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antropologia

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2a parte lamarte

Creation Date: 2026/10/23

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In base a quanto osservato nei suoi viaggi Wallace potè constatare che la distribuzione delle caratteristiche degli esseri viventi era fortemente influenzata da: in realtà Wallace è un creazionista. da un processo di digenerazione indotto dall'ambiente. da un processo di cambiamento che è insito della specie stessa. dalle caratteristiche del luogo in cui si vengono a trovare.

In merito alla teoria darwaniana dell'origine della specie per selezione naturale, si parla di una diatriba in merito alla primogenitura con una contemporaneo dello stesso Darwin: Lyell. Linneo. Wallace. Buffon.

Secondo le osservazioni di Darwin le popolazioni tendono naturalmente ad aumentare, ma rimangono pressochè costanti al passare del tempo dal momento che: si instaurano una lotta per la sopravvivenza tra individui della stessa specie. molti individui muoiono mentre pochi sopravvivono e si riproducono. è alla base del processo di selezione naturale. sono tutte vere.

Secondo il pensiero di Darwin, nel tempo, sempre più individui in una popolazione presenteranno: mutazioni casuali sia vantaggiose che svantaggiose. lo sviluppo degli organi che vengono maggiormente utilizzati. rimangono immutabili per periodi molto lunghi. le caratteristiche individuali vantaggiose si presentano con sempre maggiore frequenza.

Secondo quale evoluzionista nella lotta per l'esistenza, ha la meglio chi possiede caratteristiche più consone all'ambiente, dando vita ad una discendenza in grado di sfruttare le varie opportunità ecologiche: Lamark. Darwin. Buffon. Cuvier.

Secondo Darwin il processo evolutivo varia a seconda delle istituzioni, In particolare le variazioni potevano essere vantaggiose, indifferenti o svantaggiose e portare alla nascita di una nuova specie, per divergenza. Per spiegare il processo evolutivo lo studioso utilizzò una rappresentazione: inclusiva. ad albero. a diagramma concentrico. esclusiva.

Secondo il pensiero di Darwin, la spinta verso il cambiamento e l'evoluzione era rappresentato: ereditarietà dei caratteri acquisiti. la selezione naturale. un adattamento lento. la limitata disponibilità di risorse.

Secondo quale evoluzionista le nuove specie danno origine a nuovi generi, nuovi generi a nuovi ordini e così via in un processo che ricorda la ramificazione di un albero: Buffon. Darwin. Lyell. Wallace.

Con il passare del tempo i nuovi individui e nuove popolazioni danno origine a nuove specie; si tratta di una ipotesi portata avanti da: Buffon. Linneo. Darwin. Lamark.

Già Linneo nella sua opera Systema Naturae aveva inserito l'uomo nello stesso ordine delle scimmie, ma il merito di considerarlo in termini evolutivi è riconducibile a: Wallace. Lamark. Hutton. Darwin.

La sintesi moderna o neodarwinismo è una teoria che spiega l'evoluzione della specie e si fonda su punti essenziali; quale tra quelli elencati non è una argomentazione di tale teoria: le variazioni nelle popolazioni sono prodotte da piccole mutazioni che si verificano casualmentente. tutte le specie esistenti sono derivate da un unico antenato comune attraverso ramificazioni successive. il cambiamento in una popolazione è dovuto soprattutto alla selezione naturale. l'evoluzione è un processo repentino.

Un alternativa antievoluzionista alle teorie moderne è rappresentata da: saltazionismo. neocreazionismo. degenerazionismo. teoria sintetica dell'evoluzione.

La teoria evoluzionistica che si afferma del XX secolo da una integrazione della sintesi della teoria darwiniana della selezione naturale con quella mendeliana dell'ereditarietà prende il nome di: nessuna delle precedenti. neocreazionismo. teoria del riassortimento indipendente. teoria sintetica dell'evoluzione.

Il punto cardine della teoria evoluzionistica neodarwiniana può essere sintetizzato come: la selezione naturale agisce sulla normale variabilità delle popolazioni, che seguono le leggi di ereditarietà mendeliane. i caratteri acquisiti vengano trasmessi alla progenie. le leggi di ereditarietà non possono essere applicate al processo evolutivo. i caratteri vengono trasmessi secondo la legge della dominanza, caratteri selezionati dall'ambiente.

