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Comunicazione e Linguaggio

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Comunicazione e Linguaggio

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neuropsichiatria infantile

Creation Date: 2026/03/11

Category: Others

Number of questions: 50

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Secondo il modulo, la comunicazione nasce: Prima del linguaggio. Dopo il linguaggio. Contemporaneamente al linguaggio.

Jerome Bruner descrive il linguaggio come un fenomeno: Inter-individuale e sociale. Intra-individuale e privato. Prettamente biologico.

I fonemi sono definiti come: Unità minime prive di significato proprio. Unità minime dotate di significato proprio. Suoni complessi del linguaggio.

La pragmatica riguarda: L'uso del linguaggio con valore comunicativo. La struttura grammaticale delle frasi. Il significato delle parole.

Quale autore ha scritto "Pensiero e linguaggio"?. Lev S. Vygotskij. Jean Piaget. Noam Chomsky.

Il linguaggio interno ha una funzione: Autoregolativa del pensiero e del comportamento. Esclusivamente comunicativa verso gli altri. Di semplice ripetizione di suoni.

Un indicatore di rischio per i disturbi del linguaggio è: Il ridotto uso del gesto. L'eccessivo uso del gesto. La precoce produzione di frasi.

A 2 anni, la narrazione consiste in: Una sequenza di eventi in successione temporale. Un racconto complesso con dettagli. Un'assenza totale di narrazione.

La forma narrativa della comunicazione favorisce: La memoria e la rievocazione. La difficoltà di comprensione. L'isolamento sociale.

Il "self-directed speech" è considerato: Uno strumento metacognitivo. Un segno di immaturità linguistica. Un'interferenza nel pensiero.

Quale percentuale di bambini con dislessia ha avuto un disturbo del linguaggio?. 50%. 10%. 90%.

La metafonologia è la capacità di: Analizzare e manipolare le unità costitutive della parola. Comprendere il significato delle parole. Usare il linguaggio in contesti sociali.

Il disturbo del suono della parola riguarda: La difficoltà a pronunciare correttamente i suoni. La difficoltà a comprendere le parole. La difficoltà a formare frasi corrette.

Il disturbo della comunicazione sociale (pragmatica) comporta: Difficoltà nell'uso sociale della comunicazione. Problemi nella pronuncia. Difficoltà nella comprensione del vocabolario.

Lo "stuttering" è definito come: Disturbo della fluenza verbale ad esordio infantile. Disturbo dell'articolazione. Disturbo del linguaggio non verbale.

La tecnica dell'"espansione" consiste nel: Riformulare il messaggio aggiungendo parole o correggendo la frase. Ripetere esattamente ciò che dice il bambino. Ignorare il messaggio del bambino.

Il "circle time" favorisce: L'inclusione e la comunicazione orale. L'apprendimento individuale. La competizione tra bambini.

Secondo Paul Bloom, senza linguaggio la nostra cultura verrebbe: Cancellata nell'arco di una generazione. Immutata. Migliorata.

L'approccio di Bruner al linguaggio è definito: Interazionista. Innativista. Comportamentista.

La sintassi è l'insieme di regole che organizzano: La combinazione delle parole. Il suono delle parole. Il significato delle parole.

I disturbi del neurosviluppo sono: Difficilmente delimitabili in categorie precise. Chiaramente definibili e separati. Solo di origine genetica.

Un "overt speech" è un linguaggio: Evidente e palese. Silenzioso e interiore. Difficile da comprendere.

La narrazione permette di negoziare: Significati comuni. Conflitti irrisolti. Emozioni nascoste.

Per Bruner, la narrazione stimola: L'empatia. L'egoismo. L'indifferenza.

Lo "screen time" elevato è associato a: Ritardo dello sviluppo psicomotorio e del linguaggio. Miglioramento delle capacità linguistiche. Aumento della socializzazione.

Il linguaggio verbale è uno strumento: Del pensiero e organizzatore dell'esperienza. Solo per la comunicazione esterna. Inutile per il pensiero.

La tecnica del "commento" prevede che l'adulto: Descriva le azioni del bambino e le proprie. Interroghi continuamente il bambino. Parli solo dei propri interessi.

Un disturbo del linguaggio è un fattore di rischio per: Disturbi specifici dell'apprendimento (DSA). Disturbi della personalità. Disturbi fisici.

A 7 anni, i bambini producono: Trame complesse con stati mentali dei personaggi. Storie semplici e lineari. Frasi isolate senza coerenza.

La morfologia libera comprende: Articoli e preposizioni. Radici delle parole. Suffissi e prefissi.

Il disturbo fono-articolatorio è legato a: Difficoltà di coordinazione dei movimenti per i suoni. Problemi di udito. Ritardo cognitivo.

La "prosodia" riguarda: Il ritmo e l'intonazione del parlato. La scelta delle parole. La struttura delle frasi.

I bambini con disturbi del neurosviluppo usano il linguaggio interno: In modo diverso rispetto ai neurotipici. Alla pari dei neurotipici. Non usano il linguaggio interno.

L'uso dei gesti nei bambini con ritardo di linguaggio: È un fattore prognostico se ridotto. È irrilevante per la prognosi. È un segno di iperattività.

Cosa significa "intersoggettività" nella comunicazione?. Costruzione condivisa di significati. Comunicazione unidirezionale. Comprensione del solo parlante.

Il linguaggio emerge spontaneamente sotto la spinta di: Un'esigenza comunicativa e condivisione di emozioni. La sola imposizione degli adulti. La pressione sociale.

La "denominazione rapida automatica" è importante per: L'automatizzazione della lettura. La comprensione del linguaggio orale. La memorizzazione di storie.

La tecnica del "rispecchiamento" vede l'adulto: Riprendere come eco quanto espresso dal bambino. Correggere ogni errore del bambino. Fare domande complesse.

Uno strumento utile per potenziare il linguaggio è: La lettura di libri illustrati con l'adulto. Il gioco solitario. La visione passiva della TV.

René Spitz studiò i danni irreversibili causati da: Mancanza di stimolazioni e assenza della madre. Eccessiva stimolazione. Isolamento sociale volontario.

La competenza linguistica e quella comunicativa sono: Strettamente legate. Completamente separate. Indipendenti l'una dall'altra.

Il lessico ortografico è: Il deposito della forma scritta delle parole. L'insieme delle regole grammaticali. Il significato delle parole.

Le "filastrocche" sono strumenti utili perché: Stimolano l'attenzione e la musicalità del linguaggio. Sono noiose e poco coinvolgenti. Insegnano solo il significato letterale.

Un "episodio completo" nella narrazione compare verso i: 5-6 anni. 2-3 anni. 10-11 anni.

La pragmatica insegna a: Adattare il linguaggio al contesto e all'interlocutore. Imparare nuove parole. Pronunciare correttamente i suoni.

Il linguaggio "internalized" è: Silente e interno. Rumoroso e pubblico. Semplice e elementare.

Se un bambino dice "lupo entro letto", mostra un'alterazione della: Morfologia. Fonologia. Semantica.

I turni conversazionali con l'adulto correlano con: Il quoziente intellettivo a distanza di 10 anni. La bassa autostima. L'isolamento sociale.

Per stimolare il linguaggio, l'adulto deve: Usare un linguaggio semplice ma corretto. Usare un linguaggio molto complesso. Parlare il meno possibile.

La narrazione permette di: Organizzare l'esperienza e dare senso alla vita. Dimenticare gli eventi passati. Evitare le emozioni.

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