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I minori possono avere, o non avere: la capacità naturale;. la capacità giuridica;. nessuna delle altre risposte. la capacità d’agire;. Nella pronuncia del Tribunale di Roma del 19 ottobre 2016 sull’affidamento del minore e di gestione delle sue abitudini alimentari, cosa ha deciso il Tribunale in merito alla scelta del regime alimentare della figlia minore?. Il Tribunale ha deciso che la figlia minore dovrà seguire il regime alimentare vegano scelto dalla madre;. Il Tribunale ha deciso che la figlia minore dovrà seguire una dieta priva di restrizioni alimentari;. Il Tribunale si è dichiarato incompetente;. nessuna delle altre risposte. Cosa ha stabilito il Tribunale di Monza, Sez. IV civile, con Decreto n. 10984 del 5 luglio 2016 in ordine alla dieta vegana del minore, affidato al Comune di Monza?. Il Tribunale di Monza ha stabilito che il Comune di Monza, Ente affidatario del minore, comunichi all'istituto scolastico frequentato dal bambino che quest'ultimo può seguire anche a scuola una dieta vegana, purché siano rispettate determinate condizioni;. Il Tribunale di Monza ha stabilito che il Comune di Monza, Ente affidatario del minore, comunichi all'istituto scolastico frequentato dal bambino che quest'ultimo può seguire a scuola solo una dieta onnivora;. Il Decreto n. 10984 del 5 luglio 2016 del Tribunale di Monza non tratta la questione della dieta vegana di un minore affidato al Comune di Monza;. Nessuna delle altre risposte;. Il Tribunale di Monza, Sez. IV civile, per poter decidere sulla dieta vegana del minore, affidato al Comune di Monza: ha sentito dei testimoni;. nessuna delle altre risposte. ha sentito il minore;. ha disposto una Consulenza Tecnica d’Ufficio;. Qual è il presupposto per la pronuncia di decadenza dalla responsabilità genitoriale?. Nessuna delle altre risposte;. Il presupposto è la grave violazione dei doveri inerenti la responsabilità genitoriale;. Il presupposto è esclusivamente la violazione degli obblighi di mantenimento della prole;. Non si può decadere dalla responsabilità genitoriale;. I minori non emancipati sono incapaci di agire?. Solo se lo ritengono i genitori;. nessuna delle altre risposte;. No;. Sì;. L'interdetto è rappresentato: dal coniuge;. da un tutore definitivo, nominato dal Giudice Tutelare dopo la sentenza;. dal Giudice Tutelare;. nessuna delle altre risposte;. In materia di responsabilità genitoriale, l’art. 316 cod. civ., stabilisce al suo primo comma che: entrambi i genitori hanno la responsabilità genitoriale che è esercitata di comune accordo tenendo conto delle capacità, delle inclinazioni naturali e delle aspirazioni del figlio;. entrambi i genitori hanno la responsabilità genitoriale che è esercitata di comune accordo senza tenere conto delle capacità, delle inclinazioni naturali e delle aspirazioni del figlio;. entrambi i genitori hanno la responsabilità genitoriale (solo questo);. nessuna delle altre risposte;. In materia di responsabilità genitoriale, l’art. 316 cod. civ., al suo secondo comma, stabilisce che: in ogni caso di contrasto, ciascuno dei genitori può ricorrere senza formalità al giudice indicando i provvedimenti che ritiene più idonei;. in caso di contrasto su questioni di particolare importanza, ciascuno dei genitori può ricorrere senza formalità al giudice indicando i provvedimenti che ritiene più idonei;. in caso di contrasto, nessun genitore può ricorrere al giudice;. nessuna delle altre risposte;. Nella pronuncia del Tribunale di Roma del 19 ottobre 2016 sull’affidamento del minore e di gestione delle sue abitudini alimentari, secondo il Tribunale, la decisione relativa al regime alimentare della figlia minore: deve indubbiamente essere considerata “di maggiore interesse”, inerendo la salute della figlia;. non deve essere considerata “di maggiore interesse”, anche se inerisce la salute della figlia;. nessuna delle