotto lo stesso tetto.
Quale, tra le seguenti affermazioni, è una situazione che rende inappropriata la mediazione? Tutte le affermazioni sono corrette Violenza domestica o altri abusi. Ammissione o accusa di abusi su minori. Intimidazione, minacce, estremo squilibrio di potere.
Secondo Irving e Benjamin (1987), la mediazione familiare è controindicata nei casi di: Violenza verso i figli o il coniuge di tipo fisico e/o psicologico. Estrema rigidità nelle aspettative e nei progetti e/o grave disfunzione a livello cognitivo e affettivo. Tutte le risposte sono corrette. La tensione è talmente intensa da causare una sensazione di sopraffazione nell'individuo e/o preoccupazione ossessiva di un coniuge verso l'altro, che a sua volta lo respinge.
Esistono delle situazioni in cui il dolore e la perdita sono così forti da rendere inappropriato o impossibile mediare. Tra queste possiamo individuare: l'effettiva capacità di impegnarsi nella mediazione Tutte le risposte sono corrette. se ci sono molteplici perdite in contemporanea l'unilateralità della presa di decisione circa una separazione.
Esistono diverse tecniche e strumenti utilizzati dal mediatore, tra cui:i focus group. i focus group. tutte le risposte precedenti sono corrette. la scala di escalation del conflitto di Glasl (1997). la mappa di Todd (1979) e/o l'ecogramma (Mazzoni e Tafà, 2003).
La definizione ''Un terzo neutrale, il cui compito è esclusivamente quello di garantire il rispetto reciproco, facilitare la comunicazione, promuovere il riconoscimento reciproco, riassumere e parafrasare ciò che viene detto, senza imporre alcuna soluzione (Galli, 2013)''si riferisce al: mediatore civile e commerciale mediatore scolastico mediatore di comunità mediatore familiare.
La definizione ''Nuovo professionista del sociale che, avvalendosi di una strumentazione interdisciplinare, guida questi processi e collega punti di vista diversi e tendenzialmente conflittuali, facilita l'attribuzione di senso e premette di far emergere la valenza generativa dei legami (Galli, 2013)''si riferisce al: mediatore familiare mediatore scolastico mediatore di comunità mediatore civile e commerciale.
Quale delle seguenti affermazioni, riferite alla mediazione scolastica e comunitaria, è considerabile FALSA: nella mediazione scolastica e comunitaria esiste una chiara e definita regolamentazione. la mediazione comunitaria nel nostro paese è un intervento poco praticato, al contrario dellambito internazionale, dove sono invece presenti numerose esperienze ormai consolidate nel tempo. entrambi i contesti, scolastico e comunitario, sono contraddistinti dalla complessità della domanda di intervento sia a livello dei presupporti epistemologici, sia a livello dei giochi relazionali, di cui i conflitti si nutrono. la mediazione scolastica, pur nella sua progressiva ma faticosa diffusione con progetti e interventi nelle scuole, si scontra costantemente con la mancanza di fondi, la limitata tempistica di realizzazione e la connessa fase di assenza di longitudinalità.
Quale delle seguenti affermazioni inerenti il ruolo dei peer mediator NON è corretta: Anche in questo contesto scolastico tra pari, la mediazione mantiene le sue caratteristiche fondanti di processo volontario, che le parti scelgono e che hanno facoltà di abbandonare in qualunque momento. I mediatori tra pari offrono lopportunità di dar voce ai sentimenti e identificare i problemi, fanno un brainstorming delle varie opzioni di soluzione e, possibilmente, aiutano le parti a trovare un accordo. In genere, i mediatori tra pari presentano alle parti come si svolgerà il percorso, ascoltano la storia del conflitto da parte dei due disputanti e poi impongono loro una soluzione ottimale al conflitto I mediatori tra pari utilizzano soprattutto la strategia del problem solving.
In ambito scolastico, quale delle seguenti azioni è riferibile alle fasi del processo mediativo? tutte le tre azioni riguardano le fasi del processo mediativo. attivare uno sportello di mediazione tra pari all'interno dell'ambito scolastico medesimo. attivare percorsi di formazione per studenti-formatori tra pari (peer mediation). attivare percorsi di formazione alla gestione e sensibilizzazione positiva del conflitto.
