ANALISI DI BILANCIO pt2
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![]() ANALISI DI BILANCIO pt2 Description: LEZ 19-26 |



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19.05. Si ipotizzino che in data 1/4 risultano 1300 merci al costo di 10 euro ciascuna, in data 10/4 si rileva uno scarico di 200 unità; in data 2/5 si rileva un carico di 1.000 unità al costo di 12 euro; in data 1/6 si rileva uno scarico di 1.000 unità. Applicando il metodo del Costo Medio Ponderato, si determini il valore costo unitario dello scarico del 1/6. 11,00. 10,95. 10,45. 22,00. 19.08 Nell'ambito della valorizzazione delle rimanenze, il metodo di identificazione specifica del costo. E' generalmente adottato da aziende che commercializzano beni di alto valore o pezzi unici. Comporta il calcolo del costo medio dei beni disponibili per la vendita. In nessun caso può essere adottato senza l'utilizzo di codici a barre. Nessuna delle altre risposte. 19.09 Nel valorizzare il magazzino, in presenza di oscillazioni dei prezzi: La valorizzazione dei carichi viene effettuata generalmente al FIFO o al LIFO. La valorizzazione dei carichi viene effettuata al costo medio ponderato, quando possibile. La valorizzazione dei carichi viene effettuata al costo di acquisto o di produzione. La valorizzazione dei carichi è più complessa di quella degli scarichi. 19.10 La valorizzazione degli scarichi di magazzino. E' più complessa di quella dei carichi. Nessuna delle altre risposte. E' meno complessa di quella dei carichi. Ha la stessa complessità della valorizzazione dei carichi. 19.11 in presenza di oscillazioni dei prezzi, perché è necessario applicare uno dei criteri di valutazione delle rimanenze di magazzino (LIFO, FIFO, Costo Medio Ponderato)?. Per poter individuare con esattezza la corrispondenza tra i carichi e gli scarichi di magazzino. Per poter calcolare con esattezza il valore dei carichi di magazzino. Perché il LIFO, FIFO e CMP consentono di non sopravvalutare le misurazioni. Perché non è possibile individuare con esattezza la corrispondenza tra i carichi e gli scarichi di magazzino. 19.12 Il criterio del FIFO (o del LIFO). Prescinde dalla reale modalità di gestione dei carichi e scarichi di magazzino. Si basa sulle stesse modalità di calcolo del criterio del Costo Medio Ponderato. Non può essere applicato ai fini della redazione del bilancio, ma solo per finalità di controllo interne. Si può applicare solo se le reali movimentazioni fisiche di magazzino seguono esattamente la logica del FIFO (o del LIFO). 19.13 Applicando il criterio del FIFO si presume che: Le merci acquistate più di recente sono conservate in magazzino. Gli scarichi di magazzino vengano valutati al costo del carico più recente. Le merci più "vecchie" sono conservate in magazzino. I carichi di magazzino vengano valutati al costo dello scarico più recente. 19.14 In presenza di oscillazioni dei prezzi, il LIFO, il FIFO e il Costo Medio Ponderato: Consentono di individuare con esattezza la corrispondenza tra i carichi e gli scarichi di magazzino. Aumentano l'ambiguità della valutazione delle rimanenze. Mitigano l'ambiguità della valutazione delle rimanenze. Consentono di ottenere, con ragionevole certezza, il valore dei carichi di magazzino. 19.15 Il LIFO, il FIFO e il Costo Medio Ponderato: Sono dei metodi alternativi, che, se applicati contestualmente, restituiscono il medesimo valore. Sono dei metodi che calcolano con esattezza il valore del magazzino. Forniscono una valutazione del magazzino, limitatamente ai flussi di merci in entrata. Sono dei metodi che stimano il valore del magazzino. 19.16 Si ipotizzino le seguenti movimentazioni di magazzino, sapendo che in data 1/3 risultano conservate 1.000 unità di merci al costo unitario di 11 euro: in data 10/3 si rileva uno scarico di 700 unità; in data 1/4 si rileva un carico di 1.500 unità al costo di 15 euro; in data 3/5 si rileva uno scarico di 1.000 unità. Applicando il metodo del Costo Medio Ponderato, si determini il costo unitario dello scarico del 3/5. 14,33. 15,00. 12,33. 13,00. 19.17 Si ipotizzino le seguenti movimentazioni di magazzino, sapendo che in data 1/5 risultano conservate 1.000 unità di merci al costo unitario di 20 euro: in data 7/5 si rileva uno scarico di 300 unità; in data 1/6 si rileva un carico di 800 unità al costo di 30 euro; in data 24/6 si rileva uno scarico di 1.000 unità. Applicando il metodo del Costo Medio Ponderato, si determini il costo unitario dello scarico del 24/6. 17,33. 25,00. 25,33. 24,44. 