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2 parte - TEST DIDATTICA DELL'INCLUSIONE

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2 parte - TEST DIDATTICA DELL'INCLUSIONE

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lezioni 17-32

Creation Date: 2026/04/20

Category: Others

Number of questions: 105

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Quale caratteristica principale dei modelli scolastici tradizionali viene criticata dal Cooperative Learning?. La centralità del rendimento individuale e della selezione degli studenti. L’eccessiva attenzione alle competenze sociali. La valorizzazione del lavoro cooperativo. L’enfasi sui processi metacognitivi.

Secondo il paradigma a cui si ispira il Cooperative Learning, la conoscenza è principalmente concepita come: Costruzione attiva e socialmente mediata. Trasmissione di contenuti disciplinari stabiliti. Accumulo progressivo di informazioni individuali. Riproduzione fedele dei saperi esperti.

Quale concezione della scuola emerge dalle esperienze educative di Don Milani e Mario Lodi?. La scuola come comunità di apprendimento orientata alla partecipazione democratica. La scuola come luogo di selezione delle eccellenze. La scuola come ambiente neutrale rispetto alle differenze sociali. scuola come spazio di trasmissione verticale del sapere.

In che senso l’effetto sinergico è rilevante nel Cooperative Learning?. Perché consente risultati di apprendimento qualitativamente superiori rispetto al lavoro individuale. Perché riduce l’impegno richiesto agli studenti. Perché elimina la necessità di valutazione. Perché rende superflua l’interazione tra pari.

Secondo Johnson e Johnson (1994), quale è la finalità principale del Cooperative Learning?. Migliorare reciprocamente l’apprendimento degli studenti attraverso il lavoro in piccoli gruppi. Favorire la selezione delle eccellenze. Incrementare la competizione tra pari. Promuovere l’autonomia individuale senza interdipendenza.

Cosa significa cooperare in ambito didattico?. Lavorare insieme per un obiettivo comune riconoscendo l’interdipendenza tra i contributi dei membri. Suddividere il compito in parti indipendenti. Competere per ottenere risultati migliori degli altri. Collaborare senza responsabilità individuale.

Quale caratteristica distingue il Cooperative Learning dall’apprendimento collaborativo?. La presenza di una strutturazione che assicura responsabilità individuale e interdipendenza positiva. La totale autonomia dei membri nel lavoro sul compito. L’assenza di obiettivi comuni. La mancanza di valutazione.

Quale concezione dell’apprendimento emerge complessivamente dal Cooperative Learning?. L’apprendimento come processo relazionale e interdipendente orientato al raggiungimento di obiettivi comuni. L’apprendimento come prestazione individuale isolata. L’apprendimento come competizione tra pari. L’apprendimento come attività priva di struttura.

Quale effetto relazionale è favorito dall’apprendimento cooperativo?. Lo sviluppo di dinamiche di fiducia reciproca e responsabilità condivisa. L’incremento della competizione tra studenti. L’isolamento dei soggetti più fragili. La riduzione del senso di appartenenza.

Quali competenze socio-emotive vengono potenziate attraverso pratiche cooperative?. La gestione dei conflitti, l’ascolto attivo e la regolazione emotiva. La rapidità esecutiva individuale. La memorizzazione procedurale. L’isolamento cognitivo.

Qual è, secondo Johnson et al. (1996), il principio strutturale più rilevante dell’apprendimento cooperativo?. L’interdipendenza positiva. La suddivisione equa dei compiti. La competizione regolata tra gruppi. L’autonomia individuale nello studio.

Quando si realizza effettivamente l’interdipendenza positiva all’interno di un gruppo cooperativo?. Quando il successo individuale è inseparabile da quello collettivo. Quando ogni studente lavora autonomamente al proprio compito. Quando il gruppo è guidato costantemente dall’insegnante. Quando si riduce al minimo l’interazione tra i membri.

Che cosa caratterizza l’interdipendenza negativa?. Il successo di uno implica la svalutazione o la sconfitta degli altri. La distribuzione equa dei ruoli nel gruppo. La collaborazione intenzionale tra i membri. Il sostegno reciproco nel raggiungimento degli obiettivi.