Nell'ambito della mediazione scolastica, quale tra le seguenti affermazioni è VERA riguardo la mediazione tra pari (o peer mediation)? si tratta di un tipo di mediazione attuata da mediatori scolastici a scuola (come insegnanti, pedagogisti o psicologi o specializzati nella peer mediation). i mediatori tra pari presentano alle parti come si svolgerà il percorso di mediazione, ascolteranno le parti ma alla fine imporranno una soluzione ai due contendenti. nessuna delle affermazioni è vera. tratta di un tipo di mediazione prima insegnata e poi attuata direttamente dai ragazzi a scuola.
In riferimento alla mediazione civile e commerciale, indicare quale, tra le seguenti affermazioni, è considerabile VERA: Nell'accostare, confrontare e differenziare il processo di mediazione civile e commerciale e quello di mediazione familiare è possibile riconoscere la premessa comune, riguardante il concetto di mediazione, quale attività svolta sotto la guida di soggetti terzi, finalizzata ad aiutare due o più parti a raggiungere un accordo, operando nel rispetto della riservatezza e dellautonomia del procedimento, nonché dellidoneità del mediatore. Tutte le affermazioni sono corrette. Il mediatore civile e commerciale in Italia nasce come figura professionale con un sapere, un saper essere e un saper fare normati a monte dell'attività stessa. L'obbligatorietà della mediazione in ambito civile e commerciale fa riferimento a tre criteri guida: controversie, cause di risarcimento danni, controversie seriali.
In ambito aziendale le figure di intermediazione sono diverse. Quali, tra le seguenti, possono svolgere la funzione di intermediari, ma la loro collocazione NON è in posizione neutrale rispetto alle parti in causa? l'arbitro e il mediatore l'agente e il manager il negoziatore e meta-arbitro nessuno dei precedenti.
Quali sono alcuni dei fattori che stanno determinando nelle organizzazioni livelli crescenti di ambiguità, flessibilità, autonomia e confusione, con la conseguenza di creare terreno fertile per conflitti intra-organizzativi? la progressiva creazione di società e aziende multietniche. tutte le risposte sono corrette la discontinuità dei cicli economici. l'approccio al consumo (spinto sempre meno da bisogni stabili e prevedibili e sempre più da desideri e capricci espressivi ed emotivi).
Nell'ambito della mediazione in azienda, la cultura familistico-materna: ritiene valori portanti: l'autonomia, la disponibilità individuale e l'indipendenza. È caratterizzata dal fatto di ritenere un valore positivo la diversità tra i membri (quanto a capacità, status, ruolo eccetera) e da una tendenza all'isolamento, alla formalità e alla freddezza tra loro. Ritiene un valore positivo la promozione di percezioni di uguaglianza tra i membri, pur rimanendo bassi livelli di partecipazione, socializzazione e integrazione tra loro. È caratterizzata dal valore dell'eguaglianza tra i membri, coniugato con la promozione della qualità e della quantità dei rapporti tra loro.
Nell'ambito della mediazione in azienda, la cultura normativo-burocratica È caratterizzata dal fatto di ritenere un valore positivo la promozione di percezioni di uguaglianza tra i membri, pur rimanendo bassi livelli di partecipazione, socializzazione e integrazione tra loro. È caratterizzata dal valore dell’eguaglianza tra i membri, coniugato con la promozione della qualità e della quantità dei rapporti tra loro. È caratterizzata dal fatto di ritenere un valore positivo la diversità tra i membri (quanto a capacità, status, ruolo eccetera) e da una tendenza all'isolamento, alla formalità e alla freddezza tra loro E' caratterizzata dal fatto di considerare come bisogni prevalenti quelli di affiliazione, e come valori primari quelli dell’appartenenza, della fedeltà e della solidarietà.
Nell'ambito della mediazione in azienda, la cultura permissivo-individualistica: è caratterizzata dal fatto che i bisogni prevalenti sono quelli di affiliazione, mentre i valori primari sono quelli dell’appartenenza, della fedeltà e della solidarietà. È caratterizzata dal fatto di ritenere un valore positivo la diversità tra i membri (quanto a capacità, status, ruolo eccetera) e da una tendenza all'isolamento, alla formalità e alla freddezza tra loro tiene un valore positivo la promozione di percezioni di uguaglianza tra i membri, pur rimanendo bassi livelli di partecipazione, socializzazione e integrazione tra loro. è caratterizzata dal valore dell'eguaglianza tra i membri, coniugato con la promozione della qualità e della quantità dei rapporti tra loro.
