Analisi di bilancio 34-39
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![]() Analisi di bilancio 34-39 Description: Quiz lezioni da 34 a 39 |



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34-01. L’analisi di correlazione tra impieghi a breve termine e fonti a breve termine rientra nelle analisi della. A. Liquidità. B. Solidità. C. Produttività. D. Redditività. 34-02. L’azienda Alfa ottiene con regolarità delle lunghe diilazioni di pagamento dai suoi fornitori, pertanto: A. Ad ogni dilazione ottenuta perde una quota di autonomia finanziaria. B. Ha uno scarso potere contrattuale. C. Ha un forte potere contrattuale. D. E’ in una costante situazione di rischio di insolvenza. 34-03. Gli elementi da porre in comparazione per distinguere un livello di indebitamento “fisiologico” da uno “patologico” sono. A. La redditività aziendale e l’ammontare di capitale di terzi. B. I ricavi di vendita ed i costi di produzione. C. La redditività aziendale e l’indice di indebitamento. D. La redditività aziendale ed il costo dell’indebitamento. 34-04. Quale delle seguenti combinazioni, relative al margine ed al quoziente di disponibilità, è corretta: A. Margine di disponibilità = Ac - Pb; Quoziente di disponibilità = (M+Li+Ld) / Pb. B. Margine di disponibilità = (Ac-M) - Pb; Quoziente di disponibilità = (Li+Ld) / Pb. C. Margine di disponibilità = Ac - Pb; Quoziente di disponibilità = Ac / (1+ Pb). D. Margine di disponibilità = Ac - (Pml + Pb); Quoziente di disponibilità = Ac / (Pml + Pb). 34-05. Il margine di disponibilità esprime. A. Quanta parte dell’attivo circolante residua dopo la copertura del passivo corrente. B. Quanta parte dell’attivo circolante residua dopo la copertura di tutti i debiti. C. Quanta parte dell’attivo circolante residua dopo la copertura delle passività consolidate. D. Quanta parte delle liquidità immediate e differite residua dopo la copertura del passivo corrente. 34-06. Il fatturato e l’indebitamento commerciale dell’azienda Alfa sono aumentati entrambi, negli ultimi due anni, del 30%. Quale delle seguenti affermazioni è corretta: A. Nei prossimi anni il fatturato tenderà a diminuire. B. Nei prossimi anni il fatturato tenderà ad aumentare. C. L’azienda non ha perso autonomia finanziaria. D. Il rischio di insolvenza è aumentato. 34-07. Quale dei seguenti quozienti è maggiormente espressivo del rischio di insolvenza e dell’autonomia finanziaria. A. Df / Mp. B. Df / Af. C. (Pml + Pb) / Mp. D. Pb / Mp. 34-08. Quale dei seguenti è un principio cardine dell’analisi di liquidità: A. La conversione dell’attivo fisso in liquidità, deve consentire l’estinzione dei debiti a breve termine. B. La conversione dei ricavi di vendita in crediti verso clienti, deve consentire l’estinzione dei debiti a breve termine. C. La conversione dell’attivo circolante in liquidità, deve consentire l’estinzione dei debiti a breve termine. D. La conversione del magazzino in ricavi di vendita, deve consentire l’estinzione dei debiti a breve termine. 34-09. Quale dei seguenti è un principio cardine dell’analisi di liquidità: A. L’attivo circolante deve essere finanziato dal passivo corrente. B. L’attivo circolante deve essere finanziato dal capitale netto. C. L’attivo circolante deve essere finanziato dalle riserve di capitale. D. L’attivo circolante deve essere finanziato dai debiti finanziari a breve. 34-10. Il principale impatto sulla autonomia finanziaria aziendale è dovuto principalmente. A. Alla velocità di estinzione delle fonti. B. Alla coerenza con le attività corrispondenti. C. Al valore dell’indice di disponibilità. D. Alla natura delle fonti. 34-11. Tra le passività correnti rientrano sia i debiti finanziari che quelli commerciali. In che modo si può riuscire a riconoscerli e distinguerli?. A. Attraverso la riclassificazione del bilancio con criteri di pertinenza gestionale. B. Attraverso la riclassificazione a Valore Aggiunto. C. Attraverso la riclassificazione del bilancio con criteri finanziari. D. Attraverso una qualunque riclassificazione del bilancio. 