19.18 Applicando il criterio del LIFO si presume che: Le merci più "vecchie" sono conservate in magazzino. I carichi di magazzino vengano valutati al costo dello scarico più recente. Le merci acquistate più di recente sono conservate in magazzino. Gli scarichi di magazzino vengano valutati al costo del carico più recente. 19.19 Si ipotizzino le seguenti movimentazioni di magazzino, sapendo che in data 1/9 risultano 1.000 unità di merci al costo unitario di 10 euro; in data10/9 si rileva un carico di 1.700 unità al costo di 15 euro; in data 13/9 si rileva un carico di 1.500 unità al costo di 10 euro; in data 20/9 si rileva uno scarico di 4.000 unità. Applicando il metodo del Costo Medio Ponderato, si determini il costo unitario dello scarico del 20/9. 12,02. 12,62. 12,25. 11,66. 19.20 In quali occasioni occorre utilizzare i criteri della identificazione specifica del costo, del Costo Medio Ponderato, del FIFO e del LIFO: Quando il costo dei beni varia nel tempo. Quando si desidera ottenere il valore medio di magazzino. Quando si desidera ottenere il valore certo di magazzino. Quando i carichi e gli scarichi di magazzino sono molteplici. 20.01 Secondo le ipotesi sottese al criterio del LIFO, in regime di oscillazione dei prezzi: Il procedimento con cui sono gestiti gli scarichi di magazzino è in genere coerente con il reale flusso di beni. Il valore degli scarichi di magazzino è in genere coerente con il valore di mercato dei beni. Non si ottiene una efficace correlazione costi-ricavi. Il valore delle rimanenze di magazzino è ottenuto applicando i prezzi più "nuovi". 20.02 L'indice di rotazione delle rimanenze misura. La durata della giacenza in magazzino dei beni. Il numero di volte che il magazzino subisce un ricambio. Il numero di volte che il magazzino e il costo del venduto subiscono un ricambio. Il numero di volte che il costo del venduto subisce un ricambio. 20.3 L'indice di rotazione delle rimanenze misura. La durata della giacenza in magazzino dei beni. Il numero di volte che il magazzino subisce un ricambio. Il numero di volte che il magazzino e il costo del venduto subiscono un ricambio. Il numero di volte che il costo del venduto subisce un ricambio. 20.4 In regime di oscillazione dei prezzi, il valore delle rimanenze che risulta dall'applicazione del FIFO, del LIFO e del Costo Medio Ponderato. E' sempre lo stesso, a prescindere dal criterio utilizzato. Non può differire, o verrebbe meno l'attendibilità di bilancio. Differisce, a seconda del criterio utilizzato. E' molto probabile che sia identico. 20.5 Secondo le ipotesi sottese al criterio del FIFO, in regime di oscillazione dei prezzi: Il valore delle rimanenze di magazzino approssima meglio il relativo valore di mercato, rispetto agli altri criteri. Il valore delle rimanenze di magazzino è sovrastimato rispetto al relativo valore di mercato. Il valore delle rimanenze di magazzino è sottostimato rispetto al relativo valore di mercato. Il valore delle rimanenze di magazzino è pari a zero, in quanto queste ultime risultano completamente vendute. 20.6 Secondo le ipotesi sottese al criterio del FIFO, in regime di oscillazione dei prezzi: La correlazione costi-ricavi è migliore rispetto agli altri criteri. Il valore degli scarichi di magazzino è in genere coerente con il valore corrente dei beni. Il procedimento con cui sono gestiti gli scarichi di magazzino è in genere coerente con il reale flusso di beni. Il procedimento con cui sono gestiti gli scarichi di magazzino è spesso non coerente con il reale flusso di beni. 20.7 Secondo le ipotesi sottese al criterio del LIFO, in regime di oscillazione dei prezzi: Il valore delle rimanenze di magazzino è ottenuto applicando i prezzi più "nuovi". Il valore delle rimanenze di magazzino approssima meglio il relativo valore di mercato. Il valore delle rimanenze di magazzino non è coerente con il valore di mercato. Il valore delle rimanenze di magazzino è pari a zero, essendo queste ultime completamente vendute. 20.8 In regime di prezzi crescenti, rispetto al FIFO: Il LIFO peggiora la correlazione costi-ricavi. Il LIFO valorizza le rimanenze finali ad un valore più vicino a quello di mercato. Il LIFO valorizza le rimanenze finali ad un valore più lontano da quello di mercato. Il LIFO contrappone ricavi recenti a costi lontani. 20.9 In regime di prezzi crescenti, rispetto al LIFO: Il FIFO comporta un costo del venduto più basso. Il FIFO comporta un valore delle rimanenze medio. Il FIFO comporta un valore delle rimanenze più basso. Il FIFO comporta un costo del venduto più alto. 20.10 L'indice di rotazione delle rimanenze si ottiene dal rapporto. Valore del Magazzino / Ricavi di vendita. Costo del Venduto / Valore del Magazzino. Costo del Venduto / Ricavi di vendita. Valore del Magazzino / Costo del Venduto. 