Che cosa si intende per “interazione diretta costruttiva” o “faccia a faccia”?. Lo scambio di aiuto, incoraggiamento e verifica reciproca tra i membri. La presenza fisica nello stesso spazio senza necessità di confronto. La suddivisione del lavoro senza confronto tra pari. Il controllo costante dell’insegnante sulle attività.

Quale modalità NON rientra tra le forme di strutturazione dell’interdipendenza?. Interdipendenza di competizione. Interdipendenza di ruolo. Interdipendenza di risorse. Interdipendenza di compito.

Che cosa implica la responsabilità individuale nel gruppo cooperativo?. L’impossibilità di beneficiare passivamente del lavoro altrui. La libertà di scegliere se partecipare o meno al lavoro. La delega del lavoro ai membri più competenti. L’assenza di valutazione dei contributi personali.

In che modo il docente può favorire l’assunzione della responsabilità individuale?. Attraverso l’osservazione sistematica e il monitoraggio dei contributi. Lasciando il gruppo completamente autonomo. Valutando esclusivamente il prodotto finale. Affidando tutto il controllo agli studenti più capaci.

Che cosa può derivare dalla carenza di abilità sociali nel gruppo classe?. Ansia, esclusione, conflitti e deterioramento del clima relazionale. Maggiore concentrazione sul compito. Riduzione della partecipazione dell’insegnante. Migliore autonomia individuale.

Quando può avvenire la valutazione di gruppo?. Sia durante l’attività sia al termine dell’attività. Solo alla fine del compito. Solo all’inizio del lavoro. Esclusivamente su richiesta dell’insegnante.

Nel Cooperative Learning, aiutare un compagno in difficoltà significa: Sostenerlo affinché possa svolgere autonomamente il proprio compito. Sostituirsi a lui nello svolgimento del lavoro. Ridurre il suo carico di responsabilità. Lasciarlo libero di non partecipare.

Nel Cooperative Learning il docente è principalmente: Il progettista delle condizioni che rendono possibile l’apprendimento cooperativo. Il principale trasmettitore dei contenuti disciplinari. Il controllore del comportamento degli studenti. Il valutatore esclusivo del prodotto finale.

Perché la cooperazione non può essere ridotta alla semplice “messa in gruppo” degli studenti?. Perché richiede una regia pedagogica intenzionale e strutturata. Perché gli studenti preferiscono lavorare individualmente. Perché il lavoro di gruppo rallenta l’apprendimento. Perché l’insegnante perde il controllo della classe.

Qual è la funzione principale del docente nella fase che precede l’attività cooperativa?. Progettare obiettivi, gruppi, setting e materiali funzionali alla cooperazione. Spiegare dettagliatamente tutto il contenuto teorico. Lasciare gli studenti liberi di organizzarsi autonomamente. Stabilire chi sarà il leader del gruppo.

Quale azione NON appartiene alla fase “prima” dell’attività?. Valutare la qualità delle interazioni avvenute nel gruppo. Definire obiettivi cognitivi, metacognitivi e sociali. Strutturare i gruppi in modo funzionale all’interazione. Organizzare spazi, tempi e ruoli.

Durante l’attività cooperativa, il docente: Osserva, monitora e offre feedback formativi senza sostituirsi agli studenti. Interviene frequentemente per risolvere i problemi del gruppo. Valuta esclusivamente il prodotto finale. Dirige passo per passo il lavoro dei gruppi.

Nella fase successiva all’attività cooperativa, l’attenzione si concentra soprattutto: Sul processo di lavoro e sulla riflessione metacognitiva. Sulla rapidità con cui è stato svolto il compito. Sulla quantità di lavoro prodotto. Sul comportamento disciplinare degli studenti.

Perché errori e impasse non sono considerati fallimenti nel Cooperative Learning?. Perché fanno parte del processo di costruzione dell’apprendimento. Perché dimostrano che il compito era troppo difficile. Perché indicano scarsa preparazione degli studenti. Perché riducono il tempo necessario per apprendere.