altre risposte;. non compete al Tribunale;. L’art. 1, primo comma del d.lgs 111/1992 definisce i prodotti alimentari destinati ad una alimentazione particolare come prodotti alimentari che, per la loro particolare composizione o per il particolare processo di fabbricazione, presentano le seguenti caratteristiche: si distinguono nettamente dagli alimenti di consumo corrente (solo questa caratteristica);. sono adatti all'obiettivo nutrizionale indicato (solo questa caratteristica);. vengono commercializzati in modo da indicare che sono conformi a all'obiettivo nutrizionale indicato (solo questa caratteristica);. tutte le altre risposte;. Per gli alimenti di uso corrente è possibile utilizzare in etichetta la qualifica “dietetico”?. No, ma si può utilizzare la qualifica “di regime”;. Sì;. nessuna delle altre risposte;. No, è espressamente vietato dalla normativa in materia;. Gli integratori alimentari costituiscono una specifica categoria di: prodotti destinati ad un’alimentazione particolare;. nessuna delle altre risposte. medicinali;. prodotti destinati ad un’alimentazione corrente;. La pubblicità, l’etichettatura e la presentazione al pubblico degli integratori alimentari possono attribuire agli integratori alimentari capacità di prevenzione o cura delle malattie umane?. No, possono soltanto attribuire agli integratori alimentari proprietà terapeutiche;. No, è espressamente vietato dalla normativa in materia;. Nessuna delle altre risposte;. Sì, è espressamente previsto dalla normativa in materia;. In relazione alla comunicazione commerciale relativa agli integratori alimentari proposti per il controllo o la riduzione del peso e di altre tipologie specifiche di integratori, il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale prevede che si applicano le norme contenute nell’apposito “Regolamento sulla comunicazione commerciale degli integratori alimentari proposti per il controllo o la riduzione del peso e di altri tipi di integratori”. Il Regolamento: esclude l’applicazione del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale;. nessuna delle altre risposte. vieta l’applicazione del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale;. costituisce parte integrante del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale;. Secondo il Regolamento sulla comunicazione commerciale degli integratori alimentari proposti per il controllo o la riduzione del peso e di altri tipi di integratori, la comunicazione commerciale relativa agli integratori proposti per il controllo o la riduzione del peso può tendere a far credere di poter ottenere risultati significativi in tempi rapidi e senza rinunce?. La materia non è regolata dal Regolamento;. Sì, lo consente espressamente;. Nessuna delle altre risposte. No, lo vieta espressamente;. Il Codice di Autodisciplina consente di inserire nella pubblicità per integratori o prodotti dietetici richiami a raccomandazioni o attestazioni di tipo medico?. No, lo vieta espressamente;. La materia non è regolata dal Codice di Autodisciplina;. Sì, lo consente espressamente;. Nessuna delle altre risposte. La comunicazione pubblicitaria relativa agli integratori alimentari proposti per il controllo o la riduzione del peso, può proporre, nel contesto del messaggio, una dieta standard?. Nessuna delle altre risposte. Sì, dato che, secondo il Regolamento sulla comunicazione commerciale degli integratori alimentari proposti per il controllo o la riduzione del peso e di altri tipi di integratori, la dieta standard, essendo elaborata da un esperto, deve essere intesa come universalmente valida. Sì, a condizione che contenga un avvertimento al consumatore circa la necessità di verificare, con l’intervento di un medico o di un dietologo, se si tratti di dieta adatta alle sue esigenze. No, la dieta standard non può mai essere proposta nel contesto di una comunicazione commerciale relativa agli integratori alimentari