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Anali di Bilancio

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Anali di Bilancio

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Analisi di BIlancio

Creation Date: 2026/01/07

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Number of questions: 199

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Quale dei seguenti NON è un effetto della armonizzazione contabile internazionale: Nessuna delle altre risposte. La possibilità per gli investitori di valutare l'opportunità di investimento in aziende straniere. La possibilità per le aziende di valutare le performance dei propri competitors a livello globale. La possibilità per le aziende di operare in diversi Paesi.

Data la seguente griglia, indicare quale valore assume "?", applicando il metodo del Costo Medio Ponderato: 20,57. 21. 22. 19.

Data la seguente griglia, indicare quale valore assume "?", applicando il metodo del LIFO: 17, 15, 13, 10. 17, 15. 10, 13. 17.

Con riferimento alla redazione del bilancio, il Codice Civile: Detta tutte le norme di dettaglio per la redazione del bilancio, sulla base dei principi contabili nazionali ed internazionali. Fornisce indicazioni di dettaglio sui principi di redazione del bilancio ed è a cura dell'Organismo Italiano Contabilità. E' il risultato del processo di armonizzazione contabile internazionale. Detta i principi di fondo e i principi di redazione del bilancio.

Un'azienda che ha Attività per un valore di 100.000 euro e Patrimonio Netto per un valore di 50.000 euro, avrà. Passività verso terzi per 150.000 euro. Passività verso terzi per 50.000 euro. Sia il Totale Attivo che il Totale Passivo pari a 150.000 euro. Passività verso terzi per 100.000 euro.

Quale dei seguenti NON è un effetto della armonizzazione contabile internazionale. La possibilità per gli investitori di valutare l'opportunità di investimento in aziende straniere. Fare in modo che tutte le aziende europee, di pari dimensioni, abbiano performance economico-finanziarie simili. La possibilità per le aziende di valutare le performance dei propri competitors a livello globale. La possibilità per le aziende di operare in diversi Paesi.

Nell'ambito dei principi di redazione del bilancio, la differenza sostanziale tra il Codice Civile ed i principi contabili nazionali è che. Il Codice Civile fornisce i principi di fondo, mentre i principi contabili nazionali entrano nel dettaglio su specifiche fattispecie. Non c'è nessuna differenza. Il Codice Civile non entra nel merito dei principi di redazione del bilancio, a differenza dei principi contabili nazionali. I principi contabili nazionali forniscono i principi di fondo, mentre il Codice Civile entra nel dettaglio su specifiche fattispecie.

Un'azienda che ha Attività per un valore di 30.000 euro e Passività verso terzi per 80.000 euro, avrà: Un Patrimonio Netto di 30.000 euro. Un Patrimonio Netto di 80.000 euro. Un Patrimonio Netto di 50.000 euro. Un deficit di Patrimonio Netto di 50.000 euro.

Qual è il fenomeno principale che ha portato all'armonizzazione contabile internazionale. La competizione. La delocalizzazione. L'inflazione. La globalizzazione.

I due elementi a cui fa riferimento il principio del duplice aspetto sono. L'attivo dello Stato Patrimoniale e l'utile del Conto Economico. I costi ed i ricavi. L'attivo dello Stato Patrimoniale e la somma del Capitale di terzi + Patrimonio Netto. I costi e i debiti da un lato; i ricavi e i crediti dall'altro.

Secondo il principio del duplice aspetto. Attività - Capitale di terzi = Patrimonio Netto. Attività + Passività = Pareggio di bilancio. Ricavi + Costi = Utile. Ricavi - Costi = Utile.

Cosa prevede il principio del duplice aspetto. Che le scritture contabili devono essere composte da una sezione Dare e da una sezione Avere. Che le attività e le passività dello Stato Patrimoniali si eguagliano. Che le attività dello Stato Patrimoniale corrispondono ai ricavi del Conto Economico. Che il bilancio contiene due principali aspetti: quello economico (Conto Economico) e quello patrimoniale (Stato Patrimoniale).

Attraverso quali strumenti si svolge il processo di armonizzazione contabile. Autonoma individuazione, da parte dei singoli Paesi, di nuovi criteri di valutazione. Direttive Europee. Deroghe sul Codice Civile. Iniziative autonome di confronto tra i singoli Paesi.

Secondo il principio della misurazione monetaria: L'unità di misura delle attività è il denaro, mentre l'unità di misura delle passività è il numero di conferimenti dei soci. L'unità di misura di tutte le poste del bilancio deve essere omogenea. L'unità di misura dei costi e dei ricavi è il denaro, mentre l'unità di misura delle attività e delle passività è il credito o il debito. L'unità di misura delle poste del bilancio non può e non deve essere omogenea.

Uno dei limiti della contabilità, che si evince dal principio della misurazione monetaria, è: L'incapacità di misurare valori di bilancio intangibili. L'incapacità di misurare il capitale di terzi. L'incapacità di misurare valori di bilancio stimati. L'incapacità di misurare il capitale proprio.

Dal principio della misurazione monetaria consegue che: La contabilità non è in grado di rappresentare i valori esprimibili in termini monetari. La contabilità è in grado di rappresentare soltanto valori esprimibili in termini monetari. La contabilità può rappresentare solo valori intangibili. La contabilità è in grado di rappresentare tutti i valori, anche quelli intangibili, non esprimibili in termini monetari.

Il principio della misurazione monetaria è detto anche principio di: Duplice aspetto. Eterogeneità. Omogeneità. Intangibilità.

Il principio dell'identità giuridica distinta, stabilisce che: Un'azienda ha una propria identità giuridica che coincide con quella delle persone che la amministrano. Ogni persona che opera in una azienda ha due identità giuridiche: una propria e una aziendale. L'azienda ha una propria identità giuridica, distinta da quella delle persone che la amministrano. Un'azienda ha identità giuridica solo se non vi sono persone al suo interno.

In virtù del principio dell'identità giuridica distinta, se il proprietario di un'azienda preleva dalla cassa aziendale 1.000 euro. Ha aumentato il patrimonio dell'azienda. Ha aumentato il proprio patrimonio personale ma ha ridotto quello dell'azienda. Ha ridotto il proprio patrimonio personale. Ha aumentato il patrimonio dell'azienda ma ha ridotto quello personale.

In virtù del principio dell'identità giuridica distinta: Il patrimonio del proprietario e quello aziendale sono considerati appartenenti a due entità distinte. Il patrimonio del proprietario e quello aziendale sono considerati appartenenti alla medesima entità. Il patrimonio del proprietario e quello aziendale sono esattamente identici. Nessuna delle altre risposte.

Secondo il principio dell'identità giuridica distinta: Non occorre contabilizzare i prelevamenti effettuati dal proprietario dalla cassa aziendale, in quanto il patrimonio dell'azienda e quello del proprietario sono coincidenti. E' necessario contabilizzare i prelevamenti effettuati dal proprietario dalla cassa aziendale, per non compromettere la verità del bilancio. I prelevamenti effettuati dal proprietario dalla cassa aziendale devono essere contabilizzati solo se ritenuto necessario dai soci. La contabilizzazione dei prelevamenti effettuati dal proprietario dalla cassa aziendale è superflua.

Il principio dell'identità giuridica distinta si applica: Solo alle società di persone. Solo alle società quotate. Solo alle società di capitale. A tutte le aziende, qualunque sia la forma giuridica.