21.1 L'analisi di bilancio di un'azienda può essere svolta: Nessuna delle altre risposte. Solo se si riesce ad accedere direttamente presso l'azienda. Solo se l'azienda non sta attraversando un periodo di crisi. Solo se si conoscono le politiche strategiche che l'azienda intende perseguire. 21.2 Per svolgere un'analisi di bilancio: Nessuna delle altre risposte. E' necessario avere il consenso dell'azienda. Occorre disporre non soltanto del bilancio aziendale, ma anche di informazioni di tipo gestionale. E' sufficiente disporre dei bilanci aziendali. 21. 3 I destinatari dell'analisi del bilancio: Sono i concorrenti. Sono i clienti e i fornitori. Sono i soci e i finanziatori. Tutte le risposte sono corrette. 21.4 Le analisi "esterne" di bilancio sono svolte prendendo in considerazione: Soltanto la documentazione relativa all'indebitamento bancario. Soltanto l'informativa aziendale. Soltanto la documentazione interna (piani aziendali, programmi, budget, ecc.). Sia l'informativa aziendale, sia la documentazione interna (piani aziendali, programmi, budget, ecc.). 21.5 Le analisi "interne" di bilancio possono essere svolte: Tutte le risposte sono corrette. Da qualunque analista. Solo da analisti che sono in possesso dell'informativa aziendale. Solo da analisti che possono verificare la qualità dell'informativa aziendale. 21.6 Le analisi "esterne" di bilancio: Sono più difficili da svolgere, rispetto a quelle "interne". Potrebbero portare a conclusioni non appropriate, rispetto a quelle "interne". Sono più complesse a livello tecnico, rispetto a quelle "interne". Sono più attendibili di quelle "interne". 21.7. L'analisi "interne" di bilancio: Sono uno strumento del controllo di gestione. Tutte le risposte sono corrette. Sono svolte per verificare l'andamento aziendale. Sono svolte dal management aziendale. 21.8 L'analisi "interne" di bilancio: Sono generalmente svolte dai soci. Nessuna delle altre risposte. Sono generalmente svolte dai finanziatori. Sono generalmente svolte dalle banche e dai fornitori. 21.9 Le analisi "esterne" e le analisi "interne" di bilancio: Portano sempre alle stesse conclusioni sullo stato di salute dell'azienda. Possono essere svolte entrambe dal management. Possono essere svolte entrambe da un concorrente dell'azienda. Tutte le risposte sono corrette. 21.10 Per il mercato, le analisi "esterne" di bilancio: Hanno pari importanza rispetto a quelle "interne". Hanno maggiore importanza di quelle "interne". Hanno minore importanza di quelle "interne". Non hanno alcuna importanza. 22.1 I parametri "standard" con cui si confrontano i risultati dell'analisi di bilancio: Sono stabiliti dal socio (o dai soci) di maggioranza. Possono essere forniti dagli stakeholders. Sono stabiliti dallo statuto aziendale. Attengono solo alle analisi "interne" di bilancio, non a quelle "esterne". 22.2 I giudizi in senso assoluto, sullo stato di salute dell'azienda: Nascono a seguito di un confronto con altre aziende. Prescindono dal confronto con altre aziende. E' molto complesso formularli. Sono espressi quando si pongono a confronto due aziende. 22.3. In un'azienda il capitale proprio ammonta a 20.000 euro, mentre il capitale di terzi a 500.000 euro. Quale giudizio si può esprimere, in senso assoluto: L'azienda potrebbe essere più indebitata di un'altra azienda del settore. L'azienda potrebbe essere più indebitata di un'altra azienda del settore. L'azienda potrebbe essere in linea con i dati di settore. L'azienda è troppo indebitata. 22.4 In un'analisi "esterna", affinché il giudizio sullo stato di salute dell'azienda esprima conclusioni appropriate, è opportuno. Che venga espresso sulla base della pianificazione degli obiettivi futuri. Che venga espresso soltanto in termini numerici. Tutte le risposte sono corrette. Che venga espresso in senso relativo. 22.5. Per svolgere una comparazione "nello spazio", i valori degli indici di bilancio dell'azienda devono essere comparati. Con aziende di dimensioni anche molto diverse da quelle dell'azienda presa in esame. Con aziende che operano in settori differenti da quello in cui opera l'azienda presa in esame. Nessuna delle risposte è corretta. Con aziende che operano nella stessa area geografica dell'azienda presa in esame, anche se operanti in settori differenti. 22.6. L'analisi di bilancio può prevedere che i valori degli indici aziendali vengano confrontati con gli indici medi di settore. Tuttavia: Gli studi di settore non sono attendibili. Per farlo, occorre attendere i dati di settore dell'anno successivo. Per farlo, occorre comprendere come sono stati ottenuti i dati di settore. Per farlo, occorre analizzare i dati di bilancio degli anni precedenti. 