34-12. I debiti commerciali sono una fonte. A. Con remunerazione esplicita e predeterminata. B. Che ha come remunerazione esplicita e predeterminata gli utili. C. Con remunerazione implicita e predeterminata. D. Con remunerazione esplicita e non predeterminata. 34-13. Alti livelli di indebitamento provocano: A. Minore solidità e maggiore redditività. B. Maggiore solidità e maggiore redditività. C. Minore solidità e minore redditività. D. Maggiore solidità e minore redditività. 34-14. In termini generali, un’azienda può ricorrere all’indebitamento. A. Fintanto che la sua redditività è elevata. B. Fintanto che la sua redditività è minore del costo del capitale di terzi. C. Fintanto che la sua redditività è tale da garantire il pagamento dei dividendi. D. Nessuna delle altre risposte. 34-15. Quale delle seguenti affermazioni, relative alla relazione tra autonomia finanziaria e solidità, è corretta: A. In termini generali, minore è la dipendenza finanziaria dell’azienda, maggiore è la solidità. B. In termini generali, maggiore è l’esposizione finanziaria dell’azienda, maggiore è la solidità. C. In termini generali, minore è l’autonomia finanziaria dell’azienda, maggiore è la solidità. D. In termini generali, maggiore è il ricorso all’indebitamento finanziario, maggiore è la solidità. 34-16. Nel caso in cui la struttura finanziaria venisse basata interamente sul capitale proprio: A. Il rischio d’impresa sarebbe elevato. B. Non vi sarebbero effetti, né positivi né negativi, sulla remunerazione da riconoscere agli azionisti. C. Il rischio d’impresa sarebbe nullo. D. Il costo relativo al rischio d’impresa diminuirebbe. 34-17. In caso di indice di indebitamento maggiore di zero, si può affermare con certezza che. A. L’azienda è a rischio di insolvenza. B. L’azienda ha poca autonomia finanziaria. C. L’indebitamento è “anti-funzionale”. D. L’indebitamento può essere “fisiologico”. 34-18. Quale delle seguenti è una tipologia di fonte aziendale. A. Fonte che origina da finanziamenti bancari, con remunerazione implicita. B. Fonte che origina da operazioni di acquisizione di fattori produttivi, senza remunerazione. C. Fonte che origina da apporto dei soci, con remunerazione esplicita anche se non predeterminata. D. Fonte che origina da apporto dei soci, con remunerazione implicita (una quota del prezzo di vendita). 34-19. I debiti finanziari sono una fonte. A. Nessuna delle altre risposte. B. Con remunerazione esplicita e non predeterminata. C. Con remunerazione implicita e predeterminata. D. Che ha come remunerazione esplicita e predeterminata gli utili di esercizio. 34-20. I mezzi propri sono una fonte. A. Con remunerazione implicita e predeterminata. B. Che ha come remunerazione esplicita e non predeterminata gli utili di esercizio. C. Con remunerazione implicita e non predeterminata. D. Che ha come remunerazione esplicita e predeterminata gli interessi. 35-01. Quale delle seguenti affermazioni è corretta: “le rimanenze rendono meno attendibile l’indice di disponibilità…”. A. Salvo nei casi in cui l’azienda abbia uno spazio di stoccaggio molto piccolo. B. Nessuna delle altre risposte. C. Salvo nei casi in cui l’azienda applichi il criterio del Costo Medio Ponderato, invece del LIFO o del FIFO. D. Salvo nei casi in cui l’azienda applichi il criterio del LIFO, invece del Costo Medio Ponderato o del FIFO. 35-02. Quale delle seguenti NON è una critica mossa all’indice di disponibilità: A. I prodotti in giacenza possono essere obsoleti. B. Essendo il valore delle rimanenze elevato, l’indice di disponibilità risulta sovrastimato. C. Le rimanenze potrebbero convertirsi in liquidità in più anni. D. Quello delle rimanenze è un valore poco attendibile. 