Cosa garantisce il principio della misurazione monetaria: Nessuna delle altre risposte. Che l'utile sia espressione delle movimentazioni di denaro che si sono avute nel corso dell'esercizio. Che i costi ed i ricavi siano sempre misurati da una movimentazione di moneta. Che le poste di bilancio siano espresse con la stessa unità di misura.

Cosa si intende per "valutazione al fair value": Valutazione al costo di mercato. Valutazione al valore di mercato. Valutazione al costo di acquisto. Valutazione per cassa.

Per quale delle seguenti attività è possibile ottenere un valore immediato e oggettivo al 31/12. Banca c/c. Macchinari. Impianti. Fabbricati.

In genere, applicando il criterio del costo: Si ottiene una rappresentazione di bilancio meno prudenziale rispetto al criterio del valore di mercato. Si ottiene una rappresentazione di bilancio troppo soggettiva. Si ottiene una rappresentazione di bilancio meno fedele alla realtà. Si ottiene una rappresentazione di bilancio più prudenziale rispetto al criterio del valore di mercato.

L'azienda Alfa ha presentato una istanza per la dichiarazione di fallimento. In questo caso: La valutazione delle poste di bilancio sarà effettuata al valore di mercato. La valutazione delle poste di bilancio non può essere effettuata. L'istanza di fallimento non comporta modifiche sui criteri di valutazione delle poste di bilancio. La valutazione delle poste di bilancio sarà effettuata secondo il principio della going concern.

Per quale delle seguenti attività è possibile ottenere un valore immediato e oggettivo al 31/12. Impianti. Macchinari. Titoli. Fabbricati.

Cosa prevede il principio della Going Concern: Che nel redigere il bilancio occorre ipotizzare che l'azienda continuerà ad operare per un tempo illimitato. Che nel redigere il bilancio occorre ipotizzare che l'azienda consegua una perdita d'esercizio. Che nel redigere il bilancio occorre ipotizzare che l'azienda possa fallire da un momento all'altro. Che nel redigere il bilancio occorre ipotizzare che l'azienda possa operare per un tempo limitato.

I beni che non sono destinati alla vendita, secondo quale criterio sarebbe opportuno che venissero valutati: Al costo. Al ricavo. Secondo criteri specifici, come quelli del bilancio di liquidazione. Al fair value.

La valutazione al costo o al fair value: Determina in ogni caso valori di bilancio troppo soggettivi. Determina in ogni caso valori di bilancio poco affidabili. Determina in ogni caso gli stessi valori di bilancio. Determina valori di bilancio anche molto differenti tra loro.

Valutare tutti i beni al fair value: E' costoso e inaffidabile. E' poco costoso e anche affidabile. E' più costoso ma anche più affidabile. Dà luogo a delle stime oggettive.

La valutazione al fair value di un macchinario usato, in possesso di una azienda, quale problema solleva: La valutazione non sarebbe univoca. La valutazione non terrebbe conto degli anni di vita del bene. La valutazione non terrebbe conto degli ammortamenti. La valutazione, pur tenendo conto degli ammortamenti, non terrebbe conto delle rivalutazioni.

Secondo la normativa italiana, per essere inserita tra le attività patrimoniali una attività deve essere: Ammortizzata. Presa in affitto. Controllata dall'azienda. Venduta.

Secondo la normativa italiana il requisito della controllabilità di una attività patrimoniale prevede che: L'azienda possa controllare che l'attività in questione stia producendo utili. L'azienda possa controllare i costi che genera l'attività. L'azienda sia in possesso dell'attività in questione. L'azienda possa controllare che il valore dell'attività sia coerente con quello di mercato.

Una delle condizione per iscrivere una risorsa tra le attività patrimoniali è che: Sia stata pagata per intero. Sia stata valutata al valore di mercato (fair value). Sia stata ammortizzata almeno in parte. Abbia valore economico.

Le rimanenze di merci per le quali non è più possibile determinare un valore: Devono comunque essere inserite in bilancio, ma con un valore simbolico molto basso. Se sono risorse controllabili devono essere inserite in bilancio al loro costo di acquisto. Non vanno inserite in bilancio come attività. Vanno inserite in bilancio con segno negativo.

Una delle condizioni per iscrivere una risorsa tra le attività patrimoniali è la misurabilità, ossia: La possibilità determinare se la risorsa produrrà utili (o perdite. La possibilità di controllare la risorsa. La possibilità di esprimere la misura del costo della risorsa. La possibilità di determinare le dimensioni dei cespiti inseriti nell'attivo.

La cassa: Rientra tra le passività correnti. Rientra tra le passività consolidate. Rientra tra le attività correnti. Rientra tra le attività immobilizzate.

I diritti di brevetto: Rientrano tra le passività consolidate. Rientrano tra le passività correnti. Rientrano tra le attività correnti. Rientrano tra le attività immobilizzate.

I crediti verso clienti: Si trasformano in liquidità oltre l'anno. Si trasformano in passività entro l'anno. Si trasformano in liquidità entro l'anno. Nessuna delle altre risposte.

Le fonti di finanziamento. Coincidono con il capitale di terzi. Coincidono con il capitale proprio. Sono composte dal capitale proprio, dal capitale di terzi, dai costi e dai ricavi. Sono composte dal capitale proprio e dal capitale di terzi.

Secondo i principi contabili internazionali IAS/IFRS, per poter inserire una risorsa tra le attività patrimoniali del bilancio: Occorre che l'azienda ne sia proprietaria. Occorre che l'azienda sia una società di capitali. Occorre che la risorsa sia di una azienda partner. Non occorre che l'azienda ne sia proprietaria.

Le riserve di utili non distribuiti rappresentano: Una attività immobilizzata. Un debito. Una fonte di finanziamento. Un credito.

Il patrimonio netto o capitale proprio è costituito dall'insieme delle fonti di finanziamento che rappresentano: Diritti vantabili dai fornitori. Diritti vantabili dalle banche e da altri finanziatori. Diritti vantabili dalla proprietà. Diritti vantabili dai clienti.

Le riserve di utili non distribuiti: Rappresentano finanziamenti effettuati dai soci. Rappresentano profitti che non sono stati distribuiti agli azionisti. Rappresentano attività correnti o immobilizzate, a seconda dell'arco temporale che coprono. Rappresentano esuberi di liquidità.

Le riserve di utili non distribuiti corrispondono a: Esuberi di liquidità. Eccedenze di attività, correnti o immobilizzate. Depositi bancari. Nessuna delle precedenti.

Un'azienda che ha attività correnti pari a 10.000 euro e passività correnti pari a 50.000 euro: Ha una eccellente capacità di far fronte ai propri obblighi finanziari di medio e lungo periodo. Ha un indice di disponibilità pari a 5. Ha una eccellente capacità di far fronte ai propri obblighi finanziari di breve periodo. Presenta un certo rischio di insolvenza.

Il rapporto tra attività correnti e passività correnti fornisce indicazioni in merito: Alla produttività dell'azienda. Alla redditività dell'azienda. Alla solidità dell'azienda. Alla liquidità dell'azienda.

Il rapporto tra attività correnti e passività correnti misura: La remunerazione delle attività. La capacità dell'azienda di far fronte agli impegni finanziari. La capacità dell'azienda di generare utili. La capacità dell'azienda di remunerare il capitale investito.

Quale tra le seguenti situazioni è quella potenzialmente più rischiosa: Azienda con indice di disponibilità pari a 3. Azienda con indice di disponibilità pari a 0,5. Azienda con indice di disponibilità pari a 2. Azienda con indice di disponibilità pari a 1.

