DIDATTICA DELL'INCLUSIONE SCIENZE PEDAGOGICHE 20-27
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![]() DIDATTICA DELL'INCLUSIONE SCIENZE PEDAGOGICHE 20-27 Description: Docente: Terrenghi Ilaria |



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La strutturazione dei gruppi nella fase iniziale serve principalmente a: Ridurre il carico di lavoro del docente. Prevenire esclusioni e garantire partecipazione significativa. Velocizzare il lavoro. Evitare il conflitto. Durante l’attività cooperativa, il docente assume prevalentemente il ruolo di: Esaminatore. Coordinatore del prodotto finale. Facilitatore e regolatore del processo. Fornitore di soluzioni immediate. L’approccio non direttivo del docente implica che egli: Non intervenga mai, se non in situazioni molto problematiche. Fornisca soluzioni rapide ai gruppi in difficoltà. Orienti attraverso domande e sollecitazioni riflessive. Definisca rigidamente le procedure operative. Gli errori e i momenti di stallo, nel Cooperative Learning, sono considerati: Segnali di scarsa preparazione. Fallimenti dell’attività. Eventi da prevenire. Componenti strutturali del processo di apprendimento. Promuovere prese decisionali adattive significa: Fornire procedure da applicare. Favorire situazioni con una sola soluzione corretta. Sollecitare esplorazione, confronto e valutazione di alternative. Ridurre l’incertezza nel compito. Perché il processo decisionale ADM (Adaptive Decision Making) è particolarmente coerente con il Cooperative Learning?. Perché favorisce confronto, negoziazione e costruzione condivisa del sapere. Perché riduce i tempi di svolgimento delle attività. Perché elimina la necessità di discutere tra pari. Perché semplifica il lavoro del docente. L’ADM (Adaptive Decision Making) richiede che lo studente. Applichi algoritmi già noti. Ripeta procedure precedentemente apprese. Elabori e valuti strategie possibili di soluzione. Segua fedelmente le istruzioni del docente. Il VDM (Veridical Decision Making) è caratterizzato da: Compiti deterministici con un’unica soluzione corretta. Confronto tra molteplici strategie possibili. Problemi complessi e ambigui. Decisioni basate sul confronto tra pari. Nel Cooperative Learning, la valutazione in itinere del docente ha funzione: Formativa e orientativa. Sanzionatoria. Sommativa. Comparativa tra gruppi. Quale processo cognitivo viene attivato quando uno studente spiega al compagno (peer tutoring)?. La ripetizione meccanica delle parole del docente, per dare indicazioni precise. La rielaborazione attiva delle informazioni apprese. La memorizzazione passiva dei contenuti. L’eliminazione del bisogno di studio. Qual è l’obiettivo cooperativo del ricapitolare in coppia (peer tutoring)?. Formulare una risposta comune ritenuta completa e corretta da entrambi. Verificare chi ha capito meglio. Evitare il confronto tra pari. Ridurre il tempo di discussione collettiva. Perché la reciprocità tra tutor e tutee è pedagogicamente significativa nel peer tutoring?. Perché modifica gli atteggiamenti individuali verso l’apprendimento. Perché velocizza lo svolgimento delle attività. Perché elimina la necessità di supervisione docente. Perché riduce la responsabilità degli studenti. Il Peer Tutoring viene definito un modello di apprendimento fondato su: Solidarietà, sostegno reciproco e accettazione dell’altro. Autonomia individuale. Competizione tra studenti. Riduzione delle interazioni tra pari. Nel tutoring inclusivo, i contenuti del lavoro possono riguardare: Sia aspetti disciplinari sia abilità sociali e di autonomia. Esclusivamente contenuti disciplinari. Solo attività relazionali. Solo esercizi di memorizzazione. Chi sono i beneficiari della strategia del Peer Tutoring?. Solo i tutor. Tutees, tutor e insegnanti. Solo l’insegnante. Tutti gli studenti con difficoltà. Qual è uno dei vantaggi che ottiene l’insegnante dal Peer Tutoring?. Può dedicare più tempo a osservazione e interventi mirati. Elimina la necessità di monitoraggio. Delega completamente l’insegnamento agli studenti. Riduce il tempo dedicato alla didattica. Che cosa NON favorisce l’introduzione del Cooperative Learning in una classe inesperta?. Proporre attività complesse in gruppi numerosi. Curare