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CRITICA LETTERARIA E LETTERATURE COMPARATE

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CRITICA LETTERARIA E LETTERATURE COMPARATE

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PANIERE IN ORDINE DELL'ESAME

Creation Date: 2026/01/23

Category: Others

Number of questions: 70

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La figura dell'autore e l'idea di un'intenzione soggettiva nella configurazione di un testo letterario: sono state messe al centro da Formalismo e Strutturalismo. sono state considerate di minor importanza solo dal Formalismo russo. sono state esaltate nel Formalismo americano ma escluse dallo Strutturalismo francese. sono state escluse dalle indagini delle maggiori tradizioni critico-teoriche novecentesche.

I poli della relazione estetica in letteratura sono: editore-autore-libro. libro-stampa-lettore. autore-testo-lettore. autore-lettore.

La rimozione dell'autore nella critica del XX secolo è anche dovuta alla ricezione delle poetiche di: D'Annunzio, Svevo, Pirandello, Saba. Mallarmé, Valéry, Eliot, Pound. Wilde, Woolf, Joyce, Mann. Voltaire, Rousseau, Racine, Balzac.

Nell'espressione "intentional fallacy", il termine "fallacy" vuol dire: errore o inganno. fandonia o fanfaluca. menzogna o illusione. verità o ragione.

Il termine "intentional fallacy" è stato coniato da: Booth e Wimsatt. Wimsatt e Beardsley. Wimsatt e Hirsch. Jakobson e Wimsatt.

La teoria critica dell'intentional fallacy nega la possibilità che: il testo rappresenti fedelmente la biografia dell'autore. l'autore possa rivolgersi direttamente ai lettori. il lettore possa provare le stesse emozioni dell'autore. l'intenzione mentale dell'autore debba essere posta come standard attraverso il quale il critico possa valutare la riuscita poetica.

Secondo Wimsatt, la critica letteraria deve concentrarsi: sull'epoca. sul contesto. sull'opera. sull'autore.

Secondo Beardsley: può esistere un significato testuale senza che qualcuno voglia produrlo. non può esistere un significato testuale senza che qualcuno voglia produrlo. un significato testuale può esserci solo se il testo è prodotto da un computer. l'intelligenza artificiale è in grado di produrre significati testuali, a differenza degli autori impliciti.

Metodo centrale del Formalismo americano è il: deep reading. close reading. short reading. distant reading.

Secondo il New Criticism: un singolo brano deve essere riportato all'autore e al contesto di riferimento. un singolo brano non può essere interpretato perché solo l'opera intera ha senso. un singolo brano è più significativo dell'intera opera. un singolo brano può essere meglio studiato in sé e per sé se viene distaccato dall'autore.

Elizabeth Anscombe è autrice del libro: Intentional Fallacy. Intention. Intention and Initiative. Against Intention.

Anscombe è stata allieva di: Auerbach. Hegel. Jaspers. Wittgenstein.

Secondo Anscombe, perché un'intenzione sia interpretabile deve essere legata a una: azione. attribuzione. esecuzione. verbalizzazione.

La scrittura di un testo può essere definita come un'azione: difficile. ardua. complessa. complicata.

In termini di riflessione sull'azione, l'autore è colui che: ha pensato a un libro. ha avuto l'iniziativa. vuole vendere un libro. ricava un profitto dalla vendita di un libro.

Un'azione interpretata è un'azione: fatta senza riferimenti a regole. fatta in conformità a una regola. di cui mi è stata data una spiegazione. di cui solo altri possono darmi la spiegazione.

Jocelyn Benoist ha messo in relazione l'intenzione con il: contesto. paratesto. giudizio. consenso.

Benoist definisce il suo approccio all'intenzione: idealismo concreto. realismo fantastico. idealismo originario. realismo fenomenologico.

L'azione intenzionale è quel particolare tipo di azione a cui si può applicare: un certo significato della domanda: chi?. un certo significato della domanda: dove?. un certo significato della domanda: perché?. un certo significato della domanda: quando?.

Secondo una prospettiva intenzionalista, l'arte non è gioco perché: il gioco è gratuito, mentre ogni forma d'arte ha un costo. nel gioco le intenzioni non contano. nel gioco le intenzioni prevalgono sull'azione. nell'arte ogni intenzione è solo ipotetica.

L'autore, secondo Ricoeur, è colui che: produce un'iniziativa nel presente. produce una forza del passato. produce un libro o un saggio. produce un guadagno per una casa editrice.

Ricoeur ha svolto le sue ricerche della maturità nel campo della: ideologia marxista. filosofia decostruzionista. ermeneutica filosofica. filosofia politica.

Ricoeur, nel suo saggio dedicato all'iniziativa, riprende temi già trattati in: la metafora viva. tempo e racconto. sé come un altro. storia e verità.

L'iniziativa, secondo Ricoeur, si può segmentare in. io dico, io ascolto, io rispondo, io affermo. io scrivo, tu leggi, io rispondo, tu ribatti. io voglio, io faccio, io ottengo, io gioisco. io posso, io faccio, io intervengo, io prometto.

