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DIDATTICA DELL'INCLUSIONE PROF TERRENGHI

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DIDATTICA DELL'INCLUSIONE PROF TERRENGHI

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Creation Date: 2026/05/13

Category: Others

Number of questions: 63

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La strutturazione dei gruppi nella fase iniziale serve principalmente a: Ridurre il carico di lavoro del docente. Prevenire esclusioni e garantire partecipazione significativa. Velocizzare il lavoro. Evitare il conflitto.

Durante l’attività cooperativa, il docente assume prevalentemente il ruolo di: Esaminatore. Coordinatore del prodotto finale. Facilitatore e regolatore del processo. Fornitore di soluzioni immediate.

L’approccio non direttivo del docente implica che egli: Non intervenga mai, se non in situazioni molto problematiche. Fornisca soluzioni rapide ai gruppi in difficoltà. Orienti attraverso domande e sollecitazioni riflessive. Definisca rigidamente le procedure operative.

Gli errori e i momenti di stallo, nel Cooperative Learning, sono considerati: Componenti strutturali del processo di apprendimento. Eventi da prevenire. Fallimenti dell’attività. Segnali di scarsa preparazione.

Promuovere prese decisionali adattive significa: Fornire procedure da applicare. Favorire situazioni con una sola soluzione corretta. Sollecitare esplorazione, confronto e valutazione di alternative. Ridurre l’incertezza nel compito.

Perché il processo decisionale ADM (Adaptive Decision Making) è particolarmente coerente con il Cooperative Learning?. Perché favorisce confronto, negoziazione e costruzione condivisa del sapere. Perché semplifica il lavoro del docente. Perché elimina la necessità di discutere tra pari. Perché riduce i tempi di svolgimento delle attività.

L’ADM (Adaptive Decision Making) richiede che lo studente: Applichi algoritmi già noti. Ripeta procedure precedentemente apprese. Elabori e valuti strategie possibili di soluzione. Segua fedelmente le istruzioni del docente.

Il VDM (Veridical Decision Making) è caratterizzato da: Confronto tra molteplici strategie possibili. Problemi complessi e ambigui. Compiti deterministici con un’unica soluzione corretta. Decisioni basate sul confronto tra pari.

Nel Cooperative Learning, la valutazione in itinere del docente ha funzione: Formativa e orientativa. Sanzionatoria. Sommativa. Comparativa tra gruppi.

Quale processo cognitivo viene attivato quando uno studente spiega al compagno (peer tutoring)?. L’eliminazione del bisogno di studio. La memorizzazione passiva dei contenuti. La rielaborazione attiva delle informazioni apprese. La ripetizione meccanica delle parole del docente, per dare indicazioni precise.

Qual è l’obiettivo cooperativo del ricapitolare in coppia (peer tutoring)?. Ridurre il tempo di discussione collettiva. Evitare il confronto tra pari. Verificare chi ha capito meglio. Formulare una risposta comune ritenuta completa e corretta da entrambi.

Perché la reciprocità tra tutor e tutee è pedagogicamente significativa nel peer tutoring?. Perché riduce la responsabilità degli studenti. Perché elimina la necessità di supervisione docente. Perché velocizza lo svolgimento delle attività. Perché modifica gli atteggiamenti individuali verso l’apprendimento.

Il Peer Tutoring viene definito un modello di apprendimento fondato su: Autonomia individuale. Solidarietà, sostegno reciproco e accettazione dell’altro. Competizione tra studenti. Riduzione delle interazioni tra pari.

Nel tutoring inclusivo, i contenuti del lavoro possono riguardare: Solo esercizi di memorizzazione. Solo attività relazionali. Esclusivamente contenuti disciplinari. Sia aspetti disciplinari sia abilità sociali e di autonomia.

Chi sono i beneficiari della strategia del Peer Tutoring?. Tutti gli studenti con difficoltà. Solo l’insegnante. Tutees, tutor e insegnanti. Solo i tutor.