proposti per il controllo o la riduzione del peso. Qual è l’organo autodisciplinare che giudica la comunicazione commerciale?. Il Giurì;. La Commissione di Studio;. Il Comitato di Controllo;. Nessuna delle altre risposte;. Qual è l’organo autodisciplinare preposto alla tutela del cittadino-consumatore?. Nessuna delle altre risposte;. Il Giurì;. Il Consiglio Direttivo;. Il Comitato di Controllo;. Cosa si intende per reputazione?. La «reputazione» è il giudizio che ciascuno di noi ha di sé stesso. La «reputazione» è l’insieme delle aspettative, delle percezioni e delle opinioni sviluppate nel tempo da clienti, dipendenti, fornitori e investitori. nessuna delle altre risposte. La «reputazione» è quello che ciascuno di noi pensa di sé stesso. Quale tra le seguenti affermazioni è corretta?. Nel caso di lesione della reputazione online, non è solo la vita della persona protagonista della vicenda ad essere lesa. Nel caso di lesione della reputazione online, è solo la vita della persona protagonista della vicenda ad essere lesa. Non può sussistere lesione della reputazione online. Nessuna delle altre risposte. Gli elementi che caratterizzano la reputazione nell’era digitale: sono indirettamente collegati alle caratteristiche della rete. non sono collegati alle caratteristiche della rete. sono direttamente collegati alle caratteristiche della rete. nessuna delle altre risposte. Alla luce dei principi di diritto espressi sin dalla sentenza della Cassazione civile n. 3769/1985: nessuna delle altre risposte. il diritto all’identità personale deve essere inteso quale autonomo diritto, ulteriore ed indipendente rispetto al diritto al nome e all’onore. il diritto all’identità personale non esiste autonomamente. il diritto all’identità personale non ha alcun fondamento costituzionale. Il diritto all’identità personale trova il proprio fondamento giuridico: nell’art. 2 del Codice civile;. nessuna delle altre risposte;. nell’art. 2 della Costituzione;. il diritto all’identità personale non ha fondamento giuridico;. Quale delle seguenti affermazioni è quella vera: L’art. 595 del codice penale non punisce casi di diffamazione aggravata;. L’art. 595 del codice penale punisce anche casi di diffamazione aggravata;. La diffamazione non è punita dal codice penale;. nessuna delle altre risposte;. Quale delle seguenti affermazioni è quella vera: la diffamazione attraverso il web è qualificabile come diffamazione aggravata. la diffamazione attraverso il web non è configurabile. nessuna delle altre risposte. la diffamazione attraverso il web è qualificabile come diffamazione semplice (cioè diffamazione non aggravata). Secondo la giurisprudenza della Corte di Cassazione penale, la diffamazione online deve ritenersi consumata: nessuna delle altre risposte. nel tempo e nel luogo in cui le offese e le denigrazioni sono percepite da più fruitori della rete “pur quando il sito web sia registrato all’estero”. nel tempo e nel luogo in cui le offese e le denigrazioni sono percepite da più fruitori della rete “solo se il sito web sia registrato in Italia”. nel momento e nella sede del server in cui vengono immesse le notizie o le immagini diffamanti. In materia di diffamazione attraverso Facebook, secondo la sentenza del Giudice delle Indagini Preliminari (G.I.P.) di Livorno del 31 dicembre 2012 n. 38912, l’uso di espressioni di valenza denigratoria e lesiva del profilo professionale della parte civile integra sicuramente gli estremi della diffamazione. Ai fini della decisione sono stati ritenuti rilevanti dal G.I.P.: La possibile sua incontrollata diffusione tra i partecipanti alla rete del social network (solo questo). La sua conoscenza da parte di più persone (solo questo). Tutte le altre risposte. Il carattere pubblico del contesto in cui quelle espressioni sono manifestate (solo questo). La sentenza del Tribunale di Campobasso, Sez. pen., 2 ottobre 2017, n. 396 si è occupata