35-03. Quale delle seguenti affermazioni sulle rimanenze è corretta: A. Le rimanenze dell’anno N rimarranno invendute nell’anno N+1. B. Le rimanenze dell’anno N torneranno in forma liquida nell’anno N+1. C. Le rimanenze dell’anno N sono in realtà dei costi fissi pluriennali. D. Le rimanenze dell’anno N sono destinate alla vendita nell’anno N+1. 35-04. Quale delle seguenti affermazioni è riferita alla scorta vincolata: A. E’ la parte di giacenze la cui posizione è più vicina a quella dell’attivo circolante che dell’attivo fisso. B. È la parte delle giacenze di magazzino che sarà venduta l’anno successivo. C. È la parte di giacenze che si conserva per evitare blocchi del ciclo di vendita. D. È la parte delle giacenze di magazzino che a fine anno risulta invenduta. 35-05. Il margine di tesoreria è calcolato in quale dei seguenti modi: A. (Liquidità differite + Liquidità immediate) / Passività a breve. B. (Liquidità differite + Liquidità immediate) - Passività a breve. C. (Liquidità differite + Liquidità immediate) - Passività consolidate. D. Liquidità differite - Passività a breve. 35-06. Quale delle seguenti affermazioni sulle rimanenze è ERRATA: A. Le rimanenze dell’anno N torneranno in forma liquida nell’anno N+1. B. Le rimanenze dell’anno N sono destinate alla vendita nell’anno N+1. C. Le rimanenze dell’anno N sono incluse nell’attivo fisso. D. Le rimanenze dell’anno N sono incluse nell’attivo circolante. 35-07. Se il Quick Ratio > 1 e il Margine di tesoreria > 0: A. Il magazzino è finanziato da mezzi propri/passività consolidate. B. Le liquidità differite sono finanziate dalle passività consolidate e le liquidità immediate dalle passività correnti. C. il magazzino potrà essere finanziato dall’esubero di liquidità. D. Le liquidità immediate e differite ed il magazzino sono finanziati dalle passività correnti. 35-08. Il margine di tesoreria esprime: A. Quanto attivo circolante avanza dopo il rimborso di tutti i debiti. B. Quanto attivo circolante avanza dopo il dei debiti a breve. C. Quanta liquidità avanza dopo il rimborso dei debiti a breve. D. Quanta liquidità avanza dopo il rimborso di tutti i debiti. 35-09. Quale delle seguenti è una ragionevole interpretazione di un margine di tesoreria positivo al 31/12 dell’anno N: A. L’azienda riuscirà senza dubbio a far fronte ai debiti a breve nell’anno N+1. B. Nonostante la condizione apparentemente favorevole, l’azienda non riuscirà a far fronte ai debiti a breve nell’anno N+1. C. E’ probabile che nell’anno N+1 l’azienda riesca a far fronte ai debiti a breve con le liquidità. D. L’azienda ha meno debiti rispetto all’anno N-1 e più liquidità rispetto all’anno N-1. 35-10. Se dal bilancio dell’anno N risulta un quick ratio pari a 1,5, si può dedurre che: A. Anche dal bilancio dell’anno N+1 risulterà una buona situazione di liquidità. B. Anche dal bilancio dell’anno N-1 risultava una buona situazione di liquidità. C. Il current ratio ha un valore maggiore o uguale di 1,5. D. Anche dal bilancio della principale società concorrente emergerà una situazione di liquidità favorevole. 35-11. Se il Margine di tesoreria <0 e il Quick Ratio <1: A. Le passività consolidate finanziano le liquidità immediate e differite. B. I mezzi propri e/o le passività consolidate finanziano il magazzino. C. Le passività correnti non sono sufficienti per finanziare le liquidità immediate e differite. D. Le passività correnti finanziano anche il magazzino. 35-12. Se il Quick Ratio = 1 e il Margine di tesoreria = 0: A. La somma delle liquidità immediate e delle liquidità differite è di pari importo della somma delle passività correnti e delle passività consolidate. B. Le liquidità differite e le liquidità immediate hanno lo stesso valore. C. Nessuna delle altre risposte. D. Le liquidità differite e le passività correnti hanno lo stesso valore. 35-13. L’equilibrio finanziario di breve termine dipende dal ritorno in forma liquida del magazzino se: A. Il quoziente di tesoreria è minore di 1 ed il margine di tesoreria è maggiore di 0. B. Il quoziente di tesoreria è pari a 1. C. Il quoziente di tesoreria è maggiore di 1. D. Il quoziente di tesoreria è minore di 1. 