Quale tra le seguenti situazioni è quella potenzialmente meno rischiosa: Azienda con indice di disponibilità pari a 3. Azienda con indice di disponibilità pari a 2. Azienda con indice di disponibilità pari a 1. Azienda con indice di disponibilità pari a 0,5.

Le riserve di utili non distribuiti danno una misura. Della capacità dell'azienda di accumulare denaro. Dell'autofinanziamento dell'azienda. Nessuna delle precedenti. Del rischio di insolvenza.

Inserendo nell'apposito schema di bilancio il valore del Capitale Circolante Netto, non saranno esplicitate. Le passività consolidate e il patrimonio netto. Le attività immobilizzate e le passività consolidate. Le attività immobilizzate e le passività consolidate. Le attività correnti e le passività correnti.

Il patrimonio netto e le passività consolidate. Includono le passività correnti. Compongono le fonti permanenti di capitale. Comprendono le attività correnti e quelle immobilizzate. Sono finanziate dal Capitale Circolante Netto.

Le fonti permanenti del capitale sono rappresentate. Dalla somma tra patrimonio netto e attività immobilizzate. Dalla somma tra patrimonio netto e passività consolidate. Dalla somma tra patrimonio netto e attività correnti. Dalla somma tra patrimonio netto e attività permanenti.

Come si ottiene il Capitale Circolante Netto. Dalla somma tra attività correnti e attività immobilizzate. Dalla differenza tra attività correnti e passività correnti. Dalla differenza tra il capitale netto e l'attivo circolante. Dalla somma tra il capitale netto e l'attivo circolante.

Come si calcola il Capitale Circolante Netto. Sottraendo alle attività correnti le passività di breve periodo. Aggiungendo alle attività di breve periodo le attività di lungo termine. Sottraendo alle passività correnti le attività di breve periodo. Sottraendo al patrimonio netto l'ammontare delle riserve.

Cosa esprime il capitale circolante netto. La parte di attività correnti non finanziata dalle passività correnti. La parte di attività immobilizzate che finanzia le fonti permanenti. La parte di capitale netto che finanzia le attività correnti. La parte di capitale netto che finanzia le attività immoblizzate.

Il capitale circolante netto, quando è positivo, è finanziato. Dalle attività correnti. Dalle attività immobilizzate. Dalle passività correnti. Dalle fonti permanenti di capitale.

Il Capitale Circolante Netto, quando è positivo, si colloca. Tra le riserve. Nella sezione "Passività" dello Stato Patrimoniale. Nella sezione "Attività" dello Stato Patrimoniale. Tra i costi e i ricavi del Conto Economico.

Il patrimonio netto è. Una fonte di finanziamento a titolo di proprietà. Un investimento in attività correnti. Un impiego a medio-lungo termine. Una fonte di finanziamento a titolo di debito.

Il capitale circolante netto (positivo). E' finanziato dalle fonti permanenti di capitale. Finanzia le attività immobilizzate. E' finanziato dalle passività correnti. Finanzia le fonti permanenti di capitale.

Un'azienda che presenta un indice di indebitamento finanziario, ottenuto dal rapporto tra Debiti di finanziamento a m/l termine e Patrimonio Netto, pari a 5. E' in una condizione potenzialmente rischiosa e non equilibrata. E' in una condizione potenzialmente poco rischiosa e ben equilibrata. Sta finanziando gli impieghi per metà con capitale proprio e per metà con capitale di terzi. Sta finanziando gli impieghi prevalentemente con capitale proprio.

Nella scelta della propria struttura finanziaria, l'azienda dovrebbe tener conto che i debiti di finanziamenti hanno. Un costo relativamente elevato e un rischio relativamente basso. Un costo relativamente elevato e un rischio relativamente elevato. Un costo relativamente basso e un rischio relativamente elevato. Un costo relativamente basso e un rischio relativamente basso.

L'indice di indebitamento finanziario, ottenuto dal rapporto tra Debiti di finanziamento a m/l termine e Patrimonio Netto, consente di. Misurare il rendimento delle obbligazioni. Misurare il costo dei debiti finanziari. Misurare l'equilibrio della struttura finanziaria. Misurare il rendimento delle azioni.

Nella scelta della proprio struttura finanziaria, l'azienda dovrebbe tener conto che le fonti di patrimonio hanno. Un rischio relativamente elevato e un costo relativamente elevato. Un rischio relativamente basso e un costo relativamente elevato. Un rischio relativamente basso e un costo relativamente basso. Un rischio relativamente elevato e un costo relativamente basso.

Generalmente, un'azienda finanzia le immobilizzazioni e il capitale circolante netto attraverso. Le passività correnti. Le attività immobilizzate. I debiti di finanziamento e il patrimonio netto. I ricavi.

Una società di capitali, verso gli azionisti ordinari. Non ha l'obbligo di distribuire i dividendi. Ha l'obbligo di rimborsare il capitale investito. Ha l'obbligo di distribuire i dividendi. Ha l'obbligo di rimborsare il capitale investito e di pagare loro gli interessi.

Una società di capitali, verso i propri obbligazionisti. Ha l'obbligo di rimborsare il capitale investito e di pagare loro gli interessi. Non ha l'obbligo di rimborsare il capitale investito, ma solo di corrispondere gli interessi. Ha l'obbligo di riconoscere un dividendo. Non ha l'obbligo di rimborsare il capitale investito né gli interessi.

Rispetto all'emissione delle obbligazioni, l'emissione delle azioni ha un costo per l'azienda. Uguale. Più elevato. Più basso. Nullo.

Rispetto all'emissione di azioni, l'emissione delle obbligazioni ha un livello di rischio. più elevato per l'azienda. più basso per l'azienda. identico. più elevato per l'investitore / obbligazionista.

Le obbligazioni della società Alfa garantiscono un tasso di interesse pari al 10%. Gli investitori. Acquisteranno le azioni della stessa società solo se garantiscono una remunerazione uguale. Non acquisteranno le obbligazioni se le azioni della stessa società garantiscono un rendimento del 9%. Acquisteranno le azioni della stessa società solo se garantiscono una remunerazione maggiore. Acquisteranno le azioni della stessa società solo se garantiscono una remunerazione minore.

Il principio di prudenza prevede che. i decrementi del patrimonio netto vengano rilevati quando ragionevolmente certi. I decrementi del patrimonio netto vengano rilevati in anticipo rispetto all'origine del costo. I decrementi del patrimonio netto vengano rilevati quando ragionevolmente possibili. I decrementi del patrimonio netto vengano rilevati al 31/12.

il principio di prudenza riguarda. La rilevazione in contabilità delle passività correnti e consolidate. La rilevazione in contabilità di costi e ricavi. La rilevazione in contabilità delle movimentazioni delle riserve. La rilevazione in contabilità delle attività e delle passività.

Il principio di prudenza prevede che. Gli incrementi del patrimonio netto vengano rilevati in anticipo rispetto alla consegna dei beni. Gli incrementi del patrimonio netto vengano rilevati al 31/12. Gli incrementi del patrimonio netto vengano rilevati quando ragionevolmente certi. Gli incrementi del patrimonio netto vengano rilevati quando ragionevolmente probabili.

Quale principio stabilisce che i decrementi del patrimonio netto vengano rilevati quando sono anche solo ragionevolmente possibili?. Il principio di rilevanza. Il principio di prudenza. Il principio di realizzazione dei ricavi. Il principio del duplice aspetto.

Quale principio stabilisce che gli incrementi del patrimonio netto vengano rilevati solo quando ragionevolmente certi?. Principio di rilevanza. Principio di prudenza. Principio di realizzazione dei ricavi. Principio del duplice aspetto.