Qual è uno dei vantaggi che ottiene l’insegnante dal Peer Tutoring?. Elimina la necessità di monitoraggio. Delega completamente l’insegnamento agli studenti. Può dedicare più tempo a osservazione e interventi mirati. Riduce il tempo dedicato alla didattica.

Che cosa NON favorisce l’introduzione del Cooperative Learning in una classe inesperta?. Curare lo sviluppo delle abilità sociali. Proporre attività complesse in gruppi numerosi. Sperimentare inizialmente il lavoro in coppia. Prevedere un avvicinamento graduale alle dinamiche cooperative.

Che cosa cambia quando si passa dal lavoro in coppia al lavoro in piccoli gruppi?. Aumenta la complessità delle dinamiche di coordinamento e responsabilità. Gli studenti lavorano in modo più individuale. Si riduce la necessità di comunicare. L’insegnante interviene più frequentemente.

Nel peer tutoring, la scelta del tutor, in contesti con disabilità o BES, dovrebbe basarsi principalmente su: Il rendimento scolastico. La preferenza personale dello studente. Competenze relazionali, comunicative ed empatiche. La disponibilità di tempo libero.

Il Peer Tutoring incide sull’organizzazione della classe perché: Riduce il numero di studenti coinvolti nelle attività. Elimina le relazioni problematiche tra pari. Attiva risorse interne al gruppo e favorisce l’apprendimento individualizzato. Semplifica il lavoro didattico.

In un gruppo omogeneo gli studenti tendono a: Richiedere maggiore supervisione docente. Confrontarsi su strategie molto diverse. Sperimentare un forte conflitto cognitivo. Procedere con ritmi e difficoltà comparabili.

Per una corretta formazione dei gruppi, il docente dovrebbe considerare: L'ordine alfabetico dei cognomi per garantire la massima imparzialità amministrativa. Un mix bilanciato di competenze cognitive, abilità relazionali e provenienze socio-culturali. Le indicazioni fornite dagli studenti riguardo ai compagni con cui non vorrebbero lavorare. Esclusivamente la vicinanza dei banchi per evitare spostamenti rumorosi in aula.

Quale di questi è un esempio di ruolo legato al "funzionamento" del gruppo?. L'esperto di contenuto, che corregge gli errori disciplinari (della disciplina didattica) dei compagni. Il critico intellettuale, che mette in discussione la validità scientifica del testo. Il segretario, che scrive la relazione finale mentre gli altri membri riposano. Il controllore dei toni di voce, che assicura che il rumore non disturbi gli altri gruppi.

Nella progettazione di un'attività cooperativa, quale distinzione fondamentale deve compiere l'insegnante riguardo agli obiettivi?. Distinguere tra obiettivi puramente amministrativi e obiettivi legati alla valutazione sommativa. Distinguere tra obiettivi didattici (relativi ai contenuti) e obiettivi riguardanti le abilità sociali. Distinguere tra obiettivi a breve termine per gli alunni BES e obiettivi a lungo termine per il resto della classe. Distinguere tra obiettivi decisi dal Dirigente Scolastico e obiettivi concordati con le famiglie.

Qual è il criterio suggerito per la formazione dei gruppi in un'ottica inclusiva?. Costituire gruppi eterogenei per livelli di abilità, genere e caratteristiche personali. Creare gruppi separati per studenti con certificazione (Legge 104) per facilitare il lavoro del sostegno. Formare gruppi omogenei per capacità così da permettere a ciascuno di procedere al proprio ritmo. Lasciare che siano gli studenti a scegliere liberamente i propri compagni.

Perché, secondo la letteratura pedagogica citata nel corso, i gruppi eterogenei sono preferibili a quelli omogenei?. Perché semplificano il compito dell'insegnante nella correzione degli elaborati finali. Perché garantiscono che lo studente più bravo faccia il lavoro per tutti gli altri, elevando la media. Perché stimolano il conflitto cognitivo, la riflessione e l'aiuto reciproco tra studenti con competenze diverse. Perché riducono il tempo necessario alla spiegazione frontale dei contenuti didattici.