lo sviluppo delle abilità sociali. Sperimentare inizialmente il lavoro in coppia. Prevedere un avvicinamento graduale alle dinamiche cooperative. Che cosa cambia quando si passa dal lavoro in coppia al lavoro in piccoli gruppi?. Aumenta la complessità delle dinamiche di coordinamento e responsabilità. Gli studenti lavorano in modo più individuale. Si riduce la necessità di comunicare. L’insegnante interviene più frequentemente. Nel peer tutoring, la scelta del tutor, in contesti con disabilità o BES, dovrebbe basarsi principalmente su: Competenze relazionali, comunicative ed empatiche. Il rendimento scolastico. La preferenza personale dello studente. La disponibilità di tempo libero. Il Peer Tutoring incide sull’organizzazione della classe perché: Riduce il numero di studenti coinvolti nelle attività. Elimina le relazioni problematiche tra pari. Attiva risorse interne al gruppo e favorisce l’apprendimento individualizzato. Semplifica il lavoro didattico. In un gruppo omogeneo gli studenti tendono a: Richiedere maggiore supervisione docente. Confrontarsi su strategie molto diverse. Sperimentare un forte conflitto cognitivo. Procedere con ritmi e difficoltà comparabili. Per una corretta formazione dei gruppi, il docente dovrebbe considerare: L'ordine alfabetico dei cognomi per garantire la massima imparzialità amministrativa. Un mix bilanciato di competenze cognitive, abilità relazionali e provenienze socio-culturali. Le indicazioni fornite dagli studenti riguardo ai compagni con cui non vorrebbero lavorare. Esclusivamente la vicinanza dei banchi per evitare spostamenti rumorosi in aula. Quale di questi è un esempio di ruolo legato al "funzionamento" del gruppo?. L'esperto di contenuto, che corregge gli errori disciplinari (della disciplina didattica) dei compagni. Il critico intellettuale, che mette in discussione la validità scientifica del testo. Il segretario, che scrive la relazione finale mentre gli altri membri riposano. Il controllore dei toni di voce, che assicura che il rumore non disturbi gli altri gruppi. Nella progettazione di un'attività cooperativa, quale distinzione fondamentale deve compiere l'insegnante riguardo agli obiettivi?. Distinguere tra obiettivi didattici (relativi ai contenuti) e obiettivi riguardanti le abilità sociali. Distinguere tra obiettivi puramente amministrativi e obiettivi legati alla valutazione sommativa. Distinguere tra obiettivi a breve termine per gli alunni BES e obiettivi a lungo termine per il resto della classe. Distinguere tra obiettivi decisi dal Dirigente Scolastico e obiettivi concordati con le famiglie. Qual è il criterio suggerito per la formazione dei gruppi in un'ottica inclusiva?. Costituire gruppi eterogenei per livelli di abilità, genere e caratteristiche personali. Creare gruppi separati per studenti con certificazione (Legge 104) per facilitare il lavoro del sostegno. Formare gruppi omogenei per capacità così da permettere a ciascuno di procedere al proprio ritmo. Lasciare che siano gli studenti a scegliere liberamente i propri compagni. Perché, secondo la letteratura pedagogica citata nel corso, i gruppi eterogenei sono preferibili a quelli omogenei?. Perché semplificano il compito dell'insegnante nella correzione degli elaborati finali. Perché garantiscono che lo studente più bravo faccia il lavoro per tutti gli altri, elevando la media. Perché stimolano il conflitto cognitivo, la riflessione e l'aiuto reciproco tra studenti con competenze diverse. Perché riducono il tempo necessario alla spiegazione frontale dei contenuti didattici. Cosa si intende per "ruoli di gestione del gruppo" nel Cooperative Learning?. Funzioni che regolano il funzionamento del gruppo, come controllare i toni di voce o il rispetto dei tempi. Funzioni delegate all'insegnante per decidere chi debba parlare durante l'attività. Ruoli burocratici finalizzati esclusivamente alla rendicontazione delle attività al docente. Compiti assegnati ai soli studenti eccellenti per monitorare il comportamento dei compagni. Qual è la funzione principale dei "ruoli per l'apprendimento" attribuibili durante un'attività in cooperative learning?. Garantire che ogni studente riceva una dispensa diversa dall'altro per