La società Gamma in data 13/11 prende in prestito 50.000 euro da una banca. Quale delle seguenti affermazioni è vera: L'azienda registra un aumento di liquidità e un aumento di debiti. L'azienda registra un aumento di liquidità e un aumento di costi. L'azienda registra un aumento di liquidità e un aumento di ricavi. L'azienda registra un aumento di liquidità e una diminuzione di ricavi.

Un ricavo si considera di competenza economica dell'esercizio se: Nel medesimo esercizio si verifica la cessione del bene o del servizio. Nel medesimo esercizio si è ricevuto il corrispondente ordine da parte di un cliente. Nel medesimo esecizio si consegue un utile. Nel medesimo esercizio si verifica il pagamento del ricavo.

Un costo è di competenza economica dell'esercizio se: Nell'esercizio successivo si verifica il corrispondente ricavo. Nel medesimo esercizio si è verificato il corrispondente ricavo. Nel medesimo esercizio è stato pagato. Nell'esercizio precedente si è verificato il corrispondente ricavo.

Secondo il principio di rilevanza. Nessuna delle altre risposte. In bilancio non vanno riportati i fatti di gestione che attengono alla capacità dell'azienda di produrre utili. In bilancio vanno riportati tutti i fatti di gestione, a prescindere dalla loro rilevanza. In bilancio vanno riportati solo i fatti di gestione che possono condizionare le decisioni degli stakeholders.

La società Gamma in data 13/11 prende in prestito 50.000 euro da una banca. Quale delle seguenti affermazioni è vera: A quella data, l'operazione non ha generato variazioni di patrimonio netto. A quella data, l'operazione ha generato costo e ricavi. A quella data, l'operazione ha generato variazioni di patrimonio netto. A quella data, l'operazione ha generato costi, ma non ricavi.

Le attività monetarie sono iscritte. Nello Stato Patrimoniale, al valore di costo. Nel Conto Economico, al valore di costo. Nello Stato Patrimoniale, al valore di realizzo. Nello Conto Economico, al valore di mercato.

Le attività monetarie: Includono le liquidità immediate e differite. Corrispondono alle liquidità differite. Includono le liquidità immediate e differite, ad eccezione dei crediti a breve termine. Corrispondono alle liquidità immediate.

Qual è l'utilità principale dell'indice di durata media dei crediti. Sapere quante volte i clienti acquistano un certo prodotto. Sapere ogni quanto tempo si rigenera il magazzino. Ottenere informazioni sulla redditività delle vendite. Avere una misura della puntualità dei clienti.

Le attività monetarie includono. Le rimanenze. Le cambiali attive. I fabbricati. I terreni.

Quale delle seguenti poste di bilancio NON è inclusa tra le attività monetarie. I crediti verso clienti. I depositi bancari. Le disponibilità liquide. I debiti verso fornitori.

Le attività monetarie sono originate. Dalle passività monetarie. Dai proventi. Dai costi. Dall'utile d'esercizio.

Quale delle seguenti è un'attività non monetaria. Le disponibilità liquide. Le cambiali attive. I fabbricati. I crediti verso clienti.

Quale delle seguenti è un'attività non monetaria. Le rimanenze di magazzino. I crediti verso clienti. Le disponibilità liquide. Le cambiali attive.

Le attività non monetarie sono iscritte in bilancio. Nello Stato Patrimoniale, come elementi del Patrimonio Netto. Nel Conto Economico, al costo. Nello Stato Patrimoniale, al valore di mercato. Nello Stato Patrimoniale, al costo o al valore di mercato.

Quale dei seguenti NON è un limite dell'indice di durata media dei crediti?. Essendo un valore medio, presume che la dilazione concessa sia sempre la stessa per tutti i clienti. Non tiene conto della stagionalità. Presume che le vendite siano distribuite uniformemente durante l'esercizio. Non tiene conto dell'ammontare complessivo delle vendite.

Nella tabella seguente: A fine mese il costo del venduto coincide esattamente con il valore iniziale del magazzino. A fine mese il costo del venduto è inferiore del valore del magazzino. A fine mese il costo del venduto è maggiore del valore del magazzino. A fine mese il costo delle entrate in magazzino è minore del costo del venduto.

Nella seguente tabella, il costo del venduto ammonta a: 3.000 euro. 5.700 euro. Nessuna delle altre risposte. 27.000 euro.

Nella tabella seguente: Il magazzino è incrementato di 10 unità. Il magazzino è diminuito di 10 unità. Il magazzino è incrementato di 10 euro. Il magazzino è rimasto costante.

Qual è il valore del costo del venduto indicato nella tabella: 7.200 euro. 1.500 euro. 3.000 euro. 2.700 euro.

Il costo del venduto è un esempio di applicazione del principio di. Rilevanza. Prudenza. Nessuna delle altre risposte. Identità giuridica distinta.

Nello stesso mese l'azienda Alfa srl acquista la merce A al costo di 1.500 euro e la merce B al costo di 2.500 euro e rivende la merce A al prezzo di 3.500 euro e la merce B al prezzo di 5.000 euro. Quale delle seguenti affermazioni è corretta: Il costo del venduto si può determinare applicando il criterio del costo specifico. Non è possibile determinare con esattezza l'importo del costo del venduto. Il costo del venduto si può determinare solo applicando il metodo indiretto. Il costo del venduto coincide con il risultato operativo.

Nello stesso mese l'azienda Alfa srl acquista la merce A al costo di 1.500 euro e la merce B al costo di 2.500 euro e rivende la merce A al prezzo di 3.500 euro e la merce B al prezzo di 5.000 euro. Quale delle seguenti affermazioni è corretta: L'azienda Alfa srl ha sostenuto un costo del venduto di 8.500 euro. L'azienda Alfa srl ha sostenuto un costo del venduto di 8.000 euro. L'azienda Alfa srl ha sostenuto un costo del venduto di 4.500 euro. L'azienda Alfa srl ha sostenuto un costo del venduto di 4.000 euro.

Nello stesso mese l'azienda Alfa srl acquista la merce A al costo di 1.500 euro e la merce B al costo di 2.500 euro e rivende la merce A al prezzo di 3.500 euro e la merce B al prezzo di 5.000 euro. Quale delle seguenti affermazioni è corretta: L'azienda Alfa srl ha conseguito un fatturato di 8.500 euro. L'azienda Alfa srl ha conseguito un fatturato di 4.000 euro. L'azienda Alfa srl ha conseguito un fatturato di 4.500 euro. L'azienda Alfa srl ha conseguito un costo del venduto di 8.500 euro.

Nello stesso mese l'azienda Alfa srl acquista la merce A al costo di 1.500 euro e la merce B al costo di 2.500 euro e rivende la merce A al prezzo di 3.500 euro e la merce B al prezzo di 5.000 euro. Quale delle seguenti affermazioni è corretta: L'azienda Alfa srl svolge attività industriale. L'azienda Alfa srl svolge attività commerciale. L'azienda Alfa srl svolge attività di trasformazione delle materie prime in prodotti finiti. L'azienda Alfa srl svolge attività di servizi.

Il costo del venduto. È un esempio di applicazione del principio di misurazione monetaria. È un esempio di applicazione del principio di correlazione tra costi e ricavi. È un esempio di applicazione del principio della prospettiva di funzionamento. È un esempio di applicazione del principio del duplice aspetto.