In riferimento alla funzione dei mediatori nelle organizzazioni, quale delle seguenti affermazioni inerenti la figura del manager è CORRETTA: adotta strategie molto differenti a seconda che intervenga in situazioni conflittuali che vedono implicati dei pari o dei subalterni. se la situazione conflittuale vede le parti molto distanti dal punto di un possibile accordo, il manager non tenderà ad assumere una condotta caratterizzata da un maggior livello di controllo sulle parti. non usa la mediazione come strategia dintervento nelle dispute in cui non è neutrale. la scelta dello stile di mediazione non può essere influenzata dagli obiettivi che il manager si prefigge di raggiungere con il suo intervento.
A proposito di conflitto e mediazione in azienda, indica l'affermazione corretta. Il manager deve cercare di adottare strategie di mediazione simili indipendentemente dalla posizione occupata dalle parti, ovvero dei pari o dei subalterni. Il manager come mediatore può adottare strategie di mediazione molto differenti a seconda che intervenga in situazioni conflittuali che vedono implicati dei pari o dei subalterni. Il manager come mediatore in una azienda è un intermediario neutrale cui spesso viene demandato il compito di risolvere una varietà di conflitti nell'organizzazione in cui lavora. tutte le affermazioni sono corrette.
Indichi con una crocetta l'opzione che meglio completa la seguente affermazione: __________________ è una figura, terza parte, che può essere chiamata a intervenire in una disputa tra due parti e ciò che lo caratterizza è il fatto di appartenere all'organizzazione che sta conducendo la trattativa. il meta-arbitro l'agente il rappresentante l'arbitro.
In riferimento alla funzione dei mediatori nelle organizzazioni, quale delle seguenti affermazioni inerenti la figura dell'agente è CORRETTA: non agisce per conto o come rappresentante delle parti in conflitto. ha un potere sufficiente a imporre una soluzione ai propri clienti. ha acquisito abilità generalizzate che gli consentono di identificare e mettere a confronto le prospettive delle parti. dispone di una conoscenza specializzata nel dominio in cui opera.
Nell'ambito della mediazione in azienda, le figure di mediazione sono diverse. Quali, tra le seguenti, possono svolgere la funzione di mediatori, ma la loro collocazione NON è in posizione neutrale rispetto alle parti in causa? L'arbitro e il mediatore Il rappresentante e il giudice L'arbitro e il giudice agente e il manager.
In riferimento alla funzione dei mediatori nelle organizzazioni, quale delle seguenti affermazioni inerenti la figura dell'arbitro è CORRETTA: negli arbitrati convenzionali, l'accordo finale si basa sulle argomentazioni e sulle posizioni espresse dalle parti. L'arbitro seleziona usualmente un punto d'accordo che cade tra le loro posizioni finali. è raro che gli arbitri convenzionali vengano accusati di suddividere semplicemente la differenza tra le posizioni finali espresse dalle parti. è un intermediario ma non si colloca in una posizione super partes. allarbitro non viene assegnato il potere di decidere e di imporre una soluzione alla disputa.
De Dreu e De Vries (1993) illustrano gli effetti negativi associati alla soppressione del conflitto in ambito organizzativo. Tra questi vi sono: la riduzione della creatività individuale e di gruppo. l'inibizione dell'intraprendenza, dello sviluppo e dell'innovazione. l'abbassamento della qualità e della forza delle decisioni collettive. tutte le risposte sono corrette.
De Dreu e De Vries (1993) ritengono che promuovere l'emergere delle conflittualità intra-organizzative ha diversi effetti positivi. Quale, tra le seguenti affermazioni, NON è un effetto positivo: stimola la cooperazione. limita i «tradimenti». sprona all'impegno. riduce l'autonomia decisionale.
In riferimento al conflitto in ambito organizzativo, un attore può esprimere interessi che possono essere ritenuti dalla controparte legittimi o illegittimi. Quando è più frequente che gli interessi vengano percepiti come ILLEGITTIMI? in presenza di ambiguità di relazione, cioè quando non è chiaro quale parte detiene maggiore potere. in presenza di ambiguità di dominio, cioè quando vi è mancanza di norme chiare e condivise (conflitto normativo). in presenza di un atteggiamento marcatamente cooperativo della controparte in presenza di un escalation del conflitto.