studiare meglio. Aiutare gli studenti a riflettere sui contenuti e a collegarli alle conoscenze pregresse. Individuare chi, all'interno del gruppo, possiede già le competenze per superare l'esame. Sostituire la spiegazione del docente con una presentazione fatta dagli studenti. Come dovrebbero essere assegnati i ruoli all'interno dei gruppi cooperativi nel tempo?. Dovrebbero essere eliminati non appena il gruppo dimostra di saper lavorare in modo efficace. Dovrebbero essere ruotati, affinché ciascun membro sperimenti diverse funzioni e responsabilità. Dovrebbero essere assegnati solo agli studenti che ne fanno esplicita richiesta al docente. Dovrebbero essere fissi, per permettere a ogni studente di specializzarsi in ciò che sa fare meglio. Nella fase di definizione degli obiettivi sociali, l'insegnante deve: Individuare con precisione quali abilità sociali promuovere (es. saper ascoltare, incoraggiare). Limitarsi a raccomandare agli studenti di collaborare. Ignorare la dimensione relazionale per concentrarsi esclusivamente sul programma ministeriale. Valutare le abilità sociali solo in caso di conflitti tra i membri del gruppo. Qual è un vantaggio dei gruppi di lavoro piccoli rispetto a quelli più numerosi, nell'ambito del cooperative learning?. Permettono di coprire meno argomenti in modo più superficiale, riducendo l'ansia da prestazione. È più difficile che un membro si "nasconda" o si isoli, rendendo più visibile la responsabilità individuale. Favoriscono la creazione di sottogruppi competitivi. Consentono al docente di riposarsi mentre gli studenti lavorano in autonomia. Cosa caratterizza i "ruoli di stimolo al gruppo", nell'ambito del cooperative learning?. Azioni volte a sollecitare una comprensione più profonda e la rielaborazione critica dei contenuti. Tecniche di pressione psicologica per costringere i membri pigri a lavorare di più. Comportamenti finalizzati a premiare chi finisce per primo il compito assegnato. Interventi dell'insegnante volti a interrompere il lavoro di gruppo quando c'è troppo rumore. Lo squilibrio cognitivo nei gruppi di lavoro eterogenei: Riduce la motivazione degli studenti. Ostacola il lavoro cooperativo. Complica la gestione del gruppo. Funziona come stimolo intellettuale per l’apprendimento. La differenza nell’uso dei materiali tra approccio cooperativo e individualistico riguarda: La quantità complessiva di materiali utilizzati in classe. La durata del tempo dedicato al loro utilizzo. La logica con cui i materiali vengono distribuiti agli studenti. Il tipo di contenuti presenti nei materiali didattici. Nel lavoro cooperativo, distribuire una parte dei materiali a ogni studente e una parte al gruppo serve a: Ridurre il numero di materiali necessari per l’attività. Semplificare la gestione logistica dei materiali in aula. Creare una condizione di interdipendenza tra contributo individuale e lavoro collettivo. Evitare la necessità di spiegazioni preliminari da parte del docente. Nel Cooperative Learning, la prossimità fisica tra i membri del gruppo è principalmente funzionale a: Facilitare la memorizzazione individuale dei contenuti. Sostenere l’interazione reciproca tipica del lavoro cooperativo. Rendere più rapida la distribuzione dei materiali didattici. Ridurre il rumore complessivo prodotto dagli studenti. Nel Cooperative Learning, nessuno studente dovrebbe avere le spalle alla cattedra perché: Nel Cooperative Learning, nessuno studente dovrebbe avere le spalle alla cattedra perché:. Si comprometterebbe la continuità percettiva e relazionale con il docente. Aumenterebbe il rischio di distrazione tra pari. Si ridurrebbe la capacità di ascolto durante la spiegazione. Nel Cooperative Learning, la configurazione dell’aula rende visibili: Le preferenze organizzative dell’istituto scolastico. Le modalità di partecipazione attese dagli studenti. Le abitudini pregresse degli alunni nel lavoro individuale. Le competenze pregresse del gruppo classe. Nel Cooperative Learning, l’organizzazione dello spazio dell’aula è considerato: Un fattore secondario rispetto alla progettazione delle attività. Una questione prevalentemente estetica e organizzativa. Un elemento neutro che però influisce sul comfort fisico degli