In data 1/1 l'azienda Alfa dispone di merci in magazzino acquistate per 150.000 euro. A fine esercizio dispone di un magazzino del costo di 400.000 euro e di un costo del venduto pari a 200.000 euro. Determinare l'ammontare degli acquisti effettuati dall'azienda durante l'esercizio. 450.000 euro. 50.000 euro. 250.000 euro. 600.000 euro.

Durante l'esercizio l'azienda Alfa acquista merci per un costo di 130.000 euro. A fine esercizio dispone di un magazzino del costo di 130.000 euro e di un costo del venduto pari a 150.000 euro. Determinare l'ammontare delle esistenze iniziali all'1/1. 280.000 euro. 130.000 euro. 150.000 euro. 20.000 euro.

Nell'applicare il metodo indiretto per il calcolo del costo del venduto, si presume che: I prodotti che a fine esercizio non sono in magazzino sono stati venduti. I prodotti che a fine esercizio non sono in magazzino sono stati rimossi dalla contabilità di magazzino. I prodotti che a fine esercizio non sono in magazzino sono stati rubati. I prodotti che a fine esercizio non sono in magazzino rappresentano le esistenze iniziali dell'anno successivo.

L'inventario fisico: Occorre effettuarlo almeno due volte all'anno. E' effettuato solo dalle aziende dotate di un sistema di inventario perpetuo. E' effettuato solo dalle aziende che applicano il metodo indiretto. E' effettuato sia dalle aziende dotate di un sistema di inventario perpetuo, sia da quelle che applicano il metodo indiretto.

In data 1/1 l'azienda Beta dispone di merci in magazzino acquistate per 230.000 euro. Nel corso dell'esercizio acquista merci al costo di 470.000 euro. Al 31/12 risultano in magazzino merci del costo di 400.000 euro. Determinare il valore del costo del venduto, applicando il metodo indiretto. 400.000 euro. 630.000 euro. 300.000 euro. 170.000 euro.

In data 1/1 l'azienda Alfa dispone di merci in magazzino acquistate per 100.000 euro. Nel corso dell'esercizio acquista merci al costo di 200.000 euro. Al 31/12 risultano in magazzino merci del costo di 210.000 euro. Determinare il valore del costo del venduto, applicando il metodo indiretto. 110.000 euro. 300.000 euro. 210.000 euro. 90.000 euro.

Nell'applicare il metodo indiretto per il calcolo del costo del venduto, si presume che: Le esistenze iniziali di merci sono disponibili per la vendita, mentre gli acquisti di merci effettuati durante l'esercizio andranno a costituire il magazzino a fine esercizio. Le merci presenti in magazzino a fine esercizio sono già state vendute, ma saranno spedite l'anno successivo. Tutte le esistenze iniziali di merci e tutti gli acquisti di merci effettuati durante l'esercizio sono stati venduti. Le esistenze iniziali di merci e gli acquisti di merci effettuati durante l'esercizio, si sono tradotti, a fine esercizio, in magazzino o in vendite.

Il metodo indiretto per il calcolo del costo del venduto: Si applica quando l'azienda non può ricorrere ad un inventario perpetuo. Generalmente è applicato da aziende che commercializzano un solo prodotto. Si applica in ogni caso. Si applica nei casi in cui l'azienda ricorre ad un inventario perpetuo.

L'inventario perpetuo. Non consente di avere una contabilità di magazzino puntuale. Comporta di dover calcolare il costo del venduto con il metodo indiretto. Non consente di attribuire i costi specifici a ciascun prelevamento di magazzino. Consente di valorizzare i movimenti di magazzino al costo specifico.

L'inventario perpetuo: Consente di avere una contabilità di magazzino puntuale. Non consente di valorizzare i movimenti di magazzino al costo specifico. Comporta di dover calcolare il costo del venduto con il metodo indiretto. Non consente di avere una contabilità di magazzino puntuale.

Data la seguente griglia, indicare quale valore assume "?", applicando il metodo del FIFO: 15,12. 15. 27,5. 12,15.

Data la seguente griglia, indicare quale valore assume "?", applicando il metodo del LIFO: 17, 15, 13. Nessuna delle altre risposte. 17, 15. 17, 15, 10.

Data la seguente griglia, indicare quale valore assume "?", applicando il metodo del FIFO: 13,15. 10. 10,13,15. 10,15.

Data la seguente griglia, indicare quale valore assume "?", applicando il metodo del FIFO: 10. 11,10. 11. 10,5.

Si ipotizzino le seguenti movimentazioni di magazzino, sapendo che in data 1/4 risultano conservate 1.300 unità di merci al costo unitario di 10 euro: in data 10/4 si rileva uno scarico di 200 unità; in data 2/5 si rileva un carico di 1.000 unità al costo di 12 euro; in data 1/6 si rileva uno scarico di 1.000 unità. Applicando il metodo del Costo Medio Ponderato, si determini il valore costo unitario dello scarico del 1/6. 11,00. 10,95. 10,45. 22,00.

Data la seguente griglia, indicare quale valore assume "?", applicando il metodo del Costo Medio Ponderato: 14. 14,16. 16,14. 14,72.

Data la seguente griglia, indicare quale valore assume "?", applicando il metodo del Costo Medio Ponderato: 27,05. 21. Nessuna delle altre risposte. 25,07.

Nell'ambito della valorizzazione delle rimanenze, il metodo di identificazione specifica del costo. E' generalmente adottato da aziende che commercializzano beni di alto valore o pezzi unici. Comporta il calcolo del costo medio dei beni disponibili per la vendita. In nessun caso può essere adottato senza l'utilizzo di codici a barre. Nessuna delle altre risposte.

Nel valorizzare il magazzino, in presenza di oscillazioni dei prezzi: La valorizzazione dei carichi viene effettuata generalmente al FIFO o al LIFO. La valorizzazione dei carichi viene effettuata al costo medio ponderato, quando possibile. La valorizzazione dei carichi viene effettuata al costo di acquisto o di produzione. La valorizzazione dei carichi è più complessa di quella degli scarichi.

La valorizzazione degli scarichi di magazzino. E' più complessa di quella dei carichi. Nessuna delle altre risposte. E' meno complessa di quella dei carichi. Ha la stessa complessità della valorizzazione dei carichi.

In presenza di oscillazioni dei prezzi, perché è necessario applicare uno dei criteri di valutazione delle rimanenze di magazzino (LIFO, FIFO, Costo Medio Ponderato)?. Per poter individuare con esattezza la corrispondenza tra i carichi e gli scarichi di magazzino. Per poter calcolare con esattezza il valore dei carichi di magazzino. Perché il LIFO, FIFO e CMP consentono di non sopravvalutare le misurazioni. Perché non è possibile individuare con esattezza la corrispondenza tra i carichi e gli scarichi di magazzino.

Il criterio del FIFO (o del LIFO). Prescinde dalla reale modalità di gestione dei carichi e scarichi di magazzino. Si basa sulle stesse modalità di calcolo del criterio del Costo Medio Ponderato. Non può essere applicato ai fini della redazione del bilancio, ma solo per finalità di controllo interne. Non può essere applicato ai fini della redazione del bilancio, ma solo per finalità di controllo interne Si può applicare solo se le reali movimentazioni fisiche di magazzino seguono esattamente la logica del FIFO (o del LIFO).

Applicando il criterio del FIFO si presume che: Le merci acquistate più di recente sono conservate in magazzino. Gli scarichi di magazzino vengano valutati al costo del carico più recente. Le merci più "vecchie" sono conservate in magazzino. I carichi di magazzino vengano valutati al costo dello scarico più recente.