35-14. In caso di equilibrio finanziario di breve termine nell’anno N, l’equilibrio finanziario di breve termine dell’anno N+1: A. Dipende dalle dinamiche che si avranno nell’anno N+1 sull’attivo fisso e sui suoi elementi. B. Dipende dalle dinamiche che si avranno nell’anno N+1 sui mezzi propri e sui debiti di finanziamento. C. È la diretta e prevedibile conseguenza dell’equilibrio finanziario dell’anno N. D. Dipende dalla sincronizzazione tra crediti e debiti. 35-15. L’analisi della liquidità si svolge indagando: A. L’equilibrio tra magazzino e liquidità immediate e differite. B. L’equilibrio tra magazzino, liquidità immediate e liquidità differite. C. L’equilibrio tra fonti e impieghi. D. L’equilibrio tra passività correnti e passività consolidate. 36-01. Secondo l’analisi del capitale circolante netto, qual è la condizione affinché i cicli operativi generino liquidità: A. Pagare i debiti prima di riscuotere i crediti. B. Riscuotere in anticipo rispetto ai tempi di dilazione concordati ai clienti. C. Riscuotere i crediti prima di pagare i debiti. D. Pagare i debiti in anticipo rispetto alla scadenza concessa dai fornitori. 36-02. L’analisi del capitale circolante netto misura i flussi finanziari generati da quale dei seguenti cicli. A. Acquisto-magazzino. B. Acquisto-vendita. C. Acquisto-trasformazione-vendita. D. Acquisto-trasformazione-magazzino. 36-03. Con l’analisi del capitale circolante netto: A. La liquidità aziendale si misura attraverso il ciclo acquisto-trasformazione-magazzino. B. La liquidità aziendale si misura sotto le prospettive di rotazione e durata. C. La liquidità aziendale si misura attraverso i flussi legati al pagamento dei costi, i flussi legati alla riscossione dei ricavi e i flussi legati all’ottenimento di finanziamenti. D. La liquidità aziendale si misura dall’esubero di liquidità immediate e differite rispetto alle passività correnti. 36-04. Un indice Stock / Flusso è: A. Un indice di rotazione. B. Un indice di liquidità. C. Un indice di durata. D. Un indice di tesoreria. 36-05. L’azienda Alfa presenta un indice di rotazione delle scorte pari a 10. L’azienda Beta pari a 2. Quale delle seguenti affermazioni è corretta. A. Il valore del magazzino dell’azienda Alfa è maggiore di quello dell’azienda Beta. B. Le giacenze dell’azienda Alfa sono più nuove di quelle dell’azienda Beta. C. Le giacenze dell’azienda Alfa sono più vecchie di quelle dell’azienda Beta. D. Per l’azienda Alfa 10 euro su 100 sono ricavi derivanti dalla vendita del magazzino; per Beta, tali ricavi sono 2 euro su 100. 36-06. L’azienda Alfa dal bilancio dell’anno N presenta la seguente situazione: Vendite 200.000 euro; Crediti commerciali 50.000 euro; Debiti commerciali 25.000 euro. Quale delle seguenti affermazioni è corretta: A. Per avere un valore più significativo dell’indice di rotazione dei crediti, si dovrebbe calcolare il rapporto 200.000 euro / (50.000 euro - 25.000 euro). B. Per ottenere un valore più significativo dell’indice di rotazione dei crediti, si dovrebbe calcolare il rapporto (200.000 euro + IVA) / 50.000 euro. C. L’indice di rotazione dei crediti è pari a 4 e l’indice di rotazione dei debiti è pari a 8. D. Per avere un valore più significativo dell’indice di rotazione dei crediti, si dovrebbe calcolare il rapporto 200.000 euro / (50.000 euro + IVA). 36-07. Quale delle seguenti è una critica alla significatività dell’indice di durata dei crediti commerciali: A. I crediti commerciali sono valutati al valore presumibile di realizzo, mentre il magazzino al costo. B. I crediti commerciali dovrebbero essere scorporati dalll’IVA. C. Le vendite sono valutate al prezzo di mercato, mentre il magazzino al costo. D. I crediti commerciali sono valutati al valore presumibile di realizzo, mentre le vendite al prezzo di mercato. 