22.7. Una analisi "interna" di bilancio. Sarà svolta solo "nello spazio". Sarà svolta "nel tempo" e "nello spazio", esattamente come una analisi "esterna". Sarà svolta solo "nel tempo". Sarà svolta ricorrendo ai soli giudizi in senso assoluto. 22.8. L'analisi degli andamenti aziendali nel corso del tempo: E' svolta soltanto dagli analisi "esterni". Nessuna delle altre risposte. E' svolta soltanto dagli analisti "interni". E' svolta sia dagli analisti "interni" che da quelli "esterni". 22.9. Il confronto con gli studi di settore o con aziende concorrenti: E' svolto soltanto se l'analisi è di tipo "esterno". E' svolto soltanto se l'analisi è di tipo "interno". Nessuna delle altre risposte. E' svolto per esprimere un giudizio in senso assoluto. 22.10. Una delle criticità dei dati di settore è. Il talvolta lento aggiornamento delle banche dati. La mancata rappresentatività del settore. L'inattendibilità. La mancanza di dati. 23.1. Nell'ambito della procedura di svolgimento dell'analisi di bilancio, l'analisi preliminare del mercato mira a valutare: Il rischio ad investire nell'azienda esaminata. Il rendimento del capitale aziendale. Il rischio ad investire nel settore di appartenenza dell'azienda esaminata. La redditività delle vendite. 23.2. L'analisi di bilancio svolta analizzando e comparando gli indici di bilancio su di un periodo temporale molto esteso (ad es. 10 anni): E' utile solo se l'azienda opera in un settore molto turbolento. E' poco utile. E' molto utile, in quanto consente di osservare il trend degli indici di bilancio lungo gli anni. E' molto utile, in quanto rende possibile osservare l'andamento aziendale di molti anni fa. 23.3 Il numero di anni ritenuto congruo per svolgere un'analisi di bilancio in modo efficace è: 1. 2. 3. 4. 23.4. La procedura di svolgimento dell'analisi di bilancio prevede uno studio preliminare del mercato. A quale fine?. Al fine di valutare le prospettive di crescita dell'azienda e della concorrenza. Al fine di valutare lo stato di salute dell'azienda e le prospettive di mercato. Al fine di valutare lo stato di salute dell'azienda e la sua capacità di rivolgersi ad un altro mercato. Al fine di valutare la capacità dell'azienda di entrare in nuovi mercati. 23.5. Nell'ambito della procedura di svolgimento dell'analisi di bilancio, l'analisi preliminare del mercato porta ad esaminare le variabili endogene, ossia. Variabili inerenti alle performance dei concorrenti. Variabili inerenti alle performance aziendali. Variabili inerenti alle performance del mercato interno. Variabili inerenti alle performance del settore. 23.6. Nell'ambito della procedura di svolgimento dell'analisi di bilancio, l'analisi preliminare del mercato porta ad esaminare le variabili esogene, ossia: Variabili inerenti all'indebitamento aziendale verso le banche. Variabili inerenti alla capacità aziendale di essere attrattiva verso l'esterno. Variabili inerenti alle prospettive del settore. Variabili inerenti alle performance aziendali. 23.7. Attraverso l'interpretazione degli indici di bilancio, occorre. Analizzare i trend del fatturato. Analizzare le entrate e le uscite finanziarie. Analizzare gli indici in modo sistemico. Analizzare gli indici singolarmente. 23.8. Il calcolo degli indici. Consente di ottenere informazioni non desumibili direttamente dal bilancio. Consente di ottenere informazioni non già desumibili dal bilancio, ma riportate nella Nota Integrativa. Consente di ottenere informazioni già desumibili dal bilancio. Consente di ottenere informazioni già desumibili dal bilancio, ma sotto forma di frazioni. 23.9 La riclassificazione del bilancio: E' una fase propedeutica al reperimento della documentazione di bilancio. E' una fase non necessaria per svolgere l'analisi di bilancio. E' la fase finale della procedura di svolgimento dell'analisi di bilancio. E' una fase propedeutica al calcolo degli indici. 23.10 La riclassificazione del bilancio: Consente di determinare l'utile di esercizio. Consente di determinare margini e subtotali già esplicitati in bilancio. Consente di determinare margini e subtotali applicando i criteri civilistici. Consente di determinare margini e subtotali non esplicitati in bilancio. 23.11. La riclassificazione del bilancio: Non segue criteri civilistici né fiscali. E' svolta seguendo criteri civilistici. E' svolta seguendo criteri fiscali. E' svolta secondo la normativa nazionale o internazionale. 