La principale scuola di pensiero evolutivo attuale, che a ampliandosi con il procedere delle scoperte in ambito genetico e molecolare è: sistematica tassonomica. neocreazionismo. neodegenerazionismo. neodarwinismo.

Secondo la teoria saltazionista la formazione di una nuova specie non avverrebbe attraverso un accumulo graduale di variazioni piccole, piuttosto attraverso: una mutazione che va incontro a sommazione con altre. un processo degenerativo. un'unica macromutazione. un'unica micromutazione.

Una teoria che tenta di colmare le lacune lasciate dal pensiero neodarwiniano è rappresentata da: neocreazionismo. teoria sintetica dell'evoluzione. paleoantropologia. saltazionismo.

Secondo quale teoria evoluzionistica le varie specie si sviluppano in archi temporali differenti, brevi in cui si verificano i cambiamenti e lunghi i tempi lunghi di "inattività evolutiva": nessuna delle prevedenti. saltazionismo. teoria degli equilibri puntiformi. teoria sintetica dell'evoluzione.

Secondo la teoria punteggiata, il fattore evolutivo che stimola la divergenza sarebbe rappresentato: rottura della condizione di equilibrio. un processo degenerativo. selezione naturale. secondo la teoria punteggiata non è previsto nessun processo evolutivo.

Secondo le teorie evoluzionistiche moderne, il processo di speciazione è legato a: macroevoluzione. iassortimento indipendente. microevoluzione. ibridazione.

Mendel formulò una legge secondo cui in una coppia di caratteri alternativi uno era dominante e l'altro recessivo, legge che viene definita: legge della segregazione. legge di predominanza. legge dell'assortimento indipendente. legge della dominanza.

Quando si verifica una condizione in cui poche decine di individui colonizzano ad esempio un'isola disabitata perdendo il contatto con la popolazione originaria si parla di: deriva genetica. effetto a collo di bottiglia. effetto del fondatore. estinzione.

La perdita casuale di un gene nelle piccole popolazioni, legato al numero di individui che compongono la popolazione stessa prende il nome di: allotropismo. selezione naturale. speciazione. deriva genetica.

Per cladogenesi s'intende: rapidi e drastici cambiamenti evolutivi. scissione di piccole popolazioni da una grossa popolazione originale. perdita casuale di un gene nelle piccole popolazioni. piccoli cambiamenti graduali accumulati dalla popolazione.

Secondo le teorie evoluzionistiche moderne, la variabilità all'interno della specie è strettamente correlata al concetto di: ibridazione. speciazione allotropica. macroevoluzione. microevoluzione.

La manifestazione osservabile di un carattere presente nel patrimonio genico prende il nome di: cromosoma. genotipo. genoma. fenotipo.

Secondo quanto ipotizzato da Mendel, mediante i suoi studi di ibridazione di linee pure, ogni individuo possedeva una coppia di geni che codificano per un carattere. I componenti di una coppia vengono definiti: geni. mutageni. fenotipi. alleli.

Il processo di speciazione è un processo che, alla luce delle scoperte in campo genetico deriverebbero da: piccoli cambiamenti graduali accumulati dalla popolazione. rapidi e drastici cambiamenti evolutivi. accumulo di mutazioni in una popolazione. perdita di un carattere dominante.

Nei suoi esperimenti Mendel osservò che incrociando piante di linee pure tra loro si manifestava uno solo dei caratteri della generazione parentale, carattere che chiamò: allele. allotropico. dominante. recessivo.

L'emigrazione o immigrazione di individui da una popolazione all'altra, con un mescolamento di geni tra popolazioni della stessa specie che vivono in luoghi contigui, prende il nome di: macromutazione. deriva genetica. flusso genico. speciazione.

La diffusione in nicchie diverse da parte di specie che possedevano antenati comuni è un processo che prende il nome di: deriva genetica. speciazione divergente. effetto del fondatore. radiazione adattiva.

La nascita di una nuova specie può avvenire mediante un processo veloce di diversificazione che si realizza quando una nuova specie sorge nello stesso luogo di residenza di quella genitrice; si può parlare di: speciazione allotropica. speciazione divergente. nessuna delle precedenti. speciazione simpatrica.

Quando incidentalmente un esiguo numero di individui di una data popolazione viene a trovarsi isolato a causa di una qualche barriera, si parla di: speciazione allopatrica. speciazione simpatrica. speciazione poliploide. speciazione divergente.