36-08. Il rapporto “Consumo di materie prime / Rimanenze di materie prime” è: A. L’indice di durata delle rimanenze di materie prime. B. L’indice di rotazione delle rimanenze di materie prime. C. L’indice di rotazione del consumo delle materie prime. D. L’indice di durata del consumo delle materie prime. 36-09. Dal bilancio dell’anno N, l’azienda Alfa presenta la seguente situazione: Magazzino 5.000 euro; Crediti commerciali 3.000 euro; Disponibilità liquide 500 euro; Vendite 50.000 euro. Quanto tempo impiega il magazzino dell’azienda Alfa per rinnovarsi: A. 365 giorni. B. 36,5 giorni. C. 10 giorni. D. 3,65 giorni. 36-10. L’indice di durata delle scorte si calcola: A. (Vendite - Magazzino) * 365. B. (Magazzino + Vendite) / 365. C. Vendite / Magazzino * 365. D. Magazzino / Vendite * 365. 36-11. L’indice di rotazione delle scorte è: A. Un indice Stock / Stock. B. Un indice Flussi / Stock. C. Un indice Stock / Flussi. D. Un indice Flussi / Flussi. 39-01. Il MOL è un risultato: A. Nessuna delle altre risposte. B. Meno oggettivo del risultato operativo. C. Più oggettivo del risultato operativo. D. Oggettivo tanto quanto il risultato operativo. 39-02. Secondo la riclassificazione del Conto Economico a valore aggiunto, quale tra i seguenti NON è un costo interno: A. Premi di produzione. B. Salari. C. Ammortamenti. D. Costi per servizi elettrici. 39-03. Nella riclassificazione del Conto Economico a Ricavi e costi del venduto, i costi sono classificati. A. Per natura. B. Per destinazione. C. Per destinazione e per natura. D. In ordine di esigibilità. 39-04. Secondo la riclassificazione del Conto Economico a valore aggiunto, quale tra i seguenti è un costo interno: A. Acquisto di materie prime. B. Servizi assicurativi. C. Acquisto di software. D. Salari. 39-05. Quale delle seguenti affermazioni inerenti al valore aggiunto è errata: A. È espressione dell’autofinanziamento operativo che deriva dalla gestione. B. È il margine che residua dopo la copertura dei costi esterni. C. È l’incremento di valore apportato dall’azienda sui fattori esterni, grazie ai propri fattori interni. D. È la parte di valore di produzione che, coperti i costi esterni, partecipa alla copertura dei costi interni e delle altre aree di gestione. 39-06. Il M.O.L si può interpretare come. A. Autofinanziamento di medio-lungo periodo, in quanto si ottiene dopo aver considerato soltanto i costi di breve termine. B. Autofinanziamento finanziario, in quanto si convertirà in forma liquida. C. Autofinanziamento extra-operativo, in quanto si ottiene dopo aver considerato i costi dell’area caratteristica. D. Autofinanziamento operativo, in quanto si ottiene dopo aver considerato i costi monetari. 39-07. Il MOL: A. Tiene conto dei costi di ammortamento ed accantonamento. B. In lingua anglosassone è noto come EBIT. C. Tiene conto di costi discrezionali che ne riducono l’oggettività. D. Non tiene conto dei costi di ammortamento ed accantonamento. 39-08. Il margine di contribuzione: A. Si ottiene sottraendo dal valore della produzione i costi variabili. B. Si ottiene sottraendo dal valore della produzione i costi fissi. C. Si ottiene sottraendo dal valore della produzione i costi fissi e i costi variabili. D. Si ottiene sottraendo dal valore della produzione il valore aggiunto. 39-09. Per determinare il costo del venduto si considera: A. Il costo delle materie consumate per produrre i beni venduti. B. Il costo delle materie consumate per realizzare i beni destinati alla vendita. C. Il consumo delle materie consumate per realizzare sia i prodotti finiti che quelli semilavorati. D. Il costo delle materie consumate per produrre i beni venduti e immagazzinati. 39-10. Il margine di contribuzione esprime: A. Il contributo dei ricavi alla copertura dei costi variabili, dopo aver coperto i costi fissi. B. Il contributo dei ricavi alla copertura dei costi fissi, dopo aver coperto i costi variabili. C. Il contributo dei costi variabili alla copertura dei costi fissi. D. Il contributo dei ricavi di vendita alla copertura dei costi di approvvigionamento. |