Che cosa si intende per contesto decisionale autentico?. Una situazione in cui gli studenti devono scegliere e valutare strategie possibili. Un compito con una sola soluzione corretta da applicare. Un’attività guidata interamente dall’insegnante. Un esercizio di memorizzazione procedurale.

La promozione di compiti ADM è coerente con il Cooperative Learning perché: Favorisce l’interazione cognitiva e la corresponsabilità. Riduce il tempo di lavoro. Facilita la valutazione oggettiva. Semplifica la progettazione didattica.

La VDM (Veridical Decision Making) riguarda compiti: Deterministici con soluzione corretta unica. A soluzione multipla. Complessi e ambigui. Basati sulla discussione tra pari.

Perché una classe non abituata al Cooperative Learning può incontrare difficoltà iniziali?. Perché gli studenti sono spesso socializzati a modelli individualistici o competitivi. Perché il lavoro di gruppo è sempre inefficace. Perché gli studenti preferiscono lavorare da soli. Perché il Cooperative Learning richiede meno impegno.

Qual è la funzione pedagogica del lavoro in coppia (peer work) nella fase iniziale?. Consentire un primo esercizio di confronto e aiuto reciproco in un contesto semplice. Ridurre il tempo necessario per svolgere le attività. Evitare del tutto le dinamiche di gruppo. Sostituire definitivamente il lavoro in gruppo.

Perché il lavoro in coppia è più gestibile rispetto al piccolo gruppo nella fase iniziale?. Perché le dinamiche relazionali sono meno complesse. Perché non richiede comunicazione tra studenti. Perché l’insegnante può controllare meglio gli studenti. Perché elimina la necessità di cooperare.

Quale elemento è fondamentale per accompagnare la classe verso il Cooperative Learning?. La progettazione di strategie di avvicinamento graduale. L’assegnazione immediata di ruoli complessi. La valutazione del prodotto finale. La riduzione delle interazioni tra studenti.

Qual è la caratteristica più rilevante del tutoring tra pari età?. La possibilità di alternanza dei ruoli tra tutor e tutee. La presenza di una differenza anagrafica marcata. L’utilizzo esclusivo di materiali strutturati. L’intervento continuo del docente.

Perché l’alternanza dei ruoli nel tutoring tra pari età è pedagogicamente significativa?. Perché favorisce apprendimento reciproco e corresponsabilità. Perché velocizza lo svolgimento del compito. Perché elimina la necessità di supervisione docente. Perché riduce il confronto tra pari.

Nel tutoring tra alunni di età diversa, la relazione tutor–tutee è: Strutturalmente asimmetrica e non pensata per essere reversibile. Basata sull’alternanza continua dei ruoli. Fondata su livelli di partenza simili. Limitata esclusivamente ad attività disciplinari.

Perché il cross-age tutoring richiede una specifica formazione dei tutor?. Perché devono acquisire competenze comunicative e strategie di supporto. Perché devono sostituire completamente l’insegnante. Perché devono preparare autonomamente i materiali. Perché devono valutare formalmente i compagni.

Nel tutoring in presenza di studenti con disabilità o BES, quale elemento diventa centrale?. Una progettazione didattica estremamente accurata. L’assegnazione automatica del ruolo di tutor allo studente più bravo. L’eliminazione delle attività disciplinari. La riduzione dei tempi di lavoro.

In tutte le forme di Peer Tutoring, l’obiettivo comune è: Coniugare personalizzazione dell’apprendimento e relazioni sociali significative. Ridurre il ruolo dell’insegnante. Aumentare la velocità di esecuzione dei compiti. Favorire la competizione tra studenti.

In quale contesto storico-culturale nasce il Cooperative Learning?. Nel mondo anglosassone degli anni Sessanta-Settanta come reazione ai modelli scolastici. Nella scuola europea del primo Novecento come sviluppo della pedagogia positivista. Nel contesto delle riforme scolastiche neoliberali degli anni Duemila. Nei sistemi educativi orientali come alternativa all’insegnamento trasmissivo.

Quale ruolo svolgono le interazioni sociali nei processi di apprendimento secondo l’approccio socio-costruttivista?. Sono costitutive dello sviluppo cognitivo e della costruzione del sapere. Sono accessorie rispetto all’elaborazione individuale. Interferiscono con la concentrazione dello studente. Servono solo a motivare gli apprendimenti già acquisiti.