Secondo le teorie moderne, esistono diversi tipi di selezione, naturale, che possono agire su una popolazione; in particolare in un processo che opera continuamente in una popolazione, eliminando gli individui che presentano caratteristiche estreme prende il nome di: selezione stabilizzante. selettività di speciazione. selezione dipendente dalla frequenza. selezione divergente.

Quando una popolazione si isola dal resto della specie e segue un proprio percorso evolutivo, con la nascita di una nuova specie, si può parlare di: evoluzione divergente. nessuna delle precedenti. coevoluzione. evoluzione convergente.

In una popolazione ideale ad ogni generazione si può verificare un cambiamento del pool genetico; tale processo può avvenire: in assenza di una deriva genetica. quando le mutazioni sono indotte da un evento ben identificato. in assenza di mutazioni. se si verifica un flusso genetico.

Quale tra quelle elencate, secondo la genetica di popolazione, non è una caratteristica di una popolazione: gruppo di organismi che possono scambiare il loro pool genetico con altre specie appartenenti allo stesso genere. gruppo di organismi isolati riproduttivamente dalle altre popolazioni, di specie diversa. gruppo di organismi della stessa specie che si riproducono tra loro in un determinato luogo. è caratterizzata dal proprio pool genico.

La Rift Valley: è una zona che non ha subito alcuna modificazione climatica. è una grande fossa tettonica formatasi alla fine del Miocene. è divisa in due blocchi, Laurasia e Gondwana. è il risultato dell'emersione della terra nel Mosozoico.

Il genere umano ha avuto le sue origini in: America del Nord. Africa. America del Sud. Europa.

La comparsa della Rift Valley in Africa ebbe delle conseguenze sul processo evolutivo; in particolare determinò la: la separazione tra scimmie del Vecchio Mondo e del Nuovo Mondo. nessuna delle precedenti. speciazione dell'Australopithecus. estinzione dei grossi mammiferi.

Le conseguenze dell'evento tettonico che portò alla formazione della Rift Valley ebbe come conseguenza sugli ominidi: la Rift Valley non ha avuto ripercussioni sulla nascita della specie Homo. una variazione delle abitudini sociali. un adattamento alle variazioni ambientali che porterà all'affermarsi della postura bipede. allo sviluppo delle industrie litiche per un aumento delle risorse minerarie.

Il primo ominide in cui reperti fossili lasciano ipotizzare una postura bipede è: Sahelantropus tchadensis. Australopithecus afarensis. Orrorin tugenensis. Arsipithecus ramidus.

La famiglia degli Ominidi, dell'ordine dei Primati, comprende: la specie umana attuale e le grandi scimmie. la specie umana attuale, le specie umane estinte e le grandi scimmie. le specie umane estinte e le grandi scimmie. tutte le specie umane estinte.

I mammiferi si differenziano in tre linee principali; in particolare i Primati appartengono ai: Marsupiali. Monotremi. Placentati. Onnivori.

La specie più antica nella famiglia dell'uomo è: Ardipithecus kadabba. Sahelantropus tchadensis. Ardipithecus ramidus. Orrorin tugenensis.

Le scimmie antropomorfe (Hominoidea) si sono differenziate a partire da: Gorilla. Catarrine. Platirrine. Lemuri.

Il termine Simiiformes indica un infraordine di Primati conosciuto nella classificazione tradizionale come: Orrorin. Homo. Anthropoidea. Hominoidea.

Le Platirrine sono: le scimmie antropomorfe. le scimmie del Nuovo Mondo (Nord America). nessuna delle precedenti. le scimmie del Vecchio Mondo (Africa-Europa-Sud America).

Gli Australopiteci vengono distinti in funzione delle differenze di costituzione ossea nelle due forme gracile e robuste; quali tra le specie elencate non appartengono alla forma gracile: A.afarensis. Paranthropus. A.africanus. A.anamensis.

Gli Australopitechi: appartengono ad un gruppo diversificato dove solo alcune forme sono ritenute ancestrali. si sono evoluti e diversificati in Europa. sono stati studiati grazie ai molti ritrovamenti fossili. rappresentano l'anello mancante di un'evoluzione umana graduale e lineare.

La famiglia Hominidae comprende due sottofamiglie, di cui quella delle Australopithecinae che comprende: tutte le forme umane, estinte e attuali. le scimmie del Nuovo Mondo (Nord America). le forme estinte non incluse nel genere Homo. tutte le precedenti.