Per negoziare al meglio in contesti organizzativi secondo Neik Rackham (1968) è possibile fornire ai negoziatori alcune indicazioni operative. Ad esempio, a trattativa conclusa: Al termine della negoziazione concentrare la propria attenzione sulle potenziali aree di comune accordo con la controparte Entrambe le risposte sono corrette. Al termine delle negoziazioni fallite impegnarsi a estrapolare uno o più insegnamenti utili a migliorare la propria capacità negoziale. Dedicare del tempo a mettere a verbale i punti più rilevanti della negoziazione affrontata.
Per negoziare al meglio in contesti organizzativi secondo Neik Rackham (1968) è possibile fornire ai negoziatori alcune indicazioni operative. Ad esempio, durante la trattativa: Creare un buon clima relazionale, non solo evitando di sminuire il valore delle proposte e delle idee della controparte, ma anche evitando di incensare le proprie. Tutte le risposte sono corrette. Nel caso si venga attaccati dalla controparte, mantenersi calmi e lasciarla sbollire senza preoccuparsi di difendersi e di contrattaccare. Dedicare almeno il 20% dei propri atti comunicativi a porre domande alla controparte.
Per negoziare al meglio in contesti organizzativi secondo Neik Rackham (1968) è possibile fornire ai negoziatori alcune indicazioni operative. Ad esempio, prima di entrare in trattativa: Identificare almeno cinque possibili opzioni per ciascuna questione negoziale. Definire i propri obiettivi-valori negoziali non in termini puntali ma in termini di gamme aventi come estremi il valore richiesto (massima aspirazione) e il valore limite (punto di indifferenza). Concentrare la propria attenzione sulle potenziali aree di comune accordo con la controparte. Tutte le risposte sono corrette.
Gli elementi fondamentali e sinergici di un negoziato integrativo sono sostanzialmente tre: la qualità della relazione con la controparte, l'apertura allo scambio reciproco e approfondito di informazioni e:.. la comunicazione divergente con la controparte l'emergere di soluzioni originali e creative circa la definizione e distribuzione della questioni negoziali l'utilizzo di soluzioni che si sono rivelate utili e produttive in passato la chiusura comunicativa con la controparte nel momento in cui non tiene in considerazione il BATNA dell'altro.
Quale tra le seguenti affermazioni relative alla gestione del conflitto a livello preventivo, è CORRETTA: Nella gestione del conflitto a livello preventivo è prevista una fase di screening della conflittualità e delle dinamiche presenti nell'organizzazione, una restituzione o feedback dell'analisi svolta e un intervento pluri-articolato per la sua gestione. Per poter operare un corretto screening della conflittualità e delle dinamiche presenti nell'organizzazione occorrerà rilevare non solo il conflitto in atto, ma comprendere al più presto possibile la cultura dell'organizzazione che richiede l'intervento. Attraverso una buona restituzione dell'analisi effettuata, sarà possibile per le parti confrontare apertamente le rappresentazioni personali della propria organizzazione, così come percepite, e rilevare similitudini e differenze rispetto a quanto presupposto e imputato come atteggiamento altrui. Tutte le affermazioni sono corrette.
In riferimento alle fasi del processo di gestione del conflitto socioaziendale, il mediatore - conciliatore dovrà progettare con cura il proprio intervento, rispondendo a delle domande. Individui, tra le seguenti, la domanda NON corretta: Chi verrà invitato a partecipare? Dove e come si svolgerà l'incontro? Perché viene indetto l'incontro? Chi indice l'incontro?.
In riferimento alle fasi del processo di gestione del conflitto socioaziendale, quale tra le seguenti affermazioni riferite all' ''incontro con le parti e gestione mediata del conflitto''è FALSA: Occorre che il mediatore-conciliatore indaghi sulle cause emotivo-relazionali del conflitto, ovvero quale comportamento ha scatenato il conflitto. La fase che segue la mediazione vera e propria vede il conciliatore impegnato nel cercare di imporre alle parti una visione condivisa del problema. La fase della mediazione vera e propria vede il conciliatore lavorare con le parti insieme. È possibile dividere il momento dell'incontro con le parti in due fasi: una prima fase che consiste nella preparazione delle parti e una seconda fase che consiste nella mediazione vera e propria.