23.12. Quale delle seguenti affermazioni riguardante la riclassificazione di bilancio è corretta: Si svolge per ottenere informazioni sul totale dei ricavi che non sono stati ancora riscossi. Si svolge per ottenere informazioni già desumibili dal bilancio. Si svolge per calcolare il patrimonio netto e l'indebitamento aziendale. Si svolge per ottenere informazioni non desumibili dal bilancio. 23.13. Quale delle seguenti affermazioni riguardante la riclassificazione di bilancio è corretta: Si effettua per calcolare il totale dei ricavi conseguiti nell'anno. E' propedeutica alla costruzione degli indici. Si effettua per calcolare l'utile d'esercizio. Si effettua per calcolare il totale dei ricavi, dei costi, delle attività e passività patrimoniali. 23.14 Nell'ambito della procedura di svolgimento dell'analisi di bilancio, il reperimento della documentazione di bilancio si riferisce: All'informativa del mercato, del settore e della situazione economica nazionale. All'informativa di bilancio aziendale. All'informativa di bilancio delle aziende concorrenti e i dati di settore. All'informativa di bilancio aziendale e di quella di aziende concorrenti. 23.15. Nell'ambito della procedura di svolgimento dell'analisi di bilancio, le variabili endogene e le variabili esogene sono analizzate: Nella fase di interpretazione degli indici. Nella fase di reperimento della documentazione aziendale. Nella fase di studio preliminare del mercato. Nella fase di calcolo degli indici. 24.1. Quale delle seguenti affermazioni sugli impieghi numerari è corretta: Un impiego numerario non può trasformarsi in un altro impiego numerario. Un impiego numerario può essere utilizzato solo per acquisire altri impieghi numerari. Un impiego numerario è utilizzato per acquistare un fattore produttivo. Un impiego numerario è il costo di un fattore produttivo. 24.2. L'azienda Alfa, utilizzando dei macchinari, realizza un prodotto finito dopo 20 giorni di lavorazione. Il prodotto finito confluisce in magazzino, pronto per essere venduto. Indicare il numero di impieghi numerari coinvolti in questa operazione. Zero. 1. 2. 3. 24.3. Un esempio di impiego non numerario è: Un ricavo. Un finanziamento ottenuto. Un finanziamento rimborsato. Un credito di regolamento. 24.4. Nel predisporre i dati per riclassificare lo Stato Patrimoniale secondo il criterio finanziario, occorre innanzitutto distinguere gli impieghi numerari da quelli non numerari, ossia: Occorre distinguere gli elementi monetari (impieghi numerari) dai fattori produttivi (impiegni non numerari). Occorre distinguere i debiti (impieghi numerari) dai fattori produttivi (impieghi non numerari). Occorre distinguere gli elementi del Patrimonio Netto (impieghi numerari) dai fattori produttivi (impieghi non numerari). Occorre distinguere gli elementi monetari (impieghi non numerari) dai fattori produttivi (impieghi numerari). 24.5. La velocità di rotazione di un impiego è intesa come: La capacità di convertirsi in fattore produttivo. La capacità di convertirsi in denaro. La capacità di convertirsi da impiego a fonte di finanziamento. La capacità di convertirsi da impiego a debito. 24.6. La velocità di rotazione di un credito concesso ad un cliente, con dilazione di 3 mesi, è pari a: Zero. 3 mesi. 1 mese e mezzo. 6 mesi. 24.7. Gli impieghi numerari: Sono sempre liquidi (ad es. cassa assegni, denaro in cassa, depositi bancari). Nessuna delle altre risposte. Sono riferiti ai fattori per l'utilizzo o per la vendita. Sono sempre non liquidi (ad es. crediti verso clienti). 24.8. Gli impieghi non numerari: Si distinguono in impieghi per il pagamento e per l'incasso. Si distinguono in impieghi per l'utilizzo e per l'acquisto. Si distinguono in impieghi per la vendita e per l'incasso. Si distinguono in impieghi per l'utilizzo e per la vendita. 24.9. Quale dei seguenti impieghi ha un tempo di rotazione maggiore (ossia è più lento) rispetto alla cassa: Magazzino. Crediti verso clienti. Tutte le risposte sono corrette. Macchinari. 29.10 Quale dei seguenti impieghi ha un tempo di rotazione maggiore (ossia è più lento) rispetto ai crediti verso clienti: Deposito bancario. Cassa. Macchinari. Cassa assegni. 24.11 Un esempio di impiego non numerario è: Il credito verso un cliente. Il costo di un fattore produttivo. Il debito verso un fornitore. Il rimborso di un finanziamento. 24.12. Quale dei seguenti impieghi ha un tempo di rotazione minore (ossia è più veloce) rispetto alla cassa: Fabbricati. Nessuna delle altre risposte. Macchinari. Crediti verso clienti. 