In che modo la pedagogia di Freinet anticipa i principi del Cooperative Learning?. Attraverso una didattica laboratoriale fondata sulla cooperazione e sulla produzione. Mediante un insegnamento fortemente disciplinare e selettivo. Attraverso pratiche di valutazione standardizzata. Promuovendo l’apprendimento individuale silenzioso.

Che cosa distingue l’interdipendenza positiva dal semplice coordinamento operativo?. La cooperazione intenzionale fondata su corresponsabilità e ruoli complementari. La suddivisione casuale dei compiti tra i membri. La presenza di un leader che dirige il gruppo. La rapidità con cui viene svolto il compito.

Qual è lo scopo dell’interdipendenza di risorse?. Rendere necessaria la condivisione di informazioni e materiali tra i membri. Ridurre la quantità di materiali disponibili al gruppo. Favorire l’autonomia individuale nel reperimento delle informazioni. Consentire a ciascuno di lavorare in modo indipendente.

Qual è la funzione principale della valutazione di gruppo nel Cooperative Learning?. Regolare e migliorare i processi di apprendimento attraverso la riflessione condivisa. Attribuire un voto collettivo al gruppo. Stabilire una graduatoria tra i membri. Verificare esclusivamente il risultato finale.

Che cosa significa che il docente non deve “sostituirsi” al gruppo?. Non deve risolvere i problemi al posto degli studenti. Non deve osservare il lavoro degli studenti. Non deve fornire materiali e risorse. Non deve intervenire mai durante l’attività.

Che cosa caratterizza l’approccio non direttivo del docente?. L’uso di domande-stimolo al posto di soluzioni preconfezionate. L’assenza totale di indicazioni agli studenti. La spiegazione dettagliata di ogni passaggio del compito. Il controllo costante di ogni azione del gruppo.

Secondo Johnson, Johnson e Smith, il docente deve soprattutto: Strutturare intenzionalmente interdipendenza, ruoli e monitoraggio. Lasciare totale autonomia ai gruppi senza intervento. Ridurre al minimo la progettazione preventiva. Valutare solo i risultati cognitivi.

Quale funzione pedagogica assume la differenza di età nel cross-age tutoring?. Diventa una risorsa educativa per l’individualizzazione dell’insegnamento. Riduce il coinvolgimento degli studenti. Complica la gestione della classe. Limita la comunicazione tra pari.

La scelta del tutor, in contesti con disabilità o BES, dovrebbe basarsi principalmente su: Competenze relazionali, comunicative ed empatiche. Il rendimento scolastico più elevato. La disponibilità di tempo libero. La preferenza personale dello studente.

Nel tutoring inclusivo, i contenuti del lavoro possono riguardare: Sia aspetti disciplinari sia abilità sociali e di autonomia. Esclusivamente contenuti disciplinari. Solo attività relazionali. Solo esercizi di memorizzazione.

L’azione docente nel Cooperative Learning si caratterizza per: L’azioneContinuità e coerenza lungo tutto il processo. Interventi sporadici durante il lavoro di gruppo. Presenza solo nella fase iniziale. Centralità nella fase di valutazione finale.

Nella prima parte del percorso operativo il docente deve: Definire obiettivi, formare gruppi, assegnare ruoli e sistemare l’aula. Monitorare l’attività e valutare. Insegnare le abilità sociali e verificare. Spiegare il compito e chiudere la lezione.

Organizzare i materiali e spiegare il compito rientra nella fase di: Predisposizione del compito cooperativo. Valutazione finale. Monitoraggio in itinere. Chiusura dell’attività.

Pensare che il docente possa “rilassarsi” durante il lavoro dei gruppi è: Scorretto rispetto alla logica del Cooperative Learning. Accettabile se i gruppi sono autonomi. Corretto nelle classi numerose. Consigliabile per favorire l’autonomia.

Gli obiettivi didattici riguardano: Contenuti, conoscenze e competenze da costruire. Le dinamiche relazionali del gruppo. La gestione dei conflitti. La disposizione dell’aula.