In riferimento alle fasi del processo di gestione del conflitto socioaziendale, quando si parla dei sei stadi della mediation e, in particolare, dello stadio della condivisione… Si intende la fase centrale delle trattative o degli incontri di mediazione, in quanto permette il raggiungimento di soluzioni realizzate grazie alla compartecipazione dei partecipanti, e nel rispetto dei bisogni da loro espressi Si intende lintroduzione del tema della discussione e limpostazione della discussione. Si intende la stesura dell'accordo o piano d'azione. Si intende il portare le parti a presentare il conflitto in atto, identificando insieme alle parti i punti centrali da discutere insieme.
In riferimento alle fasi del processo di gestione del conflitto socioaziendale, è possibile distinguere due momenti principali che caratterizzano il processo: operativo e preventivo . La definizione corretta di ''momento operativo''è: il mediatore potrebbe essere chiamato a intervenire a titolo «cautelativo», ovvero per comprendere e facilitare la gestione positiva della conflittualità in ambito aziendale. nessuna delle definizioni è corretta. entrambe le definizioni sono corrette. il mediatore si trova a dover intervenire quando la conflittualità ha già assunto aspetti formali di controversia e quindi opererà principalmente nell'ambito della singola disputa e nel rispetto delle procedure e delle norme.
In riferimento alle fasi del processo di gestione del conflitto socioaziendale, quale tra le seguenti affermazioni riferite al ''clima durante le trattative''è CORRETTA: Tutte le affermazioni sono vere. Nessuna delle affermazioni è corretta. Nell'incontro con le parti il clima dovrebbe essere il più possibile informale e il setting ben strutturato. Attraverso la propria comunicazione non verbale, il mediatore - conciliatore cercherà di creare un equilibrio tra quanto detto a parole e quanto le parti si aspettano da lui e dalla mediazione, dimostrandosi competente, sicuro di sé e chiaro, dando ai partecipanti la sensazione di essere in buone mani.
Buzzi propone un modello teorico che possa guidare l'operato del mediatore-conciliatore, denominato ESBI. Come applicare ESBI? Il mediatore cercherà di indentificare insieme ai partecipanti a una lite, o di quanti richiedono il suo intervento, linteresse comune, ovvero la soluzione che porterà dei vantaggi a tutti i partecipanti, considerati i loro bisogni. Tutte le affermazioni sono corrette. Il mediatore ha il compito della gestione del setting ed è anche un negoziatore esperto, quindi agisce attraverso molteplici tecniche e strumenti per facilitare le trattative tra le parti, ma ciò che distingue il suo operato da un'abilità istintiva, quindi irripetibile e quasi «magica», è la consapevolezza di agire secondo un modello semplice di analisi della realtà che può essere condiviso e insegnato. Il mediatore si allena a una immediata lettura degli ESBI dei partecipanti a una lite, o di quanti richiedono il suo intervento, e una volta identificati agirà per accogliere ma limitare gli effetti delle emozioni più negative o che impediscono alle parti di affrontare apertamente il conflitto, per neutralizzare le strategie meno efficaci e aiutare le parti a potenziare le proprie abilità di negoziazione, ma soprattutto per identificare e rendere espliciti, a volte anche alle parti stesse, i loro reali bisogni.
L'acronimo E.S.B.I. fa riferimento a una piattaforma teorica operativa a disposizione del mediatore per affrontare i conflitti in ambito aziendale. A quali termini corrispondono le singole lettere dell'acronimo ESBI? Emozioni, Scarsità delle risorse, Bilancio, Interesse personale. Emozioni, Strategie, Bisogni, Interesse comune. Entertainment,Strategie, Bisogni, Interdipendenza Entertainment, Strategie, Bilancio, Interdipendenza.
Il rapporto tra gli operatori sanitari e loro pazienti presenta alcune caratteristiche peculiari che lo differenziano da altre pratiche professionali. Parlando di 'asimmetria' si intende: quella caratteristica relativa al particolare stato di debolezza e vulnerabilità dovuto alla malattia, dato dallo stato di necessità in cui si trova il malato e dalla particolare rilevanza che ha lo scopo della relazione d'aiuto, ovvero la salvaguardia della salute o della vita stessa. il particolare rapporto di fiducia che si deve instaurare tra il paziente e l'operatore sanitario. il fenomeno della mancata adesione alle indicazioni terapeutiche del medico. il conflitto tra medico e paziente su chi abbia il potere di decidere quale percorso terapeutico intraprendere.