Cosa si intende per "ruoli di gestione del gruppo" nel Cooperative Learning?. Funzioni che regolano il funzionamento del gruppo, come controllare i toni di voce o il rispetto dei tempi. Funzioni delegate all'insegnante per decidere chi debba parlare durante l'attività. Ruoli burocratici finalizzati esclusivamente alla rendicontazione delle attività al docente. Compiti assegnati ai soli studenti eccellenti per monitorare il comportamento dei compagni.

Qual è la funzione principale dei "ruoli per l'apprendimento" attribuibili durante un'attività in cooperative learning?. Garantire che ogni studente riceva una dispensa diversa dall'altro per studiare meglio. Aiutare gli studenti a riflettere sui contenuti e a collegarli alle conoscenze pregresse. Individuare chi, all'interno del gruppo, possiede già le competenze per superare l'esame. Sostituire la spiegazione del docente con una presentazione fatta dagli studenti.

Come dovrebbero essere assegnati i ruoli all'interno dei gruppi cooperativi nel tempo?. Dovrebbero essere fissi, per permettere a ogni studente di specializzarsi in ciò che sa fare meglio. Dovrebbero essere assegnati solo agli studenti che ne fanno esplicita richiesta al docente. Dovrebbero essere ruotati, affinché ciascun membro sperimenti diverse funzioni e responsabilità. Dovrebbero essere eliminati non appena il gruppo dimostra di saper lavorare in modo efficace.

Nella fase di definizione degli obiettivi sociali, l'insegnante deve: Individuare con precisione quali abilità sociali promuovere (es. saper ascoltare, incoraggiare). Limitarsi a raccomandare agli studenti di collaborare. Ignorare la dimensione relazionale per concentrarsi esclusivamente sul programma ministeriale. Valutare le abilità sociali solo in caso di conflitti tra i membri del gruppo.

Qual è un vantaggio dei gruppi di lavoro piccoli rispetto a quelli più numerosi, nell'ambito del cooperative learning?. Permettono di coprire meno argomenti in modo più superficiale, riducendo l'ansia da prestazione. È più difficile che un membro si "nasconda" o si isoli, rendendo più visibile la responsabilità individuale. Favoriscono la creazione di sottogruppi competitivi. Consentono al docente di riposarsi mentre gli studenti lavorano in autonomia.

Cosa caratterizza i "ruoli di stimolo al gruppo", nell'ambito del cooperative learning?. Azioni volte a sollecitare una comprensione più profonda e la rielaborazione critica dei contenuti. Tecniche di pressione psicologica per costringere i membri pigri a lavorare di più. Comportamenti finalizzati a premiare chi finisce per primo il compito assegnato. Interventi dell'insegnante volti a interrompere il lavoro di gruppo quando c'è troppo rumore.

Lo squilibrio cognitivo nei gruppi di lavoro eterogenei: Ostacola il lavoro cooperativo. Riduce la motivazione degli studenti. Complica la gestione del gruppo. Funziona come stimolo intellettuale per l’apprendimento.

La differenza nell’uso dei materiali tra approccio cooperativo e individualistico riguarda: Il tipo di contenuti presenti nei materiali didattici. La logica con cui i materiali vengono distribuiti agli studenti. La durata del tempo dedicato al loro utilizzo. La quantità complessiva di materiali utilizzati in classe.

Nel lavoro cooperativo, distribuire una parte dei materiali a ogni studente e una parte al gruppo serve a: Evitare la necessità di spiegazioni preliminari da parte del docente. Creare una condizione di interdipendenza tra contributo individuale e lavoro collettivo. Semplificare la gestione logistica dei materiali in aula. Ridurre il numero di materiali necessari per l’attività.

Nel Cooperative Learning, la prossimità fisica tra i membri del gruppo è principalmente funzionale a: Facilitare la memorizzazione individuale dei contenuti. Sostenere l’interazione reciproca tipica del lavoro cooperativo. Rendere più rapida la distribuzione dei materiali didattici. Ridurre il rumore complessivo prodotto dagli studenti.