Ricoeur chiama iniziativa quella che Nietzsche chiamava: forza del passato. forza del futuro. forza del tempo. forza del presente.

Secondo Koselleck, il movimento storico è dato dall'interazione di: spazio di possibilità e campi di speranza. spazio di esperienza e orizzonte di attesa. campi di possibilità e azioni individuali. orizzonti possibili e azioni impossibili.

Grazie al fare e all'iniziativa, secondo Ricoeur, il tempo storico si configura come: una circonferenza. una retta orientata verso l'alto. una spirale. una retta orientata verso il basso.

Se l'iniziativa è principalmente una forza individuale, secondo Ricoeur, la forza del presente è principalmente: collettiva. apparente. direzionata. economica.

Reinhart Koselleck è: un sociologo tedesco. uno storico tedesco. un filologo tedesco. un economista tedesco.

Koselleck definiva se stesso come uno: storico sperimentale. storico generale. storico generico. storico moderno.

Lausberg utilizza il concetto di ri-uso nel libro: elementi di retorica. retorica e intenzione. il discorso di ri-uso. elementi di critica letteraria.

Per Lausberg, il discorso di consumo: viene tenuto da persone interessate a spingere il consumo di un prodotto. viene tenuto una sola volta in una situazione specifica. viene tenuto prima di un discorso di ri-uso. viene tenuto almeno due volte nel corso di una conferenza.

Il discorso di ri-uso: è un discorso che invita al riciclo in termini ecologici. è un discorso rivolto più volte allo stesso gruppo di persone. è un discorso che viene tenuto in tipiche situazioni. è un discorso tipico delle società democratiche.

Secondo Ricoeur, i testi possono essere considerati anche come: reticoli. trame. fili. azioni.

L'errore della critica anti-intenzionalista è quello di: considerare l'intenzione come un'azione semplice. considerare l'intenzione come qualcosa di testuale. considerare l'intenzione come qualcosa di chiuso nella mente dell'autore. considerare l'intenzione come un'azione complessa.

Il termine iniziativa deriva dal latino: initiaticus. initium. inibeo. initire.

Nel campo letterario, l'iniziativa di ri-uso spetta: a tutti gli interpreti designati da una società per tramandare la tradizione letteraria. alle persone di cultura. ai docenti di scuola. a chiunque sia in grado di parlare in modo approfondito e suggestivo di un testo letterario.

Perché l'invito a ri-usare un testo sia accolto da una comunità deve essere sostenuto: in modo estremamente suggestivo, per persuadere l'ascoltatore. con estrema forza, perché normalmente le persone non sono interessate alla letteratura. anche attraverso l'inganno, secondo la teoria dell'utile dulci. da validi motivi, rinnovando di volta in volta (o rifiutando) questa accettazione.

Per far riferimento all'intenzione d'autore in critica letteraria: dobbiamo possedere diari e lettere dell'autore che ne svelino le intenzioni compositive. è bene non considerarla come qualcosa al di fuori del testo, ma presente nel testo. dobbiamo conoscere perfettamente la biografia dell'autore. dobbiamo considerarla come qualcosa di recluso nella sfera mentale.

Dal punto di vista dell'iniziativa, ogni grande opera letteraria è tale anche perché: è frutto di un Genio che si ritrova nello Stile. porta in sé un'azione di riconfigurazione dei sistemi o dei contesti in cui è prodotta come una forza viva. è legata a una biografia d'autore unica e irripetibile. è frutto di una concatenazione di eventi casuale e irripetibile.

Frye, tra gli altri suoi libri, ha scritto anche sulla: struttura e mitologia del Corano. struttura e mitologia della Bibbia. struttura e mitologia dell'Iliade. struttura e mitologia del Vangelo.

Il libro più importante di Frye si intitola: Patologia della critica. Teoria della critica. Anatomia della critica. Mitologia della critica.

Uno dei primi recensori in Italia delle idee di Frye è stato: Cesare Pavese. Elio Vittorini. Umberto Eco. Italo Calvino.

Frye mutua il concetto di archetipo da: Jung. Freud. Lacan. Matte Blanco.

La commedia, per Frye, è legata al mito: dell'estate. della primavera. dell'inverno. dell'autunno.

Il romance, per Frye, è il genere che più si avvicina: alla rappresentazione diretta della concupiscenza e della volontà di potenza. alla rappresentazione del sogno come modo di soddisfazione dei desideri umani. alla rappresentazione della paure umane, incarnate dal mostro da sconfiggere. alla rappresentazione del patriarcato, rappresentato dall'eroe che è sempre maschio.

Per Frye, l'intenzione di un testo letterario è: centrifuga. mitologica. centripeta. archetipica.

Per Frye, un poeta, quando scrive, intende: comunicare i suoi più profondi sentimenti. comunicare l'impossibilità di comunicazione. comunicare la stessa poesia. comunicare in modo diretto pensieri complessi.