Quale tra le seguenti affermazioni si riferisce al modello dell'autonomia in ambito sanitario e relativo alla relazione tra medico e paziente: dopo la seconda guerra mondiale inizia un processo di radicale cambiamento nel mondo della medicina, segnato dall'affermazione del principio paternalistico. gli interessi del paziente possono entrare in conflitto con le opzioni terapeutiche considerate come le migliori dal medico. esiste una profonda asimmetria tra medico e paziente e un'idea oggettiva e meccanica di salute in cui l'esperto, il medico, sa quale sia il bene del paziente. trova origine nel vecchio giuramento di Ippocrate in base al quale lazione medica è definita dal giudizio del medico a cui il paziente si affida completamente.
Quale tra le seguenti affermazioni si riferisce al modello paternalistico, in ambito sanitario, e relativo alla relazione tra medico e paziente: dopo la seconda guerra mondiale inizia un processo di radicale cambiamento nel mondo della medicina, segnato dall'affermazione del principio di autonomia. medico e paziente si collocano su una posizione simmetrica in base alla quale il paziente ha la facoltà di discutere circa il giudizio terapeutico e di cura ricevuto dal medico. gli interessi del paziente possono entrare in conflitto con le opzioni terapeutiche considerate come le migliori dal medico. trova origine nel vecchio giuramento di Ippocrate in base al quale l'azione medica è definita dal giudizio del medico a cui il paziente si affida completamente.
Quale, tra i seguenti, può essere identificato come un contesto specifico dell'ambito sanitario dove il conflitto trova una sua espressione? Conflitti all'interno di Comitati Etici. Conflitti tra operatore sanitario e paziente. Allocazione delle risorse. Tutte le affermazioni sono corrette.
Il consenso informato porta con sé elementi di conflittualità. Indica a questo proposito l'affermazione FALSA. Al fine di evitare il conflitto tra medico e paziente, è opportuno fornire al paziente solo le indicazioni necessarie alla firma del consenso, così da evitare inutili discussioni che possono riguardare la visione della vita e della salute del paziente. Le direttive anticipate, cioè il diritto a esprimere il proprio volere anche per le situazioni in cui la capacità di esprimerlo verrà persa totalmente o parzialmente (coma, stato vegetativo, malattie neurodegenerative), possono essre fonti di conflitto in ambito sanitario Le direttive anticipate, cioè il diritto a esprimere il proprio volere anche per le situazioni in cui la capacità di esprimerlo verrà persa totalmente o parzialmente (coma, stato vegetativo, malattie neurodegenerative), elimina la conflittualità in ambito sanitario perchè si conosce già la volontà del paziente. La competenza, cioè il problema di quali individui debbano essere ritenuti capaci di dare il proprio consenso., può essere una fonte di conflitto in ambito sanitario.
Indichi l'opzione che meglio completa la seguente affermazione: Riferendosi al conflitto in ambito sanitario, il modello di medicina ______________ trova origine nel vecchio giuramento di Ippocrate in base al quale l'azione medica è definita dal giudizio del medico a cui il paziente si affida completamente. Alla base di questo pensiero esiste una profonda asimmetria tra medico e paziente, e un'idea oggettiva e meccanica di salute in cui l'esperto, il medico sa quale sia il bene del paziente. paternalistico. fondato sulla autonomia. riorganizzativo. fondato sulla cooperazione.
In relazione al conflitto in ambito sanitario, il modello paternalistico è di tipo: Cooperativo e conflittuale. Distributivo e conflittuale. Integrativo e non conflittuale. Elusivo e non conflittuale.
In relazione al conflitto in ambito sanitario, il modello dell'autonomia è di tipo: Cooperativo e conflittuale. Distributivo e conflittuale. Integrativo e non conflittuale. Elusivo e non conflittuale.
Gli autori Robson e Morrison, due medici pionieri nell'utilizzo degli strumenti ADR (Alternative Dispite Resolutions) in contesti sanitari, hanno tracciato un profilo del sistema sanitario. Barrare tra le seguenti l'affermazione ERRATA: Gli autori Robson e Morrison, due medici pionieri nell'utilizzo degli strumenti ADR (Alternative Dispite Resolutions) in contesti sanitari, hanno tracciato un profilo del sistema sanitario. Barrare tra le seguenti l'affermazione ERRATA: La sanità può essere definita un «sistema adattabile complesso» (complex adaptive system): questo genere di sistema è portato a essere più innovativo di altri tipi di struttura sociale, ma anche a generare più errori e a rendere più difficile la comprensione delle interrelazioni tra i suoi componenti e delle fonti generative dei conflitti. L'ampia disparità di potere, di conoscenze e di controllo non riguarda solamente quella ovvia tra personale sanitario e pazienti, ma è anche interna al personale sanitario stesso, tra professioni diverse (medici, infermieri, operatori psico-sociali) e intra-professionali (medici di medicina generale, specialisti ecc.). Esiste un'ampia divergenza di culture e di sistemi di valori tra i vari gruppi, professionali o meno, operanti all'interno dell'ambito sanitario.