Nel Cooperative Learning, nessuno studente dovrebbe avere le spalle alla cattedra perché: Verrebbe meno il rispetto delle regole di comportamento. Si comprometterebbe la continuità percettiva e relazionale con il docente. Aumenterebbe il rischio di distrazione tra pari. Si ridurrebbe la capacità di ascolto durante la spiegazione.

Nel Cooperative Learning, la configurazione dell’aula rende visibili: Le competenze pregresse del gruppo classe. Le abitudini pregresse degli alunni nel lavoro individuale. Le modalità di partecipazione attese dagli studenti. Le preferenze organizzative dell’istituto scolastico.

Nel Cooperative Learning, l’organizzazione dello spazio dell’aula è considerato: Un fattore secondario rispetto alla progettazione delle attività. Un elemento neutro che però influisce sul comfort fisico degli studenti. Una questione prevalentemente estetica e organizzativa. Una variabile didattica che incide sui comportamenti, sulle interazioni e sui processi di apprendimento.

Nel Cooperative Learning, la disposizione dell’aula veicola implicitamente: Le preferenze personali dell’insegnante in termini di arredo. Il livello di rendimento medio atteso dagli studenti. Le norme istituzionali di sicurezza scolastica. Le aspettative dell’insegnante rispetto ai comportamenti e alle modalità di partecipazione.

Nel lavoro cooperativo, la collocazione «faccia a faccia e ginocchio a ginocchio» è funzionale soprattutto a: Favorire la condivisione dei materiali e il contatto visivo tra i membri del gruppo. Limitare la necessità di interventi didattici individualizzati. Garantire una maggiore sorveglianza da parte dell’insegnante. Ridurre la durata complessiva delle attività di apprendimento.

Nel lavoro cooperativo, assegnare una sola copia dei materiali a ciascun gruppo comporta: La riduzione del coinvolgimento individuale nel compito. Un rallentamento inevitabile dei tempi di apprendimento. Una maggiore dipendenza dal docente. La necessità di condividere e organizzare congiuntamente le risorse.

Nel Cooperative Learning, i materiali tradizionali: Sono poco adatti al lavoro cooperativo. Dovrebbero essere sostituiti da materiali progettati appositamente per i gruppi. Vanno impiegati solo nelle fasi iniziali dell’attività. Possono essere utilizzati in modo tale da favorire la cooperazione tra studenti.

Nel Cooperative Learning, la disposizione dei banchi non risponde a un criterio puramente logistico perché: Serve a ottimizzare il tempo di ingresso e uscita dall’aula. È pensata per attivare processi di confronto cognitivo e regolazione interpersonale. Permette di aumentare il numero di studenti nei gruppi di lavoro. Facilita esclusivamente il passaggio del docente tra i banchi.

Nel lavoro cooperativo, la limitazione intenzionale delle risorse disponibili al gruppo ha lo scopo di: Limitare le distrazioni durante l’attività. Ridurre i costi legati all’acquisto dei materiali didattici. Favorire l’attivazione dell’interdipendenza positiva tra i membri. Velocizzare l’esecuzione del compito assegnato.

La gestione dei materiali nel Cooperative Learning diventa una: Soluzione organizzativa per velocizzare la lezione. Strategia pedagogica per sostenere l’interazione tra pari. Tecnica per ridurre il carico di lavoro del docente. Modalità per mantenere l’ordine in classe.

La gestione dei materiali può favorire la cooperazione perché: Permette al docente di controllare meglio la classe. Impone condizioni che richiedono il lavoro congiunto degli studenti. Riduce il numero di decisioni da prendere durante l’attività. Diminuisce il tempo dedicato alla spiegazione.

Nel lavoro cooperativo, spiegare le caratteristiche del compito significa: Descrivere esclusivamente i tempi di esecuzione. Indicare solo il prodotto finale atteso. Renderlo chiaro, circoscritto e comprensibile in tutte le sue componenti. Fornire indicazioni generali lasciando però autonomia interpretativa agli studenti.