Gli australopiteci sono costituiti da un mosaico di caratteristiche morfologiche umane e delle scimmie antropomorfe; quali tra quelle elencate non appartengono al genere: hanno il cervello piccolo. sono bipedi. hanno preso completamente la capacità di arrampicamento sugli alberi. presentano mandibole molto robuste con denti grandi e con smalto spesso.

Il ritrovamento forse più famoso che viene ricordato è Lucy, un reperto fossile appartenente a: A.Garhi. A.anamensis. A.afarensis. A.africanus.

Australopiteco è una parola inventata da Raymond Dart per: il ritrovamento di una mandibola. il ritrovamento di evidenze fossili dell'origine del linguaggio. il ritrovamento di un cranio nfantile. il ritrovamento di arti superiori evoluti.

Lo scheletro fossile di Lucy dimostra che la stazione eretta era acquisita, nonostante: manca delle estremità inferiori. non si può fare nessuna ipotesi visto lo scheletro frammentato. mancano gli arti superiori. manca delle ossa del bacino.

Quale è il nome del genere che deriva dal greco e vuol dire "accanto all'uomo" con riferimento al fatto che tutte le specie inserite in questo genere sono vissute in zone dove ai tempi stavano affermandosi le prime specie del genere Homo: A.afarensis. A.anamensis. Paranthropus. A.Garhi.

Un importante reperto di A.africanus è rappresentato: Lucy. non si hanno ritrovamenti fossili conosciuti. impronte di Laetoli. Bambino di Taung.

Nel corso dell'evoluzione il genere Homo è andato incontro a modificazioni anatomiche, preannunciatesi al momento della divergenza dalle antropomorfe; quali, tra quelli elencati, non rappresenta un carattere che ha portato alla sua evoluzione: l'acquisizione della piena opponibilità dell'alluce. un femore più lungo e robusto. allineamento del foro occipitale. la verticalizzazione del tronco.

Il genere umano ha avuto le sue origini in: Europa. America del Sud. America del Nord. Africa.

Qual è stata la prima specie di Homo: Habilis. Sapiens. Ergaster. Neanderthal.

Il genere Homo: nessuna delle precedenti. si distingue in rudolfensis, erectus, afarensis, africanus. racchiude più specie diverse tra loro in modo meno lineare in quanto si pensasse. è caratterizzato dal susseguirsi di habilis, erectus, neanderthal e sapiens.

Il processo di encefalizzazione che si osserva nel genere Homo rappresenta: un aumento del volume celebrale in senso assoluto. un alto rapporto ponderale fra massa celebrale e massa corporea. lo sviluppo del linguaggio parlato. lo sviluppo embrionale del SNC.

Nel piede umano una delle conseguenze del bipedismo è stata: la mancanza dell'opportunità dell'alluce. l'alluce si allinea parallelamente alle altr dita. sono tutte vere. lo sviluppo dell'arco longitudinale del piede.

Quale tra quelle elencate non è una caratteristica della mano del genere Homo: gli artigli sostituiscono le unghie. è presente la pentadattilia. le falangi presentano una curvatura che non permette la completa estensione delle dita. il pollice si sposta fino ad arrivare a completa opponibilità.

Il genere Homo fece la sua comparsa nel: Pleistocene. Olocene. Pliocene. Miocene.

Un esponente del genere Homo che secondo studi recenti è stato declassato ad ominide è: H.sapiens. H.neanderthalensis. H.erectus. H.habilis.

Le più antiche evidenze di produzione di manufatti litici mediante scheggiatura intenzionale sono riconducibili a: H.habilis. Paranthropus. A.africanus. H.sapiens.

L'h.habilis venne così definito perchè: sapeva cacciare. è un nome di fantasia. aveva sviluppato la capacità di esprimersi in modo eloquente. sapeva usare le mani.

A quale specie del genere Homo viene associata l'industria litica acheuliana: H.erectus. H.neanderthalensis. H.sapiens. H.habilis.

Le prime evidenze di produzione litica nel genere Homo sono rappresentate da: Carenati. Choppers. Seghetti. Amigdale.

Secondo la teoria "out of Africa", il processo di colonizzazione del genere Homo prevede l'espansione nell'ordine: Asia-Europa-Africa. Africa-Asia-Europa. Europa-Asia-Africa. Africa-Europa-Asia.