Quale, tra le seguenti affermazioni, rappresenta un esempio di conflitto che può sorgere in ambito sanitario e riguardare il livello micro, interpersonale: Conflitti tra unità operative di un ospedale. Conflitti tra un operatore sanitario e paziente. Conflitti all'interno di reparti e unità operative. Conflitti tra cittadini e sistema socio-sanitario.
In riferimento al consenso informato quale, tra le seguenti affermazioni, è FALSA: Un consenso che sia effettivamente libero dovrebbe ricercare il rafforzamento della posizione del paziente e della sua capacità di sostenere la responsabilità della scelta. La pratica del consenso è nata per rispondere ai bisogni di comunicazione, ascolto, relazione e rispetto dei diritti del cittadino-paziente. Al medico spetta un ruolo non di semplice registrazione del consenso ma di sollecitazione dell'assunzione di capacità decisionale. La firma sul consenso è una garanzia necessaria e sufficiente del rispetto dell'autonomia del paziente.
Il riconoscimento dell'autonomia decisionale del paziente e della sua competenza sulle scelte che riguardano la cura della sua salute ha portato a quale conseguenza? Tutte le altre affermazionie sono corrette. La necessità di ottenere la firma sul consenso informato da parte del paziente evitando di fornirgli troppi dettagli inerenti agli atti terapeutici che potrebbero solo cause ansie e preoccupazioni inutili Il dovere del medico di fare in modo che il paziente segua pedissequamente le sue indicazioni di cura. La necessità di verificare il consenso del paziente prima di sottoporlo ad accertamenti diagnostici o ad atti terapeutici, o di coinvolgerlo in una sperimentazione.
Il fenomeno della mancata adesione alle indicazioni terapeutiche del medico da parte del paziente ha probabilmente più di una ragione. Tra queste possiamo individuare: una cattiva comunicazione, che non permette al paziente di ricevere tutte le informazioni tecniche, come gli effetti collaterali, o di significato, come i motivi della prescrizione, che egli ritiene necessarie. tutte le precedenti affermazioni sono corrette. un'inadeguata valutazione dell'opinione del malato riguardo all'uso dei farmaci. la relazione problematica, per cui viene meno quel rapporto di fiducia essenziale all' alleanza medico-paziente.
Riferendosi al conflitto in ambito sanitario, il modello di medicina fondato sulla autonomia (in contrapposizione al modello paternalistico) è di tipo: Integrativo e non conflittuale. Distributivo e conflittuale. Cooperativo e conflittuale. Elusivo e non conflittuale.
Quale, tra le seguenti affermazioni, rappresenta un esempio di conflitto che può sorgere in ambito sanitario e riguardare il livello meso, intergruppo/organizzazione: Conflitti tra operatore sanitario e paziente. Conflitti tra cittadini e sistema socio-sanitario. Conflitti tra reparti e unità operative. Conflitti tra un reparto e un paziente.
Riferendosi al conflitto in ambito sanitario, una controversia tra i cittadini e il sistema socio-sanitario riguarda il livello: intergruppo/organizzazione (meso). di sistema (macro). interpersonale (micro). dinamico-relazionale.
Riferendosi al conflitto in ambito sanitario, una controversia tra due medici appartenenti alla stessa Unità Operativa riguarda il livello: interpersonale (micro). intrapersonale (micro). di sistema (macro). intergruppo/organizzazione (meso).
Riferendosi al conflitto in ambito sanitario, una controversia tra un operatore sanitario e un paziente riguarda il livello: interpersonale (micro). intergruppo/organizzazione (meso). di sistema (macro). euristico.
Riferendosi al conflitto in ambito sanitario, secondo il modello di medicina _________ gli interessi del paziente possono entrare in conflitto con le opzioni terapeutiche considerate migliori dal medico. paternalistico. riorganizzativo. interpersonale. fondato sulla autonomia.