di un post su Facebook dichiarando che la pubblicazione di un post offensivo sul proprio profilo integra il reato di diffamazione aggravata. La stessa sentenza si è occupata anche della pubblicazione di un commento offensivo al post diffamatorio. Come ha deciso il Tribunale in merito al commento offensivo?. Il Tribunale ha dichiarato che la diffamazione aggravata scatta anche nei confronti di chi si limita a pubblicare un commento offensivo al post diffamatorio, poiché in tal modo si determina una maggior diminuzione della reputazione della persona offesa nella considerazione dei consociati. Il Tribunale ha dichiarato che la diffamazione aggravata non scatta anche nei confronti di chi si limita a pubblicare un commento offensivo al post diffamatorio. Il Tribunale si è dichiarato incompetente. Nessuna delle altre risposte. Nel reato di calunnia: la calunnia non è un reato. il reo non è consapevole di affermare il falso. il reo è perfettamente consapevole di affermare il falso. nessuna delle altre risposte. L’ingiuria è un reato?. Nessuna delle altre risposte. No. Sì. L’ingiuria nel nostro ordinamento non esiste. L’ingiuria è un illecito civile?. Sì. Nessuna delle altre risposte. No. L’ingiuria nel nostro ordinamento non esiste. Per aversi diffamazione è necessaria la compresenza dei seguenti requisiti: nessuna delle altre risposte. a) l’offesa dell’altrui reputazione e b) la comunicazione con più persone (solo questi). a) l’offesa dell’altrui reputazione; b) la comunicazione con più persone; c) la vittima deve essere identificabile; d) il dolo generico del diffamatore. a) l’offesa dell’altrui reputazione; b) la vittima deve essere identificabile; c) il dolo generico del diffamatore (solo questi). Il giudice penale può disporre il sequestro preventivo di gruppi Facebook con oscuramento dei profili sulla pagina web: il giudice penale non può disporre il sequestro preventivo di gruppi Facebook;. nessuna delle altre risposte. in tutti i casi di diffamazione;. se ritiene che: a) vi sia pericolo di aggravamento delle conseguenze del reato o di agevolazione dello stesso oppure b) vi sia pericolo di protrazione delle conseguenze del reato o di agevolazione dello stesso;. Secondo la Corte di Cassazione penale, la pubblicazione di insulti diretti ad una persona individuata o individuabile sul proprio stato WhatsApp integra il reato di diffamazione?. No. Solo se gli insulti sono rivolti a una persona famosa. nessuna delle altre risposte. Sì. L’ art. 21 della Costituzione tutela: sia il contenuto di quanto si esprime, sia il mezzo tramite il quale la manifestazione del pensiero – è posta in essere;. esclusivamente il mezzo tramite il quale la manifestazione del pensiero è posta in essere;. esclusivamente il contenuto di quanto si esprime;. nessuna delle altre risposte;. L’e-mail indirizzata a no o più destinatari previamente determinati rientra nel concetto di “corrispondenza riservata” tutelata dall’art. 15 della Costituzione?. L’art. 15 della Costituzione non tutela la corrispondenza;. nessuna delle altre risposte. No;. Sì;. Alla luce giurisprudenza della Corte d’Appello di Milano (sentenza 29 marzo 2021, n. 984) e della Corte di Cassazione, i messaggi che circolano attraverso le nuove forme di comunicazioni, se inoltrati unicamente agli iscritti ad un determinato gruppo, come appunto nelle chat private o chiuse: La Corte d’Appello di Milano e la Corte di Cassazione non si sono mai occupate della questione;. devono essere considerati come una manifestazione del pensiero nella sfera pubblica;. nessuna delle altre risposte. devono essere considerati alla stregua della corrispondenza privata, chiusa e inviolabile;. In una causa per risarcimento dei danni da diffamazione, i danni non patrimoniali derivanti da diffamazione devono essere provati?. No;. Sì;. La diffamazione non può generare un danno non –patrimoniale. Nessuna delle altre risposte. |