La teoria paleoantropologica oggi più accreditata per descrivere l'origine dell'uomo moderno e per descrivere i processi migratori a cui andò incontro la specie Homo prende il nome di: Teoria dell'effetto del fondatore. Teoria dei flussi migratori. Teoria out of Africa. Teoria della deriva genica.

Il reperto umano europeo più antico, risalente a 1,3 milioni di anni, sarebbe rappresentato da: H.neanderthalensis. H.ancessor. H.erectus. H.sapiens.

Una caratteristica dell'H.erectus fu: era dedito alla raccolta e alla caccia anche di grossi animali. conta numerosi fossili trovati in Medio Oriente ed Asia. Ha avuto uno spiccato e relativamente rapido aumento della capacità cranica. sono tutte vere.

I fossili trovati in Medio Oriente ed Asia in un periodo che va dal circo 1.7 milioni di anni fa e 50.000 anni fa appartengono alla specie: H.erectus. nessuna delle precedenti. A.africanus. H.sapiens.

L'uomo di Altamura è uno scheletro, scoperto nel 1993, appartenente a : H.habilis. H.neanderthalensis. H.erectus. H.florensis.

L'espansione dell'occipitale, chiamata "chignon" termine francese che ricorda i capelli raccolti dietro la nuca, è una caratteristica dell'homo: H.neandertal. H.erectus. H.habilis. H.sapiens.

L caratteristiche fisiche di h.neanderthalensis hanno contribuito al successo evolutivo, dal momento che gli consentivano: vivere in climi particolarmente aridi. nessuna delle precedenti. avere la supremazia nella caccia. vivere in climi particolarmente freddi.

Con l'h.neanderthalensis comincia: la prima produzione litica. la pratica di seppellire i morti. il ritrovamento di choppers. la comparsa di accampamenti.

L'estinzione dei neanderthal coincide nella maggior parte delle regioni geografiche con: migrazioni. la comparsa dell'Homo sapiens. la formazione di una fossa tettonica in Africa. periodi di carestia.

L'Homo Sapiens europeo è chiamato anche: nessuna delle precedenti. Dmanisi. Flores. Cro Magnon.

La caratteristica peculiare di H.sapiens, "uomo sapiente" è rappresentata dall'intelligenza. Intesa come: scoperta dell'arte e del gusto del bello. capacità di astrazione. sono tutte conseguenze dello sviluppo delle capacità intellettive. la costruzione e l'utilizzo degli strumenti.

L'unico esponente del genere homo ad aver colonizzato l'intero globo è: H.sapiens. H.neandertal. H.habilis. H.erectus.

La vittoria evolutiva di H.sapiens è dovuta ad una serie di aspetti, che sono manifestazione delle sue capacità intellettive. Quali tra quelle elencate non sono caratteristiche che gli appartengono: capacità di domare e accendere il fuoco. il passaggio dalla vita nomade alla stanziale. formazione di gruppi umani più evoluti a livello sociale, con una economia di caccia e raccolta. sono tutte vere.

La comparsa dell'Homo Sapiens risale a circa: 20000. 200000. 50000. 100000.

L'ipotesi iniziale formulata da Milankovi? negli anni 1920-30, secondo cui fattori astronomici come le variazioni dell'eccentricità dell'orbita terrestre e dell'inclinazione e orientazione del suo asse di rotazione ha come obiettivo spiegare: le eruzioni vulcaniche. l'origine delle glaciazioni. l'avvicendamento delle stagioni. i fenomeni tellurici.

Il Quaternario rappresenta: Caratterizzato da scarsa variabilità climatica. il terzo e ultimo dei tre periodi che compongono l'era geologica del Cenozoico. Il periodo geologico più antico. precedente al Pilocene.

L'evento più rappresentativo del Quaternario è rappresentato da: modificazioni climatiche con avvicendamento di espansione e ritiro dei ghiacci. la formazione della Rift Valley. modificazione identiche in tutta la superficie terrestre. pochi eventi che sovvertono il clima del globo.

Tutte le categorie utilizzate nella classificazione degli esseri viventi vengono indicate con il termine: reperti topologici. taxa. topologie. parataxon.

Oggi esistono diverse definizioni di specie; in particolare esiste un tipo di specie basata su caratteri morfologici e viene generalmente usata per le specie attuali e per quelle fossili: specie tipologica. specie biologica. specie fenetica. specie morfologica.