24.13. Quale delle seguenti affermazioni sugli impieghi non numerari è corretta: Un impiego non numerario può trasformarsi solo in un altro impiego non numerario. Un impiego non numerario è il costo di un fattore produttivo. Un impiego non numerario è utilizzato per acquistare un fattore produttiv. Un impiego non numerario è, ad esempio, il credito derivante dalla fatturazione di un ricavo di vendita. 24.14. Quale dei seguenti impieghi ha un tempo di rotazione maggiore (ossia è più lento) rispetto ai macchinari: Magazzino. Cassa. Crediti verso clienti. Nessuna delle altre risposte. 24.15. Un esempio di impiego numerario è: Il capitale sociale. Un credito di regolamento. Un fabbricato. Una riserva di capitale. 24.16. Un impiego numerario può essere utilizzato per: Trasformare le materie prime in prodotti finiti. Acquisire un impiego non numerario. Vendere un impiego non numerario. Vendere un impiego numerario. 24.17. Nell'ambito della velocità di rotazione degli impieghi, la "distanza" tra il magazzino e la cassa, rispetto alla "distanza" tra i crediti verso clienti e la cassa, è: Generalmente maggiore. Dipende dall'importo. Generalmente minore. Identica. 24.18. Convenzionalmente, quale parametro di riferimento viene preso per valutare se un impiego è di breve o di lungo termine. Il biennio. Il quinquennio. Il periodo amministrativo. Il bilancio. 24.19. Un impiego non numerario può essere utilizzato per: Essere trasformato in impiego non numerario. Essere trasformato in impiego numerario. Acquisire un impiego numerario. Vendere un impiego numerario. 24.20 L' Azienda Alfa , dopo aver utilizzato dei macchinari, realizza un prodotto finito dopo 10 giorni di lavorazione. Il prodotto finito finisce in magazzino e viene venduto dopo 20 giorni ad un cliente, che paga per pronta cassa l'importo. Indicare il numero di impieghi numerari coinvolti in questa operazione. 1. 2. 3. 4. 24.21 L'azienda Alfa, utilizzando dei macchinari, realizza un prodotto finito dopo 15 giorni di lavorazione. Il prodotto finito viene venduto dopo 15 giorni ad un cliente, a cui viene concessa una dilazione di pagamento di 30 giorni. Decorso il termine, il cliente versa quanto dovuto. Indicare il numero di impieghi non numerari coinvolti in questa operazione. 3. 4. 1. 2. 25.1. Quale tra le seguenti è una immobilizzazione finanziaria: Avviamento. Crediti di finanziamento. Spese d'impianto. Impianti. 25.2. Quale dei seguenti elementi fa parte del magazzino "immateriale". Le materie prime in giacenza. Nessuna delle altre risposte. I prodotti finiti in giacenza. I semilavorati in giacenza. 25.3. Quale tra le seguenti è una immobilizzazione immateriale: Partecipazioni strategiche. Spese per campagna pubblicitaria. Macchinari. Magazzino. 25.4. Cosa hanno in comune le immobilizzazioni materiali, immateriali e finanziarie: Rientrano nell'attivo circolante dello Stato Patrimoniale. Si "trasformano" in stato liquido in breve tempo. Il loro valore deve essere rettificato per poter essere iscritto in bilancio. Partecipano tutte ad un solo esercizio. 25.5. Quale tra le seguenti è una immobilizzazione materiale: Marchi. Brevetti. Anticipi a fornitori per fornitura di beni pluriennali. Spese d'impianto. 25.6 Quale dei seguenti elementi fa parte del magazzino "materiale". Prodotti finiti in giacenza. Materie prime in giacenza. Tutte le risposte sono corrette. Semilavorati in giacenza. 25.7. Quale dei seguenti elementi fa parte del magazzino "materiale". Prodotti in giacenza. Denaro in cassa. Risconti attivi. Risconti passivi. 25.7. Quale tra le seguenti è una immobilizzazione immateriale: Partecipazioni strategiche. Crediti di finanziamento. Impianti e macchinari. Avviamento. 25.8. Quale dei seguenti elementi fa parte del magazzino "immateriale". Risconti attivi. Prodotti in giacenza. Risconti passivi. Materie prime in giacenza. 25.10. Riguardo alle immobilizzazioni: Quelle materiali e immateriali vengono iscritte in bilancio al loro valore contabile. Quelle finanziarie costituiscono impieghi di breve termine. Quelle materiali e immateriali non vanno ammortizzate essendo impieghi di breve termine. Quelle materiali e immateriali vanno iscritte nell'attivo fisso, a differenza di quelle finanziarie, che invece sono iscritte nell'attivo circolante. 25.11 Quale tra le seguenti è una immobilizzazione materiale: Crediti verso clienti. Spese d'impianto. Macchinari in costruzione. Magazzino. 25.12. Dal bilancio azienda Alfa si rileva quanto segua : Fabbricati 200.000; Macchinari 100.000; Rimanenza di prodotti finiti 25.000; Rimanenze di materie prime 30.000 euro; Crediti commerciali 75.000 euro; Risconti attivi 5.000 euro; Disponibilità liquide 10.000 euro. Qual è il valore complessivo del magazzino, inteso nella sua accezione più estesa: 5.000 euro. 145.000 euro. 60.000 euro. 55.000 euro. 25.13. Quale tra i seguenti è un elemento dell'attivo circolante "realizzabile non numerario". Gli impianti e i macchinari. I crediti di regolamento e finanziari. I prodotti in giacenza. Il denaro in cassa. 