Gli obiettivi relativi alle abilità sociali riguardano: Modalità di relazione e gestione delle dinamiche interpersonali. I contenuti disciplinari da apprendere. Le modalità di verifica. La suddivisione dei tempi.

Le abilità sociali nel Cooperative Learning: Devono essere esplicitamente insegnate e sollecitate. Si sviluppano spontaneamente nei gruppi. Non richiedono attenzione specifica. Dipendono solo dal carattere degli studenti.

Tra le competenze sociali necessarie rientrano: Ascolto reciproco, gestione dei turni e dei conflitti. Rapidità di esecuzione. Competizione positiva. Autonomia individuale.

All’aumentare del numero dei componenti del gruppo: Crescono proporzionalmente le abilità sociali richieste ai membri. Diminuisce la necessità di coordinamento. Si semplifica la gestione del consenso. Si riduce il bisogno di negoziazione.

Nei gruppi numerosi diventa più difficile: Garantire a tutti la possibilità di intervenire e coordinare il lavoro. Organizzare i materiali didattici. Assegnare i ruoli agli studenti. Spiegare il compito iniziale.

Nel Cooperative Learning, lo spazio dell’aula viene considerato: Una variabile pedagogica che orienta comportamenti, partecipazione e interazione. Un elemento logistico necessario solo a contenere gli studenti. Un fattore organizzativo utile esclusivamente alla gestione della disciplina. Un aspetto secondario rispetto alla qualità dei materiali didattici.

La disposizione degli arredi comunica implicitamente: Le aspettative dell’insegnante rispetto ai comportamenti e alla collaborazione attesa. Le preferenze estetiche del docente nella gestione dell’aula. Le abitudini consolidate degli studenti nel lavoro individuale. Le regole disciplinari stabilite dal regolamento scolastico.

Lo spazio non è definito come contenitore neutro perché: Influenza le modalità di partecipazione, interazione e apprendimento. Determina il livello di preparazione iniziale degli studenti. Stabilisce automaticamente la motivazione allo studio. Consente di ridurre il tempo dedicato alle spiegazioni frontali.

La posizione «faccia a faccia e ginocchio a ginocchio» ha lo scopo principale di: Favorire contatto visivo, condivisione dei materiali e comunicazione a bassa voce. Garantire una distribuzione ordinata degli studenti nello spazio. Consentire un controllo più efficace da parte dell’insegnante. Ridurre il numero di movimenti all’interno dell’aula.

Il confronto cognitivo nel gruppo è favorito da: Una disposizione che consente il contatto visivo diretto tra i membri. La presenza costante dell’insegnante accanto al gruppo. L’assegnazione preventiva dei ruoli da parte del docente. La disponibilità di materiali digitali condivisi.

L’orientamento verso la cattedra serve a: Mantenere un collegamento visivo diretto con l’insegnante. Rafforzare la centralità della lezione frontale. Aumentare gli stimoli visivi. Favorire una postura composta e disciplinata.

Fornire a ogni studente l’intero set di materiali consente: Di mantenere un’autonomia operativa individuale all’interno del gruppo. Di evitare completamente l’interazione tra i membri del gruppo. Di ridurre la necessità di coordinamento tra pari. Di favorire una competizione implicita tra gli studenti.

Nel lavoro cooperativo, la fase di consegna del compito è rilevante perché: Orienta gli studenti rispetto a cosa fare, come farlo e quali apprendimenti costruire. Serve principalmente a distribuire i tempi dell’attività. Consente di ridurre il numero di spiegazioni del docente. Permette di velocizzare l’avvio del lavoro di gruppo.

La chiarezza sugli obiettivi della lezione incide principalmente su: L’orientamento dell’attenzione degli studenti durante l’attività. La durata complessiva del lavoro di gruppo. Il numero di materiali necessari. Il livello di difficoltà del compito.

Nel lavoro cooperativo, la verifica della comprensione della consegna: È un passaggio imprescindibile per l’efficacia dell’attività. Può essere evitata se il compito è semplice. È necessaria solo nei gruppi numerosi. Riguarda esclusivamente la valutazione finale.

