Biochimica Clinica test intermedi LZ 17-
|
|
Title of test:
![]() Biochimica Clinica test intermedi LZ 17- Description: prof. MAFFIOLETTI ELISABETTA test intermedi |



| New Comment |
|---|
NO RECORDS |
|
L'esame che misura la percentuale del volume occupato dai globuli rossi rispetto al volume totale di un campione di sangue è: l'ematocrito. il volume corpuscolare medio. il contenuto cellulare medio di emoglobina. Il volume corpuscolare medio (MCV) consente di differenziare le anemie in: ipocromiche, normocromiche e ipercromiche. microcitiche, normocitiche e macrocitiche. di tipo ereditario e di tipo acquisito. L'indice Red cell Distribution Width (RDW) serve per valutare: l'omogeneità del volume dei globuli rossi. l'omogeneità del contenuto in emoglobina dei globuli rossi. l'omogeneità della forma dei globuli rossi. Le piastrine reticolate sono: piastrine più giovani che presentano una struttura citoplasmatica reticolare dovuta alla presenza di RNA ribosomiale. piastrine più vecchie che presentano una struttura nucleare reticolare dovuta alla presenza di RNA ribosomiale. piastrine più vecchie che presentano una struttura citoplasmatica reticolare dovuta alla presenza di RNA ribosomiale. I linfociti che producono anticorpi sono di tipo: B. T. NK (natural killer). I macrofagi sono: monociti che dal circolo ematico sono migrati all'interno di un tessuto. cellule che interagiscono con i monociti a livello del circolo ematico. monociti che da un tessuto sono migrati nel circolo ematico. In condizioni fisiologiche, i leucociti solitamente più abbondanti (45-55% dell'intera popolazione leucocitaria) sono: i granulociti eosinofili. i linfociti. i granulociti neutrofili. La colorazione May-Grunwald-Giemsa è una colorazione differenziale utilizzata per: distinguere le varie tipologie cellulari in citofluorimetria. distinguere le varie popolazioni di leucociti. distinguere le piastrine mature da quelle immature. Quale fra le seguenti affermazioni relative al sistema AB0 dei gruppi sanguigni è corretta?. La specificità dell'antigene A è determinata dalla N-acetilgalattosamina e quella dell'antigene B dal galattosio. La specificità dell'antigene A e dell'antigene B sono entrambe determinate dal fucosio. La specificità dell'antigene A è determinata dal galattosio e quella dell'antigene B dalla N-acetilgalattosamina. La causa principale dell'anemia è la carenza di: ferro. vitamina B12. folati. L'antigene più importante fra quelli appartenenti al sistema Rh è l'antigene: D. C. Rh. Per determinare a quale gruppo Rh appartiene un soggetto si utilizzano antisieri contenenti anticorpi: anti-D, anti-C, anti-c, anti-E e anti-e. anti-d, anti-C, anti-c, anti-E e anti-e. anti-D, anti-d, anti-C, anti-c, anti-E e anti-e. I geni che codificano per gli antigene del sistema AB0 e Rh sono localizzati: su cromosomi diversi. sullo stesso cromosoma, in loci lontani fra loro. sullo stesso cromosoma, in loci vicini. Possiamo descrivere l'emostasi come una serie di complesse reazioni biochimiche e cellulari che hanno lo scopo di: unicamente prevenire un'eccessiva fuoriuscita di sangue in seguito a rottura dei vasi. unicamente mantenere la fluidità del sangue nei vasi. mantenere la fluidità del sangue nei vasi e prevenire un'eccessiva fuoriuscita di sangue in seguito a rottura dei vasi. Il ruolo principale delle piastrine è quello di: creare una sorta di tappo che blocca la fuoriuscita di sangue in seguito alla lesione del vaso (“tappo piastrinico”). attivare il fattore tissutale. attivare il fattore di Von Willebrand. L'emostasi secondaria è conosciuta anche come: coagulazione. boost della trombina. formazione del tappo piastrinico. Il fattore tissutale viene rilasciato: dalle piastrine in seguito a legami con i fattori della coagulazione. dalle piastrine in seguito alla formazione del tappo piastrinico. dalle cellule endoteliali in seguito a danno del vaso. La malattia di Von Willebrand è determinata da: mancanza o difetto del fattore di Von Willebrand. eccesso del fattore di Von Willebrand. alterata regolazione dell'attività del fattore di Von Willebrand da parte di altri fattori della coagulazione. Il tempo di protrombina si definisce come: il tempo necessario alla formazione del coagulo utilizzando plasma a cui è stato aggiunto un eccesso di trombina. il tempo necessario alla formazione del coagulo utilizzando plasma raccolto in sodio citrato con aggiunta di tromboplastina e cloruro di calcio. il tempo necessario per la conversione della protrombina a trombina. L'acronimo utilizzato per il sistema ROTEM si riferisce a: Rotational ThromboElastoMetry. Rotational ThromboElastoMeasurement. Reaction for ThromboElastoMetry. |