studenti. Una variabile didattica che incide sui comportamenti, sulle interazioni e sui processi di apprendimento. Nel Cooperative Learning, la disposizione dell’aula veicola implicitamente: Le aspettative dell’insegnante rispetto ai comportamenti e alle modalità di partecipazione. Le norme istituzionali di sicurezza scolastica. Il livello di rendimento medio atteso dagli studenti. Le preferenze personali dell’insegnante in termini di arredo. Nel lavoro cooperativo, la collocazione «faccia a faccia e ginocchio a ginocchio» è funzionale soprattutto a: Ridurre la durata complessiva delle attività di apprendimento. Garantire una maggiore sorveglianza da parte dell’insegnante. Limitare la necessità di interventi didattici individualizzati. Favorire la condivisione dei materiali e il contatto visivo tra i membri del gruppo. Nel lavoro cooperativo, assegnare una sola copia dei materiali a ciascun gruppo comporta: La riduzione del coinvolgimento individuale nel compito. Un rallentamento inevitabile dei tempi di apprendimento. Una maggiore dipendenza dal docente. La necessità di condividere e organizzare congiuntamente le risorse. Nel Cooperative Learning, i materiali tradizionali: Sono poco adatti al lavoro cooperativo. Dovrebbero essere sostituiti da materiali progettati appositamente per i gruppi. Vanno impiegati solo nelle fasi iniziali dell’attività. Possono essere utilizzati in modo tale da favorire la cooperazione tra studenti. Nel Cooperative Learning, la disposizione dei banchi non risponde a un criterio puramente logistico perché: Serve a ottimizzare il tempo di ingresso e uscita dall’aula. È pensata per attivare processi di confronto cognitivo e regolazione interpersonale. Permette di aumentare il numero di studenti nei gruppi di lavoro. Facilita esclusivamente il passaggio del docente tra i banchi. Nel lavoro cooperativo, la limitazione intenzionale delle risorse disponibili al gruppo ha lo scopo di: Limitare le distrazioni durante l’attività. Ridurre i costi legati all’acquisto dei materiali didattici. Favorire l’attivazione dell’interdipendenza positiva tra i membri. Velocizzare l’esecuzione del compito assegnato. La gestione dei materiali nel Cooperative Learning diventa una: Soluzione organizzativa per velocizzare la lezione. Strategia pedagogica per sostenere l’interazione tra pari. Tecnica per ridurre il carico di lavoro del docente. Modalità per mantenere l’ordine in classe. La gestione dei materiali può favorire la cooperazione perché: Permette al docente di controllare meglio la classe. Impone condizioni che richiedono il lavoro congiunto degli studenti. Riduce il numero di decisioni da prendere durante l’attività. Diminuisce il tempo dedicato alla spiegazione. Nel lavoro cooperativo, spiegare le caratteristiche del compito significa: Renderlo chiaro, circoscritto e comprensibile in tutte le sue componenti. Descrivere esclusivamente i tempi di esecuzione. Indicare solo il prodotto finale atteso. Fornire indicazioni generali lasciando però autonomia interpretativa agli studenti. In un qualsiasi tipo di compito, la chiarezza della consegna consente all’insegnante di: Ridurre la necessità di valutazione finale. Stabilire se il compito è stato svolto in modo adeguato. Limitare il proprio intervento durante l’attività. Favorire il lavoro individuale all’interno del gruppo. Esplicitare gli obiettivi di una lezione permette principalmente agli studenti di: Lavorare in modo più autonomo dal docente. Concludere più rapidamente il compito assegnato. Mantenere il focus sui concetti e sulle informazioni rilevanti. Ridurre il numero di interazioni nel gruppo. Collegare i nuovi contenuti alle conoscenze pregresse favorisce: La riduzione del confronto tra pari. Una minore necessità di supervisione docente. L’integrazione significativa delle nuove informazioni. Una maggiore rapidità nello svolgimento del compito. Nel Cooperative Learning, la regolazione interpersonale è sostenuta quando: I gruppi sono collocati a grande distanza tra loro. Ogni studente dispone di uno spazio individuale ben delimitato. Gli studenti possono comunicare agevolmente tra loro a bassa voce. Gli studenti sono disposti in file parallele rivolte alla cattedra. |