Strutturare l’interdipendenza positiva significa: Progettare condizioni in cui il successo individuale dipende dal successo del gruppo. Favorire la collaborazione spontanea tra studenti. Ridurre le differenze di rendimento tra i membri del gruppo. Assegnare lo stesso compito a tutti gli studenti.

Nel lavoro cooperativo, il raggiungimento dell’obiettivo è inteso come: Esito di un impegno condiviso e coordinato. Somma delle prestazioni individuali. Risultato del membro più competente. RISPOSTA 4.

Quando gli studenti comprendono l’interdipendenza positiva, riconoscono che: Gli sforzi di ciascun membro sono indispensabili al successo collettivo. È utile lavorare in modo autonomo pur restando nel gruppo. Il docente resta il principale responsabile del risultato. È preferibile suddividere rigidamente il lavoro.

L’interdipendenza positiva è strettamente legata a: Responsabilità individuale. Autonomia operativa del singolo. Competizione tra i membri. Riduzione delle interazioni nel gruppo.

L’interdipendenza di identità si costruisce attraverso: L’adozione di un nome o simbolo che rappresenti il gruppo. La distribuzione di ruoli differenti nel gruppo. La condivisione degli stessi materiali didattici. La disposizione fisica dei banchi.

L’interdipendenza della fantasia consiste nel: Porre gli studenti in situazioni ipotetiche da risolvere cooperativamente. Lasciare libertà totale nell’interpretazione del compito. Ridurre la complessità del lavoro assegnato. Affidare al docente la soluzione del problema.

Chiedere a studenti privi di abilità sociali di cooperare: Non garantisce l’attivazione di dinamiche cooperative efficaci. È sufficiente per avviare un buon lavoro di gruppo. Riduce il rischio di conflitti nel gruppo. Favorisce l’autonomia individuale.

In assenza di abilità sociali adeguate, il lavoro di gruppo rischia di diventare: Una somma di azioni individuali o una delega al più competente. Un contesto altamente produttivo. Un’occasione di apprendimento più rapido. Un ambiente di confronto costruttivo.

L’esercizio continuo di un’abilità sociale è necessario perché: L’abilità venga integrata stabilmente nel repertorio comportamentale. Gli studenti memorizzino più velocemente le regole. Si riduca il tempo delle attività cooperative. Si limiti la necessità di feedback del docente.

Essere specifici nell’insegnamento di un’abilità significa: Definirla in termini concreti, osservabili e operativi. Spiegarne il valore teorico generale. Presentarla come regola da memorizzare. Collegarla solo ai contenuti disciplinari.

Il monitoraggio delle interazioni serve a valutare: Sia il livello di apprendimento sia l’uso delle abilità interpersonali. Solo la qualità del prodotto finale. La rapidità di esecuzione del compito. Il rispetto dei tempi stabiliti.

L’insegnante, durante il lavoro cooperativo, assume il ruolo di: Osservatore costante e attento delle dinamiche di gruppo. Coordinatore diretto delle attività di ciascun gruppo. Supervisore dei materiali didattici. Valutatore esclusivo del prodotto finale.

Raccogliere informazioni specifiche sulle interazioni consente di: Comprendere come funzionano le dinamiche relazionali dei gruppi. Confrontare i livelli di rendimento tra studenti. Verificare il rispetto delle regole disciplinari. Ridurre la necessità di valutazioni successive.

L’osservazione durante il lavoro cooperativo deve essere: Attenta e discreta. Direttiva e frequente. Limitata alle fasi iniziali. Concentrata sui singoli studenti.

Osservare il processo è più importante che osservare solo il prodotto perché: Permette di capire come gli studenti costruiscono l’apprendimento. Consente di valutare più rapidamente il lavoro. Riduce il tempo necessario per la valutazione. Facilita l’organizzazione dei materiali.

Sulla base dell’osservazione, l’intervento del docente deve essere: Mirato a migliorare il lavoro cognitivo e cooperativo. Generico e rivolto a tutta la classe. Frequente e direttivo. Limitato alla correzione degli errori.