In presenza di oscillazioni dei prezzi, il LIFO, il FIFO e il Costo Medio Ponderato: Consentono di individuare con esattezza la corrispondenza tra i carichi e gli scarichi di magazzino. Aumentano l'ambiguità della valutazione delle rimanenze. Mitigano l'ambiguità della valutazione delle rimanenze. Consentono di ottenere, con ragionevole certezza, il valore dei carichi di magazzino.

Il LIFO, il FIFO e il Costo Medio Ponderato: Sono dei metodi alternativi, che, se applicati contestualmente, restituiscono il medesimo valore. Sono dei metodi che calcolano con esattezza il valore del magazzino. Forniscono una valutazione del magazzino, limitatamente ai flussi di merci in entrata. Sono dei metodi che stimano il valore del magazzino.

Si ipotizzino le seguenti movimentazioni di magazzino, sapendo che in data 1/3 risultano conservate 1.000 unità di merci al costo unitario di 11 euro: in data 10/3 si rileva uno scarico di 700 unità; in data 1/4 si rileva un carico di 1.500 unità al costo di 15 euro; in data 3/5 si rileva uno scarico di 1.000 unità. Applicando il metodo del Costo Medio Ponderato, si determini il costo unitario dello scarico del 3/5. 14,33. 15,00. 12,33. 13,00.

Si ipotizzino le seguenti movimentazioni di magazzino, sapendo che in data 1/5 risultano conservate 1.000 unità di merci al costo unitario di 20 euro: in data 7/5 si rileva uno scarico di 300 unità; in data 1/6 si rileva un carico di 800 unità al costo di 30 euro; in data 24/6 si rileva uno scarico di 1.000 unità. Applicando il metodo del Costo Medio Ponderato, si determini il costo unitario dello scarico del 24/6. 17,33. 25,00. 25,33. 24,44.

Applicando il criterio del LIFO si presume che: Le merci più "vecchie" sono conservate in magazzino. I carichi di magazzino vengano valutati al costo dello scarico più recente. Le merci acquistate più di recente sono conservate in magazzino. Gli scarichi di magazzino vengano valutati al costo del carico più recente.

Si ipotizzino le seguenti movimentazioni di magazzino, sapendo che in data 1/9 risultano conservate 1.000 unità di merci al costo unitario di 10 euro: in data 10/9 si rileva un carico di 1.700 unità al costo di 15 euro; in data 13/9 si rileva un carico di 1.500 unità al costo di 10 euro; in data 20/9 si rileva uno scarico di 4.000 unità. Applicando il metodo del Costo Medio Ponderato, si determini il costo unitario dello scarico del 20/9. 12,02. 12,62. 12,25. 11,66.

In quali occasioni occorre utilizzare i criteri della identificazione specifica del costo, del Costo Medio Ponderato, del FIFO e del LIFO: Quando il costo dei beni varia nel tempo. Quando si desidera ottenere il valore medio di magazzino. Quando si desidera ottenere il valore certo di magazzino. Quando i carichi e gli scarichi di magazzino sono molteplici.

Data la seguente griglia, indicare quale valore assume "?", applicando il metodo del Costo Medio Ponderato: 18,5. 15,09. 19,05. 19,22.

Secondo le ipotesi sottese al criterio del LIFO, in regime di oscillazione dei prezzi: Il procedimento con cui sono gestiti gli scarichi di magazzino è in genere coerente con il reale flusso di beni. Il valore degli scarichi di magazzino è in genere coerente con il valore di mercato dei beni. Non si ottiene una efficace correlazione costi-ricavi. Il valore delle rimanenze di magazzino è ottenuto applicando i prezzi più "nuovi".

L'indice di rotazione delle rimanenze misura. La durata della giacenza in magazzino dei beni. Il numero di volte che il magazzino subisce un ricambio. Il numero di volte che il magazzino e il costo del venduto subiscono un ricambio. Il numero di volte che il costo del venduto subisce un ricambio.

Quale delle seguenti affermazioni relativa all'indice di rotazione delle rimanenze è errata. E' influenzato dalla stagionalità dell'attività d'impresa. Ha valori più elevati nella grande distribuzione. Spiega le cause che hanno portato alla rotazione di magazzino. Nelle attività stagionali è utile calcolarlo due volte: in alta e bassa stagione.

In regime di oscillazione dei prezzi, il valore delle rimanenze che risulta dall'applicazione del FIFO, del LIFO e del Costo Medio Ponderato. E' sempre lo stesso, a prescindere dal criterio utilizzato. Non può differire, o verrebbe meno l'attendibilità di bilancio. Differisce, a seconda del criterio utilizzato. E' molto probabile che sia identico.

Secondo le ipotesi sottese al criterio del FIFO, in regime di oscillazione dei prezzi: Il valore delle rimanenze di magazzino approssima meglio il relativo valore di mercato, rispetto agli altri criteri. Il valore delle rimanenze di magazzino è sovrastimato rispetto al relativo valore di mercato. Il valore delle rimanenze di magazzino è sottostimato rispetto al relativo valore di mercato. Il valore delle rimanenze di magazzino è pari a zero, in quanto queste ultime risultano completamente vendute.

Secondo le ipotesi sottese al criterio del FIFO, in regime di oscillazione dei prezzi: La correlazione costi-ricavi è migliore rispetto agli altri criteri. Il valore degli scarichi di magazzino è in genere coerente con il valore corrente dei beni. Il procedimento con cui sono gestiti gli scarichi di magazzino è in genere coerente con il reale flusso di beni. Il procedimento con cui sono gestiti gli scarichi di magazzino è spesso non coerente con il reale flusso di beni.

Secondo le ipotesi sottese al criterio del LIFO, in regime di oscillazione dei prezzi: Il valore delle rimanenze di magazzino è ottenuto applicando i prezzi più "nuovi". Il valore delle rimanenze di magazzino approssima meglio il relativo valore di mercato. Il valore delle rimanenze di magazzino non è coerente con il valore di mercato. Il valore delle rimanenze di magazzino è pari a zero, essendo queste ultime completamente vendute.

In regime di prezzi crescenti, rispetto al FIFO: Il LIFO peggiora la correlazione costi-ricavi. Il LIFO valorizza le rimanenze finali ad un valore più vicino a quello di mercato. Il LIFO valorizza le rimanenze finali ad un valore più lontano da quello di mercato. Il LIFO contrappone ricavi recenti a costi lontani.

L'indice di rotazione delle rimanenze si ottiene dal rapporto. Valore del Magazzino / Ricavi di vendita. Costo del Venduto / Valore del Magazzino. Costo del Venduto / Ricavi di vendita. Valore del Magazzino / Costo del Venduto.

L'analisi di bilancio di un'azienda può essere svolta: Nessuna delle altre risposte. Solo se si riesce ad accedere direttamente presso l'azienda. Solo se l'azienda non sta attraversando un periodo di crisi. Solo se si conoscono le politiche strategiche che l'azienda intende perseguire.

Per svolgere un'analisi di bilancio: Nessuna delle altre risposte. E' necessario avere il consenso dell'azienda. Occorre disporre non soltanto del bilancio aziendale, ma anche di informazioni di tipo gestionale. E' sufficiente disporre dei bilanci aziendali.

I destinatari dell'analisi del bilancio: Sono i concorrenti. Sono i clienti e i fornitori. Sono i soci e i finanziatori. Tutte le risposte sono corrette.