25.14. Cosa si intende per attivo circolante "realizzabile numerario". L'insieme dei crediti e dei debiti con scadenza entro i 12 mesi. L'insieme di tutti i crediti con scadenza entro i 12 mesi. L'insieme dei crediti di regolamento con scadenza entro 12 mesi. L'insieme dei crediti già riscossi. 25.15 Quale tra le seguenti è una immobilizzazione finanziaria: Marchi. Cassa. Nessuna delle altre risposte. Brevetti. 25.16. Quale tra le seguenti è una immobilizzazione immateriale: Attrezzature industriali. Fabbricati. Macchinari. Spese d'impianto. 25.17. Quale dei seguenti elementi dell'attivo circolante può essere un impiego numerario non liquido. Cassa assegni. Disponibilità numerarie. Liquidità. Depositi postali. 25.18. Quale dei seguenti elementi fa parte dell'attivo circolante: Macchinari. Fabbricati. Disponibilità commerciali. Partecipazioni strategiche. 25.19. Le immobilizzazioni finanziarie: Rientrano tra i ricavi. Rientrano tra i costi. Rientrano nell'attivo circolante. Rientrano nell'attivo fisso. 25.20. Dal bilancio azienda Alfa si rileva quanto segua : Fabbricati 200.000;Macchinari 100.000; Rimanenza di magazzino 25.0000; crediti commerciali 75.000 euro; Disponibilità liquide 10.000 euro. Qual è il valore complessivo dell'attivo circolante: 10.000 euro. 100.000 euro. 300.000 euro. 110.000 euro. 26.1. Nell'ambito della riclassificazione dello Stato Patrimoniale secondo criteri finanziari: Gli impieghi si distinguono in base a criteri finanziari e le fonti in base a criteri di liquidità. Gli impieghi si distinguono in base a criteri di esigibilità e le fonti in base a criteri i liquidità. Gli impieghi si distinguono in base a criteri di liquidità e le fonti in base a criteri di esigibilità. Gli impieghi si distinguono in base a criteri di liquidità e le fonti in base a criteri finanziari. 26.2. Il capitale investito ed il capitale di finanziamento. Sono contrapposti e correlati. Sono inseriti nella stessa sezione dello Stato Patrimoniale. Sono entrambi iscritti nell'attivo dello Stato Patrimoniale. Sono la stessa cosa. 26.3. L'iscrizione degli impieghi nello Stato Patrimoniale può avvenire. In quanto possono esistere, oppure no, delle fonti che li finanziano. A prescindere dalle fonti che li finanziano. Solo se il risultato di esercizio è positivo. In quanto esistono delle fonti che li finanziano. 26.3. L'iscrizione degli impieghi nello Stato Patrimoniale può avvenire. In quanto possono esistere, oppure no, delle fonti che li finanziano. A prescindere dalle fonti che li finanziano. Solo se il risultato di esercizio è positivo. In quanto esistono delle fonti che li finanziano. 26.4. Nell'ambito della distinzione delle fonti secondo la "velocità di scadenza", cosa si intende per tempo di estinzione. Il tempo necessario affinché il capitale proprio si converta in forma liquida. Il tempo necessario affinché un impiego si converta in forma liquida. Il tempo necessario affinché un debito si trasformi in pagamento. Il tempo necessario affinché il magazzino si trasformi in ricavo di vendita. 26.5. L'azienda Beta presenta la seguente situazione: attivo fisso 100.000 euro; magazzino 35.000 euro; crediti commerciali 10.000 euro; disponibilità liquide 5.000 euro; patrimonio netto 100.000 euro; debiti di finanziamento 30.000 euro; debiti commerciali 20.000 euro. Qual è il rapporto il totale degli impieghi numerari e le passività correnti?. 2,5. 1,75. 0,25. 0,75. 26.6. L'azienda Alfa presenta la seguente situazione: attivo fisso 130.000 euro; attivo circolante 50.000 euro; patrimonio netto; 100.000 euro; passività consolidate 50.000; passività correnti 30.000 euro. Qual è il rapporto tra le fonti senza scadenza ed il capitale di finanziamento?. 0,166. 0,444. 1,8. 0,556. 26.7. I debiti di finanziamento. Nessuna delle altre risposte. Sono relativi a condizioni di pagamento pattuite nell'ambito di operazioni commerciali. Nascono per effetto di dilazioni di pagamento ottenute dai fornitori. Nascono per effetto di dilazioni concesse ai clienti. 26.8. I debiti di funzionamento e i debiti di finanziamento. Possono essere degli impieghi o delle fonti, a seconda della sezione dello. Stato Patrimoniale in cui sono iscritte Sono entrambe delle fonti dello Stato Patrimoniale. Sono entrambi valori numerari. Danno luogo ad aumenti di capitale. 