Le osservazioni strutturate permettono di: Registrare in modo sistematico comportamenti osservabili. Interpretare liberamente le azioni degli studenti. Ridurre il tempo di osservazione. Concentrarsi sui risultati finali.

Nel Cooperative Learning, la valutazione dovrebbe essere prevalentemente: Di tipo formativo, orientata al miglioramento continuo del lavoro di gruppo. Di tipo sommativo, centrata sul risultato finale. Basata esclusivamente su prove individuali. Limitata alla misurazione delle conoscenze disciplinari.

La valutazione formativa nel lavoro cooperativo mira a: Sollecitare una riflessione critica sui processi e sui risultati. Stabilire una graduatoria tra gli studenti. Ridurre il numero di verifiche necessarie. Velocizzare la conclusione dell’attività.

Individuare comportamenti efficaci permette agli studenti di: Ripeterli consapevolmente in attività successive. Concludere più rapidamente il lavoro. Ridurre il confronto tra pari. Lavorare in modo più autonomo.

Strutturare l’interdipendenza positiva serve a: Rendere necessaria la collaborazione tra i membri del gruppo. Velocizzare l’esecuzione del compito. Ridurre i conflitti tra studenti. Facilitare la valutazione del docente.

Monitorare l’attività rientra tra le azioni: Che accompagnano lo svolgimento del compito cooperativo. Limitate alla fase conclusiva. Preliminari all’attività. Non necessarie se il gruppo funziona.

Gli obiettivi didattici devono essere formulati a partire da: Un’analisi concettuale del compito. Le preferenze degli studenti. Il tempo a disposizione. Le regole della classe.

Coinvolgere gli studenti nella focalizzazione degli obiettivi favorisce: Maggiore consapevolezza e responsabilità nel processo cooperativo. Riduzione del tempo di spiegazione. Semplificazione della valutazione. Minore intervento del docente.

La disposizione spaziale incide sui comportamenti perché: Modella implicitamente ciò che è considerato appropriato in classe. Impone agli studenti una postura corretta durante la lezione. Consente di ridurre le distrazioni provenienti dall’esterno. Stabilisce con precisione i tempi di lavoro del gruppo.

L’organizzazione dello spazio contribuisce a: Orientare le modalità di interazione tra studenti. Stabilire il livello di apprendimento raggiunto. Determinare la motivazione intrinseca allo studio. Ridurre il carico cognitivo degli studenti.

Assegnare una sola copia dei materiali a ciascun gruppo comporta: La necessità di condividere e organizzare congiuntamente le risorse. La riduzione del coinvolgimento individuale nel compito. Un rallentamento inevitabile dei tempi di apprendimento. Una maggiore dipendenza dal docente.

La responsabilità individuale garantisce che: Il legame di gruppo si traduca in impegno personale effettivo. Gli studenti lavorino più rapidamente. Si riducano le differenze di competenza. Il docente possa intervenire meno.

L’interdipendenza degli obiettivi si realizza quando: Gli studenti comprendono che possono raggiungere i propri traguardi solo se tutti raggiungono i loro. Ogni studente ha un obiettivo personale differente. Il gruppo lavora senza obiettivi espliciti. Gli obiettivi sono stabiliti esclusivamente dal docente.

L’interdipendenza di risorse si costruisce: Distribuendo in modo parziale informazioni e materiali necessari. Fornendo a tutti lo stesso set completo di materiali. Riducendo il numero di materiali disponibili. Lasciando libertà di scelta sui materiali da usare.

Lo stile di intervento del docente deve essere: Non direttivo e orientato al dialogo riflessivo. Autoritario e prescrittivo. Rapido e risolutivo. Limitato alle difficoltà disciplinari.

Le osservazioni aneddotiche consistono in: Descrizioni informali delle azioni e affermazioni degli studenti. Registrazioni numeriche dei comportamenti. Tabelle comparative tra gruppi. Valutazioni sintetiche del docente.

Durante l’osservazione è importante: Distinguere i dati osservati dalle interpretazioni personali. Formulare subito giudizi sui comportamenti. Confrontare i gruppi tra loro. Concentrarsi sugli errori più evidenti.

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