Le analisi "esterne" di bilancio sono svolte prendendo in considerazione: Soltanto la documentazione relativa all'indebitamento bancario. Soltanto l'informativa aziendale. Soltanto la documentazione interna (piani aziendali, programmi, budget, ecc.). Sia l'informativa aziendale, sia la documentazione interna (piani aziendali, programmi, budget, ecc.).

Le analisi "interne" di bilancio possono essere svolte: Tutte le risposte sono corrette. Da qualunque analista. Solo da analisti che sono in possesso dell'informativa aziendale. Solo da analisti che possono verificare la qualità dell'informativa aziendale.

Le analisi "esterne" di bilancio: Sono più difficili da svolgere, rispetto a quelle "interne". Potrebbero portare a conclusioni non appropriate, rispetto a quelle "interne". Sono più complesse a livello tecnico, rispetto a quelle "interne". Sono più attendibili di quelle "interne".

L'analisi "interne" di bilancio: Sono uno strumento del controllo di gestione. Tutte le risposte sono corrette. Sono svolte per verificare l'andamento aziendale. Sono svolte dal management aziendale.

L'analisi "interne" di bilancio: Sono generalmente svolte dai soci. Nessuna delle altre risposte. Sono generalmente svolte dai finanziatori. Sono generalmente svolte dalle banche e dai fornitori.

Le analisi "esterne" e le analisi "interne" di bilancio: Portano sempre alle stesse conclusioni sullo stato di salute dell'azienda. Possono essere svolte entrambe dal management. Possono essere svolte entrambe da un concorrente dell'azienda. Tutte le risposte sono corrette.

Per il mercato, le analisi "esterne" di bilancio: Hanno pari importanza rispetto a quelle "interne". Hanno maggiore importanza di quelle "interne". Hanno minore importanza di quelle "interne". Non hanno alcuna importanza.

I parametri "standard" con cui si confrontano i risultati dell'analisi di bilancio: Sono stabiliti dal socio (o dai soci) di maggioranza. Possono essere forniti dagli stakeholders. Sono stabiliti dallo statuto aziendale. Attengono solo alle analisi "interne" di bilancio, non a quelle "esterne".

I giudizi in senso assoluto, sullo stato di salute dell'azienda: Nascono a seguito di un confronto con altre aziende. Prescindono dal confronto con altre aziende. E' molto complesso formularli. Sono espressi quando si pongono a confronto due aziende.

In un'azienda il capitale proprio ammonta a 20.000 euro, mentre il capitale di terzi a 500.000 euro. Quale giudizio si può esprimere, in senso assoluto: L'azienda potrebbe essere più indebitata di un'altra azienda del settore. L'azienda potrebbe essere meno indebitata di un'altra azienda del settore. L'azienda potrebbe essere in linea con i dati di settore. L'azienda è troppo indebitata.

In un'analisi "esterna", affinché il giudizio sullo stato di salute dell'azienda esprima conclusioni appropriate, è opportuno. Che venga espresso sulla base della pianificazione degli obiettivi futuri. Che venga espresso soltanto in termini numerici. Tutte le risposte sono corrette. Che venga espresso in senso relativo.

Per svolgere una comparazione "nello spazio", i valori degli indici di bilancio dell'azienda devono essere comparati. Con aziende di dimensioni anche molto diverse da quelle dell'azienda presa in esame. Con aziende che operano in settori differenti da quello in cui opera l'azienda presa in esame. Nessuna delle risposte è corretta. Con aziende che operano nella stessa area geografica dell'azienda presa in esame, anche se operanti in settori differenti.

L'analisi di bilancio può prevedere che i valori degli indici aziendali vengano confrontati con gli indici medi di settore. Tuttavia. Gli studi di settore non sono attendibili. Per farlo, occorre attendere i dati di settore dell'anno successivo. Per farlo, occorre comprendere come sono stati ottenuti i dati di settore. Per farlo, occorre analizzare i dati di bilancio degli anni precedenti.

Una analisi "interna" di bilancio. Sarà svolta solo "nello spazio". Sarà svolta "nel tempo" e "nello spazio", esattamente come una analisi "esterna". Sarà svolta solo "nel tempo". Sarà svolta ricorrendo ai soli giudizi in senso assoluto.

L'analisi degli andamenti aziendali nel corso del tempo: E' svolta soltanto dagli analisi "esterni". Nessuna delle altre risposte. E' svolta soltanto dagli analisti "interni". E' svolta sia dagli analisti "interni" che da quelli "esterni".

Il confronto con gli studi di settore o con aziende concorrenti: E' svolto soltanto se l'analisi è di tipo "esterno". E' svolto soltanto se l'analisi è di tipo "interno". Nessuna delle altre risposte. E' svolto per esprimere un giudizio in senso assoluto.

Una delle criticità dei dati di settore è. Il talvolta lento aggiornamento delle banche dati. La mancata rappresentatività del settore. L'inattendibilità. La mancanza di dati.

Nell'ambito della procedura di svolgimento dell'analisi di bilancio, l'analisi preliminare del mercato mira a valutare: Il rischio ad investire nell'azienda esaminata. Il rendimento del capitale aziendale. Il rischio ad investire nel settore di appartenenza dell'azienda esaminata. La redditività delle vendite.

L'analisi di bilancio svolta analizzando e comparando gli indici di bilancio su di un periodo temporale molto esteso (ad es. 10 anni): E' utile solo se l'azienda opera in un settore molto turbolento. E' poco utile. E' molto utile, in quanto consente di osservare il trend degli indici di bilancio lungo gli anni. E' molto utile, in quanto rende possibile osservare l'andamento aziendale di molti anni fa.

Il numero di anni ritenuto congruo per svolgere un'analisi di bilancio in modo efficace è: 1. 2. 3. 4.

La procedura di svolgimento dell'analisi di bilancio prevede uno studio preliminare del mercato. A quale fine?. Al fine di valutare le prospettive di crescita dell'azienda e della concorrenza. Al fine di valutare lo stato di salute dell'azienda e le prospettive di mercato. Al fine di valutare lo stato di salute dell'azienda e la sua capacità di rivolgersi ad un altro mercato. Al fine di valutare la capacità dell'azienda di entrare in nuovi mercati.

Nell'ambito della procedura di svolgimento dell'analisi di bilancio, l'analisi preliminare del mercato porta ad esaminare le variabili endogene, ossia: Variabili inerenti alle performance dei concorrenti. Variabili inerenti alle performance aziendali. Variabili inerenti alle performance del mercato interno. Variabili inerenti alle performance del settore.

Nell'ambito della procedura di svolgimento dell'analisi di bilancio, l'analisi preliminare del mercato porta ad esaminare le variabili esogene, ossia: Variabili inerenti all'indebitamento aziendale verso le banche. Variabili inerenti alla capacità aziendale di essere attrattiva verso l'esterno. Variabili inerenti alle prospettive del settore. Variabili inerenti alle performance aziendali.

Attraverso l'interpretazione degli indici di bilancio, occorre. Analizzare i trend del fatturato. Analizzare le entrate e le uscite finanziarie. Analizzare gli indici in modo sistemico. Analizzare gli indici singolarmente.

Il calcolo degli indici. Consente di ottenere informazioni non desumibili direttamente dal bilancio. Consente di ottenere informazioni non già desumibili dal bilancio, ma riportate nella Nota Integrativa. Consente di ottenere informazioni già desumibili dal bilancio. Consente di ottenere informazioni già desumibili dal bilancio, ma sotto forma di frazioni.

La riclassificazione del bilancio: E' una fase propedeutica al reperimento della documentazione di bilancio. E' una fase non necessaria per svolgere l'analisi di bilancio. E' la fase finale della procedura di svolgimento dell'analisi di bilancio. E' una fase propedeutica al calcolo degli indici.