L'unità base si tutte le altre categorie tassonomiche e corrisponde all'unica suddivisione naturale del mondo organico è: il phylum. la specie. il genere. il taxon.

Il sistema di classificazione definito paratassonomia si utilizza quando si devono classificare: taxa sconosciuti. fossili giuda. specie affini. organismi nicellulari.

tutti i generi affini vengono raggruppati in: famiglie. specie. phylia. ordini.

I requisiti fondamentali che deve possedere un sistema di nomenclatura devono essere: universalità. unicità. sono tutte vere. stabilità.

Qual è la corretta successione delle categorie tassonomiche: specie, genere, classe, ordine, famiglia, regno, phylum. specie, genere, famiglia, ordine, phylum, classe, regno. specie, genere, famiglia, ordine, classe, phylum, regno. specie, genere, ordine, famiglia, classe, phylum, regno.

Scegliere tra quelle riportate la definizione corretta di tassonomia: branca che studia la diversità degli organismi e le relazioni che esistono tra loro. regole che servono per assegnare il nome a ciascun gruppo tassonomico. inserire un certo numero di individui in una classificazione già precostituita. ramo della sistematica che definisce i metodi per ottenere una classificazione che rifletta quanto più possibile l'ordine naturale.

Il grado di somiglianza tra due taxa, può dipendere dall'avere in comune delle strutture ereditate da un progenitore comune, che vengono definiti: organi somatici. organi omologhi. organi simili. organi analoghi.

La disciplina che studia il processo di ramificazione delle linee di discendenza nell'evoluzione della vita si chiama: tassonomia sistematica. tafonomia. filogenesi. filogenetica.

La disciplina che studia l'origine e l'evoluzione di un insieme di organismi, solitamente di una specie viene definita: paleologia. sistematica. filogenetica. tafonomia.

Quando in un gruppo tassonomico si può risalire ad una singola specie ancestrale che rappresenta il capostipite di tutte le specie di quel gruppo e di nessuna altra specie che appartenga a quel gruppo, il gruppo si definisce: taxon. monofiletico. parataxon. polifiletico.

Il processo biostratinomico che si verifica sulle parti molli ad opera di organismi necrofagi o da organismi decompositori prende il nome di: disarticolazione. erosione. necrolisi. trasporto.

Esistono diverse maniere di conservazione di un organismo; si possono differenziare metodi diretti e indiretti. In particolare quale tra quelli elencati non rappresenta un metodo diretto di conservaziona: la carbonizzazione. la demineralizzazione. la mineralizzazione. l'impronta.

L'uomo di Similaun: risulta ancora presente a livello mondiale. non mangiava carne. è un umo mummificato trovato sulle Alpi Venoste. potrebbe essere un alpinista scomparsa in età recente.

Per cladogenesi s'intende: perdita casuale di un gene nelle piccole popolazioni. periodo di stasi della specie. piccoli cambiamenti graduali accumulati dalla popolazione. rapidi e drastici cambiamenti evolutivi.

è possibile ipotizzare la datazione dello stesso strato litologico e di conseguenza una corrispondente storia evolutiva in funzione di: tracce di fissazione. tutte le precedenti. contenuto fossilifero. numero di strati osservati.

La ricerca stratigrafica inizia dallo studio di singole sezioni stratigrafiche di cui vengono rilevate: litologia. sono tutte vere. contenuto fossilifero. caratteristiche sedimentologiche.

Una fase della tafonomia piuttosto breve che comporta una lenta copertura in caso di normale sedimentazione, oppure può avvenire in modo catastrofico in presenza di una frana prende il nome di: seppellimento. trasformazione dei resti. storia dei resti prima del seppellimento. morte dell'organismo.

La Tafonomia: stabilisce le regole che servono per assegnare il nome a ciascun gruppo tassonomico. è la scienza che studia la diversità degli organismi e le relazioni che esistono tra loro. definisce i metodi per ottenere una classificazione che rifletta quanto più possibile l'ordine naturale. è quel ramo della scienza che studia le modalità di formazione di un resto scheletrico.

Un intervallo specifico o un punto specifico di una sequenza specifica di strati, che viene a costituire lo standard per la definizione e il riconoscimento della suddetta unità stratigrafica prende il nome di: stratotipo. cronocorrelazione. limite. litostratigrafia.