Per Frye, uno scrittore, quando scrive, dimostra di voler: scrivere letteratura. scrivere per essere compreso. scrivere per sfogare i suoi sentimenti. scrivere per comunicare razionalmente contenuti oggettivi.

Nella critica anglo-americana, possiamo ricomprendere tra gli intenzionalisti: Frye, Wimsatt, Beardsley. Tutti gli esponenti del New Criticism. Sartre, De Man, Barthes. Booth, Cavell, Danto.

Secondo Booth, uno degli elementi che prova la presenza dell'autore nel testo è: il nome dell'autore sulla copertina del libro. la presenza di personaggi positivi e negativi. la possibilità che nei romanzi abbiamo di immedesimarci in un solo personaggio alla volta. la possibilità che nei romanzi abbiamo di conoscere i pensieri dei personaggi e la loro vita interiore.

Booth distingue tra: autore reale e autore implicito. autore reale e autore irreale. autore reale e autore presupposto. autore reale e autore ipotizzato.

Secondo Booth, il giudizio dell'autore: è inessenziale per gli studi letterari. è sempre presente e manifesto per chi sappia cercarlo. è presente, ma per godere dell'opera è meglio ignorarlo. è un giudizio come quello degli altri e non ha un valore superiore.

Booth ha insegnato presso. l'Università di New York. l'Università di Londra. l'Università di Chicago. l'Università di Parigi.

Il principale libro di Booth si intitola, nella traduzione italiana: Retorica della poesia. Retorica della narrativa. Retorica della letteratura. Retorica della scrittura.

Booth ha fondato e diretto la rivista: Rethoric & Poetry. Critical Inquiry. Narrative Points. Critical Studies.

Secondo Booth, le teorie contrarie allo studio dell'intenzione d'autore nascono anche da: specifiche poetiche dell'impersonalità. giudizi critici frettolosi. una ricezione deformata dell'idealismo filosofico. semplice ignoranza del fatto letterario.

Secondo Booth, l'autore nelle sue opere ci dà: una resa realistica e concreta di sé stesso. una resa drammatica di sé stesso. una resa sempre inattendibile e falsa di sé stesso. l'illusione di conoscerlo realmente.

Una delle prove della presenza dell'autore nel testo, per Booth, è: il narratore implicito. il narratore retorico. il narratore attendibile. il narratore in prima persona.

Per Booth, il narratore attendibile è quello che: dice sempre la verità. noi scegliamo nel processo di immedesimazione. smaschera i narratori inattendibili. parla o agisce in armonia con le norme dell'opera.

Hirsch, oltre a essere un teorico della letteratura, fu anche un: teorico dell'impegno politico. teorico dell'insegnamento. teorico del New Criticism. teorico della mitocritica.

Per Hirsch, interpretare un testo vuol dire anche: saperlo "vendere". elogiarlo. decostruirlo. valutarlo.

Secondo Hirsch, le teorie anti-intenzionaliste, derivano dalla poetica di: Eliot e Pound. Wilde e Pater. Wimsatt e Beardsley. Dante e Shakespeare.

Secondo Hirsch, l'unico vantaggio delle teorie anti-intenzionaliste è la messa al bando di: criticismo e decostruzionismo. biografismo e psicologismo. idealismo e concettismo. positivismo e intenzionalismo.

Secondo Hirsch, il critico letterario anti-intenzionalista vuole: sostituirsi all'autore. emulare l'autore. valorizzare l'autore. demonizzare l'autore.

Con il termine "significanza", Hirsch intende: il contrario del significato. il senso letterale del testo. la risposta al testo letterario data da un lettore o da un'epoca. il senso simbolico o allegorico di un testo letterario.

Secondo Hirsch, uno delle idee chiave dell'anti-intenzionalismo è: "il significato del testo non esiste - esiste solo i significato per un singolo lettore". "il significato di un testo muta - anche per il suo autore". "il testo esiste solo in quanto un lettore gli dà vita". "ogni testo è frutto della cooperazine tra autori e lettori".

Per Hirsch, "significato" vuol dire: ciò che l'autore ha detto, filtrato da ciò che il lettore comprende. ciò che il lettore può ricavare dal testo attraverso un processo di inferenza. ciò che l'autore voleva comunicare ma non è riuscito ad esprimere per intero. ciò che l'autore ha voluto significare mediante una particolare sequenza di segni.

Secondo Hirsch, l'interpretazione di un testo: si occupa unicamente di ciò l'autore aveva nella sua mente durante la scrittura. si occupa principalmente di testi di non facile decifrazione. si occupa principalmente dell'intentional fallacy. si occupa esclusivamente di significati condivisibili.

Per Hirsch, la correttezza di una interpretazione: deve confrontarsi non con la mente di un autore, ma con l'accessibilità del suo significato verbale. si ottiene solo attraverso la mediazione dell'intenzione d'autore con l'affettività del lettore. può fare come non fare riferimento al significato verbale del testo. non ha alcun rapporto con qualsiasi presunta oggettività.

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