26.9. I debiti di funzionamento. Sono debiti verso i fornitori. Sono debiti di finanziamento. Sono debiti verso dipendenti. Sono debiti tributari. 26.10. L'azienda Beta presenta la seguente situazione: fabbricati 70.000 euro; macchinari 20.000 euro; mobili d'ufficio 10.000 euro; magazzino 35.000 euro; crediti commerciali 10.000 euro; disponibilità liquide 5.000 euro; patrimonio netto 100.000 euro; debiti di finanziamento 30.000 euro; debiti commerciali 20.000 euro. Qual è il rapporto tra gli impieghi a medio-lungo termine e gli impieghi a breve termine?. 6,667. 1,4. 9. 2. 26.11. Quale delle seguenti alternative include tutte le tipologie di fonti di finanziamento. Capitale conferito a titolo di dotazione e mezzi propri. Capitale di terzi e capitale apportato a titolo di prestito. Mezzi propri e capitale di rischio. Mezzi propri e mezzi di terzi. 26.12. Quale delle seguenti affermazioni, inerenti alle fonti di finanziamento, è corretta: Le fonti esterne sono rappresentate dal capitale di terzi, ossia dal capitale apportato a titolo di prestito. Le fonti interne sono rappresentate dal capitale di terzi, ossia dal capitale conferito a titolo di dotazione. Le fonti esterne sono rappresentate dal capitale di terzi, ossia dal capitale conferito a titolo di dotazione. Le fonti interne sono rappresentate dal capitale di rischio, ossia dal capitale apportato a titolo di prestito. 26.13. L'azienda Alfa presenta la seguente situazione: attivo fisso 130.000 euro; attivo circolante 50.000 euro; patrimonio netto; 100.000 euro; passività consolidate 50.000; passività correnti 30.000 euro. Qual è il rapporto tra l'attivo a breve termine e le passività a breve termine?. 0,625. 1,667. 1,5. 0,6. 26.14. L'azienda Beta accende un finanziamento con scadenza a 10 anni, per un importo di 150.000 euro, e si impegna a rimborsare la prima quota capitale, pari a 15.000 euro + interessi di 57 euro, entro la fine dello stesso periodo amministrativo. Con riferimento alle fonti, l'azienda avrà: Passività consolidate pari a 135.000 euro e passività correnti pari a 15.000 euro. Passività consolidate pari a 150.000 euro e passività correnti pari a 57 euro. Passività consolidate pari a 135.000 euro e passività correnti pari a 57 euro. Passività consolidate pari a 150.000 euro e passività correnti pari a 15.000 euro. 26.15 Quale delle seguenti affermazioni, inerenti alle fonti di finanziamento, è corretta: Le fonti esterne sono rappresentate dal capitale di rischio, ossia dal capitale apportato a titolo di prestito. Le fonti interne sono rappresentate dal capitale di rischio, ossia dal capitale conferito a titolo di dotazione. Le fonti esterne sono rappresentate dal capitale di terzi, ossia dal capitale conferito a titolo di dotazione. Le fonti interne sono rappresentate dal capitale di terzi, ossia dal capitale apportato a titolo di prestito. 26.16. Quale delle alternative completa la seguente frase in modo corretto: "A fronte dell'acquisto e dell'iscrizione in bilancio di un macchinario del valore di 30.000 euro": Può esservi stata una diminuzione del capitale conferito a titolo di dotazione. Può esservi stato un aumento delle liquidità. Può esservi stata una diminuzione del capitale apportato a titolo di prestito. Può esservi stato un aumento del capitale conferito a titolo di dotazione. 26.17. L'azienda Alfa presenta la seguente situazione: attivo fisso 130.000 euro; attivo circolante 50.000 euro; patrimonio netto; 100.000 euro; passività consolidate 50.000; passività correnti 30.000 euro. Qual è il rapporto tra mezzi di terzi e mezzi propri?. 0,3. 1,25. 0,8. 0,5. 26.18. L'azienda Alfa presenta la seguente situazione: attivo fisso 130.000 euro; attivo circolante 50.000 euro; patrimonio netto; 100.000 euro; passività consolidate 50.000; passività correnti 30.000 euro. Qual è l'ammontare complessivo del capitale di finanziamento?. 80.000 euro. 180.000 euro. 50.000 euro. 30.000 euro. 26.19. Un'azienda ha acquistato ed iscritto in bilancio un fabbricato del valore di 200.000 euro. Anche in assenza di altre informazioni, si può comunque affermare che: Il capitale di finanziamento non ha subito variazioni. Si è rilevata una diminuzione dei debiti. E' aumentato un credito verso i clienti. Una fonte di finanziamento ha coperto l'investimento. 26.20. L'azienda Beta presenta la seguente situazione: attivo fisso 100.000 euro; magazzino 35.000 euro; crediti commerciali 10.000 euro; disponibilità liquide 5.000 euro; patrimonio netto 100.000 euro; debiti di finanziamento 30.000 euro; debiti commerciali 20.000 euro. Qual è il rapporto tra le attività correnti e le passività correnti?. 1,75. 0,75. 0,25. 2,5. |