Quale, tra le seguenti affermazioni, rappresenta un esempio di conflitto che può sorgere in ambito sanitario e riguardare il livello macro, di sistema: Conflitti all'interno di reparti e unità operative. Conflitti tra operatore sanitario e paziente. Conflitti tra cittadini e sistema socio-sanitario. Conflitti tra un reparto e un paziente.
Barrare tra le seguenti l'affermazione ERRATA in riferimento ai conflitti interprofessionali: I conflitti interprofessionali sono controversie tra operatori della stessa professione, in particolare quando si svolgono diversi ruoli come nel caso del rapporto tra medici di medicina generale e specialisti (conflitti interprofessionali orizzontali). I conflitti interprofessionali sono controversie tra operatori gerarchicamente diversi, come nel caso del rapporto tra medico e infermiere (conflitti interprofessionali verticali). I conflitti interpersonali, oltre a coinvolgere il rapporto tra medico (e più in generale tra operatore sanitario) e paziente, interessano anche l'ambito dei rapporti interprofessionali. Trattandosi di conflitti tra figure professionali diverse, non sono previste conseguenze sulla relazione tra medico e paziente.
In riferimento all'argomento ''errori medici e percorsi giudiziari''barrare tra le seguenti l'affermazione ritenuta CORRETTA: L'evoluzione della giurisprudenza penale e civile va nella direzione di essere sempre più negativa nei confronti dell'operato della categoria medica, nella ricerca di una crescente tutela dei diritti del malato. L'area sanitaria che oggi presenta maggiore densità conflittuale è quella dell'errore medico, ovvero dei casi in cui un errore diagnostico, una scelta terapeutica inappropriata o un'omissione di un intervento necessario, hanno come conseguenza un evento avverso clinicamente significativo. Comprensibilmente qualunque professionista può sbagliare, ma diversamente da quanto accade in altri campi l'errore da parte di un operatore sanitario è caratterizzato da una gravità e una responsabilità particolari, e sempre più spesso si arriva a un esito delle controversie di carattere processuale, con denunce penali e richieste di risarcimento. Tutte le affermazioni precedenti sono corrette.
In riferimento al tema del conflitto in ambito sanitario, il timore di un medico di essere citato in giudizio ha conseguenze molto negative, ad esempio: i medici sono portati a negare l'errore, a cercare di occultarlo e a non collaborare alla ricerca delle cause. tutte le affermazioni precedenti sono corrette la medicina si chiude in una posizione difensiva, aumentando le richieste di esami e visite specialistiche anche superflue, con conseguente aumento della spesa pubblica e delle aspettative dei pazienti, in un inevitabile circolo negativo. il rispetto pedissequo di protocolli e linee-guida e la burocratizzazione del consenso informato, che da strumento garante della autonomia di scelta dei cittadini diventa un mezzo di tutela del medico da disavventure giudiziarie, con pericoloso tentazioni allastensionismo e dalla fuga di responsabilità.
Quale delle seguenti affermazioni, riferita ai 'comitati etici', è ERRATA? I Comitati Etici per la ricerca e la sperimentazione si trovano a dover garantire la tutela dei diritti, della sicurezza e del benessere dei soggetti umani coinvolti nella ricerca biomedica e a garantire la validità scientifica dello studio. I comitati etici operano al fine di garantire la validità scientifica dello studio, emettendo pareri vincolanti su protocollo di sperimentazione, sull'idoneità degli sperimentatori. Un luogo della Sanità dove si intrecciano vari livelli di conflitto è quello dei Comitati Etici locali o regionali, istituiti presso strutture sanitarie o di ricerca scientifica. I Comitati Etici non assolvono a funzioni consultive, né promuovono iniziative di formazione e sensibilizzazione, azioni di competenza dell'ufficio formazione.
In riferimento al tema del conflitto in ambito sanitario, quale delle seguenti affermazioni, riferita ai 'conflitti etici', è CORRETTA ? Entrambe le affermazioni precedenti sono errate. Le differenze etiche in questo campo sembrano a volte irriducibili: la ricerca di un ethos universale, o quantomeno, di un'etica minima (legiferata) a che consenta pacifici rapporti interpersonali, si scontra spesso con una realtà sociale dove sembrano non esistere imperativi morali condivisi. La realtà sociale chiede anche al mondo medico di interrogarsi, oggi più di ieri, sui limiti della propria azione imposti dal rispetto di principi etici anche se non condivisi. Entrambe le precedenti affermazioni sono corrette.
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