Per unità magnetostratigrafica si intende: una zona di magnetopolarità, denominata in base alla località geografica di identificazione. uno strato di rocce con specifiche proprietà magnetiche, diverse per strati sopra e sottostanti. un insieme di rocce accomunate da caratteristiche magnetiche aspecifiche. la documentazione della polarità del campo magnetico terrestre.

Quale tra le seguenti opzioni non è una caratteristica del processo stratigrafico: mette in relazione la storia temporale, l'origine, la composizione litologica e chimica. si contrappone agli studi evoluzionistici condotti sul pianeta e gli esseri che lo popolano. è strettamente correlata alla paleontologia. descrive i corpi rocciosi.

Si definiscono unità litologiche: i fossili utilizzati per la datazione. le unità di radiocarbonio. strati rocciosi. particolari rocce.

L'insieme delle procedure con cui si può dimostrare la corrispondenza di parti eventualmente separate geograficamente di una o più unità geologiche: contenuto fossilifero. litologia. correlazione stratigrafica. correlazione topografica.

Come si definisce una successione di strati rocciosi caratterizzata dall'essersi formata durante uno specifico intervallo di tempo geologico: litostratigrafia. cronostratigrafia. magnetostratigrafia. biostratigrafia.

La presenza di resti fossili nelle rocce sedimentarie fornisce uno strumento per la loro classificazione e correlazione secondo alcuni criteri, tra cui quello temporale. E' il principio su cui si basa: biostratigrafia. ecologia. litostratigrafia. magnetostratigrafia.

Nella biostratigrafia è possibile distinguere diversi tipi di associazione. In particolare mescolamento di entità paleobiologiche temporalmente successive si definisce: stratigrafica. sedimentaria. tafonomica. allotropica.

Le faune continentali vengono ordinate cronologicamente in base al livello evolutivo e le associazioni fossili risultanti contribuiscono: unità tassonomiche. biocroni. biosezioni. non esiste un tale sistema.

La sinecologia studia: nessuna delle precedenti. le relazioni che si stabiliscono tra una popolazione e il resto della comunità di una determinata area. i rapporti esistenti tra vari organismi, animali e vegetali, e tra questi e l'ambiente in cui vivono. gli organismi fossili e l'ambiente in cui vivevano.

I fossili più utili dal punto di vista stratigrafico, chiamati fossili guida, devono presentare nello stesso momento quali caratteristiche: distribuzione temporale limitata. ampia distribuzione geografica. sono tutte caratteristiche dei fossili guida. grande velocità di diffusione e abbondanza e facilità di ritrovamento.

La dendrocronologia: si basa sul concetto secondo cui, in un'area ristretta, rocce uguali presentano età uguali. si basa sull'alternanza stagionale dei sedimenti deposti nei laghi periglaciali. si basa sul criterio per cui la successione delle rocce dal basso verso l'alto corrisponde alla successione degli eventi geologici che le hanno prodotte. si basa sulla misura degli annuali di accrescimento delle piante, fossilizzate o non fossilizzate.

Oltre al metodo del radiocarbonio esiste un ulteriore metodo di datazione radiometrico rappresentato da: metodo paleontologico. metodo litologico. metodo delle tracce di fissione. metodo delle varve.

Quale tra quelli elencati non può essere ritenuto un metodo di datazione relativo: metodo paleontologico. metodo litologico. metodo stratigrafico. metodo del radiocarbonio.

Il metodo di datazione radiometrico più utilizzato utilizza come isotopo il: C-14. C-18. C-20. C-15.

Il metodo di datazione radiometrico: è un metodo di datazione assoluto. è un metodo di datazione distruttivo. non esiste. è un metodo di datazione relativo.

Quale disciplina applicata allo studio della paleoantropologia, permette di stimare, a partire dalla misurazione dei resti scheletrici e dei denti e dall'applicazione di opportune equazioni, quali fossero le dimensioni morfologiche degli Ominidi fossili: biostratigrafia. paleontologia. antropolmetria. bioantropologia.

I caratteri antropometrici fondamentali sono: statura. entrambi. nessuno dei due. peso.

La sezione dell'antropologia che studia le variazioni dimensionali dell'individuo in rapporto alla sua origine etnica, al sesso, all'età, allo stato fisico, alla condizione socioeconomica, allo stato di nutrizione e alla sua attività fisica prende il nome di: antropologia culturale. bioantropologia. antropometria. paleontologia.

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