In un qualsiasi tipo di compito, la chiarezza della consegna consente all’insegnante di: Ridurre la necessità di valutazione finale. Stabilire se il compito è stato svolto in modo adeguato. Limitare il proprio intervento durante l’attività. Favorire il lavoro individuale all’interno del gruppo.

Esplicitare gli obiettivi di una lezione permette principalmente agli studenti di: Lavorare in modo più autonomo dal docente. Concludere più rapidamente il compito assegnato. Mantenere il focus sui concetti e sulle informazioni rilevanti. Ridurre il numero di interazioni nel gruppo.

Collegare i nuovi contenuti alle conoscenze pregresse favorisce: La riduzione del confronto tra pari. Una minore necessità di supervisione docente. L’integrazione significativa delle nuove informazioni. Una maggiore rapidità nello svolgimento del compito.

Nel Cooperative Learning, la regolazione interpersonale è sostenuta quando: I gruppi sono collocati a grande distanza tra loro. Ogni studente dispone di uno spazio individuale ben delimitato. Gli studenti possono comunicare agevolmente tra loro a bassa voce. Gli studenti sono disposti in file parallele rivolte alla cattedra.

Nel lavoro cooperativo, l’interdipendenza ambientale si favorisce mediante: L’utilizzo esclusivo di ambienti digitali. L’assegnazione di compiti individuali. La separazione fisica tra i gruppi. L’uso di uno spazio riconoscibile e personalizzabile dal gruppo.

L’interdipendenza positiva non consiste nel: Creare legami funzionali tra i membri del gruppo. Far lavorare insieme diversi studenti senza una progettazione specifica. Coordinare gli sforzi individuali verso un risultato comune. Rendere condiviso il raggiungimento degli obiettivi.

Nel Cooperative Learning, la capacità di interagire produttivamente: Si apprende progressivamente attraverso esperienza ed esercizio guidato. Si sviluppa spontaneamente lavorando in gruppo. Dipende principalmente dal carattere individuale. È una disposizione naturale presente in tutti gli studenti.

Nella prospettiva del lavoro cooperativo, il primo passo per insegnare un’abilità sociale consiste nel: Valutare immediatamente il comportamento degli studenti. Assegnare direttamente ruoli specifici. Far comprendere agli studenti il suo valore per il lavoro di squadra. Fornire un elenco di regole da rispettare.

Nel lavoro cooperativo, maggiori abilità sociali nei membri del gruppo comportano: Migliore qualità e quantità degli apprendimenti. Maggiore autonomia individuale. Riduzione del tempo necessario per le attività. Minore necessità di materiali didattici.

Il docente, nel Cooperative Learning, dovrebbe: Limitarsi a organizzare gruppi e compiti. Concentrarsi esclusivamente sui contenuti disciplinari. Insegnare esplicitamente le abilità sociali e motivare al loro uso. Organizzare compiti decisionali veridici (VDM).

Procedere per gradi nell’insegnamento delle abilità sociali implica: Alternare momenti individuali e di gruppo. Lasciare libertà di scelta agli studenti. Insegnare tutte le abilità necessarie contemporaneamente. Focalizzarsi su uno o due comportamenti per volta.

Nel lavoro cooperativo, l’interdipendenza di identità contribuisce a: Migliorare la gestione dei tempi di lavoro. Rafforzare il senso di appartenenza al gruppo. Facilitare la distribuzione dei materiali. Ridurre i conflitti tra studenti.

Nel lavoro cooperativo, l’interdipendenza positiva favorisce: Rapporti di coesione autentica tra gli studenti. Una gestione più semplice della classe. Una minore necessità di spiegazioni iniziali. Una distribuzione più veloce dei compiti.

Nel lavoro cooperativo, la distribuzione parziale delle risorse rende necessaria: L’intervento costante del docente. La condivisione tra i membri del gruppo. La riduzione delle interazioni verbali. L’autonomia operativa del singolo.

Nel lavoro cooperativo, il contributo individuale assume valore perché: È parte di un processo comune orientato a un risultato condiviso. Dimostra le competenze personali dello studente. Permette una valutazione più semplice. Riduce il carico di lavoro degli altri membri.

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