La riclassificazione del bilancio: Consente di determinare l'utile di esercizio. Consente di determinare margini e subtotali già esplicitati in bilancio. Consente di determinare margini e subtotali applicando i criteri civilistici. Consente di determinare margini e subtotali non esplicitati in bilancio.

La riclassificazione del bilancio: Non segue criteri civilistici né fiscali. E' svolta seguendo criteri civilistici. E' svolta seguendo criteri fiscali. E' svolta secondo la normativa nazionale o internazionale.

Quale delle seguenti affermazioni riguardante la riclassificazione di bilancio è corretta. Si svolge per ottenere informazioni sul totale dei ricavi che non sono stati ancora riscossi. Si svolge per ottenere informazioni già desumibili dal bilancio. Si svolge per calcolare il patrimonio netto e l'indebitamento aziendale. Si svolge per ottenere informazioni non desumibili dal bilancio.

Quale delle seguenti affermazioni riguardante la riclassificazione di bilancio è corretta: Si effettua per calcolare il totale dei ricavi conseguiti nell'anno. E' propedeutica alla costruzione degli indici. Si effettua per calcolare l'utile d'esercizio. Si effettua per calcolare il totale dei ricavi, dei costi, delle attività e passività patrimoniali.

Nell'ambito della procedura di svolgimento dell'analisi di bilancio, il reperimento della documentazione di bilancio si riferisce: All'informativa del mercato, del settore e della situazione economica nazionale. All'informativa di bilancio aziendale. All'informativa di bilancio delle aziende concorrenti e i dati di settore. All'informativa di bilancio aziendale e di quella di aziende concorrenti.

Nell'ambito della procedura di svolgimento dell'analisi di bilancio, le variabili endogene e le variabili esogene sono analizzate: Nella fase di interpretazione degli indici. Nella fase di reperimento della documentazione aziendale. Nella fase di studio preliminare del mercato. Nella fase di calcolo degli indici.

Quale delle seguenti affermazioni sugli impieghi numerari è corretta. Un impiego numerario non può trasformarsi in un altro impiego numerario. Un impiego numerario può essere utilizzato solo per acquisire altri impieghi numerari. Un impiego numerario è utilizzato per acquistare un fattore produttivo. Un impiego numerario è il costo di un fattore produttivo.

L'azienda Alfa, utilizzando dei macchinari, realizza un prodotto finito dopo 20 giorni di lavorazione. Il prodotto finito confluisce in magazzino, pronto per essere venduto. Indicare il numero di impieghi numerari coinvolti in questa operazione. Zero. 1. 2. 3.

Un esempio di impiego non numerario è: Un ricavo. Un finanziamento ottenuto. Un finanziamento rimborsato. Un credito di regolamento.

Nel predisporre i dati per riclassificare lo Stato Patrimoniale secondo il criterio finanziario, occorre innanzitutto distinguere gli impieghi numerari da quelli non numerari, ossia: Occorre distinguere gli elementi monetari (impieghi numerari) dai fattori produttivi (impiegni non numerari). Occorre distinguere i debiti (impieghi numerari) dai fattori produttivi (impieghi non numerari). Occorre distinguere gli elementi del Patrimonio Netto (impieghi numerari) dai fattori produttivi (impieghi non numerari). Occorre distinguere gli elementi monetari (impieghi non numerari) dai fattori produttivi (impieghi numerari).

La velocità di rotazione di un impiego è intesa come: La capacità di convertirsi in fattore produttivo. La capacità di convertirsi in denaro. La capacità di convertirsi da impiego a fonte di finanziamento. La capacità di convertirsi da impiego a debito.

La velocità di rotazione di un credito concesso ad un cliente, con dilazione di 3 mesi, è pari a: Zero. 3 mesi. 1 mese e mezzo. 6 mesi.

Gli impieghi numerari: Sono sempre liquidi (ad es. cassa assegni, denaro in cassa, depositi bancari). Nessuna delle altre risposte. Sono riferiti ai fattori per l'utilizzo o per la vendita. Sono sempre non liquidi (ad es. crediti verso clienti).

Gli impieghi non numerari: Si distinguono in impieghi per il pagamento e per l'incasso. Si distinguono in impieghi per l'utilizzo e per l'acquisto. Si distinguono in impieghi per la vendita e per l'incasso. Si distinguono in impieghi per l'utilizzo e per la vendita.

Quale dei seguenti impieghi ha un tempo di rotazione maggiore (ossia è più lento) rispetto alla cassa: Magazzino. Crediti verso clienti. Tutte le risposte sono corrette. Macchinari.

Quale dei seguenti impieghi ha un tempo di rotazione maggiore (ossia è più lento) rispetto ai crediti verso clienti: Deposito bancario. Cassa. Macchinari. Cassa assegni.

Un esempio di impiego non numerario è: Il credito verso un cliente. Il costo di un fattore produttivo. Il debito verso un fornitore. Il rimborso di un finanziamento.

Quale dei seguenti impieghi ha un tempo di rotazione minore (ossia è più veloce) rispetto alla cassa: Fabbricati. Nessuna delle altre risposte. Macchinari. Crediti verso clienti.

Quale delle seguenti affermazioni sugli impieghi non numerari è corretta: Un impiego non numerario può trasformarsi solo in un altro impiego non numerario. Un impiego non numerario è il costo di un fattore produttivo. Un impiego non numerario è utilizzato per acquistare un fattore produttivo. Un impiego non numerario è, ad esempio, il credito derivante dalla fatturazione di un ricavo di vendita.

Quale dei seguenti impieghi ha un tempo di rotazione maggiore (ossia è più lento) rispetto ai macchinari: Magazzino. Cassa. Crediti verso clienti. Nessuna delle altre risposte.

Un esempio di impiego numerario è: Il capitale sociale. Un credito di regolamento. Un fabbricato. Una riserva di capitale.

Un impiego numerario può essere utilizzato per: Trasformare le materie prime in prodotti finiti. Acquisire un impiego non numerario. Vendere un impiego non numerario. Vendere un impiego numerario.

Nell'ambito della velocità di rotazione degli impieghi, la "distanza" tra il magazzino e la cassa, rispetto alla "distanza" tra i crediti verso clienti e la cassa, è: Generalmente maggiore. Dipende dall'importo. Generalmente minore. Identica.

Convenzionalmente, quale parametro di riferimento viene preso per valutare se un impiego è di breve o di lungo termine. Il biennio. Il quinquennio. Il periodo amministrativo. Il bilancio.

Un impiego non numerario può essere utilizzato per: Essere trasformato in impiego non numerario. Essere trasformato in impiego numerario. Acquisire un impiego numerario. Vendere un impiego numerario.

L'azienda Alfa, utilizzando dei macchinari, realizza un prodotto finito dopo 10 giorni di lavorazione. Il prodotto finito confluisce in magazzino e viene venduto dopo 20 giorni ad un cliente, che paga per pronta cassa l'importo. Indicare il numero di impieghi numerari coinvolti in questa operazione. 1. 2. 3. 4.

L'azienda Alfa, utilizzando dei macchinari, realizza un prodotto finito dopo 15 giorni di lavorazione. Il prodotto finito viene venduto dopo 15 giorni ad un cliente, a cui viene concessa una dilazione di pagamento di 30 giorni. Decorso il termine, il cliente versa quanto dovuto. Indicare il numero di impieghi non numerari coinvolti in questa operazione. 3. 4. 1. 2.

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